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SUMMARY:Libero De Cunzo TESS
DESCRIPTION:a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nsabato 18 gennaio 2025 dalle ore 11:30 alle ore 15:00\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29d Napoli \nTess è un momento di autenticità in un centesimo di secondo\nLibero De Cunzo \nLa nuova personale TESS di Libero De Cunzo al Museo Nitsch parte da una fotografia di un bel colore azzurro dove in due occhi tondi\, a ben guardare\, pare che si ritrovi già tutto\, condensato attraverso l’interazione sensoriale\, l’immaginazione\, l’emozione. Cose che vede solo l’artista? Probabilmente sì. O meglio\, le vede perché gli saltano agli occhi\, “richiamano” il proprio sguardo sulle percezioni e la luce\, stabilendo con la storia un armistizio silenzioso per sviluppare nuove credenzialità\, nuove densità visive\, nuovi volumi\, nuove proporzioni\, nuove trasparenze. Un muretto di pietre sconnesse\, una Venere scolpita\, un’impalcatura\, un picchetto piantato fra i sanpietrini\, facciate coperte da veli pubblicitari\, spigoli e tagli di luce e colore\, chiedono un’attenzione minuziosa e prolungata. Non è sempre facile oggi osservare ed ascoltare con calma\, siamo attratti/distratti rapidamente da altro. Tess prova\, allora\, a promuovere un’esperienza accogliente e in cui il visitatore può porsi a proprio agio con la consapevolezza del momento vissuto\, che riflette sulla fotografia lentamente\, che allunga la riflessione sulle sue ragioni e su un pensiero che si interroga\, che penetra nella possibilità delle cose. \nNel vasto corpus di opere presentate\, centrale\, a tal proposito\, è la sequenza fotografica di 40 tessere 20×20 realizzate da mille punti diversi e installate a occhio dall’artista\, in modo tale da permettere a chi l’osserva di cambiarne l’ordine\, per un mosaico di particolari composti a svelare molteplici posizioni nel tempo e nello spazio: vedute e prospettive appaiono dall’interno in soggettiva\, permettendo di ruotare con lo sguardo sul perno del lato performativo che rimette tutto in gioco\, in circolo: autore-spettatore; interno-esterno; soggetto-oggetto; guardare-essere guardati. Occorre la vista di De Cunzo per questo. \nOgni giorno incontriamo la gemma sul ramo\, la grondaia gocciante\, la linea rossa dell’orizzonte\, la luce delle nuvole. Perlopiù tiriamo innanzi. Lui\, l’artista\, no. Corteggia proprio questo. \nLe opere incrociano le composizioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, amico e sodale\, a sottolineare comuni parametri culturali\, emozionali ed estetici. \nL’esposizione è visitabile dal 18 gennaio al 22 febbraio 2025 in due sale attigue connesse ad un ampio spazio panoramico dove conversare e trattenersi per scattare una fotografia\, per leggere un libro\, per approfondire un concetto e consultare cataloghi e altri materiali dell’artista. \n \nPer addolcire l’opening saranno servite le sfogliatelle del Gran Caffè Gambrinus \nLibero De Cunzo è stato docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi dal 1987 al 2024 e del Corso di Fotografia per l’Ambiente e il Paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Università Suor Orsola Benincasa\, le Grenoble Institut Français Napoli. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei\, per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne e mostre personali: L’Italia nel paesaggio (1999)\, Le stanze dell’Arte (2002)\, Living Theatre Labirinti dell’immaginario (2003)\, Città architettura edilizia pubblica Napoli e il Piano Ina-Casa (2006)\, il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021)\, DEA ADVENTUS (2021)\, Sotto il segno di San Gennaro/ Strategie dello sguardo (2021) Libero de Cunzo e l’isola di Arturo (2022)\, Fotografie per l’Archivio Living Theatre Caggiano (2024). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981)\, Spaccanapoli (1993)\, Infiniti possibili: Ravello (1994)\, Grotta del Sole (1994)\, Lontano dall’Isola Azzurra (1994)\, Zone – Napoli/Parigi (1994)\, Tra luce e luce (1995)\, La trama vivente della storia (1996)\, A passo di Vigna (1998)\, I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998)\, L’Italia nel Paesaggio (1999)\, Imago vocis\, vocis imago (2003)\, Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006)\, Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009)\, Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010)\, Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, 31 Artists self-portraits / Living in Napoli (2020)\, San Gennaro devozione e culto popolare a Napoli e nel mondo (2023).
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SUMMARY:Omaggio a Phill Niblock (1933-2024)
DESCRIPTION:UN OMAGGIO A PHILL NIBLOCK (1933-2024) \nANNA CLEMENTI e KATHERINE LIBEROVSKAYA Zound Delta performance\nDAVIDE AIDEN CAPOBIANCO PN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) performance\nASPEC(T) aka MARIO GABOLA e SEC_ WORK performance \nPHILL NIBLOCK The Movement of People Working China 88 e Vlada BC videoproiezione \ngiovedì 7 novembre 2024 dalle ore 19:30\nIngresso libero fino alla capienza della sala\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29D Napoli \nL’artista intermedia Phill Niblock (1933-2024) ha esplorato la fotografia analogica\, la musica\, il film 16mm\, il video e il digitale. Nato in Indiana negli Stati Uniti nel 1933\, dalla metà degli anni ‘60 ha creato environments\, musica e performance intermedia mostrate in numerose sedi nel mondo. Ha realizzato dei densi drones noise attraverso dei microtoni strumentali sovrapposti che generano molte altre tonalità diffuse nello spazio performativo.  Descrivendo il suo lavoro\, Phill Niblock ha detto: “Quello che faccio con la mia musica è creare qualcosa senza ritmo o melodia\, usando molti microtoni che si muovono molto\, molto lentamente”. In parallelo\, ha presentato film/video che osservano il movimento delle persone mentre lavorano (1973-1991). Dal 1985 Phill Niblock è stato il direttore di Experimental Intermedia Foundation a New York\, di cui è stato artista e membro dal 1968 – ha ideato e curato le Music and Intermedia Presentations dal 1973 e l’etichetta XI Records. È stato Professore di cinema\, video e fotografia presso il College of Staten Island\, City University (CUNY) a New York. Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso premio John Cage Award della Foundation for Contemporary Arts. La musica di Phill Niblock è pubblicata  dalle etichette XI Records\, Moikai\, Mode\, Matiere Memoire\, Room 40 e Touch. I dvd dei film e della musica sono disponibili su Extreme Label e Von Archive. \nwww.experimentalintermedia.org \nL’artista intermedia canadese Katherine Liberovskaya è residente a New York. A partire dagli anni 1980 è attiva nel video sperimentale\, ed ha realizzato delle opere di videoarte per schermo singolo\, delle videoinstallazioni e delle performances\, oltre a progetti con vari media che ha allestito in molti spazi nel mondo. Dal 2001 il suo lavoro si basa sull’intersezione delle immagini in movimento con il suono/musica mostrate in varie forme sia temporanee che permanenti (proiezioni\, installazioni\, performance) ed attraverso delle collaborazioni con molti compositori ed artisti sonori per degli eventi dal vivo come i concerti audio-video dove le sue immagini creano una “musica” visiva. Katherine Liberovskaya ha collaborato con il compositore/artista multimedia Phill Niblock per più di 22 anni su vari progetti performativi\, video e installazioni. Altre collaborazioni frequenti con Dafna Naphtali\, Keiko Uenishi\, Shelley Hirsch\, Barbara Held\, Mia Zabelka\, Al Margolis (IF\,BWANA)\, David Watson e molti altri. Inoltre\, cura eventi di video/film sperimentale\, suono/musica e performance Audio-Video\, ad esempio dal 2005 le serate Screen Compositions presso Experimental Intermedia\, e dal 2006 gli incontri informali OptoSonic Tea (co-curati con Ursula Scherrer) a New York e in varie località del Nord America e dell’Europa\, ed online durante la pandemia di Covid. Nel 2014 ha completato un dottorato di ricerca nella pratica artistica dal titolo “Improvisatory Live Visuals: Playing Images Like a Musical Instrument” presso l’Université du Québec a Montréal (UQAM). Attualmente è direttore artistico di Experimental Intermedia NYC. \nwww.facebook.com/liberovskaya \nLa cantante italo-svedese Anna Clementi è cresciuta a Roma e vive a Berlino. Dopo il diploma in flauto traverso si è formata come attrice e si è poi trasferita a Berlino. Ha lavorato per molti anni con Dieter Schnebel e il gruppo Maulwerker. Con il compositore Dieter Schnebel ha studiato musica vocale sperimentale e teatro musicale sperimentale presso l’allora HdK (oggi UdK). Ha ricevuto le prime lezioni di canto a Roma con Michael Aspinall. A Berlino ha studiato belcanto con Mieko Kanesugi e canto jazz con Kara Johnstad. Si è inoltre dedicata alla danza contemporanea e al contact improvisation. Un punto focale del suo lavoro sono il teatro musicale e la musica gestuale. Ha pubblicato “John Cage: Voice and Piano” con Steffen Schleiermacher. Inoltre\, ha collaborato con i Tosca\, “Suzuki”\, “Dehli 9”\, e ‘Osam’ e con The Dining Rooms: “Tre”. Ha pubblicato due album da solista: “Love is a Reason” e “Fräulein Annie”. È presente sugli album “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.1” e “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.2”. Nell’aprile 2024 è uscito “Zound Delta 2”\, album prodotto e composto con Phill Niblock e Thomas Stern ed è appena uscito il suo album “Doppelmoppel” con poesie di Kurt Schwitters musicate da lei e Thomas Stern. Anna Clementi esprime con potenza la sua diversità dalle definizioni della musica classica ed è un’‘attrice della voce’ alla ricerca di nuove connessioni tra vocalità\, gesto\, linguaggio\, danza e teatro\, come a Berlino dove si esibisce nel gruppo Theater Ikaro\, approfondendo la danza contemporanea e il contact improvisation. Clementi ama la combinazione tra gioco\, leggerezza e ironia ed è in costante ricerca di nuovi modi di espressione che diffonde con la sua voce versatile. \nwww.annaclementi.com \nPhill Niblock ha composto Zound Delta per Anna Clementi nel 2022-2023: una composizione per voce ed elettronica (voce e registrazioni sul campo) accompagnata dalla videoproiezione dal vivo di Katherine Liberovskaya eseguita per la prima volta a Berlino nella primavera del 2023 ed in seguito pubblicato in CD dall’etichetta Karlrecords e per l’occasione eseguita a Berlino nel 2024 con Anna Clementi dal vivo e Thomas Stern all’elettronica insieme alla videoproiezione. \nDavide Aiden Capobianco\, compositore di opere elettroacustiche per solisti ed ensemble\, esplora l’esperienza umana spingendo i confini musicali per creare delle composizioni coinvolgenti. Dal 2022 è membro del New York Composer Circle (NYCC) e viaggia tra Italia e Stati Uniti. Si dedica a vari progetti\, tra cui l’accordatura di pianoforti\, l’insegnamento musicale\, l’arrangiamento\, l’orchestrazione e la copiatura di spartiti musicali. Collabora con altri compositori\, contribuendo alla realizzazione delle loro idee artistiche\, come nel caso del supporto offerto a Phill Niblock per il completamento delle sue ultime composizioni. \nPN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) è un’opera ispirata alla vita e all’eredità musicale di Phill Niblock\, che unisce degli elementi sonori e visivi per offrire un’esperienza immersiva. La struttura si basa sui 90 anni di Niblock: ogni nota di oboe\, registrata e trasmessa in loop tramite Max/MSP\, rappresenta un anno della sua vita. Con il progredire dell’opera\, le note si sovrappongono creando un muro sonoro che punta a raggiungere i 95dB o più\, richiamando l’approccio pionieristico di Phill alla musica. La proiezione visiva e i testi raccontano i momenti significativi del suo percorso\, offrendo un omaggio profondo e riflessivo alla carriera. Gran parte del materiale è tratto da Phill Niblock: Working Title e Phill Niblock: Nothing but Working\, in collaborazione con Katherine Liberovskaya\, compagna di Phill\, e con il suo biografo Guy De Bièvre. \nhttps://www.davideaiden.com \nMario Gabola e SEC_ aka Aspec(t) si riconoscono dall’originale mix di improvvisazione elettro-acustica\, noise potente e viscerale\, e power electronics. Hanno suonato tra Europa\, Stati Uniti e Russia e sono inoltre incessanti organizzatori di concerti a Napoli e su tutto il territorio della Campania\, che gli ha permesso di costruire una rete di relazioni e collaborazioni molto ampia. \nSEC_ utilizza un registratore a nastro Revox per manipolare e miscelare diverse fonti sonore\, creando dei collage dal vivo. Mario Gabola fa interagire il sax con delle estensioni acustiche e con un sistema fotosensibile auto-costruito\, generando e controllando i feedback; il risultato è una foresta inestricabile di frenetiche sonorità\, strutture ritmiche\, esplosioni di rumore e grida ancestrali. \nCome duo\, hanno pubblicato un LP\, tre CD (due dei quali in collaborazione con il compositore/performer svizzero Dave Phillips e il batterista polacco Andrzej Zaleski)\, vari CDr e audiocassette. Hanno inoltre lavorato con il filmmaker 70fps\, e realizzato la musica per il film super8mm “Napoli Film” del finlandese Seppo Renvall. Insieme e separatamente hanno collaborato con i musicisti Jerome Noetinger\, Dave Phillips\, Arnaud Riviere\, Andy Guhl\, Rudolf Eb.er\, Agostino Di Scipio\, Kamilya Jubran\, Olivier Di Placido\, Scott Sinclair\, Andy Bolus\, Jean Philippe Gross\, C_C e altri. \nMario Gabola e SEC_ hanno incontrato Phill Niblock separatamente in diverse occasioni e poi insieme nel 2016 sono stati ospiti a suonare nel suo loft a New York. L’accoglienza familiare e l’aiuto di Phill Niblock sono stati fondamentali\, anche\, per la riuscita del tour negli Stati Uniti che il duo si trovò a fare quell’anno. \nAspec(t) eseguiranno dal vivo un tributo a Phill Niblock e alla sua vocazione di connettore tra comunità e generazioni di musicisti\, sperimentatori e performers provenienti da contesti differenti\, prima dell’avvento dei social-media e dopo\, senza esserne abbagliato e preferendo sempre il contatto tra le persone. \nwww.viande.it/ \nwww.toxorecords.com/aspec(t)
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SUMMARY:Azionismo Viennese
DESCRIPTION:Archivi Casa Morra \nAZIONISMO VIENNESE \nA cura di Giuseppe Morra  \n1 Ottobre 2024 – 1 Marzo 2025 \n  \n3 – D A Y S  R E P E R T O R Y \nvenerdì 27 settembre – ore 19 – Archivi Casa Morra\ninterventi di Giuseppe Morra\, Julia Moebus-Puck e Leopoldo Siano \nsabato 28 settembre – ore 19 – Museo Hermann Nitsch\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \ndomenica 29 settembre – ore 20 – Vigna San Martino\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \nTre giorni di eventi in apertura al calendario 2024-2026 per celebrare la storia dell’Azionismo Viennese\, la cui mostra è stata inaugurata presso lo spazio espositivo di Casa Morra e i “50 anni di amicizia 1974-2024” tra Giuseppe Morra e Hermann Nitsch. \nIl percorso espositivo curato da Giuseppe Morra per lo spazio di Casa Morra testimonia le tendenze e le poetiche di un pensiero senza schemi preorganizzati\, che interpreta l’arte con una funzione rivoluzionaria della vita – psiche e inconscio\, mente e corpo – ed un rinnovato interesse per il primitivo che ha l’abilità di sentire l’umano come frammento temporale di un continuum con la comunità\, l’ambiente naturale e l’universo tutto\, impiegando i rituali e le offerte devozionali\, le iniziazioni\, le scarnificazioni\, i tatuaggi\, utilizzando il corpo come veicolo per connettersi con l’esistenza. La bidimensionalità tradizionale della tela come supporto del medium pittorico è superata a favore della fisicità del corpo dell’artista che dipinge attraverso un’azione; le esperienze della realtà sensoriale si estendono fino ad includere oggetti e materie pittoriche ed aspirano ad oltrepassare l’astrazione attraverso le possibilità di un corpo attivo. \nGli artisti Günter Brus\, Hermann Nitsch\, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl del Wiener Aktionismus – Azionismo Viennese (1960 – ‘70) sono liberi da manifesti stilistici e connessi da un confronto di concetti e ricerche sul senso dell’Arte che si intersecano\, con testi e dichiarazioni espresse nelle azioni individuali e collettive e con le pitture\, i disegni\, le foto e i film; reagiscono in modo diretto ad un accademismo\, un’arretratezza e chiusura mentale della cultura ufficiale in Austria – e non solo – ancora oltre il momento storico. Gli Azionisti Viennesi\, secondo i propri percorsi autonomi\, applicano una terminologia psicoanalitica all’arte: i termini selezionati sono abolizione\, purificazione\, igiene psichica\, abreazione e catarsi; l’autolesionismo e l’umiliazione corporale sono un modo per superare le ossessioni\, le nevrosi e i traumi\, e per liberarsi dalla supremazia del potere e delle strutture gerarchiche. \nUna storia di tangenze e diversità sotto la cifra del corpo\, del gesto\, dell’azione\, dell’impegno creativo per un’esperienza a volte condivisa che scaturisce negli effetti\, anche oltre la percezione dell’attimo performativo\, riemergendo nella memoria attraverso foto\, film e video\, relitti ed oggetti. \nQuesta esposizione è momento di meditazione su uno spazio\, un’isola di appagato ragionamento riflessivo che si rapporta con il luogo e lo trasforma in un’opera d’arte integrale\, dove lo spettatore può riconoscere la parte e il tutto; l’opera\, il suo rapporto con le altre opere\, l’ambiente che le ospita. Una galassia\, i cui pianeti sono gli artisti che con il loro potere sollecitano il pubblico a pensare\, a meditare\, a costruire idee forti per il prossimo futuro.
