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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 giugno 2017\nINIZIO ORE 22:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nin collaborazione con E-M ARTS INDEPENDENT FILM SHOW 17 edition \nLa Digestion – festival dedicato alla musica di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra – torna al Museo Nitsch per il quinto e penultimo appuntamento della sua prima edizione.\nL’attenzione sarà questa volta rivolta alla relazione fra suono e immagine. La performance\, infatti\, è parte del programma dell’INDEPEDENT FILM SHOW\, organizzato da EM ARTS\, che da 17 anni si propone come osservatorio sul cinema sperimentale internazionale con una particolare predilezione per le opere filmiche\, in pellicola 16mm.\nIl coreano Chulki Hong\, noto per l’utilizzo di giradischi e CD-players hackerati\, e Will Guthrie\, batterista dedito all’utilizzo di tecniche estese\, improvviseranno su due pellicole di Hangjun Lee\, filmmaker\, programmatore e curatore indipendente anch’esso coreano.\nI film 16mm di Hangjun Lee sfidano lo spettatore a materializzare un concetto\, piuttosto che a concettualizzare la materia.\nIn accordo con questo approccio la luce non stimola il nervo ottico ma lo attacca\, rendendolo impotente. Nei suoi film il punto di vista non è collocato all’esterno ma all’interno del corpo stesso.\nIn ”The Cracked Share” il pubblico è immerso in una strana miscela di immagini distorte dalla chimica e da uno sfarfallio aggressivo\, un’ondata di colori esplosivi e forme sconosciute. ”Phantom Schoolgirl Army” è basato su una raccolta di ritratti fotografici militari\, ed elabora la storia di spie Nord Coreane travestiti da ragazze di scuola superiore durante la rivolta Yeosu-Suncheon del 1948. Il governo Sud Coreano ha utilizzato questa leggenda come propaganda anti-comunista. L’equipaggiamento hackerato di Chulki e le percussioni di Guthrie trasformano le vibrazioni dell’aria in materiale vivo e tangibile.\nÈ riduttivo parlare di accordo o disaccordo\, sincronia o diacronia; ciò che è in gioco qui è piuttosto una forza aerea che\, d’improvviso e casualmente\, coincide con il movimento della luce.\nConcetti materiali che abitano la dimensione magica ed elusiva che sta fra la luce e il suono.
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SUMMARY:Altri enigmi…omaggio a Man Ray - Opere di Fabio Donato 2010_2017
DESCRIPTION:8 giugno – 30 luglio 2017\nOPENING 8 GIUGNO ORE 19:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProdurre pensiero è il fine ultimo degli scatti fotografici di Fabio Donato\, che torna ad investigare la trascendenza\, alla ricerca di quell’elemento che rende una figura intrisa di impeto mitologico.\nS’intitola Altri enigmi…omaggio a Man Ray la mostra\, curata da Giuseppe Morra\, che Fabio Donato presenta presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’8 giugno 2017 alle ore 19.00\, imbastendo un dialogo tra lo straniamento tipico dei soggetti\, animati o inanimati\, ritratti da Man Ray e la quotidianità ermetica della città di Napoli.\nCome proiezioni di immagini mentali\, le fotografie di Donato ritraggono la realtà\, sondandone il mistero che la sottende\, suggerito da forme che inducono all’interrogazione\, al ragionamento su un tempo non ancora concluso. Questo racconto visivo di vocazione concettuale\, che rende attivo lo sguardo del fruitore\, accentua il senso di alienazione che pervade gli oggetti d’uso quotidiano\, fossili di un’archeologia del presente còlti in dettagli evocativi\, componenti fondamentali nell’estetica fotografica di Donato.\nAltri enigmi…omaggio a Man Ray si compone di fotogrammi che\, come indizi\, s’interrogano sulla realtà in termini profondamente esistenziali\, oscillando tra visione interiore e trasformazione oggettiva dell’immagine\, come il metronomo di Man Ray\, a cui la mostra è chiaramente ispirata.\nCome avviene nell’Enigma di Isidore Ducasse\, oggetti-non-oggetti vengono ritratti\, spogliati della loro funzionalità originaria\, recuperabile solo intimamente e non senza retrocessioni e cedimenti\, a testimonianza dell’unica certezza\, quella dell’assurdo. Fabio Donato costruisce un racconto irrazionale\, che mira alla ricerca di senso e unità\, pur sapendo che potrebbe non aver fine\, ma che\, allo stesso tempo\, sottolinea la straordinaria bellezza del mistero della vita.\nLa mostra è accompagnata dal catalogo dal titolo omonimo Altri enigmi…omaggio a Man Ray\, edito da artstudiopaparo\, con testi di Diana Gianquitto\, Olga Scotto di Vettimo\, Maria Savarese e Loredana Troise. \nFabio Donato\nÈ da quasi cinquant’anni anni (1967 ad oggi) che il percorso della ricerca di Fabio Donato si svolge su due binari paralleli. Il primo è quello più professionale\, tutto dedicato alla storicizzazione dei linguaggi artistici (arti figurative\, teatro). Ama definirsi fotoreporter della cultura; lavoro che svolge principalmente a Napoli\, ma con viaggi\, anche molto lunghi\, in ogni angolo del mondo. Lungo le strade dei linguaggi dell’arte ha avuto l’occasione di sperimentare il proprio\, quello della fotografia\, con il punto di vista di uno spettatore privilegiato\, che gli ha permesso di incontrare artisti come J. Beuys\, A. Warhol\, J. Beck\, H.Nitsch\, Eduardo\, Svoboda\, Shimamoto\, e quasi tutti i più importanti operatori delle arti visive internazionali \,con un occhio attento al proprio territorio che gli ha permesso di mettere insieme un archivio ricco di circa 400.000 immagini.\nIl secondo percorso\, (quello che definisce “poetico”)\, si svolge\, da sempre\, su temi come la sospensione del tempo\, la soglia come linea di demarcazione tra spazi\, tempi\, dimensioni mentali contrapposte. Ed ancora il doppio\, il rapporto tra la realtà e la finzione\, l’altro da sé. Il tutto attraverso immagini che\, partendo da dettagli urbani\, divengono territorio di proiezioni mentali.\nTutto ciò come tentativo di provocare “pensiero” in chi legge il suo lavoro\, in un tempo dove l’hobby più diffuso dell’umanità pare sia diventato quello di autoritrarsi in ogni luogo e comunicarlo al mondo intero.\nDa più di vent’anni è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Alcune sue opere sono conservate in collezioni museali in: Italia\, Messico\, Francia\, Brasile\, Cina.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Enigma n°5\, Altri Enigmi…Omaggio a Man Ray\, Biblioteca del Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 \nFabio Donato \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Monica Biancardi - RiMembra Drammaturgia per immagini
DESCRIPTION:13 aprile – 21 maggio 2017\nOPENING 13 APRILE ORE 20:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nRiMembra. Drammaturgia per immagini è un racconto fotografico\, che l’artista Monica Biancardi costruisce nel tempo\, raccogliendo membra sparse in luoghi differenti\, spazi fisici e mentali\, non aventi relazione alcuna. \nLa mostra\, promossa e organizzata dalla Fondazione Morra\, raccoglie un corpus di immagini concepite come singole unità\, ma che\, nel loro dare forma alla memoria\, si collegano formando un atlante visivo fatto di corrispondenze di varia natura. \nIl critico Lorand Hegyi\, per quindici anni direttore del Museo d’arte moderna di Saint-Étienne e attualmente prestigioso critico e curatore\, a proposito del progetto\, scrive “Monica Biancardi utilizza collage apparentemente semplicissimi\, in cui le diverse immagini di partenza vengono accostate e così unite da collegamenti che emergono dall’analogia formale di elementi figurativi completamente diversi\, si servono di somiglianze che possono riguardare la qualità\, determinate caratteristiche fisiche reciprocamente associabili\, o anche superfici e strutture materiali simili. Destabilizzante è il fatto che non sussiste una spiegazione evidente\, un nesso palese tra i diversi elementi dell’immagine.. ”. \nIl giorno dell’inaugurazione lo scrittore e saggista Gabriele Frasca terrà un intervento poetico\, entrando nel racconto visivo di RiMembra. Sonorizzata da Stefano Perna e frutto di una lunga collaborazione\, l’installazione\, che unisce l’opera visiva di Monica Biancardi al testo sonoro di Gabriele Frasca\, mostra attimi diversi\, momenti colti dall’obiettivo ad una fisicità e ad una temporalità che rifuggono la realtà e che riportano alla mente ricordi belli o brutti. Il tema Ri è difatti attaccato al sostantivo Membra. Sempre Hegyi sostiene che nelle fotografie della Biancardi “alla bellezza della superficie si sovrappone un’irresistibile ricerca di spiegazioni”\, in quanto la rappresentazione genera immagini che si relazionano solo nel corso del tempo\, compiendo un viaggio nella memoria che trascende la singolarità dell’immagine fissa. \nGiovedì 13 aprile alle ore 17.30 sarà inoltre presentato\, presso la Sala Biblioteca del museo Madre\, il libro del progetto RiMembra\, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Edito dalla casa editrice bolognese Damiani\, il libro è stato realizzato in collaborazione con Gabriele Frasca e Lorand Hegyi\, che interverranno alla presentazione insieme al professore Gennaro Carillo\, docente di Storia delle dottrine politiche al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Alle ore 20.00 presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’apertura al pubblico della mostra RiMembra. Drammaturgia per immagini. \nMonica Biancardi\, nata a Napoli nel 1972\, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Inizia a lavorare giovanissima per importanti registi italiani e stranieri\, (svolgendo parallelamente l’insegnamento di disegno e storia del costume) e realizzando sue personali ricerche fotografiche. La prima di queste\, “Credere”\, a carattere antropologico\, viene acquistata dalla Bibliothèque Nationale de France. La prima mostra “Ritratti”\, inaugurata presso la galleria RiccardoArtivisive in Napoli\, riscuote molto successo tanto da essere invitata al Macba di Barcellona\, a Madrid\, Salamanca\, alla biennale della fotografia di Brescia\, alla mostra sul Dada a Pavia curata da Achille Bonito Oliva che la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula\, durante la rassegna “Le Opere e i giorni”. Inoltre uno dei “Ritratti” vince il premio Serrone\, presso la Villa Reale di Monza. Uno dei lavori di un altro suo progetto artistico “Aldilà”\, verrà acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli. Invitata da Antonio Presti a Catania\, realizza un racconto per immagini dal titolo “Viaggio a Librino” con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005 organizza una performance in piazza Castello a Milano con tantissime donne intitolata “Un Abbraccio per la pace”\, che ripeterà a distanza di tempo in piazza Dante a Napoli e sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con donne arabe ed israeliane. Su richiesta della Soprintendenza\, nel dicembre del 2006 dedica al padre\, scomparso prematuramente\, il nuovo progetto artistico “Mutamenti” negli spazi di Castel S. Elmo a Napoli che poi andrà a Milano e ad Aarau\, in Svizzera. Dopo diversi viaggi nei territori palestinesi\, Monica realizza una mostra voluta dall’All Quds University di Gerusalemme con la relativa pubblicazione. Nel 2009 realizza su invito della Soprintendenza di Napoli una grande mostra dal titolo “Orientamenti” al Museo di Capodimonte di Napoli dove affronta il tema dell’integrazione culturale che le sta molto a cuore tanto che lo stesso anno\, in forma multimediale presenta il lavoro sulla Palestina\, “Tra le immagini”\, valorizzando l’etnia beduina che presenta al museo MAV di Ercolano. Ha chiuso nel 2012 il suo progetto “Habitus” che viene presentato al museo Marte di Cava dei Tirreni. Nel 2013 vince il “Premio Napoli” per l’arte. L’anno dopo il Mois de la Photo di Parigi\, seleziona ed espone il suo progetto “Credere”. Nel 2015 vince il Premio Dolomiti Contemporanee. Lavora con Shazar Gallery. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private di arte contemporanea.
