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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:3 Febbraio 2018\nSTART CONCERTO ORE 21:00\nCasa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nOtomo Yoshihide [JP] e Elio Martusciello [IT] \nAlle ore 18:00 conversazione con il Prof. Carlo Serra (Università della Calabria) \nContinua la seconda edizione de “La Digestion – musica ascoltata raramente“\, un festival che esplora i linguaggi più innovativi della sound art contemporanea\, frutto della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra.\nL’evento del 3 febbraio costituirà il tentativo di stabilire un nuovo format\, in cui il momento musicale sarà accompagnato da uno teorico\, nella volontà di pensare al suono come strumento fondamentale di costruzione individuale e sociale.\nProtagonisti della giornata saranno l’interprete Otomo Yoshihide\, il maestro Elio Martusciello e il filosofo della musica Carlo Serra.\nLa conversazione pomeridiana con quest’ultimo sarà una riflessione sulla centralità dell’ascolto nei processi di soggettività contemporanea\, un argomento che si nutre delle pratiche dei due musicisti che si esibiranno la sera nella splendida cornice di Casa Morra.\nYoshihide esplora la dimensione della produzione e della trasformazione del suono dal vivo\, attraverso l’uso di giradischi hackerati e “suonati” in modo non convenzionale\, assumendosi il rischio di creare un suono la cui natura è imprevedibile\, Martusciello si concentra sul rapporto del suono con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Come spiega lo stesso Martusciello: “Sviluppare l’ascolto significa mettere in discussione se stessi\, decostruire la propria prospettiva d’ascolto\, ampliare l’orizzonte spazio-temporale. L’orecchio si configura come il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza\, strumento di apertura e di trascendenza”. Ecco la pratica dell’improvvisazione con le sue implicazioni sociali\, la sua capacità di produrre comunità collega e partecipa alla filosofia dell’ospitalità.\nPensare il suono come qualcosa di non dato\, ma creare e scoprire continuamente in comunità e che suggerisce l’unione\, significa in ultima analisi pensare a se stessi come essenzialmente “in relazione”. \nOtomo Yoshihide [Giappone]\, uno dei più importanti improvvisatori viventi\, collaboratore tra gli altri di Luc Ferrari\, JimO’Rourke\, ButchMorris\, Ryuichi Sakamoto\, fondatore dei progetti seminariali degli anni ’90 Ground Zero e ISO e dell’ONJO (Otomo New Jazz Orchestra). Utilizza i giradischi come strumenti principali per eclissare i materiali sonori in modo eclettico e ultra-dinamico\, oltre che per produrre suoni in modo non convenzionale. Sfruttando non solo i vinili\, ma anche oggetti metallici\, sistemi a molla\, cortocircuiti elettrici e feedback\, Otomo opera un detournement del dispositivo sonoro che gli permette di produrre dal vivo manipolazioni\, montaggi\, cut-up tipici della musica concreta da studio; un’operazione di hacking non solo verso gli strumenti ma verso il suono stesso\, liberato dalle gabbie della forma ed esploso in mille direzioni.\nAttivo anche come compositore di colonne sonore e sperimentatore a 360 gradi\, la sua voce è unica nel panorama musicale internazionale\, capace di rivoluzionare sia la musica concreta ed elettroacustica\, sia l’improvvisazione e il freejazz; tra gli iniziatori del leggendario movimento del rumore giapponese\, è anche in quel contesto un esempio unico di contaminazione tra visceralità\, ricerca\, estremismo ed eleganza.\nLuc Ferrari ha detto di lui: “Finalmente uomini come Otomo Yoshihide… quando l’ho sentito la prima volta\, faceva musica concreta\, ma in tempo reale. – quello che facevamo negli studi 50 anni fa“.\nhttp://otomoyoshihide.com/en/\n \n \nElio Martusciello (Napoli\, 1959) è musicista\, compositore e insegnante di musica elettronica ed elettroacustica. Considerato tra i maggiori esponenti italiani della musica sperimentale\, da anni indirizza la sua ricerca verso un’attenta analisi del suono e delle sue relazioni con lo spazio\, il tempo e l’individuo. Insegna musica elettronica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.\nHa presentato lavori al GRM (Parigi)\, al Synthèse (Bourges)\, all’Henie Onstad Arts Center (Oslo)\, al PAN aroma (São Paolo do Brasil) e ha collaborato con musicisti e compositori sperimentali come: Alvin Curran\, Thomas Lehn\, Jerome Noetinger e vari altri.\n \nCarlo Serra (Milano\, 1959) Ricercatore presso l’Università della Calabria\, dove insegna Estetica e Filosofia della Musica\, si è laureato in filosofia sul rapporto di Giovanni Piana con una tesi su La concezione dello spazio musicale nel pensiero di Jacques Chailley. Dal 2001 al 2008 è stato Coordinatore del Seminario Permanente di Filosofia della Musica. Sempre fino al 2008 è stato direttore della collana “Il Dodecaedro”\, con Giovanni Piana\, Paolo Spinicci ed Elio Franzini.
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SUMMARY:Piero Mottola - Voices on the Stairs
DESCRIPTION:26 gennaio 2018\nSTART ORE 19:00\nScalea di Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Morra e il Polo museale della Campania presentano il suggestivo progetto di Piero Mottola “Voices on the Stairs e Cielo Acustico a 10 Emozioni”\nSulla scenografica scalea di Casa Morra 24 interpreti del coro dell’Università Statale del Molise\, diretto dal maestro Gennaro Continillo\, eseguiranno il concerto performance di Piero Mottola contre composizioni dell’artista. \nVOICES è una ricerca sperimentale itinerante che indaga le potenzialità evocative e musicali delle voci umane delle persone in diverse aree geografiche; una ricerca tuttora in corso realizzata con la collaborazione di studenti universitari cinesi\, iraniani\, spagnoli\, italiani\, polacchi\, sudamericani\, tedeschi\, cubani\, portoghesi\, che associa a dieci parametri emozionali\, suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. La collaborazione con l’Università del Molise nasce da una ricerca promossa dall’ARATRO\, Museo Laboratorio di arte contemporanea dell’Ateneo Molisano diretto da Lorenzo Canova che\, all’interno del corso Proforma 2017 (la scuola di Formazione per giovani artisti realizzata da ARATRO e EURelations GEIE nell’ambito del Bando S’ILLUMINA di SIAE e MIBACT) produrrà il CD dell’intero progetto Voices di Piero Mottola. \nCertosa di San Martino\nCIELO ACUSTICO A 10 EMOZIONI\nI percorsi emozionali della composizione multicanale presentata a San Martino si evolvono creando gruppi concatenati di emozioni\, il cui contenuto timbrico è stato ottenuto trasformando numerosi rumori naturali\, artificiali\, umani e animali\, selezionati dalla vasta gamma di stimoli maggiormente significativi tra dieci emozioni\, dalla paura alla gioia. La trasformazione è avvenuta rallentando e accelerando i rumori fino al limite della loro riconoscibilità di contenuto.\nIl progetto è stato ideato nel 2005 per la Sala Santa Rita del Comune di Roma\, con rielaborazioni nel 2011 per un grande passage acustico emozionale alla 54. Biennale Arte di Venezia (isola di San Servolo)\, e nel 2016 per la Biennale della Fine del Mondo a Valparaiso\, Chile. \nCasa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea\nVOICES ON THE STAIRS\nLa ricerca\, tuttora in corso\, è stata realizzata con la collaborazione di studenti universitari di varia nazionalità ed è stata svolta presso le sedi delle Università di Valencia\, Lisbona\, Molise\, Tenerife\, Roma\, Santiago del Cile\, Lipsia\, Varsavia\, L’Avana\, Pechino alla Grande Muraglia e Città Proibita. Alle persone è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali – paura\, angoscia\, agitazione\, collera\, tristezza\, stupore\, eccitazione\, piacere\, gioia\, calma – suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo.\nI 1000 frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e utilizzati per la costruzione di composizioni non contemplative\, presentate nel 2016 in forma di ambienti sonori (con il sistema multicanale automatico di passeggiate emozionali Autocorrelatore acustico) alla IV Biennale Italia Cina presso Art District 798 di Pechino\, al Museo d’arte contemporanea MAC di Santiago del Cile\, all’Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias di Tenerife nel 2015; al Master di Produzione Artistica Università Politecnica di Valencia nel 2016; all’ISA Facoltà delle Arti dell’Avana (2018); al Beijing Institute of Graphic Communication (2017); al MACRO Museo d’arte contemporanea\, Roma (2017). \nPiero Mottola è artista e musicista sperimentale\, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER\, Laboratorio di Estetica del Rumore\, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”. Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali\, dal rumore alla Musica Relazionale\, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana\, Rai Uno\, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. Queste ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali nazionali e internazionali: FIAC\, Grand Palais\, Parigi (1992); Palazzo Esposizioni\, Roma (1993); Artissima Lingotto Fiere\, Torino (1994); Galleria Pino Casagrande\, Roma (2003 e 2010); Fondazione Volume-RAM e Museo Radioartemobile\, Casa dell’Architettura\, Roma (2010); Fondazione Spazio13\, Varsavia (2010); Fondazione Signum\, Venezia (2010); Hochschule für Musik und Theater\, Lipsia (2011\, 2014); 54. Biennale Arte di Venezia (2011); XI Biennale Arte de L’Avana (2012); Galleria OltreDimore Art Basel\, Basilea (2012); II Biennale Cina-Italia\, Pechino (2013)\, Torino (2015); MAMBA\, Museo Arte Moderno\, Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma (2013); IV Biennale della Fine del Mondo\, Valparaíso\, Chile (2015); Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias\, Tenerife (2015); MACRO\, Museo d’arte contemporanea\, Roma (2015\, 2017); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra\, Napoli (2009\, 2015); MAC Museo d’arte contemporanea\, Santiago del Cile (2016); IV Biennale Cina-Italia\, Art District 798\, Pechino (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano\, Pechino (2017); Miami River Art Fair\, Miami (2017); Contemporary Cluster Gallery\, Roma (2018); CASA MORRA\, Fondazione Morra-Museo Hermann Nitsch\, Napoli (2018); Certosa di S. Martino\, Castel S. Elmo\, Napoli (2018).\n \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018  Piero Mottola © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Voices on the Stairs\, Casa Morra\, Napoli 2018 \nPiero Mottola\n© photo Elisa Partenzi\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Libero de Cunzo. RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze
DESCRIPTION:16 dicembre 2017 – 6 gennaio 2018\nOPENING 16 DICEMBRE ORE 12:00\nCastel dell’Ovo\nVia Eldorado 3\, Napoli \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nin collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli \n  \nIn stretta connessione con le sale della terrazza del Castel dell’Ovo\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze di Libero de Cunzo è la presentazione di un punto di vista\, una proposta di riflessione sullo scrivere con la luce\, che l’artista racconta con la messa in scena di seducenti cicli fotografici di grande formato (circa 30 opere) a delineare capitoli visivi illuminati da riflessi e vibrazioni guidandoci in un complesso e affascinante tragitto\, dove siamo tutti chiamati a riflettere. E a vedere\, come pratica di riflessione e crescita\, con uno sguardo che può variamente rallentare\, accelerare\, sostare e ricominciare. La spiritualità della riflessione di Libero de Cunzo non perde mai i suoi lineamenti di tangibile trascendenza. Si dispone sull’altare dello sguardo\, afferma che il fare e l’energia dell’immagine si impongono come contrappunto rafforzativo del pensiero\, cosa imprescindibile per la sopravvivenza della consapevolezza. Attraversarne il senso è un modo per imbattersi nei paragrafi di un romanzo il cui autore è un artista che è riuscito sempre a proclamare\, con ferma autonomia\, il suo principio artistico e la sua personale poetica\, in sintonia con le energie che regolano le forze del cosmo. RE/GARDER – come affermano le curatrici – è il desiderio di sospendere il frammento del quotidiano e trasmutarlo in un’esperienza visuale complessa ed empatica\, una trama che ci invita a prendere atto delle possibilità insite nelle pause che la costituiscono\, dei suoi meccanismi e delle sue rifrangenze ponderate. \nIn un mondo in cui si dimora separati\, questa mostra è un riapprendere a lasciare fluire dentro di noi un tacito sentire\, fra le condivisioni e le corrispondenze di un tempo relativo che coincide con quello dell’esserci: spazio non astratto\, ma effimero\, legato alla possibilità di agire e di realizzarsi\, di vivere il momento del presente come atto ultimo e provvisorio di un infinito incessante. \nAccompagneranno il percorso espositivo i contributi audio-video e le realizzazioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, per una pulsante decodifica multimediale delle immagini in mostra. Per l’occasione sarà editato un feuilleton con testi dell’artista\, di Raffaella Morra\, Olga Scotto Di Vettimo e Loredana Troise. \nLibero de Cunzo è docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi e all’Accademia di Belle Arti di Napoli di Fotografia per l’ambiente e il paesaggio. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Institut Français Grenoble\, l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei. Per de Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne: L’Italia nel paesaggio (1999); Le stanze dell’Arte (2002); Living Theatre\, labirinti dell’immaginario (2003); Città architettura edilizia pubblica\, Napoli e il Piano Ina-Casa (2006); il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017).Tra i titoli pubblicati: Infiniti possibili: Ravello; Grotta del Sole; Lontano dall’Isola Azzurra; Zone-Napoli/Parigi; La trama vivente della storia; a passo di Vigna; Vocis Imago/Imago Vocis. Nella primavera 2015\, ha curato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli la mostra Nove Visioni: nuove proposte per la fotografia d’autore al PAN presentando le ultime “eccellenti visioni” dall’Istruzione Artistica Statale.
