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SUMMARY:“LIVING! Julian Beck pittore”
DESCRIPTION:L’Accademia Nazionale di San Luca ETS inaugura il nuovo spazio espositivo\nRIPENSE con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore” \na cura di Lorenzo Mango \nAnteprima stampa: giovedì 9 luglio 2026\, ore 12.00\nInaugurazione: giovedì 9 luglio 2026\, ore 18.00\nApertura al pubblico: 10 luglio – 14 novembre 2026\nAccademia Nazionale di San Luca ets / RIPENSE \nRoma\, Trastevere\, via Ripense 6 \nL’Accademia Nazionale di San Luca ets amplia la propria attività culturale con un nuovo spazio espositivo\, sempre a Roma\, originariamente acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja come sua futura sede. Disatteso quel progetto\, l’Accademia ha deciso di prenderlo in gestione per svilupparvi iniziative artistiche e culturali. \nIl nuovo spazio denominato RIPENSE\, dalla via dove si trova\, adiacente a Lungotevere Ripa\, nasce come storico deposito e magazzino all’ingrosso di profilati ferrosi e metalli. Concepite come un grande ambiente industriale di circa 400 metri quadrati\, le sue architetture conservano soffitti molto alti\, ampie campate libere e travi d’acciaio a vista\, originariamente progettate per sostenere i carichi e agevolare le operazioni di scarico delle merci. \nDal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d’arte contemporanea T293\, preservandone le strutture originarie. \nCome ha sottolineato Francesco Cellini\, Presidente dell’Accademia\, il nuovo spazio espositivo è “affabile\, agevole e duttile\, tale da favorire una maggiore articolazione delle nostre attività”. \nRIPENSE inaugura la sua attività con la mostra “LIVING! Julian Beck pittore”\, a cura di Lorenzo Mango\, in programma dal 10 luglio al 14 novembre 2026. \nL’esposizione rende omaggio a Julian Beck (New York\, 1925 — 1985)\, attore\, regista\, pittore e scrittore\, anima e cofondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, e si focalizza sulla sua attività di pittore da cui trarrà i presupposti per gli esiti teatrali. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli\, che ha costituito l’Archivio Living Theatre\, affidato da Judith Malina a Peppe Morra\, con il quale sia lei sia Julian Beck intrattenevano da molti anni uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia. \nOggi l’Archivio\, che conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Julian Beck\, è ospitato presso Palazzo Prospero Morone a Caggiano (Salerno) ed è tutelato dal Ministero della Cultura (MIC) – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale\, Direzione Generale Archivi\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. \nLa mostra è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \nIl titolo della mostra è insieme un nome e un’esortazione: richiama naturalmente il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell’arte\, alla sua capacità di mettere in movimento il pensiero e l’azione\, dentro e fuori la cornice del quadro. \n“Quella di Julian Beck – dichiara il curatore Lorenzo Mango – è una figura veramente unica nel panorama artistico del Novecento. Il teatro\, ma in termini più generali l’arte\, erano pensati da Beck in un’intima fusione con la vita. L’artista era un pensatore di futuro\, impegnato a immaginare quadri\, spettacoli ma ancora di più mondi. La sua visione anarchica si tradusse in una scelta di vita che metteva al centro l’esperienza pacifista e un immaginario utopico. Tutto questo\, prima ancora del teatro\, si realizza nella pittura\, una zona meno conosciuta del suo lavoro\, eppure fondamentale perché ne rappresenta le premesse. Questa mostra\, la prima storicizzazione del suo percorso di pittore\, ne rende