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SUMMARY:L'Ebbrezza dell'Essere workshop residenziale
DESCRIPTION:L’EBBREZZA DELL’ESSERE\nworkshop residenziale ispirato ai tre libri delle “Feste” e alle “Regole dell’Ordine” di Hermann Nitsch \na cura del theatrum phonosophicum (Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) \n5-8 settembre 2024\, Museo Nitsch\, Napoli \nHarmating\, Asolo e Cuma\, scritte negli anni Settanta e coraggiosamente pubblicate (in tedesco) da Peppe Morra in pregiate edizioni\, costituiscono una parte “segreta” dell’opera di Nitsch. Mai tradotte e poco note anche in ambito germanofono\, financo per i conoscitori dell’opera del maestro viennese sono rimaste sempre al margine rispetto alle sue partiture azionistiche e agli altri scritti teorico-poetici. Harmating\, Asolo e Cuma\, pur nella loro dimensione concettuale e utopica\, furono concepite dall’autore per essere realizzate in tre luoghi specifici (appunto Harmating in Baviera\, Asolo in Veneto e Cuma in Campania)\, ma realizzate non lo furono mai. Eppure restano uno scrigno di tesori che rivela aspetti fondamentali e radicali del pensiero poetico-filosofico-musicale di Nitsch. Questi tre libri\, insieme alle Ordensregeln (“regole dell’ordine”\, di ispirazione monastica e anarchica)\, sono il tentativo di estendere i principi del suo Orgien Mysterien Theater alla vita quotidiana\, trasfigurando quest’ultima in opera d’arte totale. \nIn questo workshop teorico-pratico di quattro giorni si approfondirà la “filosofia dell’essere” di Hermann Nitsch\, coltivandola praticamente attraverso una composizione rituale di ogni giornata con letture\, ascolti\, meditazioni\, passeggiate\, osservazioni contemplative del paesaggio\, atti poetici che intensificano la sensazione di essere. Nello spirito di Hermann Nitsch la filosofia viene intesa come tecnica pratica dell’esserci e l’arte come esercizio di percezione e di sensazione. \nFinalità\n– Familiarizzarsi con “filosofia dell’essere” e la dimensione poetico-musicale-contemplativa dell’opera di Hermann Nitsch\n– Acquisire una maggiore consapevolezza dello spazio in cui tutto accade\n– Esercitare la percezione attraverso l’interazione di tutti e cinque i sensi\n– Esercitare l’ascolto profondo e prolungato come attività creativa\n– Aprirsi all’“ascolto totale”: del suono e del silenzio\, fuori e dentro di sé\, del paesaggio\n– Apprendere i principi base dell’azionismo sonoro\n– Intensificare la sensazione di essere attraverso rituali d’ascolto\, atti poetici e passeggiate\n– Radicarsi nel presente\, abbeverandosi alle sue sacre sorgenti \nA chi è rivolta\nIl workshop residenziale è destinato a performer\, ricercatori\, musicisti\, danzatori\, cantanti\, registi\, attori\, pensatori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari / Luogo \nIl workshop si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d: https://www.museonitsch.org/it/) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. \nA seconda del kairós saranno possibili passeggiate mattutine e notturne nei dintorni. \nIl workshop è pensato rigorosamente offline\, non sarà consentito utilizzare telefoni e connessioni internet durante il lavoro. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura illustrando brevemente il proprio percorso e i propri interessi a:\nphonosophianova@gmail.com\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 21 giugno al 15 agosto 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 200\,00 euro \nEarly bird price: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 150\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 15 luglio 2024. \nEsiti della selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 22 luglio 2024 (per le candidature pervenute entro il 15 luglio 2024)\n– 22 agosto 2024 (per le candidature pervenute dopo il 15 luglio 2024) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nTHEATRUM PHONOSOPHICUM\nIl theatrum phonosophicum è il ‘teatro’ della phonosophia (intesa come ‘conoscenza attraverso il suono’)\, un progetto di ricerca e di vita che incoraggia a creare spazi esperienziali in cui antichi saperi della Tradizione si coniugano con pratiche sperimentali (‘lecture-performance’\, install’Azione\, sound art\, acusmatica\, deep listening etc.). Una conoscenza non solo libresca dunque\, ma esperita attraverso i sensi. Da qui l’aspirazione alla sintesi delle arti\, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie). Fulcro centrale del theatrum phonosophicum è l’ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e il confronto antropologico col Suono\, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici. \nPer maggiori info: https://theatrumphonosophicum.art/ \nNOTE BIOGRAFICHE\nLeopoldo Siano (nato il 12 agosto 1982) è filosofo della musica e azionista sonoro. Giovanissimo si trasferisce in Germania. Dal 2012 al 2022 ha insegnato all’Università di Colonia (nello stesso Istituto Musicologico dove insegnò Marius Schneider\, uno dei suoi più grandi ispiratori); qui Siano è stato anche co-organizzatore della serie di concerti acusmatici “Raum-Musik”. È autore e curatore di diversi libri (su Karlheinz Stockhausen\, Hermann Nitsch\, Gerard Pape\, François Bayle ecc.). Il suo ultimo volume è stato pubblicato nel 2021 dall’editore Königshausen & Neumann di Würzburg: Musica Cosmogonica: von der Barockzeit bis heute (Musica Cosmogonica: dall’epoca barocca a oggi). Insieme a Shushan Hyusnunts è l’ideatore del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).\nShushan Hyusnunts (3 febbraio 1989) è musicologa e azionista del suono. Al termine dei suoi studi musicologici e pianistici al Conservatorio Komitas della città natia Yerevan nel 2012 si trasferisce in Germania. Nel 2016 consegue la laurea (Master of Arts) all’Università di Colonia con una tesi sulla filosofia del suono nelle opere orchestrali di Giacinto Scelsi. Nella stessa università ha tenuto corsi sulla musica tradizionale armena\, su Dmitri Shostakovich e Horatiu Radulescu\, sul quale comincia a scrivere una tesi di dottorato. Nel 2022 insegna storia della musica al Conservatorio di Yerevan. Insieme a Leopoldo Siano è ideatrice del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Attualmente sta inoltre lavorando ad un libro-documentazione sulla memoria culturale del celebre villaggio dei compositori di Dilijan (Armenia). Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).
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SUMMARY:Matteo Fraterno LA MATERIA del MITO. Prologo
DESCRIPTION:MATTEO FRATERNO \nLA MATERIA del MITO. Prologo\nΗ ΥΛΗ του ΜΥΘΟΥ. Πρόλογος \na cura di Federico Decandia \nvenerdì 31 maggio 2024 ore 18:30 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nLA MATERIA del MITO. Prologo\, di Matteo Fraterno a cura di Federico Decandia è la documentazione fotografica della residenza dell’artista al Museo Epigrafico di Atene nel settembre 2023 che ha visto la produzione di una serie di frottage realizzati sulle epigrafi conservate nel cortile del museo. LA MATERIA del MITO si articola in tre momenti distinti: il Prologo documentale segue il workshop condotto dall’artista il 18 maggio 2024 presso il Parco Archeologico di Grumentum (Potenza) e introduce alla mostra prevista nell’autunno 2024 al Museo Epigrafico di Atene. \nNucleo costitutivo del Prologo\, allestito presso gli spazi ipogei del Museo Hermann Nitsch dal 31 maggio al 13 luglio\, è la documentazione fotografica di Zafiro Vlachou che registra l’attitudine processuale dell’artista a trattenere quella memoria del contatto che nel frottage\, considerato nella sua autonomia tecnica\, viene continuamente differita. È Fraterno a fermarsi su questa soglia: “Avvicinandomi alla superficie ho provato una sorta di vertigine\, un coinvolgimento tale da non avere più cognizione della discontinuità tra il mio corpo e la materia. È avvenuto con le mura dell’Ucciardone\, con i sentieri di Pikionis all’Acropoli e in modo se possibile più intenso con le epigrafi. Ho scelto di lavorare esclusivamente sulle iscrizioni lapidee collocate nel cortile del Museo perché è con l’esposizione al sole\, al vento e alla pioggia che la materia del mito restituisce la sua più intima vivacità” (M. Fraterno). \nQuello di Fraterno non è dunque un campionamento scientifico ma necessità di ravvivare quella forza inattuale dell’impronta che consiste precisamente nel “far risorgere nel visibile la questione del contatto” (G. Didi-Huberman). I presupposti della residenza ateniese del settembre 2023 si riscontrano in due ricerche parallele appena precedenti: la prima è di natura tematica e nasce dall’onda lunga di una profetica esperienza di confinamento volontario nella Biblioteca della Fondazione Morra all’inizio del 2020 (Esperienze/L’infinito intrattenimento\, 2020): in quell’occasione Fraterno aveva restituito iconograficamente i sogni indotti dall’esercizio quotidiano della lettura\, un modus operandi che lo ha accompagnato anche nel 2023 nella produzione di una serie di disegni ispirati agli epitaffi – da Sicilo a Dick Higgins – che abbracciano l’intera storia della civiltà occidentale. La seconda ricerca è piuttosto di natura tecnica e fa riferimento all’annessione del frottage nella sua grammatica artistica. Il frottage si configura inizialmente per Fraterno come un pretesto per avvicinarsi alla pura materia dell’interdizione\, è ciò che gli permette anzitutto di fare esperienza tattile della “pelle” delle mura del carcere Ucciardone di Palermo (La materia dell’Ucciardone\, 2022). Questo lavoro\, parte di un trittico di lavori incentrati sulle forme della reclusione\, intendeva indagare l’ossessione immunitaria globale acutizzata dall’eredità post-pandemica. Nel suo lavoro Fraterno indica come un antidoto alla malinconia civile l’approssimazione corporea alla materia del marmo pentelico: non il concetto e neppure l’astrazione immaginativa\, ma il puro contatto che precede e garantisce l’apertura integrale all’altro.
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SUMMARY:INCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione
DESCRIPTION:Napoli / Caggiano (SA)\n10-19 Maggio 2024 \nINCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione\nLe forme e i colori del Cantico delle Creature.\nSan Francesco d’Assisi e Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttraverso gli Elementi Naturali e la Pratica del Silenzio maturata in seno ai vent’anni di ricerca del Teatro delle Bambole\, si accede alla sorgente preziosa del Suono che alberga\, in forma primordiale e cosmica\, dentro ciascun essere vivente e\, di riflesso\, in ogni cosa che compone il “circostante”. La pratica proposta è quella che conduce l’essere umano direttamente al cuore del senso del perdono\, all’immensa scoperta dell’Amore Totale che riflette se stesso nell’Arte Totale\, ove persino la Morte diviene sorella ed essenza vitale di prosperità e accesso ineludibile alla sacralità del Corpo Divino.\nImmergendosi nei testi “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi e “Essere” di Hermann Nitsch\, scopriremo una via per raggiungere l’estasi attraverso la contemplazione della Natura\, ovvero nuova energia estatica in forza al performer che diviene suo movimento performativo. \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica della preghiera.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\nIndividuare la Sorgente d’Amore dentro di sé.\nDeterminare l’Amore purgandolo da qualsiasi fraintendimento e interpretazione atta a nutrire il proprio ego.\nAmore e hybris\, quando amare significa deturpare l’altro da sé.\nOsservazione delle dinamiche che conducono alla commercializzazione dell’Amore.\nL’Amore nell’Arte.\nScoprire il Corpo Divino.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi.\nStudiare l’arte e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch.\nLasciarsi avvolgere dal canto degli animali per ascoltare il significato del perdono.\nLasciarsi avvolgere dal canto delle piante per ascoltare il significato del perdono.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nLa pratica teatrale come pratica di purificazione.\nScoprire la Pratica del Silenzio e la Pratica della Purificazione.\nLa Purificazione di uno Spazio Sacro.\nIl vero Ascolto: caratteristica principale per vivere pienamente l’Arte Drammatica.\nAntropologia di un Apprendimento dell’Arte Teatrale: “imparare ad imparare” tramite la preghiera.\nCos’è la Preghiera Laica.\n\nA chi è rivolta \nWorkshop internazionale residenziale sulle arti performative e di recitazione teatrale attraverso la relazione suono – corpo\, dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nGiorni / Orari / Luoghi \nLa prima parte del workshop si svolgerà da Venerdì 10 a Mercoledì 15 Maggio 2024 a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.\nGiovedì 16 Maggio è previsto lo spostamento da Napoli a Caggiano (o Polla).\nLa seconda parte del workshop si svolgerà da Venerdì 17 a Domenica 19 Maggio 2024 a Caggiano. \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio a Caggiano. \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 21 Aprile 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 260\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 240\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2024. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n10 Marzo 2024 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo 2024)\n28 Aprile 2024 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo 2024)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nTeatro delle Bambole – info@teatrodellebambole.it – +39 347 3003359 \nIl workshop sulle arti performative INCANTO ALL’AMORE è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:Flora Yin Wong Sara Persico
DESCRIPTION:FLORA YIN WONG\nSARA PERSICO \nsabato 13 aprile 2024\ndialogo ore 19:30\nperformance ore 21:00 \nMuseo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili su RA TICKETS https://it.ra.co/events/1886258\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nGrazie all’efficiente mediazione di Diana Del Franco si è attuata una dinamica sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra e l’associazione culturale E-M ARTS\, con l’intento di ospitare per brevi soggiorni alcuni artisti tra i più influenti del panorama sonoro internazionale e\, se possibile\, di avviare un dialogo costruttivo con le comunità musicali autonome del territorio regionale: il primo evento/esperimento è sabato 13 Aprile 2024 con le performance audio di Flora Yin Wong e Sara Persico presso il Museo Hermann Nitsch\, nel quartiere Montesanto.\nCon l’auspicio di captare le forze energetiche del Museo e le pulsioni emozionali scaturite dall’attraversare gli ambienti saturi di potenti Opere Totali del Maestro Hermann Nitsch\, l’ipotesi di assorbire un’esperienza percettiva indelebile nella memoria sono altamente probabili. Un approccio che non esclude ma ingloba ed amalgama le differenti caratteristiche e generi in un intreccio connettivo dove l’interpretazione soggettiva e l’immaginazione sono gli strumenti per intercettare e decifrarne le vibrazioni. \n“il gesamtkunstwerk viene realizzato nel orgien mysterien theater solo grazie al fatto che in esso i diversi generi artistici sono ridotti ad un puro fenomeno di abreazione. parole\, pittura\, musica diventano azione liturgica.\ntutto si pervade di una sintetica atmosfera sacramentale. mi riscatta e costruisce l’o. m. theater.\nforse da una mistica europea dei sensi\, dal riconoscimento della reazione improvvisa\, dalla propensione all’eccesso che è condizionata in noi in modo quasi fisiologico\, si trasformerà in una specie di mistica orientale-asiatica della pace\, la quale però non sia affetta dall’atteggiamento narcoticamente estraniato e negatore del mondo di quest’ultima; deve trattarsi invece di una nuova mistica intesa come intensa e armonica affermazione di vita.\nal concetto di umano è connessa un’intensificazione in senso apollineo\, una liberazione dalla pura animalità”.\nHermann Nitsch Orgien Mysterien Theater\, 1962 \nFlora Yin Wong mixa suoni registrati con il telefono durante i suoi viaggi e vari strumenti musicali tradizionali\, come campane tibetane\, yangquin e kemence\, per creare dei segmenti audio elettronici innovativi\, echi di sinistre melodie\, ritmi arcani e misteriosi noises. Flora cristallizza un sentimento di essenza di quei viaggi e quelle sonorità che emergono dalla memoria rifrangendo come la luce che colpisce la superficie di una sfera a specchi.\nSara Persico incanala la sua energia attraverso la voce ed i suoni elettronici verso un universo ibrido oltre le convenzioni\, immergendoci in molteplici possibilità strumentali seguendo le ispirazioni di una totale improvvisazione elettronica. Una rete intricata di cunicoli e passaggi\, in costante trasformazione con un tocco distintivo che rivela la sua profonda conoscenza per la composizione e la coerenza acustica. \nNOTE BIOGRAFICHE \nFLORA YIN WONG (Londra\, 1988) di origine Cinese-Malaysiana\, scrittrice e fondatrice dell’etichetta Doyennee\, produttrice e DJ\, Junior Editor della rivista Dazed Digital e corrispondente per i magazine AnOtherMag.com\, Soho House Magazine\, INDIE/Material Girl e Ocularsound.com\nL’album Holy Palm è un collage sonoro allucinante di viaggi reali e astratti combinando insieme i suoni degli insetti nella natura balinese\, i rumori dei club dance di Tokyo e le sonorità di un insediamento artico abbandonato. Realizzato insieme all’album Holy Palm (2020)\, Liturgy è un libro che confonde i confini tra fantasia\, diario e visione dei territori attraversati dalla protagonista: un mondo sfocato\, una miscellanea di ricordi nebulosi\, favole cantonesi\, divinazioni provenienti dalla lettura degli esagrammi\, storie di universi paralleli ed antichi rituali.\nIn The Sacrifice (2022)\, fa da guida un vecchio libro The Mabinogion che raccoglie i frammenti manoscritti delle storie orali di mitologia celtica del XII-XIII secolo. Durante una residenza d’artista in una baita isolata nel Galles settentrionale\, Yin Wong si concentra sull’ecologia acustica ed il rapporto tra ascoltatore e ambiente; con il registratore cattura il proprio paesaggio\, intrecciando queste registrazioni con degli adattamenti dei miti gallesi ed i suoni prodotti dalla cantante Rachel Lyn\, in un gioco onirico di contrasti tonali e di riverberi naturali e creati.\nL’evocativo album Cold Reading (2023) esprime ancora la caratteristica narrazione strumentale e descrive le conseguenze dei suoi viaggi spirituali esotici: con un senso di dissociazione\, Flora Yin Wong rilegge la Sonata per violino in sol minore di Giuseppe Tartini (1692–1770)\, nota come il trillo del diavolo\, una composizione notoriamente impegnativa che provava ad eseguire la musica ascoltata in un sogno. \nSARA PERSICO (1993\, Napoli) sound artist\, improvvisatrice\, performer\, DJ e video maker\, con radici profonde nell’underground sonoro della sua città\, ha affinato le sue abilità musicali in contesti stimolanti mentre seguiva gli studi di composizione al Conservatorio di Napoli ed in seguito il Master a Bologna nel 2018. Fondatrice e performer in diversi gruppi musicali italiani ed esteri\, nel 2018 partecipa al Temp Studio di Lisbona con la performance 7 Survival Techniques per voce\, elettronica e video-proiezioni\, e poi collabora con Francesca Grilli per la performance GOLD presentata al Santarcangelo Festival; nel 2019 performa in tour tra la Polonia e la Germania col musicista Ignacio Cordoba e pubblica l’album. Dal 2021 risiede a Berlino dopo esser stata selezionata per la residenza Amplify Berlin sotto la guida della violoncellista Lucy Railton; qui trova un’atmosfera ideale per attivare delle connessioni internazionali.\nAttraverso una ricerca profonda sulla materia del suono e seguendo una molteplicità di pratiche\, come improvvisazione e composizione\, nel EP Boundary (2023) Sara sfida i limiti e le definizioni superandoli con audacia in un’atmosfera evocativa di un mondo sotterraneo stratificato di ere geologiche. La dimensione sonora è plasmata da un’insolita pratica vocale impulsiva mescolata a pulsazioni e frequenze sonore\, Sara esegue delle trasformazioni dei suoni e altera la natura dei rumori per creare un elaborato paesaggio interiore.\nSara Persico ha performato in eventi internazionale come Geografie del Suono\, Bologna Jazz Festival\, Napoli Teatro Festival\, Damas Lisboa\, MultiMadeira\, O Salgado Faz Anos Fest\, CTM\, Documenta fifteen\, Club Mutante e Ballroom Blitz Beirut.
