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DESCRIPTION:15 maggio – 30 maggio 2018\nOPENING 15 MAGGIO ORE 18:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Loredana Troise \nPresso Casa Morra Archivi Mario Franco inaugura martedì 15 maggio 2018\, alle ore 18\, la mostra Portflux\, a cura di Loredana Troise. In occasione dell’opening della mostra\, che si inserisce nell’ambito della rassegna “Vietato Vietare 1968/2018” Proiezioni\, incontri\, mostre a cinquant’anni dal 1968\, sarà possibile vedere il documentario “Antologia Fluxus” (AA. VV. \, 120 min). \nDice Mario Franco\, curatore della rassegna e fondatore degli Archivi: \n“Perché una rassegna e una mostra sul collettivo Fluxus nell’ambito delle rievocazioni ricordando gli avvenimenti di cinquanta anni or sono? Perché la “fantasia al potere” del ’68 significava anche incontro e mescolamento di arti\, tecniche\, discipline\, linguaggi\, materiali. E liberazione delle arti dall’obbligo di produrre senso. Cessare di raccontare il mondo in maniera descrittiva\, lineare\, compiuta. Partire da una riflessione sul linguaggio\, sui modi del narrare\, Poiché il mondo stesso è cambiato velocemente e profondamente: le metropoli sono diventate straordinarie «palestre» di uno sguardo mobile\, plurimo. Un’idea di multimedialità comincia a farsi strada nella consapevolezza dell’insufficienza del singolo medium\, della singola arte\, della tecnica specifica e settoriale a rappresentare questa pluralità di stimoli\, questa fitta rete di interconnessioni. La Gesamtweldbild (immagine totale del mondo) riprende ed estende il concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk. Fluxus assembla tecniche e materiali diversi: collage; testi poetici; architetture-sculture-environments per scardinare le abitudini culturali e gli automatismi percettivi. Per stanare dai linguaggi possibilità inesplorate\, tentare di assemblarli in modo nuovo\, creare combinazioni complicate e ricche quanto lo è il pensiero (o il mondo). Una antologia di filmati del movimento comprende le anticipazioni body-artistiche di Yves Klein per poi mostrare le origini della video-arte di Nam June Paik con Allen Ginsberg\, Charlotte Moorman\, Alan Schulman\, il Living Theatre. Poi un breve concerto di John Cage sull’Olocausto; il film sperimentale “T.O.U.C.H.I.N.G.” di Christopher Sharits; due performances di Joseph Beuys; George Maciunas (che del Fluxus fu il fondatore\, e ne coniò il nome nel 1961); l’azionismo viennese di Günther Brus; John Lennon & Yoko Ono; Vito Acconci. \nAlle proiezioni si accompagna una mostra di lavori grafici dei più importanti artisti fluxus a cura di Loredana Troise.” \nCosì ne parla la curatrice Loredana Troise: \n“Presso gli spazi degli Archivi di Mario Franco\, e in stretta connessione col progetto “Vietato Vietare 68/18”\, per la prima volta in mostra le 14 straordinarie opere grafiche che compongono la cartella Portflux (Ed. Factotum Art). Un avventuroso e inedito diario dello sguardo dai confini indefiniti che\, tra incarnazioni e transiti\, immaginazione e rifunzionalizzazione delle forme\, punta l’indice sull’inquieta soglia del presente. Nata negli anni ottanta dalla volontà di Sarenco\, Diego Strazzer e Giuseppe Morra\, la raccolta Portflux è l’esito di un’intensa e unica esperienza fatta di incroci\, viaggi e rapporti intercorsi\, negli anni ottanta\, fra ricercatori e artisti fluxeurs: “ciascuna opera del portfolio – spiega infatti Giuseppe Morra – è un capitolo risultante da una lunga storia di collaborazione\, amicizia ed eventi condivisi vis à vis\, in una prospettiva estranea alla logica del ‘fare arte’\, ma liberamente tesa a revisioni semiotiche emancipate e indipendenti”. Ordinando un complesso e variegato itinerario visivo ed emotivo\, ricco di sequenze e piani di lettura stratificati\, le opere\, spesso marcate da tracce tangibili (una chiave\, nel caso di Ben Vautier o tasti di pianoforte\, come per Philip Corner\, o i francobolli di Bob Watts) mostrano lo splendore di una autosufficienza sintattica percepibile come un’ininterrotta polifonia sfuggente\, mai fino in fondo documentabile. Al di là delle inclinazioni di ciascuno dei 14 artisti presenti in mostra\, le strutture aperte di Portfluxus sperimentano passaggi e flessioni che chiudono ogni breccia alla fabulazione o all’ illusionismo. Svelano\, invece\, il processo dell’accadere: dello svolgersi dell’evento come flusso e dell’immagine intesa non come “fatto” costituito e risolto\, ma come processo in divenire\, capace di infiltrarsi nelle temporalità stratificate entro cui ritrovare percorsi culturali odierni. \nSi è pensato dunque ad un “allestimento” simile ad una frontiera priva di medium e sovrastrutture distraenti\, attraversabile superando i tradizionali criteri vigenti\, con lo stesso spirito disinvolto che contraddistingueva il movimento. \nGli Archivi di Mario Franco\, in tal senso\, oltre che luogo di studio\, analisi per documentazione e ricerca\, si riconfermano come un peculiare varco\, in cui percepire le apparenze mutevoli e metamorfiche del tempo-spazio”.
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SUMMARY:Serena Russo. Presentazione del libro Cenere
DESCRIPTION:11 maggio 2018\nINIZIO ORE 19:00\nCasa Morra- Sala Shimamoto\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona\, sede di Casa Morra -Archivio d’arte contemporanea\, è stato presentato venerdì 11 maggio 2018 alle ore 19:00 Cenere\, il primo libro della giovane scrittrice napoletana Serena Russo.\nIl piccolo volume intitolato Cenere\, edito nel 2017 dalla Casa Editrice Aletheia\, è una raccolta intima di racconti brevi all’interno dei quali la narrazione\, si intreccia non solo nella quotidianità vissuta dall’autrice\, ma anche in una concatenazione di pensieri\, ricordi\, sogni\, desideri e invenzioni. Per Serena Russo: “Questa non è una semplice raccolta di racconti. Piuttosto una scatola di frammenti di ogni tipo\, che sarà difficile richiudere una volta aperta”. In occasione della presentazione\, moderata da Loredana Troise che dialoga con Serena Russo\, la serata prosegue con un reading tratto da alcuni brani del libro letti da Simona Cocchia e Angelo Trifari e da un intermezzo musicale di Julia Primicile Carafa (clarinetto\, chitarra e voce) e Belardino Cerabona (violino). \nSerena Russo (Napoli\, 1984) laureata in lingue e letterature comparate presso l’Orientale di Napoli\, ha inoltre conseguito un dottorato in cinema e letteratura presso l’Università di Granada\, in Andalusia. Attualmente lavora a Valencia\, in Spagna\, come insegnante di inglese e di italiano per stranieri. Scrive recensioni di film e libri per vari siti web. Cenere è la sua prima raccolta di racconti.
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SUMMARY:Teatro delle Albe a Napoli con Ermanna Montanari
DESCRIPTION:28 aprile – 29 aprile 2018\nPROIEZIONE FILM 28 APRILE ORE 18:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nDoppio appuntamento con Ermanna Montanari e il Teatro delle Albe a Napoli per “Voci e altri Invisibili” a cura di Casa del Contemporaneo. \nDebutto al cinema di Martinelli e Montanari con il film d’arte “Vita agli arresti di Aung San SuuKyi” che ripercorre\, attraverso il racconto-evocazione di sei bambine\, i venti anni agli arresti della leader dell’opposizione nonviolenta al regime militare birmano\, Premio Nobel per la pace nel 1991\, e oggi alla guida di una nazione libera. Un’opera che si distacca dal clamore della cronaca\, fondendo immagini di repertorio e originali ricostruzioni illuminate dall’intensa interpretazione di Aung San SuuKyi di Ermanna Montanari alla quale si alternano i ritratti burattineschi di generali-dittatori\, spiriti della tradizione birmana\, giornalisti e inviati dell’Onu\, comici ribelli condannati dal regime. \nA seguire: incontro con Ermanna Montanari\, Antonella Di Nocera\, Angelo Curti\, Bruno Robertiin un confronto sul tema: Linguaggi e produzioni “tra teatro e cinema” \nVita agli arresti di Aung San SuuKyi [96 min\, Italia\, 2017]\nscritto e diretto da Marco Martinelli\ncon Ermanna Montanari\, Elio De Capitani e l’amichevole partecipazione di Sonia Bergamasco\, Roberto Magnani\, Fagio\, Alice Protto\, Massimiliano Rassu\, Vincenzo Nemolato e Christian Giroso nella parte dei “Moustache Brothers”\ndirettore della fotografia Pasquale Mari\nmontaggio Natalie Cristiani; supervisione al montaggio Jacopo Quadri\nprodotto da Teatro delle Albe – Ravenna Teatro coproduzione StartCinema\n*\nFilm riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione generale per il Cinema\ncon il sostegno della Regione Emilia Romagna – Film Commission\ncon il patrocinio di Amnesty International Italia e dell’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania Giuseppe Malpeli \\ con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. CMC – Cooperativa Muratori e Cementisti \n\n29 aprile 2018\nErmanna Montanari MINIATURE CAMPIANESI (letture\, ricordi\, immagini)\nMuseo Madre \nVia Settembrini 79\, Napoli \nIntroduce Stefano De Matteis \nRealizzato come un “libro dei segreti”\, sul modello di un antico messale\, “Miniature Campianesi” è stato scritto da Ermanna Montanari (pubblicato per Oblomov edizioni) per rievocare il mondo della sua infanzia e prima giovinezza. Questi piccoli racconti sono perle di vita condensata\, su cui si specchia una terra\, un luogo dell’anima\, che parla a tutti noi.\nLa pluripremiata attrice\, autrice\, scenografa e fondatrice del Teatro delle Albe racconta la Campiano della sua infanzia\, il suo paese natale nella campagna ravennate. L’incontro come il libro è impreziosito dalle immagini di Leila Marzocchi. \n  \n 
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SUMMARY:La bottega del suono. Mario Bertoncini. Maestri e Allievi
DESCRIPTION:20 aprile 2018 \nSTART ORE 19:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \n  \nA cura di Chiara Mallozzi e Daniela Tortora \nEsempi relativi a una maniera altra di utilizzare il suono del pianoforte.\nStraniamento del tradizionale modo d’attacco dello strumento.\nSuite ’99 Colori di Mario Bertoncini. \n\n«Le parole\, finanche l’ascolto puro e semplice di alcune sue interpretazioni\, di alcune sue musiche\, si sono rivelati del tutto insufficienti per entrare in contatto con il Maestro e il suo mondo: è necessario incontrare Bertoncini e vederlo all’opera\, bisogna farne esperienza dal vivo per riuscire a cogliere il fascino algoritmico degli infiniti sciami di suoni che avvolgono i suoi ‘strumenti’… le sue arpe eolie…il suo modo di catturare il vento all’interno dei suoi oggetti sonanti\, le sue ‘composizioni’ costruite come fossero manufatti destinati ad abitare la sua e la nostra vita\, il nostro paesaggio quotidiano.[Questo libro] incarna il desiderio di provare a raggiungerlo\, di accostarsi con discrezione nei sobborghi del suo segreto». \nÈ così che Daniela Tortora esordisce nel recente volume dedicato a Mario Bertoncini ed è così che intendiamo introdurre il nuovo appuntamento a Casa Morra.\nLa rete di ricerca internazionale puntOorg e La Digestion – musica ascoltata raramente\, festival che mette al centro i linguaggi più innovativi dell’arte sonora contemporanea\, a cura delle associazioni Phonurgia e EM-Arts e Fondazione Morra\, presenta il libro La bottega del suono. Mario Bertoncini. Maestri e Allievi (Editoriale Scientifica\, Napoli\, 2017)\, di e con il M° Mario Bertoncini\, un evento che rafforza il desiderio delle realtà coinvolte di coltivare la riflessione attorno alla musica proponendo uno spazio di confronto teorico al pari di quello performativo\, nella volontà di indagare a fondo le molte pratiche del suono.\nVenerdì 20 aprile\, alle ore 19:00 presso Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\, Mario Bertoncini presenta al pubblico l’ultimo volume realizzato in seno alla collana di studi puntOorg\, a cura di Chiara Mallozzi\, compositrice\, violoncellista docente presso il Liceo musicale Boccioni-Palizzi di Napoli\, e Daniela Tortora\, titolare della Cattedra di Storia ed estetica musicale presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.\nA seguito della presentazione il M° Mario Bertoncini terrà una lezione concerto ed esecuzione live de la Suite ’99 Colori\, un’occasione per avviare un dibattito sulle potenzialità del suono come strumento comunicativo e intragenerazionale. \nInterverranno insieme alle curatrici della ricerca: \nMario Bertoncini\, pianista\, compositore\, costruttore\, saggista e poeta;\nGianmario Borio\, professore ordinario di Musicologia e Storia della Musica\, Università degli Studi di Pavia e direttore dell’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini;\nLuigi Maria Sicca\, professore ordinario di Organizzazione aziendale e Direttore scientifico di putOorg International Network;\nGiancarlo Turaccio\, docente di Composizione presso il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno e ricercatore puntOorg. \nMario Bertoncini (Roma\, 1932). Compositore\, pianista\, musicista\, costruttore\, poeta e scrittore. Negli anni infantili\, insofferente della disciplina scolastica\, legge molto e di tutto ed è particolarmente attratto dal disegno\, dalla scultura e dalle scienze naturali. Alla musica si dedicherà relativamente tardi\, dopo i 13 anni. Compiuti bruciando le tappe gli studi musicali presso il Conservatorio e l’Accademia di Santa Cecilia (pianoforte con Rodolfo Caporali\, composizione e perfezionamento in composizione con Goffredo Petrassi)\, si reca per un anno a Bilthoven\, Olanda\, dove frequenta un corso di musica elettronica sotto la guida di G. M. Koenig. Nello stesso tempo svolge un’intensa attività concertistica in Italia\, da solo e con l’orchestra\, e suona con direttori di grande valore.\n1963: primi esperimenti volti ad alterare il modo d’attacco del pianoforte e di alcuni strumenti della percussione (idiofoni).\n1964: con Quodlibet\, per tre strumenti ad arco e un percussionista\, si aggiudica il 1° premio al concorso del Gaudeamus (Fondation Européenne de la Culture). Dal 1965 al 1972 partecipa all’attività del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza; dal ’70 al ‘73 è chiamato a dirigere l’omonima associazione. Parallelamente insegna al Conservatorio di Pesaro e collabora con la R.A.I. e con l’Enciclopedia dello Spettacolo (attività saggistica e di traduzione). Dello stesso periodo sono i primi esperimenti di teatro musicale (elaborazione della teoria d’un “teatro della realtà”) che culmineranno nella febbrile elaborazione di Spazio –Tempo (Venezia\, Biennale 1970).\n1973: per invito del D.A.A.D. Bertoncini lascia l’Italia e si stabilisce a Berlino\, dove l’attività di ricerca e di sperimentazione sonora iniziata a Roma può finalmente avere adeguato sviluppo. Al ’73 e all’anno successivo appartengono le prime costruzioni eoliche: Chain Reaction\, Vele\, Chanson pour instruments à vent. Nei seguenti due anni è in Canada\, all’Università McGill di Montreal\, dove realizza un progetto ispirato alla dinamica delle “botteghe d’arte” rinascimentali: il Musical Design Course. Dal lavoro svolto in quei due anni deriva l’attività del gruppo SONDE\, i cui componenti sono tuttora attivi in Canada e all’Estero mediante concerti\, produzioni teatrali e discografiche.\nNel 1982\, nel quadro del Festival de La Rochelle (costa atlantica francese)\, B. presenta Venti\, un’installazione eolica per 10 arpe eolie circolari e 10 aggregati di barre e spirali bronzee (“gong eolici”)\, serviti da 40 esecutori.\nNel 1986 progetta e brevetta il Choreophon\, un sistema di trasduzione a distanza\, cioè senza contatto\, d’un gesto coreografico in suono e nel 1993\, un dispositivo per gli strumenti ad arco\, brevettato in Germania col nome di Stabdämpfer.\nDal 1976 ad oggi\, oltre ad alcuni saggi e a numerosi altri scritti\, è autore di tredici dialoghi di ispirazione platonica\, tra i quali dieci d’argomento musicale\, e di oltre cinquecento sonetti in dialetto romanesco antico.\nNel 2004 torna definitivamente in Italia\, nella provincia senese. Quando ne ha l’occasione\, continua a presentare al proprio pubblico un tipo di programma che evochi dei richiami\, delle “rime” inusitate tra grandi musiche d’un passato più o meno lontano e le proprie costruzioni sonore.