finalmente leggibili l’identità e gli sviluppi interni”. \nLa mostra mette a fuoco la vicenda meno nota\, e proprio per questo più affascinante\, dell’artista: quella di Beck pittore. Giovanissimo\, nel 1943 lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e\, nell’Autumn Salon del 1945\, espone accanto a William Baziotes\, Robert Motherwell\, Jackson Pollock e Mark Rothko\, entrando pienamente nel clima dell’Espressionismo astratto. \nPer oltre un decennio la pittura rappresenta il laboratorio privilegiato della sua ricerca: un esercizio di libertà costruito attraverso stratificazioni di segno e colore\, campiture vibranti\, collage di cartoline\, etichette e frammenti di stampa\, fino a una pratica che aspira a restituire\, come soleva ripetere\, la “crudezza del mondo”. \nNel 1958 Beck sceglie di abbandonare la pittura per dedicarsi\, come dirà\, “all’arte più sociale del teatro”. Non si tratta di una frattura\, bensì di un passaggio: le tensioni formali ed espressive della tela si trasferiscono nella materia teatrale\, diventando scrittura scenica\, corpo\, gesto e presenza. \nIn mostra una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944–1958\, affiancati da fotografie\, manifesti\, bozzetti\, costumi di scena\, materiali d’archivio\, inviti\, videoproiezioni con stralci di spettacoli teatrali e documenti\, tutti provenienti dall’Archivio Living Theatre. \nL’esposizione restituisce così l’unità di un percorso creativo e l’idea dell’opera d’arte totale\, in cui pittura\, parola\, scena e vita non costituiscono territori separati. A confermarlo è il ritorno alla pittura nel 1982 quando\, per The Yellow Methuselah\, Beck realizza un imponente fondale dipinto di settanta metri ispirato a Kandinskij. \nIl fondale non era un semplice elemento decorativo\, ma un’estensione dinamica della pittura nello spazio scenico\, capace di dialogare con l’azione teatrale e di definirne il ritmo percettivo. La pittura diventava così un’esperienza immersiva in cui spazio\, ambiente e corpi degli attori si fondevano in una composizione vivente. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo che contiene: le presentazioni del Presidente Francesco Cellini e quella dell’accademico Gianni Dessì\, il saggio del curatore Lorenzo Mango\, i testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino\, l’intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre del 1984 e l’intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. Il volume è inoltre corredato dalle riproduzioni di un’ampia selezione di opere e di tutte quelle esposte\, documentate anche dalle foto di Andrea Veneri dell’allestimento. \nLa mostra si avvale del supporto di Opera Laboratori
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SUMMARY:Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra
DESCRIPTION:Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026\nPORTAMI IL FUTURO \npresenta \nDialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra\na cura di Andrea Cusumano e Giuseppe Morra \nTeatro Consagra\, MAC\, ex chiesa di Gesù e  Maria\, Atelier Fondazione\nOrestiadi\,Belìce/Epicentro della Memoria Viva \n9 ottobre – 10 dicembre 2026\ninaugurazione 9\, 10\, 11 ottobre 2026 \nGibellina\, 6 ottobre 2026. Nel programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 prende il via Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra\, progetto espositivo\, performativo e di ricerca\, promosso dal Comune di Gibellina in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli. Curata da Giuseppe Morra e Andrea Cusumano\, l’iniziativa si configura come un dispositivo critico che assume la figura di Peppe Morra – gallerista\, editore\, collezionista e promotore culturale – quale