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SUMMARY:LA VEGLIA DEL MARE – Atto performativo con videonarrazione di Andrea Cramarossa
DESCRIPTION:In occasione del finissage di\n“BORGES – Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo”:\nLA VEGLIA DEL MARE\ndi Andrea Cramarossa\nATTO PERFORMATIVO CON VIDEONARRAZIONE\nCon Federico Gobbi\, Michele Lamberti.\nVideorumori: Fabio Guaricci.\nRegia di Andrea Cramarossa.\nCasa Madre: Teatro delle Bambole.\nProgetto di ricerca: “Tre spettacoli per Michele Lamberti”.\nDomenica 28 Giugno 2026 alle ore 20.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo\, 29/d – Napoli \nLa Fondazione Morra ospita\, presso la sala capriata del Museo Hermann Nitsch\, LA VEGLIA DEL MARE di Andrea Cramarossa. L’atto performativo sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio docu-sperimentale “BORGES”. \nLa prenotazione è vivamente consigliata.\nT.: +39 081 5641655 – info@museonitsch.org\nPer informazioni: info@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:Independent Film Show 2026
DESCRIPTION:INDEPENDENT FILM SHOW 2026\nBEN RUSSELL\nAGAINST VISION – AGAINST TIME – RUINS LIVE AV PERFORMANCE\nvenerdì 26 giugno dalle ore 21:00 \nESTHER URLUS\nLOVE FOR ANALOG – LOVE FOR COLOR – UNTIL THE DARKNESS GOES EXPANDED FILM PERFORMANCE\nsabato 27 giugno dalle ore 21:00 \nBelvedere Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch \nProviamo ad aprire la nostra percezione a ciò che sta accadendo \nTra le tante definizioni\, …. l’experimental film è forma d’arte perché è ricerca e indagine di energie impalpabili che innescano delle potenti esplorazioni percettive\, costituendo una fondamentale motivazione per l’esistenza e la promozione delle opere filmiche. \nLa manipolazione del tempo e dello spazio è la caratteristica della forma filmica che gli artisti alterano impiegando sia gli strumenti artigianali che le tecnologie digitali. In pratica significa inventare e manipolare il supporto filmico trasparente e le emulsioni fotosensibili\, cercare nuovi strumenti di modifica per alterare le immagini\, manomettere la meccanica delle cineprese e dei proiettori\, per il piacere di valutare il successo o il fallimento di un’azione diretta e con l’auspicio della trasmissione di emozioni\, farsi catturare da ciò che si guarda e accettare di attivare i sensi scrollandosi di regole e abitudini impiegate durante le standardizzate proiezioni cinematografiche. Gli artisti per innovare utilizzano i media analogico e digitale e come in precedenza accadeva nelle botteghe degli artigiani – oggi nei laboratori indipendenti degli artisti in un ambiente che non ha nulla dell’industria del cinema ci si appropria delle abilità manuali\, si incrociano esperienze e capacità\, si programmano e condividono i progressi ed i software audio e video. \n…. Come in trance o in meditazione profonda è possibile innescare una trasformazione intensa\, per un breve tempo il sé può mollare i freni delle proprie inibizioni abituali\, far svanire la costruzione logico-consequenziale e dare una codifica alternativa a ciò che è osservato; rimodellare l’esperienza di visione ad aprire una via verso ulteriori rappresentazioni\, allo stesso modo in cui nel sogno lucido e nell’allucinazione ipnagogica – in transizione dalla veglia al sonno – si presentano senza censura le annebbiate proiezioni che passano in quel momento nella mente. Questi processi sono caratterizzati da elevata creatività e nei soggetti più reattivi possono stimolare un effetto sinestetico di immagini e suoni e fantasticare progressi e soluzioni innovative. \nINDEPENDENT FILM SHOW 2026 è tra le esperienze più trasformative dove percepire queste energie e per questa edizione intercetta la genialità creativa di Ben Russell e di Esther Urlus. \nBen Russell – artista\, filmmaker\, curatore – sfida dall’interno le convenzioni della rappresentazione documentaristica per produrre delle esperienze intense\, ipnotiche e\, a volte\, allucinanti. Il suo lavoro curatoriale segue la sua creatività filmica\, che si colloca tra l’experimental film e una forma di etnografia speculativa da lui definita ‘etnografia psichedelica’. Guardare un film di Russell significa intraprendere un viaggio ritualizzato non narrativo che mette in cortocircuito la carica soggettiva viscerale della psichedelia con i protocolli etnografici di visualizzazione e oggettivazione. La forza particolare della sua opera filmica sta nel sottolineare le affinità e le differenze che si possono trovare tra due stati differenti: da un lato attraverso un’esperienza che egli crea con l’apparato cinematografico e il suo potenziale di immersione e identificazione mimetica\, e dall’altro attraverso i soggetti e i temi dei suoi film che spesso attraversano il liminale e si addentrano negli stati alterati di coscienza e nelle pratiche secolari dei rituali e trance. \nEsther Urlus è la fondatrice di WORM Filmwerkplaats a Rotterdam\, artist-run film lab dedicato alla pellicola filmica come medium artistico espressivo. Sempre più spesso i laboratori filmici gestiti dagli artisti rappresentano lo standard di riferimento nella produzione filmica analogica contemporanea. Questi laboratori hanno acquisito attrezzature professionali ma scartate dal mercato\, provenienti da tutto il mondo. Ora che gli artisti hanno accesso a questi strumenti\, combinati con la condivisione aperta della conoscenza del medium\, possono andare avanti e innovare indipendentemente dall’industria. \nPROGRAMMA \nvenerdì 26 giugno \nAGAINST VISION Programma di Films a cura di BEN RUSSELL \nGUNVOR NELSON MY NAME IS OONA 1969\, Svezia\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 10 min.\nALEXANDRE LAROSE BROUILLARD #14 2013\, Canada\, 35mm > video\, colore\, no sonoro\, 10 min.\nXANDER MARRO con MAT BRINKMAN 01/06 2006\, USA\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 12 min. 33 sec.\nPHILL NIBLOCK THE MAGIC SUN 1966-1969\, USA\, 16mm > video\, b/n\, sonoro\, 16 min. 43 sec. \nAGAINST VISION è un percorso di influenze che si snoda attraverso quattro radiose visioni: dal diary film d’avanguardia al silenzioso structural journal\, da un’esplosione del quotidiano ad una registrazione di un concerto che si trasforma in un travolgente campo percettivo\, questa è una proposta per un modo di guardare che è meno documento e più sensazione\, forma\, suono ed essenza. \nAGAINST TIME Films di BEN RUSSELL \nTRYPPS #7 (BADLANDS) 2010\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 10 min.\nRIVER RITES 2011\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 11 min.\nBLACK AND WHITE TRYPPS NUMBER THREE 2007\, USA\, video\, colore\, sonoro\, 11 min. 30 sec.\nAGAINST TIME 2022\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 23 min.\nANOTHER EARTH 2025\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 11 min. 10 sec. \nIn AGAINST TIME i cinque films di BEN RUSSELL realizzati nell’arco di diciotto anni considerano il tempo sia come medium espressivo del cinema che come spazio di resistenza al costante\, lineare e altrimenti inarrestabile movimento in avanti. Attraverso trips LSD\, divinità fluviali\, stati di trance\, portali in dissolvenza\, tramonti stroboscopici e una forte dose di ciò che è sempre e già presente. \nRUINS\nLIVE AV PERFORMANCE modular synthesizer e video synthesizer\, +/- 40 min. \nRUINS è un’improvvisazione dal vivo che utilizza i sintetizzatori modulare e video per creare un’interfaccia dinamica tra l’immagine come suono e il suono come immagine. \nsabato 27 giugno \nLOVE FOR ANALOG una selezione di films di ispirazione a cura di ESTHER URLUS \nMALCOLM LE GRICE BERLIN HORSE 1970\, Regno Unito\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 9 min.\nJEFF SCHER YOURS 1997\, USA\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 3 min. 13 sec.\nNICOLAS REY TERMINUS FOR YOU 1996\, Francia\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 10 min.\nFRANCIEN VAN EVERDINGEN MONOLOGUE EXTERIEUR 2004\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nHANNE VAN ASTEN SCIOPTICON 2004\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, sonoro\, 6 min.\nJOOST VAN VEEN INTERLUDE 2005\, Paesi Bassi\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 2 min. 30 sec. \nSpinti da questa libertà artistica\, filmmakers autodidatti come me raccolgono la sfida di liberare questo medium dal suo destino nostalgico e creare nuove opportunità per il suo uso continuativo e l’ulteriore sviluppo delle attrezzature e della tecnologia della pellicola analogica. Ciò apre la strada alla possibilità di approfondire ciò che è già possiamo fare e di combinarlo con intuizioni e competenze contemporanee\, dando vita a un ambito di abilità completamente nuovo. \nLOVE FOR COLOR 16mm FILMS di ESTHER URLUS \nIDYLL 2008\, Paesi Bassi\, pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano\, 6 min.\nDEEP RED 2012\, Paesi Bassi\, ingrandimento anamorfico 16mm in 35mm lavorata a mano\, 7 min. 15 sec.\nRODE MOLEN 2013\, Paesi Bassi pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano\, sonoro Matt Kemp 5 min.15sec\nKONRAD & KURFURST 2013/14\, Paesi Bassi\, emulsione 16mm b/n tinta e sfumata a mano\, sonoro\, 7 min.\nELLI 2015/16\, Paesi Bassi\, 16mm phasing zebra loops stampata a colori\, sonoro di Matt Kemp\, 8 min.\nDELETION 2017 Paesi Bassi emulsione 16mm realizzata a mano stampata colori in loop\, sonoro Ji Youn Kang\, 12min\nSTUDIE VOOR EEN VELDSLAG 2018/19\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, sonoro ottico\, 6 min. 30sec \nNel mio lavoro filmico creo un collegamento tra specifici eventi storici e il (ri)utilizzo delle storie con tecniche filmiche analogiche e invenzioni risalenti agli albori della fotografia e della cinematografia. Istituisco un parallelo a volte alienante tra gli eventi o la storia e la tecnica cinematografica\, per potenziare l’impatto dell’immagine. Inoltre\, creo letteralmente il mio materiale filmico mescolando nitrato d’argento e sale di bromuro con gelatina e acqua per formare un’emulsione fotosensibile. Non cerco un risultato naturalistico\, simile a quello del materiale cinematografico commerciale. Intendo creare componenti unici che\, grazie alla loro singolarità\, generino un’esperienza speciale e filmica. \nUNTIL THE DARKNESS GOES\nEXPANDED FILM PERFORMANCE 6x16mm proiettori\, sonoro\, 30 min. \nUna expanded film performance ‘tonale’ in 16mm\, un poema sonoro sul crepuscolo\, l’indistinguibilità e la suggestività: cerco di rendere visibile l’oscurità di una mente depressa. La sofferenza di un’adolescente\, mia figlia. I colori e l’atmosfera ispirati dalla famosa e unica fotografia “The Pond – Moonlight” di Steichen (1904) e ai dipinti dei “Nocturne” di Whistler (1870). \nL’opera è composta da diversi loop brevi di pellicola 16mm raggruppati in diverse sequenze. Ogni gruppo è costituito da loop con delle scene simili\, ma non identiche\, di durata leggermente diversa. Quando vengono proiettati simultaneamente\, sovrapponendosi l’uno all’altro\, si verifica uno sfasamento. \nwww.em-arts.org/
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SUMMARY:BORGES - Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo.
DESCRIPTION:BORGES\nIpotesi foto-grafica sulle geografie del corpo.\nConcept: Andrea Cramarossa.\nFoto: Gennaro Gargiulo. Elaborazione grafica: Federico Gobbi.\nCuratela: Loredana Cacucciolo.\nCasa Madre: Teatro delle Bambole \nInaugurazione della mostra:\nSabato 13 Giugno 2026 alle ore 18.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 20/d – Napoli\nIn occasione dell’inaugurazione verrà proiettato il cortometraggio “BORGES”.\nLa mostra sarà fruibile dal 13 al 28 Giugno 2026. \nLa Fondazione Morra ospita\, presso il Museo Hermann Nitsch\, la mostra fotografica “BORGES – Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo” ideata e concepita dall’artista Andrea Cramarossa. Il progetto nasce dal pluripremiato cortometraggio docu-sperimentale “Borges” dal quale è poi scaturito in modo naturale questo nuovo “viaggio”: una nuova visione delle geografie del corpo e dei camminamenti per popoli migranti. \nCramarossa ha curato la regia e la sceneggiatura del cortometraggio che verrà proiettato Sabato 13 Giugno\, alle ore 18.00\, in occasione dell’inaugurazione della mostra.\nPer la realizzazione del concept l’artista si è avvalso della collaborazione di Gennaro Gargiulo\, che ha eseguito gli scatti fotografici\, e di Federico Gobbi che ha curato l’elaborazione grafica. \nScrive Cramarossa: « I paesaggi sono forme di ritratti tagliati a metà\, pezzi o sezioni di volto\, di petto\, di braccia. Sono il passaggio fugace dello sguardo del passante sull’umano che ci sfiora\, spesso senza lasciare alcuna traccia\, alcuna sensazione. Apparentemente. Qualcosa sempre resta degli sguardi\, dei passaggi che ognuno di noi compie gettato nella propria e nell’altrui esistenza. Da questo meticciato di tempo e di spazio\, di corpi e di non-corpi\, l’immagine umana è un segno profondo di una comunità in cerca delle proprie radici\, di-segna nuove mappe geografiche tra corpi e moltitudini di probabili orientamenti astronomici\, proiezioni astrali su nuove cartine geografiche\, ombre meridiane che inferiscono nell’anima del viaggiatore tratti di speranzosa vitalità\, nell’immaginaria cosmogonia delle possibilità. Tra ciò che si è stati e ciò che si è\, prima e dopo il viaggio compiuto\, in attesa del successivo\, ogni essere umano non può che dirsi viaggiatore\, migrante\, nomade nella caducità della vita e\, proprio per questo\, ci si colloca nella profonda prospettiva della rinascita. Le foto divengono\, così\, anche la testimonianza di un “rito di passaggio”\, il racconto ultimo dell’ultimo attraversamento tra cielo e terra. ». \nAll’inaugurazione sono previsti interventi di Peppe e Isabella Morra\, rispettivamente Direttore e Presidente Fondazione Morra\, nonché dell’artista Andrea Cramarossa e del fotografo Gennaro Gargiulo. Sarà presente anche Emergency. Con la realizzazione del progetto fotografico\, infatti\, è stato stampato anche un catalogo artistico: per ogni copia venduta il 50% del ricavato verrà devoluto a Emergency. \nLa mostra resterà allestita negli spazi del Museo Nitsch fino a Domenica 28 Giugno 2026. In occasione del finissage\, verrà presentato in prima regionale l’atto performativo LA VEGLIA DEL MARE\, a cura del Teatro delle Bambole. \nPer informazioni:\nFederico Gobbi\nCell.: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it\nwww.teatrodellebambole.it
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SUMMARY:Morra–Nitsch: compagni di strada
DESCRIPTION:Morra–Nitsch: compagni di strada \ncon Antonello Tolve \nLa Fondazione Morra – Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch ospita giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18:00 l’intervento di Antonello Tolve dal titolo Morra–Nitsch: compagni di strada\, dedicato al lungo e fecondo sodalizio intellettuale tra Hermann Nitsch e Peppe Morra. Legati dalla comune idea di un’arte autonoma\, libera da compromessi e regole precostituite\, Nitsch e Morra hanno intrecciato i propri percorsi in una collaborazione profonda\, segnata da passioni condivise\, convinzioni radicali e progetti visionari. Da questo dialogo pluridecennale è nato\, a Napoli\, un museo totale – il Museo Hermann Nitsch – che rappresenta una delle esperienze più significative dell’arte contemporanea internazionale e una testimonianza unica della capacità della città di accogliere il gesto artistico come rito e riflessione. \nStudioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Novecento\, Antonello Tolve è titolare della cattedra di Fenomenologia delle arti contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna. Autore di numerosi saggi dedicati ai rapporti tra arte\, critica e società – tra i più recenti Idea della pedagogia. Dall’arte alla critica e viceversa (2023) e Studi d’artista. Un’avventura culturale (2024). \nIngresso libero.
