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SUMMARY:Cesare Pietroiusti - Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento
DESCRIPTION:17 aprile – 19 maggio 2018\nOPENING 17 APRILE ORE 12:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nSi inaugura il nuovo progetto laboratoriale ed espositivo ideato e coordinato dall’artista Cesare Pietroiusti.\nScuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli\, consiste in un progetto che ripercorrerà in modo retrospettivo alcuni elementi della ricerca di Cesare Pietroiusti\, composto da due momenti distinti ma correlati: un laboratorio performativo e una mostra conclusiva.\nIl modulo laboratoriale\, rivolto ad un gruppo di studenti dell’Accademia di BB.AA. di Napoli\, porterà i partecipanti a ripercorrere operativamente\, nel modo più fedele possibile all’originale\, le tecniche che Cesare Pietroiusti ha usato (negli anni tra il 1982 e il 1986) per dare vita ai suoi primi (e pressoché unici) lavori pittorici\, dalla preparazione delle tele alla ricopiatura di immagini proiettate attraverso diapositive.\nIl gruppo potrà\, inoltre\, progettare una o più serie di grandi quantità di disegni con tecniche eterodosse (fuoco\, birra\, acqua salata ecc.)\, secondo metodi già usati dall’artista per le “produzioni e distribuzioni gratuite” dal 2005 in poi. Le opere saranno oggetto della mostra conclusiva. \nLaboratorio performativo e mostra si susseguiranno sulla scala monumentale\, e negli spazi ad essa adiacenti\, del Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona – Casa Morra. Il pubblico interessato potrà apprezzare le distinte fasi di lavoro e\, in particolare: \ndal 17 al 24 aprile 2018\, dal martedì al venerdì dalle ore 12:00 alle ore 19:00; \nLaboratorio performativo Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento con gli studenti dell’Accademia di BB.AA. di Napoli dal 25 aprile al 19 maggio 2018\, dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 17:00; \nMostra conclusiva della Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento.\nCasa Morra si trasforma\, per l’occasione\, in un teatro-fabbrica multifocale nella quale le diverse mansioni accadono contemporaneamente in punti distinti del luogo\, rimarcando la naturale vocazione performativa della scalinata. \nOltre all’elemento laboratoriale e performativo\, Cesare Pietroiusti affronta il tema della retrospettiva in maniera laterale\, riflettendo su come sia possibile mettere mano alla storia della propria carriera senza la necessità di dover riesumare\, in maniera convenzionale o feticistica\, le opere del passato. Affrontando in questo modo il tabù del rifacimento di un’opera\, l’artista propone una nuova interpretazione della contemporaneità vista\, nel riesame dialettico con il passato\, come la compresenza e la convergenza di tempi e significati diversi.\nLa mano dell’autore tende a scomparire in un’operazione in cui si contempla la non necessarietà\, per un artista\, di possedere un talento esprimibile con una abilità tecnica. D’altra parte questo progetto rispecchia la stessa assenza di talento di Pietroiusti che\, a suo tempo\, lo portò a utilizzare la ricopiatura pedissequa\, su tela e su carta\, della dia-proiezione. \nCon la partecipazione di: Eleonora Alabiso\, Cristiana Amato\, Gianmarco Biele\, Elsa Bigliardo\, Laura Bonito\, Antonella Calabrese\, Elena Chirico\, Enrica Rosi Crispo\, Maria Teresa De Cristofaro\, Luisa De Donato\, Giovanni Ferrara\, Sara Fiorentino\, Valeria Gentile\, Francesca Iovane\, Natalya Savino Kochetova\, Valentina Manzo\, Emanuela Palmieri\, Roberta Passaro\, Chiara Perna\, Alessandro Piromallo\, Chatrin Ponticelli\, Gianmarco Trotta\, Maria Ulino\, Aurora Vivenzio\, Huang Yuan\, Haoran Zhou.\nCesare Pietroiusti\nClasse 1955\, nato a Roma\, svolge la sua ricerca artistica dal 1977\, quando ha iniziato a lavorare nel centro studi Jartrakor di Sergio Lombardo\, partecipando attivamente alla definizione di un’arte ‘eventualista’. Nella seconda metà degli anni Ottanta dà vita\, insieme a Salvatore Falci\, Stefano Fontana\, Pino Modica e Domenico Nardone\, all’esperienza del gruppo di Piombino che sperimenta\, in anticipo di circa un decennio sull’arte ‘relazionale’\, il coinvolgimento\, attraverso stimoli estetici\, di un pubblico inconsapevole. Da allora ha fondato e coordinato centri di ricerca e programmi di residenza\, convegni e laboratori sperimentali. Ha esposto in spazi privati e pubblici\, deputati e non\, in Italia e all’estero. Nel 1997 ha pubblicato\, con le edizioni Morra\, Pensieri non funzionali\, raccolta di circa cento idee apparentemente assurde\, formulate come istruzioni per realizzazione di progetti artistici. Nel primo decennio del 21° secolo il suo lavoro si è concentrato sul tema dello scambio e sui paradossi che possono celarsi nel sistema sociale occidentale\, di cui viene sottolineata la peculiarità del rapporto economico denaro-merce. Dal 2004 ha distribuito gratuitamente decine di migliaia di disegni autografi\, venduto storie\, ingerito banconote al termine di un’asta pubblica per poi restituirle al legittimo proprietario dopo l’evacuazione\, organizzato serate gastronomiche dove alla fine del pranzo si viene pagati\, allestito mostre dove le opere si vendono in cambio di idee e non di soldi. Ha esposto le sue opere fra l’altro presso: Art in General\, New York (2001); Ikon Gallery\, Birmingham (2007); Biennale di Atene (2009); MAXXI\, Roma (2010); Moscow Museum of Modern Art (2011)\, Hayward Gallery\, Londra (2012)\, Fondazione Sandretto\, Torino (2014)\, Bozar\, Bruxelles (2014)\, Maga\, Museo di Gallarate (2016)\, Kunstverein Arnsberg (2016)\, ed è stato co-curatore della mostra-evento “Sensibile Comune. Le opere vive”\, GNAM\, Roma (2017). A partire dal 2004 al 2015 è stato docente di Laboratorio Arti Visive presso lo Iuav di Venezia e\, dal 2009 al 2016\, MFA Faculty presso Lesley University\, Boston. Due anni fa\, come membro del collettivo “Lu Cafausu”\, ha dato vita alla Fondazione Lac o Le Mon (San Cesario di Lecce).