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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 16th Edition
DESCRIPTION:23 giugno – 25 giugno 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 16th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si svolge giovedì 23\, venerdì 24 e sabato 25 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione dei tre programmi di films 16mm e video e delle tre expanded cinema performances. \nUna resistenza alla fissità di classificazione e genere si esprime nei tre giorni dell’Independent Film Show 16th edition che predilige il mescolamento dei procedimenti\, il non finito\, l’errore\, la casualità della scoperta; non c’è una definizione esatta\, una nomenclatura per questo cinema\, ma la pratica continua ad essere artigianale\, il materiale prediletto è il film 16mm e\, quando possibile\, la condivisione dell’atto creativo delle expanded cinema performances. I meccanismi fisici della costruzione filmica\, come le differenti tecniche di impressione fotografica\, le trasformazioni chimiche della pellicola e il processo di metamorfosi della luce\, restano il fulcro di indagine attorno al quale costruire il proprio viaggio conoscitivo. Un’esperienza di disorientamento può assalire lo spettatore inesperto o occasionale\, penetrando in un territorio caratterizzato dall’inatteso. Non c’è un’unica risposta\, né l’illusione della verosimiglianza a cui affidarsi\, invece\, occorre lasciar fluire un turbinio di sensazioni che stimolano un’attività percettiva inusuale e si imprimono nella memoria. \nLa concreta materialità del supporto filmico e la meccanica dell’apparato di proiezione sono ancora saldamente nelle mani dei film-makers\, che ne controllano i minuziosi dettagli di creazione\, e con la chiusura delle grandi società\, come Kodak\, l’incipit è Do It Yourself\, appropriandosi così anche delle fasi di produzione. Un impulso significativo di inventiva e collaborazione tra laboratori filmici artigianali ha sensibilmente ampliato le possibilità di sperimentazione dei film-makers; l’Independent Film Show 16th edition è un’esplorazione fra le esperienze di queste officine: il programma Explorative Journey selezionato da Raffaella Morra è un breve excursus tra le recenti opere filmiche realizzate presso l’Etna e l’Abominable in Francia\, il Filmwerkplatts di Rotterdam\, e il Nanolab in Australia. \nKarel Doing\, film-maker ideatore nel 1990 del laboratorio Studio één e attualmente di Film in Process con Bea Haut (a Napoli in due edizioni IFS\, con le performances Four Eyes del 2006 e Darkloupe nel 2012)\, seleziona il programma Cinematica Erratica\, una celebrazione di un linguaggio filmico sabotato\, in cui accogliere le riprese errate\, le tecniche ed i suoni che normalmente sarebbero visti come imprecisi e difettosi. L’irrazionale è utilizzato come forte antidoto contro i codici di condotta esistenti\, l’assenza è usata per evocare un rinnovato senso di meraviglia\, e dalla collisione del naturale con il tecnologico\, i contorni si sfumano. \nHand and Machine presenta sei films di Richard Tuohy e Dianna Barrie\, cine-sperimentalisti del DIY Australiani\, che esplorano il primitivo apparato del cinema e il rapporto tra la mano e la macchina nell’era post meccanica. In particolare\, essi hanno ideato Chromaflex\, una nuova tecnica foto-chimica che permette il controllo selettivo di immagini negativo e positivo colore e bianco e nero sulla stessa striscia di pellicola filmica e che dette decisioni di selezione siano effettuate in piena luce. \nGiovedì 23 giugno (ore 11:00-15:00) e venerdì 24 giugno (ore 15:00-20:00)\, il metodo Chromaflex è argomento del workshop organizzato in collaborazione con ARK-FILM lab TerzoPianoAutogestito (necessaria l’iscrizione / Palazzo Gravina). \nNelle expanded cinema performances\, l’approfondita conoscenza dell’apparato proiettivo\, l’ambiente\, l’improvvisazione e la casualità si compenetrano in un processo dinamico attivato dalla partecipazione del pubblico: giovedì 23 giugno Portraits di 70FTP (Andrea Saggiomo)\, venerdì 24 giugno Palindrome Series e Pattern/Chaos di Karel Doing\, sabato 25 giugno Dot Matrix e Inside the Machine di Richard Tuohy.
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SUMMARY:Cibi & Riti - Nutrimenti dell’arte
DESCRIPTION:04 giugno 2016\nSTART ORE 11:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch accoglierà gli ospiti sia negli ampi spazi della Biblioteca\, quinta scenica ideale per un allestimento inedito di opere\, selezionate da Giuseppe Morra\, relative a straordinari artisti che sono riusciti a declinare il tema del cibo secondo particolari intuizioni ed elaborazioni individuali\, nel rispetto dell’ insieme; sia nella splendida sala della capriata\, dove avrà luogo la proiezione del film La grande Abbuffata (1973)\, di Marco Ferreri\, prima di cinque pellicole relative ad un programma curato da Mario Franco\, che si svolgerà lungo il mese di luglio (in calce il programma in dettaglio) \n05 giugno 2016\nSTART ORE 16:30\nVigna San Martino\nCorso Vittorio Emanuele 340\, Napoli \nL’evento prosegue con una passeggiata artistico-sensoriale presso la Vigna San Martino\, dove la natura\, oltre che imporsi come catalizzatore specifico dell’arte tout court\, è coordinata imprescindibile per la comprensione del dualismo dialettico statuito fra rito e cibo\, favorendo empatiche relazioni di alleanza col paesaggio. A conclusione del percorso sensorio\, alle 17\,30 il convegno Cibus Gratia Artis\, coordinato da Loredana Troise\, si propone come laboratorio dinamico\, capace di assorbire suggestioni e competenze eterogenee\, dove l’incontro tra le esperienze di professionalità differenti porrà in atto reti poetiche e nuove prospettive intorno alla tematica in oggetto con Federica Del Genio; Mario Franco\, Raffaella Morra; Pasquale Persico e Mario Avallone. \nProgramma Evento
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SUMMARY:Peter Cramer e Jack Waters - Spaghetti Wrestling
DESCRIPTION:28 maggio 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nExpanded cinema performance \nIn linea con lo spirito originale di Satyricum II\, installazione-performance al celebre club gay The Cock nel 2007\, Spaghetti Wrestling è una live action immersiva e interattiva di Peter Cramer e Jack Waters\, con Geoffrey Hendricks\, Sur Rodney (Sur) e gli amici che vorranno parteciparvi. \n“L’immagine in movimento\, i suoni acustici ed elettronici\, e la strumentazione miscelate alle voci dal vivo e registrate incorporeranno la risonanza dell’ambiente circostante\, in risposta corporea all’architettura dei nostri mondi interiori e esteriori. Noi accogliamo e incoraggiamo una partecipazione attiva\, lasciando l’opzione per un coinvolgimento voyeuristico non passivo. Le sorprese abbondano nel forte elemento dell’azione fisica e del contatto corporale tra i performers e chiunque altro voglia unirsi.” \nJack Waters e Peter Cramer Performers\, film-makers\, coreografi e attivisti per il riconoscimento dei diritti delle minoranze\, ideatori nel 1996 del giardino comunitario The Greenthumb Garden Le Petit Versailles nell’East Village a New York e dell’organizzazione no profit Allied Productions\, Inc.\, nonché dal 1983 al 1990 del centro di aggregazione artistica ABC No Rio\, Peter Cramer e Jack Waters sperimentano e coniugano le forme multiple dell’arte\, per coinvolgere e sviluppare un processo di creazione quale essenza delle esperienze piuttosto che il prodotto come risultato finale.\nDal 1981 residenti nel Lower East Side\, Peter Cramer e Jack Waters hanno realizzato film e performance\, insegnato ai giovani e ai bambini coinvolgendo se stessi ed altri artisti\, e coordinato incontri\, proiezioni ed eventi\, sviluppando l’attivismo del quartiere e la cooperazione collettiva. Attraverso la musica\, l’arte e la performance creano forme alternative di collaborazione per trasformare le macerie in creazione e stimolare un cambiamento culturale per modificare la società.\nPeter Cramer e Jack Waters agli inizi degli anni ‘80 creano POOL (Performance On One Leg)\, collettivo di danza/performance attivo nei nightclub di house music come il noto Pyramid Club\, che esplora il contatto e altri comportamenti di improvvisazione combinati alle forme teatrali\, ai rituali\, all’attivismo e alle dinamiche di gruppo; esemplare la maratona Seven Days of Creation\, (con Carl George e Brad Taylor\, membri di Colab)\, sette giorni\, 24 ore su 24 di performances con differenti artisti alABC No Rio\, edificio-residenza-laboratorio d’arte\, socialità ed educazione culturale.\nAttualmente collaborano con il Inbred Hybrid Collective\, il cui intento è stimolare una consapevolezza dei fattori esterni che incidono sull’esistenza umana ed attraverso degli interventi artistici di provocazione invitano il pubblico a riflettere sull’influenza che questa immersione ha avuto su di loro.\nInsieme ed individualmente hanno mostrato le opere filmiche al Whitney Museum of American Art\, al New Museum\, al Anthology Film Archives\, al London Film Makers Cooperative\, Center for Contemporary Culture Barcelona (CCCB)\, e al MIX NYC.\nI loro film sono distribuiti\, tra gli altri\, dal New York Film Makers Cooperative.\nTra gli eventi si citano: Sun Screen Boulevard In The Sand del 2015 è una performance/passeggiata nella Fire Island organizzata da Visual AIDS in partnership con Fire Island Artist Residency (FIAR) e New York Performance Artists Collective (NYPAC)\nhttps://www.visualaids.org/events/detail/jack-waters-peter-cramer-artist-lecture-series-fire-island-artist-residency\nhttps://www.visualaids.org/events/detail/fire-island-performance-jack-waters-peter-cramer\nNel 2014 la collettiva Ephemera as Evidence al La MaMa’s The Club\, e nel 2013 NOT OVER: 25 Years of Visual AIDS presso La Galleria\, e Not only this\, but ‘New Language Beckons Us’ alla Fales Library and Special Collections\, New York University.\nIn Europa si ricorda: nel 2008 Triple Threat alla FRISE di Amburgo\, Germania; nel 2006 e nel 2013 la residenza alla Emily Harvey Foundation di Venezia per il progetto Pestilence\, un’opera primordiale\, post-apocalittica\, che fonde insieme le tecnologie delle scienze e l’arte\, esplorando la cultura\, dalle sue origini come forma di vita unicellulare fino all’estremità terminale della società nell’era digitale di sovraccarico di informazioni.\nhttp://alliedproductions.org/pestilence-workshops-and-showings/\nNel 2015\, il film Jason and Shirley\, co-scritto e co-prodotto da Stephen Winter e Jack Waters\, in cui compare come protagonista\, è stato proiettato con successo di critica e pubblico all’Anthology Film Archives\, al MoMa\, al BAM (Brooklyn Academy of Music) CineFest\, e al BFI Flare London.\nhttp://www.jasonandshirleyfilm.com/\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Jack Waters and Peter Cramer\, Sunscreen Test Boulevard In The Sand © photo Sam Draxler
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SUMMARY:Ivan d’Alberto - presentazione testo “Il Terzo Occhio”
DESCRIPTION:20 maggio 2016 \nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDall’omicidio di Avetrana a Profondo Rosso\, dai plastici di Bruno Vespa alle installazioni di Angelo Colangelo di Ivan D’Alberto \n \nPresso il Museo Hermann Nitsch di Napoli\, sarà presentata la nuova pubblicazione di Ivan D’Alberto – Il Terzo Occhio – dall’omicidio di Avetrana a Profondo Rosso\, dai plastici di Bruno Vespa alle installazioni di Angelo Colangelo\, edito da primeVie Edizioni (Corfinio Aq – ottobre 2015).\nOltre l’autore saranno presenti Giuseppe Morra\, direttore del Museo Hermann Nitsch\, Michela Becchis\, storico dell’arte\, Sibilla Panerai\, dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara e Fabrizio Sacchetti\, artista.\nIl libro\, adottato nel corso di Cultura Visuale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara\, è stato già presentato a Torino\, presso lo Spazio Atelier Giorgi\, in occasione di ARTISSIMA 2015 e a Roma presso lo Spazio TRAleVOLTE.\nL’incontro sarà accompagnato dalla proiezione di alcuni video funzionali alla descrizione della metodologia di studio\, quella dei visual studies\, usata dall’autore in questa sua ultima pubblicazione. \nSinossi del testo\nAttraverso un approccio tipico degli studi visuali il volume è già di per sé un progetto editoriale costruito secondo un’impalcatura propria dei cultural studies: capitoli brevi ma incisivi\, con molte note e riferimenti bibliografici tratti direttamente dal web e un apparato fotografico inedito ed esplicativo il più delle volte recuperato su Internet.\nSeguendo una linea scientifico-narrativa che inizia con l’analisi della cultura artistica e letteraria di fine Ottocento\, lo studio prosegue nelle larghe trame della pornografia orrorifica\, le inchieste giornalistiche subalterne e il cinema d’autore\, dimostrando come il caso di Avetrana di Puglia\, intesse maglie con il film Profondo Rosso di Dario Argento e il romanzo giallo di Kate Summerscale Omicidio a Road Hill House (vicenda realmente accaduta nell’Inghilterra di metà ‘800).\nI rifermenti culturali chiamati in causa in questa sorta di “album di esercizi” dialogano con molte proposte artistiche di autori contemporanei come ad esempio le foto di Daniele Ratti\, Goldiechiari e Fabrizio Sacchetti\, le installazioni di Angelo Colangelo e la rinnovata pittura di Dario Carratta\, a dimostrazione di come l’arte sia sempre stata lo “specchio della società”.\nL’indagine poi giunge a registrare quello che Jean Clair definisce disgustoso e che Julia Kristeva chiama Arte dell’Abiezione\, ovvero le scorie che questa ricerca della verità ha messo in luce\, come ad esempio i 486 fotogrammi sulla morte del presidente americano J. F. K. di Abraham Zapruder\, il sangue che scorre sul corpo esamine del dittatore Muammar Gheddafi e l’immagine di un coniglio schiacciato da una pressa industriale fotografato dall’artista Simone Ialongo.\nMa così come accadde con La zattera della Medusa di Géricault\, inizialmente considerata oscena e lontana da ogni canone estetico e invece oggi ritenuta manifesto della cultura francese di fine Ottocento\, non è detto che queste immagini\, ora considerate indecorose e di cattivo gusto\, diventino\, in un futuro non troppo lontano\, il manifesto del nostro tempo.\nIl progetto editoriale si completa con una prefazione a cura di Michela Becchis e una postfazione a cura di Franco Speroni a presentazione e a sostegno delle tesi avanzate nel testo. \n  \nIvan D’Alberto è storico e critico d’arte contemporanea. Nel 2005 ha collaborato con il Dipartimento di Studi Medievali e Moderni dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. Nel 2006 partecipa alle attività promosse dall’ICA The Institute of Contemporary Arts di Londra e alla fine del 2008 è nominato direttore del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano/Pescara.\nÈ stato docente esterno di visual art della Dartmouth University (Massachusetts\, USA).\nDal 2011\, insieme a Sibilla Panerai\, è curatore di CORPO: Festival delle Arti Performative. Ha curato diverse mostre tra cui MadeinAbruzzo: ricerche regionali di videoarte (Milano 2011)\, Integumenta Angelii: utili ammaestramenti per l’anima e per il corpo (Roma 2013)\, audĭentĭa – città in ascolto (Roma 2014)\, A Letto con l’artista (Milano 2015)\, E123 (Venezia 2015).\nPer Andromeda edizioni ha pubblicato le voci enciclopediche di alcuni artisti tra cui Andrea Pazienza e Remo Brindisi. Con Verdone Editore ha pubblicato il volume CORPO estraneo/straniero – Storia delle arti performative in Abruzzo. Di recente con Nicomp L. E. di Firenze ha pubblicato gli atti del convegno Il corpo che abito. Identità di genere e suoi transiti. Analisi dei linguaggi performativi contemporanei\, organizzato nel 2015 dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dalla IAAP – International Association for Art and Psychology.  Scrive per il portale web Juliet Art Magazine di Trieste.\n 
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SUMMARY:“Il calendario del popolo” presentazione rivista
DESCRIPTION:23 febbraio 2016\nSTART ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch di Napoli ha presentato il numero speciale della rivista culturale Il Calendario del Popolo edita da Sandro Teti Editore dedicato all’archeologia industriale che ha per titolo “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura”. \nIl numero nasce dall’incontro tra l’editore Sandro Teti Editore e Simona Politini\, esperta di archeologia industriale e fondatrice del progetto web Archeologiaindustriale.net\, la quale ha ricoperto il ruolo di curatore ideando il tema e coordinando l’esecuzione dei contenuti. Negli ultimi decenni si sta assistendo ad un lento ma significativo recupero di ex spazi industriali che\, modificandone la destinazione d’uso\, ora in edilizia residenziale\, ora in spazi polifunzionali per il terzo settore\, ora in musei\, recupera e preserva parte della nostra storia economica e sociale. \nDalla cultura del fare al fare cultura: “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura” è un viaggio lungo la nostra penisola alla scoperta dei luoghi dell’archeologia industriale riconvertiti in spazi culturali. \nDall’appena inaugurato MUDEC – Museo delle Culture negli spazi della ex Ansaldo a Milano\, alla ex centrale elettrica di Malnisio in Friuli oggi Science Centre di Immaginario Scientifico\, dalla Cittadellarte realizzata da Michelangelo Pistoletto all’interno dell’ex Lanificio Trombetta di Biella\, al Museo della Centrale Montemartini di Roma dove l’archeologia industriale incontra l’arte classica\, questi e tanti altri ancora gli spazi di cui si parla all’interno del rivista. Arrivando in Campania\, terra ricca di splendidi reperti del patrimonio industriale grazie soprattutto all’imprenditoria illuminata borbonica che ci ha lasciato alcuni dei siti più importanti in Italia quali per esempio l’attuale sede del Museo delle Ferrovie di Pietrarsa o la Real Fabbrica di San Leucio\, la scelta è caduta su una piccola centrale elettrica\, nel cuore di Napoli: la ex stazione Bellini datata al 1891\, oggi sede del Museo Nitsch. \n“Nel quartiere Avvocata\, dove un tempo sorgeva l’antico borgo del Limpiano\, oggi racchiuso nelle strade che nei loro odonimi conservano memoria dell’insediamento della casata dei Pontecorvo\, tra i vicoli stretti che si arrampicano fra palazzi nobiliari\, condomini popolari\, chiese e monasteri\, si staglia la mole bianca del Museo archivio laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch\, istituito a Napoli dalla Fondazione Morra e inaugurato nel settembre del 2008”\, così la dott.ssa Rossella Monaco\, specialista dell’archeologia industriale e autrice del pezzo\, ci schiude le porte di questo piccolo gioiello industriale trasformato in fucina culturale. Al tavolo dei relatori sono stati presenti: Rossella Monaco autrice del pezzo sul Museo Nitsch – esperta di archeologia industriale e docente di museologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”\, Italo Ferraro – architetto e docente universitario\, Pasquale Persico – docente di economia presso Università degli Studi di Salerno\, Pasquale Napolitano – docente Istituto IRISS-CNR\, Simona Politini curatrice del numero – fondatrice e project manager nonché presidente dell’Associazione Culturale Archeologiaindustriale.net\, Rachele Masci – caporedattrice della rivista Il Calendario del Popolo. \nIl monografico “Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura” è un progetto editoriale patrocinato dell’Associazione AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ed è rientrato nella programmazione del 2015 European Industrial and Technical Heritage Year.