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SUMMARY:VOCI E ALTRI INVISIBILI: RZECZY COSE
DESCRIPTION:2 dicembre 2017\nDOPPIO SPETTACOLO ORE 19:00 E 21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA partire dal 2 dicembre la Casa del Contemporaneo – centro di produzione napoletano riconosciuto dal MiBACT\, nato dall’incontro di tre anime artistiche in dialogo tra loro per storia e confronti comuni: Le Nuvole\, Salerno Contemporanea e la Compagnia Enzo Moscato.  – presenta la rassegna “Voci e altri Invisibili”\, performance\, spettacoli\, proiezioni e incontri in luoghi non teatrali ma d’arte contemporanea. \nLa rassegna si affianca alla programmazione 2017-18\, Young\, in corso al Teatro dei Piccoli\, dedicata al teatro per l’infanzia e ragazzi. \nPrimo appuntamento\, sabato 2 dicembre\, con Deflorian-Tagliarini\, a seguire: Enzo Moscato\, i Fratelli Dalla Via\, Il Nullafacente di Santeramo-Bacci\, un incontro con Virgilio Sieni e la proiezione della sua prima opera-video\, R.OSA di Silvia Gribaudi con Claudia Marsicano\, le Albe di Martinelli e Montanari con il loro primo film e le Letture Campianesi. \nOtto titoli per tre luoghi d’arte contemporanea della città si avvicenderanno da dicembre fino alla primavera inoltrata tra il Museo Nitsch\, Casa Morra e il Museo MADRE che ospiteranno nei loro spazi e ambienti un percorso alla ricerca del contemporaneo e del dialogo tra le forme e i linguaggi\, con date uniche in prima assoluta a Napoli. \nUna proposta che vuole confermare la ‘vocazione contemporanea’ del centro di produzione e alimentare il dialogo tra linguaggi e forme d’arte e stimolare connessioni e confronti tra gli spazi cittadini. \nIl titolo della rassegna Voci e altri Invisibili prende spunto dalla creazione di Enzo Moscato\, in forma di performance\, secondo appuntamento in programma e anche omaggio al drammaturgo\, attore e regista\, appena candidato agli Ubu per il premio alla carriera. Il calendario della rassegna propone una scansione di appuntamenti\, uno o due volte al mese\, fino alla fine di aprile: \nsi inizia con la compagnia Deflorian/Tagliarini che presenta per la primavolta a Napoli RZECZY/COSE\, ideazione e performance di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini\, che arrivano a Napoli dopo una lunga residenza e una tournée in Francia e il successo del loro ultimo spettacolo Il cielo non è un fondale (sabato 2 dicembre – Museo Nitsch; doppio spettacolo: ore 19 \ 21 *spettacolo per numero limitato di persone). \nIl secondo appuntamento è con Enzo Moscato e il suo VOCI E ALTRI INVISIBILI \n(da cui il titolo della rassegna) una performance che si avvicina alle storie di fantasmi\, “un incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case” (sabato 10 febbraio – “Casa Morra”) \nA fine febbraio arrivano dal Veneto i Fratelli Dalla Via\, Marta e Diego\, che tra il comico e il surreale portano a Napoli DRAMMATICA ELEMENTARE\, il loro “dissacrante abbecedario contemporaneo in forma di racconto” (domenica 25 marzo – Casa Morra) \nIn doppio appuntamento\, al Museo Madre arriva il teatro della Toscana\, da Pontedera a Napoli\, l’atteso testo di Michele Santeramo – IL NULLAFACENTE – regia di Roberto Bacci definito “un paradosso sulla ricerca della felicità” compiuto da quattro attori (tra cui lo stesso Santeramo) (sabato 24 e domenica 25 febbraio – Museo Madre). \nAl Museo Madre\, a fine marzo\, è in programma un incontro per conoscere meglio il lavoro di Virgilio Sieni\, coreografo e danzatore che\, del contemporaneo e della ricerca sugli spazi e sul gesto\, anche quotidiano e imperfetto\, applicato alla danza ha fatto il proprio stile. Sieni presenterà la sua prima volta come film-maker nell’opera-video\, IL GIARDINO DELLE ERBACCE. \nIn aprile arriva al MADRE Silvia Gribaudi con R.OSA 10 esercizi per nuovi virtuosismi uno spettacolo al confine tra danza e performance che raccoglie ovunque consensi e curiosità. In scena Claudia Marsicano\, giovane attrice di grande talento\, dalla fisicità dirompente\, napoletana di origine e milanese di adozione\, candidata al premio Ubu (giovane attrice-under 35) per il secondo anno consecutivo (domenica 8 aprile – Museo Madre). \nA fine aprile\, chiusura di stagione al MADRE: doppio appuntamento con il Teatro delle Albe di Marco Martinelli e Ermanna Montanari che presentano il loro primo film\, ispirato allo spettacolo teatrale VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI\, di Marco Martinelli\, con Ermanna Montanari\, Elio De Capitani\, Sonia Bergamasco e gli attori del Teatro delle Albe. Ermanna Montanari\, in forma di lettura scenica presenta Letture Campianesi (letture\, ricordi\, Immagini dall’infanzia) sua prima opera letteraria in collaborazione con Oblomov edizioni.  (sabato 28 aprile; domenica 29 aprile – Museo MADRE) \nVoci e altri invisibili è una rassegna di otto appuntamenti “fuori sede e fuori tempo” rispetto al calendario canonico pensata in collaborazione con FONDAZIONE MORRA e FONDAZIONE DONNAREGINA per le arti contemporanee\, peraccogliere e declinare insieme contenuti trasversali e ospitarli insieme in città: una particolare sinergia tra i luoghi e gli artisti che hanno accettato il nostro invito\, contribuendo a creare un’interessante rete di confronti e collaborazioni che si è intessuta per poter restituire alle compagnie invitate e al pubblico napoletano una proposta di novità assolute provenienti dalla scena nazionale\, in una visione che si allarga alla danza\, al cinema e\, in generale alle intersezioni tra le forme d’arte. \nImportante è stata e sarà la costruzione di una relazione con STANZE\, la rassegna di teatro in luoghi alternativi e ‘non teatrali’ – a cura di Alberica Archinto e Rossella Tansini – che in sette anni è diventato un appuntamento immancabile per Milano e che propone spettacoli inediti facendo conoscere luoghi inaspettati. Nata su ispirazione della frase di Brecht (dal Discorso agli attori-operai danesi sull’arte della osservazione) “Siete venuti qui per fare del teatro\, ma ora dovete dirci: a che cosa serve? ”STANZE è fedele al principio di ridurre le distanze tra gli spettatori e le esperienze della scena contemporanea. Una formula che cresce negli anni\, si è allargata oltre il confine milanese\, riuscendo nella scommessa di esplorare “altri” spazi e tentare nuovi incontri.
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Anamorfosi Contaminazioni Tradimenti
DESCRIPTION:29 novembre 2017 – 22 febbraio 2018\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl cinema\, da sempre\, ha formato il suo linguaggio attraverso un processo di interrelazioni con la letteratura e con forme spettacolari preesistenti\, teatrali\, musicali\, pittoriche\, decli­nandole in modo originale ed innovativo. Le “contaminazioni” tra diversi mondi espressivi non devono farci dimenticare che il film va considerato come opera a sé\, superando il concet­to di “fedeltà” o di “tradimento” dell’opera originaria. Si può invece parlare di anamorfosi\, nel senso di una deformazione di prospettiva che modifica e consente una visione deforma­ta\, ma foriera di innovative e spesso illuminanti percezioni. (Come rileggere – ad esempio – il racconto di Cortázar nella visione antonioniana di Blow Up). Anamorfosi\, quindi\, come coniugazioni prospettiche: una ricerca semantica\, come av­viene per i racconti di Poe messi in cinema da Epstein\, il pre­sunto duello Mozart-Salieri raccontato dal film di Forman\, il barocchismo vertiginoso di Welles per il Kafka del “Processo”\, ecc… \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente II Edizione
DESCRIPTION:24 novembre 2017\nAPERTURA PORTE ORE 20:00 INIZIO ORE 21:00\nChiesa di San Giuseppe alle Scalze\nSalita Pontecorvo 65\, Napoli \nFrancisco Meirino [CH] + Kanaka [IT] \nLa Digestion-musica ascoltata raramente\, è lieta di annunciare l’apertura della seconda stagione\, dopo il successo che ha caratterizzato un primo anno di attività all’insegna della novità e della sperimentazione. Il festival\, risultato della sinergia tra le associazioni Phonurgia e EM-Arts e la Fondazione Morra\, mette al centro i linguaggi più innovativi dell’arte sonora contemporanea\, concentrandosi\, quest’anno\, sulla relazione tra il suono e lo spazio. Durante i sei eventi del festival tra Novembre ‘17 e Giugno ‘18\, alcuni dei luoghi più antichi\, nascosti e non convenzionali della città di Napoli verranno riscoperti e reinterpretati attraverso le opere sonore di artisti internazionali\, diventando così scena performativa per stabilire un contatto con la cultura musicale autoctona e internazionale\, tra ascoltatori e ambienti architettonici. Dalla psicoacustica di Florian Hecker alla scultura del suono di Thomas Koner\, dal detournement dei giradischi di Otomo Yoshihide all’elettroacustica per oggetti di David Toop\, fino all’installazione/performance di Pierre Berthet e Rye Nakajima nel magico Cimitero delle Fontanelle\, questa seconda edizione del festival intraprende un percorso nella sperimentazione contemporanea\, esplorando il potere del suono che si fa materia concreta\, fisica e sensibile. Significativo ai fini dell’incisività del festival La Digestion\, per la volontà di stabilire solide relazioni per la vita culturale napoletana\, è il patrocinio concesso dal Comune di Napoli e la partnership con Istituti di cultura straniera quali il Goethe Institut e la Pro Helvetia\, Fondazione svizzera per la cultura. \nDopo l’incredibile anteprima dell’illustre William Basinski nella Chiesa di San Potito\, l’avvio ufficiale di questa seconda entusiasmante edizione è Venerdì 24 Novembre\, con le potenti tessiture elettroniche del musicista svizzero Francisco Meirino e il futuristico audio-video dei nostrani Kanaka\, ambientati nella suggestiva Chiesa di San Giuseppe alle Scalze\, nel quartiere Montesanto\, grazie alla collaborazione dall’associazione Le Scalze. \nUn lavoro di video-mapping e paesaggio sonoro immersivo del gruppo Kanaka fa rivivere le meravigliose architetture della Chiesa\, e a seguire lo svizzero Francisco Meirino propone un live set in quadrifonia potente e dinamico\, in grado di conciliare impatto sonoro e incredibile ricchezza di dettaglio. \nLa poetica del compositore svizzero è\, del resto\, assolutamente originale: interessato in particolare ai malfunzionamenti delle apparecchiature elettroniche\, Meirino opera uno speciale lavoro di registrazione e composizione dei suoni generate da queste macchine desuete\, evidenziandolo sgretolamento di un mondo solo apparentemente dominato dall’efficienza tecnologica. Grazie alla sua originalità e alla sua incredibile abilità di manipolazione e composizione dei materiali sonori più disparati\, Francisco Meirino è diventato negli ultimi anni uno degli artisti sonori più importanti del panorama sperimentale\, apprezzatonei festival di tutto il mondo. \nLa seconda edizione de La Digestion ha\, tra i suoi tanti propositi la dedizione di offrire al pubblico la possibilità di avvicinarsi a un tipo di musica ascoltata raramente\, e non solo attraverso le serate performative\, ma anche riunioni dedicate all’ascolto assorto e conferenze tenute da teorici specialisti di questo linguaggio. Anche agli artisti è offerta la possibilità di insinuarsi capillarmente tra la pietra storica di Napoli\, mediante delle mini-residenze\, per poter familiarizzare con il tessuto partenopeo e ideare un’ambientazione specifica per la performance musicale. Workshop\, laboratori e inedite interviste radiofoniche saranno inoltre elementi di un anno di lavoro che intende tracciare nuovi percorsi nella vita culturale della città. \nUn format innovativo e multidisciplinare per offrire esperienze sonore uniche\, affondando nella ricerca di una “musica concreta” che\, ben nota nel contesto internazionale\, ha difficoltà ad affermarsi nella città. L’invito è sintonizzarsi su una musica da sentire con il corpo e con la mente\, una musica da lasciar entrare con stupore\, una musica da digerire. \n 