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SUMMARY:Prospettive su ritratti e luoghi: I films di Adele Friedman
DESCRIPTION:5 aprile 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Per più di tre decenni\, Adele Friedman film-maker di Chicago ha forgiato e perfezionato una visione originale con i suoi ritratti silenziosi\, in cui la cinematografia grandangolare e l’ossessiva panoramica estendono gli spazi di appartamenti e giardini\, creando un sensuale panorama dell’ordinario.”\nFred Camper \nIl programma di stasera attraversa 38 anni\, cominciando da un primo ritratto del 1979. Sono inclusi nel programma dei ritratti e dei films di luoghi: natura\, architettura\, giardini\, fiumi.\nQuesti films sono delle prospettive\, così visualizzate dalla film-maker e presentate allo spettatore.\nLe composizioni dello spazio tra persone\, oggetti\, interni ed esterni\, tutti dentro il fotogramma\, sono un elemento critico di ciò che si vede nel film. Queste composizioni cambiano costantemente con il movimento\, sia dei soggetti che della film-maker\, consentendo un’interpretazione e una reinterpretazione.\nI ritratti filmici sono su persone dell’ambito culturale e come le loro vite sono conformate dai propri interni e gusti artistici. Si circondano di ciò che li muove. Le persone non lasciano la propria cultura presso il Museo o l’ufficio; se la portano a casa e vivono con essa. È parte integrante del tessuto quotidiano della propria vita.\nÈ inoltre incluso in questo programma un primo paesaggio onirico che esplora la narrazione strutturale del sogno e del subconscio.\nFriedman sceglie di lavorare in pellicola 16mm per la delicata qualità morbida della luce rivelata attraverso la pellicola filmica\, che trasmette gli strati e le sfumature di tonalità e colore. I films sono silenziosi\, esortando lo spettatore a concentrarsi interamente sull’immagine proiettata. \nAdele Friedman ha ricevuto il suo M.F.A. e la sua laurea in Storia dell’Arte presso l’Art Institute of Chicago. I suoi films sono distribuiti da Light Cone di Parigi\, e ha esposto a livello internazionale nel corso degli ultimi 33 anni\, tra cui E-M Arts di Napoli\, nell’ambito della mostra Fôret; Scratch Proiezione a Parigi; Oesterreichisches Filmmuseum\, Vienna\, Austria; Stadtmuseum Filmmuseum di Monaco di Baviera\, Germania; Frankfurt Deutsches Filmmuseum Kommunales Kino\, Germania; Arsenal\, Kino der Freunde der Deutschen Kinemathek\, Berlino; Fylkingen\, Turbidus Film\, Stoccolma\, Svezia; Innocent Eyes and Lenses Film Festival\, Tokyo\, Giappone; ” Big as Life: An American History of 8mm Film “\, il Museum of Modern Art\, New York; Il 26° New York International Film Festival; Millennium Film Workshop\, New York; The Onion City Experimental Film and Video Festival\, Chicago; il Museum of Contemporary Art\, Chicago; tra le molte altre mostre. Questa è la sua prima mostra personale in Italia.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Red Cloud\, 2017\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Untitled 1982\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Catalogna Bombardata
DESCRIPTION:4 aprile 2017\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29d\, Napoli \na cura del Centro di documentazione “Filippo Buonarroti” di Milano \nL’associazione di italiani a Barcellona AltraItalia\, l’Anpi\, l’Anppia e il Centro Filippo Buonarroti sono liete di annunciare la mostra Catalogna Bombardata (Catalunya Bomberdejada)\, realizzata dal Memorial Democratic della Generalitat de Catalunya\, in occasione dell’80esimo anniversario del bombardamento dell’Italia fascista sulla popolazione catalana durante la guerra civile. Nata come progetto itinerante\, la mostra\, composta da sedici pannelli illustrativi che raccontano la vicenda dei bombardamenti che gli aerei italiani inviati da Mussolini a sostegno di Franco colpirono soprattutto Barcellona\, sarà esposta in 58 diverse località italiane\, su iniziativa del Centro Filippo Buonarroti di Milano e di altre venti istituzioni ed associazioni dell’Antifascismo. \nA Napoli\, Catalogna Bombardata sarà ospitata dalla Biblioteca del Museo Nitsch. L’inaugurazione si terrà martedì 4 aprile alle ore 18.00. La mostra sarà inoltre accompagnata\, sia in apertura che in chiusura\, e sempre alle ore 18.00\, da una conferenza stampa\, cui interverranno: Doriano Maglione Centro Filippo Buonarroti\, Giuliano Balbi Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Lorenzo Morricone del Centro di Documentazione Pasquale Martignetti\, Aldo Oliveri della Società Filosofica Italiana-Sezione Napoletana “Giambattista Vico”\, Aurora Spinosa Storica dell’Arte
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:27 novembre 2016\nINIZIO ORE 20:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nTorna La Digestion – musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca\, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata dai napoletani Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, EM-ARTS\, la Fondazione Morra e il Museo Hermann Nitsch.\nI tre soggetti culturali\, da decenni attivi nella promozione e nella diffusione delle arti multimediali\, hanno raccolto l’istanza della neonata associazione Phonurgia con la volontà precisa e comune di riportare la città di Napoli al centro del dibattito europeo attorno alle arti analogiche\, digitali e performative.\nIl festival\, che si articolerà in 6 appuntamenti lungo il corso del 2016 e del 2017 a partire dal 22 settembre\, vedrà protagonisti musicisti da tutto il mondo\, dagli Stati Uniti alla Corea\, con particolare attenzione alle espressioni musicali più estreme e radicali.\nIl primo concerto\, che con Kevin Drumm ha posto le basi per un percorso attraverso le forme più inusuali della musicale elettronica\, troverà seguito il 27 novembre\, data del secondo appuntamento\, dedicato questa volta alla musica concreta. Protagonista della serata sarà Valerio Tricoli\, uno dei più vitali e originali interpreti della musica per (e con) nastro magnetico\, autore di dischi ormai di culto come Miseri Lares e Clonic Earth\, pubblicati da PAN. Lavorando con materiali sonori tra i più vari (voci\, oggetti\, strumenti acustici\, suoni sintetici\, suoni d’ambiente) trasformati e manipolati in tempo reale attraverso il mitico registratore a bobine Revox\, Tricoli è capace di dar vita a narrazioni sonore fascinose e perturbanti\, emozionali e occulte\, intrise di una sensazione quasi tattile di tensione. \nIn linea con gli intenti del festival\, non si tratterà di un semplice concerto ma di una residenza presso il Museo Hermann Nitsch\, durante la quale Valerio Tricoli lavorerà insieme ai musicisti napoletani Giulio Nocera\, KNN e SEC_\, per la costruzione di una performance quadrifonica basata sui registratori a nastro e pensata per la capriata del Museo. \nLa residenza è aperta al pubblico nelle date 25 e 26 novembre. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Philippe Léonard x Thisquietarmy
DESCRIPTION:20 novembre 2016 \nSTART ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nAlchemic Rites: Live Expanded Cinema\nGuitar Drones and Dual 16mm Projections \n  \nIl programma Various positions: works from Double Negative\, composto da sette opere realizzate da film makers del collettivo Double Negative (presentato a Napoli nel giugno 2012)\, è preludio a Alchemic Rites: Live Expanded Cinema del film-maker Philippe Léonard e del pionieristico progetto musicale Thisquietarmy. \nPhilippe Léonard si definisce un cercatore di luce\, “…catturo e modello la luce per lasciare una traccia di esperienza…”\, Eric Quach aka Thisquietarmy\, chitarrista e produttore discografico\, crea intense atmosfere di drones e modulazioni sonore\, spingendosi oltre i limiti dello strumento in bilico tra meditazione e tensione. \nIn tour Europeo\, Alchemic Rites: Live Expanded Cinema si adatta alla variabilità dell’ambiente e alla sintonia con il pubblico; Philippe Léonard e Thisquietarmy ci invitano a scorgere la scintilla e la rifrazione sonora in un’intensa intermittenza di apparizioni e sparizioni\, in sintonia con il battere delle palpebre e il ritmo cardiaco. Un momento inestimabile\, che frammenta la linearità del tempo\, sconfigge l’incapacità di fare esperienza ed esplode in sorpresa. \nDal 2004\, Double Negative Collective è una presenza fondamentale del cinema sperimentale Canadese; completamente indipendente e auto-finanziato\, Double Negative Collective permette alle comunità artistiche e sociali di evolversi e produrre quei cambiamenti culturali auspicabili per un’alternativa alla passività fruitiva ed al compiacimento consumistico. \nQui le descrizioni dei films e video che precedono Alchemic Rites: Live Expanded Cinema: \nPhilippe Léonard Roundtrip 2014\, Canada\, 16mm\, colore\, silent\, 3 min. \nUn dittico filmato durante un viaggio tra Montreal e New York. La mia ultima bobina Ektachrome per commemorare un giorno importante quando due si unificano nell’atto di donazione. \nCharles-André Coderre Granular Film – Beirut 2016\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 6 min. \nLa reminiscenza di un viaggio a Beirut. Il mare\, le palme\, la fusione degli edifici quando le mie palpebre cominciano a chiudersi. I miei ricordi ora hanno una propria vita separata. Granular Film – Beirut è un’opera in corso di realizzazione. \nErin Weisgerber Traces 2014\, Canada\, 16mm\, b/w\, sound\, 5 min. \nTraccia \nn. \n1. \nr. Un segno visibile\, come un’orma\, fatta o lasciata dal passaggio di una persona\, un animale o una cosa. \nb. La testimonianza o un’indicazione della precedente presenza o esistenza di qualcosa; un vestigio. \n2. Un’indicazione a malapena percepibile. \nMalena Szlam Lunar Almanac 2013\, Canada/Chile\, 16mm\, colour\, silent\, 4 min. \n“Lunar Almanac inizia un viaggio attraverso le sfere magnetiche con la sua stratificazione frammentata di un fotogramma singolo\, l’esposizione prolungata di una luna moltiplicata. Filmato in pellicola 16mm Ektachrome e lavorato a mano\, gli artigianali tratti filmici sono impregnati di mistero notturno”. – Andréa Picard \nKarl Lemieux and David Bryant Quiet Zone 2015\, Canada\, 35mm\, colour\, sound\, 14 min. \nAttraverso l’uso di immagini e suoni complessi\, i film-makers Karl Lemieux e David Bryant ci conducono in profondità nel mondo di coloro che soffrono di ipersensibilità elettromagnetica. Combinando elementi di documentario\, film essay e cinema sperimentale\, Quiet Zone sfida i generi\, tessendo insieme una storia insolita in cui il suono e l’immagine distorcono la realtà per rendere palpabile la sofferenza di questi “rifugiati dall’onda”. \nShannon Harris Lacuna 2008\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 9 min. 30 sec. \nEmergono diverse trame di dolore e di accettazione e l’inquadratura della cinepresa diventa una visuale verso l’interno. Lo spazio è abitato dalla memoria; la memoria diventa un gesto che cerca il passato. Lacuna è una meditazione poetica che naviga in un paesaggio di assenza\, memoria e trasformazione\, attraverso immagine e suono. \nIl processo di ripresa e di montaggio di questo film è stato intuitivo\, molto connesso al processo di elaborazione attraverso una perdita. Nell’estate del 2007 mia madre morì improvvisamente e inaspettatamente di cancro. La mia connessione con lei è forte; è quella tra madre e figlia e tra luogo e casa. Questo film è un poema di immagine/suono\, nonché un documento dell’esperienza e del dolore per la perdita di mia madre. \nEduardo Menz P.O.P. 2013\, Canada\, Super 8mm\, b/w\, sound\, 3 min. 20 sec. \nRitratti filmici che catturano un diverso stato d’animo. \nVarious positions: works from Double Negative\nPhilippe Leonard Roundtrip 2014\, Canada\, 16mm\, colour\, silent\, 3 min.\nCharles-André Coderre Granular Film – Beirut 2016\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 6 min.\nErin Weisgerber Traces 2014\, Canada\, 16mm\, b/w\, sound\, 5 min.\nMalena Szlam Lunar Almanac 2013\, Canada/Chile\, 16mm\, colour\, silent\, 4 min.\nKarl Lemieux and David Bryant Quiet Zone 2015\, Canada\, 35mm\, colour\, sound\, 14 min.\nShannon Harris Lacuna 2008\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 9 min. 30 sec.\nEduardo Menz P.O.P. 2013\, Canada\, Super 8mm\, b/w\, sound\, 3 min. 20 sec.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Philippe Leonard x Thisquietarmy\, Museo Hermann Nitsch\, 2016© photo Pietro Previti Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Philippe Leonard x Thisquietarmy\, Museo Hermann Nitsch\, 2016© photo Pietro Previti Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n  \n 