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SUMMARY:INSIDE THE ACT OF SEEING
DESCRIPTION:INSIDE THE ACT OF SEEING:\nA FOCUS ON LARGE FORMAT PHOTOGRAPHY\nwith Alys Tomlinson \n18 April 2026\nLaboratorio Diorama / Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nh 10 am – 6 pm workshop\ninfo and submissions: info.laboratoriodiorama@gmail.com\n(max. 10 participants)\nThe workshop will be held in English \nh 7 – 9 pm screening of the documentary Mother Vera\nfree entry with limited capacity \nOn April 18th Laboratorio Diorama will host an exclusive\, one-day intensive workshop led by award-winning photographer Alys Tomlinson. This session is a deep dive into the meditative and rigorous world of large-format photography. Participants will explore the entire creative process with the artist during a portrait session — from the initial composition to the technical precision required for the final shot. \nWorkshop will be held in English and divided into two moments: Alys will open the day by sharing her professional experience and the process behind her projects. This session offers a unique insight into how she identifies themes\, develops long-term series\, and maintains a distinct visual voice. During the second part of the day participants will have the opportunity to be guided by the artist in the making of a large-format shoot. Following the session\, the photographs taken will be developed in the darkroom. \nFrom 7 pm the documentary Mother Vera (2024) directed by Alys Tomlinson with Cécile Embleton will be projected in the Capriata Room of Museo Nitsch. \nHow to Join \nThis is an intimate learning experience with a maximum of 10 participants.\nParticipation fee: 50€\nFor detailed information and submissions\, please contact:\n📧 info.laboratoriodiorama@gmail.com \nWorkshop Schedule\n10 AM – 12 PM: welcome\, artist talk (with visuals) + Q&A\n12 – 1 PM: break for lunch (packed lunch)\n1PM – 5 PM: large format practical workshop (with focus on portraiture)\n5 PM – 6 PM: developing negatives in the darkroom \nSpecial Evening Screening\nFollowing the workshop\, we invite you to a special screening of the film “Mother Vera”.\nTime: 7 PM – 9:00 PM\nAccess: Free entry (limited capacity). \nAlys Tomlinson is a photographic artist based in London. She works mostly in black and white analogue on a large format camera\, exploring themes of faith\, ritual and identity.\nAlys grew up in Brighton and studied English Literature and Communications at the University of Leeds. After graduating\, she moved to New York for a year and was given her first commission for Time Out\, before returning to London to study photography at Central Saint Martins College of Art and Design. She later completed an MA in Anthropology of Travel\, Tourism and Pilgrimage (Distinction) at SOAS\, University of London\, which tied in with her long-term\, personal project about pilgrimage.\nHer book Ex-Voto was published by GOST Books in 2019 and Lost Summer was self-published in 2020. Alys recently finished work on a feature-length documentary film Mother Vera co-directed with Cécile Embleton. Her latest project Gli Isolani (The Islanders) was published by GOST Books in 2022. She combines commissioned work for editorial\, design and advertising clients with personal work\, which she publishes and exhibits.\nAlys’s work is collected privately and is in the following collections: National Portrait Gallery (London)\, The Rencontres d’Arles Collection\, The Bodleian Library\, AmberSide Collection. \nMother Vera (2024)\, 91 minutes\, black and white\, co-directed with Cécile Embleton.\nIn the striking silence of an Orthodox monastery in Belarus\, a nun walks quickly toward the place of prayer. Hidden in the folds of her black habit\, she kneels and lets out a deep breath\, opening the story of an unexpected path—where coming to terms with a dark past turns into a search for her own identity.\nCécile Embleton and Alys Tomlinson follow her with a quiet\, attentive gaze\, observing her daily life and slowly revealing the more intimate and hidden parts of her story.\nShot in refined black and white\, with a precise and balanced form\, Mother Vera traces a unique and unexpected female portrait\, touching on universal themes of redemption and the search for freedom.
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SUMMARY:Aktion Malerei Intervento di Maria De Vivo
DESCRIPTION:L’ESPERIENZA PITTORICA PER HERMANN NITSCH TRA UNICITÀ E CONVERGENZE INTERNAZIONALI \nIntervento di Maria De Vivo \nVenerdì 10 aprile 2026 ore 18:00 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch  \nQuando\, sul finire degli anni Cinquanta\, Hermann Nitsch teorizza Das Orgien Mysterien Theater\, molti artisti internazionali riconducibili all’Informel e all’action painting hanno già messo al centro della propria pratica pittorica il corpo e il gesto. Pur riconoscendo l’impatto di tali esperienze (“aktionsmalerei”)\, Nitsch ne radicalizza gli esiti creando un’opera d’arte totale dal carattere teatrale/rituale. \nAttraverso un’ideale catena di riferimenti (Pollock\, Mathieu\, Klein\, Azionismo viennese\, etc.) l’intervento analizza convergenze\, divergenze e peculiarità procedurali in seno alla pittura. \nMaria De Vivo è professoressa associata di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente lo studio dell’arte a partire dal secondo Novecento\, le relazioni tra arte e critica\, la performance art in Italia. Uno specifico campo d’indagine è dedicato al sistema dell’arte e agli artisti operanti a Napoli e in Campania. Si vedano in tale direzione la monografia sull’attività espositiva della Libreria-Galleria Guida di Napoli (Guida 2008)\, i saggi dedicati a Carlo Alfano (2014\, 2017\, 2022)\, Giuseppe Desiato (2019\, 2021)\, Gian Maria Tosatti (2015)\, Eugenio Giliberti (2022)\, i saggi Azioni e performance nella “città-teatro”\, Napoli 1965-1980 (Silvana Editoriale 2024) e Napoli\, Salerno\, l’arte e la cultura. Una ricostruzione degli anni 1965-1970 (Arte-m 2025).
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SUMMARY:Pensare in carta
DESCRIPTION:Pensare in carta\nNapoli ed. Laboratorio Diorama / Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporane\nun laboratorio di editoria fotografica curato da\nDITO Publishing\ntenuto da Martha Micali e Klim Kutsevskyy\n15 febbraio 10:00-18:00 / pausa pranzo 13:30-14:30 \nDescrizione\nIl workshop di DITO Publishing è un momento intensivo di confronto e sperimentazione con Martha Micali e Klim Kutsevskyy\, fondatori della casa editrice.\nAperto a fotograf§ e artist§ visiv§\, ha l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per lo sviluppo dei progetti editoriali di ambito visivo. \nIl laboratorio si fonda su alcuni principi consequenziali:\n– ascoltare / osservare\n– immaginare / riflettere\n– elaborare / fare esperienza \nOgni partecipante avrà la possibilità di mostrare una selezione di proprie fotografie / immagini e di avviare una riflessione sulle possibilità di sviluppo editoriale del materiale proposto. \nCosa serve:\n– curiosità e voglia di mettersi in gioco e a confronto\n– una selezione di max 40 fotografie / immagini già stampate\n(su carta usomano\, da intendere come provini da maneggiare\, no stampe fine-art) \nDurante il laboratorio sarà a disposizione dei partecipanti una selezione di libri fotografici pubblicati o curati da DITO\, insieme ad altri titoli provenienti da case editrici italiane e internazionali\, selezionati dalla libreria degli editori. Saranno stimolanti strumenti per approfondire le molteplici forme editoriali che può assumere un lavoro fotografico.\nMateriali utili di cancelleria\, come fogli\, penne\, matite\, colori\, forbici\, scotch\, spillatrici saranno forniti da noi. \nAi partecipanti verrà rilasciato un pacchetto digitale con i contenuti esposti durante il laboratorio e un libro pubblicato da DITO Publishing.\nIl pranzo è a carico del partecipante che dovrà premunirsi prima dell’arrivo o durante l’ora di pausa.\nLa ripresa delle attività è prevista puntualmente alle 14:30 \nProgramma  \n10:00 – 13:30 \nascoltare / osservare \n– Presentazione dei relatori e dei partecipanti\n– Brevi accenni sull’ecosistema del libro fotografico: autori\, editori\, photo editor\, designer\, tipografie e legatorie\, librerie\, festival e fiere\, etc. informazioni che i partecipanti troveranno poi nel pacchetto digitale consegnato\n– Facciamo pratica del libro: sfogliamo e commentiamo insieme i titoli proposti dagli editori\n– Introduzione all’editing e divisione in gruppi \n14:30 – 18:00 \nimmaginare / riflettere + \nelaborare / fare esperienza \n– Già divisi nei gruppi si inizia la parte pratica! Si presenteranno agli altri le proprie immagini\, alternando riflessioni individuali e confronti collettivi: ognuno dovrà ottenere un editing delle proprie immagini da portare alla fase successiva. Questa fase vuole stimolare l’esplorazione delle immagini e la creatività di ognuno assumendo diversi ruoli.\n– Che forma può assumere l’editing appena realizzato?\nApprofondiamo le possibilità del layout e delle forme libro attraverso la realizzazione di bozze\, disegni e mini-mockup.\n– Si torna a lavorare singolarmente dove ogni partecipante è invitato a realizzare un mini-dummy \nMax partecipanti: 8  \nCosto a partecipante: 80€ \nDITO Publishing è una casa editrice indipendente dedicata alla fotografia contemporanea e alle arti visive\, fondata a Roma nel 2020 da Martha Micali e Klim Kutsevskyy. I libri e i progetti editoriali nascono in stretta collaborazione con artisti e curatori e sono sviluppati da DITO Studio\, il nucleo progettuale della casa editrice che cura editing\, graphic e book design. \nIl progetto editoriale pone particolare attenzione alla ricerca sui materiali\, alla forma-libro e al bookmaking come spazio di sperimentazione\, con l’obiettivo di dare voce ai linguaggi visivi contemporanei e creare un ponte tra il mondo della fotografia e quello dell’arte. Parallelamente\, DITO promuove l’editoria indipendente attraverso eventi\, laboratori\, mostre\, tavoli collettivi e micro-festival. \nDiorama è il nucleo laboratoriale di ricerca e produzione fotografica nato nel 2025 da un progetto di Diana del Franco presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra unito all’esperienza in camera oscura di Carmine Covino. Il progetto si configura come uno spazio di indagine sul linguaggio fotografico\, orientato alla sperimentazione delle tecniche analogiche e alla diffusione di pratiche di sviluppo con particolare attenzione per quelle ecosostenibili. Attraverso un programma di workshop\, seminari e momenti di formazione teorico-pratica\, Diorama si propone come piattaforma di confronto tra saperi storici e pratiche contemporanee. \nDotato di una camera oscura e attrezzature fotografiche d’epoca esposte e a disposizione dei laboratori\, Diorama attiva un dialogo diretto tra la dimensione archivistica e la sperimentazione in atto.\nIl nome deriva dai termini greci διά (attraverso) e ὅραμα (immagine\, visione)\, e richiama il dispositivo di ricostruzione scenica ideato nel 1822 da Louis Daguerre e Charles Marie Bouton. Tale genealogia concettuale si estende fino a Étant donnés (1969) di Marcel Duchamp\, opera a sua volta citata da Luca Maria Patella nell’installazione ambientale Lo Scriptorium dell’Adepto (2013)\, realizzata per custodire l’archivio dell’artista presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee. È qui accanto che si colloca il Laboratorio Diorama amplificando il dialogo tra creazione\, archivio\, spazio e immagine. \nIl logo rende omaggio ad Athanasius Kircher riprendendo l’incisione tratta dal Libro X del trattato Ars Magna Lucis et Umbrae (1671)\, il primo trattato in cui viene descritto il principio ottico della camera obscura e della lanterna magica.
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SUMMARY:ARTAUD chez NITSCH
DESCRIPTION:ARTAUD chez NITSCH\ncon Gérard Pape \nVenerdì 28 novembre 2025\nMuseo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nore 19:00\n“Il teatro musicale azionistico oggi: Artaud chez Nitsch”\nGérard Pape in conversazione con Leopoldo Siano \nore 20:00\nARTAUD LE MÔMO (2020-2025)\nprima mondiale \ntesto di Antonin Artaud\nperformance di Gérard Pape (voce\, suoni\, azioni) \nAtti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati \ningresso libero fino al raggiungimento della capienza massima consentita \nGérard Pape (nato a New York nel 1955 in una famiglia italo-americana originaria di Sala Consilina) è compositore e psicoanalista lacaniano. Dal 1991 vive a Parigi. È stato direttore degli Ateliers UPIC / CCMIX (Centre de Création Musical Iannis Xenakis) dal 1991 al 2007\, un centro di computer music fondato dal compositore-architetto Iannis Xenakis. Nel 2008 fonda e tutt’oggi dirige il CLSI (Circolo per la Liberazione del Suono e dell’Immagine) a Parigi\, che è un ensemble di computer e strumenti acustici\, con cui produce concerti e festival.  Desiderio\, eccesso\, corpo e jouissance sono stati a lungo oggetto centrale della sua ricerca sulle nuove forme di opera e teatro musicale. È autore di libri quali MusiPoeSci. Writings about music\, a cura di Leopoldo Siano (Éditions Michel De Maule 2015) e Iannis Xenakis and the Ethics of Absolute Originality (Uteurp 2023). A partire dal 2000 Gérard Pape ha composto numerose opere ispirate al concetto di teatro totale o ‘teatro della crudeltà’ di Antonin Artaud\, tra cui Les Cenci (2000-2005)\, Artaud Variations (2022-2025) e Artaud le Mômo (2020-2025). La conversazione e il concerto del 28 novembre 2025 al Museo Hermann Nitsch di Napoli saranno dedicati ad un incontro immaginario tra Artaud e Nitsch. (Hermann Nitsch considerò Artaud come una sorta di ‘fratello spirituale’). In programma vi è la prima mondiale della nuova versione di Artaud le Mômo\, pezzo di teatro musicale sul testo omonimo di Antonin Artaud\, che prevede “atti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati”.
