Al Hansen
Fondazione Morra
25 novembre 1995
Alfred Earl Hansen (1927-1995) nasce a Queens (N.Y., USA). Tra il 1945 ed il 1950 presta servizio militare nell’US Airforce presso il Comando Tattico Aereo nel Sud Carolina. Nel ’50, a New York, incontra John Cage, Dick Higgins, di lì a poco, il Living Theatre. Inizia così la lunga serie di azioni, performances, happenings, films che Hansen esegue in giro per gli USA e l’Europa solo o con gli altri (Rauschemberg, Kaprow, Beuys, Paik, Yoko Ono, Brecht, Corner). Tra queste ricordiamo : “Fluxus Anti-Musica Festival” con Beuys, Paik e Spoerri nel 1963 a Duesseldorf ; “Monday Night Letter” con Paik, Higgins, Brecht nel 1965 a New York; “World War Two Songs and Fire Rockets” nel 1988 a Colonia ; “Mama Vesuvia Mia” nel 1988 e “A Visitation of Fantoms” nel 1990 a Napoli. Nel 1991 torna nuovamente a Napoli dove esegue una serie di lavori dedicati ad alcuni artisti suoi amici, tra i quali Maciunas, Kaprow, Paik, Beuys, Cage.
A proposito di Fluxus Hansen scriveva : “...Fluxus è duro, Fluxus è un errore fatto apposta. L’arte di Fluxus è un’anti-arte fatta (per la maggior parte) da non artisti, da piccoli travets francesi, da ricercatori chimici, da giornalisti dell’ultima era.
...La gente di Fluxus ama sputare nel piatto dove mangia, anche se solo al momento del dessert. Fluxus è un ostacolo, una cunetta su una strada, una piaga che non guarisce, Fluxus è un flegma che non si riesce a sputare tossendo. Fluxus è una scheggia in un luogo tranquillo. Fluxus è qualcosa che non può accadere. Fluxus è il non trovare la colla adatta. Fluxus è quando il decollo dell’aereo viene rimandato di altre due ore. Fluxus è quando provi a fare una scoreggia di poco conto e invece ti cachi nelle mutande. Fluxus è urlare con tutti quanti. Fluxus non ha educazione. Fluxus è un puzzo in un luogo bello. Fluxus è anche una cosa meravigliosa nel posto più orribile. Fluxus in realtà è molto, molto paranoide. La paranoia trasforma la mutezza in arrogante stupidità. Le cappe e le spade dell’accademia hanno fatto il loro tempo. Fluxus è come infilarsi la camicia e rendersi conto che si tratta invece dei calzini. Fluxus è come un aeroplano che va sott’acqua ed esplode, ma poi vi svegliate in una poltrona di cinematografo.
Fluxus è una specie di Zen. Quando vi avvicinate a Fluxus, le montagne sono proprio montagne, ma dopo che vi siete entrati, le montagne restano montagne ma voi siete a pochi centimetri da terra”.