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 settembre 2016 – 14 luglio 2017\nINGRESSO ALLE PERFORMANCES ORE 20:30 \na cura di Raffaella Morra\, Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco \nAl via La Digestion musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca\, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano e Renato Grieco\, giovani musicisti napoletani)\, la E-M Arts\, la Fondazione Morra e il Museo Hermann Nitsch. Da decenni attive nella promozione e nella diffusione delle arti multimediali\, queste tre organizzazioni hanno accolto la sollecitazione della neonata associazione Phonurgia con la volontà precisa e comune di ricondurre Napoli al centro del dibattito Europeo attorno alle arti analogiche\, digitali e performative. \nIl festival si articola in sei appuntamenti dal 22 settembre 2016 a luglio 2017\, con protagonisti internazionali\, dagli Stati Uniti alla Corea\, ponendo attenzione alle espressioni più estreme che normalmente restano fuori dai circuiti delle programmazioni ufficiali. \nObiettivo de La Digestion è mettere in circolo energie\, attivare collaborazioni e dialoghi fra artisti\, illuminare e animare la vitalità di alcuni luoghi cittadini. \nI musicisti sono invitati a permanere nella città per esplorarla\, per collaborare con musicisti Italiani\, incontrare il pubblico e svolgere dei laboratori\, costruire quindi una relazione forte e continuativa con il tessuto di Napoli\, la cui complessità e singolare capacità di traspirare e illuminare il reale ne fanno luogo ideale per il dibattito artistico e la sperimentazione. \nI luoghi del festival sono scelti al fine di penetrare la città a vari livelli. In senso geografico\, dislocando gli eventi in un percorso discendente/ascendente\, dal Museo Nitsch al Centro Storico e viceversa. Sul piano sociale\, selezionando zone che trattengono ancora diverse abilità e relazioni fra quartieri abitati da straordinarie comunità. \nIl titolo del festival è mutuato dal poema sonoro La Digestion di Henri Chopin\, geniale artista Francese della Poésie Sonore\, invitato in Italia dalla Fondazione Morra che ne ha tradotto e pubblicato numerosi libri e ne conserva un’ampia collezione di dattilopoemi. \nHenri Chopin supera la soglia della lettera\, retrocede alla lingua intesa come ‘organo’. \nUn giorno del 1972 Chopin ingoia una piccola sonda microfonica\, registra su nastro magnetico i microrumori della cavità orale\, ecco un nuovo universo. Il gesto avventato di Chopin è in realtà una dichiarazione di intenti; per il poeta si tratta di ingoiare la parola\, fagocitarla\, negarne il primato\, ritornare alla zona in cui si genera la sillaba\, abbandonare il cancro del linguaggio\, digerirlo\, defecarlo\, slegarlo dai suoi vincoli significanti. La voce\, per Chopin\, è segnale interiore e gli impasti sonori si pongono come significative presenze aldilà di ogni convenzione linguistica. \nÈ in questa crepa fra suono e corpo che si inserisce La Digestion\, prima edizione\, un festival da pensare come un viaggio rischioso e irrefrenabile dentro le forme del suono\, nelle intercapedini fra macchine elettroniche e strumenti analogici\, nella caverna dello stomaco e nei cunicoli orofaringei\, alle periferie estreme della materia sonica. \nIdioletto è parola chiave del lavoro curatoriale che ispira il festival. \nL’idioletto\, stando al Dizionario di retorica e stilistica di Angelo Marchese\, è l’uso della lingua proprio di ogni individuo\, il suo linguaggio o ‘stile’ personale\, prescindendo dal gruppo in cui l’individuo è inserito. \nIn ambito retorico-stilistico\, l’idioletto viene associato\, per lo più\, ad una resistenza\, opacità\, singolarità dell’universo comunicativo e\, forse\, ad un’intrinseca contraddittorietà. Tuttavia\, «l’idioletto» – citando Biagio Cepollaro – «non fa che ostentare\, fino all’esasperazione\, come un bimbo o come un saggio\, la valenza drammaticamente comunicativa di chi non scivola nell’illusione della trasparenza». \nÈ per questa ragione che le esperienze artistiche a cui La Digestion rivolge l’attenzione sono non trasparenti e complesse\, degli enigmi che richiedono grandezza d’animo e partecipazione\, per generare continuamente nuove domande. \nDi questo progetto ambizioso di ri-fondazione\, che è inoltre un esperimento di ricongiungimento fra generazioni e fra mondi\, La Digestion è solo il primo passo. \nUn primo anno dedicato interamente alla musica con la ferma intenzione di estendere il festival con sezioni dedicate alle arti multimediali\, al teatro e alla performance. \nProgramma I Edizione\n22 SETTEMBRE – Kevin Drumm\n27 NOVEMBRE – Valerio Tricoli\, AxisMundi\, KNN\, SEC_\n4 FEBBRAIO – Stefano Costanzo\, Marc Baron\n23 MARZO – Michel Doneda + Le Quan Ninh+ Xavier Charles\n23 GIUGNO – Lee Hangjun + Hong Chulki + Will Guthrie (Independent Film Show 17th edition)\n14 LUGLIO – Blood Stereo + Francesco Gregoretti
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 settembre 2016\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProtagonista del primo evento de La Digestion è Kevin Drumm\, figura enigmatica della scena elettronica internazionale e senza dubbio tra più le influenti dell’ultimo ventennio.\nDi stanza a Chicago sin dal 1991\, Kevin Drumm inizia il suo viaggio musicale con la chitarra preparata\, portando lo strumento oltre i suoi stessi limiti attraverso modifiche strutturali\, l’uso di magneti e catene. Si sposta poi sempre più sull’elettronica “rumorosa”\, rivelando sempre nuovi aspetti del suo talento e della sua personalità unica\, capace di esprimere punti di vista inediti sia nella pratica strumentale sia nei lavori di elettronica pura. Drumm fonde senza soluzione di continuità il mondo del suono acustico e il mondo dell’elettronica\, in bilico tra silenzio e deflagrazione\, restando però sempre impeccabilmente musicale.\nHa registrato e suonato\, tra gli altri\, con Tony Conrad\, Phill Niblock\, Jim O’Rourke\, MIMEO\, Mats Gustafsson\, John Butcher\, Thomas Ankersmit\, Taku Sugimoto\, Axel Dörner\, Martin Tétreault\, Ralf Wehowsky… \n  \nLIMITED SCOPE \nPer il primo appuntamento de La Digestion\, Kevin Drumm ha collaborato con un duo di video-maker napoletani. A distanza\, attraverso conversazioni skype e scambi di mail\, Drumm e il duo BN si sono interrogati sul tema della visibilità e dell’udibilità in relazione al concetto di limite. Limitare il raggio del vedibile e dell’udibile o estenderlo oltre i confini che regolano la quotidianità. Condursi\, volontariamente\, in spazi apparentemente angusti per scoprire vallate. Scegliere\, deliberatamente\, di ridurre le possibilità\, di preferire un punto ad un altro. \nI risultati dei loro rispettivi lavori si incontreranno per la prima volta la sera del 22 settembre in un dialogo teso e imprevedibile. \nopening act: Olivier Di Placido \nOlivier Di Placido\, chitarrista francese\, nel corso degli anni ha sviluppato un approccio assolutamente unico al suo strumento che nelle proprie mani si tramuta ora in un giradischi\, ora in un sintetizzatore\, ora in un’orchestra gamelan. Ossessionato dall’esperienza di tutte le possibilità della chitarra\, specialmente le più nascoste e periferiche\, Olivier ha letteralmente inventato un nuovo strumento ibrido\, con il manico non fissato ed i pick-up mobili\, che evoca l’immaginario di un corpo elettrico mutilato e ri-assemblato di volta in volta con cura chirurgica. \nDa più di dieci anni suona in Europa\, collaborando con musicisti e improvvisatori come Mario De Vega\, Artaud Rivière\, Tony Buck\, Anthea Caddy\, Jassem Hindi\, Friz Welch\, SEC_\, Crank Sturgeon\, Francesco Gregoretti… partecipando a festival internazionali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Lo schermo in tavola – percorsi cinegastronomici
DESCRIPTION:25 luglio 2016\nINIZIO PROIEZIONE ORE 21:00\nBelvedere del Museo Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIn occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna cinematografica Cibo & Cinema\, curata da Mario Franco\, organizzata e promossa dalla Fondazione Morra\, che ha visto svolgersi la proiezione di pellicole con ambientazioni o temi legati all’arte culinaria\, il Belvedere del Museo Nitsch ha accolto un fuori programma. Lunedì 25 luglio 2016 alle ore 21:00 è stato proiettato sulla terrazza del museo il mediometraggio del saggista e critico cinematografico napoletano Alberto Castellano\, Lo schermo in tavola\, co-curato con Carlo Sgambato. “Sono centinaia i titoli che fin dai tempi del cinema muto hanno affrontato il rapporto in generale tra il cinema e il cibo\, che hanno rappresentato e raccontato l’atto del mangiare e del bere\, i riti e i miti della tavola”\, così Castellano nell’introdurre il suo lavoro. Lo schermo in tavola è un montaggio che “racchiude film fondamentali sull’argomento che naturalmente non lo esauriscono\, ma offrono una campionatura quanto più indicativa delle infinite possibilità di rappresentazione cinematografica della gastronomia evidenziando alcuni sotto filoni: la povertà e la ricchezza\, il mangiare per necessità e l’ostentazione di opulenza\, il piacere del cibo e della buona tavola e l’alimentazione ‘mordi e fuggi’\, i casi estremi simbolici e i rituali da cinema di serie B”. La presentazione del mediometraggio è stata seguita dal film Mangiare Bere Uomo Donna del regista taiwanese Ang Lee. \nProgrammazione \nLO SCHERMO IN TAVOLA\nItalia\, 2008\nRegia: Alberto Castellano e Carlo Sgambato\nDurata:30 minuti\nOre 21:45 \nMANGIARE BERE UOMO DONNA\nYinshi Nan Nu – Eat Drink Man Woman\, USA-Taiw. 1994\nRegia: Ang Lee\nDurata: 123 minuti
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SUMMARY:CIBO & CINEMA - rassegna cinematografica
