BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Fondazione Morra - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Fondazione Morra
X-ORIGINAL-URL:https://www.fondazionemorra.org/it/
X-WR-CALDESC:Eventi per Fondazione Morra
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20090329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20091025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20100328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20101031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20110327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20111030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20120325T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20121028T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20130331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20131027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20140330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20141026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20150329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20151025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20140127T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20140127T220000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T210043Z
LAST-MODIFIED:20201217T210043Z
UID:4578-1390852800-1390860000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Vent’anni di Suoni Contemporanei con Dissonanzen
DESCRIPTION:27 gennaio 2014\nSTART ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nDissonanzen compie vent’anni. Vent’anni in cui si sono prodotti e organizzati 200 tra concerti\, eventi\, rassegne di cinema sonorizzato\, festival\, pubblicazioni e 4 incisioni discografiche. Vent’anni di grandi successi e di prestigiose collaborazioni\, che hanno animato la scena della musica contemporanea a Napoli\, in Italia al Ravenna festival\, al Cantiere Internazionale di Montepulciano\, al festival Traiettorie di Parma\, con apparizioni significative anche all’estero al festival di Salisburgo\, al Guggenheim di New York\, al Festival di Annecy. Vent’anni di suoni contemporanei\, caratterizzati da un lavoro svolto all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Dissonanzen ha sviluppato in questi anni un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble Dissonanzen\, realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez e Autotono di Sylvano Bussotti. Un lavoro in continuo divenire e sempre diversificato attraverso la collaborazione di ospiti di as­soluto rilievo come Cristina Zavalloni\, Marc Ribot\, Michel Godard\, Markus Stockhausen\, Adam Rudolph\, Alvin Curran\, Stefano Scodanibbio\, Agostino Di Scipio\, Jim Pugliese\, cercando sempre strade nuove\, senza mai identificarsi in un suono predefinito.  Per festeggiarli\, lunedì 27 gennaio ore 20.00 al Museo Hermann Nitsch | vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, sarà presentato il box di cinque cd\, in una serata animata esecuzioni live\, performance improvvisative\, ospiti e testimonianze video. Un vero e proprio happening di suoni\, testi e immagini\, animato da tutti gli artisti di Dissonanzen e da ospiti quali il VJ Andrea Lapsus\, Federico Odling\, Gianni Trovalusci. Esecuzioni live di autori a cui da sempre Dissonanzen è legata\, quali John Cage\, Bruno Maderna\, Cathy Berberian\, Erwin Schuloff\, Franco Evangelisti\, Hans Werner Henze\, Gene Pritsker\, Cole Porter\, Morton Feldman\, Giacinto Scelsi\, improvvisazioni a cura dell’Ensemble Dissonanzen\, lettura di testi a cura di Enzo Salomone Quodlibet\, e la visione di un patchwork video curato da Paola Pagliuca e VJ Lapsus (alias Andrea Pennisi)\, realizzato con i contributi di molti artisti e intellettuali con cui Dissonanzen ha collaborato in questi anni: tra questi Cristina Zavalloni\, Marc Ribot e lo scrittore Ermanno Rea. \nSul palco Daniela del Monaco\, contralto\, Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci\, flauti\, Marco Sannini tromba\, Daniele Colombo\, violino\, Marco Vitali e Federico Odling\, violoncello\,  Marco Cappelli\, chitarra Ciro Longobardi e Francesco D’Errico\, pianoforte \nAlessandra Petitti\, danza. Ingresso gratuito. \nLa raccolta edita in collaborazione con l’etichetta milanese Die Schachtel e curata da Ciro Longobardi e Tommaso Rossi\, contiene incisioni che testimoniano le tappe fondamentali del percorso artistico dell’Associazione e dell’Ensemble. \nPezzi di vita musicale di un’avventura cominciata a Napoli nel 1993 grazie all’intuizione di Marco Vitali\, e proseguita con l’impegno corale dei membri dell’Associazione\, i musicisti dell’ensemble\, Marco Cappelli\, Daniele Colombo\, Francesco D’Errico\, Raffaele Di Donna\, Ciro Longobardi\, Claudio Lugo\, Marco Sannini\, Tommaso Rossi\, l’attore Enzo Salomone e la danzatrice Alessandra Petitti. Le registrazioni presenti nel cofanetto coprono un arco di circa sei anni\, dal 2003 al 2009\, e evidenziano quanto l’improvvisazione\, oltre al repertorio scritto\, sia stata centrale nella ricerca musicale e stilistica dell’ensemble. “L’improvvisazione rappresenta qualcosa di più che un’esigenza estetica – spiega Tommaso Rossi\, presidente dell’associazione dal 2000 e flautista dell’ensemble – È il messaggio politico-culturale che caratterizza il lavoro di una comunità artistica come la nostra e rappresenta una delle sue cifre di espressione.” “Dopo due dischi dedicati a grandi compositori contemporanei\, Luigi Dallapiccola\, Goffredo Petrassi\, Hans Werner Henze –spiega Ciro Longobardi – abbiamo sentito l’esigenza di documentare pubblicamente il nostro percorso nell’ambito della creatività estemporanea. Avevamo nel cassetto alcune ottime registrazioni\, sia live che in studio\, che ci è sembrato acquistassero ancora più forza nell’essere presentate tutte insieme e nella reciproca complementarietà che esalta i diversi tipi di improvvisazione affrontati. L’imminente ventennale dell’Associazione ha finalmente fornito l’occasione per pubblicare questi documenti sonori\, cui siamo molto legati dal punto di vista sia artistico che affettivo.” \nI cinque progetti che compongono il cofanetto rappresenta­no cinque strade diverse di concepire l’improv­visazione. Nel caso di Man Ray Suite convivo­no insieme due idee: il lavoro cinematografico di Man Ray come Partitura grafica in movi­mento e la musica di Satie come materiale per l’improvvisazione. Per Alchemic Sounds il grande jazz di Monk e Gillespie è il pun­to di partenza per un tipo di approccio più sperimentale\, che trova un protagonismo solistico negli assoli strumentali\, a cura dei musicisti dell’ensemble. Anche qui lo spunto iniziale\, costituito dai cortometraggi di Harry Smith\, è diventato solo un ricordo\, perché la musica ha ormai preso il soprav­vento e vive in autonomia. \nMusica Porosa è stata la prima pubblicazione discografica dell’Ensem­ble\, nel 2004\, frutto del bellissimo incontro umano ed artistico con Markus Stockhausen e Tara Bou­man. L’idea di porosità non è solo un pretesto ma una declinazione ulteriore del carattere “intuitivo” dell’approccio estetico di Markus Stockhausen\, straordinariamente evocativo e nello stesso tempo indirizzato alla costruzio­ne di un suono d’insieme. \nTeatrini napoletani riunisce alcuni lavori di Claudio Lugo\, direttore artistico dell’ensemble dal 2000 al 2006\, scritti espressamente per Dissonanzen\, in cui è for­te la presenza del testo e di una dimensione para-teatrale\, la voce attoriale e recitante di Enzo Salomone\, con le sue infinite sfumature musicali\, la vocalità sensuale di Daniela Del Monaco e Roberta Andalò. \nInfine A Glimpse raccoglie le migliori sessioni di prove in stu­dio realizzate in occasione di un concerto con Adam Rudolph nel novembre del 2009.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/ventanni-di-suoni-contemporanei-con-dissonanzen/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/locandina-Dissonanzen_page-0001.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20131214T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20131220T220000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T211342Z
LAST-MODIFIED:20201217T213003Z
UID:4582-1387036800-1387576800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Notte D’Arte - Gruppo 63/50 anni: i poeti leggono i poeti
DESCRIPTION:14 dicembre – 20 dicembre 2013\nOPENING 14 DICEMBRE ORE 16:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra presenta Gruppo 63/50 anni: i poeti leggono i poeti\, una serata dedicata alla poesia sperimentale e visiva degli artisti del Gruppo 63\, a cui seguirà la proiezione di film d’artista\, a cura di Giuseppe Morra e Tommaso Ottonieri. \nNel 1963 poeti\, scrittori\, critici e studiosi\, e con essi musicisti e artisti visivi di varia tendenza ed estrazione\, si incontrarono a Palermo animati dal rifiuto del panorama culturale allora dominante\, spinti dal desiderio di sperimentare nuove forme di espressione\, fuori dagli schemi e dalle abitudini di linguaggio allora consolidate. Le intenzioni del Gruppo 63\, tale il nome scelto dagli artisti\, erano quelle di interpretare un paese nuovo che esigeva nuove parole\, nuove forme\, nuovi suoni\, di lasciare al macero un passato provinciale\, cinico\, bigotto\, fatto di compromessi e sopraffazione\, egoismo e cialtroneria\, di attingere alle nuove idee e energie che si sviluppavano dovunque in un mondo in trasformazione\, e suscitarne. \nA suggellare la serie di manifestazioni di respiro internazionale susseguitesi per celebrare questa importante ricorrenza\, Napoli\, da sempre fra le capitali vive delle avanguardie e delle contaminazioni artistiche\, rende il suo omaggio al Gruppo e a quel che attraverso la sua avventura è stato reso possibile. L’evento organizzato dalla Fondazione Morra si centra sul nesso tra parola e immagine in movimento; presentando\, da un lato\, le letture di poeti protagonisti di quella esperienza (N. Balestrini\, G. Niccolai) o che\, di generazione successiva\, in modi diversi e autonomi si rapportano a essa e che qui a essa rendono il loro omaggio\, prestando la loro voce alle parole di quel tempo; dall’altro\, la colonna visiva di artisti che impressero su pellicola le loro nuove e scardinanti visioni: e sarà da ricordare che appunto a Napoli\, poco più in là\, nel ’67\, sull’onda delle innovazioni suscitate dal Gruppo\, sarebbe nata l’esperienza della Cooperativa Cinema Indipendente. Completa il programma un ampio dibattito\, occasionato anche dalla ripresentazione editoriale di testi capitali del Gruppo: al dibattito partecipano\, fra gli altri\, artisti e teorici che lo fondarono; e infine\, protagonista un attore di riconosciuto talento (Lino Guanciale)\, una lettura scenica di un monologo datato giusto a quel 1963\, proveniente da un autore (come G. Manganelli) inclassificabile e dunque esemplare di quella grande\, e forse irripetibile\, stagione. \nProgrammazione: \nOre 16.00: Proiezioni di Film d’artista: a partire dal Gruppo 63\, a cura di Paolo Bertetto\, pellicole di G. Baruchello\, A. Grifi\, U. Nespolo\, A. Leonardi\, M. Schifano\, L.M. Patella\, T. De Bernardi. La sequenza delle proiezioni sarà introdotta da Mario Franco. \nOre 18.15: Presentazione-dibattito sui libri Gruppo 63 – L’antologia a cura di Nanni Balestrini e Alfredo Giuliani. Critica e teoria a cura di Renato Barilli e Angelo Guglielmi\, ed. Bompiani\, Il romanzo sperimentale: Palermo 1965/Gruppo 63 a cura di Nanni Balestrini\, seguito da Col senno di poi a cura di Andrea Cortellessa\, ed. L’Orma – Fuori Formato; inserto speciale per i 50 anni del Gruppo 63 in Alfabeta2 (numero di novembre-dicembre). \nPartecipanti: Nanni Balestrini\, Andrea Cortellessa\, Angelo Gugliemi\, Mario Franco\, Tommaso Ottonieri\, Andrea Viliani. \nOre 19.45: I poeti leggono i poeti. Letture e omaggi di Mariano Baino\, Bruno Galluccio\, Giovanna Marmo\, Tommaso Ottonieri\, Gilda Policastro\, Gian Paolo Renello\, Federico Sanguineti\, con la partecipazione di Nanni Balestrini (testi di N. Balestrini\, C. Costa\, A. Giuliani\, G. Niccolai\, E. Pagliarani\, A. Porta\, A. Rosselli\, E. Sanguineti\, A. Spatola\, P. Vicinelli). \nOre 21.30: Iperipotesi di Giorgio Manganelli: lettura scenica di Lino Guanciale. \nOre 22.00: Proiezioni Film d’artista: a partire dal gruppo 63: \nGianfranco Baruchello\, Alberto Grifi\, Verifica incerta (1964\, 30’) \nAlfredo Leonardi\, Living and Glorious (1965\, 21’) \nUgo Nespolo\, La galante avventura del cavaliere dal lieto volto (1966-67\, 9’) \nUgo Nespolo\, Buongiorno Michelangelo (1969\, 11’) \nMario Schifano\, Reflex (1964\, 8’) \nMario Schifano\, Vietnam (1967\, 3’) \nAlberto Grifi\, Dodici ore No stop (1967\, estratto 15’) \nLuca Maria Patella\, Terra animata (1967\, 7’) \nTonino De Bernardi\, A Patrizia: l’irrealtà ideale\, l’oggetto d’amore (1970\, estratto 12’) \nIl programma verrà integrato con i seguenti film: Baruchello\, Tre lettere a Raymond Roussel (1969\, 28’)\, L.M. Patella\, SKPM2 (1968\, 23’)\, Vedo\, Vado! (1969\, 15’)\, T. De Bernardi\, Il mostro verde (1967\, 28’) e l’intera proiezione di A Patrizia (1970\, 59’)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/notte-darte-gruppo-63-50-anni-i-poeti-leggono-i-poeti/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/i__id220_crop3_2c_t1386696733__1x.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20131018
DTEND;VALUE=DATE:20131019
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210225T150245Z
LAST-MODIFIED:20210225T150245Z
UID:5318-1382054400-1382140799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:La costruzione di una cosmologia - vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista. Incontro con Stefano Arienti e Andrea Nacciarriti
DESCRIPTION:18 ottobre 2013\nINIZIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nProsegue il ciclo di conversazioni pubbliche tra artisti\, che rappresenta il vol.1 del progetto «La costruzione di una cosmologia».\nIl tema dell’intero ciclo\, che si svolge a Napoli fra giugno e novembre 2013\, ha come fuoco centrale il ruolo dell’artista nella società e la prospettiva attraverso cui viene discusso in questa occasione partirà dal concetto di economia. \nLa domanda da cui questa conversazione partirà è forse un quesito che non verrà posto formalmente\, ma che sarà l’inevitabile nota continua nel confronto fra due figure come Stefano Arienti e Andrea Nacciarriti. Cos’è economia? E’ la somma delle sue implicazioni a dare senso a questo concetto o al contrario è quest’ultimo a determinare condotte precise che vanno dalla percezione del singolo nella società\, fino alla governance di intere nazioni.\nSiamo in un momento della Storia in cui a decidere il destino di interi popoli\, la loro sopravvivenza\, anche a livello di identità culturale – si pensi allo scioglimento dell’Orchestra Sinfonica Greca o alla chiusura dell’Università Nazionale di Atene – sono le conseguenze di processi economici. Ma cancellare le istituzioni culturali di un paese non vuol dire eliminarne la produzione culturale. L’arte va avanti come un atto necessario\, che trasforma in energia finanche il più azzerante dei panorami. A cosa serve l’arte al tempo della sua insostenibilità economica? E\, di contro\, qual è il volto dell’arte in un momento in cui essa sembra identificarsi come non mai con il suo mercato? Questa contraddizione in atto è il punto di partenza di una riflessione condivisa tra due figure che nella propria ricerca hanno continuamente affrontato gli aspetti più paradossali di un sistema e della sua tenuta. \nStefano Arienti è un maestro. Maestro di carte\, delle tre carte\, direi. Un gioco\, questo\, dove l’abilità non consiste nell’individuare la carta giusta\, ma nel capire qual è il proprio ruolo in quel teatro di strada che si tira su accanto ad un semplice banchetto di legno\, in quel gioco delle parti in cui tutto è estremamente definito ed invita il passante a prendere posizione. Il gioco delle tre carte è il gioco della vita che è sempre nelle proprie mani. Si può farsi dissanguare\, si può decidere di passare oltre\, si può far saltare il tavolo. Nei lavori di Arienti\, mi pare che sia sempre il soggetto al centro del discorso\, a dispetto di tutto\, a dispetto della macchineria in cui è inserito\, centrifugato. E che l’identità si perda nel turbinare di un orario dei treni o di un mazzo impressionante di banconote\, mi pare sempre che ognuna delle sue costruzioni preveda una via d’uscita. O forse\, è proprio attorno ad una via d’uscita che sono tirate su le sue costruzioni. E allo stesso modo\, di Andrea Nacciarriti non riesco a scordare un’opera di tre anni fa. Lo sfondamento della vetrina della sua galleria. L’arte come atto di teppismo. Un’azione dirompente\, deflagrante nel silenzio pneumatico di una Torino che già allora portava in sé le avvisaglie del declino che l’avrebbe fatta sprofondare nel nulla attuale. Il rumore del vetro che si infrange\, della struttura che cede\, la violenza semplice e perfetta di un atto di rottura costituisce un esempio\, un precedente per quella che può dover essere la figura dell’artista in questi tempi in cui la macchina sembra lanciata verso il burrone e l’unico modo di salvarsi e saltare giù spaccando un finestrino.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/la-costruzione-di-una-cosmologia-vol-1-il-ruolo-sociale-dellartista-incontro-con-stefano-arienti-e-andrea-nacciarriti/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130627T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130629T210000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T222444Z