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SUMMARY:Cesare Pietroiusti - Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento
DESCRIPTION:17 aprile – 19 maggio 2018\nOPENING 17 APRILE ORE 12:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nSi inaugura il nuovo progetto laboratoriale ed espositivo ideato e coordinato dall’artista Cesare Pietroiusti.\nScuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli\, consiste in un progetto che ripercorrerà in modo retrospettivo alcuni elementi della ricerca di Cesare Pietroiusti\, composto da due momenti distinti ma correlati: un laboratorio performativo e una mostra conclusiva.\nIl modulo laboratoriale\, rivolto ad un gruppo di studenti dell’Accademia di BB.AA. di Napoli\, porterà i partecipanti a ripercorrere operativamente\, nel modo più fedele possibile all’originale\, le tecniche che Cesare Pietroiusti ha usato (negli anni tra il 1982 e il 1986) per dare vita ai suoi primi (e pressoché unici) lavori pittorici\, dalla preparazione delle tele alla ricopiatura di immagini proiettate attraverso diapositive.\nIl gruppo potrà\, inoltre\, progettare una o più serie di grandi quantità di disegni con tecniche eterodosse (fuoco\, birra\, acqua salata ecc.)\, secondo metodi già usati dall’artista per le “produzioni e distribuzioni gratuite” dal 2005 in poi. Le opere saranno oggetto della mostra conclusiva. \nLaboratorio performativo e mostra si susseguiranno sulla scala monumentale\, e negli spazi ad essa adiacenti\, del Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona – Casa Morra. Il pubblico interessato potrà apprezzare le distinte fasi di lavoro e\, in particolare: \ndal 17 al 24 aprile 2018\, dal martedì al venerdì dalle ore 12:00 alle ore 19:00; \nLaboratorio performativo Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento con gli studenti dell’Accademia di BB.AA. di Napoli dal 25 aprile al 19 maggio 2018\, dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 17:00; \nMostra conclusiva della Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento.\nCasa Morra si trasforma\, per l’occasione\, in un teatro-fabbrica multifocale nella quale le diverse mansioni accadono contemporaneamente in punti distinti del luogo\, rimarcando la naturale vocazione performativa della scalinata. \nOltre all’elemento laboratoriale e performativo\, Cesare Pietroiusti affronta il tema della retrospettiva in maniera laterale\, riflettendo su come sia possibile mettere mano alla storia della propria carriera senza la necessità di dover riesumare\, in maniera convenzionale o feticistica\, le opere del passato. Affrontando in questo modo il tabù del rifacimento di un’opera\, l’artista propone una nuova interpretazione della contemporaneità vista\, nel riesame dialettico con il passato\, come la compresenza e la convergenza di tempi e significati diversi.\nLa mano dell’autore tende a scomparire in un’operazione in cui si contempla la non necessarietà\, per un artista\, di possedere un talento esprimibile con una abilità tecnica. D’altra parte questo progetto rispecchia la stessa assenza di talento di Pietroiusti che\, a suo tempo\, lo portò a utilizzare la ricopiatura pedissequa\, su tela e su carta\, della dia-proiezione. \nCon la partecipazione di: Eleonora Alabiso\, Cristiana Amato\, Gianmarco Biele\, Elsa Bigliardo\, Laura Bonito\, Antonella Calabrese\, Elena Chirico\, Enrica Rosi Crispo\, Maria Teresa De Cristofaro\, Luisa De Donato\, Giovanni Ferrara\, Sara Fiorentino\, Valeria Gentile\, Francesca Iovane\, Natalya Savino Kochetova\, Valentina Manzo\, Emanuela Palmieri\, Roberta Passaro\, Chiara Perna\, Alessandro Piromallo\, Chatrin Ponticelli\, Gianmarco Trotta\, Maria Ulino\, Aurora Vivenzio\, Huang Yuan\, Haoran Zhou.\nCesare Pietroiusti\nClasse 1955\, nato a Roma\, svolge la sua ricerca artistica dal 1977\, quando ha iniziato a lavorare nel centro studi Jartrakor di Sergio Lombardo\, partecipando attivamente alla definizione di un’arte ‘eventualista’. Nella seconda metà degli anni Ottanta dà vita\, insieme a Salvatore Falci\, Stefano Fontana\, Pino Modica e Domenico Nardone\, all’esperienza del gruppo di Piombino che sperimenta\, in anticipo di circa un decennio sull’arte ‘relazionale’\, il coinvolgimento\, attraverso stimoli estetici\, di un pubblico inconsapevole. Da allora ha fondato e coordinato centri di ricerca e programmi di residenza\, convegni e laboratori sperimentali. Ha esposto in spazi privati e pubblici\, deputati e non\, in Italia e all’estero. Nel 1997 ha pubblicato\, con le edizioni Morra\, Pensieri non funzionali\, raccolta di circa cento idee apparentemente assurde\, formulate come istruzioni per realizzazione di progetti artistici. Nel primo decennio del 21° secolo il suo lavoro si è concentrato sul tema dello scambio e sui paradossi che possono celarsi nel sistema sociale occidentale\, di cui viene sottolineata la peculiarità del rapporto economico denaro-merce. Dal 2004 ha distribuito gratuitamente decine di migliaia di disegni autografi\, venduto storie\, ingerito banconote al termine di un’asta pubblica per poi restituirle al legittimo proprietario dopo l’evacuazione\, organizzato serate gastronomiche dove alla fine del pranzo si viene pagati\, allestito mostre dove le opere si vendono in cambio di idee e non di soldi. Ha esposto le sue opere fra l’altro presso: Art in General\, New York (2001); Ikon Gallery\, Birmingham (2007); Biennale di Atene (2009); MAXXI\, Roma (2010); Moscow Museum of Modern Art (2011)\, Hayward Gallery\, Londra (2012)\, Fondazione Sandretto\, Torino (2014)\, Bozar\, Bruxelles (2014)\, Maga\, Museo di Gallarate (2016)\, Kunstverein Arnsberg (2016)\, ed è stato co-curatore della mostra-evento “Sensibile Comune. Le opere vive”\, GNAM\, Roma (2017). A partire dal 2004 al 2015 è stato docente di Laboratorio Arti Visive presso lo Iuav di Venezia e\, dal 2009 al 2016\, MFA Faculty presso Lesley University\, Boston. Due anni fa\, come membro del collettivo “Lu Cafausu”\, ha dato vita alla Fondazione Lac o Le Mon (San Cesario di Lecce).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018 \nCesare Pietroiusti \n© photo Jacopo Seri \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento\, Casa Morra\, 2018  Cesare Pietroiusti  © photo Jacopo Seri  Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:“Auerhaus” / “La nostra casa” di Bov Bjerg
DESCRIPTION:11 aprile 2018\nLETTURA E DIBATTITO ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nHöppner\, Vera\, Pauline\, Cäcilia\, Harry… un gruppo di amici e una promessa: la loro vita non sarebbe stata un semplice avvicendarsi di nascita-scuola-lavoro-morte. Per questo motivo e per proteggere chi fra loro – Frieder – ha tentato il suicidio\, decidono di andare ad abitare tutti insieme in un’ex fattoria. Una casa in cui vivere senza adulti\, un luogo condiviso nella Germania degli anni Ottanta che battezzano Auerhaus.\nUna storia di gioventù\, di amicizia e amore\, una magica alchimia che Bov Bjerg crea tra questi sei ragazzi idealisti che impareremo a sentire molto vicini e che\, pagina dopo pagina\, ci conquisteranno al punto da voler vivere nell’Auerhaus\, lottare insieme a loro per la felicità\, come se fosse una questione di vita o di morte. \nDialogano con l’autore\, Franco Filice (traduttore dell’edizione italiana) e la germanista Daniela Allocca. \nBov Bjerg\, nato nel 1965\, è scrittore e cabarettista. Vive a Berlino\, dove ha fondato diversi palchi letterari. Autore del romanzo „Deadline” (2008) e del volume di racconti „Die Modernisierung meiner Mutter” (2016)\, la sua fama è legata soprattutto al romanzo „Auerhaus” (Aufbau Verlag – Blumenbar\, 2015\, tradotto in Italia da Keller editore)\, che in Germania è rimasto per ben due mesi nella top ten della narrativa e per quasi nove nella lista dei best seller. Un libro che ha conquistato tutti\, critici e lettori\, giovani e adulti\, rappresentato a teatro e letto nelle scuole\, e che presto approderà anche sul grande schermo.
