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SUMMARY:Domenico Mennillo - WLK Wunder_Litterature_Kammer
DESCRIPTION:10 dicembre 2015 – 22 gennaio 2016\nOPENING 1O DICEMBRE ORE 18:30\nBibiolteca del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Raffaella Morra e Loredana Troise in collaborazione con Fondazione Morra\, E-M Arts\, APOREMA\, Ass. Cult. lunGrabbe\, con il Patrocinio di Accademia di Belle Arti\, Associazione Amici Biblioteca dei Girolamini\, Goethe Institut\, Centro Studi Postcoloniali e di Genere – Università L’Orientale sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. \nWLK Wunder_Litterature_Kammer è stata l’ultima sezione del progetto installativo-perfomativo denominato Abrègè d’Histoire Figurative di Domenico Mennillo\, incentrato sull’individuazione e presentazione di tre figure-concetti dominanti del pensiero filosofico occidentale per la creazione di un breve compendio visuale e poetico. La prima sezione era condensata sul concetto-figura dell’automa spirituale (Pierrot ou d’AutomateSpirituel\, 2011-2013 Museo Nitsch) e si articolava in performance e seminari di arte e filosofia; la seconda sezione dell’Abrègè imperniava sulla figura e le suggestioni dell’Atlante si è materializzata in forma di installazione visiva\, sonora e performativa (Atlante della Fertilità\, 2011-2014 Fondazione Morra) e come workshop presso Villa Pignatelli-Casa della Fotografia con gli studenti dell’Accademia di Belli Arti di Napoli. WLK Wunder_Litterature_Kammer ruota attorno al fenomeno delle Wunderkammer\, sviluppatesi in Europa nel Rinascimento e trasformate e rimodellate\, secondo diverse esigenze e spinte\, fino alle avanguardie novecentesche e alle più recenti ricerche filosofiche-artistiche. WLKè lo spazio dedicato all’accumulo e alla collezione dove la carta\, la parola\, l’inchiostro (la littérature presente in Wunder_Litterature_Kammer) divengono il perno simbolico e materiale di una ricerca che spazia dalla scrittura filmica fino alla performance\, per l’elaborazione di uno spazio monstre ove immettere connessioni fra scritture “minoritarie” e le loro implicazioni con le scienze ufficiali\, realizzazioni di ibride creazioni fra poesia e arte visiva\, archivi e apparati di oggetti\, suoni e odori. Siarticola in 8 stanze-spazi\, progressive numericamente e al tempo stesso labirintiche:dall’Archive de la MélancolieItalienne ai mirabilia/mi(se)rabilia/artificilia\, da m.d. autobiografia ai dispositivi per il funzionamento del rosso e dell’arancio\, WLK è uno ‘spazio per pensare’ di oggetti\, fotografie\, libri\, frammenti musicali e arti performative. Questo archivio visuale pone attenzione su oggetti simbolici e li confonde con i propri ricordi\, celati tra le maglie della memoria individuale\, lasciando in sospeso\, sotto un velo di opacità\, degli esercizi mentali\, degli enigmi percettivi\, atti ad ampliare una metodologia di apprendimento alternativa. Una particolare stanza\, Locus Solus 1.4\, è il centro di diffusione sonora del compositore Nino Bruno – che da alcuni anni collabora con Domenico Mennillo – sulle potenzialità di macchine desuete\, dispositivi accantonati dall’industria di settore per altri supporti economicamente più remunerativi. Durante l’inaugurazione\, sono state seguite due performance dedotte dai workshop con gli studenti della cattedra di Estetica del prof. Dario Giugliano dell’Accademia di Belle Arti Napoli e della cattedra di Pedagogia della prof.ssa Maria D’Ambrosio dell’Università Suor Orsola Benincasa. All’interno del progetto hanno trovato spazio plurimi eventi collaterali (una conferenza-dibattito\, workshop e performance) intesi come corto circuito fra poesia\, filosofia\, arte\, musica\, focalizzati su autori cruciali come Benjamin\, Warburg\, Duchamp: un accesso da cui ricomporre il graduale ordine di una costellazione di concetti. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015\nDomenico Mennillo \n© photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Wunder_Litterature_Kammer\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2015 Domenico Mennillo  © photo Biagio Ippolito ed Hermes Lacatena Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Premio Napoli – Roberto Paci Dalò 61 EDIZIONE
DESCRIPTION:11 novembre 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIl compositore e artista visivo Roberto Paci Dalò è stato il protagonista della seconda tappa di incontri dei vincitori del Premio Napoli 2015 con la città. In programma si sono susseguiti: martedì 11 novembre una lezione/concerto all’Accademia di Belle Arti di Napoli e un incontro al Museo Hermann Nitsch; mercoledì 12 novembre appuntamento con i detenuti del Centro Penitenziario di Secondigliano. \nA inaugurare gli impegni del compositore\, regista teatrale e artista visivo e sonoro Roberto Paci Dalò è stata una lezione/concerto con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli mercoledì 11 novembre alle 11. L’incontro pubblico con la città si è tenuto\, invece\, nel pomeriggio al Museo “Hermann Nitsch” alle 18. \nGli appuntamenti non sono stati solo occasioni di confronto e approfondimento ma autentici set di produzione artistica. Grazie all’ausilio di computer\, microfoni\, sintetizzatori modulari e strumenti acustici\, ogni evento è stato registrato e ha fatto da spunto per la costruzione di suoni ispirati dagli spazi visitati dall’artista. \n“Gli incontri per il Premio Napoli – spiega Roberto Paci Dalò – vertono sulla parola chiave ‘voce’ e in particolare il suo rapporto con scrittura\, oralità\, radiofonia e suono in relazione alle tecnologie. Voce in quanto parte più nuda del nostro corpo. Differentemente dalla banalità della nudità del corpo\, quella della voce – della grana della voce – ci permette di avvicinarci all’intimità di una persona in maniera ben più radicale. Il ‘ritratto acustico’ di una persona che passa quindi dalla voce messa a nudo\, dilatata\, moltiplicata\, remixata”. \nE a proposito del rapporto tra voci e spazi visitati\, precisa: “Negli incontri mi avvalgo anche di macchine e tecnologie che uso nel corso della conversazione con i partecipanti. Così facendo posso parlare e allo stesso tempo costruire suoni in tempo reale sfruttando anche le tipologie degli spazi in cui mi trovo”. \nCome in un work in progress\, il compositore ha lavorato in modo tale da avere una progressione\, un trittico acustico che è sfociato in un’unica opera\, una composizione a disposizione di tutti e ascoltabile on-line. “Appaiono anche voci iconiche – prosegue Paci Dalò – come quelle di persone per me importanti\, tra gli altri\, John Cage\, Carmelo Bene\, Heiner Müller e Demetrio Stratos. Questo è un anno speciale per me” conclude “festeggio i 30 anni dalla creazione di Giardini Pensili (il gruppo nato nel 1985 col quale presento tutto il mio lavoro) e i vent’anni di Radio Lada (la pionieristica web radio creata nel 1995). Le voci di questi incontri a Napoli sono state generate anche grazie a questi progetti”.
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo
DESCRIPTION:10 novembre 2015\nOPENING 17 OTTOBRE ORE 11:30\nVia delle Zite\nVia delle Zite 40\, Napoli \nA cura di Eugenio Viola \nMartedì 10 novembre\, alle ore 11:30\, è stato presentato al pubblico e alla stampa 6_Miracolo\, sesta e penultima tappa del progetto Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti\, a cura di Eugenio Viola. L’opera\, di natura performativa\, è iniziata senza darne alcuna comunicazione ufficiale il 17 ottobre. Ad una settimana dalla chiusura\, ne è stata illustrata genesi e processo. 6_Miracolo è un’opera sulla possibilità del paradiso\, che si può manifestare ad ogni latitudine dello spirito\, in accordo con la teoria di Santa Teresa\, secondo cui nessun uomo è destinato ad una precisa stanza del “castello interiore”. Per cui\, la sesta stagione\, si manifesta nella possibilità del paradiso che passa attraverso il coraggio di varcare una soglia\, di modificare\, con le proprie mani\, la realtà. Prima ancora di essere un imponente progetto pluriennale\, Sette Stagioni dello Spirito è un percorso di conoscenza iniziato da Gian Maria Tosatti e partecipato da un’intera città. L’insegnamento consegnato dall’attraversamento dell’inferno\, protagonista delle prime tappe\, era semplice: se il destino dell’uomo tende al bene\, colui che compie il male fallisce come uomo. Parimenti semplice la lezione del purgatorio: un uomo non è altro che le sue azioni. Il paradiso\, dunque\, non poteva che aprirsi come conseguenza immediata di questi insegnamenti: la sua esistenza diventa lo spazio dell’agire\, dove l’opera stessa sacrifica l’immagine per divenire pratica. Sotto questo punto di vista\, e nella sua radicalità\, 6_Miracolo rappresenta un punto di svolta netto nella narrazione di Sette Stagioni dello Spirito. L’apertura\, volutamente in sordina\, di un portone crivellato di colpi d’arma da fuoco\, come accesso ad un ipotetico paradiso\, ha dato inizio ad una performance collettiva\, nutrita da azioni semplici\, investite di un significato simbolico che poi\, per osmosi\, torna da un metaforico paradiso alla quotidianità. Prendersi cura di un luogo\, curarlo come un malato\, pulirlo\, estrarre i proiettili dai muri come frecce nella pelle di un grande animale ferito\, chiudere con le proprie mani le crepe che dimostrano la fragilità degli involucri che abitiamo\, primo fra tutti il nostro corpo\, diventa un allenamento\, un esercizio (spirituale?) per rileggere il presente di ogni giorno in una prospettiva larga\, una prospettiva verticale (ascensionale?). Quanto accaduto a Forcella nel periodo di tempo intercorso dall’apertura di questo spazio ha\, in un certo senso\, del “miracoloso”: l’entusiastica partecipazione degli abitanti dei vicoli circostanti ha dato al lavoro un senso di coralità\, senza il quale non si sarebbe potuto esprimere il senso stesso di questo “paradiso”. Singolarmente\, o in gruppo\, gli avventori (adulti\, bambini\, habitué\, visitatori/performers accidentali) hanno trovato il “loro” modo di abitare questa dimensione altra\, separata dal vicolo attraverso un diaframma invisibile\, un portale aperto che\, tuttavia\, non sembra portare altrove che al cuore stesso di un quartiere e della comunità che lo abita\, diventando\, a sua volta\, metafora della comunità umana. Da un lato\, 6_Miracolo\, conserva i riferimenti\, costanti in tutto il ciclo\, a Santa Teresa e a Dante\, dall’altro questa tappa sembra far risuonare gli armonici della poetessa Mariangela Gualtieri e di un suo testo in particolare\, (Predica ai pesci\, 2001)\, riconosciuto da Tosatti come la più incisiva dichiarazione politica di questi anni\, compiuta quasi come una profezia di quello che da quel momento critico in poi sarebbe successo. Ma più di tutto\, la vera fonte di quest’opera\, come d’altra parte lo è stato per le altre\, sono le vite e le storie dei singoli uomini e donne che hanno attraversato lo spazio impressivo dell’opera\, lasciando\, indelebilmente\, le loro tracce. \nGian Maria Tosatti (Roma\, 16.04.1980 – vive a New York) ha compiuto la sua formazione nel campo performativo\, presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un percorso artistico nel territorio di connessione tra architettura e arti visive realizzando principalmente grandi installazioni site specific.\nI suoi progetti\, abitualmente\, sono indagini a lungo termine su temi legati al concetto di identità\, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che ha sviluppato sono stati «Devozioni» (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici di Roma sugli archetipi dell’era moderna – e «Landscapes» (2006-)\, un progetto di arte pubblica in aree di conflitto.\nAttualmente la ricerca dell’artista è legata a due nuovi progetti\, «Fondamenta» (2011-)\, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea\, e le «Le considerazioni…»\, ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale.\nTra il 2013 e il 2016 la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito”.\nTosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale «La Differenza» e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista per Artribune e scrive su Opera Viva. Scrive saggi sull’arte e sulla politica.\nNel 2011 ha curato RELOAD\, prototipo di intervento culturale urbano sul riutilizzo temporaneo di spazi improduttivi ed è fondatore del progetto “La costruzione di una cosmologia”\, (www.unacosmologia.com).\nHa esposto anche presso l’Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014)\, il Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011)\, American Academy in Rome (Roma – 2013)\, Museo Villa Croce (Genova – 2012) Andrew Freedman Home (New York – 2012)\, Tenuta dello Scompiglio (Lucca – 2012)\, Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008)\, Chelsea Art Museum (New York – 2009)\, BJCEM (2014)\, Centrale Montemartini – Musei Capitolini (Roma – 2007)\, Museo Wilfredo Lam (L’Avana – 2015)\, Casa Testori (Milano – 2014)\, MAAM (Roma – permanente)\, Castel Sant’Elmo (Napoli – permanente).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo\, Via delle Zite\, Napoli\, 2015\nGian Maria Tosatti\nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo\, Via delle Zite\, Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo\, Via delle Zite\, Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo\, Via delle Zite\, Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 6_Miracolo\, Via delle Zite\, Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan
DESCRIPTION:24 ottobre – 29 ottobre 2015\nOPENING 24 OTTOBRE ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Se vuoi capire l’arte\, prima di tutto bisogna abbandonare i pensieri e saltare verso il cielo.”\nShozoShimamoto \n  \n3° Caos Se cammini capisci l’arte\nUna variegata unione di artisti Giapponesi\, accomunati dagli insegnamenti del Maestro Shozo Shimamoto e dalla lettera dell’alfabeto あ(ah in giapponese)\, attua una differente idea di fare arte insieme\, veicolando delle molteplici pratiche artistiche nell’evento espositivo e performativo AU International Contemporary Art Exhibition in Naples from Japan del collettivo AU GROUP ospitato da sabato 24 ottobre (dalle ore 18:00) fino a giovedì 29 ottobre nella Biblioteca della Fondazione Morra. \nDel gruppo AU quindici artisti sono stati a Napoli per presentare le composizioni artistiche e le performances al pubblico. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance\, AU International Contemporary Art Exhibition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 © photo Amedeo BenestanteCourtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:Luca Maria Patella. L’Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte
DESCRIPTION:17 ottobre 2015\nOPENING 17 OTTOBRE ORE 11:00\nPiazza Pianciani\, Spoleto \nA cura di Achille Bonito Oliva \nUna mostra diffusa in tutta Italia\, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia\, tra musei e fondazioni pubbliche e private che coinvolge oltre 40 artisti\, scelti dal critico d’arte per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell’albero della cuccagna. Un simbolo di abbondanza eletto dall’arte a monito\, per invitare a riflettere sui temi dell’alimentazione e sulle sue implicazioni sociali. In sintonia con EXPO 2015\, partner del progetto \nNell’ambito del grande progetto espositivo ideato da Achille Bonito Oliva e diffuso su tutto il territorio italiano (con il patrocinio di EXPO 2015; e con la collaborazione del MiBACT e del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale) Luca Maria Patella presenta un’imponente scultura giocosa\, ludica\, ideale per grandi e piccini\, un’opera “ironico-seria”\, un albero che non è né buffonesco\, né serioso\, ma profondamente linguistico. \nIl Comune di Spoleto e la Fondazione Morra di Napoli inaugureranno l’opera di Luca Maria Patella sabato 17 ottobre alle ore 11.00 in piazza Pianciani. \nSpoleto\, da sempre meta estiva dell’artista rende omaggio all’artista con l’albero della Cuccagna che allieterà tutti i giovani studenti spoletini. \nScrive Patella a proposito di questo suo ultimo lavoro: \nla CUCCAGNA \nlinguistica e odorosa \ncontornata da PANOCCHI   veloci \nI linguaggi sono come serpenti\, pericolosi e vitali\, che scappano da tutte le parti. Già nei ’60\, parlavo di “ironico-serio”: due aspetti dialettici (ma attenzione! non si tratta né di buffonesco\, né di serioso). \nEcco un primo aspetto: il mio Albero della CUCCAGNA si è “insediato” nel cuore della città in piazza Pianciani. Albero della vita\, del battesimo\, della Sapientia? Ha anche forse “occhieggiato” lo scolabottiglie del grandpère Marcel. \nSi notano lassù quattro enormi Caramelle Colorate\, che mettono in evidenza quattro scritte\, formanti una e-mail telegrafica: è Rino che comunica alla sorella Mella\, che l’altra sorella\, Della è morta. Le manda anche il nipote Lino\, per spiegarle e consolarla. La missiva la manda Rino. Salvo che non si è accorto di aver scritto una sciarada concreta (per non dire…concretina!). \nIn cima alla Cuccagna\, svetta poi un Pitalone Colorato (come nei pagliai) che esibisce una scritta: PÒ2\, cioè… popò?! \nTutto intorno all’Albero\, corrono una decina di bimbi–PANOCCHI\, con in testa un Panama\, fornito\, sulla Cupola\, di un pinocchiesco sfilatino di Pane\, nonché di due grandi Occhi. \nOgni Panocchio tiene in mano un Nastro colorato\, che pende da una grande Ruota di Carro situata alla sommità dell’Albero: girando i bimbi\, i nastri si avvolgono intorno alla Cuccagna. \nEd ecco l’aspetto nascosto dell’Installazione: Le Caramellone ed i nastri sono dei \n“4 Colori” delle Funzioni Psicologiche (rosso-sentimento\, blu-pensiero\, verde-sensazione\, giallo-intuizione) secondo C. G. Jung\, anni ’20. Mentre\, i Panocchi citano… un’opera di Duchamp del ’12: re e regina\, attorniati da nudi veloci… \nMa ora mi “arresto”\, vi ringrazio\, vi saluto \ne sono (chi? io e loro!) il vostro \nLuca Maria Patella \nLa mostra è realizzata con l’Albornoz Art Hotel di Spoleto dove Patella ha realizzato quattro grandi opere permanenti.  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Luca Maria Patella. L’Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte\, Piazza Pianciani\, Spoleto\, 2015 © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Luca Maria Patella. L’Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte\, Piazza Pianciani\, Spoleto\, 2015 © photo Cinzia Infantino Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Maurizio Elettrico - Cibum Deorum (L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte)
DESCRIPTION:11 ottobre – 11 novembre 2015\nOPENING 10 OTTOBRE ORE 17:00\nCastel Sant’Elmo\nVia Tito Angelini 22\, Napoli \nA cura di Achille Bonito Oliva\, con il patrocinio di EXPO Milano 2015\, Polo Museale regionale della Campania\, Fondazione Morra e Regione Campania. \nNell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia con il coinvolgimento di oltre 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Maurizio Elettrico presenta\, a Castel Sant’Elmo\, un’imponente scultura da titolo Cibum deorum\, liberamente ispirata all’albero della cuccagna e ai suoi arcaici riferimenti ai riti di fertilità.\nL’ installazione prende ispirazione dalla saga fantasy Lo scoiattolo e il Graal\, in corso di pubblicazione\, redatta da Maurizio Elettrico e fonte di una complessa serie di produzioni multimediali. Cibum deorum è un’opera dedicata al cibo e alla sua intima dialettica tra la vita e il suo godimento\, in particolare\, cercherà di restituire gli splendori delle tavole imbandite già presenti ne Lo scoiattolo e il Graal e di rievocare l’atmosfera di alcune visionarie descrizioni gastronomiche.\nL’architettura dell’opera si compone essenzialmente di un elemento femminile orizzontale\, la grande tavola imbandita\, e uno maschile verticale\, l’albero della cuccagna vero e proprio\, un pennone di circa sette metri di altezza\, luoghi epifanici\, dove si manifestano le presenze letterarie dell’immaginario dell’artista.\nGli oggetti che arrederanno questa scultura\, realizzati in silicone e altri materiali\, appariranno bizzarri e alieni\, quasi che a mangiare su quella tavola non ci siano esseri umani ma dei o demoni. Un transumanesimo culinario che trova testimonianza nell’incredibile tavolata di compleanno del pontefice Paolo VIII – raccontata nel primo volume della saga Lo scoiattolo e il Graal – una creatura dai mille poteri soprannaturali e dagli infiniti appetiti: \n‘La regale tavolata all’aperto consisteva in un velo d’acqua\, un tapis roulant in cui i flutti purificati dello stesso Tevere scorrevano come quelli del più dolce ruscello\, profumato con essenze di rose e iris. Su questa tovaglia di acqua corrente procedevano lentamente le ricche vivande. Ve ne erano per tutti i gusti: insalate di cervelli di scimmia con zenzero e petali di rosa\, tuberi lessati di topinambur\, monstera\, ninfea\, dalia\, asfodelo\, conditi con aceto di mele e foglie di nasturzio\, una salamandra del Giappone lunga due metri cotta in un brodo di bacche di corniolo e aromatizzata con rametti di abrotano\, pitoni marinati in latte di yak fermentato\, pastelle fritte con polpa di femore di rana\, avannotti di anguilla edulcorati con sciroppo d’acero\, carni di mammiferi preistorici con salse di sorbe\, uova di gabbiano bollite in tè d’ibisco.’ \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015\nMaurizio Elettrico\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015\nMaurizio Elettrico\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015\nMaurizio Elettrico\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015\nMaurizio Elettrico\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015\nMaurizio Elettrico\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View (detail)\, L’Albero della Cuccagna\, Castel Sant’Elmo\, Napoli 2015 Maurizio Elettrico © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra \n				\n		\n\n 
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SUMMARY:Piano City Napoli 2015
DESCRIPTION:9 ottobre – 11 ottobre 2015\nINAUGURAZIONE 9 OTTOBRE ORE 21:15\nPiazza del Plebiscito\nNapoli \nPiano City Napoli 2015 è stato inaugurato la sera di venerdì 9 ottobre con una performance pianistica ideata da Massimo Fargnoli in Piazza del Plebiscito dal titolo “The Column Concert”\, al culmine della quale è stata eseguita la Sinfonia n. 2 per ventuno pianoforti di Daniele Lombardi. D’intesa con la Fondazione Morra che ne è stata anche partner\, tale Rassegna è stata organizzata per il terzo anno consecutivo dalla storica Ditta Alberto Napolitano Pianoforti di piazza Carità\, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e patrocinata dal Fai-Campania con la collaborazione di numerose importanti Associazioni. Con la sorprendente coincidenza del numero degli spazi disponibili tra una colonna e l’altra\, ogni postazione pianistica della parte sinistra dell’emiciclo è stata illuminata da fasci cangianti di colori diversi\, secondo i criteri sinestetici di Alexander Skrjabin – del quale ricorrono i cento anni dalla morte – mentre i suoni venivano spazializzati per l’intera piazza attraverso un sofisticato sistema di amplificazione. Tra le colonne della parte destra insisteva invece una Mostra sulla Scuola Pianistica Napoletana\, realizzata dall’ Accademia Musicale Napoletana\, (fondata da Alfredo Casella nel 1933) per connettere idealmente alla contemporaneità\, la genesi e lo sviluppo di una sontuosa tradizione culturale della città. Nello spirito effervescente di Piano City\, ma anche nel rigore e nella complessità delle scelte musicali\, tale maratona aveva il titolo simbolico “The Column Concert”\, sia in omaggio allo scenario assolutamente inedito per quella che potrebbe definirsi a tutti gli effetti un’installazione sonora\, ma anche per la vaga assonanza fonetica che richiama il celebre album di Keith Jarrett – a quarant’ anni esatti dalla sua registrazione all’Opera di Köln – che aprì qualche nuova prospettiva al pianismo contemporaneo. I pianisti impegnati sono stati\, in ordine progressivo: Francesca Bandiera\, Angela Feola\, Antonello D’Onofrio\, Vittorio Rabagliati\, Elena Lasala\, Angelo Russo\, Francesco Calcagno\, Carla Orbinati\, Stefano Ligoratti\, Vincenzo Pasquariello\, Nicola Ormanno\, Gennaro Musella\, Iacopo Petrosino\, Maria Carla Notarstefano\, Paolo Somigli\, Nicoletta Feola\, Sara D’Allocco\, Claudio Soviero\, Stefano Fiacco\, Grana Dijkanovic\, Luigi Trivisano. \n \n 
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SUMMARY:Paul Renner - Albero della Cuccagna Nutrimenti dell’Arte
DESCRIPTION:30 Settembre – 30 Novembre 2015\nOPENING 30 SETTEMBRE ORE 18:30\nVigna San Martino\nCorso Vittorio Emanuele 340\, Napoli \nA cura di Achille Bonito Oliva \nNell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia\, con il coinvolgimento di più di 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Paul Renner ha presentato un’imponente scultura commestibile ludica\, ideale capitolo di un nuovo eclettico romanzo artistico-visivo nell’incanto della Vigna San Martino di Napoli – patrimonio naturale sottoposto a vincolo monumentale.\nPartendo da un’approfondita ricerca della tradizione letteraria partenopea\, Renner ha indagato le figure del Principe di Sangro e del Marchese De Sade\, il quale\, nel diario Voyage d’Italie\, ricorda un carnevale a Napoli celebrato in piazza Mercato come “…lo spettacolo più barbaro al mondo che si possa immaginare”.\nMettendo in evidenza il nesso esistente tra la cultura classica\, le tradizioni autoctone ed i loro risvolti attuali\, Renner ridisegna un’originale cartografia contemporanea\, collegando aspetti e momenti storici diversi attraverso un gioco di corrispondenze tra modi eterogenei e di grande impatto; l’Albero della cuccagna di Paul Renner rielabora le ritualità legate all’universo dell’antica Roma fuse con le tradizioni contadine e le usanze vitivinicole locali\, in cui la cerimonia della vendemmia univa lavoro e creatività\, produzione e piacere. Una scultura monumentale ben rileva la sensualità e la rilevanza che Renner attribuisce al cibo e all’arte culinaria: dinanzi a noi un teatro gastronomico alto cinque metri\, organizzato in sezioni verticali che si alternano variamente composte con piante della Vigna San Martino\, da grasso animale per alimentare gli insetti e gli altri animali a tutela dell’ampio ecosistema; da prodotti della migliore agricoltura Campana e\, infine\, da un’ultima parte volutamente spoglia\, atta a ospitare il cibo trasportato e donato dai partecipanti.\nL’Albero della cuccagna è stato inaugurato mercoledì 30 settembre alle ore 18:30\, lo stesso giorno in cui in Vigna San Martino è avvenuta la vendemmia\, antica pratica agricola e conviviale che a tutt’oggi celebra le fatiche della campagna con una grande festa\, esattamente come è accaduto per secoli. \nPaul Renner nasce a Bludenz\, in Austria\, nel 1957. A partire dalla fine degli anni settanta è assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Il suo interesse si rivolge sin dall’inizio verso le atmosfere rarefatte e disincantate del decadentismo\, particolarmente affascinato dalle figure di D’Annunzio\, Wilde e Huysmann. Indossando gli abiti del dandy\, Renner dipinge e mette in scena ambientazioni naïves: vasi\, brocche e poltrone dallo stile baroccheggiante\, colori cupi\, contorni pregnanti\, simboli mistici e allegorie\, scene mitologiche e ricordi di antiche leggende popolari. L’immaginario onirico è per Renner una continua fonte d’ispirazione che introduce nei suoi dipinti elementi fantastici e visionari\, ottenuti matericamente tramite una combinazione di pigmenti e sostanze organiche\, come resine di pino\, cera d’api\, tinte vegetali\, coloranti per alimenti\, inchiostro\, sangue\, spezie\, foglie secche\, bitume\, flatting\, oro\, piombo\, pelle di maiale\, olio di zucca. Nel 2000 fonda a Londra l’Hell Fire Touring Club\, un’associazione di chef\, artisti\, scrittori\, artigiani e collezionisti in spedizione per l’Europa e il Mediterraneo\, alla ricerca di Wunderkammer e personaggi misteriosi. La prima mostra si tiene a Napoli nel 2002\, presso la Fondazione Morra. Nel 2014 inaugura presso la Kunsthalle di Vienna il suo progetto più ambizioso\, l’Hell Fire Dining Club\, un’installazione di dipinti\, oggetti di wunderkammer e scenografie teatrali\, insieme con cibi e cocktail dal sapore estremamente decadente. Nel 2009 sempre con la Fondazione Morra\, presenta Esilio a Capri\, una narrazione sulle personalità celebri che hanno abitato la splendida isola. Nel 2014 all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte di Napoli crea Supernova 1604 reloaded\, un’installazione\, in parte commestibile\, che ricorda l’esplosione di una supernova avvenuta nella nostra galassia il 9 ottobre del 1604\, scorta da Keplero che le dedicò un volume. Nel 2015\, nell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia\, con il coinvolgimento di più di 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Paul Renner presenta un’imponente scultura commestibile ludica\, ideale capitolo di un nuovo eclettico romanzo artistico-visivo nell’incanto della Vigna San Martino di Napoli – patrimonio naturale sottoposto a vincolo monumentale.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, Vigna San Martino\, Napoli\, 2015 \nPaul Renner\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, Vigna San Martino\, Napoli\, 2015  Paul Renner © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, Vigna San Martino\, Napoli\, 2015  Paul Renner © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, Vigna San Martino\, Napoli\, 2015  Paul Renner © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, Vigna San Martino\, Napoli\, 2015  Paul Renner © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito 5_I fondamenti della luce