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SUMMARY:Ekrem Yalcindag - The Language of Diversity
DESCRIPTION:19 febbraio – 19 marzo 2016\nOPENING 19 FEBBRAIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNelle sale della Biblioteca del Museo Nitsch\, si è tenuta la prima mostra in Italia dell’artista turco Ekrem Yalçındağ. \nLe diciotto opere diverse per forma e colore rappresentano ciò che di più avvicina la tradizione orientale a quell’occidentale\, non pura decorazione ma esplosione di colori ottenuta attraverso una minuziosa indagine del particolare. \n“…lui reclama il linguaggio della molteplicità. sono sempre le particelle più piccole che compone su superfici pittoriche spesso gigantesche. lui tratta questi elementi come se fossero delle molecole\, degli atomi. crea delle strutture simili a strutture molecolari. comunque la sua opera ha molto a che fare con la costruzione di strutture che si intrecciano\, che spesso attraversano la superficie enorme delle sue opere. ci fanno pensare in qualche modo a modelli fisici\, quasi utopici del processo della creazione del mondo. si suggeriscono processi di fertilizzazione. si sa che ha studiato le forme di fiori e foglie e che queste esperienze si rispecchiano nell’ordine dei suoi quadri. universi di colori formati da gradazioni sottili conferiscono alle superfici\, da lui plasmate\, un eccesso cromatico. visualizza il divenire della creazione e nonostante ciò\, manca la dimensione spaziale della velocità\, del tempo e dello spreco di spazio. assolutamente positiva ritengo la vicinanza delle sue opere alla op-art. questi artisti avevano gli stessi suoi problemi con l’espressione artistica non figurativa. creare dei cerchi concentrici rappresenta un problema archetipico per gli artisti. il bersaglio dell’arciere dei ciechi monaci buddisti zen indica la strada anche a ekrem. più volte abbiamo parlato di spazio\, della riproduzione prospettica dello spazio tramite la pittura figurativa\, che doveva essere superata a favore della pittura astratta e dello spazio reso non figurativo dai tappeti orientali e dagli ornamenti. penso che i dipinti di ekremy alcindag contengono questa forza. i suoi dipinti trasmettono qualcosa dell’effetto di opere realizzate da pittori del liberty. la terza dimensione passa in secondo piano a favore di una quarta dimensione\, oggettivamente non spiegabile” \nHermann Nitsch\, Prinzendorf\, gennaio 2016 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016\nEkrem Yalçındağ\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, The Language of Diversity\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2016 Ekrem Yalçındağ Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo - WLK Wunder_Litterature_Kammer
DESCRIPTION:10 dicembre 2015 – 22 gennaio 2016\nOPENING 1O DICEMBRE ORE 18:30\nBibiolteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra e Loredana Troise in collaborazione con Fondazione Morra\, E-M Arts\, APOREMA\, Ass. Cult. lunGrabbe\, con il Patrocinio di Accademia di Belle Arti\, Associazione Amici Biblioteca dei Girolamini\, Goethe Institut\, Centro Studi Postcoloniali e di Genere – Università L’Orientale sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. \nWLK Wunder_Litterature_Kammer è stata l’ultima sezione del progetto installativo-perfomativo denominato Abrègè d’Histoire Figurative di Domenico Mennillo\, incentrato sull’individuazione e presentazione di tre figure-concetti dominanti del pensiero filosofico occidentale per la creazione di un breve compendio visuale e poetico. La prima sezione era condensata sul concetto-figura dell’automa spirituale (Pierrot ou d’AutomateSpirituel\, 2011-2013 Museo Nitsch) e si articolava in performance e seminari di arte e filosofia; la seconda sezione dell’Abrègè imperniava sulla figura e le suggestioni dell’Atlante si è materializzata in forma di installazione visiva\, sonora e performativa (Atlante della Fertilità\, 2011-2014 Fondazione Morra) e come workshop presso Villa Pignatelli-Casa della Fotografia con gli studenti dell’Accademia di Belli Arti di Napoli. WLK Wunder_Litterature_Kammer ruota attorno al fenomeno delle Wunderkammer\, sviluppatesi in Europa nel Rinascimento e trasformate e rimodellate\, secondo diverse esigenze e spinte\, fino alle avanguardie novecentesche e alle più recenti ricerche filosofiche-artistiche. WLKè lo spazio dedicato all’accumulo e alla collezione dove la carta\, la parola\, l’inchiostro (la littérature presente in Wunder_Litterature_Kammer) divengono il perno simbolico e materiale di una ricerca che spazia dalla scrittura filmica fino alla performance\, per l’elaborazione di uno spazio monstre ove immettere connessioni fra scritture “minoritarie” e le loro implicazioni con le scienze ufficiali\, realizzazioni di ibride creazioni fra poesia e arte visiva\, archivi e apparati di oggetti\, suoni e odori. Siarticola in 8 stanze-spazi\, progressive numericamente e al tempo stesso labirintiche:dall’Archive de la MélancolieItalienne ai mirabilia/mi(se)rabilia/artificilia\, da m.d. autobiografia ai dispositivi per il funzionamento del rosso e dell’arancio\, WLK è uno ‘spazio per pensare’ di oggetti\, fotografie\, libri\, frammenti musicali e arti performative. Questo archivio visuale pone attenzione su oggetti simbolici e li confonde con i propri ricordi\, celati tra le maglie della memoria individuale\, lasciando in sospeso\, sotto un velo di opacità\, degli esercizi mentali\, degli enigmi percettivi\, atti ad ampliare una metodologia di apprendimento alternativa. Una particolare stanza\, Locus Solus 1.4\, è il centro di diffusione sonora del compositore Nino Bruno – che da alcuni anni collabora con Domenico Mennillo – sulle potenzialità di macchine desuete\, dispositivi accantonati dall’industria di settore per altri supporti economicamente più remunerativi. Durante l’inaugurazione\, sono state seguite due performance dedotte dai workshop con gli studenti della cattedra di Estetica del prof. Dario Giugliano dell’Accademia di Belle Arti Napoli e della cattedra di Pedagogia della prof.ssa Maria D’Ambrosio dell’Università Suor Orsola Benincasa. All’interno del progetto hanno trovato spazio plurimi eventi collaterali (una conferenza-dibattito\, workshop e performance) intesi come corto circuito fra poesia\, filosofia\, arte\, musica\, focalizzati su autori cruciali come Benjamin\, Warburg\, Duchamp: un accesso da cui ricomporre il graduale ordine di una costellazione di concetti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015\nDomenico Mennillo \n© photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Premio Napoli – Roberto Paci Dalò 61 EDIZIONE
DESCRIPTION:11 novembre 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl compositore e artista visivo Roberto Paci Dalò è stato il protagonista della seconda tappa di incontri dei vincitori del Premio Napoli 2015 con la città. In programma si sono susseguiti: martedì 11 novembre una lezione/concerto all’Accademia di Belle Arti di Napoli e un incontro al Museo Hermann Nitsch; mercoledì 12 novembre appuntamento con i detenuti del Centro Penitenziario di Secondigliano. \nA inaugurare gli impegni del compositore\, regista teatrale e artista visivo e sonoro Roberto Paci Dalò è stata una lezione/concerto con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli mercoledì 11 novembre alle 11. L’incontro pubblico con la città si è tenuto\, invece\, nel pomeriggio al Museo “Hermann Nitsch” alle 18. \nGli appuntamenti non sono stati solo occasioni di confronto e approfondimento ma autentici set di produzione artistica. Grazie all’ausilio di computer\, microfoni\, sintetizzatori modulari e strumenti acustici\, ogni evento è stato registrato e ha fatto da spunto per la costruzione di suoni ispirati dagli spazi visitati dall’artista. \n“Gli incontri per il Premio Napoli – spiega Roberto Paci Dalò – vertono sulla parola chiave ‘voce’ e in particolare il suo rapporto con scrittura\, oralità\, radiofonia e suono in relazione alle tecnologie. Voce in quanto parte più nuda del nostro corpo. Differentemente dalla banalità della nudità del corpo\, quella della voce – della grana della voce – ci permette di avvicinarci all’intimità di una persona in maniera ben più radicale. Il ‘ritratto acustico’ di una persona che passa quindi dalla voce messa a nudo\, dilatata\, moltiplicata\, remixata”. \nE a proposito del rapporto tra voci e spazi visitati\, precisa: “Negli incontri mi avvalgo anche di macchine e tecnologie che uso nel corso della conversazione con i partecipanti. Così facendo posso parlare e allo stesso tempo costruire suoni in tempo reale sfruttando anche le tipologie degli spazi in cui mi trovo”. \nCome in un work in progress\, il compositore ha lavorato in modo tale da avere una progressione\, un trittico acustico che è sfociato in un’unica opera\, una composizione a disposizione di tutti e ascoltabile on-line. “Appaiono anche voci iconiche – prosegue Paci Dalò – come quelle di persone per me importanti\, tra gli altri\, John Cage\, Carmelo Bene\, Heiner Müller e Demetrio Stratos. Questo è un anno speciale per me” conclude “festeggio i 30 anni dalla creazione di Giardini Pensili (il gruppo nato nel 1985 col quale presento tutto il mio lavoro) e i vent’anni di Radio Lada (la pionieristica web radio creata nel 1995). Le voci di questi incontri a Napoli sono state generate anche grazie a questi progetti”.
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SUMMARY:AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan
DESCRIPTION:24 ottobre – 29 ottobre 2015\nOPENING 24 OTTOBRE ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Se vuoi capire l’arte\, prima di tutto bisogna abbandonare i pensieri e saltare verso il cielo.”\nShozoShimamoto \n  \n3° Caos Se cammini capisci l’arte\nUna variegata unione di artisti Giapponesi\, accomunati dagli insegnamenti del Maestro Shozo Shimamoto e dalla lettera dell’alfabeto あ(ah in giapponese)\, attua una differente idea di fare arte insieme\, veicolando delle molteplici pratiche artistiche nell’evento espositivo e performativo AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan del collettivo AU GROUP ospitato da sabato 24 ottobre (dalle ore 18:00) fino a giovedì 29 ottobre nella Biblioteca della Fondazione Morra. \nDel gruppo AU quindici artisti sono stati a Napoli per presentare le composizioni artistiche e le performances al pubblico. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:La Mescla in concerto
DESCRIPTION:11 luglio 2015\nSTART CONCERTO ORE 19:00\nTerrazza del Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Viola Bufano e Angelo Beneduce \nLa terrazza del Museo Nitsch\, con la magia di un tramonto mozzafiato\, ha ospitato il concerto della Mescla sabato 11 luglio alle 19:00 concerto\, aperitivo e visita al museo. La Mescla (leggendario collettivo di musicisti napoletani e non) ha proposto le grandi tradizioni musicali dei Paesi del bacino del Mediterraneo. Partendo dalla musica del Sud Italia\, ai ritmi tribali del Nord Africa\, passando per il culto della musica balcanica e tzigana\, esplorando le sonorità della musica tradizionale klezmer\, fino ad arrivare al Nord Europa; tutto il percorso intriso di vistose e inaspettate ferite punk\, rock e jazz. Il loro repertorio attinge in maniera viscerale della terra e dai popoli che hanno contribuito alla ricchezza della cultura musicale del mondo.\nLa Mescla nasce tra il 1999 e il 2000 dall’incontro di musicisti provenienti da differenti esperienze\, invitati ad unirsi in un progetto collettivo che superi la comune concezione di gruppo\, iniziando un percorso di ri- apprendimento musicale sul campo\, imparando direttamente dai popoli incontrati viaggiando. Percorre nei primi anni le strade verso Est\, suonando per strade\, mercati\, campagne in Slovenia\, Bosnia- Erzegovina\, Kosovo\, Croazia\, Ungheria\, promuovendo e partecipando a importanti eventi (come Fest 2001 in Kosovo)\, auto- finanziandosi con ingaggi in festival e locali. Dall’estate 2002 inizia a viaggiare lungo la costa nord del Mediterraneo\, suonando in molti Festival di musiche del mondo in Europa\, con formazioni spesso differenti\, proponendo il proprio lavoro di separazione\, mescolanza e ricomposizione di elementi basilari di culture tradizionali dell’Italia del sud e del Mediterraneo che hanno come matrice la circolarità\, la ripetizione\, la dilatazione dei tempi in funzione della festa e della danza\, la ricerca della spirale magica che avvolge insieme musicisti e danzatori.\nUn concerto e un concetto di festa e di ballo\, di comunanza\, condivisione e circolarità\, condito con spunti di riflessione\, per avvicinare armoniosamente le culture delle comunità residenti e migranti che oggi tra mille difficoltà imparano a coesistere in questa nuova Italia multietnica. Suoneranno: Osvaldo WA Costabile: violino\, ghironda\, mandolino; Luca Cioffi: Percussioni; Davide Della Monica: chitarra\, bouzouki\, voce; Riccardo Marconi: chitarre
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 15th Edition
DESCRIPTION:25 giugno 27 giugno 2015\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nL’Independent Film Show – 15th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si è svolta giovedì 25\, venerdì 26 e sabato 27 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione di tre programmi di films 16mm e video e quattro live expanded cinema performances. \n\nPROGRAMMI e LIVE EXPANDED CINEMA \nGiovedì 25 giugno ore 21:00 \nTHE BLEEPING LIGHT: explorative sensorium in experimental film & video selezionato da Sally Golding. \nThe Bleeping Light presenta una serie di films e video di artisti audiovisivi e sonori contemporanei che investigano nelle percezioni fenomenologiche e psicologiche spaccate\, nello slittamento sinestetico e nelle tecnologie violate per produrre delle opere che risiedono in uno spazio tra la forma d’onda e il fotogramma. \nLive Expanded Cinema Set di Sally Golding \nSally Golding è un’artista multimediale che unisce la proiezione filmica e la composizione luminosa e sonora per creare delle performances di cinema espanso e delle installazioni partecipative. Il lavoro audiovisivo performativo di Golding si concentra sull’esperienza del pubblico\, spingendo i confini della percezione visiva e uditiva attraverso la scomposizione del sistema filmico in flicker\, forme d’onda e campi di colore; mentre le sue installazioni hanno imbrigliato la presenza del pubblico incorporando la loro immagine riflessa nelle proiezioni all’interno di spazi immersivi.\nVenerdì 26 giugno ore 21.00 \nVisual Insights selezionato da Raffaella Morra \nVisual Insights è pervaso da un’enfasi per la composizione filmica; una specifica predilezione per la ‘luce in movimento nel tempo’\, realizzata attraverso molteplici possibilità tecniche (incidere e dipingere la pellicola filmica\, o solarizzarla e trattarla chimicamente\, o utilizzare la tricromia separativa nella stampa del film) evidenzia una particolare indagine dell’apparato filmico che incoraggia delle personali costruzioni visuali\, recuperando un’innocenza percettiva non subordinata dalla razionalità. Una sequenza di differenti stimoli guida la visione in un movimento innovatore per variare l’ottica ed ampliare le nostre capacità di visualizzare il mondo. \nore 22.30\nLive Expanded Cinema \nZzurfreiheit di Lionel Palun\, Julien Bibard\, Jean-Philippe Saulou \nTrio iconoclasta che ha origine dai fasci luminosi del proiettore 16mm e del video\, Zzurfreiheit lavora per farvi viaggiare attraverso il tempo e lo spazio grazie alle virtù insospettate della retroazione sonora e luminosa. Sviluppando una poetica dell’istante e dell’immediatezza\, questi tre intervenenti generano dei conflitti delle percezioni\, con delle conseguenze contemplative severe per il vostro cervello. Il materiale visuale principale – punti\, linee\, paesaggi e piante – creato su pellicola 16mm da Julien Bibard\, viene reinterpretato in feedback dalle elaborazioni audio e video digitali di Lionel Palun. I suoni della meccanica del proiettore 16mm servono nel frattempo da materie prime alle delicate ed impulsive manipolazioni sonore di Jean-Philippe Saulou. \nSabato 27 giugno ore 21.00\nLive Expanded Cinema \nScoreline di Greg Pope \nScoreline è una performance filmica e sonora da solista. \nIdea: Il proiettore filmico come strumento con il potenziale per la diffusione visiva e sonora\, un’esplorazione dell’apparato cinematografico\, ignorando le tradizionali strategie per creare un dinamico evento dal vivo. Risultato: Texture e noise. Una coreografia della creazione attraverso la distruzione\, tra le altre cose… \nore 22.00 \nFilm doubled forever changes selezionato da Greg Pope \nI proiettori invadono l’auditorium per rivelare sei sorprendenti opere in doppio schermo – due classici fondamentali e quattro dalla nuova onda analogica Britannica… L’interazione\, la giustapposizione\, la sincronizzazione e la ripetizione guidano questi films. L’azione qui non sta solo accadendo sulla pellicola filmica – appartiene anche al momento della proiezione. \nGreg Pope \nore 23:00\nLive Expanded Cinema \nSKELETON di Greg Pope e SULT (Jacob Felix Heule\, Guro Skumsnes Moe\, Håvard Skaset) \nSKELETON è una performance audio del trio SULT e una performance filmica di Greg Pope. \nUn ambiente buio – la nostra grotta del cinema – il nostro rifugio e religione. I fantasmi ballando nella fiamma\, le immagini sono spaccature in gesso e legno. Le onde sonore e luminose vibrano e rifrangono. Lo scheletro è animato; un gioco di ombre\, strumenti acustici ed amplificati\, suoni sintetizzati e lanterna magica. Un’indagine in quattro movimenti.