DESCRIPTION:4 luglio – 18 luglio 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 20:00\nSala Conferenze Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Mario Franco \nNell’ambito dell’evento Cibo & Riti\, programmato dalla Fondazione Morra con la partecipazione della Regione Campania\, il Museo Hermann Nitsch ha ospitato la rassegna Cibo & Cinema\, curata da Mario Franco. \nPROGRAMMAZIONE \n4 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nALICE’S RESTAURANT\nUSA 1969\nREGIA: Arthur Penn\nDurata 111 minuti \n11 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nIL CUOCO\, IL LADRO\, SUA MOGLIE E L’AMANTE\nThe Cook\, the Thief\, His Wife & Her Lover\, GB-Fr.-Ol. 1989\nREGIA: Peter Greenaway\nDurata 124 minuti \n18 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nVIRIDIANA\nMex.-Sp. 1961\nREGIA: Luis Buñuel\nDurata 90 minuti
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SUMMARY:Giovanni Mundula. Non avrà fine. Oggetto smarrito
DESCRIPTION:29 giugno – 29 luglio 2016\nOPENING 29 GIUGNO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Ventunesimo secolo ha aperto scenari corrosivi\, un intero pianeta si sgretola tra errori finanziari programmati\, ed orrori così peculiarmente serviti dai media; efficacemente organizzati al solo scopo di inaugurare una “stagione” nel segno dello smarrimento. \nDa nord a sud\, da ovest a est\, del pianeta con casualità vengono prelevati interi territori mediante una gestualità di appropriazione\, immediatamente seguita da una frase identica per ciascuna nazione: “IO SONO GIOVANNI MUNDULA OGGETTO SMARRITO”\, declinata negli idiomi afferenti ai singoli territori rappresentati; affermazione che rivendica l’identità culturale\, ma al tempo stesso la certezza della perdita nella estraneità mediante la sparizione. \nIl presente lavoro performativo ed installativo è stato iniziato nel mese di febbraio 2014 ed inoltre è da valutare nella pratica di un esemplare work in progress\, poiché di fatto “NON AVRA’ FINE”. \nSono rappresentate in modo tridimensionale e contrastante nazioni dal “relativo benessere”\, paesi emergenti\, eredità storiche\, clima e territorio\, statistiche finanziare e politiche assieme a territori devastati da guerre e di conseguenza intere popolazioni relegate nella esclusione sociale con autentiche minoranze nomadi. \nTutto questo fomenta domande per un mandato morale\, un debito dovuto per un lascito identitario al nostro presente\, un presente diviso tra una cupa distrazione ed un’indotta paura. \nGiovanni Mundula\, Non avrà fine. Oggetto Smarrito\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016\, Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 16th Edition
DESCRIPTION:23 giugno – 25 giugno 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 16th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si svolge giovedì 23\, venerdì 24 e sabato 25 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione dei tre programmi di films 16mm e video e delle tre expanded cinema performances. \nUna resistenza alla fissità di classificazione e genere si esprime nei tre giorni dell’Independent Film Show 16th edition che predilige il mescolamento dei procedimenti\, il non finito\, l’errore\, la casualità della scoperta; non c’è una definizione esatta\, una nomenclatura per questo cinema\, ma la pratica continua ad essere artigianale\, il materiale prediletto è il film 16mm e\, quando possibile\, la condivisione dell’atto creativo delle expanded cinema performances. I meccanismi fisici della costruzione filmica\, come le differenti tecniche di impressione fotografica\, le trasformazioni chimiche della pellicola e il processo di metamorfosi della luce\, restano il fulcro di indagine attorno al quale costruire il proprio viaggio conoscitivo. Un’esperienza di disorientamento può assalire lo spettatore inesperto o occasionale\, penetrando in un territorio caratterizzato dall’inatteso. Non c’è un’unica risposta\, né l’illusione della verosimiglianza a cui affidarsi\, invece\, occorre lasciar fluire un turbinio di sensazioni che stimolano un’attività percettiva inusuale e si imprimono nella memoria. \nLa concreta materialità del supporto filmico e la meccanica dell’apparato di proiezione sono ancora saldamente nelle mani dei film-makers\, che ne controllano i minuziosi dettagli di creazione\, e con la chiusura delle grandi società\, come Kodak\, l’incipit è Do It Yourself\, appropriandosi così anche delle fasi di produzione. Un impulso significativo di inventiva e collaborazione tra laboratori filmici artigianali ha sensibilmente ampliato le possibilità di sperimentazione dei film-makers; l’Independent Film Show 16th edition è un’esplorazione fra le esperienze di queste officine: il programma Explorative Journey selezionato da Raffaella Morra è un breve excursus tra le recenti opere filmiche realizzate presso l’Etna e l’Abominable in Francia\, il Filmwerkplatts di Rotterdam\, e il Nanolab in Australia. \nKarel Doing\, film-maker ideatore nel 1990 del laboratorio Studio één e attualmente di Film in Process con Bea Haut (a Napoli in due edizioni IFS\, con le performances Four Eyes del 2006 e Darkloupe nel 2012)\, seleziona il programma Cinematica Erratica\, una celebrazione di un linguaggio filmico sabotato\, in cui accogliere le riprese errate\, le tecniche ed i suoni che normalmente sarebbero visti come imprecisi e difettosi. L’irrazionale è utilizzato come forte antidoto contro i codici di condotta esistenti\, l’assenza è usata per evocare un rinnovato senso di meraviglia\, e dalla collisione del naturale con il tecnologico\, i contorni si sfumano. \nHand and Machine presenta sei films di Richard Tuohy e Dianna Barrie\, cine-sperimentalisti del DIY Australiani\, che esplorano il primitivo apparato del cinema e il rapporto tra la mano e la macchina nell’era post meccanica. In particolare\, essi hanno ideato Chromaflex\, una nuova tecnica foto-chimica che permette il controllo selettivo di immagini negativo e positivo colore e bianco e nero sulla stessa striscia di pellicola filmica e che dette decisioni di selezione siano effettuate in piena luce. \nGiovedì 23 giugno (ore 11:00-15:00) e venerdì 24 giugno (ore 15:00-20:00)\, il metodo Chromaflex è argomento del workshop organizzato in collaborazione con ARK-FILM lab TerzoPianoAutogestito (necessaria l’iscrizione / Palazzo Gravina). \nNelle expanded cinema performances\, l’approfondita conoscenza dell’apparato proiettivo\, l’ambiente\, l’improvvisazione e la casualità si compenetrano in un processo dinamico attivato dalla partecipazione del pubblico: giovedì 23 giugno Portraits di 70FTP (Andrea Saggiomo)\, venerdì 24 giugno Palindrome Series e Pattern/Chaos di Karel Doing\, sabato 25 giugno Dot Matrix e Inside the Machine di Richard Tuohy.
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SUMMARY:Cibi & Riti - Nutrimenti dell’arte
DESCRIPTION:04 giugno 2016\nSTART ORE 11:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch accoglierà gli ospiti sia negli ampi spazi della Biblioteca\, quinta scenica ideale per un allestimento inedito di opere\, selezionate da Giuseppe Morra\, relative a straordinari artisti che sono riusciti a declinare il tema del cibo secondo particolari intuizioni ed elaborazioni individuali\, nel rispetto dell’ insieme; sia nella splendida sala della capriata\, dove avrà luogo la proiezione del film La grande Abbuffata (1973)\, di Marco Ferreri\, prima di cinque pellicole relative ad un programma curato da Mario Franco\, che si svolgerà lungo il mese di luglio (in calce il programma in dettaglio) \n05 giugno 2016\nSTART ORE 16:30\nVigna San Martino\nCorso Vittorio Emanuele 340\, Napoli \nL’evento prosegue con una passeggiata artistico-sensoriale presso la Vigna San Martino\, dove la natura\, oltre che imporsi come catalizzatore specifico dell’arte tout court\, è coordinata imprescindibile per la comprensione del dualismo dialettico statuito fra rito e cibo\, favorendo empatiche relazioni di alleanza col paesaggio. A conclusione del percorso sensorio\, alle 17\,30 il convegno Cibus Gratia Artis\, coordinato da Loredana Troise\, si propone come laboratorio dinamico\, capace di assorbire suggestioni e competenze eterogenee\, dove l’incontro tra le esperienze di professionalità differenti porrà in atto reti poetiche e nuove prospettive intorno alla tematica in oggetto con Federica Del Genio; Mario Franco\, Raffaella Morra; Pasquale Persico e Mario Avallone. \nProgramma Evento
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SUMMARY:Peter Cramer e Jack Waters - Spaghetti Wrestling
DESCRIPTION:28 maggio 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nExpanded cinema performance \nIn linea con lo spirito originale di Satyricum II\, installazione-performance al celebre club gay The Cock nel 2007\, Spaghetti Wrestling è una live action immersiva e interattiva di Peter Cramer e Jack Waters\, con Geoffrey Hendricks\, Sur Rodney (Sur) e gli amici che vorranno parteciparvi. \n“L’immagine in movimento\, i suoni acustici ed elettronici\, e la strumentazione miscelate alle voci dal vivo e registrate incorporeranno la risonanza dell’ambiente circostante\, in risposta corporea all’architettura dei nostri mondi interiori e esteriori. Noi accogliamo e incoraggiamo una partecipazione attiva\, lasciando l’opzione per un coinvolgimento voyeuristico non passivo. Le sorprese abbondano nel forte elemento dell’azione fisica e del contatto corporale tra i performers e chiunque altro voglia unirsi.” \nJack Waters e Peter Cramer Performers\, film-makers\, coreografi e attivisti per il riconoscimento dei diritti delle minoranze\, ideatori nel 1996 del giardino comunitario The Greenthumb Garden Le Petit Versailles nell’East Village a New York e dell’organizzazione no profit Allied Productions\, Inc.\, nonché dal 1983 al 1990 del centro di aggregazione artistica ABC No Rio\, Peter Cramer e Jack Waters sperimentano e coniugano le forme multiple dell’arte\, per coinvolgere e sviluppare un processo di creazione quale essenza delle esperienze piuttosto che il prodotto come risultato finale.\nDal 1981 residenti nel Lower East Side\, Peter Cramer e Jack Waters hanno realizzato film e performance\, insegnato ai giovani e ai bambini coinvolgendo se stessi ed altri artisti\, e coordinato incontri\, proiezioni ed eventi\, sviluppando l’attivismo del quartiere e la cooperazione collettiva. Attraverso la musica\, l’arte e la performance creano forme alternative di collaborazione per trasformare le macerie in creazione e stimolare un cambiamento culturale per modificare la società.\nPeter Cramer e Jack Waters agli inizi degli anni ‘80 creano POOL (Performance On One Leg)\, collettivo di danza/performance attivo nei nightclub di house music come il noto Pyramid Club\, che esplora il contatto e altri comportamenti di improvvisazione combinati alle forme teatrali\, ai rituali\, all’attivismo e alle dinamiche di gruppo; esemplare la maratona Seven Days of Creation\, (con Carl George e Brad Taylor\, membri di Colab)\, sette giorni\, 24 ore su 24 di performances con differenti artisti alABC No Rio\, edificio-residenza-laboratorio d’arte\, socialità ed educazione culturale.