DESCRIPTION:21 settembre – 15 novembre 2015\nOPENING 21 SETTEMBRE ORE 10:00\nEx Convento di Santa Maria della Fede\nVia San Giovanni Maggiore Pignatelli\, Napoli \nA cura di Eugenio Viola \nIn quest’ultimo lavoro\, site-specific come i precedenti\, Tosatti continua il suo metaforico attraversamento del Purgatorio. Affrontata la spiaggia\, il luogo probabilmente più desolante dell’intera Comedìa dantesca\, nella quarta tappa\, (inaugurata lo scorso 10 settembre ed ancora visitabile fino al 15 novembre)\, l’artista si rapporta con la montagna del Purgatorio. Un luogo che Dante descrive altissimo\, erto su un’isola al centro dell’emisfero australe\, invaso dalle acque\, agli antipodi di Gerusalemme\, posta invece al centro dell’emisfero boreale. Di qui lo slittamento dalla linearità del tempo\, scandita da 4_Ritorno a casa\, ad un’indagine incentrata sul concetto di verticalità\, che si identifica nel movimento stesso dell’ascensione come circostanza morale.Questo lavoro è ispirato da una lettera d’amore scritta da una ragazza vissuta all’inizio del secolo scorso\, Paolina T.\, che nel 1917\, all’età di vent’anni\, rea di non essere una nobildonna ma una semplice “povera” – così è definita nella cartella di ricovero – non ebbe il privilegio di un convento e fu internata nel manicomio di Sant’Antonio Abate\, a Teramo\, con la diagnosi di “immoralità costituzionale”.5_I fondamenti della luce è un’opera sullo splendore insopprimibile che alberga nel fondo dell’uomo e che è il motore primo della sua esistenza anche nei momenti più oscuri. L’opera\, come la precedente\, è un’elegia sospesa fra spirituale e politico\, un elemento che diviene preponderante\, esplicito\, quasi provocatorio. Non esiste\, infatti\, il privato senza il collettivo e la salvezza – concetto introdotto in 4_Ritorno a casa – non può che essere un riscatto collettivo\, sociale\, forse\, di classe. Paolina T.\, poiché povera\, è costretta dalla società a scrivere la sua lettera d’amore nell’inferno di una realtà manicomiale dell’inizio del ‘900 che non è poi così diversa dal mondo che abitiamo oggi: un grande recinto per le menti\, da cui si può evadere solo diventando più leggeri\, perdendo il peso della materia che non riesce ad attraversare le sbarre. Di qui il collegamento con la sede prescelta\, l’ex reclusorio di Santa Maria della Fede\, in fondo una specie di carcere per donne libere\, la cui struttura diviene metafora di un percorso ascensionale che si confronta con un altro purgatorio napoletano come quello narrato da Anna Maria Ortese ne Il mare non bagna Napoli\, nel capitolo dedicato a La città involontaria. La chiesa di Santa Maria della Fede sorge nel XVII secolo nei pressi del borgo Sant’Antonio Abate. Nel 1645 la chiesa è ceduta agli Agostiniani riformati di Santa Maria del Colorito di Morano che promuovono un rimaneggiamento del tempio e la costruzione di un monastero. Successivamente\, il complesso è destinato\, per volere di Maria Amalia di Sassonia\, moglie di Carlo III di Borbone\, ad ospitare un ritiro di sole donne. In seguito diviene un ospedale per le prostitute. Nel dicembre 2014\, dopo molti anni di abbandono l’edificio è stato occupato da un comitato di quartiere che riunisce in sé molte anime dell’attivismo napoletano\, al fine di sollecitare il comune a riconsegnare alla comunità uno spazio storico – che ha ospitato anche la tipografia di Benedetto Croce – togliendolo al degrado e ai traffici illeciti per riportarlo ad una funzione di carattere sociale e culturale. L’artista ha dunque fortemente voluto portare il progetto in questo luogo come atto di sostegno ad un processo di democrazia diretta portato avanti dai cittadini napoletani per migliorare le condizioni di un quartiere ricco di bellezze\, ma anche di grandi complessità. \n  \nGian Maria Tosatti (Roma\, 16.04.1980 – vive a New York) ha compiuto la sua formazione nel campo performativo\, presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un percorso artistico nel territorio di connessione tra architettura e arti visive realizzando principalmente grandi installazioni site specific.\nI suoi progetti\, abitualmente\, sono indagini a lungo termine su temi legati al concetto di identità\, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che ha sviluppato sono stati «Devozioni» (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici di Roma sugli archetipi dell’era moderna – e «Landscapes» (2006-)\, un progetto di arte pubblica in aree di conflitto.\nAttualmente la ricerca dell’artista è legata a due nuovi progetti\, «Fondamenta» (2011-)\, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea\, e le «Le considerazioni…»\, ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale.\nTra il 2013 e il 2016 la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito”.\nTosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale «La Differenza» e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista per Artribune e scrive su Opera Viva. Scrive saggi sull’arte e sulla politica.\nNel 2011 ha curato RELOAD\, prototipo di intervento culturale urbano sul riutilizzo temporaneo di spazi improduttivi ed è fondatore del progetto “La costruzione di una cosmologia”\, (www.unacosmologia.com).\nHa esposto anche presso l’Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014)\, il Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011)\, American Academy in Rome (Roma – 2013)\, Museo Villa Croce (Genova – 2012) Andrew Freedman Home (New York – 2012)\, Tenuta dello Scompiglio (Lucca – 2012)\, Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008)\, Chelsea Art Museum (New York – 2009)\, BJCEM (2014)\, Centrale Montemartini – Musei Capitolini (Roma – 2007)\, Museo Wilfredo Lam (L’Avana – 2015)\, Casa Testori (Milano – 2014)\, MAAM (Roma – permanente)\, Castel Sant’Elmo (Napoli – permanente).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 5_I Fondamenti della Luce\, 2015\, ex Convento di Santa Maria della Fede\, Napoli\, \nGian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 5_I Fondamenti della Luce\, 2015\, ex Convento di Santa Maria della Fede\, Napoli\,  Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 5_I Fondamenti della Luce\, 2015\, ex Convento di Santa Maria della Fede\, Napoli\,  Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 5_I Fondamenti della Luce\, 2015\, ex Convento di Santa Maria della Fede\, Napoli\,  Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito 4_Ritorno a casa
DESCRIPTION:10 settembre – 15 novembre 2015\nOPENING 10 SETTEMBRE ORE 12:00\nEx Ospedale Militare\nVico Trinità delle Monache 1\, Napoli \nA cura di Eugenio Viola \nIn quest’ultimo lavoro\, rigorosamente site-specific\, come i precedenti\, Tosatti imprime uno slittamento al percorso ascensionale affrontato nelle stazioni precedenti\, esplicitato nel passaggio dall’Inferno\, trattato nelle ultime due stazioni\, al Purgatorio. La spiaggia del Purgatorio è probabilmente il luogo più desolante della Commedia dantesca\, dove Dante e Virgilio giungono sbucando fuori dalla naturalburella che congiunge questo luogo al centro della Terra dove è confitto Lucifero\, protagonista\, non a caso\, dell’ultima opera di Tosatti. \n4_Ritorno a casa riflette sulla salvezza e sulla forza necessaria a sostenerla\, esplicitando un grande vuoto di tempo\, una solitudine disperante. È un’installazione composta da una sequenza di momenti finiti\, quasi una scomposizione della vita umana in quadri\, tutti collegati fra loro\, ma definiti in un perimetro determinato\, calcolabile e riassumibile in uno spazio che in un certo momento è stato dato. È un’opera in cui l’uomo si mostra come un insieme di elementi determinati\, da disporre lungo una linea\, che hanno la possibilità di potersi scambiare di posto\, di essere rimontati\, in un ordine imprevisto\, acquisendone un significato ulteriore. \nIl complesso della Santissima Trinità delle Monache è uno dei più vasti complessi abbaziali di Napoli. Eretto nel quartiere di Montecalvario nel XVII secolo\, ha assunto vari ruoli\, da quelli religiosi a quelli pubblici e\, prima dell’Unità d’Italia\, sotto Giuseppe Bonaparte\, assunse la funzione di ospedale militare. Il complesso\, attualmente\, è un insieme eterogeneo\, caratterizzato da edifici di valore architettonico e storico. Non sono mancate le costruzioni recenti\, che hanno alterato l’impianto. L’opera ha consentito la riapertura della parte principale del complesso monumentale dopo trent’anni di chiusura\, ossia dal terremoto del 1980. \n  \nGian Maria Tosatti (Roma\, 16.04.1980 – vive a New York) ha compiuto la sua formazione nel campo performativo\, presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un percorso artistico nel territorio di connessione tra architettura e arti visive realizzando principalmente grandi installazioni site specific.\nI suoi progetti\, abitualmente\, sono indagini a lungo termine su temi legati al concetto di identità\, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che ha sviluppato sono stati «Devozioni» (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici di Roma sugli archetipi dell’era moderna – e «Landscapes» (2006-)\, un progetto di arte pubblica in aree di conflitto.\nAttualmente la ricerca dell’artista è legata a due nuovi progetti\, «Fondamenta» (2011-)\, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea\, e le «Le considerazioni…»\, ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale.\nTra il 2013 e il 2016 la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito”.\nTosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale «La Differenza» e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista per Artribune e scrive su Opera Viva. Scrive saggi sull’arte e sulla politica.\nNel 2011 ha curato RELOAD\, prototipo di intervento culturale urbano sul riutilizzo temporaneo di spazi improduttivi ed è fondatore del progetto “La costruzione di una cosmologia”\, (www.unacosmologia.com).\nHa esposto anche presso l’Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014)\, il Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011)\, American Academy in Rome (Roma – 2013)\, Museo Villa Croce (Genova – 2012) Andrew Freedman Home (New York – 2012)\, Tenuta dello Scompiglio (Lucca – 2012)\, Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008)\, Chelsea Art Museum (New York – 2009)\, BJCEM (2014)\, Centrale Montemartini – Musei Capitolini (Roma – 2007)\, Museo Wilfredo Lam (L’Avana – 2015)\, Casa Testori (Milano – 2014)\, MAAM (Roma – permanente)\, Castel Sant’Elmo (Napoli – permanente).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 4_Ritorno a casa\, Ex ospedale militare\, Napoli 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 4_Ritorno a casa\, Ex ospedale militare\, Napoli 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 4_Ritorno a casa\, Ex ospedale militare\, Napoli 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 4_Ritorno a casa\, Ex ospedale militare\, Napoli 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra
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SUMMARY:La Mescla in concerto
DESCRIPTION:11 luglio 2015\nSTART CONCERTO ORE 19:00\nTerrazza del Museo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Viola Bufano e Angelo Beneduce \nLa terrazza del Museo Nitsch\, con la magia di un tramonto mozzafiato\, ha ospitato il concerto della Mescla sabato 11 luglio alle 19:00 concerto\, aperitivo e visita al museo. La Mescla (leggendario collettivo di musicisti napoletani e non) ha proposto le grandi tradizioni musicali dei Paesi del bacino del Mediterraneo. Partendo dalla musica del Sud Italia\, ai ritmi tribali del Nord Africa\, passando per il culto della musica balcanica e tzigana\, esplorando le sonorità della musica tradizionale klezmer\, fino ad arrivare al Nord Europa; tutto il percorso intriso di vistose e inaspettate ferite punk\, rock e jazz. Il loro repertorio attinge in maniera viscerale della terra e dai popoli che hanno contribuito alla ricchezza della cultura musicale del mondo.\nLa Mescla nasce tra il 1999 e il 2000 dall’incontro di musicisti provenienti da differenti esperienze\, invitati ad unirsi in un progetto collettivo che superi la comune concezione di gruppo\, iniziando un percorso di ri- apprendimento musicale sul campo\, imparando direttamente dai popoli incontrati viaggiando. Percorre nei primi anni le strade verso Est\, suonando per strade\, mercati\, campagne in Slovenia\, Bosnia- Erzegovina\, Kosovo\, Croazia\, Ungheria\, promuovendo e partecipando a importanti eventi (come Fest 2001 in Kosovo)\, auto- finanziandosi con ingaggi in festival e locali. Dall’estate 2002 inizia a viaggiare lungo la costa nord del Mediterraneo\, suonando in molti Festival di musiche del mondo in Europa\, con formazioni spesso differenti\, proponendo il proprio lavoro di separazione\, mescolanza e ricomposizione di elementi basilari di culture tradizionali dell’Italia del sud e del Mediterraneo che hanno come matrice la circolarità\, la ripetizione\, la dilatazione dei tempi in funzione della festa e della danza\, la ricerca della spirale magica che avvolge insieme musicisti e danzatori.\nUn concerto e un concetto di festa e di ballo\, di comunanza\, condivisione e circolarità\, condito con spunti di riflessione\, per avvicinare armoniosamente le culture delle comunità residenti e migranti che oggi tra mille difficoltà imparano a coesistere in questa nuova Italia multietnica. Suoneranno: Osvaldo WA Costabile: violino\, ghironda\, mandolino; Luca Cioffi: Percussioni; Davide Della Monica: chitarra\, bouzouki\, voce; Riccardo Marconi: chitarre
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 15th Edition
DESCRIPTION:25 giugno 27 giugno 2015\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nBelvedere del Museo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nL’Independent Film Show – 15th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente\, coordinata da Raffaella Morra\, si è svolta giovedì 25\, venerdì 26 e sabato 27 giugno sul Belvedere del Museo Nitsch con la proiezione di tre programmi di films 16mm e video e quattro live expanded cinema performances. \n\nPROGRAMMI e LIVE EXPANDED CINEMA \nGiovedì 25 giugno ore 21:00 \nTHE BLEEPING LIGHT: explorative sensorium in experimental film & video selezionato da Sally Golding. \nThe Bleeping Light presenta una serie di films e video di artisti audiovisivi e sonori contemporanei che investigano nelle percezioni fenomenologiche e psicologiche spaccate\, nello slittamento sinestetico e nelle tecnologie violate per produrre delle opere che risiedono in uno spazio tra la forma d’onda e il fotogramma. \nLive Expanded Cinema Set di Sally Golding \nSally Golding è un’artista multimediale che unisce la proiezione filmica e la composizione luminosa e sonora per creare delle performances di cinema espanso e delle installazioni partecipative. Il lavoro audiovisivo performativo di Golding si concentra sull’esperienza del pubblico\, spingendo i confini della percezione visiva e uditiva attraverso la scomposizione del sistema filmico in flicker\, forme d’onda e campi di colore; mentre le sue installazioni hanno imbrigliato la presenza del pubblico incorporando la loro immagine riflessa nelle proiezioni all’interno di spazi immersivi.\nVenerdì 26 giugno ore 21.00 \nVisual Insights selezionato da Raffaella Morra \nVisual Insights è pervaso da un’enfasi per la composizione filmica; una specifica predilezione per la ‘luce in movimento nel tempo’\, realizzata attraverso molteplici possibilità tecniche (incidere e dipingere la pellicola filmica\, o solarizzarla e trattarla chimicamente\, o utilizzare la tricromia separativa nella stampa del film) evidenzia una particolare indagine dell’apparato filmico che incoraggia delle personali costruzioni visuali\, recuperando un’innocenza percettiva non subordinata dalla razionalità. Una sequenza di differenti stimoli guida la visione in un movimento innovatore per variare l’ottica ed ampliare le nostre capacità di visualizzare il mondo. \nore 22.30\nLive Expanded Cinema \nZzurfreiheit di Lionel Palun\, Julien Bibard\, Jean-Philippe Saulou \nTrio iconoclasta che ha origine dai fasci luminosi del proiettore 16mm e del video\, Zzurfreiheit lavora per farvi viaggiare attraverso il tempo e lo spazio grazie alle virtù insospettate della retroazione sonora e luminosa. Sviluppando una poetica dell’istante e dell’immediatezza\, questi tre intervenenti generano dei conflitti delle percezioni\, con delle conseguenze contemplative severe per il vostro cervello. Il materiale visuale principale – punti\, linee\, paesaggi e piante – creato su pellicola 16mm da Julien Bibard\, viene reinterpretato in feedback dalle elaborazioni audio e video digitali di Lionel Palun. I suoni della meccanica del proiettore 16mm servono nel frattempo da materie prime alle delicate ed impulsive manipolazioni sonore di Jean-Philippe Saulou. \nSabato 27 giugno ore 21.00\nLive Expanded Cinema \nScoreline di Greg Pope \nScoreline è una performance filmica e sonora da solista. \nIdea: Il proiettore filmico come strumento con il potenziale per la diffusione visiva e sonora\, un’esplorazione dell’apparato cinematografico\, ignorando le tradizionali strategie per creare un dinamico evento dal vivo. Risultato: Texture e noise. Una coreografia della creazione attraverso la distruzione\, tra le altre cose… \nore 22.00 \nFilm doubled forever changes selezionato da Greg Pope \nI proiettori invadono l’auditorium per rivelare sei sorprendenti opere in doppio schermo – due classici fondamentali e quattro dalla nuova onda analogica Britannica… L’interazione\, la giustapposizione\, la sincronizzazione e la ripetizione guidano questi films. L’azione qui non sta solo accadendo sulla pellicola filmica – appartiene anche al momento della proiezione. \nGreg Pope \nore 23:00\nLive Expanded Cinema \nSKELETON di Greg Pope e SULT (Jacob Felix Heule\, Guro Skumsnes Moe\, Håvard Skaset) \nSKELETON è una performance audio del trio SULT e una performance filmica di Greg Pope. \nUn ambiente buio – la nostra grotta del cinema – il nostro rifugio e religione. I fantasmi ballando nella fiamma\, le immagini sono spaccature in gesso e legno. Le onde sonore e luminose vibrano e rifrangono. Lo scheletro è animato; un gioco di ombre\, strumenti acustici ed amplificati\, suoni sintetizzati e lanterna magica. Un’indagine in quattro movimenti.
