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SUMMARY:Charles Bernstein - ECO / ECHO
DESCRIPTION:Venerdì 25 novembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea\, verrà presentato il volume Eco/Echo di Charles Bernstein\, edizioni del verri\, curato da Carla Buranello e con le traduzioni di Luigi Ballerini\, Gherardo Bortolotti\, Carla Buranello\, Marco Giovenale\, Milli Graffi. \nEco/Echo raccoglie le poesie scelte dall’autore\, a partire da Senses of Responsibility del 1979 fino agli ultimi testi pubblicati quest’anno negli Stati Uniti in Topsy-Turvy. Durante la serata\, l’autore realizzerà una performance relativa ai testi in inglese del volume\, letti in italiano dai poeti Giovanna Marmo e Tommaso Ottonieri; inoltre\, la serata prevede la presenza di Giancarlo Alfano\, docente di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, della direttrice editoriale di edizioni del verri Barbara Anceschi e di Domenico Mennillo\, Direttore Scientifico della sezione Archivi di Casa Morra. \nIl volume presentato a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea non è un’antologia con testo a fronte\, ma un libro bifronte: da una parte i testi in inglese\, dall’altra\, capovolto il volume\, le traduzioni a cura dei poeti italiani che hanno collaborato con Bernstein\, nell’elaborazione della poesia sperimentale. Il volume accoglie inoltre un saggio di Bernstein sui rapporti tra poesia americana contemporanea e poesia italiana. \nPer Bernstein la eco/echo-poetica è pensare alla scrittura ¬come forma di ascolto verso una “risonanza non lineare di un motivo che rimbalza su un altro. Ancora di più\, è la sensazione di allusione in assenza di allusione. In altre parole\, l’eco che sto cercando è uno spazio vuoto: l’ombra di una fonte assente” \nCharles Bernstein (New York\, 1950)\, poeta e saggista statunitense\, è fondatore e redattore con B. Andrews della rivista L=A=N=G=U=A=G=E (1978-81)\, ed esponente di punta dei Language poets. Ha insegnato alla State University of New York a Buffalo e alla University of Pennsylvania\, dove è professore emerito in inglese e letteratura comparata. È co-fondatore e co-curatore\, assieme ad Al Filreis\, di PennSound e curatore e co-fondatore\, con Loss Pequeño Glazier\, di The Electronic Poetry Center. Tra i libri più recenti: Topsy-Turvy (2021)\, Near/Miss (2018)\, Pitch of Poetry (2016)\, Recalculating (2013)\, Attack of the Difficult Poems: Essays and Inventions (2011)\, All the Whiskey in Heaven: Selected Poems (2010).
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SUMMARY:Gli Archivi
DESCRIPTION:L’impegno di Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea nel conservare\, tutelare e valorizzare i fondi archivistici prosegue negli anni. \nSu prenotazione\, è possibile visionare e svolgere ricerca presso: \nFondo Arrigo Lora Totino i materiali provenienti dall’archivio privato dell’artista torinese coprono l’arco temporale 1964 – 2016. Il Fondo\, seguendo l’organizzazione impostata originariamente da Lora Totino\, è stato ripartito nelle seguenti sezioni tematiche: Corrispondenza; Documentazione professionale; Documentazione a stampa; Documentazione Grafica; Documentazione Fotografica; Documentazione audio e video; Biblioteca privata. Il fondo è attualmente in corso di digitalizzazione. \nArrigo Lora Totino\, Amore tutto tatto dalla serie “Fotodinamiche Simultanee”\, 1975. © Amedeo Benestante / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Storico del Living Theatre composto da circa 8.800 unità archivistiche\, è ripartito in 5 Fondi: Fondo Fotografico Living Theatre; Fondo Bibliografico Living Theatre; Fondo Living Theatre; Fondo Garrick Beck; Fondo Fondazione Morra. Si è conclusa nel 2022 la fase di digitalizzazione dell’Archivio. \nThe Living Theater\, Sei Atti Pubblici\, 1973 © Libero De Cunzo / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Henri Chopin il materiale\, oggetto di una prima fase di  inventariazione\, concerne il periodo di sperimentazione delle neo-avanguardie. L’archivio è diviso in cinque sezioni: Documentazione varia (lettere\, dattiloscritti e monoscritti originali\, inviti\, cartoline\, fotografie); Riviste; Libri; Manifesti; Dischi. \nHenri Chopin\, Carpet’s project\, 1985. / Courtesy Fondazione Morra \n  \nPer prenotazioni e informazioni scrivere a: info@fondazionemorra.org\, specificando i campi di interesse e le finalità delle ricerche. \n 
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SUMMARY:Diciottesima Giornata del Contemporaneo - Mille Nanni
DESCRIPTION:Sabato 8 ottobre 2022 si celebra la XVIII Giornata del Contemporaneo\, manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani\, che da diciotto anni coinvolge musei\, fondazioni\, istituzioni pubbliche e private\, gallerie\, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea in Italia. \nQuest’anno\, Fondazione Morra rinnova il proprio interesse per l’appuntamento\, aprendo gratuitamente al pubblico gli spazi della collezione permanente di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, ospitanti inoltre “Mille Nanni”\, mostra temporanea dedicata all’artista e amico Nanni Balestrini (1935- 2019)\, a cura di Giuseppe Morra. \n  \n“Mille Nanni”\, inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri a lui dedicati\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \n  \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \n  \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010).
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SUMMARY:Reverie - Sogno 5 : Icaro
DESCRIPTION:Venerdì 30 settembre 2022\, dalle ore 17.00\, Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea a Napoli ospiterà Reverie nell’azione performativa “Sogno 5: Icaro”.\nProgetto a cura di Isabella Morra e accompagnato da un testo di Piero Tomassoni. \nA conclusione del suo ciclo sul sogno\, condotto negli anni come alfabeto privilegiato di ricerca\, l’artista toscana reinterpreta in chiave contemporanea la figura di Icaro della mitologia greca\, dedicando alla città di Napoli la sua ultima performance sul tema onirico. Negli spazi esterni di Casa Morra\, Reverie\, sorretta da una gru\, riattualizzerà per il pubblico il fatidico volo di Icaro.\nIl mito di Icaro porta su di sé il peso della disobbedienza alle imposizioni\, alle regole\, alle leggi del mondo. È una sfida a ciò che rassicura\, è desiderio di superare i limiti umani\, è guardare verso l’alto e andare oltre; ma anche incoscienza e sfrontatezza del giovane e del sognatore\, la cui inesperienza diventa\, nell’opera di Reverie\, un esperire onirico e acquista un significato totalmente nuovo e attuale.\nIl suo Icaro è “contemporaneo”: una figura genderless\, con protesi al posto delle braccia\, che l’artista ha rappresentato anche attraverso alcune sue opere-indivenire: apparirà come una maestosa scultura in cera rossa\, elaborata sul calco della propria schiena\, e un paracadute della seconda guerra mondiale su cui è inserito un innesto in raso che riporta\, con la grafia cucita dall’artista\, l’incipit della biografia del nuovo Icaro\, ovvero la storia che ha dato vita al lavoro nel suo complesso e alla performance stessa.\nLa storia del progetto\, come sempre accade per l’artista\, nasce con l’intento di costruire dimensioni e memorie collettive che diventano territorio di condivisione tra artista e pubblico. Nell’open space di Casa Morra\, il rapporto fra Reverie e il pubblico si consoliderà nella comunione di una tensione emotiva\, secondo un’empatica relazione in cui le energie si fondono con il corpo dell’artista. \nIl mito di volare\, di toccare l’intangibile\, il cielo\, non esisterebbe senza il suo opposto: la caduta. Essi sono antimeri di una stessa radice: la spinta verso l’oltre\, un viaggio che accomuna l’uomo fin dai suoi primordi. (Isabella Morra) L’Icaro contemporaneo\, però\, si ricolloca nella storia in modo nuovo\, celebra la vita con le sue difficoltà\, solitudini\, pesi e sofferenze; è l’insieme di tutti gli esseri umani. “Icaro” è da secoli in Amazzonia il canto terapeutico e sapienziale che si tramanda da maestro a discepolo\, da pianta a guaritore. Oggi diventa anche il mantra di Reverie. (Piero Tomassoni) \nPer l’occasione\, gli spazi espositivi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea saranno aperti al pubblico dalle ore 16:00. \n  \nReverie (Vinci\, 1994) vive a Milano dedicando ad Arte ogni momento\, azione e ogni rosa della sua vita. Il suo nome anagrafico\, che coincide col nome che ha scelto per la vita e per l’arte\, è una dedica alla Poetica della rêverie di Bachelard (nomen omen). Lavora sulle contaminazioni\, interferenze di sguardi e reazioni concettuali ed emotive\, a partire dall’interiorità e dalla solitudine più profonda. Elabora performance che rappresentano la collettività\, la contemporaneità e il sentire tra reale e virtuale; dalla scintilla dell’intuizione elabora testi che infine materializza\, costruendo personalmente tutti gli elementi necessari all’azione. Attraverso l’antropologia\, la letteratura\, la filosofia\, la psicanalisi e le scienze\, ha fatto dello studio sul sogno\, anche “a occhi aperti”\, un’originale ricerca tesa a sviluppare un linguaggio artistico per indagare la realtà\, attraversando gli archetipi in quanto memorie e “sogni collettivi”. Su questo tema ha realizzato diversi lavori e ha pubblicato il volume “librosogni” con l’editore Skira (2021). Recenti mostre e performance: Il corpo dei sogni (mostra personale\, 2022\, Basilica di San Celso\, Milano); Sogno 5: Icaro (2022\, Casa Morra – Fondazione Morra\, Napoli);  Sogno 4: alba lunare (2021\, Festa della Ceramica\, Montelupo); Sogno 3: la camera degli specchi (2021\, FOG\, Triennale\, Milano); Sogno 2: The Sleeping Muse (2020\, Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame\, Milano\, in collaborazione con Fondazione Mudima e a cura di Raffaella Perna); Sogno 1: l’archetipo del sé (2019\, Fondazione VOLUME!\, Roma). \nDialogo fra R e I – Intervista Isabella Morra \nUn Icaro per Reverie – Testo Piero Tomassoni \n  \n 
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CORSO DI ARTI GRAFICHE
