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5×1000 “L’arte dipinge la vita”

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fondazione morra 5x1000 2020

Allan Kaprow, Stockroom, 2016. Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea - Napoli

 

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Museo Hermann Nitsch 2018-2020 | relitti 152 azione

00 museo nitsch 10 anni 2018 homeA dieci anni dalla sua apertura il Museo Hermann Nitsch- Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee prosegue la riflessione critica e teorica attorno al grande artista austriaco, padre dell’Azionismo Viennese.
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ESPERIENZE L infinito intrattenimento MATTEO FRATERNO cop P

MATTEO FRATERNO 
ESPERIENZE / L’infinito intrattenimento

15 febbraio – 14 marzo 2020
OPENING 15 FEBBRAIO ORE 12:00

Fondazione Morra - Biblioteca per le Arti Contemporanee

the rabbit hole the art of remembering HOME

the art of remembering residenza d’artista

dal 20 aprile al 4 maggio 2020

Museo Nitsch Napoli

 

Lóránd Hegyi

Disegno a metà strada fra aspirazione alla totalità e sensualità
[ndt:dal francese]   Commenti sui disegni di Hermann Nitsch
[ndt: dal tedesco]   L’opera grafica di Hermann Nitsch nel contesto dell’opera d’arte totale

L’efficacia robusta, irresistibile e drammatica dell’opera gigantesca di Hermann Nitsch affonda le radici da un lato nella coerenza estetica di tutte le sue diverse attività, e dall’altro nell’autenticità della sua narrazione complessa, pluristratificata e profondamente ancorata alla tradizione culturale dell’Europa centrale, che, nei diversi periodi della storia contemporanea, acquisisce un significato ed un’attualità continuamente rinnovati, attualizzati e concreti. Questa storia latente della ricezione e dell’attuazione spontanea, come naturale, dei messaggi veicolati dall’arte di Hermann Nitsch, dimostra la complessità intellettuale della sua opera, che offre sempre nuove prospettive di significato, applicabili alla situazione attuale. Ciò è possibile unicamente grazie al fatto che l’opera e l’universo delle idee di Hermann Nitsch sono stati sin dall’inizio creati e concepiti essenzialmente per rispondere ad un’aspirazione alla totalità. Nell’opera di Nitsch quest’aspirazione alla totalità acquisisce precisamente un posto centrale ed irriducibile; agisce in quanto energia onnipotente, inesauribile, irresistibile, sensuale, morale e al tempo stesso pragmatica e materiale, comprensiva di tutti i campi della creazione. Quest’energia si identifica radicalmente, logicamente, vigorosamente, direttamente ed irrevocabilmente – tramite l’atto artistico, nella pratica artistica – con l’energia della vita, con l’energia di tutto ciò che accade.

Questa concentrazione ossessiva e radicale sull’esperienza totale dell’essere, sull’esperienza totale della vita, sulla presa di coscienza essenziale, omogenea ed indivisibile di tutti i processi e di tutti gli avvenimenti della realtà, spinge l’artista verso confini che si sviluppano ad un livello contemporaneamente metaforico e fisicamente pragmatico. L’atto e l’azione artistici si presentano come gioco allegorico, dimostrazione esemplare, insegnamento e allo stesso tempo come esperienza diretta, radicalmente sensuale, voluttuosa e materiale degli effetti e dei processi elementari. Per questo motivo Hermann Nitsch parla di teatro degli avvenimenti reali, all’interno del quale il tempo reale – e non l’imitazione mimetica del tempo – le materie reali ed i processi fisici – e non l’imitazione mimetica della materialità – fanno parte del gioco. Nel Teatro delle Orge e dei Misteri nessuna storia è rappresentata, nessuna azione e nessun processo temporale è illustrato (-a), ed infine nessun avvenimento narrativo è imitato o rappresentato attraverso il mimetismo: tutto ciò che vediamo e sperimentiamo, tutto ciò che tocchiamo, tutto ciò che ascoltiamo e sentiamo è reale. Lo spettatore è confrontato con la realtà primaria, materiale e sensuale; vive la realtà sensuale nel tempo reale. Questo atto dell’esperienza reale, quest’esperienza dell’avvenimento temporale reale e delle entità materiali reali, contiene significati metaforici che comportano conseguenze estetiche ed etiche, eppure le apparizioni vissute e sperimentate non sono realtà metafisiche, bensì realtà fisiche che si articolano e si sviluppano nel tempo reale.

Per questo motivo è estremamente interessante constatare in quale modo questo concetto di reale, questo concetto di devozione totale alle forze elementari e fondamentali della natura e della vita, questo concetto dell’apoteosi dell’immediato e dell’auto-identificazione con le esperienze elementari della vita, compresa quella della morte, derivi – nel suo contenuto e per così dire pressoché filosoficamente ed ideologicamente – dalla grande tradizione artistica occidentale della rappresentazione della storia delle sofferenze e della risurrezione di Cristo, vale a dire dalla tradizione della rappresentazione della Passione, dell’estasi, dei momenti catartici, della “trans-realtà” e dell’estremo.

Questa genealogia della narrazione tipica di Nitsch, che si manifesta nell’opera tardiva dell’artista in tutta la sua complessità contestualizzata esuberante, edonista, diversificata, storica, mitologica e filosofica, contiene anche una modifica funzionale del disegno, della rappresentazione di una tematica avente la funzione di rivelazione ed animazione, o più precisamente alla partecipazione alla creazione e alla realizzazione della narrazione. In altri termini: una modifica concezionale della metodologia del disegno, dalla rappresentazione alla presentazione delle realtà.

Se, quando comincia a disegnare, il giovane artista Hermann Nitsch pone al centro dei propri interessi il confronto pittorico e figurativo con la rappresentazione degli avvenimenti catartici dal significato universale per gli uni, oppure con le forme più poeticamente efficaci della mimesi della Passione per gli altri, con la scoperta della comunicazione tramite le immagini del mito della redenzione, drammaticamente la più adeguata, il suo impegno si è sviluppato successivamente sempre più sensibilmente verso la concezione di situazioni teatrali dove, grazie all’atto della partecipazione effettiva e attiva, l’esperienza dell’incontro fisico diretto con la sensualità fisica e pratica delle realtà fisiche, accentuata dall’assurdo, viene posta al centro della catarsi.

Il percorso seguito da Hermann Nitsch conduce dalla mimesi artistica – attraverso il disegno e la pittura – alla catarsi psichica ed etica – attraverso l’esperienza del reale, del diretto, di ciò che è fisicamente percettibile, che può essere udito, e quindi di ciò che è sensuale, sapendo che l’aspirazione universalistica, mitologica e filosofica alla totalità determina sin dall’inizio la struttura totale mentale, estetica ed ideologica.

Questa conversione spirituale, questo approfondimento esistenzialista, determina anche la strutturazione funzionale e gli obiettivi del suo disegno in quanto sistema di segni, catalogo di metodi, logos, emblemi e segnali, piano d’orientamento complesso. Dalla rappresentazione espressiva, empatica e narrativa delle scene della crocifissione e della risurrezione agli indicatori concreti degli atti e degli avvenimenti teatrali, o ancora alle istruzioni musicali ed alle visualizzazioni delle strutture musicali, i toni, i tipi di esecuzione e gli effetti sonori, la funzionalità immanente dei suoi disegni non cessa di trasformarsi. E la cosa impressionante di questa metamorfosi è che i disegni presentano sempre un’efficacia diretta, quasi corporale, fisica, sensuale ed emozionale, nonostante si tratti spesso, effettivamente, d’indicatori tecnici, d’istruzioni per la rappresentazione, a mò d’informazioni metodologiche….

 

“...L’arte dipinge la vita…”

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Casa Morra 


Vigna San Martino


Museo Hermann Nitsch

Fondazione Morra

Vico Lungo Pontecorvo 29/d
80135 Napoli

Orari: lunedì-venerdì 10- 19 | sabato 10-14

Info Point

Tel +39 081 5641655
Fax +39 081 5641494

info@fondazionemorra.org

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