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SUMMARY:John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola - Musica Indeterminata 2
DESCRIPTION:11 giugno 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIn collaborazione con Accademia di Belle Arti Statale\, Roma – Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi\, Roma – Museo d’Arte Contemporanea MACRO\, Roma – Ex Tempio Santa Croce\, Comune di Tuscania (VT) \nNell’ambito del programma di Produzione Artistica e Ricerca Scientifica 2014/15\, annualmente istituito dall’Accademia di Belle Arti di Roma\, Piero Mottola\, come artista musicista e docente di Sound Design presso l’Accademia\, ha presentato il secondo appuntamento di MUSICA INDETERMINATA\, proposte di musica contemporanea\, tra lezioni e concerti. Il pensiero sottostante il progetto ruota intorno a studi e partiture di diversi autori contemporanei associabili ad un’estetica del suono orientata all’indeterminazione semantica e alla non esaustività del messaggio sonoro. Si è scelto quindi di indagare modalità poetiche e metodologie di composizione che attribuiscono un ruolo rilevante alla relazione tra brano e fruitore. L’ascolto assume un valore interlocutorio e la composizione\, intrinsecamente pensata per deviare dall’univocità del messaggio\, funziona nella misura in cui ciascun ascoltatore è spinto ad interpretare in modo personale e originale quanto va ascoltando. La partecipazione attiva del fruitore esonera idealmente il pezzo sonoro dalla sua saturazione nel Tempo. Illuminanti in questo senso le parole espresse da Luigi Russolo sulla ricchezza polisemica del suono/rumore: E poiché il timbro complicato del rumore\, per la ricchezza dei suoni armonici che lo compongono ha una indeterminatezza per la quale l’orecchio intuisce ma non spiega questa composizione\, così è difficile che l’orecchio se ne stanchi. Quando una sensazione è diventata comune per i nostri sensi\, quando i nostri sensi la capiscono perfettamente\, quando più nulla di nascosto può rivelare ad essi\, questa sensazione non ci dà più alcuna emozione. (L. Russolo\, L’Arte dei Rumori\, Edizioni Futuriste di Poesia\, Milano 1916). \nPer questa edizione di MUSICA INDETERMINATA sono state eseguite musiche di John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola. \n 
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SUMMARY:Wine&TheCity - Dentro/Fuori performance culinaria di Paul Renner
DESCRIPTION:10 maggio 2015 \nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPer la prima volta\, Fondazione Morra/Museo Hermann Nitsch ha aperto le porte a Wine&Thecity presentando una performance di Paul Renner\, artista austriaco di fama internazionale\, già assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Con la sua forte carica performativa e sensoriale\, Renner ha allestito un banchetto per soli 50 ospiti: un’opera culinaria\, un’azione d’arte\, site-specific\, che mescola le diverse suggestioni e ispirazioni dell’artista\, appassionato di contaminazioni e in constante dialogo con pratiche diverse. La sensorialità è elemento imprescindibile della ricerca di Paul Renner\, convinto che il pubblico debba partecipare al completamento dell’opera. Le sue sculture sono commestibili e le sue performance sono banchetti a cui tutti sono invitati a partecipare attivamente. Il Museo Nitsch è in vico Lungo Pontecorvo\, nel quartiere Avvocata\, ai margini del Cavone e a ridosso di Piazza Dante\, in un angolo nascosto e bellissimo di Napoli\, che della città offre una insolita prospettiva. Lo spazio nasce dal recupero di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica di fine Ottocento: la facciata sobria e composta rivela un’ampia quadratura rigorosa nelle sue geometrie ove trovano spazio le installazioni che Nitsch in collaborazione con Giuseppe Morra ha realizzato dal 1974 ad oggi. Hanno accompagnato la Trash pile di Renner i vini della Vigna di San Martino della Fondazione Morra e i vini delle Cantine Russo di Taurasi. \nPaul Renner nasce a Bludenz\, in Austria\, nel 1957. A partire dalla fine degli anni settanta è assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Il suo interesse si rivolge sin dall’inizio verso le atmosfere rarefatte e disincantate del decadentismo\, particolarmente affascinato dalle figure di D’Annunzio\, Wilde e Huysmann. Indossando gli abiti del dandy\, Renner dipinge e mette in scena ambientazioni naïves: vasi\, brocche e poltrone dallo stile baroccheggiante\, colori cupi\, contorni pregnanti\, simboli mistici e allegorie\, scene mitologiche e ricordi di antiche leggende popolari. L’immaginario onirico è per Renner una continua fonte d’ispirazione che introduce nei suoi dipinti elementi fantastici e visionari\, ottenuti matericamente tramite una combinazione di pigmenti e sostanze organiche\, come resine di pino\, cera d’api\, tinte vegetali\, coloranti per alimenti\, inchiostro\, sangue\, spezie\, foglie secche\, bitume\, flatting\, oro\, piombo\, pelle di maiale\, olio di zucca. Nel 2000 fonda a Londra l’Hell Fire Touring Club\, un’associazione di chef\, artisti\, scrittori\, artigiani e collezionisti in spedizione per l’Europa e il Mediterraneo\, alla ricerca di Wunderkammer e personaggi misteriosi. La prima mostra si tiene a Napoli nel 2002\, presso la Fondazione Morra. Nel 2014 inaugura presso la Kunsthalle di Vienna il suo progetto più ambizioso\, l’Hell Fire Dining Club\, un’installazione di dipinti\, oggetti di wunderkammer e scenografie teatrali\, insieme con cibi e cocktail dal sapore estremamente decadente. Nel 2009 sempre con la Fondazione Morra\, presenta Esilio a Capri\, una narrazione sulle personalità celebri che hanno abitato la splendida isola. Nel 2014 all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte di Napoli crea Supernova 1604 reloaded\, un’installazione\, in parte commestibile\, che ricorda l’esplosione di una supernova avvenuta nella nostra galassia il 9 ottobre del 1604\, scorta da Keplero che le dedicò un volume. Nel 2015\, nell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia\, con il coinvolgimento di più di 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Paul Renner presenta un’imponente scultura commestibile ludica\, ideale capitolo di un nuovo eclettico romanzo artistico-visivo nell’incanto della Vigna San Martino di Napoli – patrimonio naturale sottoposto a vincolo monumentale.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Contro L’infelicità L’internazionale Situazionista e la sua attualità - Guy Debord e i suoi film
DESCRIPTION:5 febbraio – 6 febbraio 2015\nSTART ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra / Museo Nitsch ha dedicato due giorni al movimento dell’Internazionale Situazionista\, partendo dalla presentazione del libro Contro L’infelicità. L’Internazionale Situazionista e la sua attualità a cura di Stefano Taccone\, da cui la rassegna prende il titolo. Il volume\, edito da Ombre Corte e frutto di un ciclo di seminari tenuto presso il BAD Museum di Casandrino (Napoli)\, esplora l’universo dei situazionisti\, gruppo di intellettuali uniti dalla critica radicale alla società capitalistica e all’industria culturale costituitosi il 28 luglio del 1957 a Cosio di Arroscia in Liguria. Taccone racconta di come la storia dell’Internazionale Situazionista colpisca per il desiderio di radicalità e coerenza assolute\, per l’incrollabile determinazione dei suoi protagonisti nel procedere convinti di rappresentare il “grado più alto della coscienza rivoluzionaria internazionale”\, per il rifiuto di ogni mediazione o adattamento e la tendenza a infrangere qualunque separazione\, a cominciare da quella tra arte e vita. E’ l’ala radicale del Lettrismo con Guy Debord (Parigi 1931-Bellevue-la-Montagne 1994) a dar vita prima all’Internazionale Lettrista e poi\, essendosi fusa con il Movimento Internazionale per una Bauhaus immaginista (MIBI)\, all’Internazionale Situazionista\, i cui strumenti per superare l’arte borghese sono quelli della psicogeografia\, dell’urbanismo unitario e del détournement. Desiderosi di interrompere l’isolamento dell’arte rispetto al quotidiano\, i situazionisti propongono pratiche artistiche che si realizzino direttamente nella vita\, la derive\, intesa come attraversamento di vari ambienti\, senza una meta precisa ma solo un vivo interesse per ciò che può avvenire. Per approfondire la conoscenza di tali principi ispiratori e meglio comprenderne la dirompente forza critica\, alla presentazione del libro di Taccone si è accompagnata la proiezione di tutti i film di Guy Debord\, presentati da Pino Bertelli\, di cui il primo è La société du spettacle (1973)\, titolo dell’omonimo saggio dell’autore francese che denuncia il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori inglobati nel sistema economico capitalista.