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SUMMARY:Les donnés mon alchive - LO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO
DESCRIPTION:Les donnés mon alchive\nLO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO\n(Eau et Gaz)\ndi Luca Maria Patella e Rosa Foschi \nri-apertura dell’installazione ambientale\na cura di Raffaella Morra · Loredana Troise · Diana del Franco \nda giovedì 25 settembre ore 18:30 a sabato 8 novembre 2025\nProrogata a sabato 17 gennaio 2026 \nBiblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\nVico Lungo Pontecorvo 29/d -80135 Napoli \ncon un laboratorio di poesia collettiva di Francesca Boemia Stefanelli\nsabato 4 ottobre 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18\nper info ed iscrizione (gratuita) biblioteca@fondazionemorra.org \nIl Progetto ha beneficiato del Contributo della Regione Campania a sostegno degli interventi\, delle attività finalizzati allo sviluppo\, promozione e valorizzazione delle Biblioteche di interesse locale Anno finanziario 2025 \nNel 2013 Luca Maria Patella e Rosa Foschi hanno progettato Les donnés mon alchive Lo Scriptorium dell’Adepto\, un’installazione ambientale nella Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\, scrupolosamente ideata come “psicolavoro ‘in atto’ ”\, allestita secondo quei ritmi concettuali duchampiani capaci di ampliare nessi assecondando gli strati della Cultura coinvolti nel denso macchinario linguistico-visivo. \nOggi riapre alla fruizione di studiosi e visitatori\, fra carteggi\, volumi\, menabò\, libri-oggetto\, riviste\, gazzette\, segni di una poetica versatile mediata attraverso incisioni\, film\, installazioni\, opere monumentali\, fotografie\, testi letterari\, video e poesie visuali. \nLes donnés mon alchive lo Scriptorium dell’Adepto\, accessibile attraverso microscopici spiragli (fish eye)\, è una segreta e preziosa Wunderkammer attorno a cui le curatrici\, per celebrarne il ripristino\, hanno creato delicati ambienti ispirati ai 4 volumi editi da Edizioni Morra\, Io son Dolce Sirena (poesie del 2000 e 2002)\, Romanzo ferroviario (1974-2003)\, Patella Ressemble à Patella (2007)\, Dichiarazioni Noètiche+Imàgines e Romanzino del volume Stazione di Vita (2003-2011)\, seguendone le tracce\, collegate da un riferimento cromatico\, riconducibile alla teoria dei Colori Psichici di Lüscher e alle quattro funzioni psicologiche di Jung\, riprese anche per la Porta dei 4 Colori che contrassegna l’accesso allo Scriptorium. \nSarà possibile consultare il Fondo L. M. R. Patella della Fondazione Morra che consta di circa 1.320 unità bibliografiche. \nhttps://lucapatella.altervista.org/ \nhttps://www.fondazionemorra.org/it/archivi/luca-maria-patella
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SUMMARY:Schegge di Luminosità Independent Film Show
DESCRIPTION:SCHEGGE DI LUMINOSITÀ INDEPENDENT FILM SHOW\nfotografie di BIAGIO IPPOLITO e documenti video di ANDREA DE CUNZO LAMENDOLA \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\nTemporary gallery del Museo Hermann Nitsch\ngiovedì 11 settembre 2025 – sabato 8 novembre 2025 \nPROROGATA a sabato 17 gennaio 2026 \nSchegge di Luminosità Independent Film Show\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, è un progetto ideato per attualizzare le memorie attraversando le fotografie di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola estratti dalle edizioni della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Un’accuratissima selezione da un insolito ed esclusivo archivio di circa duemila fotografie di Biagio Ippolito: sono scatti poetici realizzati regolando l’apertura dell’otturatore in frazioni di un secondo per fissare un istante unico\, come la gestualità particolare del filmmaker mentre sfiora la pellicola\, il proiezionista dietro i proiettori 16mm\, i colori del tramonto e il Vesuvio. Le singole foto e le grandi tele delle sequenze fotografiche coinvolgono il visitatore in un rapporto di decifrazione e riconoscimento; chi ha partecipato alle precedenti edizioni può attivare le sinapsi e ritornare a ricordi e sensazioni\, mentre chi non ha vissuto in modo diretto quelle emozioni può visualizzare i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola. Dal 2012 al 2015\, con determinato e garbato approccio\, Andrea De Cunzo Lamendola ha filmato mimetizzato tra il pubblico\, e poi ha montato con maestria le expanded cinema performances di Karel Doing\, Sally Golding\, Les Nominoë\, Katherine Liberovskaya e Phill Niblock\, Lynn Loo & Guy Sherwin\, Lionel Palun\, Greg Pope e SULT\, Gaëlle Rouard\, Spatial (Matt Spendlove). \nLe fotografie di Biagio Ippolito evocano ricerca\, movimento\, escursione armoniosa di un intenso e inedito viaggio fotografico che ripercorre la parabola temporale della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Scandita secondo un percorso espositivo a lungo meditato\, la planimetria edificata con i video di Andrea De Cunzo Lamendola e le foto di Biagio Ippolito incrocia la visualità dinamica e ritmica di una temperie percettiva fatta di rimbalzi e collisioni cromatiche. \nLe 19 foto singole\, le 3 foto analogiche e le 10 grandi tele con le sequenze fotografiche delle edizioni IFS insieme alle expanded performances compongono l’inedita mostra fotografica di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola\, connessi a un’idea di racconto che si arricchisce con gli intrecci narrativi degli straordinari documenti video fra sorprendenti risonanze e tempi asincroni\, ad indicare la via per una sfumata figurazione del pensiero.
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SUMMARY:Festival PHONOSOPHIA
DESCRIPTION:Festival PHONOSOPHIA\n2° edizione\nFesta della Conoscenza attraverso il Suono\nper il solstizio d’estate 2025 \n20\, 21 e 28 giugno 2025\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nIl theatrum phonosophicum – in cooperazione con la Fondazione Morra (Napoli) – presenta la seconda edizione del Festival PHONOSOPHIA\, dedicato alla “Conoscenza attraverso il Suono”. \nCon respiro cosmopolita il Festival Phonosophia intende celebrare il solstizio d’estate con tre giornate dedicate alla conoscenza attraverso il suono e all’“ascolto totale”\, creando spazi esperienziali sinestetici in cui antichi saperi tradizionali vanno a coniugarsi con pratiche sperimentali (in questa edizione: dall’ecologia acustica all’arte acusmatica\, dal tantrismo kashmiro a maestri armeni del Novecento). \nIl Festival PHONOSOPHIA prevede eventi di diverso tipo: lecture-performance\, azioni sonore\, rituali di ascolto\, install’Azioni\, letture poetico-filosofiche\, “cinema per le orecchie” e workshops. \nIngresso libero – numero di posti limitato\nprenotazione obbligatoria:\nphonosophianova@gmail.com\ntel. 376 192 39 07
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SUMMARY:Napoli Gallery Weekend
DESCRIPTION:La Fondazione Morra partecipa alla seconda edizione di Napoli Gallery Weekend \nVENERDI’ 23 MAGGIO VISITE GUIDATE \nCASA MORRA – Archivi d’Arte Contemporanea \nArtisti/artista: Giovanni Fontana \nTitolo mostra: Millenanni Quarto Anno Giovanni \nFontana: prospettive epigenetiche\, a cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDurata: 6 maggio – 31 luglio 2025 \nIndirizzo: Salita San Raffaele 20/C \nOrari: venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Potito Forte ore 14.00 – 15.00 \n  \nMUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE HERMANN NITSCH \nArtista: Hermann Nitsch \nTitolo mostra: 2024-2026 | 50 anni di amicizia 1974-2024\, a cura di Giuseppe Morra \nDurata: 2024 – 2026 \nIndirizzo: Vico Lungo Pontecorvo 29/D \nOrari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Loredana Troise e Raffaella Morra ore 16.00 – 17.00
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SUMMARY:EDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE\nEDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI.\nAntonin Artaud | Hermann Nitsch \nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue). \nDal 15 al 18 Maggio 2025\nNapoli (Museo Nitsch) \nNell’ipotesi di pre-disposizione d’un corpo creativo\, è necessario “farsi vuoto”\, sgombrare il campo dai pensieri\, dai ricordi\, dalle pressioni. In un’ottica di creazione performativa (commistione di corpo\, arte e suono) ecco che il corpo del performer diventa luogo del mito\, luogo ove sbrogliare la narrazione di una esistenza che non è solo presente ma passato e futuro nello stesso tempo. Lo spazio diviene quello dell’Edipo di Sofocle; la narrazione quella della sua famiglia; da qui\, diviene possibile e\, quindi\, un’opportunità\, cogliere la presenza di corpo polisenso e polifonico\, infine\, multiforme\, partendo da una genealogia dei corpi pensata da Artaud. Dissociarsi da proprio corpo\, farsi\, cioè\, vuoto\, diverrà metafora per essere totalmente sé stessi\, dentro una incidenza ritmica personale e in una mistica dei colori che è il gesto primordiale della creazione. (Andrea Cramarossa) \nNote biografiche\nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.\nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. \nGiorni / Orari / Luoghi\nIl workshop si svolgerà a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\nGiovedì 15 (10-13)\,\nVenerdì 16 (10-13 / 16-19)\,\nSabato 17 (10-13 / 16-19)\,\nDomenica 18 (10-13). \nDoppia presentazione aperta al pubblico:\nDomenica 18 Maggio 2025 (ore 18 e ore 21). \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura fino al giorno 11 Maggio 2025 \nPer maggiori informazioni: \nTeatro delle Bambole\ninfo@teatrodellebambole.it\n+39 347 3003359 \nMuseo Hermann Nitsch\ninfo@museonitsch.org\n+39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo\ninfo@casadelcontemporaneo.it\n+39 345 4679142 \nIl workshop è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:RAGA for HERMANN NITSCH
DESCRIPTION:RAGA for HERMANN NITSCH \nRenata Frana: dilruba\nVins Vassallo\, Shushan Hyusnunts e Leopoldo Siano: tanpuras \nMartedì 22 aprile 2025 ore 19:00\nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135 Napoli \nIn occasione del terzo anniversario dalla dipartita del Maestro Hermann Nitsch (1938-2022) il theatrum phonosophicum propone un rituale sonoro in sua memoria sul principiare della primavera. Alla dilruba (strumento tradizionale indiano) la solista Renata Frana. \nRenata Frana nasce a Salerno il 17 dicembre 1988. Negli anni dell’adolescenza accosta agli studi classici la pratica della musica\, che inizia a studiare nel 2005\, e della fotografia analogica. Ma soprattutto\, durante questo stesso periodo\, frequenta la bottega del Maestro Francesco Carratù e si avvicina al disegno e alla pittura a olio. Non estranei alla sua maturazione creativa sono stati alcuni viaggi\, dalle capitali della Repubblica Ceca e della Francia alle cittadelle medievali dell’Italia centrale. Si iscrive alla facoltà di fisica conseguendo la laurea triennale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”\, non abbandonando l’attività artistica\, svolta completamente al di fuori degli ambienti accademici. In questi anni organizza e prende parte a diverse esposizioni\, fotografiche e pittoriche e\, nel tentativo di coniugare i suoi precedenti musicali con l’attività fotografica e pittorica\, lavora alla creazione di copertine per album. Nel 2015 partecipa alla esposizione annuale SIPS 15\, Facoltà di Arte\, Università di El Minia (Egitto). Nello stesso anno inizia lo studio della musica classica indiana con il maestro Guido Schiraldi e della musica afghana con il maestro Daud Khan Sadozai. Partecipa negli anni a numerosi seminari di musica modale in Grecia\, Spagna e Italia organizzati da Labyrinth\, seminario permanente fondato dal musicista e insegnante Ross Daly e continua lo studio della musica indiana e della dilruba con il maestro Sandeep Singh. Dal 2015 ad oggi la sua attività musicale si concentra sia in territorio nazionale che internazionale\, con concerti in Spagna\, Francia\, Grecia\, Germania\, Svizzera e Turchia\, in ambito tradizionale e non. Nel 2024 fonda l’associazione Komās con il tablista Ed Feldman\, che si occupa di ricerca e diffusione della musica dell’Asia del Sud\, e organizza i laboratori di musica indiana ragatala in Campania. Nello stesso anno continua la sua formazione classica a Calcutta con la maestra Mita Nag\, seguendo la tradizione della Vishnupur Gharana.
