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SUMMARY:Il Laboratorio Un film di Pasquale Napolitano
DESCRIPTION:IL LABORATORIO\nUn film di Pasquale Napolitano \n4 LUGLIO 2026 – ORE 18:00  \nCASTELLO NORMANNO DEL GUISCARDO\nVICO ROMA\nCAGGIANO (SA) \nSabato 4 luglio 2026\, alle ore 18:00\, presso il Castello Normanno del Guiscardo di Caggiano (SA)\, si terrà la presentazione de Il Laboratorio\, docufilm scritto e diretto da Pasquale Napolitano\, in collaborazione con l’artista e scrittrice Daniela Allocca e prodotto da Lapej Communication. L’evento è organizzato dalla Fondazione Morra con il supporto del Comune di Caggiano e con l’Antenna City School Nomade diretta da Pasquale Persico. \nIl docufilm\, realizzato nel 2024\, racconta – attraverso immagini e le voci di numerosi artisti – la straordinaria storia de Il Laboratorio/le edizioni\, la stamperia fondata a Nola nel 1978 da Vittorio Avella e Antonio Sgambati: un luogo che\, oltre all’alto pregio delle proprie edizioni\, si è distinto come importante spazio di sperimentazione artistica\, sviluppando una profonda riflessione sul rapporto tra immaginario\, strumenti\, saperi e materie. Tra gli artisti che vi hanno collaborato figurano Mario Persico\, Gianni Pisani\, Errico Ruotolo\, Mimmo Paladino\, Riccardo Dalisi\, Stellio Maria Martini\, Augusto Perez\, Susanne Ristow\, Ernesto Tatafiore\, Ernesto Treccani\, Francesca Poto\, Sergio Fermariello e molti altri. \nCon Il Laboratorio\, il regista narra non solo la storia di una realtà artigianale e artistica\, ma anche quella di un territorio\, di una scelta di vita e delle relazioni che ne sono scaturite\, dando forma a un racconto corale che riflette lo spirito collettivo e sperimentale della stamperia nolana. \nIn apertura della serata\, nella Corte del Castello\, si terrà un laboratorio di serigrafia aperto al pubblico\, a cura de Il Laboratorio/le edizioni. I partecipanti potranno portare una t-shirt o una shopper di cotone su cui sarà possibile stampare serigraficamente un omaggio alla città di Caggiano\, creato da Michele Ciaravolo e Roberta Tarallo. \nPasquale Napolitano è regista\, artista e autore di documentari di matrice sperimentale\, tra cui Enzo (2018) e Qualcosa resta (2022). Il suo sguardo\, capace di restituire profondità e umanità ai soggetti raccontati\, trova in questa opera una nuova\, significativa espressione. \nPROGRAMMA \n18:00 – 19:00 \nLaboratorio di Serigrafia nella Corte del Castello\, a cura de ll Laboratorio/le edizioni con Michele Ciaravolo e Roberta Tarallo \nIl laboratorio è aperto al pubblico: i partecipanti potranno portare una t-shirt o una shopper di cotone su cui sarà possibile stampare serigraficamente un omaggio alla città di Caggiano\, creato da Michele Ciaravolo e Roberta Tarallo e curato da Il Laboratorio/le edizioni \n19:30 – 21:00 \nProiezione e presentazione del film \nIntervengono:\nVittorio Avella e Antonio Sgambati\, protagonisti del film\nPasquale Napolitano\, regista\nGiovanni Timpani\, artista\nPasquale Persico\, Fondazione Morra \nModera:\nAnnalisa Mazzola\, storica dell’arte \nPer informazioni:\n+39 3339233791\ninfo@fondazionemorra.org
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SUMMARY:LA VEGLIA DEL MARE – Atto performativo con videonarrazione di Andrea Cramarossa
DESCRIPTION:In occasione del finissage di\n“BORGES – Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo”:\nLA VEGLIA DEL MARE\ndi Andrea Cramarossa\nATTO PERFORMATIVO CON VIDEONARRAZIONE\nCon Federico Gobbi\, Michele Lamberti.\nVideorumori: Fabio Guaricci.\nRegia di Andrea Cramarossa.\nCasa Madre: Teatro delle Bambole.\nProgetto di ricerca: “Tre spettacoli per Michele Lamberti”.\nDomenica 28 Giugno 2026 alle ore 20.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo\, 29/d – Napoli \nLa Fondazione Morra ospita\, presso la sala capriata del Museo Hermann Nitsch\, LA VEGLIA DEL MARE di Andrea Cramarossa. L’atto performativo sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio docu-sperimentale “BORGES”. \nLa prenotazione è vivamente consigliata.\nT.: +39 081 5641655 – info@museonitsch.org\nPer informazioni: info@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:Independent Film Show 2026
DESCRIPTION:INDEPENDENT FILM SHOW 2026\nBEN RUSSELL\nAGAINST VISION – AGAINST TIME – RUINS LIVE AV PERFORMANCE\nvenerdì 26 giugno dalle ore 21:00 \nESTHER URLUS\nLOVE FOR ANALOG – LOVE FOR COLOR – UNTIL THE DARKNESS GOES EXPANDED FILM PERFORMANCE\nsabato 27 giugno dalle ore 21:00 \nBelvedere Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch \nProviamo ad aprire la nostra percezione a ciò che sta accadendo \nTra le tante definizioni\, …. l’experimental film è forma d’arte perché è ricerca e indagine di energie impalpabili che innescano delle potenti esplorazioni percettive\, costituendo una fondamentale motivazione per l’esistenza e la promozione delle opere filmiche. \nLa manipolazione del tempo e dello spazio è la caratteristica della forma filmica che gli artisti alterano impiegando sia gli strumenti artigianali che le tecnologie digitali. In pratica significa inventare e manipolare il supporto filmico trasparente e le emulsioni fotosensibili\, cercare nuovi strumenti di modifica per alterare le immagini\, manomettere la meccanica delle cineprese e dei proiettori\, per il piacere di valutare il successo o il fallimento di un’azione diretta e con l’auspicio della trasmissione di emozioni\, farsi catturare da ciò che si guarda e accettare di attivare i sensi scrollandosi di regole e abitudini impiegate durante le standardizzate proiezioni cinematografiche. Gli artisti per innovare utilizzano i media analogico e digitale e come in precedenza accadeva nelle botteghe degli artigiani – oggi nei laboratori indipendenti degli artisti in un ambiente che non ha nulla dell’industria del cinema ci si appropria delle abilità manuali\, si incrociano esperienze e capacità\, si programmano e condividono i progressi ed i software audio e video. \n…. Come in trance o in meditazione profonda è possibile innescare una trasformazione intensa\, per un breve tempo il sé può mollare i freni delle proprie inibizioni abituali\, far svanire la costruzione logico-consequenziale e dare una codifica alternativa a ciò che è osservato; rimodellare l’esperienza di visione ad aprire una via verso ulteriori rappresentazioni\, allo stesso modo in cui nel sogno lucido e nell’allucinazione ipnagogica – in transizione dalla veglia al sonno – si presentano senza censura le annebbiate proiezioni che passano in quel momento nella mente. Questi processi sono caratterizzati da elevata creatività e nei soggetti più reattivi possono stimolare un effetto sinestetico di immagini e suoni e fantasticare progressi e soluzioni innovative. \nINDEPENDENT FILM SHOW 2026 è tra le esperienze più trasformative dove percepire queste energie e per questa edizione intercetta la genialità creativa di Ben Russell e di Esther Urlus. \nBen Russell – artista\, filmmaker\, curatore – sfida dall’interno le convenzioni della rappresentazione documentaristica per produrre delle esperienze intense\, ipnotiche e\, a volte\, allucinanti. Il suo lavoro curatoriale segue la sua creatività filmica\, che si colloca tra l’experimental film e una forma di etnografia speculativa da lui definita ‘etnografia psichedelica’. Guardare un film di Russell significa intraprendere un viaggio ritualizzato non narrativo che mette in cortocircuito la carica soggettiva viscerale della psichedelia con i protocolli etnografici di visualizzazione e oggettivazione. La forza particolare della sua opera filmica sta nel sottolineare le affinità e le differenze che si possono trovare tra due stati differenti: da un lato attraverso un’esperienza che egli crea con l’apparato cinematografico e il suo potenziale di immersione e identificazione mimetica\, e dall’altro attraverso i soggetti e i temi dei suoi film che spesso attraversano il liminale e si addentrano negli stati alterati di coscienza e nelle pratiche secolari dei rituali e trance. \nEsther Urlus è la fondatrice di WORM Filmwerkplaats a Rotterdam\, artist-run film lab dedicato alla pellicola filmica come medium artistico espressivo. Sempre più spesso i laboratori filmici gestiti dagli artisti rappresentano lo standard di riferimento nella produzione filmica analogica contemporanea. Questi laboratori hanno acquisito attrezzature professionali ma scartate dal mercato\, provenienti da tutto il mondo. Ora che gli artisti hanno accesso a questi strumenti\, combinati con la condivisione aperta della conoscenza del medium\, possono andare avanti e innovare indipendentemente dall’industria. \nPROGRAMMA \nvenerdì 26 giugno \nAGAINST VISION Programma di Films a cura di BEN RUSSELL \nGUNVOR NELSON MY NAME IS OONA 1969\, Svezia\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 10 min.\nALEXANDRE LAROSE BROUILLARD #14 2013\, Canada\, 35mm > video\, colore\, no sonoro\, 10 min.\nXANDER MARRO con MAT BRINKMAN 01/06 2006\, USA\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 12 min. 33 sec.\nPHILL NIBLOCK THE MAGIC SUN 1966-1969\, USA\, 16mm > video\, b/n\, sonoro\, 16 min. 43 sec. \nAGAINST VISION è un percorso di influenze che si snoda attraverso quattro radiose visioni: dal diary film d’avanguardia al silenzioso structural journal\, da un’esplosione del quotidiano ad una registrazione di un concerto che si trasforma in un travolgente campo percettivo\, questa è una proposta per un modo di guardare che è meno documento e più sensazione\, forma\, suono ed essenza. \nAGAINST TIME Films di BEN RUSSELL \nTRYPPS #7 (BADLANDS) 2010\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 10 min.\nRIVER RITES 2011\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 11 min.\nBLACK AND WHITE TRYPPS NUMBER THREE 2007\, USA\, video\, colore\, sonoro\, 11 min. 30 sec.\nAGAINST TIME 2022\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 23 min.\nANOTHER EARTH 2025\, USA\, S16mm > video\, colore\, sonoro\, 11 min. 10 sec. \nIn AGAINST TIME i cinque films di BEN RUSSELL realizzati nell’arco di diciotto anni considerano il tempo sia come medium espressivo del cinema che come spazio di resistenza al costante\, lineare e altrimenti inarrestabile movimento in avanti. Attraverso trips LSD\, divinità fluviali\, stati di trance\, portali in dissolvenza\, tramonti stroboscopici e una forte dose di ciò che è sempre e già presente. \nRUINS\nLIVE AV PERFORMANCE modular synthesizer e video synthesizer\, +/- 40 min. \nRUINS è un’improvvisazione dal vivo che utilizza i sintetizzatori modulare e video per creare un’interfaccia dinamica tra l’immagine come suono e il suono come immagine. \nsabato 27 giugno \nLOVE FOR ANALOG una selezione di films di ispirazione a cura di ESTHER URLUS \nMALCOLM LE GRICE BERLIN HORSE 1970\, Regno Unito\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 9 min.\nJEFF SCHER YOURS 1997\, USA\, 16mm > video\, colore\, sonoro\, 3 min. 13 sec.\nNICOLAS REY TERMINUS FOR YOU 1996\, Francia\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 10 min.\nFRANCIEN VAN EVERDINGEN MONOLOGUE EXTERIEUR 2004\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nHANNE VAN ASTEN SCIOPTICON 2004\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, sonoro\, 6 min.\nJOOST VAN VEEN INTERLUDE 2005\, Paesi Bassi\, 16mm\, b/n\, sonoro ottico\, 2 min. 30 sec. \nSpinti da questa libertà artistica\, filmmakers autodidatti come me raccolgono la sfida di liberare questo medium dal suo destino nostalgico e creare nuove opportunità per il suo uso continuativo e l’ulteriore sviluppo delle attrezzature e della tecnologia della pellicola analogica. Ciò apre la strada alla possibilità di approfondire ciò che è già possiamo fare e di combinarlo con intuizioni e competenze contemporanee\, dando vita a un ambito di abilità completamente nuovo. \nLOVE FOR COLOR 16mm FILMS di ESTHER URLUS \nIDYLL 2008\, Paesi Bassi\, pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano\, 6 min.\nDEEP RED 2012\, Paesi Bassi\, ingrandimento anamorfico 16mm in 35mm lavorata a mano\, 7 min. 15 sec.\nRODE MOLEN 2013\, Paesi Bassi pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano\, sonoro Matt Kemp 5 min.15sec\nKONRAD & KURFURST 2013/14\, Paesi Bassi\, emulsione 16mm b/n tinta e sfumata a mano\, sonoro\, 7 min.\nELLI 2015/16\, Paesi Bassi\, 16mm phasing zebra loops stampata a colori\, sonoro di Matt Kemp\, 8 min.\nDELETION 2017 Paesi Bassi emulsione 16mm realizzata a mano stampata colori in loop\, sonoro Ji Youn Kang\, 12min\nSTUDIE VOOR EEN VELDSLAG 2018/19\, Paesi Bassi\, 16mm\, colore\, sonoro ottico\, 6 min. 30sec \nNel mio lavoro filmico creo un collegamento tra specifici eventi storici e il (ri)utilizzo delle storie con tecniche filmiche analogiche e invenzioni risalenti agli albori della fotografia e della cinematografia. Istituisco un parallelo a volte alienante tra gli eventi o la storia e la tecnica cinematografica\, per potenziare l’impatto dell’immagine. Inoltre\, creo letteralmente il mio materiale filmico mescolando nitrato d’argento e sale di bromuro con gelatina e acqua per formare un’emulsione fotosensibile. Non cerco un risultato naturalistico\, simile a quello del materiale cinematografico commerciale. Intendo creare componenti unici che\, grazie alla loro singolarità\, generino un’esperienza speciale e filmica. \nUNTIL THE DARKNESS GOES\nEXPANDED FILM PERFORMANCE 6x16mm proiettori\, sonoro\, 30 min. \nUna expanded film performance ‘tonale’ in 16mm\, un poema sonoro sul crepuscolo\, l’indistinguibilità e la suggestività: cerco di rendere visibile l’oscurità di una mente depressa. La sofferenza di un’adolescente\, mia figlia. I colori e l’atmosfera ispirati dalla famosa e unica fotografia “The Pond – Moonlight” di Steichen (1904) e ai dipinti dei “Nocturne” di Whistler (1870). \nL’opera è composta da diversi loop brevi di pellicola 16mm raggruppati in diverse sequenze. Ogni gruppo è costituito da loop con delle scene simili\, ma non identiche\, di durata leggermente diversa. Quando vengono proiettati simultaneamente\, sovrapponendosi l’uno all’altro\, si verifica uno sfasamento. \nwww.em-arts.org/
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SUMMARY:BORGES - Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo.
DESCRIPTION:BORGES\nIpotesi foto-grafica sulle geografie del corpo.\nConcept: Andrea Cramarossa.\nFoto: Gennaro Gargiulo. Elaborazione grafica: Federico Gobbi.\nCuratela: Loredana Cacucciolo.\nCasa Madre: Teatro delle Bambole \nInaugurazione della mostra:\nSabato 13 Giugno 2026 alle ore 18.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 20/d – Napoli\nIn occasione dell’inaugurazione verrà proiettato il cortometraggio “BORGES”.\nLa mostra sarà fruibile dal 13 al 28 Giugno 2026. \nLa Fondazione Morra ospita\, presso il Museo Hermann Nitsch\, la mostra fotografica “BORGES – Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo” ideata e concepita dall’artista Andrea Cramarossa. Il progetto nasce dal pluripremiato cortometraggio docu-sperimentale “Borges” dal quale è poi scaturito in modo naturale questo nuovo “viaggio”: una nuova visione delle geografie del corpo e dei camminamenti per popoli migranti. \nCramarossa ha curato la regia e la sceneggiatura del cortometraggio che verrà proiettato Sabato 13 Giugno\, alle ore 18.00\, in occasione dell’inaugurazione della mostra.\nPer la realizzazione del concept l’artista si è avvalso della collaborazione di Gennaro Gargiulo\, che ha eseguito gli scatti fotografici\, e di Federico Gobbi che ha curato l’elaborazione grafica. \nScrive Cramarossa: « I paesaggi sono forme di ritratti tagliati a metà\, pezzi o sezioni di volto\, di petto\, di braccia. Sono il passaggio fugace dello sguardo del passante sull’umano che ci sfiora\, spesso senza lasciare alcuna traccia\, alcuna sensazione. Apparentemente. Qualcosa sempre resta degli sguardi\, dei passaggi che ognuno di noi compie gettato nella propria e nell’altrui esistenza. Da questo meticciato di tempo e di spazio\, di corpi e di non-corpi\, l’immagine umana è un segno profondo di una comunità in cerca delle proprie radici\, di-segna nuove mappe geografiche tra corpi e moltitudini di probabili orientamenti astronomici\, proiezioni astrali su nuove cartine geografiche\, ombre meridiane che inferiscono nell’anima del viaggiatore tratti di speranzosa vitalità\, nell’immaginaria cosmogonia delle possibilità. Tra ciò che si è stati e ciò che si è\, prima e dopo il viaggio compiuto\, in attesa del successivo\, ogni essere umano non può che dirsi viaggiatore\, migrante\, nomade nella caducità della vita e\, proprio per questo\, ci si colloca nella profonda prospettiva della rinascita. Le foto divengono\, così\, anche la testimonianza di un “rito di passaggio”\, il racconto ultimo dell’ultimo attraversamento tra cielo e terra. ». \nAll’inaugurazione sono previsti interventi di Peppe e Isabella Morra\, rispettivamente Direttore e Presidente Fondazione Morra\, nonché dell’artista Andrea Cramarossa e del fotografo Gennaro Gargiulo. Sarà presente anche Emergency. Con la realizzazione del progetto fotografico\, infatti\, è stato stampato anche un catalogo artistico: per ogni copia venduta il 50% del ricavato verrà devoluto a Emergency. \nLa mostra resterà allestita negli spazi del Museo Nitsch fino a Domenica 28 Giugno 2026. In occasione del finissage\, verrà presentato in prima regionale l’atto performativo LA VEGLIA DEL MARE\, a cura del Teatro delle Bambole. \nPer informazioni:\nFederico Gobbi\nCell.: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it\nwww.teatrodellebambole.it
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SUMMARY:NANNI BALESTRINI: POETRY BOY
DESCRIPTION:Nanni Balestrini foto © Dino Ignani\nNANNI BALESTRINI: POETRY BOY\nUn film di Nina di Majo \n9 GIUGNO 2026 – ORE 18:30\nARCHIVI “LIVING THEATRE” – PALAZZO BONITO OLIVA MORONE\nCAGGIANO (SA) \nIL CINEMA COME STRUMENTO DI LIBERTÀ: PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO “NANNI BALESTRINI: POETRY BOY” DI NINA DI MAJO \nCAGGIANO (SA) – Il 9 giugno 2026 alle ore 18:30\, nello scenario storico di Palazzo Bonito Oliva Morone\, presso gli archivi “Living Theatre” di Caggiano\, si terrà la proiezione del documentario “Nanni Balestrini: Poetry Boy“\, firmato da Nina di Majo\, seguito da un dibattito sul ruolo dell’arte come strumento di libertà contro ogni forma di censura. Il progetto si inserisce in un percorso di respiro europeo che\, grazie alla sinergia tra la Fondazione Morra e l’Amministrazione Comunale\, punta a consolidare il paese come un avamposto d’avanguardia e di pensiero critico contemporaneo. L’incontro si aprirà con un intervento del regista Mario Martone\, legato a Nina Di Majo da un profondo sodalizio artistico nato negli anni Novanta sul set di capolavori come L’amore molesto e Teatro di guerra.\nArricchirà il programma la presenza dell’attore e regista Andrea Renzi\, fondatore di Teatri Uniti\, che curerà una serie di letture dall’archivio di Nanni Balestrini custodito dalla Fondazione Morra. Con “Nanni Balestrini: Poetry Boy”\, Nina di Majo firma un lavoro intimo e potente che va oltre il semplice omaggio postumo. Il docu-film vive della voce stessa di Balestrini grazie a un recupero prezioso di materiali video\, registrazioni audio storiche e documenti d’archivio. Subito dopo la scomparsa di Balestrini nel 2019\, la regista ha scelto di mettersi in viaggio per l’Italia per ritrovare i luoghi\, i ricordi e le persone legati allo scrittore\, scavando a fondo in quell’onda d’urto culturale che dal Gruppo 63 ha attraversato le stagioni calde del ’69 e del ’77. Fondamentale\, in tale contesto\, il rapporto tra Gino Di Maggio (Fondazione Mudima di Milano) e Nanni Balestrini che si traduce in un percorso visivo potente\, dove la parola si fa immagine. Ma è a Napoli che Nanni Balestrini troverà una delle sue più grandi “patrie” elettive\, stringendo un legame viscerale con la scena artistica d’avanguardia della città. Il legame stesso tra Nanni e Giuseppe Morra non è stato un semplice rapporto tra artista e gallerista\, ma un’autentica complicità intellettuale durata decenni\, dimostrando che per Nanni Napoli non è stata una tappa di passaggio\, ma il luogo ideale dove far esplodere la parola e l’immagine. \nNINA DI MAJO\nRegista\, sceneggiatrice\, artista multimediale e produttrice cinematografica\, Nina di Majo si è formata in un ambiente artistico di respiro internazionale\, sviluppando fin dagli esordi una cifra stilistica personalissima. La sua poetica intreccia con coraggio l’indagine psicologica dei legami affettivi\, la critica sociale e una costante riflessione sulle dinamiche del patriarcato e sui condizionamenti storici e politici dell’Italia contemporanea. Il suo debutto al lungometraggio avviene con “Autunno” (1999)\, presentato con grande successo alla 56ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Cinema del Presente\, opera che ne rivela immediatamente il talento per la scrittura e la sensibilità visiva. Successivamente dirige la commedia brillante e sofisticata “Matrimoni e altri disastri” (2010)\, interpretata da Margherita Buy\, Fabio Volo e Luciana Littizzetto\, che ottiene un importante riscontro di pubblico e critica\, ricevendo candidature ai Nastri d’Argento e ai Globi d’Oro. Accanto alla produzione cinematografica di finzione\, ha sempre coltivato la forma del documentario d’arte e la sperimentazione multimediale\, affrontando spesso le complessità della censura e i limiti imposti alle artiste donne. Con “Nanni Balestrini: Poetry Boy” firma un’opera profonda e necessaria per mappare l’eredità artistica dei movimenti d’avanguardia in Europa. \nMARIO MARTONE\nRegista teatrale e cinematografico\, tra gli artisti italiani più amati dal pubblico e dalla critica. La sua carriera inizia da giovanissimo con la fondazione negli anni ’80 del gruppo Falso Movimento con cui realizza spettacoli che fondono gli elementi del teatro\, del cinema\, della musica e delle arti visive. Successivamente fonda la compagnia Teatri Uniti con cui affianca\, all’attività del palcoscenico\, quella cinematografica\, debuttando con Morte di un matematico napoletano che nel 1992 vince il Gran premio della giuria al Festival di Venezia. Nel 2018 il Museo Madre di Napoli gli dedica un’ampia mostra retrospettiva\, per la quale Martone immagina un allestimento fluxus\, con quattro schermi su cui viene proiettato un montaggio totalmente libero dei suoi lavori tra teatro\, cinema\, opera. È intenso il suo lavoro anche negli anni del Covid: nei teatri chiusi per il lockdown\, realizza\, con l’Opera di Roma e Raicultura\, tre film-opera (Il barbiere di Siviglia\, La Traviata\, Bohème) in una forma radicalmente innovativa rispetto a quella tradizionale in cui normalmente la musica fa da base\, filmando i cantanti e l’orchestra proprio durante la loro performance musicale e vocale. Sono del 2021 la messa in scena dell’adattamento di Ippolita di Majo dal romanzo di Goliarda Sapienza Il filo di mezzogiorno e dell’Otello di Verdi al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2022 realizza per il Teatro alla Scala la regia di Fedora di Umberto Giordano e di Rigoletto di Giuseppe Verdi. \nANDREA RENZI (Attore e Regista)\nAttore cinematografico\, teatrale e regista\, Andrea Renzi incarna perfettamente il profilo dell’intellettuale e dell’interprete d’avanguardia. Inizia la sua carriera giovanissimo\, a soli 14 anni\, proprio stringendo un legame artistico indissolubile con Mario Martone e Toni Servillo\, diventando co-fondatore di Falso Movimento e colonna portante di Teatri Uniti a Napoli. Nel corso dei decenni ha saputo alternare con straordinario rigore il teatro di ricerca\, i classici e il grande cinema. Sul grande schermo è stato protagonista e interprete per registi del calibro di Mario Martone (“Morte di un matematico napoletano”\, “Teatro di guerra”\, “Noi credevamo”)\, Paolo Sorrentino (“L’uomo in più”)\, e ancora Marco Risi\, Cristina Comencini e Gabriele Salvatores. La sua profonda conoscenza della parola letteraria e la sua familiarità con le dinamiche del teatro di sperimentazione lo rendono la voce ideale per dare vita\, attraverso la lettura scenica\, ai testi d’archivio e alla complessa tessitura poetico-visiva ideata da Nanni Balestrini
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SUMMARY:Morra–Nitsch: compagni di strada
DESCRIPTION:Morra–Nitsch: compagni di strada \ncon Antonello Tolve \nLa Fondazione Morra – Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch ospita giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18:00 l’intervento di Antonello Tolve dal titolo Morra–Nitsch: compagni di strada\, dedicato al lungo e fecondo sodalizio intellettuale tra Hermann Nitsch e Peppe Morra. Legati dalla comune idea di un’arte autonoma\, libera da compromessi e regole precostituite\, Nitsch e Morra hanno intrecciato i propri percorsi in una collaborazione profonda\, segnata da passioni condivise\, convinzioni radicali e progetti visionari. Da questo dialogo pluridecennale è nato\, a Napoli\, un museo totale – il Museo Hermann Nitsch – che rappresenta una delle esperienze più significative dell’arte contemporanea internazionale e una testimonianza unica della capacità della città di accogliere il gesto artistico come rito e riflessione. \nStudioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Novecento\, Antonello Tolve è titolare della cattedra di Fenomenologia delle arti contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna. Autore di numerosi saggi dedicati ai rapporti tra arte\, critica e società – tra i più recenti Idea della pedagogia. Dall’arte alla critica e viceversa (2023) e Studi d’artista. Un’avventura culturale (2024). \nIngresso libero.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:La voce solista. Incontro-seminario con Massimiliano Tommaso Rezza
DESCRIPTION:La voce solista.\nCasi unici e irripetibili nella storia della fotografia: quando e come il soggetto trova il suo linguaggio particolare.\nIncontro-seminario con Massimiliano Tommaso Rezza \nSabato 9 maggio ore 10:00 – 14:00\nPresso Laboratorio Diorama\n(Museo Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D)\nInfo e prenotazione su: info.laboratoriodiorama@gmail.com\nPer la partecipazione al seminario è prevista una quota di partecipazione di 15€ che include la visita al Museo Nitsch. \nL’incontro presenta casi del fotografico in cui il soggetto/autore crea un’opera eccentrica che scardina le convenzioni.\nSi tratta di visioni estreme che hanno trasformato la percezione soggettiva\, il residuo\, il gioco e l’errore in opere che rifiutano l’allineamento e il comando. Il soggetto torna ad essere il terreno di intenso lavoro per individuare delle soluzioni dettate da necessità e urgenze improrogabili. La fotografia diventa un atto di individuazione e di rottura dei binari collettivi e abitudinari. \nI casi presentati sono: \nMiroslav Tichý\, opera fotografica: Il desiderio erotico come dissidenza.\nMerry Alpern\, Dirty Windows: Sorveglianza\, voyeurismo e estetica della traccia.\nMisahisa Fukase\, From Window: Quando un rituale quotidiano e domestico diventa performance esistenziale.\nGerhard Richter\, Atlas: Quando il soggetto in continuo divenire cerca di ordinare il caos iconografico.\nFrancis Bacon\, frammenti e ritagli fotografici trovati nello studio di 7\, Reece Mew: L’influenza dell’immagine fotografica sulla pittura e appropriazione iconografica.\nJacques Henri Lartigue\, opera infantile: fotografia come memoria dell’esperienza\, del gioco e dello stupore.\nDiane Arbus\, Untitled: la fotografia come luogo di proiezione psichica e riconosciemnto tragico del limite relazionale.\nWalker Evans\, Many Are Called: Fotografia come opera letteraria\, filosofica e teologica. \nMassimiliano Tommaso Rezza (nato nel 1967) è un artista italiano. La sua ricerca si concentra soprattutto sulle relazioni tra il linguaggio fotografico (estetica\, convenzioni\, stereotipi e influenza ideologica) e il campo della pratica fotografica (autorialità\, amatorialità e campo della comunicazione). Ha partecipato a mostre personali e collettive in gallerie private e pubbliche (Colli Independent Gallery\, T14 Contemporary\, Mucho Mas!\, Khlebnikov Museum\, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì\, ecc.); ha inoltre partecipato a festival di fotografia in Italia e in Europa (Fotografia Europea\, Fotografia Festival di Roma\, La Nuu\, Photo Espana Descubrimientos\, Castelnuovo Fotografia\, e altri). Ha pubblicato sei libri: Atem (Yard Press)\, Psalm (Witty Books)\, Un certo Salvatore M.\, Non sono io il fotografo\, Palatography\, ABM (gli ultimi quattro titoli sono stati pubblicati da Pneumatica). In qualità di ricercatore indipendente ha scritto testi critici sul fotografico (American Suburb X\, Archivio Magazine\, x_pages) e saggi\, come nel caso del libro Carlo Levi a San Costantino Albanese. Archivi della Basilicata (Humboldt Books). Nel 2025 cura il libro “The Weight of the Word” per gli autori Piero Martinello e Piero Casentini\, pubblicato prima in lingua italiana da Pneumatica e successivamente acquisito dall’editore FW:Books\, Amsterdam per l’edizione internazionale in inglese. Nel 2019 ha lanciato un progetto editoriale indipendente chiamato Pneumatica attraverso il quale gli aspetti teorici del fotografico vengono individuati e sviluppati tematicamente. Dal 2013 al 2021 ha insegnato Photography for the Media presso la Richmond University in Rome. L’autore in qualità di lecturer è stato invitato da ISFCI (Roma)\, Accademia Belle Arti di Napoli\, Recyclart (Brussels)\, Punto de Fuga\, Parigi\, Le Boudoir 2 (Arles)\, Liège\, CFP Bauer (Milano).
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SUMMARY:Milton | Nitsch NEL CORPO DELL’ANGELO
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE 2026 / 2027: \nMilton | Nitsch\nNEL CORPO DELL’ANGELO\nQuattro studi su Paradiso Perduto di John Milton e Cuma könig oidipus – III. fest – I. band (1988) di Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole. \nPRIMO STUDIO\n7/10 Maggio 2026\nNapoli – Museo Nitsch \n“Nel corpo dell’angelo” vuole essere un viaggio che vuole farsi dimora\, offrendo\, quindi\, all’essere la scoperta del concetto di dimora dentro il movimento del viaggio. L’esilio è l’idea del viaggio intrapreso da Adamo ed Eva una volta cacciati dal Paradiso. La scelta\, è la fase successiva\, quella a cui ancora non sappiamo con quale forma guardare. Le creature compongono parole e compongono un canto; sono il riverbero di voci lontanissime ma anche la dissonanza di trombe e campane\, sono il frullo di uccelli misteriosi e il suono dell’orizzonte al culmine della montagna: esse creature vivono nel pacifico sguardo del sacrificato\, non muovono più al vivere perpetuo ma sono ciò che ci ancora al sogno\, sono il nome perduto del mattino.  \nL’energia che muove la messa in scena è quella magica del ritrovamento del proprio giardino segreto\, del proprio paradiso e delle creature che vi abitano. Anche i performer potranno sedersi su una spiaggia davanti al mare e contemplare\, interpretare\, (re)stare nell’attesa della comparsa delle anime fluttuanti sul pelo dell’acqua\, davanti all’azzurro che evapora nel miraggio d’una dimora-del-viaggio\, che è la casa-bella dell’aurora\, davanti alla sua luce lunghissima ed alta nella grande testimonianza di vita vissuta dentro uno spazio di grazia. \n(Andrea Cramarossa) \nIl workshop è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide / Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nA chi è rivolto\nIl Workshop è destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 10 Maggio 2026.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari\nGiovedì 7 Maggio 2026 (16-19)\nVenerdì 8 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nSabato 9 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 10 Maggio 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 10 Maggio 2026 – ore 20.00: apertura del lavoro al pubblico. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico entro il 3 Maggio 2026 all’indirizzo info@teatrodellebambole.it\nLa quota di partecipazione è di 150\,00 euro. \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 120\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 31 Marzo 2026. \nPer eventuali domande specifiche sulla pedagogia e/o sul tipo di lavoro:\nteatrodellebamboleba@libero.it \nPer informazioni sull’organizzazione (alloggio per i partecipanti e modalità di iscrizione):\nFederico Gobbi\nCell: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SFINGE. - Atto Performativo
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nTavolo Anatomico. Seconda stanza.\n– Atto performativo –\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani.\nDomenica 19 Aprile 2026 – ore 20.00\nCaggiano (SA)\, Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani. \nAtto performativo con: Ilaria Angelini\, Consiglia Aprovidolo\, Chiara Bianchi\, Emilia Brescia\, Francesco Giannini\, Federico Gobbi\, Fabio Guaricci\, Morena Rossi\, Maurizio Sarni. Maestro Concertatore: Andrea Cramarossa / Teatro delle Bambole \nL’Atto performativo è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide / Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nPer informazioni: info@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:INSIDE THE ACT OF SEEING
DESCRIPTION:INSIDE THE ACT OF SEEING:\nA FOCUS ON LARGE FORMAT PHOTOGRAPHY\nwith Alys Tomlinson \n18 April 2026\nLaboratorio Diorama / Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nh 10 am – 6 pm workshop\ninfo and submissions: info.laboratoriodiorama@gmail.com\n(max. 10 participants)\nThe workshop will be held in English \nh 7 – 9 pm screening of the documentary Mother Vera\nfree entry with limited capacity \nOn April 18th Laboratorio Diorama will host an exclusive\, one-day intensive workshop led by award-winning photographer Alys Tomlinson. This session is a deep dive into the meditative and rigorous world of large-format photography. Participants will explore the entire creative process with the artist during a portrait session — from the initial composition to the technical precision required for the final shot. \nWorkshop will be held in English and divided into two moments: Alys will open the day by sharing her professional experience and the process behind her projects. This session offers a unique insight into how she identifies themes\, develops long-term series\, and maintains a distinct visual voice. During the second part of the day participants will have the opportunity to be guided by the artist in the making of a large-format shoot. Following the session\, the photographs taken will be developed in the darkroom. \nFrom 7 pm the documentary Mother Vera (2024) directed by Alys Tomlinson with Cécile Embleton will be projected in the Capriata Room of Museo Nitsch. \nHow to Join \nThis is an intimate learning experience with a maximum of 10 participants.\nParticipation fee: 50€\nFor detailed information and submissions\, please contact:\n📧 info.laboratoriodiorama@gmail.com \nWorkshop Schedule\n10 AM – 12 PM: welcome\, artist talk (with visuals) + Q&A\n12 – 1 PM: break for lunch (packed lunch)\n1PM – 5 PM: large format practical workshop (with focus on portraiture)\n5 PM – 6 PM: developing negatives in the darkroom \nSpecial Evening Screening\nFollowing the workshop\, we invite you to a special screening of the film “Mother Vera”.\nTime: 7 PM – 9:00 PM\nAccess: Free entry (limited capacity). \nAlys Tomlinson is a photographic artist based in London. She works mostly in black and white analogue on a large format camera\, exploring themes of faith\, ritual and identity.\nAlys grew up in Brighton and studied English Literature and Communications at the University of Leeds. After graduating\, she moved to New York for a year and was given her first commission for Time Out\, before returning to London to study photography at Central Saint Martins College of Art and Design. She later completed an MA in Anthropology of Travel\, Tourism and Pilgrimage (Distinction) at SOAS\, University of London\, which tied in with her long-term\, personal project about pilgrimage.\nHer book Ex-Voto was published by GOST Books in 2019 and Lost Summer was self-published in 2020. Alys recently finished work on a feature-length documentary film Mother Vera co-directed with Cécile Embleton. Her latest project Gli Isolani (The Islanders) was published by GOST Books in 2022. She combines commissioned work for editorial\, design and advertising clients with personal work\, which she publishes and exhibits.\nAlys’s work is collected privately and is in the following collections: National Portrait Gallery (London)\, The Rencontres d’Arles Collection\, The Bodleian Library\, AmberSide Collection. \nMother Vera (2024)\, 91 minutes\, black and white\, co-directed with Cécile Embleton.\nIn the striking silence of an Orthodox monastery in Belarus\, a nun walks quickly toward the place of prayer. Hidden in the folds of her black habit\, she kneels and lets out a deep breath\, opening the story of an unexpected path—where coming to terms with a dark past turns into a search for her own identity.\nCécile Embleton and Alys Tomlinson follow her with a quiet\, attentive gaze\, observing her daily life and slowly revealing the more intimate and hidden parts of her story.\nShot in refined black and white\, with a precise and balanced form\, Mother Vera traces a unique and unexpected female portrait\, touching on universal themes of redemption and the search for freedom.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SFINGE. Tavolo Anatomico. Seconda stanza.
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nTavolo Anatomico. Seconda stanza.\nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \n17/19 Aprile 2026\nCaggiano (SA) – Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani \nSul tavolo anatomico\, noi\, appoggeremo tutti gli oggetti che hanno fatto parte della cosmogonia dove s’è compiuta la nascita di noi stessi nel mondo dell’arte. Tali oggetti verranno “vivisezionati”\, dopo averne scoperto la “vita”\, per estrarne l’essenza alchemica. Il processo creativo suggerito da Vettor Pisani in questa particolare visione del mito di Edipo\, comprende un meccanismo essenziale di ascolto e di produzione del suono vocalico\, “oggetto” primigenio di contatto dell’essere umano con la propria anima. L’alchimia in questione risiederà\, dunque\, nel suono delle parole. (Andrea Cramarossa) \nIl workshop è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nA chi è rivolto\nIl Workshop è destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 19 Aprile 2026.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari\nVenerdì 17 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nSabato 18 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 19 Aprile 2026 (10-13 / 16-19)\nDomenica 19 Aprile 2026 – ore 20.00: apertura del lavoro al pubblico. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a\ninfo@teatrodellebambole.it\nLa quota di partecipazione è di 120\,00 euro. \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 100\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 31 Gennaio 2026. \nPer eventuali domande specifiche sulla pedagogia e/o sul tipo di lavoro:\nteatrodellebamboleba@libero.it \nPer informazioni sull’organizzazione (alloggio per i partecipanti e modalità di iscrizione):\nFederico Gobbi\nCell: 347 3003359\ninfo@teatrodellebambole.it
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SUMMARY:Presentazione volumi dedicati al pensiero di Albert Camus.
DESCRIPTION:Presentazione di volumi dedicati al pensiero di Albert Camus. \n11 aprile 2026\, ore 18:00 \nLa presentazione dei volumi “Camus et Job” di Alessandro Bresolin e “Camus\, militant communiste. Alger 1935-1937” di Agnès Spiquel-Courdille si configura come un momento di riflessione critica attorno alla figura e all’opera di Albert Camus\, tra le più rilevanti del pensiero europeo del Novecento. \nIl volume di Bresolin indaga\, con rigore filosofico\, la relazione tra l’esperienza dell’assurdo e la dimensione del dolore\, attraverso il confronto con la figura di Giobbe\, proponendo una lettura che attraversa i nuclei più profondi della riflessione camusiana. \nL’opera di Spiquel-Courdille restituisce invece\, con precisione filologica\, il contesto storico e politico degli anni algerini (1935–1937)\, illuminando una fase fondativa del percorso intellettuale di Camus\, segnata dall’impegno militante e dalla tensione etica. \nInterviene il Prof. Pasquale Persico\, la cui ricerca si distingue per l’attenzione ai processi culturali e territoriali\, offrendo un contributo interpretativo capace di mettere in relazione il pensiero camusiano con le dinamiche contemporanee.
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SUMMARY:Aktion Malerei Intervento di Maria De Vivo
DESCRIPTION:L’ESPERIENZA PITTORICA PER HERMANN NITSCH TRA UNICITÀ E CONVERGENZE INTERNAZIONALI \nIntervento di Maria De Vivo \nVenerdì 10 aprile 2026 ore 18:00 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch  \nQuando\, sul finire degli anni Cinquanta\, Hermann Nitsch teorizza Das Orgien Mysterien Theater\, molti artisti internazionali riconducibili all’Informel e all’action painting hanno già messo al centro della propria pratica pittorica il corpo e il gesto. Pur riconoscendo l’impatto di tali esperienze (“aktionsmalerei”)\, Nitsch ne radicalizza gli esiti creando un’opera d’arte totale dal carattere teatrale/rituale. \nAttraverso un’ideale catena di riferimenti (Pollock\, Mathieu\, Klein\, Azionismo viennese\, etc.) l’intervento analizza convergenze\, divergenze e peculiarità procedurali in seno alla pittura. \nMaria De Vivo è professoressa associata di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente lo studio dell’arte a partire dal secondo Novecento\, le relazioni tra arte e critica\, la performance art in Italia. Uno specifico campo d’indagine è dedicato al sistema dell’arte e agli artisti operanti a Napoli e in Campania. Si vedano in tale direzione la monografia sull’attività espositiva della Libreria-Galleria Guida di Napoli (Guida 2008)\, i saggi dedicati a Carlo Alfano (2014\, 2017\, 2022)\, Giuseppe Desiato (2019\, 2021)\, Gian Maria Tosatti (2015)\, Eugenio Giliberti (2022)\, i saggi Azioni e performance nella “città-teatro”\, Napoli 1965-1980 (Silvana Editoriale 2024) e Napoli\, Salerno\, l’arte e la cultura. Una ricostruzione degli anni 1965-1970 (Arte-m 2025).
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SUMMARY:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI IN CONCERTO A CASA MORRA
DESCRIPTION:ELLIOTT SHARP & MARCO CAPPELLI\nIN CONCERTO A CASA MORRA \nvenerdì 27 marzo 2026\nore 19:00 \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nLa Fondazione Morra presenta\, presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, un nuovo appuntamento dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione sonora\, in programma venerdì 27 marzo alle ore 19:00. \nProtagonisti della serata saranno il polistrumentista Elliott Sharp e il chitarrista Marco Cappelli\, due figure di rilievo della scena musicale internazionale\, riuniti in un progetto in duo che indaga le possibilità della composizione spontanea e dell’improvvisazione strutturata. \nL’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Morra\, da sempre impegnata nella valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee e nella promozione di esperienze interdisciplinari. In tale contesto\, il pubblico avrà la possibilità di accedere agli spazi museali di Casa Morra\, eccezionalmente aperti per una visita sonorizzata dal vivo dai due musicisti\, secondo una modalità di fruizione che mette in relazione diretta linguaggi visivi e ricerca sonora. \nIl programma musicale si articolerà in un percorso caratterizzato dall’interazione tra libertà espressiva e controllo formale\, dando luogo a un dialogo sonoro di particolare intensità. La collaborazione tra Elliott Sharp e Marco Cappelli affonda le proprie radici in oltre vent’anni di attività condivisa\, avviata nell’ambito dell’Extreme Guitar Project\, ideato da Cappelli e presentato per la prima volta a Napoli nel 2003 presso l’Associazione Alessandro Scarlatti. \nIn tale occasione\, Elliott Sharp compose il brano Amygdala\, successivamente pubblicato dalle Edizioni Peters\, inciso in sede discografica e proposto in numerosi contesti concertistici internazionali\, contribuendo alla diffusione del progetto su scala globale. \nL’appuntamento del 27 marzo rappresenta pertanto un’occasione di particolare rilievo per il pubblico e per gli operatori del settore\, offrendo un’esperienza che coniuga ricerca musicale\, improvvisazione e valorizzazione del contesto espositivo\, in linea con le finalità culturali della Fondazione Morra. \nIngresso: Visita Casa Morra + Concerto 10€ \ninfo e prenotazioni: \ninfo@fondazionemorra.org \ncasamorra@fondazionemorra.org \ntel. +393339233791
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SUMMARY:Le Nemesiache Reclaiming Mythological Rituals
DESCRIPTION:Presentazione del libro \nLe Nemesiache\nReclaiming Mythological Rituals \na cura di Sonia D’Alto \nmercoledì 11 marzo 2026 Archivi Mario Franco ore 18:30 \nPresso gli Archivi Mario Franco / Casa Morra fa tappa il tour della prima monografia internazionale su Le Nemesiache a cura di Sonia D’Alto in collaborazione con Marea Art Project\, progetto vincitore di Italian Council 13 ed. (2024) promosso dal MIC Direzione Generale Creatività Contemporanea\, edita da Mousse Publishing. Frutto della ricerca di Sonia D’Alto attraverso la frequentazione del gruppo e lo studio dell’Archivio delle Nemesiache (ex associazione Le Tre Ghinee) e dell’Archivio privato Lina Mangiacapre (Posillipo)\, il volume raccoglie preziosi documenti\, fotografie e manifesti inediti sull’eccezionale natura processuale e collettiva del loro lavoro. \nLa presentazione del volume è un dialogo dinamico e partecipativo con Gina Annunziata\, Sonia D’Alto\, Imma Tralli e Roberto Pontecorvo che racconta e approfondisce il processo collaborativo alla base della pubblicazione ed i momenti significativi del collettivo\, intrecciati a riflessioni contemporanee tra spiritualità ecologica\, ricostruzione storica delle reti di solidarietà femministe\, giustizia trasformativa\, e teorie artistiche queer. A seguire la proiezione di Le Sibille (1977) sulle origini di un mito identificato come presenza vitale nel paesaggio archeologico di Cuma\, dove cultura orale\, folklore\, natura e magia si intrecciano\, “…nella sottocultura di un tipo di divinazione che sopravvive ancora tra le anziane donne di Napoli…” (Lina Mangiacapre) \nArtiste e pacifiste\, femministe e attiviste Le Nemesiache hanno promosso dal 1970 una pratica creativa sperimentale che affonda le radici nella mitologia\, sconfinando le coordinate fisse della cultura patriarcale. L’arte è azione\, è pratica creativa da vivere: non esiste separazione tra saperi\, tra realizzazione e socialità\, estetica e politica. Le Nemesiache partecipano al cambiamento della società con manifestazioni e dibattiti pubblici (aborto e questione salariale) ed attraverso la pittura e la scultura (Lina assume lo pseudonimo di Nemesi e quando dipinge quello di Malina\, il cognome di Judith del Living Theatre attivi in Italia in quegli anni\, sua sorella Teresa il nome di Niobe e Silvana Campese è Medea)\, la scrittura\, la poesia e il teatro come pratica di autocoscienza (psicofavola)\, la performance\, il cinema e la fotografia. Alle Nemesiache importa riappropriarsi della libertà espressiva e della presenza culturale negate alle donne (gli uomini non possono partecipare ai loro eventi se non accompagnati da una donna)\, nel 1976 ideano la Rassegna di Cinema Femminista come controfestival agli Incontri Internazionali di Sorrento\, realizzano diversi films ed assegnano il Premio Elvira Notari (1987-2002) nell’ambito della Biennale Cinema a Venezia al film che ha come protagonista una donna eroina\, pubblicano la rivista Manifesta (1988-2002) per accogliere le riflessioni femminili sulla cultura. \nLe Sibille \n(1977\, S8mm>dvd\, 25 min.) diretto da Lina Mangiacapre\, musica e interpretazione di Le Nemesiache\, prodotto da Cooperativa Le Tre Ghinee/Nemesiache \nLe Sibille\, terza opera in pellicola di Lina Mangiacapre racconta l’espropriazione storica e territoriale di un sapere mitosofico ridotto a leggenda: la musica delle Sirene\, la parola delle Sibille\, la danza delle streghe. Le cerimonie sovversive\, i rituali poetici e le liturgie di pietra convergono con atti di riappropriazione per riportare in superficie la memoria di «come il progresso uccida la civiltà e di come\, in questa morte\, scompaia la cultura delle donne».
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SUMMARY:Gesamtkunstwerk. Il Laboratorio dei sensi del Museo Hermann Nitsch
DESCRIPTION:Gesamtkunstwerk. Il Laboratorio dei sensi del Museo Hermann Nitsch \nNUOVO ALLESTIMENTO\na cura di Giuseppe Morra e Massimo Maiorino \n27 febbraio – 31 luglio 2026\nOPENING 27 febbraio – ore 18\,00 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, e nell’ambito del progetto Azioni culturali della Fondazione Donnaregina – Progetto XXI\, presenta la mostra Gesamtkunstwerk. Il Laboratorio dei sensi del Museo Hermann Nitsch\, a cura di Giuseppe Morra e Massimo Maiorino\, in programma dal 27 febbraio al 31 luglio 2026 presso il Museo Hermann Nitsch.\nIl progetto espositivo restituisce per la prima volta nella sua unità concettuale e percettiva un nucleo fondamentale della collezione del museo\, attraverso la costruzione di un nuovo allestimento concepito come Laboratorio dei sensi\, un ambiente immersivo e processuale in cui l’opera non è presentata come esito concluso ma come dispositivo attivo\, capace di coinvolgere il visitatore in un’esperienza estetica totale. In linea con l’idea di Gesamtkunstwerk\, il museo si configura come un organismo vivente in cui pittura\, oggetti d’azione\, suono\, spazio\, tempo e corporeità concorrono a generare una percezione amplificata del reale\, riaffermando la visione di Hermann Nitsch dell’opera d’arte come estensione radicale della vita. \nLa mostra ruota attorno a tre grandi opere pittoriche realizzate in occasione della 152.aktion\, napoli 2017\, una delle azioni performative più radicali dell’artista\, presentate in dialogo con la documentazione fotografica e video dell’azione e con una selezione di strumenti della pratica pittorica e performativa\, insieme a una parte significativa del laboratorio chimico e farmaceutico\, donato dalla famiglia Scotto di Vettimo\, composto da bottiglie\, flaconi\, alambicchi e contenitori che evocano la dimensione alchemica e sperimentale del lavoro nitschiano. L’allestimento integra opere\, documenti e materiali eterogenei in un unico dispositivo sensoriale attivato dal suono delle partiture musicali scritte dall’artista\, dalla forza cromatica delle opere\, dalla presenza olfattiva di essenze e fiori e dall’azzardo di possibilità tattili e gustative\, trasformando il museo in uno spazio relazionale e partecipativo che mette in crisi i paradigmi della museologia classica e propone una nuova antropologia dell’esperienza estetica. \nAd accompagnare la mostra\, un articolato Public Program di incontri pubblici concepiti come momenti di approfondimento critico e confronto interdisciplinare\, in dialogo con le linee teoriche e operative del progetto espositivo. L’inaugurazione del 27 febbraio 2026\, alle ore 18:00\, sarà introdotta da Loredana Troise\, coordinamento artistico Fondazione Morra\, e vedrà i saluti istituzionali di Giuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra; Isabella Morra\, Presidente Fondazione Morra; Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina – Museo Madre; Eva Fabbris\, Direttrice Fondazione Donnaregina – Museo Madre. Interverranno inoltre Massimo Maiorino\, Università degli Studi di Salerno; Lorenzo Mango\, Università degli Studi di Napoli L’Orientale; Stefania Zuliani\, Università degli Studi di Salerno. Il ciclo di incontri pubblici proseguirà il 24 marzo 2026 alle ore 18:00 con Utopia d’arte totale: Hermann Nitsch e Harald Szeemann di Gianpaolo Cacciottolo\, Università degli Studi di Salerno; il 10 aprile 2026 alle ore 18:00 con L’esperienza pittorica per Hermann Nitsch tra unicità e convergenze internazionali di Maria De Vivo\, Università degli Studi di Napoli L’Orientale; il 28 aprile 2026 alle ore 18:00 con Hermann Nitsch. I sensi in mostra di Elisabetta Modena\, Università IULM di Milano; il 21 maggio 2026 alle ore 18:00\ncon Morra–Nitsch: compagni di strada di Antonello Tolve\, Accademia di Belle Arti di Napoli; il 5 giugno 2026 alle ore 18:00 con Dearchiviare la performance: casi a confronto a partire dall’esperienza del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch di Maria Giovanna Mancini\, Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L’intero progetto\, comprensivo dell’allestimento e degli esiti critici emersi nel corso degli incontri\, sarà oggetto di una pubblicazione dedicata\, confermando il museo come luogo di sperimentazione\, ricerca e partecipazione culturale. \nLa mostra Gesamtkunstwerk. Il Laboratorio dei sensi del Museo Hermann Nitsch si inserisce nel programma Azioni culturali della Fondazione Donnaregina – Progetto XXI\, piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee promuove\, sin dal 2012\, la ricerca e la valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee\, dalle esperienze emergenti alle ricerche più radicali e seminali\, contribuendo alla costruzione di narrazioni alternative del contemporaneo e allo sviluppo di un sistema regionale delle arti fondato sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Morra ed è finanziato nell’ambito del progetto “Rilancio e sostegno della Fondazione Donnaregina – Sezione Progetto XXI” – POR FESR Campania 2014–2020.
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SUMMARY:Pensare in carta
DESCRIPTION:Pensare in carta\nNapoli ed. Laboratorio Diorama / Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporane\nun laboratorio di editoria fotografica curato da\nDITO Publishing\ntenuto da Martha Micali e Klim Kutsevskyy\n15 febbraio 10:00-18:00 / pausa pranzo 13:30-14:30 \nDescrizione\nIl workshop di DITO Publishing è un momento intensivo di confronto e sperimentazione con Martha Micali e Klim Kutsevskyy\, fondatori della casa editrice.\nAperto a fotograf§ e artist§ visiv§\, ha l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per lo sviluppo dei progetti editoriali di ambito visivo. \nIl laboratorio si fonda su alcuni principi consequenziali:\n– ascoltare / osservare\n– immaginare / riflettere\n– elaborare / fare esperienza \nOgni partecipante avrà la possibilità di mostrare una selezione di proprie fotografie / immagini e di avviare una riflessione sulle possibilità di sviluppo editoriale del materiale proposto. \nCosa serve:\n– curiosità e voglia di mettersi in gioco e a confronto\n– una selezione di max 40 fotografie / immagini già stampate\n(su carta usomano\, da intendere come provini da maneggiare\, no stampe fine-art) \nDurante il laboratorio sarà a disposizione dei partecipanti una selezione di libri fotografici pubblicati o curati da DITO\, insieme ad altri titoli provenienti da case editrici italiane e internazionali\, selezionati dalla libreria degli editori. Saranno stimolanti strumenti per approfondire le molteplici forme editoriali che può assumere un lavoro fotografico.\nMateriali utili di cancelleria\, come fogli\, penne\, matite\, colori\, forbici\, scotch\, spillatrici saranno forniti da noi. \nAi partecipanti verrà rilasciato un pacchetto digitale con i contenuti esposti durante il laboratorio e un libro pubblicato da DITO Publishing.\nIl pranzo è a carico del partecipante che dovrà premunirsi prima dell’arrivo o durante l’ora di pausa.\nLa ripresa delle attività è prevista puntualmente alle 14:30 \nProgramma  \n10:00 – 13:30 \nascoltare / osservare \n– Presentazione dei relatori e dei partecipanti\n– Brevi accenni sull’ecosistema del libro fotografico: autori\, editori\, photo editor\, designer\, tipografie e legatorie\, librerie\, festival e fiere\, etc. informazioni che i partecipanti troveranno poi nel pacchetto digitale consegnato\n– Facciamo pratica del libro: sfogliamo e commentiamo insieme i titoli proposti dagli editori\n– Introduzione all’editing e divisione in gruppi \n14:30 – 18:00 \nimmaginare / riflettere + \nelaborare / fare esperienza \n– Già divisi nei gruppi si inizia la parte pratica! Si presenteranno agli altri le proprie immagini\, alternando riflessioni individuali e confronti collettivi: ognuno dovrà ottenere un editing delle proprie immagini da portare alla fase successiva. Questa fase vuole stimolare l’esplorazione delle immagini e la creatività di ognuno assumendo diversi ruoli.\n– Che forma può assumere l’editing appena realizzato?\nApprofondiamo le possibilità del layout e delle forme libro attraverso la realizzazione di bozze\, disegni e mini-mockup.\n– Si torna a lavorare singolarmente dove ogni partecipante è invitato a realizzare un mini-dummy \nMax partecipanti: 8  \nCosto a partecipante: 80€ \nDITO Publishing è una casa editrice indipendente dedicata alla fotografia contemporanea e alle arti visive\, fondata a Roma nel 2020 da Martha Micali e Klim Kutsevskyy. I libri e i progetti editoriali nascono in stretta collaborazione con artisti e curatori e sono sviluppati da DITO Studio\, il nucleo progettuale della casa editrice che cura editing\, graphic e book design. \nIl progetto editoriale pone particolare attenzione alla ricerca sui materiali\, alla forma-libro e al bookmaking come spazio di sperimentazione\, con l’obiettivo di dare voce ai linguaggi visivi contemporanei e creare un ponte tra il mondo della fotografia e quello dell’arte. Parallelamente\, DITO promuove l’editoria indipendente attraverso eventi\, laboratori\, mostre\, tavoli collettivi e micro-festival. \nDiorama è il nucleo laboratoriale di ricerca e produzione fotografica nato nel 2025 da un progetto di Diana del Franco presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra unito all’esperienza in camera oscura di Carmine Covino. Il progetto si configura come uno spazio di indagine sul linguaggio fotografico\, orientato alla sperimentazione delle tecniche analogiche e alla diffusione di pratiche di sviluppo con particolare attenzione per quelle ecosostenibili. Attraverso un programma di workshop\, seminari e momenti di formazione teorico-pratica\, Diorama si propone come piattaforma di confronto tra saperi storici e pratiche contemporanee. \nDotato di una camera oscura e attrezzature fotografiche d’epoca esposte e a disposizione dei laboratori\, Diorama attiva un dialogo diretto tra la dimensione archivistica e la sperimentazione in atto.\nIl nome deriva dai termini greci διά (attraverso) e ὅραμα (immagine\, visione)\, e richiama il dispositivo di ricostruzione scenica ideato nel 1822 da Louis Daguerre e Charles Marie Bouton. Tale genealogia concettuale si estende fino a Étant donnés (1969) di Marcel Duchamp\, opera a sua volta citata da Luca Maria Patella nell’installazione ambientale Lo Scriptorium dell’Adepto (2013)\, realizzata per custodire l’archivio dell’artista presso la Biblioteca per le Arti Contemporanee. È qui accanto che si colloca il Laboratorio Diorama amplificando il dialogo tra creazione\, archivio\, spazio e immagine. \nIl logo rende omaggio ad Athanasius Kircher riprendendo l’incisione tratta dal Libro X del trattato Ars Magna Lucis et Umbrae (1671)\, il primo trattato in cui viene descritto il principio ottico della camera obscura e della lanterna magica.
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SUMMARY:Atlantide/Nuova Atlantide
DESCRIPTION:Maurizio Elettrico. Atlantide/Nuova Atlantide \na cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani \nFondazione Morra \nPalazzo Morone e Locanda Severino – Caggiano (Sa) \n19 dicembre 2025\, ore 18 \nLa Fondazione Morra è lieta di annunciare che\, in data 19 dicembre 2025\, sarà inaugurata la mostra di Maurizio Elettrico Atlantide/Nuova Atlantide\, a cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani. \nL’esposizione è concepita nel prospettico e luminoso progetto Atlantide/Nuova Atlantide\, avviato dalla Fondazione Morra a Caggiano – piccolo borgo del Vallo di Diano – nel segno di una visione olistica che\, in opposizione allo spirito unilaterale e specialistico\, unisce arte e scienza\, paesaggio e filosofia nella concreta utopia di sperimentare un nuovo modello di convivenza equilibrata e sostenibile. Del progetto\, Maurizio Elettrico accoglie il respiro ideale presentando nelle stanze della Locanda Severino della Fondazione Morra le opere di due artisti immaginari\, Porfirio Powers e Cervandro\, che abitano il mondo visionario de’ Lo scoiattolo e il Graal\, saga fantasy in sette volumi composta dall’artista a partire dal 2016. Un’opera che\, seguendo le vicende del protagonista Leo Bruno\, riflette la polisemia etimologica della parola Utopia che\, come osservava Lewis Mumford in Storia dell’utopia (1922)\, può derivare «dalla parola greca ‘eutopia’ che significa il buon posto\, o dall’altra parola greca ‘outopia’\, che significa nessun posto». \nItinerario gnoseologico e deposito di immagini\, ma anche catalogo di simboli e di paesaggi\, il romanzo di Elettrico alimenta l’esposizione caggianese che concepisce l’immaginifica e incompiuta proposta baconiana affidata alle pagine di New Atlantis (1627) – ipotesto a cui è ancorato l’ipertesto di Atlantide/Nuova Atlantide – come il palinsesto per sviluppare attraverso oniriche e misteriose soluzioni iconografiche le visioni di un mondo futuro governato da una nuova specie\, la bioaristocrazia che attraverso complesse ibridazioni e riprogrammazioni genetiche plasma artisticamente il regno animale e vegetale. \nUtopia e distopia\, realtà parallela e iperspazio indeterminato\, assurgono così a coordinate di una ricerca sapienziale che travalica le parole – «occorre sollevare le botole delle parole per scoprire altre botole\, e scendere così in un precipizio di invenzioni»\, annotava Giorgio Manganelli in Letteratura come menzogna (1968) – e costruisce la visione di uno scenario alternativo\, un cosmo animato da pensieri furiosi e da metamorfosi temporali e spaziali\, un nuovo mondo il cui scopo è «la conoscenza delle cause e dell’intima essenza delle cose; e l’ampliamento dei confini dell’impero umano\, fino a includere tutte le cose possibili» (Bacone). \nDi questo iconotesto abitato dalla calibrata combinazione di fisica e di alchimia\, dalla giustapposizione di mitologia e di fantascienza\, dall’associazione di cibernetica e biotecnologia\, si nutre l’universo artistico di Elettrico di cui si ritrovano i segni e le tracce nei due grandi cicli di opere realizzate dai due artisti immaginari convocati per gli spazi della Locanda Severino della Fondazione Morra. Così la mostra\, curata da Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, dispiega in una meditata scrittura espositiva ventuno grandi tele realizzate da Porfirio Powers che presentano visioni astrali di un mondo antidiluviano ed un corpus di dodici disegni creati da Cervandro\, che restituiscono invece una galleria di figure fantastiche\, i glostrock che simboleggiano le connessioni tra l’arte e le forze spirituali della natura. \nFulcro della fantasmagoria di apparizioni prodotta dalle opere dei due artisti immaginari di Elettrico\, sarà una gustosa rabelaisiana installazione commestibile\, un trionfante e nutritivo tavolo di convivio bandito in onore degli ospiti della Nuova Atlantide. \nL’inaugurazione della mostra sarà preceduta\, alle ore 18\, da un incontro-dialogo tra l’artista Maurizio Elettrico ed i curatori Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, che si svolgerà negli spazi di Palazzo Morone\, sede della Collezione Vettor Pisani della Fondazione Morra. Durante l’incontro l’attore e regista Andrea Renzi presenterà una selezione di letture tratte dal volume di Maurizio Elettrico\, Lo scoiattolo e il Graal. \nMaurizio Elettrico. Atlantide/Nuova Atlantide\, a cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani\, è una mostra realizzata con il sostegno della Fondazione Morra e con il patrocinio del DiSPaC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno. \nLa nuova Atlantide – Rivista Milena Edizioni \nInvito_ Atlantide_Nuova Atlantide
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SUMMARY:Giornata di Studi sugli Archivi - Mario Franco Art Days
DESCRIPTION:Per il quarto anno consecutivo\, la Fondazione Morra rinnova la sua collaborazione agli Art Days – Napoli Campania\, primo evento diffuso dedicato all’arte contemporanea tra il capoluogo campano e l’intera regione. La V edizione\, intitolata “Voci dall’alveare” e ispirata al racconto Freddo a Napoli di Italo Calvino\, si svolgerà dal 1 al 7 dicembre 2025. \nIn questa occasione\, Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/c\, Napoli) dedica una Giornata di Studi sugli Archivi a Mario Franco\, regista\, film-maker e storico del cinema napoletano\, mercoledì 3 dicembre 2025\, presso gli omonimi archivi ospitati nella sede dal 2017. \nGli Archivi Mario Franco costituiscono una preziosa raccolta che comprende oltre duemila volumi catalogati in OPAC\, film in pellicola e digitale\, dischi e CD: un corpus eterogeneo frutto di oltre cinquant’anni di attività del cineasta\, che dagli anni Settanta ha collaborato con Lucio Amelio e Giuseppe Morra\, documentando il passaggio a Napoli di protagonisti dell’avanguardia internazionale quali Joseph Beuys\, Andy Warhol\, Hermann Nitsch\, Shozo Shimamoto\, Vito Acconci\, Allan Kaprow e molti altri. \nLa Giornata di Studi si aprirà alle ore 11.00 con una tavola rotonda che vedrà dialogare Mario Franco\, Giuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\, Alberto Castellano (saggista e critico cinematografico) e Linda Tatafiore (Responsabile Archivi Fondazione Morra). \nIn contemporanea all’incontro\, negli spazi adiacenti alla Sala Cinema\, inaugurerà la Mostra d’Archivio\, curata da Mario Franco e Linda Tatafiore: una selezione di documenti e materiali inediti provenienti dall’archivio personale del cineasta\, che offre uno sguardo diretto sul tessuto culturale e artistico di Napoli dagli anni Settanta a oggi. \nDalle ore 14.00 alle 18.00\, la Sala Cinema ospiterà una rassegna di proiezioni dedicate alle Avanguardie a Napoli\, filmate e selezionate da Mario Franco\, tra cui tra cui L’enigma di Isidore Ducasse (1971)\, una serie di celebri performance di Joseph Beuys\, insieme ad altre videoproiezioni inedite rispetto al rapporto tra le avanguardie internazionali e il loro transito su Napoli. \nNel corso della giornata sarà inoltre possibile visitare la Biblioteca e la Cineteca del Fondo. \nIl talk delle ore 11 é aperto al pubblico\, con ingresso libero. \nPer le proiezioni pomeridiane\, a partire dalle ore 14\, la partecipazione è gratuita\, con registrazione obbligatoria tramite il link Eventbrite dedicato all’evento: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-di-studi-sugli-archivi-archivio-mario-franco-1976204143792?aff=oddtdtcreator \nELENCO PROIEZIONI DEL 03.12\nART DAYS 2025 – VOCI DALL’ALVEARE\npresso Casa Morra – Salita San Raffaele\, 20/c\, Napoli\nARCHIVI MARIO FRANCO \nDalle ore 14 alle 18: \n\nAutoritratto (1970)\, 5’48”\nRitratto L.A.\, L’Enigma di Isidore Ducasse (1971)\, 13’05”\nBeuys\, La rivoluzione siamo noi (1971)\, 15’12”\nStudio Morra\, 1974 -1992\, 9’21”\nCarlo Alfano presso la tomba del Tuffatore\, (Paestum 1972)\, 3’12”\nBeuys\, Palazzo Regale\, (1985)\, 10’10”\nVito Acconci\, Reception Room\, (1973)\, 10’45”\nShimamoto\, Un’Arma per la Pace\, (2006)\, 19’15”\nHermann Nitsch & Caravaggio\, (2010)\, 40’05”\nAlmerico De Angelis – Wearable Architecture – Azione di Strada (1980)\, 2’06”\nSettantasette\, (2010)\, 55’43”\nL’Accademia di Belle Arti a Napoli anni ’80\, (2003)\, 20’52”\nMa l’amore no\, (2004)\, 29’37”\nBeuys\, Sibilla Cumana (1980) 01’01”\nCasa Morra\, (2016)\, 4’06”
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SUMMARY:ARTAUD chez NITSCH
DESCRIPTION:ARTAUD chez NITSCH\ncon Gérard Pape \nVenerdì 28 novembre 2025\nMuseo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nore 19:00\n“Il teatro musicale azionistico oggi: Artaud chez Nitsch”\nGérard Pape in conversazione con Leopoldo Siano \nore 20:00\nARTAUD LE MÔMO (2020-2025)\nprima mondiale \ntesto di Antonin Artaud\nperformance di Gérard Pape (voce\, suoni\, azioni) \nAtti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati \ningresso libero fino al raggiungimento della capienza massima consentita \nGérard Pape (nato a New York nel 1955 in una famiglia italo-americana originaria di Sala Consilina) è compositore e psicoanalista lacaniano. Dal 1991 vive a Parigi. È stato direttore degli Ateliers UPIC / CCMIX (Centre de Création Musical Iannis Xenakis) dal 1991 al 2007\, un centro di computer music fondato dal compositore-architetto Iannis Xenakis. Nel 2008 fonda e tutt’oggi dirige il CLSI (Circolo per la Liberazione del Suono e dell’Immagine) a Parigi\, che è un ensemble di computer e strumenti acustici\, con cui produce concerti e festival.  Desiderio\, eccesso\, corpo e jouissance sono stati a lungo oggetto centrale della sua ricerca sulle nuove forme di opera e teatro musicale. È autore di libri quali MusiPoeSci. Writings about music\, a cura di Leopoldo Siano (Éditions Michel De Maule 2015) e Iannis Xenakis and the Ethics of Absolute Originality (Uteurp 2023). A partire dal 2000 Gérard Pape ha composto numerose opere ispirate al concetto di teatro totale o ‘teatro della crudeltà’ di Antonin Artaud\, tra cui Les Cenci (2000-2005)\, Artaud Variations (2022-2025) e Artaud le Mômo (2020-2025). La conversazione e il concerto del 28 novembre 2025 al Museo Hermann Nitsch di Napoli saranno dedicati ad un incontro immaginario tra Artaud e Nitsch. (Hermann Nitsch considerò Artaud come una sorta di ‘fratello spirituale’). In programma vi è la prima mondiale della nuova versione di Artaud le Mômo\, pezzo di teatro musicale sul testo omonimo di Antonin Artaud\, che prevede “atti rituali di parola e suono per voce elettro-fritta\, contrabbasso leggermente torturato e otto canali di suoni appena congelati”.
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SUMMARY:UN MILLESIMO DI SECONDO FA
DESCRIPTION:H.H. LIM \nUN MILLESIMO DI SECONDO FA\na cura di Giuseppe Morra e Antonello Tolve \n7 novembre 2025 – 7 febbraio 2026 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea è felice di annunciare il progetto speciale di H.H. Lim Un millesimo di secondo fa\, a cura di Giuseppe Morra e Antonello Tolve\, che sarà inaugurato il 7 novembre 2025\, alle ore 18:00. \nOrganizzata tra la grandiosa scala dell’edificio dove si avvita un immaginario Landskape (2023) e cinque ampie sale del primo piano\, la mostra presenta un ampio nucleo di lavori realizzati tra il 2011 e il 2025 in cui l’artista entra a spada tratta nel senso comune delle cose\, con una soggettività che le rimette in gioco sotto la via d’un processo esperienziale il cui fine è quello di creare cortocircuiti costruttivi\, di far brillare l’ovvietà per dar luogo a puri effetti di pensiero visivo. Sempre attenta a saldare radici orientali e estetiche occidentali\, l’opera di Lim invita a rileggere il mondo della vita con giochi labirintici in cui i linguaggi si divorano a vicenda per far emergere punti di domanda\, ma sempre con una possibilità biaperta al continuo e al discontinuo\, alla rottura\, alla flessibilità. \nCapotribù di una nuova idea dell’arte che pone attenzione al dettaglio e alla bellezza della fragilità\, Lim propone una strategia che si nutre di quotidiano e di memoria (come non pensare al lavoro del 2011 dedicato a sua madre\, Emotional Crisis) per evidenziare la potenza di un pensiero che si fa parola (è il caso dei Pensieri in siesta\, 2023) o di un paesaggio immaginario in cui si annidano rebus da svelare\, dove lo spettatore è invitato a togliere numeri o incognite (2XZ3XR8\, X89X32X e 9XX2X ne sono alcune) per ricostruire sempre la stessa frase che rimanda al titolo dell’opera: Let the Journey be the Destination (2020).  \nDi sala in sala\, come dispositivi che invitano il pubblico a vivere le meraviglie dello spazio e del tempo\, una serie di installazioni concepite appositamente per la mostra lasciano trasparire il desiderio che si compie nel circolo della ricerca\, quello di creare un’atmosfera totale in cui si avverte un carattere d’andirivieni del rapporto di tre piani temporali (passato-presente-futuro)\, con lo scopo di far risaltare la loro inevitabile indissociabilità. Non a caso al centro di questo progetto espositivo c’è con tutta la sua forza magnetica il tempo: Un millesimo di secondo fa indica infatti per Lim l’incapacità di stazionare nel presente\, di vivere dunque in un momento che scivola sempre su un altrove che non è soltanto un altro tempo ma anche un altro spazio. \nH.H. LIM\nUn millesimo di secondo fa\na cura di Giuseppe Morra e Antonello Tolve\ndal 7 novembre 2025 al 7 febbraio 2026 \nOrari di apertura\nMartedì – Venerdì | 10:00-18:30\nSabato | 10:00-14:00\nDomenica e lunedì chiusi\, festivi solo su appuntamento \n(per gruppi non inferiori a 10 persone
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SUMMARY:Les donnés mon alchive - LO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO
DESCRIPTION:Les donnés mon alchive\nLO SCRIPTORIUM DELL’ADEPTO\n(Eau et Gaz)\ndi Luca Maria Patella e Rosa Foschi \nri-apertura dell’installazione ambientale\na cura di Raffaella Morra · Loredana Troise · Diana del Franco \nda giovedì 25 settembre ore 18:30 a sabato 8 novembre 2025\nProrogata a sabato 17 gennaio 2026 \nBiblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\nVico Lungo Pontecorvo 29/d -80135 Napoli \ncon un laboratorio di poesia collettiva di Francesca Boemia Stefanelli\nsabato 4 ottobre 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18\nper info ed iscrizione (gratuita) biblioteca@fondazionemorra.org \nIl Progetto ha beneficiato del Contributo della Regione Campania a sostegno degli interventi\, delle attività finalizzati allo sviluppo\, promozione e valorizzazione delle Biblioteche di interesse locale Anno finanziario 2025 \nNel 2013 Luca Maria Patella e Rosa Foschi hanno progettato Les donnés mon alchive Lo Scriptorium dell’Adepto\, un’installazione ambientale nella Biblioteca per le Arti Contemporanee Fondazione Morra\, scrupolosamente ideata come “psicolavoro ‘in atto’ ”\, allestita secondo quei ritmi concettuali duchampiani capaci di ampliare nessi assecondando gli strati della Cultura coinvolti nel denso macchinario linguistico-visivo. \nOggi riapre alla fruizione di studiosi e visitatori\, fra carteggi\, volumi\, menabò\, libri-oggetto\, riviste\, gazzette\, segni di una poetica versatile mediata attraverso incisioni\, film\, installazioni\, opere monumentali\, fotografie\, testi letterari\, video e poesie visuali. \nLes donnés mon alchive lo Scriptorium dell’Adepto\, accessibile attraverso microscopici spiragli (fish eye)\, è una segreta e preziosa Wunderkammer attorno a cui le curatrici\, per celebrarne il ripristino\, hanno creato delicati ambienti ispirati ai 4 volumi editi da Edizioni Morra\, Io son Dolce Sirena (poesie del 2000 e 2002)\, Romanzo ferroviario (1974-2003)\, Patella Ressemble à Patella (2007)\, Dichiarazioni Noètiche+Imàgines e Romanzino del volume Stazione di Vita (2003-2011)\, seguendone le tracce\, collegate da un riferimento cromatico\, riconducibile alla teoria dei Colori Psichici di Lüscher e alle quattro funzioni psicologiche di Jung\, riprese anche per la Porta dei 4 Colori che contrassegna l’accesso allo Scriptorium. \nSarà possibile consultare il Fondo L. M. R. Patella della Fondazione Morra che consta di circa 1.320 unità bibliografiche. \nhttps://lucapatella.altervista.org/ \nhttps://www.fondazionemorra.org/it/archivi/luca-maria-patella
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SUMMARY:Schegge di Luminosità Independent Film Show
DESCRIPTION:SCHEGGE DI LUMINOSITÀ INDEPENDENT FILM SHOW\nfotografie di BIAGIO IPPOLITO e documenti video di ANDREA DE CUNZO LAMENDOLA \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\nTemporary gallery del Museo Hermann Nitsch\ngiovedì 11 settembre 2025 – sabato 8 novembre 2025 \nPROROGATA a sabato 17 gennaio 2026 \nSchegge di Luminosità Independent Film Show\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, è un progetto ideato per attualizzare le memorie attraversando le fotografie di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola estratti dalle edizioni della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Un’accuratissima selezione da un insolito ed esclusivo archivio di circa duemila fotografie di Biagio Ippolito: sono scatti poetici realizzati regolando l’apertura dell’otturatore in frazioni di un secondo per fissare un istante unico\, come la gestualità particolare del filmmaker mentre sfiora la pellicola\, il proiezionista dietro i proiettori 16mm\, i colori del tramonto e il Vesuvio. Le singole foto e le grandi tele delle sequenze fotografiche coinvolgono il visitatore in un rapporto di decifrazione e riconoscimento; chi ha partecipato alle precedenti edizioni può attivare le sinapsi e ritornare a ricordi e sensazioni\, mentre chi non ha vissuto in modo diretto quelle emozioni può visualizzare i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola. Dal 2012 al 2015\, con determinato e garbato approccio\, Andrea De Cunzo Lamendola ha filmato mimetizzato tra il pubblico\, e poi ha montato con maestria le expanded cinema performances di Karel Doing\, Sally Golding\, Les Nominoë\, Katherine Liberovskaya e Phill Niblock\, Lynn Loo & Guy Sherwin\, Lionel Palun\, Greg Pope e SULT\, Gaëlle Rouard\, Spatial (Matt Spendlove). \nLe fotografie di Biagio Ippolito evocano ricerca\, movimento\, escursione armoniosa di un intenso e inedito viaggio fotografico che ripercorre la parabola temporale della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Scandita secondo un percorso espositivo a lungo meditato\, la planimetria edificata con i video di Andrea De Cunzo Lamendola e le foto di Biagio Ippolito incrocia la visualità dinamica e ritmica di una temperie percettiva fatta di rimbalzi e collisioni cromatiche. \nLe 19 foto singole\, le 3 foto analogiche e le 10 grandi tele con le sequenze fotografiche delle edizioni IFS insieme alle expanded performances compongono l’inedita mostra fotografica di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola\, connessi a un’idea di racconto che si arricchisce con gli intrecci narrativi degli straordinari documenti video fra sorprendenti risonanze e tempi asincroni\, ad indicare la via per una sfumata figurazione del pensiero.
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SUMMARY:Festival PHONOSOPHIA
DESCRIPTION:Festival PHONOSOPHIA\n2° edizione\nFesta della Conoscenza attraverso il Suono\nper il solstizio d’estate 2025 \n20\, 21 e 28 giugno 2025\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nIl theatrum phonosophicum – in cooperazione con la Fondazione Morra (Napoli) – presenta la seconda edizione del Festival PHONOSOPHIA\, dedicato alla “Conoscenza attraverso il Suono”. \nCon respiro cosmopolita il Festival Phonosophia intende celebrare il solstizio d’estate con tre giornate dedicate alla conoscenza attraverso il suono e all’“ascolto totale”\, creando spazi esperienziali sinestetici in cui antichi saperi tradizionali vanno a coniugarsi con pratiche sperimentali (in questa edizione: dall’ecologia acustica all’arte acusmatica\, dal tantrismo kashmiro a maestri armeni del Novecento). \nIl Festival PHONOSOPHIA prevede eventi di diverso tipo: lecture-performance\, azioni sonore\, rituali di ascolto\, install’Azioni\, letture poetico-filosofiche\, “cinema per le orecchie” e workshops. \nIngresso libero – numero di posti limitato\nprenotazione obbligatoria:\nphonosophianova@gmail.com\ntel. 376 192 39 07
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SUMMARY:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale
DESCRIPTION:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale\nConvegno per il centenario dalla nascita di Julian Beck \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli\n17 giugno 2025 ore 16\,00 \nIl 17 giugno 2025\, negli spazi di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, la Fondazione Morra celebra il centenario della nascita di Julian Beck\, fondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, con un convegno dal titolo “I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per la valorizzazione delle esperienze teatrali radicali che hanno segnato la scena del Novecento\, e per mantenere viva la memoria attiva dei suoi protagonisti.\nA cento anni dalla nascita di Julian Beck\, il convegno intende esplorare la straordinaria attualità del suo pensiero e della sua opera attraverso una riflessione a più voci\, che intreccia analisi teoriche\, testimonianze dirette e prospettive critiche sul lascito del Living Theatre. Più che una celebrazione\, l’evento si configura come un atto di “convocazione dello spirito”\, per ripensare oggi\, in un tempo di disorientamento e trasformazione\, il potere rivoluzionario del teatro.\nI relatori – studiosi\, critici e testimoni di un incontro personale con la compagnia – porteranno il loro contributo in un confronto capace di restituire la complessità e la forza di un’esperienza teatrale che ha attraversato la storia\, trasformando il rapporto tra arte e vita\, tra scena e realtà.\nIl convegno si propone come momento di restituzione e rilancio di un’esperienza teatrale che ha saputo mettere in crisi l’ordine costituito\, generando nuove possibilità di relazione\, espressione e comunità. Una memoria che non si fossilizza\, ma continua a interrogare il presente. \nPROGRAMMA\nIntroduce: Rossana Suriano\, Progettazione culturale Fondazione Morra.\nModera: Lorenzo Mango\nInterventi di:\nIsabella Morra\, Presidente della Fondazione Morra;\nGiuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra;\nMarco de Marinis\, già Professore Ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bologna. \nRicordo di Julian Beck\, poeta teorico del Living Theatre;\nFranco Perrelli\, già Docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bari. Incontri con il Living: una testimonianza personale;\nCristina Valenti\, già Docente di Discipline dello Spettacolo\, Università di Bologna. “Convocare lo spirito”. Il teatro postumo di Julian Beck;\nLorenzo Mango\, Professore ordinario di Discipline dello spettacolo\, Università ‘L’Orientale’ di Napoli. Essere rivoluzionario dopo il fallimento della rivoluzione; \nLettura di testi tratti dal repertorio del Living Theatre a cura di: Cathy Marchand\, attrice. \nVideo-testimonianza di Eugenio Barba\, fondatore dell’Odin Teatret.
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SUMMARY:Geneva Voices 2 (version B)\, 2024
DESCRIPTION:PIERO MOTTOLA \nGeneva Voices 2 (version B)\, 2024\nPerformance-installazione sonora \n13 giugno 2025\, ore 18:00\nArchivi Living Theatre – Palazzo Bonito Oliva\nVico Elce\, 36 – Caggiano (SA) \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare\, il prossimo 13 giugno alle ore 18:00\, presso gli Archivi Living Theatre di Caggiano (Palazzo Bonito Oliva)\, la performance-installazione sonora Geneva Voices 2 (version B) di Piero Mottola\, artista e musicista sperimentale di fama internazionale\, fondatore e direttore del LER – Laboratorio di Estetica del Rumore. \nL’opera\, realizzata nel 2024 per la mostra “Tuning In – Acoustique de l’émotion” al Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra\, si presenta come un ambiente acustico immersivo costruito attraverso l’Autocorrelatore acustico: un sistema automatico generativo che produce “passeggiate emozionali” composte da 10 emozioni\, 8 percorsi e 600 voci multiculturali. Geneva Voices 2 indaga la voce umana come mezzo di espressione e trasmissione emozionale\, svincolata da contenuti narrativi\, in un viaggio sonoro imprevedibile e profondo\, dove l’ascoltatore è coinvolto in un’esperienza psicofisica di trasformazione. \nFrutto di una lunga ricerca iniziata nel 2015 all’Università Politecnica di Valencia e successivamente condotta in numerose istituzioni accademiche e museali internazionali\, Voices si fonda su una complessa Mappa a 10 emozioni\, generata da valutazioni empiriche e statistiche. Le emozioni – tra cui Paura\, Gioia\, Collera\, Calma\, Stupore – vengono espresse vocalmente da persone di diversa provenienza culturale\, senza contenuti semantici riconoscibili\, per restituire un’esperienza sonora originaria\, astratta e universale. \nNel caso specifico di Geneva Voices 2\, l’Autocorrelatore acustico è stato programmato per generare 21 cicli emozionali\, ciascuno di 7 minuti\, con evoluzioni dinamiche che attraversano progressivamente il contrasto emozionale massimo. Le voci\, prevalentemente femminili\, si intrecciano in modalità randomica e imprevedibile\, dando vita a un’onda sonora relazionale in continua trasformazione. \nL’evento si inserisce nella programmazione della Fondazione Morra come ulteriore approfondimento sul ruolo del suono e della voce nella costruzione di ambienti artistici multisensoriali e partecipativi\, in linea con la sua costante indagine sui linguaggi sperimentali del contemporaneo. \n\nPiero Mottola\, docente di Sound Design all’Accademia di Belle Arti di Roma\, ha esposto e performato in prestigiose sedi internazionali tra cui FIAC Parigi\, Biennale di Venezia\, Bienal de La Habana\, MACRO Roma\, Museo Nacional de Bellas Artes de La Habana\, Museo Hermann Nitsch – Fondazione Morra Napoli\, e il Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra. Il suo lavoro indaga il rumore e la voce come strumenti di relazione e profondità estetica\, promuovendo una visione dell’arte come esperienza interattiva\, empatica e trasformativa.
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SUMMARY:Atlantide / Nuova Atlantide
DESCRIPTION:Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura \n11 giugno 2025 – Castello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – Caggiano (SA) \na cura della Fondazione Morra \nL’11 giugno 2025\, nella suggestiva cornice del Castello Normanno del Guiscardo a Caggiano\, si terrà il convegno “Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura”\, promosso dalla Fondazione Morra nell’ambito del più ampio disegno di riconfigurazione del patrimonio artistico e intellettuale raccolto nel tempo da Peppe Morra. \nL’iniziativa\, parte di una visione che unisce arte\, scienza\, paesaggio e filosofia in un nuovo modello di convivenza sostenibile\, nasce dal desiderio di decentrare la riflessione culturale da Napoli – sede storica della Fondazione Morra – a Caggiano\, piccolo borgo del Vallo di Diano che diviene laboratorio sperimentale per una rinnovata alleanza tra sapere\, natura e umanità. \nIl convegno si articolerà in due sessioni – mattutina e pomeridiana – e ospiterà interventi teorici e operativi volti a delineare i fondamenti culturali\, filosofici\, scientifici e normativi per la nascita della Nuova Atlantide: un’utopia concreta\, ispirata tanto alla mitica isola narrata da Platone quanto alla visionaria “New Atlantis” di Francis Bacon\, ma ancorata a un territorio reale\, protetto e visionario come Caggiano. \nL’evento\, che coinvolge pensatori\, artisti\, docenti e ricercatori\, si propone come occasione di confronto trasversale\, capace di generare nuovi linguaggi per immaginare futuri desiderabili\, dove arte e conoscenza ritrovano un ruolo attivo nella costruzione di un mondo più giusto\, armonico e consapevole. \n\nPROGRAMMA \nSaluti istituzionali\, ore 9\,30 \n\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano;\nGiovanni Caggiano\, Presidente della Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele\, Consigliere comunale;\nPeppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra.\n\nPresentazione della giornata di studi\, ore 10.00 \n\nAgostino De Rosa\, Architetto\, Professore Ordinario di Fondamenti e applicazioni di geometria descrittiva\, e di Teoria e storia dei metodi di rappresentazione\, Università Iuav di Venezia.\n\nMattina\, ore 10.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nPaolo Spinicci\, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica\, Università degli Studi di Milano. La nuova Atlantide\n\n\nRomano Gasparotti\, già Docente di Fenomenologia dell’Immagine presso Accademia di Brera\, collaboratore del Laboratorio Museo Archivio delle Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, Napoli. L’ecosofia ultraecologica dell’arte: Joseph Beuys\, Hermann Nitsch\, Pierre Huyghe;\n\n\nVincenzo Cuomo\, Studioso di Estetica e Filosofia della Tecnica\, Direttore della rivista internazionale di filosofia Kaiak. Il comunismo ecologico e il buon uso (artistico) dei rifiuti;\n\n\nSabrina Vedovotto\, Storica dell’arte\, Curatrice\, Docente di Comunicazione espositiva\, Accademia di Belle Arti di Frosinone. Attingere dalla storia per diventare contemporanei.\n\nPausa pranzo \nPomeriggio\, ore 15.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nMassimo Pica Ciamarra\, Architetto\, tra i fondatori dell’Istituto per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica. Dirige “Le Carrè Bleu\, feuille internationale d’architecture”; Professor International Academy of Architecture. Apologia dell’armonia;\n\n\nDomenico Nicoletti\, Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino\, membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno\, Dipartimento di Farmacia\, Università degli studi di Salerno\, Biodistretto del Cilento. Biodiversità e “innesti” nei paesaggi evolutivi. La Strategia borghi salute e ben- essere (BSB) nel quadro di nuovi modelli di “governance”.\n\nContributo finale:  \n\nMaurizio Elettrico\, artista e scrittore. L’educazione di Pan\n\n 
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LOCATION:Castello Normanno del Guiscardo\, Vico Roma\, Caggiano (SA)\, Italy
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SUMMARY:IL TEATRO DELLE ORGE E DEI MISTERI 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion
DESCRIPTION:lo spettacolo dei 6 giorni dell’o.m. theater vuole essere la più grande e importante celebrazione dell’umanità […] è allo stesso tempo una festa popolare e un mistero dell’esistenza portato alla coscienza. la festa dell’o.m. theater non ha altro fine che la glorificazione mistica del nostro esserci. la festa conduce ad un’esistenza piena realizzata da persone che si avvicinano al sé. […]  \nl’intero corso della vita è condensato in un’esperienza mistica. l’intensità estatica dell’esistenza deve diffondersi in tutti gli ambiti dell’essere nella vita quotidiana. un mondo invaso da un’allegra giovialità dovrebbe permetterci un’immersione serena in tutte le possibilità di godimento. tutti i sensi devono essere intensificati e sensibilizzati. l’estrema sublimazione dell’eccesso è l’impeto di vitalità intensamente sentita che si diffonde in noi fino al gioioso rapimento dello stato di amore altruistico. l’amore non è inteso come un comandamento ma come uno stato\, come lo stato più alto dell’esistenza\, come la condizione dell’essere. l’amore è la mistica dell’essere diffusa in tutta la vita. \nHermann Nitsch \n  \nDa sempre il desiderio di Hermann Nitsch è stato avere la sede del suo O.M. Theater nel castello di Prinzendorf. Rita Nitsch sta perseguendo questa richiesta anche attraverso la realizzazione del 6-tage spiel 160.aktion. \nI giorni 1 e 2 di questa seconda versione dei 6 giorni sono stati rappresentati nel Luglio 2022; il terzo giorno\, dedicato a Dioniso\, dio del vino\, della gioia\, dell’uva\, della fertilità e dell’estasi\, è stato realizzato la domenica di Pentecoste 2023. Rita Nitsch ha compiuto il desiderio dell’Artista\, scomparso nell’Aprile 2022\, con l’aiuto di Andrea Cusumano\, Leonhard Kopp e Frank Gassner\, coordinando più di 60 attori e oltre 100 musicisti. \nQuest’anno\, dal 7 al 9 Giugno 2025\, si terrà l’ultima parte: l’esecuzione di 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion. \nIl compimento della vita dovrebbe essere una celebrazione e lo spettacolo dei 6 giorni del Teatro delle Orge e dei Misteri dovrebbe essere la più grande celebrazione dell’umanità! \nIl Teatro è il castello di Prinzendorf\, ogni ambiente interno e il paesaggio circostante\, incluse le cantine del Weinviertel\, l’area del Vino della Bassa Austria. \nhttps://www.nitsch-foundation.com/news/das-6-tage-spiel-2025/
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LOCATION:Atelier Hermann Nitsch\, Schlossstraße 1\, Prinzendorf\, 2185\, Austria
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SUMMARY:Il cinema delle Avanguardie
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno \nIl cinema delle Avanguardie\nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \n30 maggio – 11 luglio 2025\nOgni venerdì alle ore 18\,00 \nArchivi Cinematografici Mario Franco\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione della mostra Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche\, promossa dalla Fondazione Morra in collaborazione con la Fondazione Bonotto nell’ambito del quarto Anno di Millenanni\, prende il via la rassegna cinematografica Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dello storico del cinema Mario Franco. \nDal 30 maggio all’11 luglio 2025\, ogni venerdì alle ore 18.00\, gli Archivi Cinematografici Mario Franco di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea ospiteranno una selezione di film che esplorano le molteplici intersezioni tra cinema e avanguardia\, in un dialogo vivo con la ricerca verbo-visiva e sonora di Giovanni Fontana. La rassegna\, intitolata Il cinema delle Avanguardie\, propone un percorso attraverso le estetiche radicali e sperimentali che hanno segnato il Novecento e oltre\, mettendo in luce le contaminazioni tra linguaggio filmico e arti visive\, musica\, performance e poesia. \nFilm in programma: \nvenerdì 30 maggio 2025  \nOGGETTO di Mario Franco (1988\, 18′)\nVORMITTAGSSPUK di Hans Richter (1928\, 9′)\nFILM di Alan Schneider (1965\, 22′) \nvenerdì 6 giugno 2025 \n POVERE CREATURE di Yorgos Lanthimos (2023\, 140′) \nvenerdì 13 giugno 2025 \nBLOW UP di Michelangelo Antonioni (1966\, 106′) \nvenerdì 27 giugno 2025  \nHUMAN INSTALLATION: GENDER OBSOLESCENCE di Kyrahm (2009\, 9′)\nMARINA ABRAMOVIĆ\, RHYTHM 0 (1970 ca\, 7′)\nGÜNTER BRUS\, ACTION 25/7/65 (1965\, 10′)\nLIVING THEATER VS POLICE: FILMATI DI REPERTORIO (1972\, 32′) \nvenerdì 4 luglio 2025  \nJONAS MEKAS\, DA SALVADOR DALÌ AD ANDY WARHOL (1990\, 74′) \nALLEN GINSBERG\, READING AT THE LIVING THEATRE (1990\, 4′) \nvenerdì 11 luglio 2025  \nAMADEUS di Milos Forman (1984\, 180′) \nIl ciclo guarda alle Avanguardie Storiche – Duchamp\, Picabia\, Richter\, Satie\, Buñuel\, Ernst – per poi estendersi alle sperimentazioni degli anni ’60\, in movimenti quali Fluxus\, il Living Theatre\, il cinema Underground americano\, la Body Art\, la Pop Art e l’arte concettuale\, mettendo in relazione queste traiettorie con le pratiche transdisciplinari di Fontana\, in cui il linguaggio si fa corpo\, spazio e tempo. \nIl Cinema delle Avanguardie offre così una cornice visiva e storica per comprendere l’orizzonte artistico in cui si colloca l’opera di Giovanni Fontana\, sottolineandone le affinità e le risonanze con le esperienze cinematografiche più radicali del Novecento e contemporanee. \nIngresso libero fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:Cara Vali\, - Chiara Centioni
DESCRIPTION:Martedì 27 maggio 2025 alle ore 18:30 presso Casa Morra Archivi Mario Franco (Salita San Raffaele\, 20/C) si svolgerà la presentazione del libro Cara Vali\, di Chiara Centioni pubblicato da Castelvecchi Editore: un viaggio tra realtà e mito per costruire una differente vita sulle tracce di Vali Myers (Sydney\, 1930 – Melbourne\, 2003)\, artista\, poetessa\, danzatrice\, ecologista\, spirito libero e anarchico\, musa ed amica di famosi poeti\, artisti e musicisti francesi e americani dell’underground tra gli anni 1950-1980. \nLaureata in Architettura\, con una Specializzazione in Restauro e Riqualificazione Urbanistica al Politecnico di Milano\, Chiara Centioni ha studiato recitazione teatrale e cinematografica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Come attrice ha preso parte a produzioni italiane e internazionali e come conduttrice ha collaborato per dieci anni con il canale televisivo americano di televendite QVC. Sansone\, il primo cortometraggio da lei scritto e diretto\, ha collezionato premi in festival di tutto il mondo. Sta attualmente lavorando a serie tv\, lungometraggi\, documentari e podcast e collabora da anni con case di produzione italiane e straniere. \nChiara Centioni CARA VALI\,\nCastelvecchi editore Collana Raid\, pp. 176\, maggio 2025 \nUna vertiginosa odissea al confine tra realtà e mito\, in cui Chiara\, volto brillante delle televendite\, abbandona certezze borghesi per inseguire un sogno ossessivo: raccontare la vita di Vali Myers\, artista e musa selvaggia. Sullo sfondo di canyon selvaggi e coincidenze magiche\, Chiara intraprende un viaggio che dura anni\, incontrando mentori\, nemici e fratelli d’elezione\, affrontando sconfitte\, amori e rivelazioni. In dialogo con lo spirito indomito di Vali\, Chiara riscopre la propria natura primitiva\, imparando che la vera vittoria non è evitare il fallimento\, ma accogliere il precipizio. Una lettera d’amore alla libertà creativa\, un invito a trasformare la propria esistenza in un’opera d’arte\, celebrando la potenza femminile e il coraggio di essere pienamente se stessi.
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