\nAttualmente collaborano con il Inbred Hybrid Collective\, il cui intento è stimolare una consapevolezza dei fattori esterni che incidono sull’esistenza umana ed attraverso degli interventi artistici di provocazione invitano il pubblico a riflettere sull’influenza che questa immersione ha avuto su di loro.\nInsieme ed individualmente hanno mostrato le opere filmiche al Whitney Museum of American Art\, al New Museum\, al Anthology Film Archives\, al London Film Makers Cooperative\, Center for Contemporary Culture Barcelona (CCCB)\, e al MIX NYC.\nI loro film sono distribuiti\, tra gli altri\, dal New York Film Makers Cooperative.\nTra gli eventi si citano: Sun Screen Boulevard In The Sand del 2015 è una performance/passeggiata nella Fire Island organizzata da Visual AIDS in partnership con Fire Island Artist Residency (FIAR) e New York Performance Artists Collective (NYPAC)\nhttps://www.visualaids.org/events/detail/jack-waters-peter-cramer-artist-lecture-series-fire-island-artist-residency\nhttps://www.visualaids.org/events/detail/fire-island-performance-jack-waters-peter-cramer\nNel 2014 la collettiva Ephemera as Evidence al La MaMa’s The Club\, e nel 2013 NOT OVER: 25 Years of Visual AIDS presso La Galleria\, e Not only this\, but ‘New Language Beckons Us’ alla Fales Library and Special Collections\, New York University.\nIn Europa si ricorda: nel 2008 Triple Threat alla FRISE di Amburgo\, Germania; nel 2006 e nel 2013 la residenza alla Emily Harvey Foundation di Venezia per il progetto Pestilence\, un’opera primordiale\, post-apocalittica\, che fonde insieme le tecnologie delle scienze e l’arte\, esplorando la cultura\, dalle sue origini come forma di vita unicellulare fino all’estremità terminale della società nell’era digitale di sovraccarico di informazioni.\nhttp://alliedproductions.org/pestilence-workshops-and-showings/\nNel 2015\, il film Jason and Shirley\, co-scritto e co-prodotto da Stephen Winter e Jack Waters\, in cui compare come protagonista\, è stato proiettato con successo di critica e pubblico all’Anthology Film Archives\, al MoMa\, al BAM (Brooklyn Academy of Music) CineFest\, e al BFI Flare London.\nhttp://www.jasonandshirleyfilm.com/\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Jack Waters and Peter Cramer\, Sunscreen Test Boulevard In The Sand © photo Sam Draxler
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SUMMARY:Ivan d’Alberto - presentazione testo “Il Terzo Occhio”
DESCRIPTION:20 maggio 2016 \nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDall’omicidio di Avetrana a Profondo Rosso\, dai plastici di Bruno Vespa alle installazioni di Angelo Colangelo di Ivan D’Alberto \n \nPresso il Museo Hermann Nitsch di Napoli\, sarà presentata la nuova pubblicazione di Ivan D’Alberto – Il Terzo Occhio – dall’omicidio di Avetrana a Profondo Rosso\, dai plastici di Bruno Vespa alle installazioni di Angelo Colangelo\, edito da primeVie Edizioni (Corfinio Aq – ottobre 2015).\nOltre l’autore saranno presenti Giuseppe Morra\, direttore del Museo Hermann Nitsch\, Michela Becchis\, storico dell’arte\, Sibilla Panerai\, dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara e Fabrizio Sacchetti\, artista.\nIl libro\, adottato nel corso di Cultura Visuale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara\, è stato già presentato a Torino\, presso lo Spazio Atelier Giorgi\, in occasione di ARTISSIMA 2015 e a Roma presso lo Spazio TRAleVOLTE.\nL’incontro sarà accompagnato dalla proiezione di alcuni video funzionali alla descrizione della metodologia di studio\, quella dei visual studies\, usata dall’autore in questa sua ultima pubblicazione. \nSinossi del testo\nAttraverso un approccio tipico degli studi visuali il volume è già di per sé un progetto editoriale costruito secondo un’impalcatura propria dei cultural studies: capitoli brevi ma incisivi\, con molte note e riferimenti bibliografici tratti direttamente dal web e un apparato fotografico inedito ed esplicativo il più delle volte recuperato su Internet.\nSeguendo una linea scientifico-narrativa che inizia con l’analisi della cultura artistica e letteraria di fine Ottocento\, lo studio prosegue nelle larghe trame della pornografia orrorifica\, le inchieste giornalistiche subalterne e il cinema d’autore\, dimostrando come il caso di Avetrana di Puglia\, intesse maglie con il film Profondo Rosso di Dario Argento e il romanzo giallo di Kate Summerscale Omicidio a Road Hill House (vicenda realmente accaduta nell’Inghilterra di metà ‘800).\nI rifermenti culturali chiamati in causa in questa sorta di “album di esercizi” dialogano con molte proposte artistiche di autori contemporanei come ad esempio le foto di Daniele Ratti\, Goldiechiari e Fabrizio Sacchetti\, le installazioni di Angelo Colangelo e la rinnovata pittura di Dario Carratta\, a dimostrazione di come l’arte sia sempre stata lo “specchio della società”.\nL’indagine poi giunge a registrare quello che Jean Clair definisce disgustoso e che Julia Kristeva chiama Arte dell’Abiezione\, ovvero le scorie che questa ricerca della verità ha messo in luce\, come ad esempio i 486 fotogrammi sulla morte del presidente americano J. F. K. di Abraham Zapruder\, il sangue che scorre sul corpo esamine del dittatore Muammar Gheddafi e l’immagine di un coniglio schiacciato da una pressa industriale fotografato dall’artista Simone Ialongo.\nMa così come accadde con La zattera della Medusa di Géricault\, inizialmente considerata oscena e lontana da ogni canone estetico e invece oggi ritenuta manifesto della cultura francese di fine Ottocento\, non è detto che queste immagini\, ora considerate indecorose e di cattivo gusto\, diventino\, in un futuro non troppo lontano\, il manifesto del nostro tempo.\nIl progetto editoriale si completa con una prefazione a cura di Michela Becchis e una postfazione a cura di Franco Speroni a presentazione e a sostegno delle tesi avanzate nel testo. \n  \nIvan D’Alberto è storico e critico d’arte contemporanea. Nel 2005 ha collaborato con il Dipartimento di Studi Medievali e Moderni dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. Nel 2006 partecipa alle attività promosse dall’ICA The Institute of Contemporary Arts di Londra e alla fine del 2008 è nominato direttore del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano/Pescara.\nÈ stato docente esterno di visual art della Dartmouth University (Massachusetts\, USA).\nDal 2011\, insieme a Sibilla Panerai\, è curatore di CORPO: Festival delle Arti Performative. Ha curato diverse mostre tra cui MadeinAbruzzo: ricerche regionali di videoarte (Milano 2011)\, Integumenta Angelii: utili ammaestramenti per l’anima e per il corpo (Roma 2013)\, audĭentĭa – città in ascolto (Roma 2014)\, A Letto con l’artista (Milano 2015)\, E123 (Venezia 2015).\nPer Andromeda edizioni ha pubblicato le voci enciclopediche di alcuni artisti tra cui Andrea Pazienza e Remo Brindisi. Con Verdone Editore ha pubblicato il volume CORPO estraneo/straniero – Storia delle arti performative in Abruzzo. Di recente con Nicomp L. E. di Firenze ha pubblicato gli atti del convegno Il corpo che abito. Identità di genere e suoi transiti. Analisi dei linguaggi performativi contemporanei\, organizzato nel 2015 dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dalla IAAP – International Association for Art and Psychology.  Scrive per il portale web Juliet Art Magazine di Trieste.\n 
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SUMMARY:“Il calendario del popolo” presentazione rivista
DESCRIPTION:23 febbraio 2016\nSTART ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch di Napoli ha presentato il numero speciale della rivista culturale Il Calendario del Popolo edita da Sandro Teti Editore dedicato all’archeologia industriale che ha per titolo “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura”. \nIl numero nasce dall’incontro tra l’editore Sandro Teti Editore e Simona Politini\, esperta di archeologia industriale e fondatrice del progetto web Archeologiaindustriale.net\, la quale ha ricoperto il ruolo di curatore ideando il tema e coordinando l’esecuzione dei contenuti. Negli ultimi decenni si sta assistendo ad un lento ma significativo recupero di ex spazi industriali che\, modificandone la destinazione d’uso\, ora in edilizia residenziale\, ora in spazi polifunzionali per il terzo settore\, ora in musei\, recupera e preserva parte della nostra storia economica e sociale. \nDalla cultura del fare al fare cultura: “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura” è un viaggio lungo la nostra penisola alla scoperta dei luoghi dell’archeologia industriale riconvertiti in spazi culturali. \nDall’appena inaugurato MUDEC – Museo delle Culture negli spazi della ex Ansaldo a Milano\, alla ex centrale elettrica di Malnisio in Friuli oggi Science Centre di Immaginario Scientifico\, dalla Cittadellarte realizzata da Michelangelo Pistoletto all’interno dell’ex Lanificio Trombetta di Biella\, al Museo della Centrale Montemartini di Roma dove l’archeologia industriale incontra l’arte classica\, questi e tanti altri ancora gli spazi di cui si parla all’interno del rivista. Arrivando in Campania\, terra ricca di splendidi reperti del patrimonio industriale grazie soprattutto all’imprenditoria illuminata borbonica che ci ha lasciato alcuni dei siti più importanti in Italia quali per esempio l’attuale sede del Museo delle Ferrovie di Pietrarsa o la Real Fabbrica di San Leucio\, la scelta è caduta su una piccola centrale elettrica\, nel cuore di Napoli: la ex stazione Bellini datata al 1891\, oggi sede del Museo Nitsch. \n“Nel quartiere Avvocata\, dove un tempo sorgeva l’antico borgo del Limpiano\, oggi racchiuso nelle strade che nei loro odonimi conservano memoria dell’insediamento della casata dei Pontecorvo\, tra i vicoli stretti che si arrampicano fra palazzi nobiliari\, condomini popolari\, chiese e monasteri\, si staglia la mole bianca del Museo archivio laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch\, istituito a Napoli dalla Fondazione Morra e inaugurato nel settembre del 2008”\, così la dott.ssa Rossella Monaco\, specialista dell’archeologia industriale e autrice del pezzo\, ci schiude le porte di questo piccolo gioiello industriale trasformato in fucina culturale. Al tavolo dei relatori sono stati presenti: Rossella Monaco autrice del pezzo sul Museo Nitsch – esperta di archeologia industriale e docente di museologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”\, Italo Ferraro – architetto e docente universitario\, Pasquale Persico – docente di economia presso Università degli Studi di Salerno\, Pasquale Napolitano – docente Istituto IRISS-CNR\, Simona Politini curatrice del numero – fondatrice e project manager nonché presidente dell’Associazione Culturale Archeologiaindustriale.net\, Rachele Masci – caporedattrice della rivista Il Calendario del Popolo. \nIl monografico “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura” è un progetto editoriale patrocinato dell’Associazione AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ed è rientrato nella programmazione del 2015 European Industrial and Technical Heritage Year.
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SUMMARY:Ekrem Yalcindag - The Language of Diversity
DESCRIPTION:19 febbraio – 19 marzo 2016\nOPENING 19 FEBBRAIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNelle sale della Biblioteca del Museo Nitsch\, si è tenuta la prima mostra in Italia dell’artista turco Ekrem Yalçındağ. \nLe diciotto opere diverse per forma e colore rappresentano ciò che di più avvicina la tradizione orientale a quell’occidentale\, non pura decorazione ma esplosione di colori ottenuta attraverso una minuziosa indagine del particolare. \n“…lui reclama il linguaggio della molteplicità. sono sempre le particelle più piccole che compone su superfici pittoriche spesso gigantesche. lui tratta questi elementi come se fossero delle molecole\, degli atomi. crea delle strutture simili a strutture molecolari. comunque la sua opera ha molto a che fare con la costruzione di strutture che si intrecciano\, che spesso attraversano la superficie enorme delle sue opere. ci fanno pensare in qualche modo a modelli fisici\, quasi utopici del processo della creazione del mondo. si suggeriscono processi di fertilizzazione. si sa che ha studiato le forme di fiori e foglie e che queste esperienze si rispecchiano nell’ordine dei suoi quadri. universi di colori formati da gradazioni sottili conferiscono alle superfici\, da lui plasmate\, un eccesso cromatico. visualizza il divenire della creazione e nonostante ciò\, manca la dimensione spaziale della velocità\, del tempo e dello spreco di spazio. assolutamente positiva ritengo la vicinanza delle sue opere alla op-art. questi artisti avevano gli stessi suoi problemi con l’espressione artistica non figurativa. creare dei cerchi concentrici rappresenta un problema archetipico per gli artisti. il bersaglio dell’arciere dei ciechi monaci buddisti zen indica la strada anche a ekrem. più volte abbiamo parlato di spazio\, della riproduzione prospettica dello spazio tramite la pittura figurativa\, che doveva essere superata a favore della pittura astratta e dello spazio reso non figurativo dai tappeti orientali e dagli ornamenti. penso che i dipinti di ekremy alcindag contengono questa forza. i suoi dipinti trasmettono qualcosa dell’effetto di opere realizzate da pittori del liberty. la terza dimensione passa in secondo piano a favore di una quarta dimensione\, oggettivamente non spiegabile” \nHermann Nitsch\, Prinzendorf\, gennaio 2016 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016\nEkrem Yalçındağ\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo - WLK Wunder_Litterature_Kammer
DESCRIPTION:10 dicembre 2015 – 22 gennaio 2016\nOPENING 1O DICEMBRE ORE 18:30\nBibiolteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra e Loredana Troise in collaborazione con Fondazione Morra\, E-M Arts\, APOREMA\, Ass. Cult. lunGrabbe\, con il Patrocinio di Accademia di Belle Arti\, Associazione Amici Biblioteca dei Girolamini\, Goethe Institut\, Centro Studi Postcoloniali e di Genere – Università L’Orientale sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. \nWLK Wunder_Litterature_Kammer è stata l’ultima sezione del progetto installativo-perfomativo denominato Abrègè d’Histoire Figurative di Domenico Mennillo\, incentrato sull’individuazione e presentazione di tre figure-concetti dominanti del pensiero filosofico occidentale per la creazione di un breve compendio visuale e poetico. La prima sezione era condensata sul concetto-figura dell’automa spirituale (Pierrot ou d’AutomateSpirituel\, 2011-2013 Museo Nitsch) e si articolava in performance e seminari di arte e filosofia; la seconda sezione dell’Abrègè imperniava sulla figura e le suggestioni dell’Atlante si è materializzata in forma di installazione visiva\, sonora e performativa (Atlante della Fertilità\, 2011-2014 Fondazione Morra) e come workshop presso Villa Pignatelli-Casa della Fotografia con gli studenti dell’Accademia di Belli Arti di Napoli. WLK Wunder_Litterature_Kammer ruota attorno al fenomeno delle Wunderkammer\, sviluppatesi in Europa nel Rinascimento e trasformate e rimodellate\, secondo diverse esigenze e spinte\, fino alle avanguardie novecentesche e alle più recenti ricerche filosofiche-artistiche. WLKè lo spazio dedicato all’accumulo e alla collezione dove la carta\, la parola\, l’inchiostro (la littérature presente in Wunder_Litterature_Kammer) divengono il perno simbolico e materiale di una ricerca che spazia dalla scrittura filmica fino alla performance\, per l’elaborazione di uno spazio monstre ove immettere connessioni fra scritture “minoritarie” e le loro implicazioni con le scienze ufficiali\, realizzazioni di ibride creazioni fra poesia e arte visiva\, archivi e apparati di oggetti\, suoni e odori. Siarticola in 8 stanze-spazi\, progressive numericamente e al tempo stesso labirintiche:dall’Archive de la MélancolieItalienne ai mirabilia/mi(se)rabilia/artificilia\, da m.d. autobiografia ai dispositivi per il funzionamento del rosso e dell’arancio\, WLK è uno ‘spazio per pensare’ di oggetti\, fotografie\, libri\, frammenti musicali e arti performative. Questo archivio visuale pone attenzione su oggetti simbolici e li confonde con i propri ricordi\, celati tra le maglie della memoria individuale\, lasciando in sospeso\, sotto un velo di opacità\, degli esercizi mentali\, degli enigmi percettivi\, atti ad ampliare una metodologia di apprendimento alternativa. Una particolare stanza\, Locus Solus 1.4\, è il centro di diffusione sonora del compositore Nino Bruno – che da alcuni anni collabora con Domenico Mennillo – sulle potenzialità di macchine desuete\, dispositivi accantonati dall’industria di settore per altri supporti economicamente più remunerativi. Durante l’inaugurazione\, sono state seguite due performance dedotte dai workshop con gli studenti della cattedra di Estetica del prof. Dario Giugliano dell’Accademia di Belle Arti Napoli e della cattedra di Pedagogia della prof.ssa Maria D’Ambrosio dell’Università Suor Orsola Benincasa. All’interno del progetto hanno trovato spazio plurimi eventi collaterali (una conferenza-dibattito\, workshop e performance) intesi come corto circuito fra poesia\, filosofia\, arte\, musica\, focalizzati su autori cruciali come Benjamin\, Warburg\, Duchamp: un accesso da cui ricomporre il graduale ordine di una costellazione di concetti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015\nDomenico Mennillo \n© photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Premio Napoli – Roberto Paci Dalò 61 EDIZIONE
DESCRIPTION:11 novembre 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl compositore e artista visivo Roberto Paci Dalò è stato il protagonista della seconda tappa di incontri dei vincitori del Premio Napoli 2015 con la città. In programma si sono susseguiti: martedì 11 novembre una lezione/concerto all’Accademia di Belle Arti di Napoli e un incontro al Museo Hermann Nitsch; mercoledì 12 novembre appuntamento con i detenuti del Centro Penitenziario di Secondigliano. \nA inaugurare gli impegni del compositore\, regista teatrale e artista visivo e sonoro Roberto Paci Dalò è stata una lezione/concerto con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli mercoledì 11 novembre alle 11. L’incontro pubblico con la città si è tenuto\, invece\, nel pomeriggio al Museo “Hermann Nitsch” alle 18. \nGli appuntamenti non sono stati solo occasioni di confronto e approfondimento ma autentici set di produzione artistica. Grazie all’ausilio di computer\, microfoni\, sintetizzatori modulari e strumenti acustici\, ogni evento è stato registrato e ha fatto da spunto per la costruzione di suoni ispirati dagli spazi visitati dall’artista. \n“Gli incontri per il Premio Napoli – spiega Roberto Paci Dalò – vertono sulla parola chiave ‘voce’ e in particolare il suo rapporto con scrittura\, oralità\, radiofonia e suono in relazione alle tecnologie. Voce in quanto parte più nuda del nostro corpo. Differentemente dalla banalità della nudità del corpo\, quella della voce – della grana della voce – ci permette di avvicinarci all’intimità di una persona in maniera ben più radicale. Il ‘ritratto acustico’ di una persona che passa quindi dalla voce messa a nudo\, dilatata\, moltiplicata\, remixata”. \nE a proposito del rapporto tra voci e spazi visitati\, precisa: “Negli incontri mi avvalgo anche di macchine e tecnologie che uso nel corso della conversazione con i partecipanti. Così facendo posso parlare e allo stesso tempo costruire suoni in tempo reale sfruttando anche le tipologie degli spazi in cui mi trovo”. \nCome in un work in progress\, il compositore ha lavorato in modo tale da avere una progressione\, un trittico acustico che è sfociato in un’unica opera\, una composizione a disposizione di tutti e ascoltabile on-line. “Appaiono anche voci iconiche – prosegue Paci Dalò – come quelle di persone per me importanti\, tra gli altri\, John Cage\, Carmelo Bene\, Heiner Müller e Demetrio Stratos. Questo è un anno speciale per me” conclude “festeggio i 30 anni dalla creazione di Giardini Pensili (il gruppo nato nel 1985 col quale presento tutto il mio lavoro) e i vent’anni di Radio Lada (la pionieristica web radio creata nel 1995). Le voci di questi incontri a Napoli sono state generate anche grazie a questi progetti”.
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SUMMARY:AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan
DESCRIPTION:24 ottobre – 29 ottobre 2015\nOPENING 24 OTTOBRE ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Se vuoi capire l’arte\, prima di tutto bisogna abbandonare i pensieri e saltare verso il cielo.”\nShozoShimamoto \n  \n3° Caos Se cammini capisci l’arte\nUna variegata unione di artisti Giapponesi\, accomunati dagli insegnamenti del Maestro Shozo Shimamoto e dalla lettera dell’alfabeto あ(ah in giapponese)\, attua una differente idea di fare arte insieme\, veicolando delle molteplici pratiche artistiche nell’evento espositivo e performativo AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan del collettivo AU GROUP ospitato da sabato 24 ottobre (dalle ore 18:00) fino a giovedì 29 ottobre nella Biblioteca della Fondazione Morra. \nDel gruppo AU quindici artisti sono stati a Napoli per presentare le composizioni artistiche e le performances al pubblico. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:La Mescla in concerto
DESCRIPTION:11 luglio 2015\nSTART CONCERTO ORE 19:00\nTerrazza del Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Viola Bufano e Angelo Beneduce \nLa terrazza del Museo Nitsch\, con la magia di un tramonto mozzafiato\, ha ospitato il concerto della Mescla sabato 11 luglio alle 19:00 concerto\, aperitivo e visita al museo. La Mescla (leggendario collettivo di musicisti napoletani e non) ha proposto le grandi tradizioni musicali dei Paesi del bacino del Mediterraneo. Partendo dalla musica del Sud Italia\, ai ritmi tribali del Nord Africa\, passando per il culto della musica balcanica e tzigana\, esplorando le sonorità della musica tradizionale klezmer\, fino ad arrivare al Nord Europa; tutto il percorso intriso di vistose e inaspettate ferite punk\, rock e jazz. Il loro repertorio attinge in maniera viscerale della terra e dai popoli che hanno contribuito alla ricchezza della cultura musicale del mondo.\nLa Mescla nasce tra il 1999 e il 2000 dall’incontro di musicisti provenienti da differenti esperienze\, invitati ad unirsi in un progetto collettivo che superi la comune concezione di gruppo\, iniziando un percorso di ri- apprendimento musicale sul campo\, imparando direttamente dai popoli incontrati viaggiando. Percorre nei primi anni le strade verso Est\, suonando per strade\, mercati\, campagne in Slovenia\, Bosnia- Erzegovina\, Kosovo\, Croazia\, Ungheria\, promuovendo e partecipando a importanti eventi (come Fest 2001 in Kosovo)\, auto- finanziandosi con ingaggi in festival e locali. Dall’estate 2002 inizia a viaggiare lungo la costa nord del Mediterraneo\, suonando in molti Festival di musiche del mondo in Europa\, con formazioni spesso differenti\, proponendo il proprio lavoro di separazione\, mescolanza e ricomposizione di elementi basilari di culture tradizionali dell’Italia del sud e del Mediterraneo che hanno come matrice la circolarità\, la ripetizione\, la dilatazione dei tempi in funzione della festa e della danza\, la ricerca della spirale magica che avvolge insieme musicisti e danzatori.\nUn concerto e un concetto di festa e di ballo\, di comunanza\, condivisione e circolarità\, condito con spunti di riflessione\, per avvicinare armoniosamente le culture delle comunità residenti e migranti che oggi tra mille difficoltà imparano a coesistere in questa nuova Italia multietnica. Suoneranno: Osvaldo WA Costabile: violino\, ghironda\, mandolino; Luca Cioffi: Percussioni; Davide Della Monica: chitarra\, bouzouki\, voce; Riccardo Marconi: chitarre
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 15th Edition
DESCRIPTION:25 giugno 27 giugno 2015\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nL’Independent Film Show – 15th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si è svolta giovedì 25\, venerdì 26 e sabato 27 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione di tre programmi di films 16mm e video e quattro live expanded cinema performances. \n\nPROGRAMMI e LIVE EXPANDED CINEMA \nGiovedì 25 giugno ore 21:00 \nTHE BLEEPING LIGHT: explorative sensorium in experimental film & video selezionato da Sally Golding. \nThe Bleeping Light presenta una serie di films e video di artisti audiovisivi e sonori contemporanei che investigano nelle percezioni fenomenologiche e psicologiche spaccate\, nello slittamento sinestetico e nelle tecnologie violate per produrre delle opere che risiedono in uno spazio tra la forma d’onda e il fotogramma. \nLive Expanded Cinema Set di Sally Golding \nSally Golding è un’artista multimediale che unisce la proiezione filmica e la composizione luminosa e sonora per creare delle performances di cinema espanso e delle installazioni partecipative. Il lavoro audiovisivo performativo di Golding si concentra sull’esperienza del pubblico\, spingendo i confini della percezione visiva e uditiva attraverso la scomposizione del sistema filmico in flicker\, forme d’onda e campi di colore; mentre le sue installazioni hanno imbrigliato la presenza del pubblico incorporando la loro immagine riflessa nelle proiezioni all’interno di spazi immersivi.\nVenerdì 26 giugno ore 21.00 \nVisual Insights selezionato da Raffaella Morra \nVisual Insights è pervaso da un’enfasi per la composizione filmica; una specifica predilezione per la ‘luce in movimento nel tempo’\, realizzata attraverso molteplici possibilità tecniche (incidere e dipingere la pellicola filmica\, o solarizzarla e trattarla chimicamente\, o utilizzare la tricromia separativa nella stampa del film) evidenzia una particolare indagine dell’apparato filmico che incoraggia delle personali costruzioni visuali\, recuperando un’innocenza percettiva non subordinata dalla razionalità. Una sequenza di differenti stimoli guida la visione in un movimento innovatore per variare l’ottica ed ampliare le nostre capacità di visualizzare il mondo. \nore 22.30\nLive Expanded Cinema \nZzurfreiheit di Lionel Palun\, Julien Bibard\, Jean-Philippe Saulou \nTrio iconoclasta che ha origine dai fasci luminosi del proiettore 16mm e del video\, Zzurfreiheit lavora per farvi viaggiare attraverso il tempo e lo spazio grazie alle virtù insospettate della retroazione sonora e luminosa. Sviluppando una poetica dell’istante e dell’immediatezza\, questi tre intervenenti generano dei conflitti delle percezioni\, con delle conseguenze contemplative severe per il vostro cervello. Il materiale visuale principale – punti\, linee\, paesaggi e piante – creato su pellicola 16mm da Julien Bibard\, viene reinterpretato in feedback dalle elaborazioni audio e video digitali di Lionel Palun. I suoni della meccanica del proiettore 16mm servono nel frattempo da materie prime alle delicate ed impulsive manipolazioni sonore di Jean-Philippe Saulou. \nSabato 27 giugno ore 21.00\nLive Expanded Cinema \nScoreline di Greg Pope \nScoreline è una performance filmica e sonora da solista. \nIdea: Il proiettore filmico come strumento con il potenziale per la diffusione visiva e sonora\, un’esplorazione dell’apparato cinematografico\, ignorando le tradizionali strategie per creare un dinamico evento dal vivo. Risultato: Texture e noise. Una coreografia della creazione attraverso la distruzione\, tra le altre cose… \nore 22.00 \nFilm doubled forever changes selezionato da Greg Pope \nI proiettori invadono l’auditorium per rivelare sei sorprendenti opere in doppio schermo – due classici fondamentali e quattro dalla nuova onda analogica Britannica… L’interazione\, la giustapposizione\, la sincronizzazione e la ripetizione guidano questi films. L’azione qui non sta solo accadendo sulla pellicola filmica – appartiene anche al momento della proiezione. \nGreg Pope \nore 23:00\nLive Expanded Cinema \nSKELETON di Greg Pope e SULT (Jacob Felix Heule\, Guro Skumsnes Moe\, Håvard Skaset) \nSKELETON è una performance audio del trio SULT e una performance filmica di Greg Pope. \nUn ambiente buio – la nostra grotta del cinema – il nostro rifugio e religione. I fantasmi ballando nella fiamma\, le immagini sono spaccature in gesso e legno. Le onde sonore e luminose vibrano e rifrangono. Lo scheletro è animato; un gioco di ombre\, strumenti acustici ed amplificati\, suoni sintetizzati e lanterna magica. Un’indagine in quattro movimenti.
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SUMMARY:John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola - Musica Indeterminata 2
DESCRIPTION:11 giugno 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIn collaborazione con Accademia di Belle Arti Statale\, Roma – Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi\, Roma – Museo d’Arte Contemporanea MACRO\, Roma – Ex Tempio Santa Croce\, Comune di Tuscania (VT) \nNell’ambito del programma di Produzione Artistica e Ricerca Scientifica 2014/15\, annualmente istituito dall’Accademia di Belle Arti di Roma\, Piero Mottola\, come artista musicista e docente di Sound Design presso l’Accademia\, ha presentato il secondo appuntamento di MUSICA INDETERMINATA\, proposte di musica contemporanea\, tra lezioni e concerti. Il pensiero sottostante il progetto ruota intorno a studi e partiture di diversi autori contemporanei associabili ad un’estetica del suono orientata all’indeterminazione semantica e alla non esaustività del messaggio sonoro. Si è scelto quindi di indagare modalità poetiche e metodologie di composizione che attribuiscono un ruolo rilevante alla relazione tra brano e fruitore. L’ascolto assume un valore interlocutorio e la composizione\, intrinsecamente pensata per deviare dall’univocità del messaggio\, funziona nella misura in cui ciascun ascoltatore è spinto ad interpretare in modo personale e originale quanto va ascoltando. La partecipazione attiva del fruitore esonera idealmente il pezzo sonoro dalla sua saturazione nel Tempo. Illuminanti in questo senso le parole espresse da Luigi Russolo sulla ricchezza polisemica del suono/rumore: E poiché il timbro complicato del rumore\, per la ricchezza dei suoni armonici che lo compongono ha una indeterminatezza per la quale l’orecchio intuisce ma non spiega questa composizione\, così è difficile che l’orecchio se ne stanchi. Quando una sensazione è diventata comune per i nostri sensi\, quando i nostri sensi la capiscono perfettamente\, quando più nulla di nascosto può rivelare ad essi\, questa sensazione non ci dà più alcuna emozione. (L. Russolo\, L’Arte dei Rumori\, Edizioni Futuriste di Poesia\, Milano 1916). \nPer questa edizione di MUSICA INDETERMINATA sono state eseguite musiche di John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola. \n 
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SUMMARY:Wine&TheCity - Dentro/Fuori performance culinaria di Paul Renner
DESCRIPTION:10 maggio 2015 \nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPer la prima volta\, Fondazione Morra/Museo Hermann Nitsch ha aperto le porte a Wine&Thecity presentando una performance di Paul Renner\, artista austriaco di fama internazionale\, già assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Con la sua forte carica performativa e sensoriale\, Renner ha allestito un banchetto per soli 50 ospiti: un’opera culinaria\, un’azione d’arte\, site-specific\, che mescola le diverse suggestioni e ispirazioni dell’artista\, appassionato di contaminazioni e in constante dialogo con pratiche diverse. La sensorialità è elemento imprescindibile della ricerca di Paul Renner\, convinto che il pubblico debba partecipare al completamento dell’opera. Le sue sculture sono commestibili e le sue performance sono banchetti a cui tutti sono invitati a partecipare attivamente. Il Museo Nitsch è in vico Lungo Pontecorvo\, nel quartiere Avvocata\, ai margini del Cavone e a ridosso di Piazza Dante\, in un angolo nascosto e bellissimo di Napoli\, che della città offre una insolita prospettiva. Lo spazio nasce dal recupero di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica di fine Ottocento: la facciata sobria e composta rivela un’ampia quadratura rigorosa nelle sue geometrie ove trovano spazio le installazioni che Nitsch in collaborazione con Giuseppe Morra ha realizzato dal 1974 ad oggi. Hanno accompagnato la Trash pile di Renner i vini della Vigna di San Martino della Fondazione Morra e i vini delle Cantine Russo di Taurasi. \nPaul Renner nasce a Bludenz\, in Austria\, nel 1957. A partire dalla fine degli anni settanta è assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Il suo interesse si rivolge sin dall’inizio verso le atmosfere rarefatte e disincantate del decadentismo\, particolarmente affascinato dalle figure di D’Annunzio\, Wilde e Huysmann. Indossando gli abiti del dandy\, Renner dipinge e mette in scena ambientazioni naïves: vasi\, brocche e poltrone dallo stile baroccheggiante\, colori cupi\, contorni pregnanti\, simboli mistici e allegorie\, scene mitologiche e ricordi di antiche leggende popolari. L’immaginario onirico è per Renner una continua fonte d’ispirazione che introduce nei suoi dipinti elementi fantastici e visionari\, ottenuti matericamente tramite una combinazione di pigmenti e sostanze organiche\, come resine di pino\, cera d’api\, tinte vegetali\, coloranti per alimenti\, inchiostro\, sangue\, spezie\, foglie secche\, bitume\, flatting\, oro\, piombo\, pelle di maiale\, olio di zucca. Nel 2000 fonda a Londra l’Hell Fire Touring Club\, un’associazione di chef\, artisti\, scrittori\, artigiani e collezionisti in spedizione per l’Europa e il Mediterraneo\, alla ricerca di Wunderkammer e personaggi misteriosi. La prima mostra si tiene a Napoli nel 2002\, presso la Fondazione Morra. Nel 2014 inaugura presso la Kunsthalle di Vienna il suo progetto più ambizioso\, l’Hell Fire Dining Club\, un’installazione di dipinti\, oggetti di wunderkammer e scenografie teatrali\, insieme con cibi e cocktail dal sapore estremamente decadente. Nel 2009 sempre con la Fondazione Morra\, presenta Esilio a Capri\, una narrazione sulle personalità celebri che hanno abitato la splendida isola. Nel 2014 all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte di Napoli crea Supernova 1604 reloaded\, un’installazione\, in parte commestibile\, che ricorda l’esplosione di una supernova avvenuta nella nostra galassia il 9 ottobre del 1604\, scorta da Keplero che le dedicò un volume. Nel 2015\, nell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia\, con il coinvolgimento di più di 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Paul Renner presenta un’imponente scultura commestibile ludica\, ideale capitolo di un nuovo eclettico romanzo artistico-visivo nell’incanto della Vigna San Martino di Napoli – patrimonio naturale sottoposto a vincolo monumentale.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Contro L’infelicità L’internazionale Situazionista e la sua attualità - Guy Debord e i suoi film
DESCRIPTION:5 febbraio – 6 febbraio 2015\nSTART ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra / Museo Nitsch ha dedicato due giorni al movimento dell’Internazionale Situazionista\, partendo dalla presentazione del libro Contro L’infelicità. L’Internazionale Situazionista e la sua attualità a cura di Stefano Taccone\, da cui la rassegna prende il titolo. Il volume\, edito da Ombre Corte e frutto di un ciclo di seminari tenuto presso il BAD Museum di Casandrino (Napoli)\, esplora l’universo dei situazionisti\, gruppo di intellettuali uniti dalla critica radicale alla società capitalistica e all’industria culturale costituitosi il 28 luglio del 1957 a Cosio di Arroscia in Liguria. Taccone racconta di come la storia dell’Internazionale Situazionista colpisca per il desiderio di radicalità e coerenza assolute\, per l’incrollabile determinazione dei suoi protagonisti nel procedere convinti di rappresentare il “grado più alto della coscienza rivoluzionaria internazionale”\, per il rifiuto di ogni mediazione o adattamento e la tendenza a infrangere qualunque separazione\, a cominciare da quella tra arte e vita. E’ l’ala radicale del Lettrismo con Guy Debord (Parigi 1931-Bellevue-la-Montagne 1994) a dar vita prima all’Internazionale Lettrista e poi\, essendosi fusa con il Movimento Internazionale per una Bauhaus immaginista (MIBI)\, all’Internazionale Situazionista\, i cui strumenti per superare l’arte borghese sono quelli della psicogeografia\, dell’urbanismo unitario e del détournement. Desiderosi di interrompere l’isolamento dell’arte rispetto al quotidiano\, i situazionisti propongono pratiche artistiche che si realizzino direttamente nella vita\, la derive\, intesa come attraversamento di vari ambienti\, senza una meta precisa ma solo un vivo interesse per ciò che può avvenire. Per approfondire la conoscenza di tali principi ispiratori e meglio comprenderne la dirompente forza critica\, alla presentazione del libro di Taccone si è accompagnata la proiezione di tutti i film di Guy Debord\, presentati da Pino Bertelli\, di cui il primo è La société du spettacle (1973)\, titolo dell’omonimo saggio dell’autore francese che denuncia il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori inglobati nel sistema economico capitalista.
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SUMMARY:La scrittura visuale/ La parola totale
DESCRIPTION:15 gennaio 2015\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProgetto XXI / Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre 2014 sulla storia della poesia visuale partendo dal panorama internazionale per arrivare a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha presentato l’ultimo appuntamento della rassegna giovedì 15 gennaio alle ore 17:00. \nLuigi Esposito\, compositore e performer napoletano nonché critico musicale\, ha presentato il volume Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini (ed. Bietti)\, una biografia del grande compositore italiano. Esposito\, allievo di Bussotti\, racconta la vita e l’opera del maestro fiorentino\, intervallando aneddoti e documentazione in un contenitore ricco di testimonianze\, cronache\, interviste e esecuzioni di pagine musicali. Alla presentazione sono intervenuti Daniele Lombardi\, celebre pianista e compositore fiorentino\, Andrea Viliani\, direttore del Museo Madre e Giuseppe Morra\, direttore del Museo Nitsch. Nell’ambito della sezione PRE POST ALPHABET\, l’artista Diego Tonus ha conversato con Eva Fabbris e Andrea Viliani\, presentando il suo primo libro intitolato Five Cases of Intrusion\, contenente le trascrizioni delle registrazioni risultanti dai dialoghi avuti con interlocutori incontrati durante le sue presentazioni in diverse città nel corso degli ultimi cinque anni. Oltre ai testi frutto delle molteplici esperienze avute con il pubblico\, il libro contiene immagini narranti le varie interpretazioni della pratica dell’artista. Sempre all’interno di PRE POST ALPHABET Gigiotto Del Vecchio ha presentato l’installazione sonora “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891” di Jan St. Werner\, membro dei Mouse on Mars. L’installazione è costituita da registrazioni di due poemi tratti da Le homardcosmographique di Henri Chopin\, “scratchiati” dall’artista. In conclusione si è svolto un concerto di Daniele Lombardi per pianoforte\, Suono Segno Gesto a Firenze. Il celebre musicista ha eseguito brani di Sylvano Bussotti\, Giuseppe Chiari e alcune sue composizioni. Distintosi per aver lavorato sulla musica delle avanguardie storiche del Novecento\, Lombardi performa i brani\, giocando con la velocità e la gestualità del suono. \nPresentazione del libro Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini di Luigi Esposito. Sono intervenuti Luigi Esposito\, Daniele Lombardi\, Giuseppe Morra e Andrea Viliani \nPRE POST ALPHABET\, presentazione del libro d’artista Five Cases of Intrusion. Interverranno Eva Fabbris e Andrea Viliani. \nJan St. Werner (Mouse on Mars)\, “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891”\, a cura di Gigiotto Del Vecchio. \nDaniele Lombardi\, SUONO SEGNO GESTO A FIRENZE\, concerto per pianoforte \nSylvano Bussotti……Novelletta (1973) Preludio Pianolibero Futuro (2003) Giuseppe Chiari……Intervalli 1 (1950) Intervalli n.2 “Do” (1950) MpDL (1997) MpDL2 (1998) MpDL8 (1998) Daniele Lombardi….Visualizzazione 1 (1973) Mitologie 4 (2002) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:18 dicembre 2014\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Firenze e Roma  \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre e in proseguimento fino al 15 gennaio 2015\,  sulla storia della poesia visuale dal panorama internazionale a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee presenta Poesia visuale a Firenze e Roma\, giovedì 18 dicembre alle ore 17:00. \nLorenzo Mango\, Loredana Troise e Stefania Zuliani dialogheranno sulla genesi e lo sviluppo della poesia visuale in Italia\, in particolare a Firenze e Roma\, a partire dagli anni Sessanta\, per approdare alla poesia sperimentale\, la poesia concreta\, la poesia sonora e la cosiddetta poesia d’azione. A Firenze nasce il Gruppo 70. Le prime manifestazioni sono due convegni organizzati a Firenze sul tema “Arte e comunicazione” nel 1963 e l’anno successivo su “Arte e tecnologia“. Ai convegni\, oltre ai fondatori Eugenio Miccini\, cui di deve l’invenzione del termine “poesia visiva”\, Giuseppe Chiari\, Lamberto Pignotti e Sylvano Bussotti\, partecipano anche Luciano Anceschi\, Eugenio Battisti\, Gillo Dorfles\, Umberto Eco\, Aldo Rossi\, e altri intellettuali. A partire dal 1963 il “Gruppo 70” mette in scena happening itineranti\, basati sull’interazione tra pubblico\, poeti e musicisti. La prima rappresentazione ha luogo al Gabinetto Viesseux di Firenze e viene ripetuta nel resto del paese\, coinvolgendo in scena Bueno e Marcucci e successivamente anche Emilio Isgrò e Ketty La Rocca\, ampliando l’azione con registrazioni di poesia sonora e proiezioni video. L’ambito di ricerca della poesia sperimentale è stato interdisciplinare e dinamico\, tanto da condizionare i percorsi di sviluppo di gran parte dell’arte del Novecento. \nAlle ore 18:00 Sala centrale\nLamberto Pignotti\, performance Lamberto Pignotti scrive versi immortali \nAlle ore 19:00\, negli spazi della Biblioteca presentazione di:\nLe stanze Firenze: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Giuseppe Chiari\, con omaggio a Sarenco.\nLe stanze Roma: Tomaso Binga\, Giovanni Fontana\, Mirella Bentivoglio\, Luca Maria Patella\, Rosa Foschi\, con omaggio a Adriano Spatola e Corrado Costa. \nPRE POST ALPHABET\nAndrea Romano (Milano\, 1984) realizza un wall drawing tratto dalla serie “Potsherds & Gaze”. \nAlle ore 19:30 Sala conferenze\nGiovanni Fontana\, performer\nMassimiliano Cerroni\, live electronics \nPAROLE IN LIBERTÀ\nFortunato Depero\, Canzone rumorista\, 1916\nGiacomo Balla\, Paesaggio+temporale\, 1915\nFilippo Tommaso Marinetti\, Dune\, 1914\nFrancesco Cangiullo\, Canzone pirotecnica\, 1915 \nIntermezzo Tomaso Binga/Bianca Menna\nAssalti fono-poetici\, performance \nVOCALITÀ E SCRITTURA\nArrigo Lora Totino\, Io e gli altri\, 1970\nArrigo Lora Totino\, Poema in “l” con finale in “r”\, 1983\nArrigo Lora Totino\, Poema in “gh”\, 1984\nCorrado Costa\, I due passanti\, 1964\nEmilio Villa\, Comizio Millenovecentocinquantatré\, 1953\nAdriano Spatola\, La composizione del testo\, 1971\nAdriano Spatola\, Boomerang\, 1966\nAdriano Spatola\, Aviation/Aviateur\, 1973/78\nGiovanni Fontana\, Epigenetic poem\, 2003 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Tomaso Binga\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Lamberto Pignotti\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Giovanni Fontana\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo. Poema Visivo 1976
DESCRIPTION:12 dicembre 2014\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nda un testo di Corrado D’Ottavi \nideazione\, messa in scena e installazioni\nDomenico Mennillo \nmusiche originali per batteria\, nastro magnetico e organo farfisa\nNino Bruno \nabiti e oggetti\nRosaria Castiglione \nPoema Visivo 1976 è una performance di Domenico Mennillo nata da un testo del 1976 del poeta genovese Corrado D’Ottavi. La performance\, realizzata negli spazi del Museo Nitsch\, è impostata come un piccolo comizio poetico-musicale che riprende le andature di alcuni brani del testo scritto nel 1976 da D’Ottavi Il pessimismo della ragione…Il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Il testo\, realizzato come una sequela di spunti\, intuizioni\, polemiche e invettive sulla scrittura\, l’identità\, la politica\, la poesia\, viene rimodulato e reinventato scenicamente nella performance di Mennillo come un’oratoria poetico-musicale con diverse postazioni che fungeranno da pulpiti-stazioni ove il testo verrà letto\, accompagnato dalle musiche per batteria\, nastro magnetico e organo Farfisa\, composte ed eseguite dal vivo da Nino Bruno. La performance segue e si installa sul lavoro di ricerca e sperimentazione sui luoghi altri delle arti e del teatro realizzata da lunGrabbe negli ultimi quindici anni attorno a un binomio teatro-architettura\, lavoro che di recente ha visto la pubblicazione\, presso le edizioni Morra\, del volume-cofanetto di Domenico Mennillo Alcune Architetture di Napoli 2003-2013. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture di Napoli\, dedicato ai 10 anni di architetture napoletane trasformate da lunGrabbe in performance\, installazioni e poemi-concerto. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 Poema visivo 1976\, Museo Hermann Nitsch\, 2014 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:5 dicembre – 15 dicembre 2014\nOPENING 5 DICEMBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Genova e Milano \nCon interventi di Nanni Balestrini\, Matteo D’Ambrosio\, Stefania Zuliani che hanno analizzato le tematiche e le vicissitudini storiche della poesia visuale a partire dagli esordi negli anni Sessanta\, il focus del terzo appuntamento della rassegna espositiva “La Scrittura visuale/ La parola totale” punta su due città protagoniste: Genova e Milano.\nA Genova\, grazie alle sperimentazioni di Luigi Tola e del suo “Gruppo Studio” (Ziveri\, Miles e altri) nascono le “poesie murali” e contemporaneamente si sviluppa la ricerca “verbovisuale” di Martino Oberto che riunisce attorno alla sua rivista “Ana eccetera” Ugo Carrega\, Corrado D’Ottavi\, e altri. Gruppo Studio fonda due riviste: Trerosso e Marcatre\, la cui redazione si trasferisce a Milano\, dove viene pubblicata fino al 1969. Numerose sono le mostre personali organizzate in stretta collaborazione con il gruppo di Napoli (Martini\, Caruso\, Diacono e Persico)\, con il gruppo di Firenze (Miccini\, Pignotti\, Marcucci) e con artisti internazionali\, relazioni che conducono alla larga diffusione del movimento con conseguenze sulle sperimentazioni artistiche successive. \nAlle ore 18:30\, negli spazi della Biblioteca c’è stata la presentazione di:\nLe stanze Milano: Ugo Carrega\, Vincenzo Ferrari\, Emilio Isgrò\, con omaggio a Nanni Balestrini.\nLe stanze Genova: Ugo Carrega\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, con omaggio a Corrado D’Ottavi \nPerformance\nPRE POST ALPHABET Sala conferenze\nOre 19:30 Vincenzo Latronico (Roma\, 1984) ha dialogato con Nanni Balestrini.\nOre 21:00 Anna Franceschini (Pavia\, 1979) hanno presentato e discusso il suo recentissimo video “The Diva whoBecame an Alphabet”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Immagini dal video “The Diva who Became an Alphabet” di Anna Franceschini\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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