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SUMMARY:Festa dei Miosotìs
DESCRIPTION:15 dicembre 2012\nORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPremiazione dei vincitori della VI Edizione del Premio di Letteratura «i miosotìs» intitolato a Giancarlo Mazzacurati e a Vittorio Russo con il Premio Speciale Giuliano Mesa Edizione 2011/2012 \nProclamazione dei vincitori e selezionati 2012/2013 \nore 17\,30-20:00 \nPREMIAZIONE DEI VINCITORI con nomination dei SELEZIONATI 2011/2012 \nPROCLAMAZIONE DEI VINCITORI con nomination dei SELEZIONATI  2012/2013 \nlettura dei testi  \nCONDUTTORI Giancarlo Alfano e Cecilia Bello \nore 21:00 – 24:00  \nPECCATI  D’AMMORE per una Notte d’Arte (II Municipalità. NA) \ndi Canio Loguercio con Alessandro D’Alessandro \nderive sentimentali a più voci\, per chitarra\, organetto e ospiti a sorpresa \nUna notte poetico/musicale di canzoni sussurrate e pubbliche confessioni di peccati d’ammore \nRisultati della VI Edizione 2011 /2012  \nVincitori del Premio con la pubblicazione nella collana «i miosotìs»: \nLUCA ARIANO – CARMINE DE FALCO (Parma – Pomigliano d’Arco  NA) \nROBERTA DURANTE (Treviso) \nFEDERICO ROMAGNOLI ex aequo (Siena) \nDANIELE VENTRE ex aequo (Napoli) \nSelezionati con la pubblicazione nel REGISTRO DI POESIA #6 – «i fuoricollana»: \nVINCENZO FRUNGILLO (Milano – Napoli)\, ALESSANDRA CARNAROLI (Piagge PU)\, GIOVANNI CAMPI (Caserta)\, SARA DAVIDOVIC (Roma)\, CARMEN GALLO (Mugnano NA)\, OMAR GHIANI (Selargius CA)\, ALESSANDRO BROGGI (Milano)\, MARIA TERESA CARCANO (Frosinone)\, ENRICO DE LEA (Legnano MI)\, ANTONIO MAGGIO (Napoli)\, NATALIA PACI (Ancona)\, CHIARA CATAPANO (Bolzano – già edito)\, ANTONIETTA D’AVASCIO (Malori SA)\, GIULIO MAFFII (Tirrenia PI)\, LUCIANO MAZZIOTTA (Palermo)\, LORENZO MERCATANTI (Prato)\, NICOLA PACOR (Monfalcone GO)\, GINO ZANETTE (Godega di S. Urbano TV) \nL’immagine di copertina del REGISTRO DI POESIA #5\, a cura di Cecilia Bello\, è dono dell’artista napoletana Monica Biancardi
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Identik.IT - identità italiane in video
DESCRIPTION:14 dicembre 2012 – 14 febbraio 2013\nOPENING 14 DICEMBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nIl Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, nell’ambito delle azioni di promozione delle nuove tematiche artistiche\, proietterà le tre opere vincitrici del concorso di video-arte Identik.IT – identità italiane in video\, ideato dal collettivo curatoriale Guntumolani per stimolare nei giovani una riflessione sull’identità Italiana. \nIl collettivo curatoriale Guntumolani\, formato da ex allievi del Master in Curatore Museale e di Eventi dello IED – Istituto Europeo di Design di Roma ha selezionato dieci video e affidato ad una giuria di esperti la valutazione dei cortometraggi inediti. I tre video più votati sono stati Secret Lives di gruppoGruppo\, S.P.Q.T. – Memorie Tiburtine di Jacopo Natoli e Fratelli d’Italia l’Italia si è persa di Gloria Pasotti\, già ospitati nelle sedi di The Gallery Apart a Roma e Careof a Milano. \nSecret Lives di gruppoGruppo è un trittico dedicato ai compositori italiani Luciano Berio\, Franco Donatoni e Bruno Maderna; grazie alla manipolazione e commistione di immagini e brani tratti dai repertori dei tre musicisti\, Sinfonia per Berio\, Hot per Donatoni e Venetian journal per Maderna\, prendono vita variabili sonore\, strutture cellulari\, paesaggi possibili. \nIn S.P.Q.T – Memorie Tiburtine Jacopo Natoli esplora paesaggi urbani che paiono sospesi sul bordo di un ricordo. Il suono\, l’immagine e la sottotitolazione dell’opera appartengono a tre situazioni diverse\, si giustappongono creando un effetto straniante che si disvela in maniera progressiva. Il testo si riferisce a un episodio autobiografico dell’artista\, le immagini discontinue raccontano i luoghi d’appartenenza e il pianto ripetuto di un bambino in sottofondo scandisce l’incedere del racconto. Contestualmente questo collage ricalca\, secondo la visione dell’artista\, le molteplici sfaccettature dell’identità sia individuale che collettiva. \nFratelli d’Italia l’Italia si è persa di Gloria Pasotti reinterpreta l’inno nazionale\, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847\, non solo come simbolo dell’unità italiana\, ma sopratutto come spunto di riflessione sul senso d’appartenenza allo Stato italiano e sul significato stesso di un’identità. Nell’opera la distorsione creata dalla propagazione della voce dell’artista nell’acqua\, è metafora di un paese la cui definizione traballa e diventa intermittente. \n  \nGruppoGruppo è un collettivo italo-svedese composto da Fabio Monni ed Alessandro Perini. Artisti multimediali\, performer e compositori di musica elettronica hanno ricevuto innumerevoli premi e hanno esposto in Italia\, Danimarca\, Olanda\, Svezia\, Svizzera. Loro opere sono state presentate presso la Biennale di Venezia\, Connect Festival\, European Organ Festival\, Interference\, Tec Art Eco Festival. \nJacopo Natoli è nato a Roma nel 1985. Dopo il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma\, ha completato il percorso di studi presso il Chelsea College of Art and Design di Londra. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero\, tra cui Roma\, Tivoli\, Firenze\, Londra\, nonché significative esperienze di collaborazione con Simon Fujiwara (2010) e Fedor Pavlov-Andreevich (2009). \nGloria Pasotti\, nata nel 1987 a Brescia\, dove si è laureata in Lettere e Filosofia\, attualmente vive e lavora a Milano\, allieva del biennio specialistico in Fotografia dell’Accademia di Brera. Anche se la fotografia è il suo medium privilegiato\, i suoi ultimi lavori spaziano dalla performance al video. Dopo aver partecipato ad alcuni workshop con autori internazionali quali Olivo Barbieri\, Gea Casolaro\, Cesare Pietroiusti\, Franco Vaccari\, lo scorso anno ha esposto presso la Fabbrica del Vapore a Milano.
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SUMMARY:Doris von Drathen. Dal silenzio etico di John Cage al punto zero della gravitazione nell'arte attuale
DESCRIPTION:22 giugno 2012\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntroduce Giuseppe Morra \nIn occasione del centenario della nascita di John Cage il Museo Nitsch\, in collaborazione con Fondazione Morra e Fondazione Alario per Elea-Velia\, ospiterà una riflessione della storica dell’arte e critica d’arte indipendente Doris von Drathen. \nA proposito dell’incontro è la stessa autrice a dichiarare:\n“Il punto zero di silenzio che non vuol dire assenza di rumore\, ma piuttosto l’essere in ascolto dell’altro\, del mondo che ci circonda\, questa categoria mi sembra avere una corrispondenza spaziale: il punto zero spaziale\, il punto della nostra gravitazione\, quel punto altamente individuale e universale al tempo stesso\, definisce anch’esso una posizione etica. Nel senso che\, nel momento in cui sono consapevole di questo punto\, posso aprire la percezione della mia esistenza nello spazio\, posso rendermi conto della mia responsabilità nell’occupare quella posizione\, posso rendermi conto del mio ruolo di essere un essere umano che parla e agisce in modo indipendente\, in modo autonomo.\nNella mia conferenza si tenterà di dare testimonianza\, sempre partendo da Cage e le sue idee\, di una nuova coscienza nell’arte contemporanea: mi pare che da qualche anno\, fare scultura\, fare pittura\, voglia dire sentirsi iscritti nella libertà di un contesto cosmico\, di un’autonomia che parte da un essere nello spazio assoluto. Questi artisti non sono numerosi\, ma forse sono i migliori del nostro tempo\, qualcuno conosciuti come Richard Serra\, Beuys\, Rebecca Horn\, Anthony Mc Call\, Pat Steir\, Max Neuhaus; altri meno come Paul Wallach o Fabienne Verdier. Tutti però vivono le forze telluriche come un’energia suprema\, quella del silenzio interiore in dialogo con l’altro.” \nDoris von Drathen è storica dell’arte e critica d’arte indipendente. Nata ad Amburgo\, vive a Parigi dal 1990.\nDopo aver studiato letteratura e storia dell’arte a Parigi\, Saragozza\, Firenze e Amburgo\, ha lavorato per dieci anni come critica d’arte in radio e in televisione ed ha collaborato con Artforum come corrispondente.\nDalla metà del 1980 ha regolarmente pubblicato saggi in Kunstorum International\, Künstel Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst (Enciclopedia della Critica d’Arte Contemporanea di Monaco) e nei cataloghi di importanti artisti contemporanei. Ha tenuto delle lezioni presso la Scuola nazionale superiore delle belle arti di Parigi\, presso la Kunsthochschule di Berlino\, presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam\, presso l’Accademia di Lisbona e le Università di Cadice e Siviglia.\nTra le sue molteplici pubblicazioni nel testo “VORTICE DEL SILENZIO\, Proposta per una critica d’arte al di là delle categorie estetiche” l’autrice intraprende una lettura di 24 artisti contemporanei in modo da illustrare l’inadeguatezza delle attuali categorie estetiche pur introducendo e sviluppando una più completa “iconologia etica” attraverso la quale osserva il discorso dell’opera d’arte.\nDoris von Drathen desidera liberarsi della tirannia delle restrizioni estetiche che abbiamo usato per descrivere l’arte\, e vuole piuttosto fare delle opere d’arte un evento in cui l’incontro tra l’arte e lo spettatore diventa un discorso etico che informa e si impegna.\nLa sua selezione è molto utile a tale scopo\, ma è anche un gesto completamente postmoderno\, dove l’incontro con l’altro diventa il dominio dell’etica\, facendo dell’arte stessa un’esperienza innegabilmente etica.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Double Negative Collection. New Canadian experimental cinema
