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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco secondo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo secondo appuntamento sono: \nWalter Ruttmann\, LICHTSPIEL (OPUS 1-2-3-4) (1921\, 22’09’’) \nLászló Moholy Nagy\, SCHWARZ\, WEISS\, GRAU (1930\, 5’30’’) \nOskar Fischinger\, R1\, EIN FORMSPIEL (1927\, 7’) – STUDIE NR. 8 (THE SORCERER’S APPRENTICE 1931\, 4’) – TOCCATA AND FUGUE IN D MINOR (1940\, 9’30’’) – MÜNCHEN BERLIN WANDERUNG (1927\, 5’) \nMarcel Duchamp\, John Cage DISCS (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 4’00’’) \nHans Richter FILMSTUDIE (1926\, 3’43’’) – VORMITTAGSSPUK (1928\, 9’08’’) \nWalter Ruttmann\, regista cinematografico\, (Francoforte sul Meno 1887 – Berlino 1941)\, esponente dell’avanguardia cinematografica: i suoi film\, a lungo invisibili\, sono realizzati con delle pennellate su una lastra di vetro e filmate in stop motion. Oskar Fischinger (Gelnhausen\, 1900 – Los Angeles\, 1967) è stato autore di cortometraggi d’animazione astratta studiando il rapporto tra suono-segno. La sua arte venne considerata come Arte degenerata per cui si esiliò negli Stati Uniti e nel 1936 decise di trasferirsi a Hollywood. Hans Richter (Berlino\, 1888 – Locarno\, 1976)\, è uno dei massimi teorici e sperimentatori di estetica cinematografica. Ha dedicato le sue ricerche all’esigenza di articolare lo spazio figurativo in un movimento che uscisse dai limiti del quadro tradizionale.
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SUMMARY:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS
DESCRIPTION:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS\nsassofono tenore e sassofono soprano – batteria – pianoforte \nSONIC TOPOGRAPHIES\nuna guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nsabato 13 maggio 2023 ore 21:00\ningresso libero fino ad esaurimento posti \nIn anteprima italiana\, Christoph Erb\, Gerry Hemingway e Magda Mayas si esibiscono nella performance SONIC TOPOGRAPHIES una guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere sabato 13 maggio 2023 alle ore 21:00 presso Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, organizzata in collaborazione con Complus Events\, Fondazione Morra e E-M Arts associazione culturale. \nChristoph Erb al sassofono tenore e sassofono soprano\, Gerry Hemingway alle percussioni e Magda Mayas al pianoforte: la loro performance è libera e decisamente improvvisata. Non ci sono confini in questa vibrante interazione tra corpi\, strumenti e silenzio\, il tessuto sonoro sorprende con nuovi panorami uditivi. Queste sonorità risultano imponenti\, eruttive\, a volte brutali\, talvolta calme o ipnotiche. Una possibilità unica di partecipare ad una spettacolare\, coraggiosa ed eccitante performance. \nLe altre due date del tour\, promosse da Complus Events con il supporto di Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura\, KANTON LUZERN Kulturförderung SWISSLOS\, SIS Schweizerische Interpretenstiftung\, Fondation Nicati-de Luze\, sono a Roma venerdì 12 maggio all’Auditorium Rai Radio 3 Suite e domenica 14 maggio al SIC12 artstudio. \nDal 2009 Gerry Hemingway tiene delle lezioni sull’arte delle percussioni alla Hochschule di Lucerna (Università di Scienze Applicate e Arti) dove dal 2019 anche Magda Mayas insegna improvvisazione. \nBathing Music è la prima performance del trio eseguita il 9 ottobre 2020 al Neubad di Lucerna\, e quattro giorni dopo Dinner Music il 13 ottobre 2020 al Misterioso Jazz club di Zurigo; entrambe le registrazioni sono pubblicate da Veto Records. www.veto-records.ch \nUniti dall’intuizione che i suoni ondulanti e monotonamente picchiettati hanno un particolare effetto quando si sfregano e si stratificano\, Erb soffia piccole fluttuazioni e colpi come echi di fischi diffusi dal vento\, Hemingway fa ticchettare il metallo dei cimbali come campane immerse sott’acqua\, e Magda Mayas si abbandona alle vibrazioni emesse dalle corde preparate che tremano in un movimento rapido e vivace. \nChristoph Erb (1973\, Svizzera) è attivo con la sua etichetta indipendente Veto Records dal 2007; nel 2011 si trasferisce a Chicago per una residenza di alcuni mesi e qui crea numerose collaborazioni con i musicisti improvvisatori come Fred Lonberg-Holm\, Michael Zerang\, Jason Adasciewicz\, Tomeka Reid\, Jim Baker\, Frank Rosaly e molti altri. www.erb.li \nGerry Hemingway (1955\, USA) impegnato nell’improvvisazione generata senza istruzioni\, strutture o accordi preordinati\, compositore\, cantante e film-maker\, componente dell’Anthony Braxton Quartet dal 1983 al ’94. www.gerryhemingway.com \nMagda Mayas (1979\, Germania) allieva del geniale pianista improvvisatore Misha Mengelberg\, ha affinato la tecnica del pianoforte preparato e sviluppato un particolare modo di suonare le corde attraverso preparazioni e oggetti che sono estensioni dello strumento stesso. www.magdamayas.com \nMedia Partner
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco
DESCRIPTION:Domani giovedì 11 maggio alle ore 18.30 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prenderà il via la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, eccezionalmente presente a questo primo incontro\, proporrà lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film del presente appuntamento saranno: \nMarcel Duchamp\, dal NU DESCENDANT UN ESCALIER al ANÉMIC CINÉMA (1995\, 15’35’’) \nMax Ernst\, DESIRE (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 9’38’’) \nMan Ray\, LES MYSTÈRES DU CHÂTEAU DE DÉ (1929\, 27’) \nFernand Léger\, THE GIRL WITH THE PREFABRICATED HEART (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 7’18’’) \nUna veloce panoramica su Duchamp (Blainville-Crevon 1887 – Neuilly-sur-Seine 1968)\, l’artista più importante del movimento dada e tre filmati di tre artisti tra i maggiori esponenti delle cosiddette avanguardie storiche: Max Ernst (Brühl\, 1891 ‒ Parigi\, 1976) uno dei grandi intellettuali a tutto campo del Novecento\, che ha attraversato\, da protagonista\, correnti e mutamenti nello spirito del tempo. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:PARADISE NOW - Masterclass Living Theatre Europa
DESCRIPTION:Living Theatre Europa\nin collaborazione con\nCSR AMÀLA\ne Fondazione Morra\npresenta \nPARADISE NOW\nCHI SIAMO? DA DOVE VENIAMO? DOVE ANDIAMO?\nRITUALI E TEATRO POLITICO\nmasterclass intensiva\nsulla tecnica del Living Theatre\ndiretta dal regista Gary Brackett \nDAL 22/04 AL 01/05 2023\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \nL’azione è evocare reciprocamente lo spirito di se stessi\, e in se stesso capire il genio degli altri\, e successivamente esprimerlo. Comunicazione. Il momento di apoteosi quando un collectivo di individui diventa se stesso. Dov’è il regista? Lei-lui sono degli splendidi partecipanti\, non più alienati dagli attori\, gli attori dal regista. \nJulian Beck\, La vita del teatro \n  \nOggi viviamo immersi in opposti apparentemente inconciliabili e soffriamo tutti per una comunità mancante che potrebbe guarire le ferite dell’alienazione.\n1968: Il Living Theatre si riunisce per chiedersi quale sia la domanda scottante del contemporaneo.\nPartendo da questo stesso quesito\, ogni partecipante del laboratorio contribuirà al processo di creazione collettiva.\nIl nostro punto di partenza per questo lavoro sono le creazioni collettive di The Living Theatre\, alcuni dei più importanti capolavori del teatro moderno che hanno cambiato per sempre il ruolo tra attore e regista\, tra il pubblico e l’artista: Mysteries and Smaller Pieces\, Frankenstein\, Antigone\, Paradise Now e Sei Atti Pubblici. \nIl laboratorio è aperto ad attori professionisti e non.\nUn lavoro di creazione collettiva finalizzato alla realizzazione dello spettacolo. Al termine del laboratorio è prevista una performance dimostrativa del lavoro svolto. \nLa call completa è scaricabile QUI. \n  \nPer maggiori informazioni \nCSR AMÀLA\nCristiana: 349 2343967\nAnna Rita: 348 3385520\nassociazioneamala@gmail.com \nFONDAZIONE MORRA\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli\ninfo@fondazionemorra.org\nwww.fondazionemorra.org
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SUMMARY:milleuno ALT - Arrigo Lora Totino
DESCRIPTION:milleuno ALT – Arrigo Lora Totino \nun progetto a cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini\ndal 16 marzo al 31 luglio 2023 \ncon una programmazione di incontri e performances 16 – 17 – 18 marzo 2023 \nCasa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2022 di Progetto XXI\, con lo scopo di dare continuità alla manifestazione Mille Nanni tenuta a Casa Morra nel 2022\, inaugura la seconda edizione con milleuno ALT – Arrigo Lora Totino. Il dispositivo espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Morra\, la Fondazione Bonotto e la Fondazione Berardelli\, come sintesi della poliedricità di Lora Totino – fra i maggiori protagonisti della scena avanguardistica contemporanea – espressa da un’ampia gamma di tecniche interdisciplinari\, intermediali\, sinestetiche e da molteplici testimonianze d’archivio. L’incessante curiosità\, l’inquieta ricerca e il forte senso di libertà creativa definiscono nuovi spazi visivi\, verbali e acustici\, con un linguaggio di espressione altamente sperimentale fatto da cromofonemi\, verbotetture\, poesie ginniche\, fotodinamiche simultanee\, mimodeclamazioni\, concerti bruitisti\, poesia e musica liquida\, nonché “pappapoemi” e “macchine celibi”. La dualità dei risultati di Lora Totino\, basata sulla fusione dinamica tra ricerca scientifica innovativa e pratica artistica sperimentale\, lo ha reso una figura paradigmatica che opera in un’intersezione di numerosi generi\, istituzioni e aree di interesse. \nSeguendo le attitudini relazionali di Lora Totino e la sua fitta rete internazionale di scambi e collaborazioni intellettuali\, da ricondurre a una dimensione di impegno socio-culturale precursore di nuove energie creative\, sono state programmate tre giornate di incontri con i performer Giovanni Fontana\, Alessandra Sorrentino\, Girolamo De Simone\, Lello Voce\, Luigi Cinque\, Andrea Rossi Andrea\, Renato Grieco\, e gli studiosi Barbara Anceschi\, Patrizio Peterlini\, Alessandra Acocella\, Pasquale Fameli\, Domenico Mennillo\, Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella\, Stefania Zuliani. \nCome asse tangente inedita\, Domenico Mennillo ha selezionato dei documenti e “costellazioni” attraverso un percorso critico e analitico dal prezioso Archivio Arrigo Lora Totino (acquisito dalla Fondazione Morra dagli anni Ottanta con il supporto di Lou Braghin Lora Totino). \nInoltre all’interno del percorso espositivo sarà presente VADUZ 1974\, un’installazione sonora di Bernard Heidsieck\, altro grande protagonista della poesia sonora internazionale\, amico e sodale di Lora Totino in diversi progetti e iniziative. \nDa maggio a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di sei proiezioni cinematografiche\, relative alle avanguardie storiche\, con particolare attenzione al Futurismo e alle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta\, a cura di Mario Franco. \nLa produzione artistica intermediale di Arrigo Lora Totino innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. La Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania. \nFondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\nVia Luigi Settembrini\, 79\, 80139 Napoli\nTel.: +39 081.239.56.53\nSito: www.madrenapoli.it
