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SUMMARY:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI IN CONCERTO A CASA MORRA
DESCRIPTION:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI\nIN CONCERTO A CASA MORRA \nvenerdì 27 marzo 2026\nore 19:00 \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nLa Fondazione Morra presenta\, presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, un nuovo appuntamento dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione sonora\, in programma venerdì 27 marzo alle ore 19:00. \nProtagonisti della serata saranno il polistrumentista Elliott Sharp e il chitarrista Marco Cappelli\, due figure di rilievo della scena musicale internazionale\, riuniti in un progetto in duo che indaga le possibilità della composizione spontanea e dell’improvvisazione strutturata. \nL’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Morra\, da sempre impegnata nella valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee e nella promozione di esperienze interdisciplinari. In tale contesto\, il pubblico avrà la possibilità di accedere agli spazi museali di Casa Morra\, eccezionalmente aperti per una visita sonorizzata dal vivo dai due musicisti\, secondo una modalità di fruizione che mette in relazione diretta linguaggi visivi e ricerca sonora. \nIl programma musicale si articolerà in un percorso caratterizzato dall’interazione tra libertà espressiva e controllo formale\, dando luogo a un dialogo sonoro di particolare intensità. La collaborazione tra Elliott Sharp e Marco Cappelli affonda le proprie radici in oltre vent’anni di attività condivisa\, avviata nell’ambito dell’Extreme Guitar Project\, ideato da Cappelli e presentato per la prima volta a Napoli nel 2003 presso l’Associazione Alessandro Scarlatti. \nIn tale occasione\, Elliott Sharp compose il brano Amygdala\, successivamente pubblicato dalle Edizioni Peters\, inciso in sede discografica e proposto in numerosi contesti concertistici internazionali\, contribuendo alla diffusione del progetto su scala globale. \nL’appuntamento del 27 marzo rappresenta pertanto un’occasione di particolare rilievo per il pubblico e per gli operatori del settore\, offrendo un’esperienza che coniuga ricerca musicale\, improvvisazione e valorizzazione del contesto espositivo\, in linea con le finalità culturali della Fondazione Morra. \nIngresso: Visita Casa Morra + Concerto 10€ \ninfo e prenotazioni: \ninfo@fondazionemorra.org \ncasamorra@fondazionemorra.org \ntel. +393339233791
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SUMMARY:Le Nemesiache Reclaiming Mythological Rituals
DESCRIPTION:Presentazione del libro \nLe Nemesiache\nReclaiming Mythological Rituals \na cura di Sonia D’Alto \nmercoledì 11 marzo 2026 Archivi Mario Franco ore 18:30 \nPresso gli Archivi Mario Franco / Casa Morra fa tappa il tour della prima monografia internazionale su Le Nemesiache a cura di Sonia D’Alto in collaborazione con Marea Art Project\, progetto vincitore di Italian Council 13 ed. (2024) promosso dal MIC Direzione Generale Creatività Contemporanea\, edita da Mousse Publishing. Frutto della ricerca di Sonia D’Alto attraverso la frequentazione del gruppo e lo studio dell’Archivio delle Nemesiache (ex associazione Le Tre Ghinee) e dell’Archivio privato Lina Mangiacapre (Posillipo)\, il volume raccoglie preziosi documenti\, fotografie e manifesti inediti sull’eccezionale natura processuale e collettiva del loro lavoro. \nLa presentazione del volume è un dialogo dinamico e partecipativo con Gina Annunziata\, Sonia D’Alto\, Imma Tralli e Roberto Pontecorvo che racconta e approfondisce il processo collaborativo alla base della pubblicazione ed i momenti significativi del collettivo\, intrecciati a riflessioni contemporanee tra spiritualità ecologica\, ricostruzione storica delle reti di solidarietà femministe\, giustizia trasformativa\, e teorie artistiche queer. A seguire la proiezione di Le Sibille (1977) sulle origini di un mito identificato come presenza vitale nel paesaggio archeologico di Cuma\, dove cultura orale\, folklore\, natura e magia si intrecciano\, “…nella sottocultura di un tipo di divinazione che sopravvive ancora tra le anziane donne di Napoli…” (Lina Mangiacapre) \nArtiste e pacifiste\, femministe e attiviste Le Nemesiache hanno promosso dal 1970 una pratica creativa sperimentale che affonda le radici nella mitologia\, sconfinando le coordinate fisse della cultura patriarcale. L’arte è azione\, è pratica creativa da vivere: non esiste separazione tra saperi\, tra realizzazione e socialità\, estetica e politica. Le Nemesiache partecipano al cambiamento della società con manifestazioni e dibattiti pubblici (aborto e questione salariale) ed attraverso la pittura e la scultura (Lina assume lo pseudonimo di Nemesi e quando dipinge quello di Malina\, il cognome di Judith del Living Theatre attivi in Italia in quegli anni\, sua sorella Teresa il nome di Niobe e Silvana Campese è Medea)\, la scrittura\, la poesia e il teatro come pratica di autocoscienza (psicofavola)\, la performance\, il cinema e la fotografia. Alle Nemesiache importa riappropriarsi della libertà espressiva e della presenza culturale negate alle donne (gli uomini non possono partecipare ai loro eventi se non accompagnati da una donna)\, nel 1976 ideano la Rassegna di Cinema Femminista come controfestival agli Incontri Internazionali di Sorrento\, realizzano diversi films ed assegnano il Premio Elvira Notari (1987-2002) nell’ambito della Biennale Cinema a Venezia al film che ha come protagonista una donna eroina\, pubblicano la rivista Manifesta (1988-2002) per accogliere le riflessioni femminili sulla cultura. \nLe Sibille \n(1977\, S8mm>dvd\, 25 min.) diretto da Lina Mangiacapre\, musica e interpretazione di Le Nemesiache\, prodotto da Cooperativa Le Tre Ghinee/Nemesiache \nLe Sibille\, terza opera in pellicola di Lina Mangiacapre racconta l’espropriazione storica e territoriale di un sapere mitosofico ridotto a leggenda: la musica delle Sirene\, la parola delle Sibille\, la danza delle streghe. Le cerimonie sovversive\, i rituali poetici e le liturgie di pietra convergono con atti di riappropriazione per riportare in superficie la memoria di «come il progresso uccida la civiltà e di come\, in questa morte\, scompaia la cultura delle donne».
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SUMMARY:Giornata di Studi sugli Archivi - Mario Franco Art Days
DESCRIPTION:Per il quarto anno consecutivo\, la Fondazione Morra rinnova la sua collaborazione agli Art Days – Napoli Campania\, primo evento diffuso dedicato all’arte contemporanea tra il capoluogo campano e l’intera regione. La V edizione\, intitolata “Voci dall’alveare” e ispirata al racconto Freddo a Napoli di Italo Calvino\, si svolgerà dal 1 al 7 dicembre 2025. \nIn questa occasione\, Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/c\, Napoli) dedica una Giornata di Studi sugli Archivi a Mario Franco\, regista\, film-maker e storico del cinema napoletano\, mercoledì 3 dicembre 2025\, presso gli omonimi archivi ospitati nella sede dal 2017. \nGli Archivi Mario Franco costituiscono una preziosa raccolta che comprende oltre duemila volumi catalogati in OPAC\, film in pellicola e digitale\, dischi e CD: un corpus eterogeneo frutto di oltre cinquant’anni di attività del cineasta\, che dagli anni Settanta ha collaborato con Lucio Amelio e Giuseppe Morra\, documentando il passaggio a Napoli di protagonisti dell’avanguardia internazionale quali Joseph Beuys\, Andy Warhol\, Hermann Nitsch\, Shozo Shimamoto\, Vito Acconci\, Allan Kaprow e molti altri. \nLa Giornata di Studi si aprirà alle ore 11.00 con una tavola rotonda che vedrà dialogare Mario Franco\, Giuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\, Alberto Castellano (saggista e critico cinematografico) e Linda Tatafiore (Responsabile Archivi Fondazione Morra). \nIn contemporanea all’incontro\, negli spazi adiacenti alla Sala Cinema\, inaugurerà la Mostra d’Archivio\, curata da Mario Franco e Linda Tatafiore: una selezione di documenti e materiali inediti provenienti dall’archivio personale del cineasta\, che offre uno sguardo diretto sul tessuto culturale e artistico di Napoli dagli anni Settanta a oggi. \nDalle ore 14.00 alle 18.00\, la Sala Cinema ospiterà una rassegna di proiezioni dedicate alle Avanguardie a Napoli\, filmate e selezionate da Mario Franco\, tra cui tra cui L’enigma di Isidore Ducasse (1971)\, una serie di celebri performance di Joseph Beuys\, insieme ad altre videoproiezioni inedite rispetto al rapporto tra le avanguardie internazionali e il loro transito su Napoli. \nNel corso della giornata sarà inoltre possibile visitare la Biblioteca e la Cineteca del Fondo. \nIl talk delle ore 11 é aperto al pubblico\, con ingresso libero. \nPer le proiezioni pomeridiane\, a partire dalle ore 14\, la partecipazione è gratuita\, con registrazione obbligatoria tramite il link Eventbrite dedicato all’evento: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-di-studi-sugli-archivi-archivio-mario-franco-1976204143792?aff=oddtdtcreator \nELENCO PROIEZIONI DEL 03.12\nART DAYS 2025 – VOCI DALL’ALVEARE\npresso Casa Morra – Salita San Raffaele\, 20/c\, Napoli\nARCHIVI MARIO FRANCO \nDalle ore 14 alle 18: \n\nAutoritratto (1970)\, 5’48”\nRitratto L.A.\, L’Enigma di Isidore Ducasse (1971)\, 13’05”\nBeuys\, La rivoluzione siamo noi (1971)\, 15’12”\nStudio Morra\, 1974 -1992\, 9’21”\nCarlo Alfano presso la tomba del Tuffatore\, (Paestum 1972)\, 3’12”\nBeuys\, Palazzo Regale\, (1985)\, 10’10”\nVito Acconci\, Reception Room\, (1973)\, 10’45”\nShimamoto\, Un’Arma per la Pace\, (2006)\, 19’15”\nHermann Nitsch & Caravaggio\, (2010)\, 40’05”\nAlmerico De Angelis – Wearable Architecture – Azione di Strada (1980)\, 2’06”\nSettantasette\, (2010)\, 55’43”\nL’Accademia di Belle Arti a Napoli anni ’80\, (2003)\, 20’52”\nMa l’amore no\, (2004)\, 29’37”\nBeuys\, Sibilla Cumana (1980) 01’01”\nCasa Morra\, (2016)\, 4’06”
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SUMMARY:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale
DESCRIPTION:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale\nConvegno per il centenario dalla nascita di Julian Beck \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli\n17 giugno 2025 ore 16\,00 \nIl 17 giugno 2025\, negli spazi di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, la Fondazione Morra celebra il centenario della nascita di Julian Beck\, fondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, con un convegno dal titolo “I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per la valorizzazione delle esperienze teatrali radicali che hanno segnato la scena del Novecento\, e per mantenere viva la memoria attiva dei suoi protagonisti.\nA cento anni dalla nascita di Julian Beck\, il convegno intende esplorare la straordinaria attualità del suo pensiero e della sua opera attraverso una riflessione a più voci\, che intreccia analisi teoriche\, testimonianze dirette e prospettive critiche sul lascito del Living Theatre. Più che una celebrazione\, l’evento si configura come un atto di “convocazione dello spirito”\, per ripensare oggi\, in un tempo di disorientamento e trasformazione\, il potere rivoluzionario del teatro.\nI relatori – studiosi\, critici e testimoni di un incontro personale con la compagnia – porteranno il loro contributo in un confronto capace di restituire la complessità e la forza di un’esperienza teatrale che ha attraversato la storia\, trasformando il rapporto tra arte e vita\, tra scena e realtà.\nIl convegno si propone come momento di restituzione e rilancio di un’esperienza teatrale che ha saputo mettere in crisi l’ordine costituito\, generando nuove possibilità di relazione\, espressione e comunità. Una memoria che non si fossilizza\, ma continua a interrogare il presente. \nPROGRAMMA\nIntroduce: Rossana Suriano\, Progettazione culturale Fondazione Morra.\nModera: Lorenzo Mango\nInterventi di:\nIsabella Morra\, Presidente della Fondazione Morra;\nGiuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra;\nMarco de Marinis\, già Professore Ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bologna. \nRicordo di Julian Beck\, poeta teorico del Living Theatre;\nFranco Perrelli\, già Docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bari. Incontri con il Living: una testimonianza personale;\nCristina Valenti\, già Docente di Discipline dello Spettacolo\, Università di Bologna. “Convocare lo spirito”. Il teatro postumo di Julian Beck;\nLorenzo Mango\, Professore ordinario di Discipline dello spettacolo\, Università ‘L’Orientale’ di Napoli. Essere rivoluzionario dopo il fallimento della rivoluzione; \nLettura di testi tratti dal repertorio del Living Theatre a cura di: Cathy Marchand\, attrice. \nVideo-testimonianza di Eugenio Barba\, fondatore dell’Odin Teatret.
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SUMMARY:Il cinema delle Avanguardie
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno \nIl cinema delle Avanguardie\nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \n30 maggio – 11 luglio 2025\nOgni venerdì alle ore 18\,00 \nArchivi Cinematografici Mario Franco\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione della mostra Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche\, promossa dalla Fondazione Morra in collaborazione con la Fondazione Bonotto nell’ambito del quarto Anno di Millenanni\, prende il via la rassegna cinematografica Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dello storico del cinema Mario Franco. \nDal 30 maggio all’11 luglio 2025\, ogni venerdì alle ore 18.00\, gli Archivi Cinematografici Mario Franco di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea ospiteranno una selezione di film che esplorano le molteplici intersezioni tra cinema e avanguardia\, in un dialogo vivo con la ricerca verbo-visiva e sonora di Giovanni Fontana. La rassegna\, intitolata Il cinema delle Avanguardie\, propone un percorso attraverso le estetiche radicali e sperimentali che hanno segnato il Novecento e oltre\, mettendo in luce le contaminazioni tra linguaggio filmico e arti visive\, musica\, performance e poesia. \nFilm in programma: \nvenerdì 30 maggio 2025  \nOGGETTO di Mario Franco (1988\, 18′)\nVORMITTAGSSPUK di Hans Richter (1928\, 9′)\nFILM di Alan Schneider (1965\, 22′) \nvenerdì 6 giugno 2025 \n POVERE CREATURE di Yorgos Lanthimos (2023\, 140′) \nvenerdì 13 giugno 2025 \nBLOW UP di Michelangelo Antonioni (1966\, 106′) \nvenerdì 27 giugno 2025  \nHUMAN INSTALLATION: GENDER OBSOLESCENCE di Kyrahm (2009\, 9′)\nMARINA ABRAMOVIĆ\, RHYTHM 0 (1970 ca\, 7′)\nGÜNTER BRUS\, ACTION 25/7/65 (1965\, 10′)\nLIVING THEATER VS POLICE: FILMATI DI REPERTORIO (1972\, 32′) \nvenerdì 4 luglio 2025  \nJONAS MEKAS\, DA SALVADOR DALÌ AD ANDY WARHOL (1990\, 74′) \nALLEN GINSBERG\, READING AT THE LIVING THEATRE (1990\, 4′) \nvenerdì 11 luglio 2025  \nAMADEUS di Milos Forman (1984\, 180′) \nIl ciclo guarda alle Avanguardie Storiche – Duchamp\, Picabia\, Richter\, Satie\, Buñuel\, Ernst – per poi estendersi alle sperimentazioni degli anni ’60\, in movimenti quali Fluxus\, il Living Theatre\, il cinema Underground americano\, la Body Art\, la Pop Art e l’arte concettuale\, mettendo in relazione queste traiettorie con le pratiche transdisciplinari di Fontana\, in cui il linguaggio si fa corpo\, spazio e tempo. \nIl Cinema delle Avanguardie offre così una cornice visiva e storica per comprendere l’orizzonte artistico in cui si colloca l’opera di Giovanni Fontana\, sottolineandone le affinità e le risonanze con le esperienze cinematografiche più radicali del Novecento e contemporanee. \nIngresso libero fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:Cara Vali\, - Chiara Centioni
DESCRIPTION:Martedì 27 maggio 2025 alle ore 18:30 presso Casa Morra Archivi Mario Franco (Salita San Raffaele\, 20/C) si svolgerà la presentazione del libro Cara Vali\, di Chiara Centioni pubblicato da Castelvecchi Editore: un viaggio tra realtà e mito per costruire una differente vita sulle tracce di Vali Myers (Sydney\, 1930 – Melbourne\, 2003)\, artista\, poetessa\, danzatrice\, ecologista\, spirito libero e anarchico\, musa ed amica di famosi poeti\, artisti e musicisti francesi e americani dell’underground tra gli anni 1950-1980. \nLaureata in Architettura\, con una Specializzazione in Restauro e Riqualificazione Urbanistica al Politecnico di Milano\, Chiara Centioni ha studiato recitazione teatrale e cinematografica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Come attrice ha preso parte a produzioni italiane e internazionali e come conduttrice ha collaborato per dieci anni con il canale televisivo americano di televendite QVC. Sansone\, il primo cortometraggio da lei scritto e diretto\, ha collezionato premi in festival di tutto il mondo. Sta attualmente lavorando a serie tv\, lungometraggi\, documentari e podcast e collabora da anni con case di produzione italiane e straniere. \nChiara Centioni CARA VALI\,\nCastelvecchi editore Collana Raid\, pp. 176\, maggio 2025 \nUna vertiginosa odissea al confine tra realtà e mito\, in cui Chiara\, volto brillante delle televendite\, abbandona certezze borghesi per inseguire un sogno ossessivo: raccontare la vita di Vali Myers\, artista e musa selvaggia. Sullo sfondo di canyon selvaggi e coincidenze magiche\, Chiara intraprende un viaggio che dura anni\, incontrando mentori\, nemici e fratelli d’elezione\, affrontando sconfitte\, amori e rivelazioni. In dialogo con lo spirito indomito di Vali\, Chiara riscopre la propria natura primitiva\, imparando che la vera vittoria non è evitare il fallimento\, ma accogliere il precipizio. Una lettera d’amore alla libertà creativa\, un invito a trasformare la propria esistenza in un’opera d’arte\, celebrando la potenza femminile e il coraggio di essere pienamente se stessi.