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SUMMARY:LA ROSA DEI 20 / PROJECTLAB Artisti & Studenti dell’Accademia di Belle Arti a Napoli
DESCRIPTION:24 novembre 2017 – 6 gennaio 2018\nOPENING 24 NOVEMBRE ORE 19:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Guglielmo Gigliotti e Loredana Troise \nArtisti invitati:\nMarisa Albanese\, Angelo Casciello\, Carolina Ciuccio\, Libero De Cunzo\, Maurizio Elettrico\, Sergio Fermariello\, Lucia Gangheri\, Christian Leperino\, Roberto Marchese\, Lello Masucci\, Domenico Mennillo\, Enza Monetti\, Aulo Pedicini\, Gianni Pisani\, Carmine Rezzuti\, Rosy Rox\, Mimma Russo\, Quintino Scolavino\, Marianna Troise\, Marco Zezza. \nLa mostra La rosa dei 20 / projectlab Artisti & Studenti dell’Accademia di Belle Arti a Napoli\, che si terrà presso il prestigioso Museo Hermann Nitsch (sale della Biblioteca)\, è il punto d’arrivo di un’indagine sulla percezione e il senso dell’arte contemporanea\, realizzata tramite la messa a punto di venti laboratori in cui venti artisti napoletani\, diversi per biografie\, stili e sensibilità\, accettando con disponibilità e amicizia l’invito dei curatori\, hanno interagito con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, condividendo visioni\, passioni ed esperienze. Condotto nell’ambito della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea del prof. Guglielmo Gigliotti di cui Loredana Troise è cultrice e lungo l’Anno Accademico 2016-17\, il progetto (disposto\, diretto e seguito in tutte le sue molteplici fasi dai curatori) si è rivelato\, oltre che una preziosa opportunità\, per l’intreccio di inedite esperienze e collaborazioni\, anche un modello relazionale armonico\, in progress\, inteso come bisogno formativo e prospettiva etica ineludibile per chi si orienta all’apprendimento in settori come quello delle arti. La partecipazione al farsi dell’arte sperimentata nei workshop\, si è infine tradotta in una interessante mostra\, composta da 20 opere create dagli artisti (dipinti\, sculture\, fotografie\, installazioni e video) che\, coniugando pensiero ed eleganza compositiva\, hanno interpretato le rotte e le tendenze dell’arte d’oggi: “la rappresentazione grafica delle direzioni di derivazione dei venti\, al di là del gioco verbale riferito al numero degli artisti partecipanti\, si configura – per dirla con i curatori – una buona allegoria della vita del contemporaneo a Napoli\, mossa\, tra bonacce e tempeste\, da direttrici energetiche multiple”. \nIn mostra\, anche i numerosi storyboard elaborati dai corsisti\, collegati idealmente alle trame delle opere\, a richiamare il dialogo e la sintonia fra le parti: un approccio fondamentale che va sempre preservato e incrementato sebbene in nuove forme come preziosa risorsa intellettuale\, utile a rispondere alle sfide del presente. \nPer l’occasione\, sarà pubblicato dalla casa editrice arte’m – un catalogo con i testi di Giuseppe Gaeta\, Giuseppe Morra\, Loredana Troise\, Guglielmo Gigliotti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Rosa dei 20 – Artisti&Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Archivi Mario Franco - Sogni Incubi Deliri
DESCRIPTION:14 ottobre – 23 novembre 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:00\nArchivi Mario Franco c/o Casa Morra Archivio d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, nell’ambito di PROGETTO XXI (ed.2017\, realizzato nel quadro del progetto Itinerari del Contemporaneo – Confronti\, promosso e finanziato dalla Regione Campania) presenta SOGNI INCUBI DELIRI\, la prima rassegna cinematografica dagli Archivi Mario Franco\, a cura di Mario Franco\, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra\, presso la sede di Casa Morra – Archivio D’Arte Contemporanea in salita San Raffaele 20 c\, Napoli. \nScarica il Programma
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:14 luglio 2017\nINIZIO ORE 21:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUltimo live per La Digestion – musica ascoltata raramente prima edizione\, festival dedicato alle sonorità di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra. Da Settembre a Luglio il festival ha ospitato a Napoli alcuni tra i più interessanti sound artists internazionali per farli dialogare con i meravigliosi spazi della città\, tentando di instillare nel discorso musicale napoletano differenti risonanze e nuovi percorsi di ascolto. Un itinerario che è partito dall’elettronica di ricerca ed è passato per la musica concreta ed acusmatica\, l’improvvisazione elettro-acustica e la performance audio-visuale\, per arrivare\, in conclusione\, alla poesia sonora degli inglesi Blood Stereo. \nLe sonorità del duo di Brighton\, considerato unanimemente tra i più originali della sperimentazione per voce ed elettronica\, si insinueranno\, per questa occasione\, tra le percussioni del napoletano Francesco Gregoretti\, restituendo una performance caratterizzata da corpo e macchine\, vocalizzazioni non-sense e improvvisazioni acustiche\, connessi a registrazioni di nastri magnetici e strumenti analogici auto-costruiti. L’ambientazione sarà il magnifico cortile di Casa Morra\, l’archivio d’arte contemporanea della Fondazione Morra\, nuovo polo culturale della città di Napoli. \nA seguire\, l’inusuale dj set a bobine dei Pinch Roller con trame sonore raffinate e sincopate dal sapore accellerazionista. \nIl modo migliore per prepararsi all’avvenire\, dunque\, è seguire la seconda stagione de La Digestion\, ancora più radicale e innovativa\, di cui annunceremo i protagonisti a partire da questa serata.
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SUMMARY:Hamza Halloubi - How Far is Far?
DESCRIPTION:5 luglio – 22 luglio 2017\nOPENING 5 LUGLIO ORE 19:00\nSala Conferenze del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Alessandra Troncone \nNegli spazi del Museo Hermann Nitsch\, inaugura How Far is Far?\, mostra personale di Hamza Halloubi\, a cura di Alessandra Troncone. La mostra nasce in occasione di una residenza presso Casa Morra e presenta per la prima volta in Italia alcuni lavori video dell’artista. \nLa ricerca di Hamza Halloubi (Tangeri\, 1982; vive a Bruxelles) si muove tra la narrazione personale e quella storica\, utilizzando il video come mezzo espressivo fluido\, capace di condensare il reale in immagini e storie che oscillano tra il fatto reale e la finzione poetica. Nelle sue opere\, temi di grande complessità quali l’esilio\, i silenzi storici\, i rapporti tra arte e dimensione politica\, sono declinati in una chiave del tutto personale\, che ne lascia intuire la densità senza tuttavia proiettarli in primo piano. Elemento costante è la sensazione di “qualcosa che manca” che dà vita ad atmosfere sospese\, mentre la voce dell’artista ci accompagna in racconti dove memorie personali\, fatti storici e domande esistenziali si mescolano in un’unica narrazione. \nLa mostra è appositamente concepita per gli spazi del Museo Hermann Nitsch e presenta lavori più vecchi insieme a quelli più recenti. Tutto il progetto è strutturato sulla polarità tra staticità e movimento\, orizzontalità e verticalità\, creando una nuova e unica immagine. Tra i video presenti in mostra\, To Leave (2011)\, silenzioso racconto di una partenza ambientato a Tangeri\, città natale dell’artista\, e Letter to Aura (2012)\, anch’esso girato in Marocco\, nel quale la vista di un muro dalla finestra di casa è il punto di partenza per una riflessione sull’emigrazione e le limitazioni alla libertà di circolazione. \nHamza Halloubi (Tangeri\, 1982) ha studiato a La Cambre di Bruxelles\, dove attualmente vive. È stato in residenza presso la Rijksakademie van beeldendekunsten di Amsterdam (2015-2017). Tra gli spazi che hanno ospitato sue mostre personali vi sono il Museum De Pont di Tilburg\, c-o-m-p-o-s-i-t-e a Bruxelles\, KIOSK a Gent\, il BOZAR- PalaisdesBeaux-Arts a Bruxelles. Tra le collettive\, ha partecipato alla Marrakech Biennale 5 (2014)\, alla ThessalonikiBiennial (2015)\, alla mostra Close-Up presso l’EYE Filmmuseum di Amsterdam (2016)\, alla mostra In the Belly of the Whale presso il Witte de With a Rotterdam (2016)\n 
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 17th Edition
DESCRIPTION:22 giugno – 24 giugno 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 17th edition\, rassegna internazionale dedicata al film sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS associazione culturale\, si svolge giovedì 22\, venerdì 23 e sabato 24 giugno al Museo Nitsch con la proiezione dei tre programmi di films 16mm e le tre live expanded cinema performances. Sin dal 2001\, l’Independent Film Show predilige mostrare le più progressive esperienze filmiche\, agendo da propulsore culturale per lo sviluppo di mentalità sensibili ai fenomeni percettivi complessi\, oltre le rigide regole visive e uditive. A caratterizzare l’INDEPENDENT FILM SHOW 17th edition sono l’inventiva delle tecniche di ripresa e di impressione fotografica\, la manualità filmica artigianale amplificata dal Do It Yourself\, la sperimentazione di nuovi agenti di sviluppo organici naturali\, il ritmo dei fotogrammi e\, se fondamentale\, l’inclusione delle tracce audio. La collisione tra immagine e sensazione percettiva potrebbe apparire accidentale\, ma i film-makers dell’Independent Film Show applicano una resistenza alla percezione lineare\, ognuno orientando la propria comprensione visiva in direzioni diverse. \nNel programma Innovative paths in the un-known\, Raffaella Morra ha selezionato sette opere filmiche accomunate da una forte attrazione per l’emulsione filmica e per le trasformazioni alchemiche\, in particolare i processi chimici inconsueti che inscrivono le immagini. Due films realizzati da pionieri del experimental cinema: Two Pictures è un’opera di astrazione filmica tattile e sensuale di Rose Lowder e Carl E. Brown\, e In the Shadow of Marcus Mountain di Robert Schaller\, girato con una cinepresa stenoscopica fatta a mano e in gran parte montato in fase di ripresa attraverso una partitura ritmica. Tra le recenti indagini filmiche\, che provano a penetrare la materialità enigmatica del film ed i diversi stati emotivi: Water film di Dan Browne è una relazione complessa tra le immagini\, i suoni e i processi di montaggio connessi a questioni di legittimità della memoria; ELEMENTs di Julie Murray è un’esplorazione di uno spazio visitato da accidentali figure indistinte\, relazionate l’una all’altra mediante il ritmo dei propri gesti; in Rhus Typhina di Alexandra Moralesová & Georgy Bagdasarov protagonista è una pianta che agisce da agente di sviluppo filmico; River in Castle di Sandy Ding offre ripetuti riferimenti alla magia\, accostando spesso i suoi film a rituali di iniziazione; DOUBT #2 di Josh Lewis esplora i confini della conoscenza manuale\, la lotta corporea e l’enigma persistente del materiale. \nIn sinergia con il festival La Digestion – musica ascoltata raramente\, la proiezione di due films di Hangjun Lee è accompagnata dall’improvvisazione sonora in quadrifonia di Chulki Hong e Will Guthrie. In The Cracked Share il pubblico è immerso in una strana miscela di immagini distorte dalla chimica e da uno sfarfallio aggressivo\, un’ondata di colori esplosivi e forme sconosciute intersecate dall’improvvisazione noise di Hong e di Guthrie. Phantom Schoolgirl Army indaga le condizioni materiali della fotografia (lastre fotografiche\, magnesio) e le sue “convenzioni” (la visuale dei ritratti\, le funzioni del flash)\, ricostruendo esteticamente la dialettica tra immobilità e movimento insita nel cinema. \nVenerdì 23 giugno si proietta Differently\, Molussia di Nicolas Rey\, adattato