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SUMMARY:Due giorni con Dean M Roberts
DESCRIPTION:DUE GIORNI CON DEAN M ROBERTS\nvenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023\nCasa Morra Salita San Raffaele 20/C Napoli \nAotearoa New Zealand experimental film program a cura di Dean M Roberts\nSolo Performance di Dean M Roberts\nvenerdì 10 marzo 2023 dalle ore 19:30 \nCritical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts\ncondotto da Dean M Roberts\nTony Conrad: Completely in the Present di Tyler Hubby\nsabato 11 marzo 2023 dalle ore 11:00 \nVenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023 a Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, due giorni di eventi a cura di Dean M Roberts\, tra i principali professionisti della musica contemporanea in Nuova Zelanda\, attivo dalla metà degli anni 1990 ad oggi con più di 20 album ed incarichi come professore in studi sonori\, ecologia acustica ed intermedia arts. \nVenerdì 10 marzo si inizia alle ore 19:30 con Aotearoa New Zealand experimental film program\, quattro opere filmiche il cui denominatore comune è lo straordinario paesaggio della Nuova Zelanda. Le videoproiezioni spaziano intorno a vibranti osservazioni globali\, associazioni e traduzioni extralinguistiche: The Other Mother di Ronnie Van Hout riflette su tormentati rapporti familiari\, Apple Pie di Sam Hamilton è progettato per funzionare anatomicamente come una struttura complessa vivente\, Horse di Jessica Bluck indaga il senso della vita attraverso la rivisitazione di fatti storici del 1869 durante le Guerre Māori per le Terre\, Erewhon di Gavin Hipkins è il viaggio del narratore verso una società immaginaria in cui il vegetarianismo è la legge e le macchine sono bandite. \nA seguire\, solo performance di Dean M Roberts: un’eccezionale esecuzione per voce e chitarra elettrica che intreccia elementi di rock\, elettro-acustica\, minimalismo e improvvisazione in cicli di canzoni insolitamente coinvolgenti. \nSabato 11 marzo alle ore 11 inizia il workshop Critical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts condotto da Dean M Roberts\, professore presso The Institute of Speculative and Critical Inquiry: Collaborative Experimentation in Sound alla Berkeley University in Portogallo. \nIl workshop è progettato per studenti\, professionisti o partecipanti curiosi di qualsiasi età dai 18 ai 100 anni e non richiede alcuna esperienza musicale\, soltanto un puro interesse per il suono\, la partecipazione sociale e la sperimentazione. I partecipanti possono essere strumentisti\, sperimentatori elettronici\, poeti\, attori\, registi\, studenti impegnati in performance art e studi sonori\, o chiunque è interessato a un workshop di sperimentazione collaborativa nel suono… \nIl punto di partenza del workshop è la proiezione alle ore 12:00 aperta a tutti di Tony Conrad: Completely in the Present\, un documentario di Tyler Hubby che esamina la vita pionieristica e le opere del film-maker\, musicista\, artista ed insegnante Tony Conrad. \nDopo la proiezione e la discussione del film\, è data l’opportunità di esplorare l’ambiente sonoro e documentare i suoni di una “passeggiata sonora”. Forse alcune persone desiderano registrarsi suonando uno strumento\, o formare un gruppo per improvvisare\, incoraggiati a camminare per le strade\, i giardini urbani\, la metropolitana\, ecc. ed esplorare l’esperienza sonora. \nDurante il workshop\, sono assegnati alcuni compiti guidati\, ad esempio il gruppo è incoraggiato a partecipare a un esercizio vocale collettivo basato sulla partitura istruttiva della compositrice Pauline Oliveros così come sulla partitura grafica Treatise del compositore Cornelius Cardew\, un fondamentale ‘Visual Score’ per gli improvvisatori. \nIl workshop culmina in un incontro alle ore 19:00 in cui il gruppo contemporaneamente riproduce il diario audio raccolto individualmente nel pomeriggio. Il riferimento è la filosofia di John Cage del rumore randomizzato e semi-organizzato così come la musica di R. Murray Shaefer\, e la partitura All Cracked Medias di Dean M Roberts. \nIl workshop è in lingua inglese – quota di partecipazione € 10\,00 \nPer l’iscrizione inviare un’e-mail a info@fondazionemorra.org
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SUMMARY:Luciano Cilio – Dialoghi del presente
DESCRIPTION:Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nLuciano Cilio – Dialoghi del presente \na cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nMercoledì 1 marzo 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nOggi per musica contemporanea si ‘malintende’ tutta la musica successiva a John Cage e soprattutto ai suoi imitatori. Si tratta di musica sperimentalistica che ha avuto una sua funzione importante\, ma che ritengo abbia ora esaurito il suo compito. Per contemporanea io intendo invece la musica attuale\, quella che si fa oggi. Ecco perché ho intitolato il mio LP “Dialoghi del presente”.\nLuciano Cilio\, 1977 \nMercoledì 1 marzo 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione dedicato a Luciano Cilio\, per celebrare il 40° anniversario della scomparsa\, avvenuta a Napoli nella notte tra il 20 e il 21 maggio del 1983. \nL’evento prevede prime esecuzioni di musica elettronica ispirate dinamicamente alla memoria del compositore e performances live sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio. Lo strumento\, restaurato da Gennaro Mitilini\, è stato donato alla Fondazione Morra da Girolamo De Simone\, e risuonerà per la prima volta in pubblico dopo tanti anni negli spazi di Casa Morra\, grazie alla grata partecipazione di pianisti/compositori di chiara fama\, quali Eugenio Fels\, considerato l’interprete storico di Luciano Cilio\, Lorenzo Pone e Andrea Riccio. Ma il senso dell’operazione\, che intende sostenere un ricordo di Cilio dinamico\, proiettato e declinato al futuro\, quindi propulsivo\, creativo e immaginativo\, non sarebbe stato compiuto senza la partecipazione di numerosi giovani che a loro volta azioneranno lo storico strumento\, un piano a rullo Zimmermann\, tra i quali il jazzista Alessandro Silvestro\, il pianista/compositore Domenico Di Francia e il multistrumentista-performer di musica elettronica Francesco De Simone. \nLuciano Cilio\, Dialoghi del presente è il secondo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali di Casa Morra\, l’Archivio realizza la possibilità di \naccesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti e video inediti commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. \nPer l’occasione\, inoltre\, verrà presentata al pubblico la nuova edizione a stampa della “Quarta Sonata” di Luciano Cilio realizzata da Girolamo De Simone per le Edizioni Konsequenz-Liszt. \nMusica lieve come soffio \nQualche anno fa chiudevo un certo discorso su Luciano Cilio con questa frase: “ma noi siamo ancora qui\, esausta crepa di un sistema che per riprodursi ha la necessità di azzerare qualsiasi voce desideri essere autenticamente libera”. Volevo segnalare l’ostinazione\, ma anche la stanchezza\, degli amici storici di Luciano nel mantenerne viva la memoria e la musica. \nOggi\, evidentemente\, esistono anche altri ‘fiancheggiatori’ non rassegnati a subire la profonda ingiustizia di un sistema culturale che ha pervicacemente ignorato e soppresso alcune delle più autentiche esperienze di produzione musicale nate nelle nostre città. \nAnche oggi vi sono molti giovani la cui vita è come sospesa\, alla diuturna ricerca di nuovi dialoghi\, urla che potrebbero squarciare il silenzio di quanti intendono solo ‘conservare’ e ‘restaurare’; giovani che non riescono a vivere di ciò che fanno\, amano\, producono. Ciò rende attualissimo ragionare sulla vicenda umana e artistica di Cilio\, perché in questa anomalia italiana risiede la ragione profonda del suo gesto estremo. \nAnni fa composi un brano intitolato con semplicità “Luciano”. Brevissimo\, lieve come soffio\, evocava le atmosfere dei suoi Dialoghi\, quasi chiudendo un cerchio. Ne pubblicai lo spartito in un libro\, in ossequio al compimento\, che solo salva\, e con duplice auspicio: che tanti possano in futuro innamorarsi e suonare questa musica; e che il mondo istituzionale di questo esausto paese possa finalmente svegliarsi\, riconoscere e far propria l’emergenza/emersione di tanta altra produzione rimossa e ancora ignorata.\nGirolamo De Simone \nLa partitura assente \nPrimo quadro: Gilles Deleuze e la ferita\nOgni segno è segno di un presente\, di una ferita \nLa morte di Luciano è ciò che resta della ferita. Noi siamo ciò che resta della ferita. Una sutura pronta a sanguinare appena ci strappano dal presente. Un segno che viene dal passato\, traccia che non ha ancora fatto i conti con il dolore\, con la perdita\, con la dimenticanza. Ogni segno è segno di un presente\, di una ferita e la cicatrice è il segno non della ferita passata\, ma del fatto presente di aver ricevuto una ferita. \nE così Luciano è l’errore necessario della sua città\, della nostra città che ci inchioda al non detto. È l’errore di Napoli e del suo apparire imperfetto. \nQuando Napoli negli anni ’80 era splendore e fuoco\, illuminata da quello che oggi Paolo Sorrentino chiamerebbe entusiasmo immotivato\, Cilio inciampava sulla scena artistica con la sua imperfezione. Una costellazione poetica che si alimentava di produzioni marginali al margine del sapere veicolato. La scrittura di Luciano si rappresentava come delirio incodificabile\, suono che sfigurava la grammatica traducendo il limite in linguaggio. Il suono imperfetto e liquido di Cilio si offriva come abbandono del linguaggio alle grammatiche dell’esistenza. \nIl suono di Cilio si tra – mutava in sentire liquido\, in visioni e audizioni della città porosa. Si poteva intercettare solo se si attraversava nomadi il mondo.\nMa Napoli non era pronta per generare nuove grammatiche e sintassi. \nSecondo quadro: A.J. Greimas \nOgni nostro apparire è imperfetto  \nNapoli vive la dissipazione come atto ontologico. Esiste per perdersi. Si perde e si inebria di grazia e bellezza. Si può solo resistere. La resistenza è sempre una scrittura a margine e Cilio era questo margine dove il suono vive di ricordi non conciliati. Noi lavoriamo l’imperfezione del nostro esistere. Ogni nostro apparire resta imperfetto. Siamo in attesa. Viviamo nell’attesa di procurare interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avremo finalmente qualcosa da dire.\nLa breve parabola di esistenza di Cilio ci ricorda che i suoni bisogna lasciarli andare e trattenere solo quello che non hanno detto o non hanno potuto dire. Le parole e i suoni hanno una loro vita che nulla dicono se ancorate al testo generativo. Bisogna generare una grammatica del discorso che prenda forma dal corto circuito generato dall’incontro tra la vita e l’incidente del linguaggio. Ci ricorda che il dolore è sempre carico di senso\, che bisogna tacere. Avere coraggio di tacere per dare spazio all’unica parola necessaria… in attesa che la parola possibile diventi silenzio.\nGabriele Montagano
