BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Fondazione Morra - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Fondazione Morra
X-ORIGINAL-URL:https://www.fondazionemorra.org/it/
X-WR-CALDESC:Eventi per Fondazione Morra
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20180325T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20181028T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20190331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20191027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20200329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20201025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20210328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20211031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20200927T113000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20201115T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201214T163450Z
LAST-MODIFIED:20210114T140718Z
UID:3324-1601206200-1605459600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:UNDERNEATH THE ARCHES - Adrian Melis\, Terra Asciutta
DESCRIPTION:27 settembre – 15 novembre 2020\nOPENING 26 SETTEMBRE ORE 11:30\nAcquedotto Augusteo del Serino\nVia Arena Sanità 5\, Napoli \nA cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone \nProsegue\, nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nell’area Borgo Vergini-Rione Sanità a Napoli\, Underneath the Arches\, programma di arte contemporanea diretto da Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone\, in collaborazione con l’Associazione Vergini Sanità. La terza mostra del programma ospiterà\, dal 27 settembre al15 novembre 2020\, un intervento dell’artista Adrian Melis (L’Avana\, 1985) dal titolo Terra asciutta. La ricerca artistica di Adrian Melis si basa sull’analisi di specifici contesti socio-economici\, a partire da Cuba\, sua patria di origine\, per arrivare ai Paesi europei in cui ha lavorato negli ultimi anni. Ricorrendo a temi e dinamiche che interessano il lavoro\, Melis crea meccanismi che utilizzano deficit di partenza come possibile forza produttiva\, dando vita in alcuni casi a vere e proprie catene di montaggio che coinvolgono persone terze nel raggiungimento degli obiettivi. Con il progetto Terra asciutta\, realizzato appositamente per Underneath the Arches\, l’artista analizza e rende manifesto lo scarto esistente fra la funzione “attiva” e necessaria che in passato ha avuto l’Acquedotto Romano e il ruolo “passivo” e conservativo che oggi si richiede a quella stessa struttura. Adrian Melis\, attraverso un’azione fortemente simbolica\, innesca un nuovo processo in grado di restituire vitalità e funzionalità al luogo\, trasformando così il bene archeologico in un luogo produttivo e non solo contemplativo. L’artista riattiva\, in questo modo\, l’originario flusso d’acqua grazie a un reclutamento di forza lavoro nell’area Vergini-Sanità e mediante l’utilizzo sperimentale della tecnica cinematografica della Foley art. L’impresa poetica\, ma anche vana nella sua fugacità\, coinvolge il visitatore in forma immersiva sia in occasione dell’ inaugurazione\, durante la quale sarà realizzata un’azione performativa\, sia nel corso della mostra\, attraverso la restituzione di un’installazione ambientale site specific. \nNato nel 2018\, il progetto Underneath the Arches intende innescare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea\, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali\, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità\, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Campania\, ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e gode del patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. È supportato dalla Fondazione Morra e dal MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli. \nAdrian Melis è nato a L’Avana\, Cuba\, nel 1985. Ha studiato all’Università dell’Avana e nel 2014/2015 è stato in residenza presso la Rijksakademie di Amsterdam. Nel 2014 è stato finalista del Future Generation Art Prize del Pinchuk Art Center. Le sue mostre personali includono 2768.23\,53. 8. 1958. 57%. 1000\, Pori Art Museum (2020); Selective Memory\, Adn Galeria\, Barcelona (2018); Absolute silence does not exist\, Fundación Cerezales\, León (2018); Surplus Production Line\, Adn Galeria\, Barcelona (2015); STOCK\, MAS–Museum of Modern Art\, Santander (2013); New Production Structures\, Adn Galeria\, Barcelona (2012); The Value of Absence\, Kunsthalle Basel (2013). Tra le mostre collettive: After Leaving | Before Arriving\, 12th Kaunas Biennale\, 2019; Hors Pistes\, Centre Pompidou\, Paris (2015); Bread and Roses\, Museum of Modern Art of Warsaw (2015); Atopolis\, Manège de Surye WIELS contemporary Art Centre\, Mons (2014); How To Work\, Kunsthalle Basel (2012); FGAP\, Pinchuk Art Center\,Kiev (2014); Untitled (Two Takes on Crisis)\, de Appel Arts Centre\, Amsterdam (2016); Artlab\, Queens Museum of Art\, New York\, (2014); 10th Shanghai Biennale\, Shanghai (2014). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private\, tra cui il MAS-Museo de Arte Moderno y Contemporáneo de Santander y Cantabria\, il MACBA-Museu d’Art Contemporani de Barcelona\, Collection Alain Servais\, Collection Lemaître\, Collection A. de Galbert\, Collection Teixeiras da Freitas.\nIl tratto di acquedotto di epoca romana\, rinvenuto nel 2011 al di sotto del Palazzo Peschici-Maresca\, di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini\, rappresenta un’evidenza archeologica di fondamentale importanza\, parte di un percorso di oltre 100 km\, che dalle sorgenti di Serino arriva fino a Miseno. I ponti-canale\, utilizzati come fondamenta del Palazzo\, disegnano uno spazio stratificato\, adibito nel corso dei secoli a cantina\, rifugio\, luogo di discarica. Aperto al pubblico nel 2015\, il Sito è gestito dall’Associazione Vergini Sanità che lavora ad un progetto complessivo di recupero\, valorizzazione e fruizione\, denominato AquaAugusta. Dal 2017 è parte di Extra Mann\, una rete nata in collaborazione con il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli per valorizzare il patrimonio culturale meno conosciuto della città.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli \nAdrian Melis\n© photo Antonio Picascia\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Terra asciutta\, Acquedotto Augusteo del Serino\, Napoli  Adrian Melis © photo Antonio Picascia Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/underneath-the-arches-adrian-melis-terra-asciutta/
LOCATION:Acquedotto Augusteo del Serino\, Via Arena Sanità 5\, Napoli\, Italia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/12/5471000_1821_invito_definitivo_.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20200925T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20220924T000000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20200729T134242Z
LAST-MODIFIED:20211014T145933Z
UID:184-1601028000-1663977600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Hermann Nitsch – Sinfonia Napoli 2020
DESCRIPTION:settembre 2020 – settembre 2022\nOPENING 25 SETTEMBRE ORE 10:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Museo Nitsch di Napoli si rinnova per il biennio 2020-2022 con il progetto “Sinfonia Napoli 2020”. Inaugurazione il 25 settembre con un nuovo corpus di opere tra i “Relitti d’azione” e un’inedita collezione di pitture e disegni realizzati per l’occasione.\nUna costellazione di “sismografie vitali” che rappresenta esemplarmente il lavoro di Nitsch come uno sforzo ostinato verso la liberazione della sensibilità dalla disciplina di una civiltà anestetizzante\, una pratica di affermazione della vita attraverso il continuo rimando di corrispondenze olfattive\, tattili e visive del colore. Dai “relitti” che\, a dispetto del loro nome\, testimoniano una promessa di ritorno\, una “resurrezione dalla dissoluzione” sino alla pittura ed al disegno che celebrano per Nitsch la luce come condizione di esperibilità del mondo.\nLa riapertura del museo\, celebrata anche dalla composizione musicale “Sinfonia Napoli 2020”\, eseguita a porte chiuse dalla Nuova Orchestra Scarlatti diretta da Andrea Cusumano e presto fruibile on line\, conferma il sodalizio tra Hermann Nitsch e Giuseppe Morra\, iniziato nel 1974\, nel segno della forza creativa dell’arte e della continuità di un progetto che culmina gioiosamente nei festeggiamenti per i dodici anni del Museo napoletano. \nPer gli appuntamenti in programma la Fondazione Morra rinnova anche la collaborazione con Wine&Thecity: la rassegna\, che coniuga la promozione della cultura del vino e l’arte\, sarà presente il giorno dell’inaugurazione a partire dalle 17.00 con i vini della storica Azienda dell’Agro Pontino Casale del Giglio. \n \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/hermann-nitsch-sinfonia-napoli-2020/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/07/hermann-nitsch_resize.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20200702T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20200704T210000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201024T102428Z
LAST-MODIFIED:20210316T155453Z
UID:1010-1593723600-1593896400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 20th Edition
DESCRIPTION:2 luglio – 4 luglio 2020 \nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra\, Emmanuel Lefrant\, Andrea Saggiomo e Botborg. \nIndependent Film Show 20th edition è tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film in Italia\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS associazione culturale\, in collaborazione con Fondazione Morra.\nAbbiamo voglia di scariche emozionali\, non vogliamo rimandare questo incontro tra film-makers e fruitori\, vogliamo intensamente vivere questi tre giorni di Independent Film Show 20 edition e scoprire in presa diretta e con partecipazione attiva le soluzioni escogitate per scardinare le abitudini; senza nessuna divisione di genere\, Independent Film Show è libero e non insegue le mode\, la routine\, la costrizione commerciale\, l’esigenza dei numeri. Questi artisti sono abili comunicatori delle emozioni\, delle affezioni sensuali e delle psicologie percettive\, ed attraverso l’ideazione di complesse strategie audio-visive\, escogitano esercizi mentali e attitudini investigative\, intersecano memorie\, sensazioni\, sincronizzazioni e sinestesie\, guidano la nostra comprensione alla scoperta di inusuali meccanismi cognitivi. Essi traggono dalle proprie esperienze\, introspezioni\, capacità mentali e frammenti di vita; chiedono ai fruitori di riflettere in modo differente\, di interpretare queste emozioni come delle interferenze non comuni\, fuori da schemi abituali. Dalla prima edizione di Independent Film Show nel 2001 abbiamo appreso come attivare queste connessioni inusuali\, senza dover seguire l’intransigenza delle categorie\, la linearità delle narrazioni\, la rigidità delle funzioni prestabilite. I frequentatori dell’Independent Film Show sono abituati ad attivare un coinvolgimento profondo\, che si dirama nella mente come le geometrie interconnesse di Escher\, a comprendere/interpretare sensualmente\, ad entrare in sintonia. La creatività e l’ingegnosità è il comune denominatore di questa arte filmica realizzata simulando il movimento delle immagini minuziosamente selezionate\, non utilizzando il consuetudinario e le semplificazioni dell’automazione. \nI due programmi a cura di Raffaella Morra Exposure to chance e Welcome Happy Coincidences sono un incitamento a superare le avversità per non soccombere\, a cogliere il lato positivo nella casualità della vita e a saper scorgere le felici coincidenze. Queste opere sono dei percorsi metafisici che indagano le fisicità delle materie\, come la pietra e la sabbia lavica in ΑΠΟΚΑΤΑΣΤΑΣΙ di Matteo Fraterno\, i fenomeni naturali come il vento nei video Vent di Patrick Bergeron e Non si può nulla contro il vento dei Flatform (quest’anno invitati al Festival di Cannes)\, e le nuvole in Transformation di Telemach Wiesinger\, componendo mosaici di luoghi e assi di riferimento in continua trasformazione; ed ancora\, condividendo i frammenti di vita e i comportamenti umani in Got ‘Til It’s Gone di Kengné Téguia\, le memorie multi-etniche di territori alieni in Debris di Giuseppe Boccassini\, Orchard di Julie Murray\, Tender Feet di Fern Silva\, Morfología de un Sueño di Malena Szlam\, Itzcóatl del Colectivo Los Ingrávidos; per giungere agli haiku visivi-sonori di PTKHO di Mahine Rouhi\, Bételgeuse di Hugo Verlinde\, For A Young Filmmaker di Sandra Davis\, brRRMMMWHEee II di Billy Roisz\, e alle memorie storiche e personali in Nach Osten Schauen di Deborah Phillips\, e 14 Juillet di Olivier Fouchard\, con le sue parole “…capaci di svegliare i dormienti e dir loro che la rivoluzione non è soltanto una festa…”. \nSight of Sound è il programma di Mike Cooper\, da più di cinquant’anni chitarrista\, cantautore di folk-blues\, esploratore/sperimentatore di generi dall’improvvisazione alla musica elettronica\, autore di saggi e storico delle musiche e dei musicisti del Pacifico\, artista visivo e film-maker. Inizialmente ha realizzato film Super 8mm\, ma quando il medium è diventato difficile da acquistare e sviluppare\, ha prima utilizzato una videocamera economica che produceva un’immagine di due pixel e mezzo\, e di recente una fotocamera Full HD Sanyo da 10 megapixel\, e come afferma “…abbastanza piccola da esser discreta e realizzare degli hip-shots (riprese fortuite). Mike Cooper ha realizzato dei brevi video che condividono quella degradata qualità lo-fi che gli piace tanto\, delle ‘poesie leggere’ come li definisce: “…Tendo a girovagare con la videocamera in tasca\, a scattare foto senza intenzioni particolari e dopo nell’editing a modificare qualcosa”. \nLight Cone\, una collezione viva a cura di Emmanuel Lefrant\, film-maker e direttore di questo propagatore di films e video\, riflette la diversità del catalogo di distribuzione dal 1982 ad oggi\, e testimonia la ricchezza di questo cinema che vive da più di un secolo ai margini dei circuiti commerciali. Al suo interno vi sono rappresentati tutti i grandi movimenti filmici delle avanguardie del XX secolo fino al contemporaneo\, contando più di 5500 opere\, realizzate dal 1900 ad oggi da più di 800 artisti e film/video-makers provenienti da tutto il mondo. Nel programma c’è il 16mm Tönendes Abc (Abc In Sound) di Laszlo Moholy-Nagy del 1933 scomparso per più di 80 anni e ritrovato dai curatori del BFI\, incorporato in una bobina che conteneva anche i film di Oskar Fischinger\, ed inoltre le opere realizzate tra il 2010-2019: Kitchen Beets di Bea Haut\, Bruit Blanc di Jérôme Cognet e Karen Luong\, Freeze Frame di Soetkin Verstegen\, ATHYRIUM FILIX-FEMINA di Kelly Egan\, Das Schöpfwerk di Jürgen Reble\, Or / Or\, Hawick di Jacques Perconte\, Camera Sick di Jeremy Moss\, The Exile / Pituvahalayā di Rajee Samarasinghe\, Borgo di Lucie Leszez\, Words of Mercury di Jerome Hiler. \nDal 2009\, 70FPS è un progetto di expanded cinema del film-maker Andrea Saggiomo\, con cui ha improvvisato in diversi paesi europei collaborando con musicisti e artisti internazionali. Ancora no! (2018) è una pellicola Super 8mm su cui ha stampato manualmente (con la tecnica del rayogram) insetti e foglie insieme a ritagli di altri film\, senza una continuità lineare di fotogrammi; nella proiezione (a velocità variabile) queste immagini si