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:31 marzo 2018\nORE 18:00\nCimitero delle Fontanelle\nVia Fontanelle\, 80 – Napoli \nInstallazione/performance di Rie Nakajima & Pierre Berthet [JP/BE] \nORE 21:00\nChiesa di San Giuseppe delle Scalze\nSalita Pontecorvo\, 65 – Napoli \nMinor Tom (MichałLibera\, Hilary Jeffery\, Gianpaolo Peres) [PL/UK/IT] play Ted Hughes’ Snow\nDavid Toop [UK] \nContinua il viaggio attraverso i luoghi più suggestivi della città di Napoli per il quarto appuntamento de La Digestion – musica ascoltata raramente\, festival dedicato ai linguaggi innovativi dell’arte sonora contemporanea\, e realizzato dalla sinergia tra l’associazione Phonurgia\, la Fondazione Morra e la E-M Arts associazione culturale.\nLa giornata del 31 Marzo sarà caratterizzata da un doppio appuntamento musicale che animerà\, nel pomeriggio\, il magico Cimitero delle Fontanelle\, nel rione Sanità\, e in serata la bellissima Chiesa di San Giuseppe delle Scalze\, a Montesanto\, con l’imperdibile concerto di David Toop dei leggendari Flying Lizards\, pietra miliare della new wave europea più creativa ed eclettica\, e oggi raffinato sperimentatore e teorico del suono.\nFilo conduttore di questo viaggio immaginario e reale saranno gli “oggetti sonori”. Oggetti misteriosi ed organici quelli utilizzati da Rye Nakajimae Pierre Berthetche\, tra i cunicoli e le ossa del Cimitero delle Fontanelle\, daranno vita a Dead Plants/Living Objects\, installazione sonora e performance in cui\, tra vibrazioni ed evocazioni\, la materia inorganica\, grazie al suono\, prende vita. Oggetti del quotidiano\, invece\, animeranno il momento serale presso la Chiesa delle Scalze\, trasformandosi\, nelle sapienti mani di David Toop\, in fonti sonore elettroacustiche originali epolisemiche. Il maestro inglese\, già spalla di Brian Eno e collaboratore dei più grandi nomi dell’improvvisazione\, da Derek Bailey a Evan Parker\, da Hugh Davies a John Zorn\, ha sviluppato\, durante i suoi quarant’anni di carriera\, un linguaggio musicale poetico e profondo\, fatto di oggetti trovati\, piccoli strumenti\, field recordings e flauto traverso\, in grado di trasformare l’ascolto in evento di scoperta interiore. Infine\, oggetti di una memoria non troppo lontana ma piena di nostalgia\, quelli della Calabria contadina\, saranno evocati dalle parole del poeta inglese Ted Hughes\, messe in musica dal trio Minor Tom. La poesia Snow\, ispirata ai canti dei pescatori di pesce spada documentati dall’etnomusicologo Alan Lomax nel 1954\, diventa il materiale per la composizione di un radio-dramma “dal vivo”\, grazie al lavoro del musicista polacco Michał Libera accompagnato dal trombonista Hilary Jeffery e dal vocalist Gianpaolo Peres.\nTre declinazioni della poesia sonora\, tre momenti unici in bilico tra musicalità\, linguaggio e gesto\, capaci di insinuarsi lì dove l’ascolto si incontra con il pensiero\, aprendo a nuovi significati e intense esperienze.\nÈ volontà del festival inscrivere il momento performativo in una più completa attività di formazione e riflessione che lasci tracce durevoli sul territorio cittadino. A tal fine\, il 30 Marzo\, il maestro David Toop sarà protagonista di una conversazione in diretta radio su Radio Digestion e aperta al pubblico\, e nel pomeriggio terrà un workshop dedicato all’ascolto dal titolo “Listening is Intimacy”\, il tutto presso Casa Morra. Il workshop\, dal costo di 10 euro\, è aperto a musicisti di qualunque strumento e livello di preparazione. Per informazioni e prenotazioni: info.phonurgia@gmail.com\nL’evento è organizzato grazie al patrocinio morale del Comune di Napoli\, che ha concesso l’uso del Cimitero delle Fontanelle\, e grazie alla collaborazione con l’Associazione Le Scalze\, che da anni porta avanti le attività della Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Montesanto. \n  \nDavid Toop [UK]\nNato nel 1949 in Inghilterra\, David Toop ha sviluppato una pratica a cavallo tra composizione\, ascolto e critica a partire dal 1970. Tale pratica comprende e confonde i confini tra il fare musica e l’ascoltarla\, tra l’organizzazione e l’analisi e ha portato Toop a confrontarsi con musica improvvisata\, rock\, elettronica\, fieldrecordings e performance\, curando anche installazioni sonore e mostre. Insieme alla carriera di musicista porta avanti quella di giornalista e teorico della musica\, coronata da sette acclamati libri\, tra i quali: Rap Attack (1984)\, Ocean of Sound (1995)\, Sinister Resonance (2010) e Into the Maelstrom (2016)\, quest’ultimo premiato come libro musicale dell’anno dal Guardian e nominato al Penderyn Music Book Prize. E’ inoltre Professore di Audio Culture e improvvisazione presso il London Collage of Communication e scrive regolarmente per l’autorevole rivista The Wire.\nLa sua personalità eclettica l’ha portato\, nel 1979\, a entrare nei Flying Lizardsdi David Cunningham\, gruppo che diventerà una pietra miliare della new wave europea. A fianco a quell’esperienza Toop ha sempre portato avanti una ricerca legata all’improvvisazione\, all’elettro-acustica e alla poesia\, sia in solo che al fianco di musicisti quali Brian Eno\, Bob Cobbing\, Paul Burwell\, Steve Beresford\, Peter Cusack. Partendo dal flauto traverso\, Toop ha inventato un nuovo linguaggio fatto di oggetti sonori\, foundsounds e fenomeni acustici\, tessiture timbriche e narrative in grado di trasformare la natura effimera del suono in “evento” di scoperta interiore.\nMolto attivo nella scena sperimentale inglese\, ha suonato con praticamente tutti i più grandi improvvisatori del secondo novecento\, da Derek Bailey a Evan Parker\, da Hugh Davies a Lol Coxhill\, da John Stevens a John Zorn. Ha pubblicato numerosi dischi sia in solo che in collaborazione\, per etichette quali Obscure di Brian Eno\, Samadhisound di David Sylvian\, Room40 di Lawrence English. Nel 2016 la Sub Rosa ha pubblicato Lost Shadows\, registrazioni di rituali sciamanici Yanomani fatte da Toop nel 1978\, e il DVD I Never Promised You a Rose Garden: A Portrait of David ToopThrough His Records Collection. Nel 2017 ha pubblicato la sua autobiografia Flutter Echo: Living With Sound e il suo ultimo disco Dirty Sonds Play Dirty Songs.\nhttps://davidtoopblog.com/\n \n  \nMinor Tom\nHilary Jeffery\, trombone\nGianpaolo Peres\, voice\nMichał Libera\, concept\, reading\nMichał Libera è un compositore\, drammaturgo e curatore polacco che lavora principalmente sulla creazione di sound setting\, ovvero sceneggiature sonore per storie più o meno letterarie. I suoi lavori\, al confine tra performance e radio-dramma\, sono stati presentati in prestigiosi contesti internazionali\, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia.\nHilary Jeffery e Gianpaolo Peres si sono uniti a lui per fondare il gruppo Minor Tom nel Gennaio 2016\, nella scie della scomparsa di David Bowie. La loro musica sonda le profondità del blues e le miscela con le meno note pratiche della dhrupad\, la musica tradizionale dell’Hindustan\, tentando di creare scenari allo stesso sintetici e futuristici. La loro performance Snow\, composta per La Digestion\, è anche il loro debutto dal vivo\, al quale seguiranno altre performance e pubblicazioni su Silent Records. Snow è la messa in musica dell’omonimo testo del poeta inglese Ted Hughes\, considerato tra i massimi esponenti della poesia inglese del novecento. Si basa su swordfisherman’s call\, la registrazione di un canto tradizionale calabrese documentata dall’etnomusicologo Alan Lomax nel 1954 a Scila.\n \n  \nPierre Berthet & Rye Nakajima [BE/JP]\nArtisti che si muovono al confine tra musica\, installazione e performance; la loro opera si innesterà organicamente nell’affascinante cornice del Cimitero delle Fontanelle\, in un gioco di risonanze\, vibrazioni ed evocazioni. Il loro progetto dal titolo evocativo “Plantesmorteset objects vivants” è un tentativo di rapportarsi all’anima delle cose ascoltandone il suono. Il loro lavoro è stato presentato in festival\, musei e luoghi d’arte di tutto il mondo.\nPierre Berthet è un percussionista e esploratore del suono belga; ha iniziato suonando con l’orechestra di Arnold Dreyblatt\, per poi spostarsi su una ricerca più personale\, legata ai timbri degli oggetti nello spazio e a nuovi modi di produrre suoni con materiali semplici\, ad esempio piante\, pietre\, tubi\, ecc.\nRie Nakajima è un’artista giapponese che si muove a cavallo tra installazione e performance. Il suono lavoro è di solito composto in diretta correlazione con architetture e spazi particolari\, usando una combinazione di dispositivi cinetici e oggetti trovati in loco.\nhttp://pierre.berthet.be
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SUMMARY:Casa Morra - Weekend della Cultura
DESCRIPTION:31 marzo – 2 aprile 2018\nOPENING 31 MARZO ORE 10:30-14:00\nCasa Morra- Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nQuesto fine settimana\, grazie all’iniziativa della Camera di commercio di Napoli insieme all’azienda SIIMPRESA\, arriva il “WEEKEND DELLA CULTURA” anche a Casa Morra. \nIngresso gratuito e visite guidate nei giorni 31 marzo\, 1 e 2 aprile 2018 con chiusura alle ore 14:00. \nPROGRAMMA \n \nSabato 31 Marzo\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \nDomenica 01 Aprile\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \nLunedì 02 Aprile\nPrima visita 10:30/ Seconda visita 12:00 \n 
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SUMMARY:Marta e Diego Della Via - Drammatica Elementare (J e W della città di K)
DESCRIPTION:25 marzo 2018  \nOPENING ORE 19:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea \nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nCasa Morra ospita il terzo degli otto eventi “fuori sede e fuori tempo” in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. Per la prima volta a Napoli l’Abecedario dadaista dei Fratelli Dalla Via – nell’ambito della rassegna “Voci e altri Invisibili” a cura di Casa del Contemporaneo.\nL’appuntamento\, con Marta e Diego Dalla Via\, è con DRAMMATICA ELEMENTARE\, il loro spettacolo dadaista imbastito di giochi di parole e nonsense che arriva a Napoli in prima assoluta in collaborazione con STANZE di Alberica Archinto e Rossella Tansini.\nDopo il Museo Hermann Nitsch che ha ospitato COSE della compagnia Deflorian Tagliarini e il recente doppio appuntamento al MADRE con le due date de IL NULLAFACENTE di Michele Santeramo del teatro di Toscana\, la rassegna VOCI E ALTRI INVISIBILI prosegue a Casa Morra. \nDRAMMATICA ELEMENTARE parte dal teatro per dialogare fuori dagli spazi canonici e cercare il confronto attraverso un percorso comune che si compone di performance\, incontri\, proiezioni\, letture. In DRAMMATICA ELEMENTARE i Fratelli veneti Dalla Via ridisegnano la realtà dei nostri giorni. L’alfabeto non è più quello che veniva insegnato alla scuola elementare: le sue lettere\, attraverso le loro invenzioni\, descrivono il nostro mondo in modo ironico\, ma anche inquietante. Le lettere\, a loro volta\, costruiscono dialoghi e monologhi seguendo un gioco dissacrante e folle da cui esce uno spaccato perfetto della nostra società\, con pregi e difetti. Nello spettacolo il mondo ci viene raccontato dalla A\, più volte ripresa\, alla I di internet\, dalla C di Cristo crocifisso\, alla F di favola\, dalla S di sussidi sanitari\, alla P di poetica padana. \nPartito parrocchiale possiede prolungatamente primato parlamentare.\nPoi\, progressiva putrefazione politica provoca protesta pubblica piazza.\nProposta proletaria prelude plumbeo periodo: pistole\, pallottole\, pestaggi\, poliziotti\, polvere pirica pressata\, \npirotecnici plichi postati per provocare pressioni.\nPapocchio prosegue. Pm palmi puliti promettono punizioni per politici prezzolati. \nAgotha Krisztof \n“Sappiamo leggere\, scrivere\, far di conto. Siamo intelligenti ma non ci applichiamo. Siamo espulsi da ogni scuola di ordine e grado. Siamo stati traditi da chi ci doveva tutelare\, come Hansel e Gretel. Dopo questo rifiuto abbiamo trovato un altro posto dove studiare e l’abbiamo distrutto come fosse marzapane. È così che si è sviluppata in noi l’idea che la salvezza potesse essere in un originale modo di rinominare il mondo. C’erano una volta la A di ape\, la B di barca\, la C di casa… abbiamo cambiato queste regole e per noi la A è di Attacco all’America\, la G di Grande Guerra\, la M di Merenda Macrobiotica.\nSabotando il Devoto – Oli\, il Sabatini – Coletti\, il Castiglione – Mariotti\, arrampicandoci su una struttura di tautogrammi e acrostici abbiamo scritto una favola scolastica che racconta il nostro desiderio di giocare con la “materia prima” parola. Drammatica elementare: un dissacrante abbecedario contemporaneo in forma di racconto”.