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SUMMARY:Performance Jordan Deal - Mifu - Radford Electronics
DESCRIPTION:sabato 19 aprile 2025 dalle ore 21:00 al Museo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili Resident Advisor https://it.ra.co/events/2142832\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nÈ di nuovo attiva la sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra/Museo H. Nitsch\, l’associazione culturale E-M ARTS e l’artista Renato Grieco\, per la promozione di inusuali progetti sonori di artisti internazionali\, sabato 19 aprile dalle ore 21:00\, si esibiranno in performance live Jordan Deal\, artista multidisciplinare da Philadelphia\, e Mifu\, enfant prodige delle sperimentazioni sonore digitali da Frosinone. \nIn apertura sarà possibile ascoltare in filodiffusione “Ec(h)olalia” (anti)opera sonora installativa a cura dei Radford Electronics. \nAaron Rumore e Guido Marziale da oltre 10 anni producono e pensano musica con il nome di Radford Electronics\, per l’occasione presenteranno l’installazione sonora “Ec(h)olalia: impossible conversation with pathological symbols” un dialogo in continua evoluzione con il PA sul processo perdente e rotatorio di creazione di senso. \nMifu è il moniker di Daniele Grande\, producer e sound designer da Frosinone. La musica di Mifu unisce l’estetica di internet\, gli estremi squilibri del cut-up e l’affascinante sensibilità kawaii. \nJordan Deal (1996\, Philadelphia) artist* multidisciplinare e alchimista\, la loro pratica investigativa utilizza la performance\, il suono\, il film e il proprio CORPO come conduttore tra forze invisibili\, materializzazioni di strutture sociopolitiche e mitologie. Hanno esplorato l’accumulo delle costruzioni dei miti e la memoria\, l’improvvisazione vocale ed il movimento performativo come strumenti investigativi che sfruttano e disperdono la FORZA DEL CAOS\, materiale e metodologia sovversiva. \nArtwork: Augusto Fabio Cerqua
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SUMMARY:Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia
DESCRIPTION:Presentazione del volume\nIl Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia\ndi Massimo Maiorino (Editori Paparo) \nMercoledì 22 Gennaio 2025\nore 19.00\nMuseo Hermann Nitsch – Napoli \nLa Fondazione Morra e la casa editrice Edizioni Paparo presentano il volume Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia di Massimo Maiorino\, edito da Editori Paparo. \nMuseo monografico e opera d’artista\, il Museo Hermann Nitsch di Napoli\, nato nel 2008 dal felice sodalizio tra il gallerista Giuseppe Morra e l’artista austriaco Hermann Nitsch\, è un exemplum singolare di opera d’arte totale che mette alla prova i canoni della museologia e museografia contemporanee. Riunendo in sé una molteplicità di identità e di forme che ne fanno un museo a “geometria variabile”\, il Museo Hermann Nitsch è un avamposto critico e un presidio d’avanguardia\, rappresentando uno spazio di costruzione e decostruzione del museo e del suo statuto. Erede del sogno e dell’ossessione del Gesamtkunstwerk – figura orientante della ricerca di Nitsch – il museo diviene palinsesto di ricomposizione di un’unità\, quella dello spazio di costruzione dell’opera e quello della sua esposizione\, facendo così dell’opera un procedimento che coincide e trova respiro nel dispositivo museale. Di questo organismo è motore imprescindibile il pubblico\, che sfidato ed invitato a perdersi nei labirintici percorsi disegnati dall’artista austriaco è chiamato\, non solo a presenziare\, ma a partecipare con intensità ad un rituale culturale e conoscitivo. \nIl volume di Massimo Maiorino propone una lettura preziosa che riattraversa per nuclei concettuali la vita del museo\, costruendo delle costellazioni teoriche che trovano forma nella luminosa sequenza di scritture espositive che il Museo Hermann Nitsch ha conosciuto dal 2008 fino all’ultimo recente allestimento curato da Giuseppe Morra nel segno dei 50 anni di amicizia 1974-2024 con Nitsch. \nUna riflessione che riconosce nella configurazione polisemantica del museo Nitsch – archivio e laboratorio per le arti contemporanee – un perimetro privilegiato d’osservazione sul museo e sulla museologia di questo nuovo millennio\, uno spazio critico\, che tiene insieme museo e città\, pratiche partecipative e collezionismo\, archivio e teatro\, confermando la natura creativa e produttiva di questa istituzione in costante trasformazione. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Museo Hermann Nitsch)\nLorenzo Mango (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)\nStefania Zuliani (Università degli Studi di Salerno)\nPompeo Paparo (Editori Paparo)\nMassimo Maiorino (Università degli Studi di Salerno) \nIntroduce: \nLoredana Troise (Fondazione Morra/Accademia di Belle Arti-Napoli) \n\nMassimo Maiorino è ricercatore presso il DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato numerosi saggi e contributi occupandosi in particolare dei rapporti che negli ultimi decenni intercorrono tra arte\, critica e sistemi espositivi. Tra i suoi ultimi libri: Il Museo Hermann Nitsch. Archivio e laboratorio di Museologia (Paparo Editore\, 2023)\, La pianta dal fiore giallo. Beuys a Napoli (Artem\, 2022)\, L’artista come archeologo. Uno scavo nell’arte italiana del XXI secolo (Arshake\, 2020)\, Il dispositivo Morandi. Arte e critica in Italia 1934-2018 (Quodlibet\, 2019). È tra i curatori del volume Archivi esposti. Teorie e pratiche dell’arte contemporanea (Quodlibet\, 2022). Ha collaborato con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e ha curato mostre e convegni. Collabora con la Fondazione Bianca e Filiberto Menna curando la rassegna Arte di Sera. È socio della SISCA – Società Italiana di Storia della Critica d’Arte. \nLa casa editrice Editori Paparo cura pubblicazioni di storia dell’arte\, architettura\, filosofia\, storia del teatro e arti visive avvalendosi di affermati cultori di queste discipline e collaborando con università ed istituti di cultura. \nInfo \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135\, Napoli\n☎ +39 0815641655\nEmail: info@museonitsch.org\nMuseo Hermann Nitsch\nFondazione Morra \nEditori Paparo\nVia Boezio 4C BX 56 – 00193 Roma\nTel. 06 32803425\nVia Gaetano Filangieri\, 36 – 80121 Napoli\nTel. 081 0140180\neditori@editoripaparo.com\nwww.editoripaparo.com
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SUMMARY:Libero De Cunzo TESS
DESCRIPTION:a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nsabato 18 gennaio 2025 dalle ore 11:30 alle ore 15:00\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29d Napoli \nTess è un momento di autenticità in un centesimo di secondo\nLibero De Cunzo \nLa nuova personale TESS di Libero De Cunzo al Museo Nitsch parte da una fotografia di un bel colore azzurro dove in due occhi tondi\, a ben guardare\, pare che si ritrovi già tutto\, condensato attraverso l’interazione sensoriale\, l’immaginazione\, l’emozione. Cose che vede solo l’artista? Probabilmente sì. O meglio\, le vede perché gli saltano agli occhi\, “richiamano” il proprio sguardo sulle percezioni e la luce\, stabilendo con la storia un armistizio silenzioso per sviluppare nuove credenzialità\, nuove densità visive\, nuovi volumi\, nuove proporzioni\, nuove trasparenze. Un muretto di pietre sconnesse\, una Venere scolpita\, un’impalcatura\, un picchetto piantato fra i sanpietrini\, facciate coperte da veli pubblicitari\, spigoli e tagli di luce e colore\, chiedono un’attenzione minuziosa e prolungata. Non è sempre facile oggi osservare ed ascoltare con calma\, siamo attratti/distratti rapidamente da altro. Tess prova\, allora\, a promuovere un’esperienza accogliente e in cui il visitatore può porsi a proprio agio con la consapevolezza del momento vissuto\, che riflette sulla fotografia lentamente\, che allunga la riflessione sulle sue ragioni e su un pensiero che si interroga\, che penetra nella possibilità delle cose. \nNel vasto corpus di opere presentate\, centrale\, a tal proposito\, è la sequenza fotografica di 40 tessere 20×20 realizzate da mille punti diversi e installate a occhio dall’artista\, in modo tale da permettere a chi l’osserva di cambiarne l’ordine\, per un mosaico di particolari composti a svelare molteplici posizioni nel tempo e nello spazio: vedute e prospettive appaiono dall’interno in soggettiva\, permettendo di ruotare con lo sguardo sul perno del lato performativo che rimette tutto in gioco\, in circolo: autore-spettatore; interno-esterno; soggetto-oggetto; guardare-essere guardati. Occorre la vista di De Cunzo per questo. \nOgni giorno incontriamo la gemma sul ramo\, la grondaia gocciante\, la linea rossa dell’orizzonte\, la luce delle nuvole. Perlopiù tiriamo innanzi. Lui\, l’artista\, no. Corteggia proprio questo. \nLe opere incrociano le composizioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, amico e sodale\, a sottolineare comuni parametri culturali\, emozionali ed estetici. \nL’esposizione è visitabile dal 18 gennaio al 22 febbraio 2025 in due sale attigue connesse ad un ampio spazio panoramico dove conversare e trattenersi per scattare una fotografia\, per leggere un libro\, per approfondire un concetto e consultare cataloghi e altri materiali dell’artista. \n \nPer addolcire l’opening saranno servite le sfogliatelle del Gran Caffè Gambrinus \nLibero De Cunzo è stato docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi dal 1987 al 2024 e del Corso di Fotografia per l’Ambiente e il Paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Università Suor Orsola Benincasa\, le Grenoble Institut Français Napoli. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei\, per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne e mostre personali: L’Italia nel paesaggio (1999)\, Le stanze dell’Arte (2002)\, Living Theatre Labirinti dell’immaginario (2003)\, Città architettura edilizia pubblica Napoli e il Piano Ina-Casa (2006)\, il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021)\, DEA ADVENTUS (2021)\, Sotto il segno di San Gennaro/ Strategie dello sguardo (2021) Libero de Cunzo e l’isola di Arturo (2022)\, Fotografie per l’Archivio Living Theatre Caggiano (2024). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981)\, Spaccanapoli (1993)\, Infiniti possibili: Ravello (1994)\, Grotta del Sole (1994)\, Lontano dall’Isola Azzurra (1994)\, Zone – Napoli/Parigi (1994)\, Tra luce e luce (1995)\, La trama vivente della storia (1996)\, A passo di Vigna (1998)\, I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998)\, L’Italia nel Paesaggio (1999)\, Imago vocis\, vocis imago (2003)\, Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006)\, Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009)\, Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010)\, Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, 31 Artists self-portraits / Living in Napoli (2020)\, San Gennaro devozione e culto popolare a Napoli e nel mondo (2023).
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SUMMARY:Omaggio a Phill Niblock (1933-2024)
DESCRIPTION:UN OMAGGIO A PHILL NIBLOCK (1933-2024) \nANNA CLEMENTI e KATHERINE LIBEROVSKAYA Zound Delta performance\nDAVIDE AIDEN CAPOBIANCO PN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) performance\nASPEC(T) aka MARIO GABOLA e SEC_ WORK performance \nPHILL NIBLOCK The Movement of People Working China 88 e Vlada BC videoproiezione \ngiovedì 7 novembre 2024 dalle ore 19:30\nIngresso libero fino alla capienza della sala\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29D Napoli \nL’artista intermedia Phill Niblock (1933-2024) ha esplorato la fotografia analogica\, la musica\, il film 16mm\, il video e il digitale. Nato in Indiana negli Stati Uniti nel 1933\, dalla metà degli anni ‘60 ha creato environments\, musica e performance intermedia mostrate in numerose sedi nel mondo. Ha realizzato dei densi drones noise attraverso dei microtoni strumentali sovrapposti che generano molte altre tonalità diffuse nello spazio performativo.  Descrivendo il suo lavoro\, Phill Niblock ha detto: “Quello che faccio con la mia musica è creare qualcosa senza ritmo o melodia\, usando molti microtoni che si muovono molto\, molto lentamente”. In parallelo\, ha presentato film/video che osservano il movimento delle persone mentre lavorano (1973-1991). Dal 1985 Phill Niblock è stato il direttore di Experimental Intermedia Foundation a New York\, di cui è stato artista e membro dal 1968 – ha ideato e curato le Music and Intermedia Presentations dal 1973 e l’etichetta XI Records. È stato Professore di cinema\, video e fotografia presso il College of Staten Island\, City University (CUNY) a New York. Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso premio John Cage Award della Foundation for Contemporary Arts. La musica di Phill Niblock è pubblicata  dalle etichette XI Records\, Moikai\, Mode\, Matiere Memoire\, Room 40 e Touch. I dvd dei film e della musica sono disponibili su Extreme Label e Von Archive. \nwww.experimentalintermedia.org \nL’artista intermedia canadese Katherine Liberovskaya è residente a New York. A partire dagli anni 1980 è attiva nel video sperimentale\, ed ha realizzato delle opere di videoarte per schermo singolo\, delle videoinstallazioni e delle performances\, oltre a progetti con vari media che ha allestito in molti spazi nel mondo. Dal 2001 il suo lavoro si basa sull’intersezione delle immagini in movimento con il suono/musica mostrate in varie forme sia temporanee che permanenti (proiezioni\, installazioni\, performance) ed attraverso delle collaborazioni con molti compositori ed artisti sonori per degli eventi dal vivo come i concerti audio-video dove le sue immagini creano una “musica” visiva. Katherine Liberovskaya ha collaborato con il compositore/artista multimedia Phill Niblock per più di 22 anni su vari progetti performativi\, video e installazioni. Altre collaborazioni frequenti con Dafna Naphtali\, Keiko Uenishi\, Shelley Hirsch\, Barbara Held\, Mia Zabelka\, Al Margolis (IF\,BWANA)\, David Watson e molti altri. Inoltre\, cura eventi di video/film sperimentale\, suono/musica e performance Audio-Video\, ad esempio dal 2005 le serate Screen Compositions presso Experimental Intermedia\, e dal 2006 gli incontri informali OptoSonic Tea (co-curati con Ursula Scherrer) a New York e in varie località del Nord America e dell’Europa\, ed online durante la pandemia di Covid. Nel 2014 ha completato un dottorato di ricerca nella pratica artistica dal titolo “Improvisatory Live Visuals: Playing Images Like a Musical Instrument” presso l’Université du Québec a Montréal (UQAM). Attualmente è direttore artistico di Experimental Intermedia NYC. \nwww.facebook.com/liberovskaya \nLa cantante italo-svedese Anna Clementi è cresciuta a Roma e vive a Berlino. Dopo il diploma in flauto traverso si è formata come attrice e si è poi trasferita a Berlino. Ha lavorato per molti anni con Dieter Schnebel e il gruppo Maulwerker. Con il compositore Dieter Schnebel ha studiato musica vocale sperimentale e teatro musicale sperimentale presso l’allora HdK (oggi UdK). Ha ricevuto le prime lezioni di canto a Roma con Michael Aspinall. A Berlino ha studiato belcanto con Mieko Kanesugi e canto jazz con Kara Johnstad. Si è inoltre dedicata alla danza