animano\, entrano in relazione fra di loro\, producono rumore trasformandosi in un film attraverso lo sguardo\, non esiste il film senza che qualcuno lo proietti e qualcun altro lo ammiri e ascolti. Transparent Nature (appena composto e presentato in prima visione) è descritto come “…la natura trasparente del film messa a dura prova dalla volontà di guardare dentro ai ricordi\, in quel brodo primordiale da cui tutto ha avuto origine e dentro al quale\, volenti o nolenti\, siamo ancora immersi”. \nBig Screen Brutals a cura di Botborg è una celebrazione di sei video ‘brutali’ di artisti contemporanei che impiegano un’estetica massimalista nella video art e nelle sonorità elettroniche e noise. Sono delle combinazioni glitchy (errore/problema tecnico) di suono e visione psichedeliche e violente\, dei cortocircuiti elettro-sciamanici che conducono verso un nuovo stato di surrealtà: in Clairvoyant di Der Kleine Kreis delle forme ridotte\, quasi geometriche\, si muovono sullo schermo in schemi aleatori per formare una connessione sinestetica con il suono\, Crashed Universal di UCNV è realizzato attraverso una ricerca precisa dei media digitali\, in Krushers of False Mechaniks (2D version) di The Superusers una fonte di luce diventa incandescente\, cambiando colore con regolarità prima di trasformarsi in un’esplosione intensa di schemi crollanti\, Tzara di Guillaume Vallée è un film/video ibrido creato dal found-footage 16mm di un oscuro documentario e si ispira al processo creativo di Tristan Tzara\, in Anulus Pexie di Norihiro Sekitani & Sgure si muovono colorati collage distorti del corpo e delle viscere umane\, Kokofreakbean per realizzare God Knox dice: “…ho usato After Effects\, Maya\, Photoshop\, Reaktor\, Premiere\, jenkem\, trucioli di callo d’ippopotamo nano e olio di gomito per concepire ed eseguire questa auto-inseminazione”. \nBotborg è un gruppo internazionale di performance audio-visive che fondono e ricollegano segnali elettronici grezzi per creare delle esperienze visceralmente intense e sinestetiche di suono-colore. Utilizzando una complessa gamma di elettronica personalizzata\, Botborg creano dal vivo degli assalti multisensoriali di colore e ritmo interdipendenti\, per invocare la massima stimolazione possibile della mente e del corpo dei fruitori. Le performances di Botborg sono essenzialmente dimostrazioni pratiche del proprio “meta-strumento” noto come “Fotosonicneurokineasthograph”. Questa è una macchina feedback complessa che incorpora un mix intricato di nuove e vecchie tecnologie\, che vengono modificate e personalizzate in base alle caratteristiche uniche del luogo. Sebbene gli operatori umani di Botborg siano abili manipolatori del sistema\, l’utilizzo è ugualmente imprevedibile e incontrollabile\, permettendo di apparire e suonare in modo diverso in ogni occasione. Ogni dimostrazione è improvvisata e l’unico materiale di origine proviene dal “Photosonicneurokineasthograph”.\n  \n \n  \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/independent-film-show-20th-edition/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/flex2013-03.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20200220
DTEND;VALUE=DATE:20200221
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201022T140037Z
LAST-MODIFIED:20201022T140037Z
UID:959-1582156800-1582243199@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Musei d’artista: collezione\, esposizione\, narrazione - giornata di studio
DESCRIPTION:20 febbraio 2020 \nOPENING 20 FEBBRAIO ORE 11:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Massimo Maiorino e Stefania Zuliani \nSeguendo le traiettorie di ricerca proposte dalla museologia critica e le pratiche espositive che contraddistinguono lo spazio presente dell’arte\, il museo si configura in modo crescente come complesso palinsesto narrativo\, spazio di crossing-over disciplinari che rimodula il rapporto tra pubblico e collezione attraverso l’intersezione tra scrittura espositiva ed esigenza narrativa. \nProtagonisti di queste nuove prospettive museali sono gli artisti che\, divenuti sempre più curatori\, collezionisti\, museologi\, figure transmediali e artefici del sistema museale contemporaneo\, hanno contribuito con la loro riflessione al mutare della voce delle cose e a offrire una diversa interpretazione del museo\, attivando variegate forme di micro-narrazione e sottili processi di soggettivazione legati all’esperienza dei visitatori. Operando su questo fronte\, cioè muovendosi tra le pieghe che uniscono/dividono atelier e museo\, collezione e installazione\, narrazione ed esposizione\, si distinguono alcune significative prospettiche esperienze di contatto\, musei d’artista a un tempo esemplari e singolari di cui il Museo Hermann Nitsch di Napoli è modello e riferimento certo. \nAttraverso il contributo di studiosi che hanno variamente attraversato nelle loro ricerche questioni di arte\, di critica e di museologia contemporanee\, la giornata di studio intende mettere in luce indirizzi teorici e singole sperimentazioni che\, in Italia e non solo\, caratterizzano la costellazione\, ampia e inquieta\, dei musei d’artista\, la cui crescente presenza rappresenta uno delle più credibili opportunità di azione e di creazione per il museo del XXI secolo. \nL’incontro che rientra nelle attività del Dottorato di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica dell‘Università di Salerno segna la collaborazione attiva tra il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno e la Fondazione Morra di Napoli. \nCoordina Stefania Zuliani \nInterventi: \nFrancesca Gallo (Università La Sapienza\, Roma)\nMaria Giovanna Mancini (Università di Bari)\nMassimo Maiorino (Università di Salerno)\nAntonella Trotta (Università di Salerno)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/musei-dartista-collezione-esposizione-narrazione-giornata-di-studio/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/Evento-facebook_page-0001-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20200215T120000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20200314T140000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20200729T145843Z
LAST-MODIFIED:20210219T152715Z
UID:196-1581768000-1584194400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Matteo Fraterno - Esperienze / L’infinito intrattenimento
DESCRIPTION:15 febbraio – 14 marzo 2020\nOPENING 15 FEBBRAIO ORE 12:00\nFondazione Morra – Biblioteca per le Arti Contemporanee\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \na cura di Loredana Troise e Pasquale Persico \nCome sognare dentro una biblioteca? È l’interrogativo che riecheggia nella Biblioteca per le Arti Contemporanee della Fondazione Morra\, in occasione di Esperienze / L’infinito intrattenimento\, di Matteo Fraterno. Un percorso che lascia trasparire tutte le caratteristiche di un meticoloso viaggio d’archeologia contemporanea\, dove tutta una serie di oggetti e “installazioni” tratti dal vissuto dell’artista e delle humanae litterae\, sembrano rivivere sotto la luce di sottili poemi visivi. Ogni singolo oggetto disegna uno scenario ontologico\, la cui forza evocativa è racconto pensato come un dispositivo che si insinua nelle fitte trame della letteratura di viaggio. Esperienze / L’infinito intrattenimento\, infatti\, è anche l’indicazione topografica di un luogo specifico già esplorato dall’artista – il sito archeologico di Oropos\, dove i pellegrini sostavano per la notte in una condizione di mitica incubazione purificatrice – ora riferimento ideale e portatore di una nuova avventura per la conoscenza\, modello stimolante da veicolare e proporre ancora. Con un atteggiamento tautologico\, Matteo Fraterno durante un mese di permanenza nei luoghi della biblioteca della Fondazione Morra\, risemiotizzerà il tempo della lettura scandagliando nel passato\, per tracciare un processo intellettuale sempre più aperto alla ricerca\, allo scavo\, all’approfondimento\, alla lettura e alla rilettura sussurrata\, declamata\, partecipata. Tra i materiali esposti\, i simboli di una cartografia mnestica infinita: un giaciglio di pelli di montone su cui “sognare meglio”; i libri Il bibliotecario di Leibniz di Sergio Givone e L’infinito intrattenimento di Maurice Blanchot\, da cui prende il titolo questa esperienza; alcuni riferimenti fotografici dei transiti di viaggio dell’artista; un vaso di ceramica verde\, impronta di continuità simbolica con la prima esperienza di collaborazione con Giuseppe Morra nella Vigna San Martino del 1995;  una poltrona gialla che l’artista\, riferisce cromaticamente al libro dei Pensieri non funzionali (Ed. Morra) di Cesare Pietroiusti. Visioni e dispositivi che invitano lo spettatore a uno sguardo ricettivo in uno spazio immersivo. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Esperienze/ L’infinito Intrattenimento\, Biblioteca del Museo Nitsch\, Napoli\, \n© Photo Danilo Donzelli\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Esperienze/ L’infinito Intrattenimento\, Biblioteca del Museo Nitsch\, Napoli\, \n© Photo Danilo Donzelli\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Esperienze/ L’infinito Intrattenimento\, Biblioteca del Museo Nitsch\, Napoli\, \n© Photo Danilo Donzelli\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Esperienze/ L’infinito Intrattenimento\, Biblioteca del Museo Nitsch\, Napoli\, \n© Photo Danilo Donzelli\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Esperienze/ L’infinito Intrattenimento\, Biblioteca del Museo Nitsch\, Napoli\, \n© Photo Danilo Donzelli\nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lorem-ipsum-dolor-sit-amet/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/07/matteo-fraterno-2020.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20200130
DTEND;VALUE=DATE:20200131
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201022T132419Z
LAST-MODIFIED:20210223T120009Z
UID:947-1580342400-1580428799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:ECONOMIES OF LIVING Video art from Croatia
DESCRIPTION:30 Gennaio 2020\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Adriana Rispoli e Karla Pudar\nSaranno presenti gli artisti Marko Markovic e Igor Grubic \nAttraverso il lavoro di 6 artisti\, lo screening Economies of Living presenta uno spaccato della produzione di video arte made in Croatia intorno al tema dell’economia e intrinsecamente al medium stesso delle immagini in movimento. La parola economia – dal greco oikos /casa e  nomos / legge – è affrontata nei sei lavori esposti in accezioni diverse relative sia alla sfera più intima che a quella collettiva\, in una micro dimensione nell’ambito del quotidiano e macro in uno scenario pubblico urbano. \nDa un approccio cinematografico alla graphic animation passando per la documentazione performativa fino all’ animazione\, Economies of Living restituisce la ricchezza delle sperimentazioni in campo visivo di un’area artistica estremamente prolifica dell’Est Europa. \nEconomies of Living\, a cura di Adriana Rispoli e Karla Pudar\, è la seconda collaborazione tra la Fondazione Morra di Napoli e la ONG Domino Project di Zagabria dopo l’evento Smashing the Myth del 2018 ed è supportata dalla Città di Zagabria. \n  \nPROGRAMMA\nMilijana Babić\nWorking day\nDocumentazione video della performance\, 2011 \nL’azione Working Day pone in essere la situazione problematica in cui si trovano molti artisti freelance in Croazia quando si tratta di mera esistenza\, e mette in discussione lo stato di artisti freelance nella nostra società. Il titolo del progetto evidenzia ironicamente l’insufficienza della nostra professione all’interno della quale non è possibile sopravvivere\, a causa del fatto che il nostro lavoro è a malapena pagato e il mercato dell’arte contemporanea non esiste. In altre parole\, lavoro e compenso non sono nello stesso pacchetto. Con l’atto simbolico di scavare nei cassonetti dei rifiuti\, alla ricerca di spazzatura rimborsabile\, indossando una maglietta con il logo dell’ Associazione Artisti Freelance Croati\, questo lavoro mira ad aggiungere gli artisti freelance nella crescente lista dei socialmente a rischio – accanto a senza tetto\, pensionati e disoccupati… \nMilijana Babić (Rijeka Croazia) artista che lavora con installazioni\, performances e azioni artistiche. Ha una laurea in belle arti all’Institute of Technology di Durban\, Repubblica del Sud Africa\, e un master all’Accademia di Belle Arti e Design di Ljubljana\, Slovenia. Collabora da molto tempo con il festival City of Women in Ljubljana. Tra il 2007 e il 2014 ha lavorato come socio all’Accademia di Arti Applicate a Rijeka. È membro dell’associazione di artisti Delta 5 a Rijeka. Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo.\n  \nDrako Fritz\nZagreb Confidential – Imaginary Futures\nFilm sperimentale\, 13’30”\, 2015 \nIl video esplora le visioni del futuro rappresentate attraverso lo sviluppo urbano. Nella sua essenza\, può essere considerato come una forma di struttura temporale e come tale mette in discussione non solo la visione del futuro su un esempio realistico della Nuova Zagabria ma anche la struttura del film stesso. \nDarko Fritz è artista\, curatore indipendente\, ricercatore e graphic designer. È nato nel 1966 in Croazia\, e attualmente vive e lavora ad Amsterdam\, Zagabria e Korčula. Il suo lavoro colma il divario tra la pratica dell’arte contemporanea e la cultura dell’arte mediale. È fondatore e programmatore de La Grey Area – spazio di arte contemporanea e mediale dal 2006.\n  \nIgor Grubić\nHow Steel Was Tempered\nAnimazione in 2D\,12’40”\, DCP\, 2018 \nUn padre porta suo figlio in una fabbrica abbandonata dove un tempo lavorava. L’edificio è stato a lungo ridotto come simbolo fatiscente del nuovo sistema. Tuttavia\, lo spazio sarà rapidamente portato in vita da scene registrate di solidarietà dei lavoratori\, che ispireranno un piccolo gesto di ribellione. Quell’atto simbolico si trasformerà in un momento di catarsi e ristabilirà il rapporto tra padre e figlio. Il film è stato presentato al Padiglione Croato alla Biennale di Venezia 2018. \nIgor Grubić è attivo come artista multimediale a Zagabria fin dai primi anni Novanta\, realizzando fotografie\, video e azioni site-specific. I suoi interventi nello spazio pubblico\, insieme alle opere video\, esplorano le situazioni politiche passate e presenti\, attraversando il tessuto della realtà. Grubić ha partecipato a numerose importanti mostre internazionali tra cui Manifesta 4 (Francoforte\, 2002); Manifesta 9 (Genk\, 2012); Mumok (Vienna\, 2009); 11. Biennale di Istanbul (2009); 4. Fotofestival Mannheim Ludwigshafen\, Heidelberg (2011); East Side Stories\, Palais de Tokyo (Parigi\, 2012); Gwangju Biennale (2014); Zero Tollerance\, MOMA PS1 (New York 2014); Degrees of Freedom\, Mambo (Bologna\, 2015); Heavenly creatures\, MG+MSUM (Lubiana\, 2018); The Value of Freedom\, Belvedere 21 (Vienna\, 2018). Ha rappresentato la Croazia alla 58° Biennale di Venezia.