DESCRIPTION:4 luglio – 10 ottobre 2022\nINIZIO 4 LUGLIO ORE 10:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella e Giovanni Timpani \nDopo l’ultima esperienza del 2021\, riparte il 4 luglio 2022 il Laboratorio Avella con un corso dedicato alle arti grafiche nella sede di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea. Per la sua quarta edizione il laboratorio curato da Vittorio Avella e Giovanni Timpani propone un programma finalizzato all’apprendimento delle tecniche dell’incisione e di stampa d’arte tradizionali e sperimentali. I partecipanti verranno coinvolti in attività teorico-pratiche volte all’acquisizione di conoscenza e competenze nell’ambito culturale e professionale della Grafica d’Arte. \nProgramma \n– Introduzione storico-culturale alle Arti Grafiche \n– Progettazione e realizzazione di matrici incise attraverso tecniche tradizionali e sperimentali: \nxilografia\, linoleumgrafia\, puntasecca\, bulino\, maniera nera\, acquaforte\, acquatinta\, cera molle\, collografia\, carborundum\, metodo Hayter e metodo Goetz \n-Realizzazione di stampe d’arte originali: stampa a incavo\, stampa a rilievo\, stampa sperimentale\, monotipie. \nDurata e costo \nIl corso prevede 10 lezioni che si terranno nei mesi di luglio\, settembre e ottobre. Ogni lezione avrà la durata di 8 ore (10.00 – 18.00). \nLa quota di partecipazione al corso è di euro 500\,00. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso.      \nSi allega alla presente il Modulo d’iscrizione\, che dovrà essere compilato e inviato\, insieme a un breve curriculum\, all’indirizzo casamorra@fondazionemorra.org \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nModulo di Iscrizione
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SUMMARY:Mille Nanni – 3 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.19.00\nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30\nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nL’esplosione \nReading performance \nA cura di Rosaria Lo Russo \nCon Rosaria Lo Russo\, Matteo Zoppi\, Fausto Berti \nMusica Michael Nannini \nIl reading performance da L’esplosione (2019) è un omaggio all’opera testamentaria di Nanni Balestrini\, il suo ultimo libro di poesia visiva. Le voci di tre lettori performer sono in scena per dare corpo fonico a tre dei sei movimenti\, o meglio canti\, di un’opera tutta giocata sui multipli del tre. C’è infatti una mozione dantesca solenne in questo poemetto breve che ripercorre ricombinandola la vicenda umana dall’alfa delle prime tracce umane dell’arte neolitica all’omega apocalittico dell’antropocene in fase terminale. Una mozione dantesca palingenetica\, seppure con la consueta sospensione del giudizio – che qui però si fa magnifica tensione (e tenzone interna fra le tre voci) – struttura ogni pagina con tre terzine in andata e tre terzine di ritorno\, nel movimento dell’impaginazione da sinistra a destra\, a formare una cuspide. Il segno di una verticalità non metafisica ma immanente alla condizione umana. E’ la geometria dello stupore e del disastro dell’esperienza\, sia individuale che storica e collettiva\, dall’esplosione iniziale dell’ominazione all’esplosione della fine\, di una vita esemplare di poeta come della nostra specie animale. La geometria del montaggio tipica della poesia di Balestrini\, percorsa in questo poemetto da una temperatura emotiva elevatissima\, raggiunge qui un nitore commovente\, quasi L’esplosione fosse piuttosto un’opera prima che un congedo. \nBrochure L’esplosione \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Biagio Cepollaro\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Rosaria Lo Russo e Fumofonico\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Pietro Previti
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SUMMARY:Mille Nanni - 2 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.10.00\nProgetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II»: intervengono Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \n«Ciò che distingue la voce dal vasto oceano dei suoni e dei rumori»\, ha scritto Mladen Dolar\, è il suo «intimo rapporto con il senso». La voce è infatti nel senso perché è “sensuosa”\, sonora\, corporea. Al tempo stesso\, la voce è nel senso perché è “acusmatica”\, cioè è scorporata. In bilico tra corpo e fantasma\, la voce diventa poesia lavorando sulla presenza (il set della performance)\, sul feticcio (la registrazione della “vera voce” del poeta)\, e sulla sonorizzazione (la manipolazione acustica delle registrazioni). \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio. \nh.19.00\nNanni Balestrini millepiani: introduce Gian Paolo Renello; intervengono Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.00\nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30\nPerformance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nQUESTIONI DI TAGLI\nCosì come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni. \nConcerto elettroacustico per voci\, parola\, canto\, modulator\, SFX effects\, fiati\, sax elettronico\, loop & drums. \ndi Luigi Cinque e Giovanni Fontana \nMille Nanni: mille posizioni di fronte alla parola e mille forme della parola. \nPesi\, misure\, dimensioni spazio-temporali complesse e flessibili\, dinamiche in continua evoluzione. \nParola-corpo\, parola-gesto\, parola-sguardo\, parola-azione\, parola-campo\, parola-orma\, parola-automa\, parola-macchina\, parola-immagine\, parola-evento\, parola-suono\, parola-oggetto\, in quadri fonosimbolici e in specchi di ideogrammi verbali per comporre paradigmi performativi e prospetti cineteatrabili in proiezioni intermediali. \nDi fronte alle dinamiche strutturali della complessità balestriniana\, Luigi Cinque e Giovanni Fontana si soffermano sul concetto di taglio e sulle relative particolarità tecniche\, organizzando un tessuto performante dove la dimensione verbale si risolve in suoni e ritmi lasciando emergere come punte di iceberg concetti fonosemantici e liberando epifanie vocali e musicali in direzioni imprevedibili. Le tessiture polistrumentali di Luigi Cinque s’innervano su un ordito ritmico che rivela a tratti\, in dimensione digitale\, poliarmonie fonetiche entro le quali s’insinua la stessa voce di Nanni Balestrini\, mentre sostiene le sonorità poetiche di Giovanni Fontana. La vocalità si appoggia sulla scrittura e la musica accredita il tutto in un puzzle acustico concretamente caratterizzato dalla maschera elettrofonica del corpo. \nBrochure Questioni di tagli \nBrochure …per Nanni… \nProgramma Andrea Riccio \nProgramma di Cinema Mario Franco \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Andrea Riccio\, …per Nanni…\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Giovanni Fontana e Luigi Cinque\, Questioni di tagli\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - Omaggio a Nanni Balestrini
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nMa noi facciamone un’altra s’intitola il secondo libro organico di poesia di Nanni Balestrini (1935-2019)\, pubblicato in una data-simbolo come il 1968. Il titolo cita uno dei suoi maestri ideali\, Bertolt Brecht\, ma evoca anche\, idealmente\, la capacità mercuriale che aveva Balestrini di passare dall’uno all’altro dei mille piani che componevano la sua polimorfa personalità di artista e scrittore\, attivista politico e organizzatore di cultura. Alla figura di Balestrini\, suo amico e tante volte ospite e complice\, Peppe Morra ha dedicato una delle sale permanenti dello spazio espositivo di Casa Morra\, e ha ideato un ricordo che i primi giorni di luglio (in occasione della data di nascita di Nanni\, il 2 luglio appunto) vedrà coinvolti storici compagni di viaggio e più giovani amici e collaboratori: i quali si avvicenderanno con omaggi in forma di performance poetiche e musicali\, letture e interpretazioni\, tavole rotonde di approfondimento interdisciplinare e seminari specialistici.  \nPerché sono mille\, davvero\, i migliori Nanni della nostra vita: come Mille piani s’intitolò\, nel 1980\, la summa di quello che Balestrini considerava il maggior pensatore del suo tempo\, Gilles Deleuze\, e di uno psicoanalista controverso\, Félix Guattari\, che fu suo amico e sodale durante l’esilio comminatogli in Francia\, fra il ’79 e l’84\, sulla base di un teorema giudiziario poi smentito. C’è lo scrittore\, pioniere nel Sessanta della scrittura combinatoria su base cibernetica\, e c’è l’artista visivo che applica alle immagini la medesima disciplina decenni dopo (con il capolavoro Tristanoil\, «il film più lungo del mondo» che\, dopo l’esposizione a DOCUMENTA nel 2012\, proprio alla Fondazione Morra è collocato in via permanente); c’è il narratore della Violenza illustrata\, che disegna le atrocità degli anni di piombo ma anche quella degli anni nostri; c’è l’organizzatore culturale\, inventore instancabile di movimenti riviste festival collane editoriali; e c’è l’attivista politico che\, da Vogliamo tutto in poi\, mai ha cessato di «passare bruciando» al filo della storia. \nNon mille ma decine saranno i poeti e artisti\, saggisti e critici che si avvicenderanno a Casa Morra\, coordinati da Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti: da Achille Bonito Oliva e Franco Berardi-Bifo a Maurizio Ferraris\, da Alessandra Carnaroli e Carmen Gallo a Gabriele Frasca\, da Aldo Nove e Lello Voce ad Andrea Inglese e Tommaso Ottonieri\, da Girolamo De Simone al duo composto da Luigi Cinque e Giovanni Fontana\, passando per il quartetto performativo Fumofonico capitanato da Rosaria Lo Russo. \nPROGRAMMA \nVenerdì 1° luglio \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove. A seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \nSabato 2 luglio \nh.10.00 \nPresentazione del progetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II» con la partecipazione di Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio\, musiche di Cage\, Cilio\, Eno\, Pärt. \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani (a cura di Sergio Bianchi\, DeriveApprodi 2022) condotta da Gian Paolo Renello con la partecipazione di Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30 \nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti; performance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nDomenica 3 luglio \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30 \nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nBrochure Mille Nanni \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - 1 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove.\nA seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \n“Tristano per Nanni Balestrini” \nPerformance di Girolamo De Simone \nTristano è il primo romanzo di Nanni Balestrini\, letto in seno al Gruppo ’63\, poi pubblicato nel 1966 da Feltrinelli\, in una delle sue possibili declinazioni. Si tratta\, infatti\, di un lavoro mutante\, o meglio permutante\, nel senso che i diversi capitoli sono organizzati per nuclei giustapponibili – frasi che possono essere combinate secondo molteplicità\, quasi auspicando che il movimento narrativo non sia più “un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo\, ma un succedersi di presenze”. \nIl libro s’intitola Tristano\, e l’autore ci richiama al motivo di questa scelta (la parola ‘motivo’ è carica di un significato che vi si aggiunge in prospettiva\, ha cioè per me il senso indicato da Deleuze e Guattari in Mille piani): una storia d’amore\, dove “l’amore è capovolto da come lo si incontra nel Tristano di Wagner: non perdizione\, destino\, distruzione\, schiavitù\, ma libertà\, scelta. Non intrigo\, non drammatico…” [note di copertina del Tristano\, Milano 1966]. \nEppure\, nella lettura – oggi non agile – del romanzo (cui fanno pendant le scritture di John Cage\, molte contenute in Silenzio\, Wesleyan University Press\, 1961 – trad. italianai per Feltrinelli\, 1971) la presenza del movimento è evidentissima\, dacché la frantumazione di ciò ch’è lineare avviene quasi ad ogni frase\, con virtuosismo lessicale\, contenutistico\, allusivo… Quindi\, un ‘dramma’ come movimento è qui ancor vivo\, e ci mette semplicemente davanti a un cambio prospettico: non si tratta della ‘perdizione’ o del ‘destino’ di Wagner\, ma della vaga circolazione di un senso individuale\, assegnato dal lettore alle pagine (‘rivoltabili’\, in gergo musicale\, in più e più modi)\, e che nel suo variare porta alla storicizzata affermazione dello smarrimento del soggetto. Un soggetto che si fa plurimo\, quindi indistinto\, con una disseminazione che ancora non svapora il senso\, ma ne richiede\, possibilmente\, uno trasversale\, tra le righe del discorso (uno dei possibili a darsi). Una verità forse personale\, confidata dall’Autore a ciascun lettore\, nel segreto virtuosistico di una parola che abbisogna di una forzatura organizzativa per tramutarsi in sequenza quasi filmica… \nDa tutto ciò l’idea di questa performance\, “Tristano per Nanni Balestrini”: riferirmi alla musica di Wagner\, prevalentemente al Tristano e Isotta\, ma anche alla misteriosa Elegia\, che segna in andamento Schmachtend\, ossia “Languente”\, e che viene riproposta in modo lineare e\, subito dopo\, senza soluzione di continuità\, in forma retrograda; con ovvi miei interventi\, aggiunte di senso tattile e sonoro. Così presento mie versioni pianistiche più o meno artefatte del Tristano\, utilizzando la divagazione fluxus (con la correlazione tra il suono/nota e la sua durata\, ovvero con la determinazione della caduta di ciascun suono in funzione della distanza spaziale da quello che lo precede)\, ma anche la moltiplicazione ‘minimal’… trasferendo in musica la scrittura di Nanni Balestrini. \nAlcune frasi del romanzo vengono inoltre lette durante la performance pianistica: ho ricostruito alcune stringhe di senso per… temi/motivi\, procedendo in modo esattamente inverso rispetto a ciò che avviene con la musica. Ne consegue un accattivante percorso alternato\, a metà tra “suono della parola” (senso possibile e ritrovato) e “suono dello strumento” (senso proposto\, poi frantumato)\, denso di una drammaticità nuova\, che intende – forse – recepire l’attuale istanza di SMARRIMENTO\, che ormai tutti lega e accomuna. \nGirolamo De Simone \nBrochure Tristano per Nanni Balestrini \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Carmen Gallo\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Zaffarano\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Girolamo De Simone\, Tristano per Nanni\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni
DESCRIPTION:Mille Nanni\, nostra inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri dedicati a Nanni Balestrini\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010). \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Presentazione libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa
DESCRIPTION:30 maggio 2022\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nPresentazione in anteprima nazionale del libro \nPresentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa \ndi Aldo Tagliaferri\na cura di Gian Paolo Renello \nLunedì 30 maggio alle ore 18:00 si terrà in anteprima nazionale la presentazione del libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, a cura di Gian Paolo Renello\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022. \nInterverranno il curatore Gian Paolo Renello e Giancarlo Alfano\, Docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli. \nIl volume raccoglie per la prima volta tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati da Aldo Tagliaferri a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana\, Aldo Tagliaferri\, uno dei massimi critici viventi\, pubblica forse il suo libro più importante\, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria\, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento\, italiano e internazionale. Il volume\, curato da Gian Paolo Renello\, si compone di sedici saggi\, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro\, a cura di Giuseppe Sterparelli e Gian Paolo Renello) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti\, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico “Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata)\, i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato)\, come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi (sempre per Argolibri\, nel 2021\, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa\, a cura di Bianca Battilocchi). \n«Quando in alcune storie o antologie della poesia italiana alla cancellazione si è sostituita una annessione frettolosa\, la pezza è risultata spesso più molesta del vuoto cui si intendeva rimediare perché faceva risaltare la natura piattamente storicistica e acritica di prontuari cui i curatori\, ritardatari cronici\, desiderano soprattutto mostrarsi à la page. L’obiettiva difficoltà con la quale deve fare i conti un lettore alle prese con un opus disperso in tante pubblicazioni apparse in tiratura limitata\, e per lo più alla macchia\, è stata aggirata nel modo più efficace e convincente dai poeti che\, nonostante l’alto tasso di conflittualità riscontrabile tra di loro\, nei testi a loro disposizione hanno trovato pane per i loro denti. Ciò non avvenne con Montale\, forse annebbiato dalla hybris cui sono esposti i vincitori di un premio Nobel\, né con Sanguineti\, avviato a riproporre un improbabile connubio tra avanguardismo artistico e marxismo-leninismo\, ma cosi accadde\, per esempio\, con Adriano Spatola nel 1975\, con Giovanni Raboni nel 1989\, con Lello Voce nel 1994 e con Andrea Zanzotto nel 1998. Zanzotto\, che meglio di chiunque altro aveva seguito per anni le vicende della poesia villiana\, intorno alla quale aveva maturato salde convinzioni\, rispondendo nel 2006 al mio invio di una copia di Niger mundus commentava “Peccato che simili gioielli siano tagliati fuori dalla grande distribuzione. Comunque Villa più scompare più è presente…” (i puntini di sospensione sono di Zanzotto)». \n(Da A. Tagliaferri\, “Prolegomeni villiani”\, in “Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa”\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022) \nEmilio Villa (Affori\, 21 settembre 1914 – Rieti\, 14 gennaio 2003). Artista\, poeta\, saggista e biblista\, Villa si interessa di poesia lineare\, concreto-visuale\, sonoro-fonica e di arte; è considerato un precursore della neoavanguardia e uno dei massimi poeti del ‘900. Entra in contatto con Matta\, Duchamp\, Rothko e collabora con artisti italiani come Burri\, Novelli\, Turcato e Schifano. Negli anni cinquanta sperimenta una scrittura matrice del plurilinguismo\, dove si compenetrano il francese\, l’inglese\, il provenzale\, il latino\, il greco\, le lingue semitiche e i dialetti lombardi. Allergico alla lingua ‘Ytalyana’ (ritenuta di schiavitù)\, cerca di far interagire le lingue morte con quelle vive in virtù di una profonda conoscenza etimologica. Collabora a diverse riviste di arte e letteratura\, tra cui “Meridiano”\, “Letteratura”\, “Malebolge”\, “Documento Sud”\, oltre a fondare due importantissime riviste quali “Ex” e “Appia Antica”. Pubblica numerosi libri e libricini d’arte poetica in tirature limitate presso piccoli editori e gallerie\, mentre la raccolta di scritti sull’arte Attributi dell’arte odierna 1947-1967 sarà pubblicata da Feltrinelli nel 1970. Del 2014 la pubblicazione postuma e tuttora incompleta\, a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, de L’opera poetica per L’Orma editore. Presso le Edizioni Morra ha pubblicato i seguenti volumi: Comizio millenovecentocinquanta3 (1978)\, Sì\, Ma Lentamente (1997)\, Baptêmes (1997)\, Le Mura di Tebe (2000)\, Scritti Napoletani (2003)\, Mondo Nero – Niger Mundus (2005). \nAldo Tagliaferri ha pubblicato Beckett e l’iperdeterminazione letteraria (Feltrinelli\, 1977)\, L’estetica dell’oggettivo (Feltrinelli\, 1968)\, L’invenzione della tradizione (Spirali 1985)\, Il Taoismo (Newton&Compton\, 1996)\, La via dell’impossibile. Le prose brevi di Beckett (Edup\, 2006)\, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Mimesis\, 2016). Ha curato l’edizione delle Lettere di Ezra Pound (Feltrinelli\, 1980) e della Trilogia di Samuel Beckett (Einaudi\, 1996). Con Giorgio Barbaglia ha pubblicato Uno e due. Indagini sul teatro dell’onnipotenza (Sipiel\, 1998). Per le Edizioni Morra ha pubblicato POST SCRIPTUM nel centenario della nascita di Emilio Villa (2014). Con Chiara Portesine Emilio Villa e i suoi tempi. Finestre per la monade (Mimesis\, 2016). \nGian Paolo Renello ha pubblicato con Gayle Ridinger Italian Poetry 1950-1990 (Dante University Press\, 1996)\, ha curato il volume Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola\, l’immagine (DeriveApprodi\, Roma\, 2007) e ha pubblicato Machinae. Studi sulla poetica di Nanni Balestrini (CLUEB\, Bologna\, 2010).