contemporanea e al contact improvisation. Un punto focale del suo lavoro sono il teatro musicale e la musica gestuale. Ha pubblicato “John Cage: Voice and Piano” con Steffen Schleiermacher. Inoltre\, ha collaborato con i Tosca\, “Suzuki”\, “Dehli 9”\, e ‘Osam’ e con The Dining Rooms: “Tre”. Ha pubblicato due album da solista: “Love is a Reason” e “Fräulein Annie”. È presente sugli album “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.1” e “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.2”. Nell’aprile 2024 è uscito “Zound Delta 2”\, album prodotto e composto con Phill Niblock e Thomas Stern ed è appena uscito il suo album “Doppelmoppel” con poesie di Kurt Schwitters musicate da lei e Thomas Stern. Anna Clementi esprime con potenza la sua diversità dalle definizioni della musica classica ed è un’‘attrice della voce’ alla ricerca di nuove connessioni tra vocalità\, gesto\, linguaggio\, danza e teatro\, come a Berlino dove si esibisce nel gruppo Theater Ikaro\, approfondendo la danza contemporanea e il contact improvisation. Clementi ama la combinazione tra gioco\, leggerezza e ironia ed è in costante ricerca di nuovi modi di espressione che diffonde con la sua voce versatile. \nwww.annaclementi.com \nPhill Niblock ha composto Zound Delta per Anna Clementi nel 2022-2023: una composizione per voce ed elettronica (voce e registrazioni sul campo) accompagnata dalla videoproiezione dal vivo di Katherine Liberovskaya eseguita per la prima volta a Berlino nella primavera del 2023 ed in seguito pubblicato in CD dall’etichetta Karlrecords e per l’occasione eseguita a Berlino nel 2024 con Anna Clementi dal vivo e Thomas Stern all’elettronica insieme alla videoproiezione. \nDavide Aiden Capobianco\, compositore di opere elettroacustiche per solisti ed ensemble\, esplora l’esperienza umana spingendo i confini musicali per creare delle composizioni coinvolgenti. Dal 2022 è membro del New York Composer Circle (NYCC) e viaggia tra Italia e Stati Uniti. Si dedica a vari progetti\, tra cui l’accordatura di pianoforti\, l’insegnamento musicale\, l’arrangiamento\, l’orchestrazione e la copiatura di spartiti musicali. Collabora con altri compositori\, contribuendo alla realizzazione delle loro idee artistiche\, come nel caso del supporto offerto a Phill Niblock per il completamento delle sue ultime composizioni. \nPN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) è un’opera ispirata alla vita e all’eredità musicale di Phill Niblock\, che unisce degli elementi sonori e visivi per offrire un’esperienza immersiva. La struttura si basa sui 90 anni di Niblock: ogni nota di oboe\, registrata e trasmessa in loop tramite Max/MSP\, rappresenta un anno della sua vita. Con il progredire dell’opera\, le note si sovrappongono creando un muro sonoro che punta a raggiungere i 95dB o più\, richiamando l’approccio pionieristico di Phill alla musica. La proiezione visiva e i testi raccontano i momenti significativi del suo percorso\, offrendo un omaggio profondo e riflessivo alla carriera. Gran parte del materiale è tratto da Phill Niblock: Working Title e Phill Niblock: Nothing but Working\, in collaborazione con Katherine Liberovskaya\, compagna di Phill\, e con il suo biografo Guy De Bièvre. \nhttps://www.davideaiden.com \nMario Gabola e SEC_ aka Aspec(t) si riconoscono dall’originale mix di improvvisazione elettro-acustica\, noise potente e viscerale\, e power electronics. Hanno suonato tra Europa\, Stati Uniti e Russia e sono inoltre incessanti organizzatori di concerti a Napoli e su tutto il territorio della Campania\, che gli ha permesso di costruire una rete di relazioni e collaborazioni molto ampia. \nSEC_ utilizza un registratore a nastro Revox per manipolare e miscelare diverse fonti sonore\, creando dei collage dal vivo. Mario Gabola fa interagire il sax con delle estensioni acustiche e con un sistema fotosensibile auto-costruito\, generando e controllando i feedback; il risultato è una foresta inestricabile di frenetiche sonorità\, strutture ritmiche\, esplosioni di rumore e grida ancestrali. \nCome duo\, hanno pubblicato un LP\, tre CD (due dei quali in collaborazione con il compositore/performer svizzero Dave Phillips e il batterista polacco Andrzej Zaleski)\, vari CDr e audiocassette. Hanno inoltre lavorato con il filmmaker 70fps\, e realizzato la musica per il film super8mm “Napoli Film” del finlandese Seppo Renvall. Insieme e separatamente hanno collaborato con i musicisti Jerome Noetinger\, Dave Phillips\, Arnaud Riviere\, Andy Guhl\, Rudolf Eb.er\, Agostino Di Scipio\, Kamilya Jubran\, Olivier Di Placido\, Scott Sinclair\, Andy Bolus\, Jean Philippe Gross\, C_C e altri. \nMario Gabola e SEC_ hanno incontrato Phill Niblock separatamente in diverse occasioni e poi insieme nel 2016 sono stati ospiti a suonare nel suo loft a New York. L’accoglienza familiare e l’aiuto di Phill Niblock sono stati fondamentali\, anche\, per la riuscita del tour negli Stati Uniti che il duo si trovò a fare quell’anno. \nAspec(t) eseguiranno dal vivo un tributo a Phill Niblock e alla sua vocazione di connettore tra comunità e generazioni di musicisti\, sperimentatori e performers provenienti da contesti differenti\, prima dell’avvento dei social-media e dopo\, senza esserne abbagliato e preferendo sempre il contatto tra le persone. \nwww.viande.it/ \nwww.toxorecords.com/aspec(t)
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SUMMARY:Azionismo Viennese
DESCRIPTION:Archivi Casa Morra \nAZIONISMO VIENNESE \nA cura di Giuseppe Morra  \n1 Ottobre 2024 – 1 Marzo 2025 \n  \n3 – D A Y S  R E P E R T O R Y \nvenerdì 27 settembre – ore 19 – Archivi Casa Morra\ninterventi di Giuseppe Morra\, Julia Moebus-Puck e Leopoldo Siano \nsabato 28 settembre – ore 19 – Museo Hermann Nitsch\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \ndomenica 29 settembre – ore 20 – Vigna San Martino\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \nTre giorni di eventi in apertura al calendario 2024-2026 per celebrare la storia dell’Azionismo Viennese\, la cui mostra è stata inaugurata presso lo spazio espositivo di Casa Morra e i “50 anni di amicizia 1974-2024” tra Giuseppe Morra e Hermann Nitsch. \nIl percorso espositivo curato da Giuseppe Morra per lo spazio di Casa Morra testimonia le tendenze e le poetiche di un pensiero senza schemi preorganizzati\, che interpreta l’arte con una funzione rivoluzionaria della vita – psiche e inconscio\, mente e corpo – ed un rinnovato interesse per il primitivo che ha l’abilità di sentire l’umano come frammento temporale di un continuum con la comunità\, l’ambiente naturale e l’universo tutto\, impiegando i rituali e le offerte devozionali\, le iniziazioni\, le scarnificazioni\, i tatuaggi\, utilizzando il corpo come veicolo per connettersi con l’esistenza. La bidimensionalità tradizionale della tela come supporto del medium pittorico è superata a favore della fisicità del corpo dell’artista che dipinge attraverso un’azione; le esperienze della realtà sensoriale si estendono fino ad includere oggetti e materie pittoriche ed aspirano ad oltrepassare l’astrazione attraverso le possibilità di un corpo attivo. \nGli artisti Günter Brus\, Hermann Nitsch\, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl del Wiener Aktionismus – Azionismo Viennese (1960 – ‘70) sono liberi da manifesti stilistici e connessi da un confronto di concetti e ricerche sul senso dell’Arte che si intersecano\, con testi e dichiarazioni espresse nelle azioni individuali e collettive e con le pitture\, i disegni\, le foto e i film; reagiscono in modo diretto ad un accademismo\, un’arretratezza e chiusura mentale della cultura ufficiale in Austria – e non solo – ancora oltre il momento storico. Gli Azionisti Viennesi\, secondo i propri percorsi autonomi\, applicano una terminologia psicoanalitica all’arte: i termini selezionati sono abolizione\, purificazione\, igiene psichica\, abreazione e catarsi; l’autolesionismo e l’umiliazione corporale sono un modo per superare le ossessioni\, le nevrosi e i traumi\, e per liberarsi dalla supremazia del potere e delle strutture gerarchiche. \nUna storia di tangenze e diversità sotto la cifra del corpo\, del gesto\, dell’azione\, dell’impegno creativo per un’esperienza a volte condivisa che scaturisce negli effetti\, anche oltre la percezione dell’attimo performativo\, riemergendo nella memoria attraverso foto\, film e video\, relitti ed oggetti. \nQuesta esposizione è momento di meditazione su uno spazio\, un’isola di appagato ragionamento riflessivo che si rapporta con il luogo e lo trasforma in un’opera d’arte integrale\, dove lo spettatore può riconoscere la parte e il tutto; l’opera\, il suo rapporto con le altre opere\, l’ambiente che le ospita. Una galassia\, i cui pianeti sono gli artisti che con il loro potere sollecitano il pubblico a pensare\, a meditare\, a costruire idee forti per il prossimo futuro.
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SUMMARY:L'Ebbrezza dell'Essere workshop residenziale
DESCRIPTION:L’EBBREZZA DELL’ESSERE\nworkshop residenziale ispirato ai tre libri delle “Feste” e alle “Regole dell’Ordine” di Hermann Nitsch \na cura del theatrum phonosophicum (Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) \n5-8 settembre 2024\, Museo Nitsch\, Napoli \nHarmating\, Asolo e Cuma\, scritte negli anni Settanta e coraggiosamente pubblicate (in tedesco) da Peppe Morra in pregiate edizioni\, costituiscono una parte “segreta” dell’opera di Nitsch. Mai tradotte e poco note anche in ambito germanofono\, financo per i conoscitori dell’opera del maestro viennese sono rimaste sempre al margine rispetto alle sue partiture azionistiche e agli altri scritti teorico-poetici. Harmating\, Asolo e Cuma\, pur nella loro dimensione concettuale e utopica\, furono concepite dall’autore per essere realizzate in tre luoghi specifici (appunto Harmating in Baviera\, Asolo in Veneto e Cuma in Campania)\, ma realizzate non lo furono mai. Eppure restano uno scrigno di tesori che rivela aspetti fondamentali e radicali del pensiero poetico-filosofico-musicale di Nitsch. Questi tre libri\, insieme alle Ordensregeln (“regole dell’ordine”\, di ispirazione monastica e anarchica)\, sono il tentativo di estendere i principi del suo Orgien Mysterien Theater alla vita quotidiana\, trasfigurando quest’ultima in opera d’arte totale. \nIn questo workshop teorico-pratico di quattro giorni si approfondirà la “filosofia dell’essere” di Hermann Nitsch\, coltivandola praticamente attraverso una composizione rituale di ogni giornata con letture\, ascolti\, meditazioni\, passeggiate\, osservazioni contemplative del paesaggio\, atti poetici che intensificano la sensazione di essere. Nello spirito di Hermann Nitsch la filosofia viene intesa come tecnica pratica dell’esserci e l’arte come esercizio di percezione e di sensazione. \nFinalità\n– Familiarizzarsi con “filosofia dell’essere” e la dimensione poetico-musicale-contemplativa dell’opera di Hermann Nitsch\n– Acquisire una maggiore consapevolezza dello spazio in cui tutto accade\n– Esercitare la percezione attraverso l’interazione di tutti e cinque i sensi\n– Esercitare l’ascolto profondo e prolungato come attività creativa\n– Aprirsi all’“ascolto totale”: del suono e del silenzio\, fuori e dentro di sé\, del paesaggio\n– Apprendere i principi base dell’azionismo sonoro\n– Intensificare la sensazione di essere attraverso rituali d’ascolto\, atti poetici e passeggiate\n– Radicarsi nel presente\, abbeverandosi alle sue sacre sorgenti \nA chi è rivolta\nIl workshop residenziale è destinato a performer\, ricercatori\, musicisti\, danzatori\, cantanti\, registi\, attori\, pensatori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari / Luogo \nIl workshop si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d: https://www.museonitsch.org/it/) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. \nA seconda del kairós saranno possibili passeggiate mattutine e notturne nei dintorni. \nIl workshop è pensato rigorosamente offline\, non sarà consentito utilizzare telefoni e connessioni internet durante il lavoro. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura illustrando brevemente il proprio percorso e i propri interessi a:\nphonosophianova@gmail.com\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 21 giugno al 15 agosto 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 200\,00 euro \nEarly bird price: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 150\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 15 luglio 2024. \nEsiti della selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 22 luglio 2024 (per le candidature pervenute entro il 15 luglio 2024)\n– 22 agosto 2024 (per le candidature pervenute dopo il 15 luglio 2024) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nTHEATRUM PHONOSOPHICUM\nIl theatrum phonosophicum è il ‘teatro’ della phonosophia (intesa come ‘conoscenza attraverso il suono’)\, un progetto di ricerca e di vita che incoraggia a creare spazi esperienziali in cui antichi saperi della Tradizione si coniugano con pratiche sperimentali (‘lecture-performance’\, install’Azione\, sound art\, acusmatica\, deep listening etc.). Una conoscenza non solo libresca dunque\, ma esperita attraverso i sensi. Da qui l’aspirazione alla sintesi delle arti\, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie). Fulcro centrale del theatrum phonosophicum è l’ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e il confronto antropologico col Suono\, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici. \nPer maggiori info: https://theatrumphonosophicum.art/ \nNOTE BIOGRAFICHE\nLeopoldo Siano (nato il 12 agosto 1982) è filosofo della musica e azionista sonoro. Giovanissimo si trasferisce in Germania. Dal 2012 al 2022 ha insegnato all’Università di Colonia (nello stesso Istituto Musicologico dove insegnò Marius Schneider\, uno dei suoi più grandi ispiratori); qui Siano è stato anche co-organizzatore della serie di concerti acusmatici “Raum-Musik”. È autore e curatore di diversi libri (su Karlheinz Stockhausen\, Hermann Nitsch\, Gerard Pape\, François Bayle ecc.). Il suo ultimo volume è stato pubblicato nel 2021 dall’editore Königshausen & Neumann di Würzburg: Musica Cosmogonica: von der Barockzeit bis heute (Musica Cosmogonica: dall’epoca barocca a oggi). Insieme a Shushan Hyusnunts è l’ideatore del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).\nShushan Hyusnunts (3 febbraio 1989) è musicologa e azionista del suono. Al termine dei suoi studi musicologici e pianistici al Conservatorio Komitas della città natia Yerevan nel 2012 si trasferisce in Germania. Nel 2016 consegue la laurea (Master of Arts) all’Università di Colonia con una tesi sulla filosofia del suono nelle opere orchestrali di Giacinto Scelsi. Nella stessa università ha tenuto corsi sulla musica tradizionale armena\, su Dmitri Shostakovich e Horatiu Radulescu\, sul quale comincia a scrivere una tesi di dottorato. Nel 2022 insegna storia della musica al Conservatorio di Yerevan. Insieme a Leopoldo Siano è ideatrice del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Attualmente sta inoltre lavorando ad un libro-documentazione sulla memoria culturale del celebre villaggio dei compositori di Dilijan (Armenia). Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).