\n  \nAna Hušman\nLunch\nVideo color PAL\, 4:3\, 16mm trasferito a BETA\, 16’40’’\, 2008 \nLe regole del comportamento corretto trovate nei libri di etichetta si presentano per favorire la comunicazione e aiutare le persone a capirsi l’un l’altro. Affermano inoltre di aiutarci ad impegnarci socialmente con maggiore facilità e fiducia in noi stessi. Queste regole si imparano dalla nascita\, che è l’unico modo per noi di interiorizzarle completamente. il film tratta delle abitudini di mangiare e bere – in particolare durante il pranzo\, come mangiare insieme sia il luogo centrale in cui mostriamo agli altri il nostro modo di nutrirci e la nostra finezza. \nLa pratica di Ana Hušman smonta le strutture e le trame degli elementi cinematografici attraverso film\, installazioni\, libri\, suoni\, immagini e testi. La Hušman sperimenta le possibilità di animazione\, metodi cinematografici documentari e immaginari e le possibilità della voce registrata e la sua articolazione. Il suo processo creativo mette in discussione e gioca con le posizioni del soggetto professionista e amatoriale della performatività\, con il mezzo stesso e le strutture che dettano e producono modelli di comportamento. È docente presso il Dipartimento di Animazione e New Media dell’Accademia di Belle Arti di Zagabria\, cofondatrice dell’organizzazione di film documentari RESTART\, dove da molti anni organizza programmi di formazione cinematografica per bambini e giovani.\n  \nMarko Marković\nSharpening\nDocumentazione video della performance\, 12’04”\, 2012 \nLa performance Sharpening si è tenuta alla 44 Wall Street nel prima barricata del posto di blocco della polizia della zona di sicurezza nel distretto finanziario\, NYC. Nella performance l’artista affila due coltelli l’uno contro l’altro dando un chiaro messaggio. In questa performance l’artista ha portato le armi in una zona di sicurezza a Wall Street\, L’atto di creare una performance in un campo così contro-difensivo di fronte al „loro“ campo difensivo (la barricata)\, montata a protezione della zona di sicurezza. Questo tipo di protezione creato da chi sta più in alto minaccia e limita la libertà di parola\, movimento e azione. Due mesi dopo la performance\, ad agosto dello stesso anno a Time Square New York la polizia ha sparato e ucciso un uomo con 12 pallottole. L’uomo è stato ucciso perché in possesso di un arma\, un coltello. \nMarko Markovic nasce nel 1983 a Osijek\, in Croatia e vive a Vienna. Si laurea in pittura all’Accademia d’Arte di Split nel 2007 nella classe del professore Gorki Žuvela. Ha anche studiato l’utilizzo di diversi media: video\, installazioni\, ambienti\, performance e happening. Nei suoi lavori suole animare ed includere il pubblico e/o gli altri partecipanti come espressione del medium. E’ fondatore e membro della formazione flessibile Adistia\, un gruppo di persone che opera nelle attività performative come un gruppo artistico\, una comunità di artisti o un’organizzazione. Ha partecipato a numerose mostre\, workshop e festival sia in Croazia che all’estero.\n  \nRenata Poljak\nPorvenir\nVideo installazione ad un canale 12′\, 16:9\, 2019 \nSognando terre migliori\, di generazione in generazione\, a causa della povertà\, della fame e delle guerre\, navighiamo lungo i mari. La geografia è il destino. I nostri corpi conservano le memorie dei nostri avi? I ricordi della nostra fuga in cerca di terre migliori sono impresse nei nostri corpi? Porvenir in spagnolo significa futuro. Porvenir è l’unica città nella Tierra del Fuego\, nelle profondità della Terra\, fondata dagli immigrati croati all’inizio del ventesimo secolo. \nRenata Poljak è artista visuale originaria di Split\, Croazia e attualmente vive a Parigi. Il suo lavoro è composto da media differenti: foto\, neon\, istallazioni\, video e film. L’artista esplora il disordine politico e la violenza che caratterizza la regione dei Balcani fin dagli inizi degli anni novanta e le ramificazioni dei cambiamenti ad essi connessi nella vita degli emigrati verso l’Europa Occidentale. Nel 2002 ha vinto il premio ArtsLink come artista in visita al San Francisco Art Institute\, nel Quartiere dei Musei a Vienna tra il 2004 e il 2008 è stata selezionata nel programma di residenza Arte Generale a New York\, mentre nel 2010 è stata seleziona per l’ArtOmi. I lavori di Renata sono stati presentati ovunque\, in personali o collettive\, nelle biennali e nei film festival. L’artista ha ricevuto diversi premi tra cui il Golden Black Award per miglior cortometraggio al Black Box Festival di Berlino nel 2006. Nel 2010 una selezione dei suoi video e film sono stati mostrati al Centre George Pompidou Parigi.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Dalla proiezione:  Sharpening\, Marko Markovic\, Economies of Living\, Museo Nitsch Napoli\, 2020 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dalla proiezione: Porvenir\, Renata Poljak\, Economies of Living\, Museo Nitsch Napoli\, 2020\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dalla proiezione: Lunch\, Ana Husman\, Economies of Living\, Museo Nitsch Napoli\, 2020\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dalla proiezione: How Steel was Tempered\, Igor Grubic\, Economies of Living\, Museo Nitsch Napoli\, 2020\nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/economies-of-living-video-art-from-croatia/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/Sharpening-Invitation.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20191210T183000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20191221T210000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T120720Z
LAST-MODIFIED:20210223T135434Z
UID:1433-1576002600-1576962000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI
DESCRIPTION:10 dicembre – 21 dicembre 2019 \nPRIMO APPUNTAMENTO 10 DICEMBRE ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \nMartedì 10 dicembre alle ore 18:30\, la Fondazione Morra presenta al pubblico la Rassegna Cinematografica IL CINEMA A NAPOLI DALLE ORIGINI AD OGGI\, progetto finanziato dal Piano Cinema annuale 2019 della Regione Campania\, Sezione 2. Promozione della cultura cinematografica e audiovisiva e diffusione della cultura cinematografica. \nPresso gli Archivi Mario Franco\, all’interno della storica cornice di Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano\, il direttore artistico Prof. Mario Franco darà il via alla selezione dei film d’autore de “La più grande invenzione del secolo”. Insieme a lui\, ospite eccelso\, Alberto Castellano\, saggista e critico cinematografico\, presenta al pubblico il primo film della rassegna simbolo di questa stagione\, Carosello napoletano\, classe 1954\, diretto da Ettore Giannini e con Sophia Loren e Paolo Stoppa. \nL’intento dell’iniziativa è ripercorrere la grande passione della città per il cinematografo che già dalla fine dell’800 viene ad inserirsi in un ambiente ricchissimo di tradizioni ed occasioni spettacolari\, in un momento nel quale i teatri sono affollatissimi\, al San Ferdinando furoreggiano drammoni strappalacrime\, Scarpetta volge dal francese le sue farse più famose e tutta la città sembra muoversi sull’aria delle più famose canzonette del varietà o della Piedigrotta. \nNel giro di pochi anni\, Napoli si riempie di sale cinematografiche. La Sala Iride\, l’Arenile Olimpia\, il Cinema Moderno\, il Salon Parisienne\, il Vittoria\, l’Alberini\, l’Umberto\, il Krumas\, l’Internazionale\, la Sala Roma\, il Trianon\, il Santa Brigida\, diventano punti di ritrovo e di incontro per professionisti e sfaccendati. \nQuesta febbre di cinema non si limita a moltiplicare le sale di spettacolo; nascono anche i primi produttori di film\, come Roberto Troncone\, che inizia con brevi documentari (Ritorno da Montevergine\, 1903) per passare poi al lungometraggio verista (Camorra\, 1905)\, inaugurando una controversa collaborazione con Roberto Bracco. Troncone è il primo a costituire un “teatro di posa” per realizzare i suoi film\, ben presto seguito da un variopinto assortimento di avvocati falliti ed ex guantai\, tipografi\, sarti e poeti che avevano imparato a macinare film con le loro macchinette “Lumiére” inventandosi un mercato che non aveva niente da invidiare a quello romano o torinese. E quanto questo fenomeno sia importante nel panorama italiano ed europeo può ricavarsi dall’analisi del settore dell’editoria cinematografica specializzata\, dal cinema napoletano muto delle origini a quello di oggi\, alle sue specifiche scelte tematiche e linguistiche che il cinema italiano farà proprie. \nDal 10 al 21 dicembre 2019 alle ore 18:30\, domenica esclusa\, undici appuntamenti\, dagli anni ’20 agli anni 2000\, affronteranno generi\, autori e tendenze che hanno fatto la storia del Cinema a Napoli: \n10 Dicembre: Carosello Napoletano (1954) di Ettore Giannini\, introduzione di Alberto Castellano \n11 Dicembre: Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi \n12 Dicembre: Assunta Spina (1915) e ‘A santanotte (1922) di Elvira Notari\, introduzione di Pasquale Iaccio \n13 Dicembre: Un amore selvaggio (1912) La tavola dei poveri (1932) di Alessandro Blasetti\, Omaggio a Viviani\, introduzione di Pasquale Scialò \n14 Dicembre: Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini \n16 Dicembre: Le occasioni di Rosa (1981) di Salvatore Piscicelli \n17 Dicembre: Pasqualino Settebellezze (1975) di Lina Wertmüller \n18 Dicembre: Mi manda Picone (1983) di Nanni Loy \n19 Dicembre: Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone \n20 Dicembre: L’ uomo in più (2001) di Paolo Sorrentino \n21 Dicembre: Gomorra (2008) di Matteo Garrone \nA valorizzare ulteriormente la programmazione\, gli incontri con autori e critici come Alberto Castellano\, Pasquale Iaccio e Pasquale Scialò che anticiperanno il momento della visione-proiezione del cinema ritrovato. Culmine culturale della rassegna\, sabato 21 dicembre\, l’assegnazione del premio per la produzione e sonorizzazione in chiave contemporanea di cinema muto di ispirazione napoletana. \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-il-cinema-a-napoli-dalle-origini-ad-oggi/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/copertinafb.jpeg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20191016T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20200131T200000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201022T145320Z
LAST-MODIFIED:20210114T174115Z
UID:984-1571252400-1580500800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:HENRIK STRÖMBERG - Refraction of Lightness
DESCRIPTION:16 ottobre 2019 – 31 gennaio 2020\nOPENING 12 OTTOBRE ORE 19:00\nAssociazione Shōzō Shimamoto – Palazzo Spinelli di Tarsia\nLargo Tarsia 2\, Napoli \nA cura di Chiara Valci Mazzara e Loredana Troise \n“Accumulando\, trasformando\, usando la fotografia e\ncreando volumi\, materializzando l’azione\,\nil mio gesto creativo vuole ‘con-fermare’\, sospendendolo\, un momento nel tempo.”    – Henrik Strömberg \nIl Quartiere dell’Arte\, programma ideato dalla Fondazione Morra e rivolto a promuovere una nuova consapevolezza dell’arte contemporanea sul territorio\, presenta un nuovo progetto espositivo concepito appositamente per Palazzo Spinelli di Tarsia\, sede dell’Associazione Shōzō Shimamoto. Gli spazi ospiteranno la mostra Refraction of lightness\, che si articola in un’installazione site specific e una serie di sculture e volumi in vetro dell’artista svedese Henrik Strömberg.\nLa mostra\, curata da Chiara Valci Mazzara (fontaine b. Berlino\, Parigi) e Loredana Troise\, è il frutto della collaborazione tra la Fondazione Morra e il Laboratorio Avella di Napoli con Gianluigi Prencipe.\nIl progetto è stato concepito partendo dall’indagine sul territorio\, sull’oggetto e sui materiali\, parallelamente all’ideazione dei volumi in vetro e la realizzazione di serigrafie che l’artista ha creato durante la residenza di circa tre mesi presso la Fondazione.\nNelle stanze di Palazzo Tarsia\, le sculture in vetro e l’installazione su larga scala formata da serigrafie si presentano come le due principali aree di densità dell’installazione\, determinando il polo attorno a cui ruotano ulteriori elementi assemblati\, accumulati\, organizzati nel panorama immersivo della mostra. Il lavoro di Henrik Strömberg è il risultato di un processo creativo di indagine sulla forma e sul contenuto\, sul volume e sul concetto\, la mutazione\, la moltiplicazione e la rifrazione del significato.\nLa mostra si presenta come un punto di incontro tra il lavoro di stampa\, scultoreo e pittorico. Materiali poveri e vivi come la carta\, vetro e giornali\, concorrono alla realizzazione di opere che permettono di immergersi in un panorama costituito da lavori organizzati in un ecosistema autosufficiente che\, suggerendo nuove forme\, crea nuovi contenuti. Dove ogni elemento diviene parte di un tutto. I soggetti delle stampe su carta ed elementi come negativi e collage rimandano ai significati e al valore che originariamente avevano\, ma sono ora arricchiti di una semantica addizionale\, mentre\, nel contempo\, i volumi in vetro riflettono la complessità del gesto creativo. La materia viene modellata e poi tradotta nell’uso di diversi media\, gli elementi si trasformano e\, infine\, i significanti agiscono sul contenuto. Nulla può essere isolato\, tutto muta come durante l’eruzione del magma vulcanico.\nNelle sale dedicate al maestro del gruppo Gutai\, i lavori e quelli dell’artista nordeuropeo si accostano nello spazio espositivo attraverso il sistema di riferimenti legato al gesto creativo. Contestualmente\, i riferimenti al surrealismo\, alla rivalutazione dell’oggetto trovato\, al ri-assemblaggio e dalla ri-costituzione della forma per agire sul contenuto vengono percepiti come elemento caratterizzante il lavoro di Strömberg.\nNei lavori su carta le radici dei significati del passato e – nei volumi scultorei – i riferimenti alle forme biologiche vengono percepiti attraverso l’immersione in una prospettiva alterata: Strömberg riduce la radice della forma polarizzando il contenuto e posizionandolo al centro della percezione dell’immagine. L’artista non vuole offrire un’interpretazione né una chiave di lettura del suo lavoro\, piuttosto innesca la nascita di una nuova esistenza del soggetto e dei suoi significati. Non venendo offerte interpretazioni o dirette analogie\, lo spettatore viene esposto a un risultato inaspettato e ad un contenuto evanescente\, quasi onirico.\nMentre l’installazione dei volumi e dei diversi componenti prende forma\, un ecosistema di referenze semantiche creato dalla combinazione tra elementi apparentemente disparati appare come una conseguenza logica. Elementi fotografici\, ritagli di negativi\, lavori su carta e volumi scultorei coesistono ma la loro creazione e organizzazione non è lasciata al caso\, piuttosto a una moltiplicazione di occasioni interpretative. I vari elementi concorrono a fornire una percezione più ampia\, come in una danza in cui ogni singolo elemento crea una maggiore armonia.\nLa sequenza di riflessi\, le porzioni di immagini e la verticalità dell’installazione prendono forma come un paesaggio immersivo attraverso il quale lo spettatore si muove\, assorbendo la complessità degli elementi\, mai ridondanti e sempre coerenti. Non esiste un’interpretazione unica ma piuttosto un caleidoscopio dato dall’uso di diversi media ugualmente coinvolti nel risultato finale.’’ \nChiara Valci Mazzara \nHenrik Strömberg (nato nel 1970) | con sede a Berlino (Germania) | si è laureato al Camberwell College of Art di Londra (Regno Unito) per poi conseguire un master all’Academy of Performing Arts FAMU di Praga (Repubblica Ceca) | lavora con l’idea di metamorfosi\, decadimento e trasformazione dei materiali\, oggetti scultorei e la loro documentazione fotografica\, nonché la decostruzione e la trasformazione dell’immagine del soggetto stessa insieme con il significato e il significante| le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive in Germania\, Italia\, Svezia\, Svizzera\, Regno Unito\, Polonia\, Francia\, Repubblica Ceca e Stati Uniti\, e acquisite da numerose collezioni in Europa e negli Stati Uniti\, tra cui: Alexander Tutsek-Stiftung\, Munich Germany – Ann Wolff Foundation\, Sweden – Christine Symchych Collection\, USA\, – Kultur Hässleholm\, Sweden – Mecklenburgisches Künstlerhaus\, Schloss Plüschow\, Germany – La Luxembourgeoise SA\, Luxemburg.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020\nHenrik Strömberg\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020 Henrik Strömberg Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				“Double Negative”\, serigrafia\, Refraction of Lightness\, Palazzo Spinelli di Tarsia\, Napoli\, 2020\nHenrik Strömberg\nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/henrik-stromberg-refraction-of-lightness/