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SUMMARY:Napoli Gallery Weekend
DESCRIPTION:La Fondazione Morra partecipa alla seconda edizione di Napoli Gallery Weekend \nVENERDI’ 23 MAGGIO VISITE GUIDATE \nCASA MORRA – Archivi d’Arte Contemporanea \nArtisti/artista: Giovanni Fontana \nTitolo mostra: Millenanni Quarto Anno Giovanni \nFontana: prospettive epigenetiche\, a cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDurata: 6 maggio – 31 luglio 2025 \nIndirizzo: Salita San Raffaele 20/C \nOrari: venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Potito Forte ore 14.00 – 15.00 \n  \nMUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE HERMANN NITSCH \nArtista: Hermann Nitsch \nTitolo mostra: 2024-2026 | 50 anni di amicizia 1974-2024\, a cura di Giuseppe Morra \nDurata: 2024 – 2026 \nIndirizzo: Vico Lungo Pontecorvo 29/D \nOrari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Loredana Troise e Raffaella Morra ore 16.00 – 17.00
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SUMMARY:L’Incantesimo della soglia | 2025
DESCRIPTION:L’Incantesimo della soglia | 2025 \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 9 maggio 2025 \, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli\, \nOmaggio ad Eugenio Fels \nDocumenti e Testimonianze \nA cura di Girolamo De Simone\, Lorenzo Pone e Giuseppe Morra\nCon: Andrea Riccio\, Cosimo Abbate\, Daniele Schirone\,\nGabriele Montagano et al. \nAmici e allievi raccontano la straordinaria ﬁgura del pianista-compositore\, nato a Torino nel 1953 ma elettivamente partenopeo\, scomparso a Napoli il 20 dicembre 2024. \nIl più grande insegnamento che Eugenio Fels ci ha lasciato è questo: non far musica ‘per’\, ma far musica ‘dentro’. Ossia far musica per amore della musica\, per essere ‘nella’ musica\, respirarla\, abbeverarsene\, senza secondi ﬁni. Una visione pura\, autentica\, semplice. Eppure così rara. \nPer l’occasione\, verranno donati alla Fondazione Morra tutti i materiali audio\, editati e digitalizzati in alta qualità da Girolamo De Simone\, approvati in vita da Eugenio Fels e poi conﬂuiti nel suo Canale Ufﬁciale YouTube (dove sono liberamente fruibili\, ma con inevitabile compressione audio). Verrà inoltre proiettato un ﬁlmato inedito tratto da uno degli ultimi concerti del Maestro\, a cui si stava lavorando prima della scomparsa. Per le foto e le riprese video si ringrazia Filomena Piccolo.\nPer l’ospitalità e la partecipazione si ringraziano la famiglia di Fels e Giuseppe Morra.
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SUMMARY:Millenanni Quarto Anno
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno\nGiovanni Fontana: prospettive epigenetiche\nRassegna organizzata da Fondazione Morra in collaborazione con Fondazione Bonotto\na cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \n6 maggio – 31 luglio 2025 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\n Salita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nIn occasione del quarto anno di Millenanni\, la Fondazione Morra\, in collaborazione con la Fondazione Bonotto\, inaugura in data 6 maggio 2025 il percorso espositivo Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche. In concomitanza dell’inaugurazione\, dal 6 all’8 maggio una serie di eventi esploreranno la ricerca e l’innovazione artistica attraverso l’opera verbo-visiva e sonora con il contributo di artisti e critici del panorama contemporaneo. \nIl programma prevede conferenze\, dialoghi e performance che riflettono sulla poesia\, l’avanguardia e le sperimentazioni sonore e visive. Tra gli eventi principali\, il concerto elettroacustico Che la poesia riconosca il suo corpo\, le videoproiezioni di Videoverbigerazioni sonore e la trilogia performativa Liber’action\, con la partecipazione di artisti come Alain Arias-Misson\, Julien Blaine e Giovanni Fontana; altri interventi performativi di rilievo\, quelli di Serge Pey\, Chiara Mulas\, Luigi Cinque e Lello Voce. Un’occasione per approfondire le connessioni tra linguaggio\, arte e performance\, con interventi di esperti e autori che offrono nuove prospettive sull’arte contemporanea. Di supporto al ciclo di tre giornate\, tra i mesi di maggio\, giugno e luglio\, si svolgerà la rassegna cinematografica Millenanni Quarto Anno presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, nella sede degli Archivi Mario Franco\, con un focus speciale sul tema Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dell’omonimo storico del cinema. Questa rassegna esplorerà le contaminazioni tra il cinema e le Avanguardie Storiche\, indagando l’influenza di artisti come Duchamp\, Richter\, Picabia\, Satie\, Bunuel ed Ernst sulle pratiche cinematografiche. L’attenzione sarà rivolta alle sperimentazioni cinematografiche degli anni ’60\, in particolare l’Underground americano\, i movimenti Living e Fluxus\, così come alle recenti tendenze artistiche\, tra cui la Body Art\, l’arte concettuale e la Pop Art. Un’occasione unica per analizzare le intersezioni tra cinema e arte contemporanea e per riflettere sul potenziale rivoluzionario delle avanguardie nel contesto del linguaggio visivo. \nFigura cardine della sperimentazione verbo-visiva e sonora in Italia e in ambito internazionale\, Giovanni Fontana (Frosinone\, 1946) ha costruito un’opera multiforme e radicale\, che si dispiega attraverso poesia\, performance\, installazione\, musica e videoarte. La sua traiettoria si colloca nell’alveo delle neoavanguardie\, ma se ne distingue per l’originalità con cui attraversa e intreccia i linguaggi\, senza mai aderire a un unico codice o sistema espressivo. Tra i principali promotori della poesia sonora in ambito europeo\, Fontana elabora una scrittura performativa in cui la voce\, l’azione e il segno grafico convivono in un continuo processo di trasduzione e slittamento di senso. Le sue opere\, spesso raccolte sotto la definizione di poesia epigenetica\, superano la dimensione testuale per situarsi in una dinamica evolutiva che coinvolge il corpo\, lo spazio e il tempo come elementi costitutivi del testo. A partire dalla sua lunga attività come teorico\, editore e promotore culturale\, Fontana ha saputo rifondare la nozione stessa di poesia\, svincolandola dalla pagina e riattivandola come dispositivo esperienziale. Tra i suoi strumenti: registratori\, sintetizzatori\, la macchina da scrivere\, il nastro magnetico\, la voce in stato di alterazione\, ma anche il gesto scenico\, il disegno e la parola scritta. Ogni mezzo è un campo di tensione in cui la materia verbale viene disgregata\, ricomposta\, riformulata. In Fontana la parola è organismo instabile\, forza dinamica e incarnata. Il significato si scioglie in energia acustica\, il segno visivo si espande nello spazio\, la sintassi si frantuma in ritmo. L’autore si fa operatore di una comunicazione altra\, che sfida la logica sequenziale e privilegia l’emergenza del sensibile\, del frammentario\, del non lineare. \nPROGRAMMAZIONE EVENTI \n6 maggio ore 17.30\nMillenanni Quarto Anno – Vernissage\nIntervengono:\nIsabella Morra\, Presidente Fondazione Morra\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nPatrizio Peterlini\, Direttore Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nore 18.30\nProspettive epigenetiche\nL’opera verbo‐visiva e sonora di Giovanni Fontana\nPatrizio Peterlini dialoga con Lello Voce \nore 20.00\nChe la poesia riconosca il suo corpo\nConcerto elettroacustico per voce\, piano\, fiati ed elettronica\nGiovanni Fontana (testi e voce)\, Luigi Cinque (strumenti ed elettronica) Maurizio Malabruzzi (ambient) \nConcerto triadico\nLuigi Cinque\, Giovanni Fontana\, Lello Voce (testi\, suoni e voci) \n7 maggio ore 17.30\nI controcanti dell’avanguardia\nBarbara Meazzi dialoga con Francesco Muzzioli \nore 18.30\nVideovociferazioni sonore\nVideopoemi di Giovanni Fontana\nPresentazione e start di videoproiezioni in loop. \nore 19.30\nPoésie‐action\nChiara Mulas e Serge Pey\ncon la partecipazione di Giovanni Fontana \n8 maggio ore 17.30\nScritture complesse\nDaniele Poletti dialoga con Marcello Sessa \nore 18.30\nIntermedia\nPrefigurazioni e effetti\ncon Barbara Anceschi\, Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini \nore 19.30\nLiber’action: trilogia performativa\nAlain Arias‐Misson\, Julien Blaine\, Giovanni Fontana \nBIOGRAFIE \nGIOVANNI FONTANA (Frosinone\, 1946) è un poliartista che spazia tra molteplici forme espressive\, tra cui arti visive\, architettura\, teatro\, letteratura e musica\, con una particolare attenzione alla scrittura intermediale. La sua carriera artistica ha avuto inizio nel 1963 con la sua prima mostra personale in cui esplorava il legame tra la letteratura e le arti visive. Negli anni successivi ha partecipato attivamente a gruppi teatrali e\, nel 1968\, ha fondato una compagnia sperimentale che si è evoluta in un’associazione culturale di ricerca teatrale\, “Teatro Nuova Dimensione”. Le sue prime sperimentazioni verbo-visive risalgono agli anni ’60\, parallelamente alla sua ricerca sonora con il nastro magnetico che ha applicato anche in ambito teatrale. Negli anni ’70\, Fontana entra in contatto con Adriano Spatola e diventa un punto di riferimento nel panorama della poesia visiva e sonora. Il suo lavoro ha dato vita a opere di poesia visiva\, fonografie e videografie e ha pubblicato libri e dischi\, tra cui i romanzi sonori Chorus (2000) e Tarocco Meccanico (1990). Le sue poesie sonore sono state trasmesse su reti come RAI\, BBC e BRT. Nel corso della sua carriera\, Fontana ha fondato e collaborato con diverse riviste e ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia e arte elettronica. Le sue opere sono state esposte in più di seicento mostre in Europa\, America\, Giappone e Australia\, tra cui eventi prestigiosi come la Biennale di São Paulo (1981) e la Biennale di Venezia (2003). Ha anche diretto il gruppo “Hermes Intermedia” con compositori come Antonio Poce e Valerio Murat\, con cui ha creato nuove versioni di opere come Histoire du soldat di Igor Stravinsky. Fontana ha scritto anche per musicisti come Ennio Morricone e Luca Salvadori e ha collaborato con gruppi di poesia sonora come “Il Dolce Stil Suono” e “Fuoritesto”. Nel corso degli anni\, ha ricevuto numerosi premi\, tra cui il “Premio della Cultura” nel 1987 e il “Premio Eugenio Miccini” nel 2008 per la sua carriera nella poesia d’azione. Il suo ultimo libro di poesia\, Frammenti d’ombre e penombre (2005)\, rappresenta una sintesi della sua ricerca artistica e teorica\, che ha anche condiviso attraverso conferenze e studi su figure come Anton Giulio Bragaglia e Oscar Schlemmer. La sua carriera si caratterizza per un impegno costante nella sperimentazione e nell’incontro tra diverse forme d’arte \, cercando di superare le barriere tradizionali tra i media. \nPATRIZIO PETERLINI è il direttore della Fondazione Bonotto. Laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica\, ha conseguito un D.E.A. in Psychanalyse Concept et Clinique presso l’Università Paris-8. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi in Italia\, è docente di Psicologia dell’arte all’Accademia Santa Giulia di Brescia. Dal 2005 al 2010 ha collaborato con l’Archivio F. Conz\, curando pubblicazioni\, mostre e la catalogazione delle opere e dei documenti. I suoi contributi sono stati pubblicati in numerosi cataloghi d’arte e riviste di psicoanalisi. Ha scritto\, prodotto e realizzato\, con Piero Matarrese\, il film La Perf En Fin. La recherche de Julien Blaine (Smoking Frog Production & Ed A. Parise\, Vr). Tra le sue principali pubblicazioni: Sarenco: le riviste\, la lotta. Storia di un esploratore d’avanguardia (Nomadnomad\, Brescia); Riviste d’arte d’avanguardia. L’esoeditoria in Italia negli anni 60 e 70 (con Giorgio Maffei\, Ed. Bonnard\, Milano); Fluxbooks. Fluxus Artist Books from the Luigi Bonotto collection (Mousse Publishing\, Milano); e Arrigo Lora Totino. La parola come poesia segno suono gesto (Danilo Montanari\, Ravenna). \nLUIGI CINQUE. Regista\, polistrumentista e compositore di musica classica\, folk e jazz\, ha collaborato con il teatro d’avanguardia\, l’arte visiva e la nuova danza europea\, lavorando con figure di spicco come Carlo Quartucci\, Pina Bausch\, Jannis Kounellis\, Bonito Oliva\, Nanni Balestrini\, V.S. Naipaul\, Paco Taibo II e Aldo Nove. Ha scritto e diretto opere contemporanee in città internazionali quali Roma\, Rio de Janeiro\, Jakarta\, Sidney\, Tokyo\, Nairobi\, Dakar\, Tel Aviv e Mosca. Ha pubblicato con etichette come CRAMPS\, Ricordi\, BMG\, MRF\, Fandango\, EMI e Warner. Nel 2003\, il suo album Tangerine Café ha vinto il premio della critica internazionale come miglior disco World Music. La sua formazione musicale in concerto è l’Hypertext O’rchestra. Ha diretto lavori per Rai\, Arte France e emittenti di Canada e Spagna. Il suo primo lungometraggio è Transeuropæ Hotel. \nFRANCESCO MUZZIOLI. Nato a Roma nel 1949\, Muzzioli è docente di critica letteraria e letterature comparate all’Università “La Sapienza”\, dove si è laureato nel 1971 con una tesi sulla poesia sperimentale. È attualmente membro del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo e insegna nei corsi di Letteratura\, Musica e Spettacolo\, e di Letteratura e Lingua (Laurea). Le sue ricerche si concentrano sulla critica letteraria\, la teoria letteraria e la letteratura del XX secolo\, con particolare