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SUMMARY:Matteo Fraterno LA MATERIA del MITO. Prologo
DESCRIPTION:MATTEO FRATERNO \nLA MATERIA del MITO. Prologo\nΗ ΥΛΗ του ΜΥΘΟΥ. Πρόλογος \na cura di Federico Decandia \nvenerdì 31 maggio 2024 ore 18:30 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nLA MATERIA del MITO. Prologo\, di Matteo Fraterno a cura di Federico Decandia è la documentazione fotografica della residenza dell’artista al Museo Epigrafico di Atene nel settembre 2023 che ha visto la produzione di una serie di frottage realizzati sulle epigrafi conservate nel cortile del museo. LA MATERIA del MITO si articola in tre momenti distinti: il Prologo documentale segue il workshop condotto dall’artista il 18 maggio 2024 presso il Parco Archeologico di Grumentum (Potenza) e introduce alla mostra prevista nell’autunno 2024 al Museo Epigrafico di Atene. \nNucleo costitutivo del Prologo\, allestito presso gli spazi ipogei del Museo Hermann Nitsch dal 31 maggio al 13 luglio\, è la documentazione fotografica di Zafiro Vlachou che registra l’attitudine processuale dell’artista a trattenere quella memoria del contatto che nel frottage\, considerato nella sua autonomia tecnica\, viene continuamente differita. È Fraterno a fermarsi su questa soglia: “Avvicinandomi alla superficie ho provato una sorta di vertigine\, un coinvolgimento tale da non avere più cognizione della discontinuità tra il mio corpo e la materia. È avvenuto con le mura dell’Ucciardone\, con i sentieri di Pikionis all’Acropoli e in modo se possibile più intenso con le epigrafi. Ho scelto di lavorare esclusivamente sulle iscrizioni lapidee collocate nel cortile del Museo perché è con l’esposizione al sole\, al vento e alla pioggia che la materia del mito restituisce la sua più intima vivacità” (M. Fraterno). \nQuello di Fraterno non è dunque un campionamento scientifico ma necessità di ravvivare quella forza inattuale dell’impronta che consiste precisamente nel “far risorgere nel visibile la questione del contatto” (G. Didi-Huberman). I presupposti della residenza ateniese del settembre 2023 si riscontrano in due ricerche parallele appena precedenti: la prima è di natura tematica e nasce dall’onda lunga di una profetica esperienza di confinamento volontario nella Biblioteca della Fondazione Morra all’inizio del 2020 (Esperienze/L’infinito intrattenimento\, 2020): in quell’occasione Fraterno aveva restituito iconograficamente i sogni indotti dall’esercizio quotidiano della lettura\, un modus operandi che lo ha accompagnato anche nel 2023 nella produzione di una serie di disegni ispirati agli epitaffi – da Sicilo a Dick Higgins – che abbracciano l’intera storia della civiltà occidentale. La seconda ricerca è piuttosto di natura tecnica e fa riferimento all’annessione del frottage nella sua grammatica artistica. Il frottage si configura inizialmente per Fraterno come un pretesto per avvicinarsi alla pura materia dell’interdizione\, è ciò che gli permette anzitutto di fare esperienza tattile della “pelle” delle mura del carcere Ucciardone di Palermo (La materia dell’Ucciardone\, 2022). Questo lavoro\, parte di un trittico di lavori incentrati sulle forme della reclusione\, intendeva indagare l’ossessione immunitaria globale acutizzata dall’eredità post-pandemica. Nel suo lavoro Fraterno indica come un antidoto alla malinconia civile l’approssimazione corporea alla materia del marmo pentelico: non il concetto e neppure l’astrazione immaginativa\, ma il puro contatto che precede e garantisce l’apertura integrale all’altro.
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SUMMARY:INCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione
DESCRIPTION:Napoli / Caggiano (SA)\n10-19 Maggio 2024 \nINCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione\nLe forme e i colori del Cantico delle Creature.\nSan Francesco d’Assisi e Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttraverso gli Elementi Naturali e la Pratica del Silenzio maturata in seno ai vent’anni di ricerca del Teatro delle Bambole\, si accede alla sorgente preziosa del Suono che alberga\, in forma primordiale e cosmica\, dentro ciascun essere vivente e\, di riflesso\, in ogni cosa che compone il “circostante”. La pratica proposta è quella che conduce l’essere umano direttamente al cuore del senso del perdono\, all’immensa scoperta dell’Amore Totale che riflette se stesso nell’Arte Totale\, ove persino la Morte diviene sorella ed essenza vitale di prosperità e accesso ineludibile alla sacralità del Corpo Divino.\nImmergendosi nei testi “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi e “Essere” di Hermann Nitsch\, scopriremo una via per raggiungere l’estasi attraverso la contemplazione della Natura\, ovvero nuova energia estatica in forza al performer che diviene suo movimento performativo. \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica della preghiera.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\nIndividuare la Sorgente d’Amore dentro di sé.\nDeterminare l’Amore purgandolo da qualsiasi fraintendimento e interpretazione atta a nutrire il proprio ego.\nAmore e hybris\, quando amare significa deturpare l’altro da sé.\nOsservazione delle dinamiche che conducono alla commercializzazione dell’Amore.\nL’Amore nell’Arte.\nScoprire il Corpo Divino.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi.\nStudiare l’arte e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch.\nLasciarsi avvolgere dal canto degli animali per ascoltare il significato del perdono.\nLasciarsi avvolgere dal canto delle piante per ascoltare il significato del perdono.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nLa pratica teatrale come pratica di purificazione.\nScoprire la Pratica del Silenzio e la Pratica della Purificazione.\nLa Purificazione di uno Spazio Sacro.\nIl vero Ascolto: caratteristica principale per vivere pienamente l’Arte Drammatica.\nAntropologia di un Apprendimento dell’Arte Teatrale: “imparare ad imparare” tramite la preghiera.\nCos’è la Preghiera Laica.\n\nA chi è rivolta \nWorkshop internazionale residenziale sulle arti performative e di recitazione teatrale attraverso la relazione suono – corpo\, dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nGiorni / Orari / Luoghi \nLa prima parte del workshop si svolgerà da Venerdì 10 a Mercoledì 15 Maggio 2024 a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.\nGiovedì 16 Maggio è previsto lo spostamento da Napoli a Caggiano (o Polla).\nLa seconda parte del workshop si svolgerà da Venerdì 17 a Domenica 19 Maggio 2024 a Caggiano. \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio a Caggiano. \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 21 Aprile 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 260\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 240\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2024. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n10 Marzo 2024 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo 2024)\n28 Aprile 2024 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo 2024)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nTeatro delle Bambole – info@teatrodellebambole.it – +39 347 3003359 \nIl workshop sulle arti performative INCANTO ALL’AMORE è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:Flora Yin Wong Sara Persico
DESCRIPTION:FLORA YIN WONG\nSARA PERSICO \nsabato 13 aprile 2024\ndialogo ore 19:30\nperformance ore 21:00 \nMuseo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili su RA TICKETS https://it.ra.co/events/1886258\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nGrazie all’efficiente mediazione di Diana Del Franco si è attuata una dinamica sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra e l’associazione culturale E-M ARTS\, con l’intento di ospitare per brevi soggiorni alcuni artisti tra i più influenti del panorama sonoro internazionale e\, se possibile\, di avviare un dialogo costruttivo con le comunità musicali autonome del territorio regionale: il primo evento/esperimento è sabato 13 Aprile 2024 con le performance audio di Flora Yin Wong e Sara Persico presso il Museo Hermann Nitsch\, nel quartiere Montesanto.\nCon l’auspicio di captare le forze energetiche del Museo e le pulsioni emozionali scaturite dall’attraversare gli ambienti saturi di potenti Opere Totali del Maestro Hermann Nitsch\, l’ipotesi di assorbire un’esperienza percettiva indelebile nella memoria sono altamente probabili. Un approccio che non esclude ma ingloba ed amalgama le differenti caratteristiche e generi in un intreccio connettivo dove l’interpretazione soggettiva e l’immaginazione sono gli strumenti per intercettare e decifrarne le vibrazioni. \n“il gesamtkunstwerk viene realizzato nel orgien mysterien theater solo grazie al fatto che in esso i diversi generi artistici sono ridotti ad un puro fenomeno di abreazione. parole\, pittura\, musica diventano azione liturgica.\ntutto si pervade di una sintetica atmosfera sacramentale. mi riscatta e costruisce l’o. m. theater.\nforse da una mistica europea dei sensi\, dal riconoscimento della reazione improvvisa\, dalla propensione all’eccesso che è condizionata in noi in modo quasi fisiologico\, si trasformerà in una specie di mistica orientale-asiatica della pace\, la quale però non sia affetta dall’atteggiamento narcoticamente estraniato e negatore del mondo di quest’ultima; deve trattarsi invece di una nuova mistica intesa come intensa e armonica affermazione di vita.\nal concetto di umano è connessa un’intensificazione in senso apollineo\, una liberazione dalla pura animalità”.\nHermann Nitsch Orgien Mysterien Theater\, 1962 \nFlora Yin Wong mixa suoni registrati con il telefono durante i suoi viaggi e vari strumenti musicali tradizionali\, come campane tibetane\, yangquin e kemence\, per creare dei segmenti audio elettronici innovativi\, echi di sinistre melodie\, ritmi arcani e misteriosi noises. Flora cristallizza un sentimento di essenza di quei viaggi e quelle sonorità che emergono dalla memoria rifrangendo come la luce che colpisce la superficie di una sfera a specchi.\nSara Persico incanala la sua energia attraverso la voce ed i suoni elettronici verso un universo ibrido oltre le convenzioni\, immergendoci in molteplici possibilità strumentali seguendo le ispirazioni di una totale improvvisazione elettronica. Una rete intricata di cunicoli e passaggi\, in costante trasformazione con un tocco distintivo che rivela la sua profonda conoscenza per la composizione e la coerenza acustica. \nNOTE BIOGRAFICHE \nFLORA YIN WONG (Londra\, 1988) di origine Cinese-Malaysiana\, scrittrice e fondatrice dell’etichetta Doyennee\, produttrice e DJ\, Junior Editor della rivista Dazed Digital e corrispondente per i magazine AnOtherMag.com\, Soho House Magazine\, INDIE/Material Girl e Ocularsound.com\nL’album Holy Palm è un collage sonoro allucinante di viaggi reali e astratti combinando insieme i suoni degli insetti nella natura balinese\, i rumori dei club dance di Tokyo e le sonorità di un insediamento artico abbandonato. Realizzato insieme all’album Holy Palm (2020)\, Liturgy è un libro che confonde i confini tra fantasia\, diario e visione dei territori attraversati dalla protagonista: un mondo sfocato\, una miscellanea di ricordi nebulosi\, favole cantonesi\, divinazioni provenienti dalla lettura degli esagrammi\, storie di universi paralleli ed antichi rituali.\nIn The Sacrifice (2022)\, fa da guida un vecchio libro The Mabinogion che raccoglie i frammenti manoscritti delle storie orali di mitologia celtica del XII-XIII secolo. Durante una residenza d’artista in una baita isolata nel Galles settentrionale\, Yin Wong si concentra sull’ecologia acustica ed il rapporto tra ascoltatore e ambiente; con il registratore cattura il proprio paesaggio\, intrecciando queste registrazioni con degli adattamenti dei miti gallesi ed i suoni prodotti dalla cantante Rachel Lyn\, in un gioco onirico di contrasti tonali e di riverberi naturali e creati.\nL’evocativo album Cold Reading (2023) esprime ancora la caratteristica narrazione strumentale e descrive le conseguenze dei suoi viaggi spirituali esotici: con un senso di dissociazione\, Flora Yin Wong rilegge la Sonata per violino in sol minore di Giuseppe Tartini (1692–1770)\, nota come il trillo del diavolo\, una composizione notoriamente impegnativa che provava ad eseguire la musica ascoltata in un sogno. \nSARA PERSICO (1993\, Napoli) sound artist\, improvvisatrice\, performer\, DJ e video maker\, con radici profonde nell’underground sonoro della sua città\, ha affinato le sue abilità musicali in contesti stimolanti mentre seguiva gli studi di composizione al Conservatorio di Napoli ed in seguito il Master a Bologna nel 2018. Fondatrice e performer in diversi gruppi musicali italiani ed esteri\, nel 2018 partecipa al Temp Studio di Lisbona con la performance 7 Survival Techniques per voce\, elettronica e video-proiezioni\, e poi collabora con Francesca Grilli per la performance GOLD presentata al Santarcangelo Festival; nel 2019 performa in tour tra la Polonia e la Germania col musicista Ignacio Cordoba e pubblica l’album. Dal 2021 risiede a Berlino dopo esser stata selezionata per la residenza Amplify Berlin sotto la guida della violoncellista Lucy Railton; qui trova un’atmosfera ideale per attivare delle connessioni internazionali.\nAttraverso una ricerca profonda sulla materia del suono e seguendo una molteplicità di pratiche\, come improvvisazione e composizione\, nel EP Boundary (2023) Sara sfida i limiti e le definizioni superandoli con audacia in un’atmosfera evocativa di un mondo sotterraneo stratificato di ere geologiche. La dimensione sonora è plasmata da un’insolita pratica vocale impulsiva mescolata a pulsazioni e frequenze sonore\, Sara esegue delle trasformazioni dei suoni e altera la natura dei rumori per creare un elaborato paesaggio interiore.\nSara Persico ha performato in eventi internazionale come Geografie del Suono\, Bologna Jazz Festival\, Napoli Teatro Festival\, Damas Lisboa\, MultiMadeira\, O Salgado Faz Anos Fest\, CTM\, Documenta fifteen\, Club Mutante e Ballroom Blitz Beirut.
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SUMMARY:Eva Frapiccini Dreams Archive
DESCRIPTION:AlbumArte presenta la pubblicazione  \nEva Frapiccini Dreams Archive\na cura di Cristina Cobianchi\nCasa editrice bruno\, Venezia (ottobre 2023\, doppia versione italiano e inglese) \nMUSEO HERMANN NITSCH NAPOLI\nMartedì 14 novembre Ore 18.30 \nCristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\nEva Frapiccini Artista\nAngela Tecce Presidente della Fondazione Donnaregina – Museo Madre\nVittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\nSveva Ventre Architetta\, curatrice e presidente del Collettivo Zero APS \nVico Lungo Pontecorvo 29/D ingresso libero  \nMartedì 14 novembre 2023 alle ore 18.30 presso il Museo Hermann Nitsch a Napoli\, sarà presentato il volume Eva Frapiccini Dreams Archive\, titolo anche del progetto umbrella sviluppato tra il 2011 e il 2023 dall’artista visiva Frapiccini in collaborazione con artisti della video\, sound e live arts attorno agli immaginari onirici a partire da un archivio audio di più di 2300 racconti di sogni da diverse aree geografiche. La pubblicazione ha la duplice forma di catalogo e saggio nelle due sezioni DREAMS_Research in practice e DREAMS_Reader. La prima sezione descrive l’evento partecipativo itinerante Dreams’ Time Capsule (2011-2022); la videoinstallazione e performance Dust of Dreams (2022); l’installazione sonora Dreamscape (2023); la serie fotografica H.D.M. (2022-23). I progetti sono documentati attraverso le varie tappe espositive\, tra cui la recente partecipazione di Dreamscape alla Biennale Son in Svizzera. La seconda sezione DREAMS_Reader raccoglie i contributi scientifici del Public Program – Talks di Dreamscape ideato dall’artista insieme a Labont – Laboratorio di Ontologia e di ricerca interdipartimentale dell’Università degli Studi di Torino\, organizzato da AlbumArte con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo\, nell’ambito del bando Art~Waves. Dall’idea alla scena\, che si è svolto al Polo del ‘900 di Torino a maggio 2023. \nLa pubblicazione\, a cura di Cristina Cobianchi e con il coordinamento del progetto editoriale di Marta Bracci\, \ncontiene testi di: Carola Barbero\, Arianna Cecconi\, Cristina Cobianchi\, Davide Dal Sasso\, Anna Daneri\, Diletta De Cristofaro\, Alessandra Donati\, Jean-Paul Felley\, Eva Frapiccini\, Federica Martini\, Giulia Palomba\, Vincenzo Santarcangelo\, Paola Ugolini. \nContributi di: Sara Berts\, Ali MacGilp\, Daniele Ninarello\, Zane Onckule\, Alberto Peola\, Catalina Quijano\, Alexandra Stock\, Michele Tavano\, Paola Tognon. \nNe parleranno: Cristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\, Eva Frapiccini Artista\, Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina – Museo Madre\, museo che ha ospitato Dreamscape uno dei progetti del volume nel giugno del 2023\, Vittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\, che ospita l’evento di presentazione\, Sveva Ventre Architetta curatrice presidente Collettivo Zero APS\, che ha collaborato con il progetto a Napoli nel mese di giugno 2023. \nProgetto realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (12a edizione\, 2023).  \nIl progetto Eva Frapiccini Dreams Archive  ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ART~WAVES. Per la creatività\, dall’idea alla scena” che guarda al consolidamento dell’identità creativa dei territori attraverso il sostegno alla programmazione nel campo delle performing arts e alla produzione creativa contemporanea\, unendo ricerca\, produzione\,offerta e distribuzione in una logica di ecosistema per rafforzare le vocazioni artistiche del territorio \nEvento in collaborazione con Fondazione Morra e Museo Hermann Nitsch. \nQUI LE BIOGRAFIE DELLE AUTRICI E DEGLI AUTORI \nQUI IL SITO DEL PROGETTO \nCARTELLA STAMPA \nPer maggiori informazioni: info@albumarte.org
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SUMMARY:Jeanne Liotta - Eternal Returns
DESCRIPTION:JEANNE LIOTTA \nETERNAL RETURNS\nLand of Enchantment 1994\, Super 8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nCrosswalk 2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.\nSoon It Would Be Too Hot 2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.\nObservando El Cielo 2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min. \nEXPANDED FILM PERFORMANCE\nPath of Totality 2017\, 16mm film loop\, oggetti concreti e trasparenti\, +/- 30 min. \nvenerdì 20 ottobre 2023 ore 19:30\nMuseo Hermann Nitsch vico lungo Pontecorvo 29/d Napoli \nIn tour europeo\, per un’eccezionale occasione a Napoli Jeanne Liotta\, artista newyorkese che interseca l’arte\, la scienza e la filosofia naturale nel suo Science Project. “…Lavorare con la pellicola filmica ha di per sé una base scientifica: c’è l’aspetto chimico e c’è l’aspetto ottico\, quindi\, in definitiva si ha a che fare con la percezione\, che potrei definire scienza\, in un certo senso; è un po’ scienza e filosofia. Utilizzo spesso il termine ‘filosofia naturale’ perché è così che la chiamavamo prima di avere il termine ‘scienza’. Era compito di tutti\, come una scienza civica. Ognuno ha la responsabilità o l’opportunità\, in quanto essere umano\, di scoprire di che cosa è fatto il proprio mondo e cosa ne pensa\, di osservare e prendere appunti e riflettere – questo è il nostro lavoro come esseri umani\, in qualche modo\, ed è quello che sento di fare quando creo le cose. È solo il mio pensiero”. \nNel 2010 per Independent Film Show 10 edition\, abbiamo conosciuto i films ‘naturalistici’ di osservazione dei movimenti della Terra\, e poi nel 2018 per IFS18 edition ci siamo immersi nelle expanded film performance alla Vigna San Martino e nella video-installazione In This Immense Space Hidden Things Appear Before Us\, con due smartphone sul tetto del Museo Nitsch che riprendevano gli esterni\, sovrapponendo le immagini registrate ai rendering di SkyView e trasferendo per i visitatori nella sala interna quelle stesse porzioni di cielo con i pianeti\, le costellazioni\, i satelliti e la ‘spazzatura’ di passaggio in quell’orbita terrestre; nella mostra Break the sky gli acquerelli Bruno Studies con la sagoma della statua del Bruno in Campo de’ Fiori\, gli inchiostri e acquarelli Nightly Studies che disegnano le mappe dei cieli notturni osservati nelle località del mondo durante le sue ricerche filmiche\, e i fotogrammi Articuli stampati a mano in camera oscura ispirati alle xilografie dei diagrammi copernicani del filosofo frate domenicano G. Bruno. \nVenerdì 20 ottobre 2023 alle ore 19:30 sono in programma i quattro films e la expanded film performance: \nLAND OF ENCHANTMENT (1994\, S8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.) Primo incontro con il paesaggio del New Mexico con un rullino kodachrome Super 8mm\, con una bussola. Una terra mistica dove la bussola non trova il nord. Perso nell’attimo. \nCROSSWALK (2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.) Ambientato nel quartiere newyorkese di Losaida\, la schiettezza di Crosswalk – incarnata dalle riprese a mano libera e dalla tattilità sgranata del S8mm – rispetta il proprio soggetto. La cinepresa segue una processione del Venerdì Santo nel Lower East Side. Attraverso le strade affollate\, la figura di Cristo cade per le tre volte richieste mentre i ‘soldati’ lo rimettono sul cammino. Il gioco di parole ‘religioso’ del titolo si estende facilmente agli incroci culturali e sociali dell’ambiente\, all’incrocio sonoro tra le sirene della polizia\, il traffico\, l’hip-hop e un testo religioso di una voce fuori campo\, alla rievocazione di un evento biblico tra vetrine\, banche e veicoli. \nSOON IT WOULD BE TOO HOT (2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.) Riprendendo il titolo dalla prima riga del romanzo del 1962 sul clima The Drowned World di James G. Ballard che descrive in modo vivido una futura Terra distopica\, Soon It Would Be Too Hot utilizza delle immagini originali\, dei suoni ed i più attuali dati sulla CO2 per considerare lo stato di scioglimento dei ghiacci nell’Artico dovuto al riscaldamento degli oceani e della Terra fondamentalmente causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica. È stato commissionato per un progetto collaborativo scienza/arte unico nel suo genere\, proiettato al Fiske Planetarium\, Boulder\, Colorado\, per Science on a Sphere del NOAA\, una piattaforma globale per l’Educazione alle Scienze della Terra. \nOBSERVANDO EL CIELO (2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min.) Liotta ha filmato il cielo per un periodo di sette anni da siti remoti e si è ispirata agli scritti e ai diagrammi copernicani del cosmologo e filosofo Giordano Bruno\, e inoltre alle attuali applicazioni per smartphone di ‘osservazione delle stelle’ in realtà aumentata per l’identificazione di oggetti celesti. Anche se sono stati creati a 500 anni di distanza l’uno dall’altro\, Liotta afferma che entrambi gli approcci servono essenzialmente a permetterci di visualizzare la nostra posizione nello spazio ed a considerare la nostra esistenza all’interno dell’universo. \nPATH OF TOTALITY (2017\, film loop 16mm\, oggetti concreti e trasparenti\, sonoro di Eric Baus\, Phil Cordelli e Oren Silverman\, +/- 30 min.) Ispirato all’eclissi solare totale dell’agosto 2017\, i concetti visivi di latenza della luce\, visione periferica e immaginazione cosmica sono attivati attraverso l’uso di oggetti semplici e lenti d’acqua. \nJeanne Liotta (1960\, New York USA) realizza film\, video e altre cose effimere\, tra cui installazioni\, film performance\, opere su carta e fotografie. Le sue opere abbracciano una costellazione di medium e le sue indagini sull’effimero e sul reale nel tempo filmico sono spesso in una vivace intersezione tra arte\, scienza e filosofia naturale. Observando El Cielo è stato votato tra i migliori del decennio dalla Film Society of Lincoln Center\, ed ha vinto il Tiger Award for Short Film al Rotterdam International Film Festival ed è stato inserito nella Top Ten Films del 2007 del magazine Artforum. \nPer 17 anni\, Jeanne è stata la forza creativa di Firefly Cinema\, un microcinema comunitario che proiettava i films della collezione 16mm della New York Public Library; ha scritto una breve monografia sui film di Joseph Cornell pubblicata da SF Cinematheque per la retrospettiva “Navigating the Imagination Cornell” al SFMOMA\, grazie alle sue ricerche nella Joseph Cornell Film Collection dell’Anthology Film Archives. New York. \nRecentemente\, Liotta ha pubblicato un saggio per il magazine Millennium Film Journal\, dal titolo “Enter Germs\, Enter the World: Hand Processing Artists Films in the AIDS Era”. Attualmente è docente presso l’Università di Colorado Boulder\, dove dirige il programma di laurea in Film e da molti anni è tutor di studenti laureati nel programma MFA della Bard di New York. I suoi film sono distribuiti da Light Cone a Parigi\, e il suo lavoro è rappresentato dalla Microscope Gallery di New York. \nhttp://www.jeanneliotta.net/
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SUMMARY:DEVI MORIRE (Dissing Love)
DESCRIPTION:DEVI MORIRE (Dissing Love) \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nLectio Magistralis – Venerdì 9 Giugno 2023\, ore 18\,00\nCasa Morra – Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\nIngresso libero fino a esaurimento posti \nDurational Performance non stop – Sabato 10 Giugno 2023\, ore 11\,00 – 21\,00\nMuseo Hermann Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\nIngresso € 10 intero; € 5 ridotto \nTempo di nascere – Tempo di morire\nTempo d’eradicare – Tempo d’aver cura\nTempo di raccatto – Tempo di lacerazione\nTempo di smarrirsi – Tempo di silenzi\n[Tempo dell’oblio]\nQOELET 3\,2 \n  \nVenerdì 9 giugno 2023 (ore 18\,00) e Sabato 10 giugno 2023 si terranno\, rispettivamente al Museo Casa Morra e al Museo Nitsch\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione tenuto da Marino Formenti in forma di Lectio magistralis\, e la durational performance\, per due pianoforti\, intitolata DEVI MORIRE (Dissing Love) – Battle\, Responsorio\, Blind Date – di e con Marino Formenti e Andrea Riccio \nDEVI MORIRE (Dissing Love) è la terza iniziativa di un ciclo\, a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\, che intende consolidare la creazione di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra il Fondo realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. \n  \nDEVI MORIRE (dissing love)\nbattle\, responsorio\, blind date \n11h-21h Durational Performance – non stop\nMuseo Hermann Nitsch \n“Giocavamo a un gioco\, Philip Guston e io.\nEravamo gli ultimi artisti.\nCome in tutte le rappresentazioni escatologiche\,\nla fine del mondo non era che la fine di un’epoca.\nIl “niente” era per noi più che un gioco filosofico:\nun vero e proprio punto di partenza e di arrivo.\nÈ a tutti chiaro che si comincia con niente\,\nma è meno evidente che dopo anni di lavoro si arriva a molto meno.” \n(Morton Feldman\, Lectures 1984) \n  \nGli ultimi artisti\, da soli: respirano solo perché sono l’uno con l’Altro.Si cullano\, si uccidono.\nCome se queste persone\nvolessero sconfinare oltre\nma è come se stessero\nin una condizione paradossale.\nNon sono sicuri di conoscersi\, eppure sembrano fatti l’una per l’altra. “Devi morire.” – si ripetono a vicenda. Un leitmotiv. Ascoltano. Non esistono. La volontà è un concetto aberrante.\nDevi morire.\nCercano\, senza trovare.\nSi augurano il nulla.\nDanzano sulla soglia. \nSono loro senza altro.\nScollamento della realtà\nFunerale. Spazio vuoto. Senso della perdita di un poeta.\n(Antonio Neiwiller\, Indicazioni di lavoro\ntratte da appunti di Loredana Putignani\, Napoli 1992) \nDue pianoforti\, le musiche di nessuno. Lo spazio che si svuota e si riempie. \nBotta e risposta\, odi et amo.\nLo spettatore può ascoltarli\, può non-esistere\, gioca con loro.\n–\nL’ arte schietta e sincera del battle è una prerogativa della strada. Nell’hip-hop\, nel voguing\, nella street dance i performers non si pongono problemi di galateo nello sfidarsi a duello: si contrappongono\, si misurano\, si provocano\, si dissano e\, reciprocamente protetti dalla bellezza di voli tecnicamente sublimi\, o meglio uniti in quella bellezza\, si mandano elegantissimamente a quel paese.\nIl Responsorio è invece una prerogativa del tempio e forse il perfetto contrario del battle: qui i praticanti sono chiamati a unire i loro intenti – anzi le loro anime – per perseguire insieme l’oggetto di una comune aspirazione\, per diventare insieme una cosa sola.\nDEVI MORIRE è il grido di battaglia di ogni dissing\, il motto apparentemente feroce di ogni scontro antagonista. Tradotto in latino significa semplicemente: memento mori. \nMorire vuol dire anche non apparire\, sparire\, non esprimere\, non esprimersi\, non raccontarsi\, non essere più.\nCerto\, più facile a dirsi: è un koan/paradosso da legnate sulle spalle punitive programmate. \nDEVI MORIRE può essere il più tenerissimo augurio: augurarsi il nulla. \nSi more danzando\,\nbevendo\, mangiando\ncon quella carogna\nmorire bisogna. \n(Anonimo\, La Passacaglia della Vita\, da Canzonette Spirituali e Morali\, Milano 1657) \nMarino Formenti è considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Elogiato dal Los Angeles Times come “un Glenn Gould per il XXI secolo”\, la sua dedizione al nuovo e all’inaspettato lo porta a sviluppare costantemente nuove esperienze concertistiche e progetti inediti.\nLe sue esibizioni comprendono interpretazioni delle opere più recenti\, improvvisazioni e riflessioni individuali sui capolavori classici; i suoi progetti più includono spesso forme di musica non occidentale e popolare.\nIn recital pianistici piuttosto innovativi (“Kurtag’s Ghosts”\, “Liszt Inspections”\, “Torso”) Marino Formenti crea un intenso dialogo tra le opere e i repertori in una sorta di flusso continuo. Questo approccio radicalmente nuovo è stato presentato al Lincoln Center di New York\, al Festival di Lucerna\, alla Wigmore Hall di Londra\, alla New York Philharmonic\, alla Konzerthaus Wien e così via. \nLa sua esplorazione dell’esperienza musicale lo ha portato a sviluppare performance piuttosto radicali\, al di là del recital tradizionale. \nIn “Nowhere” vive\, mangia\, dorme e si esibisce per diverse settimane in uno stesso spazio\, aperto al pubblico e trasmesso in streaming su Internet 24 ore su 24\, 7 giorni su 7. Il tempo\, lo spazio\, il suono e l’unione sono esplorati su una scala completamente diversa. “Nowhere2 è stato rappresentato tra l’altro al Festival di Berlino\, al BoCa di Lisbona\, al Teatro Colón di Buenos Aires\, allo Steirischer Herbst di Graz\, a Performatik Bruxelles\, alla Triennale di Milano.