LOCATION:Associazione Shōzō Shimamoto\, Largo Tarsia\, 2\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Associazione Shōzō Shimamoto
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/henrik-stroemberg-refraction-of-lightness-rifrazione-di-luce-associazione-shozo-shimamoto-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190627T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190629T210000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201022T152825Z
LAST-MODIFIED:20210115T140028Z
UID:999-1561669200-1561842000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 19th Edition
DESCRIPTION:27 giugno – 29 giugno 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra e Sabina Maselli \nIndependent Film Show 19 edition\, tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film in Italia\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS associazione culturale in collaborazione con Fondazione Morra\, si costruisce attorno alle ricerche dei filmmakers totalmente liberi di sperimentare modi e approcci per generare delle complesse immagini accomunate da un’accentuata propensione alla genialità creativa. Questa intensa modalità di ricerca è il risultato di scelte ingegnose che instillano un’alternativa al vedere e valutare gli intricati codici che fluiscono sullo schermo e nella mente; l’experimental film provoca sinestesie potenti nei nostri recettori sensoriali e per questo gli eventi dell’Independent Film Show si ammirano\, si percepiscono\, ci avvolgono… fino alla meditazione. Questa possibilità immersiva di stabilire un contatto diretto con le idee filmiche indipendenti è l’intenzione di Independent Film Show: delle esperienze percettive inusuali attendono il pubblico che per tre giorni si inoltra per dei territori inesplorati\, fruendo le vecchie e le nuove pratiche di impressione della pellicola filmica e le innovazioni dei media digitali.\nCome le stelle si mostrano quando il sole è tramontato\, così le potenti forze di questi film si rivelano quando il corpo e la mente varcano la soglia del minimamente percettibile\, affinando i modi di osservazione e oltrepassando i limiti del visibile.\nNon distogliere lo sguardo\, ciò che stiamo guardando ora sarà diverso la prossima volta\, stiamo per assistere a qualcosa di veramente vivo e spontaneo… \n  \nGiovedì 27 giugno nella selezione Intuitive imagination a cura di Raffaella Morra una sequenza di differenti sollecitazioni guida l’osservazione in un movimento innovatore per variare e ampliare le visualizzazioni del mondo\, scivolando fuori degli stabili confini sensoriali: Insolite di Maya Schweizer raccoglie insieme delle immagini del Vesuvio di oggi e dell’ultima eruzione nel 1944; per Prádelna di Alexandra Moralesová il materiale girato durante le prove dell’opera teatrale Marat/Sade è utilizzato come pretesto per esaminare il meccanismo del teatro e il suo potere di purificazione; Fran di Georgy Bagdasarov esplora la trasformazione della pellicola 16mm mentre il protagonista si dissolve nel paesaggio; Kairos di Stefano Canapa è un film poetico di danza ambientato in un’isola del Mediterraneo in cui pellicola-natura-corpo producono una coreografia materiale interconnessa; nel film Osmosis di Bradley Eros l’elementale\, l’effimero e il costruito si compongono in una performance per immagini triple; in From end to end di Peter Conrad Beyer con tre proiettori 16mm l’opposizione strutturale della natura e della civiltà genera un processo di confronto e unificazione in un’atmosfera apocalittica incline al caos.\nDegli esercizi di diversa natura per due dia-proiettori\, due otturatori\, due performers\, dei giocattoli ottici\, una voce e un pubblico: la performance There must be some way out of here di Alexandra Moralesová e Georgy Bagdasarov si ispira alle riflessioni della conoscenza umana sulla visione e sull’immagine in movimento. La visione umana è situata nel proprio corpo fisico ma conduce l’umano fuori da sé e lo connette al mondo esterno; vedere le immagini in movimento così come ascoltare una melodia è una coincidenza delle capacità fisiologiche e mentali. L’immagine in movimento è un costrutto che richiede di essere decostruito e ricostruito di nuovo\, se non altro per il piacere che procura. \nVenerdì 28 giugno il programma Film is ritual a cura di Sabina Maselli campiona una piccola selezione di film 16mm di filmmakers Australiani che lavorano in forma sperimentale utilizzando le elaborazioni a mano\, membri del laboratorio Artist Film Workshop di Melbourne. Film is ritual suggerisce che l’approccio molto pratico del fare film (stratificazione\, mascheratura\, ripetizione) penetra lo stesso materiale\, lasciando un’impronta personale e fisica su ciascun film.\n‘satellite’ di Sabina Maselli con due proiettori 16mm e l’audio dal vivo di Erkki Veltheim è un rituale filmico che performa la frattura del sé e la sua dispersione nell’ambiente mediante l’atto del girare e alterare il tempo. Tramite l’azione ripetitiva (sia della cinepresa che del corpo) può verificarsi una trasformazione animista: una fusione del corpo femminile e di quello celestiale. Il doppio film è accompagnato da una traccia sonora composta dal vivo da Erkki Veltheim\, un singolo frammento di una voce femminile è replicata e modulata\, ruotando intorno all’immagine a diverse velocità.\nIn prima visione italiana il video di Ken e Flo Jacobs Nervous Magic Lantern: Chaos is Order Misunderstood accompagnato dall’audio mixato dal vivo di Michael J. Schumacher. Nervous Magic Lantern è un dispositivo di proiezione inventato da Ken Jacobs nel 2000\, e con l’aiuto di sua moglie Flo da allora ne ha dato delle performance pubbliche: con una meccanica semplice che poteva esser inventata secoli prima del cinema si crea un’illusione della profondità ancora più pronunciata quando guardata con un solo occhio. \nSabato 29 giugno i film in Mystical spaces a cura di Raffaella Morra possono funzionare come macchine per alterare lo spazio-tempo\, per trasferire il fruitore in un’esperienza intrisa di dinamiche fantastiche; questi viaggi sono degli accessi ultraterreni verso luoghi mistici che emanano un’essenza animistica del cosmo\, come un potere spirituale che può influenzare il nostro benessere: in Alétheia di Enrico Mandirola delle montagne in Colombia disegnano un nuovo orizzonte frammentato; Pablo Mazzolo in The Quilpo dreams waterflows filma il sacro santuario dei Comechingón in Argentina; Inger Lise Hansen nel video TÅKE osserva lo spettacolo della nebbia attraverso diversi formati filmici e digitali; HERMAN(N)è una strada di Berlino con la reputazione di un posto pericoloso eppure Deborah S. Phillips la vede attraverso la luce dorata di tarda estate come un luogo invitante; Not (a) part di Vicky Smith è concepito in relazione al rapido declino delle api con un’elevata ricorrenza al film fatto a mano; Dervish Machine di Bradley Eros e Jeanne Liotta è il posto per sperimentare l’impermanenza… e per far festa con l’immagine non fissata.\nIn Your Eyes Are Spectral Machines Luis Macías materializza la semplice illusione dell’immagine in movimento maneggiando degli oggetti davanti alla luce dei proiettori\, una creazione cosmica al centro dello schermo avvolta da ondulazioni luminose pulsanti. Il movimento prodotto da Macías è una combinazione alchemica di più livelli di luce\, ritoccati attraverso il fuoco e le dissolvenze dei proiettori e diaproiettori\, che creano delle forme fugaci di visioni mutevoli.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/independent-film-show-19th-edition/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/1_maya_insolite.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190627T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190707T180000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201024T110630Z
LAST-MODIFIED:20210115T140333Z
UID:1052-1561629600-1562522400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Workshop dell’Architectural Association
DESCRIPTION:27 giugno – 7 luglio 2019\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nL’Architectural Association di Londra in collaborazione con Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea a Napoli apre il secondo Workshop sulla lavorazione delle Modanature in Gessolino. Un corso sperimentale creato da un gruppo internazionale di architetti\, designer\, storici e model makers.  Con una collezione di calchi originali dal 700 a oggi\, conferenze organizzate e tour a edifici e dettagli storici della città\, i partecipanti spingono le basi delle Modanature per creare nuove regole architettoniche attraverso la lavorazione del gesso. I posti sono limitati. Invitiamo creativi e professionisti nel campo dell’Arte\, Architettura\, Design\, e Storia dell’Architettura a iscriversi.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/workshop-dellarchitectural-association/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/Architectural_Association_a_Casa_Morra_1.jpg
ORGANIZER;CN="Architectural Association di Londra":MAILTO:naples@aaschool.ac.uk
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190612
DTEND;VALUE=DATE:20190613
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T122235Z
LAST-MODIFIED:20210223T134911Z
UID:1442-1560297600-1560383999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Antologia Fluxus
DESCRIPTION:12 GIUGNO 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nPer l’occasione verranno proiettati una serie di documenti sul network internazionale di artisti\, compositori e designer che negli anni Sessanta ha mixato diversi media e diverse discipline artistiche\, lavorando nel campo della performance\, delle arti visive\, del design\, della musica e della letteratura\, e che ha fortemente indirizzato le utopie sessantottesche della “fantasia al potere”.\nLa proiezione inizia con le anticipazioni di Yves Klein per poi mostrare la videoarte di Nam June Paik con Allen Ginsberg\, Charlotte Moorman\, Alan Schulman\, John cage\, il Living Theatre.\nA seguire il video di un breve concerto di Giuseppe Chiari; il film sperimentale “T.O.U.C.H.I.N.G.” di Christopher Sharits; George Maciunas (che del Fluxus fu il fondatore\, e ne coniò il nome nel 1961); il canto di Yoko Ono introdotto da John Lennon.\nArchivi Mario Franco presso Casa Morra vanta una biblioteca-mediateca aperta al pubblico che comprende libri\, cataloghi\, film in pellicola\, in DVD\, in formati sia analogici che digitali\, dischi e CD musicali prodotti o collezionati in circa 50 anni di intensa attività.\nLa biblioteca ha un nucleo portante di Storia e Critica cinematografica\, e un ampio settore di saggistica\, comunicazione mediale e sociologica\, filosofia\, psicoanalisi\, teatro\, fotografia\, classici della letteratura italiana e straniera\, con particolare attenzione a tutte quelle opere letterarie trasposte in film. \n  \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-antologia-fluxus/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/Charlotte-Moorman-Nam-June-Paik.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190531T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190721T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201024T112243Z
LAST-MODIFIED:20210223T144207Z
UID:1057-1559289600-1563728400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2
DESCRIPTION:31 maggio – 21 luglio 2019\nOPENING 31 MAGGIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Lucrezia Longobardi \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare la seconda mostra del ciclo Lo Spazio Esistenziale. Definizioni\, a cura di Lucrezia Longobardi. \nOggetto primario dello studio che si articola in un percorso espositivo in progress è il concetto di abitare come strumento di autorappresentazione e/o negazione dell’individuo.\nTenendo come snodo principale la misura dell’abitare\, e quindi lo spazio esistenziale che ci lega ai luoghi della vita\, è stato interessante concentrarsi\, in questo secondo capitolo\, sulla dimensione del tempo.\nNell’orizzonte di un sistema capitalista mediatizzato\, rappresentare la soggettività\, l’emotività e il sentimento del tempo può rischiare di incorrere in una contrazione che nel momento in cui cerca di riscontrare una posizione reale si sente schiacciata dalla gravità angosciante del reality\, nella sua versione ormai processata\, interiorizzata\, funzionalizzata alla intima autorappresentazione.\nIn opposizione a questo è possibile anche trovare dei punti d’inciampo temporali che possono provocare la nostra uscita dalla corrente di un continuum condiviso\, per finire nelle molteplici zone di ristagno periferiche in cui si arenano alcuni residui che così sfuggono al flusso turbolento che confonde i contorni\, fra sommersioni\, sbalzi e accelerazioni\, per ritrovare la nettezza dei propri perimetri nella circostanza statica di una zona morta\, ma in salvo dalla crudele consunzione del tempo. \nLa mostra avrà luogo presso Casa Morra e sarà costituita dalle opere di Berlinde de Bruyckere\, Roberto Cuoghi\, Helene Fauquet\, Flavio Favelli\, Luigi Ghirri\, Liz Magor\, Vettor Pisani e Rachel Whiteread. \nSi ringrazia:\nLaura Bonito\, Fazizi Sore\, Corrado Beldì\, Norberto Ruggeri\, Galleria Continua\, Verusca Piazzesi\, Acappella Gallery\, Pepi Marchetti Franchi\, Gagosian Gallery\, Studio Ghirri\, Marcelle Alix Gallery\, Retrobalera.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #2\, Casa Morra\, Napoli\, 2019\n© Photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lo-spazio-esistenziale-definizione-2/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/proposta1-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190528T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190630T180000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201024T115219Z
LAST-MODIFIED:20220125T142540Z
UID:1071-1559066400-1561917600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Sapere i Luoghi - IN SEI ATTI