LAST-MODIFIED:20201217T222444Z
UID:4605-1372366800-1372539600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition
DESCRIPTION:27 giugno – 29  giugno 2013\nINIZIO PROIEZIONI 27 GIUGNO ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 13° edizione\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, anticipa l’appuntamento annuale a giovedì 27\, venerdì 28 e sabato 29 giugno programmando la proiezione dei tre programmi di films e video e le due expanded cinema performances sulla terrazza del Museo Nitsch. \nI molteplici processi che i film/video-makers creano per strutturare quelle intense relazioni tra i materiali proiettivi e gli interventi interpretativi degli spettatori sono gli elementi di studio dell’Independent Film Show. Nelle passate edizioni più volte si è evidenziata la capacità attiva del cinema sperimentale\, che non relega ad una visione standardizzata ma richiede un’applicazione cosciente dello sguardo\, per valutare le intricate rappresentazioni formali\, i complessi codici sociali e le vaste aspirazioni cognitive che si estendono oltre lo schermo proiettivo. La possibilità immersiva di stabilire un contatto diretto con le filosofie cinematiche indipendenti e di evidenziare le alternative e le innovazioni\, che sovvertono le logiche delle produzioni di sistema\, è l’approccio richiesto per accedere a questi modelli visuali complessi. L’intromissione delle luci ambientali\, la posizione dei proiettori\, la riflessività dello schermo\, la linea di visione e la posizione nel campo visivo concorrono alla creazione dell’opera filmica\, e nel momento in cui lo spettatore registra la solidità dei fotoni\, che impressionano lo sguardo ed avvolgono il corpo\, si attiva quel processo cognitivo capace di formare strutture mentali complesse. \nThe Keyboard and the Co-op è un programma sul suono\, la musica e il film selezionato da Guy Sherwin. Molti di questi films sono stati realizzati presso la London Film-Makers’ Cooperative nata nel 1966\, seguendo l’esempio per la distribuzione del New York Co-op (1962) di Jonas Mekas\, e comprensiva di un laboratorio artigianale per lo sviluppo e la produzione filmica (costruito da Le Grice); la possibilità di stampare i propri films unita all’immediata opportunità di vedere i risultati favorì la realizzazione di numerose opere filmiche. La doppia proiezione del film 16mm Love Story 2 (1971) di Malcolm Le Grice\, tra i fondatori della cooperativa e all’epoca insegnante di William Raban\, Gill Eatherley e Annabel Nicolson\, equipara le lunghezze d’onda della luce con quelle del suono in una complessa dimensione temporale. Matchbox di Wojciech Bruszewski (1975) ha una struttura semplice ma profondamente musicale\, che riprende le prime opere di Steve Reich\, e si compone di due brevi riprese abilmente montate verso una sottile deriva del tempo. La proprietà fisica della luce\, soggetta ad una trasformazione significativa\, acquista una sostanziale concretezza nella performance\, realizzata su un pianoforte abbandonato fuori della LFMC\, di Annabel Nicolson documentata in Piano Film (1976). Nel film A Piece for Sunlight\, Piano and 45 Fingers (1979) di Jenny Okun la luce del sole che cade sul pianoforte determina quali note suonare. I tre films di Guy Sherwin Night Train che converte le luci di un paesaggio in suoni\, Notes che utilizza la cinepresa come una sorta di plettro che scuote le corde di un pianoforte aperto\, e Da Capo… che giustappone due serie di varianti – un viaggio in treno replicato e le diverse interpretazioni di un preludio al piano di J.S. Bach – mostrano le intense relazioni tra immagine e suono riprese dal vivo. Gli altri due films in programma Stretto di Barbara Meter e Stationary Music di Jayne Parker\, entrambi del 2005\, giocano rispettivamente con la musica di John Cage e di Stefan Wolpe. \nIl secondo programma Light\, Colour\, Action! a cura di Lynn Loo è una celebrazione del colore completamente in pellicola 16mm; questa arte è caratterizzata dalle tecniche di ripresa\, dagli interventi in camera oscura\, dalle manipolazioni del materiale e dall’attenzione per l’evento proiettivo ideate dai film-makers per dimostrare che c’è ancora molto da scoprire sul supporto filmico. Deep Red (2012) di Esther Urslus è un’indagine dentro il colore cumulativo\, realizzato a mano con una tecnica di stampa serigrafica fai da te e mixato su pellicola. Trama (1980) di Christian Lebrat utilizza varie strisce di colore che danzano con un’alternanza di movimenti ampi e più localizzati su una musica tradizionale Burundi completamente diversa dal film ma non contraddittoria. Il film Colour Separation (1974-‘76) di Chris Welsby si basa sul processo di separazione dei colori e ricorda un dipinto impressionista in movimento in cui il tempo partecipa alla costruzione dell’immagine. I due films Bouquets 26-27 (2003) e Voileiers et Coquelicots (2001) di Rose Lowder mescolano le piante\, gli animali e le attività manuali dei luoghi ripresi\, mostrando che è necessario poco per far apparire il mondo in modo diverso. La doppia proiezione di Autumn Fog (2011) di Lynn Loo cattura le variazioni cromatiche autunnali nel suo giardino a Londra ed espone la pellicola a varie fonti luminose provocando delle fluttuazioni gassose nei colori. Still Life (1976) di Jenny Okun riflette sulla mutabilità del colore e sull’inafferrabilità della verità fotografica\, sfidando l’impossibilità di trasformare un’immagine da colore negativo a colore positivo nella stessa pellicola. Hand Grenade (1971) di Gill Eatherley è il risultato di un processo filmico laborioso ma tradizionale\, in cui ogni fotogramma è stato esposto per diversi minuti con l’otturatore della cinepresa aperto mentre Eatherley disegnava vari oggetti nello spazio\, tra cui il proprio corpo\, utilizzando una singola torcia elettrica a basso voltaggio. Island Fuse (1971) di Arthur e Corinne Cantrills si concentra sull’interazione degli elementi proiettivi\, la cinepresa e i suoi vari meccanismi\, i filtri\, il proiettore\, e la pellicola. \nLa performance Live Cinema program di Guy Sherwin e Lynn Loo è incentrata sulla pellicola come materia e sulla proiezione come processo; le irregolarità meccaniche ed i bagliori errati si intersecano con i suoni prodotti dalla luce utilizzando dei microfoni\, che catturano le oscillazioni luminose nel fascio proiettivo\, ed i suoni ottici generati da immagini grafiche o da riprese reali. Fino a sei proiettori 16mm sono utilizzati come degli strumenti musicali\, lasciando ampie possibilità di improvvisazione e di comunicazione tra i performers; i due films Vowels & Consonants e Bay Bridge from Embarcadero prevedono inoltre la partecipazione del musicista Mario Gabola in un feed-back di vibrazioni e riverberi restituiti in una nuova conformazione. \nIl terzo programma Chute\, Gravité\, Cosmos! selezionato da Emmanuel Lefrant affronta il problema della gravità\, l’energia attrattiva tra i corpi\, che regola la caduta\, l’equilibrio\, il cosmo\, e imbriglia l’uomo al peso delle cose; solo l’arte può iniettare quel respiro esistenziale per alleggerire queste forze attrattive. Dog Star Man: Part II (1963) di Stan Brakhage riguarda la capacità di vedere del bambino\, che guarda con occhi “non istruiti – untutored eye” e la sua percezione è più semplice\, poco educata e più sensibile. Terminal City (1982) di Chris Gallagher riprende al rallentatore la demolizione del Devonshire Hotel\, che scompare in una fitta polvere assorbito da una forza invisibile. Il film On the Logic of Dubious Historical Accounts 1969-1972 (2008) di Peter Miller e Alexander Stewart è la documentazione delle dodici fotocamere Hasselblad lasciate cadere dagli astronauti sulla superficie lunare\, al fine di ridurre il peso per la spedizione di rientro sulla Terra. Solar Sight (2011) è una visione trascendentale di un viaggio alchemico sul ruolo dell’uomo nel cosmo\, realizzata da Larry Jordan attraverso l’animazione di collage e immagini reali e accompagnata dalla musica risonante di John Davis. Stan VanDerBeek\, pioniere dell’expanded cinema e della grafica computerizzata\, nel film Poemfield #5: Free Fall (1971) mixa delle immagini found footage di paracadutisti con il testo della poesia Free Fall\, usufruendo delle capacità dei primi computers e della stampante ottica. I tre films All Over (2001) di Emmanuel Lefrant\, Cosmos Spiritus/Nûr Version 1 (2005) di Olivier Fouchard\, e Remains to be seen (1989-‘94) di Phil Solomon sono realizzati dipingendo la pellicola filmica ed alternando delle immagini con inattese tecniche di montaggio\, anche qui dimostrando che soltanto l’arte eleva l’anima dell’essere umano oltre la sua condizione materiale. \nIn anteprima italiana (come molti dei films e video in programma)\, Juke Film Boxing di Gaëlle Rouard\, film-maker alchimista specialista nella precipitazione dell’argento su pellicola\, che ci mostra i suoi films manipolando dal vivo i due proiettori 16mm. Gaëlle Rouard interviene direttamente sulla proiezione filmica\, con dei rallentamenti nello scorrimento della pellicola e dei giochi con l’otturatore\, con l’attivazione del pulsante del suono e altri numerosi atti che non si vedono compiere. Questi interventi millimetrici suggeriscono che l’opera è precisa come quella di un musicista che sa come mettere una nota in un dato momento\, qui è quell’immagine di quel proiettore illuminata in un istante particolare\, per un effetto di partitura visiva che deve esser stato provato molte volte e suscita ammirazione per tanto lavoro. Il tempo rapido del ‘tocco’ causa dei riflessi luminosi e modella\, per intrigo\, l’infinità delle piccole percezioni sempre in combinazione instabile. Il film procede seguendo le irregolarità e le dissonanze delle forze e delle luci; l’immagine lavora tra illuminazione e scomparsa e\, a forza di aprire la luce\, la granulosità della figurazione assume un forte significato\, così le linee di un volto e quelle di una nube non sono mai state così vicine in natura. La manipolazione più del montaggio e la doppia proiezione più delle sovrapposizioni rivelano una poetica del gesto su un materiale incerto e fragile come la pellicola filmica. \nAl video Lacrimosa (2013) di Inal Sherip va il premio les frères Lumière\, indetto da European Academy of Arts\, organizzazione coinvolta nella promozione di artisti residenti in Belgio\, evidenziando così il fondante ruolo dell’Independent Film Show quale piattaforma attiva nella presentazione e discussione con gli autori dell’attuale cinema sperimentale. \nPROGRAMMA \nGiovedì 27 giugno ore 21.00 Lacrimosa di Inal Sherip – Premio les frères Lumière assegnato da European Academy of Arts \nGiovedì 27 giugno ore 21.30 The Keyboard and the Co-op selezionati da Guy Sherwin \nVenerdì 28 giugno ore 21.00 Light\, Colour\, Action! selezionati da Lynn Loo \nVenerdì 28 giugno ore 23.00 Live Cinema program di Guy Sherwin & Lynn Loo \nSabato 29 giugno ore 21.00 Chute\, Gravité\, Cosmos! selezionati da Emmanuel Lefrant \nSabato 29 giugno ore 23.00 Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 13th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/independent-film-show-13th-edition/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/indep-2013_2nd-day.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130619T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20131129T200000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T215649Z
LAST-MODIFIED:20201217T215649Z
UID:4591-1371657600-1385755200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:La costruzione di una cosmologia - vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista.
DESCRIPTION:19 giugno – 29 novembre 2013\nPRIMO APPUNTAMENTO 19 GIUGNO\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa costruzione di una cosmologia è un progetto di conversazioni di natura e forma diversa. Nasce dall’esigenza inappagata da anni\, di costruire un panorama critico e orientativo della scena artistica italiana. E’ un compito che per definizione spetterebbe principalmente ai critici\, ma che negli ultimi decenni è stato del tutto disatteso\, senza che oggi si percepiscano sforzi per ricollegare i molti fili rossi che potrebbero tracciare una struttura di senso fra le moltissime identità artistiche che\, fuori o dentro il nostro paese\, operano costruendo il presente dell’arte italiana. \nLa responsabilità di un disimpegno nella costruzione di un orientamento da parte dei critici\, in questi anni\, è stata comunque bilanciata da un progressivo abbandono da parte degli artisti stessi di molte prerogative essenziali alla loro identità e al loro ruolo. In primo luogo è mancata la capacità di parlarsi\, di confrontarsi all’interno della stessa generazione o fra generazioni diverse\, sul lavoro e sulle idee\, sulle visioni artistiche e su quelle della realtà. Gli artisti\, hanno iniziato a chiudersi nei loro studi e ad uscirne solo quando il “sistema dell’arte” suonava il campanello per chiedere qualcosa. \nLa costruzione di una cosmologia nasce quindi come un’azione di riorientamento\, una sorta di autoanalisi che la comunità degli artisti tenta di fare proponendo dei momenti di incontro e di confronto su alcuni elementi essenziali del proprio ruolo e della propria identità in questo preciso momento della storia. \nIl progetto è l’inizio di un percorso di auto-riconoscimento della scena artistica pensato da quattro artisti fra i trenta e i quarant’anni attivi in territori diversi del paese e con un forte legame a contesti internazionali. L’obiettivo è poi quello di allargare la discussione al numero più alto di artisti possibile. Gian Maria Tosatti\, Andrea Mastrovito\, Giuseppe Stampone e Andrea Nacciarriti svilupperanno dunque una serie di diversi capitoli de La costruzione di una cosmologia\, singolarmente o in collaborazione. Ogni tappa sarà un ciclo di conversazioni basate su un tema specifico\, proposto dall’artista-curatore\, nella propria città e sulla base del quale costruire un programma di inviti ed appuntamenti. \nIl primo capitolo del progetto si terrà a Napoli\, presso il Museo Hermann Nitsch\, e sarà curato da Gian Maria Tosatti. Al centro di questo “vol. 1” ci sarà una riflessione sul “ruolo sociale dell’artista”. E’ una questione di ampio respiro che si pone come centrale rispetto all’intero corso della storia dell’arte\, ma in questo specifico momento\, in cui la società sembra contrarsi come in preda ad uno spasmo\, ad un terremoto\, il senso di una figura come l’artista in relazione al contesto si pone con maggiore urgenza. Per discuterne\, tuttavia si è scelta una formula precisa: non quella classica del talk\, ma quella del dialogo. Due artisti di diverse generazioni si confronteranno\, senza mediazione\, in presenza di testimoni\, su differenti sfumature relative al tema principale. Nei cinque incontri previsti\, Giuseppe Stampone e Alfredo Pirri  (19 giugno) affronteranno il tema da una prospettiva “politica”\, Andrea Mastrovito e Giuseppe Gallo (8 luglio) da quella della ricerca della “bellezza”\, Alessandro Bulgini e Gianfranco Baruchello (16 settembre) partiranno dal concetto di  “utopie quotidiane”\, Andrea Nacciarriti e Stefano Arienti (21 ottobre) da quello di  “economia”\, e Gian Maria Tosatti e Jannis Kounellis (29 novembre) si concentreranno sul tema dell’identità. \n\n«Il ruolo sociale dell’artista è il titolo che ho voluto dare al capitolo del progetto curato da me\, perché questo è il tema che personalmente ho proposto all’attenzione degli altri artisti nella prospettiva dell’intera indagine che affronteremo. In questi anni\, i miei progetti site-specific\, dedicati a diverse città\, mi hanno fatto percepire di cosa è portatore la figura dell’artista all’interno del corpo sociale di una comunità. Profonde ed essenziali sono le trasformazioni che l’arte\, attraverso i suoi officianti\, può portare nell’ordine che l’uomo dà alla propria convivenza con gli altri. Ed è sulle potenzialità e le prospettive di questo ruolo che vorrei confrontarmi assieme ad altri colleghi. Cercando di comprendere\, fino in fondo\, che posto ha un artista all’interno di una società che\, in questi anni\, a dispetto delle sue espressioni più superficiali e istituzionali\, sta ridisegnando sé stessa dalle fondamenta» Gian Maria Tosatti \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013 \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La costruzione di una cosmologia – vol. 1 Il ruolo sociale dell’artista\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, 2013  Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/la-costruzione-di-una-cosmologia-vol-1-il-ruolo-sociale-dellartista/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/25645_costruzione-cosmologia-01-696x385-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130518T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130717T170000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T224705Z
