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SUMMARY:La voce solista. Incontro-seminario con Massimiliano Tommaso Rezza
DESCRIPTION:La voce solista.\nCasi unici e irripetibili nella storia della fotografia: quando e come il soggetto trova il suo linguaggio particolare.\nIncontro-seminario con Massimiliano Tommaso Rezza \nSabato 9 maggio ore 10:00 – 14:00\nPresso Laboratorio Diorama\n(Museo Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D)\nInfo e prenotazione su: info.laboratoriodiorama@gmail.com\nPer la partecipazione al seminario è prevista una quota di partecipazione di 15€ che include la visita al Museo Nitsch. \nL’incontro presenta casi del fotografico in cui il soggetto/autore crea un’opera eccentrica che scardina le convenzioni.\nSi tratta di visioni estreme che hanno trasformato la percezione soggettiva\, il residuo\, il gioco e l’errore in opere che rifiutano l’allineamento e il comando. Il soggetto torna ad essere il terreno di intenso lavoro per individuare delle soluzioni dettate da necessità e urgenze improrogabili. La fotografia diventa un atto di individuazione e di rottura dei binari collettivi e abitudinari. \nI casi presentati sono: \nMiroslav Tichý\, opera fotografica: Il desiderio erotico come dissidenza.\nMerry Alpern\, Dirty Windows: Sorveglianza\, voyeurismo e estetica della traccia.\nMisahisa Fukase\, From Window: Quando un rituale quotidiano e domestico diventa performance esistenziale.\nGerhard Richter\, Atlas: Quando il soggetto in continuo divenire cerca di ordinare il caos iconografico.\nFrancis Bacon\, frammenti e ritagli fotografici trovati nello studio di 7\, Reece Mew: L’influenza dell’immagine fotografica sulla pittura e appropriazione iconografica.\nJacques Henri Lartigue\, opera infantile: fotografia come memoria dell’esperienza\, del gioco e dello stupore.\nDiane Arbus\, Untitled: la fotografia come luogo di proiezione psichica e riconosciemnto tragico del limite relazionale.\nWalker Evans\, Many Are Called: Fotografia come opera letteraria\, filosofica e teologica. \nMassimiliano Tommaso Rezza (nato nel 1967) è un artista italiano. La sua ricerca si concentra soprattutto sulle relazioni tra il linguaggio fotografico (estetica\, convenzioni\, stereotipi e influenza ideologica) e il campo della pratica fotografica (autorialità\, amatorialità e campo della comunicazione). Ha partecipato a mostre personali e collettive in gallerie private e pubbliche (Colli Independent Gallery\, T14 Contemporary\, Mucho Mas!\, Khlebnikov Museum\, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì\, ecc.); ha inoltre partecipato a festival di fotografia in Italia e in Europa (Fotografia Europea\, Fotografia Festival di Roma\, La Nuu\, Photo Espana Descubrimientos\, Castelnuovo Fotografia\, e altri). Ha pubblicato sei libri: Atem (Yard Press)\, Psalm (Witty Books)\, Un certo Salvatore M.\, Non sono io il fotografo\, Palatography\, ABM (gli ultimi quattro titoli sono stati pubblicati da Pneumatica). In qualità di ricercatore indipendente ha scritto testi critici sul fotografico (American Suburb X\, Archivio Magazine\, x_pages) e saggi\, come nel caso del libro Carlo Levi a San Costantino Albanese. Archivi della Basilicata (Humboldt Books). Nel 2025 cura il libro “The Weight of the Word” per gli autori Piero Martinello e Piero Casentini\, pubblicato prima in lingua italiana da Pneumatica e successivamente acquisito dall’editore FW:Books\, Amsterdam per l’edizione internazionale in inglese. Nel 2019 ha lanciato un progetto editoriale indipendente chiamato Pneumatica attraverso il quale gli aspetti teorici del fotografico vengono individuati e sviluppati tematicamente. Dal 2013 al 2021 ha insegnato Photography for the Media presso la Richmond University in Rome. L’autore in qualità di lecturer è stato invitato da ISFCI (Roma)\, Accademia Belle Arti di Napoli\, Recyclart (Brussels)\, Punto de Fuga\, Parigi\, Le Boudoir 2 (Arles)\, Liège\, CFP Bauer (Milano).
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SUMMARY:Milton | Nitsch NEL CORPO DELL’ANGELO
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE 2026 / 2027: \nMilton | Nitsch\nNEL CORPO DELL’ANGELO\nQuattro studi su Paradiso Perduto di John Milton e Cuma könig oidipus – III. fest – I. band (1988) di Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole. \nPRIMO STUDIO\n7/10 Maggio 2026\nNapoli – Museo Nitsch \n“Nel corpo dell’angelo” vuole essere un viaggio che vuole farsi dimora\, offrendo\, quindi\, all’essere la scoperta del concetto di dimora dentro il movimento del viaggio. L’esilio è l’idea del viaggio intrapreso da Adamo ed Eva una volta cacciati dal Paradiso. La scelta\, è la fase successiva\, quella a cui ancora non sappiamo con quale forma guardare. Le creature compongono parole e compongono un canto; sono il riverbero di voci lontanissime ma anche la dissonanza di trombe e campane\, sono il frullo di uccelli misteriosi e il suono dell’orizzonte al culmine della montagna: esse creature vivono nel pacifico sguardo del sacrificato\, non muovono più al vivere perpetuo ma sono ciò che ci ancora al sogno\, sono il nome perduto del mattino.  \nL’energia che muove la messa in scena è quella magica del ritrovamento del proprio giardino segreto\, del proprio paradiso e delle creature che vi abitano. Anche i performer potranno sedersi su una spiaggia davanti al mare e contemplare\, interpretare\, (re)stare nell’attesa della comparsa delle anime fluttuanti sul pelo dell’acqua\, davanti all’azzurro che evapora nel miraggio d’una dimora-del-viaggio\, che è la casa-bella dell’aurora\, davanti alla sua luce lunghissima ed alta nella grande testimonianza di vita vissuta dentro uno spazio di grazia. \n(Andrea Cramarossa) \nIl workshop è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide / Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nA chi è rivolto\nIl Workshop è destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 10 Maggio 2026.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari\nGiovedì 7 Maggio 2026 (16-19)\nVenerdì 8 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nSabato 9 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 10 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 10 Maggio 2026 – ore 20.00: apertura del lavoro al pubblico. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico entro il 3 Maggio 2026 all’indirizzo info@teatrodellebambole.it\nLa quota di partecipazione è di 150\,00 euro. \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 120\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 31 Marzo 2026. \nPer eventuali domande specifiche sulla pedagogia e/o sul tipo di lavoro:\nteatrodellebamboleba@libero.it \nPer informazioni sull’organizzazione (alloggio per i partecipanti e modalità di iscrizione):\nFederico Gobbi\nCell: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SFINGE. - Atto Performativo
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nTavolo Anatomico. Seconda stanza.\n– Atto performativo –\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani.\nDomenica 19 Aprile 2026 – ore 20.00\nCaggiano (SA)\, Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani. \nAtto performativo con: Ilaria Angelini\, Consiglia Aprovidolo\, Chiara Bianchi\, Emilia Brescia\, Francesco Giannini\, Federico Gobbi\, Fabio Guaricci\, Morena Rossi\, Maurizio Sarni. Maestro Concertatore: Andrea Cramarossa / Teatro delle Bambole \nL’Atto performativo è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide / Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nPer informazioni: info@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:INSIDE THE ACT OF SEEING
DESCRIPTION:INSIDE THE ACT OF SEEING:\nA FOCUS ON LARGE FORMAT PHOTOGRAPHY\nwith Alys Tomlinson \n18 April 2026\nLaboratorio Diorama / Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nh 10 am – 6 pm workshop\ninfo and submissions: info.laboratoriodiorama@gmail.com\n(max. 10 participants)\nThe workshop will be held in English \nh 7 – 9 pm screening of the documentary Mother Vera\nfree entry with limited capacity \nOn April 18th Laboratorio Diorama will host an exclusive\, one-day intensive workshop led by award-winning photographer Alys Tomlinson. This session is a deep dive into the meditative and rigorous world of large-format photography. Participants will explore the entire creative process with the artist during a portrait session — from the initial composition to the technical precision required for the final shot. \nWorkshop will be held in English and divided into two moments: Alys will open the day by sharing her professional experience and the process behind her projects. This session offers a unique insight into how she identifies themes\, develops long-term series\, and maintains a distinct visual voice. During the second part of the day participants will have the opportunity to be guided by the artist in the making of a large-format shoot. Following the session\, the photographs taken will be developed in the darkroom. \nFrom 7 pm the documentary Mother Vera (2024) directed by Alys Tomlinson with Cécile Embleton will be projected in the Capriata Room of Museo Nitsch. \nHow to Join \nThis is an intimate learning experience with a maximum of 10 participants.\nParticipation fee: 50€\nFor detailed information and submissions\, please contact:\n📧 info.laboratoriodiorama@gmail.com \nWorkshop Schedule\n10 AM – 12 PM: welcome\, artist talk (with visuals) + Q&A\n12 – 1 PM: break for lunch (packed lunch)\n1PM – 5 PM: large format practical workshop (with focus on portraiture)\n5 PM – 6 PM: developing negatives in the darkroom \nSpecial Evening Screening\nFollowing the workshop\, we invite you to a special screening of the film “Mother Vera”.\nTime: 7 PM – 9:00 PM\nAccess: Free entry (limited capacity). \nAlys Tomlinson is a photographic artist based in London. She works mostly in black and white analogue on a large format camera\, exploring themes of faith\, ritual and identity.\nAlys grew up in Brighton and studied English Literature and Communications at the University of Leeds. After graduating\, she moved to New York for a year and was given her first commission for Time Out\, before returning to London to study photography at Central Saint Martins College of Art and Design. She later completed an MA in Anthropology of Travel\, Tourism and Pilgrimage (Distinction) at SOAS\, University of London\, which tied in with her long-term\, personal project about pilgrimage.\nHer book Ex-Voto was published by GOST Books in 2019 and Lost Summer was self-published in 2020. Alys recently finished work on a feature-length documentary film Mother Vera co-directed with Cécile Embleton. Her latest project Gli Isolani (The Islanders) was published by GOST Books in 2022. She combines commissioned work for editorial\, design and advertising clients with personal work\, which she publishes and exhibits.\nAlys’s work is collected privately and is in the following collections: National Portrait Gallery (London)\, The Rencontres d’Arles Collection\, The Bodleian Library\, AmberSide Collection. \nMother Vera (2024)\, 91 minutes\, black and white\, co-directed with Cécile Embleton.\nIn the striking silence of an Orthodox monastery in Belarus\, a nun walks quickly toward the place of prayer. Hidden in the folds of her black habit\, she kneels and lets out a deep breath\, opening the story of an unexpected path—where coming to terms with a dark past turns into a search for her own identity.\nCécile Embleton and Alys Tomlinson follow her with a quiet\, attentive gaze\, observing her daily life and slowly revealing the more intimate and hidden parts of her story.\nShot in refined black and white\, with a precise and balanced form\, Mother Vera traces a unique and unexpected female portrait\, touching on universal themes of redemption and the search for freedom.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SFINGE. Tavolo Anatomico. Seconda stanza.
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nTavolo Anatomico. Seconda stanza.\nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \n17/19 Aprile 2026\nCaggiano (SA) – Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani \nSul tavolo anatomico\, noi\, appoggeremo tutti gli oggetti che hanno fatto parte della cosmogonia dove s’è compiuta la nascita di noi stessi nel mondo dell’arte. Tali oggetti verranno “vivisezionati”\, dopo averne scoperto la “vita”\, per estrarne l’essenza alchemica. Il processo creativo suggerito da Vettor Pisani in questa particolare visione del mito di Edipo\, comprende un meccanismo essenziale di ascolto e di produzione del suono vocalico\, “oggetto” primigenio di contatto dell’essere umano con la propria anima. L’alchimia in questione risiederà\, dunque\, nel suono delle parole. (Andrea Cramarossa) \nIl workshop è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nA chi è rivolto\nIl Workshop è destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 19 Aprile 2026.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari\nVenerdì 17 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nSabato 18 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 19 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 19 Aprile 2026 – ore 20.00: apertura del lavoro al pubblico. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a\ninfo@teatrodellebambole.it\nLa quota di partecipazione è di 120\,00 euro. \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 100\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 31 Gennaio 2026. \nPer eventuali domande specifiche sulla pedagogia e/o sul tipo di lavoro:\nteatrodellebamboleba@libero.it \nPer informazioni sull’organizzazione (alloggio per i partecipanti e modalità di iscrizione):\nFederico Gobbi\nCell: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:Presentazione volumi dedicati al pensiero di Albert Camus.
DESCRIPTION:Presentazione di volumi dedicati al pensiero di Albert Camus. \n11 aprile 2026\, ore 18:00 \nLa presentazione dei volumi “Camus et Job” di Alessandro Bresolin e “Camus\, militant communiste. Alger 1935-1937” di Agnès Spiquel-Courdille si configura come un momento di riflessione critica attorno alla figura e all’opera di Albert Camus\, tra le più rilevanti del pensiero europeo del Novecento. \nIl volume di Bresolin indaga\, con rigore filosofico\, la relazione tra l’esperienza dell’assurdo e la dimensione del dolore\, attraverso il confronto con la figura di Giobbe\, proponendo una lettura che attraversa i nuclei più profondi della riflessione camusiana. \nL’opera di Spiquel-Courdille restituisce invece\, con precisione filologica\, il contesto storico e politico degli anni algerini (1935–1937)\, illuminando una fase fondativa del percorso intellettuale di Camus\, segnata dall’impegno militante e dalla tensione etica. \nInterviene il Prof. Pasquale Persico\, la cui ricerca si distingue per l’attenzione ai processi culturali e territoriali\, offrendo un contributo interpretativo capace di mettere in relazione il pensiero camusiano con le dinamiche contemporanee.