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018 \nCesare Pietroiusti \n© photo Jacopo Seri \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:31 marzo 2018\nORE 18:00\nCimitero delle Fontanelle\nVia Fontanelle\, 80 – Napoli \nInstallazione/performance di Rie Nakajima & Pierre Berthet [JP/BE] \nORE 21:00\nChiesa di San Giuseppe delle Scalze\nSalita Pontecorvo\, 65 – Napoli \nMinor Tom (MichałLibera\, Hilary Jeffery\, Gianpaolo Peres) [PL/UK/IT] play Ted Hughes’ Snow\nDavid Toop [UK] \nContinua il viaggio attraverso i luoghi più suggestivi della città di Napoli per il quarto appuntamento de La Digestion – musica ascoltata raramente\, festival dedicato ai linguaggi innovativi dell’arte sonora contemporanea\, e realizzato dalla sinergia tra l’associazione Phonurgia\, la Fondazione Morra e la E-M Arts associazione culturale.\nLa giornata del 31 Marzo sarà caratterizzata da un doppio appuntamento musicale che animerà\, nel pomeriggio\, il magico Cimitero delle Fontanelle\, nel rione Sanità\, e in serata la bellissima Chiesa di San Giuseppe delle Scalze\, a Montesanto\, con l’imperdibile concerto di David Toop dei leggendari Flying Lizards\, pietra miliare della new wave europea più creativa ed eclettica\, e oggi raffinato sperimentatore e teorico del suono.\nFilo conduttore di questo viaggio immaginario e reale saranno gli “oggetti sonori”. Oggetti misteriosi ed organici quelli utilizzati da Rye Nakajimae Pierre Berthetche\, tra i cunicoli e le ossa del Cimitero delle Fontanelle\, daranno vita a Dead Plants/Living Objects\, installazione sonora e performance in cui\, tra vibrazioni ed evocazioni\, la materia inorganica\, grazie al suono\, prende vita. Oggetti del quotidiano\, invece\, animeranno il momento serale presso la Chiesa delle Scalze\, trasformandosi\, nelle sapienti mani di David Toop\, in fonti sonore elettroacustiche originali epolisemiche. Il maestro inglese\, già spalla di Brian Eno e collaboratore dei più grandi nomi dell’improvvisazione\, da Derek Bailey a Evan Parker\, da Hugh Davies a John Zorn\, ha sviluppato\, durante i suoi quarant’anni di carriera\, un linguaggio musicale poetico e profondo\, fatto di oggetti trovati\, piccoli strumenti\, field recordings e flauto traverso\, in grado di trasformare l’ascolto in evento di scoperta interiore. Infine\, oggetti di una memoria non troppo lontana ma piena di nostalgia\, quelli della Calabria contadina\, saranno evocati dalle parole del poeta inglese Ted Hughes\, messe in musica dal trio Minor Tom. La poesia Snow\, ispirata ai canti dei pescatori di pesce spada documentati dall’etnomusicologo Alan Lomax nel 1954\, diventa il materiale per la composizione di un radio-dramma “dal vivo”\, grazie al lavoro del musicista polacco Michał Libera accompagnato dal trombonista Hilary Jeffery e dal vocalist Gianpaolo Peres.\nTre declinazioni della poesia sonora\, tre momenti unici in bilico tra musicalità\, linguaggio e gesto\, capaci di insinuarsi lì dove l’ascolto si incontra con il pensiero\, aprendo a nuovi significati e intense esperienze.\nÈ volontà del festival inscrivere il momento performativo in una più completa attività di formazione e riflessione che lasci tracce durevoli sul territorio cittadino. A tal fine\, il 30 Marzo\, il maestro David Toop sarà protagonista di una conversazione in diretta radio su Radio Digestion e aperta al pubblico\, e nel pomeriggio terrà un workshop dedicato all’ascolto dal titolo “Listening is Intimacy”\, il tutto presso Casa Morra. Il workshop\, dal costo di 10 euro\, è aperto a musicisti di qualunque strumento e livello di preparazione. Per informazioni e prenotazioni: info.phonurgia@gmail.com\nL’evento è organizzato grazie al patrocinio morale del Comune di Napoli\, che ha concesso l’uso del Cimitero delle Fontanelle\, e grazie alla collaborazione con l’Associazione Le Scalze\, che da anni porta avanti le attività della Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Montesanto. \n  \nDavid Toop [UK]\nNato nel 1949 in Inghilterra\, David Toop ha sviluppato una pratica a cavallo tra composizione\, ascolto e critica a partire dal 1970. Tale pratica comprende e confonde i confini tra il fare musica e l’ascoltarla\, tra l’organizzazione e l’analisi e ha portato Toop a confrontarsi con musica improvvisata\, rock\, elettronica\, fieldrecordings e performance\, curando anche installazioni sonore e mostre. Insieme alla carriera di musicista porta avanti quella di giornalista e teorico della musica\, coronata da sette acclamati libri\, tra i quali: Rap Attack (1984)\, Ocean of Sound (1995)\, Sinister Resonance (2010) e Into the Maelstrom (2016)\, quest’ultimo premiato come libro musicale dell’anno dal Guardian e nominato al Penderyn Music Book Prize. E’ inoltre Professore di Audio Culture e improvvisazione presso il London Collage of Communication e scrive regolarmente per l’autorevole rivista The Wire.\nLa sua personalità eclettica l’ha portato\, nel 1979\, a entrare nei Flying Lizardsdi David Cunningham\, gruppo che diventerà una pietra miliare della new wave europea. A fianco a quell’esperienza Toop ha sempre portato avanti una ricerca legata all’improvvisazione\, all’elettro-acustica e alla poesia\, sia in solo che al fianco di musicisti quali Brian Eno\, Bob Cobbing\, Paul Burwell\, Steve Beresford\, Peter Cusack. Partendo dal flauto traverso\, Toop ha inventato un nuovo linguaggio fatto di oggetti sonori\, foundsounds e fenomeni acustici\, tessiture timbriche e narrative in grado di trasformare la natura effimera del suono in “evento” di scoperta interiore.\nMolto attivo nella scena sperimentale inglese\, ha suonato con praticamente tutti i più grandi improvvisatori del secondo novecento\, da Derek Bailey a Evan Parker\, da Hugh Davies a Lol Coxhill\, da John Stevens a John Zorn. Ha pubblicato numerosi dischi sia in solo che in collaborazione\, per etichette quali Obscure di Brian Eno\, Samadhisound di David Sylvian\, Room40 di Lawrence English. Nel 2016 la Sub Rosa ha pubblicato Lost Shadows\, registrazioni di rituali sciamanici Yanomani fatte da Toop nel 1978\, e il DVD I Never Promised You a Rose Garden: A Portrait of David ToopThrough His Records Collection. Nel 2017 ha pubblicato la sua autobiografia Flutter Echo: Living With Sound e il suo ultimo disco Dirty Sonds Play Dirty Songs.