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SUMMARY:Eva Frapiccini Dreams Archive
DESCRIPTION:AlbumArte presenta la pubblicazione  \nEva Frapiccini Dreams Archive\na cura di Cristina Cobianchi\nCasa editrice bruno\, Venezia (ottobre 2023\, doppia versione italiano e inglese) \nMUSEO HERMANN NITSCH NAPOLI\nMartedì 14 novembre Ore 18.30 \nCristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\nEva Frapiccini Artista\nAngela Tecce Presidente della Fondazione Donnaregina – Museo Madre\nVittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\nSveva Ventre Architetta\, curatrice e presidente del Collettivo Zero APS \nVico Lungo Pontecorvo 29/D ingresso libero  \nMartedì 14 novembre 2023 alle ore 18.30 presso il Museo Hermann Nitsch a Napoli\, sarà presentato il volume Eva Frapiccini Dreams Archive\, titolo anche del progetto umbrella sviluppato tra il 2011 e il 2023 dall’artista visiva Frapiccini in collaborazione con artisti della video\, sound e live arts attorno agli immaginari onirici a partire da un archivio audio di più di 2300 racconti di sogni da diverse aree geografiche. La pubblicazione ha la duplice forma di catalogo e saggio nelle due sezioni DREAMS_Research in practice e DREAMS_Reader. La prima sezione descrive l’evento partecipativo itinerante Dreams’ Time Capsule (2011-2022); la videoinstallazione e performance Dust of Dreams (2022); l’installazione sonora Dreamscape (2023); la serie fotografica H.D.M. (2022-23). I progetti sono documentati attraverso le varie tappe espositive\, tra cui la recente partecipazione di Dreamscape alla Biennale Son in Svizzera. La seconda sezione DREAMS_Reader raccoglie i contributi scientifici del Public Program – Talks di Dreamscape ideato dall’artista insieme a Labont – Laboratorio di Ontologia e di ricerca interdipartimentale dell’Università degli Studi di Torino\, organizzato da AlbumArte con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo\, nell’ambito del bando Art~Waves. Dall’idea alla scena\, che si è svolto al Polo del ‘900 di Torino a maggio 2023. \nLa pubblicazione\, a cura di Cristina Cobianchi e con il coordinamento del progetto editoriale di Marta Bracci\, \ncontiene testi di: Carola Barbero\, Arianna Cecconi\, Cristina Cobianchi\, Davide Dal Sasso\, Anna Daneri\, Diletta De Cristofaro\, Alessandra Donati\, Jean-Paul Felley\, Eva Frapiccini\, Federica Martini\, Giulia Palomba\, Vincenzo Santarcangelo\, Paola Ugolini. \nContributi di: Sara Berts\, Ali MacGilp\, Daniele Ninarello\, Zane Onckule\, Alberto Peola\, Catalina Quijano\, Alexandra Stock\, Michele Tavano\, Paola Tognon. \nNe parleranno: Cristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\, Eva Frapiccini Artista\, Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina – Museo Madre\, museo che ha ospitato Dreamscape uno dei progetti del volume nel giugno del 2023\, Vittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\, che ospita l’evento di presentazione\, Sveva Ventre Architetta curatrice presidente Collettivo Zero APS\, che ha collaborato con il progetto a Napoli nel mese di giugno 2023. \nProgetto realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (12a edizione\, 2023).  \nIl progetto Eva Frapiccini Dreams Archive  ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ART~WAVES. Per la creatività\, dall’idea alla scena” che guarda al consolidamento dell’identità creativa dei territori attraverso il sostegno alla programmazione nel campo delle performing arts e alla produzione creativa contemporanea\, unendo ricerca\, produzione\,offerta e distribuzione in una logica di ecosistema per rafforzare le vocazioni artistiche del territorio \nEvento in collaborazione con Fondazione Morra e Museo Hermann Nitsch. \nQUI LE BIOGRAFIE DELLE AUTRICI E DEGLI AUTORI \nQUI IL SITO DEL PROGETTO \nCARTELLA STAMPA \nPer maggiori informazioni: info@albumarte.org
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SUMMARY:Jeanne Liotta - Eternal Returns
DESCRIPTION:JEANNE LIOTTA \nETERNAL RETURNS\nLand of Enchantment 1994\, Super 8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nCrosswalk 2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.\nSoon It Would Be Too Hot 2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.\nObservando El Cielo 2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min. \nEXPANDED FILM PERFORMANCE\nPath of Totality 2017\, 16mm film loop\, oggetti concreti e trasparenti\, +/- 30 min. \nvenerdì 20 ottobre 2023 ore 19:30\nMuseo Hermann Nitsch vico lungo Pontecorvo 29/d Napoli \nIn tour europeo\, per un’eccezionale occasione a Napoli Jeanne Liotta\, artista newyorkese che interseca l’arte\, la scienza e la filosofia naturale nel suo Science Project. “…Lavorare con la pellicola filmica ha di per sé una base scientifica: c’è l’aspetto chimico e c’è l’aspetto ottico\, quindi\, in definitiva si ha a che fare con la percezione\, che potrei definire scienza\, in un certo senso; è un po’ scienza e filosofia. Utilizzo spesso il termine ‘filosofia naturale’ perché è così che la chiamavamo prima di avere il termine ‘scienza’. Era compito di tutti\, come una scienza civica. Ognuno ha la responsabilità o l’opportunità\, in quanto essere umano\, di scoprire di che cosa è fatto il proprio mondo e cosa ne pensa\, di osservare e prendere appunti e riflettere – questo è il nostro lavoro come esseri umani\, in qualche modo\, ed è quello che sento di fare quando creo le cose. È solo il mio pensiero”. \nNel 2010 per Independent Film Show 10 edition\, abbiamo conosciuto i films ‘naturalistici’ di osservazione dei movimenti della Terra\, e poi nel 2018 per IFS18 edition ci siamo immersi nelle expanded film performance alla Vigna San Martino e nella video-installazione In This Immense Space Hidden Things Appear Before Us\, con due smartphone sul tetto del Museo Nitsch che riprendevano gli esterni\, sovrapponendo le immagini registrate ai rendering di SkyView e trasferendo per i visitatori nella sala interna quelle stesse porzioni di cielo con i pianeti\, le costellazioni\, i satelliti e la ‘spazzatura’ di passaggio in quell’orbita terrestre; nella mostra Break the sky gli acquerelli Bruno Studies con la sagoma della statua del Bruno in Campo de’ Fiori\, gli inchiostri e acquarelli Nightly Studies che disegnano le mappe dei cieli notturni osservati nelle località del mondo durante le sue ricerche filmiche\, e i fotogrammi Articuli stampati a mano in camera oscura ispirati alle xilografie dei diagrammi copernicani del filosofo frate domenicano G. Bruno. \nVenerdì 20 ottobre 2023 alle ore 19:30 sono in programma i quattro films e la expanded film performance: \nLAND OF ENCHANTMENT (1994\, S8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.) Primo incontro con il paesaggio del New Mexico con un rullino kodachrome Super 8mm\, con una bussola. Una terra mistica dove la bussola non trova il nord. Perso nell’attimo. \nCROSSWALK (2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.) Ambientato nel quartiere newyorkese di Losaida\, la schiettezza di Crosswalk – incarnata dalle riprese a mano libera e dalla tattilità sgranata del S8mm – rispetta il proprio soggetto. La cinepresa segue una processione del Venerdì Santo nel Lower East Side. Attraverso le strade affollate\, la figura di Cristo cade per le tre volte richieste mentre i ‘soldati’ lo rimettono sul cammino. Il gioco di parole ‘religioso’ del titolo si estende facilmente agli incroci culturali e sociali dell’ambiente\, all’incrocio sonoro tra le sirene della polizia\, il traffico\, l’hip-hop e un testo religioso di una voce fuori campo\, alla rievocazione di un evento biblico tra vetrine\, banche e veicoli. \nSOON IT WOULD BE TOO HOT (2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.) Riprendendo il titolo dalla prima riga del romanzo del 1962 sul clima The Drowned World di James G. Ballard che descrive in modo vivido una futura Terra distopica\, Soon It Would Be Too Hot utilizza delle immagini originali\, dei suoni ed i più attuali dati sulla CO2 per considerare lo stato di scioglimento dei ghiacci nell’Artico dovuto al riscaldamento degli oceani e della Terra fondamentalmente causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica. È stato commissionato per un progetto collaborativo scienza/arte unico nel suo genere\, proiettato al Fiske Planetarium\, Boulder\, Colorado\, per Science on a Sphere del NOAA\, una piattaforma globale per l’Educazione alle Scienze della Terra. \nOBSERVANDO EL CIELO (2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min.) Liotta ha filmato il cielo per un periodo di sette anni da siti remoti e si è ispirata agli scritti e ai diagrammi copernicani del cosmologo e filosofo Giordano Bruno\, e inoltre alle attuali applicazioni per smartphone di ‘osservazione delle stelle’ in realtà aumentata per l’identificazione di oggetti celesti. Anche se sono stati creati a 500 anni di distanza l’uno dall’altro\, Liotta afferma che entrambi gli approcci servono essenzialmente a permetterci di visualizzare la nostra posizione nello spazio ed a considerare la nostra esistenza all’interno dell’universo. \nPATH OF TOTALITY (2017\, film loop 16mm\, oggetti concreti e trasparenti\, sonoro di Eric Baus\, Phil Cordelli e Oren Silverman\, +/- 30 min.) Ispirato all’eclissi solare totale dell’agosto 2017\, i concetti visivi di latenza della luce\, visione periferica e immaginazione cosmica sono attivati attraverso l’uso di oggetti semplici e lenti d’acqua. \nJeanne Liotta (1960\, New York USA) realizza film\, video e altre cose effimere\, tra cui installazioni\, film performance\, opere su carta e fotografie. Le sue opere abbracciano una costellazione di medium e le sue indagini sull’effimero e sul reale nel tempo filmico sono spesso in una vivace intersezione tra arte\, scienza e filosofia naturale. Observando El Cielo è stato votato tra i migliori del decennio dalla Film Society of Lincoln Center\, ed ha vinto il Tiger Award for Short Film al Rotterdam International Film Festival ed è stato inserito nella Top Ten Films del 2007 del magazine Artforum. \nPer 17 anni\, Jeanne è stata la forza creativa di Firefly Cinema\, un microcinema comunitario che proiettava i films della collezione 16mm della New York Public Library; ha scritto una breve monografia sui film di Joseph Cornell pubblicata da SF Cinematheque per la retrospettiva “Navigating the Imagination Cornell” al SFMOMA\, grazie alle sue ricerche nella Joseph Cornell Film Collection dell’Anthology Film Archives. New York. \nRecentemente\, Liotta ha pubblicato un saggio per il magazine Millennium Film Journal\, dal titolo “Enter Germs\, Enter the World: Hand Processing Artists Films in the AIDS Era”. Attualmente è docente presso l’Università di Colorado Boulder\, dove dirige il programma di laurea in Film e da molti anni è tutor di studenti laureati nel programma MFA della Bard di New York. I suoi film sono distribuiti da Light Cone a Parigi\, e il suo lavoro è rappresentato dalla Microscope Gallery di New York. \nhttp://www.jeanneliotta.net/
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SUMMARY:DEVI MORIRE (Dissing Love)
DESCRIPTION:DEVI MORIRE (Dissing Love) \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nLectio Magistralis – Venerdì 9 Giugno 2023\, ore 18\,00\nCasa Morra – Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\nIngresso libero fino a esaurimento posti \nDurational Performance non stop – Sabato 10 Giugno 2023\, ore 11\,00 – 21\,00\nMuseo Hermann Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\nIngresso € 10 intero; € 5 ridotto \nTempo di nascere – Tempo di morire\nTempo d’eradicare – Tempo d’aver cura\nTempo di raccatto – Tempo di lacerazione\nTempo di smarrirsi – Tempo di silenzi\n[Tempo dell’oblio]\nQOELET 3\,2 \n  \nVenerdì 9 giugno 2023 (ore 18\,00) e Sabato 10 giugno 2023 si terranno\, rispettivamente al Museo Casa Morra e al Museo Nitsch\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione tenuto da Marino Formenti in forma di Lectio magistralis\, e la durational performance\, per due pianoforti\, intitolata DEVI MORIRE (Dissing Love) – Battle\, Responsorio\, Blind Date – di e con Marino Formenti e Andrea Riccio \nDEVI MORIRE (Dissing Love) è la terza iniziativa di un ciclo\, a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\, che intende consolidare la creazione di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra il Fondo realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. \n  \nDEVI MORIRE (dissing love)\nbattle\, responsorio\, blind date \n11h-21h Durational Performance – non stop\nMuseo Hermann Nitsch \n“Giocavamo a un gioco\, Philip Guston e io.\nEravamo gli ultimi artisti.\nCome in tutte le rappresentazioni escatologiche\,\nla fine del mondo non era che la fine di un’epoca.\nIl “niente” era per noi più che un gioco filosofico:\nun vero e proprio punto di partenza e di arrivo.\nÈ a tutti chiaro che si comincia con niente\,\nma è meno evidente che dopo anni di lavoro si arriva a molto meno.” \n(Morton Feldman\, Lectures 1984) \n  \nGli ultimi artisti\, da soli: respirano solo perché sono l’uno con l’Altro.Si cullano\, si uccidono.\nCome se queste persone\nvolessero sconfinare oltre\nma è come se stessero\nin una condizione paradossale.\nNon sono sicuri di conoscersi\, eppure sembrano fatti l’una per l’altra. “Devi morire.” – si ripetono a vicenda. Un leitmotiv. Ascoltano. Non esistono. La volontà è un concetto aberrante.\nDevi morire.\nCercano\, senza trovare.\nSi augurano il nulla.\nDanzano sulla soglia. \nSono loro senza altro.\nScollamento della realtà\nFunerale. Spazio vuoto. Senso della perdita di un poeta.\n(Antonio Neiwiller\, Indicazioni di lavoro\ntratte da appunti di Loredana Putignani\, Napoli 1992) \nDue pianoforti\, le musiche di nessuno. Lo spazio che si svuota e si riempie. \nBotta e risposta\, odi et amo.\nLo spettatore può ascoltarli\, può non-esistere\, gioca con loro.\n–\nL’ arte schietta e sincera del battle è una prerogativa della strada. Nell’hip-hop\, nel voguing\, nella street dance i performers non si pongono problemi di galateo nello sfidarsi a duello: si contrappongono\, si misurano\, si provocano\, si dissano e\, reciprocamente protetti dalla bellezza di voli tecnicamente sublimi\, o meglio uniti in quella bellezza\, si mandano elegantissimamente a quel paese.\nIl Responsorio è invece una prerogativa del tempio e forse il perfetto contrario del battle: qui i praticanti sono chiamati a unire i loro intenti – anzi le loro anime – per perseguire insieme l’oggetto di una comune aspirazione\, per diventare insieme una cosa sola.\nDEVI MORIRE è il grido di battaglia di ogni dissing\, il motto apparentemente feroce di ogni scontro antagonista. Tradotto in latino significa semplicemente: memento mori. \nMorire vuol dire anche non apparire\, sparire\, non esprimere\, non esprimersi\, non raccontarsi\, non essere più.\nCerto\, più facile a dirsi: è un koan/paradosso da legnate sulle spalle punitive programmate. \nDEVI MORIRE può essere il più tenerissimo augurio: augurarsi il nulla. \nSi more danzando\,\nbevendo\, mangiando\ncon quella carogna\nmorire bisogna. \n(Anonimo\, La Passacaglia della Vita\, da Canzonette Spirituali e Morali\, Milano 1657) \nMarino Formenti è considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Elogiato dal Los Angeles Times come “un Glenn Gould per il XXI secolo”\, la sua dedizione al nuovo e all’inaspettato lo porta a sviluppare costantemente nuove esperienze concertistiche e progetti inediti.\nLe sue esibizioni comprendono interpretazioni delle opere più recenti\, improvvisazioni e riflessioni individuali sui capolavori classici; i suoi progetti più includono spesso forme di musica non occidentale e popolare.\nIn recital pianistici piuttosto innovativi (“Kurtag’s Ghosts”\, “Liszt Inspections”\, “Torso”) Marino Formenti crea un intenso dialogo tra le opere e i repertori in una sorta di flusso continuo. Questo approccio radicalmente nuovo è stato presentato al Lincoln Center di New York\, al Festival di Lucerna\, alla Wigmore Hall di Londra\, alla New York Philharmonic\, alla Konzerthaus Wien e così via. \nLa sua esplorazione dell’esperienza musicale lo ha portato a sviluppare performance piuttosto radicali\, al di là del recital tradizionale. \nIn “Nowhere” vive\, mangia\, dorme e si esibisce per diverse settimane in uno stesso spazio\, aperto al pubblico e trasmesso in streaming su Internet 24 ore su 24\, 7 giorni su 7. Il tempo\, lo spazio\, il suono e l’unione sono esplorati su una scala completamente diversa. “Nowhere2 è stato rappresentato tra l’altro al Festival di Berlino\, al BoCa di Lisbona\, al Teatro Colón di Buenos Aires\, allo Steirischer Herbst di Graz\, a Performatik Bruxelles\, alla Triennale di Milano.\n“One to One” offre un rendez-vous musicale di 2 ore con un singolo visitatore. Pianista e spettatore diventano gradualmente partner della performance. L’allestimento\, assolutamente intimo\, è stato successivamente ampliato fino a un appuntamento di un’intera giornata al buio in “sette studi di comunicazione e musicalità” per la Fondazione Haubrok di Berlino. Originariamente concepito per Art Basel 2013\, è stato eseguito a Graz\, Los Angeles\, Buenos Aires\, Torino e così via.