dal libro Die molussische Katakombe del filosofo tedesco Günther Anders\, scritto tra il 1932 e il 1936\, che il film-maker non ha mai letto. Il film sviluppato a mano\, separato in nove bobine proiettate a caso\, racconta storie e pensieri allegorici di prigionieri politici di Molussia\, un immaginario stato fascista. I nove segmenti rimuginano sul capitalismo\, sull’imperialismo e sulla resistenza. \nNell’expanded cinema performance Scarface di Greg Pope la manipolazione del proiettore 16mm e del proiettore per diapositive\, i microfoni a contatto e i pick-up di chitarra si combinano nello spazio architettonico: l’improvvisazione e la casualità sono anche degli elementi di questo processo dinamico\, partecipando al trattamento distruttivo della pellicola analogica con il culto estinto della lanterna magica. \nSabato 24 giugno A Bright Darkness include tre films e l’expanded cinema performance di Anja Dornieden e Juan David González Monroy\, con il moniker di Ojoboca. Utilizzano i processi di manipolazione del supporto filmico e delle tecniche suggestive per creare l’Horrorism un metodo simulato di trasformazione interiore ed esteriore. In un’intervista\, Juan David González Monroy spiega: “In sostanza\, il cinema è una macchina che ti parla\, ti racconta una storia. Data la dinamica del cinema\, la macchina è programmata dai film-makers per parlare personalmente con ogni singolo membro del pubblico. Abbiamo iniziato a pensare al cinema in questo modo per caso\, ma poiché questo è in sostanza ciò che il cinema fa\, abbiamo scelto di concentrarci su questo aspetto. Naturalmente\, la macchina potrebbe essere folle\, potrebbe mentire\, potrebbe cercare di convincerti di diversi modi per visualizzare il mondo\, oppure potrebbe solo cercare di intrattenerti raccontando una buona storia”. \n  \n 
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 giugno 2017\nINIZIO ORE 22:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nin collaborazione con E-M ARTS INDEPENDENT FILM SHOW 17 edition \nLa Digestion – festival dedicato alla musica di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra – torna al Museo Nitsch per il quinto e penultimo appuntamento della sua prima edizione.\nL’attenzione sarà questa volta rivolta alla relazione fra suono e immagine. La performance\, infatti\, è parte del programma dell’INDEPEDENT FILM SHOW\, organizzato da EM ARTS\, che da 17 anni si propone come osservatorio sul cinema sperimentale internazionale con una particolare predilezione per le opere filmiche\, in pellicola 16mm.\nIl coreano Chulki Hong\, noto per l’utilizzo di giradischi e CD-players hackerati\, e Will Guthrie\, batterista dedito all’utilizzo di tecniche estese\, improvviseranno su due pellicole di Hangjun Lee\, filmmaker\, programmatore e curatore indipendente anch’esso coreano.\nI film 16mm di Hangjun Lee sfidano lo spettatore a materializzare un concetto\, piuttosto che a concettualizzare la materia.\nIn accordo con questo approccio la luce non stimola il nervo ottico ma lo attacca\, rendendolo impotente. Nei suoi film il punto di vista non è collocato all’esterno ma all’interno del corpo stesso.\nIn ”The Cracked Share” il pubblico è immerso in una strana miscela di immagini distorte dalla chimica e da uno sfarfallio aggressivo\, un’ondata di colori esplosivi e forme sconosciute. ”Phantom Schoolgirl Army” è basato su una raccolta di ritratti fotografici militari\, ed elabora la storia di spie Nord Coreane travestiti da ragazze di scuola superiore durante la rivolta Yeosu-Suncheon del 1948. Il governo Sud Coreano ha utilizzato questa leggenda come propaganda anti-comunista. L’equipaggiamento hackerato di Chulki e le percussioni di Guthrie trasformano le vibrazioni dell’aria in materiale vivo e tangibile.\nÈ riduttivo parlare di accordo o disaccordo\, sincronia o diacronia; ciò che è in gioco qui è piuttosto una forza aerea che\, d’improvviso e casualmente\, coincide con il movimento della luce.\nConcetti materiali che abitano la dimensione magica ed elusiva che sta fra la luce e il suono.
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SUMMARY:Altri enigmi…omaggio a Man Ray - Opere di Fabio Donato 2010_2017
DESCRIPTION:8 giugno – 30 luglio 2017\nOPENING 8 GIUGNO ORE 19:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProdurre pensiero è il fine ultimo degli scatti fotografici di Fabio Donato\, che torna ad investigare la trascendenza\, alla ricerca di quell’elemento che rende una figura intrisa di impeto mitologico.\nS’intitola Altri enigmi…omaggio a Man Ray la mostra\, curata da Giuseppe Morra\, che Fabio Donato presenta presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’8 giugno 2017 alle ore 19.00\, imbastendo un dialogo tra lo straniamento tipico dei soggetti\, animati o inanimati\, ritratti da Man Ray e la quotidianità ermetica della città di Napoli.\nCome proiezioni di immagini mentali\, le fotografie di Donato ritraggono la realtà\, sondandone il mistero che la sottende\, suggerito da forme che inducono all’interrogazione\, al ragionamento su un tempo non ancora concluso. Questo racconto visivo di vocazione concettuale\, che rende attivo lo sguardo del fruitore\, accentua il senso di alienazione che pervade gli oggetti d’uso quotidiano\, fossili di un’archeologia del presente còlti in dettagli evocativi\, componenti fondamentali nell’estetica fotografica di Donato.\nAltri enigmi…omaggio a Man Ray si compone di fotogrammi che\, come indizi\, s’interrogano sulla realtà in termini profondamente esistenziali\, oscillando tra visione interiore e trasformazione oggettiva dell’immagine\, come il metronomo di Man Ray\, a cui la mostra è chiaramente ispirata.\nCome avviene nell’Enigma di Isidore Ducasse\, oggetti-non-oggetti vengono ritratti\, spogliati della loro funzionalità originaria\, recuperabile solo intimamente e non senza retrocessioni e cedimenti\, a testimonianza dell’unica certezza\, quella dell’assurdo. Fabio Donato costruisce un racconto irrazionale\, che mira alla ricerca di senso e unità\, pur sapendo che potrebbe non aver fine\, ma che\, allo stesso tempo\, sottolinea la straordinaria bellezza del mistero della vita.\nLa mostra è accompagnata dal catalogo dal titolo omonimo Altri enigmi…omaggio a Man Ray\, edito da artstudiopaparo\, con testi di Diana Gianquitto\, Olga Scotto di Vettimo\, Maria Savarese e Loredana Troise. \nFabio Donato\nÈ da quasi cinquant’anni anni (1967 ad oggi) che il percorso della ricerca di Fabio Donato si svolge su due binari paralleli. Il primo è quello più professionale\, tutto dedicato alla storicizzazione dei linguaggi artistici (arti figurative\, teatro). Ama definirsi fotoreporter della cultura; lavoro che svolge principalmente a Napoli\, ma con viaggi\, anche molto lunghi\, in ogni angolo del mondo. Lungo le strade dei linguaggi dell’arte ha avuto l’occasione di sperimentare il proprio\, quello della fotografia\, con il punto di vista di uno spettatore privilegiato\, che gli ha permesso di incontrare artisti come J. Beuys\, A. Warhol\, J. Beck\, H.Nitsch\, Eduardo\, Svoboda\, Shimamoto\, e quasi tutti i più importanti operatori delle arti visive internazionali \,con un occhio attento al proprio territorio che gli ha permesso di mettere insieme un archivio ricco di circa 400.000 immagini.\nIl secondo percorso\, (quello che definisce “poetico”)\, si svolge\, da sempre\, su temi come la sospensione del tempo\, la soglia come linea di demarcazione tra spazi\, tempi\, dimensioni mentali contrapposte. Ed ancora il doppio\, il rapporto tra la realtà e la finzione\, l’altro da sé. Il tutto attraverso immagini che\, partendo da dettagli urbani\, divengono territorio di proiezioni mentali.\nTutto ciò come tentativo di provocare “pensiero” in chi legge il suo lavoro\, in un tempo dove l’hobby più diffuso dell’umanità pare sia diventato quello di autoritrarsi in ogni luogo e comunicarlo al mondo intero.\nDa più di vent’anni è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Alcune sue opere sono conservate in collezioni museali in: Italia\, Messico\, Francia\, Brasile\, Cina.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Enigma n°5\, Altri Enigmi…Omaggio a Man Ray\, Biblioteca del Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2017 \nFabio Donato \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Lucrezia Longobardi - Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1
DESCRIPTION:3 maggio – 2 luglio 2017\nOPENING 3 MAGGIO ORE 18:00\nPalazzo delle Sperimentazioni\nCorso Vittorio Emanuele 341\, Napoli \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare la prima mostra del ciclo Lo spazio esistenziale. Definizioni\, a cura di Lucrezia Longobardi.\nIl progetto rappresenta il primo approccio per la stesura di un programma più vasto\, volto a indagare aspetti del rapporto tra l’uomo e lo spazio. In questo primo movimento il dispositivo è legato alle forme semplici\, le composizioni che abbiamo imparato a riconoscere per poterci misurare con l’esistere.\nAttraverso un unico apparato visivo\, i lavori scelti tessono una narrativa intima del rapporto uomo-casa. Una disseminazione minima che permette la fruizione del luogo in cui le opere\, quasi mimetizzate\, partecipano alla riflessione comune sullo spazio esistenziale declinato nella sua forma più domestica.\nGli artisti scelti per analizzare e far parte dell’apparato di questa ricerca si confrontano da anni con quelli che sono i luoghi per la vita\, spazi e volumi che costituiscono il riferimento di una comunità\, come di un singolo. Un’attività dedicata allo studio dei luoghi e del rapporto che questi instaurano con l’uomo e la sua esistenza\, partendo da quelle che sono le private esperienze\, come nel caso di Gregor Schneider o Francesca Woodman\, entrambi artefici di un feticcio intimo\, o come Renata Lucas e Gian Maria Tosatti\, che\, da manipolatori urbani alterano le comuni percezioni\, o ancora come Scola e Patella\, con i quali attraversiamo sensorialmente la memoria del quotidiano. \nSi ringraziano per la realizzazione di questa mostra: la Fondazione Morra\, Guido Costa Project\, My private-Milano\, lo Studio Gallo\, Silvia Scola\, Massimo Vigliar della Surf Film\, Santa Fede Liberata.\nUn ringraziamento particolare va a Gian Maria Tosatti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Ettore Scola\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Elio Di Pace Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gregor Schneider\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Francesca Woodman\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Renata Lucas\, Lo Spazio Esistenziale. Definizione #1\, Palazzo delle Sperimentazioni\, Napoli\, 2017 © Photo Maddalena Tartaro Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Monica Biancardi - RiMembra Drammaturgia per immagini