DESCRIPTION:28 maggio – 30 giugno 2019\nOPENING 28 MAGGIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \n  \nSapere i Luoghi\, progetto realizzato da Fondazione Morra\, Fondazione Lac o Le Mon e Cantiere Giovani\, vincitore del Bando 2018 “PRENDI PARTE! Agire e pensare creativo” ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, per promuovere l’inclusione culturale dei giovani nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale\, giunge al termine dell’esperienza che ha visto la partecipazione di 20 beneficiari tra i 18 e i 29 anni tra i quali anche giovani NEET (in condizione di non-studio e di non-lavoro). \nIl 28 maggio 2019\, presso Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\, i venti protagonisti (artisti e non) del progetto presenteranno al pubblico il lavoro svolto in forma collettiva\, attraverso performance condivise e contemporanee. Una “restituzione” forte e consapevole dell’importanza conoscitiva\, ma anche politica\, del processo di sviluppo di comunità intrapreso: corpi\, e non soltanto schermi; voci\, e non soltanto “applicazioni”\, gesti e non soltanto tecnologie. \nIN SEI ATTI sono le forme – del vivere\, del conoscere\, del fare esperienza – che acquisiscono priorità. Il prodotto dell’esperienza formativa mette inevitabilmente in discussione ogni possibile contenuto\, identificando proprio nel “niente” l’argomento intorno a cui – ma anche all’interno di cui – lavorare. \nFrancesca Carfeda\, Daniela D’amore\, Mariateresa De Cristofaro\, Luisa De Donato\, Carmela De Falco\, Giuliana Divino\, Anna Dormio\, Giovanni Ferrara\, Simona Anna Gentile\, Sara Maietta\, Viviana Marchiò\, Rachele Montoro\, Caterina Morigi\, Salvatore Pastore\, Maria Grazia Piccirillo\, Alessandro Piromallo\, Noemi Saltalamacchia\, Antonia Treccagnoli e Marco Vitale\, con la guida di Cesare Pietroiusti artista e ideatore del progetto\, daranno vita ad un macro-lavoro unico diviso in più atti. \nSei + Uno sono i momenti di grammatica comune derivata dai micro-compromessi della condivisione. Uno (Carte da Giogo); Due (Scala 1:1); Tre (Discorso sul niente o dell’impossibile dirsi del nulla); Quattro (Cavità); Cinque (We are too sad to tell you); Sei (Manifesto del non fatto) e In sei atti – Contributi (autopubblicazione) sono le congiunture di autorialità condivisa messe in scena in luoghi significativi di Casa Morra\, diversi modi per vivere la comunità (data dalla somma dei partecipanti al progetto) negli spazi in cui la comunità è stata esperita. \nMuoversi\, parlare\, compiere azioni più o meno complesse\, giocare: tutto ciò si realizzerà avendo in mente che si sta “lavorando” non soltanto CON ma anche PER gli altri. \nE cosa significa “lavorare”? Fare\, o dire\, niente non è pur sempre un fare? \nForse\, alla fine\, non abbiamo fatti; ma soltanto cose che si stanno facendo. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Sapere i Luoghi IN SEI ATTI\, Casa Morra\, Napoli\, 2019Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/sapere-i-luoghi-in-sei-atti/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/IMG_2675.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190523T183000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190525T183000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201109T164727Z
LAST-MODIFIED:20250518T070744Z
UID:1819-1558636200-1558809000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Peter Kubelka - Film Metrici e Film Metaforici
DESCRIPTION:23 e 25 Maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI E LEZIONI ORE 18:30\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl 23 maggio FILM METAFORICI e il 25 maggio FILM METRICI\, Peter Kubelka introduce con una dettagliata presentazione la sua filmografia completa\, incluso l’ultimo capolavoro MONUMENT FILM\, in prima visione italiana e nel formato originale di realizzazione\, la pellicola 35mm.\nPeter Kubelka\, esperto conoscitore delle musiche primitive\, musicista e membro dell’ensamble Spatium Musicum\, film-maker indipendente da quando ancora non esisteva la definizione di experimental cinema\, è tra i fondatori del Filmmuseum di Vienna ed a New York dell’Anthology Film Archives con la sala di proiezione\, Invisible Cinema\, da lui progettata: strutture murarie e poltrone nere con separé tra una postazione e l’altra per immergere lo spettatore nella visione delle immagini\, ed un unico divieto\, no latecomers nessun accesso ai ritardatari.\nKubelka ha lavorato a lungo per realizzare questi nove film della durata complessiva di un’ora circa\, in modo meticoloso ed in severe condizioni economiche\, ma libero\, senza produttori né regole di mercato. Per lui il film è una materia plastica e\, come il lavoro di un sarto\, il film-maker taglia a mano con le forbici e poi incolla insieme i fotogrammi. Come ci spiega “…il cinema come macchina non ha movimento. Il proiettore emette impulsi luminosi: ventiquattro al secondo. Per esattezza\, ogni impulso dura circa un quarantottesimo di secondo; poi\, per un altro quarantottesimo di secondo\, c’è il buio. In questa frazione di tempo il proiettore trasporta il fotogramma successivo e lo proietta. Ma il fotogramma\, mentre viene proiettato\, non si muove”\, e la capacità di dividere il tempo in elementi regolari e di fornire ventiquattro diverse informazioni visive e ventiquattro diverse informazioni sonore al secondo è una straordinaria ricchezza fornita all’uomo\, che è però mortificata dal cinema commerciale di intrattenimento.\nPer Kubelka un minuto di film sono 1440 fotogrammi che vanno letti uno ad uno\, ed è per questo che i suoi film possono esser fruiti più volte\, così da poter apprezzare la ricchezza della composizione\, e non possono esser riversati in digitale\, anche se con rammarico perché non può distribuirli come vorrebbe\, perdendo molto del pubblico giovane.\nIl film-maker come lo scultore fonda il proprio lavoro sui processi sottrattivi\, sull’esclusione\, sul ‘negativo’\, per isolare i pochi tratti utili al suo disegno\, lasciando a terra un’infinità di detriti\, e fare del tempo un buon uso. \n“…La mano\, la partecipazione del corpo\, è fondamentale. Noi sappiamo che è lo sviluppo della mano ad aver portato l’uomo a più alti livelli spirituali. Non esiste il pensiero astratto. Tutto nasce in relazione al corpo e ai materiali. Allora\, per farla breve\, se lavoro con la pellicola prendo le idee che questo materiale mi suggerisce”. \nPeter Kubelka conosce Napoli\, i dintorni e la cucina tradizionale\, frequentandola anche con gli amici\, per piacere personale e per presentare la sua Opera formando le nuove generazioni; si ricordano il concerto/conferenza Musiche Sopra Origini nella Sala Capitolare di San Lorenzo Maggiore nel 2002\, e prima ancora nel 1995 i concerti nella Chiesa di Santa Chiara e nel Parco Archeologico di Cuma\, e insieme con Jonas Mekas il corso di otto giorni Cinema Indipendente/Cinema d’Avanguardia/Cinema fatto da una sola persona\, e allo Studio Morra nel 1978 la mostra Fotogrammi: film metrici a parete. \nPROGRAMMA\nGiovedì 23 maggio 2019 ore 18:30 FILM METAFORICI\nMOSAIK IM VERTRAUEN\n1954-55\, sonoro\, 35mm\, b/n e colore\, 16‘\nUNSERE AFRIKAREISE\n1961-66\, sonoro\, 16mm\, colore\, 12’30”\nPAUSE!\n1977\, sonoro\, 16mm\, colore\, 12’30”\nDICHTUNG UND WAHRHEIT\n2003\, silenzioso\, 16mm\, colore\, 13’\nSabato 25 maggio 2019 ore 18:30 FILM METRICI\nADEBAR\n1957\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 69’’\nSCHWECHATER\n1958\, sonoro\, 35mm\, colore\, 1’\nARNULF RAINER\n1958-60\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 6‘24‘‘\nANTIPHON\n2012\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 6‘24‘‘\nMONUMENT FILM\n2012\, sonoro\, 35mm\, b/n\, 2 proiettori\, 2 altoparlanti\, 2 proiezionisti\, 4 volte 6‘24”\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Peter Kubelka. Film Metrici e Film Metaforici\, Casa Morra\, Napoli\, 2019 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/peter-kubelka-film-metrici-e-film-metaforici/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/KUBELKA-FONDAZIONE-MORRA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190521T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190528T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201026T100540Z
LAST-MODIFIED:20210115T142408Z
UID:1091-1558425600-1559062800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Laboratorio Avella - Segni di un Percorso
DESCRIPTION:21 maggio – 28 maggio 2019\nOPENING 21 MAGGIO \nNILOTYPE \n\nVico San Nicola a Nilo 5\, Napoli \nDal 21 al 28 maggio 2019 lo spazio NILOTYPE ospita i lavori dei partecipanti al Corso in Incisione e Serigrafia del Laboratorio Avella\, che da ottobre 2018 si trova presso Casa Morra-Archivio d’Arte Contemporanea\, parte della più ampia Fondazione Morra a Napoli. \nIl corso\, articolato in tredici settimane\, si conclude con l’esposizione dei lavori di Melania Acanfora\, Elisa Cuenca Tamariz e Carla Quatrano quale documentazione del percorso di apprendimento applicato sulle arti delle incisioni e serigrafiche. \nLe opere esposte saranno tutte acquistabili e il ricavato andrà a finanziare una borsa di studio parziale per il primo iscritto al prossimo corso del Laboratorio Avella che si terrà nell’ottobre 2019. \nIl Laboratorio aggiunge prospettiva alle prospettive di quanto può avvenire in una città che cerca nuovi orizzonti di collaborazione tra arte\, architettura e città\, rifiutando impegni meramente decorativi o legati al presenzialismo. Si apre la prospettiva di non accontentarsi più dell’apposizione di opere d’arte immobili in edifici conclusi o di opere d’arte nel contesto urbano definito (arte cosiddetta pubblica) ma di riconsiderare il ruolo dell’arte e degli artisti in una rinnovata visione di responsabilizzazione simbolica e professionale nel processo di (ri)progettazione dell’urbano\, con una ricerca di nuovo umanesimo oramai indispensabile. \nPasquale Persico \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Laboratorio Avella\, Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\, Napoli\, 2018\n© Photo Giuseppe Arnesano\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Laboratorio Avella\, Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\, Napoli\, 2018\n© Photo Giuseppe Arnesano\nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/laboratorio-avella-segni-di-un-percorso/
LOCATION:NILOTYPE\, Vico San Nicola a Nilo\, 5\, Napoli\, Italia
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/10/mostra.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190515
DTEND;VALUE=DATE:20190516
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T132525Z
LAST-MODIFIED:20210223T135345Z
UID:1446-1557878400-1557964799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 10° INCONTRO
DESCRIPTION:15 maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n10° INCONTRO Vivere il cinema tra sogno e tecnologia\nBuster Keaton\nLa palla nº 13 (Sherlock Jr.)\n1924\nbianco e nero \nKeaton è un giovane proiezionista in un cinema\, ma sogna di diventare un detective. Nella cabina di proiezione si addormenta. Sogna di entrare nello schermo divenendo protagonista del film che proietta. Giudicato tra i film migliori della cinematografia mondiale\, Sherlock jr (La palla n. 13) ha gag eccezionali che hanno influenzato artisti e autori negli anni successivi (Allen ne è l’esempio più celebre con La rosa purpurea del Cairo). Ricco di trovate rocambolesche dal ritmo indiavolato\, il film è geniale e stupefacente ancora oggi. Keaton affronta la natura del cinema\, riflette sulla proprietà della macchina cinematografica con una trama coesa e un atletismo sbalorditivo (Keaton non usò controfigure)\, un grande virtuosismo artistico e un’esplorazione avanguardistica dell’eterna dicotomia tra realtà e illusione. \n  \nZbigniew Rybczynski\nSTEPS – La scalinata\n1987\ncolore \ncon Daniel Chapman\, Chase Coleman\, Reed Coleman\, H. Roger Daisley\, Drew Dix\, John Figley\, Peggy Freidman\, Nicholas Muglia\, Catherine Ryan\, Lev Shekhtman \nUn artista tra i più rappresentativi della storia del video e del cinema di sperimentazione degli ultimi decenni\, il polacco Zbigniew Rybczynski\, ha basato la sua esperienza con il cinema\, in un perenne confronto con i continui cambiamenti tecnologici dei mezzi di riproduzione. In STEPS (1987)\, Rybczynski pone un gruppo di turisti direttamente “dentro” la mitica sequenza della scalinata de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzeštejncon\, una delle sequenze più note e analizzate della storia del cinema. L’interazione tra il film e i suoi “visitatori” (in anticipo su molte sperimentazioni digitali) ha un sapore visionario ed echi di stampo surrealista\, irriverente e ironico\, soprattutto quando il vecchio film in bianco e nero comincia ad interagire con gli scostumati visitatori.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-10-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/cinema_astratto_15_maggio.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190508
DTEND;VALUE=DATE:20190509
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T133756Z
LAST-MODIFIED:20210224T114712Z
UID:1450-1557273600-1557359999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 9° INCONTRO
DESCRIPTION:8 maggio 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n9° INCONTRO – Luis Buñuel \n  \nIl fascino discreto della borghesia\nTitolo originale Le charme discret de la bourgeoisie\nUn film di Luis Buñuel\ncon Fernando Rey\, Paul Frankeur\, Delphine Seyrig\, Bulle Ogier\, Stéphane Audran\, Jean-Pierre Cassel b/n\n1972 \nIl maestro spagnolo\, prossimo al termine della sua pluriennale carriera\, gira in Francia un film che mantiene intatta la freschezza delle prime opere. Apparentemente senza trama\, ripropone come in un loop la stessa scena: protagonisti\, un pugno di snob lustri e raffinati. Tre uomini e tre donne\, ognuno con un posto di rilievo nella scala sociale: l’ambasciatore Fernando Ray\, il ricco uomo d’affari e la sua bella moglie\, la giovane “rampolla” con una particolare inclinazione per i cocktail extra-strong! Si incontrano intorno ad una tavola imbandita\, ma dopo gli aperitivi ed il primo boccone di foi grais vengono interrotti e rimandati al successivo appuntamento\, abbandonando la scena in fughe a volte rocambolesche\, a volte sornione\, ma comunque tutte ridicole. Una feroce critica alla borghesia\, nel capolavoro premio Oscar 1972. \n\nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-9-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/immagine_il_fascino_discfreto_della_borghesia.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190504
DTEND;VALUE=DATE:20190505
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201109T171459Z
LAST-MODIFIED:20210224T114648Z
UID:1824-1556928000-1557014399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Ada Lombardi - " Arte Contemporanea. Oriente e Occidente. Dal 1945 ad oggi"