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SUMMARY:IL MUSEO CHE VERRÀ - CALL FOR PROPOSAL
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA\ne ICOM-CAMPANIA \npresentano \n  \nIL MUSEO CHE VERRÀ\ncomunità | ricerca | innovazione\nII EDIZIONE\n  \nCALL FOR PROPOSAL\nDAL 9 FEBBRAIO AL 31 MARZO 2023\nSei uno studente o un giovane professionista?\nRaccontaci la tua idea per ripensare il ruolo sociale dei musei connessi alle giovani generazioni ed entra in ICOM Italia. \n  \nQUANDO\nDal 9 febbraio al 31 marzo 2023 \nORGANIZZATO DA\nFondazione Morra e ICOM-Campania \nIN COLLABORAZIONE CON\nRegione Campania\nUniversità degli studi della Campania Luigi Vanvitelli\nAccademia di Belle Arti di Napoli\nPrime Minister | Scuola di politica per giovani donne\nMediateur | Museinforma\nFAI Campania. \nREQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE \nGiovani professionisti museali under 35 e studenti iscritti regolarmente per l’anno accademico 2023 ad un corso di laurea/accademia di belle arti/dottorato/scuola di specializzazione/master inerenti all’ambito museale (Museologia\, Museografia\, Museotecnica\, Beniculturali\, Storia dell’arte\, Restauro architettonico\, Archeologia\, Comunicazione e Gestione dei beni culturali\, Conservazione e Diagnostica dei beni culturali\, etc.) residenti in Campania. \nINFO E ISCRIZIONI\ncampania@icom-italia.org \nVerranno selezionate le migliori 50 proposte che sapranno dare forma alla loro idea di museo pensato in una relazione sociale con la propria comunità\, sviluppando un’ipotesi di prospetto di innovazione sociale.\nSaranno privilegiati gli elaborati che vedranno i musei come riferimenti importanti per le comunità di prossimità\, musei pensati e vissuti non solo come custodi di tesori artistici e testimoni di memorie\, ma soggetti attivi in grado di incidere sul miglioramento del benessere della collettività. \n  \nSCARICA LA CALL COMPLETA QUI. \nVAI AL FORM DI PARTECIPAZIONE \n  \nISCRIZIONE GRATUITA \nDEADLINE\n31.03.2023 \n  \nInfo e contatti: \nFONDAZIONE MORRA\ncasamorra@fondazionemorra.org \nCOORDINAMENTO REGIONALE CAMPANIA DI ICOM ITALIA\ncampania@icom-italia.org
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SUMMARY:Nick Teplov - Laboratorio Avella
DESCRIPTION:Fondazione Morra e Laboratorio Avella\npresentano \nNICK TEPLOV – LABORATORIO AVELLA \nVenerdì 6 gennaio 2023\ndalle 10:00 alle 14:00\nLaboratorio Avella di Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nL’artista Nick Teplov terrà una lezione di tecniche di ceramolle e fotoincisione. \nNick Teplov è un artista\, regista e graphic designer. Ha studiato arti grafiche a San Pietroburgo e a Burg Giebichenstein University ad Halle in Germania.\nSi occupa di incisione\, fotoincisione e fotografia analogica. Attualmente vive e lavora a Lipsia. \nnickteplov.com\nig @bureau44 \n  \n 
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SUMMARY:CASA MORRA E IL MUSEO HERMANN NITSCH VI AUGURANO BUONE FESTE
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA \nSalita San Raffaele 20/C Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nmar-ven 10:00-18:00\nsab 10:00-14:00 \nCasa Morra resterà chiusa\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ncasamorra@fondazionemorra.org | www.casamorra.org \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n		\n\nMUSEO HERMANN NITSCH\nVico Lungo Pontecorvo 29/c\, Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nlun-ven 10:00-19:00\nsab 10:00-14:00 \nil Museo resterà chiuso\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ninfo@museonitsch.org | www.museonitsch.org
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues II
DESCRIPTION:Venerdì 9 dicembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, le artiste Cansu Çakar e Serra Tansel\, in dialogo con Lea Nocera\, professoressa di Lingua e letteratura turca de L’Orientale di Napoli\, condurranno un talk d’artista. L’incontro sarà moderato da Vittorio Urbani\, referente dei rapporti internazionali di Fondazione Morra. \nNeapolitan Dialogues II si pone come momento conclusivo della seconda edizione del programma “Neapolitan Dialogues”\, che prevede scambi di residenze di artisti provenienti dalle città di Istanbul e Lisbona. Processo mobile e libero da ogni forzatura o da obblighi performativi\, il progetto di residenze attiva una serie di riflessioni che gli artisti possano interiorizzare\, assimilare e rielaborare nei propri percorsi personali. Nella prima edizione del 2021\, la residenza è stata assegnata agli artisti Cagri Taskin e Huo Rf. \nCansu Çakar e Serra Tansel condurranno una conversazione con il pubblico\, presentando le proprie pratiche e attivando un momento di dialogo e di immaginazione collettiva. \n“Neapolitan Dialogues” è sostenuto da Elgiz Museum (Istanbul) e T-One Foundation (Istanbul). \n  \nCansu Çakar “Nella mia ricerca mi interesso alle vaglie presenti nell’immaginario estetico\, riscontrabili nelle influenze occidentali e “moderne” sulla pratica pittorica dei paesi orientali. A ciò si intreccia l’interesse per i contesti sociali e culturali. Nel mio lavoro pittorico metto in relazione i motivi decorativi tradizionali con questi temi. Credo che a definire la realtà non siano idee e concetti “importati”\, ma piuttosto dei valori estetici lasciati nell’oblio e dimenticati nella complessità delle stratificazioni sociali.  \nUtilizzando le tecniche e i linguaggi dell’arte tradizionale come mediazione\, e investigando le problematiche del contemporaneo\, sottolineo l’assurdità del conflitto fra mondo moderno e mondo tradizionale. Credo ardentemente che un linguaggio non muoia mai\, ma semplicemente cambi forma e sopravviva\, e per questo mi interesso a linguaggi artistici antichi. \nNonostante sia un tema ancora dibattuto\, molti accademici credono che nell’antichità non si conoscesse il sistema della prospettiva frontale. Vorrei lasciare la domanda aperta\, dato il mio punto di vista sugli affreschi di Pompei. Il fatto che la tecnica compositiva bidimensionale\, che si riscontra nella pittura miniata a cui mi interesso\, sia concepita come pittura senza prospettiva\, è un’informazione falsa e superficiale\, e questo è un problema che spesso sottolineo. Nelle pittura miniata si adotta in realtà un approccio molto attento a diversi tipi di prospettive. La prospettiva plurale è un modo per attraversare la realtà in molti modi\, secondo diversi punti di vista\, mentre si descrive e costruisce uno spazio. Questa\, inoltre\, è un modo di inserire il soggetto e l’osservatore nel dipinto\, si può quindi dire che è una “forma simbolica” che esprime un tipo di cultura new-age.  \nHo il desiderio di attraversare le stratificazioni dei materiali\, delle storie\, delle strutture sociali che formano la città di Napoli nella sua complessità\, e ho intenzione di dare a queste una forma visiva. Cosi come le narrazioni che partono dal basso e giungono alla superficie\, i fenomeni di classe che colorano le strade nei piani terreni\, o le terrazze vuote che si affacciano sul mare\, saranno elementi allusivi di dipingere Napoli\, cercando di comprenderne la complessità.”  \nSerra Tansel “Abbiamo tentato di attraversare la città di Napoli con sguardi differenti: in primo luogo con uno sguardo da esterne\, da estranee o turiste\, poi da collaboratrici e tentando di stringere alleanze con le persone che vivono nella città\, nella serie di attività in cui siamo state impegnate. La molteplicità di queste posizioni ha fatto sì che\, nei nostri approcci\, curiosità e familiarità coesistessero. \nIn Turchia\, quando qualcuno non chiude la porta dietro di sé lasciando una stanza\, si usa dire: “Il villaggio da cui provieni non ha una porta?”. Credo che questo modo di concepire la privacy sia legato ai processi di modernizzazione e di civilizzazione\, che ci inducono all’estraniazione e alla costruzione di confini sempre più netti. Napoli ha molte porte aperte; non perché abbia mancanza di privacy o segreti\, ma perché è possibile nascondere qualcosa potenziandone la visibilità o la narrazione. Ho l’impressione che questa città abbia modalità numerose e complesse di elaborare la privacy\, che non consiste necessariamente nel chiudere le porte. Questa intimità condivisa nello spazio pubblico\, le modalità con cui le persone si riappropriano delle strade\, la struttura per formativa della città stessa\, sono gli aspetti che più mi hanno interessata della città e su cui ho intenzione di lavorare nel mio processo di resistenza.” \nL’evento sarà tenuto in lingua inglese con traduzione in italiano simultanea.  \nCansu Çakar (1988\, Istanbul) vive e lavora a İzmir. Nella sua ricerca\, intreccia i linguaggi artistici tradizionali\, come il disegno decorativo e la miniatura\, con pratiche e processi contemporanei\, con l’intento minare ogni sistema stereotipato e categorizzante. Çakar pone particolare attenzione verso l’immaginario visivo dominante ed elabora pratiche di ripensamento dei sistemi di potere secolarizzato\, con un particolare focus sulle questioni di genere. \nFra i più recenti progetti si ricordano NATURE AND STATE\, Staatliche Kunsthalle Baden-Baden (Baden-Baden\, 2022); Fore-Edge Painting\, MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Bibliotheca Hertziana (Roma\, 2021); The 6th Ural Industrial Biennial of Contemporary Art\, The Optical and Mechanical Plant (Yekaterinburg\, 2021); BB11- 11th Berlin Biennale for Contemporary Art\, The Crack Begins Within\, KW (Berlino\, 2020); Miniature 2.0\, Pera Museum (İstanbul\, 2020); The Crime of Mr. Adolf Loos\, Axel Vervoordt Gallery (Antwerp\, 2019); Cappadox Contemporary Art Program (Cappadocia\, 2018); Linear Transcendency” at the Lab- Darat al Funun (Amman\, 2016); SALTWATER: A Theory of Thought Forms. 14th Istanbul Biennial- 100°- FLO (İstanbul\, 2015). \nSerra Tansel (1989\, Istanbul) vive e lavora a Londra. Nella sua ricerca si concentra sugli intrecci\, sulle relazioni\, sui legami esistenti fra corpi e mondo\, sulle modalità di costruzione di confini nei contesti urbani\, domestici\, nelle strutture in generale. Adottando un approccio interdisciplinare e lavorando su contesti culturali e sociali specifici\, le pratiche di Tansel si insinuano nelle culture mainstream\, minandone le strutture e alterandone le logiche. Serra Tansel è parte del collettivo musicale Makkam e uno dei volti di Hayırlı Evlat. \nFra i più recenti progetti si menzionano SH/FT\, No Show Space (Londra\, 2021); A Question of Taste\, Pera Museum (Istanbul\, 2021); “Passion can create drama out of inert stone”?!\, Peak\, Elephant & Castle Shopping Mall (London\, 2020); Higher\, Pilot Gallery\, (Istanbul\, 2020).
