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Vettor Pisani | 2007 L’isola Interiore

Isola di San Servolo, Venezia, 7 giugno 2007

L’Isola di San Servolo, attuale sede della VIU - Venice International University- ha ospitato per oltre due secoli un manicomio. La Provincia di Venezia, che è tuttora proprietaria dell’Isola attraverso la San Servolo Servizi, ha promosso il restauro dell’antico istituto psichiatrico e, grazie alla collaborazione con la VIU, lo ha restituito alla città quale centro di alta formazione che ogni anno accoglie studenti, ricercatori e docenti da ogni parte del mondo.

L’Isola Interiore: Isolamenti e follia, a cura di Achille Bonito Oliva, costituisce il tema affrontato da Vettor Pisani, artista che è stato sempre precoce prefigurando, in anticipo sull’attualità, l’incesto, l’anti-natura, l’ostaggio, il plagio, l’antieroe, le sopraffazioni dell’ideologia e dell’arte.

Sempre in bilico tra l’arte e la citazione critica, il lavoro di Vettor Pisani offre un ricco impasto di simbologie, alchimie, iconografie e contenuti in cui non esiste soluzione di continuità tra passato e presente.

Artista dissacrante e fortemente impregnato del senso della storia, intesa come pensiero e visione del mondo, Vettor Pisani assume come punto di partenza Marcel Duchamp e Joseph Beuys, passando per echi massonici e rosacrociani, riferimenti simbolisti, filosofici, psicanalitici, in cui fotografia, scultura, installazioni e performance indagano, con presenza di ironia intelligente e necessaria, passioni e miti.

Il percorso labirintico e concettuale di Vettor Pisani lo vede già negli anni settanta volontariamente spingere il plagio verso le avanguardie storiche e Duchamp fino a sconfinare su Leonardo. Un lavoro che si chiama “inclinazione al dolore” introduce proprio questa possibilità di un viaggio non nostalgico a ritroso, regressivo, piuttosto capacità elastica della memoria di affondare in una lontananza che solo l’arte può ridurre e riportare a una fragranza culturale incisiva sul presente.

Negli spazi dell’isola di San Servolo, che ha ospitato per oltre due secoli un ospedale psichiatrico, Vettor Pisani espone una serie di opere tra le quali La Venere di cioccolato del 1970, la scultura Hermes del 1975 e L’Addolorata del 2007, una madonna posta su un pianoforte verticale rovesciato, incentrata sui temi del lutto e della malinconia. L’opera è la maschera, la soglia che l’artista non può varcare, perché il mondo lo riconosce in maniera definitiva e niente può sottrarlo a tale riconoscimento: nessuno slittamento nel silenzio può ridurlo a produttore di eventi quotidiani.

 

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