DESCRIPTION:Sabato 4 Maggio 2019\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIntervengono Ada Lombardi\, Mario Franco\, (regista e storico del cinema)\, Andrea Viliani\, (Direttore del MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli)\, coordina Loredana Troise\, (del Dipartimento Arti Visive – Fondazione Morra). \nIl volume\, pubblicato nel 2018 da StreetLib\, traccia un quadro dell’arte contemporanea a partire dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri nel confronto tra Oriente ed Occidente.\nIn particolare\, lo studio di Ada Lombardi è ispirato dal saggio di Virginia Woolf “Una stanza tutta per sé”\, in cui l’autrice ripercorre la storia letteraria femminile e rivendica\, per le donne dell’Inghilterra del XIX secolo\, la possibilità di partecipare al mondo culturale\, fino a quel momento esclusivo appannaggio maschile.\nPartendo dalle considerazioni di Virginia Woolf per cui\, dove non ci sono strumenti (libertà economica o di uguali diritti\, ecc.)\, è impossibile sviluppare la creatività\, soprattutto nei ruoli o fasce sociali maggiormente impedite dall’assenza di libertà\, Ada Lombardi impronta il suo studio sull’arte contemporanea\, come si sia sviluppata soprattutto in alcune nazioni ma non in altre\, e come la sua evoluzione sia legata non solo agli eventi storici\, ma a un dialogo continuo tra Est e Ovest. Questo dialogo si è intensificato dopo la Seconda Guerra Mondiale\, riflettendo la fine del colonialismo europeo e il crescente potere economico delle nazioni orientali.\nAda Lombardi ha scelto di avere un approccio insolito nel suo libro per parlare dell’arte contemporanea: usa l’analisi storica e sociologica come punto di partenza per esaminare le somiglianze culturali\, piuttosto che le barriere culturali\, analizzando e valorizzando soprattutto i punti in comune e i prestiti culturali tra un’area e un’altra. Grazie a questo approccio\, il libro traccia un mondo in cui l’influenza artistica non è limitata da meri confini o\, peggio\, da approcci basati su pregiudizi culturali. \nIn occasione della presentazione verranno proiettati in loop film di Jonas Mekas\, parte degli Archivi Mario Franco. \n  \nAda Lombardi è docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma.\nNata a Roma si è laureata all’Università La Sapienza di Roma. L’autrice ha scritto libri\, saggi e cataloghi\, ha curato mostre\, compresa la sezione di Arti Visive della Biennale di Venezia in collaborazione con la Japan Foundation. Inoltre\, ha insegnato Storia dell’Arte Contemporanea nelle Accademie italiane dal 1991.\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/ada-lombardi-arte-contemporanea-oriente-e-occidente-dal-1945-ad-oggi/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/ada-lombardi.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190424
DTEND;VALUE=DATE:20190425
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T134451Z
LAST-MODIFIED:20210224T114631Z
UID:1456-1556064000-1556150399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 8° INCONTRO
DESCRIPTION:24 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n8° INCONTRO – Luis Buñuel \nL’angelo sterminatore\nTitolo originale El angel exterminador\nUn film di Luis Buñuel\nCon Silvia Pinal\, Enrique Rambal\, Jacqueline Andere\, José Baviera\, Augusto Benedico.\nb/n durata 95 min\nMessico 1962 \nUn gruppo di borghesi è invitato dopo l’Opera a cenare a casa di amici. Alla fine della serata\, quando è tempo di andare a casa\, le persone non riescono a superare una linea immaginaria al di là del salotto in cui si trovano. Passano i giorni\, e tutti perdono prima l’educazione\, poi la personalità\, poi la dignità. Un incubo freudiano\, mescolato a un’ironica critica sociale\, anche se Buñuel\, metteva in guardia i critici dall’indagare esoterici significati nascosti. Nel film c’è il tema\, più volte proposto dal regista spagnolo\, dei vizi della borghesia\, dell’ipocrisia attraverso la quale si tenta di esorcizzare la paura della vita e della morte. Il lusso e la cultura sono elementi fittizi\, ostentazione di falsi valori. L’opera\, tratta da una pièce teatrale di José Bergamin dal titolo Los Naufragos\, possiede una forte contemporaneità dovuta sia all’idea vincente (una sorta di drammatico Grande Fratello all’interno di un salotto borghese)\, sia alla narrazione surreale\, angosciante. Buñuel è sempre stato uno sperimentatore che ha dato un contributo originale alla cultura del Novecento. \nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-8-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/langelo_sterminatore.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190417
DTEND;VALUE=DATE:20190418
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T135443Z
LAST-MODIFIED:20210223T140311Z
UID:1462-1555459200-1555545599@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 7° INCONTRO
DESCRIPTION:17 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n7° INCONTRO – Luis Buñuel \nCime Tempestose \nUno dei film meno visti di Buñuel. \nPartendo dal celeberrimo romanzo di Emily Bronte\, Buñuel costruisce in “Abismos de Pasion” (questo il titolo originale) un racconto gotico sospeso tra la vita e la morte ed un amore che supera la morte in una indimenticabile sequenza erotico-necrofora. Il concetto di “amour fou” al quale si riferisce il regista spagnolo\, costituisce uno dei capisaldi teorici del surrealismo\, un amore totalmente libero da qualsiasi tentativo messo in atto dalla morale borghese e dalla Chiesa per costringerlo entro schemi prefissati. (Il concetto di “amour fou” fu teorizzato da André Breton nel 1937). Il “Tristano e Isotta” di Wagner sottolinea l’andamento tragico del film e giustifica il finale necrofilo che\, “è ben oltre e molti non possono capirlo” come disse lo stesso Buñuel. La versione che presentiamo\, in originale sottotitolata\, rende giustizia all’atmosfera buñueliana\, tradita dal doppiaggio italiano.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-7incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/archivio-mario-franco-cime-tempestose_bunuel.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190410
DTEND;VALUE=DATE:20190411
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T140009Z
LAST-MODIFIED:20210223T140234Z
UID:1466-1554854400-1554940799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 6° INCONTRO
DESCRIPTION:10 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’arte contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n6° INCONTRO Luis Buñuel \nSimon del desierto\nRegia: Luis Buñuel\nInterpreti: Claudio Brook\, Silvia Pinal\, Hortensia Santoveria\, Enrique Del Castillo\, Jesus Fernandez\nMessico\, 1965 \nLeone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 1965\, il film è un capolavoro incompiuto in cui si racconta la storia\, ambientata nel 400 D.C.\, di un monaco stilita che trascorre sei anni sulla cima di una colonna nel deserto siriano. L’insolita durata (45 minuti) fu dovuta a problemi di produzione che spinsero Buñuel a concludere il progetto prematuramente. Il diavolo (interpretato dalla bella Silvia Pinal\, moglie del produttore) avrà ragione dell’ascetica volontà del monaco\, scaraventandolo in pieno 1900\, in un locale notturno di New York. \nLas Hurdes – Terra senza pane\nRegia: Luis Buñuel\nCommento basato su Las Hurdes di Maurice Legendre. Musica: Sinfonia n. 4\nOp. 98 di J. Brahms. Spagna\, 1933\, 30’. \n“Saggio cinematografico di geografia umana” attraverso una regione della Spagna\, a soli 100 Km da Salamnaca\, sterile e inospitale. Luogo brullo\, infernale\, in cui dominano malattie – la malaria\, il gozzo – per le cui strade e mulattiere abbondano “nani e cretini”\, frutto della mancanza d’igiene e degli incesti. Un reportage voluto da un amico anarchico\, Ramon Acin (poi fucilato con sua moglie dai franchisti)\, di una violenza quasi insopportabile\, considerato uno dei più bei documentari politici mai girati. Il film vu vietato a lungo nella Spagna fascista di Franco e boicottato sia in Italia che in Francia anche a causa della sua breve durata. \nLuis Buñuel\nAttivo dagli anni Venti al 1977\, Buñuel\, fin dagli esordi surrealisti in Francia\, ha rivoluzionato il linguaggio filmico\, imponendosi come inesausto fustigatore delle ipocrisie umane\, da lui affrontate con sguardo lucido\, ferocemente ironico e mai convenzionale. Rivedere e ripensare i suoi film significa attraversare l’intera cultura del ‘900: letteratura e arti figurative\, modernismo e avanguardie\, psicanalisi e surrealismo\, pensiero critico e contestazioni.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-6-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/mario_franco_10_aprile.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190407
DTEND;VALUE=DATE:20190408
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20210225T135344Z
LAST-MODIFIED:20210304T132206Z
UID:5288-1554595200-1554681599@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Piano City Napoli 2019
DESCRIPTION:7 aprile 2019\nINIZIO ORE 05:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPiano City\, nato da un’idea del pianista tedesco Andreas Kern\, torna a Napoli per la sesta edizione\, organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con l’associazione NapoliPiano.\nUn intero week end dedicato alla celebrazione del pianoforte con concerti\, eventi e appuntamenti che coinvolgono i luoghi pubblici e i salotti belli della città. Una tre giorni esplosiva: 5\, 6 e 7 aprile 2019. Il pianoforte protagonista si lascia suonare con ogni genere musicale negli House\, Main\, City e Guest Concert. E questa edizione esplode con numeri ancora più importanti di quelle precedenti: 250 eventi gratuiti\, 700 pianisti coinvolti\, 60 house concert\, 55 location sparse per la città\, 160 ore di musica\, per i 3 giorni del festival visitato nelle precedenti edizioni da oltre 50.000 persone.\nDomenica 7 aprile\, sveglia puntata sulle ore notturne\, per assistere al Concerto all’alba del pianista Mario Nappi\, che si esibirà alle 5.30 al Museo Nitsch. Domenica 7 aprile\, alle 12\, a Mappatella Beach\, il  Concerto sulla spiaggia di Antimo Magnotta\, “Inner Landscape (Paesaggio Interiore)”\, ispirato al naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio 2012\, a cui il pianista è miracolosamente sopravvissuto. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Piano City 2019\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2019\, © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Piano City 2019\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2019\, © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/piano-city-napoli-2019/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2021/02/locandina-Concert-allalba.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190404T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190405T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201109T172616Z
LAST-MODIFIED:20201109T172616Z
UID:1828-1554397200-1554483600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:L'incantesimo della soglia - Avanguardia musicale a Napoli
DESCRIPTION:4 -5 aprile 2019\nSTART ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Girolamo De Simone \nProgramma \n“Incantesimo della soglia” è\, per Walter Benjamin\, ciò che attrae all’ingresso\, sospinge all’entrata. La soglia è metafora dei nuovi templi della contemporaneità\, occasione topografica\, residuale\, di conoscenza.\nL’attraversamento estetico è ragione di sopravvivenza e resistenza per quanti\, ancora\, producono arte\, musica\, poesia\, dacché la porta rappresenta l’accesso desiderante che elimina i limiti e “trasforma colui che passa sotto la sua volta”. Una accezione prospettica\, non solo psicologica\, che invita al cammino.\nIl progetto si configura\, pertanto\, come iniziativa di formazione\, conoscenza e introduzione a quelle avanguardie musicali che – a partire dalla Napoli degli anni Settanta – ancor oggi risultano produttive di effetti e ricadute in prassi dell’agire; si parla di musiche e azioni artistiche in grado di ‘sostenere il tempo’ e di coinvolgere Istituzioni\, teatri\, giovani\, docenti.\nIl focus de L’incantesimo della soglia verrà puntato sul noto\, ma anche sul rizomatico\, su movimenti sommersi o fortemente legati a territori vivi della cultura attuale; e ancora: su scelte di silenzio o su temi esportati anche all’estero; su produzioni discografiche (il cofanetto omonimo “L’incantesimo della soglia”\, con i dischi di Cilio\, Montagano\, Fels e De Simone verrà presentato a chiusura degli incontri); su attività teoriche (con la rivista di musiche contemporanee Konsequenz) e performative.\nL’incantesimo della soglia si terrà il 4 e 5 aprile\, a partire dalle 17\, al Museo Hermann Nitsch\, Fondazione Morra – Vico Lungo Pontecorvo 29/d in due momenti retrospettivi di confronto tra forme musicali plurime\, con una proposta guidata di esecuzioni live\, documenti inediti\, e con gli interventi dei protagonisti di una stagione unica per creatività e produzione.\nL’auspicio: trasferire – nel tempo – questo archivio di memorie ai più giovani\, favorendo l’attraversamento desiderante dell’arte musicale.\nMusiche live\, filmati\, documenti elettronici di Luciano Cilio\, Eugenio Fels\, Gabriele Montagano\, Girolamo De Simone.\nVerranno coinvolti giovanissimi esecutori che affronteranno le opere degli Autori in loro presenza.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lincantesimo-della-soglia-avanguardia-musicale-a-napoli/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/Lincantesimo-della-soglia_manifesto-P.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190403
DTEND;VALUE=DATE:20190404
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T140949Z
LAST-MODIFIED:20210304T133016Z
UID:1470-1554249600-1554335999@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 5° INCONTRO
DESCRIPTION:03 aprile 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \n5° INCONTRO – Surrealismo al Cinema (Man Ray\, Luis Buñuel\, Jean Cocteau) \nMan Ray\nL’ETOILE DE MER\n1929 (versione originale sottotitoli italiani). \nMan Ray mette in scena una poesia di Robert Desnos\, scrittore che aderì giovanissimo al movimento surrealista e pubblicò un libro\, La liberté ou l’amour (1927) condannato e censurato per il suo argomento erotico. Fece parte\, con Aragon\, del partito comunista francese. Morì a Terezin\, Cecoslovacchia\, nel 1945 dopo esser stato deportato in campo di concentramento nazista. \nLuis Buñuel\nUN CHIEN ANDALOU\n1929 (versione originale\, sottotitoli italiani). \nIl più famoso film delle avanguardie storiche. Un capolavoro surrealista. L’occhio tagliato è metafora del cinema come arte della visione ma anche dell’assunzione di diversi e nuovi sistemi percettivi\, sovvertimento della posizione passiva e statica dello spettatore. \nJean Cocteau\nLE SANG D’UN POÈTE\n1930 (sonoro\, versione originale). \nOpera prima commissionata dal visconte Charles de Noailles (mecenate dei surrealisti\, produttore anche de L’Age d’or di Buñuel). Il film dovette subire le reazioni ostili\, borghesi e clericali. È stato il primo film francese a utilizzare una voce fuori quadro che allude alla presenza di un mondo nascosto\, la cui rivelazione rende credibile il mondo mostrato nell’immagine\, inducendo nello spettatore un abbandono alle leggi proprie di un universo di poesia\, meno legato a vincoli di verosimiglianza. \n«Gli specchi farebbero bene a riflettere un po’ di più prima di rimandare le immagini» (J. Cocteau)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-5-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/CINEMA-ASSOLUTO-O-ASTRATTO-MARIO-FRANCO-5.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190327
DTEND;VALUE=DATE:20190328
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T142621Z
LAST-MODIFIED:20210224T114522Z
UID:1475-1553644800-1553731199@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 4° INCONTRO