DESCRIPTION:16 giugno 2012\nINIZIO ORE 12:00\nMuseo Hermann Nitsch\nTerrazza Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nMalena Szlam Beneath your Skin of Deep Hollow\, 2010\, 16mm\, colore\, silenzioso\, 3 min. \nMike Rollo Ghosts and Gravel Roads\, 2008\, video\, colore\, sonoro\, 16 min. \nPhilippe Léonard Perceptual Subjectivity\, 2009\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 5 min. 30 sec. \nLindsay McIntyre All-around junior male\, 2010\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 7 min. 30 sec. \nRadwan Ghazi Moumneh Mississippi Moonchile\, 2011\, video\, b/n\, sonoro\, 9 min. \nEduardo Menz Fracas\, 2007\, video\, colore\, sonoro\, 5 min. \nDaichi Saito All that rises\, 2007\, 16mm\, colore\, sonoro\, 7 min. \nChristopher Becks Ouverture\, 2010\, video\, b/n\, silenzioso\, 5 min. \nKarl Lemieux Mamori\, 2010\, video\, b/n\, sonoro\, 8 min. \nFondato a Montreal nel 2004\, Double Negative Collective è una presenza fondamentale del cinema sperimentale Canadese. Completamente indipendente e auto-finanziato\, il Collettivo gestisce da oltre otto anni il proprio laboratorio per il cinema analogico ed organizza proiezioni di films sperimentali\, performances ed incontri con artisti e film makers che continuano a ispirare le comunità artistiche sia in patria che all’estero. \nQuesta comunità di cineasti si configura come un amalgama di personalità artistiche unite nel nome di un cinema alchemico\, che fa del lavoro sulla materia e sul dispositivo stesso (dalla pellicola alla macchina da presa) il punto di partenza per esplorare le possibilità nascoste nell’immagine con una continua manipolazione\, dai processi di sviluppo alla fase di proiezione. \nDal loro Manifesto del 2004: “…Ci ritroviamo nel ruolo di alchimisti: provochiamo incidenti\, scoperte\, fallimenti\, processi che ci portano in terre sconosciute\, la fugace tangibilità delle forze mistiche e trasformative\, la generazione di delicati\, preziosi oggetti nel buio. Il cinema per noi è esperienza umana\, esperienza dell’occhio\, della mano e del battito del cuore\, lontano dai consunti stereotipi che circolano come ‘significato’ e ‘sentimento’ nel cinema convenzionale. Noi troviamo il mistero nei processi: nei materiali\, nelle idee e nel mondo. La cinepresa inesplorata\, alla scoperta\, è il prisma che abbiamo individuato per riunire queste forze insieme. Non abbiamo alcuna prescrizione su cosa debba essere un film\, ma è chiaro ciò che è: un passato e futuro impossibili in una traiettoria di un presente non svelato\, delle immagini in pausa e in movimento da qualche parte lì sopra\, dietro la testa”. \nIl programma Double Negative Collection presentato da Philippe Léonard\, film maker e portavoce in Italia del Collettivo\, racchiude in 67 minuti di proiezione 16mm e video\, sulla suggestiva terrazza del Museo Nitsch a cominciare dall’imbrunire\, le nove opere filmiche realizzate negli ultimi anni dai film makers del Collettivo: \nMalena Szlam Beneath your Skin of Deep Hollow\, 2010\, 16mm\, colore\, silenzioso\, 3 min. \nInizialmente girato e montato con una cinepresa Super-8\, Bajo tu lámina de agujero profundo trasforma le notti in movimenti aritmici di luce e fuga di colore. Degli effetti luminosi emergono dalla superficie di un’immobilità burrascosa mentre l’oscurità illumina riflessi e visioni. \nMike Rollo Ghosts and Gravel Roads\, 2008\, video\, colore\, sonoro\, 16 min. \nUn inventario di ricordi e luoghi perduti\, il paesaggio del Saskatchewan schiarito dal sole è una metafora per il dislocamento\, un’inquadratura della vacuità e dell’assenza. \nPhilippe Léonard Perceptual Subjectivity\, 2009\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 5 min. 30 sec. \nLe idee prendono forma in una sorta di magma cerebrale dove i referenti sono assegnati a particelle di esperienza da cui si formano gli elementi intelligibili. Perceptual Subjectivity è un saggio sulla formazione strutturale del pensiero. \nLindsay McIntyre All-around junior male\, 2010\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 7 min. 30 sec. \nUn ritratto sperimentale fatto a mano di un giovane atleta Nunamiut\, Sean Uquqtuq\, attraverso la sua performance di un impegnativo gioco tradizionale Inuit – one-foot high kick (lancio alto con un calcio). \nRadwan Ghazi Moumneh Mississippi Moonchile\, 2011\, video\, b/n\, sonoro\, 9 min. \nMatana Roberts esegue il suo progetto Coin Coin per le strade vuote di Montreal alle 5 del mattino\, nell’estate del 2010. \nEduardo Menz Fracas\, 2007\, video\, colore\, sonoro\, 5 min. \nLa memoria dei bambini \, i ricordi dei bambini\, una gara di ortografia. \nDaichi Saito All that rises\, 2007\, 16mm\, colore\, sonoro\, 7 min. \nL’accostamento di immagini e suoni\, cielo e pietra e tutto quello che c’è nel mezzo. Una breve passeggiata in un vicolo\, per sentire le immagini delle visioni sonore\, accarezzate dalla luce e dall’oscurità. \nChristopher Becks Ouverture\, 2010\, video\, b/n\, silenzioso\, 5 min. \nUn’improvvisazione in-camera di un fienile in Normandia. \nKarl Lemieux Mamori\, 2010\, video\, b/n\, sonoro\, 8 min. \nQuesto film deriva da una residenza presso il Laboratorio di Arte Mamori in Amazzonia\, su invito del compositore Francisco López. Le sue registrazioni sul campo entrano in simbiosi con la superficie della pellicola trattata\, su cui Lemieux incide delle impressioni della luce e della struttura della foresta pluviale.
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SUMMARY:MICHAEL SNOW. Rameau’s Nephew by Diderot (Thanx to Dennis Young) by Wilma Schoen
DESCRIPTION:19 maggio 2012\nINIZIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nco-edition Re:Voir / Exploding \n  \n“…Ho iniziato la sceneggiatura di questo film nel febbraio del 1972 ed ho scritto\, girato\, mixato\, montato e continuato fino al settembre ’74. Alcune idee in esso utilizzate risalgono al 1966 quando ho riconosciuto in me l’ambizione di realizzare un autentico “film sonoro”\, costruito con i veri elementi della sillaba e del fotogramma. …Tutte le possibili relazioni immagine/suono focalizzate sulle persone e sul linguaggio generano dei rapporti con il pubblico in sala: una vasta gamma di possibilità emotive\, l’esperienza di vedere/sentire questo film. La ‘Parola’\, la ‘Lingua’\, la ‘Cultura’ – la propria fonte\, la propria natura… registrate\, immaginate\, dimostrano (?) che in questo caso una parola vale mille immagini”. Michael Snow \nTra i films strutturali più intensi e compositi degli anni ‘70\, Rameau’s Nephew by Diderot (Thanks to Dennis Young) by Wilma Schoen è un’enciclopedica interazione tra l’immagine ed il suono non unificabile da un’unica strategia visiva; le venticinque sezioni\, significativamente differenti nella lunghezza\, esprimono delle meditazioni sulla natura delle percezioni uditive e visuali\, spesso sotto forma di rebus\, giochi di parole\, variazioni e ripetizioni di suoni e immagini\, intervallate da ventisette composizioni astratte colorate. L’utilizzo complesso del medium cinematografico\, capace di manipolare e dilatare l’illusione del reale\, stressa le capacità corporee e mnemoniche dello spettatore/ascoltatore\, chiamato a risolvere gli enigmi percettivi del geniale film-maker. \nMichael Snow (Toronto\, 1929)\, famoso internazionalmente per le sue opere pittoriche\, scultoree\, fotografiche\, olografiche ed installative nonché per le improvvisazioni jazz al pianoforte\, ha realizzato diversi films strutturali (ne citiamo alcuni: Short Shave 1965\, Wavelength 1967\,  aka Back and Forth 1969\, La Région Centrale 1971\, So Is This 1982\, Prelude 2000\, Corpus Callosum 2002\, WVLNT (Wavelength for those who don’t have the time) 2003) incentrati sulle possibilità fisiche e plastiche dell’apparato cinematografico fino alle ultime investigazioni digitali. Le sue opere richiedono una collaborazione attiva dello spettatore che affronta un ambiente immaginifico spesso dissonante e metaforico\, simile alla dissertazione filosofica più che alla narrazione. \nIl titolo Rameau’s Nephew by Diderot (Thanks to Dennis Young) by Wilma Schoen\, anagramma germanizzato di Michael Snow\, ed ancora il ringraziamento a Dennis Young\, l’unica persona reale qui menzionata che gli ha donato il libro\, con l’esplicita equivalenza fonetica tra Denis e Dennis\, rivela le intenzioni che il film-maker affronta in queste quattro ore e più di pellicola: come per Diderot\, la musica si compone di una filosofia universale in cui i sensi primeggiano sulla conoscenza razionale. Nonostante l’inglese sia la lingua madre del film\, quindi molti dialoghi\, parole onomatopeiche e giochi verbali risultano poco comprensibili a noi pubblico italiano\, Michael Snow utilizza le ampie sfumature dei suoni e delle immagini\, originariamente separati sia nella produzione che nella presentazione\, come fonogrammi di un linguaggio universale intessuto di musicalità più che di significante. \nLe Neveu de Rameau\, scritto da Denis Diderot tra il 1762 ed il 1783 e pubblicato per la prima volta nel 1804 soltanto nella sua traduzione in Tedesco eseguita da Goethe e Schiller\, è un dialogo fittizio tra lui (Jean-François Rameau\, nipote di Jean-Philippe Rameau) ed io (Diderot) raccontato in prima persona durante mezz’ora di passeggiata nei giardini del Palais Royal a Parigi tra il 1752 ed il 1754 poco dopo la Querelle des Bouffons; la conversazione molto satirica e strutturata su più livelli si snoda tra le vicissitudini del nipote\, geniale pantomimo ma spregiudicato adulatore che sopravvive come buffone di corte\, ed i commenti del filosofo che lo giudica vile ed arrivista\, dotato di sensibilità artistica ma privo di morale. Il film di Michael Snow non è un adattamento del libro di Diderot ma un chiaro richiamo all’espressione comunicativa del dialogo\, che intercorre tra i personaggi del film e la pellicola emulsionata di cui sono fatti\, tra i suoni e le immagini\, tra il pubblico in sala e le immagini proiettate (scomposte nelle due componenti di luce proveniente dal proiettore e suono dagli altoparlanti)\, tra le diverse temporalità filmiche di ripresa\, montaggio e proiezione\, tra testi scritti e dialoghi registrati\, tra cinema e realtà\, tra il linguaggio ed il mondo… \n  \nSequenze \nWhistling 4 min. 12 sec. \nFocus 2 min. 37 sec. \nMom (Piano) 49 sec. \nCredits 7 min. 57 sec. \nMental (1) 27 sec. \nVoice 1 min. 21 sec. \nPlane 30 min. 29 sec. \nSink 3 min. 50 sec. \nDennis Burton 6 min. 34 sec. \nTotal 53 min. \n  \nPolyphony 36 min. 1 sec. \nBus 3 min. 31 sec. \nFart 7 min. 13 sec. \nDub 18 min. 14 sec. \nPiss Duet 54 sec. \nEmbassy 34 min. 44 sec. \nCommentator 13 min. 40 sec. \nTotal 111 min. \n  \nLaughing Chair 1 min. 18 sec. \nRain 7 min. 56 sec. \nEnglish Comedians 7 min. 50 sec. \nHotel 47 min. 13 sec. \nFour 2 min. 9 sec. \nMental (2) 1 min. 21 sec. \nCymbal-Symbol 31 sec. \nErratum 58 sec. \nAddenda 1 min. 6 sec. \nTotal 66 min.