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SUMMARY:John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola - Musica Indeterminata 2
DESCRIPTION:11 giugno 2015\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIn collaborazione con Accademia di Belle Arti Statale\, Roma – Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi\, Roma – Museo d’Arte Contemporanea MACRO\, Roma – Ex Tempio Santa Croce\, Comune di Tuscania (VT) \nNell’ambito del programma di Produzione Artistica e Ricerca Scientifica 2014/15\, annualmente istituito dall’Accademia di Belle Arti di Roma\, Piero Mottola\, come artista musicista e docente di Sound Design presso l’Accademia\, ha presentato il secondo appuntamento di MUSICA INDETERMINATA\, proposte di musica contemporanea\, tra lezioni e concerti. Il pensiero sottostante il progetto ruota intorno a studi e partiture di diversi autori contemporanei associabili ad un’estetica del suono orientata all’indeterminazione semantica e alla non esaustività del messaggio sonoro. Si è scelto quindi di indagare modalità poetiche e metodologie di composizione che attribuiscono un ruolo rilevante alla relazione tra brano e fruitore. L’ascolto assume un valore interlocutorio e la composizione\, intrinsecamente pensata per deviare dall’univocità del messaggio\, funziona nella misura in cui ciascun ascoltatore è spinto ad interpretare in modo personale e originale quanto va ascoltando. La partecipazione attiva del fruitore esonera idealmente il pezzo sonoro dalla sua saturazione nel Tempo. Illuminanti in questo senso le parole espresse da Luigi Russolo sulla ricchezza polisemica del suono/rumore: E poiché il timbro complicato del rumore\, per la ricchezza dei suoni armonici che lo compongono ha una indeterminatezza per la quale l’orecchio intuisce ma non spiega questa composizione\, così è difficile che l’orecchio se ne stanchi. Quando una sensazione è diventata comune per i nostri sensi\, quando i nostri sensi la capiscono perfettamente\, quando più nulla di nascosto può rivelare ad essi\, questa sensazione non ci dà più alcuna emozione. (L. Russolo\, L’Arte dei Rumori\, Edizioni Futuriste di Poesia\, Milano 1916). \nPer questa edizione di MUSICA INDETERMINATA sono state eseguite musiche di John Cage\, Giuseppe Chiari\, Piero Mottola. \n 
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SUMMARY:Wine&TheCity - Dentro/Fuori performance culinaria di Paul Renner
DESCRIPTION:10 maggio 2015 \nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPer la prima volta\, Fondazione Morra/Museo Hermann Nitsch ha aperto le porte a Wine&Thecity presentando una performance di Paul Renner\, artista austriaco di fama internazionale\, già assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Con la sua forte carica performativa e sensoriale\, Renner ha allestito un banchetto per soli 50 ospiti: un’opera culinaria\, un’azione d’arte\, site-specific\, che mescola le diverse suggestioni e ispirazioni dell’artista\, appassionato di contaminazioni e in constante dialogo con pratiche diverse. La sensorialità è elemento imprescindibile della ricerca di Paul Renner\, convinto che il pubblico debba partecipare al completamento dell’opera. Le sue sculture sono commestibili e le sue performance sono banchetti a cui tutti sono invitati a partecipare attivamente. Il Museo Nitsch è in vico Lungo Pontecorvo\, nel quartiere Avvocata\, ai margini del Cavone e a ridosso di Piazza Dante\, in un angolo nascosto e bellissimo di Napoli\, che della città offre una insolita prospettiva. Lo spazio nasce dal recupero di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica di fine Ottocento: la facciata sobria e composta rivela un’ampia quadratura rigorosa nelle sue geometrie ove trovano spazio le installazioni che Nitsch in collaborazione con Giuseppe Morra ha realizzato dal 1974 ad oggi. Hanno accompagnato la Trash pile di Renner i vini della Vigna di San Martino della Fondazione Morra e i vini delle Cantine Russo di Taurasi. \nPaul Renner nasce a Bludenz\, in Austria\, nel 1957. A partire dalla fine degli anni settanta è assistente di Arnulf Rainer e di Hermann Nitsch. Il suo interesse si rivolge sin dall’inizio verso le atmosfere rarefatte e disincantate del decadentismo\, particolarmente affascinato dalle figure di D’Annunzio\, Wilde e Huysmann. Indossando gli abiti del dandy\, Renner dipinge e mette in scena ambientazioni naïves: vasi\, brocche e poltrone dallo stile baroccheggiante\, colori cupi\, contorni pregnanti\, simboli mistici e allegorie\, scene mitologiche e ricordi di antiche leggende popolari. L’immaginario onirico è per Renner una continua fonte d’ispirazione che introduce nei suoi dipinti elementi fantastici e visionari\, ottenuti matericamente tramite una combinazione di pigmenti e sostanze organiche\, come resine di pino\, cera d’api\, tinte vegetali\, coloranti per alimenti\, inchiostro\, sangue\, spezie\, foglie secche\, bitume\, flatting\, oro\, piombo\, pelle di maiale\, olio di zucca. Nel 2000 fonda a Londra l’Hell Fire Touring Club\, un’associazione di chef\, artisti\, scrittori\, artigiani e collezionisti in spedizione per l’Europa e il Mediterraneo\, alla ricerca di Wunderkammer e personaggi misteriosi. La prima mostra si tiene a Napoli nel 2002\, presso la Fondazione Morra. Nel 2014 inaugura presso la Kunsthalle di Vienna il suo progetto più ambizioso\, l’Hell Fire Dining Club\, un’installazione di dipinti\, oggetti di wunderkammer e scenografie teatrali\, insieme con cibi e cocktail dal sapore estremamente decadente. Nel 2009 sempre con la Fondazione Morra\, presenta Esilio a Capri\, una narrazione sulle personalità celebri che hanno abitato la splendida isola. Nel 2014 all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte di Napoli crea Supernova 1604 reloaded\, un’installazione\, in parte commestibile\, che ricorda l’esplosione di una supernova avvenuta nella nostra galassia il 9 ottobre del 1604\, scorta da Keplero che le dedicò un volume. Nel 2015\, nell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte\, a cura di Achille Bonito Oliva\, diffuso in tutta Italia\, con il coinvolgimento di più di 30 artisti chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna\, Paul Renner presenta un’imponente scultura commestibile ludica\, ideale capitolo di un nuovo eclettico romanzo artistico-visivo nell’incanto della Vigna San Martino di Napoli – patrimonio naturale sottoposto a vincolo monumentale.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Wine&TheCity Dentro/Fuori\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015\nPaul Renner \nCourtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero
DESCRIPTION:21 aprile – 15 giugno 2015\nOPENING 21 APRILE ORE 12:00\nEx Magazzini Generali del Porto di Napoli\nLargo Immacolatella Vecchia / varco SNAV \nA cura di Eugenio Viola \nSette Stagioni dello Spirito è un progetto iniziato da Tosatti nel 2013 e ispirato al Castello Interiore (1577) di Santa Teresa d’Avila\, che suddivide l’animo umano\, per l’appunto\, in sette stanze. Dopo 1_La peste\, realizzata nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi e 2_Estate\, nell’ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante\, in quest’ultimo progetto\, come i precedenti\, rigorosamente site-specific\, l’artista sostituisce alla cruda metafora politica che informava 2_Estate\, una di sapore completamente diverso\, dal respiro schiettamente teologico\, come immediatamente denunciato dal titolo di questo nuovo lavoro. Lucifero è indagato da Tosatti in chiave archetipica e intertestuale\, intrecciando la religione alla psicologia\, la linguistica alla Storia\, le Sacre Scritture e la Comedìa dantesca. Stimoli diversi\, convergono in un impianto evocativo\, incentrato sul rapporto tra l’uomo e Dio\, l’errore\, la tentazione e il peccato. Il diavolo\, dal greco diàbolos\, è propriamente colui che divide\, una figura presente\, con nomi differenti\, in tutte le religioni: è incarnazione del male e del disordine\, della superbia smodata ma è anche un’entità che porta l’uomo ad esercitare il difficile dono del libero arbitrio. In questo senso\, l’incontro col diavolo rappresenta il momento critico in cui l’essere umano può determinare il senso della propria esistenza\, scegliendo la via impervia del bene o cedendo alle tentazioni che conducono all’abisso del male. Partendo da queste considerazioni\, l’artista ha realizzato un’opera monumentale\, una “doppia basilica”\, inferiore e superiore\, dedicata all’angelo ribelle\, una figura reclusa da muri di parole. Quelle stesse parole che valsero la prima condanna della Storia\, perpetuata quale argine tra i sommersi e i salvati. \n3_Lucifero è un’opera che parla di condanna per introdurre in realtà il tema del riscatto\, affonda nella nostalgia della luce\, inequivocabile marchio di Dio\, cui anche il re degli inferi\, suo malgrado\, non può smettere di servire il “gran disegno. \nGian Maria Tosatti (Roma\, 16.04.1980 – vive a New York) ha compiuto la sua formazione nel campo performativo\, presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un percorso artistico nel territorio di connessione tra architettura e arti visive realizzando principalmente grandi installazioni site specific.\nI suoi progetti\, abitualmente\, sono indagini a lungo termine su temi legati al concetto di identità\, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che ha sviluppato sono stati «Devozioni» (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici di Roma sugli archetipi dell’era moderna – e «Landscapes» (2006-)\, un progetto di arte pubblica in aree di conflitto.\nAttualmente la ricerca dell’artista è legata a due nuovi progetti\, «Fondamenta» (2011-)\, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea\, e le «Le considerazioni…»\, ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale.\nTra il 2013 e il 2016 la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito”.\nTosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale «La Differenza» e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista per Artribune e scrive su Opera Viva. Scrive saggi sull’arte e sulla politica.\nNel 2011 ha curato RELOAD\, prototipo di intervento culturale urbano sul riutilizzo temporaneo di spazi improduttivi ed è fondatore del progetto “La costruzione di una cosmologia”\, (www.unacosmologia.com).\nHa esposto anche presso l’Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014)\, il Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011)\, American Academy in Rome (Roma – 2013)\, Museo Villa Croce (Genova – 2012) Andrew Freedman Home (New York – 2012)\, Tenuta dello Scompiglio (Lucca – 2012)\, Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008)\, Chelsea Art Museum (New York – 2009)\, BJCEM (2014)\, Centrale Montemartini – Musei Capitolini (Roma – 2007)\, Museo Wilfredo Lam (L’Avana – 2015)\, Casa Testori (Milano – 2014)\, MAAM (Roma – permanente)\, Castel Sant’Elmo (Napoli – permanente).\n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero\, Ex Magazzini Generali del Porto di Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero\, Ex Magazzini Generali del Porto di Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero\, Ex Magazzini Generali del Porto di Napoli\, 2015\nGian Maria Tosatti\nCourtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero\, Ex Magazzini Generali del Porto di Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 3_Lucifero\, Ex Magazzini Generali del Porto di Napoli\, 2015 Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e della Fondazione Morra
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SUMMARY:Contro L’infelicità L’internazionale Situazionista e la sua attualità - Guy Debord e i suoi film
DESCRIPTION:5 febbraio – 6 febbraio 2015\nSTART ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa Fondazione Morra / Museo Nitsch ha dedicato due giorni al movimento dell’Internazionale Situazionista\, partendo dalla presentazione del libro Contro L’infelicità. L’Internazionale Situazionista e la sua attualità a cura di Stefano Taccone\, da cui la rassegna prende il titolo. Il volume\, edito da Ombre Corte e frutto di un ciclo di seminari tenuto presso il BAD Museum di Casandrino (Napoli)\, esplora l’universo dei situazionisti\, gruppo di intellettuali uniti dalla critica radicale alla società capitalistica e all’industria culturale costituitosi il 28 luglio del 1957 a Cosio di Arroscia in Liguria. Taccone racconta di come la storia dell’Internazionale Situazionista colpisca per il desiderio di radicalità e coerenza assolute\, per l’incrollabile determinazione dei suoi protagonisti nel procedere convinti di rappresentare il “grado più alto della coscienza rivoluzionaria internazionale”\, per il rifiuto di ogni mediazione o adattamento e la tendenza a infrangere qualunque separazione\, a cominciare da quella tra arte e vita. E’ l’ala radicale del Lettrismo con Guy Debord (Parigi 1931-Bellevue-la-Montagne 1994) a dar vita prima all’Internazionale Lettrista e poi\, essendosi fusa con il Movimento Internazionale per una Bauhaus immaginista (MIBI)\, all’Internazionale Situazionista\, i cui strumenti per superare l’arte borghese sono quelli della psicogeografia\, dell’urbanismo unitario e del détournement. Desiderosi di interrompere l’isolamento dell’arte rispetto al quotidiano\, i situazionisti propongono pratiche artistiche che si realizzino direttamente nella vita\, la derive\, intesa come attraversamento di vari ambienti\, senza una meta precisa ma solo un vivo interesse per ciò che può avvenire. Per approfondire la conoscenza di tali principi ispiratori e meglio comprenderne la dirompente forza critica\, alla presentazione del libro di Taccone si è accompagnata la proiezione di tutti i film di Guy Debord\, presentati da Pino Bertelli\, di cui il primo è La société du spettacle (1973)\, titolo dell’omonimo saggio dell’autore francese che denuncia il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori inglobati nel sistema economico capitalista.
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SUMMARY:Luca Maria Patella. Ambienti proiettivi animati\, 1964-1984
DESCRIPTION:30 gennaio – 26 aprile 2015\nOPENING 29 GENNAIO ORE 18:00\nMACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma\nvia Nizza\, 138\, Roma \na cura di Benedetta Carpi De Resmini e Stefano Chiodi \nDal 30 gennaio al 26 aprile 2015 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta la mostra di Luca Maria Patella\, Ambienti proiettivi animati\, 1964-1984\, a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Stefano Chiodi\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Creatività\, Promozione Artistica e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, e realizzata con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Morra di Napoli\, che da anni ne cura le esposizioni e l’archivio generale. \nIl progetto espositivo\, che prende il titolo della prima mostra personale di Patella tenutasi a Roma nel 1968 alla galleria l’Attico di Fabio Sargentini\, intende offrire\, attraverso una selezione di alcune tra le opere più significative dei primi due decenni della sua lunga carriera la possibilità di rileggere criticamente gli esordi del percorso dell’artista. \nIn anticipo sulle tendenze artistiche e culturali che sarebbero emerse solo nei decenni successivi\, Luca Maria Patella è stato nella prima metà degli anni Sessanta uno dei pionieri in Europa dell’uso artistico di fotografia e film\, sovente posti in relazione con lo spazio naturale e l’architettura. Le sue sperimentazioni non solo sondano le nuove possibilità espressive di questi media ma ne esaltano le qualità concettuali e i potenziali allegorici\, con la consapevolezza di avere a disposizione linguaggi da articolare e reinventare. \nLa mostra si snoda attraverso una serie di “ambienti” disposti in un percorso che mette in luce i peculiari procedimenti creativi della produzione degli anni Sessanta e Settanta dell’artista. \nLe installazioni\, le azioni performative\, le tele fotografiche\, i film e i libri d’artista concorrono a delineare l’immagine di un artista “totale”\, creando inediti punti di vista da cui osservare i mutamenti del mondo circostante e le trasformazioni dei codici linguistici\, in un periodo cruciale delle pratiche artistiche degli ultimi decenni. \nPer la prima volta dal 1971 vengono presentati al pubblico gli Alberi parlanti\, elementi multisensoriali che formano un ambiente sonoro interattivo\, simbolo\, con il suo duplice valore\, onirico e poetico da un lato\, scientifico e filosofico dall’altro\, del doppio orientamento del lavoro di Patella\, culminato nella felice integrazione delle due polarità estetiche. \nMentre le tele fotografiche presentate in mostra dialogano con il cortometraggio Terra Animata\, girato da Patella in 16mm nel 1967 (film che la critica ha accostato alle primissime esperienze concettuali e alla land art)\, la serie originale di oltre trecento diapositive che fanno da sfondo all’azione comportamentale Camminare dialoga con l’installazione Voulez-vous une Aubelière? in uno spazio dal forte impatto sinestetico. Concludono il percorso della mostra due importanti installazioni che compendiano le polarità complementari del lavoro di Patella: Id e Azione\, del 1974\, e Mysterium Coniunctionis\, del 1983-84. \nParte integrante della mostra è il programma di proiezioni di film realizzati negli anni Sessanta\, presentato in Sala Cinema. Le pellicole\, recentemente restaurate dalla Cineteca Nazionale di Roma\, dimostrano un uso sperimentale e proto-concettuale del medium cinematografico. \nLa rassegna di film in mostra è realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. \nIl MACRO pubblicherà in occasione della mostra un catalogo nel quale una serie di testi critici\, accompagnati da una ricca documentazione iconografica\, compongono il primo studio sistematico sulla prima parte della carriera dell’artista. \nSi ringraziano per la collaborazione: Fondazione Morra\, Napoli; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale\, Roma. Media partners: ArtTribune\, web magazine; Latitudo s.r.l. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Luca Maria Patella. Ambienti proiettivi animati\, 1964-1984\, MACRO\, Roma\, 2015 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Luca Maria Patella. Ambienti proiettivi animati\, 1964-1984\, MACRO\, Roma\, 2015 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Luca Maria Patella. Ambienti proiettivi animati\, 1964-1984\, MACRO\, Roma\, 2015 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/ La parola totale