DESCRIPTION:27 marzo 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n4° INCONTRO – Surrealismo al Cinema (René Magritte\, Max Ernst\, Man Ray\, Fernand Léger) \nOmaggio a René Magritte: una rara intervista con il grande artista e Les Amants\, l’unico film da lui girato\, in maniera amatoriale\, con la moglie Georgette Berger (1952). \nDesire di Max Ernst (1949) Classico esempio di “amour fou” con una coppia di amanti indecisi tra sogno e frustrazioni. Lo stesso Ernst partecipa al film. A colori\, in veste di autorità censoria con fascia rossa su abito da cerimonia. \nLe mistyère de chateau de dès di Man Ray (1929) Ispirato a un verso di Mallarmé: “un lancio di dadi non abolirà mai il caso”\, il film è dedicato alla viscontessa di Noailles\, mecenate di Man Ray\, e alla sua lussuosa residenza. \nThe Girl with the Prefabricated Heart di Fernand Léger (1949) Léger si diverte sull’uso americano dei matrimoni seriali\, mettendo in scena una pantomima di manichini sulle note di una popolare canzone cantata da Libby Holman. \nTra le avanguardie degli anni ’20 quella più “rivoluzionaria” è rappresentata dal movimento surrealista. Il territorio che si propongono di esplorare gli artisti del surrealismo è quello dell’inconscio. È il movimento artistico più popolare del ‘900. Il termine si è così diffuso che oggi «surreale» è comunemente usato per designare quel che c’è di strano\, sovrannaturale o inaspettato. Una delle credenze di base del surrealismo\, come stabilito dal “Manifesto” del 1924 di André Breton\, suo creatore\, è stata l’«amour fou»: cioè l’amore ossessivo\, il genere di amore che travolge i sensi e trascina senza controllo nel vortice dei sentimenti. Per Breton il sogno è il luogo dove si manifestano tutte le pulsioni e i desideri repressi dalla censura rappresentata dalla norma borghese. I surrealisti vogliono fare emergere il lato inconscio di ognuno\, un lato primitivo e perturbatore dell’ordine costituito. Nelle sue espressioni più alte\, il cinema surrealista è davvero un’arte sovversiva che porte alle estreme conseguenze la visione onirica e paradossale della grande pittura similare di un Dalì\, di un Magritte\, di un Max Ernst. Si potrebbe anche dire che tutto il cinema è un po’ surrealista se è vero che lo schermo è come una finestra aperta sui sogni\, sugli incubi\, sui mostri\, sui fantasmi e sulle passioni proibite di tutti noi.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-4-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/56169818_2103810703251121_2426338123429445632_n.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190323T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190505T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20191109T180113Z
LAST-MODIFIED:20201215T175909Z
UID:1834-1553328000-1557075600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:LA DIGESTION - Musica ascoltata raramente III edizione
DESCRIPTION:23 marzo – 5 maggio 2019\nPRIMO APPUNTAMENTO 23 MARZO ORE 20:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nSi svolgerà dal 23 marzo al 4 maggio 2019 la terza edizione de LA DIGESTION – musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca e ai nuovi linguaggi dell’arte sonora contemporanea\, ideato dall’associazione Phonurgia (fondata dai giovani artisti napoletani Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, in collaborazione con l’associazione E-M Arts e la Fondazione Morra. \nIl festival\, ormai punto di riferimento per la ricerca musicale non solo italiana\, anche quest’anno presenta una line up di profilo internazionale e di eccellenza artistica. Si apre con i concerti di David Moss e Tomoko Sauvage\, due figure fondamentali della sperimentazione sonora contemporanea\, che si esibiranno all’interno di Casa Morra\, luogo di sperimentazione e di formazione\, da sempre attenta agli eventi interdisciplinari. L’artista giapponese Tomoko Sauvage\, residente a Parigi e affascinata dal suono dei fluidi\, si servirà di ampolle e speciali microfoni per amplificare la caduta di gocce d’acqua per creare il suo “sintetizzatore naturale”\, dando vita a un’atmosfera rarefatta e liturgica. Partendo dall’ascolto di Anayampatti Ganesan\, il celebre virtuoso indiano del jal tarang\, strumento a percussione costituito da ciotole piene d’acqua\, la Sauvage amplifica gocciolii\, bolle e onde\, e grazie agli idrofoni\, crea paesaggi sonori ipnotici e onirici. David Moss\, vocalist e compositore tra i più riconosciuti a livello mondiale\, collaboratore di Luciano Berio\, John Zorn e Frank Zappa\, nonché direttore e co-fondatore dell’Institute for Living Voices di Berlino\, si esibirà come solista usando la voce in modo istrionico e innovativo\, per poi essere accompagnato dal Provokalia Choir\, un coro di volontari reclutati in loco e formati dallo stesso Moss attraverso un laboratorio organizzato il giorno prima del concerto. David Moss è un pioniere della forma del concerto da solista per voce e un maestro della poesia sonora. Il potere e la passione della voce umana sono fisici\, seducenti e sorprendenti e ogni esibizione del Provokalia Choir è un caleidoscopio di frasi\, loop\, trame\, timbri\, canti e danze vocali. Casa Morra diviene ancora una volta luogo di ricerca e sperimentazione\, confermandosi spazio poliedrico attento alla conoscenza e alla diffusione delle arti performative e multimediali\, dal passato arrivando al presente. \nSempre più piattaforma volta ad approfondire le tematiche e le correnti che hanno attraversato la musica sperimentale contemporanea\, il festival LA DIGESTION dedica un’intera giornata alla musique concrète (musica concreta)\, la pratica compositiva legata all’uso di suoni e rumori concreti\, registrati nel quotidiano e trasformarti in mezzi creativi. La possente navata della Chiesa di S. Potito sarà la quinta scenografica dei concerti di François Bonnet\, noto come musicista con lo pseudonimo di Kassel Jaeger e direttore dell’INA-GRM di Parigi\, spazio nativo della musica concreta; e di Lionel Marchetti e Jérôme Noetinger\, tra i più importanti rappresentanti della corrente e creatori del cosidetto cinéma pour l’oreille (cinema per l’orecchie)\, una modalità sonora che li lega al maestro dell’audiovisione Michel Chion e al collettivo dei Metamkine. I tre artisti faranno della navata della Chiesa di S. Potito un tempio per l’ascolto multicanale\, un acusmonium\, un’architettura di altoparlanti che darà corpo ad una vera e propria esperienza acustica tridimensionale. I concerti saranno preceduti nel pomeriggio da un incontro di studio\, durante il quale i tre musicisti sveleranno i segreti del loro lavoro artistico. \nNell’intento di ricostruire la dimensione estetica e approfondire gli aspetti teorici della musica\, La Digestion propone gratuitamente un seminario della durata di tre giorni a cura del filosofo Carlo Serra\, docente di Teoria dell’immagine e del suono e di Filosofia della Musica all’Università della Calabria. Il seminario sarà una riflessione sul rapporto suono-mondo e sull’ascolto come dimensione conoscitiva e formativa\, affrontata con gli strumenti della filosofia e dell’etnomusicografia. \nIl network de LA DIGESTION\, per la sua terza edizione\, accoglie due nuove realtà europee attive nella ricerca e nella promozione dell’arte sonora: In Situ Contemporary Art Foundation di Sokolowsko (Polonia) e N.K. Projekt di Berlino\, con le quali genera un nuovo progetto\, MUSICA SANAE\, teso ad esplorare il legame tra musica e medicina\, e più in generale tra arte e cura del sé\, attraverso la realizzazione di opere sonore\, installazioni e lavori di ricerca ad hoc\, affidati ad artisti e ricercatori tra i più rappresentativi della scena internazionale contemporanea. L’approccio alla materia sonora diviene visivo\, cinematografico e corporeo\, in quanto è il corpo ad offrire l’occasione di essere crocevia di comunicazione\, suono e immagini. Location d’eccezione sarà il bellissimo e prestigioso Maschio Angioino\, che aprirà i suoi spazi\, interni ed esterni\, ai suoni\, ai gesti e alle parole degli artisti\, trasformandosi in una “cittadella della musica”. La porosità degli scavi archeologici incontrerà la struttura austera della Sala dei Baroni in un rimando di riverberi che riecheggeranno per due giorni in tutto il castello. Ad esibirsi all’interno del progetto MUSICA SANAE saranno: Okkyung Lee\, Felicia Atkinson\, Anthony Pateras Pseudacusis (con C. Mallozzi\, R. La Foresta\, M. Majkowski\, G. Lebik\, T. Bertoncini\, L. Capece)\, FIS\, C.M. Von Hausswolf\, Croatian Amor\, Rudolf Eb.er\, Erik Bunger\, Luciano Chessa\, Michal Libera\, Barbara KingaMajewska& Tony Di Napoli\, Eks\, E-cor\, InconsolableGhost\, lesénérves\, SeppoRenvall. Il programma sarà\, inoltre\, arricchito da una selezione di film a cura di Raffaella Morra e da sedute di massaggio sonoro\, che si terranno su prenotazione\, a cura del duo francese Phonoscopie. \nIL PROGRAMMA\nDavid Moss [USA/DE] + Tomoko Sauvage [JP/FR]\nsabato 23 marzo\nCasa Morra\, Salita S. Raffaele\, 20C\nKassel Jaeger + Lionel Marchetti & Jérôme Nœtinger [FR]\nsabato 13 aprile\nChiesa di San Potito\, Via Salvatore Tommasi\, 65\nSeminario a cura del prof. Carlo Serra\nda martedì 16 a giovedì 18\nCasa Morra\, Salita S. Raffaele\, 20C\nMusica Sanae – festival su musica e medicina [Napoli\, Sokolowsko\, Berlino]\nvenerdì 3 e sabato 4 maggio\nMaschio Angioino\, Via Vittorio Emanuele III\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				David Moss\, LA DIGESTION Musica ascoltata raramente 3 edizione\, Casa Morra\, Napoli 2019 \n				\n			\n				\n			\n				\n				David Moss\, LA DIGESTION Musica ascoltata raramente 3 edizione\, Casa Morra\, Napoli 2019 \n				\n			\n				\n			\n				\n				Tomoko Sauvage\, LA DIGESTION Musica ascoltata raramente 3 edizione\, Casa Morra\, Napoli 2019
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/la-digestion-musica-ascoltata-raramente-iii-edizione/
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/LaDigestion-e1552575159495.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190322T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190322T170000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20191109T182608Z
LAST-MODIFIED:20210115T152341Z
UID:1850-1553241600-1553274000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Teatro delle Bambole - Pferd Person. L'insostituibile frenesia del verbo "Studio sull'eternità del corpo"
DESCRIPTION:22 marzo 2019\nINIZIO ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProgetto di ricerca: “La lingua degli insetti [Epilogo] – Cofanetto 9: Cimicidae”.\nPartitura: Andrea Cramarossa\nCon: Silvia Cuccovillo e Federico Gobbi\nCasa Madre: Teatro delle Bambole \nApertura al pubblico a seguito della residenza artistica presso il Museo Hermann Nitsch \nLa nostra razza è fatta per governare il mondo. La nostra razza\, è la sola\, possibile\, razza del genere umano alla quale sia stata data la facoltà del libero arbitrio. Andiamo\, con passo svelto\, verso la dittatura di questo verbo.\nL’idea di messa in scena di “Pferd Person”\, parte dalla consapevolezza della propria solitudine e dello stato di reietto. Si parte dalla nudità del ladro\, del giovane ladruncolo affamato che si aggira tra le scartoffie dei libri che non ha mai potuto leggere\, vivendo come un ratto nel substrato urbano che ignora la sua esistenza e\, quindi\, non si preoccupa di darne casa e famiglia\, ma solo indifferenza. Il ladruncolo assorbe questa indifferenza. Assorbe l’assenza di empatia e la capacità di provare affetto e sentimenti per qualsiasi cosa viva\, a meno che non si tratti di un membro della propria\, evanescente\, famiglia\, che\, in quanto famiglia\, si aggrega nell’accumulo di spazi vuoti\, di assenza di tempo e di persone\, dove il capofamiglia è il ladro adolescente più grande d’età e che sa maneggiar bene il coltello. Egli\, provvede allo scucio\, alla rapina\, e porta a casa i soldi sufficienti per il cibo di quel giorno e per il letto di quella notte.\nL’acquisizione delle pratiche dell’indifferenza avvicina costoro\, accumulo di umanità molto giovane e molto dimenticata\, a quel potere che loro credono sia il potere\, ammirandone\, nell’odio\, la sfacciata ostentazione d’una esistenza opulente e lussuosa. Il desiderio della sostituzione di persone\, ideali\, elementi narrativi reali e della fantasia\, è molto forte e indomabile. La conquista dell’elettrizzante giogo che porterà all’eliminazione delle “statue” che governano l’Olimpo posticcio e fasullo d’una indifferente e anaffettiva “razza”\, sarà l’obiettivo della loro marcia verso un mondo uniformemente dedito al culto estetico delle proporzioni\, nel congrasso appariscente dei valori umani ridotti in macerie.\nDue attori in scena\, un uomo e una donna\, affronteranno il panico che scaturisce dalla visione del vuoto. Il nulla impera nella sostanza materiale e immateriale che costruisce la società e i due vogliono prendere il loro posto nell’Olimpo del potere. Come neghittosi dei\, si spingono oltre la loro nudità\, inebriati dalle parole che il loro dio supremo recita nel tuono d’un cielo avverso\, con l’ausilio del megafono o dell’altoparlante\, perché il trucco escogitato dalla sapiente mano dell’uomo possa far giungere il verbo a tutte le persone\, non dentro le persone ma dentro le loro orecchie. Ne uscirà\, nel tempo\, un individuo nuovo\, pulito\, igienicamente ineccepibile\, “very nice” dalla sua immagine nello specchio\, un individuo che è nuovamente dio\, a sua immagine e somiglianza. Andrea Cramarossa Teatro delle Bambole a Napoli con l’epilogo del progetto quinquennale “La lingua degli insetti” (2012-2017). \nPerché un epilogo? Dopo cinque anni di ricerca\, quello che credevamo fosse un percorso ellittico\, è diventato un processo iperbolico che ha continuamente attraversato l’area continentale dell’Iperuranio\, offrendoci nuove\, infinite\, suggestioni\, alle quali non abbiamo potuto rinunciare. Un epilogo\, dunque\, si è reso necessario e lo sguardo s’è voltato\, ancor di più\, verso una forma etica/estetica la cui figura sbatte e si infrange dal centro alla periferia dei sentimenti umani. Questo movimento\, questa oscillazione – diremmo una propensione dell’uomo alla deità – diventa la nota – dolente – di uno smaccato innesto tra più e differenti “animalità”\, una continua ricerca dell’uomo nuovo adulterato nella prolifica tabe della sperimentazione scientifica. “Pferd Person” è l’ennesimo e non ultimo sbirciare dell’uomo contemporaneo nell’oscenità del nazismo\, alla ricerca di una risposta a quel “perché”\, fossile di una realtà assoluta. \nI lavori artistici nati dal Progetto “La lingua degli insetti” ad oggi sono: “SE CADERE IMPRIGIONARE AMO – Suggestioni dal respiro di una crisalide” (Cofanetto 5: Blattidae e Lepidotteri)\, “IL FIORE DEL MIO GENET – Spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima” (Cofanetto 6: Farfalle)\, “FALSE HAMLET – Opera teatrale in Fa maggiore” (Cofanetto 7: Lampyridae) e “MEDEA – Sintesi per quattro respiri” (Cofanetto 8: Ditteri). \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Teatro delle Bambole\, Pferd Person\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2019 © photo Andrea Cramarossa Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Teatro delle Bambole\, Pferd Person\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2019 © photo Andrea Cramarossa Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Teatro delle Bambole\, Pferd Person\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2019 © photo Andrea Cramarossa Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Teatro delle Bambole\, Pferd Person\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2019 © photo Andrea Cramarossa\nCourtesy Fondazione Morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/teatro-delle-bambole-pferd-person-linsostituibile-frenesia-del-verbo-studio-sulleternita-del-corpo/
