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SUMMARY:Schegge di Luminosità Independent Film Show
DESCRIPTION:SCHEGGE DI LUMINOSITÀ INDEPENDENT FILM SHOW\nfotografie di BIAGIO IPPOLITO e documenti video di ANDREA DE CUNZO LAMENDOLA \na cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\nTemporary gallery del Museo Hermann Nitsch\ngiovedì 11 settembre 2025 – sabato 8 novembre 2025 \nPROROGATA a sabato 17 gennaio 2026 \nSchegge di Luminosità Independent Film Show\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, è un progetto ideato per attualizzare le memorie attraversando le fotografie di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola estratti dalle edizioni della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Un’accuratissima selezione da un insolito ed esclusivo archivio di circa duemila fotografie di Biagio Ippolito: sono scatti poetici realizzati regolando l’apertura dell’otturatore in frazioni di un secondo per fissare un istante unico\, come la gestualità particolare del filmmaker mentre sfiora la pellicola\, il proiezionista dietro i proiettori 16mm\, i colori del tramonto e il Vesuvio. Le singole foto e le grandi tele delle sequenze fotografiche coinvolgono il visitatore in un rapporto di decifrazione e riconoscimento; chi ha partecipato alle precedenti edizioni può attivare le sinapsi e ritornare a ricordi e sensazioni\, mentre chi non ha vissuto in modo diretto quelle emozioni può visualizzare i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola. Dal 2012 al 2015\, con determinato e garbato approccio\, Andrea De Cunzo Lamendola ha filmato mimetizzato tra il pubblico\, e poi ha montato con maestria le expanded cinema performances di Karel Doing\, Sally Golding\, Les Nominoë\, Katherine Liberovskaya e Phill Niblock\, Lynn Loo & Guy Sherwin\, Lionel Palun\, Greg Pope e SULT\, Gaëlle Rouard\, Spatial (Matt Spendlove). \nLe fotografie di Biagio Ippolito evocano ricerca\, movimento\, escursione armoniosa di un intenso e inedito viaggio fotografico che ripercorre la parabola temporale della rassegna INDEPENDENT FILM SHOW. Scandita secondo un percorso espositivo a lungo meditato\, la planimetria edificata con i video di Andrea De Cunzo Lamendola e le foto di Biagio Ippolito incrocia la visualità dinamica e ritmica di una temperie percettiva fatta di rimbalzi e collisioni cromatiche. \nLe 19 foto singole\, le 3 foto analogiche e le 10 grandi tele con le sequenze fotografiche delle edizioni IFS insieme alle expanded performances compongono l’inedita mostra fotografica di Biagio Ippolito e i documenti video di Andrea De Cunzo Lamendola\, connessi a un’idea di racconto che si arricchisce con gli intrecci narrativi degli straordinari documenti video fra sorprendenti risonanze e tempi asincroni\, ad indicare la via per una sfumata figurazione del pensiero.
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SUMMARY:Festival PHONOSOPHIA
DESCRIPTION:Festival PHONOSOPHIA\n2° edizione\nFesta della Conoscenza attraverso il Suono\nper il solstizio d’estate 2025 \n20\, 21 e 28 giugno 2025\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nIl theatrum phonosophicum – in cooperazione con la Fondazione Morra (Napoli) – presenta la seconda edizione del Festival PHONOSOPHIA\, dedicato alla “Conoscenza attraverso il Suono”. \nCon respiro cosmopolita il Festival Phonosophia intende celebrare il solstizio d’estate con tre giornate dedicate alla conoscenza attraverso il suono e all’“ascolto totale”\, creando spazi esperienziali sinestetici in cui antichi saperi tradizionali vanno a coniugarsi con pratiche sperimentali (in questa edizione: dall’ecologia acustica all’arte acusmatica\, dal tantrismo kashmiro a maestri armeni del Novecento). \nIl Festival PHONOSOPHIA prevede eventi di diverso tipo: lecture-performance\, azioni sonore\, rituali di ascolto\, install’Azioni\, letture poetico-filosofiche\, “cinema per le orecchie” e workshops. \nIngresso libero – numero di posti limitato\nprenotazione obbligatoria:\nphonosophianova@gmail.com\ntel. 376 192 39 07
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SUMMARY:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale
DESCRIPTION:I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale\nConvegno per il centenario dalla nascita di Julian Beck \nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli\n17 giugno 2025 ore 16\,00 \nIl 17 giugno 2025\, negli spazi di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, la Fondazione Morra celebra il centenario della nascita di Julian Beck\, fondatore\, insieme a Judith Malina\, del Living Theatre\, con un convegno dal titolo “I 100 anni di Julian Beck. Essere artista totale”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per la valorizzazione delle esperienze teatrali radicali che hanno segnato la scena del Novecento\, e per mantenere viva la memoria attiva dei suoi protagonisti.\nA cento anni dalla nascita di Julian Beck\, il convegno intende esplorare la straordinaria attualità del suo pensiero e della sua opera attraverso una riflessione a più voci\, che intreccia analisi teoriche\, testimonianze dirette e prospettive critiche sul lascito del Living Theatre. Più che una celebrazione\, l’evento si configura come un atto di “convocazione dello spirito”\, per ripensare oggi\, in un tempo di disorientamento e trasformazione\, il potere rivoluzionario del teatro.\nI relatori – studiosi\, critici e testimoni di un incontro personale con la compagnia – porteranno il loro contributo in un confronto capace di restituire la complessità e la forza di un’esperienza teatrale che ha attraversato la storia\, trasformando il rapporto tra arte e vita\, tra scena e realtà.\nIl convegno si propone come momento di restituzione e rilancio di un’esperienza teatrale che ha saputo mettere in crisi l’ordine costituito\, generando nuove possibilità di relazione\, espressione e comunità. Una memoria che non si fossilizza\, ma continua a interrogare il presente. \nPROGRAMMA\nIntroduce: Rossana Suriano\, Progettazione culturale Fondazione Morra.\nModera: Lorenzo Mango\nInterventi di:\nIsabella Morra\, Presidente della Fondazione Morra;\nGiuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra;\nMarco de Marinis\, già Professore Ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bologna. \nRicordo di Julian Beck\, poeta teorico del Living Theatre;\nFranco Perrelli\, già Docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo\, Università di Bari. Incontri con il Living: una testimonianza personale;\nCristina Valenti\, già Docente di Discipline dello Spettacolo\, Università di Bologna. “Convocare lo spirito”. Il teatro postumo di Julian Beck;\nLorenzo Mango\, Professore ordinario di Discipline dello spettacolo\, Università ‘L’Orientale’ di Napoli. Essere rivoluzionario dopo il fallimento della rivoluzione; \nLettura di testi tratti dal repertorio del Living Theatre a cura di: Cathy Marchand\, attrice. \nVideo-testimonianza di Eugenio Barba\, fondatore dell’Odin Teatret.
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SUMMARY:Geneva Voices 2 (version B)\, 2024
DESCRIPTION:PIERO MOTTOLA \nGeneva Voices 2 (version B)\, 2024\nPerformance-installazione sonora \n13 giugno 2025\, ore 18:00\nArchivi Living Theatre – Palazzo Bonito Oliva\nVico Elce\, 36 – Caggiano (SA) \nLa Fondazione Morra è lieta di presentare\, il prossimo 13 giugno alle ore 18:00\, presso gli Archivi Living Theatre di Caggiano (Palazzo Bonito Oliva)\, la performance-installazione sonora Geneva Voices 2 (version B) di Piero Mottola\, artista e musicista sperimentale di fama internazionale\, fondatore e direttore del LER – Laboratorio di Estetica del Rumore. \nL’opera\, realizzata nel 2024 per la mostra “Tuning In – Acoustique de l’émotion” al Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra\, si presenta come un ambiente acustico immersivo costruito attraverso l’Autocorrelatore acustico: un sistema automatico generativo che produce “passeggiate emozionali” composte da 10 emozioni\, 8 percorsi e 600 voci multiculturali. Geneva Voices 2 indaga la voce umana come mezzo di espressione e trasmissione emozionale\, svincolata da contenuti narrativi\, in un viaggio sonoro imprevedibile e profondo\, dove l’ascoltatore è coinvolto in un’esperienza psicofisica di trasformazione. \nFrutto di una lunga ricerca iniziata nel 2015 all’Università Politecnica di Valencia e successivamente condotta in numerose istituzioni accademiche e museali internazionali\, Voices si fonda su una complessa Mappa a 10 emozioni\, generata da valutazioni empiriche e statistiche. Le emozioni – tra cui Paura\, Gioia\, Collera\, Calma\, Stupore – vengono espresse vocalmente da persone di diversa provenienza culturale\, senza contenuti semantici riconoscibili\, per restituire un’esperienza sonora originaria\, astratta e universale. \nNel caso specifico di Geneva Voices 2\, l’Autocorrelatore acustico è stato programmato per generare 21 cicli emozionali\, ciascuno di 7 minuti\, con evoluzioni dinamiche che attraversano progressivamente il contrasto emozionale massimo. Le voci\, prevalentemente femminili\, si intrecciano in modalità randomica e imprevedibile\, dando vita a un’onda sonora relazionale in continua trasformazione. \nL’evento si inserisce nella programmazione della Fondazione Morra come ulteriore approfondimento sul ruolo del suono e della voce nella costruzione di ambienti artistici multisensoriali e partecipativi\, in linea con la sua costante indagine sui linguaggi sperimentali del contemporaneo. \n\nPiero Mottola\, docente di Sound Design all’Accademia di Belle Arti di Roma\, ha esposto e performato in prestigiose sedi internazionali tra cui FIAC Parigi\, Biennale di Venezia\, Bienal de La Habana\, MACRO Roma\, Museo Nacional de Bellas Artes de La Habana\, Museo Hermann Nitsch – Fondazione Morra Napoli\, e il Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra. Il suo lavoro indaga il rumore e la voce come strumenti di relazione e profondità estetica\, promuovendo una visione dell’arte come esperienza interattiva\, empatica e trasformativa.
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SUMMARY:Atlantide / Nuova Atlantide
DESCRIPTION:Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura \n11 giugno 2025 – Castello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – Caggiano (SA) \na cura della Fondazione Morra \nL’11 giugno 2025\, nella suggestiva cornice del Castello Normanno del Guiscardo a Caggiano\, si terrà il convegno “Atlantide / Nuova Atlantide: un progetto per esplorare il futuro in armonia con la natura”\, promosso dalla Fondazione Morra nell’ambito del più ampio disegno di riconfigurazione del patrimonio artistico e intellettuale raccolto nel tempo da Peppe Morra. \nL’iniziativa\, parte di una visione che unisce arte\, scienza\, paesaggio e filosofia in un nuovo modello di convivenza sostenibile\, nasce dal desiderio di decentrare la riflessione culturale da Napoli – sede storica della Fondazione Morra – a Caggiano\, piccolo borgo del Vallo di Diano che diviene laboratorio sperimentale per una rinnovata alleanza tra sapere\, natura e umanità. \nIl convegno si articolerà in due sessioni – mattutina e pomeridiana – e ospiterà interventi teorici e operativi volti a delineare i fondamenti culturali\, filosofici\, scientifici e normativi per la nascita della Nuova Atlantide: un’utopia concreta\, ispirata tanto alla mitica isola narrata da Platone quanto alla visionaria “New Atlantis” di Francis Bacon\, ma ancorata a un territorio reale\, protetto e visionario come Caggiano. \nL’evento\, che coinvolge pensatori\, artisti\, docenti e ricercatori\, si propone come occasione di confronto trasversale\, capace di generare nuovi linguaggi per immaginare futuri desiderabili\, dove arte e conoscenza ritrovano un ruolo attivo nella costruzione di un mondo più giusto\, armonico e consapevole. \n\nPROGRAMMA \nSaluti istituzionali\, ore 9\,30 \n\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano;\nGiovanni Caggiano\, Presidente della Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele\, Consigliere comunale;\nPeppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra.\n\nPresentazione della giornata di studi\, ore 10.00 \n\nAgostino De Rosa\, Architetto\, Professore Ordinario di Fondamenti e applicazioni di geometria descrittiva\, e di Teoria e storia dei metodi di rappresentazione\, Università Iuav di Venezia.\n\nMattina\, ore 10.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nPaolo Spinicci\, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica\, Università degli Studi di Milano. La nuova Atlantide\n\n\nRomano Gasparotti\, già Docente di Fenomenologia dell’Immagine presso Accademia di Brera\, collaboratore del Laboratorio Museo Archivio delle Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, Napoli. L’ecosofia ultraecologica dell’arte: Joseph Beuys\, Hermann Nitsch\, Pierre Huyghe;\n\n\nVincenzo Cuomo\, Studioso di Estetica e Filosofia della Tecnica\, Direttore della rivista internazionale di filosofia Kaiak. Il comunismo ecologico e il buon uso (artistico) dei rifiuti;\n\n\nSabrina Vedovotto\, Storica dell’arte\, Curatrice\, Docente di Comunicazione espositiva\, Accademia di Belle Arti di Frosinone. Attingere dalla storia per diventare contemporanei.\n\nPausa pranzo \nPomeriggio\, ore 15.30 \nModeratore: Agostino De Rosa \nInterventi di: \n\nMassimo Pica Ciamarra\, Architetto\, tra i fondatori dell’Istituto per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica. Dirige “Le Carrè Bleu\, feuille internationale d’architecture”; Professor International Academy of Architecture. Apologia dell’armonia;\n\n\nDomenico Nicoletti\, Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino\, membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno\, Dipartimento di Farmacia\, Università degli studi di Salerno\, Biodistretto del Cilento. Biodiversità e “innesti” nei paesaggi evolutivi. La Strategia borghi salute e ben- essere (BSB) nel quadro di nuovi modelli di “governance”.\n\nContributo finale:  \n\nMaurizio Elettrico\, artista e scrittore. L’educazione di Pan\n\n 
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SUMMARY:IL TEATRO DELLE ORGE E DEI MISTERI 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion
DESCRIPTION:lo spettacolo dei 6 giorni dell’o.m. theater vuole essere la più grande e importante celebrazione dell’umanità […] è allo stesso tempo una festa popolare e un mistero dell’esistenza portato alla coscienza. la festa dell’o.m. theater non ha altro fine che la glorificazione mistica del nostro esserci. la festa conduce ad un’esistenza piena realizzata da persone che si avvicinano al sé. […]  \nl’intero corso della vita è condensato in un’esperienza mistica. l’intensità estatica dell’esistenza deve diffondersi in tutti gli ambiti dell’essere nella vita quotidiana. un mondo invaso da un’allegra giovialità dovrebbe permetterci un’immersione serena in tutte le possibilità di godimento. tutti i sensi devono essere intensificati e sensibilizzati. l’estrema sublimazione dell’eccesso è l’impeto di vitalità intensamente sentita che si diffonde in noi fino al gioioso rapimento dello stato di amore altruistico. l’amore non è inteso come un comandamento ma come uno stato\, come lo stato più alto dell’esistenza\, come la condizione dell’essere. l’amore è la mistica dell’essere diffusa in tutta la vita. \nHermann Nitsch \n  \nDa sempre il desiderio di Hermann Nitsch è stato avere la sede del suo O.M. Theater nel castello di Prinzendorf. Rita Nitsch sta perseguendo questa richiesta anche attraverso la realizzazione del 6-tage spiel 160.aktion. \nI giorni 1 e 2 di questa seconda versione dei 6 giorni sono stati rappresentati nel Luglio 2022; il terzo giorno\, dedicato a Dioniso\, dio del vino\, della gioia\, dell’uva\, della fertilità e dell’estasi\, è stato realizzato la domenica di Pentecoste 2023. Rita Nitsch ha compiuto il desiderio dell’Artista\, scomparso nell’Aprile 2022\, con l’aiuto di Andrea Cusumano\, Leonhard Kopp e Frank Gassner\, coordinando più di 60 attori e oltre 100 musicisti. \nQuest’anno\, dal 7 al 9 Giugno 2025\, si terrà l’ultima parte: l’esecuzione di 3 giorni del 6-tage spiel 160.aktion. \nIl compimento della vita dovrebbe essere una celebrazione e lo spettacolo dei 6 giorni del Teatro delle Orge e dei Misteri dovrebbe essere la più grande celebrazione dell’umanità! \nIl Teatro è il castello di Prinzendorf\, ogni ambiente interno e il paesaggio circostante\, incluse le cantine del Weinviertel\, l’area del Vino della Bassa Austria. \nhttps://www.nitsch-foundation.com/news/das-6-tage-spiel-2025/
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LOCATION:Atelier Hermann Nitsch\, Schlossstraße 1\, Prinzendorf\, 2185\, Austria
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SUMMARY:Il cinema delle Avanguardie
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno \nIl cinema delle Avanguardie\nRassegna cinematografica a cura di Mario Franco \n30 maggio – 11 luglio 2025\nOgni venerdì alle ore 18\,00 \nArchivi Cinematografici Mario Franco\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione della mostra Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche\, promossa dalla Fondazione Morra in collaborazione con la Fondazione Bonotto nell’ambito del quarto Anno di Millenanni\, prende il via la rassegna cinematografica Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dello storico del cinema Mario Franco. \nDal 30 maggio all’11 luglio 2025\, ogni venerdì alle ore 18.00\, gli Archivi Cinematografici Mario Franco di Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea ospiteranno una selezione di film che esplorano le molteplici intersezioni tra cinema e avanguardia\, in un dialogo vivo con la ricerca verbo-visiva e sonora di Giovanni Fontana. La rassegna\, intitolata Il cinema delle Avanguardie\, propone un percorso attraverso le estetiche radicali e sperimentali che hanno segnato il Novecento e oltre\, mettendo in luce le contaminazioni tra linguaggio filmico e arti visive\, musica\, performance e poesia. \nFilm in programma: \nvenerdì 30 maggio 2025  \nOGGETTO di Mario Franco (1988\, 18′)\nVORMITTAGSSPUK di Hans Richter (1928\, 9′)\nFILM di Alan Schneider (1965\, 22′) \nvenerdì 6 giugno 2025 \n POVERE CREATURE di Yorgos Lanthimos (2023\, 140′) \nvenerdì 13 giugno 2025 \nBLOW UP di Michelangelo Antonioni (1966\, 106′) \nvenerdì 27 giugno 2025  \nHUMAN INSTALLATION: GENDER OBSOLESCENCE di Kyrahm (2009\, 9′)\nMARINA ABRAMOVIĆ\, RHYTHM 0 (1970 ca\, 7′)\nGÜNTER BRUS\, ACTION 25/7/65 (1965\, 10′)\nLIVING THEATER VS POLICE: FILMATI DI REPERTORIO (1972\, 32′) \nvenerdì 4 luglio 2025  \nJONAS MEKAS\, DA SALVADOR DALÌ AD ANDY WARHOL (1990\, 74′) \nALLEN GINSBERG\, READING AT THE LIVING THEATRE (1990\, 4′) \nvenerdì 11 luglio 2025  \nAMADEUS di Milos Forman (1984\, 180′) \nIl ciclo guarda alle Avanguardie Storiche – Duchamp\, Picabia\, Richter\, Satie\, Buñuel\, Ernst – per poi estendersi alle sperimentazioni degli anni ’60\, in movimenti quali Fluxus\, il Living Theatre\, il cinema Underground americano\, la Body Art\, la Pop Art e l’arte concettuale\, mettendo in relazione queste traiettorie con le pratiche transdisciplinari di Fontana\, in cui il linguaggio si fa corpo\, spazio e tempo. \nIl Cinema delle Avanguardie offre così una cornice visiva e storica per comprendere l’orizzonte artistico in cui si colloca l’opera di Giovanni Fontana\, sottolineandone le affinità e le risonanze con le esperienze cinematografiche più radicali del Novecento e contemporanee. \nIngresso libero fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:Cara Vali\, - Chiara Centioni
DESCRIPTION:Martedì 27 maggio 2025 alle ore 18:30 presso Casa Morra Archivi Mario Franco (Salita San Raffaele\, 20/C) si svolgerà la presentazione del libro Cara Vali\, di Chiara Centioni pubblicato da Castelvecchi Editore: un viaggio tra realtà e mito per costruire una differente vita sulle tracce di Vali Myers (Sydney\, 1930 – Melbourne\, 2003)\, artista\, poetessa\, danzatrice\, ecologista\, spirito libero e anarchico\, musa ed amica di famosi poeti\, artisti e musicisti francesi e americani dell’underground tra gli anni 1950-1980. \nLaureata in Architettura\, con una Specializzazione in Restauro e Riqualificazione Urbanistica al Politecnico di Milano\, Chiara Centioni ha studiato recitazione teatrale e cinematografica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Come attrice ha preso parte a produzioni italiane e internazionali e come conduttrice ha collaborato per dieci anni con il canale televisivo americano di televendite QVC. Sansone\, il primo cortometraggio da lei scritto e diretto\, ha collezionato premi in festival di tutto il mondo. Sta attualmente lavorando a serie tv\, lungometraggi\, documentari e podcast e collabora da anni con case di produzione italiane e straniere. \nChiara Centioni CARA VALI\,\nCastelvecchi editore Collana Raid\, pp. 176\, maggio 2025 \nUna vertiginosa odissea al confine tra realtà e mito\, in cui Chiara\, volto brillante delle televendite\, abbandona certezze borghesi per inseguire un sogno ossessivo: raccontare la vita di Vali Myers\, artista e musa selvaggia. Sullo sfondo di canyon selvaggi e coincidenze magiche\, Chiara intraprende un viaggio che dura anni\, incontrando mentori\, nemici e fratelli d’elezione\, affrontando sconfitte\, amori e rivelazioni. In dialogo con lo spirito indomito di Vali\, Chiara riscopre la propria natura primitiva\, imparando che la vera vittoria non è evitare il fallimento\, ma accogliere il precipizio. Una lettera d’amore alla libertà creativa\, un invito a trasformare la propria esistenza in un’opera d’arte\, celebrando la potenza femminile e il coraggio di essere pienamente se stessi.
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SUMMARY:Napoli Gallery Weekend
DESCRIPTION:La Fondazione Morra partecipa alla seconda edizione di Napoli Gallery Weekend \nVENERDI’ 23 MAGGIO VISITE GUIDATE \nCASA MORRA – Archivi d’Arte Contemporanea \nArtisti/artista: Giovanni Fontana \nTitolo mostra: Millenanni Quarto Anno Giovanni \nFontana: prospettive epigenetiche\, a cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDurata: 6 maggio – 31 luglio 2025 \nIndirizzo: Salita San Raffaele 20/C \nOrari: venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Potito Forte ore 14.00 – 15.00 \n  \nMUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE HERMANN NITSCH \nArtista: Hermann Nitsch \nTitolo mostra: 2024-2026 | 50 anni di amicizia 1974-2024\, a cura di Giuseppe Morra \nDurata: 2024 – 2026 \nIndirizzo: Vico Lungo Pontecorvo 29/D \nOrari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 18:30 / sabato dalle 10:00 alle 14:00 \nSpecial: Visita Guidata con Loredana Troise e Raffaella Morra ore 16.00 – 17.00
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SUMMARY:EDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI
DESCRIPTION:SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE\nEDIPO. L’INSAZIABILITÀ DEI CORPI.\nAntonin Artaud | Hermann Nitsch \nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue). \nDal 15 al 18 Maggio 2025\nNapoli (Museo Nitsch) \nNell’ipotesi di pre-disposizione d’un corpo creativo\, è necessario “farsi vuoto”\, sgombrare il campo dai pensieri\, dai ricordi\, dalle pressioni. In un’ottica di creazione performativa (commistione di corpo\, arte e suono) ecco che il corpo del performer diventa luogo del mito\, luogo ove sbrogliare la narrazione di una esistenza che non è solo presente ma passato e futuro nello stesso tempo. Lo spazio diviene quello dell’Edipo di Sofocle; la narrazione quella della sua famiglia; da qui\, diviene possibile e\, quindi\, un’opportunità\, cogliere la presenza di corpo polisenso e polifonico\, infine\, multiforme\, partendo da una genealogia dei corpi pensata da Artaud. Dissociarsi da proprio corpo\, farsi\, cioè\, vuoto\, diverrà metafora per essere totalmente sé stessi\, dentro una incidenza ritmica personale e in una mistica dei colori che è il gesto primordiale della creazione. (Andrea Cramarossa) \nNote biografiche\nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.\nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. \nGiorni / Orari / Luoghi\nIl workshop si svolgerà a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\nGiovedì 15 (10-13)\,\nVenerdì 16 (10-13 / 16-19)\,\nSabato 17 (10-13 / 16-19)\,\nDomenica 18 (10-13). \nDoppia presentazione aperta al pubblico:\nDomenica 18 Maggio 2025 (ore 18 e ore 21). \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura fino al giorno 11 Maggio 2025 \nPer maggiori informazioni: \nTeatro delle Bambole\ninfo@teatrodellebambole.it\n+39 347 3003359 \nMuseo Hermann Nitsch\ninfo@museonitsch.org\n+39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo\ninfo@casadelcontemporaneo.it\n+39 345 4679142 \nIl workshop è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:L’Incantesimo della soglia | 2025
DESCRIPTION:L’Incantesimo della soglia | 2025 \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 9 maggio 2025 \, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli\, \nOmaggio ad Eugenio Fels \nDocumenti e Testimonianze \nA cura di Girolamo De Simone\, Lorenzo Pone e Giuseppe Morra\nCon: Andrea Riccio\, Cosimo Abbate\, Daniele Schirone\,\nGabriele Montagano et al. \nAmici e allievi raccontano la straordinaria ﬁgura del pianista-compositore\, nato a Torino nel 1953 ma elettivamente partenopeo\, scomparso a Napoli il 20 dicembre 2024. \nIl più grande insegnamento che Eugenio Fels ci ha lasciato è questo: non far musica ‘per’\, ma far musica ‘dentro’. Ossia far musica per amore della musica\, per essere ‘nella’ musica\, respirarla\, abbeverarsene\, senza secondi ﬁni. Una visione pura\, autentica\, semplice. Eppure così rara. \nPer l’occasione\, verranno donati alla Fondazione Morra tutti i materiali audio\, editati e digitalizzati in alta qualità da Girolamo De Simone\, approvati in vita da Eugenio Fels e poi conﬂuiti nel suo Canale Ufﬁciale YouTube (dove sono liberamente fruibili\, ma con inevitabile compressione audio). Verrà inoltre proiettato un ﬁlmato inedito tratto da uno degli ultimi concerti del Maestro\, a cui si stava lavorando prima della scomparsa. Per le foto e le riprese video si ringrazia Filomena Piccolo.\nPer l’ospitalità e la partecipazione si ringraziano la famiglia di Fels e Giuseppe Morra.
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SUMMARY:Millenanni Quarto Anno
DESCRIPTION:Millenanni Quarto Anno\nGiovanni Fontana: prospettive epigenetiche\nRassegna organizzata da Fondazione Morra in collaborazione con Fondazione Bonotto\na cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \n6 maggio – 31 luglio 2025 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\n Salita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nIn occasione del quarto anno di Millenanni\, la Fondazione Morra\, in collaborazione con la Fondazione Bonotto\, inaugura in data 6 maggio 2025 il percorso espositivo Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche. In concomitanza dell’inaugurazione\, dal 6 all’8 maggio una serie di eventi esploreranno la ricerca e l’innovazione artistica attraverso l’opera verbo-visiva e sonora con il contributo di artisti e critici del panorama contemporaneo. \nIl programma prevede conferenze\, dialoghi e performance che riflettono sulla poesia\, l’avanguardia e le sperimentazioni sonore e visive. Tra gli eventi principali\, il concerto elettroacustico Che la poesia riconosca il suo corpo\, le videoproiezioni di Videoverbigerazioni sonore e la trilogia performativa Liber’action\, con la partecipazione di artisti come Alain Arias-Misson\, Julien Blaine e Giovanni Fontana; altri interventi performativi di rilievo\, quelli di Serge Pey\, Chiara Mulas\, Luigi Cinque e Lello Voce. Un’occasione per approfondire le connessioni tra linguaggio\, arte e performance\, con interventi di esperti e autori che offrono nuove prospettive sull’arte contemporanea. Di supporto al ciclo di tre giornate\, tra i mesi di maggio\, giugno e luglio\, si svolgerà la rassegna cinematografica Millenanni Quarto Anno presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\, nella sede degli Archivi Mario Franco\, con un focus speciale sul tema Il Cinema delle Avanguardie\, a cura dell’omonimo storico del cinema. Questa rassegna esplorerà le contaminazioni tra il cinema e le Avanguardie Storiche\, indagando l’influenza di artisti come Duchamp\, Richter\, Picabia\, Satie\, Bunuel ed Ernst sulle pratiche cinematografiche. L’attenzione sarà rivolta alle sperimentazioni cinematografiche degli anni ’60\, in particolare l’Underground americano\, i movimenti Living e Fluxus\, così come alle recenti tendenze artistiche\, tra cui la Body Art\, l’arte concettuale e la Pop Art. Un’occasione unica per analizzare le intersezioni tra cinema e arte contemporanea e per riflettere sul potenziale rivoluzionario delle avanguardie nel contesto del linguaggio visivo. \nFigura cardine della sperimentazione verbo-visiva e sonora in Italia e in ambito internazionale\, Giovanni Fontana (Frosinone\, 1946) ha costruito un’opera multiforme e radicale\, che si dispiega attraverso poesia\, performance\, installazione\, musica e videoarte. La sua traiettoria si colloca nell’alveo delle neoavanguardie\, ma se ne distingue per l’originalità con cui attraversa e intreccia i linguaggi\, senza mai aderire a un unico codice o sistema espressivo. Tra i principali promotori della poesia sonora in ambito europeo\, Fontana elabora una scrittura performativa in cui la voce\, l’azione e il segno grafico convivono in un continuo processo di trasduzione e slittamento di senso. Le sue opere\, spesso raccolte sotto la definizione di poesia epigenetica\, superano la dimensione testuale per situarsi in una dinamica evolutiva che coinvolge il corpo\, lo spazio e il tempo come elementi costitutivi del testo. A partire dalla sua lunga attività come teorico\, editore e promotore culturale\, Fontana ha saputo rifondare la nozione stessa di poesia\, svincolandola dalla pagina e riattivandola come dispositivo esperienziale. Tra i suoi strumenti: registratori\, sintetizzatori\, la macchina da scrivere\, il nastro magnetico\, la voce in stato di alterazione\, ma anche il gesto scenico\, il disegno e la parola scritta. Ogni mezzo è un campo di tensione in cui la materia verbale viene disgregata\, ricomposta\, riformulata. In Fontana la parola è organismo instabile\, forza dinamica e incarnata. Il significato si scioglie in energia acustica\, il segno visivo si espande nello spazio\, la sintassi si frantuma in ritmo. L’autore si fa operatore di una comunicazione altra\, che sfida la logica sequenziale e privilegia l’emergenza del sensibile\, del frammentario\, del non lineare. \nPROGRAMMAZIONE EVENTI \n6 maggio ore 17.30\nMillenanni Quarto Anno – Vernissage\nIntervengono:\nIsabella Morra\, Presidente Fondazione Morra\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nPatrizio Peterlini\, Direttore Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nore 18.30\nProspettive epigenetiche\nL’opera verbo‐visiva e sonora di Giovanni Fontana\nPatrizio Peterlini dialoga con Lello Voce \nore 20.00\nChe la poesia riconosca il suo corpo\nConcerto elettroacustico per voce\, piano\, fiati ed elettronica\nGiovanni Fontana (testi e voce)\, Luigi Cinque (strumenti ed elettronica) Maurizio Malabruzzi (ambient) \nConcerto triadico\nLuigi Cinque\, Giovanni Fontana\, Lello Voce (testi\, suoni e voci) \n7 maggio ore 17.30\nI controcanti dell’avanguardia\nBarbara Meazzi dialoga con Francesco Muzzioli \nore 18.30\nVideovociferazioni sonore\nVideopoemi di Giovanni Fontana\nPresentazione e start di videoproiezioni in loop. \nore 19.30\nPoésie‐action\nChiara Mulas e Serge Pey\ncon la partecipazione di Giovanni Fontana \n8 maggio ore 17.30\nScritture complesse\nDaniele Poletti dialoga con Marcello Sessa \nore 18.30\nIntermedia\nPrefigurazioni e effetti\ncon Barbara Anceschi\, Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini \nore 19.30\nLiber’action: trilogia performativa\nAlain Arias‐Misson\, Julien Blaine\, Giovanni Fontana \nBIOGRAFIE \nGIOVANNI FONTANA (Frosinone\, 1946) è un poliartista che spazia tra molteplici forme espressive\, tra cui arti visive\, architettura\, teatro\, letteratura e musica\, con una particolare attenzione alla scrittura intermediale. La sua carriera artistica ha avuto inizio nel 1963 con la sua prima mostra personale in cui esplorava il legame tra la letteratura e le arti visive. Negli anni successivi ha partecipato attivamente a gruppi teatrali e\, nel 1968\, ha fondato una compagnia sperimentale che si è evoluta in un’associazione culturale di ricerca teatrale\, “Teatro Nuova Dimensione”. Le sue prime sperimentazioni verbo-visive risalgono agli anni ’60\, parallelamente alla sua ricerca sonora con il nastro magnetico che ha applicato anche in ambito teatrale. Negli anni ’70\, Fontana entra in contatto con Adriano Spatola e diventa un punto di riferimento nel panorama della poesia visiva e sonora. Il suo lavoro ha dato vita a opere di poesia visiva\, fonografie e videografie e ha pubblicato libri e dischi\, tra cui i romanzi sonori Chorus (2000) e Tarocco Meccanico (1990). Le sue poesie sonore sono state trasmesse su reti come RAI\, BBC e BRT. Nel corso della sua carriera\, Fontana ha fondato e collaborato con diverse riviste e ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia e arte elettronica. Le sue opere sono state esposte in più di seicento mostre in Europa\, America\, Giappone e Australia\, tra cui eventi prestigiosi come la Biennale di São Paulo (1981) e la Biennale di Venezia (2003). Ha anche diretto il gruppo “Hermes Intermedia” con compositori come Antonio Poce e Valerio Murat\, con cui ha creato nuove versioni di opere come Histoire du soldat di Igor Stravinsky. Fontana ha scritto anche per musicisti come Ennio Morricone e Luca Salvadori e ha collaborato con gruppi di poesia sonora come “Il Dolce Stil Suono” e “Fuoritesto”. Nel corso degli anni\, ha ricevuto numerosi premi\, tra cui il “Premio della Cultura” nel 1987 e il “Premio Eugenio Miccini” nel 2008 per la sua carriera nella poesia d’azione. Il suo ultimo libro di poesia\, Frammenti d’ombre e penombre (2005)\, rappresenta una sintesi della sua ricerca artistica e teorica\, che ha anche condiviso attraverso conferenze e studi su figure come Anton Giulio Bragaglia e Oscar Schlemmer. La sua carriera si caratterizza per un impegno costante nella sperimentazione e nell’incontro tra diverse forme d’arte \, cercando di superare le barriere tradizionali tra i media. \nPATRIZIO PETERLINI è il direttore della Fondazione Bonotto. Laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica\, ha conseguito un D.E.A. in Psychanalyse Concept et Clinique presso l’Università Paris-8. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi in Italia\, è docente di Psicologia dell’arte all’Accademia Santa Giulia di Brescia. Dal 2005 al 2010 ha collaborato con l’Archivio F. Conz\, curando pubblicazioni\, mostre e la catalogazione delle opere e dei documenti. I suoi contributi sono stati pubblicati in numerosi cataloghi d’arte e riviste di psicoanalisi. Ha scritto\, prodotto e realizzato\, con Piero Matarrese\, il film La Perf En Fin. La recherche de Julien Blaine (Smoking Frog Production & Ed A. Parise\, Vr). Tra le sue principali pubblicazioni: Sarenco: le riviste\, la lotta. Storia di un esploratore d’avanguardia (Nomadnomad\, Brescia); Riviste d’arte d’avanguardia. L’esoeditoria in Italia negli anni 60 e 70 (con Giorgio Maffei\, Ed. Bonnard\, Milano); Fluxbooks. Fluxus Artist Books from the Luigi Bonotto collection (Mousse Publishing\, Milano); e Arrigo Lora Totino. La parola come poesia segno suono gesto (Danilo Montanari\, Ravenna). \nLUIGI CINQUE. Regista\, polistrumentista e compositore di musica classica\, folk e jazz\, ha collaborato con il teatro d’avanguardia\, l’arte visiva e la nuova danza europea\, lavorando con figure di spicco come Carlo Quartucci\, Pina Bausch\, Jannis Kounellis\, Bonito Oliva\, Nanni Balestrini\, V.S. Naipaul\, Paco Taibo II e Aldo Nove. Ha scritto e diretto opere contemporanee in città internazionali quali Roma\, Rio de Janeiro\, Jakarta\, Sidney\, Tokyo\, Nairobi\, Dakar\, Tel Aviv e Mosca. Ha pubblicato con etichette come CRAMPS\, Ricordi\, BMG\, MRF\, Fandango\, EMI e Warner. Nel 2003\, il suo album Tangerine Café ha vinto il premio della critica internazionale come miglior disco World Music. La sua formazione musicale in concerto è l’Hypertext O’rchestra. Ha diretto lavori per Rai\, Arte France e emittenti di Canada e Spagna. Il suo primo lungometraggio è Transeuropæ Hotel. \nFRANCESCO MUZZIOLI. Nato a Roma nel 1949\, Muzzioli è docente di critica letteraria e letterature comparate all’Università “La Sapienza”\, dove si è laureato nel 1971 con una tesi sulla poesia sperimentale. È attualmente membro del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo e insegna nei corsi di Letteratura\, Musica e Spettacolo\, e di Letteratura e Lingua (Laurea). Le sue ricerche si concentrano sulla critica letteraria\, la teoria letteraria e la letteratura del XX secolo\, con particolare attenzione a autori come Pascoli\, Pasolini\, Saba\, Michelstaedter\, Folgore\, Éluard\, Malerba\, Ruffato e l’avanguardia. Tra i suoi principali lavori figurano i libri Le teorie della critica letteraria (Carocci\, 1994)\, Le teorie letterarie contemporanee (Carocci\, 2000)\, L’alternativa letteraria (Meltemi\, 2001)\, Le strategie del testo (Meltemi\, 2004) e Scritture della catastrofe (Meltemi\, 2007). È anche direttore di Almanacco Odradek e collabora con le riviste Athanor\, L’illuminista\, Moderna e Testuale. Oltre agli studi accademici\, ha pubblicato un romanzo\, Il bizzarro caso dell’uomo ameboide (Latium\, 1988)\, raccolte di poesia come Materiale comune (Fermenti\, 1999)\, Alla corte del corto. Quello che i classici pensano del cattivo governo (Le Impronte degli Uccelli\, 2008)\, Verbigenerazioni catamoderne (Edizioni Tracce\, 2012) e scritti teatrali\, tra cui Recitazione (Le Impronte degli Uccelli\, 2000). \nCHIARA MULAS diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, è una delle artiste più significative e creative nell’ambito dell’arte-azione del XXI secolo. Attraverso atti poetici eclatanti\, riesce a far emergere i miti e il simbolismo necessari per il nostro tempo\, affrontando le tragedie e gli eventi della società contemporanea. Con il suo linguaggio e la sua poetica innovativa\, ha contribuito in modo determinante al movimento performativo. Tra i temi principali della sua opera\, che testimoniano l’impegno sociale e politico\, si trovano l’omaggio a Pasolini\, gli scritti carcerari di Gramsci\, i riti situazionisti per Guy Debord\, la lotta contro la Faida che segna la sua terra\, le poesie d’azione realizzate con il poeta francese Serge Pey e la denuncia dell’inquinamento del Mediterraneo causato dai fondi petrolchimici. Inoltre\, ha esplorato e celebrato la Pachamama\, la madre terra\, la grotta preistorica di Mas d’Azil e ha creato un ex voto vivo per i martiri dell’immigrazione a Lampedusa. La sua arte identitaria si radica profondamente nella regione della Barbagia in Sardegna\, evocando un passato ricco di tradizioni che risalgono al Neolitico\, unendo queste radici alla sua modernità.Chiara Mulas ha realizzato numerosi cortometraggi\, tra cui Accabadora\, Pentuma\, Barbagia\, Ruviu-Biancu-Nigheddu\, Agnus Day e ha scritto poesie visive che incorporano rituali della morte tipici della Sardegna. Le sue performance\, che riflettono un forte legame con le tradizioni locali\, sono state portate in tutto il mondo\, toccando paesi come il Québec\, la Cina\, il Giappone\, il Libano\, la Serbia\, il Marocco\, Israele\, Belgio\, Francia\, Vanuatu (Sud Pacifico)\, Svizzera e Spagna. L’artista ha anche un sito web che raccoglie e documenta il suo lavoro. \nSERGE PEY. Nato a Tolosa nel 1950\, Serge Pey è un “trovatore post-moderno”\, figlio di profughi catalani che si rifugiarono in Francia durante la guerra civile spagnola. È noto per il suo approccio unico alla poesia contemporanea\, scrivendo i suoi testi su bastoni di castagno\, un gesto simbolico che definisce il suo lavoro. Teorico della poesia contemporanea\, nel 1989 ha fondato il movimento internazionale della filosofia diretta. Il suo contributo alla letteratura è stato riconosciuto con importanti premi\, tra cui il Premio dell’Accademia di Francia\, il Premio Artaud e il Prix International al X° “Marché de la poésie”. È considerato uno dei performer più rilevanti sulla scena poetica contemporanea\, con il suo lavoro presentato in numerosi paesi. Vive a Tolosa\, dove dirige il dipartimento di Poesia e Letteratura all’Università Le Mirail. È anche il creatore della biblioteca sonora e visiva dell’Università e insegna performance e poesia d’azione al Centro d’iniziative artistiche. Nel 1975\, ha fondato il movimento “Emeute” e\, nel 1981\, la rivista “Tribu”\, dedicata alla ricerca poetica e alla sperimentazione. Autore di una tesi fondamentale sulla poesia contemporanea (La langue arrachée)\, ha scritto una trentina di libri e CD\, tra cui De la ville et du Fleuve\, Prophéties\, La Définition de l’Aigle\, Notre Dame la Noire ou l’Évangile du Serpent\, Couvre-feu\, Poème pour un peuple mort\, La Mère du cercle\, La main et le couteau\, L’Enfant archéologue\, e Pour libérer les vivants il faut aussi libérer les morts. I suoi ultimi lavori sono inclusi nell’antologia Orphée Studio (Gallimard) e in Poèmes à dire du XXe siècle (Gallimard)\, oltre che in Lettres posthumes à Octavio Paz e un CD antologico su Hugo prodotto da France Culture. Serge Pey partecipa regolarmente a eventi letterari in tutta Europa ma anche a New York\, Québec\, Mexico\, Tokyo. Nel 1980 ha fondato il Festival internazionale delle poesie contemporanee a Tolosa e nel 1981 ha lanciato il movimento delle Marches internationales de la poésie. Poeta impegnato\, ha difeso i diritti umani e ha sostenuto pubblicamente Salman Rushdie. Ha ricevuto numerosi premi internazionali\, tra cui il premio di poesia francofona “Wallonie Bruxelles” nel 1989 e il “Yvan Goll” nel 2001. Ha partecipato a eventi significativi come Napolipoesia nel 1999 e agli Incontri di Sarajevo nel 2002. \nLELLO VOCE è un poeta\, scrittore e performer di grande rilievo\, noto per il suo ruolo di fondatore del Gruppo 93 e della rivista Baldus. Oltre alla sua attività letteraria\, è stato uno dei promotori del World Poetry Movement nel 2011\, contribuendo al Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia). La sua carriera si distingue per un’ampia produzione di opere\, tra cui libri\, CD di poesia e numerosi progetti che mescolano poesia e musica\, collaborando con artisti di calibro internazionale. Tra le sue opere principali ci sono Farfalle da Combattimento (1999)\, Fast Blood (2005) e Lai\, che gli è valso il Premio Delfini nel 2003. Nel 2012\, Piccola cucina cannibale gli è valso il Premio Napoli. Voce ha anche un’importante carriera nel mondo del Poetry Slam\, introducendo questo formato in Italia nel 2001 e conducendo slams in diverse lingue. Le sue poesie sono state tradotte in numerose lingue e il suo approccio alla poesia è caratterizzato da una costante ricerca di sperimentazione e innovazione. Oggi\, Voce continua a curare progetti letterari e culturali attraverso vari canali online e collaborazioni internazionali. \nALAIN ARIAS – MISSON nasce a Bruxelles nel 1936 e\, durante la Seconda Guerra Mondiale\, si rifugia con la famiglia a New York. Cresce negli Stati Uniti\, dove si laurea in letteratura francese e greca all’Università di Harvard e inizia a sperimentare la poesia sonora. Negli anni Sessanta e Settanta compie numerosi viaggi in Europa e Nord Africa\, stabilendosi in Spagna e Belgio\, per poi tornare a New York\, dove lavora per le Nazioni Unite. La sua natura nomade\, unita alla conoscenza di otto lingue\, lo porta a vivere in Italia e Francia\, dove attualmente risiede con la moglie Karen Moller. Negli anni ’60 sviluppa la sua sperimentazione poetica\, con un crescente interesse per la visualità della poesia\, collaborando con artisti come Carlfrierich Claus\, Paul De Vree\, Sylvester Houédard e Clemente Padin. Una delle sue prime opere è il “Permutational Poem” in plexiglas\, probabilmente il primo di questo tipo\, secondo Emmett Williams. Nel 1968 lancia la serie dei “Public Poems”\, azioni provocatorie in cui cerca di unire la poesia con l’azione\, come nel caso di “Vietnam”\, il primo evento pubblico realizzato a Bruxelles. Altri seguenti lavori includono “The Beethoven Public Poem” nel 1970 a Bonn e “The Cat & Mouse Rockefeller Plaza Speech-Balloon Public Poem” nel 1974 a New York. Nel 1973 pubblica “Confessions of a madman\, murderer\, rapist\, fascist\, bomber\, thief”\, un romanzo visivo costruito tramite ritagli di articoli e fotografie prese dal “New York Times”. È autore anche di numerosi romanzi\, tra cui “Theatre of Incest” (2007) e “A Literary Work of Fiction” (in uscita). Nel 1978 pubblica “The Public Poem Book” che raccoglie la documentazione delle sue azioni di Public Poem. Il suo lavoro performativo si estende tra gli anni ’70 e ’80 con la serie “Floating Mental Theater”\, in cui crea piccoli teatri immaginari in plexiglas e legno\, dove marionette poetiche rappresentano figure letterarie e demoni. Nel 1988 torna ai Public Poems con “The Proust Public Poem” a Parigi\, seguito da eventi come “The Hollywood Monsters Public Poem” nel 1991 a Los Angeles e “The Public Shamanic Chapel Sixtine Poem” nel 1998 alla Cappella Sistina del Vaticano. Nel 2003 organizza “The Public Surveillance Poem” nella metro di Parigi e\, successivamente\, “La Dernière Scène” a Nizza e “The Last Supper” a Marsiglia. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive\, tra cui la Biennale di Venezia\, la Biennale di São Paulo\, la Biennale di Lione e la Biennale di Lodz. Le sue creazioni figurano in prestigiosi musei e collezioni private\, come il Getty Museum di Los Angeles\, il Museo Pecci di Prato e il Museo Statale di Stoccarda. \nJULIEN BLAINE nato Christian Poitevin a Rognac\, Francia\, nel 1942\, è un artista poliedrico che ha fatto della sperimentazione il cuore del suo lavoro. Poeta visuale e sonoro\, performer e organizzatore di eventi internazionali\, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni ’60\, esplorando il rapporto tra parola e immagine. Nel 1962 realizza la sua prima performance\, Reps elephant 306\, un’intervista agli elefanti del circo Franchi\, seguita dall’azione Target poem\, in cui coinvolge direttamente il pubblico. Nel 1962 avvia anche la sua carriera editoriale\, fondando la rivista Les Carnets de l’Octéor e collaborando con Ben Vautier alla rivista Identité. Successivamente\, fonda Approches nel 1966 insieme a Jean Francois Bory ma la rivista chiuderà nel 1969. Seguiranno altre esperimentazioni editoriali con Robho (1967) e Geronymo (1970). Tra le sue pubblicazioni più significative c’è Doc(k)s\, una serie di monografie che esplorano le esperienze poetiche raccolte da tutto il mondo. Negli anni successivi\, Blaine collabora con numerosi poeti visivi italiani\, cimentandosi nella produzione di performance e mostre. Nel 1983 entra a far parte del Gruppo Logomotives\, insieme a poeti e artisti come Alain Arias Misson\, Jean Francois Bory\, Paul De Vree\, Eugenio Miccini\, Sarenco e Franco Verdi\, partecipando a numerose esposizioni. Blaine è anche stato un animatore culturale\, fondando e dirigendo il V.A.C. (Ventabren Art Contemporain) e organizzando numerosi festival di poesia sonora in Francia\, tra cui quelli di Avignon\, Cogolin\, Allauch\, Tarascon e Lodève\, dal 1997. Ha curato importanti mostre personali in gallerie e istituzioni prestigiose come la Galerie Lara Vincy (Parigi)\, Franklin Furnace (New York)\, Centre Pompidou (Parigi)\, e molte altre in Europa e negli Stati Uniti. Il suo lavoro ha contribuito significativamente allo sviluppo della poesia visiva e sonora\, e la sua carriera continua a essere caratterizzata da una costante ricerca di nuove forme espressive e una forte interazione tra le diverse forme di arte contemporanea. \nDANIELE POLETTI è un compositore di musica spirituale\, pianista e cantante\, il cui scopo è ispirare le persone a connettersi con la propria realtà più pura ed elevata attraverso le sue composizioni. La sua musica\, che nasce da un flusso creativo profondo\, fonde melodie semplici e chiare con la maestosità e la profondità tipiche della musica classica e lirica\, dando vita a quella che lui definisce Musica dell’Anima. La forma della canzone diventa uno strumento potente per ristabilire il legame tra il sé e l’anima\, risvegliando la gioia\, la pace infinita e la calma perfetta\, qualità essenziali della nostra vera natura. Discepolo del Maestro Paramhansa Yogananda\, Poletti segue con dedizione il sentiero spirituale del Kriya Yoga. Ha studiato la musica composta da Swami Kriyananda\, discepolo diretto di Yogananda\, e ha ricevuto la sua guida diretta per perfezionare l’interpretazione spirituale e la composizione di musica capace di elevare la coscienza e risvegliare le qualità divine nell’anima. Poletti ha sviluppato un metodo innovativo di insegnamento della composizione musicale e del pianoforte che si basa sulla percezione intuitiva e sul trasferimento “magnetico” di comprensione dall’insegnante all’allievo. Le sue composizioni includono musica per pianoforte solo\, canti sacri\, canzoni spirituali e affermazioni di guarigione. Ha fondato lo Jyoti Studio\, uno spazio di registrazione dedicato alla Musica dell’Anima e insieme a Dyuti Marra ha creato Musica InArmonia\, un progetto volto a diffondere il potere trasformativo della musica spirituale. \nMARCELLO SESSA nato nel 1992\, ha conseguito la laurea in storia dell’arte a Milano ed è attualmente dottorando in filosofia presso le università di Pisa e Firenze. Il suo ambito di ricerca si concentra principalmente sull’estetica\, sulle teorie dell’arte e dell’immagine del Novecento\, con un interesse particolare per il modernismo americano. Inoltre\, esplora fenomeni verbovisivi e letterari da una prospettiva estetologica. Ha scritto articoli su diverse riviste accademiche\, trattando tematiche come lo spazio dell’immagine nell’opera di Giulia Niccolai\, il ruolo del colore nell’estetica di Clement Greenberg\, l’iconografia modernista del sonno secondo Leo Steinberg\, e gli influssi morfologici sulla poesia di Corrado Costa.
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SUMMARY:RAGA for HERMANN NITSCH
DESCRIPTION:RAGA for HERMANN NITSCH \nRenata Frana: dilruba\nVins Vassallo\, Shushan Hyusnunts e Leopoldo Siano: tanpuras \nMartedì 22 aprile 2025 ore 19:00\nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135 Napoli \nIn occasione del terzo anniversario dalla dipartita del Maestro Hermann Nitsch (1938-2022) il theatrum phonosophicum propone un rituale sonoro in sua memoria sul principiare della primavera. Alla dilruba (strumento tradizionale indiano) la solista Renata Frana. \nRenata Frana nasce a Salerno il 17 dicembre 1988. Negli anni dell’adolescenza accosta agli studi classici la pratica della musica\, che inizia a studiare nel 2005\, e della fotografia analogica. Ma soprattutto\, durante questo stesso periodo\, frequenta la bottega del Maestro Francesco Carratù e si avvicina al disegno e alla pittura a olio. Non estranei alla sua maturazione creativa sono stati alcuni viaggi\, dalle capitali della Repubblica Ceca e della Francia alle cittadelle medievali dell’Italia centrale. Si iscrive alla facoltà di fisica conseguendo la laurea triennale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”\, non abbandonando l’attività artistica\, svolta completamente al di fuori degli ambienti accademici. In questi anni organizza e prende parte a diverse esposizioni\, fotografiche e pittoriche e\, nel tentativo di coniugare i suoi precedenti musicali con l’attività fotografica e pittorica\, lavora alla creazione di copertine per album. Nel 2015 partecipa alla esposizione annuale SIPS 15\, Facoltà di Arte\, Università di El Minia (Egitto). Nello stesso anno inizia lo studio della musica classica indiana con il maestro Guido Schiraldi e della musica afghana con il maestro Daud Khan Sadozai. Partecipa negli anni a numerosi seminari di musica modale in Grecia\, Spagna e Italia organizzati da Labyrinth\, seminario permanente fondato dal musicista e insegnante Ross Daly e continua lo studio della musica indiana e della dilruba con il maestro Sandeep Singh. Dal 2015 ad oggi la sua attività musicale si concentra sia in territorio nazionale che internazionale\, con concerti in Spagna\, Francia\, Grecia\, Germania\, Svizzera e Turchia\, in ambito tradizionale e non. Nel 2024 fonda l’associazione Komās con il tablista Ed Feldman\, che si occupa di ricerca e diffusione della musica dell’Asia del Sud\, e organizza i laboratori di musica indiana ragatala in Campania. Nello stesso anno continua la sua formazione classica a Calcutta con la maestra Mita Nag\, seguendo la tradizione della Vishnupur Gharana.
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SUMMARY:Performance Jordan Deal - Mifu - Radford Electronics
DESCRIPTION:sabato 19 aprile 2025 dalle ore 21:00 al Museo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili Resident Advisor https://it.ra.co/events/2142832\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nÈ di nuovo attiva la sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra/Museo H. Nitsch\, l’associazione culturale E-M ARTS e l’artista Renato Grieco\, per la promozione di inusuali progetti sonori di artisti internazionali\, sabato 19 aprile dalle ore 21:00\, si esibiranno in performance live Jordan Deal\, artista multidisciplinare da Philadelphia\, e Mifu\, enfant prodige delle sperimentazioni sonore digitali da Frosinone. \nIn apertura sarà possibile ascoltare in filodiffusione “Ec(h)olalia” (anti)opera sonora installativa a cura dei Radford Electronics. \nAaron Rumore e Guido Marziale da oltre 10 anni producono e pensano musica con il nome di Radford Electronics\, per l’occasione presenteranno l’installazione sonora “Ec(h)olalia: impossible conversation with pathological symbols” un dialogo in continua evoluzione con il PA sul processo perdente e rotatorio di creazione di senso. \nMifu è il moniker di Daniele Grande\, producer e sound designer da Frosinone. La musica di Mifu unisce l’estetica di internet\, gli estremi squilibri del cut-up e l’affascinante sensibilità kawaii. \nJordan Deal (1996\, Philadelphia) artist* multidisciplinare e alchimista\, la loro pratica investigativa utilizza la performance\, il suono\, il film e il proprio CORPO come conduttore tra forze invisibili\, materializzazioni di strutture sociopolitiche e mitologie. Hanno esplorato l’accumulo delle costruzioni dei miti e la memoria\, l’improvvisazione vocale ed il movimento performativo come strumenti investigativi che sfruttano e disperdono la FORZA DEL CAOS\, materiale e metodologia sovversiva. \nArtwork: Augusto Fabio Cerqua
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SUMMARY:DIS-ARMA-MI Azione esperienziale pubblica
DESCRIPTION:DIS-ARMA-MI \nAzione esperienziale pubblica\nPrototipo 1\ndi Anton Mirto \ngiovedì 10 aprile 2025\ndalle 19.30-20.30\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \n“La vulnerabilità è l’ultima cosa che voglio che tu veda in me\, ma la prima cosa che cerco in te?” * \nCasa Morra ospita DIS-ARMA-MI\, il nuovo lavoro dell’artista Anton Mirto: un’azione performativa partecipata che attiva un processo collettivo attorno a un’installazione scultorea. \nUn progetto di arte indossabile che invita il pubblico a interagire con la materia scultorea attraverso acqua\, tocco e cura\, trasformando l’opera in un paesaggio mutevole\, un territorio che ridefinisce costantemente i propri confini\, e in cui sentire risuonare il proprio paesaggio interiore. \nDIS-ARMA-MI apre uno spazio individuale e collettivo di indagine sui concetti di protezione\, vulnerabilità e fiducia\, invitando ciascuno a esplorare le proprie personali forme di difesa\, e possibilità di apertura. Un’esperienza di azione e riflessione\, circa il senso del ‘disarmo’; un invito a una responsabilità condivisa nei confronti dell’opera\, che diviene metafora dei confini tra sé e il mondo. \n“Cosa significa disarmarsi? E disarmare? Quali sono le difficoltà dello scoprirsi – e del farsi scoprire? E cosa\, invece\, consente di lasciar(si) andare e avere fiducia? * \nL’azione a Casa Morra è il primo esito di un progetto iniziato nel 2023 tramite una serie di workshop psicosensoriali diretti da Anton Mirto a Napoli\, con persone da 8 a 79 anni. Nel 2024\, la ricerca scultorea e performativa di DIS-ARMA-MI è stata condotta insieme a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti\, e attraverso ulteriori workshop intergenerazionali\, tra cui il lavoro con il gruppo di ricerca embodied education dell’Università Suor Orsola Benincasa. \n* dalle parole dell’artista \nAnton Mirto è un’artista londinese\, con radici casertane. Da un richiamo-sogno quasi ancestrale\, sceglie Napoli come spazio di partecipazione e sperimentazione dove le proprie radici famigliari\, memoria e immaginazione si intrecciano. Il suo lavoro si nutre dell’energia della città\, della sua resistenza e adattamento\, mentre materialità\, corpo e comportamento vi dialogano. Napoli non è solo sfondo\, ma agente attivo nel processo creativo di Mirto\, un paesaggio in cui lasciare tracce tangibili. \nLa pratica artistica di Mirto unisce performance\, installazione\, processi di guarigione e partecipazione. Le sue opere sono state presentate in numerose realtà tra cui: Royal Opera House\, Institute of Contemporary Arts\, Whitechapel Gallery (Londra)\, Parc de La Vilette (Parigi)\, City of Women (Lubiana) CCCB\, (Barcellona)\, Infecting The City (Città del Capo) e WUK (Vienna). Ha svolto attività di docenza a Londra presso: la Royal Central School of Speech & Drama; la University of the Arts e la Kingston University. \nLinks opere:\nhttps://vimeo.com/a2company\nhttps://www.m2company.org/ \nInfo\nCasa Morra – Archivi D’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nE-mail progetto:\nM2companyprojects@gmail.com \ncrediti\nperformer: Ailbhe Murphy \na cura di: Anton Mirto (2024-25) e con Sara Guidi (2023-24)\nrealizzazione sculture: Anton Mirto con Yulia Kryshchuk e Antonio del Giudice \nassistenti di scultura: Isabella Petruzzi\, Mita Ferronetti\, Antonio Flumeri e studenti dell’Accademia\ndi Belle Arti \nsupporto/assistenza alla produzione: Chiara Rauseo\, Maria D’Ambrosio\, Antonio Capone\,\nNicola Gabriele\, Francesco Falanga\, Emanuela di Guglielmo\,\nNoemi Saltalamacchia. \nringraziamenti speciali: Giuseppe Morra\, Antonio del Giudice\, Olga Scotto di Vettimo\,\nRosaria Iazzetta\, Rossana Suriano\, Isabella Morra\, Matteo Vinti\,\ntutto il Team di Casa Morra\, e la famiglia Petruzzi.
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SUMMARY:Decrescita tra arte e natura Una diversa prospettiva sul mondo
DESCRIPTION:Decrescita tra arte e natura\nUna diversa prospettiva sul mondo \nmercoledì 19 marzo 2025\nore 18.00\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nL’impatto distruttivo del sistema socioeconomico sulle “risorse naturali” ha superato ampiamente i ritmi e le possibilità di rigenerazione spingendo grandi masse della popolazione mondiale (soprattutto nei paesi più poveri\, ma sempre più spesso anche nelle “democrazie industriali”) verso drastici peggioramenti della condizione di vita. Questo ci obbliga a studiare e discutere scenari che vadano oltre le soluzioni\, oggi adottate\, della “crescita verde” o dello “sviluppo sostenibile”\, che si basano su una ottimistica fiducia nelle soluzioni tecnologiche e di mercato – efficacia messa sempre più in dubbio da evidenze fattuali e scientifiche. In questo contesto\, Decrescita offre una cornice di analisi e di proposte radicali e alternative\, per immaginare diversi modi di vita e relazioni tra esseri umani e con la natura\, di cui siamo indissolubilmente parte. Ruolo fondamentale in questo percorso è quello dell’arte\, che può fornire un contributo essenziale nel favorire un’autentica trasformazione dell’immaginario collettivo e giocare un ruolo nel processo di “reincanto del mondo”. Attraverso una serie di mostre collettive e progetti personali\, esploreremo l’evoluzione del legame tra decrescita e arte\, analizzandone motivazioni\, caratteristiche\, modalità e prospettive. \nSerena De Dominicis\, Mario Sassi e Ada Lombardi sono soci dell’Associazione per la Decrescita che da venti anni si occupa di analisi e divulgazione di soluzioni teoriche e pratiche della crisi sociale ambientale derivata dalle diverse fasi del capitalismo. \nLe idee sostenute dai teorici della decrescita contemporanei affondano le loro radici nel pensiero di alcuni autori come Ruskin\, Thoreau\, Tolstoj e Illich. \nPropriamente\, il termine “decrescita” compare per la prima volta nel 1972 sotto la penna di André Gorz e poi nel 1979 nel titolo della traduzione francese di un’opera di Georgescu-Roegen “Demain la Décroissance” (curata da Jacques Grinevald). \nIl principale teorico di questa corrente è Serge Latouche\, mentre in Italia troviamo: Mauro Bonaiuti che nel 2004 fonda\, insieme a Marco Deriu\,  Luca Mercalli\, Paolo Cacciari\, Gianni Tamino ed altri\, l’Associazione per la Decrescita. \nL’Associazione valorizza e promuove la progettazione e la conduzione di attività di partnership e di rete con altre persone\, associazioni\, movimenti e istituzioni ed è pienamente autonoma dai centri di potere politico e da ogni altra diversa organizzazione. Nella sua autonomia ricerca rapporti e instaura relazioni con quante altre e diverse organizzazioni perseguono fini analoghi promuovendo il più totale rispetto dell’autonomia reciproca\, l’incontro e il confronto e l’iniziativa comune in direzione del cambiamento in senso democratico e per la sostenibilità ambientale. Pertanto\, il lavoro di sensibilizzazione sulle tematiche dell’ambiente e della creatività diventano dei punti fondamentali nella relazione con le realtà territoriali\, città e scuole\, confidando nell’incontro con le nuove generazioni come la modalità più efficace per la costruzione di un futuro migliore. \nSerena De Dominicis è storica e critica d’arte. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Tolosa Jean Jaurès e all’Università di Roma Tor Vergata\, con una tesi sui rapporti tra arte e decrescita. \nAda Lombardi storica dell’arte\, esperta delle neoavanguardie degli anni ’60 – ‘70 occidentali e orientali\, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Roma. \nMario Sassi\, ex manager\, consulente e imprenditore\, è impegnato da diversi anni con la decrescita\, anche a livello internazionale\, e con il buddhismo zen\, tra cui ha trovato grandi affinità e risonanze. \nProiezione dell’opera di Michelangelo Consani: \nMichelangelo Consani vive in Italia a Castell’Anselmo\, un villaggio rurale di tredici abitanti. Vive in una casa tradizionale restaurata con amore dal padre. La casa ha un orto e un giardino\, dove trascorre molto del suo tempo. Nella sua ricerca si è sempre rivolto a quelle personalità che il potere politico dominante ha messo ai margini perché ritenute “scomode” per il sistema; due in particolare: Ivan Illich (1926-2002)\, filosofo e teorico della decrescita austriaco\, e Masanobu Fukuoka (1913-2008)\, microbiologo giapponese specializzato in fitopatologia. Le due figure\, una occidentale e l’altra orientale\, hanno alcune opinioni comuni su cui l’artista sta concentrando la sua ricerca. \nDYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! Video tratto dall’installazione omonima\, opera acquisita nella collezione permanente del Centro Luigi Pecci di Prato. L’artista ha dedicato un intero progetto a Marshall Walter Taylor\, il primo sportivo afroamericano a vincere il titolo di campione del mondo\, nel 1899. Il progetto si intitolava DYNAMO\, e in esso la storia del ciclista nero\, che vinse ogni gara nonostante le restrizioni fisiche e morali imposte dal razzismo imperante\, ha dato spunto all’artista per creare un dispositivo artigianale per illuminare lo spazio espositivo. L’opera suggeriva l’ipotesi di una piccola rivoluzione necessaria per evidenziare il nesso tra la creazione di energia e l’ambiente in cui viene prodotta. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\nIsabella Morra (Presidente Fondazione Morra)\nSerena De Dominicis (Comitato Scientifico del Centro Studi Mafai Raphaël)\nMario Sassi (Segretario dell’Associazione per la Decrescita)\nAda Lombardi (Accademia di Belle Arti di Roma) \nModera:\nRossana Suriano \nA latere della conferenza saranno proiettati due video documentativi dell’installazione DYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! dell’artista Michelangelo Consani.
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SUMMARY:Scuola Edipica delle Arti Performative
DESCRIPTION:Palazzo Morone – Caggiano (SA)\n14-16 Marzo 2025 \nSCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttingendo dal maestoso pamphlet “Edipo borderline” di Vettor Pisani\, monstrum letterario di elaborazione psicanalitica attorno alla figura omonima\, prende vita\, presso la sede di Palazzo Morone in Caggiano della Fondazione Morra\, la programmazione di workshop “Edipo. Corpo di Sfinge”\, su conduzione di Andrea Cramarossa: poeta\, regista e attore\, la cui ricerca elabora sinesteticamente l’interrelazione fra vocalità\, suono ed arte drammatica\, su ispirazione del lavoro di Gisela Rhomert e del Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. \nNelle date dal 14 al 16 marzo 2025\, il workshop sarà destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (su conduzione multilingue)\, così come a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso sarà proposta una messinscena del lavoro al pubblico prevista per domenica 16 marzo alle ore 20.00 presso Palazzo Morone. Il workshop è a numero chiuso. \n \nRITORNO A CASA\nDa un’idea di Beppe Morra.\nLe Opere di Vettor Pisani in un nuovo allestimento a Caggiano (Palazzo Morone) \nGiovedì 13 marzo 2025: arrivo dei performer. \nVenerdì 14 marzo 2025 (dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 16.00 alle 19.00):\nEdipo. Corpo di Sfinge.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa per 8/10 performer.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \nSabato 15 marzo 2025 (dalle 10.00 alle 13.00):\nWorkshop. \nSabato 15 marzo 2025 – ore 18.00:\n“Vettor Pisani e il mistero di Edipo”.\nIntervento di Giovanna Dalla Chiesa\, storica e critica d’arte. \nDomenica 16 marzo (dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 16.00 alle 19.00):\nWorkshop. \nDomenica 16 marzo – ore 20.00\nSCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nApertura al pubblico del Workshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nL’alloggio per la permanenza a Caggiano (SA) è gratuito per i partecipanti. \n_____________________ \nGiovanna Dalla Chiesa\, storica dell’arte e saggista\, ha collaborato con la Quadriennale e con la Biennale di Venezia\, ha fatto parte del Comitato Scientifico della Fondazione Primo Conti per le Avanguardie storiche\, Fiesole (Fi)\, siede nel CdA della Fondazione Tito Balestra\, Longiano (Fo)\, dirige l’Archivio Vettor Pisani\, Roma.\nPubblicazioni: Giulio Turcato\, Palazzo delle Esposizioni\, Roma 1973 ed Tilligraf; La Metafisica. Museo Documentario della Metafisica\, Ferrara\, ed Industrie Grafiche 1981; Il Museo Primo Conti\, ed Electa\, Mi 1988; De Chirico Scultore ed Giorgio Mondadori\, Mi 1987; Giulio Turcato\, ed. Electa\, Mi 1990; Catalogo della mostra Allo Sport l’omaggio dell’Arte\, Giffoni Valle Piana (Sa) 2001; Filippo di Sambuy. Stupore Mundi\, Umberto Allemandi\, Torino 2016; Paolo Cotani – Lucio Pozzi. La scelta linguistica\, Litografia Bruni\, Pomezia 2016; Baruch Spinoza. Storia disegnata per accenni di Fosco Valentini; ed. Fontana print\, Lugano 2018; Fosco Valentini. Visionaria\, Fontana Print 2020; Vettor Pisani. L’Enigma e il Segreto\, Sfera ed. Bari\, 2024. \nAndrea Cramarossa\, poeta e regista\, lavora nell’ambito dell’Arte Drammatica da oltre trent’anni. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale “Teatro delle Bambole” dai suoi studi sul “Teatro delle Orge e dei Misteri” di Hermann Nitsch e sul “Metodo Funzionale della Voce” di Gisela Rohmert\, formulando\, in lunghi anni di ricerca artistica\, il “Nuovo Metodo di Approccio all’Arte Drammatica” e la “Pedagogia della Sacralità”.\nLa produzione artistica è raccolta nell’archivio “Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole” custodito dalla Fondazione Morra – Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive e consultabile presso “Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea” di Napoli.\nLa ricerca di Andrea Cramarossa si muove su vari fronti artistici e differenti forme espressive\, riconoscendo come punto di partenza lo studio sul suono e sulle relazioni che esso ha con il corpo umano e con il circostante. Dal suono si muovono diversi sentieri che comprendono la pittura\, la musica e il canto\, la recitazione\, la danza e la scrittura poetica\, narrativa e drammaturgica. In teatro formula e sperimenta diverse opportunità di partiture sonore e gestuali così come in pittura\, riuscendo a coniugare i più differenti principi artistici in una forma di arte totale.\nInventa la Pedagogia della Sacralità\, quale medium per l’insegnamento teatrale e l’Astrattismo Sacro quale sua\, personale\, visione della pittura e della musica. \n_____________________ \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 120\,00 euro \n  \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 100\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° febbraio 2025. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 7 febbraio 2025 (per le candidature pervenute entro il 1° febbraio 2025)\n– 5 marzo 2025 (per le candidature pervenute dopo il 1° febbraio 2025) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch\ninfo@museonitsch.org\n+39 081 5641655 \nTeatro delle Bambole info@teatrodellebambole.it\n+39 347 3003359 \nIl workshop è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole.