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SUMMARY:Cluster di memoria
DESCRIPTION:Giovedì 1 dicembre 2022\, alle ore 18:00\, si terrà a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea un incontro di studio e formazione dedicato al compositore fiorentino Daniele Lombardi\, attivo a Napoli grazie a una stretta collaborazione con Fondazione Morra e con la rivista di musiche contemporanee Konsequenz.\nCluster di memoria sarà un’occasione per presentare un ciclo di iniziative volte a consolidare la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. \nOspitato negli spazi di Casa Morra\, l’Archivio Konsequenz – De Simone offre possibilità di accesso a spazi destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori\, venuti a contatto con Fondazione Morra e con la factory Konsequenz.\nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti video inediti di Daniele Lombardi\, commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. Ci si riferirà ai testi delle “Autointerviste” dedicate al pianismo e ai pianisti. Al termine\, Chiara Mallozzi eseguirà dal vivo “Grafemi 2\, per violoncello solo” (1979)\, uno dei più interessanti lavori per arco di Daniele Lombardi. \nPer Daniele\, chez Morra \nDaniele Lombardi (1946 – 2018)\, pianista\, compositore e artista visivo\, ha condotto per anni una ricerca sulla fusione e la convergenza tra suono\, segno e colore\, nel compimento di una traslazione visiva delle emozioni sonore\, e tuttavia rimbalzando tale ambito emozionale da un linguaggio all’altro. Ha usato il bianco/nero\, alludendo all’alternanza dei tasti di un pianoforte\, come può notarsi dai tipici e ampi pannelli bianco-neri posti/esposti a sfondo\, quasi silhouettes\, del piano da concerto nel suo laboratorio d’arte fiorentino.\nChi però ha davvero ascoltato la musica di Daniele Lombardi\, sa che questi segni nulla più mantengono di meramente speculativo: essi si traducono in effettive\, nuove\, sonorità\, specie laddove vengano riprodotte dal vivo\, al pianoforte\, con strabiliante gesto esecutivo del loro autore\, o al violoncello\, come avviene ad esempio in “Grafemi 2” (1979). In Mitologie 5 (2003)\, filmato che mi donò un anno prima della scomparsa\, e che verrà riproposto in occasione di “Cluster di memoria” (Casa Morra\, negli spazi destinati all’Archivio Konsequenz – De Simone\, giovedì 1 dicembre 2022)\, Lombardi ramifica altri analoghi\, innovativi percorsi video\, tracciati in modo seminale già dalla home-art di Pietro Grossi. Alle immagini\, oggi riconoscibili come parte integrante del suo stile\, uccelli-suono\, per usare una visione ricorrente in molti musicisti e poeti\, Lombardi accostava naturaliter l’esecuzione della Musica Virtuale 17\, nella caparbia esplorazione\, quella dell’immagine in movimento\, tipica anche di altra sua produzione.\nDaniele Lombardi ha sortito successo e affermazione al di là dei confini italiani; e trovato\, specie nell’ambito dell’Arte (costellazione tradizionalmente più avanzata rispetto alle asfittiche programmazioni della musica ‘contemporanea’ nostrana)\, grata accoglienza presso Fondazioni\, Musei\, Edizioni d’Arte. Egli è oggi consegnato alla storia\, a mio avviso\, come uno dei più importanti ‘visivisti’ italiani\, ultimo erede di una tradizione\, ancora non sufficientemente celebrata\, partita forse nel nostro Paese dalle ‘azioni’ gestual-concettuali di Giuseppe Chiari\, con i tipici e celebri ‘attacchi’ con colori o inchiostri a fogli di musica e a strumenti musicali.\nLombardi ha pubblicato pianistici manuali ‘divergenti’\, con inusuali grafie\, curato edizioni\, tracciato itinerari sulla musica d’arte\, promosso concerti e manifestazioni pubbliche nelle principali città europee e negli Stati Uniti. Celebri\, qui in Italia\, le performances per decine di pianoforti\, allineati per strade o in piazze delle città. E fu il primo a mostrarne la possibilità anche a Napoli. Konsequenz\, rivista/movimento che nacque nel 1994 in questa stessa città\, si avvalse della sua scrittura\, come della vicinanza della musica fiorentina di ricerca: Giancarlo Cardini\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari furono infatti\, assieme a Daniele Lombardi\, nostri forti\, leali\, e indimenticabili fiancheggiatori e ispiratori. Con questo spirito ne riproponiamo la musica\, con cluster di memoria\, appunto: accordo/disaccordo di note ravvicinate per intervalli di seconda\, simili a un piccolo grappolo d’uva… \nGirolamo De Simone
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SUMMARY:Charles Bernstein - ECO / ECHO
DESCRIPTION:Venerdì 25 novembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea\, verrà presentato il volume Eco/Echo di Charles Bernstein\, edizioni del verri\, curato da Carla Buranello e con le traduzioni di Luigi Ballerini\, Gherardo Bortolotti\, Carla Buranello\, Marco Giovenale\, Milli Graffi. \nEco/Echo raccoglie le poesie scelte dall’autore\, a partire da Senses of Responsibility del 1979 fino agli ultimi testi pubblicati quest’anno negli Stati Uniti in Topsy-Turvy. Durante la serata\, l’autore realizzerà una performance relativa ai testi in inglese del volume\, letti in italiano dai poeti Giovanna Marmo e Tommaso Ottonieri; inoltre\, la serata prevede la presenza di Giancarlo Alfano\, docente di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, della direttrice editoriale di edizioni del verri Barbara Anceschi e di Domenico Mennillo\, Direttore Scientifico della sezione Archivi di Casa Morra. \nIl volume presentato a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea non è un’antologia con testo a fronte\, ma un libro bifronte: da una parte i testi in inglese\, dall’altra\, capovolto il volume\, le traduzioni a cura dei poeti italiani che hanno collaborato con Bernstein\, nell’elaborazione della poesia sperimentale. Il volume accoglie inoltre un saggio di Bernstein sui rapporti tra poesia americana contemporanea e poesia italiana. \nPer Bernstein la eco/echo-poetica è pensare alla scrittura ¬come forma di ascolto verso una “risonanza non lineare di un motivo che rimbalza su un altro. Ancora di più\, è la sensazione di allusione in assenza di allusione. In altre parole\, l’eco che sto cercando è uno spazio vuoto: l’ombra di una fonte assente” \nCharles Bernstein (New York\, 1950)\, poeta e saggista statunitense\, è fondatore e redattore con B. Andrews della rivista L=A=N=G=U=A=G=E (1978-81)\, ed esponente di punta dei Language poets. Ha insegnato alla State University of New York a Buffalo e alla University of Pennsylvania\, dove è professore emerito in inglese e letteratura comparata. È co-fondatore e co-curatore\, assieme ad Al Filreis\, di PennSound e curatore e co-fondatore\, con Loss Pequeño Glazier\, di The Electronic Poetry Center. Tra i libri più recenti: Topsy-Turvy (2021)\, Near/Miss (2018)\, Pitch of Poetry (2016)\, Recalculating (2013)\, Attack of the Difficult Poems: Essays and Inventions (2011)\, All the Whiskey in Heaven: Selected Poems (2010).
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SUMMARY:Gli Archivi
DESCRIPTION:L’impegno di Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea nel conservare\, tutelare e valorizzare i fondi archivistici prosegue negli anni. \nSu prenotazione\, è possibile visionare e svolgere ricerca presso: \nFondo Arrigo Lora Totino i materiali provenienti dall’archivio privato dell’artista torinese coprono l’arco temporale 1964 – 2016. Il Fondo\, seguendo l’organizzazione impostata originariamente da Lora Totino\, è stato ripartito nelle seguenti sezioni tematiche: Corrispondenza; Documentazione professionale; Documentazione a stampa; Documentazione Grafica; Documentazione Fotografica; Documentazione audio e video; Biblioteca privata. Il fondo è attualmente in corso di digitalizzazione. \nArrigo Lora Totino\, Amore tutto tatto dalla serie “Fotodinamiche Simultanee”\, 1975. © Amedeo Benestante / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Storico del Living Theatre composto da circa 8.800 unità archivistiche\, è ripartito in 5 Fondi: Fondo Fotografico Living Theatre; Fondo Bibliografico Living Theatre; Fondo Living Theatre; Fondo Garrick Beck; Fondo Fondazione Morra. Si è conclusa nel 2022 la fase di digitalizzazione dell’Archivio. \nThe Living Theater\, Sei Atti Pubblici\, 1973 © Libero De Cunzo / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Henri Chopin il materiale\, oggetto di una prima fase di  inventariazione\, concerne il periodo di sperimentazione delle neo-avanguardie. L’archivio è diviso in cinque sezioni: Documentazione varia (lettere\, dattiloscritti e monoscritti originali\, inviti\, cartoline\, fotografie); Riviste; Libri; Manifesti; Dischi. \nHenri Chopin\, Carpet’s project\, 1985. / Courtesy Fondazione Morra \n  \nPer prenotazioni e informazioni scrivere a: info@fondazionemorra.org\, specificando i campi di interesse e le finalità delle ricerche. \n 
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SUMMARY:Diciottesima Giornata del Contemporaneo - Mille Nanni
DESCRIPTION:Sabato 8 ottobre 2022 si celebra la XVIII Giornata del Contemporaneo\, manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani\, che da diciotto anni coinvolge musei\, fondazioni\, istituzioni pubbliche e private\, gallerie\, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea in Italia. \nQuest’anno\, Fondazione Morra rinnova il proprio interesse per l’appuntamento\, aprendo gratuitamente al pubblico gli spazi della collezione permanente di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, ospitanti inoltre “Mille Nanni”\, mostra temporanea dedicata all’artista e amico Nanni Balestrini (1935- 2019)\, a cura di Giuseppe Morra. \n  \n“Mille Nanni”\, inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri a lui dedicati\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \n  \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \n  \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010).