\nhttps://davidtoopblog.com/\n \n  \nMinor Tom\nHilary Jeffery\, trombone\nGianpaolo Peres\, voice\nMichał Libera\, concept\, reading\nMichał Libera è un compositore\, drammaturgo e curatore polacco che lavora principalmente sulla creazione di sound setting\, ovvero sceneggiature sonore per storie più o meno letterarie. I suoi lavori\, al confine tra performance e radio-dramma\, sono stati presentati in prestigiosi contesti internazionali\, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia.\nHilary Jeffery e Gianpaolo Peres si sono uniti a lui per fondare il gruppo Minor Tom nel Gennaio 2016\, nella scie della scomparsa di David Bowie. La loro musica sonda le profondità del blues e le miscela con le meno note pratiche della dhrupad\, la musica tradizionale dell’Hindustan\, tentando di creare scenari allo stesso sintetici e futuristici. La loro performance Snow\, composta per La Digestion\, è anche il loro debutto dal vivo\, al quale seguiranno altre performance e pubblicazioni su Silent Records. Snow è la messa in musica dell’omonimo testo del poeta inglese Ted Hughes\, considerato tra i massimi esponenti della poesia inglese del novecento. Si basa su swordfisherman’s call\, la registrazione di un canto tradizionale calabrese documentata dall’etnomusicologo Alan Lomax nel 1954 a Scila.\n \n  \nPierre Berthet & Rye Nakajima [BE/JP]\nArtisti che si muovono al confine tra musica\, installazione e performance; la loro opera si innesterà organicamente nell’affascinante cornice del Cimitero delle Fontanelle\, in un gioco di risonanze\, vibrazioni ed evocazioni. Il loro progetto dal titolo evocativo “Plantesmorteset objects vivants” è un tentativo di rapportarsi all’anima delle cose ascoltandone il suono. Il loro lavoro è stato presentato in festival\, musei e luoghi d’arte di tutto il mondo.\nPierre Berthet è un percussionista e esploratore del suono belga; ha iniziato suonando con l’orechestra di Arnold Dreyblatt\, per poi spostarsi su una ricerca più personale\, legata ai timbri degli oggetti nello spazio e a nuovi modi di produrre suoni con materiali semplici\, ad esempio piante\, pietre\, tubi\, ecc.\nRie Nakajima è un’artista giapponese che si muove a cavallo tra installazione e performance. Il suono lavoro è di solito composto in diretta correlazione con architetture e spazi particolari\, usando una combinazione di dispositivi cinetici e oggetti trovati in loco.\nhttp://pierre.berthet.be
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SUMMARY:Casa Morra - Weekend della Cultura
DESCRIPTION:31 marzo – 2 aprile 2018\nOPENING 31 MARZO ORE 10:30-14:00\nCasa Morra- Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nQuesto fine settimana\, grazie all’iniziativa della Camera di commercio di Napoli insieme all’azienda SIIMPRESA\, arriva il “WEEKEND DELLA CULTURA” anche a Casa Morra. \nIngresso gratuito e visite guidate nei giorni 31 marzo\, 1 e 2 aprile 2018 con chiusura alle ore 14:00. \nPROGRAMMA \n \nSabato 31 Marzo\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \nDomenica 01 Aprile\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \nLunedì 02 Aprile\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \n 
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SUMMARY:Marta e Diego Della Via - Drammatica Elementare (J e W della città di K)
DESCRIPTION:25 marzo 2018  \nOPENING ORE 19:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea \nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nCasa Morra ospita il terzo degli otto eventi “fuori sede e fuori tempo” in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. Per la prima volta a Napoli l’Abecedario dadaista dei Fratelli Dalla Via – nell’ambito della rassegna “Voci e altri Invisibili” a cura di Casa del Contemporaneo.\nL’appuntamento\, con Marta e Diego Dalla Via\, è con DRAMMATICA ELEMENTARE\, il loro spettacolo dadaista imbastito di giochi di parole e nonsense che arriva a Napoli in prima assoluta in collaborazione con STANZE di Alberica Archinto e Rossella Tansini.\nDopo il Museo Hermann Nitsch che ha ospitato COSE della compagnia Deflorian Tagliarini e il recente doppio appuntamento al MADRE con le due date de IL NULLAFACENTE di Michele Santeramo del teatro di Toscana\, la rassegna VOCI E ALTRI INVISIBILI prosegue a Casa Morra. \nDRAMMATICA ELEMENTARE parte dal teatro per dialogare fuori dagli spazi canonici e cercare il confronto attraverso un percorso comune che si compone di performance\, incontri\, proiezioni\, letture. In DRAMMATICA ELEMENTARE i Fratelli veneti Dalla Via ridisegnano la realtà dei nostri giorni. L’alfabeto non è più quello che veniva insegnato alla scuola elementare: le sue lettere\, attraverso le loro invenzioni\, descrivono il nostro mondo in modo ironico\, ma anche inquietante. Le lettere\, a loro volta\, costruiscono dialoghi e monologhi seguendo un gioco dissacrante e folle da cui esce uno spaccato perfetto della nostra società\, con pregi e difetti. Nello spettacolo il mondo ci viene raccontato dalla A\, più volte ripresa\, alla I di internet\, dalla C di Cristo crocifisso\, alla F di favola\, dalla S di sussidi sanitari\, alla P di poetica padana. \nPartito parrocchiale possiede prolungatamente primato parlamentare.\nPoi\, progressiva putrefazione politica provoca protesta pubblica piazza.\nProposta proletaria prelude plumbeo periodo: pistole\, pallottole\, pestaggi\, poliziotti\, polvere pirica pressata\, \npirotecnici plichi postati per provocare pressioni.\nPapocchio prosegue. Pm palmi puliti promettono punizioni per politici prezzolati. \nAgotha Krisztof \n“Sappiamo leggere\, scrivere\, far di conto. Siamo intelligenti ma non ci applichiamo. Siamo espulsi da ogni scuola di ordine e grado. Siamo stati traditi da chi ci doveva tutelare\, come Hansel e Gretel. Dopo questo rifiuto abbiamo trovato un altro posto dove studiare e l’abbiamo distrutto come fosse marzapane. È così che si è sviluppata in noi l’idea che la salvezza potesse essere in un originale modo di rinominare il mondo. C’erano una volta la A di ape\, la B di barca\, la C di casa… abbiamo cambiato queste regole e per noi la A è di Attacco all’America\, la G di Grande Guerra\, la M di Merenda Macrobiotica.\nSabotando il Devoto – Oli\, il Sabatini – Coletti\, il Castiglione – Mariotti\, arrampicandoci su una struttura di tautogrammi e acrostici abbiamo scritto una favola scolastica che racconta il nostro desiderio di giocare con la “materia prima” parola. Drammatica elementare: un dissacrante abbecedario contemporaneo in forma di racconto”.