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SUMMARY:Perché Napoli. Vivere e morire di Napoli di Pasquale Persico
DESCRIPTION:10 maggio 2012\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPresenta il filosofo e professore emerito Aldo Masullo \nIntroduce il Prof. Raimondo Pasquino \n“Perché Napoli. Vivere e morire di Napoli” è un’uscita della collana “La città degli uomini”\, diretta e curata dall’economista Pasquale Persico per Graus editore. \nIl tema che funge da filo conduttore della collana sarà quello della città possibile\, pensata in un’ ottica interdisciplinare e dialettica da personalità di differenti esperienze ed approcci analitici: urbanisti\, sociologi\, matematici\, economisti\, filosofi\, artisti\, poeti\, scrittori\, psicologi\, e “altri” si misureranno su analisi e ri-scoperta del tema della città in una prospettiva ampia\, che tenga conto delle categorie di Identità e sviluppo: \n“il paesaggio e la nuova città da far nascere è storia del territorio\, ma anche un farsi storia cioè una nuova capacità di raccontare e raccordare processi. Identità e sviluppo devono coniugarsi insieme e diventare paradigma di riferimento per qualificare ambedue i termini” (Pasquale Persico). \nPrima di approdare presso i tipi dell’editore partenopeo\, questo percorso di ricerca è frutto di decenni di riflessione e dibattito\, con l’obiettivo di far capire come sono cambiate le metodologie \nper pensare alla città possibile e come linguaggi\, esperienze e discipline diverse concorrano a progettare la città nuova e vivere il futuro. \nPasquale Persico sapeva che quella continua opera di devastazione del territorio\, quel controllo di terreni da condonare\, quell’enorme spazio dato all’inciviltà ed alla criminalità non gli avrebbe impedito di pensare ad una lezione ponte verso la speranza. \nPerché Napoli meritava una risposta chiara\, una descrizione credibile sul perché vivere di Napoli. Pensieri e azioni di persone esistenti e persone scomparse si intrecciano dentro la storia della città presentata ancora una volta come città contemporanea. \nPersone semplici e persone complesse\, artisti\, filosofi\, artigiani\, urbanisti\, architetti e allievi\, diavoli e angeli raccontano la città che verrà. \nBiografia dell’Autore: \nPasquale Persico\, economista\, e direttore della Scuola di Dottorato “A. Genovesi” dell’Università degli Studi di Salerno; premio Saint-Vincent per l’Economia\, Research Scholar presso la London School of Economics\, Consultant OECD-Parigi. E’ autore di libri ed articoli di econometria\, economia industriale\, economia dello sviluppo e politica economica delle città. \nAggiunge\, con questa nuova edizione di Perchè Napoli\, un nuovo titolo alla collana \nLa Città degli Uomini\, un  percorso di ricerca e sperimentazione che già annovera tra i suoi titoli: \nL’ Identità e Sviluppo; La Valle delle Orchidee; Plektos; La Città Moltiplicata; Ferrara\, le città\, come gli scienziati\, gli artisti ed i poeti non possono morire. \n 
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SUMMARY:L'AIDDA incontra l'ARTE. Viaggio nelle emozioni delle opere di Hermann Nitsch
DESCRIPTION:7 marzo 2012\nORE 20:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNapoli – La location sarà uno dei luoghi più interessanti del ricco panorama museale partenopeo\, il Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch\, il mentore Achille Bonito Oliva\, l’occasione la visita della Presidente nazionale dell’AIDDA -l’ Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda– Franca Audisio alla delegazione campana dell’associazione\, presieduta da Marta Catuogno.\nMercoledì\, 7 marzo 2012\, il “viaggio nelle emozioni delle opere di Hermann Nitsch” favorirà l’incontro tra le donne imprenditrici campane e l’arte di uno dei massimi esponenti dell’azionismo viennese\, alla presenza di personalità del settore dell’arte\, dell’economia\, dell’impresa e delle istituzioni regionali.
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SUMMARY:Festa dei “i miosotìs” a dieci anni dalla fondazione della d’if
DESCRIPTION:3 dicembre 2011\nINIZIO ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPremiazione dei vincitori e selezionati della V Edizione del Premio di Letteratura “i miosotìs” intitolato a Giancarlo Mazzacurati e a Vittorio Russo.\nEdizione  2010/2011 \nRisultati della V Edizione 2010/2011 \nVincitori del Premio con la pubblicazione nella collana “i miosotìs”: \nERMANNO GUANTINI (Livorno)\nLAURA LIBERALE (Padova)\nULISSE FIOLO ex aequo (Campolongo Maggiore – VE)\nFEDERICO SCARAMUCCIA ex aequo (Chiavari – GE) \nSelezionati con la pubblicazione nel Registro di poesia #4 – “i fuori collana”: \nGIUSEPPE ARMANI (Fiorenzuola D’arda – PC) – CRISTINA BABINO (Ancona – Antibes) – GIORGIO BONACINI (Correggio – RE) – ALESSANDRO BROGGI (Milano) – GIOVANNI CAMPI (Casoria – NA) – ALBERTO CELLOTTO (Treviso – TV) – MASSIMILIANO CHIARIMENTI (Bologna) – ANNA ELISA DE GREGORIO (Ancona) – ENRICO DE LEA (Legnano – MI) – ARNOLD DE VOS (Trento) –GIULIA DEL FABBRO (Belluno) – PAOLO GENTILUOMO(Genova) – MARIANGELA GUATTIERI (Montericco Albinea – RE) – GAIA GUBBINI (Roma) – LETIZIA LEONE (Roma) – GIULIO MAFFII (Tirrenia – PI) – RENATA MORRESI (Macerata) – ANGELO PETRELLA (Arezzo) – ALFONSO MARIA PETROSINO (Pavia) – MICHELE PORSIA (Termoli – CB) – RAOUL PRECHT (Lussemburgo) – ALESSANDRO RAVEGGI (Firenze) – MARILENA RENDA (Roma) – FEDERICO ROMAGNOLI (Siena) – STEFANO SALVI (Varese) – DANIELE VENTRE (Napoli)
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SUMMARY:Nitsch & Caravaggio. Violenza\, frutta\, fiori e Redenzione: un discorso poetico su Caravaggio e Hermann Nitsch
DESCRIPTION:5 luglio 2011\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nInterviene: Robert C. Morgan\nIntroduce: Adriana Corrado \nContinuando la serie di appuntamenti nati dal progetto Nitsch & Caravaggio\, il Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch propone un nuovo incontro. L’inedito dialogo tra i due Grandi Maestri\, consacrato dall’installazione ideata dal padre dell’Azionismo viennese  e insediata presso il luogo caravaggesco per eccellenza\, la Sacrestia del Pio Monte della Misericordia\,  ha ottenuto numerosi consensi per tutto il mese di Maggio 2010.\nL’iniziativa si propone ancora di aprire una riflessione sulla inclinazione e l’elaborazione della radicale esperienza della verità in pittura dischiusa da Caravaggio nel multiverso delle forme del fare caratterizzanti il contemporaneo\, attraverso il confronto tra storici dell’arte dotati di una visione  di ampio respiro e insieme attivamente impegnati nella critica militante e alcune tra le voci più originali dell’attuale pensiero filosofico europeo.\nLa nostra attenzione e quella del Maestro Nitsch si è soffermata sulla Prof.ssa  Adriana Corrado\, docente di inglese dell’Università degli studi del Sannio\, e sul Prof.  Robert C. Morgan docente di Arte al Pratt Institute di Brooklyn\, New York (USA) nonché primo a ricevere il premio “Arcale” rilasciato in critica d’arte internazionale a Salamanca\, Spagna (1999). La sua carriera vanta di numerose presenze sia per conferenze che come artista a Biennali d’arte\, soprattutto in Oriente (Shanghai  2002; Biennale di Scultura di Teheran 2007; Fiera d’Arte di Singapore 2008; e la Biennale di Istanbul 2009). \nÈ proprio lo stesso a dichiarare: \n“Guardando a una riproduzione del dipinto di Caravaggio\, –Natura morta con canestro di frutta–\, ricordo l’uso che Nitsch fa dei fiori in relazione alle sue installazioni di manufatti celebrativi\, indumenti\, utensili e tessili macchiati di sangue e pigmento. Spesso vi è la presenza di fiori come una risoluzione o riconciliazione che riguarda gli aspetti fondamentali della natura e gli antichi rituali che coinvolgono sacrifici animali e il corpo umano. Penso che la rappresentazione estetica della violenza nelle opere di Caravaggio e Nitsch come condivisione di una comunanza\, spesso riconciliata con la presenza di fiori e frutti\, che esprimono la reciprocità della natura con le rotture che si verificano spesso inspiegabilmente lungo tutto il corso della storia umana. Ma c’è un fattore di redenzione  all’interno di ogni artista che trascende la religiosità e nutre l’anima in termini di guarigione e di potere psichico. Queste opposizioni sono quello che vorrei affrontare nella mia presentazione sulla purezza e l’intensità nelle opere di questi due artisti.”