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SUMMARY:Reverie - Sogno 5 : Icaro
DESCRIPTION:Venerdì 30 settembre 2022\, dalle ore 17.00\, Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea a Napoli ospiterà Reverie nell’azione performativa “Sogno 5: Icaro”.\nProgetto a cura di Isabella Morra e accompagnato da un testo di Piero Tomassoni. \nA conclusione del suo ciclo sul sogno\, condotto negli anni come alfabeto privilegiato di ricerca\, l’artista toscana reinterpreta in chiave contemporanea la figura di Icaro della mitologia greca\, dedicando alla città di Napoli la sua ultima performance sul tema onirico. Negli spazi esterni di Casa Morra\, Reverie\, sorretta da una gru\, riattualizzerà per il pubblico il fatidico volo di Icaro.\nIl mito di Icaro porta su di sé il peso della disobbedienza alle imposizioni\, alle regole\, alle leggi del mondo. È una sfida a ciò che rassicura\, è desiderio di superare i limiti umani\, è guardare verso l’alto e andare oltre; ma anche incoscienza e sfrontatezza del giovane e del sognatore\, la cui inesperienza diventa\, nell’opera di Reverie\, un esperire onirico e acquista un significato totalmente nuovo e attuale.\nIl suo Icaro è “contemporaneo”: una figura genderless\, con protesi al posto delle braccia\, che l’artista ha rappresentato anche attraverso alcune sue opere-indivenire: apparirà come una maestosa scultura in cera rossa\, elaborata sul calco della propria schiena\, e un paracadute della seconda guerra mondiale su cui è inserito un innesto in raso che riporta\, con la grafia cucita dall’artista\, l’incipit della biografia del nuovo Icaro\, ovvero la storia che ha dato vita al lavoro nel suo complesso e alla performance stessa.\nLa storia del progetto\, come sempre accade per l’artista\, nasce con l’intento di costruire dimensioni e memorie collettive che diventano territorio di condivisione tra artista e pubblico. Nell’open space di Casa Morra\, il rapporto fra Reverie e il pubblico si consoliderà nella comunione di una tensione emotiva\, secondo un’empatica relazione in cui le energie si fondono con il corpo dell’artista. \nIl mito di volare\, di toccare l’intangibile\, il cielo\, non esisterebbe senza il suo opposto: la caduta. Essi sono antimeri di una stessa radice: la spinta verso l’oltre\, un viaggio che accomuna l’uomo fin dai suoi primordi. (Isabella Morra) L’Icaro contemporaneo\, però\, si ricolloca nella storia in modo nuovo\, celebra la vita con le sue difficoltà\, solitudini\, pesi e sofferenze; è l’insieme di tutti gli esseri umani. “Icaro” è da secoli in Amazzonia il canto terapeutico e sapienziale che si tramanda da maestro a discepolo\, da pianta a guaritore. Oggi diventa anche il mantra di Reverie. (Piero Tomassoni) \nPer l’occasione\, gli spazi espositivi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea saranno aperti al pubblico dalle ore 16:00. \n  \nReverie (Vinci\, 1994) vive a Milano dedicando ad Arte ogni momento\, azione e ogni rosa della sua vita. Il suo nome anagrafico\, che coincide col nome che ha scelto per la vita e per l’arte\, è una dedica alla Poetica della rêverie di Bachelard (nomen omen). Lavora sulle contaminazioni\, interferenze di sguardi e reazioni concettuali ed emotive\, a partire dall’interiorità e dalla solitudine più profonda. Elabora performance che rappresentano la collettività\, la contemporaneità e il sentire tra reale e virtuale; dalla scintilla dell’intuizione elabora testi che infine materializza\, costruendo personalmente tutti gli elementi necessari all’azione. Attraverso l’antropologia\, la letteratura\, la filosofia\, la psicanalisi e le scienze\, ha fatto dello studio sul sogno\, anche “a occhi aperti”\, un’originale ricerca tesa a sviluppare un linguaggio artistico per indagare la realtà\, attraversando gli archetipi in quanto memorie e “sogni collettivi”. Su questo tema ha realizzato diversi lavori e ha pubblicato il volume “librosogni” con l’editore Skira (2021). Recenti mostre e performance: Il corpo dei sogni (mostra personale\, 2022\, Basilica di San Celso\, Milano); Sogno 5: Icaro (2022\, Casa Morra – Fondazione Morra\, Napoli);  Sogno 4: alba lunare (2021\, Festa della Ceramica\, Montelupo); Sogno 3: la camera degli specchi (2021\, FOG\, Triennale\, Milano); Sogno 2: The Sleeping Muse (2020\, Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame\, Milano\, in collaborazione con Fondazione Mudima e a cura di Raffaella Perna); Sogno 1: l’archetipo del sé (2019\, Fondazione VOLUME!\, Roma). \nDialogo fra R e I – Intervista Isabella Morra \nUn Icaro per Reverie – Testo Piero Tomassoni \n  \n 
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CORSO DI ARTI GRAFICHE
DESCRIPTION:4 luglio – 10 ottobre 2022\nINIZIO 4 LUGLIO ORE 10:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella e Giovanni Timpani \nDopo l’ultima esperienza del 2021\, riparte il 4 luglio 2022 il Laboratorio Avella con un corso dedicato alle arti grafiche nella sede di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea. Per la sua quarta edizione il laboratorio curato da Vittorio Avella e Giovanni Timpani propone un programma finalizzato all’apprendimento delle tecniche dell’incisione e di stampa d’arte tradizionali e sperimentali. I partecipanti verranno coinvolti in attività teorico-pratiche volte all’acquisizione di conoscenza e competenze nell’ambito culturale e professionale della Grafica d’Arte. \nProgramma \n– Introduzione storico-culturale alle Arti Grafiche \n– Progettazione e realizzazione di matrici incise attraverso tecniche tradizionali e sperimentali: \nxilografia\, linoleumgrafia\, puntasecca\, bulino\, maniera nera\, acquaforte\, acquatinta\, cera molle\, collografia\, carborundum\, metodo Hayter e metodo Goetz \n-Realizzazione di stampe d’arte originali: stampa a incavo\, stampa a rilievo\, stampa sperimentale\, monotipie. \nDurata e costo \nIl corso prevede 10 lezioni che si terranno nei mesi di luglio\, settembre e ottobre. Ogni lezione avrà la durata di 8 ore (10.00 – 18.00). \nLa quota di partecipazione al corso è di euro 500\,00. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso.      \nSi allega alla presente il Modulo d’iscrizione\, che dovrà essere compilato e inviato\, insieme a un breve curriculum\, all’indirizzo casamorra@fondazionemorra.org \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nModulo di Iscrizione
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SUMMARY:Mille Nanni – 3 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.19.00\nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30\nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nL’esplosione \nReading performance \nA cura di Rosaria Lo Russo \nCon Rosaria Lo Russo\, Matteo Zoppi\, Fausto Berti \nMusica Michael Nannini \nIl reading performance da L’esplosione (2019) è un omaggio all’opera testamentaria di Nanni Balestrini\, il suo ultimo libro di poesia visiva. Le voci di tre lettori performer sono in scena per dare corpo fonico a tre dei sei movimenti\, o meglio canti\, di un’opera tutta giocata sui multipli del tre. C’è infatti una mozione dantesca solenne in questo poemetto breve che ripercorre ricombinandola la vicenda umana dall’alfa delle prime tracce umane dell’arte neolitica all’omega apocalittico dell’antropocene in fase terminale. Una mozione dantesca palingenetica\, seppure con la consueta sospensione del giudizio – che qui però si fa magnifica tensione (e tenzone interna fra le tre voci) – struttura ogni pagina con tre terzine in andata e tre terzine di ritorno\, nel movimento dell’impaginazione da sinistra a destra\, a formare una cuspide. Il segno di una verticalità non metafisica ma immanente alla condizione umana. E’ la geometria dello stupore e del disastro dell’esperienza\, sia individuale che storica e collettiva\, dall’esplosione iniziale dell’ominazione all’esplosione della fine\, di una vita esemplare di poeta come della nostra specie animale. La geometria del montaggio tipica della poesia di Balestrini\, percorsa in questo poemetto da una temperatura emotiva elevatissima\, raggiunge qui un nitore commovente\, quasi L’esplosione fosse piuttosto un’opera prima che un congedo. \nBrochure L’esplosione \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Biagio Cepollaro\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Rosaria Lo Russo e Fumofonico\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Pietro Previti
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SUMMARY:Mille Nanni - 2 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.10.00\nProgetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II»: intervengono Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \n«Ciò che distingue la voce dal vasto oceano dei suoni e dei rumori»\, ha scritto Mladen Dolar\, è il suo «intimo rapporto con il senso». La voce è infatti nel senso perché è “sensuosa”\, sonora\, corporea. Al tempo stesso\, la voce è nel senso perché è “acusmatica”\, cioè è scorporata. In bilico tra corpo e fantasma\, la voce diventa poesia lavorando sulla presenza (il set della performance)\, sul feticcio (la registrazione della “vera voce” del poeta)\, e sulla sonorizzazione (la manipolazione acustica delle registrazioni). \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio. \nh.19.00\nNanni Balestrini millepiani: introduce Gian Paolo Renello; intervengono Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.00\nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30\nPerformance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nQUESTIONI DI TAGLI\nCosì come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni. \nConcerto elettroacustico per voci\, parola\, canto\, modulator\, SFX effects\, fiati\, sax elettronico\, loop & drums. \ndi Luigi Cinque e Giovanni Fontana \nMille Nanni: mille posizioni di fronte alla parola e mille forme della parola. \nPesi\, misure\, dimensioni spazio-temporali complesse e flessibili\, dinamiche in continua evoluzione. \nParola-corpo\, parola-gesto\, parola-sguardo\, parola-azione\, parola-campo\, parola-orma\, parola-automa\, parola-macchina\, parola-immagine\, parola-evento\, parola-suono\, parola-oggetto\, in quadri fonosimbolici e in specchi di ideogrammi verbali per comporre paradigmi performativi e prospetti cineteatrabili in proiezioni intermediali. \nDi fronte alle dinamiche strutturali della complessità balestriniana\, Luigi Cinque e Giovanni Fontana si soffermano sul concetto di taglio e sulle relative particolarità tecniche\, organizzando un tessuto performante dove la dimensione verbale si risolve in suoni e ritmi lasciando emergere come punte di iceberg concetti fonosemantici e liberando epifanie vocali e musicali in direzioni imprevedibili. Le tessiture polistrumentali di Luigi Cinque s’innervano su un ordito ritmico che rivela a tratti\, in dimensione digitale\, poliarmonie fonetiche entro le quali s’insinua la stessa voce di Nanni Balestrini\, mentre sostiene le sonorità poetiche di Giovanni Fontana. La vocalità si appoggia sulla scrittura e la musica accredita il tutto in un puzzle acustico concretamente caratterizzato dalla maschera elettrofonica del corpo. \nBrochure Questioni di tagli \nBrochure …per Nanni… \nProgramma Andrea Riccio \nProgramma di Cinema Mario Franco \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Andrea Riccio\, …per Nanni…\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Giovanni Fontana e Luigi Cinque\, Questioni di tagli\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - Omaggio a Nanni Balestrini