attenzione a autori come Pascoli\, Pasolini\, Saba\, Michelstaedter\, Folgore\, Éluard\, Malerba\, Ruffato e l’avanguardia. Tra i suoi principali lavori figurano i libri Le teorie della critica letteraria (Carocci\, 1994)\, Le teorie letterarie contemporanee (Carocci\, 2000)\, L’alternativa letteraria (Meltemi\, 2001)\, Le strategie del testo (Meltemi\, 2004) e Scritture della catastrofe (Meltemi\, 2007). È anche direttore di Almanacco Odradek e collabora con le riviste Athanor\, L’illuminista\, Moderna e Testuale. Oltre agli studi accademici\, ha pubblicato un romanzo\, Il bizzarro caso dell’uomo ameboide (Latium\, 1988)\, raccolte di poesia come Materiale comune (Fermenti\, 1999)\, Alla corte del corto. Quello che i classici pensano del cattivo governo (Le Impronte degli Uccelli\, 2008)\, Verbigenerazioni catamoderne (Edizioni Tracce\, 2012) e scritti teatrali\, tra cui Recitazione (Le Impronte degli Uccelli\, 2000). \nCHIARA MULAS diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, è una delle artiste più significative e creative nell’ambito dell’arte-azione del XXI secolo. Attraverso atti poetici eclatanti\, riesce a far emergere i miti e il simbolismo necessari per il nostro tempo\, affrontando le tragedie e gli eventi della società contemporanea. Con il suo linguaggio e la sua poetica innovativa\, ha contribuito in modo determinante al movimento performativo. Tra i temi principali della sua opera\, che testimoniano l’impegno sociale e politico\, si trovano l’omaggio a Pasolini\, gli scritti carcerari di Gramsci\, i riti situazionisti per Guy Debord\, la lotta contro la Faida che segna la sua terra\, le poesie d’azione realizzate con il poeta francese Serge Pey e la denuncia dell’inquinamento del Mediterraneo causato dai fondi petrolchimici. Inoltre\, ha esplorato e celebrato la Pachamama\, la madre terra\, la grotta preistorica di Mas d’Azil e ha creato un ex voto vivo per i martiri dell’immigrazione a Lampedusa. La sua arte identitaria si radica profondamente nella regione della Barbagia in Sardegna\, evocando un passato ricco di tradizioni che risalgono al Neolitico\, unendo queste radici alla sua modernità.Chiara Mulas ha realizzato numerosi cortometraggi\, tra cui Accabadora\, Pentuma\, Barbagia\, Ruviu-Biancu-Nigheddu\, Agnus Day e ha scritto poesie visive che incorporano rituali della morte tipici della Sardegna. Le sue performance\, che riflettono un forte legame con le tradizioni locali\, sono state portate in tutto il mondo\, toccando paesi come il Québec\, la Cina\, il Giappone\, il Libano\, la Serbia\, il Marocco\, Israele\, Belgio\, Francia\, Vanuatu (Sud Pacifico)\, Svizzera e Spagna. L’artista ha anche un sito web che raccoglie e documenta il suo lavoro. \nSERGE PEY. Nato a Tolosa nel 1950\, Serge Pey è un “trovatore post-moderno”\, figlio di profughi catalani che si rifugiarono in Francia durante la guerra civile spagnola. È noto per il suo approccio unico alla poesia contemporanea\, scrivendo i suoi testi su bastoni di castagno\, un gesto simbolico che definisce il suo lavoro. Teorico della poesia contemporanea\, nel 1989 ha fondato il movimento internazionale della filosofia diretta. Il suo contributo alla letteratura è stato riconosciuto con importanti premi\, tra cui il Premio dell’Accademia di Francia\, il Premio Artaud e il Prix International al X° “Marché de la poésie”. È considerato uno dei performer più rilevanti sulla scena poetica contemporanea\, con il suo lavoro presentato in numerosi paesi. Vive a Tolosa\, dove dirige il dipartimento di Poesia e Letteratura all’Università Le Mirail. È anche il creatore della biblioteca sonora e visiva dell’Università e insegna performance e poesia d’azione al Centro d’iniziative artistiche. Nel 1975\, ha fondato il movimento “Emeute” e\, nel 1981\, la rivista “Tribu”\, dedicata alla ricerca poetica e alla sperimentazione. Autore di una tesi fondamentale sulla poesia contemporanea (La langue arrachée)\, ha scritto una trentina di libri e CD\, tra cui De la ville et du Fleuve\, Prophéties\, La Définition de l’Aigle\, Notre Dame la Noire ou l’Évangile du Serpent\, Couvre-feu\, Poème pour un peuple mort\, La Mère du cercle\, La main et le couteau\, L’Enfant archéologue\, e Pour libérer les vivants il faut aussi libérer les morts. I suoi ultimi lavori sono inclusi nell’antologia Orphée Studio (Gallimard) e in Poèmes à dire du XXe siècle (Gallimard)\, oltre che in Lettres posthumes à Octavio Paz e un CD antologico su Hugo prodotto da France Culture. Serge Pey partecipa regolarmente a eventi letterari in tutta Europa ma anche a New York\, Québec\, Mexico\, Tokyo. Nel 1980 ha fondato il Festival internazionale delle poesie contemporanee a Tolosa e nel 1981 ha lanciato il movimento delle Marches internationales de la poésie. Poeta impegnato\, ha difeso i diritti umani e ha sostenuto pubblicamente Salman Rushdie. Ha ricevuto numerosi premi internazionali\, tra cui il premio di poesia francofona “Wallonie Bruxelles” nel 1989 e il “Yvan Goll” nel 2001. Ha partecipato a eventi significativi come Napolipoesia nel 1999 e agli Incontri di Sarajevo nel 2002. \nLELLO VOCE è un poeta\, scrittore e performer di grande rilievo\, noto per il suo ruolo di fondatore del Gruppo 93 e della rivista Baldus. Oltre alla sua attività letteraria\, è stato uno dei promotori del World Poetry Movement nel 2011\, contribuendo al Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia). La sua carriera si distingue per un’ampia produzione di opere\, tra cui libri\, CD di poesia e numerosi progetti che mescolano poesia e musica\, collaborando con artisti di calibro internazionale. Tra le sue opere principali ci sono Farfalle da Combattimento (1999)\, Fast Blood (2005) e Lai\, che gli è valso il Premio Delfini nel 2003. Nel 2012\, Piccola cucina cannibale gli è valso il Premio Napoli. Voce ha anche un’importante carriera nel mondo del Poetry Slam\, introducendo questo formato in Italia nel 2001 e conducendo slams in diverse lingue. Le sue poesie sono state tradotte in numerose lingue e il suo approccio alla poesia è caratterizzato da una costante ricerca di sperimentazione e innovazione. Oggi\, Voce continua a curare progetti letterari e culturali attraverso vari canali online e collaborazioni internazionali. \nALAIN ARIAS – MISSON nasce a Bruxelles nel 1936 e\, durante la Seconda Guerra Mondiale\, si rifugia con la famiglia a New York. Cresce negli Stati Uniti\, dove si laurea in letteratura francese e greca all’Università di Harvard e inizia a sperimentare la poesia sonora. Negli anni Sessanta e Settanta compie numerosi viaggi in Europa e Nord Africa\, stabilendosi in Spagna e Belgio\, per poi tornare a New York\, dove lavora per le Nazioni Unite. La sua natura nomade\, unita alla conoscenza di otto lingue\, lo porta a vivere in Italia e Francia\, dove attualmente risiede con la moglie Karen Moller. Negli anni ’60 sviluppa la sua sperimentazione poetica\, con un crescente interesse per la visualità della poesia\, collaborando con artisti come Carlfrierich Claus\, Paul De Vree\, Sylvester Houédard e Clemente Padin. Una delle sue prime opere è il “Permutational Poem” in plexiglas\, probabilmente il primo di questo tipo\, secondo Emmett Williams. Nel 1968 lancia la serie dei “Public Poems”\, azioni provocatorie in cui cerca di unire la poesia con l’azione\, come nel caso di “Vietnam”\, il primo evento pubblico realizzato a Bruxelles. Altri seguenti lavori includono “The Beethoven Public Poem” nel 1970 a Bonn e “The Cat & Mouse Rockefeller Plaza Speech-Balloon Public Poem” nel 1974 a New York. Nel 1973 pubblica “Confessions of a madman\, murderer\, rapist\, fascist\, bomber\, thief”\, un romanzo visivo costruito tramite ritagli di articoli e fotografie prese dal “New York Times”. È autore anche di numerosi romanzi\, tra cui “Theatre of Incest” (2007) e “A Literary Work of Fiction” (in uscita). Nel 1978 pubblica “The Public Poem Book” che raccoglie la documentazione delle sue azioni di Public Poem. Il suo lavoro performativo si estende tra gli anni ’70 e ’80 con la serie “Floating Mental Theater”\, in cui crea piccoli teatri immaginari in plexiglas e legno\, dove marionette poetiche rappresentano figure letterarie e demoni. Nel 1988 torna ai Public Poems con “The Proust Public Poem” a Parigi\, seguito da eventi come “The Hollywood Monsters Public Poem” nel 1991 a Los Angeles e “The Public Shamanic Chapel Sixtine Poem” nel 1998 alla Cappella Sistina del Vaticano. Nel 2003 organizza “The Public Surveillance Poem” nella metro di Parigi e\, successivamente\, “La Dernière Scène” a Nizza e “The Last Supper” a Marsiglia. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive\, tra cui la Biennale di Venezia\, la Biennale di São Paulo\, la Biennale di Lione e la Biennale di Lodz. Le sue creazioni figurano in prestigiosi musei e collezioni private\, come il Getty Museum di Los Angeles\, il Museo Pecci di Prato e il Museo Statale di Stoccarda. \nJULIEN BLAINE nato Christian Poitevin a Rognac\, Francia\, nel 1942\, è un artista poliedrico che ha fatto della sperimentazione il cuore del suo lavoro. Poeta visuale e sonoro\, performer e organizzatore di eventi internazionali\, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni ’60\, esplorando il rapporto tra parola e immagine. Nel 1962 realizza la sua prima performance\, Reps elephant 306\, un’intervista agli elefanti del circo Franchi\, seguita dall’azione Target poem\, in cui coinvolge direttamente il pubblico. Nel 1962 avvia anche la sua carriera editoriale\, fondando la rivista Les Carnets de l’Octéor e collaborando con Ben Vautier alla rivista Identité. Successivamente\, fonda Approches nel 1966 insieme a Jean Francois Bory ma la rivista chiuderà nel 1969. Seguiranno altre esperimentazioni editoriali con Robho (1967) e Geronymo (1970). Tra le sue pubblicazioni più significative c’è Doc(k)s\, una serie di monografie che esplorano le esperienze poetiche raccolte da tutto il mondo. Negli anni successivi\, Blaine collabora con numerosi poeti visivi italiani\, cimentandosi nella produzione di performance e mostre. Nel 1983 entra a far parte del Gruppo Logomotives\, insieme a poeti e artisti come Alain Arias Misson\, Jean Francois Bory\, Paul De Vree\, Eugenio Miccini\, Sarenco e Franco Verdi\, partecipando a numerose esposizioni. Blaine è anche stato un animatore culturale\, fondando e dirigendo il V.A.C. (Ventabren Art Contemporain) e organizzando numerosi festival di poesia sonora in Francia\, tra cui quelli di Avignon\, Cogolin\, Allauch\, Tarascon e Lodève\, dal 1997. Ha curato importanti mostre personali in gallerie e istituzioni prestigiose come la Galerie Lara Vincy (Parigi)\, Franklin Furnace (New York)\, Centre Pompidou (Parigi)\, e molte altre in Europa e negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha contribuito significativamente allo sviluppo della poesia visiva e sonora\, e la sua carriera continua a essere caratterizzata da una costante ricerca di nuove forme espressive e una forte interazione tra le diverse forme di arte contemporanea. \nDANIELE POLETTI è un compositore di musica spirituale\, pianista e cantante\, il cui scopo è ispirare le persone a connettersi con la propria realtà più pura ed elevata attraverso le sue composizioni. La sua musica\, che nasce da un flusso creativo profondo\, fonde melodie semplici e chiare con la maestosità e la profondità tipiche della musica classica e lirica\, dando vita a quella che lui definisce Musica dell’Anima. La forma della canzone diventa uno strumento potente per ristabilire il legame tra il sé e l’anima\, risvegliando la gioia\, la pace infinita e la calma perfetta\, qualità essenziali della nostra vera natura. Discepolo del Maestro Paramhansa Yogananda\, Poletti segue con dedizione il sentiero spirituale del Kriya Yoga. Ha studiato la musica composta da Swami Kriyananda\, discepolo diretto di Yogananda\, e ha ricevuto la sua guida diretta per perfezionare l’interpretazione spirituale e la composizione di musica capace di elevare la coscienza e risvegliare le qualità divine nell’anima. Poletti ha sviluppato un metodo innovativo di insegnamento della composizione musicale e del pianoforte che si basa sulla percezione intuitiva e sul trasferimento “magnetico” di comprensione dall’insegnante all’allievo. Le sue composizioni includono musica per pianoforte solo\, canti sacri\, canzoni spirituali e affermazioni di guarigione. Ha fondato lo Jyoti Studio\, uno spazio di registrazione dedicato alla Musica dell’Anima e insieme a Dyuti Marra ha creato Musica InArmonia\, un progetto volto a diffondere il potere trasformativo della musica spirituale. \nMARCELLO SESSA nato nel 1992\, ha conseguito la laurea in storia dell’arte a Milano ed è attualmente dottorando in filosofia presso le università di Pisa e Firenze. Il suo ambito di ricerca si concentra principalmente sull’estetica\, sulle teorie dell’arte e dell’immagine del Novecento\, con un interesse particolare per il modernismo americano. Inoltre\, esplora fenomeni verbovisivi e letterari da una prospettiva estetologica. Ha scritto articoli su diverse riviste accademiche\, trattando tematiche come lo spazio dell’immagine nell’opera di Giulia Niccolai\, il ruolo del colore nell’estetica di Clement Greenberg\, l’iconografia modernista del sonno secondo Leo Steinberg\, e gli influssi morfologici sulla poesia di Corrado Costa.