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SUMMARY:The Yellow Truck
DESCRIPTION:1 marzo – 30 marzo 2018\nOPENING 1 MARZO ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Chiara Reale \nInaugura giovedì 1 marzo 2018\, alle ore 18\,30\, presso Casa Morra – Archivi Mario Franco la mostra fotografica di Robert Herman “The Yellow Truck”\, a cura di Chiara Reale\, a cui si lega la nuova rassegna cinematografica curata da Mario Franco dal titolo “Il Cinema allo Specchio” incentrata sul “cinema che parla di cinema”. \nRobert Herman è uno dei più importanti street photographer newyorkesi contemporanei. Le sue fotografie\, così come le sue pubblicazioni\, sono presenti in importanti musei americani ed europei. \nLa sua mostra\, assolutamente inedita\, “The Yellow Truck” raccoglie 20 fotografie in cui sono raccontate le fasi produttive di “Vigilante”\, B Movie ambientato e prodotto negli anni 80 a New York. Gli scatti in mostra sono dedicati alle numerose figure professionali che lavorano duramente affinché la grande macchina cinematografica continui a muoversi\, che non salgono mai alla ribalta ma che restano sempre e inevitabilmente un nome che scorre rapidamente nei titoli di coda. \nIl cortometraggio dal titolo “Story for Lisa” (USA\, 1979\, 16mm Color/Black and White\,14 min)\, scritto e diretto dell’artista\, aiuta il fruitore ad entrare nel mondo di Herman e di comprende meglio cosa lui intende per “fare cinema”. \nSpiega la curatrice della mostra Chiara Reale: \n“Le caratteristiche narrative della fotografia di Robert Herman si avvicinano molto a quelle del linguaggio cinematografico\, linguaggio che l’artista inizia ad apprendere fin dalla tenera età. Cresciuto fra le poltrone polverose e l’odore di celluloide del piccolo cinema d’essai di proprietà del padre\, a Brooklyn\, guardando i film di Antonioni\, Fellini e Rafelson\, Herman inizia un percorso formativo che\, arricchito e successivamente consolidato con la frequentazione della Film School alla New York University\, contribuirà in modo determinante alla formazione del suo codice estetico e rimarrà nella sua produzione fotografica fino ai giorni nostri. \nIn “The Yellow Truck” l’indissolubile legame fra il cinema e la fotografia dell’artista viene affrontato apertamente\, mettendo a nudo i punti di tensione\, i nervi scoperti di tale rapporto.          La mostra infatti si compone degli scatti fatti da Robert Herman\, street photographer che vive e opera a New York\, nel corso della produzione del film Vigilante\, B movie di cui tutte le figure professionali coinvolte non vedranno mai il relativo compenso economico. Scatti di backstage e foto di scena che raccontano un mondo amato di un amore quasi atavico che è stato\, citando lo stesso Herman “la mia vita e la mia salvezza\, con tutte le sue distorsioni”. \nL’intento di svelare i lati più oscuri dell’ “establishment” cinematografico è sviluppato nella rassegna dal titolo “Il Cinema allo Specchio”: 14 film che dal 1 marzo al 26 aprile verranno proiettati tutti i mercoledì e giovedì sera\, e che partirà proprio il 1 marzo\, successivamente all’inaugurazione della mostra\, con il film “Alice nelle Città” di Wim Wenders. L’ingresso agli Archivi\, così come la visione dei film\, è gratuito fino a esaurimento posti. \nSpiega il curatore della rassegna Mario Franco: \n“Il cosiddetto “metacinema”\, è quel cinema che mostra e parla di sé stesso e che descrive i meccanismi di funzionamento delle proprie strutture\, dei processi produttivi ed economici e racconta l’evolversi della sua storia. Un cinema che\, apparentemente\, decide di scoprire l’inganno\, di rivelare il trucco insito in ogni film. Come è noto\, sono molti i grandi cineasti che hanno ragionato sul proprio lavoro\, sulla bellezza ma anche sui compromessi e sulle crisi esistenziali del loro lavoro. (Godard con Il disprezzo\, Fellini con 8 e mezzo\, Truffaut con Effetto notte). \nFilm ambientati nel mondo del cinema sono anche quelli dedicati alla sua primitiva affermazione come industria (Nicikelodeon) o quelli ambientati nella Hollywood di fine anni Venti quando il cinema conquistò la parola\, con gli attori del muto che temevano per la propria carriera in uno dei momenti più significativi della storia della produzione cinematografica\, quando la gestualità delle espressioni divenne obsoleta davanti alle possibilità offerte dal sonoro. È interessante notare come Cantando sotto la pioggia\, del 1952\, sfrutti le potenzialità offerte dal sonoro e dal Technicolor\, mentre The Artist riesuma il bianco e nero per un film muto che punta tutto sulla colonna sonora\, in pieno 2011. Ma in omaggio alle fotografie di Herman\, che documentano un film di serie B dove le maestranze e gli attori restano senza paga mentre il film si interrompe per deficienze produttive\, ecco un film\, Lo stato delle cose\, nel quale Wenders racconta una storia analoga o l’Ed Wood di Burton\, che narra della strana carriera del “peggior regista della storia del cinema”\, un grottesco elogio della bruttezza che ci invita a riflettere sui generi cinematografici e sull’ambiguità sessuale\, per andare oltre ogni pregiudizio e per interrogarci su cosa è lecito definire “arte”. Ancora a Robert Herman\, cresciuto nella sala cinematografica gestita da suo padre è dedicato L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich – che nei primi anni ’70\, era un giovane critico innamorato del cinema e dei suoi personaggi mitici – e alla città di New York alla quale Herman ha dedicato molto del suo lavoro fotografico. \nNella tradizione dei nostri Archivi\, che hanno l’abitudine di mostrare film difficilmente vedibili altrove\, mostreremo anche un’immagine inedita di New York nell’interpretazione di Steve Reich\, un omaggio alle sue strade e ai suoni della grande mela. Reich è uno dei padri del minimalismo\, premio Pulitzer 2009 e Leone d’oro 2014 alla Biennale Musica di Venezia. Reich dedica la sua musica a Manhattan per poi condurci alle prove del concerto ed infine alla sua rappresentazione in teatro. Anche qui un discorso metalinguistico\, incentrato sull’atto stesso del comporre: un punto di vista “emotivo” che si “mostra mostrare” e si “guarda guardare”. L’autoriflessività\, riassumibile nell’idea che la creazione può interrogarsi sulla natura stessa dell’atto creativo\, è tipico della modernità\, percepita come parte integrante della produzione di senso nella letteratura\, nel teatro\, nella pittura e nel cinema.” \n 
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SUMMARY:Voci e Altri Invisibili - Enzo Moscato
DESCRIPTION:11 febbraio 2018\nSTART ORE 19:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\,  Napoli \nL’appuntamento – in prima assoluta – è con Enzo Moscato protagonista e ideatore della performance che dona il titolo all’intera rassegna\, VOCI E ALTRI INVISIBILI.