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nMa noi facciamone un’altra s’intitola il secondo libro organico di poesia di Nanni Balestrini (1935-2019)\, pubblicato in una data-simbolo come il 1968. Il titolo cita uno dei suoi maestri ideali\, Bertolt Brecht\, ma evoca anche\, idealmente\, la capacità mercuriale che aveva Balestrini di passare dall’uno all’altro dei mille piani che componevano la sua polimorfa personalità di artista e scrittore\, attivista politico e organizzatore di cultura. Alla figura di Balestrini\, suo amico e tante volte ospite e complice\, Peppe Morra ha dedicato una delle sale permanenti dello spazio espositivo di Casa Morra\, e ha ideato un ricordo che i primi giorni di luglio (in occasione della data di nascita di Nanni\, il 2 luglio appunto) vedrà coinvolti storici compagni di viaggio e più giovani amici e collaboratori: i quali si avvicenderanno con omaggi in forma di performance poetiche e musicali\, letture e interpretazioni\, tavole rotonde di approfondimento interdisciplinare e seminari specialistici.  \nPerché sono mille\, davvero\, i migliori Nanni della nostra vita: come Mille piani s’intitolò\, nel 1980\, la summa di quello che Balestrini considerava il maggior pensatore del suo tempo\, Gilles Deleuze\, e di uno psicoanalista controverso\, Félix Guattari\, che fu suo amico e sodale durante l’esilio comminatogli in Francia\, fra il ’79 e l’84\, sulla base di un teorema giudiziario poi smentito. C’è lo scrittore\, pioniere nel Sessanta della scrittura combinatoria su base cibernetica\, e c’è l’artista visivo che applica alle immagini la medesima disciplina decenni dopo (con il capolavoro Tristanoil\, «il film più lungo del mondo» che\, dopo l’esposizione a DOCUMENTA nel 2012\, proprio alla Fondazione Morra è collocato in via permanente); c’è il narratore della Violenza illustrata\, che disegna le atrocità degli anni di piombo ma anche quella degli anni nostri; c’è l’organizzatore culturale\, inventore instancabile di movimenti riviste festival collane editoriali; e c’è l’attivista politico che\, da Vogliamo tutto in poi\, mai ha cessato di «passare bruciando» al filo della storia. \nNon mille ma decine saranno i poeti e artisti\, saggisti e critici che si avvicenderanno a Casa Morra\, coordinati da Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti: da Achille Bonito Oliva e Franco Berardi-Bifo a Maurizio Ferraris\, da Alessandra Carnaroli e Carmen Gallo a Gabriele Frasca\, da Aldo Nove e Lello Voce ad Andrea Inglese e Tommaso Ottonieri\, da Girolamo De Simone al duo composto da Luigi Cinque e Giovanni Fontana\, passando per il quartetto performativo Fumofonico capitanato da Rosaria Lo Russo. \nPROGRAMMA \nVenerdì 1° luglio \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove. A seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \nSabato 2 luglio \nh.10.00 \nPresentazione del progetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II» con la partecipazione di Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio\, musiche di Cage\, Cilio\, Eno\, Pärt. \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani (a cura di Sergio Bianchi\, DeriveApprodi 2022) condotta da Gian Paolo Renello con la partecipazione di Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30 \nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti; performance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nDomenica 3 luglio \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30 \nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nBrochure Mille Nanni \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - 1 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove.\nA seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \n“Tristano per Nanni Balestrini” \nPerformance di Girolamo De Simone \nTristano è il primo romanzo di Nanni Balestrini\, letto in seno al Gruppo ’63\, poi pubblicato nel 1966 da Feltrinelli\, in una delle sue possibili declinazioni. Si tratta\, infatti\, di un lavoro mutante\, o meglio permutante\, nel senso che i diversi capitoli sono organizzati per nuclei giustapponibili – frasi che possono essere combinate secondo molteplicità\, quasi auspicando che il movimento narrativo non sia più “un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo\, ma un succedersi di presenze”. \nIl libro s’intitola Tristano\, e l’autore ci richiama al motivo di questa scelta (la parola ‘motivo’ è carica di un significato che vi si aggiunge in prospettiva\, ha cioè per me il senso indicato da Deleuze e Guattari in Mille piani): una storia d’amore\, dove “l’amore è capovolto da come lo si incontra nel Tristano di Wagner: non perdizione\, destino\, distruzione\, schiavitù\, ma libertà\, scelta. Non intrigo\, non drammatico…” [note di copertina del Tristano\, Milano 1966]. \nEppure\, nella lettura – oggi non agile – del romanzo (cui fanno pendant le scritture di John Cage\, molte contenute in Silenzio\, Wesleyan University Press\, 1961 – trad. italianai per Feltrinelli\, 1971) la presenza del movimento è evidentissima\, dacché la frantumazione di ciò ch’è lineare avviene quasi ad ogni frase\, con virtuosismo lessicale\, contenutistico\, allusivo… Quindi\, un ‘dramma’ come movimento è qui ancor vivo\, e ci mette semplicemente davanti a un cambio prospettico: non si tratta della ‘perdizione’ o del ‘destino’ di Wagner\, ma della vaga circolazione di un senso individuale\, assegnato dal lettore alle pagine (‘rivoltabili’\, in gergo musicale\, in più e più modi)\, e che nel suo variare porta alla storicizzata affermazione dello smarrimento del soggetto. Un soggetto che si fa plurimo\, quindi indistinto\, con una disseminazione che ancora non svapora il senso\, ma ne richiede\, possibilmente\, uno trasversale\, tra le righe del discorso (uno dei possibili a darsi). Una verità forse personale\, confidata dall’Autore a ciascun lettore\, nel segreto virtuosistico di una parola che abbisogna di una forzatura organizzativa per tramutarsi in sequenza quasi filmica… \nDa tutto ciò l’idea di questa performance\, “Tristano per Nanni Balestrini”: riferirmi alla musica di Wagner\, prevalentemente al Tristano e Isotta\, ma anche alla misteriosa Elegia\, che segna in andamento Schmachtend\, ossia “Languente”\, e che viene riproposta in modo lineare e\, subito dopo\, senza soluzione di continuità\, in forma retrograda; con ovvi miei interventi\, aggiunte di senso tattile e sonoro. Così presento mie versioni pianistiche più o meno artefatte del Tristano\, utilizzando la divagazione fluxus (con la correlazione tra il suono/nota e la sua durata\, ovvero con la determinazione della caduta di ciascun suono in funzione della distanza spaziale da quello che lo precede)\, ma anche la moltiplicazione ‘minimal’… trasferendo in musica la scrittura di Nanni Balestrini. \nAlcune frasi del romanzo vengono inoltre lette durante la performance pianistica: ho ricostruito alcune stringhe di senso per… temi/motivi\, procedendo in modo esattamente inverso rispetto a ciò che avviene con la musica. Ne consegue un accattivante percorso alternato\, a metà tra “suono della parola” (senso possibile e ritrovato) e “suono dello strumento” (senso proposto\, poi frantumato)\, denso di una drammaticità nuova\, che intende – forse – recepire l’attuale istanza di SMARRIMENTO\, che ormai tutti lega e accomuna. \nGirolamo De Simone \nBrochure Tristano per Nanni Balestrini \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Carmen Gallo\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Zaffarano\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Girolamo De Simone\, Tristano per Nanni\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni
DESCRIPTION:Mille Nanni\, nostra inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri dedicati a Nanni Balestrini\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010). \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Presentazione libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa
DESCRIPTION:30 maggio 2022\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nPresentazione in anteprima nazionale del libro \nPresentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa \ndi Aldo Tagliaferri\na cura di Gian Paolo Renello \nLunedì 30 maggio alle ore 18:00 si terrà in anteprima nazionale la presentazione del libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, a cura di Gian Paolo Renello\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022. \nInterverranno il curatore Gian Paolo Renello e Giancarlo Alfano\, Docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli. \nIl volume raccoglie per la prima volta tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati da Aldo Tagliaferri a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana\, Aldo Tagliaferri\, uno dei massimi critici viventi\, pubblica forse il suo libro più importante\, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria\, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento\, italiano e internazionale. Il volume\, curato da Gian Paolo Renello\, si compone di sedici saggi\, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro\, a cura di Giuseppe Sterparelli e Gian Paolo Renello) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti\, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico “Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata)\, i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato)\, come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi (sempre per Argolibri\, nel 2021\, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa\, a cura di Bianca Battilocchi). \n«Quando in alcune storie o antologie della poesia italiana alla cancellazione si è sostituita una annessione frettolosa\, la pezza è risultata spesso più molesta del vuoto cui si intendeva rimediare perché faceva risaltare la natura piattamente storicistica e acritica di prontuari cui i curatori\, ritardatari cronici\, desiderano soprattutto mostrarsi à la page. L’obiettiva difficoltà con la quale deve fare i conti un lettore alle prese con un opus disperso in tante pubblicazioni apparse in tiratura limitata\, e per lo più alla macchia\, è stata aggirata nel modo più efficace e convincente dai poeti che\, nonostante l’alto tasso di conflittualità riscontrabile tra di loro\, nei testi a loro disposizione hanno trovato pane per i loro denti. Ciò non avvenne con Montale\, forse annebbiato dalla hybris cui sono esposti i vincitori di un premio Nobel\, né con Sanguineti\, avviato a riproporre un improbabile connubio tra avanguardismo artistico e marxismo-leninismo\, ma cosi accadde\, per esempio\, con Adriano Spatola nel 1975\, con Giovanni Raboni nel 1989\, con Lello Voce nel 1994 e con Andrea Zanzotto nel 1998. Zanzotto\, che meglio di chiunque altro aveva seguito per anni le vicende della poesia villiana\, intorno alla quale aveva maturato salde convinzioni\, rispondendo nel 2006 al mio invio di una copia di Niger mundus commentava “Peccato che simili gioielli siano tagliati fuori dalla grande distribuzione. Comunque Villa più scompare più è presente…” (i puntini di sospensione sono di Zanzotto)». \n(Da A. Tagliaferri\, “Prolegomeni villiani”\, in “Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa”\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022) \nEmilio Villa (Affori\, 21 settembre 1914 – Rieti\, 14 gennaio 2003). Artista\, poeta\, saggista e biblista\, Villa si interessa di poesia lineare\, concreto-visuale\, sonoro-fonica e di arte; è considerato un precursore della neoavanguardia e uno dei massimi poeti del ‘900. Entra in contatto con Matta\, Duchamp\, Rothko e collabora con artisti italiani come Burri\, Novelli\, Turcato e Schifano. Negli anni cinquanta sperimenta una scrittura matrice del plurilinguismo\, dove si compenetrano il francese\, l’inglese\, il provenzale\, il latino\, il greco\, le lingue semitiche e i dialetti lombardi. Allergico alla lingua ‘Ytalyana’ (ritenuta di schiavitù)\, cerca di far interagire le lingue morte con quelle vive in virtù di una profonda conoscenza etimologica. Collabora a diverse riviste di arte e letteratura\, tra cui “Meridiano”\, “Letteratura”\, “Malebolge”\, “Documento Sud”\, oltre a fondare due importantissime riviste quali “Ex” e “Appia Antica”. Pubblica numerosi libri e libricini d’arte poetica in tirature limitate presso piccoli editori e gallerie\, mentre la raccolta di scritti sull’arte Attributi dell’arte odierna 1947-1967 sarà pubblicata da Feltrinelli nel 1970. Del 2014 la pubblicazione postuma e tuttora incompleta\, a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, de L’opera poetica per L’Orma editore. Presso le Edizioni Morra ha pubblicato i seguenti volumi: Comizio millenovecentocinquanta3 (1978)\, Sì\, Ma Lentamente (1997)\, Baptêmes (1997)\, Le Mura di Tebe (2000)\, Scritti Napoletani (2003)\, Mondo Nero – Niger Mundus (2005). \nAldo Tagliaferri ha pubblicato Beckett e l’iperdeterminazione letteraria (Feltrinelli\, 1977)\, L’estetica dell’oggettivo (Feltrinelli\, 1968)\, L’invenzione della tradizione (Spirali 1985)\, Il Taoismo (Newton&Compton\, 1996)\, La via dell’impossibile. Le prose brevi di Beckett (Edup\, 2006)\, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Mimesis\, 2016). Ha curato l’edizione delle Lettere di Ezra Pound (Feltrinelli\, 1980) e della Trilogia di Samuel Beckett (Einaudi\, 1996). Con Giorgio Barbaglia ha pubblicato Uno e due. Indagini sul teatro dell’onnipotenza (Sipiel\, 1998). Per le Edizioni Morra ha pubblicato POST SCRIPTUM nel centenario della nascita di Emilio Villa (2014). Con Chiara Portesine Emilio Villa e i suoi tempi. Finestre per la monade (Mimesis\, 2016). \nGian Paolo Renello ha pubblicato con Gayle Ridinger Italian Poetry 1950-1990 (Dante University Press\, 1996)\, ha curato il volume Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola\, l’immagine (DeriveApprodi\, Roma\, 2007) e ha pubblicato Machinae. Studi sulla poetica di Nanni Balestrini (CLUEB\, Bologna\, 2010).
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SUMMARY:Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò
DESCRIPTION:04 marzo – 31 luglio 2022\nOPENING 04 marzo ORE 17:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20 C\, Napoli\n \nA cura di Manuela Gandini \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2021-2022 di Progetto XXI\, presenta Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche e Roberto Paci Dalò\, a cura di Manuela Gandini. La mostra inaugurerà presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/C\, Napoli) il 4 marzo 2022 alle ore 17:00\, con interventi di Patrizia Boldoni\, Consigliera del Presidente De Luca per la Cultura e i Beni Culturali; Rosanna Romano\, Direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania; Angela Tecce\, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; Giuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra; Manuela Gandini\, Curatrice della mostra. A seguire\, alle ore 19:00\, si terrà la performance sonora di Roberto Paci Dalò dal titolo “Niggunim”; parallelamente avrà luogo la rassegna di cinema a cura di Mario Franco. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, dal 2012\, di esplorare la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e di analizzare l’eredità delle pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto intende così contribuire alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee\, basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti in Regione Campania. \nGiuseppe Morra riprende il suo turno da dove si era interrotto – nel 2018 con la mostra 3P+B con opere di Luca Maria Patella\, Vettor Pisani\, Cesare Pietroiusti e Nanni Balestrini – e prosegue con il programma di mostre\, basato sull’idea del gioco\, dove la numerologia del 3 e del 7 ritorna e ne detta le regole. \nPer quest’anno\, infatti\, Casa Morra presenta i suoi 3+1\, per quello che ufficialmente sarebbe il settimo anno di mostre. Ma i concorrenti scelti\, attorno cui ruota l’aura di un’unicità che il concetto stirneriano suggerisce\, sono figure imprevedibili e sfuggenti\, nomadi che conquistano la loro “casella”\, svincolandosi dalle costrizioni del gioco. Gli Unici. \nCosì li descrive la curatrice: “Come le foreste o i terreni di risulta tra un edificio e un altro evolvono in maniera incostante: non sono razionali\, controllabili\, redditizi\, sicuri\, catalogabili e rivendicabili. Debordano dalle discipline contaminando altri terreni di consapevolezza”. \nPer il giorno dell’inaugurazione è prevista una performance sonora dal titolo “Niggunim”\, eseguita da Roberto Paci Dalò.\n“Niggun (niggunim al plurale) significa in ebraico: “aria” o “melodia” e si tratta di una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi. È una tecnica del canto\, spesso con suoni ripetitivi astratti al posto di una lirica formale. A volte i versetti della Torah\, o citazioni da altri testi ebraici classici\, sono cantati ripetitivamente così da creare un niggun. Alcuni niggunim vengono intonati come preghiere di lamentazione\, mentre altri possono essere gioiosi o vittoriosi.” \nParallelamente al periodo di mostra\, il regista Mario Franco\, i cui Archivi risiedono negli spazi di Casa Morra\, ha ideato una rassegna di cinema dedicata a “quell’unico stirneriano che nell’esperienza individuale\, anarchica e autarchica si oppose alla morale e al costume ufficiale inseguendo una modalità espressiva che salvaguardasse strenuamente la propria peculiarità senza regole precostituite”. Propone quindi un programma sul cinema delle avanguardie storiche e le sperimentazioni degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. \n“Cineasti-artisti come Man Ray\, Hans Richter\, Jonas Mekas\, Maya Deren ed altri che hanno operato di là di ogni condizionamento economico o tecnico. Un cinema che bisogna continuare a vedere perché è una forma di difesa alla smaterializzazione e all’omologazione verso la quale sembra tendere il presente cine-artistico.” \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania nell’ambito del progetto “Azioni Culturali della Fondazione Donnaregina – Progetto XXI”. \nBrochure Rassegna Cinema \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini
DESCRIPTION:24– 26 settembre 2021\nOPENING 24 settembre ORE 17:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli\n \nA cura di Maria Pia Incutti e Anna Fresa \nDal 24 al 26 settembre Fondazione Morra\, Fondazione Plart – Hotel Costantinopoli 104\, Fondazione Banco di Napoli\, Associazione Zerynthia e DAFNA Gallery presentano la Seconda Edizione di NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini il progetto culturale nato da un’idea di Maria Pia Incutti e Anna Fresa che\, attraverso momenti artistici differenziati\, intende portare attenzione verso gli spazi esterni privati della città di Napoli.\nNato lo scorso anno con la consapevolezza\, a seguito dell’improvvisa chiusura legata al lockdown\, della necessità di riaprire i luoghi della cultura\, favorendone sempre più la loro accessibilità.\nLa manifestazione porta alla luce l’importanza dell’arte come strumento utile a sanare il disagio emotivo della collettività\, causato dal distacco forzato nel quale il momento pandemico ci ha costretto a vivere.\nNAJM diventa così un percorso\, un cammino\, un modo di accostarsi e stare vicini in luoghi aperti\, non solo in termini spaziali\, ma tali nella loro capacità di accogliere apertamente differenti linguaggi artistici che diventano in tal modo segnali catartici di rigenerazione collettiva. L’arte ha da sempre avuto bisogno di un corpo a corpo diretto con il ricettore\, di osservatori attenti\, di domande senza risposte e soprattutto di condizioni che le consentano di vibrare in chi l’avvicina.\nIl programma di questa seconda edizione prende vita proprio da questo assunto e dalla sapienza di dovere apporre sulla città anche uno sguardo dall’alto\, scrutandone\, la moltitudine di giardini\, terrazzi e cortili da utilizzare come luoghi di condivisione.  \n“PERCORSI” \nA cura di Vittorio Urbani \nJoseph Beuys In difesa della natura\nMaurizio Elettrico Scala/Serra\nGiuseppe Morra Wunderkammer. Opera Aperta \nIl lavoro di Joseph Beuys\, padre dell’ambientalismo contemporaneo\, è l’ideale prologo alle varie mostre di Najm; con la mostra presente a Casa Morra celebrante 100 anni dalla nascita dell’artista tedesco\, inizia un percorso espositivo sinuoso\, esso stesso paragonabile ad un viticcio vegetale che si arrampica fra le stanze del palazzo. A seguire si propone il lavoro di Maurizio Elettrico\, un luogo dell’immaginario dove trovano casa i più diversi linguaggi padroneggiati dall’artista\, nell’intento di raccontare ancora le fantastiche storie della sua saga. Un tavolo già sua opera raccoglie diversi oggetti e sculture; disegni appositamente eseguiti accompagnano il percorso lungo una stretta scala quasi segreta\, fino alla ricreazione di un Giardino ricco di allegorie. La vegetazione vi e’ allusa ma anche rappresentata. La Wunderkammer di Giuseppe Morra infine vuole essere una raccolta di segni\, oggetti anche preziosi\, tutti tappe della storia importante della Fondazione: una collezione di relitti o reliquie ma anche racconti di una storia artistica tuttora fresca e vivente. L’insieme intende offrire all’osservatore una moltitudine di sollecitazioni che aspirano ad una sintesi: in una forma però anche ambigua e fitomorfa che cerca di raggiungere una comprensione utile della umana realtà. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CALCOGRAFIA E SERIGRAFIA
DESCRIPTION:28 giugno – 4 ottobre 2021\nINAUGURAZIONE 28 GIUGNO ORE 11:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella \nDopo l’esperienza della seconda edizione del 2019\, riparte il 28 giugno 2021 il corso di formazione in Calcografia e Serigrafia\, presso il Laboratorio Avella c/o CASA MORRA – Archivio d’Arte Contemporanea. \nIl ciclo di incontri del 2019 ha incluso la realizzazione di serigrafie esposte nella mostra Refraction of Lightness\, che l’artista Henrik Strömberg ha creato durante la residenza di circa tre mesi presso la Fondazione Morra. \nPer la sua terza edizione Laboratorio Avella – Calcografia e Serigrafia\, curato da Vittorio Avella\, Gianluigi Prencipe e Giovanni Timpani\, si concentrerà sullo sviluppo di competenze relative alle arti della calcografia e serigrafia\, in un ciclo di lezioni teoriche e applicate\, ospitate negli spazi di Casa Morra. \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nDurata  \nLe lezioni si terranno ogni lunedì del mese di luglio e di settembre. L’ultimo incontro avrà luogo il primo lunedì del mese di ottobre. \nI partecipanti al corso frequenteranno la mattina il laboratorio di Calcografia e il pomeriggio quello di Serigrafia. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso. \nComunicato \nModulo di Iscrizione \nInviare l’iscrizione con allegato un breve curriculum all’indirizzo archiviocasamorra@gmail.com
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SUMMARY:Beuys e Napoli
DESCRIPTION:9 maggio 2021\nDIRETTA STREAMING ORE 17:00 \nCon interventi di: Achille Bonito Oliva\, Michele Bonuomo\, Mario Franco\, Petra Richter e Italo Tomassoni\nCon un’introduzione dell’Ambasciatore Tedesco Viktor Elbling \n11 maggio 2021 – 13 febbraio 2022\nINIZIO ORE 10:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Giuseppe Morra \nDall’ 11 maggio al 13 febbraio Casa Morra d’intesa con il Goethe-Institut Neapel\, omaggia Joseph Beuys\, a cento anni dalla nascita\, con la mostra Beuys e Napoli a cura di Giuseppe Morra\, proponendo un principio di riflessione sull’eredità culturale dei transiti dell’artista tedesco a Napoli e in Italia tra il 1971 e il 1985. \nCinque film saranno proiettati in successione negli spazi degli Archivi Mario Franco: al regista napoletano si deve la più completa documentazione filmica della collaborazione tra Lucio Amelio e Beuys a partire dalla prima mostra La rivoluzione siamo noi (1971) alla Modern Art Agency. Per celebrarne il cinquantenario\, la programmazione inaugurerà con l’omonimo film che sarà proiettato insieme a Der Tisch\, filmato donato da Beuys al regista napoletano nel formato originale in 16mm\, che documenta una delle sue prime azioni all’Accademia di Düsseldorf (1971). Della collaborazione tra il gallerista napoletano e l’artista tedesco\, Franco documenta altre azioni come “Vitex agnus castus”\, realizzata per Arena: dove sarei arrivato se fossi stato intelligente! (1972)\, e “Diagramma Terremoto”\, contestuale a Terremoto in palazzo (1981). Di questa seconda azione Petra Richter restituisce una suggestiva immagine di Beuys\, descrivendolo come un “sismografo umano […] assorbito nel tracciare le vibrazioni di un terremoto immaginato allo stesso modo in cui una macchina ECG registra l’attività elettrica del cuore umano”. Dell’ultima grande mostra a Capodimonte\, Palazzo Regale (1985) – raccontata da Michele Bonuomo come “una definitiva architettura di tutta la sua produzione\, quasi […] un testamento” – Franco realizza un filmato con l’ultima intervista all’artista tedesco sulla sua opera e sul suo legame con Napoli e l’Italia. \nA conferma della vocazione di Casa Morra verso l’apertura sugli inattesi percorsi di ricerca indotti dai materiali d’archivio\, una serie fotografica di Gerardo Di Fiore testimonia l’incursione di Beuys nel contesto dell’azione “Hic Sunt Leones” (1972) del collettivo Galleria Inesistente\, e offre\, al contempo\, una più ampia veduta sulla stratificazione dell’ambiente artistico e culturale napoletano tra gli anni sessanta e settanta. \nIn mostra anche una selezione di multipli\, funzionali alla strategia divulgativa del più ampio progetto beuysiano di “scultura sociale”: per l’artista tedesco il problema del “dare forma” non ha a che vedere con una ricerca stilistica interna allo spazio di autonomia dell’arte\, ma si risolve nelle possibilità antropologiche di formare/organizzare tutti i campi del sociale a partire dalla creatività individuale. Si tratta\, a ben vedere\, di quello che Achille Bonito Oliva\, nel corso della prima fondamentale intervista a Beuys nel 1971\, definisce come uno “spazio socratico”. L’intuizione critica è confermata dallo stesso artista: “l’arte mi interessa solo in quanto mi dà la possibilità di un dialogo con l’uomo”. E le possibilità costituenti dell’arte\, in un senso inclusivo e democratico\, sono esemplarmente indagate da Beuys nel suo storico contributo a Documenta 5 (1972) dove per cento giorni allestì l’ufficio per l’“Organizzazione per la democrazia diretta tramite referendum”. Di questa esperienza a Kassel viene presentata un’inedita documentazione fotografica di Vettor Pisani. \nIl percorso della mostra si chiude con un’appendice della sala permanente dedicata all’artista tedesco\, allestita nel 2017 con materiali donati da Lucrezia De Domizio Durini: un approfondimento su Difesa della natura a Bolognano\, dove il 13 maggio 1984 Beuys aprì uno spazio di discussione pubblica sui temi della difesa della natura e della creatività individuale. In occasione di Beuys e Napoli Italo Tomassoni ricorda questa esperienza di condivisione con un’intima missiva all’artista. \nPer info e prenotazioni:                  \nAperto su prenotazione da martedì a venerdì\, 10:00-17:00.\n \nI film saranno proiettati tutti i mercoledì alle 18.00 su prenotazione (ad eccezione dei mesi di luglio e agosto) negli spazi degli Archivi Mario Franco\n                                                       \ncasamorra@fondazionemorra.org\narchivimariofranco@fondazionemorra.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI
DESCRIPTION:10 dicembre – 21 dicembre 2019 \nPRIMO APPUNTAMENTO 10 DICEMBRE ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \nMartedì 10 dicembre alle ore 18:30\, la Fondazione Morra presenta al pubblico la Rassegna Cinematografica IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI\, progetto finanziato dal Piano Cinema annuale 2019 della Regione Campania\, Sezione 2. Promozione della cultura cinematografica e audiovisiva e diffusione della cultura cinematografica. \nPresso gli Archivi Mario Franco\, all’interno della storica cornice di Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano\, il direttore artistico Prof. Mario Franco darà il via alla selezione dei film d’autore de “La più grande invenzione del secolo”. Insieme a lui\, ospite eccelso\, Alberto Castellano\, saggista e critico cinematografico\, presenta al pubblico il primo film della rassegna simbolo di questa stagione\, Carosello napoletano\, classe 1954\, diretto da Ettore Giannini e con Sophia Loren e Paolo Stoppa. \nL’intento dell’iniziativa è ripercorrere la grande passione della città per il cinematografo che già dalla fine dell’800 viene ad inserirsi in un ambiente ricchissimo di tradizioni ed occasioni spettacolari\, in un momento nel quale i teatri sono affollatissimi\, al San Ferdinando furoreggiano drammoni strappalacrime\, Scarpetta volge dal francese le sue farse più famose e tutta la città sembra muoversi sull’aria delle più famose canzonette del varietà o della Piedigrotta. \nNel giro di pochi anni\, Napoli si riempie di sale cinematografiche. La Sala Iride\, l’Arenile Olimpia\, il Cinema Moderno\, il Salon Parisienne\, il Vittoria\, l’Alberini\, l’Umberto\, il Krumas\, l’Internazionale\, la Sala Roma\, il Trianon\, il Santa Brigida\, diventano punti di ritrovo e di incontro per professionisti e sfaccendati. \nQuesta febbre di cinema non si limita a moltiplicare le sale di spettacolo; nascono anche i primi produttori di film\, come Roberto Troncone\, che inizia con brevi documentari (Ritorno da Montevergine\, 1903) per passare poi al lungometraggio verista (Camorra\, 1905)\, inaugurando una controversa collaborazione con Roberto Bracco. Troncone è il primo a costituire un “teatro di posa” per realizzare i suoi film\, ben presto seguito da un variopinto assortimento di avvocati falliti ed ex guantai\, tipografi\, sarti e poeti che avevano imparato a macinare film con le loro macchinette “Lumiére” inventandosi un mercato che non aveva niente da invidiare a quello romano o torinese. E quanto questo fenomeno sia importante nel panorama italiano ed europeo può ricavarsi dall’analisi del settore dell’editoria cinematografica specializzata\, dal cinema napoletano muto delle origini a quello di oggi\, alle sue specifiche scelte tematiche e linguistiche che il cinema italiano farà proprie. \nDal 10 al 21 dicembre 2019 alle ore 18:30\, domenica esclusa\, undici appuntamenti\, dagli anni ’20 agli anni 2000\, affronteranno generi\, autori e tendenze che hanno fatto la storia del Cinema a Napoli: \n10 Dicembre: Carosello Napoletano (1954) di Ettore Giannini\, introduzione di Alberto Castellano \n11 Dicembre: Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi \n12 Dicembre: Assunta Spina (1915) e ‘A santanotte (1922) di Elvira Notari\, introduzione di Pasquale Iaccio \n13 Dicembre: Un amore selvaggio (1912) La tavola dei poveri (1932) di Alessandro Blasetti\, Omaggio a Viviani\, introduzione di Pasquale Scialò \n14 Dicembre: Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini \n16 Dicembre: Le occasioni di Rosa (1981) di Salvatore Piscicelli \n17 Dicembre: Pasqualino Settebellezze (1975) di Lina Wertmüller \n18 Dicembre: Mi manda Picone (1983) di Nanni Loy \n19 Dicembre: Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone \n20 Dicembre: L’ uomo in più (2001) di Paolo Sorrentino \n21 Dicembre: Gomorra (2008) di Matteo Garrone \nA valorizzare ulteriormente la programmazione\, gli incontri con autori e critici come Alberto Castellano\, Pasquale Iaccio e Pasquale Scialò che anticiperanno il momento della visione-proiezione del cinema ritrovato. Culmine culturale della rassegna\, sabato 21 dicembre\, l’assegnazione del premio per la produzione e sonorizzazione in chiave contemporanea di cinema muto di ispirazione napoletana. \n 
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SUMMARY:Workshop dell’Architectural Association
DESCRIPTION:27 giugno – 7 luglio 2019\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nL’Architectural Association di Londra in collaborazione con Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea a Napoli apre il secondo Workshop sulla lavorazione delle Modanature in Gessolino. Un corso sperimentale creato da un gruppo internazionale di architetti\, designer\, storici e model makers.  Con una collezione di calchi originali dal 700 a oggi\, conferenze organizzate e tour a edifici e dettagli storici della città\, i partecipanti spingono le basi delle Modanature per creare nuove regole architettoniche attraverso la lavorazione del gesso. I posti sono limitati. Invitiamo creativi e professionisti nel campo dell’Arte\, Architettura\, Design\, e Storia dell’Architettura a iscriversi.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Antologia Fluxus
DESCRIPTION:12 GIUGNO 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nPer l’occasione verranno proiettati una serie di documenti sul network internazionale di artisti\, compositori e designer che negli anni Sessanta ha mixato diversi media e diverse discipline artistiche\, lavorando nel campo della performance\, delle arti visive\, del design\, della musica e della letteratura\, e che ha fortemente indirizzato le utopie sessantottesche della “fantasia al potere”.\nLa proiezione inizia con le anticipazioni di Yves Klein per poi mostrare la videoarte di Nam June Paik con Allen Ginsberg\, Charlotte Moorman\, Alan Schulman\, John cage\, il Living Theatre.\nA seguire il video di un breve concerto di Giuseppe Chiari; il film sperimentale “T.O.U.C.H.I.N.G.” di Christopher Sharits; George Maciunas (che del Fluxus fu il fondatore\, e ne coniò il nome nel 1961); il canto di Yoko Ono introdotto da John Lennon.\nArchivi Mario Franco presso Casa Morra vanta una biblioteca-mediateca aperta al pubblico che comprende libri\, cataloghi\, film in pellicola\, in DVD\, in formati sia analogici che digitali\, dischi e CD musicali prodotti o collezionati in circa 50 anni di intensa attività.\nLa biblioteca ha un nucleo portante di Storia e Critica cinematografica\, e un ampio settore di saggistica\, comunicazione mediale e sociologica\, filosofia\, psicoanalisi\, teatro\, fotografia\, classici della letteratura italiana e straniera\, con particolare attenzione a tutte quelle opere letterarie trasposte in film. \n  \n 
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