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SUMMARY:2024-2026 | 50 anni di amicizia 1974-2024
DESCRIPTION:50 anni di amicizia 1974-2024 a cura di Giuseppe Morra allestimento 2024-2026 \n47.aktion 1974 düsseldorf\n50.aktion 1975 prinzendorf\naktion 1988 schloss prinzendorf\n130.aktion 2010 pfingstfest – festa di pentecoste museo nitsch e vigna san martino\, napoli\n135.aktion 2012 dionysos versus the crucified (part 1) istituto superior de arte 11.biennale havana cuba\n140.aktion 2013 berlino\n158.aktion 18.09.2020 sinfonia napoli museo nitsch napoli\n54.malaktion 2008 museo nitsch napoli\n77.malaktion 2017 casa morra archivi d’arte contemporanea napoli\nlehraktion 15.09.2018 dieci anni museo nitsch napoli\ndie eroberung von jerusalem (la conquista di gerusalemme) 1971/2008\ndas letzte abendmahl (l’ultima cena) 1983/2015\nkönig ödipus (edipo re) 1981/2017\nomaggio ad alberto burri 2015 città di castello\nlaboratorio dell’olfatto del gusto e del colore 2008\nteoria dei colori del o. m. theater 2008\nfotografie biagio ippolito 158.aktion 18.09.2020 museo nitsch\, napoli\nfotografie fabio donato e biagio ippolito 152.aktion 8.10.2017 casa morra archivi d’arte contemporanea\, napoli\nfotografie di biagio ippolito 130.aktion 23.05.2010 pfingstfest – festa di pentecoste museo nitsch e vigna san martino\, napoli\nfotografie satyagraha ottobre 2001 festspielhaus\, st. pölten\nfotografie aktionen 1962-1966 di heinz cibulka\ndocumentario su hermann nitsch di daniela ambrosoli (durata 60min)\nvideo 158.aktion sinfonia napoli 2020\nscala vico II avvocata \nmorra è sempre stato presente\, in ogni aspetto\, per me è un amico\, allievo\, maestro\, editore\, gallerista\, mecenate\, promotore e animatore. a dire il vero non volevamo niente l’uno dall’altro in modo diretto\, ma ci cercavamo. tutti e due avevamo carisma\, una forza di attrazione che ci ha permesso di costruire più di quanto sperassimo. il museo nitsch è una prova\, una testimonianza e una componente della nostra amicizia\, del nostro rapporto. \nhermann nitsch \nL’allestimento 50 ANNI DI AMICIZIA 1974-2024 curato da Giuseppe Morra per il biennio 2024-2026 propone al pubblico una visita che attraversa tra un’ampia selezione di opere tra relitti\, azioni pittoriche\, architetture\, fotografie e video delle azioni con l’intento di raccontare l’intenso lavoro del maestro Nitsch durante i cinquant’anni di amicizia e collaborazione con Morra. Il nucleo più consistente delle opere scelte è costituito dai relitti della 135.aktion diretta da Nitsch nel 2012 a Cuba in occasione della 11.biennale dedicata ai ragazzi dell’istituto superior de arte di Havana e i relitti della 158.aktion del 2020\, ultima azione del maestro\, che si svolse nella sala centrale del Museo Nitsch di Napoli. Il percorse è integrato dalla proiezione del film biografico di Daniela Ambrosoli del 2008 che ripercorre momenti salienti della vita dell’artista Hermann Nitsch con interviste e materiale d’archivio\, e il video dell’azione 158.aktion 2020 sinfonia napoli. Per approfondire la conoscenza del pensiero filosofico artistico del O.M. Theater di Hermann Nitsch è possibile consultare i testi esposti e presenti nel fondo della Biblioteca per le Arti Contemporanee.