DESCRIPTION:15 gennaio 2015\nINIZIO ORE 17:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nProgetto XXI / Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre 2014 sulla storia della poesia visuale partendo dal panorama internazionale per arrivare a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha presentato l’ultimo appuntamento della rassegna giovedì 15 gennaio alle ore 17:00. \nLuigi Esposito\, compositore e performer napoletano nonché critico musicale\, ha presentato il volume Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini (ed. Bietti)\, una biografia del grande compositore italiano. Esposito\, allievo di Bussotti\, racconta la vita e l’opera del maestro fiorentino\, intervallando aneddoti e documentazione in un contenitore ricco di testimonianze\, cronache\, interviste e esecuzioni di pagine musicali. Alla presentazione sono intervenuti Daniele Lombardi\, celebre pianista e compositore fiorentino\, Andrea Viliani\, direttore del Museo Madre e Giuseppe Morra\, direttore del Museo Nitsch. Nell’ambito della sezione PRE POST ALPHABET\, l’artista Diego Tonus ha conversato con Eva Fabbris e Andrea Viliani\, presentando il suo primo libro intitolato Five Cases of Intrusion\, contenente le trascrizioni delle registrazioni risultanti dai dialoghi avuti con interlocutori incontrati durante le sue presentazioni in diverse città nel corso degli ultimi cinque anni. Oltre ai testi frutto delle molteplici esperienze avute con il pubblico\, il libro contiene immagini narranti le varie interpretazioni della pratica dell’artista. Sempre all’interno di PRE POST ALPHABET Gigiotto Del Vecchio ha presentato l’installazione sonora “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891” di Jan St. Werner\, membro dei Mouse on Mars. L’installazione è costituita da registrazioni di due poemi tratti da Le homardcosmographique di Henri Chopin\, “scratchiati” dall’artista. In conclusione si è svolto un concerto di Daniele Lombardi per pianoforte\, Suono Segno Gesto a Firenze. Il celebre musicista ha eseguito brani di Sylvano Bussotti\, Giuseppe Chiari e alcune sue composizioni. Distintosi per aver lavorato sulla musica delle avanguardie storiche del Novecento\, Lombardi performa i brani\, giocando con la velocità e la gestualità del suono. \nPresentazione del libro Un male incontenibile Sylvano Bussotti artista senza confini di Luigi Esposito. Sono intervenuti Luigi Esposito\, Daniele Lombardi\, Giuseppe Morra e Andrea Viliani \nPRE POST ALPHABET\, presentazione del libro d’artista Five Cases of Intrusion. Interverranno Eva Fabbris e Andrea Viliani. \nJan St. Werner (Mouse on Mars)\, “D’une part\, 1987” “D’autre part\, 7891”\, a cura di Gigiotto Del Vecchio. \nDaniele Lombardi\, SUONO SEGNO GESTO A FIRENZE\, concerto per pianoforte \nSylvano Bussotti……Novelletta (1973) Preludio Pianolibero Futuro (2003) Giuseppe Chiari……Intervalli 1 (1950) Intervalli n.2 “Do” (1950) MpDL (1997) MpDL2 (1998) MpDL8 (1998) Daniele Lombardi….Visualizzazione 1 (1973) Mitologie 4 (2002) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale performance di Daniele Lombardi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2015  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:18 dicembre 2014\nSTART ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Firenze e Roma  \nNell’ambito della rassegna espositiva La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, inauguratosi il 12 settembre e in proseguimento fino al 15 gennaio 2015\,  sulla storia della poesia visuale dal panorama internazionale a quello nazionale\, e con all’interno una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere delle figure cardine della poesia visiva e alcuni artisti di generazioni successive\, la Fondazione Morra/Museo Nitsch con il Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee presenta Poesia visuale a Firenze e Roma\, giovedì 18 dicembre alle ore 17:00. \nLorenzo Mango\, Loredana Troise e Stefania Zuliani dialogheranno sulla genesi e lo sviluppo della poesia visuale in Italia\, in particolare a Firenze e Roma\, a partire dagli anni Sessanta\, per approdare alla poesia sperimentale\, la poesia concreta\, la poesia sonora e la cosiddetta poesia d’azione. A Firenze nasce il Gruppo 70. Le prime manifestazioni sono due convegni organizzati a Firenze sul tema “Arte e comunicazione” nel 1963 e l’anno successivo su “Arte e tecnologia“. Ai convegni\, oltre ai fondatori Eugenio Miccini\, cui di deve l’invenzione del termine “poesia visiva”\, Giuseppe Chiari\, Lamberto Pignotti e Sylvano Bussotti\, partecipano anche Luciano Anceschi\, Eugenio Battisti\, Gillo Dorfles\, Umberto Eco\, Aldo Rossi\, e altri intellettuali. A partire dal 1963 il “Gruppo 70” mette in scena happening itineranti\, basati sull’interazione tra pubblico\, poeti e musicisti. La prima rappresentazione ha luogo al Gabinetto Viesseux di Firenze e viene ripetuta nel resto del paese\, coinvolgendo in scena Bueno e Marcucci e successivamente anche Emilio Isgrò e Ketty La Rocca\, ampliando l’azione con registrazioni di poesia sonora e proiezioni video. L’ambito di ricerca della poesia sperimentale è stato interdisciplinare e dinamico\, tanto da condizionare i percorsi di sviluppo di gran parte dell’arte del Novecento. \nAlle ore 18:00 Sala centrale\nLamberto Pignotti\, performance Lamberto Pignotti scrive versi immortali \nAlle ore 19:00\, negli spazi della Biblioteca presentazione di:\nLe stanze Firenze: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Giuseppe Chiari\, con omaggio a Sarenco.\nLe stanze Roma: Tomaso Binga\, Giovanni Fontana\, Mirella Bentivoglio\, Luca Maria Patella\, Rosa Foschi\, con omaggio a Adriano Spatola e Corrado Costa. \nPRE POST ALPHABET\nAndrea Romano (Milano\, 1984) realizza un wall drawing tratto dalla serie “Potsherds & Gaze”. \nAlle ore 19:30 Sala conferenze\nGiovanni Fontana\, performer\nMassimiliano Cerroni\, live electronics \nPAROLE IN LIBERTÀ\nFortunato Depero\, Canzone rumorista\, 1916\nGiacomo Balla\, Paesaggio+temporale\, 1915\nFilippo Tommaso Marinetti\, Dune\, 1914\nFrancesco Cangiullo\, Canzone pirotecnica\, 1915 \nIntermezzo Tomaso Binga/Bianca Menna\nAssalti fono-poetici\, performance \nVOCALITÀ E SCRITTURA\nArrigo Lora Totino\, Io e gli altri\, 1970\nArrigo Lora Totino\, Poema in “l” con finale in “r”\, 1983\nArrigo Lora Totino\, Poema in “gh”\, 1984\nCorrado Costa\, I due passanti\, 1964\nEmilio Villa\, Comizio Millenovecentocinquantatré\, 1953\nAdriano Spatola\, La composizione del testo\, 1971\nAdriano Spatola\, Boomerang\, 1966\nAdriano Spatola\, Aviation/Aviateur\, 1973/78\nGiovanni Fontana\, Epigenetic poem\, 2003 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Tomaso Binga\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Lamberto Pignotti\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Giovanni Fontana\, Poesia visuale a Firenze e a Roma in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Nitsch\, Napoli\,2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Domenico Mennillo. Poema Visivo 1976
DESCRIPTION:12 dicembre 2014\nINIZIO ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nda un testo di Corrado D’Ottavi \nideazione\, messa in scena e installazioni\nDomenico Mennillo \nmusiche originali per batteria\, nastro magnetico e organo farfisa\nNino Bruno \nabiti e oggetti\nRosaria Castiglione \nPoema Visivo 1976 è una performance di Domenico Mennillo nata da un testo del 1976 del poeta genovese Corrado D’Ottavi. La performance\, realizzata negli spazi del Museo Nitsch\, è impostata come un piccolo comizio poetico-musicale che riprende le andature di alcuni brani del testo scritto nel 1976 da D’Ottavi Il pessimismo della ragione…Il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Il testo\, realizzato come una sequela di spunti\, intuizioni\, polemiche e invettive sulla scrittura\, l’identità\, la politica\, la poesia\, viene rimodulato e reinventato scenicamente nella performance di Mennillo come un’oratoria poetico-musicale con diverse postazioni che fungeranno da pulpiti-stazioni ove il testo verrà letto\, accompagnato dalle musiche per batteria\, nastro magnetico e organo Farfisa\, composte ed eseguite dal vivo da Nino Bruno. La performance segue e si installa sul lavoro di ricerca e sperimentazione sui luoghi altri delle arti e del teatro realizzata da lunGrabbe negli ultimi quindici anni attorno a un binomio teatro-architettura\, lavoro che di recente ha visto la pubblicazione\, presso le edizioni Morra\, del volume-cofanetto di Domenico Mennillo Alcune Architetture di Napoli 2003-2013. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture di Napoli\, dedicato ai 10 anni di architetture napoletane trasformate da lunGrabbe in performance\, installazioni e poemi-concerto. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 Poema visivo 1976\, Museo Hermann Nitsch\, 2014 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:La scrittura visuale/La parola totale
DESCRIPTION:5 dicembre – 15 dicembre 2014\nOPENING 5 DICEMBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia visuale a Genova e Milano \nCon interventi di Nanni Balestrini\, Matteo D’Ambrosio\, Stefania Zuliani che hanno analizzato le tematiche e le vicissitudini storiche della poesia visuale a partire dagli esordi negli anni Sessanta\, il focus del terzo appuntamento della rassegna espositiva “La Scrittura visuale/ La parola totale” punta su due città protagoniste: Genova e Milano.\nA Genova\, grazie alle sperimentazioni di Luigi Tola e del suo “Gruppo Studio” (Ziveri\, Miles e altri) nascono le “poesie murali” e contemporaneamente si sviluppa la ricerca “verbovisuale” di Martino Oberto che riunisce attorno alla sua rivista “Ana eccetera” Ugo Carrega\, Corrado D’Ottavi\, e altri. Gruppo Studio fonda due riviste: Trerosso e Marcatre\, la cui redazione si trasferisce a Milano\, dove viene pubblicata fino al 1969. Numerose sono le mostre personali organizzate in stretta collaborazione con il gruppo di Napoli (Martini\, Caruso\, Diacono e Persico)\, con il gruppo di Firenze (Miccini\, Pignotti\, Marcucci) e con artisti internazionali\, relazioni che conducono alla larga diffusione del movimento con conseguenze sulle sperimentazioni artistiche successive. \nAlle ore 18:30\, negli spazi della Biblioteca c’è stata la presentazione di:\nLe stanze Milano: Ugo Carrega\, Vincenzo Ferrari\, Emilio Isgrò\, con omaggio a Nanni Balestrini.\nLe stanze Genova: Ugo Carrega\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, con omaggio a Corrado D’Ottavi \nPerformance\nPRE POST ALPHABET Sala conferenze\nOre 19:30 Vincenzo Latronico (Roma\, 1984) ha dialogato con Nanni Balestrini.\nOre 21:00 Anna Franceschini (Pavia\, 1979) hanno presentato e discusso il suo recentissimo video “The Diva whoBecame an Alphabet”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 \n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Immagini dal video “The Diva who Became an Alphabet” di Anna Franceschini\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Domenico Mennillo (LunGrabbe)\, Poesia visuale a Genova e Milano in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014  © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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DESCRIPTION:31 ottobre – 30 novembre 2014\nSTART 31 OTTOBRE ORE 18:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nPoesia Visuale a Napoli  \nL’esplorazione della produzione artistica più recente\, ancora discussa\, non del tutto sedimentata\, la ricerca dell’arte sperimentale più avanzata e il sostegno alle pratiche\, ai discorsi e alle narrazioni dell’arte contemporanea: è tutto questo Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee che\, quest’anno\, si arricchisce di una nuova collaborazione\, con la Fondazione Morra/Museo Nitsch. La scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, indaga la storia della poesia visuale fra Napoli\, Genova\, Milano\, Firenze\, Roma. Il progetto comprende una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere degli iniziatori e delle figure cardine della poesia visiva e il modo di operare di alcuni artisti di generazioni successive. \nVenerdì 31 ottobre. Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Lorenzo Mango\, Angelo Trimarco mettono a fuoco\, in particolare\, questioni\, temi e tensioni propri della poesia visiva o visuale in dibattito negli anni Sessanta\, precisamente dal 1962 al 1967-8\, a Napoli\, declinandone i punti di vista e i pensieri che ne hanno ispirato i criteri e le scelte\, nell’esigenza di porre al centro\, visto che ancora si accosta e si confonde la poesia visiva con altre esperienze sostanzialmente a lei estranee\, le originali identità linguistiche. \nAlle ore 18:30\, Sala conferenze\, presentazione del libro di Emilio Villa L’opera poetica a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, con un saggio di Aldo Tagliaferri che interverrà assieme alla curatrice e Andrea Cortellessa. \nAlle ore 19:00\, nei luoghi della Biblioteca\, Le stanze\, presentazione delle opere di Luciano Caruso\, Luigi Castellano (LUCA)\, Stelio Maria Martini\, Achille Bonito Oliva \nPRE POST ALPHABET \nLupo Borgonovo Duets for Monkeys\, 2013\, audio\, 6’11” \n19:30 Marco Bruzzone reads some Owes \nPerformance\nSabato 1 novembre. Andrea Cortellessa e Aldo Tagliaferri presentano in anteprima il libro Post Scriptum\, nel centenario della nascita di Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, con una mostra omaggio a Emilio Villa a cura di Andrea Tomasetig\nIn mostra\, fra gli altri\, volumi e riviste di Emilio Villa come: \n–          Opere poetiche I. 1989\n–          17 Variazioni su temi proposti per una pura ideologia del 1955\, edizione di 104 \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Marco Bruzzone\, Poesia visuale a Napoli in Progetto XXI La scrittura visuale La parola totale\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Paul Renner. Supernova 1604 reloaded
DESCRIPTION:9 ottobre – 10 novembre 2014\nOPENING 9 OTTOBRE ORE 20:30\nOsservatorio Astronomico di Capodimonte\nSalita Moiariello 16\, Napoli \nA cura di Giuseppe Morra \nNell’ incanto degli spazi dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte è di scena Supernova 1604 reloaded.\nIdeale capitolo di un nuovo e inedito romanzo artistico-visivo di Paul Renner che – invitato dalla Fondazione Morra e dal Direttore dell’Osservatorio Massimo Della Valle – ha progettato un’installazione artistica per ricordare un avvenimento particolarmente impressionante\, accaduto il 9 ottobre del 1604: l’esplosione\, di una Supernova nella nostra galassia\, in direzione della costellazione dell’Ofiuco\, a non più di 20.000 anni luce dalla Terra. Keplero la scorge per la prima volta il 17 ottobre\, ad occhio nudo e ne resta ammaliato\, tanto che le dedica un libro – De Stella nova in pede Serpentarii –  e la studia così a lungo che essa prenderà il suo nome. \nPaul Renner\, situazionista romantico\, appassionato di contaminazioni\, in constante dialogo con pratiche diverse\, a 410 anni dall’ accadimento\, interpreta l’avvenimento accostando alla sua attitudine eclettica un forte slancio filologico. \nAttraverso un vasto repertorio di fonti\, oltre che scientifiche\, anche filosofico-letterarie\, e grazie al contributo intellettuale e  sodale di Giuseppe Morra\, di Gunter Leising emerito professore dell’Università di Graz e del direttore dell’Osservatorio Massimo Della Valle\, Renner investiga e ridisegna un’originale cartografia moderna\, in un’articolata trama teorico-onirica; collega figure e momenti diversi\, suggerendo un gioco di corrispondenze che espone in mostra secondo i suoi modi eterogenei\, dissimili\, di grande impatto. \nPer mesi l’artista ha soggiornato nella splendida tenuta del Prof. Alberto del Genio a Torre Punta Campanella\, dove la bellezza del firmamento ha ispirato il suo lavoro\, acquerelli che s’imprimono nella mente dello spettatore come stelle del firmamento. \nIl cuore dell’esposizione\, la Supernova Keplero\, a 410 anni dalla sua scoperta\, è celebrata dall’artista a guisa d’affresco\, realizzato sulla copertura (50 metri quadrati) della sala d’ingresso dell’edificio. \nContrassegnata dalla suggestione di 69 punti luci LED che ne ripercorrono la sagoma inquadrandola nel il firmamento\, la Supernova di Renner dialoga con una spettacolare scultura commestibile\, posta in asse al dipinto esposto a soffitto. \nInattesa\, conturbante\, ben si attaglia con la volontà dell’artista di penetrare negli interstizi della storia: “io quello che non capisco\, lo mangio” – afferma infatti\, rimarcando la sensualità e la rilevanza che egli attribuisce all’arte culinaria\, al cibo\, al colore. Dinanzi a noi un teatro gastronomico\, un’avvolgente schiera di leggeri acquerelli\, che coincide con la volontà dell’artista\, con le sue percezioni sinestetiche e suoi valori simbolici la cui forza è data dalla capacità di organizzare forme\, di comporre la loro sintassi\, nel far funzionare le diverse parti di un congegno\, nella consapevolezza che la sua sarà sempre un’architettura impossibile da ingabbiare dentro le regole di un controllo imperativo.