DESCRIPTION:13 aprile – 21 maggio 2017\nOPENING 13 APRILE ORE 20:00\nBiblioteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nRiMembra. Drammaturgia per immagini è un racconto fotografico\, che l’artista Monica Biancardi costruisce nel tempo\, raccogliendo membra sparse in luoghi differenti\, spazi fisici e mentali\, non aventi relazione alcuna. \nLa mostra\, promossa e organizzata dalla Fondazione Morra\, raccoglie un corpus di immagini concepite come singole unità\, ma che\, nel loro dare forma alla memoria\, si collegano formando un atlante visivo fatto di corrispondenze di varia natura. \nIl critico Lorand Hegyi\, per quindici anni direttore del Museo d’arte moderna di Saint-Étienne e attualmente prestigioso critico e curatore\, a proposito del progetto\, scrive “Monica Biancardi utilizza collage apparentemente semplicissimi\, in cui le diverse immagini di partenza vengono accostate e così unite da collegamenti che emergono dall’analogia formale di elementi figurativi completamente diversi\, si servono di somiglianze che possono riguardare la qualità\, determinate caratteristiche fisiche reciprocamente associabili\, o anche superfici e strutture materiali simili. Destabilizzante è il fatto che non sussiste una spiegazione evidente\, un nesso palese tra i diversi elementi dell’immagine.. ”. \nIl giorno dell’inaugurazione lo scrittore e saggista Gabriele Frasca terrà un intervento poetico\, entrando nel racconto visivo di RiMembra. Sonorizzata da Stefano Perna e frutto di una lunga collaborazione\, l’installazione\, che unisce l’opera visiva di Monica Biancardi al testo sonoro di Gabriele Frasca\, mostra attimi diversi\, momenti colti dall’obiettivo ad una fisicità e ad una temporalità che rifuggono la realtà e che riportano alla mente ricordi belli o brutti. Il tema Ri è difatti attaccato al sostantivo Membra. Sempre Hegyi sostiene che nelle fotografie della Biancardi “alla bellezza della superficie si sovrappone un’irresistibile ricerca di spiegazioni”\, in quanto la rappresentazione genera immagini che si relazionano solo nel corso del tempo\, compiendo un viaggio nella memoria che trascende la singolarità dell’immagine fissa. \nGiovedì 13 aprile alle ore 17.30 sarà inoltre presentato\, presso la Sala Biblioteca del museo Madre\, il libro del progetto RiMembra\, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Edito dalla casa editrice bolognese Damiani\, il libro è stato realizzato in collaborazione con Gabriele Frasca e Lorand Hegyi\, che interverranno alla presentazione insieme al professore Gennaro Carillo\, docente di Storia delle dottrine politiche al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Alle ore 20.00 presso la Biblioteca del Museo Nitsch\, l’apertura al pubblico della mostra RiMembra. Drammaturgia per immagini. \nMonica Biancardi\, nata a Napoli nel 1972\, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Inizia a lavorare giovanissima per importanti registi italiani e stranieri\, (svolgendo parallelamente l’insegnamento di disegno e storia del costume) e realizzando sue personali ricerche fotografiche. La prima di queste\, “Credere”\, a carattere antropologico\, viene acquistata dalla Bibliothèque Nationale de France. La prima mostra “Ritratti”\, inaugurata presso la galleria RiccardoArtivisive in Napoli\, riscuote molto successo tanto da essere invitata al Macba di Barcellona\, a Madrid\, Salamanca\, alla biennale della fotografia di Brescia\, alla mostra sul Dada a Pavia curata da Achille Bonito Oliva che la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula\, durante la rassegna “Le Opere e i giorni”. Inoltre uno dei “Ritratti” vince il premio Serrone\, presso la Villa Reale di Monza. Uno dei lavori di un altro suo progetto artistico “Aldilà”\, verrà acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli. Invitata da Antonio Presti a Catania\, realizza un racconto per immagini dal titolo “Viaggio a Librino” con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005 organizza una performance in piazza Castello a Milano con tantissime donne intitolata “Un Abbraccio per la pace”\, che ripeterà a distanza di tempo in piazza Dante a Napoli e sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con donne arabe ed israeliane. Su richiesta della Soprintendenza\, nel dicembre del 2006 dedica al padre\, scomparso prematuramente\, il nuovo progetto artistico “Mutamenti” negli spazi di Castel S. Elmo a Napoli che poi andrà a Milano e ad Aarau\, in Svizzera. Dopo diversi viaggi nei territori palestinesi\, Monica realizza una mostra voluta dall’All Quds University di Gerusalemme con la relativa pubblicazione. Nel 2009 realizza su invito della Soprintendenza di Napoli una grande mostra dal titolo “Orientamenti” al Museo di Capodimonte di Napoli dove affronta il tema dell’integrazione culturale che le sta molto a cuore tanto che lo stesso anno\, in forma multimediale presenta il lavoro sulla Palestina\, “Tra le immagini”\, valorizzando l’etnia beduina che presenta al museo MAV di Ercolano. Ha chiuso nel 2012 il suo progetto “Habitus” che viene presentato al museo Marte di Cava dei Tirreni. Nel 2013 vince il “Premio Napoli” per l’arte. L’anno dopo il Mois de la Photo di Parigi\, seleziona ed espone il suo progetto “Credere”. Nel 2015 vince il Premio Dolomiti Contemporanee. Lavora con Shazar Gallery. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private di arte contemporanea.
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SUMMARY:Prospettive su ritratti e luoghi: I films di Adele Friedman
DESCRIPTION:5 aprile 2017\nINIZIO PROIEZIONI ORE 19:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Per più di tre decenni\, Adele Friedman film-maker di Chicago ha forgiato e perfezionato una visione originale con i suoi ritratti silenziosi\, in cui la cinematografia grandangolare e l’ossessiva panoramica estendono gli spazi di appartamenti e giardini\, creando un sensuale panorama dell’ordinario.”\nFred Camper \nIl programma di stasera attraversa 38 anni\, cominciando da un primo ritratto del 1979. Sono inclusi nel programma dei ritratti e dei films di luoghi: natura\, architettura\, giardini\, fiumi.\nQuesti films sono delle prospettive\, così visualizzate dalla film-maker e presentate allo spettatore.\nLe composizioni dello spazio tra persone\, oggetti\, interni ed esterni\, tutti dentro il fotogramma\, sono un elemento critico di ciò che si vede nel film. Queste composizioni cambiano costantemente con il movimento\, sia dei soggetti che della film-maker\, consentendo un’interpretazione e una reinterpretazione.\nI ritratti filmici sono su persone dell’ambito culturale e come le loro vite sono conformate dai propri interni e gusti artistici. Si circondano di ciò che li muove. Le persone non lasciano la propria cultura presso il Museo o l’ufficio; se la portano a casa e vivono con essa. È parte integrante del tessuto quotidiano della propria vita.\nÈ inoltre incluso in questo programma un primo paesaggio onirico che esplora la narrazione strutturale del sogno e del subconscio.\nFriedman sceglie di lavorare in pellicola 16mm per la delicata qualità morbida della luce rivelata attraverso la pellicola filmica\, che trasmette gli strati e le sfumature di tonalità e colore. I films sono silenziosi\, esortando lo spettatore a concentrarsi interamente sull’immagine proiettata. \nAdele Friedman ha ricevuto il suo M.F.A. e la sua laurea in Storia dell’Arte presso l’Art Institute of Chicago. I suoi films sono distribuiti da Light Cone di Parigi\, e ha esposto a livello internazionale nel corso degli ultimi 33 anni\, tra cui E-M Arts di Napoli\, nell’ambito della mostra Fôret; Scratch Proiezione a Parigi; Oesterreichisches Filmmuseum\, Vienna\, Austria; Stadtmuseum Filmmuseum di Monaco di Baviera\, Germania; Frankfurt Deutsches Filmmuseum Kommunales Kino\, Germania; Arsenal\, Kino der Freunde der Deutschen Kinemathek\, Berlino; Fylkingen\, Turbidus Film\, Stoccolma\, Svezia; Innocent Eyes and Lenses Film Festival\, Tokyo\, Giappone; ” Big as Life: An American History of 8mm Film “\, il Museum of Modern Art\, New York; Il 26° New York International Film Festival; Millennium Film Workshop\, New York; The Onion City Experimental Film and Video Festival\, Chicago; il Museum of Contemporary Art\, Chicago; tra le molte altre mostre. Questa è la sua prima mostra personale in Italia.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Red Cloud\, 2017\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Adele Friedman\, Untitled 1982\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Catalogna Bombardata
DESCRIPTION:4 aprile 2017\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29d\, Napoli \na cura del Centro di documentazione “Filippo Buonarroti” di Milano \nL’associazione di italiani a Barcellona AltraItalia\, l’Anpi\, l’Anppia e il Centro Filippo Buonarroti sono liete di annunciare la mostra Catalogna Bombardata (Catalunya Bomberdejada)\, realizzata dal Memorial Democratic della Generalitat de Catalunya\, in occasione dell’80esimo anniversario del bombardamento dell’Italia fascista sulla popolazione catalana durante la guerra civile. Nata come progetto itinerante\, la mostra\, composta da sedici pannelli illustrativi che raccontano la vicenda dei bombardamenti che gli aerei italiani inviati da Mussolini a sostegno di Franco colpirono soprattutto Barcellona\, sarà esposta in 58 diverse località italiane\, su iniziativa del Centro Filippo Buonarroti di Milano e di altre venti istituzioni ed associazioni dell’Antifascismo. \nA Napoli\, Catalogna Bombardata sarà ospitata dalla Biblioteca del Museo Nitsch. L’inaugurazione si terrà martedì 4 aprile alle ore 18.00. La mostra sarà inoltre accompagnata\, sia in apertura che in chiusura\, e sempre alle ore 18.00\, da una conferenza stampa\, cui interverranno: Doriano Maglione Centro Filippo Buonarroti\, Giuliano Balbi Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Lorenzo Morricone del Centro di Documentazione Pasquale Martignetti\, Aldo Oliveri della Società Filosofica Italiana-Sezione Napoletana “Giambattista Vico”\, Aurora Spinosa Storica dell’Arte
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:23 marzo 2017\nINIZIO CONCERTO ORE 21:00\nLo Scugnizzo Liberato\nSalita Pontecorvo 46\, Napoli \nLa Digestion è un organismo complesso che filtra le esperienze di artisti\, accuratamente individuati fra le discipline sonore più attuali\, capaci di instillare differenti risonanze ed abituare il pubblico ad un ascolto sensibile senza limitazioni e pregiudizi. Il festival\, nato in collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la E-M ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra\, si articola in sei appuntamenti\, dal 22 settembre 2016 al 14 luglio 2017\, con protagonisti internazionali invitati a mettere in circolo energie\, attivare collaborazioni e dialoghi fra artisti\, illuminare e animare la vitalità di alcuni luoghi cittadini. \nPer il quarto appuntamento La Digestion si insinua nei meravigliosi spazi de Lo Scugnizzo Liberato\, ex carcere minorile abbandonato dalle istituzioni pubbliche e portato a nuova vita come centro sociale dagli attivisti della sigla “Scacco Matto”. \nA propagarsi nell’immensa struttura sono per l’occasione i “discorsi intorno allo spazio” dei musicisti francesi Michel Doneda\, Lê Quan Ninh e Xavier Charles\, che con i loro strumenti rigorosamente acustici faranno riverberare alcuni ambienti in un dialogo tra gesto\, suono e architettura. \nIl primo movimento è di Xavier Charles con un sognante solo di clarinetto in bilico tra ricerca elettro-acustica e poesia sonora; in secondo transito\, la collaborazione\, ormai trentennale\, tra il sassofonista Michel Doneda e il percussionista Lê Quan Ninh è incentrata su un’improvvisazione radicale attraverso un magistrale lavoro di “espansione” dei propri strumenti\, fino al punto da snaturarne completamente il suono e renderne irriconoscibile la provenienza\, nonché attraverso un interazione che coinvolge i suoni\, i corpi e lo spazio dando vita a un irripetibile momento di liberazione sonora. \nL’evento è diviso in due tempi per concedere al pubblico\, guidato da Phonurgia e dal NaDirCollective\, la scoperta di questo affascinante edificio. NaDirCollective\, oltre ad essere dietro all’omonimo festival estivo di Soccavo\, da più di un anno anima Lo Scugnizzo Liberato con una fitta programmazione concertistica che ha come sue parole d’ordine accessibilità e qualità. \nIn linea con gli intenti del festival\, Michel Doneda\, Lê Quan Ninh e Xavier Charles terranno un workshop il 22 marzo\, dalle ore 16 alle 19\, strutturato in tre momenti: esercizi di ascolto\, pratica di improvvisazione\, discussione. I partecipanti sono invitati a portare il proprio strumento\, qualunque esso sia. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Lo Scugnizzo Liberato\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Lo Scugnizzo Liberato\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:4 febbraio 2017\nINIZIO ORE 19:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nIl terzo appuntamento de La Digestion\, festival dedicato alla musica di ricerca\, nato dalla collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, la EM-ARTS associazione culturale e la Fondazione Morra\, si inserisce nell’ambito della ricerca acusmatica\, indagando in particolare la relazione tra spazio e suono. \nA Marc Baron\, noto sassofonista e compositore francese\, è affidato il compito di ‘’discutere’’ con gli straordinari spazi di Casa Morra\, nuova realtà culturale della Fondazione Morra. La monumentale scala a pianta ottagonale del Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano è il luogo delle sonorità multicanale che avvolgeranno gli spettatori invitati a costruire una storia\, di immergersi in essa in molti modi diversi. \nTra gli obiettivi del festival vi è la volontà di costruire relazioni che esulino dal breve momento performativo\, così Baron è invitato in residenza presso Casa Morra per studiare la meravigliosa scala settecentesca e pensarne la sonorizzazione nei minimi dettagli. \nLa residenza si svolgerà nei giorni 2\,3 e 4 febbraio e sarà fruibile dagli studenti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli\, accompagnati dal docente Elio Martusciello; il risultato dal titolo Un salon au fond d’un lac sarà presentato sabato 4 febbraio alle ore 21.30\, gli ambienti saranno aperti al pubblico a partire dalle ore 19.00. \nIl concerto di Marc Baron sarà preceduto dalla performance Oggetto quasi del percussionista napoletano Stefano Costanzo\, che per l’occasione ha lavorato con oggetti prelevati dalla città. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Casa Morra\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Casa Morra\, Napoli\, 2017 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito
DESCRIPTION:16 dicembre 2016 – 20 marzo 2017\nOPENING 16 DICEMBRE ORE 19:00\nMuseo MADRE\nVia Settembrini 79\, Napoli \nA cura di Eugenio Viola  \nSette Stagioni dello Spirito è stato un imponente progetto pluriennale\, iniziato da Gian Maria Tosatti a Napoli nel 2013\, ripercorrendo la traccia segnata da Il Castello Interiore (1577)\, libro in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze\, trasfigurate dall’artista in altrettante\, monumentali installazioni ambientali\, realizzate senza un ordine temporale preciso e di volta in volta aperte al pubblico. Un’opera in progress dalla polisemia e dagli esiti complessi\, tesa a ridefinire il rapporto fra arte e comunità e concepita come un unico grande romanzo\, visivo e performativo\, organizzato anch’esso in sette capitoli che trattano dell’animo umano\, teso fra i limiti\, antitetici ma complementari\, del bene e del male. \nIl progetto Sette Stagioni dello Spirito\, nelle sue articolazioni territoriali\, è stato promosso e organizzato dalla Fondazione Morra con il sostegno di Galleria Lia Rumma\, in collaborazione con Regione Campania\, Comune\, Assessorato alla Cultura e Assessorato al Patrimonio del Comune di Napoli\, Seconda Municipalità di Napoli\, Vicariato della Cultura della Curia di Napoli\, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per Napoli e Provincia\, Università Suor Orsola Benincasa\, Accademia di Belle Arti di Napoli\, Fondazione Ordine Ingegneri e Autorità Portuale di Napoli.  \nLa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha apprezzato fin dall’esordio il progetto conferendo a tutti i capitoli delle Sette Stagioni dello Spirito il MATRONATO\, ovvero il proprio programma di patrocinio\, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania\, Abruzzo\, Molise\, Puglia\, Basilicata\, Calabria\, Sicilia\, Sardegna)\, che\, per il loro valore e qualità culturale\, stimolino la coesione sociale\, la ricerca scientifica e umanistica\, il dialogo fra diverse discipline\, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo. \nQuesta mostra di Gian Maria Tosatti\, ospitata al secondo piano del Museo MADRE\, restituisce in una grande prospettiva\, finalmente unitaria\, il racconto di quest’esperienza. \nInoltre da lunedì 19 dicembre 2016 a sabato 7 gennaio 2017 (chiuso il martedì)\, dalle ore 10:00 alle ore 16:00\, sarà visitabile anche l’installazione 7_Terra dell’ultimo cielo presso il Convento della Santissima Trinità delle Monache\, via Santa Lucia al Monte\, Napoli.
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SUMMARY:La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:27 novembre 2016\nINIZIO ORE 20:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nTorna La Digestion – musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca\, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata dai napoletani Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco e Andrea Bolognino)\, EM-ARTS\, la Fondazione Morra e il Museo Hermann Nitsch.\nI tre soggetti culturali\, da decenni attivi nella promozione e nella diffusione delle arti multimediali\, hanno raccolto l’istanza della neonata associazione Phonurgia con la volontà precisa e comune di riportare la città di Napoli al centro del dibattito europeo attorno alle arti analogiche\, digitali e performative.\nIl festival\, che si articolerà in 6 appuntamenti lungo il corso del 2016 e del 2017 a partire dal 22 settembre\, vedrà protagonisti musicisti da tutto il mondo\, dagli Stati Uniti alla Corea\, con particolare attenzione alle espressioni musicali più estreme e radicali.\nIl primo concerto\, che con Kevin Drumm ha posto le basi per un percorso attraverso le forme più inusuali della musicale elettronica\, troverà seguito il 27 novembre\, data del secondo appuntamento\, dedicato questa volta alla musica concreta. Protagonista della serata sarà Valerio Tricoli\, uno dei più vitali e originali interpreti della musica per (e con) nastro magnetico\, autore di dischi ormai di culto come Miseri Lares e Clonic Earth\, pubblicati da PAN. Lavorando con materiali sonori tra i più vari (voci\, oggetti\, strumenti acustici\, suoni sintetici\, suoni d’ambiente) trasformati e manipolati in tempo reale attraverso il mitico registratore a bobine Revox\, Tricoli è capace di dar vita a narrazioni sonore fascinose e perturbanti\, emozionali e occulte\, intrise di una sensazione quasi tattile di tensione. \nIn linea con gli intenti del festival\, non si tratterà di un semplice concerto ma di una residenza presso il Museo Hermann Nitsch\, durante la quale Valerio Tricoli lavorerà insieme ai musicisti napoletani Giulio Nocera\, KNN e SEC_\, per la costruzione di una performance quadrifonica basata sui registratori a nastro e pensata per la capriata del Museo. \nLa residenza è aperta al pubblico nelle date 25 e 26 novembre. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Philippe Léonard x Thisquietarmy
DESCRIPTION:20 novembre 2016 \nSTART ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nAlchemic Rites: Live Expanded Cinema\nGuitar Drones and Dual 16mm Projections \n  \nIl programma Various positions: works from Double Negative\, composto da sette opere realizzate da film makers del collettivo Double Negative (presentato a Napoli nel giugno 2012)\, è preludio a Alchemic Rites: Live Expanded Cinema del film-maker Philippe Léonard e del pionieristico progetto musicale Thisquietarmy. \nPhilippe Léonard si definisce un cercatore di luce\, “…catturo e modello la luce per lasciare una traccia di esperienza…”\, Eric Quach aka Thisquietarmy\, chitarrista e produttore discografico\, crea intense atmosfere di drones e modulazioni sonore\, spingendosi oltre i limiti dello strumento in bilico tra meditazione e tensione. \nIn tour Europeo\, Alchemic Rites: Live Expanded Cinema si adatta alla variabilità dell’ambiente e alla sintonia con il pubblico; Philippe Léonard e Thisquietarmy ci invitano a scorgere la scintilla e la rifrazione sonora in un’intensa intermittenza di apparizioni e sparizioni\, in sintonia con il battere delle palpebre e il ritmo cardiaco. Un momento inestimabile\, che frammenta la linearità del tempo\, sconfigge l’incapacità di fare esperienza ed esplode in sorpresa. \nDal 2004\, Double Negative Collective è una presenza fondamentale del cinema sperimentale Canadese; completamente indipendente e auto-finanziato\, Double Negative Collective permette alle comunità artistiche e sociali di evolversi e produrre quei cambiamenti culturali auspicabili per un’alternativa alla passività fruitiva ed al compiacimento consumistico. \nQui le descrizioni dei films e video che precedono Alchemic Rites: Live Expanded Cinema: \nPhilippe Léonard Roundtrip 2014\, Canada\, 16mm\, colore\, silent\, 3 min. \nUn dittico filmato durante un viaggio tra Montreal e New York. La mia ultima bobina Ektachrome per commemorare un giorno importante quando due si unificano nell’atto di donazione. \nCharles-André Coderre Granular Film – Beirut 2016\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 6 min. \nLa reminiscenza di un viaggio a Beirut. Il mare\, le palme\, la fusione degli edifici quando le mie palpebre cominciano a chiudersi. I miei ricordi ora hanno una propria vita separata. Granular Film – Beirut è un’opera in corso di realizzazione. \nErin Weisgerber Traces 2014\, Canada\, 16mm\, b/w\, sound\, 5 min. \nTraccia \nn. \n1. \nr. Un segno visibile\, come un’orma\, fatta o lasciata dal passaggio di una persona\, un animale o una cosa. \nb. La testimonianza o un’indicazione della precedente presenza o esistenza di qualcosa; un vestigio. \n2. Un’indicazione a malapena percepibile. \nMalena Szlam Lunar Almanac 2013\, Canada/Chile\, 16mm\, colour\, silent\, 4 min. \n“Lunar Almanac inizia un viaggio attraverso le sfere magnetiche con la sua stratificazione frammentata di un fotogramma singolo\, l’esposizione prolungata di una luna moltiplicata. Filmato in pellicola 16mm Ektachrome e lavorato a mano\, gli artigianali tratti filmici sono impregnati di mistero notturno”. – Andréa Picard \nKarl Lemieux and David Bryant Quiet Zone 2015\, Canada\, 35mm\, colour\, sound\, 14 min. \nAttraverso l’uso di immagini e suoni complessi\, i film-makers Karl Lemieux e David Bryant ci conducono in profondità nel mondo di coloro che soffrono di ipersensibilità elettromagnetica. Combinando elementi di documentario\, film essay e cinema sperimentale\, Quiet Zone sfida i generi\, tessendo insieme una storia insolita in cui il suono e l’immagine distorcono la realtà per rendere palpabile la sofferenza di questi “rifugiati dall’onda”. \nShannon Harris Lacuna 2008\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 9 min. 30 sec. \nEmergono diverse trame di dolore e di accettazione e l’inquadratura della cinepresa diventa una visuale verso l’interno. Lo spazio è abitato dalla memoria; la memoria diventa un gesto che cerca il passato. Lacuna è una meditazione poetica che naviga in un paesaggio di assenza\, memoria e trasformazione\, attraverso immagine e suono. \nIl processo di ripresa e di montaggio di questo film è stato intuitivo\, molto connesso al processo di elaborazione attraverso una perdita. Nell’estate del 2007 mia madre morì improvvisamente e inaspettatamente di cancro. La mia connessione con lei è forte; è quella tra madre e figlia e tra luogo e casa. Questo film è un poema di immagine/suono\, nonché un documento dell’esperienza e del dolore per la perdita di mia madre. \nEduardo Menz P.O.P. 2013\, Canada\, Super 8mm\, b/w\, sound\, 3 min. 20 sec. \nRitratti filmici che catturano un diverso stato d’animo. \nVarious positions: works from Double Negative\nPhilippe Leonard Roundtrip 2014\, Canada\, 16mm\, colour\, silent\, 3 min.\nCharles-André Coderre Granular Film – Beirut 2016\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 6 min.\nErin Weisgerber Traces 2014\, Canada\, 16mm\, b/w\, sound\, 5 min.\nMalena Szlam Lunar Almanac 2013\, Canada/Chile\, 16mm\, colour\, silent\, 4 min.\nKarl Lemieux and David Bryant Quiet Zone 2015\, Canada\, 35mm\, colour\, sound\, 14 min.\nShannon Harris Lacuna 2008\, Canada\, 16mm\, colour\, sound\, 9 min. 30 sec.\nEduardo Menz P.O.P. 2013\, Canada\, Super 8mm\, b/w\, sound\, 3 min. 20 sec.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Philippe Leonard x Thisquietarmy\, Museo Hermann Nitsch\, 2016© photo Pietro Previti Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Philippe Leonard x Thisquietarmy\, Museo Hermann Nitsch\, 2016© photo Pietro Previti Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n  \n 