\nDopo il successo dello scorso anno al Museo Nitsch\, in occasione del debutto della rassegna VOCI E ALTRI INVISIBILI avvenuto con lo spettacolo COSE della compagnia Deflorian Tagliarini\, prosegue a Casa Morra la programmazione di Casa del Contemporaneo. \nIl Centro di Produzione Teatrale La Casa del Contemporaneo\, nato dal teatro per dialogare fuori dagli spazi canonici teatrali\, cerca il confronto d’insieme attraverso la performance\, gli incontri\, le proiezioni e le letture presentate in un’unica data e in prima assoluta a Napoli. Una carrellata di titoli e incontri\, che proseguono per tutto il mese di aprile\, fanno da punteggiatura alla stagione e confermano la ‘vocazione contemporanea’ del centro di produzione\, in un confronto sulla questione aperta tra linguaggi e forme d’arte\, stimolando connessioni e confronti tra gli spazi cittadini. \nDomenica 11 febbraio\, a Casa Morra\, Enzo Moscato – recentemente finalista agli Ubu 2017\, per il premio alla carriera – propone una nuova creazione in forma di performance dal titolo VOCI E ALTRI INVISIBILI il cui tema centrale si avvicina alle storie di fantasmi che\, nella poetica moscatiana\, sono sempre “un incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case”. \nProtagonista della vicenda (o – come Enzo Moscato scrive nelle sue note – “della Storia\, o della Natura\, che\, come Leopardi avvertiva\, sono spesso\, a Napoli “la stessa\, crudelissima cosa”) è Nanà\, l’anima candida e reietta “giovane-vecchissima creatura al servizio ‘minuto’ delle donne di un bordello arroccato sui Quartieri Spagnoli\, nella Napoli\, desolata e avvilita\, dell’occupazione nazista\, sul finire dell’estate del 1943” \nDichiarazione di Giuseppe Morra ha così dichiarato a proposito della sua partecipazione alla rassegna: “ È con grande entusiasmo che la Fondazione Morra partecipa e accoglie la rassegna organizzata dalla Casa del Contemporaneo VOCI E ALTRI INVISIBILI\, in cui performance\, spettacoli\, proiezioni e incontri si svolgono in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. Proporre un teatro fuori dai suoi spazi\, fisici e mentali\, convenzionali\, crea contaminazioni culturali di aree differenti\, fedeli all’idea che la città\, il mondo\, trovi apertura attraverso la cultura\, volano di cambiamenti economico-sociali. Prima con il Museo Nitsch\, poi con Casa Morra\, la Fondazione Morra dimostra come l’arte sia trasversale\, apra nuove strade per osservare\, conoscere e valutare gli aspetti del mondo\, mantenendo la realtà delle cose. Dal principio dell’arte come motore di rinnovamento nasce il concetto del Quartiere dell’Arte\, una rete di identità culturali e creative operanti all’interno di un quartiere\, nel nostro caso\, la zona dell’Avvocata nel centro di Napoli\, per rigenerare e riqualificare l’area urbana attraverso le pratiche dell’arte e della cultura\, ed è per auspicare tale trasformazione che con grande piacere prendiamo parte alla splendida iniziativa di Casa del Contemporaneo\, che unisce più mondi promuovendo la sperimentazione e la ricerca\, concetti che sono alla base della nascita della Fondazione Morra. ” \n  \nEnzo Moscato (attore\, autore e regista) da sempre nelle sue creazioni attraversa e racconta la città di Napoli: «Sospiri\, voci\, filastrocche sono i mezzi che uso nel mio teatro\, straduncole che creo da me o prendo dalla tradizione. Perché a Montecalvario sono nato e ho vissuto». Con questa ultima suggestione il Poeta ci racconta – per mezzo della voce di Nanà – una storia dell’estate 1943: l’incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case: storia di fantasmi che mentre visitano\, arricchendole\, le vite degli umili e dei diseredati\, allo stesso tempo le stravolgono fino allo sconvolgimento catastrofico.
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:3 Febbraio 2018\nSTART CONCERTO ORE 21:00\nCasa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nOtomo Yoshihide [JP] e Elio Martusciello [IT] \nAlle ore 18:00 conversazione con il Prof. Carlo Serra (Università della Calabria) \nContinua la seconda edizione de “La Digestion – musica ascoltata raramente“\, un festival che esplora i linguaggi più innovativi della sound art contemporanea\, frutto della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra.\nL’evento del 3 febbraio costituirà il tentativo di stabilire un nuovo format\, in cui il momento musicale sarà accompagnato da uno teorico\, nella volontà di pensare al suono come strumento fondamentale di costruzione individuale e sociale.\nProtagonisti della giornata saranno l’interprete Otomo Yoshihide\, il maestro Elio Martusciello e il filosofo della musica Carlo Serra.\nLa conversazione pomeridiana con quest’ultimo sarà una riflessione sulla centralità dell’ascolto nei processi di soggettività contemporanea\, un argomento che si nutre delle pratiche dei due musicisti che si esibiranno la sera nella splendida cornice di Casa Morra.\nYoshihide esplora la dimensione della produzione e della trasformazione del suono dal vivo\, attraverso l’uso di giradischi hackerati e “suonati” in modo non convenzionale\, assumendosi il rischio di creare un suono la cui natura è imprevedibile\, Martusciello si concentra sul rapporto del suono con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Come spiega lo stesso Martusciello: “Sviluppare l’ascolto significa mettere in discussione se stessi\, decostruire la propria prospettiva d’ascolto\, ampliare l’orizzonte spazio-temporale. L’orecchio si configura come il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza\, strumento di apertura e di trascendenza”. Ecco la pratica dell’improvvisazione con le sue implicazioni sociali\, la sua capacità di produrre comunità collega e partecipa alla filosofia dell’ospitalità.\nPensare il suono come qualcosa di non dato\, ma creare e scoprire continuamente in comunità e che suggerisce l’unione\, significa in ultima analisi pensare a se stessi come essenzialmente “in relazione”. \nOtomo Yoshihide [Giappone]\, uno dei più importanti improvvisatori viventi\, collaboratore tra gli altri di Luc Ferrari\, JimO’Rourke\, ButchMorris\, Ryuichi Sakamoto\, fondatore dei progetti seminariali degli anni ’90 Ground Zero e ISO e dell’ONJO (Otomo New Jazz Orchestra). Utilizza i giradischi come strumenti principali per eclissare i materiali sonori in modo eclettico e ultra-dinamico\, oltre che per produrre suoni in modo non convenzionale. Sfruttando non solo i vinili\, ma anche oggetti metallici\, sistemi a molla\, cortocircuiti elettrici e feedback\, Otomo opera un detournement del dispositivo sonoro che gli permette di produrre dal vivo manipolazioni\, montaggi\, cut-up tipici della musica concreta da studio; un’operazione di hacking non solo verso gli strumenti ma verso il suono stesso\, liberato dalle gabbie della forma ed esploso in mille direzioni.\nAttivo anche come compositore di colonne sonore e sperimentatore a 360 gradi\, la sua voce è unica nel panorama musicale internazionale\, capace di rivoluzionare sia la musica concreta ed elettroacustica\, sia l’improvvisazione e il freejazz; tra gli iniziatori del leggendario movimento del rumore giapponese\, è anche in quel contesto un esempio unico di contaminazione tra visceralità\, ricerca\, estremismo ed eleganza.\nLuc Ferrari ha detto di lui: “Finalmente uomini come Otomo Yoshihide… quando l’ho sentito la prima volta\, faceva musica concreta\, ma in tempo reale. – quello che facevamo negli studi 50 anni fa“.\nhttp://otomoyoshihide.com/en/\n \n \nElio Martusciello (Napoli\, 1959) è musicista\, compositore e insegnante di musica elettronica ed elettroacustica. Considerato tra i maggiori esponenti italiani della musica sperimentale\, da anni indirizza la sua ricerca verso un’attenta analisi del suono e delle sue relazioni con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Insegna musica elettronica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.\nHa presentato lavori al GRM (Parigi)\, al Synthèse (Bourges)\, all’Henie Onstad Arts Center (Oslo)\, al PAN aroma (São Paolo do Brasil) e ha collaborato con musicisti e compositori sperimentali come: Alvin Curran\, Thomas Lehn\, Jerome Noetinger e vari altri.\n \nCarlo Serra (Milano\, 1959) Ricercatore presso l’Università della Calabria\, dove insegna Estetica e Filosofia della Musica\, si è laureato in filosofia sul rapporto di Giovanni Piana con una tesi su La concezione dello spazio musicale nel pensiero di Jacques Chailley. Dal 2001 al 2008 è stato Coordinatore del Seminario Permanente di Filosofia della Musica. Sempre fino al 2008 è stato direttore della collana “Il Dodecaedro”\, con Giovanni Piana\, Paolo Spinicci ed Elio Franzini.