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SUMMARY:Domenico Mennillo – NATURATE RIVOLTE #1
DESCRIPTION:28 giugno 2011\nSTART ORE 19:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntervengono Luca Carabetta e Domenico Mennillo \n“Non voglio essere il poeta del mio poeta\, di questo io che ha voluto scegliermi poeta\,\nma il poeta creatore\, in ribellione contro l’io e il sé” \nAntonin Artaud in La Révolte de la Poésie \n  \n“NATURATE RIVOLTE” è un mini-ciclo di due incontri che nasce come appendice alla residenza artistica realizzata da DomenicoMennillo e lunGrabbe nei mesi di gennaio\, febbraio e marzo presso gli spazi della biblioteca del Museo Nitsch di Napoli\, in collaborazione con Fondazione Morra e e-m Arts; la residenza trimestrale si era conclusa nel mese di marzo con un incontro pubblico dedicato alla figura-concetto dell’Automa Spiriutale (figura tratta da alcuni testi di Antonin Artaud e Gilles Deleuze) che aveva ispirato l’intero progetto artistico di lunGrabbe denominato per l’appunto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \nPartendo dalle suggestioni e dalle intuizioni di quell’incontro\, “NATURATE RIVOLTE #1” propone un incontro fondato sull’approfondimento-discussione del noto concetto artuadiano di “corpo senza organi” e del trattamento concettuale che ne fa Gilles Deleuze\, in relazione esterna al correlativo ‘automa spirituale’ e la problematica trans-disciplinare dello stile ad essi inerente; intervento\, questo\, curato da Luca Carabetta\, autore del volume “Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva” (Scriptaweb 2009)\, che attualmente svolge un dottorato di ricerca in Semiotica presso l’Università Lille III – Charles De Gaulle e Paris VIII. \nDomenico Mennillo invece discuterà di una figura meno nota dell’universo artaudiano\, quella del “corpo sillogistico” (elaborata da Artaud nei “Cahiers” del 1947)\, dando particolare spazio\, nel suo intervento\, ai sistemi di potere e controllo occidentale nell’invenzione di “corpi” (“automatizzati”) legati ad una fruizione sociale coatta della produzione artistica\, attraversando le intuizioni poetiche di Charles Baudelaire\, Guy Debord e Alfred Jarry. \nMa “NATURATE RIVOLTE#1” è soprattutto l’occasione per generare pratiche inedite attorno alla creazione di nuove produzioni artistiche\, alle temporalità\, agli affetti\, all’eco che le generano e agli spazi che le ospitano e le vedono crescere\, in un moto spontaneo e rivoltoso che vede “l’actio creativa” non separabile dalle molteplici pratiche di sperimentazione che l’attraversano trasfigurandone – “ab-gioia” -il perpetuo divenire. \nAll’incontro saranno presenti il fotografo Gianfranco Irlanda\, la trapezista Federica Gattei  e la video-maker Alessandra Carchedi\, coinvolti da gennaio nell’elaborazione del progetto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \n 
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SUMMARY:DIASTEMA. Per un'arte festiva
DESCRIPTION:11 giugno 2011\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \nSabato 11 giugno 2011\, presso il Museo H. Nitsch di Napoli\, il carattere festivo dell’arte\, che la Fondazione Morra\, in tutte le sue proposte e attività\, ha sempre cercato di mantenere vivo\, sarà\ncelebrato attraverso un ricco programma di iniziative ed eventi legati alla presentazione del nuovo Manifesto artistico-filosofico DIASTEMA. Per un’arte festiva di Romano Gasparotti.\nLa serata inizierà alle ore 19:00 con la prima assoluta dell’evento di musica\, parola e danza DI UN PENSARE IN OPERA. Caravaggio\, Nitsch\, Hendrix forse… su musiche di Andrea Rossi Andrea\,\neseguite dal vivo\, testi di Romano Gasparotti e coreografie di Valentina Moar da lei stessa interpretate. Seguirà la presentazione del nuovo MANIFESTO artistico da parte del suo autore\, che ne\ndiscuterà assieme a Giuseppe Morra\, presidente della Fondazione e direttore del Museo H. Nitsch e Maurizio Zanardi\, filosofo e co-fondatore della Casa editrice Cronopio. Infine la serata si concluderà con l’azione poetica di Francesco Correggia (artista visivo\, performer e docente presso l’Accademia di Brera di Milano) dal titolo “L’ombra di Hegel contro l’immutabile Hegel”.\nIl nuovo Manifesto Diastema parte dall’assunto che l’artisticità di un’opera non si esaurisce affatto nelle datità osservabili in cui l’azione poietica semplicemente va a terminare\, ma si custodisce e si ri-vela in ciò che non è fenomenicamente osservabile\, di modo che non vi è nessuna differenza tra arti destinate alla produzione di oggetti e arti che si esauriscono nell’azione. Il carattere musicalperformativo\, infatti\, riguarda\, sia pure in diversi modi\, tutta l’arte quale manifestazione di un’azione drammatica di pensiero in opera. La stessa filosofia – una volta sottratta alle aule accademiche\, che non sono affatto la sede “naturale” né originaria del pensare – può tornare a essere arte delle Muse (come Platone l’aveva definita)\, mentre l’arte\, a sua volta\, viene a configurarsi come danza del pensiero\, che si manifesta all’insegna dell’ indisciplina (nell’accezione che ne diede Carmelo Bene). Ovvero nella sua vocazione – diastemica appunto – di collocarsi/dislocarsi tra diversi linguaggi\, tra differenti forme\, tra eterogenei media\, senza mai identificarsi con alcuno di essi in particolare. E artisti fortemente indisciplinati sono tutti coloro che metteranno i loro corpi viventi performativamente in opera nella serata dell’11 giugno\, a cominciare da Andrea Rossi Andrea (per l’ennesimo anno votato tra i primissimi bassisti italiani nella classifica Top jazz 2011\, ma\nanche da lustri pittore\, scultore e fotografo\, oltre che musicista per nulla legato a un genere particolare)\, il quale discuterà attraverso la voce\, i poliritmi e l’ambient sound del suo orfico basso\nelettrico arricchito dalle tecnologie MIDI\, con la voce filosofica di Romano Gasparotti e la body action di Valentina Moar (una delle più intense “scoperte” di Carolyn Carlson\, da tempo\nprotagonista sulle scene del teatro/danza europeo\, con all’attivo numerose coreografie e collaborazioni con artisti visivi\, fotografi e musicisti internazionali). Nella performance di Fancesco Correggia\, infine\, che concluderà la serata\, il pensare filosofico dell’autore dell’Estetica viene messo in opera come gesto e parola incisi e inscritti nel corpo stesso dell’artista.\nIl nuovo movimento DIASTEMA. Per un’arte festiva inizia in questo modo da Napoli il suo cammino nel XXI secolo. \nRomano Gasparotti\, dopo alcune esperienze quale danzatore/attore si è dedicato agli studi di filosofia teoretica sotto la guida di E. Severino e di estetica\, sotto la guida di M. Cacciari\, insegnando in varie università italiane(ora presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita e Salute” – S. Raffaele di Milano) e collaborando con varie istituzioni culturali italiane ed europee. Tra i suoi principali libri: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà)\, Liguori\, Napoli 1987\, Movimento e sostanza. Sulla ‘teologia’ platonico-aristotelica\, Guerini e Associati\, Milano 1995\, Sokrates Y Platon\, Akal\, Madrid 1996\, I miti della globalizzazione. Guerra preventiva e logica dell’immunità\, Dedalo\, Bari 2003\, Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia\, Cronopio\, Napoli 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo\, l’animale erotico\, Bollati Boringhieri\, Torino 2007\, L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2010. Ha altresì curato il volume In contrattempo. La pittura malgrado tutto\, Mimesis\, Milano 2007. Oltre a essere l’autore del nuovo Manifesto artistico-filosofico Diastema. Per un’arte festiva\, ha all’attivo la regia e la partecipazione ad alcuni spettacoli musical teatrali quali IMEROS. Quando Amore mi spira noto… (tratto dal suo libro Filosofia dell’Eros) e DI UN PENSARE IN OPERA con Andrea Rossi Andrea e Valentina Moar. \nAndrea Rossi Andrea\, artista visivo (pittore\, scultore\, fotografo\, performer)\, musicista (compositore\, bassista elettrico). Laureato al DAMS di Bologna (Arti Visive) e all’Accademia di Belle Arti di Venezia (Specialistica in Pittura)\, ha studiato basso con Bruce Gertz (Berklee College of Music\, Boston)\, Cameron Brown\, Larry Ridley (Manhattan School of Music\, New York). Dal 1985\, anno del suo esordio\, lavora nei circuiti dell’arte contemporanea come artista visivo e bassista elettrico solista\, unendo a queste esperienze le attività\, sia in studio che dal vivo\, con musicisti di varie aree. Tutte le sue opere\, dalle primissime (1970 ca.)