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SUMMARY:DIS-ARMA-MI Azione esperienziale pubblica
DESCRIPTION:DIS-ARMA-MI \nAzione esperienziale pubblica\nPrototipo 1\ndi Anton Mirto \ngiovedì 10 aprile 2025\ndalle 19.30-20.30\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \n“La vulnerabilità è l’ultima cosa che voglio che tu veda in me\, ma la prima cosa che cerco in te?” * \nCasa Morra ospita DIS-ARMA-MI\, il nuovo lavoro dell’artista Anton Mirto: un’azione performativa partecipata che attiva un processo collettivo attorno a un’installazione scultorea. \nUn progetto di arte indossabile che invita il pubblico a interagire con la materia scultorea attraverso acqua\, tocco e cura\, trasformando l’opera in un paesaggio mutevole\, un territorio che ridefinisce costantemente i propri confini\, e in cui sentire risuonare il proprio paesaggio interiore. \nDIS-ARMA-MI apre uno spazio individuale e collettivo di indagine sui concetti di protezione\, vulnerabilità e fiducia\, invitando ciascuno a esplorare le proprie personali forme di difesa\, e possibilità di apertura. Un’esperienza di azione e riflessione\, circa il senso del ‘disarmo’; un invito a una responsabilità condivisa nei confronti dell’opera\, che diviene metafora dei confini tra sé e il mondo. \n“Cosa significa disarmarsi? E disarmare? Quali sono le difficoltà dello scoprirsi – e del farsi scoprire? E cosa\, invece\, consente di lasciar(si) andare e avere fiducia? * \nL’azione a Casa Morra è il primo esito di un progetto iniziato nel 2023 tramite una serie di workshop psicosensoriali diretti da Anton Mirto a Napoli\, con persone da 8 a 79 anni. Nel 2024\, la ricerca scultorea e performativa di DIS-ARMA-MI è stata condotta insieme a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti\, e attraverso ulteriori workshop intergenerazionali\, tra cui il lavoro con il gruppo di ricerca embodied education dell’Università Suor Orsola Benincasa. \n* dalle parole dell’artista \nAnton Mirto è un’artista londinese\, con radici casertane. Da un richiamo-sogno quasi ancestrale\, sceglie Napoli come spazio di partecipazione e sperimentazione dove le proprie radici famigliari\, memoria e immaginazione si intrecciano. Il suo lavoro si nutre dell’energia della città\, della sua resistenza e adattamento\, mentre materialità\, corpo e comportamento vi dialogano. Napoli non è solo sfondo\, ma agente attivo nel processo creativo di Mirto\, un paesaggio in cui lasciare tracce tangibili. \nLa pratica artistica di Mirto unisce performance\, installazione\, processi di guarigione e partecipazione. Le sue opere sono state presentate in numerose realtà tra cui: Royal Opera House\, Institute of Contemporary Arts\, Whitechapel Gallery (Londra)\, Parc de La Vilette (Parigi)\, City of Women (Lubiana) CCCB\, (Barcellona)\, Infecting The City (Città del Capo) e WUK (Vienna). Ha svolto attività di docenza a Londra presso: la Royal Central School of Speech & Drama; la University of the Arts e la Kingston University. \nLinks opere:\nhttps://vimeo.com/a2company\nhttps://www.m2company.org/ \nInfo\nCasa Morra – Archivi D’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nE-mail progetto:\nM2companyprojects@gmail.com \ncrediti\nperformer: Ailbhe Murphy \na cura di: Anton Mirto (2024-25) e con Sara Guidi (2023-24)\nrealizzazione sculture: Anton Mirto con Yulia Kryshchuk e Antonio del Giudice \nassistenti di scultura: Isabella Petruzzi\, Mita Ferronetti\, Antonio Flumeri e studenti dell’Accademia\ndi Belle Arti \nsupporto/assistenza alla produzione: Chiara Rauseo\, Maria D’Ambrosio\, Antonio Capone\,\nNicola Gabriele\, Francesco Falanga\, Emanuela di Guglielmo\,\nNoemi Saltalamacchia. \nringraziamenti speciali: Giuseppe Morra\, Antonio del Giudice\, Olga Scotto di Vettimo\,\nRosaria Iazzetta\, Rossana Suriano\, Isabella Morra\, Matteo Vinti\,\ntutto il Team di Casa Morra\, e la famiglia Petruzzi.
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SUMMARY:Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione
DESCRIPTION:Presentazione del saggio\nArte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione\ndi Jacopo De Blasio \nSabato 1 Febbraio 2025\nore 18.00\nArchivi Casa Morra – Napoli \nLa Fondazione Morra in collaborazione con Postmedia Books presentano il saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione di Jacopo De Blasio. \nIconoclastia\, vandalismo\, devastazione delle opere: la storia dell’arte è fatta anche di capolavori danneggiati\, persi o distrutti. A volte però la distruzione non è un esito accidentale né il risultato del ripensamento dell’artista: possono essere le opere stesse a decidere di farla finita\, a esprimere la tendenza ad autodistruggersi. Ma quando\, di preciso\, si può parlare di arte autodistruttiva? È davvero possibile rintracciare questa inclinazione come una tendenza artistica a tutti gli effetti? \nSabato 1° febbraio\, alle ore 18:00\, presso Casa Morra\, si terrà la presentazione del saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione (Postmedia Books\, 2024) di Jacopo De Blasio. Il volume si propone come un’indagine aperta\, introducendo una prospettiva di ricerca inedita nella storia dell’arte contemporanea. Attraverso l’identificazione di temi\, topoi e modalità ricorrenti\, il saggio avanza una possibile tassonomia di questo contraddittorio fenomeno creativo ed espositivo. \nIntroduce e modera:\nCarolina Latour (storica dell’arte) \nIntervengono:\nJacopo De Blasio (storico dell’arte)\nGian Maria Tosatti (artista)\nMaria De Vivo (storica dell’arte) \nJacopo De Blasio (Roma\, 1993) è storico dell’arte contemporanea e dottorando in Cultura visuale. Lavora come bibliotecario presso la Fondazione MAXXI e scrive per diverse riviste di settore\, tra cui NOT/NERO\, Kabul\, TBD Ultramagazine e Antinomie. Si occupa di autodistruzione\, studi postcoloniali e decolonialismo\, nuovi media ed espressioni sonore. \nInfo \nArchivi Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nPostmedia Books\nVia della Chiesa Rossa\, 49\, 20142\, Milano\nhttp://www.postmediabooks.it/
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SUMMARY:Azionismo Viennese
DESCRIPTION:Archivi Casa Morra \nAZIONISMO VIENNESE \nA cura di Giuseppe Morra  \n1 Ottobre 2024 – 1 Marzo 2025 \n  \n3 – D A Y S  R E P E R T O R Y \nvenerdì 27 settembre – ore 19 – Archivi Casa Morra\ninterventi di Giuseppe Morra\, Julia Moebus-Puck e Leopoldo Siano \nsabato 28 settembre – ore 19 – Museo Hermann Nitsch\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \ndomenica 29 settembre – ore 20 – Vigna San Martino\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \nTre giorni di eventi in apertura al calendario 2024-2026 per celebrare la storia dell’Azionismo Viennese\, la cui mostra è stata inaugurata presso lo spazio espositivo di Casa Morra e i “50 anni di amicizia 1974-2024” tra Giuseppe Morra e Hermann Nitsch. \nIl percorso espositivo curato da Giuseppe Morra per lo spazio di Casa Morra testimonia le tendenze e le poetiche di un pensiero senza schemi preorganizzati\, che interpreta l’arte con una funzione rivoluzionaria della vita – psiche e inconscio\, mente e corpo – ed un rinnovato interesse per il primitivo che ha l’abilità di sentire l’umano come frammento temporale di un continuum con la comunità\, l’ambiente naturale e l’universo tutto\, impiegando i rituali e le offerte devozionali\, le iniziazioni\, le scarnificazioni\, i tatuaggi\, utilizzando il corpo come veicolo per connettersi con l’esistenza. La bidimensionalità tradizionale della tela come supporto del medium pittorico è superata a favore della fisicità del corpo dell’artista che dipinge attraverso un’azione; le esperienze della realtà sensoriale si estendono fino ad includere oggetti e materie pittoriche ed aspirano ad oltrepassare l’astrazione attraverso le possibilità di un corpo attivo. \nGli artisti Günter Brus\, Hermann Nitsch\, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl del Wiener Aktionismus – Azionismo Viennese (1960 – ‘70) sono liberi da manifesti stilistici e connessi da un confronto di concetti e ricerche sul senso dell’Arte che si intersecano\, con testi e dichiarazioni espresse nelle azioni individuali e collettive e con le pitture\, i disegni\, le foto e i film; reagiscono in modo diretto ad un accademismo\, un’arretratezza e chiusura mentale della cultura ufficiale in Austria – e non solo – ancora oltre il momento storico. Gli Azionisti Viennesi\, secondo i propri percorsi autonomi\, applicano una terminologia psicoanalitica all’arte: i termini selezionati sono abolizione\, purificazione\, igiene psichica\, abreazione e catarsi; l’autolesionismo e l’umiliazione corporale sono un modo per superare le ossessioni\, le nevrosi e i traumi\, e per liberarsi dalla supremazia del potere e delle strutture gerarchiche. \nUna storia di tangenze e diversità sotto la cifra del corpo\, del gesto\, dell’azione\, dell’impegno creativo per un’esperienza a volte condivisa che scaturisce negli effetti\, anche oltre la percezione dell’attimo performativo\, riemergendo nella memoria attraverso foto\, film e video\, relitti ed oggetti. \nQuesta esposizione è momento di meditazione su uno spazio\, un’isola di appagato ragionamento riflessivo che si rapporta con il luogo e lo trasforma in un’opera d’arte integrale\, dove lo spettatore può riconoscere la parte e il tutto; l’opera\, il suo rapporto con le altre opere\, l’ambiente che le ospita. Una galassia\, i cui pianeti sono gli artisti che con il loro potere sollecitano il pubblico a pensare\, a meditare\, a costruire idee forti per il prossimo futuro.
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SUMMARY:Kamilya Jubran Nina Boukhari Mario Gabola
DESCRIPTION:KAMILYA JUBRAN\nNINA BOUKHARI\nMARIO GABOLA \nvenerdì 28 giugno 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nore 19:00 presentazione di GENNARO ASCIONE\nOmologia strutturale tra il processo di frammentazione dell’unità della Palestina e le categorie etiche ed estetiche di spaziotempo discreto \nore 21:00 performance sonora\nKAMILYA JUBRAN\, NINA BOUKHARI E MARIO GABOLA \nLa Fondazione Morra\, l’etichetta Viande Records e la E-M Arts portano a Napoli una leggenda della musica contemporanea: Kamilya Jubran. Nata ad Al Rahmed\, un villaggio palestinese nello Stato di Israele\, Kamilya è una poetessa\, cantante e suonatrice di oud formatasi a partire dallo studio della musica tradizionale araba. Oggi le sue influenze maggiori sono la musica contemporanea\, il noise elettroacustico e la free music; venerdì 28 giugno alle ore 21:00 Kamilya suonerà presso gli spazi di Casa Morra (Salita San Raffaele 20/c) insieme a Nina Boukhari\, bassista e sound designer di origine franco-marocchina\, e Mario Gabola\, sassofonista campano studioso di tecniche estese e inventore di estensioni sullo strumento. \nAd introdurci alla performance musicale ci sarà Gennaro Ascione alle ore 19:00. \nL’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti. \nKAMILYA JUBRAN (testo\, oud e voce) \nKamilya Jubran\, musicista e compositrice\, è una delle figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa di oggi. Cresciuta ad Al Rameh\, un villaggio palestinese situato in Galilée\, nel nord di Israele\, è stata introdotta e iniziata alla musica classica araba dai suoi genitori. All’età di 18 anni Kamilya si trasferisce a Gerusalemme\, dove studia all’Università Ebraica ed entra a far parte del gruppo Sabreen\, con sede a Gerusalemme Est. Con il gruppo ha registrato quattro album ed è stata in tournée in molte città locali e internazionali. Dal 2002 Kamilya vive in Europa e nel 2014 fonda l’associazione Zamkana\, un’organizzazione non profit che sostiene progetti artistici innovativi\, nel rispetto dei valori della libertà di espressione e della laicità. Attualmente collabora con il partner musicale di lunga data\, compositore\, trombettista e musicista elettronico Werner Hasler\, in trio con la clarinettista Elodie Pasquier e la contrabbassista Charlotte Testu; \nhttp://www.kamilyajubran.com \nNINA BOUKHARI (basso elettrico) \nNina Boukhari Laporte (1988) – in arte Nina Hoppas – è una sound artist franco-marocchina originaria di Parigi. Sviluppatrice web di formazione\, ha sempre continuato a lavorare in parallelo su diversi progetti in ambito musicale: ha iniziato il suo progetto solista nel 2016 con il nome di Odio Sis e poi Nina Hoppas\, pubblicando diversi EP per varie etichette internazionali. Dal 2018 è anche fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese)\, che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea. Nel 2022 ha frequentato un corso di sound design organizzato dallo Yorkshire Sound Women Network (YSWN) con il supporto dell’Università di York. Nel 2019 esce il suo album “Manat” per l’etichetta italiana Casetta. Attualmente è di base a Napoli e nell’ultimo periodo ha sviluppato un sodalizio artistico con la videoartista-peformer Tiziana Salvati\, con la quale porta avanti una pratica d’improvvisazione in stretto contatto con artisti/e proveniente dalle discipline della danza aerea. \nhttps://nbl-sounddesign.com/ \nMARIO GABOLA (feedback e sax acoustico\, latte\, corde e molle\, diy electronics e sensori) \nMario Gabola è nato in provincia di Salerno nel 1981\, dove ha cominciato a suonare il sax all’età di 12 anni\, nelle bande da giro tradizionali del sud Italia per circa 10 anni; Si è trasferito a Napoli nel 2000 dove si è laureato in Scienze Ambientali. Nel 2002 fonda insieme ad altri l’avant-punk band A Spirale\, che mischiano ricerca timbrica e tecniche estese con l’attitudine postpunk; Gli A Spirale nel 2008 fondano anche l’etichetta Viande Records e come improvvisatori collaborano con musicisti come Fabrizio Spera\, Roberto Bellatalla\, Jack Wright\, Mike Cooper; Nel 2009\, con SEC_ fonda il duo Aspec(t) in cui i nastri di SEC_ si mescolano agli studi di Mario sul feedback e sui materiali riciclati o autocostruiti. Nell’ultimo periodo\, a seconda dei contesti\, varia il suo set-up sul sax utilizzando estensioni di vario tipo come barattoli\, molle\, corde\, microfoni\, fino ai sensori di movimento. Ha suonato tra gli Stati Uniti\, l’Europa e la Russia ed è impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo i Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk. \nhttps://linktr.ee/mariogabola
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SUMMARY:Biblioteca Perduta Domenico Mennillo