LAST-MODIFIED:20201217T224705Z
UID:4628-1368896400-1374080400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Matteo Fraterno - G. di Villehardouin & figli
DESCRIPTION:18 maggio – 17 luglio 2013\nOPENING VENERDÌ 17 MAGGIO ORE 17:00\nBiblioteca per le Arti Contemporanee al Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \na cura di  Rossana Macaluso \nNegli spazi della Biblioteca del Museo Nitsch\, si inaugura la mostra G. di Villehardouin & figli di Matteo Fraterno a cura di Rossana Macaluso\, incentrata sulle affascinati vicende che ruotano intorno a Goffredo e Guglielmo II di Villehardouin\, reggenti del Principato di Acaia e Morea (l’attuale Peloponneso) nel XIII secolo. La ricerca sui Villehardouin si presta al racconto di una Grecia “scomoda”\, oggi come allora\, restituita dall’artista alternando in mostra materiale di ricerca documentativa a lavori di ispirazione fantasiosa che comprendono tele di grandi dimensioni\, disegni e materiale lapideo\, trattati con la tecnica ad acquarello. \nLa “&” commerciale inserita nel titolo attiva una riflessione sulla funzione dell’arte contemporanea: un sistema culturale produttore di idee e di nuove coscienze politiche e identitarie\, ma al contempo oggetto di un articolato sistema di marketing. I lavori di Matteo Fraterno sono spesso incentrati sulla memoria storica che riattualizza questioni ancora oggi centrali sia dal punto di vista estetico che etico. L’artista lavora su queste tematiche dagli anni ’80\, e dopo diversi anni trascorsi in Grecia torna a Napoli con questo lavoro inedito. \nIl percorso espositivo è diviso in tre fasi: la prima\, introduttiva\, è dedicata alla documentazione iconografica e storica sulla dinastia dei Villehardouin\, tra cui la video intervista ad Alessandro Meliciani\, curatore e traduttore del volume La conquista di Costantinopoli di Villehardouin\, edito da Procaccini nel 1992; la seconda presenta le elaborazioni creative dell’artista; la terza ospita il laboratorio di Matteo Fraterno\, per questa occasione\, trasferito nei locali della biblioteca. \nL’esposizione – inizio di un progetto work in progress aperto a futuri contributi – è un luogo di riflessioni ma soprattutto di collaborazioni: Raffaella Morra e Loredana Troise (curatrici degli apparati storici); Fosco Perinti (ricercatore degli archivi storici francesi); Luisa Viglietti (costume designer); Domenico Mennillo (interprete degli scritti di Guglielmo II di Villehardouin); Alessandro Meliciani (curatore del volume La conquista di Costantinopoli); Danilo Donzelli (addetto alla documentazione fotografica e video). \nLa mostra\, inserita nel ciclo di “Mostre d’Archivio” della Biblioteca del Museo Nitsch\, sarà visibile dal 18 maggio al 17 luglio 2013. \nMatteo Fraterno (Torre Annunziata\, 1954) artista relazionale\, co-fondatore di Osservatorio Nomade – Stalker Roma e di ilmotorediricerca\, laboratori creativi fondati su pratiche relazionali e ludiche. La sua opera trova conferma nella relazione tra vari aspetti immateriali: processo\, metodo\, metodologia\, che insieme alla relazione e l’interrelazione (preferibilmente in luoghi e situazioni\, estreme) mantiene attivo quel meccanismo cooperativo che conferma l’importanza dell’aggregazione libera da riferimenti ideologici o di sistema. I suoi lavori sono spesso incentrati sulla memoria storica\, e sul territorio inteso come sistema di interazione tra ambiente e abitanti. Fraterno preleva dai luoghi esplorati durante le sue frequenti peregrinazioni culturali le emozioni e le visioni di un processo creativo complesso ed articolato. Le materie sdoganate dalla loro inerte appartenenza e condotte nel territorio dell’arte\, diventano elementi costruttivi di pittura\, scultura\, installazione e video. Matteo Fraterno lavora su queste tematiche dagli anni ’80 sia sulla scena nazionale che internazionale. Tra le opere recenti: ΤΑΞΙΔΙ ΣΤΑ ΑΝΤΙ-ΚΥΘΗΡΑ – Viaggio verso ANTI Citera (2011-2012); in-differenziati\, athina 2012 (2012); Cerino Napoleone (2010-2011); La persistenza del significante (2010); RADIO EGNATIA\, regia Davide Barletti. Produzione Fluid Video Crew\, Istituto di Culture del Mediterraneo\, Geco Produzioni\, Stalker/ON (2008). Tra le mostre collettive: HEAVEN_LIVE – 2° ATHENS BIENNAL\, con Cesare Pietroiusti\, (Atene\, 2009); L’ISOLA DI SANTO JANNI\, Il mare nel mito\, MARartEA\, (Maratea\, 2009).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				G. di Villehardouin & figli  inaugurazione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view G. di Villehardouin & figli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nMatteo Fraterno\n© photo Carla Masciandaro \nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/matteo-fraterno-g-di-villehardouin-figli/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/2398521_orig.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130509T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130511T000000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T230132Z
LAST-MODIFIED:20201217T230132Z
UID:4642-1368131400-1368230400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Woyzeck - installazione/performance site specific
DESCRIPTION:9 maggio – 12 maggio 2013\nOPENING 9 MAGGIO DALLE ORE 20:30\nGalleria Toledo – Chiesa S. Giuseppe delle Scalze – Museo H. Nitsch \n \nregia Souphiène Amiar\nperformance art Kyrahm & Julius Kaiser\nvideo – installazioni Nicole Riefolo\ninstallazioni e scultura Pino Genovese\ncostumi Marina Sciarelli\nlive music Nonsolotangotrio\ndj set M Vega\nsoprano Cristina De Carolis\nperformer Livia Caputo\, Michaël Ounsa\, Federico Fornaro\, Stefano Rana\, Souphiène Amiar.\ndisegno luci Paco Pennino \nFrutto della sinergia con un nucleo di artisti e professionisti provenienti da diverse discipline delle arti performative\, Galleria Toledo chiude la stagione artistica presentando un progetto unico nel suo genere\, una promenade performance itinerante. \nUn dialogo interdisciplinare che si arricchisce di sempre nuove collaborazioni avente come fine l’innovazione stilistica ed espressiva\, la ricerca e lo studio dell’interazione con luoghi non istituzionalmente deputati alla fruizione artistica. L’evento – che interesserà tre luoghi differenti della città (Galleria Toledo\, il museo Nitsch e  la Chiesa di S.Giuseppe delle Scalze) – rappresenta un vero e proprio percorso performativo. \nIl primo step si realizzerà tutte le sere presso il Teatro Galleria Toledo che  – a partire dalle 20.30 – si farà luogo di ritrovo per il pubblico che intende assistere allo spettacolo. Il cammino proseguirà verso la Chiesa delle Scalze\, dove avrà luogo la fase iniziale della performance\, che terminerà presso il Museo Nitsch. \nIspirato alla tragedia omonima\, Woyzeck è un progetto del collettivo CERCLE che chiude la IV° edizione della rassegna Stazioni d’emergenza di Galleria Toledo e che pone gli artisti e il territorio di riferimento sullo stesso piano e sulla medesima scena\, generando un’esperienza di condivisione che annulla il senso di estraneità degli uni rispetto agli altri e riconfigura la fruizione dello spazio pubblico e della pratica artistica in una dimensione collettiva e partecipata. \nLa partecipazione attiva del territorio ospitante manipola i codici espressivi dall’interno\, generando i presupposti per la costruzione di un linguaggio comune tra artista e fruitore\, alternativo a quello delle elite culturali e dell’industria dello spettacolo. \nWoyzeck è un dramma rimasto incompiuto e privo di una successione nelle scene che lo compongono per via della morte prematura dell’autore\, lo scienziato e rivoluzionario George Bϋchner (1813-1837). \nLe peculiarità del testo\, l’eccezionalità della scelta\, unica fin qui\, di un umile barbiere\, al posto di un nobile o di un eroe\, come protagonista\, segnato da un linguaggio “drasticamente insufficiente alla profondità del proprio tormento” (George Steiner\, La morte della tragedia\, 1961)\, dalla conseguente incapacità di giungere a una autodefinizione logica e dal naufragio in un mondo dominato dal caos\, fanno di Woyzeck un testo strutturalmente aperto al teatro contemporaneo\, votato alla multidisciplinarietà\, in continua ridefinizione\, in cerca di codici espressivi e di luoghi\, lontani da quelli istituzionali che non ne tengono in conto l’evoluzione storica e che rischiano di soffocarlo nella rigidità delle proprie strutture\, per continuare a esprimere la necessità della sua esistenza. \nin collaborazione con: ALTRAdefinizione\, Museo Hermann Nitsch\, Teatro di Bottega\, Costantino Raimondi\, ThéâtreFrançais International\, Michaël Ounsa\, Kyrahm e Julius Kaiser\, Nicole Riefolo\, Pino Genovese\, Marina Sciarelli\, Cecilia De Paolis\, Francesca Faller\, Paco Pennino\, Giulia Ogrizek;  i partecipanti al Woyzeck Lab: Riccardo Pisani\, Giacomo Tortoioli\, Carmine Losanno\, Giuseppe De Vicentis\, Lucia Crisci. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Performance WOYZECK\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance WOYZECK\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance WOYZECK\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n  \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/woyzeck-installazione-performance-site-specific/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/mail-grafica-wk2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130504T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130504T220000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T231743Z
LAST-MODIFIED:20201217T231926Z
UID:4653-1367694000-1367704800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Gabriele Frasca - Joyicity Joyce con McLuhan e Lacan
DESCRIPTION:4 maggio 2013\nINIZIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDiscutono di Joyicity con l’autore e con il pubblico i critici Giancarlo Alfano\, Gennaro Carillo\, Giovanni Maffei.\nSulle ardue strategie delle Edizioni d’if e sulle prossime novità interviene Nietta Caridei. \nIn occasione dell’uscita degli ultimi due libri di Gabriele Frasca\, il saggio Joyicity. Joyce con McLuhan e Lacan (Edizioni d’if) e la raccolta di versi Rimi (Einaudi)\, viene allestito al Museo Nitsch un evento-spettacolo con Gabriele Frasca\, Giovanna Giuliani\, Canio Loguercio\, Enzo Moscato\, che eseguono performance da Rimi\, mentre Cyop&Kaf inseguono testi e interpretazioni con disegni di luce. \nJoycity. Joyce con McLuhan e Lacan \nChe cosa ha intravisto James Joyce di perverso e minaccioso nel sistema letterario? Qualcosa vi avrà ben scorto di pericoloso\, se lo indusse a sottoporre le sue opere alla spettacolare torsione che le avrebbe sottratte alla letteratura\, e ai suoi riti. È innegabile che le date dei suoi capolavori\, il 1914 dell’inizio della stesura dello Ulysses e il 1939 del-la pubblicazione del Finnegans Wake\, inquadrino con sconcertante tempismo gli anni più roventi del trauma novecentesco. Così come appare evidente che gli autori che si sono confrontati con la sua opera\, in una curva sinusoidale che da Beckett giunge fino a Pynchon (e comprende fra gli altri il Gadda del Pasticciaccio e il Nabokov di Lolita)\, ab-biano tutti proseguito una riflessione sull’im-maginario e sui suoi effetti persino più devastanti della guerra. Eppure colpisce la circostanza che\, a fronte della grande attenzione critica che continua a destare (ma non in Italia) l’opera di Joyce\, si sia poco studiata la sua incidenza sullo sviluppo di due dei più significativi e influenti nuclei di pensiero del secondo Novecento. Le penetranti riflessioni sui media di Marshall McLuhan e l’imponente rifondazione della psicanalisi di Jacques Lacan − dagli anni Cinquanta al 1981 per entrambi − affondano le loro radici nel magistero joyciano e nella questione sull’immaginario. Questo saggio\, inseguendo la parabola con cui la joyicity fuoriesce dal sistema letterario\, e indagando sulle conseguenze dell’opera di Joyce sulle ricerche di McLuhan e Lacan\, viene dunque a colmare una vistosa lacuna tipologico-culturale\, e a rilanciare con forza in Italia\, nel momento in cui si assiste a una fioritura di nuove traduzioni dello Ulysses\, l’opera del più grande artefice del Novecento. \nLa collana. Un saggio del cuore è innanzi tutto il resoconto di un viaggio sentimentale attraverso un’opera che continua a palpitare le sue questioni. Non si tratterà allora di spegnerne gli accenti\, ma di farsene camera\, perché echeggi. Un saggio del cuore è allora innanzi tutto un’ecografia\, che fa corpo con l’opera quanto più la disegna coi suoi stessi suoni\, ed è dunque opera a sua volta\, di rimando\, di richiamo\, in minore. Operetta critica\, insomma\, ma di una critica appassionata che\, se non conosce altro lavoro che non sia quello sul testo\, nondimeno non saprebbe come altro onorarlo se non riprendendo la strada maestra della sua narrazione\n \nRimi.\nCostruita su forme diverse e con suggestioni da molteplici tradizioni poetiche\, la nuova rac-colta di Gabriele Frasca fa convivere passato\, presente e (sotto forma di sperimentazione) futuro. Incastonato fra una sezione iniziale ispirata ai sonetti barocchi di Quevedo e a una finale di traduzioni-riscritture da Dylan Thomas\, il lungo poemetto che dà il titolo al libro è un testo tendenzialmente narrativo in cui versi e prosa giocano a rimpiattino nascondendosi gli uni nell’altra\, in un flusso verbale apparentemente continuo\, mozzafiato. La vita e la morte di un personaggio concentrate in una giornata di attraversamenti della realtà\, forse solo immagina-ti in un dormiveglia. La difficoltà di aderire a un’idea di soggetto\, la stratificazione dei tempi (e delle ere) nel gioco di proiezioni dell’ipotetico sé\, il continuo tentativo di incespicare nel flusso sonoro\, sempre frustrato\, se non alla fine\, dal trionfo del ritmico\, pervasivo respiro. Un passo ulteriore nella poesia post-lirica di Frasca\, che è poesia a un tempo severa e piro-tecnica\, ardua meditazione e onda sonora trascinante. \ndalla recensione di Giancarlo Alfano per Semicerchio\nLe trentanove lasse di finta prosa – ma in realtà si tratta di una sequenza di cinquanta coppie di doppi endecasillabi –\, cui si aggiunge un’ultima lassa\, più breve\, che suggella il poema Rimi\, presentano ogni volta un personaggio (presumibilmente diverso)\, di cui viene seguito un episodio della vita rivissuto nel ricordo. La dimensione fantastica del rammemorare e considerare viene rappresentata per mezzo del discorso indiretto libero\, così che la “sogget-tività” altrui del personaggio viene percepita dal lettore\, su cui ricade la responsabilità di as-sumerla su di sé\, di viverla come propria (esattamente come accade nel gioco delle voci tra testi originali tradotti e testi originali inseriti tra quelli tradotti).\nChe l’opera compia il suo destino nel lettore è del resto quanto invoca il sonetto di apertura della raccolta\, dove “tu” (lo stesso che poi troviamo nel primo dei Rimi\, unico alla seconda persona) è incalzato da “io” che chiede che la «voce lo complet»: il celebre assunto di Emi-le Benveniste\, secondo cui il linguaggio umano è incentrato sul continuo gioco tra assumere e abbandonare il posto del locutore\, colui che si dice “io”\, per lasciare che “tu” acceda a quel-la stessa posizione\, diventa qui sostanza stessa dell’esperienza poetica.\nQuesta strenua meditazione sulla morte e il sesso\, sul tempo che scorre via mentre la carne si abbarbica a ogni occasione per offrirsi l’illusione di una qualche permanenza fa del nuovo libro di Frasca davvero un’opera morale\, dove il classicismo originario di alcuni dei testi-motivo è ridisegnato alla luce della psicoanalisi\, delle neuroscienze e della filosofia. \n  \nL’autore. Gabriele Frasca (Napoli 1957) scrittore e saggista\, attualmente presidente della Fondazione Premio Napoli\, ha già pubblicato in questa stessa collana Un quanto di erotia. Gadda con Freud e Schrö-dinger\, con cui ha vinto «The Edinburgh Gadda Prize».\n \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Gabriele Frasca – Joyicity Joyce con McLuhan e Lacan\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gabriele Frasca – Joyicity Joyce con McLuhan e Lacan\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gabriele Frasca – Joyicity Joyce con McLuhan e Lacan\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gabriele Frasca – Joyicity Joyce con McLuhan e Lacan\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/gabriele-frasca-joyicity-joyce-con-mcluhan-e-lacan/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-18-000413.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130419
DTEND;VALUE=DATE:20130420
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T232601Z
LAST-MODIFIED:20210223T110259Z
UID:4667-1366329600-1366415999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:L’ESPRESSO napoletano - Mensile di cultura ed arte