\n“Time to Gather” è un recital di tipo speciale\, senza il muro invisibile tra pianista e pubblico\, senza un programma fisso\, senza un finale prevedibile. Le persone possono interagire e scegliere con il pianista cosa ascoltare\, o suonare con lui e al posto suo.\nNel film musicale “Schubert und Ich”\, Formenti seleziona le voci grezze di cinque non-musicisti di età e formazione diverse per lavorare su brani di Franz Schubert\, lontano dalla resa beneducata e levigata del concerto classico. “Liszt Inspections” è stato etichettato come uno dei “Best Performances of the New York Times” 2015 e delle “Migliori registrazioni del New Yorker” 2014. Joshua Kosman del San Francisco Chronichle ha dichiarato: “Quello che James Joyce ha fatto per il romanzo\, Formenti sembra intenzionato a farlo per il recital pianistico. I risultati sono stati indimenticabili”. È stato Artist in Residence al Lincoln Center di New York\, alla Wigmore Hall di Londra e al Festival “Pèlerinages” di Nike Wagner a Weimar. Nel 2020 è stato artista in residenza al BeethovenFest di Bonn\, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Beethoven. Marino Formenti si è esibito nei festival internazionali di Salisburgo\, Lucerna\, Edimburgo\, Schleswig-Holstein\, Ravinia e Aspen\, nonché nelle principali sale di New York\, Berlino\, Vienna\, Los Angeles\, Parigi\, Londra e Tokyo. Gli impegni orchestrali di Marino Formenti come solista includono esibizioni con la New York Philharmonics\, la Los Angeles Philharmonics\, i Münchner Philharmoniker\, la Cleveland Orchestra\, la Gustav Mahler Chamber Orchestra\, l’Orchestre de Radio France\, la RSO Wien. Come solista\, ha lavorato con i direttori Franz Welser-Möst\, Gustavo Dudamel\, Kent Nagano\, Daniel Harding\, Esa-Pekka Salonen e altri. Come direttore d’orchestra\, ha lavorato su invito di Maurizio Pollini al Teatro la Scala di Milano\, alla Salle Pleyel di Parigi e all’Auditorium Parco della Musica di Roma; ha ideato e diretto altri progetti al Festival Wien Modern\, al Ravenna Festival\, ai Darmstädter Ferienkurse e a Los Angeles\, Chicago\, Vienna e Salisburgo. Come artista\, è ospite di importanti istituzioni e festival d’arte\, come il Palais de Tokio di Parigi\, il Mumok di Vienna\, Art Basel\, MADRE di Napoli\, Portikus di Francoforte o la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.\nI suoi collaboratori per la musica da camera sono stati Gidon Kremer\, Lars Vogt\, Nicolas Altstaedt\, Jörg Widmann\, Emmanuel Pahud\, Tabea Zimmermann\, Caroline Widmann\, Barbara Hannigan e l’attore Ulrich Matthes. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo\, come György Kurtág\, Helmut Lachenmann\, Salvatore Sciarrino\, Olga Neuwirth\, Bernhard Lang\, Georg Friedrich Haas e Beat Furrer. È insegnante-conduttore dell’Ensemble ENM dell’Università Mozarteum di Salisburgo. Per i suoi successi musicali è stato premiato con il Belmont-Prize 2009 della Forberg-Schneider-Stiftung di Monaco. \nAndrea Riccio\, pianista indicato dal quotidiano italiano “la Repubblica” come “…un vero virtuoso del pianoforte…”\, e dalla rivista musicale “Konsequenz” come musicista di “straordinaria lucidità interpretativa\, che unisce una tecnica solida e robusta ad un suono limpido e pulito”\, suona regolarmente in sedi di prestigio come il Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Ristori di Verona\, Villa Pignatelli di Napoli\, Auditorium Amedeo di Savoia di Roma\, Regio Conservatorio di Napoli\, Mozarteum di Salisburgo\, Villa Lysis di Capri\, Chiesa Luterana di Napoli\, Belvedere di San Leucio di Caserta\, Chiesa di San Vittoria de L’Aquila\, Villa Vicina di Salisburgo\, Monastero delle Trenatré\, Teatro Galleria Toledo\, Museo Hermann Nitsch e Casa Morra di Napoli. Suona in qualità di solista con l’Orchestra “CDM” di Tivoli il concerto k.415 di W.A. Mozart in doppio appuntamento nel centro Italia. Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti\, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica d’avanguardia\, si dedica anche alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea\, anche collaborando con Marino Formenti e l’Ensemble Neue Musik.\nPartecipa alla realizzazione della collana di risonanza nazionale ed internazionale “Approdi\, avanguardie musicali a Napoli” edito da “Konsequenz”\, registrando brani contemporanei di autori napoletani\, solistici e cameristici.\nÈ vincitore di concorsi internazionali\, tra cui lo ‘Ischia International Piano Competition’ di Napoli\, ‘Piana del Cavaliere International Piano Competition’ di Carsoli\, ‘Premio Nicola di Stefano’ di Barletta\, ‘Don Enrico Smaldone Piano Competition’ di Salerno; Top Prize Winner e “Premio Franz Liszt 2019” al “Italian Republic Piano Competition” di Viterbo\, per essersi distinto nella migliore esecuzione del compositore ungherese. È stato finalista dello “Steinway Piano Competition” in Italia.\nNato a Napoli nel 2001\, Andrea Riccio ha iniziato gli studi a 10 anni con Dario Candela e Girolamo de Simone\, e a 18 anni consegue il Triennio Ordinamentale Summa cum Laude dal Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. È laureato dalla Universität Mozarteum di Salisburgo\, dove ha seguito il corso di Master of Arts in Piano Performance sotto la guida di Cordelia Höfer-Teutsch. Ha seguito le masterclass di Pasquale Iannone\, Rena Shereshevshkaya\, Antoinette Van Zabner\, Yves Henry.
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II - PENTESILEA | Teatro delle Bambole
DESCRIPTION:  \n  \nFondazione Morra e Teatro delle Bambole\nin collaborazione con Casa del Contemporaneo\npresentano \n  \nEDIPO. CORPO DI SANGUE\nProcesso II – PENTESILEA \nMasterclass internazionale sulla relazione suono – corpo\ndalla Pentesilea di Kleist nella rivisitazione di Hermann Nitsch\ncondotta da Andrea Cramarossa \n  \n9-21 maggio 2023\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \n“… Lei lo amava così tanto che avrebbe potuto\, allo stesso tempo\, mangiarlo per amore”.\nQueste parole\, così vicine al mito\, mettono Pentesilea in relazione con elementi mitici. Si associano\, queste parole\, al pasto del totem\, il pasto di Dio nell’Eucarestia\, la carne di Dio\, l’ostia. Il mangiare il corpo della persona amata significa la completa identificazione con essa. L’amore massimo: l’amore estatico trasgressivo conduce al concetto di lacerazione.\nForse\, l’unica parola che resta dopo il sacrificio di Pentesilea\, è\, in realtà\, un verso o un canto antico e gutturale\, un canto profondo parente dell’urlo primordiale\, quello della nascita che porta in sé il senso abbacinante e nitido della morte\, quello del mito che\, in assoluto\, trattiene in sé l’intero senso dell’umana esistenza. \nAndrea Cramarossa \n  \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re/Pentesilea” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\nConsiderare l’atto artistico del sacrificio quale bisogno di trasgressione.\nConsiderare l’atto artistico dell’amore quale bisogno di sublimazione.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica e a chiunque voglia sondar le relazioni tra suono e corpo attraverso il testo sulla “Pentesilea” di Kleist nell’“Edipo Re” di Hermann Nitsch. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.\nLa Masteclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti.  \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni\ndal 9 al 21 Maggio 2023\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19\nper un totale di 72 ore  \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 20 Maggio (ore 21) e Domenica 21 Maggio (ore 18). \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso:\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 15 Aprile 2023. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2023. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n15 Marzo 2023 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo)\n20 Aprile 2023 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile.\nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \n  \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655\nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II – PENTESILEA è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:CASA MORRA E IL MUSEO HERMANN NITSCH VI AUGURANO BUONE FESTE
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA \nSalita San Raffaele 20/C Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nmar-ven 10:00-18:00\nsab 10:00-14:00 \nCasa Morra resterà chiusa\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ncasamorra@fondazionemorra.org | www.casamorra.org \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n		\n\nMUSEO HERMANN NITSCH\nVico Lungo Pontecorvo 29/c\, Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nlun-ven 10:00-19:00\nsab 10:00-14:00 \nil Museo resterà chiuso\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ninfo@museonitsch.org | www.museonitsch.org
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SUMMARY:HERMANN NITSCH – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion
DESCRIPTION:Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti contemporanee Hermann Nitsch di Napoli\, in collaborazione con il Nitsch Museum di Mistelbach e la Nitsch Foundation e con il supporto del Goethe-Institut Neapel\, rinnova totalmente il suo allestimento per il biennio 2022-2024 presentando il corpus di opere: Hermann Nitsch – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion. L’esposizione inaugurerà sabato 22 ottobre alle ore 18.00 proponendo al pubblico un dialogo inedito tra un’ampia selezione di opere della malaktion walküre e i relitti dell’ultima azione diretta dall’ artista austriaco a Napoli. \nIl primo nucleo di opere presentate per le sale del piano terra del Museo provengono dalla imponente azione pittorica realizzata da Hermann Nitsch come evento scenico per il concerto della “Walküre” di Richard Wagner al Festival di Bayreuth\, nell’estate del 2021. \n“Vorrei realizzare una malaktion (azione pittorica) con i colori dell’intero spettro dell’arcobaleno\, versati e spalmati\, cercheranno di competere in senso positivo con gli splendidi colori della musica di Wagner. I processi di pittura devono essere come la musica. I suoni diventano i colori. L’artista rende manifesto se stesso nel processo pittorico. Sente la sostanza dei colori. Il liquido\, il melmoso\, la pastosità di densa pittura. Versa\, schizza\, sporca\, insudicia la superficie del quadro e impasta la sostanza del colore” scriveva per l’occasione Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022). “Sin dalla mia giovinezza ho amato l’opera di Wagner. Il suo obiettivo era l’opera d’arte totale\, che si sperimenta attraverso tutti i sensi.  È sempre stato il mio maestro”. \n“L’opera d’arte totale proposta da Nitsch – scrive Lorenzo Mango in un approfondito saggio che accompagna la mostra – vive della memoria wagneriana ma va oltre di essa. Nel Teatro delle orge e dei misteri è determinata dall’esperienza\, dal contatto con il vitale nella sua forma più assoluta e primigenia\, dal dato sensoriale\, dalla sensualità della condizione spettacolare”.  In tal senso Nitsch non si limita a scenografare la Valchiria\, ma esercita\, nello svolgersi dell’azione\, quel processo di intensificazione ed espansione dell’esperienza sensibile che costituisce il fondamento dell’Orgien mysterien theater. L’esperienza di Bayreuth sarà restituita attraverso videoproiezioni\, materiale documentale e fotografico e una selezione di disegni del Maestro. \nIn dialogo con le grandi tele pittoriche\, saranno per la prima volta esposti al pubblico i relitti e i documenti della 158.aktion\, l’ultima guidata da Nitsch. Di questa azione il Maestro austriaco ha riconosciuto anzitutto l’importanza\, per dinamismo e intensità\, della composizione “Sinfonia Napoli” – parte integrante dell’evento\, eseguita dall’Orchestra Scarlatti con la direzione di Andrea Cusumano – attraverso la quale\, nel settembre 2020\, ha voluto festeggiare Giuseppe Morra e la città\, in occasione del dodicesimo anniversario del suo Museo-Laboratorio partenopeo. \n 
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Hermann Nitsch\, 160.aktion - das 6-tage-spiel
DESCRIPTION:30 – 31 luglio 2022\nAtelier Hermann Nitsch\nPrinzendorf an der Zaya\, Austria \nDas 6-tage-spiel 2022 – 2. Fassung (lo spettacolo dei 6 giorni 2022 – seconda versione) \nlo spettacolo dei 6 giorni dell’o. m. theater è un’opera in evoluzione. tutto quello che ho realizzato\, la mia pittura d’azione\, tutte le mie azioni di performance\, la mia musica\, sono state tutte precursorie di un’opera infinita. nel 1998 sono riuscito a realizzare una possibile versione dello spettacolo dei 6 giorni nel teatro delle orge e dei misteri a prinzendorf. nel 2022 desidero eseguire un’altra versione dello spettacolo dei 6 giorni. la musica\, estesa nei suoni dell’organo e intensificata nella musica delle sfere\, sta diventando ancor più essenziale. \nHermann Nitsch \nVentiquattro anni dopo la prima realizzazione dello spettacolo dei sei giorni (1998)\, quest’estate l’opera d’arte totale è ancora una volta condensata in un’interazione concentrata di tutte le sue componenti. È il desiderio di Hermann Nitsch (*29 agosto 1938 a Vienna; Ϯ 18 aprile 2022 a Mistelbach) che il suo spettacolo dei 6 giorni sia eseguito quest’anno nella nuova versione. Le rappresentazioni del primo e secondo giorno avranno luogo il 30 e 31 luglio 2022. Rita Nitsch sta esaudendo il desiderio postumo dell’artista\, supportata dal gruppo principale di Andrea Cusumano (direzione musicale)\, Leonhard Kopp e Frank Gassner. Gli altri quattro giorni saranno realizzati nei prossimi anni. \nIl Teatro delle Orge e dei Misteri \nL’idea di Hermann Nitsch per uno spettacolo d’azione della durata di sei giorni e sei notti risale al 1957. A quel tempo a lavoro con il medium della letteratura\, l’artista\, influenzato dai tentativi di Richard Wagner e Alexander Skrjabin per realizzare un’opera d’arte totale\, ha immaginato il proprio teatro d’azione\, orientato sull’esperienza sinestetica che assorbe tutti e cinque i sensi: il Teatro delle Orge e dei Misteri. \nLa durata è un’analogia con la storia della creazione ed è concepita come un’estensione di tutte le opere d’arte monumentali. Quindi\, tutte le azioni del teatro o. m. eseguite fin dai primi anni 1960 devono essere comprese come porzioni realizzate dello spettacolo dei 6 giorni. \nOrgien Mysterien Theater è un progetto artistico. Oltre alla forma visiva\, la musica svolge un ruolo cruciale. Il percorso dello spettacolo segue un concetto sinfonico. L’arena dell’azione è l’area circostante il castello di Prinzendorf\, incluse tutte i suoi ambienti e spazi\, nonché la campagna circostante del Weinviertel nella Bassa Austria. \nLe informazioni sul metodo di partecipazione sono disponibili all’indirizzo \nhttp://www.nitsch-foundation.com/the-6-day-play-2022 \nL’opuscolo dello spettacolo dei 6 giorni è disponibile all’indirizzo \nhttps://www.nitsch-foundation.com/wp-content/uploads/2022/04/6TS_2022_July_30-31_web.pdf
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LOCATION:Atelier Hermann Nitsch\, Schlossstraße 1\, Prinzendorf\, 2185\, Austria
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SUMMARY:CALL Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue – Melpignano (LE)
DESCRIPTION:CALL PER MASTERCLASS\nIscrizioni aperte dal 28 febbraio al 2 giugno 2022 \n20 giugno – 2 luglio 2022\nEx Convento degli Agostiniani\nViale Michele de Pietro 10\, Lecce \nMasterclass internazionale residenziale sulla relazione suono – corpo\, dall’Edipo Re di Hermann Nitsch \ncondotta da Andrea Cramarossa \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re” di Hermann Nitsch* per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità. \nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico. \nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nLa Masterclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà:\nda Lunedì 20 Giugno a Sabato 2 Luglio (con pausa Domenica 26 Giugno)\nOrari: da concordare\nProposta/ipotesi: dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19 \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Melpignano (LE) presso: \nEx Convento degli Agostiniani \n_____________________ \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 28 febbraio al 2 giugno 2022. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 10 aprile 2022. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n20 aprile 2022 (per le candidature pervenute entro il 10 aprile)\n12 giugno 2022 (per le candidature pervenute dopo il 10 aprile)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni. \nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti.\nSono disponibili degli alloggi convenzionati. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \nPer maggiori informazioni: \nOfficine Theatrikés Salento Ellàda – Cell.: 388 1814359 – officinetse@gmail.com\nTeatro delle Bambole – Cell.: 347 3003359 – info@teatrodellebambole.it \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE è organizzata da OTSE – Officine Theatrikés Salento Ellàda e Teatro delle Bambole\, in collaborazione con Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Casa del Contemporaneo\, con il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Puglia e Comune di Melpignano. \n* Hermann Nitsch\, EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964\, Edizioni Morra\, Napoli\, 2001.