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SUMMARY:La scrittura visuale/ La parola totale
DESCRIPTION:12 settembre – 12 ottobre 2014\nSTART 12 SETTEMBRE ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nLa scrittura visuale/ La parola totale – Intervista a Giuseppe Morra di Loredana Troise \nL’esplorazione della produzione artistica più recente\, ancora discussa\, non del tutto sedimentata\, la ricerca dell’arte sperimentale più avanzata e il sostegno alle pratiche\, ai discorsi e alle narrazioni dell’arte contemporanea: è tutto questo Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee che\, quest’anno\, si arricchisce di una nuova collaborazione\, con la Fondazione Morra/Museo Nitsch. \nLa scrittura visuale/La parola totale\, ampio programma di mostre e incontri\, a cura di Giuseppe Morra\, che si inaugura il 12 settembre e proseguirà fino al 15 gennaio 2015\, indagando la storia della poesia visuale fra Napoli\, Genova\, Milano\, Firenze\, Roma. Il progetto comprende una sezione riservata ai giovani artisti\, PRE POST ALPHABET\, a cura di Eva Fabbris e Gigiotto del Vecchio\, concepita come avvicinamento tra le opere degli iniziatori e delle figure cardine della poesia visiva e il modo di operare di alcuni artisti di generazioni successive. \nLa giornata inaugurale di La scrittura visuale/La parola totale\, il 12 settembre\, inizia alle ore 17:30\, presso il Belvedere del Museo Nitsch (vico Lungo Pontecorvo 29d – Napoli): con i curatori saranno presenti all’inaugurazione anche Pierpaolo Forte\, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, e Andrea Viliani\, direttore del Museo MADRE. \nNello stesso giorno (ore 18:30) sarà presentato il libro monografico “Arrigo Lora Totino” a cura di Renato Barilli e Pasquale Fameli. In Biblioteca (ore 20:00) seguono tre eventi: l’esposizione del manoscritto Le Filtre de L’Alphabet et de l’€ di Henri Chopin\, la mostra retrospettiva di Arrigo Lora Totino e la mostra dedicata ai documenti\, lavori audiovisivi e opere di scrittura visuale internazionale\, che comprende i seguenti artisti: Alain Arias-Misson\, Julien Blaine\, Jean François Bory\, Carlo Belloli\, Jiří Kolář\, Jackson Mac Low\, Franz Mon\, Anna e Martino Oberto\, Adriano Spatola. E ancora John Cage\, Paul De Vree\, Heinz Gappmayr\, Bernard Heidsieck\, Gerhard Rühm e Luca Maria Patella (opera permanente). \nA conclusione della giornata\, per lo spazio PRE POST ALPHABET: Karl Holmqvist e Natalie Häusler (Sala Conferenze\, dalle ore 21:00). \nLa scrittura visuale/La parola totale è un evento esemplare perché salda rigore metodologico\, originalità critica e capacità di coinvolgere il pubblico attraverso studi che analizzano le poetiche visuali dal punto di vista sia storico che delle ricerche artistiche di questi ultimi anni\, per delinearne prospettive e sviluppi futuri. “Il senso della mostra\, scandita lungo un ampio arco temporale e geografico\, capace di riscrivere\, agitandole\, le stabili coordinate del tempo e dello spazio” – scrivono Giuseppe Morra e Loredana Troise – “non va rintracciato nelle singole opere\, quanto nel gusto collettivo e universale delle possibilità espressive impiegate; intense e intessute di segni e linguaggi differenti\, le parole/immagini confluiscono e si confondono tra desideri\, interessi e passioni\, prendono corpo e si distaccano dal testo classico e si fondono in un nuovo contesto\, espandendo il proprio potere. La forza di questa impostazione risiede nella peculiarità di una pluralità di situazioni che raccontano l’eclettismo degli artisti della poesia visiva\, le loro affascinanti personalità\, la loro produzione di cui si avvertono\, sottesi\, tracce\, suggestioni e fascini inediti. Il movimento della Scrittura Visuale\, opponendosi alla massificazione culturale\, ha attivato nel pubblico la capacità critica\, nella reinvenzione e liberazione della parola scritta\, di opporsi al conformismo che indugiava esclusivamente sulla parola o sul segno privo di significato”. \nLa scrittura visuale/La parola totale\, da settembre 2014 proseguirà fino a gennaio 2015 seguendo geograficamente i luoghi dove le espressioni poetiche visuali si sono sentite con maggiore specificità nel nostro paese (Napoli\, Roma\, Firenze\, Genova\, Milano)\, e proponendo molteplici livelli di interpretazione: quello della documentazione\, cui alludono i materiali cartacei\, pubblicazioni\, libri oggetto\, poemi visivi\, disegni\, fotografie\, scritture\, periodici\, cataloghi\, riviste; quello delle risonanze sincopate nella sezione dedicata al cinema\, al video\, alle partiture sonore e alla performance teatrale\, a cui fa seguito l’ambito critico che si fa carico di un impegno epistemologico volto alla divulgazione\, attraverso presentazione di libri\, convegni e conferenze animate da artisti\, storici ed esperti. \nQuesto il calendario delle mostre e degli incontri successivi a quelli inaugurati il 12 settembre\, sempre presso il Museo Nitsch (vico Lungo Pontecorvo 29d – Napoli): \n31 ottobre – 30 novembre 2014 – Poesia Visuale a Napoli\nVenerdì 31 ottobre ore 17:00\, Sala conferenze. Interverranno Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Lorenzo Mango\, Angelo Trimarco.\nAlle ore 18:30\, Sala conferenze presentazione del libro di Emilio Villa L’opera poetica a cura di Cecilia Bello Minciacchi.\nOre 19:00 Biblioteca. Le stanze: Luciano Caruso\, Luigi Castellano (LUCA)\, Stelio Maria Martini. Opere di Achille Bonito Oliva\nOre 20:30 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET. Lupo Borgonovo Duets for Monkeys\nSabato 1 novembre 2014 ore 17:00 Sala Conferenze. Interverranno: Andrea Cortellessa\, Aldo Tagliaferri\nLe stanze: omaggio a Emilio Villa. In occasione del centenario della sua nascita a cura di Andrea Tomasetig\nOre 21:00 Sala Conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Marco BruzzoneReads some Owes.\n\n5 dicembre 2014 – 15 dicembre 2014 – Poesia visuale a Genova e Milano\nVenerdì 5 dicembre ore 17:00 Biblioteca e Sala conferenze. Interverranno Nanni Balestrini\, Matteo D’Ambrosio\, Stefania Zuliani\nLe stanze Milano: Ugo Carrega\, Vincenzo Ferrari\, Emilio Isgrò\, con omaggio a Nanni Balestrini.\nLe stanze Genova: Ugo Carrega\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, con omaggio a Corrado D’Ottavi\nOre 20:00 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Anna Franceschini The Diva Who Became An Alphabet\, Vincenzo Latronico conversa con Nanni Balestrini\nVenerdì 12 dicembre 2014 ore 20:00 Sala conferenze. Domenico Mennillo / lunGrabbe Poema Visivo 1976. Performance da un testo di Corrado D’Ottavi.\n\n18 dicembre 2014 – 15 gennaio 2015 – Poesia visuale a Firenze e Roma\nGiovedì 18 dicembre ore 17:00 Biblioteca. Interverranno Lorenzo Mango\, Loredana Troise e Stefania Zuliani.\nLe Stanze Firenze: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Giuseppe Chiari. Omaggio a Sarenco\nLe stanze Roma: Tomaso Binga\, Giovanni Fontana\, Mirella Bentivoglio\, Luca Maria Patella. Omaggio a Adriano Spatola e Corrado Costa\nOre 19:30 Sala conferenze Giovanni Fontana Parole in libertà (Balla\, Cangiullo\, Depero\, Marinetti) Vocalità e scrittura (Corrado Costa\, Arrigo Lora Totino\, Adriano Spatola\, Emilio Villa\, Giovanni Fontana)\nVenerdì 19 dicembre 2014 ore 17:00 Biblioteca e Sala conferenze. Presentazione del libro Tomaso Binga Scritture Viventi a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani. Interverrà Angelo Trimarco\nOre 19:30 Sala conferenze Giovanni Fontana Poésie Sonore (Henri Chopin\, François Dufrene\, Pierre & Ilse Garnier\, Bernard Heidsieck)\nConcretismo internazionale (Haroldo De Campos\, Vaclav Havel\, Bohumila Grogerova e Josef Hirsal\, Decio Pignatari)\nOre 22:00 Biblioteca. Spazio: PRE POST ALPHABET Andrea Romano\nGiovedì 15 gennaio 2015 ore 17:00 Sala conferenze. Presentazione del libro Un male incontenibile. Sylvano Bussotti artista senza confini (ed. Bietti) di Luigi Esposito. Interverranno Luigi Esposito\, Daniele Lombardi\, Giuseppe Morra e Andrea Viliani.\nOre 19:00 Sala Conferenze. SUONO SEGNO GESTO A FIRENZE. Daniele Lombardi (Pianoforte)\nSylvano Bussotti Novelletta (1973) Preludio Pianolibero Futuro (2003)\nGiuseppe Chiari Intervalli 1 (1950)\, Intervalli n.2 “Do” (1950)\, MpDL (1997)\, MpDL2 (1998)\, MpDL8 (1998)\nDaniele Lombardi Visualizzazione 1 (1973)\, Mitologie 4 (2002) Cosa può fare un pianista contro le guerre?\nOre 22:00 Sala conferenze. Spazio: PRE POST ALPHABET Michael Dean e Diego Tonus (Mouse on Mars)\nLe mostre e gli eventi in programma saranno accompagnate da una selezione di materiali cartacei\, quali riviste\, pubblicazioni periodiche\, cataloghi\, a cura di Domenico Mennillo e da una selezione di film d’artista\, a cura di Mario Franco. Questo l’elenco delle proiezioni:\nGiovedì 13 novembre 2014 ore 17:00\nGianfranco Baruchello e Alberto Grifi\, Verifica Incerta (1964\, 30’)\nMario Schifano\, Reflex (1964\, 8’) Vietnam (1967\, 3’)\nLuca Maria Patella\, Terra animata (1968\, 7’) SKPM2 (1967\, 30’) Vedo Vado (1969\, 20’)\nVenerdì 14 novembre 2014 ore 17:00\nTonino De Bernardi\, A Patrizia: l’irrealtà ideale\, l’oggetto d’amore (1967)\nMercoledì 18 dicembre 2014 ore 17:00\nSarenco Collage (1968-1984\, 75’)\nGiovedì 8 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco In Attesa Della Terza Guerra Mondiale (1985\, 75’)\nVenerdì 9 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco BENVENUTO GRANDE CINEMA (1986 75’)\nMartedì 13 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco PAGANA (1987-1988\, 75’)\nMercoledì 14 gennaio 2015 ore 17:00\nSarenco SAFARI (1990\, 75’)\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Conferenza d’apertura\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Karl Holmqvist\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Performance di Karl Holmqvist\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014\n© photo Amedeo Benestante \nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, La scrittura visuale La parola totale\, Progetto XXI\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2014 © photo Amedeo Benestante  Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition
DESCRIPTION:26 giugno – 28 giugno 2014\nINIZIO PROIEZIONI 26 GIUGNO ORE 21:00\nMuseo Hermann Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nINDEPENDENT FILM SHOW 14th edition\, rassegna internazionale dedicata al cinema sperimentale indipendente coordinata da Raffaella Morra\, si svolge giovedì 26\, venerdì 27 e sabato 28 giugno programmando la proiezione dei tre programmi di films e video e le tre expanded cinema performances al Belvedere del Museo Nitsch. \nL’Independent Film Show si focalizza su quegli stati di rinnovamento immaginifico che incrementano l’abilità del guardare: un’attività fisica e mentale fondante per decodificare le sottili linee che sorreggono l’unità del mondo. Annualmente prende forma un familiare club per cinefili dove si incontrano le più progressive ed inattese espressioni artistiche in movimento\, contrario ai grandi numeri dei costosissimi vuoti ideologici dei festivals e avverso agni immotivati avanzamenti della cultura di consumo. L’Independent Film Show è un propulsore culturale\, impegnato non verso il profitto egemonizzante ma a favore della diffusione di una mentalità consapevole dei limiti da superare per esperire quei fenomeni oggi solo intuibili oltre l’umano visibile e udibile. Il territorio del cinema sperimentale è denso di fraintendimenti e generalizzazioni ed in special modo si continuano a issare barricate di esclusione e rigide regole di separazione che impediscono di svelare e approfondire le intriganti connessioni percettive e le inaspettate soluzioni insite nei componimenti artistici indipendenti. L’esclusione del forzato fruitore passivo (utilizzato nella visione standardizzata) evidenzia e privilegia una comunicazione diretta capace di provocare una vibrazione intensa che può generare riflessione e progresso; un’immersione alternativa in temporanei atti proiettivi\, con la possibilità di socializzare e discutere con i film/video-makers per intraprendere un ulteriore passaggio verso dei nuovi spazi di intuizione. \nLeggendo con attenzione i programmi di questa edizione si evince il ritorno a Napoli di molti amici che nelle varie edizioni hanno già mostrato l’eccezionalità delle proprie opere filmiche\, sottolineando quanto stretto sia il legame tra i film/video-makers coinvolti nell’Independent Film Show. L’unica restrizione è partecipare con delle opere raramente o mai proiettate in Italia ed ideare delle ardue strategie performative che avvolgono i partecipanti\, infondendo delle nuove configurazioni in un’irripetibile esperienza sensuale. \nPROGRAMMI e EXPANDED CINEMA PERFORMANCES \nGiovedì 26 giugno ore 21:00 Cornerstone selezionato da Gaëlle Rouard \nIl programma Cornerstone selezionato da Gaëlle Rouard\, come esplicitato nel titolo\, è una splendida panoramica nella storia del cinema sperimentale\, con un comune denominatore: qualsiasi parvenza di narrazione cinematografica è disseminata in mille schegge e restituita in una forma comunicativa completamente unica\, impiegando le più personali e imprevedibili manipolazioni e metodologie di creazione filmica. In Outer Space di Peter Tscherkassky la stratificazione costante delle immagini espone lo spettatore ad una complessa attività di visione per esplorare i limiti dei meccanismi fisici e intellettuali; Spacy di Takashi Ito è realizzato con 700 fotografie ri-fotografate fotogramma per fotogramma seguendo delle regole fisse di movimento nello spazio fisico\, con l’intento di condurre in confusione l’atto del guardare; per William Moritz  “…l’unicità del cinema è presentare uno spettacolo visuale comparabile all’ascolto musicale con delle fluide immagini dinamiche\, ritmicamente cadenzate attraverso il montaggio\, la dissolvenza\, la sovrapposizione\, la segmentazione dello schermo\, i contrasti di positivo e negativo\, l’atmosfera del colore ed altri stratagemmi cinematografici”; Lapis di James Whitney\, un classico dell’Absolute Cinema\, da lui definito “un mandala spazio/temporale”\, è correlato all’attività neurale del sistema visivo ed uditivo realizzando un meraviglioso esempio sinestetico; in Déjeuner du matin di Patrick Bokanowski i suoi esperimenti ottici con la luce\, la riflessione e la rifrazione trasformano le immagini quotidiane in fluidi e deformabili oggetti d’arte\, impiegando il materiale filmico come una tradizionale tela pittorica; per Stadt in flammen del collettivo SCHMELZDAHIN la pellicola found footage Ville en flamme è sottoposta al degrado biologico di microbi e batteri\, fin quasi la liquefazione\, per favorire una dissoluzione delle immagini e mostrare la vacuità della materia al processo del tempo. \n  \nGiovedì 26 giugno ore 22:30 Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard \nPer la seconda volta\, con una nuova configurazione filmica e l’ultimo film in prima visione mondiale\, Juke Film Boxe di Gaëlle Rouard è una straordinaria opportunità per partecipare all’intervento diretto sulla proiezione filmica; un flusso continuo che coinvolge in un tutt’uno la film-maker\, gli apparati proiettivi\, l’ambiente e gli spettatori. Un pretesto narrativo fa da sottile sostrato per un viaggio cosmico nell’arte filmica; i fotogrammi\, sapientemente elaborati a mano attraverso dei filtri colorati\, degli specchi e dei prismi ottici\, creano un mondo sovrapposto\, accompagnato da una fortissima sensazione d’ignoto che può forse condurre verso nuovi scenari e significati. \n  \nVenerdì 27 giugno ore 21:00 Intuition spaces selezionati da Emmanuel Lefrant e Raffaella Morra \nIl programma Intuition spaces selezionato da Emmanuel Lefrant e Raffaella Morra concentra l’attenzione sul processo di sviluppo delle sostanze in perpetua metamorfosi. Little Girl di Bruce Baillie registra dei momenti distillati di bellezza naturale in un ritratto lirico perfettamente semplice senza aggiunte o tagli; Distorted Movi Sion di Yo Ota riflette sulla struttura della visione cinematografica come tipologia di esperienza visuale e conoscenza visibile; un’avventura della mente in The Or Cloud di Fred Worden ed un viaggio metafisico che si realizza attraverso degli scenari mentali personali in Into Daylight di SJ. Ramir; Another Void di Paul Clipson è il risultato di una pratica continua con la pellicola Super 8mm per elaborare una modalità di descrizione del mondo attraverso il gesto e la ripetizione; in Photuris di Peter Miller il movimento generato dalle lucciole è registrato sulla pellicola\, formando dei turbinii astratti di luce. \n  \nVenerdì 27 giugno ore 22:30 expanded cinema performances di Les Nominoë \nDel collettivo Nominoë\, composto dai quattro film-makers Nicolas Berthelot\, Alexis Constantin\, Emmanuel Lefrant\, Stéphane Courcy di Rosa\, le due expanded cinema performances Atomic Light (in prima visione mondiale) e Cortex (con la partecipazione del ballerino Stéphane Mensah) collegano la materialità del supporto filmico e la diffusione proiettiva ad una fruizione temporale e spaziale non convenzionale. Il cinema dei Nominoë si allontana dai modi abituali di produzione filmica privilegiando l’improvvisazione collettiva dal vivo di una situazione visiva e sonora. \n  \nSabato 28 giugno ore 21:00 Signal Selections from Screen Compositions selezionati da Katherine Liberovskaya \nScreen Compositions è un evento annuale di proiezione\, fondato e curato da Katherine Liberovskaya\, che si svolge dal 2005 al Experimental Intermedia\, NY\, dedicato alle intersezioni delle immagini in movimento con l’arte sonora\, specificamente non dal vivo. La selezione per l’Independent Film Show si concentra sulla manipolazione del segnale analogico ed esplora le qualità e le possibilità offerte dall’apparato tecnologico. Decay Hatching di LoVid (Tali Hinkis and Kyle Lapidus) mette in evidenza la fragilità della tecnologia\, il video 33 di E.S.P. TV (Victoria Keddie and Scott Kiernan) documenta le pratiche artistiche effimere; in Light Field II Richard Garet attira l’attenzione verso i processi di percezione e cognizione attivando dei fenomeni sensoriali\, fisici\, psicologici che riflettono sulla natura e sull’esperienza del tempo; Frogfields di Katherine Liberovskaya è un’esplorazione del video a tensione controllata dall’audio elaborato tramite un sintetizzatore. \n  \nSabato 28 giugno ore 22:30 Live video di Katherine Liberovskaya con Live mixing of audio pieces di Phill Niblock \nSabato 28 giugno ore 23:00 Live music and film/video di Phill Niblock \nDue momenti performativi con Katherine Liberovskaya e Phill Niblock: nel primo live set Niblock mixa tra brani audio basati su diverse registrazioni fonografiche\, molto differenti dalle sue composizioni musicali\, accompagnato da Katherine Liberovskaya che mixa dei video da un vasto database personale di clips elaborate negli ultimi quindici anni. \nIl secondo evento è un’intensa performance di Phill Niblock\, compositore minimalista e film-maker che con la sua Intermedia Art ha contribuito attivamente a trasformare il modo di percepire i suoni ed il trascorrere del tempo. Le sue composizioni sonore sono dei fitti drones interrelati da microtoni di timbri strumentali che generano variegate sfumature nello spazio performativo in cui gli spettatori si immergono fino a perdere la percezione del fluire del tempo. Ciò si riflette nei suoi componimenti filmici\, lontani dallo sviluppo documentale\, che mostrano i rituali del lavoro giornaliero\, spesso l’operare manualmente ripetuto in continuo. Le dense corrispondenze tra suoni e immagini agiscono con un lento fluire\, evocando sensazioni antagoniste di movimento ed immobilità\, e con una giusta predisposizione conducono ad una condizione di trance dove esistono le libere associazioni. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				INDEPENDENT FILM SHOW 14th Edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito 2_Estate
DESCRIPTION:6 giugno – 5 luglio 2014\nOPENING 6 GIUGNO ORE 11:30\nEx Anagrafe Comunale\nPiazza Dante\, Napoli \nA cura di Eugenio Viola \n2_Estate\, seconda tappa del progetto biennale Sette Stagioni dello Spirito\, è un intervento site-specific che indaga il concetto di inerzia\, una condizione dell’anima affrontata da Gian Maria Tosatti cortocircuitando riferimenti eterogenei: l’approccio “archeologico” di Agamben incontra le riflessioni disilluse dell’ultimo Pasolini di Petrolio\, l’impianto ascensionale di matrice dantesca quello introspettivo di Teresa de Jesus\, riferimenti cari alla storia dell’arte si prestano alle lacerazioni del presente. Elementi diversi e tra loro distanti\, diventano l’espediente sottile di Tosatti per portare avanti una riflessione amara che usa come analogia l’Italia repubblicana\, la sua mancanza di progettualità e di identità\, per indagare una “malattia dello spirito” comune ad ogni uomo che si lascia scivolare verso la bassezza\, in quella che\, in definitiva\, è un’opera sull’inferno. \nIl luogo prescelto per questo secondo intervento del ciclo costituisce\, come nel caso precedente\, un’altra ferita aperta nel corpo di Napoli. Tosatti si è concentrato su un edificio talmente visibile da essere diventato invisibile\, che si staglia sulla centralissima Piazza Dante. Nato nel ‘600 come monastero\, l’edificio ha ospitato la prima anagrafe italiana\, istituita a Napoli nel 1809 e tutt’oggi\, pur essendo chiuso e versando in condizioni di degrado\, conserva all’interno gran parte dei documenti che hanno registrato l’identità dei napoletani per oltre 200 anni. \nCome per Agamben così per Tosatti\, l’indagine storica è solo il riflesso di un’interrogazione assoluta rivolta al presente\, ed è proprio cercando di comprendere il presente che l’artista si trova\, quasi costretto\, ad interrogare il passato. \nÈ in questo senso che Tosatti recupera\, in chiave umanistica\, il pensiero del filosofo quale unica possibilità di risoluzione di un’identità in funzione del proprio futuro\, lo interpreta come postulato dello spirito\, avvicinandolo\, sorprendentemente\, alle “seconde mansioni” descritte da Santa Teresa D’Avila nel suo Castello Interiore\, punto di inizio dell’indagine chirurgica dell’artista nel ventre di Napoli. \nTosatti risemantizza uno spazio vuoto\, silente\, e con un’azione contro natura lo riporta indietro nel tempo quasi volesse apparentemente restituirlo alla sua funzione originaria. In realtà lo elegge a simbolo di una parabola che attraversa l’Italia repubblicana e il suo immobilismo per definire la natura stessa del male all’interno di ogni essere umano. \nIl visitatore\, dunque\, si trova al cospetto di uno spazio di cui egli stesso è corpo\, in cui tutto è infinitamente familiare\, ma in cui l’ordine è stato meticolosamente progettato\, attraverso successioni di informazioni di un \nprocesso che restituisce un’installazione polisemicamente complessa\, in cui ogni singolo elemento contribuisce alla creazione di un progressivo disvelamento di senso. \n  \nGian Maria Tosatti (Roma\, 16.04.1980 – vive a New York) ha compiuto la sua formazione nel campo performativo\, presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un percorso artistico nel territorio di connessione tra architettura e arti visive realizzando principalmente grandi installazioni site specific.\nI suoi progetti\, abitualmente\, sono indagini a lungo termine su temi legati al concetto di identità\, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che ha sviluppato sono stati «Devozioni» (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici di Roma sugli archetipi dell’era moderna – e «Landscapes» (2006-)\, un progetto di arte pubblica in aree di conflitto.\nAttualmente la ricerca dell’artista è legata a due nuovi progetti\, «Fondamenta» (2011-)\, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea\, e le «Le considerazioni…»\, ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale.\nTra il 2013 e il 2016 la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito”.\nTosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale «La Differenza» e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista per Artribune e scrive su Opera Viva. Scrive saggi sull’arte e sulla politica.\nNel 2011 ha curato RELOAD\, prototipo di intervento culturale urbano sul riutilizzo temporaneo di spazi improduttivi ed è fondatore del progetto “La costruzione di una cosmologia”\, (www.unacosmologia.com).\nHa esposto anche presso l’Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014)\, il Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011)\, American Academy in Rome (Roma – 2013)\, Museo Villa Croce (Genova – 2012) Andrew Freedman Home (New York – 2012)\, Tenuta dello Scompiglio (Lucca – 2012)\, Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008)\, Chelsea Art Museum (New York – 2009)\, BJCEM (2014)\, Centrale Montemartini – Musei Capitolini (Roma – 2007)\, Museo Wilfredo Lam (L’Avana – 2015)\, Casa Testori (Milano – 2014)\, MAAM (Roma – permanente)\, Castel Sant’Elmo (Napoli – permanente).\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 2_Estate\, Ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante\, Napoli\, 2014\,\nGian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 2_Estate\, Ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante\, Napoli\, 2014\, Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 2_Estate\, Ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante\, Napoli\, 2014\, Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Sette Stagioni dello Spirito 2_Estate\, Ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante\, Napoli\, 2014\, Gian Maria Tosatti Courtesy dell’artista e Fondazione Morra
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SUMMARY:Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi
DESCRIPTION:20 maggio – 21 maggio 2014\nSTART CONVEGNO ORE 17:00\nSala Conferenze del Museo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIntroduzione al convegno: Giuseppe Morra\, Direttore Museo Nitsch di Napoli \nCoordinamento: Prof. Gian Paolo Sammarco\, Psicoanalista\, Docente di Semiotica dell’Arte e di Teoria della percezione e psicologia della forma \nInterventi di: Prof. Massimo Fusillo\, Professore di Critica letteraria e letterature comparate\, Prof. Lorenzo Mango\, Docente di storia del teatro moderno e contemporaneo Università L’Orientale Napoli\, Maestro Hermann Nitsch (per la traduzione consecutiva prof. Steffen Wagner) \nDurante l’incontro saranno inoltre proiettati i seguenti filmati della azioni: 130.aktion Museo Nitsch Napoli 2010\, regia di Mario Franco\n135.aktion Cuba 2012\, regia di Rolf Leitenbor \nMartedì 20 e Mercoledì 21 maggio 2014\, il Museo Nitsch e l’Accademia di Belle Arti di Napoli propongono due giorni a contatto con il Maestro Hermann Nitsch\, padre dell’Azionismo Viennese. Le due istituzioni offrono ai giovani un’occasione per conoscere e approfondire l’opera d’arte totale dell’artista viennese: un incontro con gli studenti e un convegno stimoleranno il dibattito e l’approfondimento sul tema. \nIl saggio Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi di Gian Paolo Sammarco si pone l’intento di ricercare il significato profondo del Wiener Aktionismus (Azionismo Viennese) e\, più in generale\, di ogni prodotto dell’arte e delle scienze\, tramite l’ottica psicoanalitica. Fin dalla preistoria\, il genere umano ha mostrato la volontà di raccontare la propria esperienza attraverso una narrazione\, che\, prima ancora che manifestare un bisogno narcisistico o di intrattenimento\, servisse una primitiva disposizione ad esorcizzare la perturbante idea della morte. L’arte ed il pensiero hanno permesso un’evoluzione\, deviando l’espressione delle pulsioni distruttive\, altrimenti agite con la violenza\, verso una rappresentazione che anticipasse\, in maniera elegantissima e senza paura alcuna\, il risultato della diretta manifestazione della pulsione di morte\, permettendone la sublimazione\, attraverso l’avvicinamento\, il contatto e l’integrazione con la natura più intima\, costituzionale\, del thanatos. Tale processo può costruire\, nella maggiore condivisione possibile di affetti e di forme estetiche\, una saggezza che porti a trasformare l’angoscia di morte e l’atto distruttivo in un oggetto vitalizzante\, che generosamente l’artista lascerà al mondo in eredità. \nIl Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch mette in scena un percorso conoscitivo con elementi arcaici\, legati alle manifestazioni somatiche e sensoriali\, che precedono e formeranno solo successivamente la dimensione rappresentativa simbolica o verbale\, in uno spazio dove la materia corporea si congiunge con l’esperienza psichica e spirituale. \nL’intervento di Lorenzo Mango intende interrogarsi su come il concetto di catarsi possa declinarsi in un’esperienza come quella del Teatro delle orge e dei misteri. Lì la questione della rappresentazione è posta in termini assolutamente diversi rispetto a quelli aristotelici e\, più in generale\, della “forma teatro” della tradizione occidentale\, intesa come finzione narrativa. Il Teatro delle orge e dei misteri\, infatti\, opera un lavoro di risalimento alle fonti del tragico\, lì dove il momento di conoscenza del sé non è filtrato dalla parola\, dal racconto\, dalla psicologia ma attinge ad un originario ancora più “antico”\, a quanto precede la dimensione rappresentativa: il sangue\, il sacrificio\, la carne e la morte\, elementi che mettono l’uomo a contatto con la sua corporeità di essere vivente\, cercando in essa e non fuori o al di là di essa la propria dimensione spirituale. \nMassimo Fusillo si propone di analizzare le performance di Hermann Nitsch alla luce del concetto wagneriano di opera d’arte totale\, che ha avuto nel Novecento uno sviluppo notevole\, da Artaud alle avanguardie storiche fino al post-human. Partendo dalle consonanze e dai richiami ai miti di Dioniso (definito da Nitsch «dio dell’abreazione»\, importante concetto freudiano) e di Edipo\, e passando per la regia del Parsifal di Wagner\, si delinea in Nitsch una poetica della metamorfosi\, in cui l’identificazione fra spettatori ed attori e la sollecitazione di tutti i sensi producono un effetto inedito di catarsi: una trasformazione performativa delle pulsioni più violente e radicali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Convegno Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 \n© photo Biagio Ippolito\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Convegno Arte\, Psicoanalisi e Società. La poetica della metamorfosi\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014  © photo Biagio Ippolito Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane
DESCRIPTION:16 maggio 2014\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico  Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nin occasione della pubblicazione del libro Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane di Domenico Mennillo. \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\ndisegni di Rosaria Castiglione\nedizioni Morra/E-M Arts \nLa pubblicazione di Alcune Architetture di Napoli. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane 2003-2013 (Edizioni Morra/E-M Arts 2013) concede un’insolita occasione per l’organizzazione dell’evento omonimo\, a cura di Domenico Mennillo\, Raffaella Morra e Loredana Troise\, che venerdì 16 maggio 2014\, al Museo Hermann Nitsch\, coinvolgerà il pubblico in un happening dinamico e multidisciplinare. \nIn programma una selezione di video di alcune performances eseguite da lunGrabbe\, per una riflessione complessa sull’uomo nella propria evoluzione storica\, leggibili come “testimonianze di un tessuto fisico-visivo ancora palpitante”\, esperimenti al di fuori del circuito di intrattenimento che non si discostano dal reale o dalla finzione teatrale. A ritmare la proiezione degli estratti video\, brevi commenti critici di Tommaso Ariemma\, Tommaso Ottonieri\, Ferdinando Tricarico\, offriranno un’ulteriore possibilità per addentrarsi nel complesso sistema realizzato da lunGrabbe\, come pratica nomadica tra la memoria culturale europea\, utilizzata attraverso sollecitazioni concettuali e creatività artistica connessiva. \nA concludere il programma\, l’eccezionale ricostituzione temporanea del gruppo musicale Terrapin. (Nino Bruno\, Marco Di Palo e Massimiliano Sacchi\, artisti che hanno collaborato in più occasioni con lunGrabbe). Costituito a Napoli negli anni ottanta\, sulla suggestione di un certo clima dark-sacrale-ieratico\, eseguiranno brani dal vivo dal loro catalogo. \nLa pubblicazione del libro Alcune Architetture di Napoli. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane 2003-2013 è composta dalle dieci partiture degli happenings di lunGrabbe\, raccolte in forma sciolta ma numerate cronologicamente\, e descrive con minuzia di particolari il tragitto esplorato nel decennio 2003-2013 “…per l’edificazione poetica di questa città”. Il cui punto di partenza è lo spazio inteso come segno visivo-emozionale- collettivo\, capace di trasformare la staticità della struttura teatrale perché intriso dal vissuto. Sperimentando una metodologia basata sull’ intreccio tra linguaggi\, lunGrabbe ha elaborato un inventario che rivela il bisogno di frantumare ogni omogeneità\, disarticolando il mosaico del visibile in tanti fotogrammi. “Il teatro non può essere considerato come una prigione” – afferma Mennillo – “e il presente non è un’immagine immobile ma uno scrigno da perlustrare”: un testo snodabile che\, per segmenti\, si vuole ricondurre nel presente. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014\nCourtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				 Presentazione libro “Alcune Architetture di Napoli 2003-2013 Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane”\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli 2014 Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Tra Oriente ed Occidente – Arte e spiritualità nel Novecento. Le Danze Sacre -  Danza sul mandala