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/LocandinaMorraL.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190321
DTEND;VALUE=DATE:20190322
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T143305Z
LAST-MODIFIED:20210223T135952Z
UID:1479-1553126400-1553212799@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Hans Werner Henze\, incontro con Nina di Majo e Mario Martone
DESCRIPTION:21 marzo 2019\nINCONTRO E PROIEZIONE dalle 19:00 alle 21:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nRassegna “Voci e altri invisibili”\n“Hans Werner Henze: la musica\, l’amicizia\, il gioco”\nconversazione con Nina di Majo\, Mario Martone e Bruno Roberti\nmodera Mario Franco\nA seguire: proiezione del film documentario \nDopo l’inaugurazione in Sala Assoli con “Eloquenza delle lacrime” di Benedetto Sicca\, Casa Morra è lieta di ospitare la rassegna “Voci e altri invisibili”.\nGiovedì 21 marzo\, a partire dalle 19.00\, nella Sala Shimamoto di Casa Morra si terranno l’incontro con Nina di Majo e Mario Martone e la proiezione del film documentario “Hans Werner Henze: la musica\, l’amicizia\, il gioco”. \nIl documentario diretto da Nina di Majo racconta la vita di Hans Werner Henze\, compositore omosessuale\, tedesco\, residente in Italia\, noto per le sue opinioni politiche marxiste e il loro influsso sulla sua opera. (Gütersloh 1926)\nIl film è un viaggio attraverso una vita inquieta\, quella di un uomo posseduto dalla musica\, il suo percorso artistico ed esistenziale\, tra momentanei smarrimenti e continue trasformazioni\, fratture strazianti e bagliori di serenità. “Valorizzando il bellissimo materiale dell’istituto Luce\, ripercorriamo\, attraversando i dolori del compositore e l’insofferenza nella casa paterna\, le tappe del nazismo e gli orrori della guerra – racconta la regista -. Lo studio della composizione musicale verrà indagato attraverso le interviste a coloro che lo hanno conosciuto e studiato (Roland Baoer\, Alessio Vlad\, Nanà Cecchi\, Pierluigi Pizzi\, Gioacchino Lanza\, Ilaria Borletti Buitoni\, Nuria Nono\, Massimo Cacciari) e che hanno collaborato con lui. E poi la musica che prende il volo\, nell’adorata Italia\, il sud dionisiaco e liberatorio\, Napoli\, il San Carlo\, il glamour italiano (degli anni ’55-’75)\, Ischia\, Piedigrotta e l’utopia della vita mediterranea che si realizza. A Napoli l’amore tra Hans Werner Henze e la poetessa Ingeborg Bachamnn\, che nasce e muore raccontato nella lettura del carteggio “Lettere da un’amicizia”. E poi\, partitura dopo partitura (Pollicino\, Il Principe di Homburg\, Der Junge Lord\, Elegia per due giovani amanti\, Gogo no Eiko)\, in bilico fra sperimentalismo e tradizione\, il racconto dell’esperienza del compositore e della nascita della scuola “Cantiere di Musica” di Montepulciano. Henze decide di seguire un personalissimo concetto di bellezza\, sempre pronto a varcare i confini\, nella musica\, in politica\, come nel privato”. \nHANS WERNER HENZE: LA MUSICA\, L’AMICIZIA\, IL GIOCO.\nRegia: Nina di Majo\nProduzione: Nina di Majo – Red Velvet\nISTITUTO LUCE.\nMontaggio: Diego Zucchetto. Color Correction Alessandro Abate.\nCon il sostegno della Film Commission Campania\, Lombardia e Toscana. Con la partecipazione dell’Istituto Cantiere di Musica di Montepulciano\, che mette a disposizione il materiale di archivio e fotografico.\n“Lettere da un amicizia”. Carteggio\, EDT. (Ingeborg Bachamnn- Hans Werner Henze).\nL’istituto Luce mette a disposizione del film documentario il suo preziosissimo materiale di repertorio\, riguardante la Storia di Italia tra gli anni 1935 e 1970\, che verrà oltremodo valorizzato. Materiale che verrà utilizzato con eleganza e maestria per raccontare la vita del compositore tra gli orrori del nazismo\, la bellezza dell’ Italia del sud\, Napoli\, Ischia\, Il teatro San Carlo di Napoli e il glamour di quegli anni\, ma anche Piedigrotta\, e le sfilate dei carri\, i pescatori e il mare. \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-hans-werner-henze-incontro-con-nina-di-majo-e-mario-martone/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/hans-werner-locandina-definitiva.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190320
DTEND;VALUE=DATE:20190321
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T144427Z
LAST-MODIFIED:20210223T135914Z
UID:1483-1553040000-1553126399@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Cinema Assoluto o Astratto 3° INCONTRO
DESCRIPTION:20 marzo 2019\nINIZIO PROIEZIONI ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n3° INCONTRO \nViking Eggeling\nDIAGONAL SYMPHONIE / [Sinfonia diagonale] (1923-24/25)\nDir.: Viking Eggeling; 35mm\, 7’50″;restored by Svenska Filminstitutet / Cinemateket. \nUn film mitico\, che conferma la straordinaria progettualità del lavoro di Eggeling che ha riprodotto\, nell’astrazione controllata di più di 7000 disegni la scansione musicale di una “sonata”. Un’opera perfino paradossale per rigore e coerenza formale\, che rimane unica ed irripetibile anche a causa della morte\, quasi contemporanea alla prima proiezione\, dell’autore che non ha potuto proseguire nelle sue ricerche. \nHans Richter\nRHYTHMUS 21 (1921?/25)\nDir.: Hans Richter; 35mm\, 65m\, 3’30″ (16 fps)\, Münchner Stadtmuseum / Filmmuseum. \nRichter esplora la trasformazione dinamica di segni nel tempo\, un tempo armonico collegabile all’espressione musicale (Richter era\, tra l’altro\, amico di Ferruccio Busoni). E se in questi primi esperimenti filma\, con la tecnica dell’animazione a carton decoupé\, figure astratte\, pure e regolari: “il ritmo\, ovvero l’articolazione delle unità di tempo\, costituisce la sensazione per eccellenza che può provocare ogni espressione del movimento nell’arte del cinema”. \nFILMSTUDIE (1926)\nDir.: Hans Richter; ph.: Hans Richter\, Endrejat; mus.: partitura tratta da “La Création du monde” di Darius Milhaud; 6’ (16 fps)\, Nederlands Filmmuseum. \nRichter si avvicina alla tematica surrealista in questo film basato\, per sua stessa ammissione\, su un sogno\, e che rappresenta il tramite espressivo-tecnologico per verificare l’attendibilità del passaggio tra l’astrazione grafica e il suo equivalente formale e ritmico ricavabile da rielaborazioni della realtà. \nOskar Fischinger\nSTUDIE NR. 5 in jazz (1929)\nProgetto per una sincronizzazione musicale dal vivo. I tratti\, semplici ed essenziali\, schizzati a carboncino e poi presentati nell’ulteriormente fascinoso indistinto del negativo\, si formano\, si raggruppano\, pulsano. \nEIN FORMSPIEL / [A FORM-PLAY] (1927)\nDir.: Oskar Fischinger; 35mm\, color\, 6’10″ Deutsches Filmmuseum. \nUno degli esperimenti di Fischinger in epoca pre-sonora\, da sonorizzare in performances di musicisti con effetto\, diremmo oggi\, multimediale. Il fascino dell’astrazione in costante mutazione\, con molti passaggi speculari\, con l’esplosione pulsante e continua delle figure regolari in evoluzione. Parte del materiale qui colorato con i classici sistemi del muto\, diventerà la sperimentazione del sistema Gasparcolor. \nMÜNCHEN-BERLIN WANDERUNG [Viaggio da Monaco a Berlino] (1927)\nDir.\, ph.: Oskar Fischinger; 16mm\, 4’ (18 fps)\, Deutsches Filmmuseum. \nImmagini saltellanti di visi\, di corpi\, di animali\, di nuvole\, di paesaggi\, fotogrammi bruciati\, ricordo del suo viaggio tra le due città\, che nella concreta astrazione tipica solo del cinema\, evocano la rappresentazione del processo della memoria. Fischinger utilizza la tecnica del fotogramma singolo così come farà in seguito il più importante film-maker dell’underground americano\, Jonas Mekas. \nMan Ray\nLE RETOUR A LA RAISON (1923)\nNel film l’artista americano\, appena trasferitosi a Parigi\, utilizza la tecnica della rayografia (fotografia a contatto) di cui fu il pioniere. Si vedono scorrere sullo schermo degli oggetti di uso comune come molle\, chiodi\, illuminazioni notturne\, la scritta “dancer” con fumo di sigaretta\, giochi di luci ed ombre sul muro ed infine il seno nudo di Kiki de Montparnasse\, musa-modella in molte opere di Man Ray. \nEMAK BAKIA a cinépoéme [Leave Me Alone] (1926)\nCon Kiki de Montparnasse e Jacques Rigaut \nUna lunga serie di immagini secondo l’accostamento incongruo surrealista\, rayogrammi ed effetti ottici girevoli: luci\, fiori\, unghie. Costruzioni di legno e sagome di cartone ch mimano il movimento umano. Una donna in auto guida lungo le strade di campagna. Animali da fattoria. Lei scende dall’auto e balla al suono di un grammofono: gambe danzanti\, mare\, pesci che nuotano\, forme geometriche\, vetri tagliati. Un uomo si toglie il colletto inamidato. Una ragazza ha gli occhi dipinti in modo appariscente. Quando apre le palpebre\, scopriamo i suoi veri occhi. \nFernand Léger\nLE BALLET MECANIQUE (1924)\nD. Fernand Léger\, Dudley Murphy; fotografia: Dudley Murphy\, Man Ray; musica: Georges Antheil. \nGeorge Antheil\, un musicista dissacratore e originale detta il ritmo del film. La sagoma disarticolata di Charlot presenta il balletto meccanico. Una donna si dondola sull’altalena\, in giardino. Irrompono oggetti: una paglietta\, dei numeri\, bottiglie di vino\, un triangolo bianco. Risplendono le labbra di Kiki. Ruote\, pendoli\, uno specchio convesso che oscilla; un pendolo\, un caleidoscopio; forme geometriche bianche su sfondo nero; occhi che si aprono e si chiudono; una testa maschile appare nel caleidoscopio; lo stampo per un budino\, un fiore; un pappagallo; forme geometriche\, una trottola nel caleidoscopio; piedi in marcia; auto che passa; giostre; pistoni e stantuffi; trottola\, fruste da cucina; donna che sale le scale (ripetuta molte volte); sorriso enigmatico; zeri\, parole (“on a volé un collier de perles de 5 millions”); occhio; ciambella che ruota; parole e numeri; un pupazzo che si avvicina e si allontana; cerchio; il volto della donna nel caleidoscopio che passa da serio\, a triste\, a felice; oggetti in movimento; paioli in fila; installazione geometrica; sfera; gambe di manichino; Infine torna Charlot e il film termina con la ragazza dell’altalena che annusa un fiore sorridendo.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-cinema-assoluto-o-astratto-3-incontro/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/ARCHIVI-MARIO-FRANCO-CINEMA_ASTRATTO__3.jpg
ORGANIZER;CN="Archivi Mario Franco":MAILTO:archivimariofranco@fondazionemorra.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20190315T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20190406T180000
DTSTAMP:20260430T105952
CREATED:20201103T145330Z
LAST-MODIFIED:20210224T114839Z
UID:1487-1552672800-1554573600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Mario Franco - Adelaide Di Nunzio “La Pelle”
DESCRIPTION:15 marzo – 6 aprile 2019\nOPENING ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nA cura di Valentina Rippa\nUn progetto ispirato al romanzo “La Pelle” di Curzio Malaparte \nGli Archivi Mario Franco\, presso Casa Morra\, sono lieti di ospitare la mostra personale di Adelaide Di Nunzio “La pelle” a cura di Valentina Rippa a partire da venerdì 15 marzo alle ore 18.00. L’evento\, che gode del Patrocinio del Goethe Institut Neapel e del Museo Cappella Sansevero\, rimarrà aperto al pubblico fino al 6 aprile 2019.\nL’iniziativa si ispira all’omonimo romanzo di Curzio Malaparte e ne interpreta visivamente il racconto\, ambientato a Napoli nel 1943\, attraverso dieci fotografie in bianco e nero di grande e medio formato. Le immagini saranno completate dalla proiezione del video “Hosios. Mangiatori di pane” realizzato in collaborazione con l’artista Daniele Rosselli e con il duo di musica elettronica retina.it. Protagonisti di foto e video sono attori e artisti napoletani di fama nazionale e internazionale tra cui Alessandra Asuni\, Giovanni del Monte\, Federica Di Lorenzo\, Duccio Giordano Effimerus\, Eddy Fiorillo\, Rosalyn Hart\, Marialuna Papa\, Stefano Fico\, Cristina Messere\, Peppe Papa\, Marco Palumbo\, Massimo Pastore\, Riccardo Pisani\, Daniele Rosselli\, Fabio Rossi\, Ramona Tripodi\, Imma Villa\, Riccardo Greco\, Marcello de Bossa\, Roberto Tranchese\, Luca Capasso\, Filippo Pernice\, Claudio Cesarano. \n“Pur nell’evidenza drammatica della Seconda Guerra Mondiale\, che fa da sfondo alla mostra\, lo sguardo dell’artista non si sofferma sulle macerie ma si concentra sul dettaglio spiazzante\, sull’intimità di un soggetto\, su elementi surreali che provocano nello spettatore emozioni differenti distogliendolo dall’atrocità del conflitto. La luce chiara che divampa e illumina ogni cosa\, aprendo squarci bianchi nell’oscurità e nel silenzio della scena\, ha in sé una eco di speranza e di vita. È una forza ancestrale a prevalere sulla disperazione\, sul gelo e sui morsi della fame. L’artista sa come conciliare miseria e decoro\, il surreale e il tragico insieme\, restituendo allo spettatore una carrellata di immagini pervase da un diffuso delirio visuale in cui conferma la teatralità e la grazia\, la suggestiva complessità della sua ricerca che divaga in fascinazioni cinematografiche e letterarie”. \nValentina Rippa \nAdelaide Di Nunzio è nata a Napoli nel 1978\, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente si è trasferita a Milano in cui è specializzata in fotografia e in design di fotografia contemporanea alla Photography School “Richard Bauer”.\nHa abbracciato differenti generi fotografici\, dalle foto di scena (musica e teatro)\, a quelle giornalistiche e di reportage. È inoltre insegnante di grafica e di arte della fotografia. Attualmente lavora ad un progetto che riguarda contemporaneamente la fotografia d’arte e di reportage. Il suo approccio alle immagini è sempre di tipo socio-antropologico e alla ricerca di simboli e di rievocazioni al fine di realizzare una comunicazione emozionale attraverso la quale lo spettatore è invitato a riflettere sul tema trattato.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Adelaide Di Nunzio dal progetto fotografico “La Pelle” tratto dal’ omonimo libro di Curzio Malaparte misure 50/70 cm stampa fine art su carta cotone Hahnemuhle cornice in legno nera edizione: 5 copie e una copia d’artista\n\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adelaide Di Nunzio dal progetto fotografico “La Pelle” tratto dal’ omonimo libro di Curzio Malaparte misure 50/70 cm stampa fine art su carta cotone Hahnemuhle cornice in legno nera edizione: 5 copie e una copia d’artista\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adelaide Di Nunzio dal progetto fotografico “La Pelle” tratto dal’ omonimo libro di Curzio Malaparte misure 50/70 cm stampa fine art su carta cotone Hahnemuhle cornice in legno nera edizione: 5 copie e una copia d’artista\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adelaide Di Nunzio dal progetto fotografico “La Pelle” tratto dal’ omonimo libro di Curzio Malaparte misure 50/70 cm stampa fine art su carta cotone Hahnemuhle cornice in legno nera edizione: 5 copie e una copia d’artista\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adelaide Di Nunzio dal progetto fotografico “La Pelle” tratto dal’ omonimo libro di Curzio Malaparte misure 50/70 cm stampa fine art su carta cotone Hahnemuhle cornice in legno nera edizione: 5 copie e una copia d’artista\n				\n		\n\n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-mario-franco-adelaide-di-nunzio-la-pelle/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2020/11/invito-ADELAIDE-DI-NUNZIO.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR