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Andrea Cramarossa Cinema | Respiri


TRILOGIA DELLO SPECCHIO (2010/2017)

Un dì all’azzurro spazio, L’Acqua di Marco, THE NIGHT WE MET.

 

Un dì all’azzurro spazio (Italia, 2010)

Scritto e diretto da: Andrea Cramarossa.

Con: Silvia Ferretti, Francesco Martino, Giuseppe Schisano.
Montaggio: Antonio Argenti.

Produzione: Verderame, Teatro delle Bambole, Biennale dell'Attore.

 

Sinossi:

Eccolo.
Aspetta che respiri ancora per un attimo
Per dirmi che non sia finita qua
Per dirmi che sia fatto e compiuto
Perché soffi
Sempre più pesantemente
Sulla stupidità
Sulla aridità
Sul niente.
Sarò responsabile di tutto questo silenzio.

 

 

L’Acqua di Marco (Italia, 2013)

Scritto e diretto da Andrea Cramarossa.

Con: Roberto De Chirico e Patrizia Labianca.

E con Giulio Bufo, Francesco Casareale, Andrea Cramarossa, Giovanni Dicandia, Danilo Giuva.

Operatore alla macchina: Vincenzo Ardito.

Fotografia: Sara Rinaldi.

Costumi: Silvia Cramarossa.

Montaggio: Vincenzo Ardito.

Audio post produzione: Corrado Riccomini.

Maschere: Luigia Bressan.

Sottotitoli: Inga J Sempel.

Produzione: Teatro delle Bambole.

Sinossi:

Cosa succede al nostro corpo e alla nostra anima quando veniamo abbandonati? La storia d’amore di Marco viene interrotta bruscamente con un “io non ti amo più”. Il corpo svanisce, la mente si incrina, le mani tremano, l'anima smarrita non trova più pace. Il cortometraggio indaga in 12 minuti sul senso dell'attaccamento, sulle parole frantumate che in passato hanno saldato quel rapporto d'amore ormai finito per sempre.

 

 

THE NIGHT WE MET (Italia, 2017)
Scritto e diretto da Andrea Cramarossa.
Con: Isabella Careccia, Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico Piscopo, Pouline Derbier e con l’amichevole partecipazione di Maria Panza.

Montaggio: Anna Giulia D’Onghia.
Sottotitoli: Inga J. Sempel.
Produzione: Teatro delle Bambole.

Sinossi:

Due persone decidono di scomparire per sempre, all’improvviso, senza lasciare alcuna traccia di sé. L’istante fatale – la loro volontà – che non li fa più esistere. Le ragioni possono essere le più disparate: sono state rapite; sono fuggite; sono decedute; sono nascoste. Nessuno conosce la vera ragione della loro sparizione. L’attimo, il secondo che separa il corpo tangibile dal vuoto assoluto, può avere lo stesso tempo dell’eternità e, questo tempo, si indurisce, pietrifica, come un callo si fossilizza nel ricordo delle persone conosciute e ancora presenti. Oppure si concretizza negli spasimi della terra, che tutto inghiotte e tutto tiene a sé; o, ancora, diviene un deja vu, laddove il ricordo squarcia il silenzio ravvivato da un esempio concreto e inaspettato.

Fabrizio e Anna, questi i nomi delle persone misteriosamente scomparse e mai ritrovate. Esse, Sembra che esse esprimano la volontà d’un delirio, logorante e insaziabile, sortito da uno sfasamento con il procedere della realtà e dalla impossibilità di riconoscere tutto ciò che li circonda come reale, dimenticando i nomi delle cose esistenti, in una vertigine obliqua che corrode implacabilmente i loro confini corporali.



Riconoscimenti:

The Next Generation (Terzo classificato) – Short Film Festival 2017 

Motivazione: “The Night We Met è la storia di una sparizione improvvisa di due persone, che decidono di non lasciare alcuna traccia di sé. Il lavoro si interroga sulla maschera e sull'identità “liquida” dei protagonisti, e sulla scintilla che li investe, quell'attimo decisivo in cui il corpo tangibile si separa dal vuoto assoluto; un tempo che può avere lo status di eternità, o si indurisce, pietrifica, come un callo si fossilizza nel ricordo delle persone conosciute e ancora presenti. Il corto esprime poeticamente e con metafore estreme (e al tempo stesso delicate) il delirio forse solo sognato e uno sfasamento dalla realtà che corrode per sempre la materia. O per sempre la conserva.”

Selezione ufficiale al Taranto Film Festival,

Selezione ufficiale al Oniros Film Festival di Aosta,

Best Experimental Short Film all’Indipendent Talents International Film Festival di New York,

Menzione speciale al “Los Angeles Festival Award”,
Menzione speciale al Festival “The Week Filmaker” (Belgio).

 

 

Io Volo (Italia, 2013)

Scritto e diretto da Andrea Cramarossa.
Con: Cristina Lapedota.

Montaggio: Anna Giulia D’Onghia.
Produzione: Teatro delle Bambole.


Sinossi:

Cortometraggio autobiografico, breve ma intenso, tra narrazione e videoarte, “Io Volo” scorre la vita ed i passaggi di Cristina, le sue mutazioni e le sue trasformazioni per potersi riconoscere ed essere se stessa e reclamare la propria identità ad una società sorda che la ignora e che non la rispetta.
“Io volo perché è uno dei desideri più antichi dell’uomo: volare. Si può desiderare di volare anche per andar via, lontano, forse, fuggire, perché no?, e, forse, per mai tornare indietro. Il volo è come un salto, spesso, può essere una liberazione, una migrazione verso la Libertà e il suo miraggio. Volare per sentir meno il peso del vivere e quando sono gli altri a farti pesare la tua stessa esistenza, ecco che smetti di esistere. E fai di tutto, sbatti le porte, gridi, rompi i vetri, purché si accorgano di te e allora cominci a pregare, quel cielo dove tutti sono liberi e dove tutti volano, leggeri, e supplichi l’Amore di manifestarsi e benedici la Madonna che ti protegge di poggiare la sua mano su quell’Amore che prima o poi sai che arriverà.”

 

 

Sceneggiatura di film non realizzati:
Dolce come il sale

Lo sguardo della sposa

Fondazione Morra

Vico Lungo Pontecorvo 29/d
80135 Napoli

Orari: lunedì-venerdì 10- 19 | sabato 10-14

Info Point

Tel +39 081 5641655
Fax +39 081 5641494

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