DESCRIPTION:12 aprile 2014\nINIZIO ORE 10:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nTra Oriente ed Occidente – Arte e spiritualità nel Novecento\, Le Danze Sacre (Danza sul mandala e Danza di Gurdjieff)\, è un primo appuntamento con la città di Napoli che l’Accademia di Belle Arti\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, e la Comunità Dzogchen di Napoli Namdeling\, vuole dare per lo sviluppo di una cultura di pace e di consapevolezza individuale e collettiva. \nIl titolo dell’iniziativa si inserisce nel programma didattico di Gabriella Dalesio\, docente di Storia dell’arte contemporanea\, nonché critico d’arte e studiosa del rapporto tra arte orientale e occidentale. \nDopo la conferenza\, che prevede proiezioni di video informativi sulle danze presentate\, dodici persone\, sei uomini e sei donne danzeranno su un mandala di cinque colori\, steso a terra sulla terrazza antistante il Museo\, la Danza delle Sei Liberazioni. \nLa Danza del Vajra è stata insegnata dal Maestro Chögyal Namkhai Norbu sin dai primi anni novanta\, ed è stata inserita dall’Unesco fra i patrimoni dell’Umanità. \nVajra è un termine sanscrito che significa diamante: nell’insegnamento Dzogchen è il simbolo della nostra natura essenziale\, immutabile come il diamante. \n“Attraverso la Danza del Vajra il praticante integra la voce nel canto\, il corpo nella danza e la mente nello stato di contemplazione.” Sono queste le parole del Maestro Chögyal Namkhai Norbu sul senso della Danza del Vajra\, una meditazione in movimento che ci aiuta a rilassare le tensioni della vita quotidiana. \nPresiede: Aurora Spinosa\, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli \nCoordinatore: Gabriella Dalesio \nRelatori: Salvatore Di Carluccio\, Christiane Rhein\, Margit Martinu\, Giovanna Natalini \nProgramma \nOre 10:00 Presentazione programma della giornata \nOre 10:30 Le danze sacre di Gurdjieff \nInterventi di Margit Martinu e Giovanna Natalini \n                 Danza sul Mandala\, Danza delle Sei liberazioni \nInterventi di Salvatore di Carluccio e Christiane Rhein \nOre 12:00-13:30 Danza delle Sei Liberazioni (dimostrazione di danza sul mandala) \nSalvatore Di Carluccio e Christiane Rhein\, studenti di Chögyal Namkhai Norbu\, il maestro Dzogchen cui questa danza fa riferimento\, sono insegnanti della Danza del Vajra da diversi anni.  Margit Martinu è insegnante delle Danze di Gurdjieff e Giovanna Natalini è compositrice e pianista. \nIl giorno 6 giugno sarà organizzato presso la sede del Museo Nitsch un workshop sulla Danza di Gurdjjeff. \nLa Danza del Vajra \nLa Danza del Vajra\, se praticata con la giusta attitudine e perseveranza\, può diventare un mezzo per scoprire la nostra vera natura\, nello stato della contemplazione. La Danza del Vajra è una meditazione in movimento che ci aiuta a rilassare le tensioni della vita quotidiana. I movimenti semplici\, ampi e fluidi donano dolcezza e serenità alla mente. Eseguiti al suono di sillabe sacre (mantra)\, che si trovano nei testi originari dell’Insegnamento Dzogchen\, ci permettono di ritrovare uno stato di equilibrio e di benessere. I suoni e i movimenti della Danza del Vajra agiscono sui vari punti energetici del corpo\, secondo una conoscenza millenaria dei canali e dei centri dell’energia simile a quella dell’agopuntura. In tal modo la Danza scioglie eventuali blocchi\, armonizza i nostri tre aspetti principali\, vale a dire il corpo\, la voce o energia\, e la mente\, e sviluppa la presenza e la consapevolezza. La Danza del Vajra viene praticata su un Mandala\, simbolo della corrispondenza fra la dimensione interna dell’individuo (microcosmo) e quella esterna del mondo (macrocosmo). Una sessione di danza dura almeno 20 minuti. Possono partecipare dodici danzatori\, sei uomini e sei donne\, disposti sulle dodici dimensioni del Mandala. Queste dimensioni rappresentano l’interazione e l’inseparabilità dell’energia femminile e maschile. Quando nella Danza queste energie sono perfettamente coordinate\, la pratica diventa un’esperienza di intensa gioia. \nDANZE SACRE E MOVIMENTI di G.I. GURDJIEFF \nLa presenza al corpo\, al pensiero\, al sentimento  \nI Movimenti e le Danze sacre\, sviluppati da G.I. Gurdjieff\, hanno una origine molto antica e sono frutto dei suoi lunghi viaggi durante molti anni che egli ha dedicato alle ricerche della conoscenza all’inizio del secolo scorso. Fanno parte integrante del suo insegnamento; contengono ritmi\, esercizi e movimenti\, disegnati per liberarci dalle abitudini e tensioni del corpo\, del sentimento e del pensiero – che ci tengono imprigionati nel mondo condizionato. Richiamano la presenza a noi stessi\, sviluppano l’attenzione\, il coordinamento\, la concentrazione e la consapevolezza. Sono un strumento per l’osservazione di se stessi e ci conducono ad uno stato più equilibrato. La ricerca e la pratica di questa arte sacra ci portano ad una percezione profonda del sacro dentro di noi. Le musiche per i Movimenti eseguite al pianoforte sono intimamente connesse con questo “viaggio interiore”. \nMargit Sien MARTINU \nNata e cresciuta a Praga. E‘ stata educata alla danza e alla ginnastica artistica; ha partecipato alla squadra nazionale. Questo training ha avuto le sue radici nel metodo Delacroz che comprende non solo il movimento corporeo\, ma sviluppa anche la sensibilità verso la musica. Nel 1968 lascia il paese di origine e si reca a Londra. Agli inizi degli anni settanta incontra J.G. Bennett\, allievo di G.J.Gurdjieff\, il quale la introduce all’insegnamento di quest’ultimo. Nel 1975 entra nell’ International Academy for Continuous Education in Sherborne\, Inghilterra\, diretta da J.G. Bennett ove frequenta un corso residenziale di dieci mesi basato sull’insegnamento di Gurdjieff e disegnato per lo sviluppo armonico dell’uomo. Comprendeva lo studio dei metodi orientali ed occidentali tra cui la psicologia\, la storia\, la cosmologia e la filosofia ma anche i lavori pratici come il giardinaggio\, laboratori artigianali\, la musica\, la meditazione e\, in particolare\, i Movimenti e le Danze Sacre di Gurdjieff. Nell’ estate del 1977 partecipa negli Stati Uniti al seminario di training per la formazione di insegnanti dei Movimenti a Claymont in West Virginia – filiale dell’International Academy for Continous Education\, fondata da J.G. Bennett. Dal 1977 al 1982 approfondisce negli Stati Uniti lo studio dell’insegnamento e del sistema di Gurdjieff presso l’Istituto di Paul Anderson\, allievo e segretario di Gurdjieff negli Stati Uniti.  Sotto la sua direzione si è formata come insegnante di Movimenti e comincia la sua attività didattica. Nel 1985 torna in Europa e studia con insegnanti della Fondazione di Gurdjieff e svolge il ruolo di insegnante di Movimenti. Ha condotto laboratori sull’Introduzione ai Movimenti di Gurdjieff presso il DAMS della Sapienza a Roma. Ha curato varie dimostrazioni pubbliche di Movimenti: al DAMS di Bologna\, a Pescara\, a Roma\, al Teatro Era di Pontedera. Ha curato vari concerti di musiche sacre di Gurdjeiff a Roma e a Praga. Negli ultimi anni partecipa come staff al Gathering annuale in Inghilterra di vari gruppi europei che studiano e praticano l’insegnamento di Gurdjieff. Negli ultimi tre anni dirige negli Stati Uniti il Progetto sullo studio e la ricerca dei Movimenti e delle Danze Sacre al fine di approfondire\, trasmettere e preservare questo metodo nella società odierna. Da più di vent’anni conduce corsi e seminari in Italia\, in Europa e negli Stati Uniti. www.gurdjieffmouvements.it \n  \nGIOVANNA NATALINI   \nDal 1998 lavora come pianista accompagnatore per le Danze Sacre di Gurdjieff\, tenendo regolarmente seminari in Italia (a Roma\, Centeno e Pontedera) con M. Martinu; ha anche lavorato con J. Wilkinson in Toscana e in Slovenia in diversi seminari residenziali. Ha partecipato a diverse dimostrazioni pubbliche del lavoro di Gurdjieff: nel 2004 a Pescara per il Festival Moving in the City\, nel 2005 a Roma presso la Sala Cantieri Scalzi\, nel 2010 a Pontedera presso il Teatro Era. Dal 2003 lavora a RAI RADIO3 come esperto di musica\, fino al 2009 per Il Terzo Anello Musica\, dal 2010 per la trasmissione Primo Movimento. Ha collaborato come compositore con i gruppi teatrali O Thiasos TeatroNatura e il Teatro della Memoria e con la casa editrice EMONS specializzata in audiolibri. www.giovannanatalini.com \n 
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SUMMARY:Vent’anni di Suoni Contemporanei con Dissonanzen
DESCRIPTION:27 gennaio 2014\nSTART ORE 20:00\nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \nDissonanzen compie vent’anni. Vent’anni in cui si sono prodotti e organizzati 200 tra concerti\, eventi\, rassegne di cinema sonorizzato\, festival\, pubblicazioni e 4 incisioni discografiche. Vent’anni di grandi successi e di prestigiose collaborazioni\, che hanno animato la scena della musica contemporanea a Napoli\, in Italia al Ravenna festival\, al Cantiere Internazionale di Montepulciano\, al festival Traiettorie di Parma\, con apparizioni significative anche all’estero al festival di Salisburgo\, al Guggenheim di New York\, al Festival di Annecy. Vent’anni di suoni contemporanei\, caratterizzati da un lavoro svolto all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Dissonanzen ha sviluppato in questi anni un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble Dissonanzen\, realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez e Autotono di Sylvano Bussotti. Un lavoro in continuo divenire e sempre diversificato attraverso la collaborazione di ospiti di as­soluto rilievo come Cristina Zavalloni\, Marc Ribot\, Michel Godard\, Markus Stockhausen\, Adam Rudolph\, Alvin Curran\, Stefano Scodanibbio\, Agostino Di Scipio\, Jim Pugliese\, cercando sempre strade nuove\, senza mai identificarsi in un suono predefinito.  Per festeggiarli\, lunedì 27 gennaio ore 20.00 al Museo Hermann Nitsch | vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, sarà presentato il box di cinque cd\, in una serata animata esecuzioni live\, performance improvvisative\, ospiti e testimonianze video. Un vero e proprio happening di suoni\, testi e immagini\, animato da tutti gli artisti di Dissonanzen e da ospiti quali il VJ Andrea Lapsus\, Federico Odling\, Gianni Trovalusci. Esecuzioni live di autori a cui da sempre Dissonanzen è legata\, quali John Cage\, Bruno Maderna\, Cathy Berberian\, Erwin Schuloff\, Franco Evangelisti\, Hans Werner Henze\, Gene Pritsker\, Cole Porter\, Morton Feldman\, Giacinto Scelsi\, improvvisazioni a cura dell’Ensemble Dissonanzen\, lettura di testi a cura di Enzo Salomone Quodlibet\, e la visione di un patchwork video curato da Paola Pagliuca e VJ Lapsus (alias Andrea Pennisi)\, realizzato con i contributi di molti artisti e intellettuali con cui Dissonanzen ha collaborato in questi anni: tra questi Cristina Zavalloni\, Marc Ribot e lo scrittore Ermanno Rea. \nSul palco Daniela del Monaco\, contralto\, Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci\, flauti\, Marco Sannini tromba\, Daniele Colombo\, violino\, Marco Vitali e Federico Odling\, violoncello\,  Marco Cappelli\, chitarra Ciro Longobardi e Francesco D’Errico\, pianoforte \nAlessandra Petitti\, danza. Ingresso gratuito. \nLa raccolta edita in collaborazione con l’etichetta milanese Die Schachtel e curata da Ciro Longobardi e Tommaso Rossi\, contiene incisioni che testimoniano le tappe fondamentali del percorso artistico dell’Associazione e dell’Ensemble. \nPezzi di vita musicale di un’avventura cominciata a Napoli nel 1993 grazie all’intuizione di Marco Vitali\, e proseguita con l’impegno corale dei membri dell’Associazione\, i musicisti dell’ensemble\, Marco Cappelli\, Daniele Colombo\, Francesco D’Errico\, Raffaele Di Donna\, Ciro Longobardi\, Claudio Lugo\, Marco Sannini\, Tommaso Rossi\, l’attore Enzo Salomone e la danzatrice Alessandra Petitti. Le registrazioni presenti nel cofanetto coprono un arco di circa sei anni\, dal 2003 al 2009\, e evidenziano quanto l’improvvisazione\, oltre al repertorio scritto\, sia stata centrale nella ricerca musicale e stilistica dell’ensemble. “L’improvvisazione rappresenta qualcosa di più che un’esigenza estetica – spiega Tommaso Rossi\, presidente dell’associazione dal 2000 e flautista dell’ensemble – È il messaggio politico-culturale che caratterizza il lavoro di una comunità artistica come la nostra e rappresenta una delle sue cifre di espressione.” “Dopo due dischi dedicati a grandi compositori contemporanei\, Luigi Dallapiccola\, Goffredo Petrassi\, Hans Werner Henze –spiega Ciro Longobardi – abbiamo sentito l’esigenza di documentare pubblicamente il nostro percorso nell’ambito della creatività estemporanea. Avevamo nel cassetto alcune ottime registrazioni\, sia live che in studio\, che ci è sembrato acquistassero ancora più forza nell’essere presentate tutte insieme e nella reciproca complementarietà che esalta i diversi tipi di improvvisazione affrontati. L’imminente ventennale dell’Associazione ha finalmente fornito l’occasione per pubblicare questi documenti sonori\, cui siamo molto legati dal punto di vista sia artistico che affettivo.” \nI cinque progetti che compongono il cofanetto rappresenta­no cinque strade diverse di concepire l’improv­visazione. Nel caso di Man Ray Suite convivo­no insieme due idee: il lavoro cinematografico di Man Ray come Partitura grafica in movi­mento e la musica di Satie come materiale per l’improvvisazione. Per Alchemic Sounds il grande jazz di Monk e Gillespie è il pun­to di partenza per un tipo di approccio più sperimentale\, che trova un protagonismo solistico negli assoli strumentali\, a cura dei musicisti dell’ensemble. Anche qui lo spunto iniziale\, costituito dai cortometraggi di Harry Smith\, è diventato solo un ricordo\, perché la musica ha ormai preso il soprav­vento e vive in autonomia. \nMusica Porosa è stata la prima pubblicazione discografica dell’Ensem­ble\, nel 2004\, frutto del bellissimo incontro umano ed artistico con Markus Stockhausen e Tara Bou­man. L’idea di porosità non è solo un pretesto ma una declinazione ulteriore del carattere “intuitivo” dell’approccio estetico di Markus Stockhausen\, straordinariamente evocativo e nello stesso tempo indirizzato alla costruzio­ne di un suono d’insieme. \nTeatrini napoletani riunisce alcuni lavori di Claudio Lugo\, direttore artistico dell’ensemble dal 2000 al 2006\, scritti espressamente per Dissonanzen\, in cui è for­te la presenza del testo e di una dimensione para-teatrale\, la voce attoriale e recitante di Enzo Salomone\, con le sue infinite sfumature musicali\, la vocalità sensuale di Daniela Del Monaco e Roberta Andalò. \nInfine A Glimpse raccoglie le migliori sessioni di prove in stu­dio realizzate in occasione di un concerto con Adam Rudolph nel novembre del 2009.
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