paradigma di una pratica curatoriale fondata sulla relazione tra arte\, pensiero\, sperimentazione e responsabilità civile. Attorno alla sua visione si è costruita una costellazione di istituzioni e archivi che rappresenta oggi un patrimonio culturale di grande rilevanza\, ancora capace di produrre conoscenza e nuove forme di partecipazione. \nAttraverso opere\, installazioni\, performance\, proiezioni\, incontri\, materiali d’archivio\, testimonianze e pratiche interdisciplinari\, Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra si propone come una riflessione sul valore contemporaneo dell’archivio come organismo vivente e sulla collezione come spazio dinamico di relazioni. \nLa dimensione territoriale del progetto\, trasforma Gibellina in un unico spazio espositivo diffuso. Il percorso include il Teatro di Pietro Consagra\, per estendersi al Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e al suo Auditorium\, agli Atelier della Fondazione Orestiadi\, all’ex Chiesa di Gesù e Maria e a Belìce/Epicentro della Memoria Viva. Ogni sede\, che costituisce un capitolo autonomo\, fa sì che l’intera città diventi luogo stesso della mostra: non semplice contenitore di opere\, ma parte attiva nella quale architetture\, memoria urbana\, paesaggio e pratiche artistiche costruiscono un racconto policentrico. \nAl centro del progetto si incontrano le traiettorie di Peppe Morra e Ludovico Corrao\, figure  che hanno operato in geografie differenti ma animate dalla medesima convinzione che la cultura possa costituire una forma concreta di responsabilità pubblica. Se Corrao ha trasformato Gibellina in un laboratorio internazionale della rinascita attraverso l’arte contemporanea\, Morra ha dato vita\, tra Napoli e Caggiano\, a una costellazione di luoghi\, – la Vigna di San Martino\, il Museo Hermann Nitsch\, Casa Morra\, Atlantide-Nuova Atlantide – capaci di ridefinire il rapporto tra produzione artistica\, archiviazione\, educazione e territorio. Due esperienze che convergono in un unico modello culturale\, in cui l’arte è intesa come infrastruttura civile e dispositivo relazionale\, capace di attivare processi di consapevolezza condivisa e di costruire nuove forme di appartenenza. \nAccanto ad artisti storici – tra cui Vito Acconci\, Julian Beck\, Joseph Beuys\, Luciano Caruso\, Giuseppe Desiato\, Al Hansen\, Allan Kaprow\, Jean-Jacques Lebel\, Hermann Nitsch\, Luca Maria Patellà\, Vettor Pisani\, Errico Ruotolo\, Shozo Shimamoto – che hanno trasformato il rapporto tra arte\, teatro\, corpo e partecipazione\, si trovano nomi di artisti contemporanei – come Andrea Cramarossa\, Maurizio Elettrico\, Libero De Cunzo\, Fabio Donato\, Giovanni Fontana\, Mario Franco\, Thorsten Kirchhoff\, HH Lim\, Diego Perrone\, Andrea Rossi Andrea\, Matteo Fraterno\, Roberto Paci Dalò\, Cesare Pietroiusti\, Paul Renner\, Mary Zygouri – che proseguono il dialogo aperto dall’esperienza di Morra. L’obiettivo è restituire la pluralità di una ricerca nella quale il confine tra arti visive\, azione\, poesia\, teatro e vita viene continuamente ridefinito. \nA questo racconto si aggiunge lo sguardo di chi quella storia l’ha attraversata da vicino: il Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao ospita Camere d’Arte\, la mostra fotografica di Fabio Donato dedicata a oltre sessant’anni di ricerca e al suo lungo dialogo con Peppe Morra\, con lo Studio Morra e con la Fondazione Morra. \nAll’ex Chiesa Gesù e Maria sarà inoltre visibile Living Theatre – Rules of Civility mostra dei costumi di scena dello spettacolo teatrale del Living Theatre Rules of Civility\, riadattato da Hanon Reznikov da un testo omonimo di George Washington. Lo spettacolo è messo in scena durante le giornate di apertura\, e verrà presentato dal Teatro delle Bambole. \nIl progetto inaugura con tre giornate speciali che animano Gibellina con una fitta serie di appuntamenti e iniziative. Tra le tante iniziative ci sarà la proiezione di Nanni Balestrini: Poetry Boy\, film dedicato alla figura e all’opera di Nanni Balestrini\, poeta\, scrittore e artista tra i protagonisti della neoavanguardia italiana\, alla presenza della regista Nina Di Majo. Il palinsesto delle giornate inaugurali comprende inoltre Memoria ribelle\, riflessione sulla memoria politica e sociale dedicata alla Comune di Terrasini e a Radio Aut\, la radio libera fondata nel 1977 da Peppino Impastato\, con gli interventi di Marcello Faletra\, Satyamo Hernandez e Silvia Fardella. \nNella serata di domenica 11\, al termine dell’incontro di saluti\, il pubblico sarà coinvolto in una performance a sorpresa firmata da Luigi Cinque e Giovanni Fontana\, in un dialogo tra musica\, voce e sperimentazione che accompagnerà la conclusione della serata. \nCon questo progetto\, Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 amplia ulteriormente il proprio programma\, rafforzando una visione che mette in dialogo artisti\, archivi\, collezioni\, territori e comunità. La città\, i suoi musei\, le architetture e il paesaggio continuano così a configurarsi come un unico spazio di produzione\, ricerca e confronto\, nel quale l’arte contemporanea diventa strumento di lettura del presente. \nPROGRAMMA DELLE GIORNATE INAUGURALI \n9 OTTOBRE 2026 \nORE 10:30 – TEATRO CONSAGRA\nI Giganti dell’Arte dal Teatro: Vito Acconci\, Julian Beck\, Joseph Beuys\, Luciano Caruso\, Giuseppe Desiato\, Al Hansen\, Allan Kaprow\, Jean-Jacques Lebel\, Hermann Nitsch\, Luca Maria Patella\, Vettor Pisani\, Errico Ruotolo\, Shozo Shimamoto. \nI contemporanei: Andrea Cramarossa\, Maurizio Elettrico\, Libero De Cunzo\, Fabio Donato\, Giovanni Fontana\, Mario Franco\, Thorsten Kirchhoff\, HH Lim\, Diego Perrone\, Andrea Rossi Andrea\, Matteo Fraterno\, Roberto Paci Dalò\, Cesare Pietroiusti\, Paul Renner\, Mary Zygouri. \nORE 12:00 – AUDITORIUM MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA “LUDOVICO CORRAO”\nConferenza inaugurale \nORE 16:00 – MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA “LUDOVICO CORRAO”\nMostra Camere D’Arte di Fabio Donato. \nORE 17:30\nProiezione del film Nanni Balestrini: Poetry Boy di Nina Di Majo. \nORE 18:30\nIl Gruppo ’63: un’esperienza siciliana\nInterventi di Gino Di Maggio\, Giovanni Fontana\, Ada Lombardi\, Alessandra Pacelli. Letture di Giovanni Fontana. Testi d’autore di Anceschi\, Balestrini\, Eco\, Giuliani\, Pagliarani\, Porta. \n10 OTTOBRE 2026 \nORE 10:00 – MUSEO BELÌCE/EPICENTRO DELLA MEMORIA VIVA\nInaugurazione dell’installazione Sono presente a te di Matteo Fraterno. \nORE 11:30 – EX CHIESA GESÙ E MARIA\nLiving Theatre – Rules of Civility\nPerformance Teatro delle Bambole. \nORE 12:30\nMemoria ribelle\nBreve storia della Comune di Terrasini e Radio Aut nel ’77. Interventi di Marcello Faletra\, Satyamo Hernandez\, Silvia Fardella. \nORE 19:00 – TEATRO CONSAGRA\nPerformance “Tenebrae” di Roberto Paci Dalò \nORE 20:00 – TEATRO CONSAGRA\n“Dislessia Coreografica\, Mitologemi sonori” Testo e voce di Giovanni Fontana\, muscia di Marco Colonna. \n11 OTTOBRE 2026 \nORE 05.00 – TEATRO CONSAGRA\nQuartetto Maurice\, Nachtquartet Dionysos di Hermann Nitsch \nORE 11:00 – ATELIER FONDAZIONE ORESTIADI\nInaugurazione dell’installazione BULLMARKET di Mary Zygouri. \nORE 17:00 – TEATRO CONSAGRA\nIncontro di saluti: Interventi di Andrea Cusumano\, Andrea Viliani\, Eva Fabbris\, Giovanni Fontana\, Patrizio Peterlini\, Gino Di Maggio\, Marcello Faletra\, Giuseppe Morra.
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