DESCRIPTION:Domenico Mennillo  \nBiblioteca Perduta \na cura di Matteo Binci \n Dal 18 giugno al 14 settembre 2024 \nOpening 18 giugno ore 18\,00 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nBiblioteca Perduta è un’installazione ambientale di Domenico Mennillo realizzata nei bellissimi spazi di Palazzo Cassano Ayerbo di Aragona a cura di Matteo Binci e organizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con le associazioni culturali E-M Arts e lunGrabbe\, nell’ambito di Cultura Crea 2.0\, sostenuto da MIC Ministero della Cultura/Invitalia. \nBiblioteca Perduta è il quinto e ultimo capitolo del progetto pluridecennale di Mennillo Abrégé d’Histoire Figurative\, fondato sulla ricerca di concetti-figure che sono anche oggetti legati alla cultura occidentale moderna ed analizza il concetto-figura di “biblioteca” nella sua particolare accezione di dispositivo di sapere legato alla nozione di perdita. Porta in causa la biblioteca di Aby Warburg istituita inizialmente nella città natìa dello studioso (Amburgo) e successivamente trasferita a Londra per sfuggire alle ritorsioni naziste. Secondo riferimento del progetto è il poema Paradiso Perduto di John Milton\, incentrato sull’ossessione di felicità di un eterno eden sempre rincorso e anelato nella cultura occidentale. \nIl progetto espositivo consiste in un’installazione ambientale dedicata a informazioni e materiali biografici dell’artista\, provenienti dal suo archivio di lavoro. Questo progetto fa coincidere il concetto-figura di “biblioteca” con quello di “archivio”\, realizzando un solo luogo del sapere\, una sorta di luogo “monstre” dove il dato soggettivo va a coincidere con quello universale generato da informazioni provenienti da altri dispositivi del sapere. Gli spettatori vagano all’interno dell’installazione potendo seguire un itinerario libero. \nL’installazione è articolata in 3 principali set installativi: \n\nBiblioteca Perduta\nDedicata alle liste di volumi trascritte dall’artista su agende di lavoro. I volumi sono stati selezionati in 20 anni attraverso informazioni prelevate in rete e dalla lettura di quotidiani e periodici italiani e per motivi diversi non sono stati mai acquistati dall’artista. Le liste sono presentate assieme agli articoli e alle agende\, componendo un’irrecuperabile e ormai perduta biblioteca.\nSala di consultazione\nSpazio dedicato alla visione e alla consultazione di materiali e opere differenti:\n\n– Libri inediti è un’opera dedicata ai libri d’artista realizzati negli ultimi 25 anni da Mennillo in unica copia e dunque dei veri e propri libri inediti\, in quanto vengono presentati come libri mai editati\, allo stato di perenne ed infinito manoscritto. \n– De l’Amour\, de l’Amitié et sur Marcel Duchamp\, “boîte en valise” di colore giallo realizzata dal 2011 al 2024 e dedicata ai soggiorni dell’artista nella città di Parigi. È composta da 12 taccuini di scrittura espansa (testi\, collage\, disegni\, fotografie)\, assieme a lettere e cartoline postali che l’artista si auto-spedisce a Napoli\, sua città di residenza in Italia\, in una sorta di unilaterale corrispondenza con se stesso. La particolarità di questa “boîte” consiste nell’essere un piccolo scrigno dove sono custoditi i materiali di una scrittura realizzata direttamente in bella copia e priva della possibilità di essere perfezionata per divenire un dispositivo di sapere ufficiale. Una scrittura perduta che prende vita nella sua rinuncia di diventare altro\, di essere un processo compiuto in sé\, almeno secondo i dettami della scrittura pubblica e ufficiale. \n– Sala Perduta Contiene i lavori realizzati dall’artista negli ultimi 20 anni e mai presentati in altre esposizioni e installazioni\, una sorta di “mostra perduta” o mai realizzata che viene recuperata attraverso l’esposizione di una rassegna di cui l’artista è stato in 20 anni l’unico censore e spettatore. All’interno della sala sono presenti sculture\, lavori su carta e lavori di poesia visuale. \n 3. Biblioteca Nascosta\nInstallazione dedicata al rinvenimento nel 2003 in Tibet\, presso il monastero buddista di Sakya\, di una biblioteca con circa 84.000 manoscritti in rotoli (la forma che avevano i libri nell’anno 1000)\, nascosti per circa 100 anni dietro un muro lungo 60 metri e alto 10 metri. Negli spazi di questa installazione è presente anche (L) oro delle Ville Vesuviane\, una serie di collage realizzati attraverso il recupero fortuito dell’artista dell’archivio di uno studio d’architettura vesuviano\, ibridato attraverso cataloghi di antiquariato e un volume inglese degli anni ’60 dedicato alla cura estetica dell’addome. Infine\, Epistolario Sommerso 2018-2024 è dedicato alle peregrinazioni dell’artista fra il Sannio e la città  di Napoli negli ultimi 6 anni della sua vita\, spostamenti necessari per i suoi impegni privati e professionali che hanno di fatto negato all’artista di poter sfruttare tale tempo in altre attività e possibilità. \nIl progetto Abrégé di Domenico Mennillo ha realizzato dal 2011 un compendio di figurazione visuale attraverso l’indagine dei concetti di “automa spirituale” (2011)\, “atlante” (2012)\, “wunderkammer” (2014)\, “hypnomnemata”(2020)\, realizzando installazioni\, esposizioni\, workshop\, seminari di studio internazionali e incontri con università e accademie. \nDomenico Mennillo (1974) è un artista visivo italiano. Il suo lavoro è indirizzato alla realizzazione di pratiche artistiche legate alla storia della cultura occidentale. In particolare il suo lavoro è incentrato sulla creazione di installazioni site specific\, per le quali realizza anche manufatti e oggetti. Laureato in filosofia\, si occupa anche di curatela scientifica di archivi di poesia visuale internazionale\, performance e arte ambientale\, per i quali cura mostre\, work shop\, seminari di studi e convegni. Ha pubblicato oltre venti volumi fra monografie e saggi\, dedicandosi inoltre alla realizzazione di libri d’artista non venali\, in copia unica o in tiratura limitata\,  \nSuoi lavori sono stati presentati anche presso Fondazione Morra\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, Fondazione Donna Regina per le Arti Contemporanee\, Museo Madre Napoli\, Fondazione Campania dei Festival\, Museo Macro Roma\, Museo Villa Pignatelli Napoli\, Castel Sant’Elmo Napoli\, Museo della Certosa di San Lorenzo Padula\, Künstlerverein Malkasten Düsseldorf\, Biennale di Venezia. 10. e 18. Mostra Internazionale di Architettura\, Triennale  Milano.
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SUMMARY:Millenanni Terzo Anno Henri Chopin. Visiva Utopia
DESCRIPTION:Millenanni Terzo Anno\nHenri Chopin. Visiva Utopia \nA cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDal 9 aprile al 31 luglio 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione del Terzo Anno di Millenanni\, La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito del Progetto XXI\, inaugura il 9 aprile 2024 il percorso espositivo Henri Chopin. Visiva Utopia.  \nArtista di notevole sperimentazione progettuale nel campo d’azione della neoavanguardia internazionale\, Henri Chopin (Parigi\, 1922 – Londra\, 2008) introduce il suo percorso nella grande parentesi creativa della “poesia concreta”. Nel panorama delle ricerche verbo-visuali del secondo dopoguerra\, Chopin si inserisce a pieno titolo come figura di rilievo rispetto alla specifica corrente della “poesia sonora”\, sebbene il suo percorso non possa racchiudersi in una singola esperienza. Audio-poèmes\, registrazioni vocali su magnetofono di deformazione e distorsione della voce\, dactylo-poèmes\, esercizi tipografici e di esplorazione dello scheletro formale della parola\, ma anche esperienze di performance art\, scrittura editoriale e pamphlettistica\, regia cinematografica\, scrittura teorica e teatrale. Henri Chopin corrompe ogni modalità prescrittiva nella sua pratica di vita\, e procede in una ricerca orizzontale rispetto ai campi del lessico\, dell’acustica e della grammatica\, spezzando le relazioni automatiche che vi sono fra essi. La parola è al grado zero\, la voce recupera il suo corpo sonoro\, favorendo la parte significante rispetto a quella semantica. La sensorialità prevale sul senso relazionale del verbo. \nIl percorso espositivo non è esclusivo all’osservazione della figura di Chopin\, ma si organizza come un simposio tra figure convergenti\, ma non omologate\, rispetto alle neoavanguardie. Paul de Vree e Bernard Heidsieck\, vicini a Chopin e altrettanto associati all’esperienza della poésie sonore\, sono presenti in mostra; assieme ad essi\, compaiono i nomi più rappresentativi della stagione della poesia visiva in Italia: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Arrigo Lora Totino\, Ugo Carrega\, Stelio Maria Martini\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, Michele Perfetti\, Luciano Caruso e Giovanni Fontana. \nInserita in un reticolo di interscambio sinestetico fra artisti dalle esperienze collettive di Gruppo 63\, Gruppo 70\, Gruppo Tool\, oltre che derivati dalla cornice editoriale delle riviste Documento Sud e Linea Sud\, la dimensione di Chopin conserva il suo senso distintivo. La sua ricerca\, improntata alla scomposizione fonetica della lingua\, emerge e si pone in un dialogo di confronto poietico\, e poetico\, rispetto agli altri artisti. Una sezione di documenti\, curata da Domenico Mennillo\, presenta\, a corollario della mostra\, alcuni materiali contenuti nell’Archivio Henri Chopin allocato presso gli spazi di Casa Morra: inviti\, affiche\, fotografie\, lettere e scritti preparatori per testi e performance\, nastri magnetici\, dischi e audio cassette. \nLa collaborazione tra Fondazione Morra ed Henri Chopin è consolidata fin dagli anni Ottanta e trova una sua manifestazione in produzioni di carattere eterogeneo\, sostenendo l’artista nelle sue ricerche rispetto alle partiture verbo-visive. Inoltre\, tramite la pubblicazione delle sue opere in traduzione italiana\, tra cui “L’ultimo romanzo del mondo” ([1961]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1984)\, “La Conferenza di Yalta” ([1984] Edizioni Morra\, Napoli\, 1987) o “Il gambero cosmografico” e “Il granchiolino innamorato” ([1965 e 1967]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1994) editi dalla stessa Fondazione\, il sodalizio tra Giuseppe Morra ed Henri Chopin acquista ulteriore compattezza. \nNel corso delle giornate del 9\, 10 ed 11 aprile\, Henri Chopin. Visiva Utopia sarà supportata dagli interventi dei curatori della mostra Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini\, di Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, di Eva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\, di Cecilia Bello Minciacchi\, Docente in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” di Barbara Meazzi\, Docente di Letteratura e Civilità italiane del XX secolo presso l’Università di Nizza\, di Domenico Mennillo\, Curatore scientifico degli Archivi Fondazione Morra\, di Girolamo De Simone\, musicista e agitatore culturale\, dell’artista sonoro Domenico Napolitano (SEC_)\, di Mario Franco\, Critico cinematografico e creatore dell’Archivio omonimo all’interno della Fondazione\, e di Barbara Anceschi\, grecista e Direttrice editoriale delle edizioni del verri. Parallelamente\, le lectiones critiche saranno accompagnate dalle performance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano Di Trapani)\, Umberto Petrin. \nDa aprile a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di dodici proiezioni cinematografiche\, che vanno ad interagire con il periodo storico analizzato. \nLa produzione artistica intermediale di Henri Chopin innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. \nLa Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata nell’ambito del progetto “Rilancio e sostegno della Fondazione Donnaregina- Sez. Progetto XXI” – POR FERS Campania 2014/2020 \n  \nHenri Chopin. Visiva Utopia\nProgramma manifestazione \nMartedì 9 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Visiva Utopia \nIntervengono: Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nBarbara Anceschi\, Direttrice editoriale Edizioni del Verri\nGiovanni Fontana\, Fondazione Berardelli\nPatrizio Peterlini\, Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nOre 20\,00 VOCÈMI Dismisure foniche e lallazioni randagie per Henri Chopin \nPerformance poietica di Giovanni Fontana \nMercoledì 10 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Archivio visivo e performativo \nIntervengono: Domenico Mennillo\, Curatore scientifico Archivi Casa Morra\nDomenico Napolitano (SEC_)\, compositore di musica concreta ed elettroacustica\nBarbara Meazzi\, Université Côte d’Azur – du son dans les oreilles: Henri Chopin e i tentacoli del Verbo  \nOre 19\,00 Secret Performance \nPerformance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano di Trapani) \nOre 20\,00 Liturgie du Souffle \nPerformance di Girolamo De Simone\, pianoforte ed elettronica \nGiovedì 11 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Attuale Utopia \nIntervengono: Patrizio Peterlini – Henri Chopin: l’utopista del linguaggio\nCecilia Bello Minciacchi – La forza della voce. Chopin\, Vicinelli\, Balestrini\nGiancarlo Alfano – Sonorità\, visività\, cut-up: vie della poesia tra Henri Chopin e Nanni Balestrini\nStefania Zuliani \nOre 20\,00 LA VOCE IN SITUAZIONE Teoria e pratica della vocalità per testo e pianoforte jazz \nFlussi vocali: Giovanni Fontana\nPianoforte: Umberto Petrin \nOre 20\,30 La macchina fagocitante di Henri Chopin \nPerformance di Domenico Napolitano (SEC_)
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SUMMARY:Luca Miti\, Musiche inutili
DESCRIPTION:Museo Casa Morra – Archivi d’arte contemporanea \nLuca Miti\, Musiche inutili \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 27 ottobre 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nL’uomo non conosce l’esistenza dei tasti\nLa tastiera è per lui una lunga striscia bianca\negli ha però capito che le sue mani le sue braccia\npossono lasciare un’impronta sulla tastiera come sulla sabbia\nHa capito che la sua rabbia la sua ansia la sua tensione la sua fissità la sua apatia la sua tenerezza lasceranno per un attimo sulla striscia\nun’impronta rabbiosa tenera\nGiuseppe Chiari\, Gesti sul piano \nVenerdì 27 ottobre 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione che vede protagonista Luca Miti\, performer\, pianista e produttore dedito da decenni alla proposta e promozione di musiche e autori contemporanei. \n“Luca Miti\, Musiche inutili” è il quarto e penultimo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra l’Archivio realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma dell’incontro prevede l’esecuzione sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio di brani di rara esecuzione\, corredati dalla visione di documenti e video inediti\, commentati da Giuseppe Morra e Girolamo De Simone. \nLuca Miti Ha collaborato a lungo con artisti del calibro di Albert Mayr\, Francesco Michi\, Alvin Curran\, Mauro Orselli\, Michiko Hirayama ed altri. Il suo repertorio è costituito da composizioni “difficili da trovare” (i Keyboard Studies di Terry Riley\, opere di Takehisha Kosugi\, composizioni meno note di Alvin Curran). E’ dedicatario di brani di Tom Johnson\, Pauline Oliveros e altri. Tra le sue registrazioni di composizioni originali sono da menzionare “Musiche Sole” (con Roberto Barbanti e Letizia Bolognesi – Electronikaruna)\, Mansions\, (ants records)\, 4 oder 5 (hässliche) Klavierstucke (ants records)\, Compendium Musicae (con Michyko Hirayama\, Mauro Orselli e Mauro Tiberi – ADA)\, A cena con NED (NED). Come interprete al pianoforte di brani di scuola minimalista ha realizzato il CD “Just Before Dawn” (ants records) che comprende brani di compositori quali Terry Riley\, Gyorgy Kurtag\, Laurie Spiegel\, Tom Johnson\, Alvin Curran\, Gigi Masin. Il suo vocabolario artistico si espande alla creazione di spettacoli di arte sonora e performance ed alla interpretazione di partiture del livello di Giuseppe Chiari\, Takehisha Kosugi\, Christian Wolff. \nAl Centro dell’Azione\, nella descrizione di Luca Miti: \nDel rituale\, e del vissuto… ci si dovrà chiedere se il rituale è pratica inutile nei confronti del vissuto – se quel “magico”\, essenza del rituale\, abbia una qualche concretezza in rapporto alla realtà. E ancora: “opere” che\, tutte\, ognuna di esse nel suo “stile” caratterialmente definito\, inseguono la stessa cosa\, quel “per sempre” che\, ci dicono\, potrebbe anche non esistere. Alcuni dei brani eseguiti: Per sempre. Forse stanotte (operetta inutile). Für Otfried Rautenbach.\n[Luca Miti] \nLuca Miti è nato a Roma nel 1957. Ha studiato pianoforte jazz\, tecniche vocali estese\, flauto a becco barocco\, canto gregoriano e automatons (con Tom Johnson). Dal 1980 è attivo come compositore ed esecutore di musica contemporanea. Il suo lavoro è incentrato sulla ricerca sul/ dentro il/oltre il suono. Ha collaborato con numerosi artisti internazionali ed alcuni brani per pianoforte gli sono stati dedicati da vari compositori. È membro del FKL (Forum Klanglandschaft) ed è tra i fondatori del collettivo di musica estemporanea NED. Ha inciso numerosi CD\, LP ed audio tapes. In realtà egli non sa esattamente cosa stia facendo: probabilmente sta inseguendo un’utopia che ha del rituale ma che è di una qualche utilità per l’esplorazione del proprio vissuto. I suoi ultimi CD sono forse la massima espressione del rapporto tra il linguaggio (musicale) e quel vissuto.
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SUMMARY:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II
DESCRIPTION:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\nImagining – shaping feminist constellations\nA cura di Sara Guidi \n19 ottobre – 15 novembre 2023\nArchivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, 80136 Napoli \nOpening 19 ottobre\, ore 19:00 \nGiovedì 19 ottobre\, alle ore 19:00 presso le sale di Archivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, inaugura Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\, progetto a cura di Sara Guidi\, a seguito di un primo capitolo svoltosi presso l’Istituto italiano di cultura di Copenhagen. \nOur Truths Flow Together With the Waves è frutto di una ricerca sull’esperienza delle Nemesiache\, gruppo artistico-femminista fondato a Napoli nel 1970 da Lina Mangiacapre (1946 – 2002)\, e attivo per oltre cinque decenni. \nDove si sedimentano le memorie? Quali risignificare\, interiorizzare? Quali relazioni possiamo tessere con quanto proposto da una realtà archivistica? Il progetto invita l’audience a relazionarsi con parti selezionate dall’archivio del gruppo: scritti\, materiale audiovisivo e i costumi utilizzati nei momenti performativi. \nOur Truths Flow Together With the Waves comprende una sezione espositiva\, un workshop e l’invio di approfondimenti tramite newsletter. \nOur Truths Flow Together With the Waves ch.II sarà visitabile fino al 15 novembre 2023\, negli orari di apertura di Casa Morra al pubblico. \nWorkshop \nNelle giornate del 21-22 ottobre\, presso il Giardino Liberato di Materdei (Salita S. Raffaele\, 3)\, si terrà un workshop a cura di Mattias Gimigliano (artista e performer attivo a Berlino)\, in cui esplorare metodi di autocoscienza tramite esercizi fisici e vocali di percezione. Il workshop è gratuito e aperto a tutti i corpi e a tutte le voci. \nInfo e iscrizioni qui. \nCatalogo online  \nOur Truths Flow Together With the Waves prevede una newsletter di approfondimenti circa l’esperienza nemesiaca e la possibilità di riattualizzare le metodologie proposte nel presente. \nInfo e iscrizione alla newsletter qui. \nLa newsletter\, avviata a luglio 2023\, prevede interviste ad attiviste del gruppo\, contributi critici di Giulia Damiani (performer\, curatrice\, scrittrice e professoressa alla Rietveld Academie di Amsterdam – prima figura a intraprendere una ricerca storico-critica sulle Nemesiache)\, Sonia d’Alto (curatrice e ricercatrice alla HFBK di Amburgo)\, e Sara Guidi (curatrice del progetto) e una sezione sulla performance\, curata da Mattias Gimigliano. \nParte degli articoli sono rintracciabili nei siti di Nero Magazine e di Reading Aloud. \nLe Nemesiache \nIl gruppo artistico-femminista delle Nemesiache nasce a Napoli nel 1970; il termine “nemesiache” si riferisce a Nemesi\, divinità che nella mitologia greco-romana agisce per ristabilire l’armonia violata dall’egocentrismo e dalla superbia\, qualità intrinseche alla società patriarcale. La giustizia ricercata dalle Nemesiache non s’appella alla giustizia sociale\, ma alla ricerca di una dimensione in cui esprimere liberamente la propria dimensione e rivendicare la propria identità. Molte delle attiviste del gruppo si identificano con i nomi di figure femminili della mitologia\, come Dafne\, Eco\, Medea\, Nemesi\, Niobe… \nIl legame profondo fra il gruppo e Napoli si esprime nel legame con il paesaggio mediterraneo (la dimensione di lotta si combina con la difesa del mare\, minacciato dalla privatizzazione e dall’inquinamento) e il recupero e del mito pre-romano\, antecedente alla dialettica corpo-mente. Il corpo e le sue gestualità\, attraverso la ritualità e la danza\, iniziano a processi di autocoscienza per esplorare le zone identitarie soffocate dalle semplificazioni patriarcali. \nA caratterizzare l’esperienza del gruppo\, è l’affermazione della creatività come forma di lotta politica: in tal senso\, l’attivismo si intreccia\, e talvolta combina\, con una ricerca artistica di natura multi- e interdisciplinare\, che rifiuta ogni forma di professionismo. \nLa crisi della creatività maschile non ci interessa\, noi Nemesiache sappiamo che la nostra nuova dimensione o\, diciamo pure\, nuova metafisica\, capovolge tutto\, e la nostra creatività è il nostro mondo che emerge e esplode capovolgendo e scoprendo infinite\, fantastiche imprevedibili dimensioni.  \n(Il Manifesto delle Nemesiache\, scritto nel 1970). \nPartners del progetto: Trust nel nome della Donna\, Giardino Liberato di Materdei\, Reading Aloud\, Nero Magazine e ST:ART.
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SUMMARY:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr
DESCRIPTION:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr \na cura di Eugenio Viola \nGiovedì 28 Settembre 2023 \nCasa Morra.Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C \nGiovedì 28 settembre\, alle ore 17:00\, inaugura\, negli spazi di Casa Morra\, Mike Parr. The Intimate Resistance: 1971-2023\, retrospettiva a cura di Eugenio Viola e organizzata in collaborazione con il MAMBO – Museo de Arte Moderno di Bogotà (Colombia) che presenta\, per la prima volta in Italia\, il lavoro dell’australiano Mike Parr. \nIn occasione dell’inaugurazione\, l’artista agirà\, dalle 17:00 alle 19:00\, una nuova performance: Blind Painting Towards a Hole and a Head (2023). \nIl titolo della mostra\, The Intimate Resistance\, è preso in prestito dall’omonimo libro del filosofo catalano Josep Maria Esquirol (La resistencia intima\, 2015)\, una profonda riflessione sulla condizione umana che diventa l’ipertesto per offrire un panorama aperto sul lavoro sovversivo e radicale di Mike Parr. \nMike Parr (Sydney\, 1945\, dove vive e lavora) è internazionalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della performance art. Nel corso di una carriera lunga più di 50 anni\, l’artista australiano ha sfidato i limiti di questo medium all’interno dei parametri della storia e della teoria dell’arte\, confrontandosi con i concetti di spazio\, tempo\, resistenza\, memoria e meccanica della rappresentazione. \nMike Parr è tra i pionieri che hanno plasmato la performance art in Europa e nelle Americhe tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Inoltre\, è tra i pochissimi artisti ad utilizzare ancora oggi la performance come mezzo di espressione privilegiato. \nDa sempre\, Parr utilizza il proprio corpo come soggetto\, oggetto e medium per esplorare i limiti fisici e mentali del proprio essere. Il suo lavoro è spesso connesso al dolore\, coinvolge i fluidi corporali\, richiede atti di resistenza estrema ed appare disturbante e viscerale. Per questo motivo\, le sue performance provocano reazioni complesse che sfidano emotivamente e intellettualmente l’artista stesso e\, in molti casi\, gli spettatori. \nThe Intimate Resistance presenta un corpus di oltre 80 opere prodotto in più di cinque decenni\, tra foto\, film\, video\, installazioni\, video monocanale e multicanale\, incisioni e rari materiali d’archivio. Tra le opere esposte\, alcune tra le prime “task performance” di Mike Parr\, come Pushing a Movie Camera Over a Hill (1971) o Hold Your Breath for as Long as Possible/ Hold Your Finger in a Candle Flame for as Long as Possible (1972); così come alcune delle sue performance più controverse\, come Cathartic Action: Social Gestus No.5 (The “Armchop”) (1977). Altre opere sono invece qui presentate per la prima volta\, come Falling Self-Portrait (2023). \nMontage in Space & Time (1971-2023) offre una straordinaria visione d’insieme sul lavoro radicale di Parr\, condensata in una videoinstallazione sincronizzata a quattro canali. Una combinazione di video\, quasi una retrospettiva in una retrospettiva\, che ripropone senza soluzione di continuità le sue azioni più audaci e impegnative\, presentate in modo volutamente episodico e sconnesso. \nPhoto-Death (2023) è invece un lavoro che sintetizza in una sequenza cronologica di immagini tutta la carriera dell’artista\, affrontando lo spettatore con la documentazione fotografica di alcune delle performance più scioccanti di Parr. Sia Montage in Space & Time che Photo-Death rappresentano il tentativo dell’artista di determinare nuove modalità di rappresentazione della performance\, salvaguardandone la memoria per il futuro. \nPainting Towards a Hole and a Head (2023) è una nuova performance ‘site-responsive’ che Parr ha concepito per questa mostra\, legata ad una serie di Blind Paintings che l’artista ha realizzato nel corso degli anni\, rigorosamente ad occhi chiusi e rifiutando persino di vedere la documentazione audiovisiva del risultato. \nThe Intimate Resistance offre la possibilità di apprezzare\, da una prospettiva unitaria\, tutta la coerenza di Mike Parr\, uno degli artisti viventi più estremi\, irriverenti\, ironici\, radicali\, blasfemi\, impenitenti e iconoclasti che ha sperimentato e sfidato la performance art\, plasmandone ambiti e territori e determinandone\, finanche\, gli esiti. \nQuesta mostra celebra anche la donazione dell’intero archivio di Mike Parr per Casa Morra. Archivi d’arte Contemporanea\, confermando il suo impegno nel conservare\, esporre e promuovere gli archivi di figure fondamentali della storia dell’arte contemporanea\, come Luca Maria Patella\, il Living Theatre\, Vettor Pisani\, Hermann Nitsch\, Arrigo Lora Totino e altri artisti che costituiscono il patrimonio della Fondazione Morra \nSi ringraziano Penny Clive e Anna Schwartz per il supporto dato all’esposizione \nIl Progetto è finanziato con la L.R. n.7/2003\, contributi per la promozione culturale anno 2023.  \nMike Parr ha co-fondato nel 1970 con Peter Kennedy\, Inhibodress Gallery\, il primo artist run space in Australia che ha il merito di aver diffuso l’arte concettuale e la performance art nel continente. Numerosissime le sue mostre in Australia ed internazionali nel corso di oltre mezzo secolo. Tra le ultime: The Eternal Opening\, Schwartz/Carriageworks\, Sydney\, 2019; Underneath the Bitumen the Artist\, DarkMofo/Detached\, Hobart\, 2018; The Ghost Who Talks\, 55th Biennale di Venezia\, Palazzo Mora\, Venezia\, 2013. Ha rappresentato l’Australia alla 39. Biennale d’arte di Venezia\, nel 1980. Tra le retrospettive più importanti: Edelweiss\, Kunsthallewien\, Vienna\, 2012; Foreign Looking\, National Gallery of Australia\, Canberra. 2015; The Intimate Resistance\, Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, 2023. \nEugenio Viola è dal 2019 Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá\, in Colombia. Dal 2017 al 2019 è stato Senior Curator del PICA – The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth\, in Western Australia. Dal 2009 al 2016 è stato curatore al Museo MADRE di Napoli. Ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali. Ha curato nel 2015 il Padiglione dell’Estonia alla 55. Biennale di Venezia e nel 2022 il Padiglione Italia alla 59. Biennale di Venezia. Studioso delle esperienze legate alla performance e al corpo\, ha curato le monografie dedicate a Teresa Margolles (Edizioni MAMBO\, Bogotà\, 2019); Regina Jose Galindo (Skira\, Milano\, 2014); Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2013); Marina Abramović\, (Sole 24 Ore Cultura\, Milano\, 2012); ORLAN (Charta\, Milano-New York\, 2007). \nDi prossima pubblicazione la nuova monografia dedicata al lavoro dell’artista\, The Intimate Resistance\, realizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con il Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, in edizione italiano / inglese (Edizioni Morra) ed in edizione inglese / spagnolo (Edizioni MAMBO)\, a cura di Eugenio Viola.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco sesto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 27 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra sesto ed ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – Il film di questo sesto e ultimo appuntamento è: \nIlaria Freccia\, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI – Arte in Italia 1967/1977 (2020\, 83′) \nDocumentario\, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà\, nato da un’idea della regista Ilaria Freccia e del curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi. Un viaggio affascinante che si snoda attraverso racconti e immagini di alcuni nomi che hanno fatto e fanno la storia dell’arte contemporanea: Marina Abramovic\, Michelangelo Pistoletto\, Andy Warhol\, Luigi Ontani\, Pino Pascali\, Alighiero Boetti\, Jannis Kounellis\, Joseph Beuys. In corredo\, una raccolta inedita di filmi\, fotografie e documenti provenienti da archivi\, musei\, gallerie\, collezionisti.
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues III - Fuori dal Basso
DESCRIPTION:Neapolitan Dialogues III – Fuori dal Basso. \nPresto Napoli ospiterà tre artisti portoghesi per una residenza d’artista. Il progetto è curato da Vittorio Urbani con Fabio Schiattarella dalla Fondazione Morra. \nI Neapolitan Dialogues\, un progetto artistico che mira a mettere in dialogo Lisbona\, Napoli ed Istanbul\, tre grandi città  del Sud situate sullo stesso parallelo\, giunge alla terza edizione (dopo le due prime edizioni dedicate a Istanbul) apprestandosi ad ospitare in due distinte occasioni rispettivamente Sara & Andrè\, una coppia di artisti portoghesi\, che soggiorneranno a Napoli dal 20 luglio al 20 agosto 2023 e Lorenzo Bordonaro\, italiano ma residente a Lisbona da venti anni\, dal 1 novembre al 10 dicembre 2023. \nLe residenze dei Dialoghi Napoletani\, ospitate negli spazi della Fondazione Morra\, sono sempre caratterizzate da un forte interesse per l’impegno sociale. In questa residenza\, agli artisti viene proposto di partire dall’intersezione di tre riferimenti\, il primo socio-politico\, il secondo mitologico e un terzo socio-ambientale relativo al Basso\, che rappresenta un contesto di vita tipicamente napoletano. \nIl progetto dei Dialoghi Napoletani nasce dal bisogno di affermare una maggiore consapevolezza del valore essenziale del Sud e vuole andare contro il corrente asse obbligato nord-sud\, in cui il vettore dei valori culturali\, delle risorse economiche\, delle opportunità e della forza lavoro va sempre da sud a nord in una nascosta\, ma non per questo meno reale\, espropriazione di tipo capitalistico. Si vuole\, al contrario\, favorire il sorgere di una nuova consapevolezza dei valori culturali e della centralità del Sud\, e promuovere collaborazioni e conversazioni che al Sud siano primariamente interne. \nAl termine della residenza gli artisti condivideranno la propria esperienza con la cittadinanza presentando il loro lavoro negli spazi della Fondazione Morra. \nLa Residenza è prodotta per Fondazione Morra\, Napoli in collaborazione con Nuova Icona\, Venezia\, con il Patrocinio della Ambasciata del Portogallo\, Roma. \nBIO DEGLI ARTISTI \nSara & André sono un duo artistico; nati rispettivamente nel 1980 e 1979\, a Lisbona\, dove vivono e lavorano.  Hanno studiato\, rispettivamente\, Stage Design alla School of Theatre and Cinema (Lisbona\, 19992005)\, e Fine Arts alla School of Art and Design (Caldas da Rainha\, 1999-2005). Hanno poi seguito insieme i corsi di Pittura alla National Society of Fine Arts (Lisbona\, 2008-2011). Il loro lavoro è stato regolarmente in mostra sin dal 2006.Il duo artistico lavora con testi\, opere visive ed altri media in progetti site specific\, spesso in collaborazione con altri produttori culturali\, indagando idee come la autorialità\, appropriazione\, originalità e in particolare studiando i meccanismi del mondo dell’arte. A fianco della loro pratica come artisti\, Sara & André hanno anche negli anni più recenti sviluppato diversi progetti curatoriali\, sia mostre che pubblicazioni o entrambe. \nLorenzo Bordonaro è nato a Torino nel 1971 dove si è laureato in filosofia e scienze sociali. Nel 2001 si trasferisce in Portogallo dove consegue il dottorato di ricerca in Antropologia. Ha inoltre studiato pittura e disegno all’Ar.Co (Lisbona) e scultura all’Accademia di Belle Arti (Lisbona).\nLa sua pratica artistica si fonde con la ricerca antropologica: le sue installazioni\, disegni e i suoi progetti di arte pubblica sono spesso radicati in una più ampia riflessività sociale e nell’attivismo politico e\, più recentemente\, ambientale. Ha realizzato progetti di arte pubblica in diversi contesti sociali e aree geografiche: dalle favelas brasiliane alle baraccopoli alla periferia di Lisbona; dai ghetti capoverdiani ai quartieri storici di Graça e Mouraria\, a Lisbona. \nComunicato Stampa
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quinto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 06 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo quinto appuntamento sono: \nLuis Buñuel & Salvador Dalì\, L’ÂGE D’OR (1930\, 62′) \nSalvador Dalì & Walt Disney\, DESTINO (2003\, 7′) \nLuis Buñuel\, (Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) tra i più celebri esponenti del cinema surrealista\, nelle sue opere ha indagato sulla natura dell’inconscio\, l’irrazionale e la critica anti-clericale. I suoi primi e “scandalosi” due film furono realizzati in collaborazione con Salvador Dalí\, celebre per le immagini suggestive e bizzarre. Dotato di grande abilità pittorica\, caratterizzò la sua vita con il vezzo di atteggiamenti stravaganti. Purtroppo i suoi modi eccentrici hanno catturato l’attenzione più delle sue opere più importanti e significative
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quarto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 22 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo appuntamento sono: \nMan Ray\, LE RETOUR À LA REASON (1923\, 2’32”) – EMAK-BAKIA (1926\, 19’) – L’ÉTOILE DE MER (1928\, 15’54’’) \nFernand Léger\, BALLET MÉCANIQUE (1924\, 19’) \nUn ulteriore approfondimento su due autori fondamentali per le avanguardie novecentesche. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:DEVI MORIRE (Dissing Love)
DESCRIPTION:DEVI MORIRE (Dissing Love) \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nLectio Magistralis – Venerdì 9 Giugno 2023\, ore 18\,00\nCasa Morra – Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\nIngresso libero fino a esaurimento posti \nDurational Performance non stop – Sabato 10 Giugno 2023\, ore 11\,00 – 21\,00\nMuseo Hermann Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\nIngresso € 10 intero; € 5 ridotto \nTempo di nascere – Tempo di morire\nTempo d’eradicare – Tempo d’aver cura\nTempo di raccatto – Tempo di lacerazione\nTempo di smarrirsi – Tempo di silenzi\n[Tempo dell’oblio]\nQOELET 3\,2 \n  \nVenerdì 9 giugno 2023 (ore 18\,00) e Sabato 10 giugno 2023 si terranno\, rispettivamente al Museo Casa Morra e al Museo Nitsch\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione tenuto da Marino Formenti in forma di Lectio magistralis\, e la durational performance\, per due pianoforti\, intitolata DEVI MORIRE (Dissing Love) – Battle\, Responsorio\, Blind Date – di e con Marino Formenti e Andrea Riccio \nDEVI MORIRE (Dissing Love) è la terza iniziativa di un ciclo\, a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\, che intende consolidare la creazione di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra il Fondo realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. \n  \nDEVI MORIRE (dissing love)\nbattle\, responsorio\, blind date \n11h-21h Durational Performance – non stop\nMuseo Hermann Nitsch \n“Giocavamo a un gioco\, Philip Guston e io.\nEravamo gli ultimi artisti.\nCome in tutte le rappresentazioni escatologiche\,\nla fine del mondo non era che la fine di un’epoca.\nIl “niente” era per noi più che un gioco filosofico:\nun vero e proprio punto di partenza e di arrivo.\nÈ a tutti chiaro che si comincia con niente\,\nma è meno evidente che dopo anni di lavoro si arriva a molto meno.” \n(Morton Feldman\, Lectures 1984) \n  \nGli ultimi artisti\, da soli: respirano solo perché sono l’uno con l’Altro.Si cullano\, si uccidono.\nCome se queste persone\nvolessero sconfinare oltre\nma è come se stessero\nin una condizione paradossale.\nNon sono sicuri di conoscersi\, eppure sembrano fatti l’una per l’altra. “Devi morire.” – si ripetono a vicenda. Un leitmotiv. Ascoltano. Non esistono. La volontà è un concetto aberrante.\nDevi morire.\nCercano\, senza trovare.\nSi augurano il nulla.\nDanzano sulla soglia. \nSono loro senza altro.\nScollamento della realtà\nFunerale. Spazio vuoto. Senso della perdita di un poeta.\n(Antonio Neiwiller\, Indicazioni di lavoro\ntratte da appunti di Loredana Putignani\, Napoli 1992) \nDue pianoforti\, le musiche di nessuno. Lo spazio che si svuota e si riempie. \nBotta e risposta\, odi et amo.\nLo spettatore può ascoltarli\, può non-esistere\, gioca con loro.\n–\nL’ arte schietta e sincera del battle è una prerogativa della strada. Nell’hip-hop\, nel voguing\, nella street dance i performers non si pongono problemi di galateo nello sfidarsi a duello: si contrappongono\, si misurano\, si provocano\, si dissano e\, reciprocamente protetti dalla bellezza di voli tecnicamente sublimi\, o meglio uniti in quella bellezza\, si mandano elegantissimamente a quel paese.\nIl Responsorio è invece una prerogativa del tempio e forse il perfetto contrario del battle: qui i praticanti sono chiamati a unire i loro intenti – anzi le loro anime – per perseguire insieme l’oggetto di una comune aspirazione\, per diventare insieme una cosa sola.\nDEVI MORIRE è il grido di battaglia di ogni dissing\, il motto apparentemente feroce di ogni scontro antagonista. Tradotto in latino significa semplicemente: memento mori. \nMorire vuol dire anche non apparire\, sparire\, non esprimere\, non esprimersi\, non raccontarsi\, non essere più.\nCerto\, più facile a dirsi: è un koan/paradosso da legnate sulle spalle punitive programmate. \nDEVI MORIRE può essere il più tenerissimo augurio: augurarsi il nulla. \nSi more danzando\,\nbevendo\, mangiando\ncon quella carogna\nmorire bisogna. \n(Anonimo\, La Passacaglia della Vita\, da Canzonette Spirituali e Morali\, Milano 1657) \nMarino Formenti è considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Elogiato dal Los Angeles Times come “un Glenn Gould per il XXI secolo”\, la sua dedizione al nuovo e all’inaspettato lo porta a sviluppare costantemente nuove esperienze concertistiche e progetti inediti.\nLe sue esibizioni comprendono interpretazioni delle opere più recenti\, improvvisazioni e riflessioni individuali sui capolavori classici; i suoi progetti più includono spesso forme di musica non occidentale e popolare.\nIn recital pianistici piuttosto innovativi (“Kurtag’s Ghosts”\, “Liszt Inspections”\, “Torso”) Marino Formenti crea un intenso dialogo tra le opere e i repertori in una sorta di flusso continuo. Questo approccio radicalmente nuovo è stato presentato al Lincoln Center di New York\, al Festival di Lucerna\, alla Wigmore Hall di Londra\, alla New York Philharmonic\, alla Konzerthaus Wien e così via. \nLa sua esplorazione dell’esperienza musicale lo ha portato a sviluppare performance piuttosto radicali\, al di là del recital tradizionale. \nIn “Nowhere” vive\, mangia\, dorme e si esibisce per diverse settimane in uno stesso spazio\, aperto al pubblico e trasmesso in streaming su Internet 24 ore su 24\, 7 giorni su 7. Il tempo\, lo spazio\, il suono e l’unione sono esplorati su una scala completamente diversa. “Nowhere2 è stato rappresentato tra l’altro al Festival di Berlino\, al BoCa di Lisbona\, al Teatro Colón di Buenos Aires\, allo Steirischer Herbst di Graz\, a Performatik Bruxelles\, alla Triennale di Milano.\n“One to One” offre un rendez-vous musicale di 2 ore con un singolo visitatore. Pianista e spettatore diventano gradualmente partner della performance. L’allestimento\, assolutamente intimo\, è stato successivamente ampliato fino a un appuntamento di un’intera giornata al buio in “sette studi di comunicazione e musicalità” per la Fondazione Haubrok di Berlino. Originariamente concepito per Art Basel 2013\, è stato eseguito a Graz\, Los Angeles\, Buenos Aires\, Torino e così via.\n“Time to Gather” è un recital di tipo speciale\, senza il muro invisibile tra pianista e pubblico\, senza un programma fisso\, senza un finale prevedibile. Le persone possono interagire e scegliere con il pianista cosa ascoltare\, o suonare con lui e al posto suo.\nNel film musicale “Schubert und Ich”\, Formenti seleziona le voci grezze di cinque non-musicisti di età e formazione diverse per lavorare su brani di Franz Schubert\, lontano dalla resa beneducata e levigata del concerto classico. “Liszt Inspections” è stato etichettato come uno dei “Best Performances of the New York Times” 2015 e delle “Migliori registrazioni del New Yorker” 2014. Joshua Kosman del San Francisco Chronichle ha dichiarato: “Quello che James Joyce ha fatto per il romanzo\, Formenti sembra intenzionato a farlo per il recital pianistico. I risultati sono stati indimenticabili”. È stato Artist in Residence al Lincoln Center di New York\, alla Wigmore Hall di Londra e al Festival “Pèlerinages” di Nike Wagner a Weimar. Nel 2020 è stato artista in residenza al BeethovenFest di Bonn\, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Beethoven. Marino Formenti si è esibito nei festival internazionali di Salisburgo\, Lucerna\, Edimburgo\, Schleswig-Holstein\, Ravinia e Aspen\, nonché nelle principali sale di New York\, Berlino\, Vienna\, Los Angeles\, Parigi\, Londra e Tokyo. Gli impegni orchestrali di Marino Formenti come solista includono esibizioni con la New York Philharmonics\, la Los Angeles Philharmonics\, i Münchner Philharmoniker\, la Cleveland Orchestra\, la Gustav Mahler Chamber Orchestra\, l’Orchestre de Radio France\, la RSO Wien. Come solista\, ha lavorato con i direttori Franz Welser-Möst\, Gustavo Dudamel\, Kent Nagano\, Daniel Harding\, Esa-Pekka Salonen e altri. Come direttore d’orchestra\, ha lavorato su invito di Maurizio Pollini al Teatro la Scala di Milano\, alla Salle Pleyel di Parigi e all’Auditorium Parco della Musica di Roma; ha ideato e diretto altri progetti al Festival Wien Modern\, al Ravenna Festival\, ai Darmstädter Ferienkurse e a Los Angeles\, Chicago\, Vienna e Salisburgo. Come artista\, è ospite di importanti istituzioni e festival d’arte\, come il Palais de Tokio di Parigi\, il Mumok di Vienna\, Art Basel\, MADRE di Napoli\, Portikus di Francoforte o la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.\nI suoi collaboratori per la musica da camera sono stati Gidon Kremer\, Lars Vogt\, Nicolas Altstaedt\, Jörg Widmann\, Emmanuel Pahud\, Tabea Zimmermann\, Caroline Widmann\, Barbara Hannigan e l’attore Ulrich Matthes. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo\, come György Kurtág\, Helmut Lachenmann\, Salvatore Sciarrino\, Olga Neuwirth\, Bernhard Lang\, Georg Friedrich Haas e Beat Furrer. È insegnante-conduttore dell’Ensemble ENM dell’Università Mozarteum di Salisburgo. Per i suoi successi musicali è stato premiato con il Belmont-Prize 2009 della Forberg-Schneider-Stiftung di Monaco. \nAndrea Riccio\, pianista indicato dal quotidiano italiano “la Repubblica” come “…un vero virtuoso del pianoforte…”\, e dalla rivista musicale “Konsequenz” come musicista di “straordinaria lucidità interpretativa\, che unisce una tecnica solida e robusta ad un suono limpido e pulito”\, suona regolarmente in sedi di prestigio come il Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Ristori di Verona\, Villa Pignatelli di Napoli\, Auditorium Amedeo di Savoia di Roma\, Regio Conservatorio di Napoli\, Mozarteum di Salisburgo\, Villa Lysis di Capri\, Chiesa Luterana di Napoli\, Belvedere di San Leucio di Caserta\, Chiesa di San Vittoria de L’Aquila\, Villa Vicina di Salisburgo\, Monastero delle Trenatré\, Teatro Galleria Toledo\, Museo Hermann Nitsch e Casa Morra di Napoli. Suona in qualità di solista con l’Orchestra “CDM” di Tivoli il concerto k.415 di W.A. Mozart in doppio appuntamento nel centro Italia. Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti\, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica d’avanguardia\, si dedica anche alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea\, anche collaborando con Marino Formenti e l’Ensemble Neue Musik.\nPartecipa alla realizzazione della collana di risonanza nazionale ed internazionale “Approdi\, avanguardie musicali a Napoli” edito da “Konsequenz”\, registrando brani contemporanei di autori napoletani\, solistici e cameristici.\nÈ vincitore di concorsi internazionali\, tra cui lo ‘Ischia International Piano Competition’ di Napoli\, ‘Piana del Cavaliere International Piano Competition’ di Carsoli\, ‘Premio Nicola di Stefano’ di Barletta\, ‘Don Enrico Smaldone Piano Competition’ di Salerno; Top Prize Winner e “Premio Franz Liszt 2019” al “Italian Republic Piano Competition” di Viterbo\, per essersi distinto nella migliore esecuzione del compositore ungherese. È stato finalista dello “Steinway Piano Competition” in Italia.\nNato a Napoli nel 2001\, Andrea Riccio ha iniziato gli studi a 10 anni con Dario Candela e Girolamo de Simone\, e a 18 anni consegue il Triennio Ordinamentale Summa cum Laude dal Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. È laureato dalla Universität Mozarteum di Salisburgo\, dove ha seguito il corso di Master of Arts in Piano Performance sotto la guida di Cordelia Höfer-Teutsch. Ha seguito le masterclass di Pasquale Iannone\, Rena Shereshevshkaya\, Antoinette Van Zabner\, Yves Henry.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco terzo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 01 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo terzo appuntamento sono: \nRené Clair\, Francis Picabia\, ENTR’ACTE (1924\, 22’) \nJean Vigo\, Boris Kaufman\, À PROPOS DE NICE (1930\, 25’) \nLuis Buñuel\, LAS HURDES (1932\, 28’00’’) \nRené Clair\, (Parigi\, 1898 – Neuilly-sur-Seine\, 1981)\, tra i maestri del cinema mondiale\, è considerato da Henri Langlois il regista che meglio incarna lo spirito del cinema francese.\nFrancis Picabia (Parigi\,1879 – Parigi\,1953)\, dadaista\, fu determinante per introdurre l’arte moderna (intesa come modernità e modernismo) negli Stati Uniti.\nJean Vigo (Parigi\, 1905 – Parigi\, 1934) è da molti considerato uno dei maestri del cinema\, nonostante la sua breve vita.\nLuis Buñuel ( Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) è uno dei più celebri esponenti del cinema surrealista. Dopo le prime opere surrealiste realizza questo documentario anarchico su una regione spagnola dove si trovano numerosi villaggi che vivono in miseria e malattia in una terra senza pane.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco secondo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo secondo appuntamento sono: \nWalter Ruttmann\, LICHTSPIEL (OPUS 1-2-3-4) (1921\, 22’09’’) \nLászló Moholy Nagy\, SCHWARZ\, WEISS\, GRAU (1930\, 5’30’’) \nOskar Fischinger\, R1\, EIN FORMSPIEL (1927\, 7’) – STUDIE NR. 8 (THE SORCERER’S APPRENTICE 1931\, 4’) – TOCCATA AND FUGUE IN D MINOR (1940\, 9’30’’) – MÜNCHEN BERLIN WANDERUNG (1927\, 5’) \nMarcel Duchamp\, John Cage DISCS (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 4’00’’) \nHans Richter FILMSTUDIE (1926\, 3’43’’) – VORMITTAGSSPUK (1928\, 9’08’’) \nWalter Ruttmann\, regista cinematografico\, (Francoforte sul Meno 1887 – Berlino 1941)\, esponente dell’avanguardia cinematografica: i suoi film\, a lungo invisibili\, sono realizzati con delle pennellate su una lastra di vetro e filmate in stop motion. Oskar Fischinger (Gelnhausen\, 1900 – Los Angeles\, 1967) è stato autore di cortometraggi d’animazione astratta studiando il rapporto tra suono-segno. La sua arte venne considerata come Arte degenerata per cui si esiliò negli Stati Uniti e nel 1936 decise di trasferirsi a Hollywood. Hans Richter (Berlino\, 1888 – Locarno\, 1976)\, è uno dei massimi teorici e sperimentatori di estetica cinematografica. Ha dedicato le sue ricerche all’esigenza di articolare lo spazio figurativo in un movimento che uscisse dai limiti del quadro tradizionale.