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SUMMARY:Piero Mottola - Voices on the Stairs
DESCRIPTION:26 gennaio 2018\nSTART ORE 19:00\nScalea di Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Morra e il Polo museale della Campania presentano il suggestivo progetto di Piero Mottola “Voices on the Stairs e Cielo Acustico a 10 Emozioni”\nSulla scenografica scalea di Casa Morra 24 interpreti del coro dell’Università Statale del Molise\, diretto dal maestro Gennaro Continillo\, eseguiranno il concerto performance di Piero Mottola contre composizioni dell’artista. \nVOICES è una ricerca sperimentale itinerante che indaga le potenzialità evocative e musicali delle voci umane delle persone in diverse aree geografiche; una ricerca tuttora in corso realizzata con la collaborazione di studenti universitari cinesi\, iraniani\, spagnoli\, italiani\, polacchi\, sudamericani\, tedeschi\, cubani\, portoghesi\, che associa a dieci parametri emozionali\, suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. La collaborazione con l’Università del Molise nasce da una ricerca promossa dall’ARATRO\, Museo Laboratorio di arte contemporanea dell’Ateneo Molisano diretto da Lorenzo Canova che\, all’interno del corso Proforma 2017 (la scuola di Formazione per giovani artisti realizzata da ARATRO e EURelations GEIE nell’ambito del Bando S’ILLUMINA di SIAE e MIBACT) produrrà il CD dell’intero progetto Voices di Piero Mottola. \nCertosa di San Martino\nCIELO ACUSTICO A 10 EMOZIONI\nI percorsi emozionali della composizione multicanale presentata a San Martino si evolvono creando gruppi concatenati di emozioni\, il cui contenuto timbrico è stato ottenuto trasformando numerosi rumori naturali\, artificiali\, umani e animali\, selezionati dalla vasta gamma di stimoli maggiormente significativi tra dieci emozioni\, dalla paura alla gioia. La trasformazione è avvenuta rallentando e accelerando i rumori fino al limite della loro riconoscibilità di contenuto.\nIl progetto è stato ideato nel 2005 per la Sala Santa Rita del Comune di Roma\, con rielaborazioni nel 2011 per un grande passage acustico emozionale alla 54. Biennale Arte di Venezia (isola di San Servolo)\, e nel 2016 per la Biennale della Fine del Mondo a Valparaiso\, Chile. \nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nVOICES ON THE STAIRS\nLa ricerca\, tuttora in corso\, è stata realizzata con la collaborazione di studenti universitari di varia nazionalità ed è stata svolta presso le sedi delle Università di Valencia\, Lisbona\, Molise\, Tenerife\, Roma\, Santiago del Cile\, Lipsia\, Varsavia\, L’Avana\, Pechino alla Grande Muraglia e Città Proibita. Alle persone è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali – paura\, angoscia\, agitazione\, collera\, tristezza\, stupore\, eccitazione\, piacere\, gioia\, calma – suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo.\nI 1000 frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e utilizzati per la costruzione di composizioni non contemplative\, presentate nel 2016 in forma di ambienti sonori (con il sistema multicanale automatico di passeggiate emozionali Autocorrelatore acustico) alla IV Biennale Italia Cina presso Art District 798 di Pechino\, al Museo d’arte contemporanea MAC di Santiago del Cile\, all’Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias di Tenerife nel 2015; al Master di Produzione Artistica Università Politecnica di Valencia nel 2016; all’ISA Facoltà delle Arti dell’Avana (2018); al Beijing Institute of Graphic Communication (2017); al MACRO Museo d’arte contemporanea\, Roma (2017). \nPiero Mottola è artista e musicista sperimentale\, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER\, Laboratorio di Estetica del Rumore\, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”. Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali\, dal rumore alla Musica Relazionale\, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana\, Rai Uno\, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. Queste ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali nazionali e internazionali: FIAC\, Grand Palais\, Parigi (1992); Palazzo Esposizioni\, Roma (1993); Artissima Lingotto Fiere\, Torino (1994); Galleria Pino Casagrande\, Roma (2003 e 2010); Fondazione Volume-RAM e Museo Radioartemobile\, Casa dell’Architettura\, Roma (2010); Fondazione Spazio13\, Varsavia (2010); Fondazione Signum\, Venezia (2010); Hochschule für Musik und Theater\, Lipsia (2011\, 2014); 54. Biennale Arte di Venezia (2011); XI Biennale Arte de L’Avana (2012); Galleria OltreDimore Art Basel\, Basilea (2012); II Biennale Cina-Italia\, Pechino (2013)\, Torino (2015); MAMBA\, Museo Arte Moderno\, Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma (2013); IV Biennale della Fine del Mondo\, Valparaíso\, Chile (2015); Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias\, Tenerife (2015); MACRO\, Museo d’arte contemporanea\, Roma (2015\, 2017); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra\, Napoli (2009\, 2015); MAC Museo d’arte contemporanea\, Santiago del Cile (2016); IV Biennale Cina-Italia\, Art District 798\, Pechino (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano\, Pechino (2017); Miami River Art Fair\, Miami (2017); Contemporary Cluster Gallery\, Roma (2018); CASA MORRA\, Fondazione Morra-Museo Hermann Nitsch\, Napoli (2018); Certosa di S. Martino\, Castel S. Elmo\, Napoli (2018).\n \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018 \nPiero Mottola\n© photo Elisa Partenzi\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Anamorfosi Contaminazioni Tradimenti
DESCRIPTION:29 novembre 2017 – 22 febbraio 2018\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl cinema\, da sempre\, ha formato il suo linguaggio attraverso un processo di interrelazioni con la letteratura e con forme spettacolari preesistenti\, teatrali\, musicali\, pittoriche\, decli­nandole in modo originale ed innovativo. Le “contaminazioni” tra diversi mondi espressivi non devono farci dimenticare che il film va considerato come opera a sé\, superando il concet­to di “fedeltà” o di “tradimento” dell’opera originaria. Si può invece parlare di anamorfosi\, nel senso di una deformazione di prospettiva che modifica e consente una visione deforma­ta\, ma foriera di innovative e spesso illuminanti percezioni. (Come rileggere – ad esempio – il racconto di Cortázar nella visione antonioniana di Blow Up). Anamorfosi\, quindi\, come coniugazioni prospettiche: una ricerca semantica\, come av­viene per i racconti di Poe messi in cinema da Epstein\, il pre­sunto duello Mozart-Salieri raccontato dal film di Forman\, il barocchismo vertiginoso di Welles per il Kafka del “Processo”\, ecc… \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:24 