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SUMMARY:The Yellow Truck
DESCRIPTION:1 marzo – 30 marzo 2018\nOPENING 1 MARZO ORE 18:30\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nA cura di Chiara Reale \nInaugura giovedì 1 marzo 2018\, alle ore 18\,30\, presso Casa Morra – Archivi Mario Franco la mostra fotografica di Robert Herman “The Yellow Truck”\, a cura di Chiara Reale\, a cui si lega la nuova rassegna cinematografica curata da Mario Franco dal titolo “Il Cinema allo Specchio” incentrata sul “cinema che parla di cinema”. \nRobert Herman è uno dei più importanti street photographer newyorkesi contemporanei. Le sue fotografie\, così come le sue pubblicazioni\, sono presenti in importanti musei americani ed europei. \nLa sua mostra\, assolutamente inedita\, “The Yellow Truck” raccoglie 20 fotografie in cui sono raccontate le fasi produttive di “Vigilante”\, B Movie ambientato e prodotto negli anni 80 a New York. Gli scatti in mostra sono dedicati alle numerose figure professionali che lavorano duramente affinché la grande macchina cinematografica continui a muoversi\, che non salgono mai alla ribalta ma che restano sempre e inevitabilmente un nome che scorre rapidamente nei titoli di coda. \nIl cortometraggio dal titolo “Story for Lisa” (USA\, 1979\, 16mm Color/Black and White\,14 min)\, scritto e diretto dell’artista\, aiuta il fruitore ad entrare nel mondo di Herman e di comprende meglio cosa lui intende per “fare cinema”. \nSpiega la curatrice della mostra Chiara Reale: \n“Le caratteristiche narrative della fotografia di Robert Herman si avvicinano molto a quelle del linguaggio cinematografico\, linguaggio che l’artista inizia ad apprendere fin dalla tenera età. Cresciuto fra le poltrone polverose e l’odore di celluloide del piccolo cinema d’essai di proprietà del padre\, a Brooklyn\, guardando i film di Antonioni\, Fellini e Rafelson\, Herman inizia un percorso formativo che\, arricchito e successivamente consolidato con la frequentazione della Film School alla New York University\, contribuirà in modo determinante alla formazione del suo codice estetico e rimarrà nella sua produzione fotografica fino ai giorni nostri. \nIn “The Yellow Truck” l’indissolubile legame fra il cinema e la fotografia dell’artista viene affrontato apertamente\, mettendo a nudo i punti di tensione\, i nervi scoperti di tale rapporto.          La mostra infatti si compone degli scatti fatti da Robert Herman\, street photographer che vive e opera a New York\, nel corso della produzione del film Vigilante\, B movie di cui tutte le figure professionali coinvolte non vedranno mai il relativo compenso economico. Scatti di backstage e foto di scena che raccontano un mondo amato di un amore quasi atavico che è stato\, citando lo stesso Herman “la mia vita e la mia salvezza\, con tutte le sue distorsioni”. \nL’intento di svelare i lati più oscuri dell’ “establishment” cinematografico è sviluppato nella rassegna dal titolo “Il Cinema allo Specchio”: 14 film che dal 1 marzo al 26 aprile verranno proiettati tutti i mercoledì e giovedì sera\, e che partirà proprio il 1 marzo\, successivamente all’inaugurazione della mostra\, con il film “Alice nelle Città” di Wim Wenders. L’ingresso agli Archivi\, così come la visione dei film\, è gratuito fino a esaurimento posti. \nSpiega il curatore della rassegna Mario Franco: \n“Il cosiddetto “metacinema”\, è quel cinema che mostra e parla di sé stesso e che descrive i meccanismi di funzionamento delle proprie strutture\, dei processi produttivi ed economici e racconta l’evolversi della sua storia. Un cinema che\, apparentemente\, decide di scoprire l’inganno\, di rivelare il trucco insito in ogni film. Come è noto\, sono molti i grandi cineasti che hanno ragionato sul proprio lavoro\, sulla bellezza ma anche sui compromessi e sulle crisi esistenziali del loro lavoro. (Godard con Il disprezzo\, Fellini con 8 e mezzo\, Truffaut con Effetto notte). \nFilm ambientati nel mondo del cinema sono anche quelli dedicati alla sua primitiva affermazione come industria (Nicikelodeon) o quelli ambientati nella Hollywood di fine anni Venti quando il cinema conquistò la parola\, con gli attori del muto che temevano per la propria carriera in uno dei momenti più significativi della storia della produzione cinematografica\, quando la gestualità delle espressioni divenne obsoleta davanti alle possibilità offerte dal sonoro. È interessante notare come Cantando sotto la pioggia\, del 1952\, sfrutti le potenzialità offerte dal sonoro e dal Technicolor\, mentre The Artist riesuma il bianco e nero per un film muto che punta tutto sulla colonna sonora\, in pieno 2011. Ma in omaggio alle fotografie di Herman\, che documentano un film di serie B dove le maestranze e gli attori restano senza paga mentre il film si interrompe per deficienze produttive\, ecco un film\, Lo stato delle cose\, nel quale Wenders racconta una storia analoga o l’Ed Wood di Burton\, che narra della strana carriera del “peggior regista della storia del cinema”\, un grottesco elogio della bruttezza che ci invita a riflettere sui generi cinematografici e sull’ambiguità sessuale\, per andare oltre ogni pregiudizio e per interrogarci su cosa è lecito definire “arte”. Ancora a Robert Herman\, cresciuto nella sala cinematografica gestita da suo padre è dedicato L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich – che nei primi anni ’70\, era un giovane critico innamorato del cinema e dei suoi personaggi mitici – e alla città di New York alla quale Herman ha dedicato molto del suo lavoro fotografico. \nNella tradizione dei nostri Archivi\, che hanno l’abitudine di mostrare film difficilmente vedibili altrove\, mostreremo anche un’immagine inedita di New York nell’interpretazione di Steve Reich\, un omaggio alle sue strade e ai suoni della grande mela. Reich è uno dei padri del minimalismo\, premio Pulitzer 2009 e Leone d’oro 2014 alla Biennale Musica di Venezia. Reich dedica la sua musica a Manhattan per poi condurci alle prove del concerto ed infine alla sua rappresentazione in teatro. Anche qui un discorso metalinguistico\, incentrato sull’atto stesso del comporre: un punto di vista “emotivo” che si “mostra mostrare” e si “guarda guardare”. L’autoriflessività\, riassumibile nell’idea che la creazione può interrogarsi sulla natura stessa dell’atto creativo\, è tipico della modernità\, percepita come parte integrante della produzione di senso nella letteratura\, nel teatro\, nella pittura e nel cinema.” \n 
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SUMMARY:Antonio De Luca. Navigare la rotta
DESCRIPTION:12 febbraio 2018\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nNella prestigiosa cornice del Museo Hermann Nitsch di Napoli\, ospite della Fondazione Morra\, lunedì 12 febbraio alle ore 17:00 si svolgerà un evento-presentazione dell’antologia delle liriche del poeta-marinaio Antonio De Luca. \nI testi\, presenti anche nelle traduzioni in dodici idiomi ad opera di altrettanti poeti madrelingua\, saranno declamati dall’attrice Margherita Vicario\, accompagnata dalla performer Irene Gallardo e dalla musicista Julia Primicile Carafa. \nNavigare la rotta\, come sottolinea anche Luciano Canfora\, è «un tributo alla grecità». Il poeta ci porta con sé nei suoi vagabondaggi per terra e per acqua\, tra Itaca\, Atene e perfino Bisanzio. Nota\, infatti\, Paolo Mieli che «il mare di De Luca è quello da cui viene tutta la nostra civiltà». \nLa presentazione\, introdotta da Giuseppe Morra\, direttore del Museo\, verrà poi arricchita dagli interventi di Maria Margotta e Francesco D’Episcopo\, dell’Università Federico II di Napoli\, Michele Bernardini\, dell’Università L’orientale di Napoli e Andrea Simi\, scrittore e grecista. All’evento prenderanno parte anche l’autore\, Antonio De Luca\, e l’editore\, Sandro Teti. \n 
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SUMMARY:Voci e Altri Invisibili - Enzo Moscato
DESCRIPTION:11 febbraio 2018\nSTART ORE 19:00\nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\,  Napoli \nL’appuntamento – in prima assoluta – è con Enzo Moscato protagonista e ideatore della performance che dona il titolo all’intera rassegna\, VOCI E ALTRI INVISIBILI.\nDopo il successo dello scorso anno al Museo Nitsch\, in occasione del debutto della rassegna VOCI E ALTRI INVISIBILI avvenuto con lo spettacolo COSE della compagnia Deflorian Tagliarini\, prosegue a Casa Morra la programmazione di Casa del Contemporaneo. \nIl Centro di Produzione Teatrale La Casa del Contemporaneo\, nato dal teatro per dialogare fuori dagli spazi canonici teatrali\, cerca il confronto d’insieme attraverso la performance\, gli incontri\, le proiezioni e le letture presentate in un’unica data e in prima assoluta a Napoli. Una carrellata di titoli e incontri\, che proseguono per tutto il mese di aprile\, fanno da punteggiatura alla stagione e confermano la ‘vocazione contemporanea’ del centro di produzione\, in un confronto sulla questione aperta tra linguaggi e forme d’arte\, stimolando connessioni e confronti tra gli spazi cittadini. \nDomenica 11 febbraio\, a Casa Morra\, Enzo Moscato – recentemente finalista agli Ubu 2017\, per il premio alla carriera – propone una nuova creazione in forma di performance dal titolo VOCI E ALTRI INVISIBILI il cui tema centrale si avvicina alle storie di fantasmi che\, nella poetica moscatiana\, sono sempre “un incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case”. \nProtagonista della vicenda (o – come Enzo Moscato scrive nelle sue note – “della Storia\, o della Natura\, che\, come Leopardi avvertiva\, sono spesso\, a Napoli “la stessa\, crudelissima cosa”) è Nanà\, l’anima candida e reietta “giovane-vecchissima creatura al servizio ‘minuto’ delle donne di un bordello arroccato sui Quartieri Spagnoli\, nella Napoli\, desolata e avvilita\, dell’occupazione nazista\, sul finire dell’estate del 1943” \nDichiarazione di Giuseppe Morra ha così dichiarato a proposito della sua partecipazione alla rassegna: “ È con grande entusiasmo che la Fondazione Morra partecipa e accoglie la rassegna organizzata dalla Casa del Contemporaneo VOCI E ALTRI INVISIBILI\, in cui performance\, spettacoli\, proiezioni e incontri si svolgono in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. Proporre un teatro fuori dai suoi spazi\, fisici e mentali\, convenzionali\, crea contaminazioni culturali di aree differenti\, fedeli all’idea che la città\, il mondo\, trovi apertura attraverso la cultura\, volano di cambiamenti economico-sociali. Prima con il Museo Nitsch\, poi con Casa Morra\, la Fondazione Morra dimostra come l’arte sia trasversale\, apra nuove strade per osservare\, conoscere e valutare gli aspetti del mondo\, mantenendo la realtà delle cose. Dal principio dell’arte come motore di rinnovamento nasce il concetto del Quartiere dell’Arte\, una rete di identità culturali e creative operanti all’interno di un quartiere\, nel nostro caso\, la zona dell’Avvocata nel centro di Napoli\, per rigenerare e riqualificare l’area urbana attraverso le pratiche dell’arte e della cultura\, ed è per auspicare tale trasformazione che con grande piacere prendiamo parte alla splendida iniziativa di Casa del Contemporaneo\, che unisce più mondi promuovendo la sperimentazione e la ricerca\, concetti che sono alla base della nascita della Fondazione Morra. ” \n  \nEnzo Moscato (attore\, autore e regista) da sempre nelle sue creazioni attraversa e racconta la città di Napoli: «Sospiri\, voci\, filastrocche sono i mezzi che uso nel mio teatro\, straduncole che creo da me o prendo dalla tradizione. Perché a Montecalvario sono nato e ho vissuto». Con questa ultima suggestione il Poeta ci racconta – per mezzo della voce di Nanà – una storia dell’estate 1943: l’incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case: storia di fantasmi che mentre visitano\, arricchendole\, le vite degli umili e dei diseredati\, allo stesso tempo le stravolgono fino allo sconvolgimento catastrofico.
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LOCATION:Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\,  Salita S. Raffaele\, 20C\, Napoli\, 80136\, Italia
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:3 Febbraio 2018\nSTART CONCERTO ORE 21:00\nCasa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nOtomo Yoshihide [JP] e Elio Martusciello [IT] \nAlle ore 18:00 conversazione con il Prof. Carlo Serra (Università della Calabria) \nContinua la seconda edizione de “La Digestion – musica ascoltata raramente“\, un festival che esplora i linguaggi più innovativi della sound art contemporanea\, frutto della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra.\nL’evento del 3 febbraio costituirà il tentativo di stabilire un nuovo format\, in cui il momento musicale sarà accompagnato da uno teorico\, nella volontà di pensare al suono come strumento fondamentale di costruzione individuale e sociale.\nProtagonisti della giornata saranno l’interprete Otomo Yoshihide\, il maestro Elio Martusciello e il filosofo della musica Carlo Serra.\nLa conversazione pomeridiana con quest’ultimo sarà una riflessione sulla centralità dell’ascolto nei processi di soggettività contemporanea\, un argomento che si nutre delle pratiche dei due musicisti che si esibiranno la sera nella splendida cornice di Casa Morra.\nYoshihide esplora la dimensione della produzione e della trasformazione del suono dal vivo\, attraverso l’uso di giradischi hackerati e “suonati” in modo non convenzionale\, assumendosi il rischio di creare un suono la cui natura è imprevedibile\, Martusciello si concentra sul rapporto del suono con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Come spiega lo stesso Martusciello: “Sviluppare l’ascolto significa mettere in discussione se stessi\, decostruire la propria prospettiva d’ascolto\, ampliare l’orizzonte spazio-temporale. L’orecchio si configura come il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza\, strumento di apertura e di trascendenza”. Ecco la pratica dell’improvvisazione con le sue implicazioni sociali\, la sua capacità di produrre comunità collega e partecipa alla filosofia dell’ospitalità.\nPensare il suono come qualcosa di non dato\, ma creare e scoprire continuamente in comunità e che suggerisce l’unione\, significa in ultima analisi pensare a se stessi come essenzialmente “in relazione”. \nOtomo Yoshihide [Giappone]\, uno dei più importanti improvvisatori viventi\, collaboratore tra gli altri di Luc Ferrari\, JimO’Rourke\, ButchMorris\, Ryuichi Sakamoto\, fondatore dei progetti seminariali degli anni ’90 Ground Zero e ISO e dell’ONJO (Otomo New Jazz Orchestra). Utilizza i giradischi come strumenti principali per eclissare i materiali sonori in modo eclettico e ultra-dinamico\, oltre che per produrre suoni in modo non convenzionale. Sfruttando non solo i vinili\, ma anche oggetti metallici\, sistemi a molla\, cortocircuiti elettrici e feedback\, Otomo opera un detournement del dispositivo sonoro che gli permette di produrre dal vivo manipolazioni\, montaggi\, cut-up tipici della musica concreta da studio; un’operazione di hacking non solo verso gli strumenti ma verso il suono stesso\, liberato dalle gabbie della forma ed esploso in mille direzioni.\nAttivo anche come compositore di colonne sonore e sperimentatore a 360 gradi\, la sua voce è unica nel panorama musicale internazionale\, capace di rivoluzionare sia la musica concreta ed elettroacustica\, sia l’improvvisazione e il freejazz; tra gli iniziatori del leggendario movimento del rumore giapponese\, è anche in quel contesto un esempio unico di contaminazione tra visceralità\, ricerca\, estremismo ed eleganza.\nLuc Ferrari ha detto di lui: “Finalmente uomini come Otomo Yoshihide… quando l’ho sentito la prima volta\, faceva musica concreta\, ma in tempo reale. – quello che facevamo negli studi 50 anni fa“.\nhttp://otomoyoshihide.com/en/\n \n \nElio Martusciello (Napoli\, 1959) è musicista\, compositore e insegnante di musica elettronica ed elettroacustica. Considerato tra i maggiori esponenti italiani della musica sperimentale\, da anni indirizza la sua ricerca verso un’attenta analisi del suono e delle sue relazioni con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Insegna musica elettronica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.\nHa presentato lavori al GRM (Parigi)\, al Synthèse (Bourges)\, all’Henie Onstad Arts Center (Oslo)\, al PAN aroma (São Paolo do Brasil) e ha collaborato con musicisti e compositori sperimentali come: Alvin Curran\, Thomas Lehn\, Jerome Noetinger e vari altri.\n \nCarlo Serra (Milano\, 1959) Ricercatore presso l’Università della Calabria\, dove insegna Estetica e Filosofia della Musica\, si è laureato in filosofia sul rapporto di Giovanni Piana con una tesi su La concezione dello spazio musicale nel pensiero di Jacques Chailley. Dal 2001 al 2008 è stato Coordinatore del Seminario Permanente di Filosofia della Musica. Sempre fino al 2008 è stato direttore della collana “Il Dodecaedro”\, con Giovanni Piana\, Paolo Spinicci ed Elio Franzini.
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SUMMARY:Piero Mottola - Voices on the Stairs
DESCRIPTION:26 gennaio 2018\nSTART ORE 19:00\nScalea di Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Morra e il Polo museale della Campania presentano il suggestivo progetto di Piero Mottola “Voices on the Stairs e Cielo Acustico a 10 Emozioni”\nSulla scenografica scalea di Casa Morra 24 interpreti del coro dell’Università Statale del Molise\, diretto dal maestro Gennaro Continillo\, eseguiranno il concerto performance di Piero Mottola contre composizioni dell’artista. \nVOICES è una ricerca sperimentale itinerante che indaga le potenzialità evocative e musicali delle voci umane delle persone in diverse aree geografiche; una ricerca tuttora in corso realizzata con la collaborazione di studenti universitari cinesi\, iraniani\, spagnoli\, italiani\, polacchi\, sudamericani\, tedeschi\, cubani\, portoghesi\, che associa a dieci parametri emozionali\, suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. La collaborazione con l’Università del Molise nasce da una ricerca promossa dall’ARATRO\, Museo Laboratorio di arte contemporanea dell’Ateneo Molisano diretto da Lorenzo Canova che\, all’interno del corso Proforma 2017 (la scuola di Formazione per giovani artisti realizzata da ARATRO e EURelations GEIE nell’ambito del Bando S’ILLUMINA di SIAE e MIBACT) produrrà il CD dell’intero progetto Voices di Piero Mottola. \nCertosa di San Martino\nCIELO ACUSTICO A 10 EMOZIONI\nI percorsi emozionali della composizione multicanale presentata a San Martino si evolvono creando gruppi concatenati di emozioni\, il cui contenuto timbrico è stato ottenuto trasformando numerosi rumori naturali\, artificiali\, umani e animali\, selezionati dalla vasta gamma di stimoli maggiormente significativi tra dieci emozioni\, dalla paura alla gioia. La trasformazione è avvenuta rallentando e accelerando i rumori fino al limite della loro riconoscibilità di contenuto.\nIl progetto è stato ideato nel 2005 per la Sala Santa Rita del Comune di Roma\, con rielaborazioni nel 2011 per un grande passage acustico emozionale alla 54. Biennale Arte di Venezia (isola di San Servolo)\, e nel 2016 per la Biennale della Fine del Mondo a Valparaiso\, Chile. \nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nVOICES ON THE STAIRS\nLa ricerca\, tuttora in corso\, è stata realizzata con la collaborazione di studenti universitari di varia nazionalità ed è stata svolta presso le sedi delle Università di Valencia\, Lisbona\, Molise\, Tenerife\, Roma\, Santiago del Cile\, Lipsia\, Varsavia\, L’Avana\, Pechino alla Grande Muraglia e Città Proibita. Alle persone è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali – paura\, angoscia\, agitazione\, collera\, tristezza\, stupore\, eccitazione\, piacere\, gioia\, calma – suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo.\nI 1000 frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e utilizzati per la costruzione di composizioni non contemplative\, presentate nel 2016 in forma di ambienti sonori (con il sistema multicanale automatico di passeggiate emozionali Autocorrelatore acustico) alla IV Biennale Italia Cina presso Art District 798 di Pechino\, al Museo d’arte contemporanea MAC di Santiago del Cile\, all’Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias di Tenerife nel 2015; al Master di Produzione Artistica Università Politecnica di Valencia nel 2016; all’ISA Facoltà delle Arti dell’Avana (2018); al Beijing Institute of Graphic Communication (2017); al MACRO Museo d’arte contemporanea\, Roma (2017). \nPiero Mottola è artista e musicista sperimentale\, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER\, Laboratorio di Estetica del Rumore\, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”. Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali\, dal rumore alla Musica Relazionale\, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana\, Rai Uno\, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. Queste ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali nazionali e internazionali: FIAC\, Grand Palais\, Parigi (1992); Palazzo Esposizioni\, Roma (1993); Artissima Lingotto Fiere\, Torino (1994); Galleria Pino Casagrande\, Roma (2003 e 2010); Fondazione Volume-RAM e Museo Radioartemobile\, Casa dell’Architettura\, Roma (2010); Fondazione Spazio13\, Varsavia (2010); Fondazione Signum\, Venezia (2010); Hochschule für Musik und Theater\, Lipsia (2011\, 2014); 54. Biennale Arte di Venezia (2011); XI Biennale Arte de L’Avana (2012); Galleria OltreDimore Art Basel\, Basilea (2012); II Biennale Cina-Italia\, Pechino (2013)\, Torino (2015); MAMBA\, Museo Arte Moderno\, Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma (2013); IV Biennale della Fine del Mondo\, Valparaíso\, Chile (2015); Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias\, Tenerife (2015); MACRO\, Museo d’arte contemporanea\, Roma (2015\, 2017); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra\, Napoli (2009\, 2015); MAC Museo d’arte contemporanea\, Santiago del Cile (2016); IV Biennale Cina-Italia\, Art District 798\, Pechino (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano\, Pechino (2017); Miami River Art Fair\, Miami (2017); Contemporary Cluster Gallery\, Roma (2018); CASA MORRA\, Fondazione Morra-Museo Hermann Nitsch\, Napoli (2018); Certosa di S. Martino\, Castel S. Elmo\, Napoli (2018).\n \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018 \nPiero Mottola\n© photo Elisa Partenzi\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Libero de Cunzo. RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze
DESCRIPTION:16 dicembre 2017 – 6 gennaio 2018\nOPENING 16 DICEMBRE ORE 12:00\nCastel dell’Ovo\nVia Eldorado 3\, Napoli \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nin collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli \n  \nIn stretta connessione con le sale della terrazza del Castel dell’Ovo\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze di Libero de Cunzo è la presentazione di un punto di vista\, una proposta di riflessione sullo scrivere con la luce\, che l’artista racconta con la messa in scena di seducenti cicli fotografici di grande formato (circa 30 opere) a delineare capitoli visivi illuminati da riflessi e vibrazioni guidandoci in un complesso e affascinante tragitto\, dove siamo tutti chiamati a riflettere. E a vedere\, come pratica di riflessione e crescita\, con uno sguardo che può variamente rallentare\, accelerare\, sostare e ricominciare. La spiritualità della riflessione di Libero de Cunzo non perde mai i suoi lineamenti di tangibile trascendenza. Si dispone sull’altare dello sguardo\, afferma che il fare e l’energia dell’immagine si impongono come contrappunto rafforzativo del pensiero\, cosa imprescindibile per la sopravvivenza della consapevolezza. Attraversarne il senso è un modo per imbattersi nei paragrafi di un romanzo il cui autore è un artista che è riuscito sempre a proclamare\, con ferma autonomia\, il suo principio artistico e la sua personale poetica\, in sintonia con le energie che regolano le forze del cosmo. RE/GARDER – come affermano le curatrici – è il desiderio di sospendere il frammento del quotidiano e trasmutarlo in un’esperienza visuale complessa ed empatica\, una trama che ci invita a prendere atto delle possibilità insite nelle pause che la costituiscono\, dei suoi meccanismi e delle sue rifrangenze ponderate. \nIn un mondo in cui si dimora separati\, questa mostra è un riapprendere a lasciare fluire dentro di noi un tacito sentire\, fra le condivisioni e le corrispondenze di un tempo relativo che coincide con quello dell’esserci: spazio non astratto\, ma effimero\, legato alla possibilità di agire e di realizzarsi\, di vivere il momento del presente come atto ultimo e provvisorio di un infinito incessante. \nAccompagneranno il percorso espositivo i contributi audio-video e le realizzazioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, per una pulsante decodifica multimediale delle immagini in mostra. Per l’occasione sarà editato un feuilleton con testi dell’artista\, di Raffaella Morra\, Olga Scotto Di Vettimo e Loredana Troise. \nLibero de Cunzo è docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi e all’Accademia di Belle Arti di Napoli di Fotografia per l’ambiente e il paesaggio. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Institut Français Grenoble\, l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei. Per de Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne: L’Italia nel paesaggio (1999); Le stanze dell’Arte (2002); Living Theatre\, labirinti dell’immaginario (2003); Città architettura edilizia pubblica\, Napoli e il Piano Ina-Casa (2006); il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017).Tra i titoli pubblicati: Infiniti possibili: Ravello; Grotta del Sole; Lontano dall’Isola Azzurra; Zone-Napoli/Parigi; La trama vivente della storia; a passo di Vigna; Vocis Imago/Imago Vocis. Nella primavera 2015\, ha curato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli la mostra Nove Visioni: nuove proposte per la fotografia d’autore al PAN presentando le ultime “eccellenti visioni” dall’Istruzione Artistica Statale.
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SUMMARY:VOCI E ALTRI INVISIBILI: RZECZY COSE
DESCRIPTION:2 dicembre 2017\nDOPPIO SPETTACOLO ORE 19:00 E 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA partire dal 2 dicembre la Casa del Contemporaneo – centro di produzione napoletano riconosciuto dal MiBACT\, nato dall’incontro di tre anime artistiche in dialogo tra loro per storia e confronti comuni: Le Nuvole\, Salerno Contemporanea e la Compagnia Enzo Moscato.  – presenta la rassegna “Voci e altri Invisibili”\, performance\, spettacoli\, proiezioni e incontri in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. \nLa rassegna si affianca alla programmazione 2017-18\, Young\, in corso al Teatro dei Piccoli\, dedicata al teatro per l’infanzia e ragazzi. \nPrimo appuntamento\, sabato 2 dicembre\, con Deflorian-Tagliarini\, a seguire: Enzo Moscato\, i Fratelli Dalla Via\, Il Nullafacente di Santeramo-Bacci\, un incontro con Virgilio Sieni e la proiezione della sua prima opera-video\, R.OSA di Silvia Gribaudi con Claudia Marsicano\, le Albe di Martinelli e Montanari con il loro primo film e le Letture Campianesi. \nOtto titoli per tre luoghi d’arte contemporanea della città si avvicenderanno da dicembre fino alla primavera inoltrata tra il Museo Nitsch\, Casa Morra e il Museo MADRE che ospiteranno nei loro spazi e ambienti un percorso alla ricerca del contemporaneo e del dialogo tra le forme e i linguaggi\, con date uniche in prima assoluta a Napoli. \nUna proposta che vuole confermare la ‘vocazione contemporanea’ del centro di produzione e alimentare il dialogo tra linguaggi e forme d’arte e stimolare connessioni e confronti tra gli spazi cittadini. \nIl titolo della rassegna Voci e altri Invisibili prende spunto dalla creazione di Enzo Moscato\, in forma di performance\, secondo appuntamento in programma e anche omaggio al drammaturgo\, attore e regista\, appena candidato agli Ubu per il premio alla carriera. Il calendario della rassegna propone una scansione di appuntamenti\, uno o due volte al mese\, fino alla fine di aprile: \nsi inizia con la compagnia Deflorian/Tagliarini che presenta per la primavolta a Napoli RZECZY/COSE\, ideazione e performance di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini\, che arrivano a Napoli dopo una lunga residenza e una tournée in Francia e il successo del loro ultimo spettacolo Il cielo non è un fondale (sabato 2 dicembre – Museo Nitsch; doppio spettacolo: ore 19 \ 21 *spettacolo per numero limitato di persone). \nIl secondo appuntamento è con Enzo Moscato e il suo VOCI E ALTRI INVISIBILI \n(da cui il titolo della rassegna) una performance che si avvicina alle storie di fantasmi\, “un incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case” (sabato 10 febbraio – “Casa Morra”) \nA fine febbraio arrivano dal Veneto i Fratelli Dalla Via\, Marta e Diego\, che tra il comico e il surreale portano a Napoli DRAMMATICA ELEMENTARE\, il loro “dissacrante abbecedario contemporaneo in forma di racconto” (domenica 25 marzo – Casa Morra) \nIn doppio appuntamento\, al Museo Madre arriva il teatro della Toscana\, da Pontedera a Napoli\, l’atteso testo di Michele Santeramo – IL NULLAFACENTE – regia di Roberto Bacci definito “un paradosso sulla ricerca della felicità” compiuto da quattro attori (tra cui lo stesso Santeramo) (sabato 24 e domenica 25 febbraio – Museo Madre). \nAl Museo Madre\, a fine marzo\, è in programma un incontro per conoscere meglio il lavoro di Virgilio Sieni\, coreografo e danzatore che\, del contemporaneo e della ricerca sugli spazi e sul gesto\, anche quotidiano e imperfetto\, applicato alla danza ha fatto il proprio stile. Sieni presenterà la sua prima volta come film-maker nell’opera-video\, IL GIARDINO DELLE ERBACCE. \nIn aprile arriva al MADRE Silvia Gribaudi con R.OSA 10 esercizi per nuovi virtuosismi uno spettacolo al confine tra danza e performance che raccoglie ovunque consensi e curiosità. In scena Claudia Marsicano\, giovane attrice di grande talento\, dalla fisicità dirompente\, napoletana di origine e milanese di adozione\, candidata al premio Ubu (giovane attrice-under 35) per il secondo anno consecutivo (domenica 8 aprile – Museo Madre). \nA fine aprile\, chiusura di stagione al MADRE: doppio appuntamento con il Teatro delle Albe di Marco Martinelli e Ermanna Montanari che presentano il loro primo film\, ispirato allo spettacolo teatrale VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI\, di Marco Martinelli\, con Ermanna Montanari\, Elio De Capitani\, Sonia Bergamasco e gli attori del Teatro delle Albe. Ermanna Montanari\, in forma di lettura scenica presenta Letture Campianesi (letture\, ricordi\, Immagini dall’infanzia) sua prima opera letteraria in collaborazione con Oblomov edizioni.  (sabato 28 aprile; domenica 29 aprile – Museo MADRE) \nVoci e altri invisibili è una rassegna di otto appuntamenti “fuori sede e fuori tempo” rispetto al calendario canonico pensata in collaborazione con FONDAZIONE MORRA e FONDAZIONE DONNAREGINA per le arti contemporanee\, peraccogliere e declinare insieme contenuti trasversali e ospitarli insieme in città: una particolare sinergia tra i luoghi e gli artisti che hanno accettato il nostro invito\, contribuendo a creare un’interessante rete di confronti e collaborazioni che si è intessuta per poter restituire alle compagnie invitate e al pubblico napoletano una proposta di novità assolute provenienti dalla scena nazionale\, in una visione che si allarga alla danza\, al cinema e\, in generale alle intersezioni tra le forme d’arte. \nImportante è stata e sarà la costruzione di una relazione con STANZE\, la rassegna di teatro in luoghi alternativi e ‘non teatrali’ – a cura di Alberica Archinto e Rossella Tansini – che in sette anni è diventato un appuntamento immancabile per Milano e che propone spettacoli inediti facendo conoscere luoghi inaspettati. Nata su ispirazione della frase di Brecht (dal Discorso agli attori-operai danesi sull’arte della osservazione) “Siete venuti qui per fare del teatro\, ma ora dovete dirci: a che cosa serve? ”STANZE è fedele al principio di ridurre le distanze tra gli spettatori e le esperienze della scena contemporanea. Una formula che cresce negli anni\, si è allargata oltre il confine milanese\, riuscendo nella scommessa di esplorare “altri” spazi e tentare nuovi incontri.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Anamorfosi Contaminazioni Tradimenti
DESCRIPTION:29 novembre 2017 – 22 febbraio 2018\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl cinema\, da sempre\, ha formato il suo linguaggio attraverso un processo di interrelazioni con la letteratura e con forme spettacolari preesistenti\, teatrali\, musicali\, pittoriche\, decli­nandole in modo originale ed innovativo. Le “contaminazioni” tra diversi mondi espressivi non devono farci dimenticare che il film va considerato come opera a sé\, superando il concet­to di “fedeltà” o di “tradimento” dell’opera originaria. Si può invece parlare di anamorfosi\, nel senso di una deformazione di prospettiva che modifica e consente una visione deforma­ta\, ma foriera di innovative e spesso illuminanti percezioni. (Come rileggere – ad esempio – il racconto di Cortázar nella visione antonioniana di Blow Up). Anamorfosi\, quindi\, come coniugazioni prospettiche: una ricerca semantica\, come av­viene per i racconti di Poe messi in cinema da Epstein\, il pre­sunto duello Mozart-Salieri raccontato dal film di Forman\, il barocchismo vertiginoso di Welles per il Kafka del “Processo”\, ecc… \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:24 novembre 2017\nAPERTURA PORTE ORE 20:00 INIZIO ORE 21:00\nChiesa di San Giuseppe alle Scalze\nSalita Pontecorvo 65\, Napoli \nFrancisco Meirino [CH] + Kanaka [IT] \nLa Digestion-musica ascoltata raramente\, è lieta di annunciare l’apertura della seconda stagione\, dopo il successo che ha caratterizzato un primo anno di attività all’insegna della novità e della sperimentazione. Il festival\, risultato della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra\, mette al centro i linguaggi più innovativi dell’arte sonora contemporanea\, concentrandosi\, quest’anno\, sulla relazione tra il suono e lo spazio. Durante i sei eventi del festival tra Novembre ‘17 e Giugno ‘18\, alcuni dei luoghi più antichi\, nascosti e non convenzionali della città di Napoli verranno riscoperti e reinterpretati attraverso le opere sonore di artisti internazionali\, diventando così scena performativa per stabilire un contatto con la cultura musicale autoctona e internazionale\, tra ascoltatori e ambienti architettonici. Dalla psicoacustica di Florian Hecker alla scultura del suono di Thomas Koner\, dal detournement dei giradischi di Otomo Yoshihide all’elettroacustica per oggetti di David Toop\, fino all’installazione/performance di Pierre Berthet e Rye Nakajima nel magico Cimitero delle Fontanelle\, questa seconda edizione del festival intraprende un percorso nella sperimentazione contemporanea\, esplorando il potere del suono che si fa materia concreta\, fisica e sensibile. Significativo ai fini dell’incisività del festival La Digestion\, per la volontà di stabilire solide relazioni per la vita culturale napoletana\, è il patrocinio concesso dal Comune di Napoli e la partnership con Istituti di cultura straniera quali il Goethe Institut e la Pro Helvetia\, Fondazione svizzera per la cultura. \nDopo l’incredibile anteprima dell’illustre William Basinski nella Chiesa di San Potito\, l’avvio ufficiale di questa seconda entusiasmante edizione è Venerdì 24 Novembre\, con le potenti tessiture elettroniche del musicista svizzero Francisco Meirino e il futuristico audio-video dei nostrani Kanaka\, ambientati nella suggestiva Chiesa di San Giuseppe alle Scalze\, nel quartiere Montesanto\, grazie alla collaborazione dall’associazione Le Scalze. \nUn lavoro di video-mapping e paesaggio sonoro immersivo del gruppo Kanaka fa rivivere le meravigliose architetture della Chiesa\, e a seguire lo svizzero Francisco Meirino propone un live set in quadrifonia potente e dinamico\, in grado di conciliare impatto sonoro e incredibile ricchezza di dettaglio. \nLa poetica del compositore svizzero è\, del resto\, assolutamente originale: interessato in particolare ai malfunzionamenti delle apparecchiature elettroniche\, Meirino opera uno speciale lavoro di registrazione e composizione dei suoni generate da queste macchine desuete\, evidenziandolo sgretolamento di un mondo solo apparentemente dominato dall’efficienza tecnologica. Grazie alla sua originalità e alla sua incredibile abilità di manipolazione e composizione dei materiali sonori più disparati\, Francisco Meirino è diventato negli ultimi anni uno degli artisti sonori più importanti del panorama sperimentale\, apprezzatonei festival di tutto il mondo. \nLa seconda edizione de La Digestion ha\, tra i suoi tanti propositi la dedizione di offrire al pubblico la possibilità di avvicinarsi a un tipo di musica ascoltata raramente\, e non solo attraverso le serate performative\, ma anche riunioni dedicate all’ascolto assorto e conferenze tenute da teorici specialisti di questo linguaggio. Anche agli artisti è offerta la possibilità di insinuarsi capillarmente tra la pietra storica di Napoli\, mediante delle mini-residenze\, per poter familiarizzare con il tessuto partenopeo e ideare un’ambientazione specifica per la performance musicale. Workshop\, laboratori e inedite interviste radiofoniche saranno inoltre elementi di un anno di lavoro che intende tracciare nuovi percorsi nella vita culturale della città. \nUn format innovativo e multidisciplinare per offrire esperienze sonore uniche\, affondando nella ricerca di una “musica concreta” che\, ben nota nel contesto internazionale\, ha difficoltà ad affermarsi nella città. L’invito è sintonizzarsi su una musica da sentire con il corpo e con la mente\, una musica da lasciar entrare con stupore\, una musica da digerire. \n 
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SUMMARY:LA ROSA DEI 20 / PROJECTLAB Artisti & Studenti dell’Accademia di Belle Arti a Napoli
DESCRIPTION:24 novembre 2017 – 6 gennaio 2018\nOPENING 24 NOVEMBRE ORE 19:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Guglielmo Gigliotti e Loredana Troise \nArtisti invitati:\nMarisa Albanese\, Angelo Casciello\, Carolina Ciuccio\, Libero De Cunzo\, Maurizio Elettrico\, Sergio Fermariello\, Lucia Gangheri\, Christian Leperino\, Roberto Marchese\, Lello Masucci\, Domenico Mennillo\, Enza Monetti\, Aulo Pedicini\, Gianni Pisani\, Carmine Rezzuti\, Rosy Rox\, Mimma Russo\, Quintino Scolavino\, Marianna Troise\, Marco Zezza. \nLa mostra La rosa dei 20 / projectlab Artisti & Studenti dell’Accademia di Belle Arti a Napoli\, che si terrà presso il prestigioso Museo Hermann Nitsch (sale della Biblioteca)\, è il punto d’arrivo di un’indagine sulla percezione e il senso dell’arte contemporanea\, realizzata tramite la messa a punto di venti laboratori in cui venti artisti napoletani\, diversi per biografie\, stili e sensibilità\, accettando con disponibilità e amicizia l’invito dei curatori\, hanno interagito con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, condividendo visioni\, passioni ed esperienze. Condotto nell’ambito della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea del prof. Guglielmo Gigliotti di cui Loredana Troise è cultrice e lungo l’Anno Accademico 2016-17\, il progetto (disposto\, diretto e seguito in tutte le sue molteplici fasi dai curatori) si è rivelato\, oltre che una preziosa opportunità\, per l’intreccio di inedite esperienze e collaborazioni\, anche un modello relazionale armonico\, in progress\, inteso come bisogno formativo e prospettiva etica ineludibile per chi si orienta all’apprendimento in settori come quello delle arti. La partecipazione al farsi dell’arte sperimentata nei workshop\, si è infine tradotta in una interessante mostra\, composta da 20 opere create dagli artisti (dipinti\, sculture\, fotografie\, installazioni e video) che\, coniugando pensiero ed eleganza compositiva\, hanno interpretato le rotte e le tendenze dell’arte d’oggi: “la rappresentazione grafica delle direzioni di derivazione dei venti\, al di là del gioco verbale riferito al numero degli artisti partecipanti\, si configura – per dirla con i curatori – una buona allegoria della vita del contemporaneo a Napoli\, mossa\, tra bonacce e tempeste\, da direttrici energetiche multiple”. \nIn mostra\, anche i numerosi storyboard elaborati dai corsisti\, collegati idealmente alle trame delle opere\, a richiamare il dialogo e la sintonia fra le parti: un approccio fondamentale che va sempre preservato e incrementato sebbene in nuove forme come preziosa risorsa intellettuale\, utile a rispondere alle sfide del presente. \nPer l’occasione\, sarà pubblicato dalla casa editrice arte’m – un catalogo con i testi di Giuseppe Gaeta\, Giuseppe Morra\, Loredana Troise\, Guglielmo Gigliotti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Sogni Incubi Deliri
DESCRIPTION:14 ottobre – 23 novembre 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, nell’ambito di PROGETTO XXI (ed.2017\, realizzato nel quadro del progetto Itinerari del Contemporaneo – Confronti\, promosso e finanziato dalla Regione Campania) presenta SOGNI INCUBI DELIRI\, la prima rassegna cinematografica dagli Archivi Mario Franco\, a cura di Mario Franco\, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra\, presso la sede di Casa Morra – Archivio D’Arte Contemporanea in salita San Raffaele 20 c\, Napoli. \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:14 luglio 2017\nINIZIO ORE 21:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUltimo live per La Digestion – musica ascoltata raramente prima edizione\, festival dedicato alle sonorità di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra. Da Settembre a Luglio il festival ha ospitato a Napoli alcuni tra i più interessanti sound artists internazionali per farli dialogare con i meravigliosi spazi della città\, tentando di instillare nel discorso musicale napoletano differenti risonanze e nuovi percorsi di ascolto. Un itinerario che è partito dall’elettronica di ricerca ed è passato per la musica concreta ed acusmatica\, l’improvvisazione elettro-acustica e la performance audio-visuale\, per arrivare\, in conclusione\, alla poesia sonora degli inglesi Blood Stereo. \nLe sonorità del duo di Brighton\, considerato unanimemente tra i più originali della sperimentazione per voce ed elettronica\, si insinueranno\, per questa occasione\, tra le percussioni del napoletano Francesco Gregoretti\, restituendo una performance caratterizzata da corpo e macchine\, vocalizzazioni non-sense e improvvisazioni acustiche\, connessi a registrazioni di nastri magnetici e strumenti analogici auto-costruiti. L’ambientazione sarà il magnifico cortile di Casa Morra\, l’archivio d’arte contemporanea della Fondazione Morra\, nuovo polo culturale della città di Napoli. \nA seguire\, l’inusuale dj set a bobine dei Pinch Roller con trame sonore raffinate e sincopate dal sapore accellerazionista. \nIl modo migliore per prepararsi all’avvenire\, dunque\, è seguire la seconda stagione de La Digestion\, ancora più radicale e innovativa\, di cui annunceremo i protagonisti a partire da questa serata.
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SUMMARY:Hamza Halloubi - How Far is Far?
DESCRIPTION:5 luglio – 22 luglio 2017\nOPENING 5 LUGLIO ORE 19:00\nSala Conferenze del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Alessandra Troncone \nNegli spazi del Museo Hermann Nitsch\, inaugura How Far is Far?\, mostra personale di Hamza Halloubi\, a cura di Alessandra Troncone. La mostra nasce in occasione di una residenza presso Casa Morra e presenta per la prima volta in Italia alcuni lavori video dell’artista. \nLa ricerca di Hamza Halloubi (Tangeri\, 1982; vive a Bruxelles) si muove tra la narrazione personale e quella storica\, utilizzando il video come mezzo espressivo fluido\, capace di condensare il reale in immagini e storie che oscillano tra il fatto reale e la finzione poetica. Nelle sue opere\, temi di grande complessità quali l’esilio\, i silenzi storici\, i rapporti tra arte e dimensione politica\, sono declinati in una chiave del tutto personale\, che ne lascia intuire la densità senza tuttavia proiettarli in primo piano. Elemento costante è la sensazione di “qualcosa che manca” che dà vita ad atmosfere sospese\, mentre la voce dell’artista ci accompagna in racconti dove memorie personali\, fatti storici e domande esistenziali si mescolano in un’unica narrazione. \nLa mostra è appositamente concepita per gli spazi del Museo Hermann Nitsch e presenta lavori più vecchi insieme a quelli più recenti. Tutto il progetto è strutturato sulla polarità tra staticità e movimento\, orizzontalità e verticalità\, creando una nuova e unica immagine. Tra i video presenti in mostra\, To Leave (2011)\, silenzioso racconto di una partenza ambientato a Tangeri\, città natale dell’artista\, e Letter to Aura (2012)\, anch’esso girato in Marocco\, nel quale la vista di un muro dalla finestra di casa è il punto di partenza per una riflessione sull’emigrazione e le limitazioni alla libertà di circolazione. \nHamza Halloubi (Tangeri\, 1982) ha studiato a La Cambre di Bruxelles\, dove attualmente vive. È stato in residenza presso la Rijksakademie van beeldendekunsten di Amsterdam (2015-2017). Tra gli spazi che hanno ospitato sue mostre personali vi sono il Museum De Pont di Tilburg\, c-o-m-p-o-s-i-t-e a Bruxelles\, KIOSK a Gent\, il BOZAR- PalaisdesBeaux-Arts a Bruxelles. Tra le collettive\, ha partecipato alla Marrakech Biennale 5 (2014)\, alla ThessalonikiBiennial (2015)\, alla mostra Close-Up presso l’EYE Filmmuseum di Amsterdam (2016)\, alla mostra In the Belly of the Whale presso il Witte de With a Rotterdam (2016)\n 
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 17th Edition
DESCRIPTION:22 giugno – 24 giugno 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 17th edition\, rassegna internazionale dedicata al film sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS associazione culturale\, si svolge giovedì 22\, venerdì 23 e sabato 24 giugno al Museo Nitsch con la proiezione dei tre programmi di films 16mm e le tre live expanded cinema performances. Sin dal 2001\, l’Independent Film Show predilige mostrare le più progressive esperienze filmiche\, agendo da propulsore culturale per lo sviluppo di mentalità sensibili ai fenomeni percettivi complessi\, oltre le rigide regole visive e uditive. A caratterizzare l’INDEPENDENT FILM SHOW 17th edition sono l’inventiva delle tecniche di ripresa e di impressione fotografica\, la manualità filmica artigianale amplificata dal Do It Yourself\, la sperimentazione di nuovi agenti di sviluppo organici naturali\, il ritmo dei fotogrammi e\, se fondamentale\, l’inclusione delle tracce audio. La collisione tra immagine e sensazione percettiva potrebbe apparire accidentale\, ma i film-makers dell’Independent Film Show applicano una resistenza alla percezione lineare\, ognuno orientando la propria comprensione visiva in direzioni diverse. \nNel programma Innovative paths in the un-known\, Raffaella Morra ha selezionato sette opere filmiche accomunate da una forte attrazione per l’emulsione filmica e per le trasformazioni alchemiche\, in particolare i processi chimici inconsueti che inscrivono le immagini. Due films realizzati da pionieri del experimental cinema: Two Pictures è un’opera di astrazione filmica tattile e sensuale di Rose Lowder e Carl E. Brown\, e In the Shadow of Marcus Mountain di Robert Schaller\, girato con una cinepresa stenoscopica fatta a mano e in gran parte montato in fase di ripresa attraverso una partitura ritmica. Tra le recenti indagini filmiche\, che provano a penetrare la materialità enigmatica del film ed i diversi stati emotivi: Water film di Dan Browne è una relazione complessa tra le immagini\, i suoni e i processi di montaggio connessi a questioni di legittimità della memoria; ELEMENTs di Julie Murray è un’esplorazione di uno spazio visitato da accidentali figure indistinte\, relazionate l’una all’altra mediante il ritmo dei propri gesti; in Rhus Typhina di Alexandra Moralesová & Georgy Bagdasarov protagonista è una pianta che agisce da agente di sviluppo filmico; River in Castle di Sandy Ding offre ripetuti riferimenti alla magia\, accostando spesso i suoi film a rituali di iniziazione; DOUBT #2 di Josh Lewis esplora i confini della conoscenza manuale\, la lotta corporea e l’enigma persistente del materiale. \nIn sinergia con il festival La Digestion – musica ascoltata raramente\, la proiezione di due films di Hangjun Lee è accompagnata dall’improvvisazione sonora in quadrifonia di Chulki Hong e Will Guthrie. In The Cracked Share il pubblico è immerso in una strana miscela di immagini distorte dalla chimica e da uno sfarfallio aggressivo\, un’ondata di colori esplosivi e forme sconosciute intersecate dall’improvvisazione noise di Hong e di Guthrie. Phantom Schoolgirl Army indaga le condizioni materiali della fotografia (lastre fotografiche\, magnesio) e le sue “convenzioni” (la visuale dei ritratti\, le funzioni del flash)\, ricostruendo esteticamente la dialettica tra immobilità e movimento insita nel cinema. \nVenerdì 23 giugno si proietta Differently\, Molussia di Nicolas Rey\, adattato dal libro Die molussische Katakombe del filosofo tedesco Günther Anders\, scritto tra il 1932 e il 1936\, che il film-maker non ha mai letto. Il film sviluppato a mano\, separato in nove bobine proiettate a caso\, racconta storie e pensieri allegorici di prigionieri politici di Molussia\, un immaginario stato fascista. I nove segmenti rimuginano sul capitalismo\, sull’imperialismo e sulla resistenza. \nNell’expanded cinema performance Scarface di Greg Pope la manipolazione del proiettore 16mm e del proiettore per diapositive\, i microfoni a contatto e i pick-up di chitarra si combinano nello spazio architettonico: l’improvvisazione e la casualità sono anche degli elementi di questo processo dinamico\, partecipando al trattamento distruttivo della pellicola analogica con il culto estinto della lanterna magica. \nSabato 24 giugno A Bright Darkness include tre films e l’expanded cinema performance di Anja Dornieden e Juan David González Monroy\, con il moniker di Ojoboca. Utilizzano i processi di manipolazione del supporto filmico e delle tecniche suggestive per creare l’Horrorism un metodo simulato di trasformazione interiore ed esteriore. In un’intervista\, Juan David González Monroy spiega: “In sostanza\, il cinema è una macchina che ti parla\, ti racconta una storia. Data la dinamica del cinema\, la macchina è programmata dai film-makers per parlare personalmente con ogni singolo membro del pubblico. Abbiamo iniziato a pensare al cinema in questo modo per caso\, ma poiché questo è in sostanza ciò che il cinema fa\, abbiamo scelto di concentrarci su questo aspetto. Naturalmente\, la macchina potrebbe essere folle\, potrebbe mentire\, potrebbe cercare di convincerti di diversi modi per visualizzare il mondo\, oppure potrebbe solo cercare di intrattenerti raccontando una buona storia”. \n  \n 
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 giugno 2017\nINIZIO ORE 22:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nin collaborazione con E-M ARTS INDEPENDENT FILM SHOW 17 edition \nLa Digestion – festival dedicato alla musica di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra – torna al Museo Nitsch per il quinto e penultimo appuntamento della sua prima edizione.\nL’attenzione sarà questa volta rivolta alla relazione fra suono e immagine. La performance\, infatti\, è parte del programma dell’INDEPEDENT FILM SHOW\, organizzato da EM ARTS\, che da 17 anni si propone come osservatorio sul cinema sperimentale internazionale con una particolare predilezione per le opere filmiche\, in pellicola 16mm.\nIl coreano Chulki Hong\, noto per l’utilizzo di giradischi e CD-players hackerati\, e Will Guthrie\, batterista dedito all’utilizzo di tecniche estese\, improvviseranno su due pellicole di Hangjun Lee\, filmmaker\, programmatore e curatore indipendente anch’esso coreano.\nI film 16mm di Hangjun Lee sfidano lo spettatore a materializzare un concetto\, piuttosto che a concettualizzare la materia.\nIn accordo con questo approccio la luce non stimola il nervo ottico ma lo attacca\, rendendolo impotente. Nei suoi film il punto di vista non è collocato all’esterno ma all’interno del corpo stesso.\nIn ”The Cracked Share” il pubblico è immerso in una strana miscela di immagini distorte dalla chimica e da uno sfarfallio aggressivo\, un’ondata di colori esplosivi e forme sconosciute. ”Phantom Schoolgirl Army” è basato su una raccolta di ritratti fotografici militari\, ed elabora la storia di spie Nord Coreane travestiti da ragazze di scuola superiore durante la rivolta Yeosu-Suncheon del 1948. Il governo Sud Coreano ha utilizzato questa leggenda come propaganda anti-comunista. L’equipaggiamento hackerato di Chulki e le percussioni di Guthrie trasformano le vibrazioni dell’aria in materiale vivo e tangibile.\nÈ riduttivo parlare di accordo o disaccordo\, sincronia o diacronia; ciò che è in gioco qui è piuttosto una forza aerea che\, d’improvviso e casualmente\, coincide con il movimento della luce.\nConcetti materiali che abitano la dimensione magica ed elusiva che sta fra la luce e il suono.
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SUMMARY:Altri enigmi…omaggio a Man Ray - Opere di Fabio Donato 2010_2017
DESCRIPTION:8 giugno – 30 luglio 2017\nOPENING 8 GIUGNO ORE 19:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProdurre pensiero è il fine ultimo degli scatti fotografici di Fabio Donato\, che torna ad investigare la trascendenza\, alla ricerca di quell’elemento che rende una figura intrisa di impeto mitologico.\nS’intitola Altri enigmi…omaggio a Man Ray la mostra\, curata da Giuseppe Morra\, che Fabio Donato presenta presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’8 giugno 2017 alle ore 19.00\, imbastendo un dialogo tra lo straniamento tipico dei soggetti\, animati o inanimati\, ritratti da Man Ray e la quotidianità ermetica della città di Napoli.\nCome proiezioni di immagini mentali\, le fotografie di Donato ritraggono la realtà\, sondandone il mistero che la sottende\, suggerito da forme che inducono all’interrogazione\, al ragionamento su un tempo non ancora concluso. Questo racconto visivo di vocazione concettuale\, che rende attivo lo sguardo del fruitore\, accentua il senso di alienazione che pervade gli oggetti d’uso quotidiano\, fossili di un’archeologia del presente còlti in dettagli evocativi\, componenti fondamentali nell’estetica fotografica di Donato.\nAltri enigmi…omaggio a Man Ray si compone di fotogrammi che\, come indizi\, s’interrogano sulla realtà in termini profondamente esistenziali\, oscillando tra visione interiore e trasformazione oggettiva dell’immagine\, come il metronomo di Man Ray\, a cui la mostra è chiaramente ispirata.\nCome avviene nell’Enigma di Isidore Ducasse\, oggetti-non-oggetti vengono ritratti\, spogliati della loro funzionalità originaria\, recuperabile solo intimamente e non senza retrocessioni e cedimenti\, a testimonianza dell’unica certezza\, quella dell’assurdo. Fabio Donato costruisce un racconto irrazionale\, che mira alla ricerca di senso e unità\, pur sapendo che potrebbe non aver fine\, ma che\, allo stesso tempo\, sottolinea la straordinaria bellezza del mistero della vita.\nLa mostra è accompagnata dal catalogo dal titolo omonimo Altri enigmi…omaggio a Man Ray\, edito da artstudiopaparo\, con testi di Diana Gianquitto\, Olga Scotto di Vettimo\, Maria Savarese e Loredana Troise. \nFabio Donato\nÈ da quasi cinquant’anni anni (1967 ad oggi) che il percorso della ricerca di Fabio Donato si svolge su due binari paralleli. Il primo è quello più professionale\, tutto dedicato alla storicizzazione dei linguaggi artistici (arti figurative\, teatro). Ama definirsi fotoreporter della cultura; lavoro che svolge principalmente a Napoli\, ma con viaggi\, anche molto lunghi\, in ogni angolo del mondo. Lungo le strade dei linguaggi dell’arte ha avuto l’occasione di sperimentare il proprio\, quello della fotografia\, con il punto di vista di uno spettatore privilegiato\, che gli ha permesso di incontrare artisti come J. Beuys\, A. Warhol\, J. Beck\, H.Nitsch\, Eduardo\, Svoboda\, Shimamoto\, e quasi tutti i più importanti operatori delle arti visive internazionali \,con un occhio attento al proprio territorio che gli ha permesso di mettere insieme un archivio ricco di circa 400.000 immagini.\nIl secondo percorso\, (quello che definisce “poetico”)\, si svolge\, da sempre\, su temi come la sospensione del tempo\, la soglia come linea di demarcazione tra spazi\, tempi\, dimensioni mentali contrapposte. Ed ancora il doppio\, il rapporto tra la realtà e la finzione\, l’altro da sé. Il tutto attraverso immagini che\, partendo da dettagli urbani\, divengono territorio di proiezioni mentali.\nTutto ciò come tentativo di provocare “pensiero” in chi legge il suo lavoro\, in un tempo dove l’hobby più diffuso dell’umanità pare sia diventato quello di autoritrarsi in ogni luogo e comunicarlo al mondo intero.\nDa più di vent’anni è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Alcune sue opere sono conservate in collezioni museali in: Italia\, Messico\, Francia\, Brasile\, Cina.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Enigma n°5\, Altri Enigmi…Omaggio a Man Ray\, Biblioteca del Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 \nFabio Donato \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Lucrezia Longobardi - Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1
DESCRIPTION:3 maggio – 2 luglio 2017\nOPENING 3 MAGGIO ORE 18:00\nPalazzo delle Sperimentazioni\nCorso Vittorio Emanuele 341\, Napoli \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare la prima mostra del ciclo Lo spazio esistenziale. Definizioni\, a cura di Lucrezia Longobardi.\nIl progetto rappresenta il primo approccio per la stesura di un programma più vasto\, volto a indagare aspetti del rapporto tra l’uomo e lo spazio. In questo primo movimento il dispositivo è legato alle forme semplici\, le composizioni che abbiamo imparato a riconoscere per poterci misurare con l’esistere.\nAttraverso un unico apparato visivo\, i lavori scelti tessono una narrativa intima del rapporto uomo-casa. Una disseminazione minima che permette la fruizione del luogo in cui le opere\, quasi mimetizzate\, partecipano alla riflessione comune sullo spazio esistenziale declinato nella sua forma più domestica.\nGli artisti scelti per analizzare e far parte dell’apparato di questa ricerca si confrontano da anni con quelli che sono i luoghi per la vita\, spazi e volumi che costituiscono il riferimento di una comunità\, come di un singolo. Un’attività dedicata allo studio dei luoghi e del rapporto che questi instaurano con l’uomo e la sua esistenza\, partendo da quelle che sono le private esperienze\, come nel caso di Gregor Schneider o Francesca Woodman\, entrambi artefici di un feticcio intimo\, o come Renata Lucas e Gian Maria Tosatti\, che\, da manipolatori urbani alterano le comuni percezioni\, o ancora come Scola e Patella\, con i quali attraversiamo sensorialmente la memoria del quotidiano. \nSi ringraziano per la realizzazione di questa mostra: la Fondazione Morra\, Guido Costa Project\, My private-Milano\, lo Studio Gallo\, Silvia Scola\, Massimo Vigliar della Surf Film\, Santa Fede Liberata.\nUn ringraziamento particolare va a Gian Maria Tosatti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Ettore Scola\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Elio Di Pace Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gregor Schneider\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Francesca Woodman\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Renata Lucas\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Monica Biancardi - RiMembra Drammaturgia per immagini
DESCRIPTION:13 aprile – 21 maggio 2017\nOPENING 13 APRILE ORE 20:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nRiMembra. Drammaturgia per immagini è un racconto fotografico\, che l’artista Monica Biancardi costruisce nel tempo\, raccogliendo membra sparse in luoghi differenti\, spazi fisici e mentali\, non aventi relazione alcuna. \nLa mostra\, promossa e organizzata dalla Fondazione Morra\, raccoglie un corpus di immagini concepite come singole unità\, ma che\, nel loro dare forma alla memoria\, si collegano formando un atlante visivo fatto di corrispondenze di varia natura. \nIl critico Lorand Hegyi\, per quindici anni direttore del Museo d’arte moderna di Saint-Étienne e attualmente prestigioso critico e curatore\, a proposito del progetto\, scrive “Monica Biancardi utilizza collage apparentemente semplicissimi\, in cui le diverse immagini di partenza vengono accostate e così unite da collegamenti che emergono dall’analogia formale di elementi figurativi completamente diversi\, si servono di somiglianze che possono riguardare la qualità\, determinate caratteristiche fisiche reciprocamente associabili\, o anche superfici e strutture materiali simili. Destabilizzante è il fatto che non sussiste una spiegazione evidente\, un nesso palese tra i diversi elementi dell’immagine.. ”. \nIl giorno dell’inaugurazione lo scrittore e saggista Gabriele Frasca terrà un intervento poetico\, entrando nel racconto visivo di RiMembra. Sonorizzata da Stefano Perna e frutto di una lunga collaborazione\, l’installazione\, che unisce l’opera visiva di Monica Biancardi al testo sonoro di Gabriele Frasca\, mostra attimi diversi\, momenti colti dall’obiettivo ad una fisicità e ad una temporalità che rifuggono la realtà e che riportano alla mente ricordi belli o brutti. Il tema Ri è difatti attaccato al sostantivo Membra. Sempre Hegyi sostiene che nelle fotografie della Biancardi “alla bellezza della superficie si sovrappone un’irresistibile ricerca di spiegazioni”\, in quanto la rappresentazione genera immagini che si relazionano solo nel corso del tempo\, compiendo un viaggio nella memoria che trascende la singolarità dell’immagine fissa. \nGiovedì 13 aprile alle ore 17.30 sarà inoltre presentato\, presso la Sala Biblioteca del museo Madre\, il libro del progetto RiMembra\, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Edito dalla casa editrice bolognese Damiani\, il libro è stato realizzato in collaborazione con Gabriele Frasca e Lorand Hegyi\, che interverranno alla presentazione insieme al professore Gennaro Carillo\, docente di Storia delle dottrine politiche al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Alle ore 20.00 presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’apertura al pubblico della mostra RiMembra. Drammaturgia per immagini. \nMonica Biancardi\, nata a Napoli nel 1972\, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Inizia a lavorare giovanissima per importanti registi italiani e stranieri\, (svolgendo parallelamente l’insegnamento di disegno e storia del costume) e realizzando sue personali ricerche fotografiche. La prima di queste\, “Credere”\, a carattere antropologico\, viene acquistata dalla Bibliothèque Nationale de France. La prima mostra “Ritratti”\, inaugurata presso la galleria RiccardoArtivisive in Napoli\, riscuote molto successo tanto da essere invitata al Macba di Barcellona\, a Madrid\, Salamanca\, alla biennale della fotografia di Brescia\, alla mostra sul Dada a Pavia curata da Achille Bonito Oliva che la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula\, durante la rassegna “Le Opere e i giorni”. Inoltre uno dei “Ritratti” vince il premio Serrone\, presso la Villa Reale di Monza. Uno dei lavori di un altro suo progetto artistico “Aldilà”\, verrà acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli. Invitata da Antonio Presti a Catania\, realizza un racconto per immagini dal titolo “Viaggio a Librino” con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005 organizza una performance in piazza Castello a Milano con tantissime donne intitolata “Un Abbraccio per la pace”\, che ripeterà a distanza di tempo in piazza Dante a Napoli e sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con donne arabe ed israeliane. Su richiesta della Soprintendenza\, nel dicembre del 2006 dedica al padre\, scomparso prematuramente\, il nuovo progetto artistico “Mutamenti” negli spazi di Castel S. Elmo a Napoli che poi andrà a Milano e ad Aarau\, in Svizzera. Dopo diversi viaggi nei territori palestinesi\, Monica realizza una mostra voluta dall’All Quds University di Gerusalemme con la relativa pubblicazione. Nel 2009 realizza su invito della Soprintendenza di Napoli una grande mostra dal titolo “Orientamenti” al Museo di Capodimonte di Napoli dove affronta il tema dell’integrazione culturale che le sta molto a cuore tanto che lo stesso anno\, in forma multimediale presenta il lavoro sulla Palestina\, “Tra le immagini”\, valorizzando l’etnia beduina che presenta al museo MAV di Ercolano. Ha chiuso nel 2012 il suo progetto “Habitus” che viene presentato al museo Marte di Cava dei Tirreni. Nel 2013 vince il “Premio Napoli” per l’arte. L’anno dopo il Mois de la Photo di Parigi\, seleziona ed espone il suo progetto “Credere”. Nel 2015 vince il Premio Dolomiti Contemporanee. Lavora con Shazar Gallery. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private di arte contemporanea.
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SUMMARY:Prospettive su ritratti e luoghi: I films di Adele Friedman
DESCRIPTION:5 aprile 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Per più di tre decenni\, Adele Friedman film-maker di Chicago ha forgiato e perfezionato una visione originale con i suoi ritratti silenziosi\, in cui la cinematografia grandangolare e l’ossessiva panoramica estendono gli spazi di appartamenti e giardini\, creando un sensuale panorama dell’ordinario.”\nFred Camper \nIl programma di stasera attraversa 38 anni\, cominciando da un primo ritratto del 1979. Sono inclusi nel programma dei ritratti e dei films di luoghi: natura\, architettura\, giardini\, fiumi.\nQuesti films sono delle prospettive\, così visualizzate dalla film-maker e presentate allo spettatore.\nLe composizioni dello spazio tra persone\, oggetti\, interni ed esterni\, tutti dentro il fotogramma\, sono un elemento critico di ciò che si vede nel film. Queste composizioni cambiano costantemente con il movimento\, sia dei soggetti che della film-maker\, consentendo un’interpretazione e una reinterpretazione.\nI ritratti filmici sono su persone dell’ambito culturale e come le loro vite sono conformate dai propri interni e gusti artistici. Si circondano di ciò che li muove. Le persone non lasciano la propria cultura presso il Museo o l’ufficio; se la portano a casa e vivono con essa. È parte integrante del tessuto quotidiano della propria vita.\nÈ inoltre incluso in questo programma un primo paesaggio onirico che esplora la narrazione strutturale del sogno e del subconscio.\nFriedman sceglie di lavorare in pellicola 16mm per la delicata qualità morbida della luce rivelata attraverso la pellicola filmica\, che trasmette gli strati e le sfumature di tonalità e colore. I films sono silenziosi\, esortando lo spettatore a concentrarsi interamente sull’immagine proiettata. \nAdele Friedman ha ricevuto il suo M.F.A. e la sua laurea in Storia dell’Arte presso l’Art Institute of Chicago. I suoi films sono distribuiti da Light Cone di Parigi\, e ha esposto a livello internazionale nel corso degli ultimi 33 anni\, tra cui E-M Arts di Napoli\, nell’ambito della mostra Fôret; Scratch Proiezione a Parigi; Oesterreichisches Filmmuseum\, Vienna\, Austria; Stadtmuseum Filmmuseum di Monaco di Baviera\, Germania; Frankfurt Deutsches Filmmuseum Kommunales Kino\, Germania; Arsenal\, Kino der Freunde der Deutschen Kinemathek\, Berlino; Fylkingen\, Turbidus Film\, Stoccolma\, Svezia; Innocent Eyes and Lenses Film Festival\, Tokyo\, Giappone; ” Big as Life: An American History of 8mm Film “\, il Museum of Modern Art\, New York; Il 26° New York International Film Festival; Millennium Film Workshop\, New York; The Onion City Experimental Film and Video Festival\, Chicago; il Museum of Contemporary Art\, Chicago; tra le molte altre mostre. Questa è la sua prima mostra personale in Italia.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Red Cloud\, 2017\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Untitled 1982\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Catalogna Bombardata
DESCRIPTION:4 aprile 2017\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29d\, Napoli \na cura del Centro di documentazione “Filippo Buonarroti” di Milano \nL’associazione di italiani a Barcellona AltraItalia\, l’Anpi\, l’Anppia e il Centro Filippo Buonarroti sono liete di annunciare la mostra Catalogna Bombardata (Catalunya Bomberdejada)\, realizzata dal Memorial Democratic della Generalitat de Catalunya\, in occasione dell’80esimo anniversario del bombardamento dell’Italia fascista sulla popolazione catalana durante la guerra civile. Nata come progetto itinerante\, la mostra\, composta da sedici pannelli illustrativi che raccontano la vicenda dei bombardamenti che gli aerei italiani inviati da Mussolini a sostegno di Franco colpirono soprattutto Barcellona\, sarà esposta in 58 diverse località italiane\, su iniziativa del Centro Filippo Buonarroti di Milano e di altre venti istituzioni ed associazioni dell’Antifascismo. \nA Napoli\, Catalogna Bombardata sarà ospitata dalla Biblioteca del Museo Nitsch. L’inaugurazione si terrà martedì 4 aprile alle ore 18.00. La mostra sarà inoltre accompagnata\, sia in apertura che in chiusura\, e sempre alle ore 18.00\, da una conferenza stampa\, cui interverranno: Doriano Maglione Centro Filippo Buonarroti\, Giuliano Balbi Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Lorenzo Morricone del Centro di Documentazione Pasquale Martignetti\, Aldo Oliveri della Società Filosofica Italiana-Sezione Napoletana “Giambattista Vico”\, Aurora Spinosa Storica dell’Arte
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:23 marzo 2017\nINIZIO CONCERTO ORE 21:00\nLo Scugnizzo Liberato\nSalita Pontecorvo 46\, Napoli \nLa Digestion è un organismo complesso che filtra le esperienze di artisti\, accuratamente individuati fra le discipline sonore più attuali\, capaci di instillare differenti risonanze ed abituare il pubblico ad un ascolto sensibile senza limitazioni e pregiudizi. Il festival\, nato in collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra\, si articola in sei appuntamenti\, dal 22 settembre 2016 al 14 luglio 2017\, con protagonisti internazionali invitati a mettere in circolo energie\, attivare collaborazioni e dialoghi fra artisti\, illuminare e animare la vitalità di alcuni luoghi cittadini. \nPer il quarto appuntamento La Digestion si insinua nei meravigliosi spazi de Lo Scugnizzo Liberato\, ex carcere minorile abbandonato dalle istituzioni pubbliche e portato a nuova vita come centro sociale dagli attivisti della sigla “Scacco Matto”. \nA propagarsi nell’immensa struttura sono per l’occasione i “discorsi intorno allo spazio” dei musicisti francesi Michel Doneda\, Lê Quan Ninh e Xavier Charles\, che con i loro strumenti rigorosamente acustici faranno riverberare alcuni ambienti in un dialogo tra gesto\, suono e architettura. \nIl primo movimento è di Xavier Charles con un sognante solo di clarinetto in bilico tra ricerca elettro-acustica e poesia sonora; in secondo transito\, la collaborazione\, ormai trentennale\, tra il sassofonista Michel Doneda e il percussionista Lê Quan Ninh è incentrata su un’improvvisazione radicale attraverso un magistrale lavoro di “espansione” dei propri strumenti\, fino al punto da snaturarne completamente il suono e renderne irriconoscibile la provenienza\, nonché attraverso un interazione che coinvolge i suoni\, i corpi e lo spazio dando vita a un irripetibile momento di liberazione sonora. \nL’evento è diviso in due tempi per concedere al pubblico\, guidato da Phonurgia e dal NaDirCollective\, la scoperta di questo affascinante edificio. NaDirCollective\, oltre ad essere dietro all’omonimo festival estivo di Soccavo\, da più di un anno anima Lo Scugnizzo Liberato con una fitta programmazione concertistica che ha come sue parole d’ordine accessibilità e qualità. \nIn linea con gli intenti del festival\, Michel Doneda\, Lê Quan Ninh e Xavier Charles terranno un workshop il 22 marzo\, dalle ore 16 alle 19\, strutturato in tre momenti: esercizi di ascolto\, pratica di improvvisazione\, discussione. I partecipanti sono invitati a portare il proprio strumento\, qualunque esso sia. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Lo Scugnizzo Liberato\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Lo Scugnizzo Liberato\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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