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SUMMARY:“LIVING! Julian Beck pittore”
DESCRIPTION:L’Accademia Nazionale di San Luca ETS inaugura il nuovo spazio espositivo\nRIPENSE con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore” \na cura di Lorenzo Mango \nAnteprima stampa: giovedì 9 luglio 2026\, ore 12.00\nInaugurazione: giovedì 9 luglio 2026\, ore 18.00\nApertura al pubblico: 10 luglio – 14 novembre 2026\nAccademia Nazionale di San Luca ets / RIPENSE \nRoma\, Trastevere\, via Ripense 6 \nL’Accademia Nazionale di San Luca ets amplia la propria attività culturale con un nuovo spazio espositivo\, sempre a Roma\, originariamente acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja come sua futura sede. Disatteso quel progetto\, l’Accademia ha deciso di prenderlo in gestione per svilupparvi iniziative artistiche e culturali. \nIl nuovo spazio denominato RIPENSE\, dalla via dove si trova\, adiacente a Lungotevere Ripa\, nasce come storico deposito e magazzino all’ingrosso di profilati ferrosi e metalli. Concepite come un grande ambiente industriale di circa 400 metri quadrati\, le sue architetture conservano soffitti molto alti\, ampie campate libere e travi d’acciaio a vista\, originariamente progettate per sostenere i carichi e agevolare le operazioni di scarico delle merci. \nDal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d’arte contemporanea T293\, preservandone le strutture originarie. \nCome ha sottolineato Francesco Cellini\, Presidente dell’Accademia\, il nuovo spazio espositivo è “affabile\, agevole e duttile\, tale da favorire una maggiore articolazione delle nostre attività”. \nRIPENSE inaugura la sua attività con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore”\, a cura di Lorenzo Mango\, in programma dal 10 luglio al 14 novembre 2026. \nL’esposizione rende omaggio a Julian Beck (New York\, 1925 — 1985)\, attore\, regista\, pittore e scrittore\, anima e cofondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, e si focalizza sulla sua attività di pittore da cui trarrà i presupposti per gli esiti teatrali. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli\, che ha costituito l’Archivio Living Theatre\, affidato da Judith Malina a Peppe Morra\, con il quale sia lei sia Julian Beck intrattenevano da molti anni uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia. \nOggi l’Archivio\, che conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Julian Beck\, è ospitato presso Palazzo Prospero Morone a Caggiano (Salerno) ed è tutelato dal Ministero della Cultura (MIC) – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale\, Direzione Generale Archivi\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. \nLa mostra è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \nIl titolo della mostra è insieme un nome e un’esortazione: richiama naturalmente il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell’arte\, alla sua capacità di mettere in movimento il pensiero e l’azione\, dentro e fuori la cornice del quadro. \n“Quella di Julian Beck – dichiara il curatore Lorenzo Mango – è una figura veramente unica nel panorama artistico del Novecento. Il teatro\, ma in termini più generali l’arte\, erano pensati da Beck in un’intima fusione con la vita. L’artista era un pensatore di futuro\, impegnato a immaginare quadri\, spettacoli ma ancora di più mondi. La sua visione anarchica si tradusse in una scelta di vita che metteva al centro l’esperienza pacifista e un immaginario utopico. Tutto questo\, prima ancora del teatro\, si realizza nella pittura\, una zona meno conosciuta del suo lavoro\, eppure fondamentale perché ne rappresenta le premesse. Questa mostra\, la prima storicizzazione del suo percorso di pittore\, ne rende finalmente leggibili l’identità e gli sviluppi interni”. \nLa mostra mette a fuoco la vicenda meno nota\, e proprio per questo più affascinante\, dell’artista: quella di Beck pittore. Giovanissimo\, nel 1943 lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e\, nell’Autumn Salon del 1945\, espone accanto a William Baziotes\, Robert Motherwell\, Jackson Pollock e Mark Rothko\, entrando pienamente nel clima dell’Espressionismo astratto. \nPer oltre un decennio la pittura rappresenta il laboratorio privilegiato della sua ricerca: un esercizio di libertà costruito attraverso stratificazioni di segno e colore\, campiture vibranti\, collage di cartoline\, etichette e frammenti di stampa\, fino a una pratica che aspira a restituire\, come soleva ripetere\, la “crudezza del mondo”. \nNel 1958 Beck sceglie di abbandonare la pittura per dedicarsi\, come dirà\, “all’arte più sociale del teatro”. Non si tratta di una frattura\, bensì di un passaggio: le tensioni formali ed espressive della tela si trasferiscono nella materia teatrale\, diventando scrittura scenica\, corpo\, gesto e presenza. \nIn mostra una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944–1958\, affiancati da fotografie\, manifesti\, bozzetti\, costumi di scena\, materiali d’archivio\, inviti\, videoproiezioni con stralci di spettacoli teatrali e documenti\, tutti provenienti dall’Archivio Living Theatre. \nL’esposizione restituisce così l’unità di un percorso creativo e l’idea dell’opera d’arte totale\, in cui pittura\, parola\, scena e vita non costituiscono territori separati. A confermarlo è il ritorno alla pittura nel 1982 quando\, per The Yellow Methuselah\, Beck realizza un imponente fondale dipinto di settanta metri ispirato a Kandinskij. \nIl fondale non era un semplice elemento decorativo\, ma un’estensione dinamica della pittura nello spazio scenico\, capace di dialogare con l’azione teatrale e di definirne il ritmo percettivo. La pittura diventava così un’esperienza immersiva in cui spazio\, ambiente e corpi degli attori si fondevano in una composizione vivente. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo che contiene: le presentazioni del Presidente Francesco Cellini e quella dell’accademico Gianni Dessì\, il saggio del curatore Lorenzo Mango\, i testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino\, l’intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre del 1984 e l’intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. Il volume è inoltre corredato dalle riproduzioni di un’ampia selezione di opere e di tutte quelle esposte\, documentate anche dalle foto di Andrea Veneri dell’allestimento. \nLa mostra si avvale del supporto di Opera Laboratori
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SUMMARY:EXIT POETRY. Poesia futura
DESCRIPTION:EXIT POETRY. Poesia futura \nUna giornata dedicata alle nuove forme della parola\, della voce e della performance \nvenerdì 11 settembre 2026\nore 18:00  Presentazione libro\nore 19:30  Performance \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\n Salita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nLa poesia esce dalla pagina\, attraversa la voce\, il corpo\, il suono e la performance. \nVenerdì 11 settembre 2026\, Casa Morra ospita EXIT POETRY. Poesia futura\, una giornata dedicata alle molteplici forme della poesia e alle sue possibili trasformazioni\, tra scrittura\, lettura\, sperimentazione sonora e azione performativa. \nL’iniziativa è legata alla pubblicazione di Exit Poetry. Poesia futura\, volume edito da La Nave di Teseo e curato da Aldo Nove\, Gilda Policastro e Lello Voce. \nUn progetto che\, nelle parole dei suoi curatori\, assume fin dall’origine una forma diversa da quella dell’antologia tradizionale. «Questa non è un’antologia\, ma un Triperuno»: un calco del caos\, il risultato di un disaccordo moltiplicato per tre\, la fotografia necessariamente imperfetta di una dinamica viva e in continuo movimento. Exit Poetry. Poesia futura nasce da una presa di responsabilità nei confronti del presente: dalla necessità di collocare nel mondo le parole che del mondo fanno esperienza\, di attraversare il rapporto tra poesia e realtà e di interrogare ciò che accade attraverso le forme\, le immagini e i linguaggi della poesia. È una scommessa sulla capacità della parola poetica di riflettere il proprio tempo\, di penetrarne le trasformazioni\, di dare forma a ciò che emerge e\, insieme\, di aprire uno spazio per ciò che ancora non ha trovato una forma. I venticinque autori e autrici raccolti nel volume compongono una costellazione mobile\, nella quale ogni voce conserva la propria singolarità e\, al tempo stesso\, entra in risonanza con le altre. Ogni presenza apre un percorso\, suggerisce connessioni\, evoca altre possibilità: il libro diventa così uno spazio plurale\, attraversato da differenti sensibilità\, linguaggi\, esperienze e modi di intendere la poesia. È proprio nella ricchezza di questa pluralità che prende forma il progetto. Le diverse poetiche ampliano il campo della poesia\, ne moltiplicano gli strumenti e ne espandono le possibilità: scritture\, oralità\, sperimentazioni linguistiche\, forme ibride\, ricerca sonora e pratiche performative convivono all’interno di una geografia in continuo movimento. \nExit Poetry è dunque un attraversamento della poesia nelle sue diverse direzioni: un luogo in cui tensioni\, scommesse\, utopie e desideri generano nuove traiettorie. Una migrazione\, una diaspora. Una poesia presente e in movimento\, capace di procedere senza una meta già stabilita e di riconoscere nel vagabondare una forma di conoscenza\, di ricerca e di apertura. È in questo senso che la poesia raccolta in Exit Poetry. Poesia futura è poesia futura: il futuro non come previsione di ciò che verrà\, né come selezione anticipata di un possibile canone\, ma come dimensione già attiva dentro le composizioni. Abita le forme e i contenuti\, le necessità e i desideri\, le assenze e le ambiguità; attraversa i processi di scrittura\, le pratiche di ascolto e le continue trasformazioni della parola. Il futuro è già inscritto nel modo in cui queste poesie guardano il presente e ne mettono in movimento le possibilità. Sono voci che oggi si trovano sulla strada con il futuro: lo incontrano\, lo interrogano\, lo immaginano e\, attraverso la poesia\, contribuiscono a costruirne le forme. \nEXIT POETRY. Poesia futura a Casa Morra porta questa riflessione nello spazio vivo dell’incontro e della performance\, trasformando la presentazione del volume in una giornata di ascolto\, confronto e attraversamento delle pratiche poetiche contemporanee. \nIl programma si articola in due momenti. \nAlle ore 18:00 si terrà la presentazione del libro con Giovanni Fontana\, Gabriele Frasca\, Aldo Nove\, Gilda Policastro e Lello Voce. \nAlle ore 19:30 prenderà il via la performance\, della durata de percorso attraverso tre sezioni: Trauma\, Mutazione e Verità. \nLa Sezione Trauma vedrà protagonista Giovanna Marmo. La Sezione Mutazione riunirà Zoopalco – Gabriele Stera\, Riccardo lachini\, Eugenia Galli e Toi Giordani. La Sezione Verità sarà affidata a Caterina “Vipera” Dufi. \nLa performance porterà nello spazio scenico alcune delle direttrici che attraversano il progetto editoriale: il rapporto tra parola e corpo\, tra scrittura e voce\, tra forma poetica e presenza\, tra esperienza individuale e dimensione collettiva. La poesia si fa così materia da ascoltare e da attraversare\, gesto e presenza\, esperienza condivisa capace di mettere in relazione linguaggi e corpi. EXIT POETRY. Poesia futura si configura così come uno spazio di passaggio\, di ascolto e di trasformazione\, dove la poesia continua a ridefinire i propri confini attraverso l’incontro con altri linguaggi\, altre voci\, altri corpi. Un luogo aperto\, in cui ogni forma poetica può diventare punto di partenza per una nuova traiettoria. \nCome scrivono Aldo Nove\, Gilda Policastro e Lello Voce\, Exit Poetry è un progetto transeunte\, una materia in movimento\, un gesto che trova il proprio senso nella possibilità di oltrepassare continuamente il punto in cui si trova. A Casa Morra\, Exit Poetry assume così la poesia come forma del divenire: una pratica che attraversa il presente senza esaurirvisi\, capace di riconoscere nell’instabilità delle forme una possibilità di apertura. La poesia non descrive il futuro e non lo anticipa: ne custodisce la potenza\, lo lascia emergere nel gesto stesso della parola\, là dove ciò che è comincia già a farsi altro.
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