novembre 2017\nAPERTURA PORTE ORE 20:00 INIZIO ORE 21:00\nChiesa di San Giuseppe alle Scalze\nSalita Pontecorvo 65\, Napoli \nFrancisco Meirino [CH] + Kanaka [IT] \nLa Digestion-musica ascoltata raramente\, è lieta di annunciare l’apertura della seconda stagione\, dopo il successo che ha caratterizzato un primo anno di attività all’insegna della novità e della sperimentazione. Il festival\, risultato della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra\, mette al centro i linguaggi più innovativi dell’arte sonora contemporanea\, concentrandosi\, quest’anno\, sulla relazione tra il suono e lo spazio. Durante i sei eventi del festival tra Novembre ‘17 e Giugno ‘18\, alcuni dei luoghi più antichi\, nascosti e non convenzionali della città di Napoli verranno riscoperti e reinterpretati attraverso le opere sonore di artisti internazionali\, diventando così scena performativa per stabilire un contatto con la cultura musicale autoctona e internazionale\, tra ascoltatori e ambienti architettonici. Dalla psicoacustica di Florian Hecker alla scultura del suono di Thomas Koner\, dal detournement dei giradischi di Otomo Yoshihide all’elettroacustica per oggetti di David Toop\, fino all’installazione/performance di Pierre Berthet e Rye Nakajima nel magico Cimitero delle Fontanelle\, questa seconda edizione del festival intraprende un percorso nella sperimentazione contemporanea\, esplorando il potere del suono che si fa materia concreta\, fisica e sensibile. Significativo ai fini dell’incisività del festival La Digestion\, per la volontà di stabilire solide relazioni per la vita culturale napoletana\, è il patrocinio concesso dal Comune di Napoli e la partnership con Istituti di cultura straniera quali il Goethe Institut e la Pro Helvetia\, Fondazione svizzera per la cultura. \nDopo l’incredibile anteprima dell’illustre William Basinski nella Chiesa di San Potito\, l’avvio ufficiale di questa seconda entusiasmante edizione è Venerdì 24 Novembre\, con le potenti tessiture elettroniche del musicista svizzero Francisco Meirino e il futuristico audio-video dei nostrani Kanaka\, ambientati nella suggestiva Chiesa di San Giuseppe alle Scalze\, nel quartiere Montesanto\, grazie alla collaborazione dall’associazione Le Scalze. \nUn lavoro di video-mapping e paesaggio sonoro immersivo del gruppo Kanaka fa rivivere le meravigliose architetture della Chiesa\, e a seguire lo svizzero Francisco Meirino propone un live set in quadrifonia potente e dinamico\, in grado di conciliare impatto sonoro e incredibile ricchezza di dettaglio. \nLa poetica del compositore svizzero è\, del resto\, assolutamente originale: interessato in particolare ai malfunzionamenti delle apparecchiature elettroniche\, Meirino opera uno speciale lavoro di registrazione e composizione dei suoni generate da queste macchine desuete\, evidenziandolo sgretolamento di un mondo solo apparentemente dominato dall’efficienza tecnologica. Grazie alla sua originalità e alla sua incredibile abilità di manipolazione e composizione dei materiali sonori più disparati\, Francisco Meirino è diventato negli ultimi anni uno degli artisti sonori più importanti del panorama sperimentale\, apprezzatonei festival di tutto il mondo. \nLa seconda edizione de La Digestion ha\, tra i suoi tanti propositi la dedizione di offrire al pubblico la possibilità di avvicinarsi a un tipo di musica ascoltata raramente\, e non solo attraverso le serate performative\, ma anche riunioni dedicate all’ascolto assorto e conferenze tenute da teorici specialisti di questo linguaggio. Anche agli artisti è offerta la possibilità di insinuarsi capillarmente tra la pietra storica di Napoli\, mediante delle mini-residenze\, per poter familiarizzare con il tessuto partenopeo e ideare un’ambientazione specifica per la performance musicale. Workshop\, laboratori e inedite interviste radiofoniche saranno inoltre elementi di un anno di lavoro che intende tracciare nuovi percorsi nella vita culturale della città. \nUn format innovativo e multidisciplinare per offrire esperienze sonore uniche\, affondando nella ricerca di una “musica concreta” che\, ben nota nel contesto internazionale\, ha difficoltà ad affermarsi nella città. L’invito è sintonizzarsi su una musica da sentire con il corpo e con la mente\, una musica da lasciar entrare con stupore\, una musica da digerire. \n 
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Sogni Incubi Deliri
DESCRIPTION:14 ottobre – 23 novembre 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, nell’ambito di PROGETTO XXI (ed.2017\, realizzato nel quadro del progetto Itinerari del Contemporaneo – Confronti\, promosso e finanziato dalla Regione Campania) presenta SOGNI INCUBI DELIRI\, la prima rassegna cinematografica dagli Archivi Mario Franco\, a cura di Mario Franco\, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra\, presso la sede di Casa Morra – Archivio D’Arte Contemporanea in salita San Raffaele 20 c\, Napoli. \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:14 luglio 2017\nINIZIO ORE 21:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUltimo live per La Digestion – musica ascoltata raramente prima edizione\, festival dedicato alle sonorità di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra. Da Settembre a Luglio il festival ha ospitato a Napoli alcuni tra i più interessanti sound artists internazionali per farli dialogare con i meravigliosi spazi della città\, tentando di instillare nel discorso musicale napoletano differenti risonanze e nuovi percorsi di ascolto. Un itinerario che è partito dall’elettronica di ricerca ed è passato per la musica concreta ed acusmatica\, l’improvvisazione elettro-acustica e la performance audio-visuale\, per arrivare\, in conclusione\, alla poesia sonora degli inglesi Blood Stereo. \nLe sonorità del duo di Brighton\, considerato unanimemente tra i più originali della sperimentazione per voce ed elettronica\, si insinueranno\, per questa occasione\, tra le percussioni del napoletano Francesco Gregoretti\, restituendo una performance caratterizzata da corpo e macchine\, vocalizzazioni non-sense e improvvisazioni acustiche\, connessi a registrazioni di nastri magnetici e strumenti analogici auto-costruiti. L’ambientazione sarà il magnifico cortile di Casa Morra\, l’archivio d’arte contemporanea della Fondazione Morra\, nuovo polo culturale della città di Napoli. \nA seguire\, l’inusuale dj set a bobine dei Pinch Roller con trame sonore raffinate e sincopate dal sapore accellerazionista. \nIl modo migliore per prepararsi all’avvenire\, dunque\, è seguire la seconda stagione de La Digestion\, ancora più radicale e innovativa\, di cui annunceremo i protagonisti a partire da questa serata.