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SUMMARY:Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò
DESCRIPTION:04 marzo – 31 luglio 2022\nOPENING 04 marzo ORE 17:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20 C\, Napoli\n \nA cura di Manuela Gandini \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2021-2022 di Progetto XXI\, presenta Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche e Roberto Paci Dalò\, a cura di Manuela Gandini. La mostra inaugurerà presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/C\, Napoli) il 4 marzo 2022 alle ore 17:00\, con interventi di Patrizia Boldoni\, Consigliera del Presidente De Luca per la Cultura e i Beni Culturali; Rosanna Romano\, Direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania; Angela Tecce\, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; Giuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra; Manuela Gandini\, Curatrice della mostra. A seguire\, alle ore 19:00\, si terrà la performance sonora di Roberto Paci Dalò dal titolo “Niggunim”; parallelamente avrà luogo la rassegna di cinema a cura di Mario Franco. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, dal 2012\, di esplorare la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e di analizzare l’eredità delle pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto intende così contribuire alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee\, basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti in Regione Campania. \nGiuseppe Morra riprende il suo turno da dove si era interrotto – nel 2018 con la mostra 3P+B con opere di Luca Maria Patella\, Vettor Pisani\, Cesare Pietroiusti e Nanni Balestrini – e prosegue con il programma di mostre\, basato sull’idea del gioco\, dove la numerologia del 3 e del 7 ritorna e ne detta le regole. \nPer quest’anno\, infatti\, Casa Morra presenta i suoi 3+1\, per quello che ufficialmente sarebbe il settimo anno di mostre. Ma i concorrenti scelti\, attorno cui ruota l’aura di un’unicità che il concetto stirneriano suggerisce\, sono figure imprevedibili e sfuggenti\, nomadi che conquistano la loro “casella”\, svincolandosi dalle costrizioni del gioco. Gli Unici. \nCosì li descrive la curatrice: “Come le foreste o i terreni di risulta tra un edificio e un altro evolvono in maniera incostante: non sono razionali\, controllabili\, redditizi\, sicuri\, catalogabili e rivendicabili. Debordano dalle discipline contaminando altri terreni di consapevolezza”. \nPer il giorno dell’inaugurazione è prevista una performance sonora dal titolo “Niggunim”\, eseguita da Roberto Paci Dalò.\n“Niggun (niggunim al plurale) significa in ebraico: “aria” o “melodia” e si tratta di una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi. È una tecnica del canto\, spesso con suoni ripetitivi astratti al posto di una lirica formale. A volte i versetti della Torah\, o citazioni da altri testi ebraici classici\, sono cantati ripetitivamente così da creare un niggun. Alcuni niggunim vengono intonati come preghiere di lamentazione\, mentre altri possono essere gioiosi o vittoriosi.” \nParallelamente al periodo di mostra\, il regista Mario Franco\, i cui Archivi risiedono negli spazi di Casa Morra\, ha ideato una rassegna di cinema dedicata a “quell’unico stirneriano che nell’esperienza individuale\, anarchica e autarchica si oppose alla morale e al costume ufficiale inseguendo una modalità espressiva che salvaguardasse strenuamente la propria peculiarità senza regole precostituite”. Propone quindi un programma sul cinema delle avanguardie storiche e le sperimentazioni degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. \n“Cineasti-artisti come Man Ray\, Hans Richter\, Jonas Mekas\, Maya Deren ed altri che hanno operato di là di ogni condizionamento economico o tecnico. Un cinema che bisogna continuare a vedere perché è una forma di difesa alla smaterializzazione e all’omologazione verso la quale sembra tendere il presente cine-artistico.” \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania nell’ambito del progetto “Azioni Culturali della Fondazione Donnaregina – Progetto XXI”. \nBrochure Rassegna Cinema \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini
DESCRIPTION:24– 26 settembre 2021\nOPENING 24 settembre ORE 17:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli\n \nA cura di Maria Pia Incutti e Anna Fresa \nDal 24 al 26 settembre Fondazione Morra\, Fondazione Plart – Hotel Costantinopoli 104\, Fondazione Banco di Napoli\, Associazione Zerynthia e DAFNA Gallery presentano la Seconda Edizione di NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini il progetto culturale nato da un’idea di Maria Pia Incutti e Anna Fresa che\, attraverso momenti artistici differenziati\, intende portare attenzione verso gli spazi esterni privati della città di Napoli.\nNato lo scorso anno con la consapevolezza\, a seguito dell’improvvisa chiusura legata al lockdown\, della necessità di riaprire i luoghi della cultura\, favorendone sempre più la loro accessibilità.\nLa manifestazione porta alla luce l’importanza dell’arte come strumento utile a sanare il disagio emotivo della collettività\, causato dal distacco forzato nel quale il momento pandemico ci ha costretto a vivere.\nNAJM diventa così un percorso\, un cammino\, un modo di accostarsi e stare vicini in luoghi aperti\, non solo in termini spaziali\, ma tali nella loro capacità di accogliere apertamente differenti linguaggi artistici che diventano in tal modo segnali catartici di rigenerazione collettiva. L’arte ha da sempre avuto bisogno di un corpo a corpo diretto con il ricettore\, di osservatori attenti\, di domande senza risposte e soprattutto di condizioni che le consentano di vibrare in chi l’avvicina.\nIl programma di questa seconda edizione prende vita proprio da questo assunto e dalla sapienza di dovere apporre sulla città anche uno sguardo dall’alto\, scrutandone\, la moltitudine di giardini\, terrazzi e cortili da utilizzare come luoghi di condivisione.  \n“PERCORSI” \nA cura di Vittorio Urbani \nJoseph Beuys In difesa della natura\nMaurizio Elettrico Scala/Serra\nGiuseppe Morra Wunderkammer. Opera Aperta \nIl lavoro di Joseph Beuys\, padre dell’ambientalismo contemporaneo\, è l’ideale prologo alle varie mostre di Najm; con la mostra presente a Casa Morra celebrante 100 anni dalla nascita dell’artista tedesco\, inizia un percorso espositivo sinuoso\, esso stesso paragonabile ad un viticcio vegetale che si arrampica fra le stanze del palazzo. A seguire si propone il lavoro di Maurizio Elettrico\, un luogo dell’immaginario dove trovano casa i più diversi linguaggi padroneggiati dall’artista\, nell’intento di raccontare ancora le fantastiche storie della sua saga. Un tavolo già sua opera raccoglie diversi oggetti e sculture; disegni appositamente eseguiti accompagnano il percorso lungo una stretta scala quasi segreta\, fino alla ricreazione di un Giardino ricco di allegorie. La vegetazione vi e’ allusa ma anche rappresentata. La Wunderkammer di Giuseppe Morra infine vuole essere una raccolta di segni\, oggetti anche preziosi\, tutti tappe della storia importante della Fondazione: una collezione di relitti o reliquie ma anche racconti di una storia artistica tuttora fresca e vivente. L’insieme intende offrire all’osservatore una moltitudine di sollecitazioni che aspirano ad una sintesi: in una forma però anche ambigua e fitomorfa che cerca di raggiungere una comprensione utile della umana realtà. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CALCOGRAFIA E SERIGRAFIA
DESCRIPTION:28 giugno – 4 ottobre 2021\nINAUGURAZIONE 28 GIUGNO ORE 11:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella \nDopo l’esperienza della seconda edizione del 2019\, riparte il 28 giugno 2021 il corso di formazione in Calcografia e Serigrafia\, presso il Laboratorio Avella c/o CASA MORRA – Archivio d’Arte Contemporanea. \nIl ciclo di incontri del 2019 ha incluso la realizzazione di serigrafie esposte nella mostra Refraction of Lightness\, che l’artista Henrik Strömberg ha creato durante la residenza di circa tre mesi presso la Fondazione Morra. \nPer la sua terza edizione Laboratorio Avella – Calcografia e Serigrafia\, curato da Vittorio Avella\, Gianluigi Prencipe e Giovanni Timpani\, si concentrerà sullo sviluppo di competenze relative alle arti della calcografia e serigrafia\, in un ciclo di lezioni teoriche e applicate\, ospitate negli spazi di Casa Morra. \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nDurata  \nLe lezioni si terranno ogni lunedì del mese di luglio e di settembre. L’ultimo incontro avrà luogo il primo lunedì del mese di ottobre. \nI partecipanti al corso frequenteranno la mattina il laboratorio di Calcografia e il pomeriggio quello di Serigrafia. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso. \nComunicato \nModulo di Iscrizione \nInviare l’iscrizione con allegato un breve curriculum all’indirizzo archiviocasamorra@gmail.com
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SUMMARY:Beuys e Napoli
DESCRIPTION:9 maggio 2021\nDIRETTA STREAMING ORE 17:00 \nCon interventi di: Achille Bonito Oliva\, Michele Bonuomo\, Mario Franco\, Petra Richter e Italo Tomassoni\nCon un’introduzione dell’Ambasciatore Tedesco Viktor Elbling \n11 maggio 2021 – 13 febbraio 2022\nINIZIO ORE 10:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Giuseppe Morra \nDall’ 11 maggio al 13 febbraio Casa Morra d’intesa con il Goethe-Institut Neapel\, omaggia Joseph Beuys\, a cento anni dalla nascita\, con la mostra Beuys e Napoli a cura di Giuseppe Morra\, proponendo un principio di riflessione sull’eredità culturale dei transiti dell’artista tedesco a Napoli e in Italia tra il 1971 e il 1985. \nCinque film saranno proiettati in successione negli spazi degli Archivi Mario Franco: al regista napoletano si deve la più completa documentazione filmica della collaborazione tra Lucio Amelio e Beuys a partire dalla prima mostra La rivoluzione siamo noi (1971) alla Modern Art Agency. Per celebrarne il cinquantenario\, la programmazione inaugurerà con l’omonimo film che sarà proiettato insieme a Der Tisch\, filmato donato da Beuys al regista napoletano nel formato originale in 16mm\, che documenta una delle sue prime azioni all’Accademia di Düsseldorf (1971). Della collaborazione tra il gallerista napoletano e l’artista tedesco\, Franco documenta altre azioni come “Vitex agnus castus”\, realizzata per Arena: dove sarei arrivato se fossi stato intelligente! (1972)\, e “Diagramma Terremoto”\, contestuale a Terremoto in palazzo (1981). Di questa seconda azione Petra Richter restituisce una suggestiva immagine di Beuys\, descrivendolo come un “sismografo umano […] assorbito nel tracciare le vibrazioni di un terremoto immaginato allo stesso modo in cui una macchina ECG registra l’attività elettrica del cuore umano”. Dell’ultima grande mostra a Capodimonte\, Palazzo Regale (1985) – raccontata da Michele Bonuomo come “una definitiva architettura di tutta la sua produzione\, quasi […] un testamento” – Franco realizza un filmato con l’ultima intervista all’artista tedesco sulla sua opera e sul suo legame con Napoli e l’Italia. \nA conferma della vocazione di Casa Morra verso l’apertura sugli inattesi percorsi di ricerca indotti dai materiali d’archivio\, una serie fotografica di Gerardo Di Fiore testimonia l’incursione di Beuys nel contesto dell’azione “Hic Sunt Leones” (1972) del collettivo Galleria Inesistente\, e offre\, al contempo\, una più ampia veduta sulla stratificazione dell’ambiente artistico e culturale napoletano tra gli anni sessanta e settanta. \nIn mostra anche una selezione di multipli\, funzionali alla strategia divulgativa del più ampio progetto beuysiano di “scultura sociale”: per l’artista tedesco il problema del “dare forma” non ha a che vedere con una ricerca stilistica interna allo spazio di autonomia dell’arte\, ma si risolve nelle possibilità antropologiche di formare/organizzare tutti i campi del sociale a partire dalla creatività individuale. Si tratta\, a ben vedere\, di quello che Achille Bonito Oliva\, nel corso della prima fondamentale intervista a Beuys nel 1971\, definisce come uno “spazio socratico”. L’intuizione critica è confermata dallo stesso artista: “l’arte mi interessa solo in quanto mi dà la possibilità di un dialogo con l’uomo”. E le possibilità costituenti dell’arte\, in un senso inclusivo e democratico\, sono esemplarmente indagate da Beuys nel suo storico contributo a Documenta 5 (1972) dove per cento giorni allestì l’ufficio per l’“Organizzazione per la democrazia diretta tramite referendum”. Di questa esperienza a Kassel viene presentata un’inedita documentazione fotografica di Vettor Pisani. \nIl percorso della mostra si chiude con un’appendice della sala permanente dedicata all’artista tedesco\, allestita nel 2017 con materiali donati da Lucrezia De Domizio Durini: un approfondimento su Difesa della natura a Bolognano\, dove il 13 maggio 1984 Beuys aprì uno spazio di discussione pubblica sui temi della difesa della natura e della creatività individuale. In occasione di Beuys e Napoli Italo Tomassoni ricorda questa esperienza di condivisione con un’intima missiva all’artista. \nPer info e prenotazioni:                  \nAperto su prenotazione da martedì a venerdì\, 10:00-17:00.\n \nI film saranno proiettati tutti i mercoledì alle 18.00 su prenotazione (ad eccezione dei mesi di luglio e agosto) negli spazi degli Archivi Mario Franco\n                                                       \ncasamorra@fondazionemorra.org\narchivimariofranco@fondazionemorra.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Beuys e Napoli\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI
DESCRIPTION:10 dicembre – 21 dicembre 2019 \nPRIMO APPUNTAMENTO 10 DICEMBRE ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \nMartedì 10 dicembre alle ore 18:30\, la Fondazione Morra presenta al pubblico la Rassegna Cinematografica IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI\, progetto finanziato dal Piano Cinema annuale 2019 della Regione Campania\, Sezione 2. Promozione della cultura cinematografica e audiovisiva e diffusione della cultura cinematografica. \nPresso gli Archivi Mario Franco\, all’interno della storica cornice di Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano\, il direttore artistico Prof. Mario Franco darà il via alla selezione dei film d’autore de “La più grande invenzione del secolo”. Insieme a lui\, ospite eccelso\, Alberto Castellano\, saggista e critico cinematografico\, presenta al pubblico il primo film della rassegna simbolo di questa stagione\, Carosello napoletano\, classe 1954\, diretto da Ettore Giannini e con Sophia Loren e Paolo Stoppa. \nL’intento dell’iniziativa è ripercorrere la grande passione della città per il cinematografo che già dalla fine dell’800 viene ad inserirsi in un ambiente ricchissimo di tradizioni ed occasioni spettacolari\, in un momento nel quale i teatri sono affollatissimi\, al San Ferdinando furoreggiano drammoni strappalacrime\, Scarpetta volge dal francese le sue farse più famose e tutta la città sembra muoversi sull’aria delle più famose canzonette del varietà o della Piedigrotta. \nNel giro di pochi anni\, Napoli si riempie di sale cinematografiche. La Sala Iride\, l’Arenile Olimpia\, il Cinema Moderno\, il Salon Parisienne\, il Vittoria\, l’Alberini\, l’Umberto\, il Krumas\, l’Internazionale\, la Sala Roma\, il Trianon\, il Santa Brigida\, diventano punti di ritrovo e di incontro per professionisti e sfaccendati. \nQuesta febbre di cinema non si limita a moltiplicare le sale di spettacolo; nascono anche i primi produttori di film\, come Roberto Troncone\, che inizia con brevi documentari (Ritorno da Montevergine\, 1903) per passare poi al lungometraggio verista (Camorra\, 1905)\, inaugurando una controversa collaborazione con Roberto Bracco. Troncone è il primo a costituire un “teatro di posa” per realizzare i suoi film\, ben presto seguito da un variopinto assortimento di avvocati falliti ed ex guantai\, tipografi\, sarti e poeti che avevano imparato a macinare film con le loro macchinette “Lumiére” inventandosi un mercato che non aveva niente da invidiare a quello romano o torinese. E quanto questo fenomeno sia importante nel panorama italiano ed europeo può ricavarsi dall’analisi del settore dell’editoria cinematografica specializzata\, dal cinema napoletano muto delle origini a quello di oggi\, alle sue specifiche scelte tematiche e linguistiche che il cinema italiano farà proprie. \nDal 10 al 21 dicembre 2019 alle ore 18:30\, domenica esclusa\, undici appuntamenti\, dagli anni ’20 agli anni 2000\, affronteranno generi\, autori e tendenze che hanno fatto la storia del Cinema a Napoli: \n10 Dicembre: Carosello Napoletano (1954) di Ettore Giannini\, introduzione di Alberto Castellano \n11 Dicembre: Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi \n12 Dicembre: Assunta Spina (1915) e ‘A santanotte (1922) di Elvira Notari\, introduzione di Pasquale Iaccio \n13 Dicembre: Un amore selvaggio (1912) La tavola dei poveri (1932) di Alessandro Blasetti\, Omaggio a Viviani\, introduzione di Pasquale Scialò \n14 Dicembre: Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini \n16 Dicembre: Le occasioni di Rosa (1981) di Salvatore Piscicelli \n17 Dicembre: Pasqualino Settebellezze (1975) di Lina Wertmüller \n18 Dicembre: Mi manda Picone (1983) di Nanni Loy \n19 Dicembre: Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone \n20 Dicembre: L’ uomo in più (2001) di Paolo Sorrentino \n21 Dicembre: Gomorra (2008) di Matteo Garrone \nA valorizzare ulteriormente la programmazione\, gli incontri con autori e critici come Alberto Castellano\, Pasquale Iaccio e Pasquale Scialò che anticiperanno il momento della visione-proiezione del cinema ritrovato. Culmine culturale della rassegna\, sabato 21 dicembre\, l’assegnazione del premio per la produzione e sonorizzazione in chiave contemporanea di cinema muto di ispirazione napoletana. \n 
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SUMMARY:Workshop dell’Architectural Association
DESCRIPTION:27 giugno – 7 luglio 2019\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nL’Architectural Association di Londra in collaborazione con Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea a Napoli apre il secondo Workshop sulla lavorazione delle Modanature in Gessolino. Un corso sperimentale creato da un gruppo internazionale di architetti\, designer\, storici e model makers.  Con una collezione di calchi originali dal 700 a oggi\, conferenze organizzate e tour a edifici e dettagli storici della città\, i partecipanti spingono le basi delle Modanature per creare nuove regole architettoniche attraverso la lavorazione del gesso. I posti sono limitati. Invitiamo creativi e professionisti nel campo dell’Arte\, Architettura\, Design\, e Storia dell’Architettura a iscriversi.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Antologia Fluxus
DESCRIPTION:12 GIUGNO 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nPer l’occasione verranno proiettati una serie di documenti sul network internazionale di artisti\, compositori e designer che negli anni Sessanta ha mixato diversi media e diverse discipline artistiche\, lavorando nel campo della performance\, delle arti visive\, del design\, della musica e della letteratura\, e che ha fortemente indirizzato le utopie sessantottesche della “fantasia al potere”.\nLa proiezione inizia con le anticipazioni di Yves Klein per poi mostrare la videoarte di Nam June Paik con Allen Ginsberg\, Charlotte Moorman\, Alan Schulman\, John cage\, il Living Theatre.\nA seguire il video di un breve concerto di Giuseppe Chiari; il film sperimentale “T.O.U.C.H.I.N.G.” di Christopher Sharits; George Maciunas (che del Fluxus fu il fondatore\, e ne coniò il nome nel 1961); il canto di Yoko Ono introdotto da John Lennon.\nArchivi Mario Franco presso Casa Morra vanta una biblioteca-mediateca aperta al pubblico che comprende libri\, cataloghi\, film in pellicola\, in DVD\, in formati sia analogici che digitali\, dischi e CD musicali prodotti o collezionati in circa 50 anni di intensa attività.\nLa biblioteca ha un nucleo portante di Storia e Critica cinematografica\, e un ampio settore di saggistica\, comunicazione mediale e sociologica\, filosofia\, psicoanalisi\, teatro\, fotografia\, classici della letteratura italiana e straniera\, con particolare attenzione a tutte quelle opere letterarie trasposte in film. \n  \n 
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SUMMARY:Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2
DESCRIPTION:31 maggio – 21 luglio 2019\nOPENING 31 MAGGIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Lucrezia Longobardi \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare la seconda mostra del ciclo Lo Spazio Esistenziale. Definizioni\, a cura di Lucrezia Longobardi. \nOggetto primario dello studio che si articola in un percorso espositivo in progress è il concetto di abitare come strumento di autorappresentazione e/o negazione dell’individuo.\nTenendo come snodo principale la misura dell’abitare\, e quindi lo spazio esistenziale che ci lega ai luoghi della vita\, è stato interessante concentrarsi\, in questo secondo capitolo\, sulla dimensione del tempo.\nNell’orizzonte di un sistema capitalista mediatizzato\, rappresentare la soggettività\, l’emotività e il sentimento del tempo può rischiare di incorrere in una contrazione che nel momento in cui cerca di riscontrare una posizione reale si sente schiacciata dalla gravità angosciante del reality\, nella sua versione ormai processata\, interiorizzata\, funzionalizzata alla intima autorappresentazione.\nIn opposizione a questo è possibile anche trovare dei punti d’inciampo temporali che possono provocare la nostra uscita dalla corrente di un continuum condiviso\, per finire nelle molteplici zone di ristagno periferiche in cui si arenano alcuni residui che così sfuggono al flusso turbolento che confonde i contorni\, fra sommersioni\, sbalzi e accelerazioni\, per ritrovare la nettezza dei propri perimetri nella circostanza statica di una zona morta\, ma in salvo dalla crudele consunzione del tempo. \nLa mostra avrà luogo presso Casa Morra e sarà costituita dalle opere di Berlinde de Bruyckere\, Roberto Cuoghi\, Helene Fauquet\, Flavio Favelli\, Luigi Ghirri\, Liz Magor\, Vettor Pisani e Rachel Whiteread. \nSi ringrazia:\nLaura Bonito\, Fazizi Sore\, Corrado Beldì\, Norberto Ruggeri\, Galleria Continua\, Verusca Piazzesi\, Acappella Gallery\, Pepi Marchetti Franchi\, Gagosian Gallery\, Studio Ghirri\, Marcelle Alix Gallery\, Retrobalera.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:Sapere i Luoghi - IN SEI ATTI
DESCRIPTION:28 maggio – 30 giugno 2019\nOPENING 28 MAGGIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \n  \nSapere i Luoghi\, progetto realizzato da Fondazione Morra\, Fondazione Lac o Le Mon e Cantiere Giovani\, vincitore del Bando 2018 “PRENDI PARTE! Agire e pensare creativo” ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, per promuovere l’inclusione culturale dei giovani nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale\, giunge al termine dell’esperienza che ha visto la partecipazione di 20 beneficiari tra i 18 e i 29 anni tra i quali anche giovani NEET (in condizione di non-studio e di non-lavoro). \nIl 28 maggio 2019\, presso Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\, i venti protagonisti (artisti e non) del progetto presenteranno al pubblico il lavoro svolto in forma collettiva\, attraverso performance condivise e contemporanee. Una “restituzione” forte e consapevole dell’importanza conoscitiva\, ma anche politica\, del processo di sviluppo di comunità intrapreso: corpi\, e non soltanto schermi; voci\, e non soltanto “applicazioni”\, gesti e non soltanto tecnologie. \nIN SEI ATTI sono le forme – del vivere\, del conoscere\, del fare esperienza – che acquisiscono priorità. Il prodotto dell’esperienza formativa mette inevitabilmente in discussione ogni possibile contenuto\, identificando proprio nel “niente” l’argomento intorno a cui – ma anche all’interno di cui – lavorare. \nFrancesca Carfeda\, Daniela D’amore\, Mariateresa De Cristofaro\, Luisa De Donato\, Carmela De Falco\, Giuliana Divino\, Anna Dormio\, Giovanni Ferrara\, Simona Anna Gentile\, Sara Maietta\, Viviana Marchiò\, Rachele Montoro\, Caterina Morigi\, Salvatore Pastore\, Maria Grazia Piccirillo\, Alessandro Piromallo\, Noemi Saltalamacchia\, Antonia Treccagnoli e Marco Vitale\, con la guida di Cesare Pietroiusti artista e ideatore del progetto\, daranno vita ad un macro-lavoro unico diviso in più atti. \nSei + Uno sono i momenti di grammatica comune derivata dai micro-compromessi della condivisione. Uno (Carte da Giogo); Due (Scala 1:1); Tre (Discorso sul niente o dell’impossibile dirsi del nulla); Quattro (Cavità); Cinque (We are too sad to tell you); Sei (Manifesto del non fatto) e In sei atti – Contributi (autopubblicazione) sono le congiunture di autorialità condivisa messe in scena in luoghi significativi di Casa Morra\, diversi modi per vivere la comunità (data dalla somma dei partecipanti al progetto) negli spazi in cui la comunità è stata esperita. \nMuoversi\, parlare\, compiere azioni più o meno complesse\, giocare: tutto ciò si realizzerà avendo in mente che si sta “lavorando” non soltanto CON ma anche PER gli altri. \nE cosa significa “lavorare”? Fare\, o dire\, niente non è pur sempre un fare? \nForse\, alla fine\, non abbiamo fatti; ma soltanto cose che si stanno facendo. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Peter Kubelka - Film Metrici e Film Metaforici
DESCRIPTION:23 e 25 Maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI E LEZIONI ORE 18:30\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl 23 maggio FILM METAFORICI e il 25 maggio FILM METRICI\, Peter Kubelka introduce con una dettagliata presentazione la sua filmografia completa\, incluso l’ultimo capolavoro MONUMENT FILM\, in prima visione italiana e nel formato originale di realizzazione\, la pellicola 35mm.\nPeter Kubelka\, esperto conoscitore delle musiche primitive\, musicista e membro dell’ensamble Spatium Musicum\, film-maker indipendente da quando ancora non esisteva la definizione di experimental cinema\, è tra i fondatori del Filmmuseum di Vienna ed a New York dell’Anthology Film Archives con la sala di proiezione\, Invisible Cinema\, da lui progettata: strutture murarie e poltrone nere con separé tra una postazione e l’altra per immergere lo spettatore nella visione delle immagini\, ed un unico divieto\, no latecomers nessun accesso ai ritardatari.\nKubelka ha lavorato a lungo per realizzare questi nove film della durata complessiva di un’ora circa\, in modo meticoloso ed in severe condizioni economiche\, ma libero\, senza produttori né regole di mercato. Per lui il film è una materia plastica e\, come il lavoro di un sarto\, il film-maker taglia a mano con le forbici e poi incolla insieme i fotogrammi. Come ci spiega “…il cinema come macchina non ha movimento. Il proiettore emette impulsi luminosi: ventiquattro al secondo. Per esattezza\, ogni impulso dura circa un quarantottesimo di secondo; poi\, per un altro quarantottesimo di secondo\, c’è il buio. In questa frazione di tempo il proiettore trasporta il fotogramma successivo e lo proietta. Ma il fotogramma\, mentre viene proiettato\, non si muove”\, e la capacità di dividere il tempo in elementi regolari e di fornire ventiquattro diverse informazioni visive e ventiquattro diverse informazioni sonore al secondo è una straordinaria ricchezza fornita all’uomo\, che è però mortificata dal cinema commerciale di intrattenimento.\nPer Kubelka un minuto di film sono 1440 fotogrammi che vanno letti uno ad uno\, ed è per questo che i suoi film possono esser fruiti più volte\, così da poter apprezzare la ricchezza della composizione\, e non possono esser riversati in digitale\, anche se con rammarico perché non può distribuirli come vorrebbe\, perdendo molto del pubblico giovane.\nIl film-maker come lo scultore fonda il proprio lavoro sui processi sottrattivi\, sull’esclusione\, sul ‘negativo’\, per isolare i pochi tratti utili al suo disegno\, lasciando a terra un’infinità di detriti\, e fare del tempo un buon uso. \n“…La mano\, la partecipazione del corpo\, è fondamentale. Noi sappiamo che è lo sviluppo della mano ad aver portato l’uomo a più alti livelli spirituali. Non esiste il pensiero astratto. Tutto nasce in relazione al corpo e ai materiali. Allora\, per farla breve\, se lavoro con la pellicola prendo le idee che questo materiale mi suggerisce”. \nPeter Kubelka conosce Napoli\, i dintorni e la cucina tradizionale\, frequentandola anche con gli amici\, per piacere personale e per presentare la sua Opera formando le nuove generazioni; si ricordano il concerto/conferenza Musiche Sopra Origini nella Sala Capitolare di San Lorenzo Maggiore nel 2002\, e prima ancora nel 1995 i concerti nella Chiesa di Santa Chiara e nel Parco Archeologico di Cuma\, e insieme con Jonas Mekas il corso di otto giorni Cinema Indipendente/Cinema d’Avanguardia/Cinema fatto da una sola persona\, e allo Studio Morra nel 1978 la mostra Fotogrammi: film metrici a parete. \nPROGRAMMA\nGiovedì 23 maggio 2019 ore 18:30 FILM METAFORICI\nMOSAIK IM VERTRAUEN\n1954-55\, sonoro\, 35mm\, b/n e colore\, 16‘\nUNSERE AFRIKAREISE\n1961-66\, sonoro\, 16mm\, colore\, 12’30”\nPAUSE!\n1977\, sonoro\, 16mm\, colore\, 12’30”\nDICHTUNG UND WAHRHEIT\n2003\, silenzioso\, 16mm\, colore\, 13’\nSabato 25 maggio 2019 ore 18:30 FILM METRICI\nADEBAR\n1957\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 69’’\nSCHWECHATER\n1958\, sonoro\, 35mm\, colore\, 1’\nARNULF RAINER\n1958-60\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 6‘24‘‘\nANTIPHON\n2012\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 6‘24‘‘\nMONUMENT FILM\n2012\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 2 proiettori\, 2 altoparlanti\, 2 proiezionisti\, 4 volte 6‘24”\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Peter Kubelka. Film Metrici e Film Metaforici\, Casa Morra\, Napoli\, 2019 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Laboratorio Avella - Segni di un Percorso
DESCRIPTION:21 maggio – 28 maggio 2019\nOPENING 21 MAGGIO \nNILOTYPE \n\nVico San Nicola a Nilo 5\, Napoli \nDal 21 al 28 maggio 2019 lo spazio NILOTYPE ospita i lavori dei partecipanti al Corso in Incisione e Serigrafia del Laboratorio Avella\, che da ottobre 2018 si trova presso Casa Morra-Archivio d’Arte Contemporanea\, parte della più ampia Fondazione Morra a Napoli. \nIl corso\, articolato in tredici settimane\, si conclude con l’esposizione dei lavori di Melania Acanfora\, Elisa Cuenca Tamariz e Carla Quatrano quale documentazione del percorso di apprendimento applicato sulle arti delle incisioni e serigrafiche. \nLe opere esposte saranno tutte acquistabili e il ricavato andrà a finanziare una borsa di studio parziale per il primo iscritto al prossimo corso del Laboratorio Avella che si terrà nell’ottobre 2019. \nIl Laboratorio aggiunge prospettiva alle prospettive di quanto può avvenire in una città che cerca nuovi orizzonti di collaborazione tra arte\, architettura e città\, rifiutando impegni meramente decorativi o legati al presenzialismo. Si apre la prospettiva di non accontentarsi più dell’apposizione di opere d’arte immobili in edifici conclusi o di opere d’arte nel contesto urbano definito (arte cosiddetta pubblica) ma di riconsiderare il ruolo dell’arte e degli artisti in una rinnovata visione di responsabilizzazione simbolica e professionale nel processo di (ri)progettazione dell’urbano\, con una ricerca di nuovo umanesimo oramai indispensabile. \nPasquale Persico \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Laboratorio Avella\, Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\, Napoli\, 2018\n© Photo Giuseppe Arnesano\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Laboratorio Avella\, Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\, Napoli\, 2018\n© Photo Giuseppe Arnesano\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 10° INCONTRO
DESCRIPTION:15 maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n10° INCONTRO Vivere il cinema tra sogno e tecnologia\nBuster Keaton\nLa palla nº 13 (Sherlock Jr.)\n1924\nbianco e nero \nKeaton è un giovane proiezionista in un cinema\, ma sogna di diventare un detective. Nella cabina di proiezione si addormenta. Sogna di entrare nello schermo divenendo protagonista del film che proietta. Giudicato tra i film migliori della cinematografia mondiale\, Sherlock jr (La palla n. 13) ha gag eccezionali che hanno influenzato artisti e autori negli anni successivi (Allen ne è l’esempio più celebre con La rosa purpurea del Cairo). Ricco di trovate rocambolesche dal ritmo indiavolato\, il film è geniale e stupefacente ancora oggi. Keaton affronta la natura del cinema\, riflette sulla proprietà della macchina cinematografica con una trama coesa e un atletismo sbalorditivo (Keaton non usò controfigure)\, un grande virtuosismo artistico e un’esplorazione avanguardistica dell’eterna dicotomia tra realtà e illusione. \n  \nZbigniew Rybczynski\nSTEPS – La scalinata\n1987\ncolore \ncon Daniel Chapman\, Chase Coleman\, Reed Coleman\, H. Roger Daisley\, Drew Dix\, John Figley\, Peggy Freidman\, Nicholas Muglia\, Catherine Ryan\, Lev Shekhtman \nUn artista tra i più rappresentativi della storia del video e del cinema di sperimentazione degli ultimi decenni\, il polacco Zbigniew Rybczynski\, ha basato la sua esperienza con il cinema\, in un perenne confronto con i continui cambiamenti tecnologici dei mezzi di riproduzione. In STEPS (1987)\, Rybczynski pone un gruppo di turisti direttamente “dentro” la mitica sequenza della scalinata de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzeštejncon\, una delle sequenze più note e analizzate della storia del cinema. L’interazione tra il film e i suoi “visitatori” (in anticipo su molte sperimentazioni digitali) ha un sapore visionario ed echi di stampo surrealista\, irriverente e ironico\, soprattutto quando il vecchio film in bianco e nero comincia ad interagire con gli scostumati visitatori.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 9° INCONTRO
DESCRIPTION:8 maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n9° INCONTRO – Luis Buñuel \n  \nIl fascino discreto della borghesia\nTitolo originale Le charme discret de la bourgeoisie\nUn film di Luis Buñuel\ncon Fernando Rey\, Paul Frankeur\, Delphine Seyrig\, Bulle Ogier\, Stéphane Audran\, Jean-Pierre Cassel b/n\n1972 \nIl maestro spagnolo\, prossimo al termine della sua pluriennale carriera\, gira in Francia un film che mantiene intatta la freschezza delle prime opere. Apparentemente senza trama\, ripropone come in un loop la stessa scena: protagonisti\, un pugno di snob lustri e raffinati. Tre uomini e tre donne\, ognuno con un posto di rilievo nella scala sociale: l’ambasciatore Fernando Ray\, il ricco uomo d’affari e la sua bella moglie\, la giovane “rampolla” con una particolare inclinazione per i cocktail extra-strong! Si incontrano intorno ad una tavola imbandita\, ma dopo gli aperitivi ed il primo boccone di foi grais vengono interrotti e rimandati al successivo appuntamento\, abbandonando la scena in fughe a volte rocambolesche\, a volte sornione\, ma comunque tutte ridicole. Una feroce critica alla borghesia\, nel capolavoro premio Oscar 1972. \n\nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.\n 
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SUMMARY:Ada Lombardi - " Arte Contemporanea. Oriente e Occidente. Dal 1945 ad oggi"
DESCRIPTION:Sabato 4 Maggio 2019\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIntervengono Ada Lombardi\, Mario Franco\, (regista e storico del cinema)\, Andrea Viliani\, (Direttore del MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli)\, coordina Loredana Troise\, (del Dipartimento Arti Visive – Fondazione Morra). \nIl volume\, pubblicato nel 2018 da StreetLib\, traccia un quadro dell’arte contemporanea a partire dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri nel confronto tra Oriente ed Occidente.\nIn particolare\, lo studio di Ada Lombardi è ispirato dal saggio di Virginia Woolf “Una stanza tutta per sé”\, in cui l’autrice ripercorre la storia letteraria femminile e rivendica\, per le donne dell’Inghilterra del XIX secolo\, la possibilità di partecipare al mondo culturale\, fino a quel momento esclusivo appannaggio maschile.\nPartendo dalle considerazioni di Virginia Woolf per cui\, dove non ci sono strumenti (libertà economica o di uguali diritti\, ecc.)\, è impossibile sviluppare la creatività\, soprattutto nei ruoli o fasce sociali maggiormente impedite dall’assenza di libertà\, Ada Lombardi impronta il suo studio sull’arte contemporanea\, come si sia sviluppata soprattutto in alcune nazioni ma non in altre\, e come la sua evoluzione sia legata non solo agli eventi storici\, ma a un dialogo continuo tra Est e Ovest. Questo dialogo si è intensificato dopo la Seconda Guerra Mondiale\, riflettendo la fine del colonialismo europeo e il crescente potere economico delle nazioni orientali.\nAda Lombardi ha scelto di avere un approccio insolito nel suo libro per parlare dell’arte contemporanea: usa l’analisi storica e sociologica come punto di partenza per esaminare le somiglianze culturali\, piuttosto che le barriere culturali\, analizzando e valorizzando soprattutto i punti in comune e i prestiti culturali tra un’area e un’altra. Grazie a questo approccio\, il libro traccia un mondo in cui l’influenza artistica non è limitata da meri confini o\, peggio\, da approcci basati su pregiudizi culturali. \nIn occasione della presentazione verranno proiettati in loop film di Jonas Mekas\, parte degli Archivi Mario Franco. \n  \nAda Lombardi è docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma.\nNata a Roma si è laureata all’Università La Sapienza di Roma. L’autrice ha scritto libri\, saggi e cataloghi\, ha curato mostre\, compresa la sezione di Arti Visive della Biennale di Venezia in collaborazione con la Japan Foundation. Inoltre\, ha insegnato Storia dell’Arte Contemporanea nelle Accademie italiane dal 1991.\n 