\, si caratterizzano per il continuo utilizzo\, implicito ed esplicito\, dell’antenna “ground plane”\, dispositivo ricetrasmittente anche formalizzato per un ampliamento etico-estetico del lavoro artistico. Tra il 2003 e il 2011 è stato più volte premiato dal referendum della rivista “Musica Jazz” (Top Jazz). Il terzo cd a suo nome – Textmeldg. Blue – è risultato primo classificato fra i dieci migliori dischi internazionali del 2006 per la Top Ten di Giampiero Cane in “Alias-Il Manifesto” ed il suo quarto cd – 27min Tintoretto – inserito fra i migliori dischi internazionali del 2007 da “All About Jazz”. Ha ricevuto su “Alias-Il Manifesto” il massimo giudizio critico di “Immenso” e dalla rivista “Jazzit” il bollino rosso d’eccellenza “Jazzit Likes It!”: Lavori di Andrea Rossi Andrea si trovano in collezioni pubbliche e private di paesi europei ed extraeuropei. www.andrearossiandrea.it \nFrancesco Correggia\, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e fondatore e direttore del Centro di Ricerca CRAB di Milano\, dopo le esperienze di body art sperimentate nei primi anni ‘70\, attraversa i territori della poesia visiva\, per approdare poi ad una pittura quale “corpo-scrittura” (secondo la definizione data da G. Nonveiller)\, nella quale le esperienze precedenti si decantano per essere declinate all’interno della bidimensionalità del quadro. Gli spiccati interessi nel campo della riflessione estetico-filosofica lo portano a scrivere numerosi saggi sull’arte contemporanea\, a dialogare e collaborare\, in occasione di conferenze\, convegni e libri\, con filosofi quali U. Galimberti\, C. Sini\, V. Vitiello\, F. Duque\, M. Sgalambro\, M. Donà\, R. Gasparotti e a curare mostre dal taglio molto particolare e frutto di una radicale riflessione sui temi cruciali dell’arte contemporanea. Ha partecipato a numerose rassegne internazionali\, tra le quali la XLV Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma; suoi lavori artistici si trovano presso Istituzioni pubbliche e private. Con l’inizio del nuovo secolo\, la componente gestuale e performativa del suo operare artistico – del resto mai venuta meno nelle produzioni pittoriche e visive – è riemersa in primo piano nella realizzazione di azioni poetiche dedicate ad alcuni dei maestri del pensiero occidentale moderno (come Kant ed Hegel)\, nelle quali il pensare filosofico viene riportato in opera come arte\, attraverso l’azione performativa. \nValentina Moar\, dopo gli studi di balletto e danza contemporanea a Milano e in varie città europee\, viene selezionata nel 2001 da Susanne Linke per l’Atelier Teatro Danza della Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e\, nel 2002\, da Carolyn Carlson per l’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia\, dopodiché viene scelta quale danzatrice e interprete del lavoro dei coreografi Henrik Kaalund\, Mikko Jairi\, Leonard A. Cruz\, Teresa Ranieri\, Christina Gehrig Binder\, Kjersti Müller Sandsto\, sotto la direzione artistica di Carolyn Carlson (2003). Entra a far parte quale professionista di diverse compagnie e progetti europei indipendenti e di ricerca\, in Germania\, Austria\, Francia\, Svizzera\, Turchia (in occasione di Istanbul capitale europea della cultura)\, India\, Italia (Festival dei Due Mondi di Spoleto\, Biennale Danza\, Trieste per la Danza\, Fondazione Teatro di Modena ecc.). Dal 2008 è performer e coreografa all’Institute of Electronic Music and Acoustics IEM\, University of Music and Drama Arts\, Graz per EGM “Embodied Generative Music” (team Prof. Gerhard Eckel\, David Pirrò\, Deniz Peters)\, un progetto di ricerca che utilizza i dati della motion tracking della danza per guidare la sintesi del suono e la composizione musicale\, realizzando varie performances tra le quali Bodyscapes ( 2009). Ha fatto parte del cast di danzatori della trasmissione televisiva RAI Vieni via con me (di Fazio e Saviano) sotto la direzione del coreografo R. Castello. Ha all’attivo diversi a solo presentati in festival e rassegne europee e ha firmato numerose coreografie\, collaborando in particolare con artisti visivi\, fotografi e musicisti internazionali. \nMaurizio Zanardi\, filosofo\, saggista e tra i più attivi e civilmente impegnati protagonisti della scena culturale napoletana e nazionale\, ha sempre diviso i suoi interessi tra la ricerca filosofica nel campo della teoria politica e dell’estetica – con all’attivo diverse pubblicazioni (ultime tra le quali il saggio “Arte al presente”\, in Kainos\, 10\, 2010 e la cura del volume La democrazia in Italia\, Napoli 2011) – e l’impegno nell’editoria quale co-fondatore e direttore delle edizioni Cronopio di Napoli\, una delle realtà editoriali italiane più originali\, più aperte alla cultura europea (nel suo catalogo figurano autori come Derrida\, Deleuze\, Nancy\, Badiou\, Rancière) e meno omologabili nelle sue scelte\, la quale pubblica anche le riviste Ventre\, nuova rivista di architettura e Espressione\, rivista di filosofia. \nAndrea Rossi Andrea\, Ground Plane Antenna\, Untitled\, 2011\, installation\, Naples\, Fondazione Morra Museo\, Hermann Nitsch
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SUMMARY:Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America
DESCRIPTION:10 maggio – 10 giugno 2011\nOPENING 10 MAGGIO ORE 18:00 \nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Manuela Gandini \nDi origine belga\, trasferitosi negli anni Sessanta nella Staten Island benpensante\, Jean Toche (1938) è come una macchina celibe che vive e dialoga con una macchina fotografica e un gatto. E’ una figura solitaria\, un monaco anarchico che\, avido di notizie\, scava quotidianamente tra le parole del New York Times o del Time per trovare nessi\, bugie\, paradossi sulla costruzione della paura\, il terrorismo\, la caccia al petrolio e il sistema dell’arte. Poi ritaglia frammenti di articoli e li assembla con considerazioni proprie\, non risparmiando critiche caustiche a ogni forma di potere. Il suo lavoro è durissimo. A seconda della notizia scelta\, Toche si ritrae attraverso l’autoscatto\, in uno dei momenti della propria giornata. Il suo linguaggio è politico e ironico e l’immagine è trattata con photoshop. Il suo volto\, deformato dalle notizie\, alle volte diventa metallico\, altre volte si allunga o si allarga cambiando colore\, posizione\, espressione: paura\, rabbia\, foga\, relax\, indignazione\, euforia. Nonostante abbia volontariamente deciso di sparire dal palcoscenico dell’arte\, usando solo la mail-art e rifiutando mostre in musei e gallerie con una ferma determinazione antieconomica\, il suo lavoro è entrato nella storia già da quasi mezzo secolo. Vicino al Fluxus\, senza mai farne parte\, nel 1968\, con Poppy Johnson e Jon Hendricks\, fonda la GAAG\, Guerrilla Action Art Group. Le azioni di disturbo messe in atto al Metropolitan Museum di New York – come lo spargimento di scarafaggi su una bella tavola imbandita a una cena ufficiale\, le lettere scritte al presidente Nixon o la messa in scena del rapporto tra critico e artista denudato sulla porta del Met -procurano a Toche pestaggi e arresti. Poi il silenzio. La sua casa è attualmente recintata e controllata elettronicamente come un bunker e la sua vita scorre\, a dispetto di persecuzioni e minacce\, nella convinzione che la propria azione quotidiana\, di uomo solo contro i poteri\, andrà a incidere nel mondo come la goccia che erode il monte. \nCatalogo “Intolerance” Edizioni Mudima 2010 con testi di Achille Bonito Oliva\, Jon Hendricks\, Manuela Gandini\, Gianluca Ranzi. \nPresentazione della rivista Alfabeta2 \ncon interventi di Andrea De Rosa\, Manuela Gandini\, Renato Nicolini\, Stefania Zuliani. \nDalla Triennale di Milano in videoconferenza Umberto Eco\, Nanni Balestrini\, Gino Di Maggio. \nModera Andrea Cortellessa. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Presentazione della rivista Alfabeta2\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo. L’automa spirituale. Tre declinazioni
DESCRIPTION:18 marzo 2011 ore 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntervengono Tommaso Ariemma\, Andrea Cardillo e Domenico Mennillo \nL’automa spirituale non designa\, come nella filosofia classica\, la possibilità logica o astratta di dedurre formalmente i pensieri gli uni dagli altri\, ma il circuito nel quale essi entrano nell’immagine-movimento\, la potenza comune di ciò che costringe a pensare e di ciò che pensa sotto choc: noochoc. \nGilles Deleuze Il pensiero e il cinema in L’immagine-tempo.