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:4 febbraio 2017\nINIZIO ORE 19:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl terzo appuntamento de La Digestion\, festival dedicato alla musica di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la EM-ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra\, si inserisce nell’ambito della ricerca acusmatica\, indagando in particolare la relazione tra spazio e suono. \nA Marc Baron\, noto sassofonista e compositore francese\, è affidato il compito di ‘’discutere’’ con gli straordinari spazi di Casa Morra\, nuova realtà culturale della Fondazione Morra. La monumentale scala a pianta ottagonale del Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano è il luogo delle sonorità multicanale che avvolgeranno gli spettatori invitati a costruire una storia\, di immergersi in essa in molti modi diversi. \nTra gli obiettivi del festival vi è la volontà di costruire relazioni che esulino dal breve momento performativo\, così Baron è invitato in residenza presso Casa Morra per studiare la meravigliosa scala settecentesca e pensarne la sonorizzazione nei minimi dettagli. \nLa residenza si svolgerà nei giorni 2\,3 e 4 febbraio e sarà fruibile dagli studenti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli\, accompagnati dal docente Elio Martusciello; il risultato dal titolo Un salon au fond d’un lac sarà presentato sabato 4 febbraio alle ore 21.30\, gli ambienti saranno aperti al pubblico a partire dalle ore 19.00. \nIl concerto di Marc Baron sarà preceduto dalla performance Oggetto quasi del percussionista napoletano Stefano Costanzo\, che per l’occasione ha lavorato con oggetti prelevati dalla città. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Casa Morra\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Casa Morra\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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DESCRIPTION:22 settembre 2016 – 14 luglio 2017\nINGRESSO ALLE PERFORMANCES ORE 20:30 \na cura di Raffaella Morra\, Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco \nAl via La Digestion musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca\, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano e Renato Grieco\, giovani musicisti napoletani)\, la E-M Arts\, la Fondazione Morra e il Museo Hermann Nitsch. Da decenni attive nella promozione e nella diffusione delle arti multimediali\, queste tre organizzazioni hanno accolto la sollecitazione della neonata associazione Phonurgia con la volontà precisa e comune di ricondurre Napoli al centro del dibattito Europeo attorno alle arti analogiche\, digitali e performative. \nIl festival si articola in sei appuntamenti dal 22 settembre 2016 a luglio 2017\, con protagonisti internazionali\, dagli Stati Uniti alla Corea\, ponendo attenzione alle espressioni più estreme che normalmente restano fuori dai circuiti delle programmazioni ufficiali. \nObiettivo de La Digestion è mettere in circolo energie\, attivare collaborazioni e dialoghi fra artisti\, illuminare e animare la vitalità di alcuni luoghi cittadini. \nI musicisti sono invitati a permanere nella città per esplorarla\, per collaborare con musicisti Italiani\, incontrare il pubblico e svolgere dei laboratori\, costruire quindi una relazione forte e continuativa con il tessuto di Napoli\, la cui complessità e singolare capacità di traspirare e illuminare il reale ne fanno luogo ideale per il dibattito artistico e la sperimentazione. \nI luoghi del festival sono scelti al fine di penetrare la città a vari livelli. In senso geografico\, dislocando gli eventi in un percorso discendente/ascendente\, dal Museo Nitsch al Centro Storico e viceversa. Sul piano sociale\, selezionando zone che trattengono ancora diverse abilità e relazioni fra quartieri abitati da straordinarie comunità. \nIl titolo del festival è mutuato dal poema sonoro La Digestion di Henri Chopin\, geniale artista Francese della Poésie Sonore\, invitato in Italia dalla Fondazione Morra che ne ha tradotto e pubblicato numerosi libri e ne conserva un’ampia collezione di dattilopoemi. \nHenri Chopin supera la soglia della lettera\, retrocede alla lingua intesa come ‘organo’. \nUn giorno del 1972 Chopin ingoia una piccola sonda microfonica\, registra su nastro magnetico i microrumori della cavità orale\, ecco un nuovo universo. Il gesto avventato di Chopin è in realtà una dichiarazione di intenti; per il poeta si tratta di ingoiare la parola\, fagocitarla\, negarne il primato\, ritornare alla zona in cui si genera la sillaba\, abbandonare il cancro del linguaggio\, digerirlo\, defecarlo\, slegarlo dai suoi vincoli significanti. La voce\, per Chopin\, è segnale interiore e gli impasti sonori si pongono come significative presenze aldilà di ogni convenzione linguistica. \nÈ in questa crepa fra suono e corpo che si inserisce La Digestion\, prima edizione\, un festival da pensare come un viaggio rischioso e irrefrenabile dentro le forme del suono\, nelle intercapedini fra macchine elettroniche e strumenti analogici\, nella caverna dello stomaco e nei cunicoli orofaringei\, alle periferie estreme della materia sonica. \nIdioletto è parola chiave del lavoro curatoriale che ispira il festival. \nL’idioletto\, stando al Dizionario di retorica e stilistica di Angelo Marchese\, è l’uso della lingua proprio di ogni individuo\, il suo linguaggio o ‘stile’ personale\, prescindendo dal gruppo in cui l’individuo è inserito. \nIn ambito retorico-stilistico\, l’idioletto viene associato\, per lo più\, ad una resistenza\, opacità\, singolarità dell’universo comunicativo e\, forse\, ad un’intrinseca contraddittorietà. Tuttavia\, «l’idioletto» – citando Biagio Cepollaro – «non fa che ostentare\, fino all’esasperazione\, come un bimbo o come un saggio\, la valenza drammaticamente comunicativa di chi non scivola nell’illusione della trasparenza». \nÈ per questa ragione che le esperienze artistiche a cui La Digestion rivolge l’attenzione sono non trasparenti e complesse\, degli enigmi che richiedono grandezza d’animo e partecipazione\, per generare continuamente nuove domande. \nDi questo progetto ambizioso di ri-fondazione\, che è inoltre un esperimento di ricongiungimento fra generazioni e fra mondi\, La Digestion è solo il primo passo. \nUn primo anno dedicato interamente alla musica con la ferma intenzione di estendere il festival con sezioni dedicate alle arti multimediali\, al teatro e alla performance. \nProgramma I Edizione\n22 SETTEMBRE – Kevin Drumm\n27 NOVEMBRE – Valerio Tricoli\, AxisMundi\, KNN\, SEC_\n4 FEBBRAIO – Stefano Costanzo\, Marc Baron\n23 MARZO – Michel Doneda + Le Quan Ninh+ Xavier Charles\n23 GIUGNO – Lee Hangjun + Hong Chulki + Will Guthrie (Independent Film Show 17th edition)\n14 LUGLIO – Blood Stereo + Francesco Gregoretti
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