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 8° INCONTRO
DESCRIPTION:24 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n8° INCONTRO – Luis Buñuel \nL’angelo sterminatore\nTitolo originale El angel exterminador\nUn film di Luis Buñuel\nCon Silvia Pinal\, Enrique Rambal\, Jacqueline Andere\, José Baviera\, Augusto Benedico.\nb/n durata 95 min\nMessico 1962 \nUn gruppo di borghesi è invitato dopo l’Opera a cenare a casa di amici. Alla fine della serata\, quando è tempo di andare a casa\, le persone non riescono a superare una linea immaginaria al di là del salotto in cui si trovano. Passano i giorni\, e tutti perdono prima l’educazione\, poi la personalità\, poi la dignità. Un incubo freudiano\, mescolato a un’ironica critica sociale\, anche se Buñuel\, metteva in guardia i critici dall’indagare esoterici significati nascosti. Nel film c’è il tema\, più volte proposto dal regista spagnolo\, dei vizi della borghesia\, dell’ipocrisia attraverso la quale si tenta di esorcizzare la paura della vita e della morte. Il lusso e la cultura sono elementi fittizi\, ostentazione di falsi valori. L’opera\, tratta da una pièce teatrale di José Bergamin dal titolo Los Naufragos\, possiede una forte contemporaneità dovuta sia all’idea vincente (una sorta di drammatico Grande Fratello all’interno di un salotto borghese)\, sia alla narrazione surreale\, angosciante. Buñuel è sempre stato uno sperimentatore che ha dato un contributo originale alla cultura del Novecento. \nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 7° INCONTRO
DESCRIPTION:17 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n7° INCONTRO – Luis Buñuel \nCime Tempestose \nUno dei film meno visti di Buñuel. \nPartendo dal celeberrimo romanzo di Emily Bronte\, Buñuel costruisce in “Abismos de Pasion” (questo il titolo originale) un racconto gotico sospeso tra la vita e la morte ed un amore che supera la morte in una indimenticabile sequenza erotico-necrofora. Il concetto di “amour fou” al quale si riferisce il regista spagnolo\, costituisce uno dei capisaldi teorici del surrealismo\, un amore totalmente libero da qualsiasi tentativo messo in atto dalla morale borghese e dalla Chiesa per costringerlo entro schemi prefissati. (Il concetto di “amour fou” fu teorizzato da André Breton nel 1937). Il “Tristano e Isotta” di Wagner sottolinea l’andamento tragico del film e giustifica il finale necrofilo che\, “è ben oltre e molti non possono capirlo” come disse lo stesso Buñuel. La versione che presentiamo\, in originale sottotitolata\, rende giustizia all’atmosfera buñueliana\, tradita dal doppiaggio italiano.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 6° INCONTRO
DESCRIPTION:10 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n6° INCONTRO Luis Buñuel \nSimon del desierto\nRegia: Luis Buñuel\nInterpreti: Claudio Brook\, Silvia Pinal\, Hortensia Santoveria\, Enrique Del Castillo\, Jesus Fernandez\nMessico\, 1965 \nLeone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 1965\, il film è un capolavoro incompiuto in cui si racconta la storia\, ambientata nel 400 D.C.\, di un monaco stilita che trascorre sei anni sulla cima di una colonna nel deserto siriano. L’insolita durata (45 minuti) fu dovuta a problemi di produzione che spinsero Buñuel a concludere il progetto prematuramente. Il diavolo (interpretato dalla bella Silvia Pinal\, moglie del produttore) avrà ragione dell’ascetica volontà del monaco\, scaraventandolo in pieno 1900\, in un locale notturno di New York. \nLas Hurdes – Terra senza pane\nRegia: Luis Buñuel\nCommento basato su Las Hurdes di Maurice Legendre. Musica: Sinfonia n. 4\nOp. 98 di J. Brahms. Spagna\, 1933\, 30’. \n“Saggio cinematografico di geografia umana” attraverso una regione della Spagna\, a soli 100 Km da Salamnaca\, sterile e inospitale. Luogo brullo\, infernale\, in cui dominano malattie – la malaria\, il gozzo – per le cui strade e mulattiere abbondano “nani e cretini”\, frutto della mancanza d’igiene e degli incesti. Un reportage voluto da un amico anarchico\, Ramon Acin (poi fucilato con sua moglie dai franchisti)\, di una violenza quasi insopportabile\, considerato uno dei più bei documentari politici mai girati. Il film vu vietato a lungo nella Spagna fascista di Franco e boicottato sia in Italia che in Francia anche a causa della sua breve durata. \nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 5° INCONTRO
DESCRIPTION:03 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \n5° INCONTRO – Surrealismo al Cinema (Man Ray\, Luis Buñuel\, Jean Cocteau) \nMan Ray\nL’ETOILE DE MER\n1929 (versione originale sottotitoli italiani). \nMan Ray mette in scena una poesia di Robert Desnos\, scrittore che aderì giovanissimo al movimento surrealista e pubblicò un libro\, La liberté ou l’amour (1927) condannato e censurato per il suo argomento erotico. Fece parte\, con Aragon\, del partito comunista francese. Morì a Terezin\, Cecoslovacchia\, nel 1945 dopo esser stato deportato in campo di concentramento nazista. \nLuis Buñuel\nUN CHIEN ANDALOU\n1929 (versione originale\, sottotitoli italiani). \nIl più famoso film delle avanguardie storiche. Un capolavoro surrealista. L’occhio tagliato è metafora del cinema come arte della visione ma anche dell’assunzione di diversi e nuovi sistemi percettivi\, sovvertimento della posizione passiva e statica dello spettatore. \nJean Cocteau\nLE SANG D’UN POÈTE\n1930 (sonoro\, versione originale). \nOpera prima commissionata dal visconte Charles de Noailles (mecenate dei surrealisti\, produttore anche de L’Age d’or di Buñuel). Il film dovette subire le reazioni ostili\, borghesi e clericali. È stato il primo film francese a utilizzare una voce fuori quadro che allude alla presenza di un mondo nascosto\, la cui rivelazione rende credibile il mondo mostrato nell’immagine\, inducendo nello spettatore un abbandono alle leggi proprie di un universo di poesia\, meno legato a vincoli di verosimiglianza. \n«Gli specchi farebbero bene a riflettere un po’ di più prima di rimandare le immagini» (J. Cocteau)
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 4° INCONTRO
DESCRIPTION:27 marzo 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n4° INCONTRO – Surrealismo al Cinema (René Magritte\, Max Ernst\, Man Ray\, Fernand Léger) \nOmaggio a René Magritte: una rara intervista con il grande artista e Les Amants\, l’unico film da lui girato\, in maniera amatoriale\, con la moglie Georgette Berger (1952). \nDesire di Max Ernst (1949) Classico esempio di “amour fou” con una coppia di amanti indecisi tra sogno e frustrazioni. Lo stesso Ernst partecipa al film. A colori\, in veste di autorità censoria con fascia rossa su abito da cerimonia. \nLe mistyère de chateau de dès di Man Ray (1929) Ispirato a un verso di Mallarmé: “un lancio di dadi non abolirà mai il caso”\, il film è dedicato alla viscontessa di Noailles\, mecenate di Man Ray\, e alla sua lussuosa residenza. \nThe Girl with the Prefabricated Heart di Fernand Léger (1949) Léger si diverte sull’uso americano dei matrimoni seriali\, mettendo in scena una pantomima di manichini sulle note di una popolare canzone cantata da Libby Holman. \nTra le avanguardie degli anni ’20 quella più “rivoluzionaria” è rappresentata dal movimento surrealista. Il territorio che si propongono di esplorare gli artisti del surrealismo è quello dell’inconscio. È il movimento artistico più popolare del ‘900. Il termine si è così diffuso che oggi «surreale» è comunemente usato per designare quel che c’è di strano\, sovrannaturale o inaspettato. Una delle credenze di base del surrealismo\, come stabilito dal “Manifesto” del 1924 di André Breton\, suo creatore\, è stata l’«amour fou»: cioè l’amore ossessivo\, il genere di amore che travolge i sensi e trascina senza controllo nel vortice dei sentimenti. Per Breton il sogno è il luogo dove si manifestano tutte le pulsioni e i desideri repressi dalla censura rappresentata dalla norma borghese. I surrealisti vogliono fare emergere il lato inconscio di ognuno\, un lato primitivo e perturbatore dell’ordine costituito. Nelle sue espressioni più alte\, il cinema surrealista è davvero un’arte sovversiva che porte alle estreme conseguenze la visione onirica e paradossale della grande pittura similare di un Dalì\, di un Magritte\, di un Max Ernst. Si potrebbe anche dire che tutto il cinema è un po’ surrealista se è vero che lo schermo è come una finestra aperta sui sogni\, sugli incubi\, sui mostri\, sui fantasmi e sulle passioni proibite di tutti noi.
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