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SUMMARY:La scrittura visuale/ La parola totale
DESCRIPTION:15 gennaio 2015\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProgetto XXI / Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre 2014 sulla storia della poesia visuale partendo dal panorama internazionale per arrivare a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha presentato l’ultimo appuntamento della rassegna giovedì 15 gennaio alle ore 17:00. \nLuigi Esposito\, compositore e performer napoletano nonché critico musicale\, ha presentato il volume Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini (ed. Bietti)\, una biografia del grande compositore italiano. Esposito\, allievo di Bussotti\, racconta la vita e l’opera del maestro fiorentino\, intervallando aneddoti e documentazione in un contenitore ricco di testimonianze\, cronache\, interviste e esecuzioni di pagine musicali. Alla presentazione sono intervenuti Daniele Lombardi\, celebre pianista e compositore fiorentino\, Andrea Viliani\, direttore del Museo Madre e Giuseppe Morra\, direttore del Museo Nitsch. Nell’ambito della sezione PRE POST ALPHABET\, l’artista Diego Tonus ha conversato con Eva Fabbris e Andrea Viliani\, presentando il suo primo libro intitolato Five Cases of Intrusion\, contenente le trascrizioni delle registrazioni risultanti dai dialoghi avuti con interlocutori incontrati durante le sue presentazioni in diverse città nel corso degli ultimi cinque anni. Oltre ai testi frutto delle molteplici esperienze avute con il pubblico\, il libro contiene immagini narranti le varie interpretazioni della pratica dell’artista. Sempre all’interno di PRE POST ALPHABET Gigiotto Del Vecchio ha presentato l’installazione sonora “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891” di Jan St. Werner\, membro dei Mouse on Mars. L’installazione è costituita da registrazioni di due poemi tratti da Le homardcosmographique di Henri Chopin\, “scratchiati” dall’artista. In conclusione si è svolto un concerto di Daniele Lombardi per pianoforte\, Suono Segno Gesto a Firenze. Il celebre musicista ha eseguito brani di Sylvano Bussotti\, Giuseppe Chiari e alcune sue composizioni. Distintosi per aver lavorato sulla musica delle avanguardie storiche del Novecento\, Lombardi performa i brani\, giocando con la velocità e la gestualità del suono. \nPresentazione del libro Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini di Luigi Esposito. Sono intervenuti Luigi Esposito\, Daniele Lombardi\, Giuseppe Morra e Andrea Viliani \nPRE POST ALPHABET\, presentazione del libro d’artista Five Cases of Intrusion. Interverranno Eva Fabbris e Andrea Viliani. \nJan St. Werner (Mouse on Mars)\, “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891”\, a cura di Gigiotto Del Vecchio. \nDaniele Lombardi\, SUONO SEGNO GESTO A FIRENZE\, concerto per pianoforte \nSylvano Bussotti……Novelletta (1973) Preludio Pianolibero Futuro (2003) Giuseppe Chiari……Intervalli 1 (1950) Intervalli n.2 “Do” (1950) MpDL (1997) MpDL2 (1998) MpDL8 (1998) Daniele Lombardi….Visualizzazione 1 (1973) Mitologie 4 (2002) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:18 dicembre 2014\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Firenze e Roma  \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre e in proseguimento fino al 15 gennaio 2015\,  sulla storia della poesia visuale dal panorama internazionale a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee presenta Poesia visuale a Firenze e Roma\, giovedì 18 dicembre alle ore 17:00. \nLorenzo Mango\, Loredana Troise e Stefania Zuliani dialogheranno sulla genesi e lo sviluppo della poesia visuale in Italia\, in particolare a Firenze e Roma\, a partire dagli anni Sessanta\, per approdare alla poesia sperimentale\, la poesia concreta\, la poesia sonora e la cosiddetta poesia d’azione. A Firenze nasce il Gruppo 70. Le prime manifestazioni sono due convegni organizzati a Firenze sul tema “Arte e comunicazione” nel 1963 e l’anno successivo su “Arte e tecnologia“. Ai convegni\, oltre ai fondatori Eugenio Miccini\, cui di deve l’invenzione del termine “poesia visiva”\, Giuseppe Chiari\, Lamberto Pignotti e Sylvano Bussotti\, partecipano anche Luciano Anceschi\, Eugenio Battisti\, Gillo Dorfles\, Umberto Eco\, Aldo Rossi\, e altri intellettuali. A partire dal 1963 il “Gruppo 70” mette in scena happening itineranti\, basati sull’interazione tra pubblico\, poeti e musicisti. La prima rappresentazione ha luogo al Gabinetto Viesseux di Firenze e viene ripetuta nel resto del paese\, coinvolgendo in scena Bueno e Marcucci e successivamente anche Emilio Isgrò e Ketty La Rocca\, ampliando l’azione con registrazioni di poesia sonora e proiezioni video. L’ambito di ricerca della poesia sperimentale è stato interdisciplinare e dinamico\, tanto da condizionare i percorsi di sviluppo di gran parte dell’arte del Novecento. \nAlle ore 18:00 Sala centrale\nLamberto Pignotti\, performance Lamberto Pignotti scrive versi immortali \nAlle ore 19:00\, negli spazi della Biblioteca presentazione di:\nLe stanze Firenze: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Giuseppe Chiari\, con omaggio a Sarenco.\nLe stanze Roma: Tomaso Binga\, Giovanni Fontana\, Mirella Bentivoglio\, Luca Maria Patella\, Rosa Foschi\, con omaggio a Adriano Spatola e Corrado Costa. \nPRE POST ALPHABET\nAndrea Romano (Milano\, 1984) realizza un wall drawing tratto dalla serie “Potsherds & Gaze”. \nAlle ore 19:30 Sala conferenze\nGiovanni Fontana\, performer\nMassimiliano Cerroni\, live electronics \nPAROLE IN LIBERTÀ\nFortunato Depero\, Canzone rumorista\, 1916\nGiacomo Balla\, Paesaggio+temporale\, 1915\nFilippo Tommaso Marinetti\, Dune\, 1914\nFrancesco Cangiullo\, Canzone pirotecnica\, 1915 \nIntermezzo Tomaso Binga/Bianca Menna\nAssalti fono-poetici\, performance \nVOCALITÀ E SCRITTURA\nArrigo Lora Totino\, Io e gli altri\, 1970\nArrigo Lora Totino\, Poema in “l” con finale in “r”\, 1983\nArrigo Lora Totino\, Poema in “gh”\, 1984\nCorrado Costa\, I due passanti\, 1964\nEmilio Villa\, Comizio Millenovecentocinquantatré\, 1953\nAdriano Spatola\, La composizione del testo\, 1971\nAdriano Spatola\, Boomerang\, 1966\nAdriano Spatola\, Aviation/Aviateur\, 1973/78\nGiovanni Fontana\, Epigenetic poem\, 2003 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Tomaso Binga\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Lamberto Pignotti\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Giovanni Fontana\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo. Poema Visivo 1976
DESCRIPTION:12 dicembre 2014\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nda un testo di Corrado D’Ottavi \nideazione\, messa in scena e installazioni\nDomenico Mennillo \nmusiche originali per batteria\, nastro magnetico e organo farfisa\nNino Bruno \nabiti e oggetti\nRosaria Castiglione \nPoema Visivo 1976 è una performance di Domenico Mennillo nata da un testo del 1976 del poeta genovese Corrado D’Ottavi. La performance\, realizzata negli spazi del Museo Nitsch\, è impostata come un piccolo comizio poetico-musicale che riprende le andature di alcuni brani del testo scritto nel 1976 da D’Ottavi Il pessimismo della ragione…Il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Il testo\, realizzato come una sequela di spunti\, intuizioni\, polemiche e invettive sulla scrittura\, l’identità\, la politica\, la poesia\, viene rimodulato e reinventato scenicamente nella performance di Mennillo come un’oratoria poetico-musicale con diverse postazioni che fungeranno da pulpiti-stazioni ove il testo verrà letto\, accompagnato dalle musiche per batteria\, nastro magnetico e organo Farfisa\, composte ed eseguite dal vivo da Nino Bruno. La performance segue e si installa sul lavoro di ricerca e sperimentazione sui luoghi altri delle arti e del teatro realizzata da lunGrabbe negli ultimi quindici anni attorno a un binomio teatro-architettura\, lavoro che di recente ha visto la pubblicazione\, presso le edizioni Morra\, del volume-cofanetto di Domenico Mennillo Alcune Architetture di Napoli 2003-2013. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture di Napoli\, dedicato ai 10 anni di architetture napoletane trasformate da lunGrabbe in performance\, installazioni e poemi-concerto. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 Poema visivo 1976\, Museo Hermann Nitsch\, 2014 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:5 dicembre – 15 dicembre 2014\nOPENING 5 DICEMBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Genova e Milano \nCon interventi di Nanni Balestrini\, Matteo D’Ambrosio\, Stefania Zuliani che hanno analizzato le tematiche e le vicissitudini storiche della poesia visuale a partire dagli esordi negli anni Sessanta\, il focus del terzo appuntamento della rassegna espositiva “La Scrittura visuale/ La parola totale” punta su due città protagoniste: Genova e Milano.\nA Genova\, grazie alle sperimentazioni di Luigi Tola e del suo “Gruppo Studio” (Ziveri\, Miles e altri) nascono le “poesie murali” e contemporaneamente si sviluppa la ricerca “verbovisuale” di Martino Oberto che riunisce attorno alla sua rivista “Ana eccetera” Ugo Carrega\, Corrado D’Ottavi\, e altri. Gruppo Studio fonda due riviste: Trerosso e Marcatre\, la cui redazione si trasferisce a Milano\, dove viene pubblicata fino al 1969. Numerose sono le mostre personali organizzate in stretta collaborazione con il gruppo di Napoli (Martini\, Caruso\, Diacono e Persico)\, con il gruppo di Firenze (Miccini\, Pignotti\, Marcucci) e con artisti internazionali\, relazioni che conducono alla larga diffusione del movimento con conseguenze sulle sperimentazioni artistiche successive. \nAlle ore 18:30\, negli spazi della Biblioteca c’è stata la presentazione di:\nLe stanze Milano: Ugo Carrega\, Vincenzo Ferrari\, Emilio Isgrò\, con omaggio a Nanni Balestrini.\nLe stanze Genova: Ugo Carrega\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, con omaggio a Corrado D’Ottavi \nPerformance\nPRE POST ALPHABET Sala conferenze\nOre 19:30 Vincenzo Latronico (Roma\, 1984) ha dialogato con Nanni Balestrini.\nOre 21:00 Anna Franceschini (Pavia\, 1979) hanno presentato e discusso il suo recentissimo video “The Diva whoBecame an Alphabet”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Immagini dal video “The Diva who Became an Alphabet” di Anna Franceschini\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:31 ottobre – 30 novembre 2014\nSTART 31 OTTOBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia Visuale a Napoli  \nL’esplorazione della produzione artistica più recente\, ancora discussa\, non del tutto sedimentata\, la ricerca dell’arte sperimentale più avanzata e il sostegno alle pratiche\, ai discorsi e alle narrazioni dell’arte contemporanea: è tutto questo Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee che\, quest’anno\, si arricchisce di una nuova collaborazione\, con la Fondazione Morra/Museo Nitsch. La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, indaga la storia della poesia visuale fra Napoli\, Genova\, Milano\, Firenze\, Roma. Il progetto comprende una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere degli iniziatori e delle figure cardine della poesia visiva e il modo di operare di alcuni artisti di generazioni successive. \nVenerdì 31 ottobre. Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Lorenzo Mango\, Angelo Trimarco mettono a fuoco\, in particolare\, questioni\, temi e tensioni propri della poesia visiva o visuale in dibattito negli anni Sessanta\, precisamente dal 1962 al 1967-8\, a Napoli\, declinandone i punti di vista e i pensieri che ne hanno ispirato i criteri e le scelte\, nell’esigenza di porre al centro\, visto che ancora si accosta e si confonde la poesia visiva con altre esperienze sostanzialmente a lei estranee\, le originali identità linguistiche. \nAlle ore 18:30\, Sala conferenze\, presentazione del libro di Emilio Villa L’opera poetica a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, con un saggio di Aldo Tagliaferri che interverrà assieme alla curatrice e Andrea Cortellessa. \nAlle ore 19:00\, nei luoghi della Biblioteca\, Le stanze\, presentazione delle opere di Luciano Caruso\, Luigi Castellano (LUCA)\, Stelio Maria Martini\, Achille Bonito Oliva \nPRE POST ALPHABET \nLupo Borgonovo Duets for Monkeys\, 2013\, audio\, 6’11” \n19:30 Marco Bruzzone reads some Owes \nPerformance\nSabato 1 novembre. Andrea Cortellessa e Aldo Tagliaferri presentano in anteprima il libro Post Scriptum\, nel centenario della nascita di Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, con una mostra omaggio a Emilio Villa a cura di Andrea Tomasetig\nIn mostra\, fra gli altri\, volumi e riviste di Emilio Villa come: \n–          Opere poetiche I. 1989\n–          17 Variazioni su temi proposti per una pura ideologia del 1955\, edizione di 104 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Marco Bruzzone\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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DESCRIPTION:12 settembre – 12 ottobre 2014\nSTART 12 SETTEMBRE ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa scrittura visuale/ La parola totale – Intervista a Giuseppe Morra di Loredana Troise \nL’esplorazione della produzione artistica più recente\, ancora discussa\, non del tutto sedimentata\, la ricerca dell’arte sperimentale più avanzata e il sostegno alle pratiche\, ai discorsi e alle narrazioni dell’arte contemporanea: è tutto questo Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee che\, quest’anno\, si arricchisce di una nuova collaborazione\, con la Fondazione Morra/Museo Nitsch. \nLa scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, che si inaugura il 12 settembre e proseguirà fino al 15 gennaio 2015\, indagando la storia della poesia visuale fra Napoli\, Genova\, Milano\, Firenze\, Roma. Il progetto comprende una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere degli iniziatori e delle figure cardine della poesia visiva e il modo di operare di alcuni artisti di generazioni successive. \nLa giornata inaugurale di La scrittura visuale/La parola totale\, il 12 settembre\, inizia alle ore 17:30\, presso il Belvedere del Museo Nitsch (vico Lungo Pontecorvo 29d – Napoli): con i curatori saranno presenti all’inaugurazione anche Pierpaolo Forte\, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, e Andrea Viliani\, direttore del Museo MADRE. \nNello stesso giorno (ore 18:30) sarà presentato il libro monografico “Arrigo Lora Totino” a cura di Renato Barilli e Pasquale Fameli. In Biblioteca (ore 20:00) seguono tre eventi: l’esposizione del manoscritto Le Filtre de L’Alphabet et de l’€ di Henri Chopin\, la mostra retrospettiva di Arrigo Lora Totino e la mostra dedicata ai documenti\, lavori audiovisivi e opere di scrittura visuale internazionale\, che comprende i seguenti artisti: Alain Arias-Misson\, Julien Blaine\, Jean François Bory\, Carlo Belloli\, Jiří Kolář\, Jackson Mac Low\, Franz Mon\, Anna e Martino Oberto\, Adriano Spatola. E ancora John Cage\, Paul De Vree\, Heinz Gappmayr\, Bernard Heidsieck\, Gerhard Rühm e Luca Maria Patella (opera permanente). \nA conclusione della giornata\, per lo spazio PRE POST ALPHABET: Karl Holmqvist e Natalie Häusler (Sala Conferenze\, dalle ore 21:00). \nLa scrittura visuale/La parola totale è un evento esemplare perché salda rigore metodologico\, originalità critica e capacità di coinvolgere il pubblico attraverso studi che analizzano le poetiche visuali dal punto di vista sia storico che delle ricerche artistiche di questi ultimi anni\, per delinearne prospettive e sviluppi futuri. “Il senso della mostra\, scandita lungo un ampio arco temporale e geografico\, capace di riscrivere\, agitandole\, le stabili coordinate del tempo e dello spazio” – scrivono Giuseppe Morra e Loredana Troise – “non va rintracciato nelle singole opere\, quanto nel gusto collettivo e universale delle possibilità espressive impiegate; intense e intessute di segni e linguaggi differenti\, le parole/immagini confluiscono e si confondono tra desideri\, interessi e passioni\, prendono corpo e si distaccano dal testo classico e si fondono in un nuovo contesto\, espandendo il proprio potere. La forza di questa impostazione risiede nella peculiarità di una pluralità di situazioni che raccontano l’eclettismo degli artisti della poesia visiva\, le loro affascinanti personalità\, la loro produzione di cui si avvertono\, sottesi\, tracce\, suggestioni e fascini inediti. Il movimento della Scrittura Visuale\, opponendosi alla massificazione culturale\, ha attivato nel pubblico la capacità critica\, nella reinvenzione e liberazione della parola scritta\, di opporsi al conformismo che indugiava esclusivamente sulla parola o sul segno privo di significato”. \nLa scrittura visuale/La parola totale\, da settembre 2014 proseguirà fino a gennaio 2015 seguendo geograficamente i luoghi dove le espressioni poetiche visuali si sono sentite con maggiore specificità nel nostro paese (Napoli\, Roma\, Firenze\, Genova\, Milano)\, e proponendo molteplici livelli di interpretazione: quello della documentazione\, cui alludono i materiali cartacei\, pubblicazioni\, libri oggetto\, poemi visivi\, disegni\, fotografie\, scritture\, periodici\, cataloghi\, riviste; quello delle risonanze sincopate nella sezione dedicata al cinema\, al video\, alle partiture sonore e alla performance teatrale\, a cui fa seguito l’ambito critico che si fa carico di un impegno epistemologico volto alla divulgazione\, attraverso presentazione di libri\, convegni e conferenze animate da artisti\, storici ed esperti. \nQuesto il calendario delle mostre e degli incontri successivi a quelli inaugurati il 12 settembre\, sempre presso il Museo Nitsch (vico Lungo Pontecorvo 29d – Napoli): \n31 ottobre – 30 novembre 2014 – Poesia Visuale a Napoli\nVenerdì 31 ottobre ore 17:00\, Sala conferenze. Interverranno Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Lorenzo Mango\, Angelo Trimarco.\nAlle ore 18:30\, Sala conferenze presentazione del libro di Emilio Villa L’opera poetica a cura di Cecilia Bello Minciacchi.