DESCRIPTION:19 aprile 2013\nSTART CONVEGNO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nintervengono:\nRosario bianco\, direttore editoriale\nGiuseppe Morra\, direttore del museo nitsch\nVincenzo Galgano\, procuratore generale emerito\nMario Persico\, artista\nVittorio Paliotti\, giornalista e scrittore\nDora Celeste Amato\, giornalista e consulente editoriale de “l’espresso napoletano” \nIl Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch ospiterà la presentazione della rivista mensile di arte e cultura “l’Espresso napoletano”\, edita da Rogiosi. Insieme al direttore editoriale Rosario Bianco\, interverranno Giuseppe Morra\, Vincenzo Galgano\, Mario Persico\, Vittorio Paliotti\, Dora Celeste Amato. \nL’Espresso napoletano è una rivista che tende a valorizzare ed esaltare la cultura napoletana\, proponendo una lettura in chiave storica e contemporanea dell’arte\, della tradizione\, dei personaggi e dei valori che fino ad oggi l’hanno rappresentata e che sempre la rappresenteranno. A partire dal 2004\, la rivista ha visto nel corso degli anni una crescente affermazione di pubblico\, passando dalle iniziali 5.000 copie di tiratura alle attuali 20.000 copie. La rivista piace\, diviene argomento di discussione e viene riletta per poter apprezzare sempre di più quella parte di Napoli unica al mondo. \nLa promozione e l’organizzazione della ricerca\, la realizzazione e la divulgazione della cultura delle comunicazioni visive e la coesistenza di molteplici attività artistiche sono obiettivi condivisi da “l’Espresso napoletano” e dal Museo Nitsch\, l’intento è rendere il fruitore protagonista e parte attiva del processo creativo\, preservando la memoria storica\, progettando possibilità di ricerca sui fenomeni artistici e culturali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Convegno Espresso Napoletano Mensile di cultura ed arte\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lespresso-napoletano-mensile-di-cultura-ed-arte/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/espresso-napoletano_invito-retro.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130322T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130430T190000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T233737Z
LAST-MODIFIED:20201217T233737Z
UID:4671-1363978800-1367348400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Carlos Martiel - Punto di Fuga
DESCRIPTION:22 marzo – 30 aprile 2013 \nOPENING ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNegli spazi del Museo Nitsch inaugura Punto di Fuga\, performance e prima personale europea dell’artista cubano Carlos Martiel\, a cura di Eugenio Viola. \nIl “punto di fuga” e la relativa elaborazione prospettica ad esso sotteso sono espressione della volontà di conferire al mondo un ordine geometrizzante\, il frutto di un episteme occidentale che prova a razionalizzarlo in termini logico-matematici. Entrambi appartengono ad un sistema di pensiero fondato sulla concezione antropocentrica dell’uomo misura del mondo\, rappresentato da Leonardo da Vinci nell’Homo Vitruvianus\, visualizzazione estrema della corrispondenza neoplatonica tra macrocosmo e microcosmo. \nPartendo da queste considerazioni e confrontandosi con un motivo topico della storia dell’arte e della cultura occidentale\, Carlos Martiel ribalta col proprio corpo il portato iconico dell’immagine di partenza\, esibisce la deviazione dal modello\, dall’essenza platonica che aspira alla purezza originaria\, dall’eidos di tradizione classica per restituirne una versione polemicamente multiculturale e meticciata. \nIl corpo dell’artista diviene un paesaggio da attraversare e percorrere\, la sua pelle una tela da personalizzare e penetrare\, le sue appendici rami da cui pendono precisi segni di appartenenza: il luogo dell’incontro fra codici differenti e molteplici. L’azione diviene uno sforzo di congiunzione tradotto in tensione geometrico-performativa\, sofferenza ed estasi quasi mantrica di un corpo declinato nella sua irriducibile alterità. \nNel lavoro di Carlos Martiel il contesto di appartenenza e la consapevolezza del proprio corpo sono sempre presentati come il prodotto mutevole di processi attributivi complessi. La strada e lo spazio pubblico sono i suoi luoghi privilegiati d’intervento e d’azione\, garantiti da continue forme di riappropriazione. \nL’artista cubano si concentra su episodi mirati\, volti a intensificare la percezione delle disuguaglianze sociali\, spingendo il pubblico ad adottare\, inevitabilmente\, una posizione ideologica che porta con sé le tracce di una situazione determinata\, di un contesto preciso. \nLe sue azioni\, come spesso nel magmatico continente latino americano\, sono legate ad una forte icasticità espressiva\, assumono gli accenni della denuncia\, il sapore della rivolta\, rimandano situazioni sgradevoli\, segnali allarmanti del profondo disagio esistenziale nel quale si dibatte la società contemporanea. \nLe sue opere violente\, drammatiche\, sono caratterizzate da una bellezza disturbante e da una forza quasi catartica che le spinge oltre il commento sociologico o contestuale: originate da una precisa localizzazione geopolitica\, procedono per induzione\, dal particolare al generale\, fanno riferimento\, nostro malgrado\, a problematiche globali. \nEugenio Viola \nSi ringraziano Ana Pedroso\, contemporaneacubaproject\, Philipp Dür\, SaBuLee \nCarlos Martiel (La Habana Cuba\, 1989)\, vive e lavora tra Buenos Aires e la Habana\, dove ha frequentato la Cattedra di “Arte de Conducta” di Tania Bruguera (2008-09). Ha realizzato numerose performance e partecipato a diverse mostre in America Latina\, fra cui al Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam (La Habana\, Cuba\, 2012); Haus Der Kunst (Vallarta\, Messico\, 2012); Espacio Quina (Belo Horizonte\, Brasile\, 2012); Museo d’Arte Moderno di Buenos Aires (MAMbA\, Argentina\, 2012); Centro de Arte Contemporáneo de Quito (CAC\, Ecuador\, 2012). Ha inoltre partecipato all’XI Biennale de la Habana 2012 e preso parte alla 135.aktion di Hermann Nitsch (I.S.A. La Habana\, 2012)\, alla VI Biennale di Liverpool (2010) e alla XXXI Biennale di Pontevedra (Galizia\, 2010)\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Performance Punto di Fuga\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013 \nCarlos Martiel  \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance Punto di Fuga\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013  Carlos Martiel   © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance Punto di Fuga\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013  Carlos Martiel   © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance Punto di Fuga\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2013  Carlos Martiel   © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/carlos-martiel-punto-di-fuga/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/carlos-martiel-punto-di-fuga.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20130118T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130118T200000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20201217T234911Z
LAST-MODIFIED:20201217T234911Z
UID:4683-1358532000-1358539200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Domenico Mennillo - NATURATE RIVOLTE #2
DESCRIPTION:18 gennaio 2013 \nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNaturate Rivolte #2 è l’ultimo evento del progetto di filosofia e  arti performative “PIERROT ou d’Automate Spirituel”\, progetto ideato e realizzato da Domenico Mennillo in collaborazione col sostegno di Museo Nitsch\, Fondazione Morra\, E-M arts e Aporema onlus. \nPerno centrale e fondamentale dell’intero progetto del “PIERROT” di Domenico Mennillo è stato il concetto di “automa spirituale”\, in relazione alle ricerche del filosofo Gilles Deleuze attorno ai concetti di “automa” e “automaton” contenuti nell’opera di Antonin Artaud e Baruch Spinoza. \nIniziato nel gennaio 2011 coi 3 mesi di residenza di creazione artistica “Pierrot”\, negli spazi della biblioteca del Musoe Nitsch\, il progetto si è sviluppato poi in seminari e work shop (realizzati sempre negli spazi del museo di vico lungo pontecorvo) e al museo Madre con gli incontri finali del progetto “Rioni dell’ arte” di Aporema onlus\, indirizzati invece ai bambini e ai ragazzi delle scuole elementari e medie di Napoli. \nNaturate Rivolte #2 è il secondo incontro di un mini-ciclo di seminari ideati da Domenico Mennillo e Luca Carabetta nella primavera del 2011; in questo appuntamento l’attenzione verrà concentrata sul concetto-figura di “automaton” in Spinoza\, tenendo presente le elaborazioni di Gilles Deleuze nel suo seminario dedicato a Spinoza nel 1978 a Vincennes ed elaborate poi in  volume da Deleuze in “Spinoza Filosofia Pratica (edito  in Italia nel 1991 presso Guerini e Associati); lo stesso seminario è apparso qualche anno fa  nel volume “Cosa può un corpo?” (edito da ombre corte nel 2010) e facilmente reperibile sul web sui vari motori di ricerca dedicati a Deleuze. \n\nTiziana Terranova\, docente presso l’Università degli Studi di Napoli l’Orientale\, nel suo intervento “automa digitale spirituale” illustrerà alcune dinamiche di socializzazione-automazione nelle simulazioni dei social network; Pierandrea Amato\, autore fra l’altro dei saggi “Tecnica e potere” (Mimesis)  e “La rivolta” (Cronopio) \, con “La macchina politica. Deleuze e l’evento” incentrerà il suo discorso richiamando alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche e Foucault in relazione ai concetti di “evento” e ”corpo senza organi”di Deleuze. Stamatia Portanova\, autrice del volume “Moving Without a Body: Digital Philosophy and Choreographic Trought” (di imminente pubblicazione in Inghilterra) dedica il suo contributo “Fredde e indifferenti. La superficialità delle idee rispetto al corpo”ai concetti di autonomia e indifferenza in Whitehead e all’automatismo corporeo-mentale nelle applicazioni tecnologiche dei software. Domenico Mennillo invece discuterà in “Cosa può un corpo melanconico”sulle potenzialità lirico-espressive di un corpo melanconico in relazione alle arti e alla poesia a partire da alcune intuizioni-illuminazioni presenti negli scritti di Baudelaire e Artaud. \nConclude l’incontro   l’intervento-proiezione dal film di Jean-Marie Straub “O Somma Luce” (film incentrato sui versi del “Paradiso” di Dante Alighieri) di Giorgio Passeroni\, fra i massimi esperti dell’opera di Gilles Deleuze ( traduttore in Italia del celeberrimo testo “Mille Piani”\, a lui dedicato dallo stesso Deleuze) e docente all’Università Lille III in Francia. L’intervento di Passeroni\, “O Somma Luce per Luca” è dedicato a Luca Carabetta\, suo allievo e amico\, giovane filosofo scomparso prematuramente nel marzo del 2012 a Napoli. \nPartecipano alla discussione del seminario Maurizio Zanardi\, Tommaso Ariemma e Roberto Cerenza. \n  \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/domenico-mennillo-naturate-rivolte-2/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/bozza-esterno-copia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20121221
DTEND;VALUE=DATE:20121222
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T153542Z
LAST-MODIFIED:20210223T154732Z
UID:5093-1356048000-1356134399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:AVc il Piccolo Teatro Privato e Sonoro di Rebecca von Stahl (in memoriam Charlotte Moorman)
DESCRIPTION:21 dicembre 2012\nORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIdea di Stéphane Ghislain Roussel \nvioloncellista\nJulie Läderach \nletture\nStéphane Ghislain Roussel \nvideo\nFrédéric Rocher \ncostumi\nEmma Fournier \nmusiche\nGeorges Aperghis Récitations (1980)\nJ.S. Bach Suites per violoncello solo (1717-1723)\nJoseph Haydn Concerto in Do maggiore (1761/65)\nHelmut Lachenmann Pression (1969-70)\nErnst Reijseger Urgent (2004) \n…improvvisazioni \ntesti\nJohn Cage\nNam June Paik\nBen Vautier \nLa performance Fluxus AVc\, il Piccolo Teatro Privato e Sonoro di Rebecca von Stahl (in memoriam Charlotte Moorman) inizialmente mette in scena l’isteria di una violoncellista\, la metamorfosi di una musicista\, dall’agitata solista classica alla sfrenata performer di avanguardia. \nNel corso della performance\, la violoncellista subisce una trasformazione lenta ma radicale\, che ripercorre\, attraverso il prisma di partiture classiche\, moderne e sperimentali\, l’evoluzione dello strumento\, il suo repertorio e il suo uso attraverso la storia della musica. \nLa nuova versione in una conferenza-performance unisce il mondo della violoncellista alla rigorosa struttura di una lezione accademica dedicata al Fluxus\, che inoltre subisce una trasformazione rallentata\, installando alla fine – come uno specchio della metamorfosi della violoncellista – una situazione ironica e sperimentale. \nProduzione MUDAM Musée d´Art Moderne Grand-Duc Jean – Luxembourg \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				ll Piccolo Teatro Privato e Sonoro di Rebecca von Stahl © photo Cinzia Infantino  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				ll Piccolo Teatro Privato e Sonoro di Rebecca von Stahl  © photo Cinzia Infantino  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				ll Piccolo Teatro Privato e Sonoro di Rebecca von Stahl  © photo Cinzia Infantino  Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/avc-il-piccolo-teatro-privato-e-sonoro-di-rebecca-von-stahl-in-memoriam-charlotte-moorman/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/AVc-Fluxus-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20121215T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20121216T000000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T163054Z
LAST-MODIFIED:20210223T163532Z
UID:5106-1355592600-1355616000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Festa dei Miosotìs
DESCRIPTION:15 dicembre 2012\nORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPremiazione dei vincitori della VI Edizione del Premio di Letteratura «i miosotìs» intitolato a Giancarlo Mazzacurati e a Vittorio Russo con il Premio Speciale Giuliano Mesa Edizione 2011/2012 \nProclamazione dei vincitori e selezionati 2012/2013 \nore 17\,30-20:00 \nPREMIAZIONE DEI VINCITORI con nomination dei SELEZIONATI 2011/2012 \nPROCLAMAZIONE DEI VINCITORI con nomination dei SELEZIONATI  2012/2013 \nlettura dei testi  \nCONDUTTORI Giancarlo Alfano e Cecilia Bello \nore 21:00 – 24:00  \nPECCATI  D’AMMORE per una Notte d’Arte (II Municipalità. NA) \ndi Canio Loguercio con Alessandro D’Alessandro \nderive sentimentali a più voci\, per chitarra\, organetto e ospiti a sorpresa \nUna notte poetico/musicale di canzoni sussurrate e pubbliche confessioni di peccati d’ammore \nRisultati della VI Edizione 2011 /2012  \nVincitori del Premio con la pubblicazione nella collana «i miosotìs»: \nLUCA ARIANO – CARMINE DE FALCO (Parma – Pomigliano d’Arco  NA) \nROBERTA DURANTE (Treviso) \nFEDERICO ROMAGNOLI ex aequo (Siena) \nDANIELE VENTRE ex aequo (Napoli) \nSelezionati con la pubblicazione nel REGISTRO DI POESIA #6 – «i fuoricollana»: \nVINCENZO FRUNGILLO (Milano – Napoli)\, ALESSANDRA CARNAROLI (Piagge PU)\, GIOVANNI CAMPI (Caserta)\, SARA DAVIDOVIC (Roma)\, CARMEN GALLO (Mugnano NA)\, OMAR GHIANI (Selargius CA)\, ALESSANDRO BROGGI (Milano)\, MARIA TERESA CARCANO (Frosinone)\, ENRICO DE LEA (Legnano MI)\, ANTONIO MAGGIO (Napoli)\, NATALIA PACI (Ancona)\, CHIARA CATAPANO (Bolzano – già edito)\, ANTONIETTA D’AVASCIO (Malori SA)\, GIULIO MAFFII (Tirrenia PI)\, LUCIANO MAZZIOTTA (Palermo)\, LORENZO MERCATANTI (Prato)\, NICOLA PACOR (Monfalcone GO)\, GINO ZANETTE (Godega di S. Urbano TV) \nL’immagine di copertina del REGISTRO DI POESIA #5\, a cura di Cecilia Bello\, è dono dell’artista napoletana Monica Biancardi
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/festa-dei-miosotis/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/INV0334_MIOS-01-retro.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20121214T183000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20130214T183000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T164724Z
LAST-MODIFIED:20210223T164724Z
UID:5114-1355509800-1360866600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Identik.IT - identità italiane in video