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SUMMARY:Maurizio Elettrico - Supernaturalis Historia
DESCRIPTION:30 settembre – 18 novembre 2016\nOPENING 30 SETTEMBRE ORE 19:00\nPAN – Palazzo delle Arti di Napoli\nVia dei Mille 60\, Napoli \nSupernaturalis Historia. Saga sulla Divina Natura del Potere Bioaristocratico\, è una mostra\, a cura di Eugenio Viola\, che racchiude un corpus di lavori ispirati a Lo scoiattolo e il Graal\, monumentale saga epico-erotica in sette volumi concepita\, scritta ed illustrata da Maurizio Elettrico nei suoi ultimi dieci anni di attività. \nElettrico è un artista complesso: erudito\, istrionico\, irriverente\, ironico\, blasfemo\, iconoclasta\, la cui ricerca si nutre di una teoria e una pratica dell’arte intese come trasgressione\, mentre l’aspetto formale\, sempre enfaticamente estetizzante\, emerge dall’ibridazione di motivi e linguaggi arditamente eterogenei\, espressi attraverso una pluralità di media che fondono presente e passato\, la complessità del mito e le deviazioni di una sacralità profana. In questo modo\, stimoli diversi convergono in un immaginario rutilante\, ludico e seducente\, che cede\, non di rado\, ad un compiaciuto ed ostentato decorativismo. \nI sette volumi\, come le opere in mostra (dipinti\, sculture\, disegni e installazioni)\, restituiscono una mitologia perversa\, popolata da numerosi personaggi che si autocelebrano e sono sostenuti ideologicamente da religioni debordanti fanatismo e intolleranza. Un futuro iperumanista e distopico\, in cui la Terra subisce il dominio di una nuova specie umana\, frutto di raffinate manipolazioni genetiche: la “Bioaristocrazia”\, caratterizzata da una potente vocazione artistico-demiurgica\, poiché in grado di modellare tanto la materia organica che quella inorganica. Data la loro “divina natura”\, i Bioaristocratici regnano sulle altre due specie umane abitanti la Terra: i “Naturali”\, del tutto simili agli uomini attuali\, ed i “Selvatici”\, di aspetto umano ma dall’intelligenza animale. Di qui il titolo della mostra\, che da un lato\, per l’aspetto “classicamente” classificatorio fa ironico riferimento alla Naturalis Historia (77-78 d.C.) di Plinio il Vecchio\, dall’altro alla componente fantascientifica\, ampiamente presente nei tre libri\, come in tutta l’opera di Elettrico: entrambi sono arricchiti e sostenuti dal cortocircuito generato dall’incontro\, spiazzante\, tra arcaismo e avvenirismo. \nIn ossequio a questo doppio registro\, verbale e visuale\, le opere in mostra sono alternate ad un abbondante corredo di natura testuale: i primi tre volumi della saga\, esposti nella loro valenza installativa\, compongono un monumentale story board. Le opere\, concepite per suggerire\, visivamente\, metamorfosi inusitate ed accostamenti anche azzardati\, a loro volta sottendono un insieme potenzialmente infinito di meta-narrazioni\, generando un abile gioco di richiami e rispecchiamenti che attua un continuo scambio di segno e significato tra linguaggi espressivi solo apparentemente diversi\, ma in realtà convergenti in un’attitudine spregiudicatamente combinatoria\, imposta da Elettrico a vicende e personaggi\, attraverso sottili giochi di variazioni e detonanti spiazzamenti figurali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Supernaturalis Historia\, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli\, 2016 \nMaurizio Elettrico\n©  photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Supernaturalis Historia\, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli\, 2016 \nMaurizio Elettrico\n©  photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Supernaturalis Historia\, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli\, 2016 \nMaurizio Elettrico\n©  photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Supernaturalis Historia\, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli\, 2016 \nMaurizio Elettrico\n©  photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Supernaturalis Historia\, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli\, 2016 \nMaurizio Elettrico\n©  photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La Digestion - musica ascoltata raramente I Edizione
DESCRIPTION:22 settembre 2016 – 14 luglio 2017\nINGRESSO ALLE PERFORMANCES ORE 20:30 \na cura di Raffaella Morra\, Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano\, Renato Grieco \nAl via La Digestion musica ascoltata raramente\, festival dedicato alla musica di ricerca\, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale Phonurgia (fondata da Giulio Nocera\, Mimmo Napolitano e Renato Grieco\, giovani musicisti napoletani)\, la E-M Arts\, la Fondazione Morra e il Museo Hermann Nitsch. Da decenni attive nella promozione e nella diffusione delle arti multimediali\, queste tre organizzazioni hanno accolto la sollecitazione della neonata associazione Phonurgia con la volontà precisa e comune di ricondurre Napoli al centro del dibattito Europeo attorno alle arti analogiche\, digitali e performative. \nIl festival si articola in sei appuntamenti dal 22 settembre 2016 a luglio 2017\, con protagonisti internazionali\, dagli Stati Uniti alla Corea\, ponendo attenzione alle espressioni più estreme che normalmente restano fuori dai circuiti delle programmazioni ufficiali. \nObiettivo de La Digestion è mettere in circolo energie\, attivare collaborazioni e dialoghi fra artisti\, illuminare e animare la vitalità di alcuni luoghi cittadini. \nI musicisti sono invitati a permanere nella città per esplorarla\, per collaborare con musicisti Italiani\, incontrare il pubblico e svolgere dei laboratori\, costruire quindi una relazione forte e continuativa con il tessuto di Napoli\, la cui complessità e singolare capacità di traspirare e illuminare il reale ne fanno luogo ideale per il dibattito artistico e la sperimentazione. \nI luoghi del festival sono scelti al fine di penetrare la città a vari livelli. In senso geografico\, dislocando gli eventi in un percorso discendente/ascendente\, dal Museo Nitsch al Centro Storico e viceversa. Sul piano sociale\, selezionando zone che trattengono ancora diverse abilità e relazioni fra quartieri abitati da straordinarie comunità. \nIl titolo del festival è mutuato dal poema sonoro La Digestion di Henri Chopin\, geniale artista Francese della Poésie Sonore\, invitato in Italia dalla Fondazione Morra che ne ha tradotto e pubblicato numerosi libri e ne conserva un’ampia collezione di dattilopoemi. \nHenri Chopin supera la soglia della lettera\, retrocede alla lingua intesa come ‘organo’. \nUn giorno del 1972 Chopin ingoia una piccola sonda microfonica\, registra su nastro magnetico i microrumori della cavità orale\, ecco un nuovo universo. Il gesto avventato di Chopin è in realtà una dichiarazione di intenti; per il poeta si tratta di ingoiare la parola\, fagocitarla\, negarne il primato\, ritornare alla zona in cui si genera la sillaba\, abbandonare il cancro del linguaggio\, digerirlo\, defecarlo\, slegarlo dai suoi vincoli significanti. La voce\, per Chopin\, è segnale interiore e gli impasti sonori si pongono come significative presenze aldilà di ogni convenzione linguistica. \nÈ in questa crepa fra suono e corpo che si inserisce La Digestion\, prima edizione\, un festival da pensare come un viaggio rischioso e irrefrenabile dentro le forme del suono\, nelle intercapedini fra macchine elettroniche e strumenti analogici\, nella caverna dello stomaco e nei cunicoli orofaringei\, alle periferie estreme della materia sonica. \nIdioletto è parola chiave del lavoro curatoriale che ispira il festival. \nL’idioletto\, stando al Dizionario di retorica e stilistica di Angelo Marchese\, è l’uso della lingua proprio di ogni individuo\, il suo linguaggio o ‘stile’ personale\, prescindendo dal gruppo in cui l’individuo è inserito. \nIn ambito retorico-stilistico\, l’idioletto viene associato\, per lo più\, ad una resistenza\, opacità\, singolarità dell’universo comunicativo e\, forse\, ad un’intrinseca contraddittorietà. Tuttavia\, «l’idioletto» – citando Biagio Cepollaro – «non fa che ostentare\, fino all’esasperazione\, come un bimbo o come un saggio\, la valenza drammaticamente comunicativa di chi non scivola nell’illusione della trasparenza». \nÈ per questa ragione che le esperienze artistiche a cui La Digestion rivolge l’attenzione sono non trasparenti e complesse\, degli enigmi che richiedono grandezza d’animo e partecipazione\, per generare continuamente nuove domande. \nDi questo progetto ambizioso di ri-fondazione\, che è inoltre un esperimento di ricongiungimento fra generazioni e fra mondi\, La Digestion è solo il primo passo. \nUn primo anno dedicato interamente alla musica con la ferma intenzione di estendere il festival con sezioni dedicate alle arti multimediali\, al teatro e alla performance. \nProgramma I Edizione\n22 SETTEMBRE – Kevin Drumm\n27 NOVEMBRE – Valerio Tricoli\, AxisMundi\, KNN\, SEC_\n4 FEBBRAIO – Stefano Costanzo\, Marc Baron\n23 MARZO – Michel Doneda + Le Quan Ninh+ Xavier Charles\n23 GIUGNO – Lee Hangjun + Hong Chulki + Will Guthrie (Independent Film Show 17th edition)\n14 LUGLIO – Blood Stereo + Francesco Gregoretti
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DESCRIPTION:22 settembre 2016\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProtagonista del primo evento de La Digestion è Kevin Drumm\, figura enigmatica della scena elettronica internazionale e senza dubbio tra più le influenti dell’ultimo ventennio.\nDi stanza a Chicago sin dal 1991\, Kevin Drumm inizia il suo viaggio musicale con la chitarra preparata\, portando lo strumento oltre i suoi stessi limiti attraverso modifiche strutturali\, l’uso di magneti e catene. Si sposta poi sempre più sull’elettronica “rumorosa”\, rivelando sempre nuovi aspetti del suo talento e della sua personalità unica\, capace di esprimere punti di vista inediti sia nella pratica strumentale sia nei lavori di elettronica pura. Drumm fonde senza soluzione di continuità il mondo del suono acustico e il mondo dell’elettronica\, in bilico tra silenzio e deflagrazione\, restando però sempre impeccabilmente musicale.\nHa registrato e suonato\, tra gli altri\, con Tony Conrad\, Phill Niblock\, Jim O’Rourke\, MIMEO\, Mats Gustafsson\, John Butcher\, Thomas Ankersmit\, Taku Sugimoto\, Axel Dörner\, Martin Tétreault\, Ralf Wehowsky… \n  \nLIMITED SCOPE \nPer il primo appuntamento de La Digestion\, Kevin Drumm ha collaborato con un duo di video-maker napoletani. A distanza\, attraverso conversazioni skype e scambi di mail\, Drumm e il duo BN si sono interrogati sul tema della visibilità e dell’udibilità in relazione al concetto di limite. Limitare il raggio del vedibile e dell’udibile o estenderlo oltre i confini che regolano la quotidianità. Condursi\, volontariamente\, in spazi apparentemente angusti per scoprire vallate. Scegliere\, deliberatamente\, di ridurre le possibilità\, di preferire un punto ad un altro. \nI risultati dei loro rispettivi lavori si incontreranno per la prima volta la sera del 22 settembre in un dialogo teso e imprevedibile. \nopening act: Olivier Di Placido \nOlivier Di Placido\, chitarrista francese\, nel corso degli anni ha sviluppato un approccio assolutamente unico al suo strumento che nelle proprie mani si tramuta ora in un giradischi\, ora in un sintetizzatore\, ora in un’orchestra gamelan. Ossessionato dall’esperienza di tutte le possibilità della chitarra\, specialmente le più nascoste e periferiche\, Olivier ha letteralmente inventato un nuovo strumento ibrido\, con il manico non fissato ed i pick-up mobili\, che evoca l’immaginario di un corpo elettrico mutilato e ri-assemblato di volta in volta con cura chirurgica. \nDa più di dieci anni suona in Europa\, collaborando con musicisti e improvvisatori come Mario De Vega\, Artaud Rivière\, Tony Buck\, Anthea Caddy\, Jassem Hindi\, Friz Welch\, SEC_\, Crank Sturgeon\, Francesco Gregoretti… partecipando a festival internazionali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 La Digestion – musica ascoltata raramente I Edizione\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Lo schermo in tavola – percorsi cinegastronomici
DESCRIPTION:25 luglio 2016\nINIZIO PROIEZIONE ORE 21:00\nBelvedere del Museo Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIn occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna cinematografica Cibo & Cinema\, curata da Mario Franco\, organizzata e promossa dalla Fondazione Morra\, che ha visto svolgersi la proiezione di pellicole con ambientazioni o temi legati all’arte culinaria\, il Belvedere del Museo Nitsch ha accolto un fuori programma. Lunedì 25 luglio 2016 alle ore 21:00 è stato proiettato sulla terrazza del museo il mediometraggio del saggista e critico cinematografico napoletano Alberto Castellano\, Lo schermo in tavola\, co-curato con Carlo Sgambato. “Sono centinaia i titoli che fin dai tempi del cinema muto hanno affrontato il rapporto in generale tra il cinema e il cibo\, che hanno rappresentato e raccontato l’atto del mangiare e del bere\, i riti e i miti della tavola”\, così Castellano nell’introdurre il suo lavoro. Lo schermo in tavola è un montaggio che “racchiude film fondamentali sull’argomento che naturalmente non lo esauriscono\, ma offrono una campionatura quanto più indicativa delle infinite possibilità di rappresentazione cinematografica della gastronomia evidenziando alcuni sotto filoni: la povertà e la ricchezza\, il mangiare per necessità e l’ostentazione di opulenza\, il piacere del cibo e della buona tavola e l’alimentazione ‘mordi e fuggi’\, i casi estremi simbolici e i rituali da cinema di serie B”. La presentazione del mediometraggio è stata seguita dal film Mangiare Bere Uomo Donna del regista taiwanese Ang Lee. \nProgrammazione \nLO SCHERMO IN TAVOLA\nItalia\, 2008\nRegia: Alberto Castellano e Carlo Sgambato\nDurata:30 minuti\nOre 21:45 \nMANGIARE BERE UOMO DONNA\nYinshi Nan Nu – Eat Drink Man Woman\, USA-Taiw. 1994\nRegia: Ang Lee\nDurata: 123 minuti
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SUMMARY:CIBO & CINEMA - rassegna cinematografica
DESCRIPTION:4 luglio – 18 luglio 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 20:00\nSala Conferenze Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Mario Franco \nNell’ambito dell’evento Cibo & Riti\, programmato dalla Fondazione Morra con la partecipazione della Regione Campania\, il Museo Hermann Nitsch ha ospitato la rassegna Cibo & Cinema\, curata da Mario Franco. \nPROGRAMMAZIONE \n4 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nALICE’S RESTAURANT\nUSA 1969\nREGIA: Arthur Penn\nDurata 111 minuti \n11 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nIL CUOCO\, IL LADRO\, SUA MOGLIE E L’AMANTE\nThe Cook\, the Thief\, His Wife & Her Lover\, GB-Fr.-Ol. 1989\nREGIA: Peter Greenaway\nDurata 124 minuti \n18 luglio 2016\nSala conferenza Museo Nitsch\nVIRIDIANA\nMex.-Sp. 1961\nREGIA: Luis Buñuel\nDurata 90 minuti
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SUMMARY:Giovanni Mundula. Non avrà fine. Oggetto smarrito
DESCRIPTION:29 giugno – 29 luglio 2016\nOPENING 29 GIUGNO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl Ventunesimo secolo ha aperto scenari corrosivi\, un intero pianeta si sgretola tra errori finanziari programmati\, ed orrori così peculiarmente serviti dai media; efficacemente organizzati al solo scopo di inaugurare una “stagione” nel segno dello smarrimento. \nDa nord a sud\, da ovest a est\, del pianeta con casualità vengono prelevati interi territori mediante una gestualità di appropriazione\, immediatamente seguita da una frase identica per ciascuna nazione: “IO SONO GIOVANNI MUNDULA OGGETTO SMARRITO”\, declinata negli idiomi afferenti ai singoli territori rappresentati; affermazione che rivendica l’identità culturale\, ma al tempo stesso la certezza della perdita nella estraneità mediante la sparizione. \nIl presente lavoro performativo ed installativo è stato iniziato nel mese di febbraio 2014 ed inoltre è da valutare nella pratica di un esemplare work in progress\, poiché di fatto “NON AVRA’ FINE”. \nSono rappresentate in modo tridimensionale e contrastante nazioni dal “relativo benessere”\, paesi emergenti\, eredità storiche\, clima e territorio\, statistiche finanziare e politiche assieme a territori devastati da guerre e di conseguenza intere popolazioni relegate nella esclusione sociale con autentiche minoranze nomadi. \nTutto questo fomenta domande per un mandato morale\, un debito dovuto per un lascito identitario al nostro presente\, un presente diviso tra una cupa distrazione ed un’indotta paura. \nGiovanni Mundula\, Non avrà fine. Oggetto Smarrito\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2016\, Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 16th Edition
DESCRIPTION:23 giugno – 25 giugno 2016\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 16th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si svolge giovedì 23\, venerdì 24 e sabato 25 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione dei tre programmi di films 16mm e video e delle tre expanded cinema performances. \nUna resistenza alla fissità di classificazione e genere si esprime nei tre giorni dell’Independent Film Show 16th edition che predilige il mescolamento dei procedimenti\, il non finito\, l’errore\, la casualità della scoperta; non c’è una definizione esatta\, una nomenclatura per questo cinema\, ma la pratica continua ad essere artigianale\, il materiale prediletto è il film 16mm e\, quando possibile\, la condivisione dell’atto creativo delle expanded cinema performances. I meccanismi fisici della costruzione filmica\, come le differenti tecniche di impressione fotografica\, le trasformazioni chimiche della pellicola e il processo di metamorfosi della luce\, restano il fulcro di indagine attorno al quale costruire il proprio viaggio conoscitivo. Un’esperienza di disorientamento può assalire lo spettatore inesperto o occasionale\, penetrando in un territorio caratterizzato dall’inatteso. Non c’è un’unica risposta\, né l’illusione della verosimiglianza a cui affidarsi\, invece\, occorre lasciar fluire un turbinio di sensazioni che stimolano un’attività percettiva inusuale e si imprimono nella memoria. \nLa concreta materialità del supporto filmico e la meccanica dell’apparato di proiezione sono ancora saldamente nelle mani dei film-makers\, che ne controllano i minuziosi dettagli di creazione\, e con la chiusura delle grandi società\, come Kodak\, l’incipit è Do It Yourself\, appropriandosi così anche delle fasi di produzione. Un impulso significativo di inventiva e collaborazione tra laboratori filmici artigianali ha sensibilmente ampliato le possibilità di sperimentazione dei film-makers; l’Independent Film Show 16th edition è un’esplorazione fra le esperienze di queste officine: il programma Explorative Journey selezionato da Raffaella Morra è un breve excursus tra le recenti opere filmiche realizzate presso l’Etna e l’Abominable in Francia\, il Filmwerkplatts di Rotterdam\, e il Nanolab in Australia. \nKarel Doing\, film-maker ideatore nel 1990 del laboratorio Studio één e attualmente di Film in Process con Bea Haut (a Napoli in due edizioni IFS\, con le performances Four Eyes del 2006 e Darkloupe nel 2012)\, seleziona il programma Cinematica Erratica\, una celebrazione di un linguaggio filmico sabotato\, in cui accogliere le riprese errate\, le tecniche ed i suoni che normalmente sarebbero visti come imprecisi e difettosi. L’irrazionale è utilizzato come forte antidoto contro i codici di condotta esistenti\, l’assenza è usata per evocare un rinnovato senso di meraviglia\, e dalla collisione del naturale con il tecnologico\, i contorni si sfumano. \nHand and Machine presenta sei films di Richard Tuohy e Dianna Barrie\, cine-sperimentalisti del DIY Australiani\, che esplorano il primitivo apparato del cinema e il rapporto tra la mano e la macchina nell’era post meccanica. In particolare\, essi hanno ideato Chromaflex\, una nuova tecnica foto-chimica che permette il controllo selettivo di immagini negativo e positivo colore e bianco e nero sulla stessa striscia di pellicola filmica e che dette decisioni di selezione siano effettuate in piena luce. \nGiovedì 23 giugno (ore 11:00-15:00) e venerdì 24 giugno (ore 15:00-20:00)\, il metodo Chromaflex è argomento del workshop organizzato in collaborazione con ARK-FILM lab TerzoPianoAutogestito (necessaria l’iscrizione / Palazzo Gravina). \nNelle expanded cinema performances\, l’approfondita conoscenza dell’apparato proiettivo\, l’ambiente\, l’improvvisazione e la casualità si compenetrano in un processo dinamico attivato dalla partecipazione del pubblico: giovedì 23 giugno Portraits di 70FTP (Andrea Saggiomo)\, venerdì 24 giugno Palindrome Series e Pattern/Chaos di Karel Doing\, sabato 25 giugno Dot Matrix e Inside the Machine di Richard Tuohy.
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SUMMARY:Piume. Protocolli. Versi sventurati e stravaganze
DESCRIPTION:21 giugno 2016\nINIZIO ORE 20:30\nVigna San Martino\nCorso Vittorio Emanuele 340\, Napoli \nA cura di Gianni Valentino \nC’è un’altra volta il solstizio d’estate. \nE a Napoli\, nel giorno più lungo dell’anno\, quattro autori leggeranno piume\, protocolli\, versi sventurati e stravaganze. Quasi fosse un intimo\, invisibile\, elogio alla natura. \nAll’imbrunire\, assecondando lo spirito e l’impeto del luogo nel pergolato della Vigna di San Martino\, l’uno con l’altro gli interpreti porteranno fra le piante di limoni\, il falso gelsomino e le albicocche i versi che hanno scritto e/o pubblicato. \nE alcune finte rime e assonanze\, congiuntivi e imperfetti\, che nelle stagioni vissute  hanno potuto amare. Creando un unico flusso\, un sentiero emotivo\, carnale\, immaginifico\, affinché i commensali possano ricevere un sentimento di estetica primitiva. E magari restituirlo nel silenzio\, nell’abbandono\, nella volontà di conoscenza reciproca. In simbiosi tra canto e botanica. \nLe piume degli angeli scemi di Gianni Valentino\, Vogliamo niente e lo vogliamo adesso! di Angelo Petrella\, La famigliastra di Ferdinando Tricarico e Il fiuto dello squalo di Gianni Solla sono i libri da cui verranno scelti e interpretati i testi originali. \nA intrecciare questi componimenti\, risorgono La pioggia nel pineto di D’Annunzio\, Al lettore di Charles Baudelaire\, Ce n’ho abbastanza di Victor Cavallo\, Cataletto 12 di Edoardo Sanguineti\, Sei ubriaco di Arsenio Bravuomo e Le confessioni di Sant’Agostino. \nA sonorizzare ritmicamente la sequenza di letture sarà Stefano Leone\, regista/coordinatore di una colonna sonora ad hoc per questo set di inizio estate. \nA seguire\, una performance solista di Giglio [chitarra / voce / kazoo]\, cantastorie e attore\, autore-interprete dell’album Mamma Quartieri (Full Heads).
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