\nOre 19:00 Biblioteca. Le stanze: Luciano Caruso\, Luigi Castellano (LUCA)\, Stelio Maria Martini. Opere di Achille Bonito Oliva\nOre 20:30 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET. Lupo Borgonovo Duets for Monkeys\nSabato 1 novembre 2014 ore 17:00 Sala Conferenze. Interverranno: Andrea Cortellessa\, Aldo Tagliaferri\nLe stanze: omaggio a Emilio Villa. In occasione del centenario della sua nascita a cura di Andrea Tomasetig\nOre 21:00 Sala Conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Marco BruzzoneReads some Owes.\n\n5 dicembre 2014 – 15 dicembre 2014 – Poesia visuale a Genova e Milano\nVenerdì 5 dicembre ore 17:00 Biblioteca e Sala conferenze. Interverranno Nanni Balestrini\, Matteo D’Ambrosio\, Stefania Zuliani\nLe stanze Milano: Ugo Carrega\, Vincenzo Ferrari\, Emilio Isgrò\, con omaggio a Nanni Balestrini.\nLe stanze Genova: Ugo Carrega\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, con omaggio a Corrado D’Ottavi\nOre 20:00 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Anna Franceschini The Diva Who Became An Alphabet\, Vincenzo Latronico conversa con Nanni Balestrini\nVenerdì 12 dicembre 2014 ore 20:00 Sala conferenze. Domenico Mennillo / lunGrabbe Poema Visivo 1976. Performance da un testo di Corrado D’Ottavi.\n\n18 dicembre 2014 – 15 gennaio 2015 – Poesia visuale a Firenze e Roma\nGiovedì 18 dicembre ore 17:00 Biblioteca. Interverranno Lorenzo Mango\, Loredana Troise e Stefania Zuliani.\nLe Stanze Firenze: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Giuseppe Chiari. Omaggio a Sarenco\nLe stanze Roma: Tomaso Binga\, Giovanni Fontana\, Mirella Bentivoglio\, Luca Maria Patella. Omaggio a Adriano Spatola e Corrado Costa\nOre 19:30 Sala conferenze Giovanni Fontana Parole in libertà (Balla\, Cangiullo\, Depero\, Marinetti) Vocalità e scrittura (Corrado Costa\, Arrigo Lora Totino\, Adriano Spatola\, Emilio Villa\, Giovanni Fontana)\nVenerdì 19 dicembre 2014 ore 17:00 Biblioteca e Sala conferenze. Presentazione del libro Tomaso Binga Scritture Viventi a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani. Interverrà Angelo Trimarco\nOre 19:30 Sala conferenze Giovanni Fontana Poésie Sonore (Henri Chopin\, François Dufrene\, Pierre & Ilse Garnier\, Bernard Heidsieck)\nConcretismo internazionale (Haroldo De Campos\, Vaclav Havel\, Bohumila Grogerova e Josef Hirsal\, Decio Pignatari)\nOre 22:00 Biblioteca. Spazio: PRE POST ALPHABET Andrea Romano\nGiovedì 15 gennaio 2015 ore 17:00 Sala conferenze. Presentazione del libro Un male incontenibile. Sylvano Bussotti artista senza confini (ed. Bietti) di Luigi Esposito. Interverranno Luigi Esposito\, Daniele Lombardi\, Giuseppe Morra e Andrea Viliani.\nOre 19:00 Sala Conferenze. SUONO SEGNO GESTO A FIRENZE. Daniele Lombardi (Pianoforte)\nSylvano Bussotti Novelletta (1973) Preludio Pianolibero Futuro (2003)\nGiuseppe Chiari Intervalli 1 (1950)\, Intervalli n.2 “Do” (1950)\, MpDL (1997)\, MpDL2 (1998)\, MpDL8 (1998)\nDaniele Lombardi Visualizzazione 1 (1973)\, Mitologie 4 (2002) Cosa può fare un pianista contro le guerre?\nOre 22:00 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Michael Dean e Diego Tonus (Mouse on Mars)\nLe mostre e gli eventi in programma saranno accompagnate da una selezione di materiali cartacei\, quali riviste\, pubblicazioni periodiche\, cataloghi\, a cura di Domenico Mennillo e da una selezione di film d’artista\, a cura di Mario Franco. Questo l’elenco delle proiezioni:\nGiovedì 13 novembre 2014 ore 17:00\nGianfranco Baruchello e Alberto Grifi\, Verifica Incerta (1964\, 30’)\nMario Schifano\, Reflex (1964\, 8’) Vietnam (1967\, 3’)\nLuca Maria Patella\, Terra animata (1968\, 7’) SKPM2 (1967\, 30’) Vedo Vado (1969\, 20’)\nVenerdì 14 novembre 2014 ore 17:00\nTonino De Bernardi\, A Patrizia: l’irrealtà ideale\, l’oggetto d’amore (1967)\nMercoledì 18 dicembre 2014 ore 17:00\nSarenco Collage (1968-1984\, 75’)\nGiovedì 8 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco In Attesa Della Terza Guerra Mondiale (1985\, 75’)\nVenerdì 9 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco BENVENUTO GRANDE CINEMA (1986 75’)\nMartedì 13 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco PAGANA (1987-1988\, 75’)\nMercoledì 14 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco SAFARI (1990\, 75’)\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Karl Holmqvist\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Karl Holmqvist\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition
DESCRIPTION:26 giugno – 28 giugno 2014\nINIZIO PROIEZIONI 26 GIUGNO ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 14th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente coordinata da Raffaella Morra\, si svolge giovedì 26\, venerdì 27 e sabato 28 giugno programmando la proiezione dei tre programmi di films e video e le tre expanded cinema performances al Belvedere del Museo Nitsch. \nL’Independent Film Show si focalizza su quegli stati di rinnovamento immaginifico che incrementano l’abilità del guardare: un’attività fisica e mentale fondante per decodificare le sottili linee che sorreggono l’unità del mondo. Annualmente prende forma un familiare club per cinefili dove si incontrano le più progressive ed inattese espressioni artistiche in movimento\, contrario ai grandi numeri dei costosissimi vuoti ideologici dei festivals e avverso agni immotivati avanzamenti della cultura di consumo. L’Independent Film Show è un propulsore culturale\, impegnato non verso il profitto egemonizzante ma a favore della diffusione di una mentalità consapevole dei limiti da superare per esperire quei fenomeni oggi solo intuibili oltre l’umano visibile e udibile. Il territorio del cinema sperimentale è denso di fraintendimenti e generalizzazioni ed in special modo si continuano a issare barricate di esclusione e rigide regole di separazione che impediscono di svelare e approfondire le intriganti connessioni percettive e le inaspettate soluzioni insite nei componimenti artistici indipendenti. L’esclusione del forzato fruitore passivo (utilizzato nella visione standardizzata) evidenzia e privilegia una comunicazione diretta capace di provocare una vibrazione intensa che può generare riflessione e progresso; un’immersione alternativa in temporanei atti proiettivi\, con la possibilità di socializzare e discutere con i film/video-makers per intraprendere un ulteriore passaggio verso dei nuovi spazi di intuizione. \nLeggendo con attenzione i programmi di questa edizione si evince il ritorno a Napoli di molti amici che nelle varie edizioni hanno già mostrato l’eccezionalità delle proprie opere filmiche\, sottolineando quanto stretto sia il legame tra i film/video-makers coinvolti nell’Independent Film Show. L’unica restrizione è partecipare con delle opere raramente o mai proiettate in Italia ed ideare delle ardue strategie performative che avvolgono i partecipanti\, infondendo delle nuove configurazioni in un’irripetibile esperienza sensuale. \nPROGRAMMI e EXPANDED CINEMA PERFORMANCES \nGiovedì 26 giugno ore 21:00 Cornerstone selezionato da Gaëlle Rouard \nIl programma Cornerstone selezionato da Gaëlle Rouard\, come esplicitato nel titolo\, è una splendida panoramica nella storia del cinema sperimentale\, con un comune denominatore: qualsiasi parvenza di narrazione cinematografica è disseminata in mille schegge e restituita in una forma comunicativa completamente unica\, impiegando le più personali e imprevedibili manipolazioni e metodologie di creazione filmica. In Outer Space di Peter Tscherkassky la stratificazione costante delle immagini espone lo spettatore ad una complessa attività di visione per esplorare i limiti dei meccanismi fisici e intellettuali; Spacy di Takashi Ito è realizzato con 700 fotografie ri-fotografate fotogramma per fotogramma seguendo delle regole fisse di movimento nello spazio fisico\, con l’intento di condurre in confusione l’atto del guardare; per William Moritz  “…l’unicità del cinema è presentare uno spettacolo visuale comparabile all’ascolto musicale con delle fluide immagini dinamiche\, ritmicamente cadenzate attraverso il montaggio\, la dissolvenza\, la sovrapposizione\, la segmentazione dello schermo\, i contrasti di positivo e negativo\, l’atmosfera del colore ed altri stratagemmi cinematografici”; Lapis di James Whitney\, un classico dell’Absolute Cinema\, da lui definito “un mandala spazio/temporale”\, è correlato all’attività neurale del sistema visivo ed uditivo realizzando un meraviglioso esempio sinestetico; in Déjeuner du matin di Patrick Bokanowski i suoi esperimenti ottici con la luce\, la riflessione e la rifrazione trasformano le immagini quotidiane in fluidi e deformabili oggetti d’arte\, impiegando il materiale filmico come una tradizionale tela pittorica; per Stadt in flammen del collettivo SCHMELZDAHIN la pellicola found footage Ville en flamme è sottoposta al degrado biologico di microbi e batteri\, fin quasi la liquefazione\, per favorire una dissoluzione delle immagini e mostrare la vacuità della materia al processo del tempo. \n  \nGiovedì 26 giugno ore 22:30 Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard \nPer la seconda volta\, con una nuova configurazione filmica e l’ultimo film in prima visione mondiale\, Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard è una straordinaria opportunità per partecipare all’intervento diretto sulla proiezione filmica; un flusso continuo che coinvolge in un tutt’uno la film-maker\, gli apparati proiettivi\, l’ambiente e gli spettatori. Un pretesto narrativo fa da sottile sostrato per un viaggio cosmico nell’arte filmica; i fotogrammi\, sapientemente elaborati a mano attraverso dei filtri colorati\, degli specchi e dei prismi ottici\, creano un mondo sovrapposto\, accompagnato da una fortissima sensazione d’ignoto che può forse condurre verso nuovi scenari e significati. \n  \nVenerdì 27 giugno ore 21:00 Intuition spaces selezionati da Emmanuel Lefrant e Raffaella Morra \nIl programma Intuition spaces selezionato da Emmanuel Lefrant e Raffaella Morra concentra l’attenzione sul processo di sviluppo delle sostanze in perpetua metamorfosi. Little Girl di Bruce Baillie registra dei momenti distillati di bellezza naturale in un ritratto lirico perfettamente semplice senza aggiunte o tagli; Distorted Movi Sion di Yo Ota riflette sulla struttura della visione cinematografica come tipologia di esperienza visuale e conoscenza visibile; un’avventura della mente in The Or Cloud di Fred Worden ed un viaggio metafisico che si realizza attraverso degli scenari mentali personali in Into Daylight di SJ. Ramir; Another Void di Paul Clipson è il risultato di una pratica continua con la pellicola Super 8mm per elaborare una modalità di descrizione del mondo attraverso il gesto e la ripetizione; in Photuris di Peter Miller il movimento generato dalle lucciole è registrato sulla pellicola\, formando dei turbinii astratti di luce. \n  \nVenerdì 27 giugno ore 22:30 expanded cinema performances di Les Nominoë \nDel collettivo Nominoë\, composto dai quattro film-makers Nicolas Berthelot\, Alexis Constantin\, Emmanuel Lefrant\, Stéphane Courcy di Rosa\, le due expanded cinema performances Atomic Light (in prima visione mondiale) e Cortex (con la partecipazione del ballerino Stéphane Mensah) collegano la materialità del supporto filmico e la diffusione proiettiva ad una fruizione temporale e spaziale non convenzionale. Il cinema dei Nominoë si allontana dai modi abituali di produzione filmica privilegiando l’improvvisazione collettiva dal vivo di una situazione visiva e sonora. \n  \nSabato 28 giugno ore 21:00 Signal Selections from Screen Compositions selezionati da Katherine Liberovskaya \nScreen Compositions è un evento annuale di proiezione\, fondato e curato da Katherine Liberovskaya\, che si svolge dal 2005 al Experimental Intermedia\, NY\, dedicato alle intersezioni delle immagini in movimento con l’arte sonora\, specificamente non dal vivo. La selezione per l’Independent Film Show si concentra sulla manipolazione del segnale analogico ed esplora le qualità e le possibilità offerte dall’apparato tecnologico. Decay Hatching di LoVid (Tali Hinkis and Kyle Lapidus) mette in evidenza la fragilità della tecnologia\, il video 33 di E.S.P. TV (Victoria Keddie and Scott Kiernan) documenta le pratiche artistiche effimere; in Light Field II Richard Garet attira l’attenzione verso i processi di percezione e cognizione attivando dei fenomeni sensoriali\, fisici\, psicologici che riflettono sulla natura e sull’esperienza del tempo; Frogfields di Katherine Liberovskaya è un’esplorazione del video a tensione controllata dall’audio elaborato tramite un sintetizzatore. \n  \nSabato 28 giugno ore 22:30 Live video di Katherine Liberovskaya con Live mixing of audio pieces di Phill Niblock \nSabato 28 giugno ore 23:00 Live music and film/video di Phill Niblock \nDue momenti performativi con Katherine Liberovskaya e Phill Niblock: nel primo live set Niblock mixa tra brani audio basati su diverse registrazioni fonografiche\, molto differenti dalle sue composizioni musicali\, accompagnato da Katherine Liberovskaya che mixa dei video da un vasto database personale di clips elaborate negli ultimi quindici anni. \nIl secondo evento è un’intensa performance di Phill Niblock\, compositore minimalista e film-maker che con la sua Intermedia Art ha contribuito attivamente a trasformare il modo di percepire i suoni ed il trascorrere del tempo. Le sue composizioni sonore sono dei fitti drones interrelati da microtoni di timbri strumentali che generano variegate sfumature nello spazio performativo in cui gli spettatori si immergono fino a perdere la percezione del fluire del tempo. Ciò si riflette nei suoi componimenti filmici\, lontani dallo sviluppo documentale\, che mostrano i rituali del lavoro giornaliero\, spesso l’operare manualmente ripetuto in continuo. Le dense corrispondenze tra suoni e immagini agiscono con un lento fluire\, evocando sensazioni antagoniste di movimento ed immobilità\, e con una giusta predisposizione conducono ad una condizione di trance dove esistono le libere associazioni. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi
DESCRIPTION:20 maggio – 21 maggio 2014\nSTART CONVEGNO ORE 17:00\nSala Conferenze del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntroduzione al convegno: Giuseppe Morra\, Direttore Museo Nitsch di Napoli \nCoordinamento: Prof. Gian Paolo Sammarco\, Psicoanalista\, Docente di Semiotica dell’Arte e di Teoria della percezione e psicologia della forma \nInterventi di: Prof. Massimo Fusillo\, Professore di Critica letteraria e letterature comparate\, Prof. Lorenzo Mango\, Docente di storia del teatro moderno e contemporaneo Università L’Orientale Napoli\, Maestro Hermann Nitsch (per la traduzione consecutiva prof. Steffen Wagner) \nDurante l’incontro saranno inoltre proiettati i seguenti filmati della azioni: 130.aktion Museo Nitsch Napoli 2010\, regia di Mario Franco\n135.aktion Cuba 2012\, regia di Rolf Leitenbor \nMartedì 20 e Mercoledì 21 maggio 2014\, il Museo Nitsch e l’Accademia di Belle Arti di Napoli propongono due giorni a contatto con il Maestro Hermann Nitsch\, padre dell’Azionismo Viennese. Le due istituzioni offrono ai giovani un’occasione per conoscere e approfondire l’opera d’arte totale dell’artista viennese: un incontro con gli studenti e un convegno stimoleranno il dibattito e l’approfondimento sul tema. \nIl saggio Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi di Gian Paolo Sammarco si pone l’intento di ricercare il significato profondo del Wiener Aktionismus (Azionismo Viennese) e\, più in generale\, di ogni prodotto dell’arte e delle scienze\, tramite l’ottica psicoanalitica. Fin dalla preistoria\, il genere umano ha mostrato la volontà di raccontare la propria esperienza attraverso una narrazione\, che\, prima ancora che manifestare un bisogno narcisistico o di intrattenimento\, servisse una primitiva disposizione ad esorcizzare la perturbante idea della morte. L’arte ed il pensiero hanno permesso un’evoluzione\, deviando l’espressione delle pulsioni distruttive\, altrimenti agite con la violenza\, verso una rappresentazione che anticipasse\, in maniera elegantissima e senza paura alcuna\, il risultato della diretta manifestazione della pulsione di morte\, permettendone la sublimazione\, attraverso l’avvicinamento\, il contatto e l’integrazione con la natura più intima\, costituzionale\, del thanatos. Tale processo può costruire\, nella maggiore condivisione possibile di affetti e di forme estetiche\, una saggezza che porti a trasformare l’angoscia di morte e l’atto distruttivo in un oggetto vitalizzante\, che generosamente l’artista lascerà al mondo in eredità. \nIl Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch mette in scena un percorso conoscitivo con elementi arcaici\, legati alle manifestazioni somatiche e sensoriali\, che precedono e formeranno solo successivamente la dimensione rappresentativa simbolica o verbale\, in uno spazio dove la materia corporea si congiunge con l’esperienza psichica e spirituale. \nL’intervento di Lorenzo Mango intende interrogarsi su come il concetto di catarsi possa declinarsi in un’esperienza come quella del Teatro delle orge e dei misteri. Lì la questione della rappresentazione è posta in termini assolutamente diversi rispetto a quelli aristotelici e\, più in generale\, della “forma teatro” della tradizione occidentale\, intesa come finzione narrativa. Il Teatro delle orge e dei misteri\, infatti\, opera un lavoro di risalimento alle fonti del tragico\, lì dove il momento di conoscenza del sé non è filtrato dalla parola\, dal racconto\, dalla psicologia ma attinge ad un originario ancora più “antico”\, a quanto precede la dimensione rappresentativa: il sangue\, il sacrificio\, la carne e la morte\, elementi che mettono l’uomo a contatto con la sua corporeità di essere vivente\, cercando in essa e non fuori o al di là di essa la propria dimensione spirituale. \nMassimo Fusillo si propone di analizzare le performance di Hermann Nitsch alla luce del concetto wagneriano di opera d’arte totale\, che ha avuto nel Novecento uno sviluppo notevole\, da Artaud alle avanguardie storiche fino al post-human. Partendo dalle consonanze e dai richiami ai miti di Dioniso (definito da Nitsch «dio dell’abreazione»\, importante concetto freudiano) e di Edipo\, e passando per la regia del Parsifal di Wagner\, si delinea in Nitsch una poetica della metamorfosi\, in cui l’identificazione fra spettatori ed attori e la sollecitazione di tutti i sensi producono un effetto inedito di catarsi: una trasformazione performativa delle pulsioni più violente e radicali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Convegno Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 \n© photo Biagio Ippolito\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Convegno Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014  © photo Biagio Ippolito Courtesy Fondazione Morra
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane
DESCRIPTION:16 maggio 2014\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico  Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nin occasione della pubblicazione del libro Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane di Domenico Mennillo. \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\ndisegni di Rosaria Castiglione\nedizioni Morra/E-M Arts \nLa pubblicazione di Alcune Architetture di Napoli. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane 2003-2013 (Edizioni Morra/E-M Arts 2013) concede un’insolita occasione per l’organizzazione dell’evento omonimo\, a cura di Domenico Mennillo\, Raffaella Morra e Loredana Troise\, che venerdì 16 maggio 2014\, al Museo Hermann Nitsch\, coinvolgerà il pubblico in un happening dinamico e multidisciplinare. \nIn programma una selezione di video di alcune performances eseguite da lunGrabbe\, per una riflessione complessa sull’uomo nella propria evoluzione storica\, leggibili come “testimonianze di un tessuto fisico-visivo ancora palpitante”\, esperimenti al di fuori del circuito di intrattenimento che non si discostano dal reale o dalla finzione teatrale. A ritmare la proiezione degli estratti video\, brevi commenti critici di Tommaso Ariemma\, Tommaso Ottonieri\, Ferdinando Tricarico\, offriranno un’ulteriore possibilità per addentrarsi nel complesso sistema realizzato da lunGrabbe\, come pratica nomadica tra la memoria culturale europea\, utilizzata attraverso sollecitazioni concettuali e creatività artistica connessiva. \nA concludere il programma\, l’eccezionale ricostituzione temporanea del gruppo musicale Terrapin. (Nino Bruno\, Marco Di Palo e Massimiliano Sacchi\, artisti che hanno collaborato in più occasioni con lunGrabbe). Costituito a Napoli negli anni ottanta\, sulla suggestione di un certo clima dark-sacrale-ieratico\, eseguiranno brani dal vivo dal loro catalogo. \nLa pubblicazione del libro Alcune Architetture di Napoli. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane 2003-2013 è composta dalle dieci partiture degli happenings di lunGrabbe\, raccolte in forma sciolta ma numerate cronologicamente\, e descrive con minuzia di particolari il tragitto esplorato nel decennio 2003-2013 “…per l’edificazione poetica di questa città”. Il cui punto di partenza è lo spazio inteso come segno visivo-emozionale- collettivo\, capace di trasformare la staticità della struttura teatrale perché intriso dal vissuto. Sperimentando una metodologia basata sull’ intreccio tra linguaggi\, lunGrabbe ha elaborato un inventario che rivela il bisogno di frantumare ogni omogeneità\, disarticolando il mosaico del visibile in tanti fotogrammi. “Il teatro non può essere considerato come una prigione” – afferma Mennillo – “e il presente non è un’immagine immobile ma uno scrigno da perlustrare”: un testo snodabile che\, per segmenti\, si vuole ricondurre nel presente. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Tra Oriente ed Occidente – Arte e spiritualità nel Novecento. Le Danze Sacre -  Danza sul mandala
DESCRIPTION:12 aprile 2014\nINIZIO ORE 10:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nTra Oriente ed Occidente – Arte e spiritualità nel Novecento\, Le Danze Sacre (Danza sul mandala e Danza di Gurdjieff)\, è un primo appuntamento con la città di Napoli che l’Accademia di Belle Arti\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, e la Comunità Dzogchen di Napoli Namdeling\, vuole dare per lo sviluppo di una cultura di pace e di consapevolezza individuale e collettiva. \nIl titolo dell’iniziativa si inserisce nel programma didattico di Gabriella Dalesio\, docente di Storia dell’arte contemporanea\, nonché critico d’arte e studiosa del rapporto tra arte orientale e occidentale. \nDopo la conferenza\, che prevede proiezioni di video informativi sulle danze presentate\, dodici persone\, sei uomini e sei donne danzeranno su un mandala di cinque colori\, steso a terra sulla terrazza antistante il Museo\, la Danza delle Sei Liberazioni. \nLa Danza del Vajra è stata insegnata dal Maestro Chögyal Namkhai Norbu sin dai primi anni novanta\, ed è stata inserita dall’Unesco fra i patrimoni dell’Umanità. \nVajra è un termine sanscrito che significa diamante: nell’insegnamento Dzogchen è il simbolo della nostra natura essenziale\, immutabile come il diamante. \n“Attraverso la Danza del Vajra il praticante integra la voce nel canto\, il corpo nella danza e la mente nello stato di contemplazione.” Sono queste le parole del Maestro Chögyal Namkhai Norbu sul senso della Danza del Vajra\, una meditazione in movimento che ci aiuta a rilassare le tensioni della vita quotidiana. \nPresiede: Aurora Spinosa\, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli \nCoordinatore: Gabriella Dalesio \nRelatori: Salvatore Di Carluccio\, Christiane Rhein\, Margit Martinu\, Giovanna Natalini \nProgramma \nOre 10:00 Presentazione programma della giornata \nOre 10:30 Le danze sacre di Gurdjieff \nInterventi di Margit Martinu e Giovanna Natalini \n                 Danza sul Mandala\, Danza delle Sei liberazioni \nInterventi di Salvatore di Carluccio e Christiane Rhein \nOre 12:00-13:30 Danza delle Sei Liberazioni (dimostrazione di danza sul mandala) \nSalvatore Di Carluccio e Christiane Rhein\, studenti di Chögyal Namkhai Norbu\, il maestro Dzogchen cui questa danza fa riferimento\, sono insegnanti della Danza del Vajra da diversi anni.  Margit Martinu è insegnante delle Danze di Gurdjieff e Giovanna Natalini è compositrice e pianista. \nIl giorno 6 giugno sarà organizzato presso la sede del Museo Nitsch un workshop sulla Danza di Gurdjjeff. \nLa Danza del Vajra \nLa Danza del Vajra\, se praticata con la giusta attitudine e perseveranza\, può diventare un mezzo per scoprire la nostra vera natura\, nello stato della contemplazione. La Danza del Vajra è una meditazione in movimento che ci aiuta a rilassare le tensioni della vita quotidiana. I movimenti semplici\, ampi e fluidi donano dolcezza e serenità alla mente. Eseguiti al suono di sillabe sacre (mantra)\, che si trovano nei testi originari dell’Insegnamento Dzogchen\, ci permettono di ritrovare uno stato di equilibrio e di benessere. I suoni e i movimenti della Danza del Vajra agiscono sui vari punti energetici del corpo\, secondo una conoscenza millenaria dei canali e dei centri dell’energia simile a quella dell’agopuntura. In tal modo la Danza scioglie eventuali blocchi\, armonizza i nostri tre aspetti principali\, vale a dire il corpo\, la voce o energia\, e la mente\, e sviluppa la presenza e la consapevolezza. La Danza del Vajra viene praticata su un Mandala\, simbolo della corrispondenza fra la dimensione interna dell’individuo (microcosmo) e quella esterna del mondo (macrocosmo). Una sessione di danza dura almeno 20 minuti. Possono partecipare dodici danzatori\, sei uomini e sei donne\, disposti sulle dodici dimensioni del Mandala. Queste dimensioni rappresentano l’interazione e l’inseparabilità dell’energia femminile e maschile. Quando nella Danza queste energie sono perfettamente coordinate\, la pratica diventa un’esperienza di intensa gioia. \nDANZE SACRE E MOVIMENTI di G.I. GURDJIEFF \nLa presenza al corpo\, al pensiero\, al sentimento  \nI Movimenti e le Danze sacre\, sviluppati da G.I. Gurdjieff\, hanno una origine molto antica e sono frutto dei suoi lunghi viaggi durante molti anni che egli ha dedicato alle ricerche della conoscenza all’inizio del secolo scorso. Fanno parte integrante del suo insegnamento; contengono ritmi\, esercizi e movimenti\, disegnati per liberarci dalle abitudini e tensioni del corpo\, del sentimento e del pensiero – che ci tengono imprigionati nel mondo condizionato. Richiamano la presenza a noi stessi\, sviluppano l’attenzione\, il coordinamento\, la concentrazione e la consapevolezza. Sono un strumento per l’osservazione di se stessi e ci conducono ad uno stato più equilibrato. La ricerca e la pratica di questa arte sacra ci portano ad una percezione profonda del sacro dentro di noi. Le musiche per i Movimenti eseguite al pianoforte sono intimamente connesse con questo “viaggio interiore”. \nMargit Sien MARTINU \nNata e cresciuta a Praga. E‘ stata educata alla danza e alla ginnastica artistica; ha partecipato alla squadra nazionale. Questo training ha avuto le sue radici nel metodo Delacroz che comprende non solo il movimento corporeo\, ma sviluppa anche la sensibilità verso la musica. Nel 1968 lascia il paese di origine e si reca a Londra. Agli inizi degli anni settanta incontra J.G. Bennett\, allievo di G.J.Gurdjieff\, il quale la introduce all’insegnamento di quest’ultimo. Nel 1975 entra nell’ International Academy for Continuous Education in Sherborne\, Inghilterra\, diretta da J.G. Bennett ove frequenta un corso residenziale di dieci mesi basato sull’insegnamento di Gurdjieff e disegnato per lo sviluppo armonico dell’uomo. Comprendeva lo studio dei metodi orientali ed occidentali tra cui la psicologia\, la storia\, la cosmologia e la filosofia ma anche i lavori pratici come il giardinaggio\, laboratori artigianali\, la musica\, la meditazione e\, in particolare\, i Movimenti e le Danze Sacre di Gurdjieff. Nell’ estate del 1977 partecipa negli Stati Uniti al seminario di training per la formazione di insegnanti dei Movimenti a Claymont in West Virginia – filiale dell’International Academy for Continous Education\, fondata da J.G. Bennett. Dal 1977 al 1982 approfondisce negli Stati Uniti lo studio dell’insegnamento e del sistema di Gurdjieff presso l’Istituto di Paul Anderson\, allievo e segretario di Gurdjieff negli Stati Uniti.  Sotto la sua direzione si è formata come insegnante di Movimenti e comincia la sua attività didattica. Nel 1985 torna in Europa e studia con insegnanti della Fondazione di Gurdjieff e svolge il ruolo di insegnante di Movimenti. Ha condotto laboratori sull’Introduzione ai Movimenti di Gurdjieff presso il DAMS della Sapienza a Roma. Ha curato varie dimostrazioni pubbliche di Movimenti: al DAMS di Bologna\, a Pescara\, a Roma\, al Teatro Era di Pontedera. Ha curato vari concerti di musiche sacre di Gurdjeiff a Roma e a Praga. Negli ultimi anni partecipa come staff al Gathering annuale in Inghilterra di vari gruppi europei che studiano e praticano l’insegnamento di Gurdjieff. Negli ultimi tre anni dirige negli Stati Uniti il Progetto sullo studio e la ricerca dei Movimenti e delle Danze Sacre al fine di approfondire\, trasmettere e preservare questo metodo nella società odierna. Da più di vent’anni conduce corsi e seminari in Italia\, in Europa e negli Stati Uniti. www.gurdjieffmouvements.it \n  \nGIOVANNA NATALINI   \nDal 1998 lavora come pianista accompagnatore per le Danze Sacre di Gurdjieff\, tenendo regolarmente seminari in Italia (a Roma\, Centeno e Pontedera) con M. Martinu; ha anche lavorato con J. Wilkinson in Toscana e in Slovenia in diversi seminari residenziali. Ha partecipato a diverse dimostrazioni pubbliche del lavoro di Gurdjieff: nel 2004 a Pescara per il Festival Moving in the City\, nel 2005 a Roma presso la Sala Cantieri Scalzi\, nel 2010 a Pontedera presso il Teatro Era. Dal 2003 lavora a RAI RADIO3 come esperto di musica\, fino al 2009 per Il Terzo Anello Musica\, dal 2010 per la trasmissione Primo Movimento. Ha collaborato come compositore con i gruppi teatrali O Thiasos TeatroNatura e il Teatro della Memoria e con la casa editrice EMONS specializzata in audiolibri. www.giovannanatalini.com \n 
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SUMMARY:Vent’anni di Suoni Contemporanei con Dissonanzen
DESCRIPTION:27 gennaio 2014\nSTART ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nDissonanzen compie vent’anni. Vent’anni in cui si sono prodotti e organizzati 200 tra concerti\, eventi\, rassegne di cinema sonorizzato\, festival\, pubblicazioni e 4 incisioni discografiche. Vent’anni di grandi successi e di prestigiose collaborazioni\, che hanno animato la scena della musica contemporanea a Napoli\, in Italia al Ravenna festival\, al Cantiere Internazionale di Montepulciano\, al festival Traiettorie di Parma\, con apparizioni significative anche all’estero al festival di Salisburgo\, al Guggenheim di New York\, al Festival di Annecy. Vent’anni di suoni contemporanei\, caratterizzati da un lavoro svolto all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Dissonanzen ha sviluppato in questi anni un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble Dissonanzen\, realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez e Autotono di Sylvano Bussotti. Un lavoro in continuo divenire e sempre diversificato attraverso la collaborazione di ospiti di as­soluto rilievo come Cristina Zavalloni\, Marc Ribot\, Michel Godard\, Markus Stockhausen\, Adam Rudolph\, Alvin Curran\, Stefano Scodanibbio\, Agostino Di Scipio\, Jim Pugliese\, cercando sempre strade nuove\, senza mai identificarsi in un suono predefinito.  Per festeggiarli\, lunedì 27 gennaio ore 20.00 al Museo Hermann Nitsch | vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, sarà presentato il box di cinque cd\, in una serata animata esecuzioni live\, performance improvvisative\, ospiti e testimonianze video. Un vero e proprio happening di suoni\, testi e immagini\, animato da tutti gli artisti di Dissonanzen e da ospiti quali il VJ Andrea Lapsus\, Federico Odling\, Gianni Trovalusci. Esecuzioni live di autori a cui da sempre Dissonanzen è legata\, quali John Cage\, Bruno Maderna\, Cathy Berberian\, Erwin Schuloff\, Franco Evangelisti\, Hans Werner Henze\, Gene Pritsker\, Cole Porter\, Morton Feldman\, Giacinto Scelsi\, improvvisazioni a cura dell’Ensemble Dissonanzen\, lettura di testi a cura di Enzo Salomone Quodlibet\, e la visione di un patchwork video curato da Paola Pagliuca e VJ Lapsus (alias Andrea Pennisi)\, realizzato con i contributi di molti artisti e intellettuali con cui Dissonanzen ha collaborato in questi anni: tra questi Cristina Zavalloni\, Marc Ribot e lo scrittore Ermanno Rea. \nSul palco Daniela del Monaco\, contralto\, Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci\, flauti\, Marco Sannini tromba\, Daniele Colombo\, violino\, Marco Vitali e Federico Odling\, violoncello\,  Marco Cappelli\, chitarra Ciro Longobardi e Francesco D’Errico\, pianoforte \nAlessandra Petitti\, danza. Ingresso gratuito. \nLa raccolta edita in collaborazione con l’etichetta milanese Die Schachtel e curata da Ciro Longobardi e Tommaso Rossi\, contiene incisioni che testimoniano le tappe fondamentali del percorso artistico dell’Associazione e dell’Ensemble. \nPezzi di vita musicale di un’avventura cominciata a Napoli nel 1993 grazie all’intuizione di Marco Vitali\, e proseguita con l’impegno corale dei membri dell’Associazione\, i musicisti dell’ensemble\, Marco Cappelli\, Daniele Colombo\, Francesco D’Errico\, Raffaele Di Donna\, Ciro Longobardi\, Claudio Lugo\, Marco Sannini\, Tommaso Rossi\, l’attore Enzo Salomone e la danzatrice Alessandra Petitti. Le registrazioni presenti nel cofanetto coprono un arco di circa sei anni\, dal 2003 al 2009\, e evidenziano quanto l’improvvisazione\, oltre al repertorio scritto\, sia stata centrale nella ricerca musicale e stilistica dell’ensemble. “L’improvvisazione rappresenta qualcosa di più che un’esigenza estetica – spiega Tommaso Rossi\, presidente dell’associazione dal 2000 e flautista dell’ensemble – È il messaggio politico-culturale che caratterizza il lavoro di una comunità artistica come la nostra e rappresenta una delle sue cifre di espressione.” “Dopo due dischi dedicati a grandi compositori contemporanei\, Luigi Dallapiccola\, Goffredo Petrassi\, Hans Werner Henze –spiega Ciro Longobardi – abbiamo sentito l’esigenza di documentare pubblicamente il nostro percorso nell’ambito della creatività estemporanea. Avevamo nel cassetto alcune ottime registrazioni\, sia live che in studio\, che ci è sembrato acquistassero ancora più forza nell’essere presentate tutte insieme e nella reciproca complementarietà che esalta i diversi tipi di improvvisazione affrontati. L’imminente ventennale dell’Associazione ha finalmente fornito l’occasione per pubblicare questi documenti sonori\, cui siamo molto legati dal punto di vista sia artistico che affettivo.” \nI cinque progetti che compongono il cofanetto rappresenta­no cinque strade diverse di concepire l’improv­visazione. Nel caso di Man Ray Suite convivo­no insieme due idee: il lavoro cinematografico di Man Ray come Partitura grafica in movi­mento e la musica di Satie come materiale per l’improvvisazione. Per Alchemic Sounds il grande jazz di Monk e Gillespie è il pun­to di partenza per un tipo di approccio più sperimentale\, che trova un protagonismo solistico negli assoli strumentali\, a cura dei musicisti dell’ensemble. Anche qui lo spunto iniziale\, costituito dai cortometraggi di Harry Smith\, è diventato solo un ricordo\, perché la musica ha ormai preso il soprav­vento e vive in autonomia. \nMusica Porosa è stata la prima pubblicazione discografica dell’Ensem­ble\, nel 2004\, frutto del bellissimo incontro umano ed artistico con Markus Stockhausen e Tara Bou­man. L’idea di porosità non è solo un pretesto ma una declinazione ulteriore del carattere “intuitivo” dell’approccio estetico di Markus Stockhausen\, straordinariamente evocativo e nello stesso tempo indirizzato alla costruzio­ne di un suono d’insieme. \nTeatrini napoletani riunisce alcuni lavori di Claudio Lugo\, direttore artistico dell’ensemble dal 2000 al 2006\, scritti espressamente per Dissonanzen\, in cui è for­te la presenza del testo e di una dimensione para-teatrale\, la voce attoriale e recitante di Enzo Salomone\, con le sue infinite sfumature musicali\, la vocalità sensuale di Daniela Del Monaco e Roberta Andalò. \nInfine A Glimpse raccoglie le migliori sessioni di prove in stu­dio realizzate in occasione di un concerto con Adam Rudolph nel novembre del 2009.
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SUMMARY:Notte D’Arte - Gruppo 63/50 anni: i poeti leggono i poeti
DESCRIPTION:14 dicembre – 20 dicembre 2013\nOPENING 14 DICEMBRE ORE 16:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra presenta Gruppo 63/50 anni: i poeti leggono i poeti\, una serata dedicata alla poesia sperimentale e visiva degli artisti del Gruppo 63\, a cui seguirà la proiezione di film d’artista\, a cura di Giuseppe Morra e Tommaso Ottonieri. \nNel 1963 poeti\, scrittori\, critici e studiosi\, e con essi musicisti e artisti visivi di varia tendenza ed estrazione\, si incontrarono a Palermo animati dal rifiuto del panorama culturale allora dominante\, spinti dal desiderio di sperimentare nuove forme di espressione\, fuori dagli schemi e dalle abitudini di linguaggio allora consolidate. Le intenzioni del Gruppo 63\, tale il nome scelto dagli artisti\, erano quelle di interpretare un paese nuovo che esigeva nuove parole\, nuove forme\, nuovi suoni\, di lasciare al macero un passato provinciale\, cinico\, bigotto\, fatto di compromessi e sopraffazione\, egoismo e cialtroneria\, di attingere alle nuove idee e energie che si sviluppavano dovunque in un mondo in trasformazione\, e suscitarne. \nA suggellare la serie di manifestazioni di respiro internazionale susseguitesi per celebrare questa importante ricorrenza\, Napoli\, da sempre fra le capitali vive delle avanguardie e delle contaminazioni artistiche\, rende il suo omaggio al Gruppo e a quel che attraverso la sua avventura è stato reso possibile. L’evento organizzato dalla Fondazione Morra si centra sul nesso tra parola e immagine in movimento; presentando\, da un lato\, le letture di poeti protagonisti di quella esperienza (N. Balestrini\, G. Niccolai) o che\, di generazione successiva\, in modi diversi e autonomi si rapportano a essa e che qui a essa rendono il loro omaggio\, prestando la loro voce alle parole di quel tempo; dall’altro\, la colonna visiva di artisti che impressero su pellicola le loro nuove e scardinanti visioni: e sarà da ricordare che appunto a Napoli\, poco più in là\, nel ’67\, sull’onda delle innovazioni suscitate dal Gruppo\, sarebbe nata l’esperienza della Cooperativa Cinema Indipendente. Completa il programma un ampio dibattito\, occasionato anche dalla ripresentazione editoriale di testi capitali del Gruppo: al dibattito partecipano\, fra gli altri\, artisti e teorici che lo fondarono; e infine\, protagonista un attore di riconosciuto talento (Lino Guanciale)\, una lettura scenica di un monologo datato giusto a quel 1963\, proveniente da un autore (come G. Manganelli) inclassificabile e dunque esemplare di quella grande\, e forse irripetibile\, stagione. \nProgrammazione: \nOre 16.00: Proiezioni di Film d’artista: a partire dal Gruppo 63\, a cura di Paolo Bertetto\, pellicole di G. Baruchello\, A. Grifi\, U. Nespolo\, A. Leonardi\, M. Schifano\, L.M. Patella\, T. De Bernardi. La sequenza delle proiezioni sarà introdotta da Mario Franco. \nOre 18.15: Presentazione-dibattito sui libri Gruppo 63 – L’antologia a cura di Nanni Balestrini e Alfredo Giuliani. Critica e teoria a cura di Renato Barilli e Angelo Guglielmi\, ed. Bompiani\, Il romanzo sperimentale: Palermo 1965/Gruppo 63 a cura di Nanni Balestrini\, seguito da Col senno di poi a cura di Andrea Cortellessa\, ed. L’Orma – Fuori Formato; inserto speciale per i 50 anni del Gruppo 63 in Alfabeta2 (numero di novembre-dicembre). \nPartecipanti: Nanni Balestrini\, Andrea Cortellessa\, Angelo Gugliemi\, Mario Franco\, Tommaso Ottonieri\, Andrea Viliani. \nOre 19.45: I poeti leggono i poeti. Letture e omaggi di Mariano Baino\, Bruno Galluccio\, Giovanna Marmo\, Tommaso Ottonieri\, Gilda Policastro\, Gian Paolo Renello\, Federico Sanguineti\, con la partecipazione di Nanni Balestrini (testi di N. Balestrini\, C. Costa\, A. Giuliani\, G. Niccolai\, E. Pagliarani\, A. Porta\, A. Rosselli\, E. Sanguineti\, A. Spatola\, P. Vicinelli). \nOre 21.30: Iperipotesi di Giorgio Manganelli: lettura scenica di Lino Guanciale. \nOre 22.00: Proiezioni Film d’artista: a partire dal gruppo 63: \nGianfranco Baruchello\, Alberto Grifi\, Verifica incerta (1964\, 30’) \nAlfredo Leonardi\, Living and Glorious (1965\, 21’) \nUgo Nespolo\, La galante avventura del cavaliere dal lieto volto (1966-67\, 9’) \nUgo Nespolo\, Buongiorno Michelangelo (1969\, 11’) \nMario Schifano\, Reflex (1964\, 8’) \nMario Schifano\, Vietnam (1967\, 3’) \nAlberto Grifi\, Dodici ore No stop (1967\, estratto 15’) \nLuca Maria Patella\, Terra animata (1967\, 7’) \nTonino De Bernardi\, A Patrizia: l’irrealtà ideale\, l’oggetto d’amore (1970\, estratto 12’) \nIl programma verrà integrato con i seguenti film: Baruchello\, Tre lettere a Raymond Roussel (1969\, 28’)\, L.M. Patella\, SKPM2 (1968\, 23’)\, Vedo\, Vado! (1969\, 15’)\, T. De Bernardi\, Il mostro verde (1967\, 28’) e l’intera proiezione di A Patrizia (1970\, 59’)
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SUMMARY:La costruzione di una cosmologia - vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista. Incontro con Stefano Arienti e Andrea Nacciarriti
DESCRIPTION:18 ottobre 2013\nINIZIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nProsegue il ciclo di conversazioni pubbliche tra artisti\, che rappresenta il vol.1 del progetto «La costruzione di una cosmologia».\nIl tema dell’intero ciclo\, che si svolge a Napoli fra giugno e novembre 2013\, ha come fuoco centrale il ruolo dell’artista nella società e la prospettiva attraverso cui viene discusso in questa occasione partirà dal concetto di economia. \nLa domanda da cui questa conversazione partirà è forse un quesito che non verrà posto formalmente\, ma che sarà l’inevitabile nota continua nel confronto fra due figure come Stefano Arienti e Andrea Nacciarriti. Cos’è economia? E’ la somma delle sue implicazioni a dare senso a questo concetto o al contrario è quest’ultimo a determinare condotte precise che vanno dalla percezione del singolo nella società\, fino alla governance di intere nazioni.\nSiamo in un momento della Storia in cui a decidere il destino di interi popoli\, la loro sopravvivenza\, anche a livello di identità culturale – si pensi allo scioglimento dell’Orchestra Sinfonica Greca o alla chiusura dell’Università Nazionale di Atene – sono le conseguenze di processi economici. Ma cancellare le istituzioni culturali di un paese non vuol dire eliminarne la produzione culturale. L’arte va avanti come un atto necessario\, che trasforma in energia finanche il più azzerante dei panorami. A cosa serve l’arte al tempo della sua insostenibilità economica? E\, di contro\, qual è il volto dell’arte in un momento in cui essa sembra identificarsi come non mai con il suo mercato? Questa contraddizione in atto è il punto di partenza di una riflessione condivisa tra due figure che nella propria ricerca hanno continuamente affrontato gli aspetti più paradossali di un sistema e della sua tenuta. \nStefano Arienti è un maestro. Maestro di carte\, delle tre carte\, direi. Un gioco\, questo\, dove l’abilità non consiste nell’individuare la carta giusta\, ma nel capire qual è il proprio ruolo in quel teatro di strada che si tira su accanto ad un semplice banchetto di legno\, in quel gioco delle parti in cui tutto è estremamente definito ed invita il passante a prendere posizione. Il gioco delle tre carte è il gioco della vita che è sempre nelle proprie mani. Si può farsi dissanguare\, si può decidere di passare oltre\, si può far saltare il tavolo. Nei lavori di Arienti\, mi pare che sia sempre il soggetto al centro del discorso\, a dispetto di tutto\, a dispetto della macchineria in cui è inserito\, centrifugato. E che l’identità si perda nel turbinare di un orario dei treni o di un mazzo impressionante di banconote\, mi pare sempre che ognuna delle sue costruzioni preveda una via d’uscita. O forse\, è proprio attorno ad una via d’uscita che sono tirate su le sue costruzioni. E allo stesso modo\, di Andrea Nacciarriti non riesco a scordare un’opera di tre anni fa. Lo sfondamento della vetrina della sua galleria. L’arte come atto di teppismo. Un’azione dirompente\, deflagrante nel silenzio pneumatico di una Torino che già allora portava in sé le avvisaglie del declino che l’avrebbe fatta sprofondare nel nulla attuale. Il rumore del vetro che si infrange\, della struttura che cede\, la violenza semplice e perfetta di un atto di rottura costituisce un esempio\, un precedente per quella che può dover essere la figura dell’artista in questi tempi in cui la macchina sembra lanciata verso il burrone e l’unico modo di salvarsi e saltare giù spaccando un finestrino.