\nCinema 2\, ubulibri\, Milano 1985 \nNei mesi di gennaio\, febbraio e marzo 2011 i suggestivi spazi della Biblioteca del Museo Nitsch hanno ospitato la residenza artistica per il progetto installativo-performativo “PIERROT ou d’Automate Spirituel”\, curato da Domenico Mennillo e da lunGrabbe. Il progetto\, nel suo sviluppo complessivo di un anno\, prevede l’ospitalità in alcuni spazi cittadini ed altre residenze artistiche in strutture europee in via di definizione per la realizzazione di una nuova produzione performativa di lunGrabbe (debutto previsto per gli inizi del 2012)\, incentrata sulla riscrittura contemporanea della maschera francese del Pierrot\, nella sua accezione-trasfigurazione novecentesca legata agli ambienti artistici e intellettuali della Francia del primo e secondo Novecento. \nA conclusione di questa prima residenza\, lunGrabbe\, in collaborazione con E-M Arts e Fondazione Morra\, presenta “L’Automa Spirituale. Tre declinazioni”\, un incontro-discussione che si sviluppa intorno all’Automa Spirituale\, concetto-figura del progetto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \nL’incontro presenta tre diverse angolazioni o declinazioni dell’Automa Spirituale: Tommaso Ariemma parlerà dell’Automa nella sua accezione cinematografica\, prendendo spunto dal celeberrimo lavoro di Gilles Deleuze L’immagine-tempo. Cinema 2\, per poi articolare una sua personale visione del cinema a contatto con le sollecitazioni del pensiero contemporaneo. Andrea Cardillo invece impernierà il suo intervento sulla dualità dei concetti di autonomia e di automatismo in un contesto speculativo legato alla filosofia morale. Infine Domenico Mennillo illustrerà le suggestioni e le intuizioni ricavate dal concetto di Automa Spirituale nelle due accezioni prodotte da Gilles Deleuze e da Antoni Artaud\, per la creazione del suo Pierrot. \nConcludono l’incontro i contributi di Alessandra Carchedi (video-maker)\, Gianfranco Irlanda (fotografo) e Federica Gattei (trapezista) che hanno partecipato alla fase di studio e di ricerca di questa residenza napoletana del “PIERROT”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Residenza artistica Gennaio\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\,  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Residenza artistica Gennaio\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\,  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Incontro L’Automa Spirituale. Tre declinazioni\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\, © Irlanda Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Lorenzo Mattotti legge Hänsel e Gretel\, un’interpretazione per immagini della celebre fiaba dei fratelli Grimm
DESCRIPTION:15 ottobre – 31 ottobre 2010\nOPENING 15 OTTOBRE\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDal 15 al 31 ottobre 2010 la Fondazione Premio Napoli presenta\, presso il Museo Nitsch di Napoli\, l’esposizione delle tavole originali dell’ultimo lavoro di Lorenzo Mattotti dedicato alla celebre favola dei fratelli Grimm HÄNSEL E GRETEL.\nIl libro\, edito da Orecchio Acerbo\, sarà presente al bookshop del Museo.\nLa Mostra è in collaborazione con la Fondazione Morra e Napoli COMICON. In contemporanea\, sempre inserito nel programma del Premio Napoli\, negli spazi della Galleria Hde di piazzetta Nilo 7\, sarà visitabile\, sempre gratuitamente\, un’altra esposizione di Mattotti. Si tratta di 45 serigrafie che ripercorrono l’evoluzione artistica dell’illustratore bresciano\, dai tempi di Valvoline (primi anni ‘80) fino al recentissimo The Raven\, realizzato con Lou Reed (2009). La mostra è visitabile dal martedì al venerdì\, dalle 11:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00. \n«Il nero è molto affascinante\, al limite dell’ossessione. Mentre il bianco è una superficie riflettente che dona luminosità\, il nero è il luogo dove sei libero di confrontarti con le tue paure\, i tuoi misteri. Si trasforma in buchi\, dei veri e propri corridoi che creano uno spazio che ti risucchia\, in cui vorresti entrare sempre di più. Lavorare con poche luci che escono dal buio\, attraverso i contrasti: questa è la sfida del nero di china. Diverso il discorso del nero dei pastelli o del carboncino. In quel\ncaso i contorni si fanno più sfumati. […] Il paesaggio\, la sovrapposizione delle pennellate\, è già una storia: le ombre che prendono vita\, i rumori\, le paure dei bambini. Ogni segno è la registrazione di un’emozione».\nda un’intervista sull’uscita di Hänsel e Gretel di Silvia Santirosi con Lorenzo Mattotti (Il Mattino – Napoli) \nLorenzo Mattotti\, nato nel 1954 a Brescia\, è considerato uno dei maggiori illustratori contemporanei. Negli anni Settanta realizza le sue prime storie. Nel 1976 illustra Huckleberry Finn\, con cui si fa conoscere dal pubblico e dalla critica. Oreste del Buono lo chiama a collaborare con Linus. Nei primi anni Ottanta fonda con Carpinteri\, Igort e Jori il gruppo Valvoline. Del 1983 è Doctor Nefasto\, realizzato con lo sceneggiatore Jerry Kramsky\, che lo affiancherà in molti altri progetti. Fuochi\, che realizza nel 1984\, è accolto alla sua pubblicazione come un evento storico nel mondo del fumetto. Mattotti ha pubblicato anche libri per l’infanzia (Pinocchio)\, ha realizzato manifesti e campagne pubblicitarie\, e ha lavorato per la moda\, reinterpretando i modelli dei più noti stilisti per la rivista Vanity. Ha disegnato numerose copertine per il New Yorker e per Le Monde. Nel 1995 il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli ha dedicato una mostra antologica. Realizza manifesti\, copertine\, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes 2000 e i manifesti per l’Estate Romana. Ha recentemente collaborato a Eros di Wong Kar Way\, Soderbergh e Antonioni curando i segmenti di presentazione di ogni episodio. È del 2007 la realizzazione di un episodio per il film Peur(s) du Noir\, nel 2010 pubblica il libro Hänsel e Gretel e collabora con Lou Reed illustrando il libro The Raven.
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SUMMARY:Baldo Diodato. Tappeto in musica
DESCRIPTION:9 ottobre 2010\nINIZIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Achille Bonito Oliva \nIn occasione della Sesta giornata del Contemporaneo\,  la Fondazione Morra\,  seguendo con coerenza la vocazione di luogo privilegiato di ricerca sulle arti performative\, ospiterà un evento eccezionale. L’artista Baldo Diodato e il M° Antonio Caggiano realizzeranno un Tappeto in Musica\, posizionando 50 lastre di rame sulla terrazza del Museo Nitsch. \nL’opera di Baldo Diodato prenderà forma grazie all’intervento delle percussioni dell’Ars Ludi Lab (Fabrizio Bartolini\, Alessandro Di Giulio\, Matteo Martizi\, Aurelio Scudetti) e a quello del pubblico\, che verrà coinvolto direttamente nell’esecuzione . \nBaldo Diodato (Napoli\, 1938)\, dopo aver maturato esperienze significative in seno ai gruppi che animavano l’arte partenopea dei primi anni ’60 (risale al ’66 una sua importante mostra al Modern Art Agency di Lucio Amelio)\, si trasferì a New York\, dove  ebbe modo di venire a stretto contatto con l’anima mundi della postmodernità. Nel ‘ 92 decise di rientrare in Italia trasferendosi a Roma\, dove tuttora vive e lavora. \nAntonio Caggiano (Roma\, ) intraprende la sua formazione di percussionista al Conservatorio dell’Aquila e di compositore in Santa Cecilia a Roma. Fondatore insieme a Gianluca Ruggeri dell’ensemble Ars Ludi nel 1987\,  ha suonato per molti anni nelle maggiori istituzioni lirico-sinfoniche italiane\, come l’Orchestra da Camera Italiana\, di cui è stato timpanista dal 1998 al 2003. Come professore d’orchestra\,  ha collaborato con i più importanti direttori (Bernstein\,  Abbado\,  Maazel\, Morricone\, Mehta) e come  solista\,  con diversi gruppi da camera (PMCE – Ensemble in residence dell’Auditorium di Roma). Docente di strumenti a percussione presso il Conservatorio di Frosinone\, si interessa da sempre alla commistione di linguaggi artistici diversi\, componendo musiche per il teatro\, la danza e collaborando con artisti visivi (Accardi\, Diodato\, Ducrot\, Mauri). \nArs Ludi (Roma\, 1987) è un ensemble modulare di percussionisti\, fondato da Antonio Caggiano e Gianluca Ruggeri\, il cui ambito di ricerca consiste principalmente nella realizzazione di materiali sonori concreti\, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie\, con l’intento di creare degli happenings che superino la dimensione del concerto tradizionale. Ha collaborato con alcuni fra i maggiori compositori contemporanei (Ambrosini\, Andriessen\, Battistelli\, Bryars\, Bussotti\, Ceccarelli\, Curran\, De Pablo\, Duckworth\, Part\, Reich\, Volker-Heyn) e partecipato a prestigiose rassegne nazionali ed internazionali (Belgio\, Canada\, Cina\, Francia\, Germania\, Gran Bretagna\, Messico\, Svezia\, Svizzera\, USA) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Baldo Diodato. Tappeto in musica\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2010\, © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baldo Diodato. Tappeto in musica\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2010\, © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:ARTE E ARTISTI NEL CINEMA
DESCRIPTION:giugno – luglio 2010\nOPENING 10 GIUGNO ORE 11:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa rassegna ARTE E ARTISTI NEL CINEMA\, ideata da Mario Franco in occasione del programma di eventi Nitsch e Caravaggio\, verrà presentata giovedì 10 giugno alle ore 11\,30. Il primo appuntamento è con CARAVAGGIO\, L’ULTIMO TEMPO di Mario Martone\, che introdurrà il film\, ispirato alle tele dell’ultimo periodo di Caravaggio. \nLa pellicola ripercorre in chiave simbolica l’operato del grande pittore a Napoli: una visione tragica e vitale dell’esistenza umana\, con i volti e gli sguardi vivi degli abitanti della città partenopea che riprendono le fisionomie dei dipinti seicenteschi. La cinepresa come un moderno pennello che descrive e interpreta la realtà. \nIl film fece da prologo allo spettacolo L’opera segreta\, diretta dallo stesso Martone\, su testi di Enzo Moscato\, partendo da Caravaggio\, Leopardi\, Ortese: tre sensibilità che\, in epoche diverse e in diversi modi\, si compenetrarono con l’essenza di Napoli e con le sue tante facce. \n“…Caravaggio\, Leopardi e Anna Maria Ortese sono tre artisti – dice Martone – che in Napoli hanno saputo trovare una rivelazione rispetto al senso della vita: in epoche diverse\, sono stati profondamente colpiti da una città che da sempre è disincantata\, che da sempre\, dietro alla sua maschera di allegria e di vitalità nasconde un grande senso di morte\, di consapevolezza della vanità del tutto”. \nLa luce che scolpisce l’oscurità in Caravaggio – è la stessa luce che scolpisce la pellicola cinematografica.\nÈ un fascio di luce nell’ombra della sala buia. Caravaggio dovrebbe essere il soggetto ideale di ogni regista! \nMario Franco \nLa rassegna ARTE E ARTISTI NEL CINEMA ideata da Mario Franco in occasione del programma di eventi Nitsch e Caravaggio\, si svolgerà nei mesi di Giugno e Luglio presso la terrazza panoramica del Museo Nitsch. Questi films ripercorrono le vicende umane e artistiche di alcune figure fondamentali nella storia dell’arte: Caravaggio\, Goya\, Michelangelo\, Pollock e Pontormo\, tra genio e sregolatezza\, tormento ed estasi. \nScarica programma
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SUMMARY:Fabrizia Ramondino. Voci della città
DESCRIPTION:9 giugno 2010\nINIZIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDopo la proclamazione dei vincitori del Premio Napoli 2010 al Museo Nitsch di Montesanto\, territorio al quale è dedicata questa 56a edizione del premio letterario\, la Fondazione Premio Napoli torna al Nitsch (vico lungo Pontecorvo 29/d) per proporre\, mercoledì prossimo 9 giugno alle ore 19\, un incontro dedicato a Fabrizia Ramondino\, “Star di casa nel mondo. Il nuovo Taccuino tedesco”: l’iniziativa\, nell’ambito della rassegna “Voci delle città” inaugurata dalla quest’anno\, è promossa in collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. \nIl punto di partenza per ragionare intorno al complesso percorso intellettuale della Ramondino è il “Taccuino tedesco. 1954-2004”\, pubblicato quest’anno da Nottetempo: la Germania secondo Fabrizia Ramondino\, ovvero cronaca di un viaggio esteriore e interiore attraverso mezzo secolo di storia e cultura tedesca.\nValentina Di Rosa\, curatrice del libro\, è tra i relatori della serata\, insieme con Giuseppe Merlino\, Mario Martone e Patrizio Esposito\, che ha collaborato con Martone al soggetto del film “Una storia sahrawi”\, che sarà proiettato al Nitsch. Nel 1999\, con Fabrizia Ramondino e Fatima Mahfoud\, Esposito cura il progetto “Necessità dei volti”\, nato dall’impegno di promuovere la visione in Europa dell’archivio fotografico custodito nel Museo sahrawi della guerra\, fondato nel deserto algerino dell’Hammada. \nNel corso della serata l’attrice Giovanna Giuliani proporrà la lettura di una serie di brani della Ramondino. \nSCHEDA Fabrizia Ramondino (1936-2008) è nata a Napoli e ha vissuto in Spagna\, Francia\, Germania e Italia. Ha pubblicato\, fra gli altri\, Althénopis (Einaudi\, 1981)\, Un giorno e mezzo (Einaudi\, 1988)\, Star di casa (Garzanti\, 1992)\, In viaggio (Einaudi\, 1995)\, L’isola riflessa (Einaudi\, 1998)\, Passaggio a Trieste (Einaudi\, 2000)\, Guerra d’infanzia e di Spagna (Einaudi\, 2001). \nIl romanzo La via (Einaudi 2008)\, è uscito il giorno dopo la sua morte improvvisa\, avvenuta per un malore durante un bagno in mare sulla spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta (LT). Con le edizioni Nottetempo ha pubblicato Il calore\, 2004\, e Taccuino tedesco. 1954-2004. \nSCHEDA Fabrizia Ramondino\, Taccuino tedesco. 1954 – 2004\, Nottetempo. Febbraio 2010 \nLa Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un “viaggio esteriore e interiore”\, scandito dal ritmo di una meditazione poetica: nelle pagine di questo taccuino\, l’autrice narra di sé e della sua lunga frequentazione delle “terre tedesche”\, ricostruendo\, dal dopoguerra sino a oggi\, l’instabile profilo di un Paese segnato dai traumi e dalle crisi ripetute del Novecento. \nImmagini di città – Heidelberg\, Francoforte\, Monaco\, Wuppertal\, Weimar\, Berlino – si intrecciano a riflessioni sulla Storia e sulla cultura tedesca\, sollecitando via via\, accanto alla memoria del passato\, un tentativo di decifrare gli scenari del presente scaturiti dalla svolta del 1989. \nNe deriva un singolare itinerario attraverso lo spazio e il tempo\, che è insieme un bilancio di vita e di scrittura: l’esperienza del viaggio coinvolge di rimando la nozione delle origini e il rapporto con Napoli\, “città balia” piú che “madre”\, oggetto di un amore difficile e radice di un senso irrimediabilmente precario dello star di casa e nel mondo. Accompagnano il testo tre lettere inedite di Gesualdo Bufalino\, Anna Maria Ortese e Karsten Witte riferite alla prima versione del Taccuino tedesco (La Tartaruga\, 1987). \nIncipit del Taccuino tedesco. Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un’amica del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini\, regolari come i palazzi signorili\, che facevano frangente da un lato al vento del mare\, dall’altro ai poveri della Torretta. Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di donna o fantasmi interiori. Per me\, che appartenevo a una famiglia colta\, ma decaduta economicamente\, e che per varie vicissitudini ero outsider\, tanto a scuola che nella borghesia napoletana\, il fantasma amato era Anna Maria Ortese\, che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica\, che apparteneva a una famiglia più incolta\, ma in rapida ascesa sociale\, il fantasma era G. L.\, donna bellissima\, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il peccato: quello di comunismo attorno a Anna Maria Ortese\, quello di sesso attorno a G. L.
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SUMMARY:Pino Bertelli. Presentazione del libro: il cinema è morto di Guy Debord
DESCRIPTION:23 aprile 2010 \nINIZIO ORE 10:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDibattito su “l’arte e la filosofia di Guy Debord” e presentazione del volume di Pino Bertelli  “il cinema è morto”  edizioni La Fiaccola. \nLa giornata si concluderà con la proiezione del film: “Guy Debord.son art et son tems” \nPartecipano all’incontro : \nAlfonso Amendola insegna Linguaggi audiovisivi presso l’Università di Salerno dove è vice-direttore del Centro Studi “Rappresentazioni Linguistiche”. Studioso di sociologia della comunicazione\, si occupa principalmente dei rapporti tra culture di massa e culture d’avanguardia \nPino Bertelli è nato Piombino. Giornalista\, fotografo di strada\, filmmaker\, critico di cinema e fotografia. I suoi scritti sono tradotti in diverse lingue. L'”International Writers Association” (Stati Uniti)\, lo ha riconosciuto scrittore dell’anno 1995\, per la ” non-fiction”. \nMatteo D’Ambrosio\, semiologo e storico delle avanguardie\, è professore di Storia della critica letteraria e Letterature comparate presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II” \nMario Franco regista e storico del cinema\, autore di cinema\, radio e televisione\, dal 1979 collaboratore RAI. È docente di ruolo per la cattedra di “Teoria e metodo dei mass-media” e del corso di “Storia del cinema e del video” presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha inoltre tenuto lezioni di “Tecniche dei linguaggi multimediali” presso la Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli (corso di Industrial Design) ed attualmente è docente a contratto di “Comunicazione e Beni Culturali” per il Master di 1° livello in Politiche Culturali Europee in convenzione tra l’Università di Napoli Federico II e l’Institut für Kulturelle Infrastruktur Sachsen (European Network of Arts’ Management Studies) /Universität di Görlitz/Zittau. \nAntonio Gasbarrini\, critico d’arte\, è direttore responsabile della rivista Bérénice\, quadrimestrale di Studi comparati e ricerche sulle avanguardie. Dal 1988 è art director del Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus” dell’Aquila. Tra gli ultimi volumi pubblicati si segnalano L’avanguardia inista (Edizioni l’Harmattan\, Torino) e Guy Debord. Dal superamento dell’arte alla realizzazione della filosofia (Angelus Novus Edizioni\, L’Aquila). \nEnrico Ghezzi è un critico cinematografico italiano. \nSi trasferisce a Genova dove frequenta il cineclub Filmstory e frequenta lo storico gruppo scout AGESCI Genova 3. Entrato alla RAI nel 1978\, ha curato il palinsesto cinematografico di Raitre dal 1987 al 1994. \nÈ l’inventore del contenitore televisivo notturno Fuori Orario e uno dei creatori di Blob\, entrambe trasmissioni nate alla fine degli anni ottanta.
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SUMMARY:Notte Europea dei Ricercatori
DESCRIPTION:25 settembre 2009\nINIZIO ORE 16:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl 25 settembre 2009 la Commissione Europea ripropone l’evento Notte dei Ricercatori\, promosso contemporaneamente in tutta Europa per avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca\, in un contesto informale e all’insegna del divertimento. \nI ricercatori sono persone normali che fanno cose eccezionali… Partecipa anche tu alla loro festa! \nLo scopo principale è di avvicinare i cittadini al mondo della ricerca scientifica\, per rilanciarne il fondamentale ruolo nella società; una grande opportunità per mettere in relazione gli scienziati e i ricercatori con i cittadini e il mondo delle istituzioni\, attraverso una serie di eventi a carattere prevalentemente scientifico ma anche con attività ludiche. \nL’Assemblea Generale delle Nazioni Unite\, su proposta dell’UNESCO\, ha proclamato il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia ed in questo ambito si colloca la manifestazione napoletana\, anche in relazione al IV centenario del primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo\, grazie a Galileo Galilei. \nA Napoli\, l’evento avrà luogo venerdì 25 settembre dalle 16 alle 24\, al Museo Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo); il lavoro artistico di Hermann Nitsch è\, da sempre\, improntato alla ricerca di un sentire\, di un pensare\, di un riflettere sull’arte che è\, contemporaneamente\, anche un riflettere su noi\, come esseri umani\, sul nostro fondamento culturale (inteso nell’accezione più archetipica del termine)\, sulla nostra identità più profonda e\, in buona parte\, rimossa. “…ciò che possiamo constatare è un eterno fluire\, una catena di un eterno trasformarsi. siamo al cospetto di un’infinità. fluire e un continuo muoversi e cambiare è intorno a noi e dentro di noi. è solo questione di atteggiamento\, una questione di consapevolezza\, una questione di fede\, se ci si sente finiti e ci si rassegna al fatto che ci sia l’inizio e la fine o se ci si identifica con l’incessante\, con ciò che è senza inizio e origine\, con il movimento\, con il fluire. si conoscono molte vie che conducono dalla concezione temporale del mondo ad un’infinitezza\, al comprendere l’infinitezza e l’eternità”. (Hermann Nitsch) \nOrganizzato dalla Dicocom\, in partnership con INAF Osservatorio Astronomico di Capodimonte\, INGV Osservatorio Vesuviano\, CIRA Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale\, Fondazione Morra\, PST Parco Scientifico Tecnologico\, MIUR Ufficio Scolastico Regionale\, ideato e coordinato da Paolo Cutolo. \nI programmi prevedono laboratori aperti con percorsi scientifici guidati\, dibattiti\, tavole rotonde\, osservazioni stellari\, eventi musicali\, esperimenti ai quali poter prendere parte. Il Museo diventerà\, così\, il punto di incontro fra la ricerca\, l’arte e la gente\, dove si avrà la possibilità di sottolineare anche come i risultati della ricerca\, applicati al quotidiano\, permettono di progredire e migliorare la qualità della vita\, e\, in alcuni casi\, di far trasformare le persone comuni in “scienziati per una notte”. In particolare: Cosa osservare: i vulcani e le loro manifestazioni; Come osservare: gli strumenti utilizzati per studiare e sorvegliare i vulcani; Cosa otteniamo dall’osservazione: i risultati delle ricerche effettuate; Proiezione di filmati\, anche 3D\, illustrazione di dvd didattici; Visione di segnali sismici in tempo reale relativi alle aree vulcaniche campane e Stromboli; Ideazione e realizzazione di attività ludiche inerenti al tema (simulazione di terremoto); Osservazione della Luna e delle Stelle con telescopi; Osservazione della volta celeste: planetario; L’Ottica per comprendere e prevenire; La Musica; Concorso per la creazione del Poster Europeo 2010
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SUMMARY:Piero Mottola. Concerto con vista
DESCRIPTION:28 maggio 2009\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nANDAMENTI DIFFERENTI \npasseggiata emozionale per strumenti e voce\, 2009 (durata 11 min.) \ncontrabbasso\, Massimo Ceccarelli \nvioloncello\, Silvano Fusco \nsax soprano\, Massimiliano Fuschetto \nsoprano\, Keiko Morikawa \nIMPROVVISAZIONE SU CIELO ACUSTICO (dedicato a Hermann Nitsch) \nper elettronica e campionatore emozionale E.10\, 2005/2009 (durata 30 min.) \nesecuzione real time di Piero Mottola \nSi può generare una composizione acustica esteticamente significativa e profonda emozionalmente senza l’atteggiamento espressionista del musicista ispirato? Si può generare in astinenza espressiva una composizione acustica con un sistema di relazioni a dieci parametri emozionali? Si può arrivare ad una musica partendo dall’esperienza interiore che ognuno di noi ha vissuto con tutte quelle sonorità della realtà non collocate nell’ambito della musica codificata dal sistema\, culturalmente prodotta e comunemente ascoltata? \nAndamenti differenti\, scritto per la Fondazione Morra di Napoli\, è una delle possibili composizioni musicali non ordinarie concepite per rispondere a questi interrogativi. \nDistanze emozionali  è un sistema compositivo a dieci emozioni (P. Mottola\, S. Corelli 1997/2000) costruito misurando l’attivazione emozionale di un campionario rappresentativo di rumori naturali\, artificiali\, umani\, animali. Per ognuno degli stimoli acustici\, fissata l’emozione che riceve più voti\, si ottiene la distanza dalle altre nove emozioni osservando la differenza di preferenze. La somma d’informazioni\, accumulata per ogni stimolo\, permette di costruire uno spazio dove collocare le dieci emozioni secondo le distanze: 1=massima vicinanza emozionale; 9=massimo contrasto emozionale. Distanze emozionali è un sistema che permette di costruire un alto numero di articolazioni emozionali a diversi livelli utilizzando rumori figurativi ed astratti\, strumenti acustici\, colori\, immagini\, nonché di organizzare aggregazioni timbriche inusitate\, enigmatiche e coinvolgenti. \n Andamenti differenti è una passeggiata emozionale a tre livelli di relazione che crescono verso i massimi contrasti emozionali. L’algoritmo pensato definisce un progressivo aumento del contrasto emozionale e anche quello relativo all’andamento ritmico. I timbri utilizzati sono il risultato di un’analisi spettrale dei rumori emozionali. Ogni rumore ha un suo andamento algoritmico ottenuto sperimentalmente e rappresentativo di ognuna delle 10 emozioni. L’andamento numerico\, significativo di ogni rumore\, viene organizzato acusticamente considerando le estensioni acustiche degli strumenti utilizzati.  \nCampionatore emozionale E.10 è una tastiera midi a 88 tasti suddivisa in 10 zone emozionali (PA paura\, AN angoscia\, AG agitazione\, CO collera\, TR tristezza\, EC eccitazione\, ST stupore\, PI piacere\, GI gioia\, CA calma). Ogni zona è assegnata a dei file audio di sequenze emozionali sperimentalmente ottenute. Ogni zona oltre a scatenare i file\, può anche eseguire modifiche qualitative real time su di essi. Con il Campionatore emozionale E.10 si possono ottenere molteplici e complesse passeggiate emozionali\, imprevedibili\, enigmatiche e significative emozionalmente. Improvvisazione su cielo acustico è la combinazione di un brano elettronico astratto per 7 percorsi emozionali spazializzati e di crescente contrasto (dai minimi ai massimi contrasti emozionali) con le potenzialità combinatorie del campionatore emozionale E.10 programmato per articolare in tempo reale dall’esecutore algoritmi emozionali di pianoforte. \nConcerto con vista\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2009 © photo Gianclaudio Orabona Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Serate Futuriste. Cinema & Musica
DESCRIPTION:5 febbraio – 12 marzo 2009\nINIZIO 5 FEBBRAIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“…Tornando al Manifesto del Figaro (il 20 febbraio 1909)\, così nasce quello che dovrà essere poi il mondiale sconvolgimento nell’arte e nella vita: il Futurismo; al quale tutti dovranno e dal quale tutti prenderanno. …Infatti\, il Futurismo\, sprigionandosi unicamente con scintilla letteraria\, scoppiò e divampò fulmineo con sbandieramenti di striscioni multicolori a lungo metraggio\, in tutto l’Universo\, (uno in via dei Mille\, a Napoli mi magnetizzò)\, coinvolgendo tutte le arti: poesia pittura musica scultura cinema architettura. Quindi automaticamente straripò nella vita e nella politica”. \nFrancesco Cangiullo\, Prefazione Le Serate Futuriste\nCasa Editrice Ceschina\, Milano 1961 \nTra il 1890 ed il 1930 una pletora di gruppi\, scuole e movimenti propagano le loro dottrine artistiche attraverso performances\, giornali\, pamphlets e manifesti per stabilire chiare distinzioni tra le precedenti formule artistiche di produzione e la radicale rivoluzione culturale dell’Avanguardia. Un gran numero di nuove scoperte ed invenzioni tecnologiche segna profondamente la quotidianità e cambia la percezione dell’universo fisico. Gli artisti sperimentano nuove modalità di espressione per rappresentare l’instabile e indeterminato stato dell’esistenza ed offrire una prospettiva differente dell’individuo e della società. Il trionfo della “sensazione dinamica” contro la “fissità del momento” porta gli artisti a testare le loro idee attraverso la performance e il cinema\, per raggiungere il pubblico e così ri-assettare la loro nozione di arte e cultura. \nNell’ambito delle celebrazioni del Centenario del Manifesto Futurista\, SERATE FUTURISTE CINEMA & MUSICA condensa opere filmiche futuriste o riconducibili al futurismo a confronto tra Italia\, Francia\, Germania\, Russia e USA\, selezionate da Mario Franco\, nonché registrazioni audio d’epoca e letture poetiche di autori contemporanei. \n“Occorre liberare il cinema come mezzo di espressione per farne lo strumento ideale di una nuova arte immensamente più vasta e più agile di tutte quelle esistenti. Siamo convinti che solo per mezzo di esso si potrà raggiungere quella poliespressività verso la quale tendono tutte le più moderne ricerche artistiche. …Nel film futurista entreranno come mezzi di espressione gli elementi più svariati: dal brano di vita reale alla chiazza di colore\, dalla linea alle parole in libertà\, dalla musica cromatica e plastica alla musica di oggetti”\, estratto dal Manifesto del Cinema 1916 che verrà letto da Tommaso Ottonieri la prima Serata (5 febbraio ore 19.00 – Museo Nitsch) per introdurre la visione dei films di Jean Mitry\, Vittorio Armentano e James Sibley Watson & Melville Webber. \nScarica programma
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