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LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
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SUMMARY:Aktion Malerei Intervento di Maria De Vivo
DESCRIPTION:L’ESPERIENZA PITTORICA PER HERMANN NITSCH TRA UNICITÀ E CONVERGENZE INTERNAZIONALI \nIntervento di Maria De Vivo \nVenerdì 10 aprile 2026 ore 18:00 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch  \nQuando\, sul finire degli anni Cinquanta\, Hermann Nitsch teorizza Das Orgien Mysterien Theater\, molti artisti internazionali riconducibili all’Informel e all’action painting hanno già messo al centro della propria pratica pittorica il corpo e il gesto. Pur riconoscendo l’impatto di tali esperienze (“aktionsmalerei”)\, Nitsch ne radicalizza gli esiti creando un’opera d’arte totale dal carattere teatrale/rituale. \nAttraverso un’ideale catena di riferimenti (Pollock\, Mathieu\, Klein\, Azionismo viennese\, etc.) l’intervento analizza convergenze\, divergenze e peculiarità procedurali in seno alla pittura. \nMaria De Vivo è professoressa associata di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente lo studio dell’arte a partire dal secondo Novecento\, le relazioni tra arte e critica\, la performance art in Italia. Uno specifico campo d’indagine è dedicato al sistema dell’arte e agli artisti operanti a Napoli e in Campania. Si vedano in tale direzione la monografia sull’attività espositiva della Libreria-Galleria Guida di Napoli (Guida 2008)\, i saggi dedicati a Carlo Alfano (2014\, 2017\, 2022)\, Giuseppe Desiato (2019\, 2021)\, Gian Maria Tosatti (2015)\, Eugenio Giliberti (2022)\, i saggi Azioni e performance nella “città-teatro”\, Napoli 1965-1980 (Silvana Editoriale 2024) e Napoli\, Salerno\, l’arte e la cultura. Una ricostruzione degli anni 1965-1970 (Arte-m 2025).
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SUMMARY:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI IN CONCERTO A CASA MORRA
DESCRIPTION:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI\nIN CONCERTO A CASA MORRA \nvenerdì 27 marzo 2026\nore 19:00 \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nLa Fondazione Morra presenta\, presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, un nuovo appuntamento dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione sonora\, in programma venerdì 27 marzo alle ore 19:00. \nProtagonisti della serata saranno il polistrumentista Elliott Sharp e il chitarrista Marco Cappelli\, due figure di rilievo della scena musicale internazionale\, riuniti in un progetto in duo che indaga le possibilità della composizione spontanea e dell’improvvisazione strutturata. \nL’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Morra\, da sempre impegnata nella valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee e nella promozione di esperienze interdisciplinari. In tale contesto\, il pubblico avrà la possibilità di accedere agli spazi museali di Casa Morra\, eccezionalmente aperti per una visita sonorizzata dal vivo dai due musicisti\, secondo una modalità di fruizione che mette in relazione diretta linguaggi visivi e ricerca sonora. \nIl programma musicale si articolerà in un percorso caratterizzato dall’interazione tra libertà espressiva e controllo formale\, dando luogo a un dialogo sonoro di particolare intensità. La collaborazione tra Elliott Sharp e Marco Cappelli affonda le proprie radici in oltre vent’anni di attività condivisa\, avviata nell’ambito dell’Extreme Guitar Project\, ideato da Cappelli e presentato per la prima volta a Napoli nel 2003 presso l’Associazione Alessandro Scarlatti. \nIn tale occasione\, Elliott Sharp compose il brano Amygdala\, successivamente pubblicato dalle Edizioni Peters\, inciso in sede discografica e proposto in numerosi contesti concertistici internazionali\, contribuendo alla diffusione del progetto su scala globale. \nL’appuntamento del 27 marzo rappresenta pertanto un’occasione di particolare rilievo per il pubblico e per gli operatori del settore\, offrendo un’esperienza che coniuga ricerca musicale\, improvvisazione e valorizzazione del contesto espositivo\, in linea con le finalità culturali della Fondazione Morra. \nIngresso: Visita Casa Morra + Concerto 10€ \ninfo e prenotazioni: \ninfo@fondazionemorra.org \ncasamorra@fondazionemorra.org \ntel. +393339233791
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SUMMARY:Le Nemesiache Reclaiming Mythological Rituals
DESCRIPTION:Presentazione del libro \nLe Nemesiache\nReclaiming Mythological Rituals \na cura di Sonia D’Alto \nmercoledì 11 marzo 2026 Archivi Mario Franco ore 18:30 \nPresso gli Archivi Mario Franco / Casa Morra fa tappa il tour della prima monografia internazionale su Le Nemesiache a cura di Sonia D’Alto in collaborazione con Marea Art Project\, progetto vincitore di Italian Council 13 ed. (2024) promosso dal MIC Direzione Generale Creatività Contemporanea\, edita da Mousse Publishing. Frutto della ricerca di Sonia D’Alto attraverso la frequentazione del gruppo e lo studio dell’Archivio delle Nemesiache (ex associazione Le Tre Ghinee) e dell’Archivio privato Lina Mangiacapre (Posillipo)\, il volume raccoglie preziosi documenti\, fotografie e manifesti inediti sull’eccezionale natura processuale e collettiva del loro lavoro. \nLa presentazione del volume è un dialogo dinamico e partecipativo con Gina Annunziata\, Sonia D’Alto\, Imma Tralli e Roberto Pontecorvo che racconta e approfondisce il processo collaborativo alla base della pubblicazione ed i momenti significativi del collettivo\, intrecciati a riflessioni contemporanee tra spiritualità ecologica\, ricostruzione storica delle reti di solidarietà femministe\, giustizia trasformativa\, e teorie artistiche queer. A seguire la proiezione di Le Sibille (1977) sulle origini di un mito identificato come presenza vitale nel paesaggio archeologico di Cuma\, dove cultura orale\, folklore\, natura e magia si intrecciano\, “…nella sottocultura di un tipo di divinazione che sopravvive ancora tra le anziane donne di Napoli…” (Lina Mangiacapre) \nArtiste e pacifiste\, femministe e attiviste Le Nemesiache hanno promosso dal 1970 una pratica creativa sperimentale che affonda le radici nella mitologia\, sconfinando le coordinate fisse della cultura patriarcale. L’arte è azione\, è pratica creativa da vivere: non esiste separazione tra saperi\, tra realizzazione e socialità\, estetica e politica. Le Nemesiache partecipano al cambiamento della società con manifestazioni e dibattiti pubblici (aborto e questione salariale) ed attraverso la pittura e la scultura (Lina assume lo pseudonimo di Nemesi e quando dipinge quello di Malina\, il cognome di Judith del Living Theatre attivi in Italia in quegli anni\, sua sorella Teresa il nome di Niobe e Silvana Campese è Medea)\, la scrittura\, la poesia e il teatro come pratica di autocoscienza (psicofavola)\, la performance\, il cinema e la fotografia. Alle Nemesiache importa riappropriarsi della libertà espressiva e della presenza culturale negate alle donne (gli uomini non possono partecipare ai loro eventi se non accompagnati da una donna)\, nel 1976 ideano la Rassegna di Cinema Femminista come controfestival agli Incontri Internazionali di Sorrento\, realizzano diversi films ed assegnano il Premio Elvira Notari (1987-2002) nell’ambito della Biennale Cinema a Venezia al film che ha come protagonista una donna eroina\, pubblicano la rivista Manifesta (1988-2002) per accogliere le riflessioni femminili sulla cultura. \nLe Sibille \n(1977\, S8mm>dvd\, 25 min.) diretto da Lina Mangiacapre\, musica e interpretazione di Le Nemesiache\, prodotto da Cooperativa Le Tre Ghinee/Nemesiache \nLe Sibille\, terza opera in pellicola di Lina Mangiacapre racconta l’espropriazione storica e territoriale di un sapere mitosofico ridotto a leggenda: la musica delle Sirene\, la parola delle Sibille\, la danza delle streghe. Le cerimonie sovversive\, i rituali poetici e le liturgie di pietra convergono con atti di riappropriazione per riportare in superficie la memoria di «come il progresso uccida la civiltà e di come\, in questa morte\, scompaia la cultura delle donne».
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SUMMARY:Pensare in carta
DESCRIPTION:Pensare in carta\nNapoli ed. Laboratorio Diorama / Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporane\nun laboratorio di editoria fotografica curato da\nDITO Publishing\ntenuto da Martha Micali e Klim Kutsevskyy\n15 febbraio 10:00-18:00 / pausa pranzo 13:30-14:30 \nDescrizione\nIl workshop di DITO Publishing è un momento intensivo di confronto e sperimentazione con Martha Micali e Klim Kutsevskyy\, fondatori della casa editrice.\nAperto a fotograf§ e artist§ visiv§\, ha l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per lo sviluppo dei progetti editoriali di ambito visivo. \nIl laboratorio si fonda su alcuni principi consequenziali:\n– ascoltare / osservare\n– immaginare / riflettere\n– elaborare / fare esperienza \nOgni partecipante avrà la possibilità di mostrare una selezione di proprie fotografie / immagini e di avviare una riflessione sulle possibilità di sviluppo editoriale del materiale proposto. \nCosa serve:\n– curiosità e voglia di mettersi in gioco e a confronto\n– una selezione di max 40 fotografie / immagini già stampate\n(su carta usomano\, da intendere come provini da maneggiare\, no stampe fine-art) \nDurante il laboratorio sarà a disposizione dei partecipanti una selezione di libri fotografici pubblicati o curati da DITO\, insieme ad altri titoli provenienti da case editrici italiane e internazionali\, selezionati dalla libreria degli editori. Saranno stimolanti strumenti per approfondire le molteplici forme editoriali che può assumere un lavoro fotografico.\nMateriali utili di cancelleria\, come fogli\, penne\, matite\, colori\, forbici\, scotch\, spillatrici saranno forniti da noi. \nAi partecipanti verrà rilasciato un pacchetto digitale con i contenuti esposti durante il laboratorio e un libro pubblicato da DITO Publishing.\nIl pranzo è a carico del partecipante che dovrà premunirsi prima dell’arrivo o durante l’ora di pausa.\nLa ripresa delle attività è prevista puntualmente alle 14:30 \nProgramma  \n10:00 – 13:30 \nascoltare / osservare \n– Presentazione dei relatori e dei partecipanti\n– Brevi accenni sull’ecosistema del libro fotografico: autori\, editori\, photo editor\, designer\, tipografie e legatorie\, librerie\, festival e fiere\, etc. informazioni che i partecipanti troveranno poi nel pacchetto digitale consegnato\n– Facciamo pratica del libro: sfogliamo e commentiamo insieme i titoli proposti dagli editori\n– Introduzione all’editing e divisione in gruppi \n14:30 – 18:00 \nimmaginare / riflettere + \nelaborare / fare esperienza \n– Già divisi nei gruppi si inizia la parte pratica! Si presenteranno agli altri le proprie immagini\, alternando riflessioni individuali e confronti collettivi: ognuno dovrà ottenere un editing delle proprie immagini da portare alla fase successiva. Questa fase vuole stimolare l’esplorazione delle immagini e la creatività di ognuno assumendo diversi ruoli.\n– Che forma può assumere l’editing appena realizzato?\nApprofondiamo le possibilità del layout e delle forme libro attraverso la realizzazione di bozze\, disegni e mini-mockup.\n– Si torna a lavorare singolarmente dove ogni partecipante è invitato a realizzare un mini-dummy \nMax partecipanti: 8  \nCosto a partecipante: 80€ \nDITO Publishing è una casa editrice indipendente dedicata alla fotografia contemporanea e alle arti visive\, fondata a Roma nel 2020 da Martha Micali e Klim Kutsevskyy. I libri e i progetti editoriali nascono in stretta collaborazione con artisti e curatori e sono sviluppati da DITO Studio\, il nucleo progettuale della casa editrice che cura editing\, graphic e book design. \nIl progetto editoriale pone particolare attenzione alla ricerca sui materiali\, alla forma-libro e al bookmaking come spazio di sperimentazione\, con l’obiettivo di dare voce ai linguaggi visivi contemporanei e creare un ponte tra il mondo della fotografia e quello dell’arte. Parallelamente\, DITO promuove l’editoria indipendente attraverso eventi\, laboratori\, mostre\, tavoli collettivi e micro-festival. \nDiorama è il nucleo laboratoriale di ricerca e produzione fotografica nato nel 2025 da un progetto di Diana del Franco presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra unito all’esperienza in camera oscura di Carmine Covino. Il progetto si configura come uno spazio di indagine sul linguaggio fotografico\, orientato alla sperimentazione delle tecniche analogiche e alla diffusione di pratiche di sviluppo con particolare attenzione per quelle ecosostenibili. Attraverso un programma di workshop\, seminari e momenti di formazione teorico-pratica\, Diorama si propone come piattaforma di confronto tra saperi storici e pratiche contemporanee. \nDotato di una camera oscura e attrezzature fotografiche d’epoca esposte e a disposizione dei laboratori\, Diorama attiva un dialogo diretto tra la dimensione archivistica e la sperimentazione in atto.\nIl nome deriva dai termini greci διά (attraverso) e ὅραμα (immagine\, visione)\, e richiama il dispositivo di ricostruzione scenica ideato nel 1822 da Louis Daguerre e Charles Marie Bouton. Tale genealogia concettuale si estende fino a Étant donnés (1969) di Marcel Duchamp\, opera a sua volta citata da Luca Maria Patella nell’installazione ambientale Lo Scriptorium dell’Adepto (2013)\, realizzata per custodire l’archivio dell’artista presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee. È qui accanto che si colloca il Laboratorio Diorama amplificando il dialogo tra creazione\, archivio\, spazio e immagine. \nIl logo rende omaggio ad Athanasius Kircher riprendendo l’incisione tratta dal Libro X del trattato Ars Magna Lucis et Umbrae (1671)\, il primo trattato in cui viene descritto il principio ottico della camera obscura e della lanterna magica.
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SUMMARY:Atlantide/Nuova Atlantide
DESCRIPTION:Maurizio Elettrico. Atlantide/Nuova Atlantide \na cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani \nFondazione Morra \nPalazzo Morone e Locanda Severino – Caggiano (Sa) \n19 dicembre 2025\, ore 18 \nLa Fondazione Morra è lieta di annunciare che\, in data 19 dicembre 2025\, sarà inaugurata la mostra di Maurizio Elettrico Atlantide/Nuova Atlantide\, a cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani. \nL’esposizione è concepita nel prospettico e luminoso progetto Atlantide/Nuova Atlantide\, avviato dalla Fondazione Morra a Caggiano – piccolo borgo del Vallo di Diano – nel segno di una visione olistica che\, in opposizione allo spirito unilaterale e specialistico\, unisce arte e scienza\, paesaggio e filosofia nella concreta utopia di sperimentare un nuovo modello di convivenza equilibrata e sostenibile. Del progetto\, Maurizio Elettrico accoglie il respiro ideale presentando nelle stanze della Locanda Severino della Fondazione Morra le opere di due artisti immaginari\, Porfirio Powers e Cervandro\, che abitano il mondo visionario de’ Lo scoiattolo e il Graal\, saga fantasy in sette volumi composta dall’artista a partire dal 2016. Un’opera che\, seguendo le vicende del protagonista Leo Bruno\, riflette la polisemia etimologica della parola Utopia che\, come osservava Lewis Mumford in Storia dell’utopia (1922)\, può derivare «dalla parola greca ‘eutopia’ che significa il buon posto\, o dall’altra parola greca ‘outopia’\, che significa nessun posto». \nItinerario gnoseologico e deposito di immagini\, ma anche catalogo di simboli e di paesaggi\, il romanzo di Elettrico alimenta l’esposizione caggianese che concepisce l’immaginifica e incompiuta proposta baconiana affidata alle pagine di New Atlantis (1627) – ipotesto a cui è ancorato l’ipertesto di Atlantide/Nuova Atlantide – come il palinsesto per sviluppare attraverso oniriche e misteriose soluzioni iconografiche le visioni di un mondo futuro governato da una nuova specie\, la bioaristocrazia che attraverso complesse ibridazioni e riprogrammazioni genetiche plasma artisticamente il regno animale e vegetale. \nUtopia e distopia\, realtà parallela e iperspazio indeterminato\, assurgono così a coordinate di una ricerca sapienziale che travalica le parole – «occorre sollevare le botole delle parole per scoprire altre botole\, e scendere così in un precipizio di invenzioni»\, annotava Giorgio Manganelli in Letteratura come menzogna (1968) – e costruisce la visione di uno scenario alternativo\, un cosmo animato da pensieri furiosi e da metamorfosi temporali e spaziali\, un nuovo mondo il cui scopo è «la conoscenza delle cause e dell’intima essenza delle cose; e l’ampliamento dei confini dell’impero umano\, fino a includere tutte le cose possibili» (Bacone). \nDi questo iconotesto abitato dalla calibrata combinazione di fisica e di alchimia\, dalla giustapposizione di mitologia e di fantascienza\, dall’associazione di cibernetica e biotecnologia\, si nutre l’universo artistico di Elettrico di cui si ritrovano i segni e le tracce nei due grandi cicli di opere realizzate dai due artisti immaginari convocati per gli spazi della Locanda Severino della Fondazione Morra. Così la mostra\, curata da Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, dispiega in una meditata scrittura espositiva ventuno grandi tele realizzate da Porfirio Powers che presentano visioni astrali di un mondo antidiluviano ed un corpus di dodici disegni creati da Cervandro\, che restituiscono invece una galleria di figure fantastiche\, i glostrock che simboleggiano le connessioni tra l’arte e le forze spirituali della natura. \nFulcro della fantasmagoria di apparizioni prodotta dalle opere dei due artisti immaginari di Elettrico\, sarà una gustosa rabelaisiana installazione commestibile\, un trionfante e nutritivo tavolo di convivio bandito in onore degli ospiti della Nuova Atlantide. \nL’inaugurazione della mostra sarà preceduta\, alle ore 18\, da un incontro-dialogo tra l’artista Maurizio Elettrico ed i curatori Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, che si svolgerà negli spazi di Palazzo Morone\, sede della Collezione Vettor Pisani della Fondazione Morra. Durante l’incontro l’attore e regista Andrea Renzi presenterà una selezione di letture tratte dal volume di Maurizio Elettrico\, Lo scoiattolo e il Graal. \nMaurizio Elettrico. Atlantide/Nuova Atlantide\, a cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, è una mostra realizzata con il sostegno della Fondazione Morra e con il patrocinio del DiSPaC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno. \nLa nuova Atlantide – Rivista Milena Edizioni \nInvito_ Atlantide_Nuova Atlantide
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SUMMARY:Giornata di Studi sugli Archivi - Mario Franco Art Days
DESCRIPTION:Per il quarto anno consecutivo\, la Fondazione Morra rinnova la sua collaborazione agli Art Days – Napoli Campania\, primo evento diffuso dedicato all’arte contemporanea tra il capoluogo campano e l’intera regione. La V edizione\, intitolata “Voci dall’alveare” e ispirata al racconto Freddo a Napoli di Italo Calvino\, si svolgerà dal 1 al 7 dicembre 2025. \nIn questa occasione\, Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/c\, Napoli) dedica una Giornata di Studi sugli Archivi a Mario Franco\, regista\, film-maker e storico del cinema napoletano\, mercoledì 3 dicembre 2025\, presso gli omonimi archivi ospitati nella sede dal 2017. \nGli Archivi Mario Franco costituiscono una preziosa raccolta che comprende oltre duemila volumi catalogati in OPAC\, film in pellicola e digitale\, dischi e CD: un corpus eterogeneo frutto di oltre cinquant’anni di attività del cineasta\, che dagli anni Settanta ha collaborato con Lucio Amelio e Giuseppe Morra\, documentando il passaggio a Napoli di protagonisti dell’avanguardia internazionale quali Joseph Beuys\, Andy Warhol\, Hermann Nitsch\, Shozo Shimamoto\, Vito Acconci\, Allan Kaprow e molti altri. \nLa Giornata di Studi si aprirà alle ore 11.00 con una tavola rotonda che vedrà dialogare Mario Franco\, Giuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\, Alberto Castellano (saggista e critico cinematografico) e Linda Tatafiore (Responsabile Archivi Fondazione Morra). \nIn contemporanea all’incontro\, negli spazi adiacenti alla Sala Cinema\, inaugurerà la Mostra d’Archivio\, curata da Mario Franco e Linda Tatafiore: una selezione di documenti e materiali inediti provenienti dall’archivio personale del cineasta\, che offre uno sguardo diretto sul tessuto culturale e artistico di Napoli dagli anni Settanta a oggi. \nDalle ore 14.00 alle 18.00\, la Sala Cinema ospiterà una rassegna di proiezioni dedicate alle Avanguardie a Napoli\, filmate e selezionate da Mario Franco\, tra cui tra cui L’enigma di Isidore Ducasse (1971)\, una serie di celebri performance di Joseph Beuys\, insieme ad altre videoproiezioni inedite rispetto al rapporto tra le avanguardie internazionali e il loro transito su Napoli. \nNel corso della giornata sarà inoltre possibile visitare la Biblioteca e la Cineteca del Fondo. \nIl talk delle ore 11 é aperto al pubblico\, con ingresso libero. \nPer le proiezioni pomeridiane\, a partire dalle ore 14\, la partecipazione è gratuita\, con registrazione obbligatoria tramite il link Eventbrite dedicato all’evento: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-di-studi-sugli-archivi-archivio-mario-franco-1976204143792?aff=oddtdtcreator \nELENCO PROIEZIONI DEL 03.12\nART DAYS 2025 – VOCI DALL’ALVEARE\npresso Casa Morra – Salita San Raffaele\, 20/c\, Napoli\nARCHIVI MARIO FRANCO \nDalle ore 14 alle 18: \n\nAutoritratto (1970)\, 5’48”\nRitratto L.A.\, L’Enigma di Isidore Ducasse (1971)\, 13’05”\nBeuys\, La rivoluzione siamo noi (1971)\, 15’12”\nStudio Morra\, 1974 -1992\, 9’21”\nCarlo Alfano presso la tomba del Tuffatore\, (Paestum 1972)\, 3’12”\nBeuys\, Palazzo Regale\, (1985)\, 10’10”\nVito Acconci\, Reception Room\, (1973)\, 10’45”\nShimamoto\, Un’Arma per la Pace\, (2006)\, 19’15”\nHermann Nitsch & Caravaggio\, (2010)\, 40’05”\nAlmerico De Angelis – Wearable Architecture – Azione di Strada (1980)\, 2’06”\nSettantasette\, (2010)\, 55’43”\nL’Accademia di Belle Arti a Napoli anni ’80\, (2003)\, 20’52”\nMa l’amore no\, (2004)\, 29’37”\nBeuys\, Sibilla Cumana (1980) 01’01”\nCasa Morra\, (2016)\, 4’06”
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SUMMARY:ARTAUD chez NITSCH
DESCRIPTION:ARTAUD chez NITSCH\ncon Gérard Pape \nVenerdì 28 novembre 2025\nMuseo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nore 19:00\n“Il teatro musicale azionistico oggi: Artaud chez Nitsch”\nGérard Pape in conversazione con Leopoldo Siano \nore 20:00\nARTAUD LE MÔMO (2020-2025)\nprima mondiale \ntesto di Antonin Artaud\nperformance di Gérard Pape (voce\, suoni\, azioni) \nAtti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati \ningresso libero fino al raggiungimento della capienza massima consentita \nGérard Pape (nato a New York nel 1955 in una famiglia italo-americana originaria di Sala Consilina) è compositore e psicoanalista lacaniano. Dal 1991 vive a Parigi. È stato direttore degli Ateliers UPIC / CCMIX (Centre de Création Musical Iannis Xenakis) dal 1991 al 2007\, un centro di computer music fondato dal compositore-architetto Iannis Xenakis. Nel 2008 fonda e tutt’oggi dirige il CLSI (Circolo per la Liberazione del Suono e dell’Immagine) a Parigi\, che è un ensemble di computer e strumenti acustici\, con cui produce concerti e festival.  Desiderio\, eccesso\, corpo e jouissance sono stati a lungo oggetto centrale della sua ricerca sulle nuove forme di opera e teatro musicale. È autore di libri quali MusiPoeSci. Writings about music\, a cura di Leopoldo Siano (Éditions Michel De Maule 2015) e Iannis Xenakis and the Ethics of Absolute Originality (Uteurp 2023). A partire dal 2000 Gérard Pape ha composto numerose opere ispirate al concetto di teatro totale o ‘teatro della crudeltà’ di Antonin Artaud\, tra cui Les Cenci (2000-2005)\, Artaud Variations (2022-2025) e Artaud le Mômo (2020-2025). La conversazione e il concerto del 28 novembre 2025 al Museo Hermann Nitsch di Napoli saranno dedicati ad un incontro immaginario tra Artaud e Nitsch. (Hermann Nitsch considerò Artaud come una sorta di ‘fratello spirituale’). In programma vi è la prima mondiale della nuova versione di Artaud le Mômo\, pezzo di teatro musicale sul testo omonimo di Antonin Artaud\, che prevede “atti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati”.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Les donnés mon alchive - LO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO
DESCRIPTION:Les donnés mon alchive\nLO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO\n(Eau et Gaz)\ndi Luca Maria Patella e Rosa Foschi \nri-apertura dell’installazione ambientale\na cura di Raffaella Morra · Loredana Troise · Diana del Franco \nda giovedì 25 settembre ore 18:30 a sabato 8 novembre 2025\nProrogata a sabato 17 gennaio 2026 \nBiblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\nVico Lungo Pontecorvo 29/d -80135 Napoli \ncon un laboratorio di poesia collettiva di Francesca Boemia Stefanelli\nsabato 4 ottobre 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18\nper info ed iscrizione (gratuita) biblioteca@fondazionemorra.org \nIl Progetto ha beneficiato del Contributo della Regione Campania a sostegno degli interventi\, delle attività finalizzati allo sviluppo\, promozione e valorizzazione delle Biblioteche di interesse locale Anno finanziario 2025 \nNel 2013 Luca Maria Patella e Rosa Foschi hanno progettato Les donnés mon alchive Lo Scriptorium dell’Adepto\, un’installazione ambientale nella Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\, scrupolosamente ideata come “psicolavoro ‘in atto’ ”\, allestita secondo quei ritmi concettuali duchampiani capaci di ampliare nessi assecondando gli strati della Cultura coinvolti nel denso macchinario linguistico-visivo. \nOggi riapre alla fruizione di studiosi e visitatori\, fra carteggi\, volumi\, menabò\, libri-oggetto\, riviste\, gazzette\, segni di una poetica versatile mediata attraverso incisioni\, film\, installazioni\, opere monumentali\, fotografie\, testi letterari\, video e poesie visuali. \nLes donnés mon alchive lo Scriptorium dell’Adepto\, accessibile attraverso microscopici spiragli (fish eye)\, è una segreta e preziosa Wunderkammer attorno a cui le curatrici\, per celebrarne il ripristino\, hanno creato delicati ambienti ispirati ai 4 volumi editi da Edizioni Morra\, Io son Dolce Sirena (poesie del 2000 e 2002)\, Romanzo ferroviario (1974-2003)\, Patella Ressemble à Patella (2007)\, Dichiarazioni Noètiche+Imàgines e Romanzino del volume Stazione di Vita (2003-2011)\, seguendone le tracce\, collegate da un riferimento cromatico\, riconducibile alla teoria dei Colori Psichici di Lüscher e alle quattro funzioni psicologiche di Jung\, riprese anche per la Porta dei 4 Colori che contrassegna l’accesso allo Scriptorium. \nSarà possibile consultare il Fondo L. M. R. Patella della Fondazione Morra che consta di circa 1.320 unità bibliografiche. \nhttps://lucapatella.altervista.org/ \nhttps://www.fondazionemorra.org/it/archivi/luca-maria-patella
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Schegge di Luminosità Independent Film Show
DESCRIPTION:SCHEGGE DI LUMINOSITÀ INDEPENDENT FILM SHOW\nfotografie di BIAGIO IPPOLITO e documenti video di ANDREA DE CUNZO LAMENDOLA \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\nTemporary gallery del Museo Hermann Nitsch\ngiovedì 11 settembre 2025 – sabato 8 novembre 2025 \nPROROGATA a sabato 17 gennaio 2026 \nSchegge di Luminosità Independent Film Show\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, è un progetto ideato per attualizzare le memorie attraversando le fotografie di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola estratti dalle edizioni della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Un’accuratissima selezione da un insolito ed esclusivo archivio di circa duemila fotografie di Biagio Ippolito: sono scatti poetici realizzati regolando l’apertura dell’otturatore in frazioni di un secondo per fissare un istante unico\, come la gestualità particolare del filmmaker mentre sfiora la pellicola\, il proiezionista dietro i proiettori 16mm\, i colori del tramonto e il Vesuvio. Le singole foto e le grandi tele delle sequenze fotografiche coinvolgono il visitatore in un rapporto di decifrazione e riconoscimento; chi ha partecipato alle precedenti edizioni può attivare le sinapsi e ritornare a ricordi e sensazioni\, mentre chi non ha vissuto in modo diretto quelle emozioni può visualizzare i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola. Dal 2012 al 2015\, con determinato e garbato approccio\, Andrea De Cunzo Lamendola ha filmato mimetizzato tra il pubblico\, e poi ha montato con maestria le expanded cinema performances di Karel Doing\, Sally Golding\, Les Nominoë\, Katherine Liberovskaya e Phill Niblock\, Lynn Loo & Guy Sherwin\, Lionel Palun\, Greg Pope e SULT\, Gaëlle Rouard\, Spatial (Matt Spendlove). \nLe fotografie di Biagio Ippolito evocano ricerca\, movimento\, escursione armoniosa di un intenso e inedito viaggio fotografico che ripercorre la parabola temporale della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Scandita secondo un percorso espositivo a lungo meditato\, la planimetria edificata con i video di Andrea De Cunzo Lamendola e le foto di Biagio Ippolito incrocia la visualità dinamica e ritmica di una temperie percettiva fatta di rimbalzi e collisioni cromatiche. \nLe 19 foto singole\, le 3 foto analogiche e le 10 grandi tele con le sequenze fotografiche delle edizioni IFS insieme alle expanded performances compongono l’inedita mostra fotografica di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola\, connessi a un’idea di racconto che si arricchisce con gli intrecci narrativi degli straordinari documenti video fra sorprendenti risonanze e tempi asincroni\, ad indicare la via per una sfumata figurazione del pensiero.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Festival PHONOSOPHIA
DESCRIPTION:Festival PHONOSOPHIA\n2° edizione\nFesta della Conoscenza attraverso il Suono\nper il solstizio d’estate 2025 \n20\, 21 e 28 giugno 2025\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nIl theatrum phonosophicum – in cooperazione con la Fondazione Morra (Napoli) – presenta la seconda edizione del Festival PHONOSOPHIA\, dedicato alla “Conoscenza attraverso il Suono”. \nCon respiro cosmopolita il Festival Phonosophia intende celebrare il solstizio d’estate con tre giornate dedicate alla conoscenza attraverso il suono e all’“ascolto totale”\, creando spazi esperienziali sinestetici in cui antichi saperi tradizionali vanno a coniugarsi con pratiche sperimentali (in questa edizione: dall’ecologia acustica all’arte acusmatica\, dal tantrismo kashmiro a maestri armeni del Novecento). \nIl Festival PHONOSOPHIA prevede eventi di diverso tipo: lecture-performance\, azioni sonore\, rituali di ascolto\, install’Azioni\, letture poetico-filosofiche\, “cinema per le orecchie” e workshops. \nIngresso libero – numero di posti limitato\nprenotazione obbligatoria:\nphonosophianova@gmail.com\ntel. 376 192 39 07
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SUMMARY:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale
DESCRIPTION:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale\nConvegno per il centenario dalla nascita di Julian Beck \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli\n17 giugno 2025 ore 16\,00 \nIl 17 giugno 2025\, negli spazi di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, la Fondazione Morra celebra il centenario della nascita di Julian Beck\, fondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, con un convegno dal titolo “I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per la valorizzazione delle esperienze teatrali radicali che hanno segnato la scena del Novecento\, e per mantenere viva la memoria attiva dei suoi protagonisti.\nA cento anni dalla nascita di Julian Beck\, il convegno intende esplorare la straordinaria attualità del suo pensiero e della sua opera attraverso una riflessione a più voci\, che intreccia analisi teoriche\, testimonianze dirette e prospettive critiche sul lascito del Living Theatre. Più che una celebrazione\, l’evento si configura come un atto di “convocazione dello spirito”\, per ripensare oggi\, in un tempo di disorientamento e trasformazione\, il potere rivoluzionario del teatro.\nI relatori – studiosi\, critici e testimoni di un incontro personale con la compagnia – porteranno il loro contributo in un confronto capace di restituire la complessità e la forza di un’esperienza teatrale che ha attraversato la storia\, trasformando il rapporto tra arte e vita\, tra scena e realtà.\nIl convegno si propone come momento di restituzione e rilancio di un’esperienza teatrale che ha saputo mettere in crisi l’ordine costituito\, generando nuove possibilità di relazione\, espressione e comunità. Una memoria che non si fossilizza\, ma continua a interrogare il presente. \nPROGRAMMA\nIntroduce: Rossana Suriano\, Progettazione culturale Fondazione Morra.\nModera: Lorenzo Mango\nInterventi di:\nIsabella Morra\, Presidente della Fondazione Morra;\nGiuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra;\nMarco de Marinis\, già Professore Ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bologna. \nRicordo di Julian Beck\, poeta teorico del Living Theatre;\nFranco Perrelli\, già Docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bari. Incontri con il Living: una testimonianza personale;\nCristina Valenti\, già Docente di Discipline dello Spettacolo\, Università di Bologna. “Convocare lo spirito”. Il teatro postumo di Julian Beck;\nLorenzo Mango\, Professore ordinario di Discipline dello spettacolo\, Università ‘L’Orientale’ di Napoli. Essere rivoluzionario dopo il fallimento della rivoluzione; \nLettura di testi tratti dal repertorio del Living Theatre a cura di: Cathy Marchand\, attrice. \nVideo-testimonianza di Eugenio Barba\, fondatore dell’Odin Teatret.
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SUMMARY:Geneva Voices 2 (version B)\, 2024
DESCRIPTION:PIERO MOTTOLA \nGeneva Voices 2 (version B)\, 2024\nPerformance-installazione sonora \n13 giugno 2025\, ore 18:00\nArchivi Living Theatre – Palazzo Bonito Oliva\nVico Elce\, 36 – Caggiano (SA) \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare\, il prossimo 13 giugno alle ore 18:00\, presso gli Archivi Living Theatre di Caggiano (Palazzo Bonito Oliva)\, la performance-installazione sonora Geneva Voices 2 (version B) di Piero Mottola\, artista e musicista sperimentale di fama internazionale\, fondatore e direttore del LER – Laboratorio di Estetica del Rumore. \nL’opera\, realizzata nel 2024 per la mostra “Tuning In – Acoustique de l’émotion” al Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra\, si presenta come un ambiente acustico immersivo costruito attraverso l’Autocorrelatore acustico: un sistema automatico generativo che produce “passeggiate emozionali” composte da 10 emozioni\, 8 percorsi e 600 voci multiculturali. Geneva Voices 2 indaga la voce umana come mezzo di espressione e trasmissione emozionale\, svincolata da contenuti narrativi\, in un viaggio sonoro imprevedibile e profondo\, dove l’ascoltatore è coinvolto in un’esperienza psicofisica di trasformazione. \nFrutto di una lunga ricerca iniziata nel 2015 all’Università Politecnica di Valencia e successivamente condotta in numerose istituzioni accademiche e museali internazionali\, Voices si fonda su una complessa Mappa a 10 emozioni\, generata da valutazioni empiriche e statistiche. Le emozioni – tra cui Paura\, Gioia\, Collera\, Calma\, Stupore – vengono espresse vocalmente da persone di diversa provenienza culturale\, senza contenuti semantici riconoscibili\, per restituire un’esperienza sonora originaria\, astratta e universale. \nNel caso specifico di Geneva Voices 2\, l’Autocorrelatore acustico è stato programmato per generare 21 cicli emozionali\, ciascuno di 7 minuti\, con evoluzioni dinamiche che attraversano progressivamente il contrasto emozionale massimo. Le voci\, prevalentemente femminili\, si intrecciano in modalità randomica e imprevedibile\, dando vita a un’onda sonora relazionale in continua trasformazione. \nL’evento si inserisce nella programmazione della Fondazione Morra come ulteriore approfondimento sul ruolo del suono e della voce nella costruzione di ambienti artistici multisensoriali e partecipativi\, in linea con la sua costante indagine sui linguaggi sperimentali del contemporaneo. \n\nPiero Mottola\, docente di Sound Design all’Accademia di Belle Arti di Roma\, ha esposto e performato in prestigiose sedi internazionali tra cui FIAC Parigi\, Biennale di Venezia\, Bienal de La Habana\, MACRO Roma\, Museo Nacional de Bellas Artes de La Habana\, Museo Hermann Nitsch – Fondazione Morra Napoli\, e il Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra. Il suo lavoro indaga il rumore e la voce come strumenti di relazione e profondità estetica\, promuovendo una visione dell’arte come esperienza interattiva\, empatica e trasformativa.
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SUMMARY:Atlantide / Nuova Atlantide
DESCRIPTION:Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura \n11 giugno 2025 – Castello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – Caggiano (SA) \na cura della Fondazione Morra \nL’11 giugno 2025\, nella suggestiva cornice del Castello Normanno del Guiscardo a Caggiano\, si terrà il convegno “Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura”\, promosso dalla Fondazione Morra nell’ambito del più ampio disegno di riconfigurazione del patrimonio artistico e intellettuale raccolto nel tempo da Peppe Morra. \nL’iniziativa\, parte di una visione che unisce arte\, scienza\, paesaggio e filosofia in un nuovo modello di convivenza sostenibile\, nasce dal desiderio di decentrare la riflessione culturale da Napoli – sede storica della Fondazione Morra – a Caggiano\, piccolo borgo del Vallo di Diano che diviene laboratorio sperimentale per una rinnovata alleanza tra sapere\, natura e umanità. \nIl convegno si articolerà in due sessioni – mattutina e pomeridiana – e ospiterà interventi teorici e operativi volti a delineare i fondamenti culturali\, filosofici\, scientifici e normativi per la nascita della Nuova Atlantide: un’utopia concreta\, ispirata tanto alla mitica isola narrata da Platone quanto alla visionaria “New Atlantis” di Francis Bacon\, ma ancorata a un territorio reale\, protetto e visionario come Caggiano. \nL’evento\, che coinvolge pensatori\, artisti\, docenti e ricercatori\, si propone come occasione di confronto trasversale\, capace di generare nuovi linguaggi per immaginare futuri desiderabili\, dove arte e conoscenza ritrovano un ruolo attivo nella costruzione di un mondo più giusto\, armonico e consapevole. \n\nPROGRAMMA \nSaluti istituzionali\, ore 9\,30 \n\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano;\nGiovanni Caggiano\, Presidente della Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele\, Consigliere comunale;\nPeppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra.\n\nPresentazione della giornata di studi\, ore 10.00 \n\nAgostino De Rosa\, Architetto\, Professore Ordinario di Fondamenti e applicazioni di geometria descrittiva\, e di Teoria e storia dei metodi di rappresentazione\, Università Iuav di Venezia.\n\nMattina\, ore 10.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nPaolo Spinicci\, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica\, Università degli Studi di Milano. La nuova Atlantide\n\n\nRomano Gasparotti\, già Docente di Fenomenologia dell’Immagine presso Accademia di Brera\, collaboratore del Laboratorio Museo Archivio delle Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, Napoli. L’ecosofia ultraecologica dell’arte: Joseph Beuys\, Hermann Nitsch\, Pierre Huyghe;\n\n\nVincenzo Cuomo\, Studioso di Estetica e Filosofia della Tecnica\, Direttore della rivista internazionale di filosofia Kaiak. Il comunismo ecologico e il buon uso (artistico) dei rifiuti;\n\n\nSabrina Vedovotto\, Storica dell’arte\, Curatrice\, Docente di Comunicazione espositiva\, Accademia di Belle Arti di Frosinone. Attingere dalla storia per diventare contemporanei.\n\nPausa pranzo \nPomeriggio\, ore 15.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nMassimo Pica Ciamarra\, Architetto\, tra i fondatori dell’Istituto per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica. Dirige “Le Carrè Bleu\, feuille internationale d’architecture”; Professor International Academy of Architecture. Apologia dell’armonia;\n\n\nDomenico Nicoletti\, Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino\, membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno\, Dipartimento di Farmacia\, Università degli studi di Salerno\, Biodistretto del Cilento. Biodiversità e “innesti” nei paesaggi evolutivi. La Strategia borghi salute e ben- essere (BSB) nel quadro di nuovi modelli di “governance”.\n\nContributo finale:  \n\nMaurizio Elettrico\, artista e scrittore. L’educazione di Pan\n\n 
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SUMMARY:IL TEATRO DELLE ORGE E DEI MISTERI 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion
DESCRIPTION:lo spettacolo dei 6 giorni dell’o.m. theater vuole essere la più grande e importante celebrazione dell’umanità […] è allo stesso tempo una festa popolare e un mistero dell’esistenza portato alla coscienza. la festa dell’o.m. theater non ha altro fine che la glorificazione mistica del nostro esserci. la festa conduce ad un’esistenza piena realizzata da persone che si avvicinano al sé. […]  \nl’intero corso della vita è condensato in un’esperienza mistica. l’intensità estatica dell’esistenza deve diffondersi in tutti gli ambiti dell’essere nella vita quotidiana. un mondo invaso da un’allegra giovialità dovrebbe permetterci un’immersione serena in tutte le possibilità di godimento. tutti i sensi devono essere intensificati e sensibilizzati. l’estrema sublimazione dell’eccesso è l’impeto di vitalità intensamente sentita che si diffonde in noi fino al gioioso rapimento dello stato di amore altruistico. l’amore non è inteso come un comandamento ma come uno stato\, come lo stato più alto dell’esistenza\, come la condizione dell’essere. l’amore è la mistica dell’essere diffusa in tutta la vita. \nHermann Nitsch \n  \nDa sempre il desiderio di Hermann Nitsch è stato avere la sede del suo O.M. Theater nel castello di Prinzendorf. Rita Nitsch sta perseguendo questa richiesta anche attraverso la realizzazione del 6-tage spiel 160.aktion. \nI giorni 1 e 2 di questa seconda versione dei 6 giorni sono stati rappresentati nel Luglio 2022; il terzo giorno\, dedicato a Dioniso\, dio del vino\, della gioia\, dell’uva\, della fertilità e dell’estasi\, è stato realizzato la domenica di Pentecoste 2023. Rita Nitsch ha compiuto il desiderio dell’Artista\, scomparso nell’Aprile 2022\, con l’aiuto di Andrea Cusumano\, Leonhard Kopp e Frank Gassner\, coordinando più di 60 attori e oltre 100 musicisti. \nQuest’anno\, dal 7 al 9 Giugno 2025\, si terrà l’ultima parte: l’esecuzione di 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion. \nIl compimento della vita dovrebbe essere una celebrazione e lo spettacolo dei 6 giorni del Teatro delle Orge e dei Misteri dovrebbe essere la più grande celebrazione dell’umanità! \nIl Teatro è il castello di Prinzendorf\, ogni ambiente interno e il paesaggio circostante\, incluse le cantine del Weinviertel\, l’area del Vino della Bassa Austria. \nhttps://www.nitsch-foundation.com/news/das-6-tage-spiel-2025/
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LOCATION:Atelier Hermann Nitsch\, Schlossstraße 1\, Prinzendorf\, 2185\, Austria
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SUMMARY:Il cinema delle Avanguardie
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno \nIl cinema delle Avanguardie\nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \n30 maggio – 11 luglio 2025\nOgni venerdì alle ore 18\,00 \nArchivi Cinematografici Mario Franco\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione della mostra Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche\, promossa dalla Fondazione Morra in collaborazione con la Fondazione Bonotto nell’ambito del quarto Anno di Millenanni\, prende il via la rassegna cinematografica Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dello storico del cinema Mario Franco. \nDal 30 maggio all’11 luglio 2025\, ogni venerdì alle ore 18.00\, gli Archivi Cinematografici Mario Franco di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea ospiteranno una selezione di film che esplorano le molteplici intersezioni tra cinema e avanguardia\, in un dialogo vivo con la ricerca verbo-visiva e sonora di Giovanni Fontana. La rassegna\, intitolata Il cinema delle Avanguardie\, propone un percorso attraverso le estetiche radicali e sperimentali che hanno segnato il Novecento e oltre\, mettendo in luce le contaminazioni tra linguaggio filmico e arti visive\, musica\, performance e poesia. \nFilm in programma: \nvenerdì 30 maggio 2025  \nOGGETTO di Mario Franco (1988\, 18′)\nVORMITTAGSSPUK di Hans Richter (1928\, 9′)\nFILM di Alan Schneider (1965\, 22′) \nvenerdì 6 giugno 2025 \n POVERE CREATURE di Yorgos Lanthimos (2023\, 140′) \nvenerdì 13 giugno 2025 \nBLOW UP di Michelangelo Antonioni (1966\, 106′) \nvenerdì 27 giugno 2025  \nHUMAN INSTALLATION: GENDER OBSOLESCENCE di Kyrahm (2009\, 9′)\nMARINA ABRAMOVIĆ\, RHYTHM 0 (1970 ca\, 7′)\nGÜNTER BRUS\, ACTION 25/7/65 (1965\, 10′)\nLIVING THEATER VS POLICE: FILMATI DI REPERTORIO (1972\, 32′) \nvenerdì 4 luglio 2025  \nJONAS MEKAS\, DA SALVADOR DALÌ AD ANDY WARHOL (1990\, 74′) \nALLEN GINSBERG\, READING AT THE LIVING THEATRE (1990\, 4′) \nvenerdì 11 luglio 2025  \nAMADEUS di Milos Forman (1984\, 180′) \nIl ciclo guarda alle Avanguardie Storiche – Duchamp\, Picabia\, Richter\, Satie\, Buñuel\, Ernst – per poi estendersi alle sperimentazioni degli anni ’60\, in movimenti quali Fluxus\, il Living Theatre\, il cinema Underground americano\, la Body Art\, la Pop Art e l’arte concettuale\, mettendo in relazione queste traiettorie con le pratiche transdisciplinari di Fontana\, in cui il linguaggio si fa corpo\, spazio e tempo. \nIl Cinema delle Avanguardie offre così una cornice visiva e storica per comprendere l’orizzonte artistico in cui si colloca l’opera di Giovanni Fontana\, sottolineandone le affinità e le risonanze con le esperienze cinematografiche più radicali del Novecento e contemporanee. \nIngresso libero fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:Cara Vali\, - Chiara Centioni
DESCRIPTION:Martedì 27 maggio 2025 alle ore 18:30 presso Casa Morra Archivi Mario Franco (Salita San Raffaele\, 20/C) si svolgerà la presentazione del libro Cara Vali\, di Chiara Centioni pubblicato da Castelvecchi Editore: un viaggio tra realtà e mito per costruire una differente vita sulle tracce di Vali Myers (Sydney\, 1930 – Melbourne\, 2003)\, artista\, poetessa\, danzatrice\, ecologista\, spirito libero e anarchico\, musa ed amica di famosi poeti\, artisti e musicisti francesi e americani dell’underground tra gli anni 1950-1980. \nLaureata in Architettura\, con una Specializzazione in Restauro e Riqualificazione Urbanistica al Politecnico di Milano\, Chiara Centioni ha studiato recitazione teatrale e cinematografica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Come attrice ha preso parte a produzioni italiane e internazionali e come conduttrice ha collaborato per dieci anni con il canale televisivo americano di televendite QVC. Sansone\, il primo cortometraggio da lei scritto e diretto\, ha collezionato premi in festival di tutto il mondo. Sta attualmente lavorando a serie tv\, lungometraggi\, documentari e podcast e collabora da anni con case di produzione italiane e straniere. \nChiara Centioni CARA VALI\,\nCastelvecchi editore Collana Raid\, pp. 176\, maggio 2025 \nUna vertiginosa odissea al confine tra realtà e mito\, in cui Chiara\, volto brillante delle televendite\, abbandona certezze borghesi per inseguire un sogno ossessivo: raccontare la vita di Vali Myers\, artista e musa selvaggia. Sullo sfondo di canyon selvaggi e coincidenze magiche\, Chiara intraprende un viaggio che dura anni\, incontrando mentori\, nemici e fratelli d’elezione\, affrontando sconfitte\, amori e rivelazioni. In dialogo con lo spirito indomito di Vali\, Chiara riscopre la propria natura primitiva\, imparando che la vera vittoria non è evitare il fallimento\, ma accogliere il precipizio. Una lettera d’amore alla libertà creativa\, un invito a trasformare la propria esistenza in un’opera d’arte\, celebrando la potenza femminile e il coraggio di essere pienamente se stessi.
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SUMMARY:Napoli Gallery Weekend
DESCRIPTION:La Fondazione Morra partecipa alla seconda edizione di Napoli Gallery Weekend \nVENERDI’ 23 MAGGIO VISITE GUIDATE \nCASA MORRA – Archivi d’Arte Contemporanea \nArtisti/artista: Giovanni Fontana \nTitolo mostra: Millenanni Quarto Anno Giovanni \nFontana: prospettive epigenetiche\, a cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDurata: 6 maggio – 31 luglio 2025 \nIndirizzo: Salita San Raffaele 20/C \nOrari: venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Potito Forte ore 14.00 – 15.00 \n  \nMUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE HERMANN NITSCH \nArtista: Hermann Nitsch \nTitolo mostra: 2024-2026 | 50 anni di amicizia 1974-2024\, a cura di Giuseppe Morra \nDurata: 2024 – 2026 \nIndirizzo: Vico Lungo Pontecorvo 29/D \nOrari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Loredana Troise e Raffaella Morra ore 16.00 – 17.00
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SUMMARY:EDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE\nEDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI.\nAntonin Artaud | Hermann Nitsch \nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue). \nDal 15 al 18 Maggio 2025\nNapoli (Museo Nitsch) \nNell’ipotesi di pre-disposizione d’un corpo creativo\, è necessario “farsi vuoto”\, sgombrare il campo dai pensieri\, dai ricordi\, dalle pressioni. In un’ottica di creazione performativa (commistione di corpo\, arte e suono) ecco che il corpo del performer diventa luogo del mito\, luogo ove sbrogliare la narrazione di una esistenza che non è solo presente ma passato e futuro nello stesso tempo. Lo spazio diviene quello dell’Edipo di Sofocle; la narrazione quella della sua famiglia; da qui\, diviene possibile e\, quindi\, un’opportunità\, cogliere la presenza di corpo polisenso e polifonico\, infine\, multiforme\, partendo da una genealogia dei corpi pensata da Artaud. Dissociarsi da proprio corpo\, farsi\, cioè\, vuoto\, diverrà metafora per essere totalmente sé stessi\, dentro una incidenza ritmica personale e in una mistica dei colori che è il gesto primordiale della creazione. (Andrea Cramarossa) \nNote biografiche\nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.\nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. \nGiorni / Orari / Luoghi\nIl workshop si svolgerà a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\nGiovedì 15 (10-13)\,\nVenerdì 16 (10-13 / 16-19)\,\nSabato 17 (10-13 / 16-19)\,\nDomenica 18 (10-13). \nDoppia presentazione aperta al pubblico:\nDomenica 18 Maggio 2025 (ore 18 e ore 21). \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura fino al giorno 11 Maggio 2025 \nPer maggiori informazioni: \nTeatro delle Bambole\ninfo@teatrodellebambole.it\n+39 347 3003359 \nMuseo Hermann Nitsch\ninfo@museonitsch.org\n+39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo\ninfo@casadelcontemporaneo.it\n+39 345 4679142 \nIl workshop è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:L’Incantesimo della soglia | 2025
DESCRIPTION:L’Incantesimo della soglia | 2025 \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 9 maggio 2025 \, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli\, \nOmaggio ad Eugenio Fels \nDocumenti e Testimonianze \nA cura di Girolamo De Simone\, Lorenzo Pone e Giuseppe Morra\nCon: Andrea Riccio\, Cosimo Abbate\, Daniele Schirone\,\nGabriele Montagano et al. \nAmici e allievi raccontano la straordinaria ﬁgura del pianista-compositore\, nato a Torino nel 1953 ma elettivamente partenopeo\, scomparso a Napoli il 20 dicembre 2024. \nIl più grande insegnamento che Eugenio Fels ci ha lasciato è questo: non far musica ‘per’\, ma far musica ‘dentro’. Ossia far musica per amore della musica\, per essere ‘nella’ musica\, respirarla\, abbeverarsene\, senza secondi ﬁni. Una visione pura\, autentica\, semplice. Eppure così rara. \nPer l’occasione\, verranno donati alla Fondazione Morra tutti i materiali audio\, editati e digitalizzati in alta qualità da Girolamo De Simone\, approvati in vita da Eugenio Fels e poi conﬂuiti nel suo Canale Ufﬁciale YouTube (dove sono liberamente fruibili\, ma con inevitabile compressione audio). Verrà inoltre proiettato un ﬁlmato inedito tratto da uno degli ultimi concerti del Maestro\, a cui si stava lavorando prima della scomparsa. Per le foto e le riprese video si ringrazia Filomena Piccolo.\nPer l’ospitalità e la partecipazione si ringraziano la famiglia di Fels e Giuseppe Morra.
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SUMMARY:Millenanni Quarto Anno
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno\nGiovanni Fontana: prospettive epigenetiche\nRassegna organizzata da Fondazione Morra in collaborazione con Fondazione Bonotto\na cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \n6 maggio – 31 luglio 2025 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\n Salita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nIn occasione del quarto anno di Millenanni\, la Fondazione Morra\, in collaborazione con la Fondazione Bonotto\, inaugura in data 6 maggio 2025 il percorso espositivo Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche. In concomitanza dell’inaugurazione\, dal 6 all’8 maggio una serie di eventi esploreranno la ricerca e l’innovazione artistica attraverso l’opera verbo-visiva e sonora con il contributo di artisti e critici del panorama contemporaneo. \nIl programma prevede conferenze\, dialoghi e performance che riflettono sulla poesia\, l’avanguardia e le sperimentazioni sonore e visive. Tra gli eventi principali\, il concerto elettroacustico Che la poesia riconosca il suo corpo\, le videoproiezioni di Videoverbigerazioni sonore e la trilogia performativa Liber’action\, con la partecipazione di artisti come Alain Arias-Misson\, Julien Blaine e Giovanni Fontana; altri interventi performativi di rilievo\, quelli di Serge Pey\, Chiara Mulas\, Luigi Cinque e Lello Voce. Un’occasione per approfondire le connessioni tra linguaggio\, arte e performance\, con interventi di esperti e autori che offrono nuove prospettive sull’arte contemporanea. Di supporto al ciclo di tre giornate\, tra i mesi di maggio\, giugno e luglio\, si svolgerà la rassegna cinematografica Millenanni Quarto Anno presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, nella sede degli Archivi Mario Franco\, con un focus speciale sul tema Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dell’omonimo storico del cinema. Questa rassegna esplorerà le contaminazioni tra il cinema e le Avanguardie Storiche\, indagando l’influenza di artisti come Duchamp\, Richter\, Picabia\, Satie\, Bunuel ed Ernst sulle pratiche cinematografiche. L’attenzione sarà rivolta alle sperimentazioni cinematografiche degli anni ’60\, in particolare l’Underground americano\, i movimenti Living e Fluxus\, così come alle recenti tendenze artistiche\, tra cui la Body Art\, l’arte concettuale e la Pop Art. Un’occasione unica per analizzare le intersezioni tra cinema e arte contemporanea e per riflettere sul potenziale rivoluzionario delle avanguardie nel contesto del linguaggio visivo. \nFigura cardine della sperimentazione verbo-visiva e sonora in Italia e in ambito internazionale\, Giovanni Fontana (Frosinone\, 1946) ha costruito un’opera multiforme e radicale\, che si dispiega attraverso poesia\, performance\, installazione\, musica e videoarte. La sua traiettoria si colloca nell’alveo delle neoavanguardie\, ma se ne distingue per l’originalità con cui attraversa e intreccia i linguaggi\, senza mai aderire a un unico codice o sistema espressivo. Tra i principali promotori della poesia sonora in ambito europeo\, Fontana elabora una scrittura performativa in cui la voce\, l’azione e il segno grafico convivono in un continuo processo di trasduzione e slittamento di senso. Le sue opere\, spesso raccolte sotto la definizione di poesia epigenetica\, superano la dimensione testuale per situarsi in una dinamica evolutiva che coinvolge il corpo\, lo spazio e il tempo come elementi costitutivi del testo. A partire dalla sua lunga attività come teorico\, editore e promotore culturale\, Fontana ha saputo rifondare la nozione stessa di poesia\, svincolandola dalla pagina e riattivandola come dispositivo esperienziale. Tra i suoi strumenti: registratori\, sintetizzatori\, la macchina da scrivere\, il nastro magnetico\, la voce in stato di alterazione\, ma anche il gesto scenico\, il disegno e la parola scritta. Ogni mezzo è un campo di tensione in cui la materia verbale viene disgregata\, ricomposta\, riformulata. In Fontana la parola è organismo instabile\, forza dinamica e incarnata. Il significato si scioglie in energia acustica\, il segno visivo si espande nello spazio\, la sintassi si frantuma in ritmo. L’autore si fa operatore di una comunicazione altra\, che sfida la logica sequenziale e privilegia l’emergenza del sensibile\, del frammentario\, del non lineare. \nPROGRAMMAZIONE EVENTI \n6 maggio ore 17.30\nMillenanni Quarto Anno – Vernissage\nIntervengono:\nIsabella Morra\, Presidente Fondazione Morra\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nPatrizio Peterlini\, Direttore Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nore 18.30\nProspettive epigenetiche\nL’opera verbo‐visiva e sonora di Giovanni Fontana\nPatrizio Peterlini dialoga con Lello Voce \nore 20.00\nChe la poesia riconosca il suo corpo\nConcerto elettroacustico per voce\, piano\, fiati ed elettronica\nGiovanni Fontana (testi e voce)\, Luigi Cinque (strumenti ed elettronica) Maurizio Malabruzzi (ambient) \nConcerto triadico\nLuigi Cinque\, Giovanni Fontana\, Lello Voce (testi\, suoni e voci) \n7 maggio ore 17.30\nI controcanti dell’avanguardia\nBarbara Meazzi dialoga con Francesco Muzzioli \nore 18.30\nVideovociferazioni sonore\nVideopoemi di Giovanni Fontana\nPresentazione e start di videoproiezioni in loop. \nore 19.30\nPoésie‐action\nChiara Mulas e Serge Pey\ncon la partecipazione di Giovanni Fontana \n8 maggio ore 17.30\nScritture complesse\nDaniele Poletti dialoga con Marcello Sessa \nore 18.30\nIntermedia\nPrefigurazioni e effetti\ncon Barbara Anceschi\, Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini \nore 19.30\nLiber’action: trilogia performativa\nAlain Arias‐Misson\, Julien Blaine\, Giovanni Fontana \nBIOGRAFIE \nGIOVANNI FONTANA (Frosinone\, 1946) è un poliartista che spazia tra molteplici forme espressive\, tra cui arti visive\, architettura\, teatro\, letteratura e musica\, con una particolare attenzione alla scrittura intermediale. La sua carriera artistica ha avuto inizio nel 1963 con la sua prima mostra personale in cui esplorava il legame tra la letteratura e le arti visive. Negli anni successivi ha partecipato attivamente a gruppi teatrali e\, nel 1968\, ha fondato una compagnia sperimentale che si è evoluta in un’associazione culturale di ricerca teatrale\, “Teatro Nuova Dimensione”. Le sue prime sperimentazioni verbo-visive risalgono agli anni ’60\, parallelamente alla sua ricerca sonora con il nastro magnetico che ha applicato anche in ambito teatrale. Negli anni ’70\, Fontana entra in contatto con Adriano Spatola e diventa un punto di riferimento nel panorama della poesia visiva e sonora. Il suo lavoro ha dato vita a opere di poesia visiva\, fonografie e videografie e ha pubblicato libri e dischi\, tra cui i romanzi sonori Chorus (2000) e Tarocco Meccanico (1990). Le sue poesie sonore sono state trasmesse su reti come RAI\, BBC e BRT. Nel corso della sua carriera\, Fontana ha fondato e collaborato con diverse riviste e ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia e arte elettronica. Le sue opere sono state esposte in più di seicento mostre in Europa\, America\, Giappone e Australia\, tra cui eventi prestigiosi come la Biennale di São Paulo (1981) e la Biennale di Venezia (2003). Ha anche diretto il gruppo “Hermes Intermedia” con compositori come Antonio Poce e Valerio Murat\, con cui ha creato nuove versioni di opere come Histoire du soldat di Igor Stravinsky. Fontana ha scritto anche per musicisti come Ennio Morricone e Luca Salvadori e ha collaborato con gruppi di poesia sonora come “Il Dolce Stil Suono” e “Fuoritesto”. Nel corso degli anni\, ha ricevuto numerosi premi\, tra cui il “Premio della Cultura” nel 1987 e il “Premio Eugenio Miccini” nel 2008 per la sua carriera nella poesia d’azione. Il suo ultimo libro di poesia\, Frammenti d’ombre e penombre (2005)\, rappresenta una sintesi della sua ricerca artistica e teorica\, che ha anche condiviso attraverso conferenze e studi su figure come Anton Giulio Bragaglia e Oscar Schlemmer. La sua carriera si caratterizza per un impegno costante nella sperimentazione e nell’incontro tra diverse forme d’arte \, cercando di superare le barriere tradizionali tra i media. \nPATRIZIO PETERLINI è il direttore della Fondazione Bonotto. Laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica\, ha conseguito un D.E.A. in Psychanalyse Concept et Clinique presso l’Università Paris-8. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi in Italia\, è docente di Psicologia dell’arte all’Accademia Santa Giulia di Brescia. Dal 2005 al 2010 ha collaborato con l’Archivio F. Conz\, curando pubblicazioni\, mostre e la catalogazione delle opere e dei documenti. I suoi contributi sono stati pubblicati in numerosi cataloghi d’arte e riviste di psicoanalisi. Ha scritto\, prodotto e realizzato\, con Piero Matarrese\, il film La Perf En Fin. La recherche de Julien Blaine (Smoking Frog Production & Ed A. Parise\, Vr). Tra le sue principali pubblicazioni: Sarenco: le riviste\, la lotta. Storia di un esploratore d’avanguardia (Nomadnomad\, Brescia); Riviste d’arte d’avanguardia. L’esoeditoria in Italia negli anni 60 e 70 (con Giorgio Maffei\, Ed. Bonnard\, Milano); Fluxbooks. Fluxus Artist Books from the Luigi Bonotto collection (Mousse Publishing\, Milano); e Arrigo Lora Totino. La parola come poesia segno suono gesto (Danilo Montanari\, Ravenna). \nLUIGI CINQUE. Regista\, polistrumentista e compositore di musica classica\, folk e jazz\, ha collaborato con il teatro d’avanguardia\, l’arte visiva e la nuova danza europea\, lavorando con figure di spicco come Carlo Quartucci\, Pina Bausch\, Jannis Kounellis\, Bonito Oliva\, Nanni Balestrini\, V.S. Naipaul\, Paco Taibo II e Aldo Nove. Ha scritto e diretto opere contemporanee in città internazionali quali Roma\, Rio de Janeiro\, Jakarta\, Sidney\, Tokyo\, Nairobi\, Dakar\, Tel Aviv e Mosca. Ha pubblicato con etichette come CRAMPS\, Ricordi\, BMG\, MRF\, Fandango\, EMI e Warner. Nel 2003\, il suo album Tangerine Café ha vinto il premio della critica internazionale come miglior disco World Music. La sua formazione musicale in concerto è l’Hypertext O’rchestra. Ha diretto lavori per Rai\, Arte France e emittenti di Canada e Spagna. Il suo primo lungometraggio è Transeuropæ Hotel. \nFRANCESCO MUZZIOLI. Nato a Roma nel 1949\, Muzzioli è docente di critica letteraria e letterature comparate all’Università “La Sapienza”\, dove si è laureato nel 1971 con una tesi sulla poesia sperimentale. È attualmente membro del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo e insegna nei corsi di Letteratura\, Musica e Spettacolo\, e di Letteratura e Lingua (Laurea). Le sue ricerche si concentrano sulla critica letteraria\, la teoria letteraria e la letteratura del XX secolo\, con particolare attenzione a autori come Pascoli\, Pasolini\, Saba\, Michelstaedter\, Folgore\, Éluard\, Malerba\, Ruffato e l’avanguardia. Tra i suoi principali lavori figurano i libri Le teorie della critica letteraria (Carocci\, 1994)\, Le teorie letterarie contemporanee (Carocci\, 2000)\, L’alternativa letteraria (Meltemi\, 2001)\, Le strategie del testo (Meltemi\, 2004) e Scritture della catastrofe (Meltemi\, 2007). È anche direttore di Almanacco Odradek e collabora con le riviste Athanor\, L’illuminista\, Moderna e Testuale. Oltre agli studi accademici\, ha pubblicato un romanzo\, Il bizzarro caso dell’uomo ameboide (Latium\, 1988)\, raccolte di poesia come Materiale comune (Fermenti\, 1999)\, Alla corte del corto. Quello che i classici pensano del cattivo governo (Le Impronte degli Uccelli\, 2008)\, Verbigenerazioni catamoderne (Edizioni Tracce\, 2012) e scritti teatrali\, tra cui Recitazione (Le Impronte degli Uccelli\, 2000). \nCHIARA MULAS diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, è una delle artiste più significative e creative nell’ambito dell’arte-azione del XXI secolo. Attraverso atti poetici eclatanti\, riesce a far emergere i miti e il simbolismo necessari per il nostro tempo\, affrontando le tragedie e gli eventi della società contemporanea. Con il suo linguaggio e la sua poetica innovativa\, ha contribuito in modo determinante al movimento performativo. Tra i temi principali della sua opera\, che testimoniano l’impegno sociale e politico\, si trovano l’omaggio a Pasolini\, gli scritti carcerari di Gramsci\, i riti situazionisti per Guy Debord\, la lotta contro la Faida che segna la sua terra\, le poesie d’azione realizzate con il poeta francese Serge Pey e la denuncia dell’inquinamento del Mediterraneo causato dai fondi petrolchimici. Inoltre\, ha esplorato e celebrato la Pachamama\, la madre terra\, la grotta preistorica di Mas d’Azil e ha creato un ex voto vivo per i martiri dell’immigrazione a Lampedusa. La sua arte identitaria si radica profondamente nella regione della Barbagia in Sardegna\, evocando un passato ricco di tradizioni che risalgono al Neolitico\, unendo queste radici alla sua modernità.Chiara Mulas ha realizzato numerosi cortometraggi\, tra cui Accabadora\, Pentuma\, Barbagia\, Ruviu-Biancu-Nigheddu\, Agnus Day e ha scritto poesie visive che incorporano rituali della morte tipici della Sardegna. Le sue performance\, che riflettono un forte legame con le tradizioni locali\, sono state portate in tutto il mondo\, toccando paesi come il Québec\, la Cina\, il Giappone\, il Libano\, la Serbia\, il Marocco\, Israele\, Belgio\, Francia\, Vanuatu (Sud Pacifico)\, Svizzera e Spagna. L’artista ha anche un sito web che raccoglie e documenta il suo lavoro. \nSERGE PEY. Nato a Tolosa nel 1950\, Serge Pey è un “trovatore post-moderno”\, figlio di profughi catalani che si rifugiarono in Francia durante la guerra civile spagnola. È noto per il suo approccio unico alla poesia contemporanea\, scrivendo i suoi testi su bastoni di castagno\, un gesto simbolico che definisce il suo lavoro. Teorico della poesia contemporanea\, nel 1989 ha fondato il movimento internazionale della filosofia diretta. Il suo contributo alla letteratura è stato riconosciuto con importanti premi\, tra cui il Premio dell’Accademia di Francia\, il Premio Artaud e il Prix International al X° “Marché de la poésie”. È considerato uno dei performer più rilevanti sulla scena poetica contemporanea\, con il suo lavoro presentato in numerosi paesi. Vive a Tolosa\, dove dirige il dipartimento di Poesia e Letteratura all’Università Le Mirail. È anche il creatore della biblioteca sonora e visiva dell’Università e insegna performance e poesia d’azione al Centro d’iniziative artistiche. Nel 1975\, ha fondato il movimento “Emeute” e\, nel 1981\, la rivista “Tribu”\, dedicata alla ricerca poetica e alla sperimentazione. Autore di una tesi fondamentale sulla poesia contemporanea (La langue arrachée)\, ha scritto una trentina di libri e CD\, tra cui De la ville et du Fleuve\, Prophéties\, La Définition de l’Aigle\, Notre Dame la Noire ou l’Évangile du Serpent\, Couvre-feu\, Poème pour un peuple mort\, La Mère du cercle\, La main et le couteau\, L’Enfant archéologue\, e Pour libérer les vivants il faut aussi libérer les morts. I suoi ultimi lavori sono inclusi nell’antologia Orphée Studio (Gallimard) e in Poèmes à dire du XXe siècle (Gallimard)\, oltre che in Lettres posthumes à Octavio Paz e un CD antologico su Hugo prodotto da France Culture. Serge Pey partecipa regolarmente a eventi letterari in tutta Europa ma anche a New York\, Québec\, Mexico\, Tokyo. Nel 1980 ha fondato il Festival internazionale delle poesie contemporanee a Tolosa e nel 1981 ha lanciato il movimento delle Marches internationales de la poésie. Poeta impegnato\, ha difeso i diritti umani e ha sostenuto pubblicamente Salman Rushdie. Ha ricevuto numerosi premi internazionali\, tra cui il premio di poesia francofona “Wallonie Bruxelles” nel 1989 e il “Yvan Goll” nel 2001. Ha partecipato a eventi significativi come Napolipoesia nel 1999 e agli Incontri di Sarajevo nel 2002. \nLELLO VOCE è un poeta\, scrittore e performer di grande rilievo\, noto per il suo ruolo di fondatore del Gruppo 93 e della rivista Baldus. Oltre alla sua attività letteraria\, è stato uno dei promotori del World Poetry Movement nel 2011\, contribuendo al Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia). La sua carriera si distingue per un’ampia produzione di opere\, tra cui libri\, CD di poesia e numerosi progetti che mescolano poesia e musica\, collaborando con artisti di calibro internazionale. Tra le sue opere principali ci sono Farfalle da Combattimento (1999)\, Fast Blood (2005) e Lai\, che gli è valso il Premio Delfini nel 2003. Nel 2012\, Piccola cucina cannibale gli è valso il Premio Napoli. Voce ha anche un’importante carriera nel mondo del Poetry Slam\, introducendo questo formato in Italia nel 2001 e conducendo slams in diverse lingue. Le sue poesie sono state tradotte in numerose lingue e il suo approccio alla poesia è caratterizzato da una costante ricerca di sperimentazione e innovazione. Oggi\, Voce continua a curare progetti letterari e culturali attraverso vari canali online e collaborazioni internazionali. \nALAIN ARIAS – MISSON nasce a Bruxelles nel 1936 e\, durante la Seconda Guerra Mondiale\, si rifugia con la famiglia a New York. Cresce negli Stati Uniti\, dove si laurea in letteratura francese e greca all’Università di Harvard e inizia a sperimentare la poesia sonora. Negli anni Sessanta e Settanta compie numerosi viaggi in Europa e Nord Africa\, stabilendosi in Spagna e Belgio\, per poi tornare a New York\, dove lavora per le Nazioni Unite. La sua natura nomade\, unita alla conoscenza di otto lingue\, lo porta a vivere in Italia e Francia\, dove attualmente risiede con la moglie Karen Moller. Negli anni ’60 sviluppa la sua sperimentazione poetica\, con un crescente interesse per la visualità della poesia\, collaborando con artisti come Carlfrierich Claus\, Paul De Vree\, Sylvester Houédard e Clemente Padin. Una delle sue prime opere è il “Permutational Poem” in plexiglas\, probabilmente il primo di questo tipo\, secondo Emmett Williams. Nel 1968 lancia la serie dei “Public Poems”\, azioni provocatorie in cui cerca di unire la poesia con l’azione\, come nel caso di “Vietnam”\, il primo evento pubblico realizzato a Bruxelles. Altri seguenti lavori includono “The Beethoven Public Poem” nel 1970 a Bonn e “The Cat & Mouse Rockefeller Plaza Speech-Balloon Public Poem” nel 1974 a New York. Nel 1973 pubblica “Confessions of a madman\, murderer\, rapist\, fascist\, bomber\, thief”\, un romanzo visivo costruito tramite ritagli di articoli e fotografie prese dal “New York Times”. È autore anche di numerosi romanzi\, tra cui “Theatre of Incest” (2007) e “A Literary Work of Fiction” (in uscita). Nel 1978 pubblica “The Public Poem Book” che raccoglie la documentazione delle sue azioni di Public Poem. Il suo lavoro performativo si estende tra gli anni ’70 e ’80 con la serie “Floating Mental Theater”\, in cui crea piccoli teatri immaginari in plexiglas e legno\, dove marionette poetiche rappresentano figure letterarie e demoni. Nel 1988 torna ai Public Poems con “The Proust Public Poem” a Parigi\, seguito da eventi come “The Hollywood Monsters Public Poem” nel 1991 a Los Angeles e “The Public Shamanic Chapel Sixtine Poem” nel 1998 alla Cappella Sistina del Vaticano. Nel 2003 organizza “The Public Surveillance Poem” nella metro di Parigi e\, successivamente\, “La Dernière Scène” a Nizza e “The Last Supper” a Marsiglia. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive\, tra cui la Biennale di Venezia\, la Biennale di São Paulo\, la Biennale di Lione e la Biennale di Lodz. Le sue creazioni figurano in prestigiosi musei e collezioni private\, come il Getty Museum di Los Angeles\, il Museo Pecci di Prato e il Museo Statale di Stoccarda. \nJULIEN BLAINE nato Christian Poitevin a Rognac\, Francia\, nel 1942\, è un artista poliedrico che ha fatto della sperimentazione il cuore del suo lavoro. Poeta visuale e sonoro\, performer e organizzatore di eventi internazionali\, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni ’60\, esplorando il rapporto tra parola e immagine. Nel 1962 realizza la sua prima performance\, Reps elephant 306\, un’intervista agli elefanti del circo Franchi\, seguita dall’azione Target poem\, in cui coinvolge direttamente il pubblico. Nel 1962 avvia anche la sua carriera editoriale\, fondando la rivista Les Carnets de l’Octéor e collaborando con Ben Vautier alla rivista Identité. Successivamente\, fonda Approches nel 1966 insieme a Jean Francois Bory ma la rivista chiuderà nel 1969. Seguiranno altre esperimentazioni editoriali con Robho (1967) e Geronymo (1970). Tra le sue pubblicazioni più significative c’è Doc(k)s\, una serie di monografie che esplorano le esperienze poetiche raccolte da tutto il mondo. Negli anni successivi\, Blaine collabora con numerosi poeti visivi italiani\, cimentandosi nella produzione di performance e mostre. Nel 1983 entra a far parte del Gruppo Logomotives\, insieme a poeti e artisti come Alain Arias Misson\, Jean Francois Bory\, Paul De Vree\, Eugenio Miccini\, Sarenco e Franco Verdi\, partecipando a numerose esposizioni. Blaine è anche stato un animatore culturale\, fondando e dirigendo il V.A.C. (Ventabren Art Contemporain) e organizzando numerosi festival di poesia sonora in Francia\, tra cui quelli di Avignon\, Cogolin\, Allauch\, Tarascon e Lodève\, dal 1997. Ha curato importanti mostre personali in gallerie e istituzioni prestigiose come la Galerie Lara Vincy (Parigi)\, Franklin Furnace (New York)\, Centre Pompidou (Parigi)\, e molte altre in Europa e negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha contribuito significativamente allo sviluppo della poesia visiva e sonora\, e la sua carriera continua a essere caratterizzata da una costante ricerca di nuove forme espressive e una forte interazione tra le diverse forme di arte contemporanea. \nDANIELE POLETTI è un compositore di musica spirituale\, pianista e cantante\, il cui scopo è ispirare le persone a connettersi con la propria realtà più pura ed elevata attraverso le sue composizioni. La sua musica\, che nasce da un flusso creativo profondo\, fonde melodie semplici e chiare con la maestosità e la profondità tipiche della musica classica e lirica\, dando vita a quella che lui definisce Musica dell’Anima. La forma della canzone diventa uno strumento potente per ristabilire il legame tra il sé e l’anima\, risvegliando la gioia\, la pace infinita e la calma perfetta\, qualità essenziali della nostra vera natura. Discepolo del Maestro Paramhansa Yogananda\, Poletti segue con dedizione il sentiero spirituale del Kriya Yoga. Ha studiato la musica composta da Swami Kriyananda\, discepolo diretto di Yogananda\, e ha ricevuto la sua guida diretta per perfezionare l’interpretazione spirituale e la composizione di musica capace di elevare la coscienza e risvegliare le qualità divine nell’anima. Poletti ha sviluppato un metodo innovativo di insegnamento della composizione musicale e del pianoforte che si basa sulla percezione intuitiva e sul trasferimento “magnetico” di comprensione dall’insegnante all’allievo. Le sue composizioni includono musica per pianoforte solo\, canti sacri\, canzoni spirituali e affermazioni di guarigione. Ha fondato lo Jyoti Studio\, uno spazio di registrazione dedicato alla Musica dell’Anima e insieme a Dyuti Marra ha creato Musica InArmonia\, un progetto volto a diffondere il potere trasformativo della musica spirituale. \nMARCELLO SESSA nato nel 1992\, ha conseguito la laurea in storia dell’arte a Milano ed è attualmente dottorando in filosofia presso le università di Pisa e Firenze. Il suo ambito di ricerca si concentra principalmente sull’estetica\, sulle teorie dell’arte e dell’immagine del Novecento\, con un interesse particolare per il modernismo americano. Inoltre\, esplora fenomeni verbovisivi e letterari da una prospettiva estetologica. Ha scritto articoli su diverse riviste accademiche\, trattando tematiche come lo spazio dell’immagine nell’opera di Giulia Niccolai\, il ruolo del colore nell’estetica di Clement Greenberg\, l’iconografia modernista del sonno secondo Leo Steinberg\, e gli influssi morfologici sulla poesia di Corrado Costa.
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SUMMARY:RAGA for HERMANN NITSCH
DESCRIPTION:RAGA for HERMANN NITSCH \nRenata Frana: dilruba\nVins Vassallo\, Shushan Hyusnunts e Leopoldo Siano: tanpuras \nMartedì 22 aprile 2025 ore 19:00\nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135 Napoli \nIn occasione del terzo anniversario dalla dipartita del Maestro Hermann Nitsch (1938-2022) il theatrum phonosophicum propone un rituale sonoro in sua memoria sul principiare della primavera. Alla dilruba (strumento tradizionale indiano) la solista Renata Frana. \nRenata Frana nasce a Salerno il 17 dicembre 1988. Negli anni dell’adolescenza accosta agli studi classici la pratica della musica\, che inizia a studiare nel 2005\, e della fotografia analogica. Ma soprattutto\, durante questo stesso periodo\, frequenta la bottega del Maestro Francesco Carratù e si avvicina al disegno e alla pittura a olio. Non estranei alla sua maturazione creativa sono stati alcuni viaggi\, dalle capitali della Repubblica Ceca e della Francia alle cittadelle medievali dell’Italia centrale. Si iscrive alla facoltà di fisica conseguendo la laurea triennale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”\, non abbandonando l’attività artistica\, svolta completamente al di fuori degli ambienti accademici. In questi anni organizza e prende parte a diverse esposizioni\, fotografiche e pittoriche e\, nel tentativo di coniugare i suoi precedenti musicali con l’attività fotografica e pittorica\, lavora alla creazione di copertine per album. Nel 2015 partecipa alla esposizione annuale SIPS 15\, Facoltà di Arte\, Università di El Minia (Egitto). Nello stesso anno inizia lo studio della musica classica indiana con il maestro Guido Schiraldi e della musica afghana con il maestro Daud Khan Sadozai. Partecipa negli anni a numerosi seminari di musica modale in Grecia\, Spagna e Italia organizzati da Labyrinth\, seminario permanente fondato dal musicista e insegnante Ross Daly e continua lo studio della musica indiana e della dilruba con il maestro Sandeep Singh. Dal 2015 ad oggi la sua attività musicale si concentra sia in territorio nazionale che internazionale\, con concerti in Spagna\, Francia\, Grecia\, Germania\, Svizzera e Turchia\, in ambito tradizionale e non. Nel 2024 fonda l’associazione Komās con il tablista Ed Feldman\, che si occupa di ricerca e diffusione della musica dell’Asia del Sud\, e organizza i laboratori di musica indiana ragatala in Campania. Nello stesso anno continua la sua formazione classica a Calcutta con la maestra Mita Nag\, seguendo la tradizione della Vishnupur Gharana.
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SUMMARY:Performance Jordan Deal - Mifu - Radford Electronics
DESCRIPTION:sabato 19 aprile 2025 dalle ore 21:00 al Museo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili Resident Advisor https://it.ra.co/events/2142832\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nÈ di nuovo attiva la sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra/Museo H. Nitsch\, l’associazione culturale E-M ARTS e l’artista Renato Grieco\, per la promozione di inusuali progetti sonori di artisti internazionali\, sabato 19 aprile dalle ore 21:00\, si esibiranno in performance live Jordan Deal\, artista multidisciplinare da Philadelphia\, e Mifu\, enfant prodige delle sperimentazioni sonore digitali da Frosinone. \nIn apertura sarà possibile ascoltare in filodiffusione “Ec(h)olalia” (anti)opera sonora installativa a cura dei Radford Electronics. \nAaron Rumore e Guido Marziale da oltre 10 anni producono e pensano musica con il nome di Radford Electronics\, per l’occasione presenteranno l’installazione sonora “Ec(h)olalia: impossible conversation with pathological symbols” un dialogo in continua evoluzione con il PA sul processo perdente e rotatorio di creazione di senso. \nMifu è il moniker di Daniele Grande\, producer e sound designer da Frosinone. La musica di Mifu unisce l’estetica di internet\, gli estremi squilibri del cut-up e l’affascinante sensibilità kawaii. \nJordan Deal (1996\, Philadelphia) artist* multidisciplinare e alchimista\, la loro pratica investigativa utilizza la performance\, il suono\, il film e il proprio CORPO come conduttore tra forze invisibili\, materializzazioni di strutture sociopolitiche e mitologie. Hanno esplorato l’accumulo delle costruzioni dei miti e la memoria\, l’improvvisazione vocale ed il movimento performativo come strumenti investigativi che sfruttano e disperdono la FORZA DEL CAOS\, materiale e metodologia sovversiva. \nArtwork: Augusto Fabio Cerqua
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SUMMARY:DIS-ARMA-MI Azione esperienziale pubblica
DESCRIPTION:DIS-ARMA-MI \nAzione esperienziale pubblica\nPrototipo 1\ndi Anton Mirto \ngiovedì 10 aprile 2025\ndalle 19.30-20.30\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \n“La vulnerabilità è l’ultima cosa che voglio che tu veda in me\, ma la prima cosa che cerco in te?” * \nCasa Morra ospita DIS-ARMA-MI\, il nuovo lavoro dell’artista Anton Mirto: un’azione performativa partecipata che attiva un processo collettivo attorno a un’installazione scultorea. \nUn progetto di arte indossabile che invita il pubblico a interagire con la materia scultorea attraverso acqua\, tocco e cura\, trasformando l’opera in un paesaggio mutevole\, un territorio che ridefinisce costantemente i propri confini\, e in cui sentire risuonare il proprio paesaggio interiore. \nDIS-ARMA-MI apre uno spazio individuale e collettivo di indagine sui concetti di protezione\, vulnerabilità e fiducia\, invitando ciascuno a esplorare le proprie personali forme di difesa\, e possibilità di apertura. Un’esperienza di azione e riflessione\, circa il senso del ‘disarmo’; un invito a una responsabilità condivisa nei confronti dell’opera\, che diviene metafora dei confini tra sé e il mondo. \n“Cosa significa disarmarsi? E disarmare? Quali sono le difficoltà dello scoprirsi – e del farsi scoprire? E cosa\, invece\, consente di lasciar(si) andare e avere fiducia? * \nL’azione a Casa Morra è il primo esito di un progetto iniziato nel 2023 tramite una serie di workshop psicosensoriali diretti da Anton Mirto a Napoli\, con persone da 8 a 79 anni. Nel 2024\, la ricerca scultorea e performativa di DIS-ARMA-MI è stata condotta insieme a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti\, e attraverso ulteriori workshop intergenerazionali\, tra cui il lavoro con il gruppo di ricerca embodied education dell’Università Suor Orsola Benincasa. \n* dalle parole dell’artista \nAnton Mirto è un’artista londinese\, con radici casertane. Da un richiamo-sogno quasi ancestrale\, sceglie Napoli come spazio di partecipazione e sperimentazione dove le proprie radici famigliari\, memoria e immaginazione si intrecciano. Il suo lavoro si nutre dell’energia della città\, della sua resistenza e adattamento\, mentre materialità\, corpo e comportamento vi dialogano. Napoli non è solo sfondo\, ma agente attivo nel processo creativo di Mirto\, un paesaggio in cui lasciare tracce tangibili. \nLa pratica artistica di Mirto unisce performance\, installazione\, processi di guarigione e partecipazione. Le sue opere sono state presentate in numerose realtà tra cui: Royal Opera House\, Institute of Contemporary Arts\, Whitechapel Gallery (Londra)\, Parc de La Vilette (Parigi)\, City of Women (Lubiana) CCCB\, (Barcellona)\, Infecting The City (Città del Capo) e WUK (Vienna). Ha svolto attività di docenza a Londra presso: la Royal Central School of Speech & Drama; la University of the Arts e la Kingston University. \nLinks opere:\nhttps://vimeo.com/a2company\nhttps://www.m2company.org/ \nInfo\nCasa Morra – Archivi D’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nE-mail progetto:\nM2companyprojects@gmail.com \ncrediti\nperformer: Ailbhe Murphy \na cura di: Anton Mirto (2024-25) e con Sara Guidi (2023-24)\nrealizzazione sculture: Anton Mirto con Yulia Kryshchuk e Antonio del Giudice \nassistenti di scultura: Isabella Petruzzi\, Mita Ferronetti\, Antonio Flumeri e studenti dell’Accademia\ndi Belle Arti \nsupporto/assistenza alla produzione: Chiara Rauseo\, Maria D’Ambrosio\, Antonio Capone\,\nNicola Gabriele\, Francesco Falanga\, Emanuela di Guglielmo\,\nNoemi Saltalamacchia. \nringraziamenti speciali: Giuseppe Morra\, Antonio del Giudice\, Olga Scotto di Vettimo\,\nRosaria Iazzetta\, Rossana Suriano\, Isabella Morra\, Matteo Vinti\,\ntutto il Team di Casa Morra\, e la famiglia Petruzzi.
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SUMMARY:Decrescita tra arte e natura Una diversa prospettiva sul mondo
DESCRIPTION:Decrescita tra arte e natura\nUna diversa prospettiva sul mondo \nmercoledì 19 marzo 2025\nore 18.00\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nL’impatto distruttivo del sistema socioeconomico sulle “risorse naturali” ha superato ampiamente i ritmi e le possibilità di rigenerazione spingendo grandi masse della popolazione mondiale (soprattutto nei paesi più poveri\, ma sempre più spesso anche nelle “democrazie industriali”) verso drastici peggioramenti della condizione di vita. Questo ci obbliga a studiare e discutere scenari che vadano oltre le soluzioni\, oggi adottate\, della “crescita verde” o dello “sviluppo sostenibile”\, che si basano su una ottimistica fiducia nelle soluzioni tecnologiche e di mercato – efficacia messa sempre più in dubbio da evidenze fattuali e scientifiche. In questo contesto\, Decrescita offre una cornice di analisi e di proposte radicali e alternative\, per immaginare diversi modi di vita e relazioni tra esseri umani e con la natura\, di cui siamo indissolubilmente parte. Ruolo fondamentale in questo percorso è quello dell’arte\, che può fornire un contributo essenziale nel favorire un’autentica trasformazione dell’immaginario collettivo e giocare un ruolo nel processo di “reincanto del mondo”. Attraverso una serie di mostre collettive e progetti personali\, esploreremo l’evoluzione del legame tra decrescita e arte\, analizzandone motivazioni\, caratteristiche\, modalità e prospettive. \nSerena De Dominicis\, Mario Sassi e Ada Lombardi sono soci dell’Associazione per la Decrescita che da venti anni si occupa di analisi e divulgazione di soluzioni teoriche e pratiche della crisi sociale ambientale derivata dalle diverse fasi del capitalismo. \nLe idee sostenute dai teorici della decrescita contemporanei affondano le loro radici nel pensiero di alcuni autori come Ruskin\, Thoreau\, Tolstoj e Illich. \nPropriamente\, il termine “decrescita” compare per la prima volta nel 1972 sotto la penna di André Gorz e poi nel 1979 nel titolo della traduzione francese di un’opera di Georgescu-Roegen “Demain la Décroissance” (curata da Jacques Grinevald). \nIl principale teorico di questa corrente è Serge Latouche\, mentre in Italia troviamo: Mauro Bonaiuti che nel 2004 fonda\, insieme a Marco Deriu\,  Luca Mercalli\, Paolo Cacciari\, Gianni Tamino ed altri\, l’Associazione per la Decrescita. \nL’Associazione valorizza e promuove la progettazione e la conduzione di attività di partnership e di rete con altre persone\, associazioni\, movimenti e istituzioni ed è pienamente autonoma dai centri di potere politico e da ogni altra diversa organizzazione. Nella sua autonomia ricerca rapporti e instaura relazioni con quante altre e diverse organizzazioni perseguono fini analoghi promuovendo il più totale rispetto dell’autonomia reciproca\, l’incontro e il confronto e l’iniziativa comune in direzione del cambiamento in senso democratico e per la sostenibilità ambientale. Pertanto\, il lavoro di sensibilizzazione sulle tematiche dell’ambiente e della creatività diventano dei punti fondamentali nella relazione con le realtà territoriali\, città e scuole\, confidando nell’incontro con le nuove generazioni come la modalità più efficace per la costruzione di un futuro migliore. \nSerena De Dominicis è storica e critica d’arte. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Tolosa Jean Jaurès e all’Università di Roma Tor Vergata\, con una tesi sui rapporti tra arte e decrescita. \nAda Lombardi storica dell’arte\, esperta delle neoavanguardie degli anni ’60 – ‘70 occidentali e orientali\, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Roma. \nMario Sassi\, ex manager\, consulente e imprenditore\, è impegnato da diversi anni con la decrescita\, anche a livello internazionale\, e con il buddhismo zen\, tra cui ha trovato grandi affinità e risonanze. \nProiezione dell’opera di Michelangelo Consani: \nMichelangelo Consani vive in Italia a Castell’Anselmo\, un villaggio rurale di tredici abitanti. Vive in una casa tradizionale restaurata con amore dal padre. La casa ha un orto e un giardino\, dove trascorre molto del suo tempo. Nella sua ricerca si è sempre rivolto a quelle personalità che il potere politico dominante ha messo ai margini perché ritenute “scomode” per il sistema; due in particolare: Ivan Illich (1926-2002)\, filosofo e teorico della decrescita austriaco\, e Masanobu Fukuoka (1913-2008)\, microbiologo giapponese specializzato in fitopatologia. Le due figure\, una occidentale e l’altra orientale\, hanno alcune opinioni comuni su cui l’artista sta concentrando la sua ricerca. \nDYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! Video tratto dall’installazione omonima\, opera acquisita nella collezione permanente del Centro Luigi Pecci di Prato. L’artista ha dedicato un intero progetto a Marshall Walter Taylor\, il primo sportivo afroamericano a vincere il titolo di campione del mondo\, nel 1899. Il progetto si intitolava DYNAMO\, e in esso la storia del ciclista nero\, che vinse ogni gara nonostante le restrizioni fisiche e morali imposte dal razzismo imperante\, ha dato spunto all’artista per creare un dispositivo artigianale per illuminare lo spazio espositivo. L’opera suggeriva l’ipotesi di una piccola rivoluzione necessaria per evidenziare il nesso tra la creazione di energia e l’ambiente in cui viene prodotta. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\nIsabella Morra (Presidente Fondazione Morra)\nSerena De Dominicis (Comitato Scientifico del Centro Studi Mafai Raphaël)\nMario Sassi (Segretario dell’Associazione per la Decrescita)\nAda Lombardi (Accademia di Belle Arti di Roma) \nModera:\nRossana Suriano \nA latere della conferenza saranno proiettati due video documentativi dell’installazione DYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! dell’artista Michelangelo Consani.
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