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition
DESCRIPTION:27 giugno – 29  giugno 2013\nINIZIO PROIEZIONI 27 GIUGNO ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 13° edizione\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, anticipa l’appuntamento annuale a giovedì 27\, venerdì 28 e sabato 29 giugno programmando la proiezione dei tre programmi di films e video e le due expanded cinema performances sulla terrazza del Museo Nitsch. \nI molteplici processi che i film/video-makers creano per strutturare quelle intense relazioni tra i materiali proiettivi e gli interventi interpretativi degli spettatori sono gli elementi di studio dell’Independent Film Show. Nelle passate edizioni più volte si è evidenziata la capacità attiva del cinema sperimentale\, che non relega ad una visione standardizzata ma richiede un’applicazione cosciente dello sguardo\, per valutare le intricate rappresentazioni formali\, i complessi codici sociali e le vaste aspirazioni cognitive che si estendono oltre lo schermo proiettivo. La possibilità immersiva di stabilire un contatto diretto con le filosofie cinematiche indipendenti e di evidenziare le alternative e le innovazioni\, che sovvertono le logiche delle produzioni di sistema\, è l’approccio richiesto per accedere a questi modelli visuali complessi. L’intromissione delle luci ambientali\, la posizione dei proiettori\, la riflessività dello schermo\, la linea di visione e la posizione nel campo visivo concorrono alla creazione dell’opera filmica\, e nel momento in cui lo spettatore registra la solidità dei fotoni\, che impressionano lo sguardo ed avvolgono il corpo\, si attiva quel processo cognitivo capace di formare strutture mentali complesse. \nThe Keyboard and the Co-op è un programma sul suono\, la musica e il film selezionato da Guy Sherwin. Molti di questi films sono stati realizzati presso la London Film-Makers’ Cooperative nata nel 1966\, seguendo l’esempio per la distribuzione del New York Co-op (1962) di Jonas Mekas\, e comprensiva di un laboratorio artigianale per lo sviluppo e la produzione filmica (costruito da Le Grice); la possibilità di stampare i propri films unita all’immediata opportunità di vedere i risultati favorì la realizzazione di numerose opere filmiche. La doppia proiezione del film 16mm Love Story 2 (1971) di Malcolm Le Grice\, tra i fondatori della cooperativa e all’epoca insegnante di William Raban\, Gill Eatherley e Annabel Nicolson\, equipara le lunghezze d’onda della luce con quelle del suono in una complessa dimensione temporale. Matchbox di Wojciech Bruszewski (1975) ha una struttura semplice ma profondamente musicale\, che riprende le prime opere di Steve Reich\, e si compone di due brevi riprese abilmente montate verso una sottile deriva del tempo. La proprietà fisica della luce\, soggetta ad una trasformazione significativa\, acquista una sostanziale concretezza nella performance\, realizzata su un pianoforte abbandonato fuori della LFMC\, di Annabel Nicolson documentata in Piano Film (1976). Nel film A Piece for Sunlight\, Piano and 45 Fingers (1979) di Jenny Okun la luce del sole che cade sul pianoforte determina quali note suonare. I tre films di Guy Sherwin Night Train che converte le luci di un paesaggio in suoni\, Notes che utilizza la cinepresa come una sorta di plettro che scuote le corde di un pianoforte aperto\, e Da Capo… che giustappone due serie di varianti – un viaggio in treno replicato e le diverse interpretazioni di un preludio al piano di J.S. Bach – mostrano le intense relazioni tra immagine e suono riprese dal vivo. Gli altri due films in programma Stretto di Barbara Meter e Stationary Music di Jayne Parker\, entrambi del 2005\, giocano rispettivamente con la musica di John Cage e di Stefan Wolpe. \nIl secondo programma Light\, Colour\, Action! a cura di Lynn Loo è una celebrazione del colore completamente in pellicola 16mm; questa arte è caratterizzata dalle tecniche di ripresa\, dagli interventi in camera oscura\, dalle manipolazioni del materiale e dall’attenzione per l’evento proiettivo ideate dai film-makers per dimostrare che c’è ancora molto da scoprire sul supporto filmico. Deep Red (2012) di Esther Urslus è un’indagine dentro il colore cumulativo\, realizzato a mano con una tecnica di stampa serigrafica fai da te e mixato su pellicola. Trama (1980) di Christian Lebrat utilizza varie strisce di colore che danzano con un’alternanza di movimenti ampi e più localizzati su una musica tradizionale Burundi completamente diversa dal film ma non contraddittoria. Il film Colour Separation (1974-‘76) di Chris Welsby si basa sul processo di separazione dei colori e ricorda un dipinto impressionista in movimento in cui il tempo partecipa alla costruzione dell’immagine. I due films Bouquets 26-27 (2003) e Voileiers et Coquelicots (2001) di Rose Lowder mescolano le piante\, gli animali e le attività manuali dei luoghi ripresi\, mostrando che è necessario poco per far apparire il mondo in modo diverso. La doppia proiezione di Autumn Fog (2011) di Lynn Loo cattura le variazioni cromatiche autunnali nel suo giardino a Londra ed espone la pellicola a varie fonti luminose provocando delle fluttuazioni gassose nei colori. Still Life (1976) di Jenny Okun riflette sulla mutabilità del colore e sull’inafferrabilità della verità fotografica\, sfidando l’impossibilità di trasformare un’immagine da colore negativo a colore positivo nella stessa pellicola. Hand Grenade (1971) di Gill Eatherley è il risultato di un processo filmico laborioso ma tradizionale\, in cui ogni fotogramma è stato esposto per diversi minuti con l’otturatore della cinepresa aperto mentre Eatherley disegnava vari oggetti nello spazio\, tra cui il proprio corpo\, utilizzando una singola torcia elettrica a basso voltaggio. Island Fuse (1971) di Arthur e Corinne Cantrills si concentra sull’interazione degli elementi proiettivi\, la cinepresa e i suoi vari meccanismi\, i filtri\, il proiettore\, e la pellicola. \nLa performance Live Cinema program di Guy Sherwin e Lynn Loo è incentrata sulla pellicola come materia e sulla proiezione come processo; le irregolarità meccaniche ed i bagliori errati si intersecano con i suoni prodotti dalla luce utilizzando dei microfoni\, che catturano le oscillazioni luminose nel fascio proiettivo\, ed i suoni ottici generati da immagini grafiche o da riprese reali. Fino a sei proiettori 16mm sono utilizzati come degli strumenti musicali\, lasciando ampie possibilità di improvvisazione e di comunicazione tra i performers; i due films Vowels & Consonants e Bay Bridge from Embarcadero prevedono inoltre la partecipazione del musicista Mario Gabola in un feed-back di vibrazioni e riverberi restituiti in una nuova conformazione. \nIl terzo programma Chute\, Gravité\, Cosmos! selezionato da Emmanuel Lefrant affronta il problema della gravità\, l’energia attrattiva tra i corpi\, che regola la caduta\, l’equilibrio\, il cosmo\, e imbriglia l’uomo al peso delle cose; solo l’arte può iniettare quel respiro esistenziale per alleggerire queste forze attrattive. Dog Star Man: Part II (1963) di Stan Brakhage riguarda la capacità di vedere del bambino\, che guarda con occhi “non istruiti – untutored eye” e la sua percezione è più semplice\, poco educata e più sensibile. Terminal City (1982) di Chris Gallagher riprende al rallentatore la demolizione del Devonshire Hotel\, che scompare in una fitta polvere assorbito da una forza invisibile. Il film On the Logic of Dubious Historical Accounts 1969-1972 (2008) di Peter Miller e Alexander Stewart è la documentazione delle dodici fotocamere Hasselblad lasciate cadere dagli astronauti sulla superficie lunare\, al fine di ridurre il peso per la spedizione di rientro sulla Terra. Solar Sight (2011) è una visione trascendentale di un viaggio alchemico sul ruolo dell’uomo nel cosmo\, realizzata da Larry Jordan attraverso l’animazione di collage e immagini reali e accompagnata dalla musica risonante di John Davis. Stan VanDerBeek\, pioniere dell’expanded cinema e della grafica computerizzata\, nel film Poemfield #5: Free Fall (1971) mixa delle immagini found footage di paracadutisti con il testo della poesia Free Fall\, usufruendo delle capacità dei primi computers e della stampante ottica. I tre films All Over (2001) di Emmanuel Lefrant\, Cosmos Spiritus/Nûr Version 1 (2005) di Olivier Fouchard\, e Remains to be seen (1989-‘94) di Phil Solomon sono realizzati dipingendo la pellicola filmica ed alternando delle immagini con inattese tecniche di montaggio\, anche qui dimostrando che soltanto l’arte eleva l’anima dell’essere umano oltre la sua condizione materiale. \nIn anteprima italiana (come molti dei films e video in programma)\, Juke Film Boxing di Gaëlle Rouard\, film-maker alchimista specialista nella precipitazione dell’argento su pellicola\, che ci mostra i suoi films manipolando dal vivo i due proiettori 16mm. Gaëlle Rouard interviene direttamente sulla proiezione filmica\, con dei rallentamenti nello scorrimento della pellicola e dei giochi con l’otturatore\, con l’attivazione del pulsante del suono e altri numerosi atti che non si vedono compiere. Questi interventi millimetrici suggeriscono che l’opera è precisa come quella di un musicista che sa come mettere una nota in un dato momento\, qui è quell’immagine di quel proiettore illuminata in un istante particolare\, per un effetto di partitura visiva che deve esser stato provato molte volte e suscita ammirazione per tanto lavoro. Il tempo rapido del ‘tocco’ causa dei riflessi luminosi e modella\, per intrigo\, l’infinità delle piccole percezioni sempre in combinazione instabile. Il film procede seguendo le irregolarità e le dissonanze delle forze e delle luci; l’immagine lavora tra illuminazione e scomparsa e\, a forza di aprire la luce\, la granulosità della figurazione assume un forte significato\, così le linee di un volto e quelle di una nube non sono mai state così vicine in natura. La manipolazione più del montaggio e la doppia proiezione più delle sovrapposizioni rivelano una poetica del gesto su un materiale incerto e fragile come la pellicola filmica. \nAl video Lacrimosa (2013) di Inal Sherip va il premio les frères Lumière\, indetto da European Academy of Arts\, organizzazione coinvolta nella promozione di artisti residenti in Belgio\, evidenziando così il fondante ruolo dell’Independent Film Show quale piattaforma attiva nella presentazione e discussione con gli autori dell’attuale cinema sperimentale. \nPROGRAMMA \nGiovedì 27 giugno ore 21.00 Lacrimosa di Inal Sherip – Premio les frères Lumière assegnato da European Academy of Arts \nGiovedì 27 giugno ore 21.30 The Keyboard and the Co-op selezionati da Guy Sherwin \nVenerdì 28 giugno ore 21.00 Light\, Colour\, Action! selezionati da Lynn Loo \nVenerdì 28 giugno ore 23.00 Live Cinema program di Guy Sherwin & Lynn Loo \nSabato 29 giugno ore 21.00 Chute\, Gravité\, Cosmos! selezionati da Emmanuel Lefrant \nSabato 29 giugno ore 23.00 Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La costruzione di una cosmologia - vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista.
DESCRIPTION:19 giugno – 29 novembre 2013\nPRIMO APPUNTAMENTO 19 GIUGNO\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa costruzione di una cosmologia è un progetto di conversazioni di natura e forma diversa. Nasce dall’esigenza inappagata da anni\, di costruire un panorama critico e orientativo della scena artistica italiana. E’ un compito che per definizione spetterebbe principalmente ai critici\, ma che negli ultimi decenni è stato del tutto disatteso\, senza che oggi si percepiscano sforzi per ricollegare i molti fili rossi che potrebbero tracciare una struttura di senso fra le moltissime identità artistiche che\, fuori o dentro il nostro paese\, operano costruendo il presente dell’arte italiana. \nLa responsabilità di un disimpegno nella costruzione di un orientamento da parte dei critici\, in questi anni\, è stata comunque bilanciata da un progressivo abbandono da parte degli artisti stessi di molte prerogative essenziali alla loro identità e al loro ruolo. In primo luogo è mancata la capacità di parlarsi\, di confrontarsi all’interno della stessa generazione o fra generazioni diverse\, sul lavoro e sulle idee\, sulle visioni artistiche e su quelle della realtà. Gli artisti\, hanno iniziato a chiudersi nei loro studi e ad uscirne solo quando il “sistema dell’arte” suonava il campanello per chiedere qualcosa. \nLa costruzione di una cosmologia nasce quindi come un’azione di riorientamento\, una sorta di autoanalisi che la comunità degli artisti tenta di fare proponendo dei momenti di incontro e di confronto su alcuni elementi essenziali del proprio ruolo e della propria identità in questo preciso momento della storia. \nIl progetto è l’inizio di un percorso di auto-riconoscimento della scena artistica pensato da quattro artisti fra i trenta e i quarant’anni attivi in territori diversi del paese e con un forte legame a contesti internazionali. L’obiettivo è poi quello di allargare la discussione al numero più alto di artisti possibile. Gian Maria Tosatti\, Andrea Mastrovito\, Giuseppe Stampone e Andrea Nacciarriti svilupperanno dunque una serie di diversi capitoli de La costruzione di una cosmologia\, singolarmente o in collaborazione. Ogni tappa sarà un ciclo di conversazioni basate su un tema specifico\, proposto dall’artista-curatore\, nella propria città e sulla base del quale costruire un programma di inviti ed appuntamenti. \nIl primo capitolo del progetto si terrà a Napoli\, presso il Museo Hermann Nitsch\, e sarà curato da Gian Maria Tosatti. Al centro di questo “vol. 1” ci sarà una riflessione sul “ruolo sociale dell’artista”. E’ una questione di ampio respiro che si pone come centrale rispetto all’intero corso della storia dell’arte\, ma in questo specifico momento\, in cui la società sembra contrarsi come in preda ad uno spasmo\, ad un terremoto\, il senso di una figura come l’artista in relazione al contesto si pone con maggiore urgenza. Per discuterne\, tuttavia si è scelta una formula precisa: non quella classica del talk\, ma quella del dialogo. Due artisti di diverse generazioni si confronteranno\, senza mediazione\, in presenza di testimoni\, su differenti sfumature relative al tema principale. Nei cinque incontri previsti\, Giuseppe Stampone e Alfredo Pirri  (19 giugno) affronteranno il tema da una prospettiva “politica”\, Andrea Mastrovito e Giuseppe Gallo (8 luglio) da quella della ricerca della “bellezza”\, Alessandro Bulgini e Gianfranco Baruchello (16 settembre) partiranno dal concetto di  “utopie quotidiane”\, Andrea Nacciarriti e Stefano Arienti (21 ottobre) da quello di  “economia”\, e Gian Maria Tosatti e Jannis Kounellis (29 novembre) si concentreranno sul tema dell’identità. \n\n«Il ruolo sociale dell’artista è il titolo che ho voluto dare al capitolo del progetto curato da me\, perché questo è il tema che personalmente ho proposto all’attenzione degli altri artisti nella prospettiva dell’intera indagine che affronteremo. In questi anni\, i miei progetti site-specific\, dedicati a diverse città\, mi hanno fatto percepire di cosa è portatore la figura dell’artista all’interno del corpo sociale di una comunità. Profonde ed essenziali sono le trasformazioni che l’arte\, attraverso i suoi officianti\, può portare nell’ordine che l’uomo dà alla propria convivenza con gli altri. Ed è sulle potenzialità e le prospettive di questo ruolo che vorrei confrontarmi assieme ad altri colleghi. Cercando di comprendere\, fino in fondo\, che posto ha un artista all’interno di una società che\, in questi anni\, a dispetto delle sue espressioni più superficiali e istituzionali\, sta ridisegnando sé stessa dalle fondamenta» Gian Maria Tosatti \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013 \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Matteo Fraterno - G. di Villehardouin & figli
DESCRIPTION:18 maggio – 17 luglio 2013\nOPENING VENERDÌ 17 MAGGIO ORE 17:00\nBiblioteca per le Arti Contemporanee al Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \na cura di  Rossana Macaluso \nNegli spazi della Biblioteca del Museo Nitsch\, si inaugura la mostra G. di Villehardouin & figli di Matteo Fraterno a cura di Rossana Macaluso\, incentrata sulle affascinati vicende che ruotano intorno a Goffredo e Guglielmo II di Villehardouin\, reggenti del Principato di Acaia e Morea (l’attuale Peloponneso) nel XIII secolo. La ricerca sui Villehardouin si presta al racconto di una Grecia “scomoda”\, oggi come allora\, restituita dall’artista alternando in mostra materiale di ricerca documentativa a lavori di ispirazione fantasiosa che comprendono tele di grandi dimensioni\, disegni e materiale lapideo\, trattati con la tecnica ad acquarello. \nLa “&” commerciale inserita nel titolo attiva una riflessione sulla funzione dell’arte contemporanea: un sistema culturale produttore di idee e di nuove coscienze politiche e identitarie\, ma al contempo oggetto di un articolato sistema di marketing. I lavori di Matteo Fraterno sono spesso incentrati sulla memoria storica che riattualizza questioni ancora oggi centrali sia dal punto di vista estetico che etico. L’artista lavora su queste tematiche dagli anni ’80\, e dopo diversi anni trascorsi in Grecia torna a Napoli con questo lavoro inedito. \nIl percorso espositivo è diviso in tre fasi: la prima\, introduttiva\, è dedicata alla documentazione iconografica e storica sulla dinastia dei Villehardouin\, tra cui la video intervista ad Alessandro Meliciani\, curatore e traduttore del volume La conquista di Costantinopoli di Villehardouin\, edito da Procaccini nel 1992; la seconda presenta le elaborazioni creative dell’artista; la terza ospita il laboratorio di Matteo Fraterno\, per questa occasione\, trasferito nei locali della biblioteca. \nL’esposizione – inizio di un progetto work in progress aperto a futuri contributi – è un luogo di riflessioni ma soprattutto di collaborazioni: Raffaella Morra e Loredana Troise (curatrici degli apparati storici); Fosco Perinti (ricercatore degli archivi storici francesi); Luisa Viglietti (costume designer); Domenico Mennillo (interprete degli scritti di Guglielmo II di Villehardouin); Alessandro Meliciani (curatore del volume La conquista di Costantinopoli); Danilo Donzelli (addetto alla documentazione fotografica e video). \nLa mostra\, inserita nel ciclo di “Mostre d’Archivio” della Biblioteca del Museo Nitsch\, sarà visibile dal 18 maggio al 17 luglio 2013. \nMatteo Fraterno (Torre Annunziata\, 1954) artista relazionale\, co-fondatore di Osservatorio Nomade – Stalker Roma e di ilmotorediricerca\, laboratori creativi fondati su pratiche relazionali e ludiche. La sua opera trova conferma nella relazione tra vari aspetti immateriali: processo\, metodo\, metodologia\, che insieme alla relazione e l’interrelazione (preferibilmente in luoghi e situazioni\, estreme) mantiene attivo quel meccanismo cooperativo che conferma l’importanza dell’aggregazione libera da riferimenti ideologici o di sistema. I suoi lavori sono spesso incentrati sulla memoria storica\, e sul territorio inteso come sistema di interazione tra ambiente e abitanti. Fraterno preleva dai luoghi esplorati durante le sue frequenti peregrinazioni culturali le emozioni e le visioni di un processo creativo complesso ed articolato. Le materie sdoganate dalla loro inerte appartenenza e condotte nel territorio dell’arte\, diventano elementi costruttivi di pittura\, scultura\, installazione e video. Matteo Fraterno lavora su queste tematiche dagli anni ’80 sia sulla scena nazionale che internazionale. Tra le opere recenti: ΤΑΞΙΔΙ ΣΤΑ ΑΝΤΙ-ΚΥΘΗΡΑ – Viaggio verso ANTI Citera (2011-2012); in-differenziati\, athina 2012 (2012); Cerino Napoleone (2010-2011); La persistenza del significante (2010); RADIO EGNATIA\, regia Davide Barletti. Produzione Fluid Video Crew\, Istituto di Culture del Mediterraneo\, Geco Produzioni\, Stalker/ON (2008). Tra le mostre collettive: HEAVEN_LIVE – 2° ATHENS BIENNAL\, con Cesare Pietroiusti\, (Atene\, 2009); L’ISOLA DI SANTO JANNI\, Il mare nel mito\, MARartEA\, (Maratea\, 2009).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				G. di Villehardouin & figli  inaugurazione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/matteo-fraterno-g-di-villehardouin-figli/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
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