DESCRIPTION:14 dicembre 2012 – 14 febbraio 2013\nOPENING 14 DICEMBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nIl Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, nell’ambito delle azioni di promozione delle nuove tematiche artistiche\, proietterà le tre opere vincitrici del concorso di video-arte Identik.IT – identità italiane in video\, ideato dal collettivo curatoriale Guntumolani per stimolare nei giovani una riflessione sull’identità Italiana. \nIl collettivo curatoriale Guntumolani\, formato da ex allievi del Master in Curatore Museale e di Eventi dello IED – Istituto Europeo di Design di Roma ha selezionato dieci video e affidato ad una giuria di esperti la valutazione dei cortometraggi inediti. I tre video più votati sono stati Secret Lives di gruppoGruppo\, S.P.Q.T. – Memorie Tiburtine di Jacopo Natoli e Fratelli d’Italia l’Italia si è persa di Gloria Pasotti\, già ospitati nelle sedi di The Gallery Apart a Roma e Careof a Milano. \nSecret Lives di gruppoGruppo è un trittico dedicato ai compositori italiani Luciano Berio\, Franco Donatoni e Bruno Maderna; grazie alla manipolazione e commistione di immagini e brani tratti dai repertori dei tre musicisti\, Sinfonia per Berio\, Hot per Donatoni e Venetian journal per Maderna\, prendono vita variabili sonore\, strutture cellulari\, paesaggi possibili. \nIn S.P.Q.T – Memorie Tiburtine Jacopo Natoli esplora paesaggi urbani che paiono sospesi sul bordo di un ricordo. Il suono\, l’immagine e la sottotitolazione dell’opera appartengono a tre situazioni diverse\, si giustappongono creando un effetto straniante che si disvela in maniera progressiva. Il testo si riferisce a un episodio autobiografico dell’artista\, le immagini discontinue raccontano i luoghi d’appartenenza e il pianto ripetuto di un bambino in sottofondo scandisce l’incedere del racconto. Contestualmente questo collage ricalca\, secondo la visione dell’artista\, le molteplici sfaccettature dell’identità sia individuale che collettiva. \nFratelli d’Italia l’Italia si è persa di Gloria Pasotti reinterpreta l’inno nazionale\, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847\, non solo come simbolo dell’unità italiana\, ma sopratutto come spunto di riflessione sul senso d’appartenenza allo Stato italiano e sul significato stesso di un’identità. Nell’opera la distorsione creata dalla propagazione della voce dell’artista nell’acqua\, è metafora di un paese la cui definizione traballa e diventa intermittente. \n  \nGruppoGruppo è un collettivo italo-svedese composto da Fabio Monni ed Alessandro Perini. Artisti multimediali\, performer e compositori di musica elettronica hanno ricevuto innumerevoli premi e hanno esposto in Italia\, Danimarca\, Olanda\, Svezia\, Svizzera. Loro opere sono state presentate presso la Biennale di Venezia\, Connect Festival\, European Organ Festival\, Interference\, Tec Art Eco Festival. \nJacopo Natoli è nato a Roma nel 1985. Dopo il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma\, ha completato il percorso di studi presso il Chelsea College of Art and Design di Londra. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero\, tra cui Roma\, Tivoli\, Firenze\, Londra\, nonché significative esperienze di collaborazione con Simon Fujiwara (2010) e Fedor Pavlov-Andreevich (2009). \nGloria Pasotti\, nata nel 1987 a Brescia\, dove si è laureata in Lettere e Filosofia\, attualmente vive e lavora a Milano\, allieva del biennio specialistico in Fotografia dell’Accademia di Brera. Anche se la fotografia è il suo medium privilegiato\, i suoi ultimi lavori spaziano dalla performance al video. Dopo aver partecipato ad alcuni workshop con autori internazionali quali Olivo Barbieri\, Gea Casolaro\, Cesare Pietroiusti\, Franco Vaccari\, lo scorso anno ha esposto presso la Fabbrica del Vapore a Milano.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/identik-it-identita-italiane-in-video/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120622
DTEND;VALUE=DATE:20120623
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T133929Z
LAST-MODIFIED:20210223T133929Z
UID:5053-1340323200-1340409599@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Doris von Drathen. Dal silenzio etico di John Cage al punto zero della gravitazione nell'arte attuale
DESCRIPTION:22 giugno 2012\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntroduce Giuseppe Morra \nIn occasione del centenario della nascita di John Cage il Museo Nitsch\, in collaborazione con Fondazione Morra e Fondazione Alario per Elea-Velia\, ospiterà una riflessione della storica dell’arte e critica d’arte indipendente Doris von Drathen. \nA proposito dell’incontro è la stessa autrice a dichiarare:\n“Il punto zero di silenzio che non vuol dire assenza di rumore\, ma piuttosto l’essere in ascolto dell’altro\, del mondo che ci circonda\, questa categoria mi sembra avere una corrispondenza spaziale: il punto zero spaziale\, il punto della nostra gravitazione\, quel punto altamente individuale e universale al tempo stesso\, definisce anch’esso una posizione etica. Nel senso che\, nel momento in cui sono consapevole di questo punto\, posso aprire la percezione della mia esistenza nello spazio\, posso rendermi conto della mia responsabilità nell’occupare quella posizione\, posso rendermi conto del mio ruolo di essere un essere umano che parla e agisce in modo indipendente\, in modo autonomo.\nNella mia conferenza si tenterà di dare testimonianza\, sempre partendo da Cage e le sue idee\, di una nuova coscienza nell’arte contemporanea: mi pare che da qualche anno\, fare scultura\, fare pittura\, voglia dire sentirsi iscritti nella libertà di un contesto cosmico\, di un’autonomia che parte da un essere nello spazio assoluto. Questi artisti non sono numerosi\, ma forse sono i migliori del nostro tempo\, qualcuno conosciuti come Richard Serra\, Beuys\, Rebecca Horn\, Anthony Mc Call\, Pat Steir\, Max Neuhaus; altri meno come Paul Wallach o Fabienne Verdier. Tutti però vivono le forze telluriche come un’energia suprema\, quella del silenzio interiore in dialogo con l’altro.” \nDoris von Drathen è storica dell’arte e critica d’arte indipendente. Nata ad Amburgo\, vive a Parigi dal 1990.\nDopo aver studiato letteratura e storia dell’arte a Parigi\, Saragozza\, Firenze e Amburgo\, ha lavorato per dieci anni come critica d’arte in radio e in televisione ed ha collaborato con Artforum come corrispondente.\nDalla metà del 1980 ha regolarmente pubblicato saggi in Kunstorum International\, Künstel Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst (Enciclopedia della Critica d’Arte Contemporanea di Monaco) e nei cataloghi di importanti artisti contemporanei. Ha tenuto delle lezioni presso la Scuola nazionale superiore delle belle arti di Parigi\, presso la Kunsthochschule di Berlino\, presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam\, presso l’Accademia di Lisbona e le Università di Cadice e Siviglia.\nTra le sue molteplici pubblicazioni nel testo “VORTICE DEL SILENZIO\, Proposta per una critica d’arte al di là delle categorie estetiche” l’autrice intraprende una lettura di 24 artisti contemporanei in modo da illustrare l’inadeguatezza delle attuali categorie estetiche pur introducendo e sviluppando una più completa “iconologia etica” attraverso la quale osserva il discorso dell’opera d’arte.\nDoris von Drathen desidera liberarsi della tirannia delle restrizioni estetiche che abbiamo usato per descrivere l’arte\, e vuole piuttosto fare delle opere d’arte un evento in cui l’incontro tra l’arte e lo spettatore diventa un discorso etico che informa e si impegna.\nLa sua selezione è molto utile a tale scopo\, ma è anche un gesto completamente postmoderno\, dove l’incontro con l’altro diventa il dominio dell’etica\, facendo dell’arte stessa un’esperienza innegabilmente etica.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/doris-von-drathen-dal-silenzio-etico-di-john-cage-al-punto-zero-della-gravitazione-nellarte-attuale/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/dal-silenzio-di-cage-02.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120616
DTEND;VALUE=DATE:20120617
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T132738Z
LAST-MODIFIED:20210223T132738Z
UID:5051-1339804800-1339891199@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Double Negative Collection. New Canadian experimental cinema
DESCRIPTION:16 giugno 2012\nINIZIO ORE 12:00\nMuseo Hermann Nitsch\nTerrazza Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nMalena Szlam Beneath your Skin of Deep Hollow\, 2010\, 16mm\, colore\, silenzioso\, 3 min. \nMike Rollo Ghosts and Gravel Roads\, 2008\, video\, colore\, sonoro\, 16 min. \nPhilippe Léonard Perceptual Subjectivity\, 2009\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 5 min. 30 sec. \nLindsay McIntyre All-around junior male\, 2010\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 7 min. 30 sec. \nRadwan Ghazi Moumneh Mississippi Moonchile\, 2011\, video\, b/n\, sonoro\, 9 min. \nEduardo Menz Fracas\, 2007\, video\, colore\, sonoro\, 5 min. \nDaichi Saito All that rises\, 2007\, 16mm\, colore\, sonoro\, 7 min. \nChristopher Becks Ouverture\, 2010\, video\, b/n\, silenzioso\, 5 min. \nKarl Lemieux Mamori\, 2010\, video\, b/n\, sonoro\, 8 min. \nFondato a Montreal nel 2004\, Double Negative Collective è una presenza fondamentale del cinema sperimentale Canadese. Completamente indipendente e auto-finanziato\, il Collettivo gestisce da oltre otto anni il proprio laboratorio per il cinema analogico ed organizza proiezioni di films sperimentali\, performances ed incontri con artisti e film makers che continuano a ispirare le comunità artistiche sia in patria che all’estero. \nQuesta comunità di cineasti si configura come un amalgama di personalità artistiche unite nel nome di un cinema alchemico\, che fa del lavoro sulla materia e sul dispositivo stesso (dalla pellicola alla macchina da presa) il punto di partenza per esplorare le possibilità nascoste nell’immagine con una continua manipolazione\, dai processi di sviluppo alla fase di proiezione. \nDal loro Manifesto del 2004: “…Ci ritroviamo nel ruolo di alchimisti: provochiamo incidenti\, scoperte\, fallimenti\, processi che ci portano in terre sconosciute\, la fugace tangibilità delle forze mistiche e trasformative\, la generazione di delicati\, preziosi oggetti nel buio. Il cinema per noi è esperienza umana\, esperienza dell’occhio\, della mano e del battito del cuore\, lontano dai consunti stereotipi che circolano come ‘significato’ e ‘sentimento’ nel cinema convenzionale. Noi troviamo il mistero nei processi: nei materiali\, nelle idee e nel mondo. La cinepresa inesplorata\, alla scoperta\, è il prisma che abbiamo individuato per riunire queste forze insieme. Non abbiamo alcuna prescrizione su cosa debba essere un film\, ma è chiaro ciò che è: un passato e futuro impossibili in una traiettoria di un presente non svelato\, delle immagini in pausa e in movimento da qualche parte lì sopra\, dietro la testa”. \nIl programma Double Negative Collection presentato da Philippe Léonard\, film maker e portavoce in Italia del Collettivo\, racchiude in 67 minuti di proiezione 16mm e video\, sulla suggestiva terrazza del Museo Nitsch a cominciare dall’imbrunire\, le nove opere filmiche realizzate negli ultimi anni dai film makers del Collettivo: \nMalena Szlam Beneath your Skin of Deep Hollow\, 2010\, 16mm\, colore\, silenzioso\, 3 min. \nInizialmente girato e montato con una cinepresa Super-8\, Bajo tu lámina de agujero profundo trasforma le notti in movimenti aritmici di luce e fuga di colore. Degli effetti luminosi emergono dalla superficie di un’immobilità burrascosa mentre l’oscurità illumina riflessi e visioni. \nMike Rollo Ghosts and Gravel Roads\, 2008\, video\, colore\, sonoro\, 16 min. \nUn inventario di ricordi e luoghi perduti\, il paesaggio del Saskatchewan schiarito dal sole è una metafora per il dislocamento\, un’inquadratura della vacuità e dell’assenza. \nPhilippe Léonard Perceptual Subjectivity\, 2009\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 5 min. 30 sec. \nLe idee prendono forma in una sorta di magma cerebrale dove i referenti sono assegnati a particelle di esperienza da cui si formano gli elementi intelligibili. Perceptual Subjectivity è un saggio sulla formazione strutturale del pensiero. \nLindsay McIntyre All-around junior male\, 2010\, 16mm\, b/n\, sonoro\, 7 min. 30 sec. \nUn ritratto sperimentale fatto a mano di un giovane atleta Nunamiut\, Sean Uquqtuq\, attraverso la sua performance di un impegnativo gioco tradizionale Inuit – one-foot high kick (lancio alto con un calcio). \nRadwan Ghazi Moumneh Mississippi Moonchile\, 2011\, video\, b/n\, sonoro\, 9 min. \nMatana Roberts esegue il suo progetto Coin Coin per le strade vuote di Montreal alle 5 del mattino\, nell’estate del 2010. \nEduardo Menz Fracas\, 2007\, video\, colore\, sonoro\, 5 min. \nLa memoria dei bambini \, i ricordi dei bambini\, una gara di ortografia. \nDaichi Saito All that rises\, 2007\, 16mm\, colore\, sonoro\, 7 min. \nL’accostamento di immagini e suoni\, cielo e pietra e tutto quello che c’è nel mezzo. Una breve passeggiata in un vicolo\, per sentire le immagini delle visioni sonore\, accarezzate dalla luce e dall’oscurità. \nChristopher Becks Ouverture\, 2010\, video\, b/n\, silenzioso\, 5 min. \nUn’improvvisazione in-camera di un fienile in Normandia. \nKarl Lemieux Mamori\, 2010\, video\, b/n\, sonoro\, 8 min. \nQuesto film deriva da una residenza presso il Laboratorio di Arte Mamori in Amazzonia\, su invito del compositore Francisco López. Le sue registrazioni sul campo entrano in simbiosi con la superficie della pellicola trattata\, su cui Lemieux incide delle impressioni della luce e della struttura della foresta pluviale.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/double-negative-collection-new-canadian-experimental-cinema/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120519
DTEND;VALUE=DATE:20120520
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210225T150930Z
LAST-MODIFIED:20210225T150930Z
UID:5320-1337385600-1337471999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:MICHAEL SNOW. Rameau’s Nephew by Diderot (Thanx to Dennis Young) by Wilma Schoen
DESCRIPTION:19 maggio 2012\nINIZIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nco-edition Re:Voir / Exploding \n  \n“…Ho iniziato la sceneggiatura di questo film nel febbraio del 1972 ed ho scritto\, girato\, mixato\, montato e continuato fino al settembre ’74. Alcune idee in esso utilizzate risalgono al 1966 quando ho riconosciuto in me l’ambizione di realizzare un autentico “film sonoro”\, costruito con i veri elementi della sillaba e del fotogramma. …Tutte le possibili relazioni immagine/suono focalizzate sulle persone e sul linguaggio generano dei rapporti con il pubblico in sala: una vasta gamma di possibilità emotive\, l’esperienza di vedere/sentire questo film. La ‘Parola’\, la ‘Lingua’\, la ‘Cultura’ – la propria fonte\, la propria natura… registrate\, immaginate\, dimostrano (?) che in questo caso una parola vale mille immagini”. Michael Snow \nTra i films strutturali più intensi e compositi degli anni ‘70\, Rameau’s Nephew by Diderot (Thanks to Dennis Young) by Wilma Schoen è un’enciclopedica interazione tra l’immagine ed il suono non unificabile da un’unica strategia visiva; le venticinque sezioni\, significativamente differenti nella lunghezza\, esprimono delle meditazioni sulla natura delle percezioni uditive e visuali\, spesso sotto forma di rebus\, giochi di parole\, variazioni e ripetizioni di suoni e immagini\, intervallate da ventisette composizioni astratte colorate. L’utilizzo complesso del medium cinematografico\, capace di manipolare e dilatare l’illusione del reale\, stressa le capacità corporee e mnemoniche dello spettatore/ascoltatore\, chiamato a risolvere gli enigmi percettivi del geniale film-maker. \nMichael Snow (Toronto\, 1929)\, famoso internazionalmente per le sue opere pittoriche\, scultoree\, fotografiche\, olografiche ed installative nonché per le improvvisazioni jazz al pianoforte\, ha realizzato diversi films strutturali (ne citiamo alcuni: Short Shave 1965\, Wavelength 1967\,  aka Back and Forth 1969\, La Région Centrale 1971\, So Is This 1982\, Prelude 2000\, Corpus Callosum 2002\, WVLNT (Wavelength for those who don’t have the time) 2003) incentrati sulle possibilità fisiche e plastiche dell’apparato cinematografico fino alle ultime investigazioni digitali. Le sue opere richiedono una collaborazione attiva dello spettatore che affronta un ambiente immaginifico spesso dissonante e metaforico\, simile alla dissertazione filosofica più che alla narrazione. \nIl titolo Rameau’s Nephew by Diderot (Thanks to Dennis Young) by Wilma Schoen\, anagramma germanizzato di Michael Snow\, ed ancora il ringraziamento a Dennis Young\, l’unica persona reale qui menzionata che gli ha donato il libro\, con l’esplicita equivalenza fonetica tra Denis e Dennis\, rivela le intenzioni che il film-maker affronta in queste quattro ore e più di pellicola: come per Diderot\, la musica si compone di una filosofia universale in cui i sensi primeggiano sulla conoscenza razionale. Nonostante l’inglese sia la lingua madre del film\, quindi molti dialoghi\, parole onomatopeiche e giochi verbali risultano poco comprensibili a noi pubblico italiano\, Michael Snow utilizza le ampie sfumature dei suoni e delle immagini\, originariamente separati sia nella produzione che nella presentazione\, come fonogrammi di un linguaggio universale intessuto di musicalità più che di significante. \nLe Neveu de Rameau\, scritto da Denis Diderot tra il 1762 ed il 1783 e pubblicato per la prima volta nel 1804 soltanto nella sua traduzione in Tedesco eseguita da Goethe e Schiller\, è un dialogo fittizio tra lui (Jean-François Rameau\, nipote di Jean-Philippe Rameau) ed io (Diderot) raccontato in prima persona durante mezz’ora di passeggiata nei giardini del Palais Royal a Parigi tra il 1752 ed il 1754 poco dopo la Querelle des Bouffons; la conversazione molto satirica e strutturata su più livelli si snoda tra le vicissitudini del nipote\, geniale pantomimo ma spregiudicato adulatore che sopravvive come buffone di corte\, ed i commenti del filosofo che lo giudica vile ed arrivista\, dotato di sensibilità artistica ma privo di morale. Il film di Michael Snow non è un adattamento del libro di Diderot ma un chiaro richiamo all’espressione comunicativa del dialogo\, che intercorre tra i personaggi del film e la pellicola emulsionata di cui sono fatti\, tra i suoni e le immagini\, tra il pubblico in sala e le immagini proiettate (scomposte nelle due componenti di luce proveniente dal proiettore e suono dagli altoparlanti)\, tra le diverse temporalità filmiche di ripresa\, montaggio e proiezione\, tra testi scritti e dialoghi registrati\, tra cinema e realtà\, tra il linguaggio ed il mondo… \n  \nSequenze \nWhistling 4 min. 12 sec. \nFocus 2 min. 37 sec. \nMom (Piano) 49 sec. \nCredits 7 min. 57 sec. \nMental (1) 27 sec. \nVoice 1 min. 21 sec. \nPlane 30 min. 29 sec. \nSink 3 min. 50 sec. \nDennis Burton 6 min. 34 sec. \nTotal 53 min. \n  \nPolyphony 36 min. 1 sec. \nBus 3 min. 31 sec. \nFart 7 min. 13 sec. \nDub 18 min. 14 sec. \nPiss Duet 54 sec. \nEmbassy 34 min. 44 sec. \nCommentator 13 min. 40 sec. \nTotal 111 min. \n  \nLaughing Chair 1 min. 18 sec. \nRain 7 min. 56 sec. \nEnglish Comedians 7 min. 50 sec. \nHotel 47 min. 13 sec. \nFour 2 min. 9 sec. \nMental (2) 1 min. 21 sec. \nCymbal-Symbol 31 sec. \nErratum 58 sec. \nAddenda 1 min. 6 sec. \nTotal 66 min.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/michael-snow-rameaus-nephew-by-diderot-thanx-to-dennis-young-by-wilma-schoen/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120510