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 22nd Edition
DESCRIPTION:16 – 18 giugno 2022\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIndependent Film Show 22 edition\, tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS e Fondazione Morra\, in collaborazione con Goethe-Institut Neapel\, si arricchisce con un segmento immersivo ed educativo programmando la lezione Photographic darkroom works di Telemach Wiesinger (Museo Hermann Nitsch 16.06 ore 18:30) e con il Centro di Fotografia Indipendente i workshops Phytography di Karel Doing (Vigna San Martino 17.06 ore 11:00) e Neither Black nor White: simple tinting and toning in 16mm di Richard Tuohy e Dianna Barrie (Centro di Fotografia Indipendente 19.06 ore 10:30). \nIl ‘qui-e-ora’ dell’Independent Film Show testimonia l’appagamento di una passione – l’indagine del experimental film\, e la condivisione delle osservazioni che ne scaturiscono. Al di là degli specifici sistemi e convenzioni\, questa forma d’arte è autonoma – ogni film-maker adopera la propria genialità creativa sperimentando metodi e abilità spesso artigianalmente – e concede un’esperienza percettiva inusuale: l’immersione nella sostanza del fotogramma attraverso un incontro tra partecipante e film-maker\, incluse le macchine di proiezione come strumenti insostituibili. Il substrato di celluloide non è semplicemente il vettore di immagini fotografiche ma un territorio di immaginazione e innovazione. \nIndependent Film Show emerge come rifugio rivelatore per cinefili\, dove si condivide l’amore per il film sperimentale e per le estreme esperienze audio-visive e si stabilisce una relazione reciproca. Non è soltanto osservare film e video\, ma è anche intrinsecamente un modo per parlare e poi diffondere i discorsi. La certezza di molteplici visioni alternative riaffiora in questi nuovi contesti\, resistenti al consumo capitalistico e alla ricerca di una rivisitazione della società\, magari iniziando a comprendere la diversità come incontro con un organismo altro. \ngiovedì 16 giugno 2022 \n«ON N’ENCHAÎNE PAS LES VOLCANS» Selezione di films di JASMINE CLOTILDE PISAPIA \nNel suo saggio «On n’enchaîne pas les volcans» (Non si incatenano i vulcani)\, la poetessa e saggista Annie Le Brun evoca come motivo filosofico cruciale il fascino del Marchese de Sade per i vulcani. “Mai prima”\, lei ci dice\, “il sentimento di catastrofe era stato così splendidamente formulato\, anche nelle sue implicazioni erotiche\, attraverso questa grandiosa polarità: tra il desiderio e le forze della natura”. I vulcani non appaiono semplicemente come immagini o idee. Le loro forme emergono dai movimenti della materia e dalle profondità dell’immaginazione. Infatti\, uno dei personaggi di Sade – il famoso chimico Almani – si soffermava con ammirazione davanti alla cornice dell’Etna mentre espelleva le sue fiamme: “Ho desiderato essere questo famoso volcano”. Se i vulcani sono posseduti dall’energia tellurica ardente\, possiedono anche organismi e menti. Forniscono esplosioni scabrose\, risonanze scatologiche: la loro calamità è scandalosa. I films in questo programma esplorano le molteplici sfaccettature di queste terrificanti eruzioni sensuali. A volte\, la cinepresa cattura l’evento spettacolare. In altri momenti\, le immagini fremono per la tensione dell’aspettativa\, della devozione\, della latenza\, del silenzio\, e del rischio di annientamento. Quali sono le relazioni di queste immagini con il mondo sensibile? La realtà delle crisi contemporanee che cosa ha derubato del nostro potenziale immaginativo\, della nostra capacità di inventare prospettive stravolte? \nCon la generosa collaborazione di Emmanuel Lefrant\, André Habib\, Pierre-Luc Vaillancourt e l’Institut pour la Coordination et la Propagation des Cinémas Exploratoires/ICPCE \nTHOMAS BARTELS Films 35mm selezionati presentati da Telemach Wiesinger (proiezione digitale) \nThomas Bartels è un artista e film-maker tedesco. Le sue opere coinvolgono spesso la meccanica dinamica e l’artigianato. I suoi films in pellicola analogica 35mm sono creati al proprio tavolo dei trucchetti e laboratorio filmico. \nTelemach Wiesinger presenta tre films del suo collega artista\, tra cui una sorpresa frutto della loro collaborazione. \nThomas Bartels unisce due espressioni artistiche generalmente separate: il film e la scultura. Gli oggetti cinetici diventano attori nei suoi film e i film sono parte integrante delle sue sculture. Sì\, gli oggetti stessi vengono ripresi nei propri movimenti costanti\, con i propri cambiamenti di luce e ombra: sono ‘sculture cinematografiche’. La misteriosa poesia della loro meccanica e le strutture chiaramente composte di luce e ombra si trasformano in un’immagine autoironica del tempo che passa\, un riflesso dei nostri ricordi e delle nostre possibilità (Anne Mueller della Haegen). \nTELEMACH WIESINGER e il suo FILM POEM TOUR dal vivo in Italia \nTelemach Wiesinger è un narratore\, la cinepresa e i proiettori sono i suoi strumenti. Le sue opere filmiche sono allo stesso tempo poemi visivi\, diari di viaggio e studi antropologici. Le immagini delle sue sequenze montate in modo associativo e ritmico\, raccolte su pellicola 16mm\, creano un affascinante caleidoscopio dell’Europa. Si scoprono dei luoghi che soltanto lo sguardo filmico può svelare. “Nero su bianco” magistralmente progettato con strumenti filmici analogici\, FILM POEM dà nuova vita alle cose. Il positivo incontra il negativo\, le fluide proiezioni multiple mostrano delle immagini in dialogo. Piccole scene improvvisate in pantomima\, caratterizzate da un affettuoso umorismo\, suscitano ulteriori associazioni. Con la sua attrezzatura composta da diversi proiettori\, Telemach Wiesinger offre una performance dal vivo piena di sorprese\, caratterizzata dalla gioia per la sperimentazione. Invece dell’anonima e sempre uguale riproduzione di un’immagine-suono preservata\, le performances di Expanded Cinema creano un incontro vivace tra artista e pubblico\, incluse le parole durante il cambio di bobina. Con il suo FILM POEM TOUR Telemach Wiesinger è in giro per i festival cinematografici internazionali\, nei musei o nelle gallerie d’arte e anche in luoghi speciali ‘all’aperto’ ed eccellenti cinema d’essai. Sempre nuovo e sempre diverso: Manege frei für Illusionen! Clear the ring for illusions! Campo libero alle Illusioni! \nvenerdì 17 giugno 2022 \nTHE CITY BRIDGES ARE OPEN AGAIN Films recenti di MASHA GODOVANNAYA \nNei films sperimentali di Masha Godovannaya l’intimità è associata a un fervore attivista\, mentre al livello del montaggio e della gestualità un’ironia ben mirata lascia comunque spazio a un’empatia senza compromessi verso il piccolo e il vulnerabile. La visione straordinariamente personale di Masha evidenzia la posizione strutturale e politica delle immagini sensuali e rivela l’assurdità e il maschilismo nell’autorappresentazione delle ideologie politiche. La sua metodologia femminista\, queer e decoloniale non è soltanto un’idea che permea il lavoro della film-maker\, ma un metodo che costituisce la base per il montaggio di materiali eterogenei\, dai frammenti di film e video trovati al proprio materiale e ai films di altr* film-makers che sono stati reinterpretati attraverso l’editing. La deframmentazione\, la stratificazione\, la dispersione e la separazione analitica delle immagini\, così come la collaborazione collettiva con altr* artist* comprendono una strategia queer in cui “decolonizzare la visione significa cambiare l’intero ordine delle cose”. Questo approccio al cinema si intreccia con la pratica del vivere ed è aperto alla collettività e alla trasformazione (Katerina Beloglazova). \nBIOSCOPIO BIOSFERA di KAREL DOING \nLe invenzioni tecnologiche che hanno reso possibile il cinema assumono diversi nomi fantasiosi come Fantascope\, Mimoscope\, Omniscope e Tachyscope. Questi dispositivi sono ora relegati nei musei e nelle collezioni private\, incluso il dispositivo di visualizzazione portatile chiamato Bioscope. Il termine bioscopio è sopravvissuto come nome della sala cinematografica\, un luogo dove la vita viene ricreata davanti agli occhi di un pubblico incantato. Questo nuovo modo di ‘vedere la vita’ è un affare molto umano\, strettamente correlato alla crescita delle città\, dei trasporti e della meccanizzazione. Nel presente\, la famigerata era dell’emergenza climatica ed estinzione delle specie\, il termine bioscopio appare sempre più sinistro. Dov’è effettivamente la vitalità che questo spazio dovrebbe presentare? È ancora possibile mostrare la vita per mezzo della tecnologia? Questo programma si occupa degli aspetti della vita che raramente vengono presentati come significativi nel contesto del cinema: piante\, funghi\, microbi e alghe. Oltre a queste creature di grande impatto e spesso trascurate\, sullo schermo compaiono anche alcuni animali più conosciuti come creatori di una strana forma musicale. Idealmente\, una tale attenzione al di là dell’umano rivitalizza anche i partecipanti umani a questa grande tragedia\, riunendo le persone per apprezzare più pienamente la propria inclusione nella biosfera. \nsabato 18 giugno 2022 \nIT GOES WITHOUT SAYING di GREG POPE \nIt Goes Without Saying è una performance filmica/sonora basata sul testo/poema con lo stesso titolo. Le immagini a colori e in bianco+nero sono sovrapposte da due proiettori 16mm. \n…Ho sempre pensato che fosse incredibilmente eccitante e proficuo guardare indietro per andare avanti. Fin dall’inizio del mio interesse per l’immagine in movimento\, mi sono immerso nel lavoro dei primi pionieri\, in particolare Méliès e i suoi contemporanei – che sembravano trovare un legame naturale (in cui credo anch’io) tra il cinema e l’alchimia\, l’occulto\, il magico l’allucinazione e il trucchetto. Ho anche iniziato a guardare oltre le tecnologie pre-cinematografiche\, i metodi della lanterna magica per creare movimento e anche i pupazzi d’ombra giavanesi\, che erano integrati in gran parte del mio lavoro con Loophole Cinema negli anni ‘90 – e ancora oggi costituiscono una pietra miliare di ciò che creo. Nella corsa cieca verso un’utopia digitale\, c’è ancora una quantità incredibile di territorio inesplorato lasciato alle spalle\, e questo è il paesaggio in cui mi piace vagare e meravigliarmi (Greg Pope). \nHAND AND MACHINE Films 16mm fatti a mano di RICHARD TUOHY e DIANNA BARRIE \nIl cinema è considerato la prima arte inevitabilmente meccanica. Ma in questa epoca post-meccanica\, l’apparato tradizionale del cinema è stato troppo rapidamente considerato obsoleto e primitivo. Tuttavia\, il passaggio dei macchinari industriali agli utilizzatori antindustriali rappresenta una delle principali opportunità creative per rivalutare e reinterpretare la nostra stessa natura trasformata dall’era delle macchine. Nell’epoca post-meccanica\, il lato umano della macchina può esser reso evidente. Nell’epoca post-meccanica\, il ‘fatto a macchina’ è il nuovo artigianato. Questo programma presenta cinque recenti opere filmiche dei cine-sperimentatori DIY australiani Richard Tuohy e Dianna Barrie che esplorano l’apparato primitivo del cinema e la relazione tra mano e macchina. \nProgramma \nLe schede dei films\, dei video e delle expanded cinema performances sono visibili su www.em-arts.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Karel Doing\, Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano
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SUMMARY:Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue - Evento conclusivo
DESCRIPTION:21 maggio 2022\, ore 21.00\n22 maggio 2022\, ore 18.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nEvento conclusivo della Masterclass sulla relazione suono – corpo “EDIPO. CORPO DI SANGUE”\n \ncondotta da Andrea Cramarossa \nda “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964”\n(Edizioni Morra\, Napoli\, 2001) di Hermann Nitsch \nSi svolge presso il Museo Hermann Nitsch di Napoli la restituzione al pubblico della Masterclass sulla relazione suono – corpo EDIPO. CORPO DI SANGUE. condotta da Andrea Cramarossa. Il lavoro\, sviluppato a partire da “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964” di Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2001)\, prevede una doppia apertura al pubblico per Sabato 21 maggio (alle ore 21.00) e Domenica 22 maggio (ore 18.00) presso la sede del Museo in Vico Lungo Pontecorvo 29/d.  \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.  È il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nLa Masterclass è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nL’ingresso è gratuito con prenotazione inviando una mail a: info@museonitsch.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:UNDERNEATH THE ARCHES - Jumana Manna\, Depositions
DESCRIPTION:03 marzo 2022\nSTART ORE 18:00\nVideo screening\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \n05 marzo – 15 maggio 2022\nOPENING 05 MARZO ORE 11:30\nAcquedotto Augusteo del Serino\nVia Arena Sanità 5\, Napoli \nA cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone \nProsegue\, nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nell’area Borgo Vergini – Rione Sanità a Napoli\, Underneath the Arches\, programma di arte contemporanea diretto da Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone\, in collaborazione con l’Associazione VerginiSanità. La quarta mostra del programma ospiterà\, dal 5 marzo al 15 maggio 2022\, un intervento dell’artista Jumana Manna dal titolo Depositions.  \nNel suo lavoro Jumana Manna esplora l’articolazione del potere concentrandosi su corpo\, terra e materia in rapporto alle eredità coloniali e alle storie dei luoghi. Attraverso sculture\, film e testi\, Manna mette in discussione i paradossi delle pratiche di conservazione\, in particolare nei campi dell’archeologia\, della scienza e del diritto. La sua ricerca tiene conto della tensione tra le tradizioni moderniste di categorizzazione e conservazione e la potenziale “sregolatezza” delle rovine come parte integrante della vita e della sua rigenerazione. \nIn occasione della mostra presso l’Acquedotto Augusteo del Serino\, Jumana Manna ha realizzato una serie di piccole sculture in ceramica che rispondono alla tradizione in uso nei Paesi del Medio Oriente\, ma non solo\, di lasciare il pane vecchio negli spazi pubblici. Queste sculture citano tale pratica di offerta destinata a un ricevente sconosciuto\, un atto che libera il donatore dal peccato del cibo non consumato\, dunque della vita sprecata. Questa accezione di “offerta” si intreccia con l’usanza presso le antiche civiltà mediterranee di realizzare doni votivi per gli dei – e in particolare per divinità femminili – nella forma di pani e focacce in argilla\, reperite come arredi funerari. Alcuni di questi esempi sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e in altri musei campani\, quali il Parco Archeologico di Paestum e il Museo Archeologico di Eboli. Le sculture realizzate dall’artista trovano posto in un’installazione appositamente concepita per il sito dell’Acquedotto\, che mescola riferimenti all’archeologia e suggestioni provenienti dalla strada. \nLa mostra Depositions sarà preceduta dalla proiezione del film di Jumana Manna A Magical Substance Flows Into Me (2016) in un evento pubblico organizzato in collaborazione con la Fondazione Morra e ospitato dal Museo Hermann Nitsch il giorno giovedì 3 marzo alle ore 18.00. \nNato nel 2018\, il progetto Underneath the Arches intende innescare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea\, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali\, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità\, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Alla data attuale sono stati realizzati interventi degli artisti Arturo Hernández Alcázar (Città del Messico\, 1978)\, Hera Büyüktaşçıyan (Istanbul\, 1984) e Adrian Melis (L’Avana\, 1985). \nIl progetto è realizzato con il supporto della Fondazione Morra\, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si ringrazia il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli. \nBIOGRAFIA ARTISTA \nJumana Manna (Princeton\, 1987) è un’artista visiva e regista palestinese che vive a Berlino. Le sue mostre personali più recenti includono: Jumana Manna / MATRIX 278\, Berkeley Museum of Art\, San Francisco; Sketch and Bread\, Balade Charlottenburg\, Villa Oppenheim\, Berlino; Thirty Plumbers in the Belly\, M HKA – Museum of Contemporary Art\, Anversa (tutte 2021); Wild Relatives\, Tensta Kunsthall\, Stoccolma (2020); Jumana Manna\, Tabakalera\, San Sebastian (2019); Wild Relatives\, Douglas Hyde Gallery\, Dublino (2018); A Magical Substance Flows Into Me\, Mercer Union\, Toronto (2017)\, Malmö Kunsthall\, Malmö (2016) e Chisenhale Gallery\, Londra (2015); Wild Relatives\, Jeu de Paume’s Satellite 10 program al MABA e CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux (2017); Menace of Origins\, SculptureCenter\, New York (2014). Ha partecipato a numerose mostre collettive e festival\, tra cui la Biennale di Toronto (2019); la Biennale di Taipei (2018); Padiglione dei Paesi Nordici\, 57a Biennale di Venezia (2017); Liverpool Biennial (2016); 6 Biennale di Marrakech 6 (2016); 54a e 56a Vienna International Film Festivals (2016 e 2018); 66a e 68a Berlinale (2016 e 2018)\, CPH:DOX\, Copenhagen (2018)\, dove Wild Relatives (2018) ha ricevuto il premio New:Visions. \nNOTA SULL’ACQUEDOTTO AUGUSTEO \nIl tratto di acquedotto di epoca romana\, rinvenuto nel 2011 al di sotto del Palazzo Peschici-Maresca\, di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini\, rappresenta un’evidenza archeologica di fondamentale importanza\, parte di un percorso di oltre 100 km\, che dalle sorgenti di Serino arriva fino a Miseno. I ponti-canale\, utilizzati come fondamenta del Palazzo\, disegnano uno spazio stratificato\, adibito nel corso dei secoli a cantina\, rifugio\, luogo di discarica. Aperto al pubblico nel 2015\, il Sito è gestito dall’Associazione VerginiSanità che lavora ad un progetto complessivo di recupero\, valorizzazione e fruizione\, denominato AquaAugusta. Dal 2017 è parte di ExtraMann\, una rete nata in collaborazione con il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli per valorizzare il patrimonio culturale meno conosciuto della città. \nINFO \nwww.verginisanita.it/aquaugusta \naquaugusta.contemporaryart@gmail.com
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DESCRIPTION:17 dicembre 2021\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Ambra Viviani\, David Richter\, Jacob Ott e Lukas Treiber \nw/ Samara Behringer\, bod [包家巷]\, Andrea Bolognino\, Leonardo Bürgi\, Federico del Vecchio\, Antonio della Corte\, Giorgia Garzilli\, Boris Kurdi\, Angela Melito\, Effe Minelli\, Raffaela Naldi Rossano\, Michael Rey Von\, Isabel Schulte\, Anton Steenbock\, Gabriel Stöckli & more. \nHow can self-referential closure create openness? It is not a matter of adaptation\, nor is it a matter of metabolism. It is a peculiar constraint on autonomy arising from the fact that the system would simply cease to exist in any\, even the most favorable environment\, if it did not equip the momentary elements that compose it with the capacity for connection\, that is\, with meaning\, and thus reproduce them. Different structures may exist to accomplish this\, but only ones that can withstand the radical trend toward immediate (and not merely gradual\, entropic) dissolution of the elements. The point of departure must be the difference between system and environment. System are oriented by their environment not just occasionally and adaptively\, but structurally\, and they cannot exist without an environment. They constitute and maintain themselves by creating and maintaining a difference from their environment\, and they use their boundaries (contorni) to regulate this difference\, Without difference from an environment\, there would not even be self-reference\, because difference is the functional premise of self-referential operations. In this sense boundary maintenance is system maintenance. But boundaries do not mark a break in connections\, as one cannot state that internal interdependencies are greater than system/environment interdependencies. The concept of boundaries means\, however\, that processes which cross them have different conditions for their continuance after they cross the contorno. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Isabell Schulte\, part VIII (2021)\, Antonio Della Corte\, Where living forms can exist (2021)\, Angela Melito\, Hela havet stormar (il gioco delle sedie) (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Andrea Bolognino\, Engramma (2021)\, Samara Behringer\, Untitled (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Jacob Ott\, Questo è per Pina (2021)\, Antonio Della Corte\, Untitled 8 (2020)\, Leonardo Bürgi\, Drylands (2021)\, Raffaela Naldi Rossano\, Skin 01\, Skin 02\, Skin 03 (2019)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Isabell Schulte\, part VIII (2021)\, Antonio Della Corte\, Where living forms can exist (2021)\, Angela Melito\, Hela havet stormar (il gioco delle sedie) (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Federico Del Vecchio\, Fetichisme and lemon soda (2018)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography
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SUMMARY:Libero De Cunzo. Dea Adventus
DESCRIPTION:13 dicembre 2021 – 31 gennaio 2022\nOPENING 11 dicembre ORE 17:00\nFondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\n \nA cura di Loredana Troise e Raffaella Morra \nLuminosa\, acuta e morbida\, la nuova personale di Libero De Cunzo DEA ADVENTUS\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, ospitata presso la Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee (13 dicembre – 31 gennaio 2022) rappresenta un intervallo dal terremoto del mondo. Libero De Cunzo\, armato del suo iPhone\, ha diretto lo sguardo e distillato delle sillabe di una dialettica tra recupero\, spezzatura e ritrovamento\, l’artista è entrato nelle pieghe dei luoghi e ne ha catturato il noema testuale\, come atto meditativo e fenomeno conoscitivo nella sua intima percezione. \nA partire da tagli\, frazioni\, sezioni\, De Cunzo guarda il mondo attraverso una recherche dove la domanda di fondo riguarda lo statuto delle cose recuperate e poi svelate nella memoria: ritmi onirici\, stupore\, meraviglia\, nostalgia\, dolore sono tracce di vissuto che non si perdono\, ma restano incise nel cuore. Raccontate attraverso una fitta geologia di riflessioni che da sempre spingono l’artista a interrogarsi al lume della sua coscienza\, le fotografie inedite divise nelle tre partiture DEVOZIONI-EMOZIONI-AMMIRAZIONI si configurano quale punto nevralgico-umorale depositato in quel margine della retina che diviene osservatorio e finestra d’ingresso del sapere e del saper decantare “nella piena Gratitudine della Meraviglia sempre pronta ad Apparire”. Un contrassegno che è insieme formale e ideologico\, e che trova il suo fondamento in una visione che mira alla linea del dialogo come espediente retorico. La struttura logico-espressiva della narrazione\, procedendo infatti in una investigazione della realtà sempre più vertiginosa e solo apparentemente rarefatta\, esige la corrispondenza di un fruitore particolarmente avvertito\, pronto cioè a ingaggiare la sfida dell’interpretazione attraverso un laborioso\, ma remunerativo\, circolo ermeneutico. Nei tre capitoli visivi di DEA ADVENTUS Libero De Cunzo si esprime attraverso una scrittura con la luce che corrisponde al suo procedere usuale\, e proietta il proprio messaggio poetico che è espressione e contatto emozionale di segni/motivi: l’incontro fortuito con un particolare tramonto\, il bagliore del sole\, le impronte nella sabbia\, una mano che sfiora un tessuto\, delle candele votive sono delle incursioni che alternano lo stupore all’irrompere di gratificazione\, delle soluzioni proposte alla nostra memoria distratta\, illuminanti con la loro immediatezza\, una fugace scintilla di reale. Le opere fotografiche di Libero De Cunzo sono degli articoli visivi esplicativi\, riflessi e vibrazioni che ci guidano in un affascinante tragitto\, dove siamo tutti chiamati a riflettere\, con uno sguardo che può variamente rallentare\, accelerare\, sostare e ricominciare… \n“Nel procedere lo sguardo diventa immagine ed esprime la volontà di stabilire un rapporto di identità con i luoghi. Una ricerca per una visione interiore che vuole superare i significati del reale\, dello spazio e del tempo. Riconoscendo nell’istante dello scatto\, nel trattenere il respiro\, un tempo che da soggettivo tende all’assoluto. Una pratica del vedere per elevare le proprie capacità del sentire”.\nLibero De Cunzo\, A passo di Vigna\, 1998 \nLibero De Cunzo è docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi e all’Accademia di Belle Arti di Napoli di Fotografia per l’ambiente e il paesaggio. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Institut François Grenoble\, l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei. Per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne: L’Italia nel paesaggio (1999); Le stanze dell’Arte (2002); Living Theatre\, labirinti dell’immaginario (2003); Città architettura edilizia pubblica\, Napoli e il Piano Ina-Casa (2006); il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981); Spaccanapoli (1993); Infiniti possibili: Ravello (1994); Grotta del Sole (1994); Lontano dall’Isola Azzurra (1994); Zone – Napoli/Parigi (1994); Tra luce e luce (1995); La trama vivente della storia (1996); A passo di Vigna (1998); I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998); L’Italia nel Paesaggio (1999); Imago vocis\, vocis imago (2003); Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006); Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009); Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010); Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012). \n  \nIngresso libero. Necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass) \nFondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee \nVico Lungo Pontecorvo 29/d 80135 Napoli\nTel.: +39 0815641655 \nwww.fondazionemorra.org www.em-arts.org www.museonitsch.org \nLunedì – Venerdì ore 10:00 – 19:00 / Sabato ore 10:00 – 14:00
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DESCRIPTION:9 – 14 dicembre 2021 \nMuseo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n…person\, action\, situation… è una serie di lavori che guarda al concetto di “vergogna”\, dal punto di vista individuale\, sociale\, ecologico e politico ed elabora il concetto di vergogna in forma di discussione e dialogo\, attraverso dei ritratti\, che io conto allargare ad una più ampia prospettiva nel tempo. \nQuando ho cominciato a considerare il concetto di vergogna e ci ho riflettuto\, mi sono reso conto di come esso varia attraverso fatti concreti\, come abitudini quotidiane\, la pratica delle varie professioni\, lo spazio urbano\, la famiglia\, la società\, e il livello di consapevolezza fisica\, scientifica\, ecologica. Ho cominciato ad esplorare come i sentimenti di vergogna di cui si cerca di liberarsi\, prendano forma come indesiderabili entità; di come questo processo di liberazione sia una lotta individuale e segreta; di come la vergogna diventi un qualcosa che circonda la persona; di come la società trasformi questo sentimento in un elemento di pressione e controllo; di come e fino a che punto le tradizioni si collochino in questo tipo di esperienza; quale è il punto al quale questi limiti vengono avvertiti; i problemi che emergono quando questi limiti vengano rimossi e\, alla fine\, che cosa rimane dalla area del conflitto. Quando ho cominciato ad indagare sulla vergogna che noi sopprimiamo e seppelliamo profondamente ho trovato le risposte alle tre domande che ho posto in ogni intervista: perché esiste la vergogna\, da dove origina\, quale tenace\, anche se invisibile\, velo essa sia. \nLe domande che ho rivolto sono: \n– Saresti disposto a condividere qualcosa di cui ti vergogni\, se hai mai provato questa sensazione? \n– Se hai avuto questa esperienza\, provi ancora vergogna dopo averla condivisa parlandone? \n– Qual è la tua reazione abituale quando incontri qualcosa o qualcuno di vergognoso? \nHo lavorato a questa serie\, iniziata durante una residenza nel 2019\, a Napoli\, dove sono arrivato grazie ad un programma della Fondazione Morra*\, si tratta di ritratti\, emersi dalle tre domande sulla vergogna. Durante la mia residenza a Napoli per la Fondazione Morra ho inciso su lamine di rame le risposte di professionisti dal mondo dell’arte. Le loro diverse esperienze\, mi hanno permesso di collegarmi alla città in modo profondo. Ho scelto il rame per le sue qualità di conduttività e reattività a vari agenti e mutabilità nel tempo. I visitatori possono toccare i lavori che diventano un’installazione site specific\, e formare tra loro legami più forti e più veri\, parlando delle proprie vergogne. \n*La residenza di Huo Rf e Çağrı Taşkın (del collettivo Odviz) presso la Fondazione Morra nell’autunno 2021 è parte del progetto di scambi culturali Neapolitan Dialogues disegnato da Vittorio Urbani per Fondazione Morra.\n**Grazie al gentile supporto della associazione Turkey One\, Istanbul\, in partnership con la Fondazione Morra\, Napoli. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Approdi | 3  Avanguardie musicali a Napoli - volume III (Konsequenz)
DESCRIPTION:16 novembre 2021\nSTART ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Approdi” è una collana discografica dedicata alle ‘Avanguardie musicali a Napoli’ ospitata dal prestigioso catalogo Konsequenz. \nL’intento è quello di documentare l’attività musicale di ricerca a Napoli e dintorni\, presentando opere o live inediti\, e disegnando/consegnando al futuro la geografia sonora di una città la cui narrazione esclude solitamente tutto ciò che non sia canzone (riferendo questa considerazione\, nel rispetto per ciascun genere\, alla constatazione del dato di fatto prevalente). \nCosì\, ai due volumi pubblicati nel 2019 e nel 2020 – con diffusione internazionale curata dal più importante distributore italiano di musiche ‘altre’: Soundohm-\, si affianca ora il terzo disco\, Approdi | 3\, che raccoglie la grata disponibilità del Museo Nitsch e della Fondazione Morra a una prima presentazione pubblica\, che si terrà martedì 16 novembre alle ore 17:30. Parteciperanno gli Autori e gli Esecutori delle opere inedite e dei documenti audio live compresi nel nuovo lavoro. \nFigurano nel disco musicisti già noti ed affermati\, ai quali vengono però affiancati giovani e giovanissimi di gran talento\, confermando in tal modo il tratto vocazionale di Girolamo De Simone\, ideatore del progetto\, e quello della Fondazione di Peppe Morra\, che da anni si fa promotrice delle più importanti avanguardie artistiche mondiali. \nTra i partecipanti\, in “ordine di apparizione”: Christian Mastroianni\, Luca Buonaguidi\, Enzo Amato\, Cristina Galietto\, Max Fuschetto\, Francesco De Simone\, Vincenzo Liguori\, Girolamo De Simone\, Andrea Riccio\, Gabriele Montagano\, Domenico Di Francia\, Alessandro Silvestro\, Romina Daniele\, Maurizio Chiantone\, Filippo D’Eliso\, Eugenio Fels\, Giuseppe Cassaro\, Angelo Greco\, Pasquale Mosca. \nLa collana “Approdi” si avvale inoltre delle opere e della collaborazione di Fabio Donato. \n«L’idea di avanguardia è prospettica. Essa assume sfumature differenti a seconda del periodo storico e del ‘terreno’ sociale e comunitario. Dipende dal momento storico perché l’avanguardia può avere connotati rivoluzionari o reazionari; innovare i costrutti o i materiali; essere nazionalista o esterofila; etc. Ma dipende anche dal terreno sociale\, perché essa potrà essere consequenziale oppure emergenziale\, cioè essere accettata (e finanziata) come fluido rinnovamento del tutto naturale\, oppure combattuta e risultare il frutto di una strategia degli artisti. Una strategia di emergenza clandestina (ad esempio durante una dittatura militare o religiosa); una di lenta emersione; o una emergenza eruttiva e selvaggia: si pensi alle cosiddette ‘singolarità selvagge’ di Foucault\, la cui forza è tale da traforare e attraversare le pieghe del comunitario e conquistare visibilità\, attivare trasformazioni sociali\, essere veicolo di reali cambiamenti del tessuto. Per questo motivo è stata dimostrata la pervasività e l’efficacia della musica (le canzoni di protesta) quale connettore e amplificatore di istanze comuni e come formidabile ariete di cambiamento. La musica tout court e le arti già assimilate non avrebbero una potenzialità simile senza le avanguardie\, senza la forza propulsiva che spinge al nuovo. Si ribadisce: tale ‘nuovo’ può assumere anche caratteristiche restaurative\, ma sempre se ne percepirà una novità\, come la storia dell’arte ha dimostrato\, in relazione all’epoca storica differente\, e alla diversa ricezione che anche un costrutto già udito può scatenare in ragione di una sua particolare collocazione linguistica. Una medesima frase potrà essere innovativa anche a cento anni di distanza\, perché calata in tessuto e geografie completamente differenti da quando essa fu pronunciata la prima volta. Assumere\, cioè\, un significato totalmente nuovo\, delocalizzante\, generare uno spaesamento\, una deterritorializzazione\, foss’anche momentanea». Girolamo De Simone \nAPPRODI | 3 \nCATALOGO KONSEQUENZ (KNZ025) – COLLANA ‘APPRODI’ \nwww.incantesimodellasoglia.com – inastriritrovati@gmail.com \n \n 
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SUMMARY:Presentazione libro ALL BOOM ARTE
DESCRIPTION:10 novembre 2021\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nTour europeo di presentazione di ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020 \na cura di Cristina Cobianchi \nIntervengono: Elena Bellantoni\, Fabrizio Cicero\, Cristina Cobianchi\, Adriana Rispoli\nModera: Vittorio Urbani \nMercoledì 10 novembre 2021\, presso la Fondazione Morra\, al Museo Hermann Nitsch di Napoli\, AlbumArte\, spazio indipendente per l’arte contemporanea di Roma presenta il progetto editoriale ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020\, a cura di Cristina Cobianchi (Quodlibet editore\, 2021)\, realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione 2020)\, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. \nAll’interno della presentazione del volume\, saranno presentati due video di due artiste di AlbumArte: CORPOMORTO (2020\, 9’50”) di Elena Bellantoni e Fronte Nazionale Naso Partenopeo (2020\, 18’48’’) di Anna Raimondo. \nGli artisti e i curatori selezionati in questi dieci anni di attività da AlbumArte\, sono riusciti a costruire una comunità e a formare una rete di scambi intellettuali e di opportunità di lavoro\, connessione e ricerca ed è proprio su questa comunità di giovani o emergenti\, che si focalizza l’attenzione del volume ALL BOOM ARTE\, un fenomeno aggregativo ancora in corso\, che ha coinvolto e continua sempre di più a coinvolgere decine di artisti\, tra i quali molte artiste e curatrici donne. \nUna parte del volume è dedicata a 18 conversazioni inedite tra gli artisti e i curatori di AlbumArte: Gianluca Brogna con Grossi Maglioni\, Benedetta Carpi De Resmini con Cosimo Veneziano\, Anna Cestelli Guidi con Iginio De Luca\, Daniela Cotimbo con Sonia Andresano\, Elisa Del Prete con Angelo Bellobono\, Raffaele Gavarro con Sandro Mele\, Silvano Manganaro con Zaelia Bishop\, Margherita Moscardini con Cristina Cobianchi\, Manuela Pacella con Elena Bellantoni\, Claudio Libero Pisano con Delphine Valli\, Adriana Polveroni con Francesco Jodice\, Marta Silvi con Dario Agati e Fabio Giorgi Alberti\, Marco Trulli con Anna Raimondo\, Paola Ugolini con Silvia Giambrone e Romina Bassu\, Vittorio Urbani con Flavio Favelli\, Saverio Verini con Sabrina Casadei e Alessandro Giannì.   \nIl volume\, di 484 pagine\, doppia versione italiano inglese\, è diviso in altre 5 sezioni che illustrano il contesto della ricerca di AlbumArte dal 2011 al 2020: gli artisti italiani all’estero con AlbumArte (Anteprima 2011-2014); AlbumArte | VideoArtForum (2016\, in corso); Le performance; il progetto Donne (non più) anonime – confronto sul femminicidio; le mostre realizzate (2011-2020). \nCORPOMORTO (2020\, 9’50’’) \nL’opera consiste in un video e in una grande installazione di arte pubblica composta da un cartello in schiuma poliuretanica lungo 43 metri e da 8 oggetti in cemento con linee lunghe 20 metri ciascuno. “Ho immaginato di lavorare sul punto di vista dal mare posizionando la mia opera sul bordo dell’acqua visibile dall’alto. Ho deciso di lavorare sul concetto di corpo morto – una parola presa in prestito dal linguaggio del mare – producendo lettere galleggianti in polistirolo espanso che diventano punti di ancoraggio per i corpi morti in cemento gettati in fondo al mare in una baia vicino al porto di Tricase in Puglia. Lavoro per immersione\, con CORPOMORTO l’immersione avviene anche in senso letterale gettandomi in mare per costruire la mia azione. Mi interessano gli aspetti linguistici di questi elementi marittimi: la parola dead-body che evidenzia con la presenza di molti cadaveri nei nostri mari\, la parola an-courage sottolinea l’azione del saltare\, il coraggio di avvicinarsi per raggiungere la terra ferma. La lingua diventa un “salvagente”\, un luogo su cui appoggiarsi\, tutte le lettere – che getto in acqua attraverso un’azione performativa – sono di un colore arancione intenso\, lo stesso dei giubbotti di salvataggio usati in mare. I corpi morti\, in fondo al mare\, portano la stessa scritta come un riflesso che emerge sulla superficie dell’acqua: ancora/corpo morto tra cielo e terra coraggio dal gioco di parole sull’oggetto stesso di “ancoraggio” emerge un monito di natura poetico-politica. (EB) \nFronte Nazionale Naso Partenopeo (2020\, 18’48’’) \nIl titolo di quest’opera trae ispirazione da un’iscrizione letta fugacemente dall’artista sulle mura di Napoli\, dove con ironia\, qualcuno aveva aggiunto alla sigla scritta con lo spray “Fronte Nazionale”\, le parole “naso partenopeo”. La costituzione di un partito utopico\, il Fronte Nazionale Naso Partenopeo (Napolitan Nose National Front)\, prende forma attraverso le interviste che l’artista fa a cittadini e attivisti napoletani\, al fine di avviare una riflessione corale sulle micro-azioni quotidiane di trasformazione sociale ed emancipazione. Un (non) partito\, rappresentato da una (non) bandiera insieme a diversi materiali di propaganda\, è al centro di una vera e propria campagna elettorale organizzata dall’artista\, presentando anche un banchetto elettorale mobile\, simile a quello di un vecchio venditore ambulante\, che sarà utilizzato per azioni future nello spazio pubblico. Il naso\, elemento che definisce la fisionomia di una persona\, viene qui ironicamente utilizzato come parametro di identità\, come punto di partenza per una serie di speculazioni politiche e sociali effettuate durante le interviste\, con un motto ricorrente: utilizza gli occhi\, usa le orecchie\, abbi naso. Il video è stato realizzato in occasione della mostra personale dallo stesso titolo dell’artista ad AlbumArte\, nel gennaio 2020. \nPartner culturali del progetto ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo\, Roma; Roma Capitale. Assessorato alla Crescita Culturale / Azienda Speciale Palaexpo\, Roma; National Gallery of Art\, Vilnius; Art House\, Scutari; Bn Project\, Bruxelles; Dimora OZ\, Palermo\, Golden Thread Gallery\, Belfast; LE 18\, Marrakech; PILOT\, Bratislava. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti. Necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass)
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SUMMARY:Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue - OPEN CALL
DESCRIPTION:CALL PER MASTERCLASS\nIscrizioni aperte dal 5 novembre 2021 al 20 aprile 2022 \n10 – 22 maggio 2022\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nMasterclass internazionale residenziale sulla relazione suono – corpo\, dall’Edipo Re di Hermann Nitsch \ncondotta da Andrea Cramarossa \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità. \nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico. \nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nLa Masterclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti. \nI partecipanti potranno essere invitati a prendere parte come attori alla “Festa dei sei giorni” in programma nel mese di luglio 2022 al Castello di Prinzendorf in Austria. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni \ndal 10 al 22 maggio 2022 \ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19 \nper un totale di 66 ore  \nPresentazione aperta al pubblico sabato 21 maggio ore 21 e domenica 22 maggio ore 18. \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso: \nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d \n_____________________ \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nÈ possibile inviare la propria candidatura fino al 20 aprile 2022. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il 27 aprile 2022 \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni. \nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nGerman version \nSpanish version \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:The art of remembering - Incontri
DESCRIPTION:2 ottobre 2021\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\n \nDivergent Senses II part\nvideo screening\nA cura di Raffaella Morra \n5 ottobre 2021\nOPEN STUDIOS ore 17:00-19:00\nCEREMONY ore 19:00-21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \n“Tutto ciò che è solido si liquefa in aria\,\npropagando il labirinto\,\nun continuum di un’entità alla fine\nCome viaggiatori\, essi fanno dei viaggi\,\nalla ricerca di una specie di paese delle meraviglie.\nCos’è che ci unisce?\nUn ricordo?\nE se smettessimo di ricordare?” \nThe rabbit hole presenta the art of remembering\, un programma di residenza globale\, in collaborazione con la Fondazione Morra e l’associazione E-M Arts\, che si terrà a Napoli dal 21 settembre al 5 ottobre 2021. \nMaayan Boni * Amaury Cambuzat * Laith Demashqieh\nMatilde di Pietropaolo * Ainara Lopez * Olec Mun\nKeri Rosebraugh * Mayke Verhoeven\ntheatrum phonosophicum (alias Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) * Alejandro Zertuche \n10 candidati sono stati selezionati per trascorrere 14 giorni insieme per sbrogliare la domanda “e se smettessimo di ricordare?” Il programma\, concepito come una drammaturgia di esplorazione interiore\, mostra Napoli come ‘paese delle meraviglie’\, all’interno di un environment creato sia come percorso immersivo che come programma internazionale di residenza d’artista. Gli artisti esploreranno l’argomento da soli\, in un ambiente contemplativo e stimolante\, dotati di un proprio ‘studio’ all’interno del Museo Hermann Nitsch\, generosamente concesso dalla Fondazione Morra\, oltre a partecipare a cinque workshop esperienziali introduttivi del the rabbit hole method™ che si svolgeranno al Museo Hermann Nitsch\, in altri spazi pubblici e durante delle escursioni nei dintorni di Napoli. \nIl concept e il programma sono stati scritti e diretti dalla fondatrice del The rabbit hole\, Samina Virani. Il metodo è concepito come una drammaturgia\, un labirinto\, dove ogni artista scende nella ‘tana del coniglio’\, intraprendendo il suo viaggio mitologico alla scoperta di una ‘tela bianca’ collettiva. Per la direzione artistica del programma\, Samina Virani spiega: “gli elementi scritti della residenza sono progettati per consentire agli artisti di approfondire l’auto-introspezione\, una tela bianca\, un ‘senza forma’ dove lo sguardo segreto esiste. Alcuni lo chiamano ricordo”. \nVideo screening \nIl 2 ottobre alle ore 19:00 si svolgerà la rassegna video dal titolo Divergent Senses II part \nCome un puzzle senza una matrice definita\, i video selezionati per Divergent Senses sono delle componenti separate o delle qualità nascoste di un’unificazione. Questi video sono delle inferenze interpretative piuttosto che delle storie lineari\, che tracciano delle connessioni immaginative tra l’evento sullo schermo e il coinvolgimento emotivo. Quando le informazioni sono mancanti e non in ordine\, i percettori cercano le proprie relazioni causali; le informazioni salienti vengono omesse per suscitare curiosità e consentire ai partecipanti di comprendere le proprie motivazioni dei dettagli elaborati\, e mentalmente costruire una descrizione coerente. \nProgramma dei video \nAnouk De Clercq We’ll find you when the sun goes black 2021 Belgio/Norvegia\, video 16:9\, b/n\, sonoro\, 5 min. \nAlvise Renzini Ci sono gli spiriti 2009 Italia\, video\, colore\, sonoro\, 6 min. 20 sec. \nJohanna Vaude Samouraï 2002 Francia\, Super 8mm\, colore e b/n\, sonoro\, 7 min. 23 sec. \nJeanne Liotta Dark Enough 2011 USA\, 16mm\, b/w\, sound\, 6 min. 53 sec. \nPeter-Conrad Beyer Le Rêve 2020 Germania\, Super16mm & Video\, colore e b/n\, sonoro\, 8 min. 21 sec. \nColectivo Los Ingrávidos Guerras Floridas 2021 Messico\, 16mm\, colore\, sonoro\, 4 min. \nDeborah Stratman For the Time Being 2021 USA\, HD video\, 6 min. 40 sec. \nScott Sinclair ベルガ / BERGA 2017 Australia/Germania\, HD video\, colore\, sonoro\, 6 min. 4 sec. \nPer partecipare alla proiezione il 2 ottobre è richiesta la prenotazione per email info@museonitsch.org \nLa risposta finale \nIl 5 ottobre è programmato l’open studio dei candidati dalle ore 17:00 alle ore 19:00 e dalle ore 19:00 alle ore 21:00 la cerimonia di chiusura: il processo\, che è “the art of remembering”\, si trasformerà in un rituale consistente l’“atto di ricordare”. \nCredits \nSamina Virani\, Founder and Artistic Director\, the rabbit hole\nRaffaella Morra\, Curatorial Lead Naples\, Fondazione Morra\, Director E-M Arts \nCarlos Calvo\, Creative Producer\, the rabbit hole\nDr. Don Rodrigues\, co-writer “the rabbit hole method”\, Professor English Literature\, University of Memphis\, and Harvard University \nAurora Arenare\, Assistant Producer\, the rabbit hole\nPol Vidas\, communications\, the rabbit hole pol@101010n.com \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Amaury Cambuzat\, The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Ainara Lopez\, The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo
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SUMMARY:The art of remembering - Residenza d'artista
DESCRIPTION:CALL PER RESIDENZA D’ARTISTA\nIscrizioni aperte dal 20 maggio al 20 luglio 2021 \n21 settembre – 5 ottobre 2021\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra con il collettivo The rabbit hole e la E-M Arts associazione culturale presentano la residenza d’artista the art of remembering. \n3 candidati residenti a Napoli o nei Comuni limitrofi potranno trascorrere\, insieme ad altri 7 candidati internazionali\, quattordici giorni nella residenza della Fondazione Morra ed al Museo Hermann Nitsch\, nel cuore del Quartiere dell’Arte di Napoli\, per esplorare l’arte del ricordare. \nSiamo particolarmente interessati alle persone con un vivo interesse per i viaggi\, le escursioni\, i porti e le vie di navigazione\, così come per i simboli antichi\, per le scritture e per i codici\, che si possono veicolare attraverso la poesia\, il teatro\, le sonorità\, la matematica e la performance. \nGli artisti avranno la possibilità di esplorare l’argomento in maniera individuale\, in un ambiente contemplativo e stimolante\, ma anche di collaborare con gli altri candidati\, favorendo un incontro di menti. \nCome segmento del programma\, i candidati potranno conoscere la scena creativa di Napoli\, incontrare alcuni artisti e personalità della città ed immergersi nelle onde del mare e della cultura. \nQuesto programma di residenza è pensato come un’indagine mistica\, quindi invitiamo le menti curiose che hanno un particolare interesse per il sublime e per la scoperta di nuovi spazi di conoscenza\, a catturare la misteriosa e magica piuma bianca e presentare la candidatura. \nMetodologia \nOgni candidato interrogherà il tema del “ricordare” immergendosi in The Rabbit Hole Method™\, un processo di indagine che estrae e distilla dalle pratiche artistiche contemporanee\, dalla filosofia\, dal misticismo\, dalla matematica e dalla danza. Il metodo include la lezione\, tra gli altri\, di Hazrat Inayat Khan\, Farid Ud-Din Attar\, Jorge Luis Borges\, Alejandro Jodorowsky\, Lewis Carroll. The Rabbit Hole cerca di stimolare nuove idee sul sé e l’altro\, e di sfidare i limiti e i confini costruiti culturalmente. \nSotto l’attenta consulenza della Georgetown University e del MIT Senselab\, il programma basa i propri principi sulla decostruzione e sulla reinvenzione dei rituali e delle strutture. Lavora\, inoltre\, con il Teatro de los Sentidos di Barcellona\, una compagnia teatrale immersiva che crea esperienze decostruendo quella che è diventata la nostra presunta mappatura sensoriale\, e scopre il magico filo d’argento che si mostra\, se si è aperti al ricordare. \nProspettive per i candidati-artisti \nOgni candidato dovrà sviluppare in italiano o in inglese una risposta all’arte del ricordare che verrà successivamente presentata al Museo Hermann Nitsch. \nOgni lavoro entrerà a far parte di un archivio che riflette The Rabbit Hole Method™. \nUn evento finale al termine della residenza inviterà il pubblico a incontrare gli artisti\, a introdurre la metodologia e a coinvolgere le comunità artistiche locali attraverso l’immersione sensoriale e il gioco. \nA conclusione della residenza \nOgni artista riceverà un certificato master class del The Rabbit Hole Method™ \nIl lavoro di ogni artista verrà promosso attraverso i canali global di The Rabbit Hole. Ogni artista avrà un posto nel collettivo The Rabbit Hole. \nChi può presentare domanda \nCon la possibilità di offrire solo 3 posti per questa residenza\, selezioneremo i candidati sia per il proprio merito artistico e la passione per la materia\, che per il modo in cui ciascuno possa contribuire a una sinergia generale di gruppo. \nArtisti\, curatori\, scrittori\, compositori\, poeti\, ricercatori\, musicisti\, performer\, di ogni provenienza formativa sono invitati a presentare domanda. \nPer partecipare\, inviare quanto segue a info@fondazionemorra.org \n– una dichiarazione in italiano o in inglese sul progetto sul quale si desidera lavorare \n– una dichiarazione in italiano o in inglese in relazione all’arte del ricordare (circa 400 parole) \n– una risposta in italiano o in inglese alla domanda che segue (circa 400 parole) \n– il tuo curriculum \n– il tuo sito web \nDeadline 20 Luglio 2021 \nLa domanda \nLeggi la seguente poesia e rispondi alla domanda \n“Cos’è che ci collega \nUn ricordo? \nE se smettessimo di ricordare?” \n \n  \nFondato a New York nel 2008\, il collettivo the rabbit hole – composto da un gruppo di artisti\, scrittori e visionari irriverenti – conta oltre 2000 partecipanti in 56 paesi. \nIl collettivo vuole stimolare nuove idee su se stessi e sugli altri e sfidare i limiti e i confini costruiti culturalmente. Un manifesto\, scritto dai suoi fondatori\, basa i propri principi sulla decostruzione e sulla reinvenzione di rituali e strutture. \nSeguendo un fondamento della festosità e una celebrazione della perturbazione\, the rabbit hole ha creato provocatorie mostre partecipative al Chelsea Art Museum\, un autobus a due piani che viaggia nel tempo a New York City\, un catamarano nel Mediterraneo e un viaggio in treno di 21 giorni attraverso l’Europa e il Medio Oriente\, tra gli altri luoghi. \nComunicato stampa \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Labyrinth of mirrors in The art of remembering\, Napoli\, 2021 © photo Imma Di Lillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				The art of evoking in The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Imma Di Lillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Alper Akcay\, The Whirling Begins in The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Body\, Time\, Space\, Access in The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Samina Virani
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SUMMARY:Matteo Fraterno. Presentazione libro Apokatastasi
DESCRIPTION:12 marzo 2021\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch– evento online\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntervengono: Nico Angiuli\, Federico Decandia\, Marcello Faletra\, Matteo Fraterno\, Manuela Gandini\, Pasquale Persico\, Cesare Pietroiusti e Franco Silvestro \nIntroduce e modera: Loredana Troise \nA un anno esatto dalla fine della residenza artistica ESPERIENZE/L’infinito intrattenimento di Matteo Fraterno\, curata da Pasquale Persico e Loredana Troise\, la Fondazione Morra è lieta di presentare Apokatastasi (Edizioni Morra\, 2020)\, un volume che raccoglie gli interventi della comunità ideale a cui l’artista ha voluto affidare l’elaborazione delle condizioni di senso della sua esperienza.  \nTra il 15 febbraio e il 14 marzo 2020 Fraterno ha abitato la Biblioteca per le arti contemporanee della Fondazione Morra\, installandovi arredi e suppellettili per restituire all’ambiente la familiarità di una dimensione domestica dove poter leggere\, dormire e sognare. Durante la residenza l’artista si è trasfigurato in un bibliotecario-temporaneo attivando\, attraverso la lettura e il sogno\, un intimo processo di restaurazione di quei rapporti indeboliti\, frammentati o interrotti che hanno determinato la sua personale collocazione nella storia dell’arte. Questa forma di “restauro” trova una referenza mitica nell’oracolo di Anfiarao – come processo di purificazione onirico – e una filosofica nel concetto di Apokatastasi – reintegrazione finale di tutte le cose – espresso da Leibniz in un frammento postumo. \nAll’interno di una ricerca né progressiva né inerziale\, una forma embrionale di apokatastasi come gesto inclusivo\, anzitutto nei confronti della natura\, è da rintracciare nel suo lavoro già nel 1995 con Certosa\, alla Vigna San Martino\, dove egli aveva trovato un’“Amazzonia” nel cuore di Napoli. Dopo essere transitato da protagonista nel clima culturale dell’arte relazionale (Plagio Fraterno\, 1998)\, con questo progetto Fraterno aggiunge un tassello alla collaborazione con Giuseppe Morra andando oltre la relazione antropocentrica e trasformando la Biblioteca in un esempio laboratoriale di ecosistema complesso. \nGli autori interverranno sulle circostanze preliminari del progetto (Angiuli\, Decandia); sui testi da cui sono state attinte le categorie filosofiche di riferimento (Faletra\, Persico); sulle modalità esemplari di restituzione poetica dell’esercizio di lettura (Pietroiusti); sulla biblioteca come spazio inclusivo di idee progettuali e laboratoriali (Silvestro); sul significato della residenza artistica come “rituale a-sociale” (Gandini).