\n“One to One” offre un rendez-vous musicale di 2 ore con un singolo visitatore. Pianista e spettatore diventano gradualmente partner della performance. L’allestimento\, assolutamente intimo\, è stato successivamente ampliato fino a un appuntamento di un’intera giornata al buio in “sette studi di comunicazione e musicalità” per la Fondazione Haubrok di Berlino. Originariamente concepito per Art Basel 2013\, è stato eseguito a Graz\, Los Angeles\, Buenos Aires\, Torino e così via.\n“Time to Gather” è un recital di tipo speciale\, senza il muro invisibile tra pianista e pubblico\, senza un programma fisso\, senza un finale prevedibile. Le persone possono interagire e scegliere con il pianista cosa ascoltare\, o suonare con lui e al posto suo.\nNel film musicale “Schubert und Ich”\, Formenti seleziona le voci grezze di cinque non-musicisti di età e formazione diverse per lavorare su brani di Franz Schubert\, lontano dalla resa beneducata e levigata del concerto classico. “Liszt Inspections” è stato etichettato come uno dei “Best Performances of the New York Times” 2015 e delle “Migliori registrazioni del New Yorker” 2014. Joshua Kosman del San Francisco Chronichle ha dichiarato: “Quello che James Joyce ha fatto per il romanzo\, Formenti sembra intenzionato a farlo per il recital pianistico. I risultati sono stati indimenticabili”. È stato Artist in Residence al Lincoln Center di New York\, alla Wigmore Hall di Londra e al Festival “Pèlerinages” di Nike Wagner a Weimar. Nel 2020 è stato artista in residenza al BeethovenFest di Bonn\, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Beethoven. Marino Formenti si è esibito nei festival internazionali di Salisburgo\, Lucerna\, Edimburgo\, Schleswig-Holstein\, Ravinia e Aspen\, nonché nelle principali sale di New York\, Berlino\, Vienna\, Los Angeles\, Parigi\, Londra e Tokyo. Gli impegni orchestrali di Marino Formenti come solista includono esibizioni con la New York Philharmonics\, la Los Angeles Philharmonics\, i Münchner Philharmoniker\, la Cleveland Orchestra\, la Gustav Mahler Chamber Orchestra\, l’Orchestre de Radio France\, la RSO Wien. Come solista\, ha lavorato con i direttori Franz Welser-Möst\, Gustavo Dudamel\, Kent Nagano\, Daniel Harding\, Esa-Pekka Salonen e altri. Come direttore d’orchestra\, ha lavorato su invito di Maurizio Pollini al Teatro la Scala di Milano\, alla Salle Pleyel di Parigi e all’Auditorium Parco della Musica di Roma; ha ideato e diretto altri progetti al Festival Wien Modern\, al Ravenna Festival\, ai Darmstädter Ferienkurse e a Los Angeles\, Chicago\, Vienna e Salisburgo. Come artista\, è ospite di importanti istituzioni e festival d’arte\, come il Palais de Tokio di Parigi\, il Mumok di Vienna\, Art Basel\, MADRE di Napoli\, Portikus di Francoforte o la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.\nI suoi collaboratori per la musica da camera sono stati Gidon Kremer\, Lars Vogt\, Nicolas Altstaedt\, Jörg Widmann\, Emmanuel Pahud\, Tabea Zimmermann\, Caroline Widmann\, Barbara Hannigan e l’attore Ulrich Matthes. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo\, come György Kurtág\, Helmut Lachenmann\, Salvatore Sciarrino\, Olga Neuwirth\, Bernhard Lang\, Georg Friedrich Haas e Beat Furrer. È insegnante-conduttore dell’Ensemble ENM dell’Università Mozarteum di Salisburgo. Per i suoi successi musicali è stato premiato con il Belmont-Prize 2009 della Forberg-Schneider-Stiftung di Monaco. \nAndrea Riccio\, pianista indicato dal quotidiano italiano “la Repubblica” come “…un vero virtuoso del pianoforte…”\, e dalla rivista musicale “Konsequenz” come musicista di “straordinaria lucidità interpretativa\, che unisce una tecnica solida e robusta ad un suono limpido e pulito”\, suona regolarmente in sedi di prestigio come il Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Ristori di Verona\, Villa Pignatelli di Napoli\, Auditorium Amedeo di Savoia di Roma\, Regio Conservatorio di Napoli\, Mozarteum di Salisburgo\, Villa Lysis di Capri\, Chiesa Luterana di Napoli\, Belvedere di San Leucio di Caserta\, Chiesa di San Vittoria de L’Aquila\, Villa Vicina di Salisburgo\, Monastero delle Trenatré\, Teatro Galleria Toledo\, Museo Hermann Nitsch e Casa Morra di Napoli. Suona in qualità di solista con l’Orchestra “CDM” di Tivoli il concerto k.415 di W.A. Mozart in doppio appuntamento nel centro Italia. Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti\, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica d’avanguardia\, si dedica anche alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea\, anche collaborando con Marino Formenti e l’Ensemble Neue Musik.\nPartecipa alla realizzazione della collana di risonanza nazionale ed internazionale “Approdi\, avanguardie musicali a Napoli” edito da “Konsequenz”\, registrando brani contemporanei di autori napoletani\, solistici e cameristici.\nÈ vincitore di concorsi internazionali\, tra cui lo ‘Ischia International Piano Competition’ di Napoli\, ‘Piana del Cavaliere International Piano Competition’ di Carsoli\, ‘Premio Nicola di Stefano’ di Barletta\, ‘Don Enrico Smaldone Piano Competition’ di Salerno; Top Prize Winner e “Premio Franz Liszt 2019” al “Italian Republic Piano Competition” di Viterbo\, per essersi distinto nella migliore esecuzione del compositore ungherese. È stato finalista dello “Steinway Piano Competition” in Italia.\nNato a Napoli nel 2001\, Andrea Riccio ha iniziato gli studi a 10 anni con Dario Candela e Girolamo de Simone\, e a 18 anni consegue il Triennio Ordinamentale Summa cum Laude dal Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. È laureato dalla Universität Mozarteum di Salisburgo\, dove ha seguito il corso di Master of Arts in Piano Performance sotto la guida di Cordelia Höfer-Teutsch. Ha seguito le masterclass di Pasquale Iannone\, Rena Shereshevshkaya\, Antoinette Van Zabner\, Yves Henry.
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II - PENTESILEA | Teatro delle Bambole
DESCRIPTION:  \n  \nFondazione Morra e Teatro delle Bambole\nin collaborazione con Casa del Contemporaneo\npresentano \n  \nEDIPO. CORPO DI SANGUE\nProcesso II – PENTESILEA \nMasterclass internazionale sulla relazione suono – corpo\ndalla Pentesilea di Kleist nella rivisitazione di Hermann Nitsch\ncondotta da Andrea Cramarossa \n  \n9-21 maggio 2023\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \n“… Lei lo amava così tanto che avrebbe potuto\, allo stesso tempo\, mangiarlo per amore”.\nQueste parole\, così vicine al mito\, mettono Pentesilea in relazione con elementi mitici. Si associano\, queste parole\, al pasto del totem\, il pasto di Dio nell’Eucarestia\, la carne di Dio\, l’ostia. Il mangiare il corpo della persona amata significa la completa identificazione con essa. L’amore massimo: l’amore estatico trasgressivo conduce al concetto di lacerazione.\nForse\, l’unica parola che resta dopo il sacrificio di Pentesilea\, è\, in realtà\, un verso o un canto antico e gutturale\, un canto profondo parente dell’urlo primordiale\, quello della nascita che porta in sé il senso abbacinante e nitido della morte\, quello del mito che\, in assoluto\, trattiene in sé l’intero senso dell’umana esistenza. \nAndrea Cramarossa \n  \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re/Pentesilea” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\nConsiderare l’atto artistico del sacrificio quale bisogno di trasgressione.\nConsiderare l’atto artistico dell’amore quale bisogno di sublimazione.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica e a chiunque voglia sondar le relazioni tra suono e corpo attraverso il testo sulla “Pentesilea” di Kleist nell’“Edipo Re” di Hermann Nitsch. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.\nLa Masteclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti.  \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni\ndal 9 al 21 Maggio 2023\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19\nper un totale di 72 ore  \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 20 Maggio (ore 21) e Domenica 21 Maggio (ore 18). \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso:\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 15 Aprile 2023. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2023. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n15 Marzo 2023 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo)\n20 Aprile 2023 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile.\nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \n  \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655\nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II – PENTESILEA è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/edipo-corpo-di-sangue-processo-ii-pentesilea-teatro-delle-bambole/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:CASA MORRA E IL MUSEO HERMANN NITSCH VI AUGURANO BUONE FESTE
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA \nSalita San Raffaele 20/C Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nmar-ven 10:00-18:00\nsab 10:00-14:00 \nCasa Morra resterà chiusa\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ncasamorra@fondazionemorra.org | www.casamorra.org \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n		\n\nMUSEO HERMANN NITSCH\nVico Lungo Pontecorvo 29/c\, Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nlun-ven 10:00-19:00\nsab 10:00-14:00 \nil Museo resterà chiuso\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ninfo@museonitsch.org | www.museonitsch.org
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SUMMARY:HERMANN NITSCH – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion
DESCRIPTION:Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti contemporanee Hermann Nitsch di Napoli\, in collaborazione con il Nitsch Museum di Mistelbach e la Nitsch Foundation e con il supporto del Goethe-Institut Neapel\, rinnova totalmente il suo allestimento per il biennio 2022-2024 presentando il corpus di opere: Hermann Nitsch – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion. L’esposizione inaugurerà sabato 22 ottobre alle ore 18.00 proponendo al pubblico un dialogo inedito tra un’ampia selezione di opere della malaktion walküre e i relitti dell’ultima azione diretta dall’ artista austriaco a Napoli. \nIl primo nucleo di opere presentate per le sale del piano terra del Museo provengono dalla imponente azione pittorica realizzata da Hermann Nitsch come evento scenico per il concerto della “Walküre” di Richard Wagner al Festival di Bayreuth\, nell’estate del 2021. \n“Vorrei realizzare una malaktion (azione pittorica) con i colori dell’intero spettro dell’arcobaleno\, versati e spalmati\, cercheranno di competere in senso positivo con gli splendidi colori della musica di Wagner. I processi di pittura devono essere come la musica. I suoni diventano i colori. L’artista rende manifesto se stesso nel processo pittorico. Sente la sostanza dei colori. Il liquido\, il melmoso\, la pastosità di densa pittura. Versa\, schizza\, sporca\, insudicia la superficie del quadro e impasta la sostanza del colore” scriveva per l’occasione Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022). “Sin dalla mia giovinezza ho amato l’opera di Wagner. Il suo obiettivo era l’opera d’arte totale\, che si sperimenta attraverso tutti i sensi.  È sempre stato il mio maestro”. \n“L’opera d’arte totale proposta da Nitsch – scrive Lorenzo Mango in un approfondito saggio che accompagna la mostra – vive della memoria wagneriana ma va oltre di essa. Nel Teatro delle orge e dei misteri è determinata dall’esperienza\, dal contatto con il vitale nella sua forma più assoluta e primigenia\, dal dato sensoriale\, dalla sensualità della condizione spettacolare”.  In tal senso Nitsch non si limita a scenografare la Valchiria\, ma esercita\, nello svolgersi dell’azione\, quel processo di intensificazione ed espansione dell’esperienza sensibile che costituisce il fondamento dell’Orgien mysterien theater. L’esperienza di Bayreuth sarà restituita attraverso videoproiezioni\, materiale documentale e fotografico e una selezione di disegni del Maestro. \nIn dialogo con le grandi tele pittoriche\, saranno per la prima volta esposti al pubblico i relitti e i documenti della 158.aktion\, l’ultima guidata da Nitsch. Di questa azione il Maestro austriaco ha riconosciuto anzitutto l’importanza\, per dinamismo e intensità\, della composizione “Sinfonia Napoli” – parte integrante dell’evento\, eseguita dall’Orchestra Scarlatti con la direzione di Andrea Cusumano – attraverso la quale\, nel settembre 2020\, ha voluto festeggiare Giuseppe Morra e la città\, in occasione del dodicesimo anniversario del suo Museo-Laboratorio partenopeo. \n 
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SUMMARY:Hermann Nitsch\, 160.aktion - das 6-tage-spiel
DESCRIPTION:30 – 31 luglio 2022\nAtelier Hermann Nitsch\nPrinzendorf an der Zaya\, Austria \nDas 6-tage-spiel 2022 – 2. Fassung (lo spettacolo dei 6 giorni 2022 – seconda versione) \nlo spettacolo dei 6 giorni dell’o. m. theater è un’opera in evoluzione. tutto quello che ho realizzato\, la mia pittura d’azione\, tutte le mie azioni di performance\, la mia musica\, sono state tutte precursorie di un’opera infinita. nel 1998 sono riuscito a realizzare una possibile versione dello spettacolo dei 6 giorni nel teatro delle orge e dei misteri a prinzendorf. nel 2022 desidero eseguire un’altra versione dello spettacolo dei 6 giorni. la musica\, estesa nei suoni dell’organo e intensificata nella musica delle sfere\, sta diventando ancor più essenziale. \nHermann Nitsch \nVentiquattro anni dopo la prima realizzazione dello spettacolo dei sei giorni (1998)\, quest’estate l’opera d’arte totale è ancora una volta condensata in un’interazione concentrata di tutte le sue componenti. È il desiderio di Hermann Nitsch (*29 agosto 1938 a Vienna; Ϯ 18 aprile 2022 a Mistelbach) che il suo spettacolo dei 6 giorni sia eseguito quest’anno nella nuova versione. Le rappresentazioni del primo e secondo giorno avranno luogo il 30 e 31 luglio 2022. Rita Nitsch sta esaudendo il desiderio postumo dell’artista\, supportata dal gruppo principale di Andrea Cusumano (direzione musicale)\, Leonhard Kopp e Frank Gassner. Gli altri quattro giorni saranno realizzati nei prossimi anni. \nIl Teatro delle Orge e dei Misteri \nL’idea di Hermann Nitsch per uno spettacolo d’azione della durata di sei giorni e sei notti risale al 1957. A quel tempo a lavoro con il medium della letteratura\, l’artista\, influenzato dai tentativi di Richard Wagner e Alexander Skrjabin per realizzare un’opera d’arte totale\, ha immaginato il proprio teatro d’azione\, orientato sull’esperienza sinestetica che assorbe tutti e cinque i sensi: il Teatro delle Orge e dei Misteri. \nLa durata è un’analogia con la storia della creazione ed è concepita come un’estensione di tutte le opere d’arte monumentali. Quindi\, tutte le azioni del teatro o. m. eseguite fin dai primi anni 1960 devono essere comprese come porzioni realizzate dello spettacolo dei 6 giorni. \nOrgien Mysterien Theater è un progetto artistico. Oltre alla forma visiva\, la musica svolge un ruolo cruciale. Il percorso dello spettacolo segue un concetto sinfonico. L’arena dell’azione è l’area circostante il castello di Prinzendorf\, incluse tutte i suoi ambienti e spazi\, nonché la campagna circostante del Weinviertel nella Bassa Austria. \nLe informazioni sul metodo di partecipazione sono disponibili all’indirizzo \nhttp://www.nitsch-foundation.com/the-6-day-play-2022 \nL’opuscolo dello spettacolo dei 6 giorni è disponibile all’indirizzo \nhttps://www.nitsch-foundation.com/wp-content/uploads/2022/04/6TS_2022_July_30-31_web.pdf
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LOCATION:Atelier Hermann Nitsch\, Schlossstraße 1\, Prinzendorf\, 2185\, Austria
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