DTEND;VALUE=DATE:20120511
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T115946Z
LAST-MODIFIED:20210223T132122Z
UID:5046-1336608000-1336694399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Perché Napoli. Vivere e morire di Napoli di Pasquale Persico
DESCRIPTION:10 maggio 2012\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPresenta il filosofo e professore emerito Aldo Masullo \nIntroduce il Prof. Raimondo Pasquino \n“Perché Napoli. Vivere e morire di Napoli” è un’uscita della collana “La città degli uomini”\, diretta e curata dall’economista Pasquale Persico per Graus editore. \nIl tema che funge da filo conduttore della collana sarà quello della città possibile\, pensata in un’ ottica interdisciplinare e dialettica da personalità di differenti esperienze ed approcci analitici: urbanisti\, sociologi\, matematici\, economisti\, filosofi\, artisti\, poeti\, scrittori\, psicologi\, e “altri” si misureranno su analisi e ri-scoperta del tema della città in una prospettiva ampia\, che tenga conto delle categorie di Identità e sviluppo: \n“il paesaggio e la nuova città da far nascere è storia del territorio\, ma anche un farsi storia cioè una nuova capacità di raccontare e raccordare processi. Identità e sviluppo devono coniugarsi insieme e diventare paradigma di riferimento per qualificare ambedue i termini” (Pasquale Persico). \nPrima di approdare presso i tipi dell’editore partenopeo\, questo percorso di ricerca è frutto di decenni di riflessione e dibattito\, con l’obiettivo di far capire come sono cambiate le metodologie \nper pensare alla città possibile e come linguaggi\, esperienze e discipline diverse concorrano a progettare la città nuova e vivere il futuro. \nPasquale Persico sapeva che quella continua opera di devastazione del territorio\, quel controllo di terreni da condonare\, quell’enorme spazio dato all’inciviltà ed alla criminalità non gli avrebbe impedito di pensare ad una lezione ponte verso la speranza. \nPerché Napoli meritava una risposta chiara\, una descrizione credibile sul perché vivere di Napoli. Pensieri e azioni di persone esistenti e persone scomparse si intrecciano dentro la storia della città presentata ancora una volta come città contemporanea. \nPersone semplici e persone complesse\, artisti\, filosofi\, artigiani\, urbanisti\, architetti e allievi\, diavoli e angeli raccontano la città che verrà. \nBiografia dell’Autore: \nPasquale Persico\, economista\, e direttore della Scuola di Dottorato “A. Genovesi” dell’Università degli Studi di Salerno; premio Saint-Vincent per l’Economia\, Research Scholar presso la London School of Economics\, Consultant OECD-Parigi. E’ autore di libri ed articoli di econometria\, economia industriale\, economia dello sviluppo e politica economica delle città. \nAggiunge\, con questa nuova edizione di Perchè Napoli\, un nuovo titolo alla collana \nLa Città degli Uomini\, un  percorso di ricerca e sperimentazione che già annovera tra i suoi titoli: \nL’ Identità e Sviluppo; La Valle delle Orchidee; Plektos; La Città Moltiplicata; Ferrara\, le città\, come gli scienziati\, gli artisti ed i poeti non possono morire. \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/perche-napoli-vivere-e-morire-di-napoli-di-pasquale-persico/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/cover-per-scheda-e1614081700362.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120307
DTEND;VALUE=DATE:20120308
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210223T173004Z
LAST-MODIFIED:20210223T173004Z
UID:5129-1331078400-1331164799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:L'AIDDA incontra l'ARTE. Viaggio nelle emozioni delle opere di Hermann Nitsch
DESCRIPTION:7 marzo 2012\nORE 20:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nNapoli – La location sarà uno dei luoghi più interessanti del ricco panorama museale partenopeo\, il Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch\, il mentore Achille Bonito Oliva\, l’occasione la visita della Presidente nazionale dell’AIDDA -l’ Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda– Franca Audisio alla delegazione campana dell’associazione\, presieduta da Marta Catuogno.\nMercoledì\, 7 marzo 2012\, il “viaggio nelle emozioni delle opere di Hermann Nitsch” favorirà l’incontro tra le donne imprenditrici campane e l’arte di uno dei massimi esponenti dell’azionismo viennese\, alla presenza di personalità del settore dell’arte\, dell’economia\, dell’impresa e delle istituzioni regionali.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/laidda-incontra-larte-viaggio-nelle-emozioni-delle-opere-di-hermann-nitsch/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/INVITO.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20111203
DTEND;VALUE=DATE:20111204
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210305T172636Z
LAST-MODIFIED:20210305T172636Z
UID:5665-1322870400-1322956799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Festa dei “i miosotìs” a dieci anni dalla fondazione della d’if
DESCRIPTION:3 dicembre 2011\nINIZIO ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPremiazione dei vincitori e selezionati della V Edizione del Premio di Letteratura “i miosotìs” intitolato a Giancarlo Mazzacurati e a Vittorio Russo.\nEdizione  2010/2011 \nRisultati della V Edizione 2010/2011 \nVincitori del Premio con la pubblicazione nella collana “i miosotìs”: \nERMANNO GUANTINI (Livorno)\nLAURA LIBERALE (Padova)\nULISSE FIOLO ex aequo (Campolongo Maggiore – VE)\nFEDERICO SCARAMUCCIA ex aequo (Chiavari – GE) \nSelezionati con la pubblicazione nel Registro di poesia #4 – “i fuori collana”: \nGIUSEPPE ARMANI (Fiorenzuola D’arda – PC) – CRISTINA BABINO (Ancona – Antibes) – GIORGIO BONACINI (Correggio – RE) – ALESSANDRO BROGGI (Milano) – GIOVANNI CAMPI (Casoria – NA) – ALBERTO CELLOTTO (Treviso – TV) – MASSIMILIANO CHIARIMENTI (Bologna) – ANNA ELISA DE GREGORIO (Ancona) – ENRICO DE LEA (Legnano – MI) – ARNOLD DE VOS (Trento) –GIULIA DEL FABBRO (Belluno) – PAOLO GENTILUOMO(Genova) – MARIANGELA GUATTIERI (Montericco Albinea – RE) – GAIA GUBBINI (Roma) – LETIZIA LEONE (Roma) – GIULIO MAFFII (Tirrenia – PI) – RENATA MORRESI (Macerata) – ANGELO PETRELLA (Arezzo) – ALFONSO MARIA PETROSINO (Pavia) – MICHELE PORSIA (Termoli – CB) – RAOUL PRECHT (Lussemburgo) – ALESSANDRO RAVEGGI (Firenze) – MARILENA RENDA (Roma) – FEDERICO ROMAGNOLI (Siena) – STEFANO SALVI (Varese) – DANIELE VENTRE (Napoli)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/festa-dei-i-miosotis-a-dieci-anni-dalla-fondazione-della-dif/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/03/invito-10anni-dif.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20110705
DTEND;VALUE=DATE:20110706
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T113112Z
LAST-MODIFIED:20210224T113112Z
UID:5157-1309824000-1309910399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Nitsch & Caravaggio. Violenza\, frutta\, fiori e Redenzione: un discorso poetico su Caravaggio e Hermann Nitsch
DESCRIPTION:5 luglio 2011\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nInterviene: Robert C. Morgan\nIntroduce: Adriana Corrado \nContinuando la serie di appuntamenti nati dal progetto Nitsch & Caravaggio\, il Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch propone un nuovo incontro. L’inedito dialogo tra i due Grandi Maestri\, consacrato dall’installazione ideata dal padre dell’Azionismo viennese  e insediata presso il luogo caravaggesco per eccellenza\, la Sacrestia del Pio Monte della Misericordia\,  ha ottenuto numerosi consensi per tutto il mese di Maggio 2010.\nL’iniziativa si propone ancora di aprire una riflessione sulla inclinazione e l’elaborazione della radicale esperienza della verità in pittura dischiusa da Caravaggio nel multiverso delle forme del fare caratterizzanti il contemporaneo\, attraverso il confronto tra storici dell’arte dotati di una visione  di ampio respiro e insieme attivamente impegnati nella critica militante e alcune tra le voci più originali dell’attuale pensiero filosofico europeo.\nLa nostra attenzione e quella del Maestro Nitsch si è soffermata sulla Prof.ssa  Adriana Corrado\, docente di inglese dell’Università degli studi del Sannio\, e sul Prof.  Robert C. Morgan docente di Arte al Pratt Institute di Brooklyn\, New York (USA) nonché primo a ricevere il premio “Arcale” rilasciato in critica d’arte internazionale a Salamanca\, Spagna (1999). La sua carriera vanta di numerose presenze sia per conferenze che come artista a Biennali d’arte\, soprattutto in Oriente (Shanghai  2002; Biennale di Scultura di Teheran 2007; Fiera d’Arte di Singapore 2008; e la Biennale di Istanbul 2009). \nÈ proprio lo stesso a dichiarare: \n“Guardando a una riproduzione del dipinto di Caravaggio\, –Natura morta con canestro di frutta–\, ricordo l’uso che Nitsch fa dei fiori in relazione alle sue installazioni di manufatti celebrativi\, indumenti\, utensili e tessili macchiati di sangue e pigmento. Spesso vi è la presenza di fiori come una risoluzione o riconciliazione che riguarda gli aspetti fondamentali della natura e gli antichi rituali che coinvolgono sacrifici animali e il corpo umano. Penso che la rappresentazione estetica della violenza nelle opere di Caravaggio e Nitsch come condivisione di una comunanza\, spesso riconciliata con la presenza di fiori e frutti\, che esprimono la reciprocità della natura con le rotture che si verificano spesso inspiegabilmente lungo tutto il corso della storia umana. Ma c’è un fattore di redenzione  all’interno di ogni artista che trascende la religiosità e nutre l’anima in termini di guarigione e di potere psichico. Queste opposizioni sono quello che vorrei affrontare nella mia presentazione sulla purezza e l’intensità nelle opere di questi due artisti.”
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/nitsch-caravaggio-violenza-frutta-fiori-e-redenzione-un-discorso-poetico-su-caravaggio-e-hermann-nitsch/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20110628
DTEND;VALUE=DATE:20110629
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T111915Z
LAST-MODIFIED:20210224T111915Z
UID:5153-1309219200-1309305599@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Domenico Mennillo – NATURATE RIVOLTE #1
DESCRIPTION:28 giugno 2011\nSTART ORE 19:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntervengono Luca Carabetta e Domenico Mennillo \n“Non voglio essere il poeta del mio poeta\, di questo io che ha voluto scegliermi poeta\,\nma il poeta creatore\, in ribellione contro l’io e il sé” \nAntonin Artaud in La Révolte de la Poésie \n  \n“NATURATE RIVOLTE” è un mini-ciclo di due incontri che nasce come appendice alla residenza artistica realizzata da DomenicoMennillo e lunGrabbe nei mesi di gennaio\, febbraio e marzo presso gli spazi della biblioteca del Museo Nitsch di Napoli\, in collaborazione con Fondazione Morra e e-m Arts; la residenza trimestrale si era conclusa nel mese di marzo con un incontro pubblico dedicato alla figura-concetto dell’Automa Spiriutale (figura tratta da alcuni testi di Antonin Artaud e Gilles Deleuze) che aveva ispirato l’intero progetto artistico di lunGrabbe denominato per l’appunto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \nPartendo dalle suggestioni e dalle intuizioni di quell’incontro\, “NATURATE RIVOLTE #1” propone un incontro fondato sull’approfondimento-discussione del noto concetto artuadiano di “corpo senza organi” e del trattamento concettuale che ne fa Gilles Deleuze\, in relazione esterna al correlativo ‘automa spirituale’ e la problematica trans-disciplinare dello stile ad essi inerente; intervento\, questo\, curato da Luca Carabetta\, autore del volume “Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva” (Scriptaweb 2009)\, che attualmente svolge un dottorato di ricerca in Semiotica presso l’Università Lille III – Charles De Gaulle e Paris VIII. \nDomenico Mennillo invece discuterà di una figura meno nota dell’universo artaudiano\, quella del “corpo sillogistico” (elaborata da Artaud nei “Cahiers” del 1947)\, dando particolare spazio\, nel suo intervento\, ai sistemi di potere e controllo occidentale nell’invenzione di “corpi” (“automatizzati”) legati ad una fruizione sociale coatta della produzione artistica\, attraversando le intuizioni poetiche di Charles Baudelaire\, Guy Debord e Alfred Jarry. \nMa “NATURATE RIVOLTE#1” è soprattutto l’occasione per generare pratiche inedite attorno alla creazione di nuove produzioni artistiche\, alle temporalità\, agli affetti\, all’eco che le generano e agli spazi che le ospitano e le vedono crescere\, in un moto spontaneo e rivoltoso che vede “l’actio creativa” non separabile dalle molteplici pratiche di sperimentazione che l’attraversano trasfigurandone – “ab-gioia” -il perpetuo divenire. \nAll’incontro saranno presenti il fotografo Gianfranco Irlanda\, la trapezista Federica Gattei  e la video-maker Alessandra Carchedi\, coinvolti da gennaio nell’elaborazione del progetto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/domenico-mennillo-naturate-rivolte-1/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/retro-.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20110611
DTEND;VALUE=DATE:20110612
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20211021T132930Z
LAST-MODIFIED:20211022T092145Z
UID:6942-1307750400-1307836799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:DIASTEMA. Per un'arte festiva
DESCRIPTION:11 giugno 2011\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \nSabato 11 giugno 2011\, presso il Museo H. Nitsch di Napoli\, il carattere festivo dell’arte\, che la Fondazione Morra\, in tutte le sue proposte e attività\, ha sempre cercato di mantenere vivo\, sarà\ncelebrato attraverso un ricco programma di iniziative ed eventi legati alla presentazione del nuovo Manifesto artistico-filosofico DIASTEMA. Per un’arte festiva di Romano Gasparotti.\nLa serata inizierà alle ore 19:00 con la prima assoluta dell’evento di musica\, parola e danza DI UN PENSARE IN OPERA. Caravaggio\, Nitsch\, Hendrix forse… su musiche di Andrea Rossi Andrea\,\neseguite dal vivo\, testi di Romano Gasparotti e coreografie di Valentina Moar da lei stessa interpretate. Seguirà la presentazione del nuovo MANIFESTO artistico da parte del suo autore\, che ne\ndiscuterà assieme a Giuseppe Morra\, presidente della Fondazione e direttore del Museo H. Nitsch e Maurizio Zanardi\, filosofo e co-fondatore della Casa editrice Cronopio. Infine la serata si concluderà con l’azione poetica di Francesco Correggia (artista visivo\, performer e docente presso l’Accademia di Brera di Milano) dal titolo “L’ombra di Hegel contro l’immutabile Hegel”.\nIl nuovo Manifesto Diastema parte dall’assunto che l’artisticità di un’opera non si esaurisce affatto nelle datità osservabili in cui l’azione poietica semplicemente va a terminare\, ma si custodisce e si ri-vela in ciò che non è fenomenicamente osservabile\, di modo che non vi è nessuna differenza tra arti destinate alla produzione di oggetti e arti che si esauriscono nell’azione. Il carattere musicalperformativo\, infatti\, riguarda\, sia pure in diversi modi\, tutta l’arte quale manifestazione di un’azione drammatica di pensiero in opera. La stessa filosofia – una volta sottratta alle aule accademiche\, che non sono affatto la sede “naturale” né originaria del pensare – può tornare a essere arte delle Muse (come Platone l’aveva definita)\, mentre l’arte\, a sua volta\, viene a configurarsi come danza del pensiero\, che si manifesta all’insegna dell’ indisciplina (nell’accezione che ne diede Carmelo Bene). Ovvero nella sua vocazione – diastemica appunto – di collocarsi/dislocarsi tra diversi linguaggi\, tra differenti forme\, tra eterogenei media\, senza mai identificarsi con alcuno di essi in particolare. E artisti fortemente indisciplinati sono tutti coloro che metteranno i loro corpi viventi performativamente in opera nella serata dell’11 giugno\, a cominciare da Andrea Rossi Andrea (per l’ennesimo anno votato tra i primissimi bassisti italiani nella classifica Top jazz 2011\, ma\nanche da lustri pittore\, scultore e fotografo\, oltre che musicista per nulla legato a un genere particolare)\, il quale discuterà attraverso la voce\, i poliritmi e l’ambient sound del suo orfico basso\nelettrico arricchito dalle tecnologie MIDI\, con la voce filosofica di Romano Gasparotti e la body action di Valentina Moar (una delle più intense “scoperte” di Carolyn Carlson\, da tempo\nprotagonista sulle scene del teatro/danza europeo\, con all’attivo numerose coreografie e collaborazioni con artisti visivi\, fotografi e musicisti internazionali). Nella performance di Fancesco Correggia\, infine\, che concluderà la serata\, il pensare filosofico dell’autore dell’Estetica viene messo in opera come gesto e parola incisi e inscritti nel corpo stesso dell’artista.\nIl nuovo movimento DIASTEMA. Per un’arte festiva inizia in questo modo da Napoli il suo cammino nel XXI secolo. \nRomano Gasparotti\, dopo alcune esperienze quale danzatore/attore si è dedicato agli studi di filosofia teoretica sotto la guida di E. Severino e di estetica\, sotto la guida di M. Cacciari\, insegnando in varie università italiane(ora presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita e Salute” – S. Raffaele di Milano) e collaborando con varie istituzioni culturali italiane ed europee. Tra i suoi principali libri: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà)\, Liguori\, Napoli 1987\, Movimento e sostanza. Sulla ‘teologia’ platonico-aristotelica\, Guerini e Associati\, Milano 1995\, Sokrates Y Platon\, Akal\, Madrid 1996\, I miti della globalizzazione. Guerra preventiva e logica dell’immunità\, Dedalo\, Bari 2003\, Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia\, Cronopio\, Napoli 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo\, l’animale erotico\, Bollati Boringhieri\, Torino 2007\, L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2010. Ha altresì curato il volume In contrattempo. La pittura malgrado tutto\, Mimesis\, Milano 2007. Oltre a essere l’autore del nuovo Manifesto artistico-filosofico Diastema. Per un’arte festiva\, ha all’attivo la regia e la partecipazione ad alcuni spettacoli musical teatrali quali IMEROS. Quando Amore mi spira noto… (tratto dal suo libro Filosofia dell’Eros) e DI UN PENSARE IN OPERA con Andrea Rossi Andrea e Valentina Moar. \nAndrea Rossi Andrea\, artista visivo (pittore\, scultore\, fotografo\, performer)\, musicista (compositore\, bassista elettrico). Laureato al DAMS di Bologna (Arti Visive) e all’Accademia di Belle Arti di Venezia (Specialistica in Pittura)\, ha studiato basso con Bruce Gertz (Berklee College of Music\, Boston)\, Cameron Brown\, Larry Ridley (Manhattan School of Music\, New York). Dal 1985\, anno del suo esordio\, lavora nei circuiti dell’arte contemporanea come artista visivo e bassista elettrico solista\, unendo a queste esperienze le attività\, sia in studio che dal vivo\, con musicisti di varie aree. Tutte le sue opere\, dalle primissime (1970 ca.)\, si caratterizzano per il continuo utilizzo\, implicito ed esplicito\, dell’antenna “ground plane”\, dispositivo ricetrasmittente anche formalizzato per un ampliamento etico-estetico del lavoro artistico. Tra il 2003 e il 2011 è stato più volte premiato dal referendum della rivista “Musica Jazz” (Top Jazz). Il terzo cd a suo nome – Textmeldg. Blue – è risultato primo classificato fra i dieci migliori dischi internazionali del 2006 per la Top Ten di Giampiero Cane in “Alias-Il Manifesto” ed il suo quarto cd – 27min Tintoretto – inserito fra i migliori dischi internazionali del 2007 da “All About Jazz”. Ha ricevuto su “Alias-Il Manifesto” il massimo giudizio critico di “Immenso” e dalla rivista “Jazzit” il bollino rosso d’eccellenza “Jazzit Likes It!”: Lavori di Andrea Rossi Andrea si trovano in collezioni pubbliche e private di paesi europei ed extraeuropei. www.andrearossiandrea.it \nFrancesco Correggia\, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e fondatore e direttore del Centro di Ricerca CRAB di Milano\, dopo le esperienze di body art sperimentate nei primi anni ‘70\, attraversa i territori della poesia visiva\, per approdare poi ad una pittura quale “corpo-scrittura” (secondo la definizione data da G. Nonveiller)\, nella quale le esperienze precedenti si decantano per essere declinate all’interno della bidimensionalità del quadro. Gli spiccati interessi nel campo della riflessione estetico-filosofica lo portano a scrivere numerosi saggi sull’arte contemporanea\, a dialogare e collaborare\, in occasione di conferenze\, convegni e libri\, con filosofi quali U. Galimberti\, C. Sini\, V. Vitiello\, F. Duque\, M. Sgalambro\, M. Donà\, R. Gasparotti e a curare mostre dal taglio molto particolare e frutto di una radicale riflessione sui temi cruciali dell’arte contemporanea. Ha partecipato a numerose rassegne internazionali\, tra le quali la XLV Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma; suoi lavori artistici si trovano presso Istituzioni pubbliche e private. Con l’inizio del nuovo secolo\, la componente gestuale e performativa del suo operare artistico – del resto mai venuta meno nelle produzioni pittoriche e visive – è riemersa in primo piano nella realizzazione di azioni poetiche dedicate ad alcuni dei maestri del pensiero occidentale moderno (come Kant ed Hegel)\, nelle quali il pensare filosofico viene riportato in opera come arte\, attraverso l’azione performativa. \nValentina Moar\, dopo gli studi di balletto e danza contemporanea a Milano e in varie città europee\, viene selezionata nel 2001 da Susanne Linke per l’Atelier Teatro Danza della Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e\, nel 2002\, da Carolyn Carlson per l’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia\, dopodiché viene scelta quale danzatrice e interprete del lavoro dei coreografi Henrik Kaalund\, Mikko Jairi\, Leonard A. Cruz\, Teresa Ranieri\, Christina Gehrig Binder\, Kjersti Müller Sandsto\, sotto la direzione artistica di Carolyn Carlson (2003). Entra a far parte quale professionista di diverse compagnie e progetti europei indipendenti e di ricerca\, in Germania\, Austria\, Francia\, Svizzera\, Turchia (in occasione di Istanbul capitale europea della cultura)\, India\, Italia (Festival dei Due Mondi di Spoleto\, Biennale Danza\, Trieste per la Danza\, Fondazione Teatro di Modena ecc.). Dal 2008 è performer e coreografa all’Institute of Electronic Music and Acoustics IEM\, University of Music and Drama Arts\, Graz per EGM “Embodied Generative Music” (team Prof. Gerhard Eckel\, David Pirrò\, Deniz Peters)\, un progetto di ricerca che utilizza i dati della motion tracking della danza per guidare la sintesi del suono e la composizione musicale\, realizzando varie performances tra le quali Bodyscapes ( 2009). Ha fatto parte del cast di danzatori della trasmissione televisiva RAI Vieni via con me (di Fazio e Saviano) sotto la direzione del coreografo R. Castello. Ha all’attivo diversi a solo presentati in festival e rassegne europee e ha firmato numerose coreografie\, collaborando in particolare con artisti visivi\, fotografi e musicisti internazionali. \nMaurizio Zanardi\, filosofo\, saggista e tra i più attivi e civilmente impegnati protagonisti della scena culturale napoletana e nazionale\, ha sempre diviso i suoi interessi tra la ricerca filosofica nel campo della teoria politica e dell’estetica – con all’attivo diverse pubblicazioni (ultime tra le quali il saggio “Arte al presente”\, in Kainos\, 10\, 2010 e la cura del volume La democrazia in Italia\, Napoli 2011) – e l’impegno nell’editoria quale co-fondatore e direttore delle edizioni Cronopio di Napoli\, una delle realtà editoriali italiane più originali\, più aperte alla cultura europea (nel suo catalogo figurano autori come Derrida\, Deleuze\, Nancy\, Badiou\, Rancière) e meno omologabili nelle sue scelte\, la quale pubblica anche le riviste Ventre\, nuova rivista di architettura e Espressione\, rivista di filosofia. \nAndrea Rossi Andrea\, Ground Plane Antenna\, Untitled\, 2011\, installation\, Naples\, Fondazione Morra Museo\, Hermann Nitsch
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/diastema-per-unarte-festiva/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/10/FOTO_01.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20110510T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20110610T180000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210219T151046Z
LAST-MODIFIED:20210219T154809Z
UID:4941-1305050400-1307728800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America
DESCRIPTION:10 maggio – 10 giugno 2011\nOPENING 10 MAGGIO ORE 18:00 \nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Manuela Gandini \nDi origine belga\, trasferitosi negli anni Sessanta nella Staten Island benpensante\, Jean Toche (1938) è come una macchina celibe che vive e dialoga con una macchina fotografica e un gatto. E’ una figura solitaria\, un monaco anarchico che\, avido di notizie\, scava quotidianamente tra le parole del New York Times o del Time per trovare nessi\, bugie\, paradossi sulla costruzione della paura\, il terrorismo\, la caccia al petrolio e il sistema dell’arte. Poi ritaglia frammenti di articoli e li assembla con considerazioni proprie\, non risparmiando critiche caustiche a ogni forma di potere. Il suo lavoro è durissimo. A seconda della notizia scelta\, Toche si ritrae attraverso l’autoscatto\, in uno dei momenti della propria giornata. Il suo linguaggio è politico e ironico e l’immagine è trattata con photoshop. Il suo volto\, deformato dalle notizie\, alle volte diventa metallico\, altre volte si allunga o si allarga cambiando colore\, posizione\, espressione: paura\, rabbia\, foga\, relax\, indignazione\, euforia. Nonostante abbia volontariamente deciso di sparire dal palcoscenico dell’arte\, usando solo la mail-art e rifiutando mostre in musei e gallerie con una ferma determinazione antieconomica\, il suo lavoro è entrato nella storia già da quasi mezzo secolo. Vicino al Fluxus\, senza mai farne parte\, nel 1968\, con Poppy Johnson e Jon Hendricks\, fonda la GAAG\, Guerrilla Action Art Group. Le azioni di disturbo messe in atto al Metropolitan Museum di New York – come lo spargimento di scarafaggi su una bella tavola imbandita a una cena ufficiale\, le lettere scritte al presidente Nixon o la messa in scena del rapporto tra critico e artista denudato sulla porta del Met -procurano a Toche pestaggi e arresti. Poi il silenzio. La sua casa è attualmente recintata e controllata elettronicamente come un bunker e la sua vita scorre\, a dispetto di persecuzioni e minacce\, nella convinzione che la propria azione quotidiana\, di uomo solo contro i poteri\, andrà a incidere nel mondo come la goccia che erode il monte. \nCatalogo “Intolerance” Edizioni Mudima 2010 con testi di Achille Bonito Oliva\, Jon Hendricks\, Manuela Gandini\, Gianluca Ranzi. \nPresentazione della rivista Alfabeta2 \ncon interventi di Andrea De Rosa\, Manuela Gandini\, Renato Nicolini\, Stefania Zuliani. \nDalla Triennale di Milano in videoconferenza Umberto Eco\, Nanni Balestrini\, Gino Di Maggio. \nModera Andrea Cortellessa. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Presentazione della rivista Alfabeta2\, Jean Toche. Guerriglia dell’arte in America\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2011 photo Cinzia Infantino © Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/jean-toche-guerriglia-dellarte-in-america/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/retro-copia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20110318
DTEND;VALUE=DATE:20110319
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T110457Z
LAST-MODIFIED:20210224T110633Z
UID:5143-1300406400-1300492799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Domenico Mennillo. L’automa spirituale. Tre declinazioni
DESCRIPTION:18 marzo 2011 ore 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntervengono Tommaso Ariemma\, Andrea Cardillo e Domenico Mennillo \nL’automa spirituale non designa\, come nella filosofia classica\, la possibilità logica o astratta di dedurre formalmente i pensieri gli uni dagli altri\, ma il circuito nel quale essi entrano nell’immagine-movimento\, la potenza comune di ciò che costringe a pensare e di ciò che pensa sotto choc: noochoc. \nGilles Deleuze Il pensiero e il cinema in L’immagine-tempo.\nCinema 2\, ubulibri\, Milano 1985 \nNei mesi di gennaio\, febbraio e marzo 2011 i suggestivi spazi della Biblioteca del Museo Nitsch hanno ospitato la residenza artistica per il progetto installativo-performativo “PIERROT ou d’Automate Spirituel”\, curato da Domenico Mennillo e da lunGrabbe. Il progetto\, nel suo sviluppo complessivo di un anno\, prevede l’ospitalità in alcuni spazi cittadini ed altre residenze artistiche in strutture europee in via di definizione per la realizzazione di una nuova produzione performativa di lunGrabbe (debutto previsto per gli inizi del 2012)\, incentrata sulla riscrittura contemporanea della maschera francese del Pierrot\, nella sua accezione-trasfigurazione novecentesca legata agli ambienti artistici e intellettuali della Francia del primo e secondo Novecento. \nA conclusione di questa prima residenza\, lunGrabbe\, in collaborazione con E-M Arts e Fondazione Morra\, presenta “L’Automa Spirituale. Tre declinazioni”\, un incontro-discussione che si sviluppa intorno all’Automa Spirituale\, concetto-figura del progetto “PIERROT ou d’Automate Spirituel”. \nL’incontro presenta tre diverse angolazioni o declinazioni dell’Automa Spirituale: Tommaso Ariemma parlerà dell’Automa nella sua accezione cinematografica\, prendendo spunto dal celeberrimo lavoro di Gilles Deleuze L’immagine-tempo. Cinema 2\, per poi articolare una sua personale visione del cinema a contatto con le sollecitazioni del pensiero contemporaneo. Andrea Cardillo invece impernierà il suo intervento sulla dualità dei concetti di autonomia e di automatismo in un contesto speculativo legato alla filosofia morale. Infine Domenico Mennillo illustrerà le suggestioni e le intuizioni ricavate dal concetto di Automa Spirituale nelle due accezioni prodotte da Gilles Deleuze e da Antoni Artaud\, per la creazione del suo Pierrot. \nConcludono l’incontro i contributi di Alessandra Carchedi (video-maker)\, Gianfranco Irlanda (fotografo) e Federica Gattei (trapezista) che hanno partecipato alla fase di studio e di ricerca di questa residenza napoletana del “PIERROT”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Residenza artistica Gennaio\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\,  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Residenza artistica Gennaio\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\,  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Incontro L’Automa Spirituale. Tre declinazioni\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2011\, © Irlanda Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/domenico-mennillo-lautoma-spirituale-tre-declinazioni/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/INV0311_LUNG07-retro.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20101015T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20101031T190000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T143729Z
LAST-MODIFIED:20210224T143729Z
UID:5202-1287140400-1288551600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Lorenzo Mattotti legge Hänsel e Gretel\, un’interpretazione per immagini della celebre fiaba dei fratelli Grimm
DESCRIPTION:15 ottobre – 31 ottobre 2010\nOPENING 15 OTTOBRE\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDal 15 al 31 ottobre 2010 la Fondazione Premio Napoli presenta\, presso il Museo Nitsch di Napoli\, l’esposizione delle tavole originali dell’ultimo lavoro di Lorenzo Mattotti dedicato alla celebre favola dei fratelli Grimm HÄNSEL E GRETEL.\nIl libro\, edito da Orecchio Acerbo\, sarà presente al bookshop del Museo.\nLa Mostra è in collaborazione con la Fondazione Morra e Napoli COMICON. In contemporanea\, sempre inserito nel programma del Premio Napoli\, negli spazi della Galleria Hde di piazzetta Nilo 7\, sarà visitabile\, sempre gratuitamente\, un’altra esposizione di Mattotti. Si tratta di 45 serigrafie che ripercorrono l’evoluzione artistica dell’illustratore bresciano\, dai tempi di Valvoline (primi anni ‘80) fino al recentissimo The Raven\, realizzato con Lou Reed (2009). La mostra è visitabile dal martedì al venerdì\, dalle 11:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00. \n«Il nero è molto affascinante\, al limite dell’ossessione. Mentre il bianco è una superficie riflettente che dona luminosità\, il nero è il luogo dove sei libero di confrontarti con le tue paure\, i tuoi misteri. Si trasforma in buchi\, dei veri e propri corridoi che creano uno spazio che ti risucchia\, in cui vorresti entrare sempre di più. Lavorare con poche luci che escono dal buio\, attraverso i contrasti: questa è la sfida del nero di china. Diverso il discorso del nero dei pastelli o del carboncino. In quel\ncaso i contorni si fanno più sfumati. […] Il paesaggio\, la sovrapposizione delle pennellate\, è già una storia: le ombre che prendono vita\, i rumori\, le paure dei bambini. Ogni segno è la registrazione di un’emozione».\nda un’intervista sull’uscita di Hänsel e Gretel di Silvia Santirosi con Lorenzo Mattotti (Il Mattino – Napoli) \nLorenzo Mattotti\, nato nel 1954 a Brescia\, è considerato uno dei maggiori illustratori contemporanei. Negli anni Settanta realizza le sue prime storie. Nel 1976 illustra Huckleberry Finn\, con cui si fa conoscere dal pubblico e dalla critica. Oreste del Buono lo chiama a collaborare con Linus. Nei primi anni Ottanta fonda con Carpinteri\, Igort e Jori il gruppo Valvoline. Del 1983 è Doctor Nefasto\, realizzato con lo sceneggiatore Jerry Kramsky\, che lo affiancherà in molti altri progetti. Fuochi\, che realizza nel 1984\, è accolto alla sua pubblicazione come un evento storico nel mondo del fumetto. Mattotti ha pubblicato anche libri per l’infanzia (Pinocchio)\, ha realizzato manifesti e campagne pubblicitarie\, e ha lavorato per la moda\, reinterpretando i modelli dei più noti stilisti per la rivista Vanity. Ha disegnato numerose copertine per il New Yorker e per Le Monde. Nel 1995 il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli ha dedicato una mostra antologica. Realizza manifesti\, copertine\, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes 2000 e i manifesti per l’Estate Romana. Ha recentemente collaborato a Eros di Wong Kar Way\, Soderbergh e Antonioni curando i segmenti di presentazione di ogni episodio. È del 2007 la realizzazione di un episodio per il film Peur(s) du Noir\, nel 2010 pubblica il libro Hänsel e Gretel e collabora con Lou Reed illustrando il libro The Raven.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lorenzo-mattotti-legge-hansel-e-gretel-uninterpretazione-per-immagini-della-celebre-fiaba-dei-fratelli-grimm/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/Hansel-e-Gretel-Museo-Nitsch.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20101009
DTEND;VALUE=DATE:20101010
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210225T151830Z
LAST-MODIFIED:20210225T152431Z
UID:5322-1286582400-1286668799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Baldo Diodato. Tappeto in musica
DESCRIPTION:9 ottobre 2010\nINIZIO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Achille Bonito Oliva \nIn occasione della Sesta giornata del Contemporaneo\,  la Fondazione Morra\,  seguendo con coerenza la vocazione di luogo privilegiato di ricerca sulle arti performative\, ospiterà un evento eccezionale. L’artista Baldo Diodato e il M° Antonio Caggiano realizzeranno un Tappeto in Musica\, posizionando 50 lastre di rame sulla terrazza del Museo Nitsch. \nL’opera di Baldo Diodato prenderà forma grazie all’intervento delle percussioni dell’Ars Ludi Lab (Fabrizio Bartolini\, Alessandro Di Giulio\, Matteo Martizi\, Aurelio Scudetti) e a quello del pubblico\, che verrà coinvolto direttamente nell’esecuzione . \nBaldo Diodato (Napoli\, 1938)\, dopo aver maturato esperienze significative in seno ai gruppi che animavano l’arte partenopea dei primi anni ’60 (risale al ’66 una sua importante mostra al Modern Art Agency di Lucio Amelio)\, si trasferì a New York\, dove  ebbe modo di venire a stretto contatto con l’anima mundi della postmodernità. Nel ‘ 92 decise di rientrare in Italia trasferendosi a Roma\, dove tuttora vive e lavora. \nAntonio Caggiano (Roma\, ) intraprende la sua formazione di percussionista al Conservatorio dell’Aquila e di compositore in Santa Cecilia a Roma. Fondatore insieme a Gianluca Ruggeri dell’ensemble Ars Ludi nel 1987\,  ha suonato per molti anni nelle maggiori istituzioni lirico-sinfoniche italiane\, come l’Orchestra da Camera Italiana\, di cui è stato timpanista dal 1998 al 2003. Come professore d’orchestra\,  ha collaborato con i più importanti direttori (Bernstein\,  Abbado\,  Maazel\, Morricone\, Mehta) e come  solista\,  con diversi gruppi da camera (PMCE – Ensemble in residence dell’Auditorium di Roma). Docente di strumenti a percussione presso il Conservatorio di Frosinone\, si interessa da sempre alla commistione di linguaggi artistici diversi\, componendo musiche per il teatro\, la danza e collaborando con artisti visivi (Accardi\, Diodato\, Ducrot\, Mauri). \nArs Ludi (Roma\, 1987) è un ensemble modulare di percussionisti\, fondato da Antonio Caggiano e Gianluca Ruggeri\, il cui ambito di ricerca consiste principalmente nella realizzazione di materiali sonori concreti\, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie\, con l’intento di creare degli happenings che superino la dimensione del concerto tradizionale. Ha collaborato con alcuni fra i maggiori compositori contemporanei (Ambrosini\, Andriessen\, Battistelli\, Bryars\, Bussotti\, Ceccarelli\, Curran\, De Pablo\, Duckworth\, Part\, Reich\, Volker-Heyn) e partecipato a prestigiose rassegne nazionali ed internazionali (Belgio\, Canada\, Cina\, Francia\, Germania\, Gran Bretagna\, Messico\, Svezia\, Svizzera\, USA) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Baldo Diodato. Tappeto in musica\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2010\, © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baldo Diodato. Tappeto in musica\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2010\, © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/baldo-diodato-tappeto-in-musica/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/invito-retro.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20100610T113000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20100708T200000
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T145052Z
LAST-MODIFIED:20210224T145337Z
UID:5206-1276169400-1278619200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:ARTE E ARTISTI NEL CINEMA
DESCRIPTION:giugno – luglio 2010\nOPENING 10 GIUGNO ORE 11:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa rassegna ARTE E ARTISTI NEL CINEMA\, ideata da Mario Franco in occasione del programma di eventi Nitsch e Caravaggio\, verrà presentata giovedì 10 giugno alle ore 11\,30. Il primo appuntamento è con CARAVAGGIO\, L’ULTIMO TEMPO di Mario Martone\, che introdurrà il film\, ispirato alle tele dell’ultimo periodo di Caravaggio. \nLa pellicola ripercorre in chiave simbolica l’operato del grande pittore a Napoli: una visione tragica e vitale dell’esistenza umana\, con i volti e gli sguardi vivi degli abitanti della città partenopea che riprendono le fisionomie dei dipinti seicenteschi. La cinepresa come un moderno pennello che descrive e interpreta la realtà. \nIl film fece da prologo allo spettacolo L’opera segreta\, diretta dallo stesso Martone\, su testi di Enzo Moscato\, partendo da Caravaggio\, Leopardi\, Ortese: tre sensibilità che\, in epoche diverse e in diversi modi\, si compenetrarono con l’essenza di Napoli e con le sue tante facce. \n“…Caravaggio\, Leopardi e Anna Maria Ortese sono tre artisti – dice Martone – che in Napoli hanno saputo trovare una rivelazione rispetto al senso della vita: in epoche diverse\, sono stati profondamente colpiti da una città che da sempre è disincantata\, che da sempre\, dietro alla sua maschera di allegria e di vitalità nasconde un grande senso di morte\, di consapevolezza della vanità del tutto”. \nLa luce che scolpisce l’oscurità in Caravaggio – è la stessa luce che scolpisce la pellicola cinematografica.\nÈ un fascio di luce nell’ombra della sala buia. Caravaggio dovrebbe essere il soggetto ideale di ogni regista! \nMario Franco \nLa rassegna ARTE E ARTISTI NEL CINEMA ideata da Mario Franco in occasione del programma di eventi Nitsch e Caravaggio\, si svolgerà nei mesi di Giugno e Luglio presso la terrazza panoramica del Museo Nitsch. Questi films ripercorrono le vicende umane e artistiche di alcune figure fondamentali nella storia dell’arte: Caravaggio\, Goya\, Michelangelo\, Pollock e Pontormo\, tra genio e sregolatezza\, tormento ed estasi. \nScarica programma
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/arte-e-artisti-nel-cinema/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/Arte-e-artisti-nel-cinema-e1614178407918.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20100609
DTEND;VALUE=DATE:20100610
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T142617Z
LAST-MODIFIED:20210224T142617Z
UID:5197-1276041600-1276127999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Fabrizia Ramondino. Voci della città
DESCRIPTION:9 giugno 2010\nINIZIO ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDopo la proclamazione dei vincitori del Premio Napoli 2010 al Museo Nitsch di Montesanto\, territorio al quale è dedicata questa 56a edizione del premio letterario\, la Fondazione Premio Napoli torna al Nitsch (vico lungo Pontecorvo 29/d) per proporre\, mercoledì prossimo 9 giugno alle ore 19\, un incontro dedicato a Fabrizia Ramondino\, “Star di casa nel mondo. Il nuovo Taccuino tedesco”: l’iniziativa\, nell’ambito della rassegna “Voci delle città” inaugurata dalla quest’anno\, è promossa in collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. \nIl punto di partenza per ragionare intorno al complesso percorso intellettuale della Ramondino è il “Taccuino tedesco. 1954-2004”\, pubblicato quest’anno da Nottetempo: la Germania secondo Fabrizia Ramondino\, ovvero cronaca di un viaggio esteriore e interiore attraverso mezzo secolo di storia e cultura tedesca.\nValentina Di Rosa\, curatrice del libro\, è tra i relatori della serata\, insieme con Giuseppe Merlino\, Mario Martone e Patrizio Esposito\, che ha collaborato con Martone al soggetto del film “Una storia sahrawi”\, che sarà proiettato al Nitsch. Nel 1999\, con Fabrizia Ramondino e Fatima Mahfoud\, Esposito cura il progetto “Necessità dei volti”\, nato dall’impegno di promuovere la visione in Europa dell’archivio fotografico custodito nel Museo sahrawi della guerra\, fondato nel deserto algerino dell’Hammada. \nNel corso della serata l’attrice Giovanna Giuliani proporrà la lettura di una serie di brani della Ramondino. \nSCHEDA Fabrizia Ramondino (1936-2008) è nata a Napoli e ha vissuto in Spagna\, Francia\, Germania e Italia. Ha pubblicato\, fra gli altri\, Althénopis (Einaudi\, 1981)\, Un giorno e mezzo (Einaudi\, 1988)\, Star di casa (Garzanti\, 1992)\, In viaggio (Einaudi\, 1995)\, L’isola riflessa (Einaudi\, 1998)\, Passaggio a Trieste (Einaudi\, 2000)\, Guerra d’infanzia e di Spagna (Einaudi\, 2001). \nIl romanzo La via (Einaudi 2008)\, è uscito il giorno dopo la sua morte improvvisa\, avvenuta per un malore durante un bagno in mare sulla spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta (LT). Con le edizioni Nottetempo ha pubblicato Il calore\, 2004\, e Taccuino tedesco. 1954-2004. \nSCHEDA Fabrizia Ramondino\, Taccuino tedesco. 1954 – 2004\, Nottetempo. Febbraio 2010 \nLa Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un “viaggio esteriore e interiore”\, scandito dal ritmo di una meditazione poetica: nelle pagine di questo taccuino\, l’autrice narra di sé e della sua lunga frequentazione delle “terre tedesche”\, ricostruendo\, dal dopoguerra sino a oggi\, l’instabile profilo di un Paese segnato dai traumi e dalle crisi ripetute del Novecento. \nImmagini di città – Heidelberg\, Francoforte\, Monaco\, Wuppertal\, Weimar\, Berlino – si intrecciano a riflessioni sulla Storia e sulla cultura tedesca\, sollecitando via via\, accanto alla memoria del passato\, un tentativo di decifrare gli scenari del presente scaturiti dalla svolta del 1989. \nNe deriva un singolare itinerario attraverso lo spazio e il tempo\, che è insieme un bilancio di vita e di scrittura: l’esperienza del viaggio coinvolge di rimando la nozione delle origini e il rapporto con Napoli\, “città balia” piú che “madre”\, oggetto di un amore difficile e radice di un senso irrimediabilmente precario dello star di casa e nel mondo. Accompagnano il testo tre lettere inedite di Gesualdo Bufalino\, Anna Maria Ortese e Karsten Witte riferite alla prima versione del Taccuino tedesco (La Tartaruga\, 1987). \nIncipit del Taccuino tedesco. Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un’amica del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini\, regolari come i palazzi signorili\, che facevano frangente da un lato al vento del mare\, dall’altro ai poveri della Torretta. Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di donna o fantasmi interiori. Per me\, che appartenevo a una famiglia colta\, ma decaduta economicamente\, e che per varie vicissitudini ero outsider\, tanto a scuola che nella borghesia napoletana\, il fantasma amato era Anna Maria Ortese\, che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica\, che apparteneva a una famiglia più incolta\, ma in rapida ascesa sociale\, il fantasma era G. L.\, donna bellissima\, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il peccato: quello di comunismo attorno a Anna Maria Ortese\, quello di sesso attorno a G. L.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/fabrizia-ramondino-voci-della-citta/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/invito-ramondino.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20100423
DTEND;VALUE=DATE:20100424
DTSTAMP:20260513T083143
CREATED:20210224T114408Z
LAST-MODIFIED:20210224T114408Z
UID:5159-1271980800-1272067199@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Pino Bertelli. Presentazione del libro: il cinema è morto di Guy Debord
DESCRIPTION:23 aprile 2010 \nINIZIO ORE 10:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nDibattito su “l’arte e la filosofia di Guy Debord” e presentazione del volume di Pino Bertelli  “il cinema è morto”  edizioni La Fiaccola. \nLa giornata si concluderà con la proiezione del film: “Guy Debord.son art et son tems” \nPartecipano all’incontro : \nAlfonso Amendola insegna Linguaggi audiovisivi presso l’Università di Salerno dove è vice-direttore del Centro Studi “Rappresentazioni Linguistiche”. Studioso di sociologia della comunicazione\, si occupa principalmente dei rapporti tra culture di massa e culture d’avanguardia \nPino Bertelli è nato Piombino. Giornalista\, fotografo di strada\, filmmaker\, critico di cinema e fotografia. I suoi scritti sono tradotti in diverse lingue. L'”International Writers Association” (Stati Uniti)\, lo ha riconosciuto scrittore dell’anno 1995\, per la ” non-fiction”. \nMatteo D’Ambrosio\, semiologo e storico delle avanguardie\, è professore di Storia della critica letteraria e Letterature comparate presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II” \nMario Franco regista e storico del cinema\, autore di cinema\, radio e televisione\, dal 1979 collaboratore RAI. È docente di ruolo per la cattedra di “Teoria e metodo dei mass-media” e del corso di “Storia del cinema e del video” presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha inoltre tenuto lezioni di “Tecniche dei linguaggi multimediali” presso la Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli (corso di Industrial Design) ed attualmente è docente a contratto di “Comunicazione e Beni Culturali” per il Master di 1° livello in Politiche Culturali Europee in convenzione tra l’Università di Napoli Federico II e l’Institut für Kulturelle Infrastruktur Sachsen (European Network of Arts’ Management Studies) /Universität di Görlitz/Zittau. \nAntonio Gasbarrini\, critico d’arte\, è direttore responsabile della rivista Bérénice\, quadrimestrale di Studi comparati e ricerche sulle avanguardie. Dal 1988 è art director del Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus” dell’Aquila. Tra gli ultimi volumi pubblicati si segnalano L’avanguardia inista (Edizioni l’Harmattan\, Torino) e Guy Debord. Dal superamento dell’arte alla realizzazione della filosofia (Angelus Novus Edizioni\, L’Aquila). \nEnrico Ghezzi è un critico cinematografico italiano. \nSi trasferisce a Genova dove frequenta il cineclub Filmstory e frequenta lo storico gruppo scout AGESCI Genova 3. Entrato alla RAI nel 1978\, ha curato il palinsesto cinematografico di Raitre dal 1987 al 1994. \nÈ l’inventore del contenitore televisivo notturno Fuori Orario e uno dei creatori di Blob\, entrambe trasmissioni nate alla fine degli anni ottanta.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/pino-bertelli-presentazione-del-libro-il-cinema-e-morto-di-guy-debord/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/Pino-Bertelli-Retro.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR