Skip to main content

CERTOSA

Studio Morra

9 novembre 1995

 Matteo Fraterno è nato a Torre Annunziata (Na) nel 1954. Vive e lavora tra Napoli, Roma e L’Aquila. Tra le sue esposizioni ricordiamo : “Evacuare Napoli”, 1985 ; “Temporale-estivo”, Bologna 1987 ; “Contatti”, Budapest 1989 ; “A sud dell’Arte”, Bari 1991 ; “Toupie or not to be” Roma 1995.“Certosa” nasce durante un soggiorno dell’artista, nella Vigna San Martino, sette ettari ai piedi della Certosa di San Martino, un tempo coltivati dai monaci certosini, dove crescono viti, ulivi, fichi, pesche, arance, limoni, e tantissimi fiori spontanei.La tensione dell’artista è rivolta innanzitutto a sottolineare quanto l’uomo sia stato capace di influire negativamente sul libero crescere di contesti naturali. Anche l’Amazzonia, polmone dell’intero pianeta, è stata annientata dalla negatività dell’uomo che ha distrutto e modificato un contesto estremamente vitale.“... ho trasferito dal mio atelier alle falde del Vesuvio quella necessità di scambio con la natura che mi ha permesso di avvicinarmi a questo luogo senza timori, trovando l’equilibrio che cercavo: un’Amazzonia  nel centro di Napoli. I giorni trascorsi, la conoscenza del territorio che si trasformava con le stagione, hanno accellerato la consapevolezza di dover convivere con una forte contraddizione: la “catastrofe” nel golfo di Napoli che neutralizza lo scambio vitale offerto da luoghi come la “Certosa”.Guardandomi intorno traducevo in forme plastiche un’opera che metteva finalmente in vita materiali naturali: sabbia, tufo, pietra lavica; materiali che il contesto ambientale, con la sua carica autodistruttiva innescata dall’uomo, aveva reso morti.”È chiaro il suo sforzo di far rivivere materiali, di risvegliare questa natura che l’essere umano freddamente ha ucciso. Matteo Fraterno usa e mette a disposizione dell’ecosistema la sua ricerca poetica. L’opera di Matteo Fraterno comunica un nuovo percorso vitale offrendo un messaggio per un futuro che sia in grado di conoscere e capire di nuovo la sua propria base poetica.