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SUMMARY:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS
DESCRIPTION:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS\nsassofono tenore e sassofono soprano – batteria – pianoforte \nSONIC TOPOGRAPHIES\nuna guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nsabato 13 maggio 2023 ore 21:00\ningresso libero fino ad esaurimento posti \nIn anteprima italiana\, Christoph Erb\, Gerry Hemingway e Magda Mayas si esibiscono nella performance SONIC TOPOGRAPHIES una guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere sabato 13 maggio 2023 alle ore 21:00 presso Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, organizzata in collaborazione con Complus Events\, Fondazione Morra e E-M Arts associazione culturale. \nChristoph Erb al sassofono tenore e sassofono soprano\, Gerry Hemingway alle percussioni e Magda Mayas al pianoforte: la loro performance è libera e decisamente improvvisata. Non ci sono confini in questa vibrante interazione tra corpi\, strumenti e silenzio\, il tessuto sonoro sorprende con nuovi panorami uditivi. Queste sonorità risultano imponenti\, eruttive\, a volte brutali\, talvolta calme o ipnotiche. Una possibilità unica di partecipare ad una spettacolare\, coraggiosa ed eccitante performance. \nLe altre due date del tour\, promosse da Complus Events con il supporto di Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura\, KANTON LUZERN Kulturförderung SWISSLOS\, SIS Schweizerische Interpretenstiftung\, Fondation Nicati-de Luze\, sono a Roma venerdì 12 maggio all’Auditorium Rai Radio 3 Suite e domenica 14 maggio al SIC12 artstudio. \nDal 2009 Gerry Hemingway tiene delle lezioni sull’arte delle percussioni alla Hochschule di Lucerna (Università di Scienze Applicate e Arti) dove dal 2019 anche Magda Mayas insegna improvvisazione. \nBathing Music è la prima performance del trio eseguita il 9 ottobre 2020 al Neubad di Lucerna\, e quattro giorni dopo Dinner Music il 13 ottobre 2020 al Misterioso Jazz club di Zurigo; entrambe le registrazioni sono pubblicate da Veto Records. www.veto-records.ch \nUniti dall’intuizione che i suoni ondulanti e monotonamente picchiettati hanno un particolare effetto quando si sfregano e si stratificano\, Erb soffia piccole fluttuazioni e colpi come echi di fischi diffusi dal vento\, Hemingway fa ticchettare il metallo dei cimbali come campane immerse sott’acqua\, e Magda Mayas si abbandona alle vibrazioni emesse dalle corde preparate che tremano in un movimento rapido e vivace. \nChristoph Erb (1973\, Svizzera) è attivo con la sua etichetta indipendente Veto Records dal 2007; nel 2011 si trasferisce a Chicago per una residenza di alcuni mesi e qui crea numerose collaborazioni con i musicisti improvvisatori come Fred Lonberg-Holm\, Michael Zerang\, Jason Adasciewicz\, Tomeka Reid\, Jim Baker\, Frank Rosaly e molti altri. www.erb.li \nGerry Hemingway (1955\, USA) impegnato nell’improvvisazione generata senza istruzioni\, strutture o accordi preordinati\, compositore\, cantante e film-maker\, componente dell’Anthony Braxton Quartet dal 1983 al ’94. www.gerryhemingway.com \nMagda Mayas (1979\, Germania) allieva del geniale pianista improvvisatore Misha Mengelberg\, ha affinato la tecnica del pianoforte preparato e sviluppato un particolare modo di suonare le corde attraverso preparazioni e oggetti che sono estensioni dello strumento stesso. www.magdamayas.com \nMedia Partner
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco
DESCRIPTION:Domani giovedì 11 maggio alle ore 18.30 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prenderà il via la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, eccezionalmente presente a questo primo incontro\, proporrà lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film del presente appuntamento saranno: \nMarcel Duchamp\, dal NU DESCENDANT UN ESCALIER al ANÉMIC CINÉMA (1995\, 15’35’’) \nMax Ernst\, DESIRE (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 9’38’’) \nMan Ray\, LES MYSTÈRES DU CHÂTEAU DE DÉ (1929\, 27’) \nFernand Léger\, THE GIRL WITH THE PREFABRICATED HEART (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 7’18’’) \nUna veloce panoramica su Duchamp (Blainville-Crevon 1887 – Neuilly-sur-Seine 1968)\, l’artista più importante del movimento dada e tre filmati di tre artisti tra i maggiori esponenti delle cosiddette avanguardie storiche: Max Ernst (Brühl\, 1891 ‒ Parigi\, 1976) uno dei grandi intellettuali a tutto campo del Novecento\, che ha attraversato\, da protagonista\, correnti e mutamenti nello spirito del tempo. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:PARADISE NOW - Masterclass Living Theatre Europa
DESCRIPTION:Living Theatre Europa\nin collaborazione con\nCSR AMÀLA\ne Fondazione Morra\npresenta \nPARADISE NOW\nCHI SIAMO? DA DOVE VENIAMO? DOVE ANDIAMO?\nRITUALI E TEATRO POLITICO\nmasterclass intensiva\nsulla tecnica del Living Theatre\ndiretta dal regista Gary Brackett \nDAL 22/04 AL 01/05 2023\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \nL’azione è evocare reciprocamente lo spirito di se stessi\, e in se stesso capire il genio degli altri\, e successivamente esprimerlo. Comunicazione. Il momento di apoteosi quando un collectivo di individui diventa se stesso. Dov’è il regista? Lei-lui sono degli splendidi partecipanti\, non più alienati dagli attori\, gli attori dal regista. \nJulian Beck\, La vita del teatro \n  \nOggi viviamo immersi in opposti apparentemente inconciliabili e soffriamo tutti per una comunità mancante che potrebbe guarire le ferite dell’alienazione.\n1968: Il Living Theatre si riunisce per chiedersi quale sia la domanda scottante del contemporaneo.\nPartendo da questo stesso quesito\, ogni partecipante del laboratorio contribuirà al processo di creazione collettiva.\nIl nostro punto di partenza per questo lavoro sono le creazioni collettive di The Living Theatre\, alcuni dei più importanti capolavori del teatro moderno che hanno cambiato per sempre il ruolo tra attore e regista\, tra il pubblico e l’artista: Mysteries and Smaller Pieces\, Frankenstein\, Antigone\, Paradise Now e Sei Atti Pubblici. \nIl laboratorio è aperto ad attori professionisti e non.\nUn lavoro di creazione collettiva finalizzato alla realizzazione dello spettacolo. Al termine del laboratorio è prevista una performance dimostrativa del lavoro svolto. \nLa call completa è scaricabile QUI. \n  \nPer maggiori informazioni \nCSR AMÀLA\nCristiana: 349 2343967\nAnna Rita: 348 3385520\nassociazioneamala@gmail.com \nFONDAZIONE MORRA\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli\ninfo@fondazionemorra.org\nwww.fondazionemorra.org
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SUMMARY:milleuno ALT - Arrigo Lora Totino
DESCRIPTION:milleuno ALT – Arrigo Lora Totino \nun progetto a cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini\ndal 16 marzo al 31 luglio 2023 \ncon una programmazione di incontri e performances 16 – 17 – 18 marzo 2023 \nCasa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2022 di Progetto XXI\, con lo scopo di dare continuità alla manifestazione Mille Nanni tenuta a Casa Morra nel 2022\, inaugura la seconda edizione con milleuno ALT – Arrigo Lora Totino. Il dispositivo espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Morra\, la Fondazione Bonotto e la Fondazione Berardelli\, come sintesi della poliedricità di Lora Totino – fra i maggiori protagonisti della scena avanguardistica contemporanea – espressa da un’ampia gamma di tecniche interdisciplinari\, intermediali\, sinestetiche e da molteplici testimonianze d’archivio. L’incessante curiosità\, l’inquieta ricerca e il forte senso di libertà creativa definiscono nuovi spazi visivi\, verbali e acustici\, con un linguaggio di espressione altamente sperimentale fatto da cromofonemi\, verbotetture\, poesie ginniche\, fotodinamiche simultanee\, mimodeclamazioni\, concerti bruitisti\, poesia e musica liquida\, nonché “pappapoemi” e “macchine celibi”. La dualità dei risultati di Lora Totino\, basata sulla fusione dinamica tra ricerca scientifica innovativa e pratica artistica sperimentale\, lo ha reso una figura paradigmatica che opera in un’intersezione di numerosi generi\, istituzioni e aree di interesse. \nSeguendo le attitudini relazionali di Lora Totino e la sua fitta rete internazionale di scambi e collaborazioni intellettuali\, da ricondurre a una dimensione di impegno socio-culturale precursore di nuove energie creative\, sono state programmate tre giornate di incontri con i performer Giovanni Fontana\, Alessandra Sorrentino\, Girolamo De Simone\, Lello Voce\, Luigi Cinque\, Andrea Rossi Andrea\, Renato Grieco\, e gli studiosi Barbara Anceschi\, Patrizio Peterlini\, Alessandra Acocella\, Pasquale Fameli\, Domenico Mennillo\, Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella\, Stefania Zuliani. \nCome asse tangente inedita\, Domenico Mennillo ha selezionato dei documenti e “costellazioni” attraverso un percorso critico e analitico dal prezioso Archivio Arrigo Lora Totino (acquisito dalla Fondazione Morra dagli anni Ottanta con il supporto di Lou Braghin Lora Totino). \nInoltre all’interno del percorso espositivo sarà presente VADUZ 1974\, un’installazione sonora di Bernard Heidsieck\, altro grande protagonista della poesia sonora internazionale\, amico e sodale di Lora Totino in diversi progetti e iniziative. \nDa maggio a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di sei proiezioni cinematografiche\, relative alle avanguardie storiche\, con particolare attenzione al Futurismo e alle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta\, a cura di Mario Franco. \nLa produzione artistica intermediale di Arrigo Lora Totino innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. La Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania. \nFondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\nVia Luigi Settembrini\, 79\, 80139 Napoli\nTel.: +39 081.239.56.53\nSito: www.madrenapoli.it
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SUMMARY:Due giorni con Dean M Roberts
DESCRIPTION:DUE GIORNI CON DEAN M ROBERTS\nvenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023\nCasa Morra Salita San Raffaele 20/C Napoli \nAotearoa New Zealand experimental film program a cura di Dean M Roberts\nSolo Performance di Dean M Roberts\nvenerdì 10 marzo 2023 dalle ore 19:30 \nCritical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts\ncondotto da Dean M Roberts\nTony Conrad: Completely in the Present di Tyler Hubby\nsabato 11 marzo 2023 dalle ore 11:00 \nVenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023 a Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, due giorni di eventi a cura di Dean M Roberts\, tra i principali professionisti della musica contemporanea in Nuova Zelanda\, attivo dalla metà degli anni 1990 ad oggi con più di 20 album ed incarichi come professore in studi sonori\, ecologia acustica ed intermedia arts. \nVenerdì 10 marzo si inizia alle ore 19:30 con Aotearoa New Zealand experimental film program\, quattro opere filmiche il cui denominatore comune è lo straordinario paesaggio della Nuova Zelanda. Le videoproiezioni spaziano intorno a vibranti osservazioni globali\, associazioni e traduzioni extralinguistiche: The Other Mother di Ronnie Van Hout riflette su tormentati rapporti familiari\, Apple Pie di Sam Hamilton è progettato per funzionare anatomicamente come una struttura complessa vivente\, Horse di Jessica Bluck indaga il senso della vita attraverso la rivisitazione di fatti storici del 1869 durante le Guerre Māori per le Terre\, Erewhon di Gavin Hipkins è il viaggio del narratore verso una società immaginaria in cui il vegetarianismo è la legge e le macchine sono bandite. \nA seguire\, solo performance di Dean M Roberts: un’eccezionale esecuzione per voce e chitarra elettrica che intreccia elementi di rock\, elettro-acustica\, minimalismo e improvvisazione in cicli di canzoni insolitamente coinvolgenti. \nSabato 11 marzo alle ore 11 inizia il workshop Critical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts condotto da Dean M Roberts\, professore presso The Institute of Speculative and Critical Inquiry: Collaborative Experimentation in Sound alla Berkeley University in Portogallo. \nIl workshop è progettato per studenti\, professionisti o partecipanti curiosi di qualsiasi età dai 18 ai 100 anni e non richiede alcuna esperienza musicale\, soltanto un puro interesse per il suono\, la partecipazione sociale e la sperimentazione. I partecipanti possono essere strumentisti\, sperimentatori elettronici\, poeti\, attori\, registi\, studenti impegnati in performance art e studi sonori\, o chiunque è interessato a un workshop di sperimentazione collaborativa nel suono… \nIl punto di partenza del workshop è la proiezione alle ore 12:00 aperta a tutti di Tony Conrad: Completely in the Present\, un documentario di Tyler Hubby che esamina la vita pionieristica e le opere del film-maker\, musicista\, artista ed insegnante Tony Conrad. \nDopo la proiezione e la discussione del film\, è data l’opportunità di esplorare l’ambiente sonoro e documentare i suoni di una “passeggiata sonora”. Forse alcune persone desiderano registrarsi suonando uno strumento\, o formare un gruppo per improvvisare\, incoraggiati a camminare per le strade\, i giardini urbani\, la metropolitana\, ecc. ed esplorare l’esperienza sonora. \nDurante il workshop\, sono assegnati alcuni compiti guidati\, ad esempio il gruppo è incoraggiato a partecipare a un esercizio vocale collettivo basato sulla partitura istruttiva della compositrice Pauline Oliveros così come sulla partitura grafica Treatise del compositore Cornelius Cardew\, un fondamentale ‘Visual Score’ per gli improvvisatori. \nIl workshop culmina in un incontro alle ore 19:00 in cui il gruppo contemporaneamente riproduce il diario audio raccolto individualmente nel pomeriggio. Il riferimento è la filosofia di John Cage del rumore randomizzato e semi-organizzato così come la musica di R. Murray Shaefer\, e la partitura All Cracked Medias di Dean M Roberts. \nIl workshop è in lingua inglese – quota di partecipazione € 10\,00 \nPer l’iscrizione inviare un’e-mail a info@fondazionemorra.org
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