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THOMAS de falco3

 

Casa Morra
Archivio d’Arte Contemporanea - Il gioco dell’oca - 100 anni di mostre

 

Thomas De Falco | MATERIE

a cura di Lucrezia Longobardi

Performance e Installazione Tessile

29 giugno 2018 dalle ore 19:00 alle ore 21:30

Scala di Casa Morra, Salita San Raffaele 20/c Napoli

 

 

“Mio albero, ti parlo e ti dico i miei pensieri segreti. Tutta la mia verità, tutti i miei desideri rustici, tu sai tuttodi me e dei tormenti della vita più semplice, di quella più vicina a te.”

Cit. Paul Valery

 

 

Sulla monumentale scala a matrice ottagonale del Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona, il 29 giugno 2018 prenderà corpo, dopo un periodo di residenza svolto in questo stesso luogo, la performance ed installazione tessile dell’artista Thomas De Falco. Una visione giocata sul dialogo fra forme umane e naturali, nella loro originaria reciprocità, si declinerà attraverso un paesaggio misto di corpi ed arazzi scultorei, in cui i performer divengono prolungamento scultoreo, protuberanza del supporto attraverso wrapping usati come connettori dei due mondi e, a loro volta, controfigura della natura stessa, in uno scenario onirico e totalizzante.

Materie, titolo evocativo della pluralità dei supporti della vita, in un dialogo attivo con l’architettura del luogo, tenta di ancorarsi alla stabilità di un monumento facendo di esso stesso casa, laddove la stabilità del momento è precaria e difficoltosa da ritrovarsi. E la donna, e il suo dolore, partecipano a questa narrativa come simbolo assoluto. Quest’ultima non è vincolata all’instabilità intesa con accezione negativa, ma come atto di superamento nonostante la costernazione dell’afflizione. I parallelismi con la città, a questo punto, emergono naturalmente e rendono una visione poetica e delicata di questo connubio semantico. La donna, che rispecchia il genere con il quale viene riconosciuto il “sesso” della natura, diviene corpo emblematico per questa identificazione tra gesto ed essenza, come la città “femmena” che ospita questo lavoro e ne ispira i tratti principali.

 

Un’opera è inscindibile dal suo contesto storico e politico.
Un’opera contemporanea, è quindi, un accento all’interno di un discorso più ampio, una grande sinfonia di voci e fiati che la animano, di riflessioni che spiralicamente convergono nel concetto di Zeitgeist.

Napoli è un porto. Una soglia sul Mediterraneo. Sulle sue acque hanno navigato miti antichi, le imprese degli eroi greci, di Ulisse, ma ogni età ha le sue epopee. Ed esse sempre superano i contorni della realtà per assumere una dimensione iperolica, epica, appunto. A tracciare i contorni di una mitologia contemporanea del Mediterraneo ci ha pensato Pasolini nel 1964 con la sua “Profezia”. Noi abbiamo intessuto quel mito di elementi dalla radicalità tragica. Fissando nella trama del mare, l’ordito del confine.

E’ da qui che, inevitabilmente, per ragioni squisitamente storiche, il lavoro di Thomas De Falco trova l’innesco, percorrendo il limite concettuale di un simbolo che è punto di separazione e di unione al contempo. Il confine, nel suo lavoro, mostra, quindi, tutta la sua strutturale consistenza di legature, cuciture. E in questo senso rovescia il suo senso rispetto alla visione comune. Il confine diventa sutura, callosità ossea, saldatura.

Il raffinato disegno fatto dal cotone che avvolge, stringe la materia naturale, richiama al confine un significato più profondo, sposta il suo significato dall’accezione contemporanea a quella originaria, restituendo al linguaggio la propria complessità e così la sua intelligenza. Si re-instaura, in questo modo, la vera libertà dell’osservatore nel confronto con l’integrità del simbolo.

In un gioco fatto di orditi e nodi, legami tessuti e ancorati al supporto, elementi naturali che divengono epicentro ed equilibrio, si consuma un esercizio di relazioni che è metafora tutta fisica, tutta reale, della più atroce delle mancanze odierne. Nel loro dialogo costante, i materiali di Thomas De Falco, agiscono insieme senza poter fare l’uno a meno dell’altro, in un’alchimia della materia che va ben oltre l’oggetto ed intreccia le radici delle loro diverse provenienze, delle loro stratigrafie simboliche.

La città stessa, per un’opera che nasce site-specific, diventa materia che, al contatto, declina le sue risonanze. Di Napoli è la dimensione femminile che l’artista non può evitare di affrontare. La sua pietà di riva esausta, lambita da un mare in pena, trova nell’attributo femminile la forza di gonfiarsi di un’energia ancestrale e rigeneratrice che dal porto sale e dipana per i vicoli, vasi sanguigni, sistema nervoso di una comunità umana che ha imparato a superare le lacerazioni attraverso la pratica, evolvendo fino a poter esistere, nella condizione in cui il dolore più lancinante coincide con lo stato di normalità. In ragione di questa devozione all’assoluto naturale, Napoli rifiuta le differenze, i suoi figli – eduardianamente – sono tutti uguali. La distinzione qui passa per un sistema di cuciture, di equilibri, di punti di sutura, che hanno attraversato la carne non senza dolore.

De Falco disegna, allora, nello spazio, un antropo-rama composto da performer di etnie diverse, evocazione di un idea di famiglia umana naturale resa indissolubile per legami visibili, intrecci di radici, di contatti, di articolazioni composte in un abbraccio materno, in una pietà che del femminile ha tutto e della città il colore.

1. Le jardin noir, wrapping su tela con foglia in ferro e ramo di ficus. 50x70m

2. Untitled, foglie con cuciture a vista in plastica con wrapping e ramo. 125 x110m

3. Untitled, foglie con cuciture a vista su tela con wrapping. 2x2m

4. Untitled, foglie con cuciture a vista in plastica con wrapping. 1,90x1,30m


I performer:

Amie Zuore

Traore Ladifa
Traore Mariam
Ketcha Wandji Tracy Jonen
Karim Tintore
Noemi Perlingieri
Vlad Marchese
Alessandra Aliberti
Jem Perrucchini


I musicisti:

Giuseppe Vietri
Pietro Santangelo
Valentina Ciniglio
Giulio De Asmundis
Giuseppe di Taranto
Sara Piccegna
Viviana Ulisse
Giusi Arvonio

Le assistenti dell’artista:

Elisabetta Genoni
Fabiola Skraqi
Beatrice Schivo



Fondazione Morra

Vico Lungo Pontecorvo 29/d
80135 Napoli

Orari: lunedì-venerdì 10- 19 | sabato 10-14

Info Point

Tel +39 081 5641655
Fax +39 081 5641494

info@fondazionemorra.org

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