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SUMMARY:Hermann Nitsch – Sinfonia Napoli 2020
DESCRIPTION:settembre 2020 – settembre 2022\nOPENING 25 SETTEMBRE ORE 10:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch di Napoli si rinnova per il biennio 2020-2022 con il progetto “Sinfonia Napoli 2020”. Inaugurazione il 25 settembre con un nuovo corpus di opere tra i “Relitti d’azione” e un’inedita collezione di pitture e disegni realizzati per l’occasione.\nUna costellazione di “sismografie vitali” che rappresenta esemplarmente il lavoro di Nitsch come uno sforzo ostinato verso la liberazione della sensibilità dalla disciplina di una civiltà anestetizzante\, una pratica di affermazione della vita attraverso il continuo rimando di corrispondenze olfattive\, tattili e visive del colore. Dai “relitti” che\, a dispetto del loro nome\, testimoniano una promessa di ritorno\, una “resurrezione dalla dissoluzione” sino alla pittura ed al disegno che celebrano per Nitsch la luce come condizione di esperibilità del mondo.\nLa riapertura del museo\, celebrata anche dalla composizione musicale “Sinfonia Napoli 2020”\, eseguita a porte chiuse dalla Nuova Orchestra Scarlatti diretta da Andrea Cusumano e presto fruibile on line\, conferma il sodalizio tra Hermann Nitsch e Giuseppe Morra\, iniziato nel 1974\, nel segno della forza creativa dell’arte e della continuità di un progetto che culmina gioiosamente nei festeggiamenti per i dodici anni del Museo napoletano. \nPer gli appuntamenti in programma la Fondazione Morra rinnova anche la collaborazione con Wine&Thecity: la rassegna\, che coniuga la promozione della cultura del vino e l’arte\, sarà presente il giorno dell’inaugurazione a partire dalle 17.00 con i vini della storica Azienda dell’Agro Pontino Casale del Giglio. \n \n 
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 20th Edition
DESCRIPTION:2 luglio – 4 luglio 2020 \nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra\, Emmanuel Lefrant\, Andrea Saggiomo e Botborg. \nIndependent Film Show 20th edition è tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film in Italia\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS associazione culturale\, in collaborazione con Fondazione Morra.\nAbbiamo voglia di scariche emozionali\, non vogliamo rimandare questo incontro tra film-makers e fruitori\, vogliamo intensamente vivere questi tre giorni di Independent Film Show 20 edition e scoprire in presa diretta e con partecipazione attiva le soluzioni escogitate per scardinare le abitudini; senza nessuna divisione di genere\, Independent Film Show è libero e non insegue le mode\, la routine\, la costrizione commerciale\, l’esigenza dei numeri. Questi artisti sono abili comunicatori delle emozioni\, delle affezioni sensuali e delle psicologie percettive\, ed attraverso l’ideazione di complesse strategie audio-visive\, escogitano esercizi mentali e attitudini investigative\, intersecano memorie\, sensazioni\, sincronizzazioni e sinestesie\, guidano la nostra comprensione alla scoperta di inusuali meccanismi cognitivi. Essi traggono dalle proprie esperienze\, introspezioni\, capacità mentali e frammenti di vita; chiedono ai fruitori di riflettere in modo differente\, di interpretare queste emozioni come delle interferenze non comuni\, fuori da schemi abituali. Dalla prima edizione di Independent Film Show nel 2001 abbiamo appreso come attivare queste connessioni inusuali\, senza dover seguire l’intransigenza delle categorie\, la linearità delle narrazioni\, la rigidità delle funzioni prestabilite. I frequentatori dell’Independent Film Show sono abituati ad attivare un coinvolgimento profondo\, che si dirama nella mente come le geometrie interconnesse di Escher\, a comprendere/interpretare sensualmente\, ad entrare in sintonia. La creatività e l’ingegnosità è il comune denominatore di questa arte filmica realizzata simulando il movimento delle immagini minuziosamente selezionate\, non utilizzando il consuetudinario e le semplificazioni dell’automazione. \nI due programmi a cura di Raffaella Morra Exposure to chance e Welcome Happy Coincidences sono un incitamento a superare le avversità per non soccombere\, a cogliere il lato positivo nella casualità della vita e a saper scorgere le felici coincidenze. Queste opere sono dei percorsi metafisici che indagano le fisicità delle materie\, come la pietra e la sabbia lavica in ΑΠΟΚΑΤΑΣΤΑΣΙ di Matteo Fraterno\, i fenomeni naturali come il vento nei video Vent di Patrick Bergeron e Non si può nulla contro il vento dei Flatform (quest’anno invitati al Festival di Cannes)\, e le nuvole in Transformation di Telemach Wiesinger\, componendo mosaici di luoghi e assi di riferimento in continua trasformazione; ed ancora\, condividendo i frammenti di vita e i comportamenti umani in Got ‘Til It’s Gone di Kengné Téguia\, le memorie multi-etniche di territori alieni in Debris di Giuseppe Boccassini\, Orchard di Julie Murray\, Tender Feet di Fern Silva\, Morfología de un Sueño di Malena Szlam\, Itzcóatl del Colectivo Los Ingrávidos; per giungere agli haiku visivi-sonori di PTKHO di Mahine Rouhi\, Bételgeuse di Hugo Verlinde\, For A Young Filmmaker di Sandra Davis\, brRRMMMWHEee II di Billy Roisz\, e alle memorie storiche e personali in Nach Osten Schauen di Deborah Phillips\, e 14 Juillet di Olivier Fouchard\, con le sue parole “…capaci di svegliare i dormienti e dir loro che la rivoluzione non è soltanto una festa…”. \nSight of Sound è il programma di Mike Cooper\, da più di cinquant’anni chitarrista\, cantautore di folk-blues\, esploratore/sperimentatore di generi dall’improvvisazione alla musica elettronica\, autore di saggi e storico delle musiche e dei musicisti del Pacifico\, artista visivo e film-maker. Inizialmente ha realizzato film Super 8mm\, ma quando il medium è diventato difficile da acquistare e sviluppare\, ha prima utilizzato una videocamera economica che produceva un’immagine di due pixel e mezzo\, e di recente una fotocamera Full HD Sanyo da 10 megapixel\, e come afferma “…abbastanza piccola da esser discreta e realizzare degli hip-shots (riprese fortuite). Mike Cooper ha realizzato dei brevi video che condividono quella degradata qualità lo-fi che gli piace tanto\, delle ‘poesie leggere’ come li definisce: “…Tendo a girovagare con la videocamera in tasca\, a scattare foto senza intenzioni particolari e dopo nell’editing a modificare qualcosa”. \nLight Cone\, una collezione viva a cura di Emmanuel Lefrant\, film-maker e direttore di questo propagatore di films e video\, riflette la diversità del catalogo di distribuzione dal 1982 ad oggi\, e testimonia la ricchezza di questo cinema che vive da più di un secolo ai margini dei circuiti commerciali. Al suo interno vi sono rappresentati tutti i grandi movimenti filmici delle avanguardie del XX secolo fino al contemporaneo\, contando più di 5500 opere\, realizzate dal 1900 ad oggi da più di 800 artisti e film/video-makers provenienti da tutto il mondo. Nel programma c’è il 16mm Tönendes Abc (Abc In Sound) di Laszlo Moholy-Nagy del 1933 scomparso per più di 80 anni e ritrovato dai curatori del BFI\, incorporato in una bobina che conteneva anche i film di Oskar Fischinger\, ed inoltre le opere realizzate tra il 2010-2019: Kitchen Beets di Bea Haut\, Bruit Blanc di Jérôme Cognet e Karen Luong\, Freeze Frame di Soetkin Verstegen\, ATHYRIUM FILIX-FEMINA di Kelly Egan\, Das Schöpfwerk di Jürgen Reble\, Or / Or\, Hawick di Jacques Perconte\, Camera Sick di Jeremy Moss\, The Exile / Pituvahalayā di Rajee Samarasinghe\, Borgo di Lucie Leszez\, Words of Mercury di Jerome Hiler. \nDal 2009\, 70FPS è un progetto di expanded cinema del film-maker Andrea Saggiomo\, con cui ha improvvisato in diversi paesi europei collaborando con musicisti e artisti internazionali. Ancora no! (2018) è una pellicola Super 8mm su cui ha stampato manualmente (con la tecnica del rayogram) insetti e foglie insieme a ritagli di altri film\, senza una continuità lineare di fotogrammi; nella proiezione (a velocità variabile) queste immagini si animano\, entrano in relazione fra di loro\, producono rumore trasformandosi in un film attraverso lo sguardo\, non esiste il film senza che qualcuno lo proietti e qualcun altro lo ammiri e ascolti. Transparent Nature (appena composto e presentato in prima visione) è descritto come “…la natura trasparente del film messa a dura prova dalla volontà di guardare dentro ai ricordi\, in quel brodo primordiale da cui tutto ha avuto origine e dentro al quale\, volenti o nolenti\, siamo ancora immersi”. \nBig Screen Brutals a cura di Botborg è una celebrazione di sei video ‘brutali’ di artisti contemporanei che impiegano un’estetica massimalista nella video art e nelle sonorità elettroniche e noise. Sono delle combinazioni glitchy (errore/problema tecnico) di suono e visione psichedeliche e violente\, dei cortocircuiti elettro-sciamanici che conducono verso un nuovo stato di surrealtà: in Clairvoyant di Der Kleine Kreis delle forme ridotte\, quasi geometriche\, si muovono sullo schermo in schemi aleatori per formare una connessione sinestetica con il suono\, Crashed Universal di UCNV è realizzato attraverso una ricerca precisa dei media digitali\, in Krushers of False Mechaniks (2D version) di The Superusers una fonte di luce diventa incandescente\, cambiando colore con regolarità prima di trasformarsi in un’esplosione intensa di schemi crollanti\, Tzara di Guillaume Vallée è un film/video ibrido creato dal found-footage 16mm di un oscuro documentario e si ispira al processo creativo di Tristan Tzara\, in Anulus Pexie di Norihiro Sekitani & Sgure si muovono colorati collage distorti del corpo e delle viscere umane\, Kokofreakbean per realizzare God Knox dice: “…ho usato After Effects\, Maya\, Photoshop\, Reaktor\, Premiere\, jenkem\, trucioli di callo d’ippopotamo nano e olio di gomito per concepire ed eseguire questa auto-inseminazione”. \nBotborg è un gruppo internazionale di performance audio-visive che fondono e ricollegano segnali elettronici grezzi per creare delle esperienze visceralmente intense e sinestetiche di suono-colore. Utilizzando una complessa gamma di elettronica personalizzata\, Botborg creano dal vivo degli assalti multisensoriali di colore e ritmo interdipendenti\, per invocare la massima stimolazione possibile della mente e del corpo dei fruitori. Le performances di Botborg sono essenzialmente dimostrazioni pratiche del proprio “meta-strumento” noto come “Fotosonicneurokineasthograph”. Questa è una macchina feedback complessa che incorpora un mix intricato di nuove e vecchie tecnologie\, che vengono modificate e personalizzate in base alle caratteristiche uniche del luogo. Sebbene gli operatori umani di Botborg siano abili manipolatori del sistema\, l’utilizzo è ugualmente imprevedibile e incontrollabile\, permettendo di apparire e suonare in modo diverso in ogni occasione. Ogni dimostrazione è improvvisata e l’unico materiale di origine proviene dal “Photosonicneurokineasthograph”.\n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Musei d’artista: collezione\, esposizione\, narrazione - giornata di studio
DESCRIPTION:20 febbraio 2020 \nOPENING 20 FEBBRAIO ORE 11:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani \nSeguendo le traiettorie di ricerca proposte dalla museologia critica e le pratiche espositive che contraddistinguono lo spazio presente dell’arte\, il museo si configura in modo crescente come complesso palinsesto narrativo\, spazio di crossing-over disciplinari che rimodula il rapporto tra pubblico e collezione attraverso l’intersezione tra scrittura espositiva ed esigenza narrativa. \nProtagonisti di queste nuove prospettive museali sono gli artisti che\, divenuti sempre più curatori\, collezionisti\, museologi\, figure transmediali e artefici del sistema museale contemporaneo\, hanno contribuito con la loro riflessione al mutare della voce delle cose e a offrire una diversa interpretazione del museo\, attivando variegate forme di micro-narrazione e sottili processi di soggettivazione legati all’esperienza dei visitatori. Operando su questo fronte\, cioè muovendosi tra le pieghe che uniscono/dividono atelier e museo\, collezione e installazione\, narrazione ed esposizione\, si distinguono alcune significative prospettiche esperienze di contatto\, musei d’artista a un tempo esemplari e singolari di cui il Museo Hermann Nitsch di Napoli è modello e riferimento certo. \nAttraverso il contributo di studiosi che hanno variamente attraversato nelle loro ricerche questioni di arte\, di critica e di museologia contemporanee\, la giornata di studio intende mettere in luce indirizzi teorici e singole sperimentazioni che\, in Italia e non solo\, caratterizzano la costellazione\, ampia e inquieta\, dei musei d’artista\, la cui crescente presenza rappresenta uno delle più credibili opportunità di azione e di creazione per il museo del XXI secolo. \nL’incontro che rientra nelle attività del Dottorato di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica dell‘Università di Salerno segna la collaborazione attiva tra il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno e la Fondazione Morra di Napoli. \nCoordina Stefania Zuliani \nInterventi: \nFrancesca Gallo (Università La Sapienza\, Roma)\nMaria Giovanna Mancini (Università di Bari)\nMassimo Maiorino (Università di Salerno)\nAntonella Trotta (Università di Salerno)
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