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SUMMARY:Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione
DESCRIPTION:Presentazione del saggio\nArte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione\ndi Jacopo De Blasio \nSabato 1 Febbraio 2025\nore 18.00\nArchivi Casa Morra – Napoli \nLa Fondazione Morra in collaborazione con Postmedia Books presentano il saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione di Jacopo De Blasio. \nIconoclastia\, vandalismo\, devastazione delle opere: la storia dell’arte è fatta anche di capolavori danneggiati\, persi o distrutti. A volte però la distruzione non è un esito accidentale né il risultato del ripensamento dell’artista: possono essere le opere stesse a decidere di farla finita\, a esprimere la tendenza ad autodistruggersi. Ma quando\, di preciso\, si può parlare di arte autodistruttiva? È davvero possibile rintracciare questa inclinazione come una tendenza artistica a tutti gli effetti? \nSabato 1° febbraio\, alle ore 18:00\, presso Casa Morra\, si terrà la presentazione del saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione (Postmedia Books\, 2024) di Jacopo De Blasio. Il volume si propone come un’indagine aperta\, introducendo una prospettiva di ricerca inedita nella storia dell’arte contemporanea. Attraverso l’identificazione di temi\, topoi e modalità ricorrenti\, il saggio avanza una possibile tassonomia di questo contraddittorio fenomeno creativo ed espositivo. \nIntroduce e modera:\nCarolina Latour (storica dell’arte) \nIntervengono:\nJacopo De Blasio (storico dell’arte)\nGian Maria Tosatti (artista)\nMaria De Vivo (storica dell’arte) \nJacopo De Blasio (Roma\, 1993) è storico dell’arte contemporanea e dottorando in Cultura visuale. Lavora come bibliotecario presso la Fondazione MAXXI e scrive per diverse riviste di settore\, tra cui NOT/NERO\, Kabul\, TBD Ultramagazine e Antinomie. Si occupa di autodistruzione\, studi postcoloniali e decolonialismo\, nuovi media ed espressioni sonore. \nInfo \nArchivi Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nPostmedia Books\nVia della Chiesa Rossa\, 49\, 20142\, Milano\nhttp://www.postmediabooks.it/
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SUMMARY:Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia
DESCRIPTION:Presentazione del volume\nIl Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia\ndi Massimo Maiorino (Editori Paparo) \nMercoledì 22 Gennaio 2025\nore 19.00\nMuseo Hermann Nitsch – Napoli \nLa Fondazione Morra e la casa editrice Edizioni Paparo presentano il volume Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia di Massimo Maiorino\, edito da Editori Paparo. \nMuseo monografico e opera d’artista\, il Museo Hermann Nitsch di Napoli\, nato nel 2008 dal felice sodalizio tra il gallerista Giuseppe Morra e l’artista austriaco Hermann Nitsch\, è un exemplum singolare di opera d’arte totale che mette alla prova i canoni della museologia e museografia contemporanee. Riunendo in sé una molteplicità di identità e di forme che ne fanno un museo a “geometria variabile”\, il Museo Hermann Nitsch è un avamposto critico e un presidio d’avanguardia\, rappresentando uno spazio di costruzione e decostruzione del museo e del suo statuto. Erede del sogno e dell’ossessione del Gesamtkunstwerk – figura orientante della ricerca di Nitsch – il museo diviene palinsesto di ricomposizione di un’unità\, quella dello spazio di costruzione dell’opera e quello della sua esposizione\, facendo così dell’opera un procedimento che coincide e trova respiro nel dispositivo museale. Di questo organismo è motore imprescindibile il pubblico\, che sfidato ed invitato a perdersi nei labirintici percorsi disegnati dall’artista austriaco è chiamato\, non solo a presenziare\, ma a partecipare con intensità ad un rituale culturale e conoscitivo. \nIl volume di Massimo Maiorino propone una lettura preziosa che riattraversa per nuclei concettuali la vita del museo\, costruendo delle costellazioni teoriche che trovano forma nella luminosa sequenza di scritture espositive che il Museo Hermann Nitsch ha conosciuto dal 2008 fino all’ultimo recente allestimento curato da Giuseppe Morra nel segno dei 50 anni di amicizia 1974-2024 con Nitsch. \nUna riflessione che riconosce nella configurazione polisemantica del museo Nitsch – archivio e laboratorio per le arti contemporanee – un perimetro privilegiato d’osservazione sul museo e sulla museologia di questo nuovo millennio\, uno spazio critico\, che tiene insieme museo e città\, pratiche partecipative e collezionismo\, archivio e teatro\, confermando la natura creativa e produttiva di questa istituzione in costante trasformazione. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Museo Hermann Nitsch)\nLorenzo Mango (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)\nStefania Zuliani (Università degli Studi di Salerno)\nPompeo Paparo (Editori Paparo)\nMassimo Maiorino (Università degli Studi di Salerno) \nIntroduce: \nLoredana Troise (Fondazione Morra/Accademia di Belle Arti-Napoli) \n\nMassimo Maiorino è ricercatore presso il DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato numerosi saggi e contributi occupandosi in particolare dei rapporti che negli ultimi decenni intercorrono tra arte\, critica e sistemi espositivi. Tra i suoi ultimi libri: Il Museo Hermann Nitsch. Archivio e laboratorio di Museologia (Paparo Editore\, 2023)\, La pianta dal fiore giallo. Beuys a Napoli (Artem\, 2022)\, L’artista come archeologo. Uno scavo nell’arte italiana del XXI secolo (Arshake\, 2020)\, Il dispositivo Morandi. Arte e critica in Italia 1934-2018 (Quodlibet\, 2019). È tra i curatori del volume Archivi esposti. Teorie e pratiche dell’arte contemporanea (Quodlibet\, 2022). Ha collaborato con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e ha curato mostre e convegni. Collabora con la Fondazione Bianca e Filiberto Menna curando la rassegna Arte di Sera. È socio della SISCA – Società Italiana di Storia della Critica d’Arte. \nLa casa editrice Editori Paparo cura pubblicazioni di storia dell’arte\, architettura\, filosofia\, storia del teatro e arti visive avvalendosi di affermati cultori di queste discipline e collaborando con università ed istituti di cultura. \nInfo \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135\, Napoli\n☎ +39 0815641655\nEmail: info@museonitsch.org\nMuseo Hermann Nitsch\nFondazione Morra \nEditori Paparo\nVia Boezio 4C BX 56 – 00193 Roma\nTel. 06 32803425\nVia Gaetano Filangieri\, 36 – 80121 Napoli\nTel. 081 0140180\neditori@editoripaparo.com\nwww.editoripaparo.com
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SUMMARY:Libero De Cunzo TESS
DESCRIPTION:a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nsabato 18 gennaio 2025 dalle ore 11:30 alle ore 15:00\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29d Napoli \nTess è un momento di autenticità in un centesimo di secondo\nLibero De Cunzo \nLa nuova personale TESS di Libero De Cunzo al Museo Nitsch parte da una fotografia di un bel colore azzurro dove in due occhi tondi\, a ben guardare\, pare che si ritrovi già tutto\, condensato attraverso l’interazione sensoriale\, l’immaginazione\, l’emozione. Cose che vede solo l’artista? Probabilmente sì. O meglio\, le vede perché gli saltano agli occhi\, “richiamano” il proprio sguardo sulle percezioni e la luce\, stabilendo con la storia un armistizio silenzioso per sviluppare nuove credenzialità\, nuove densità visive\, nuovi volumi\, nuove proporzioni\, nuove trasparenze. Un muretto di pietre sconnesse\, una Venere scolpita\, un’impalcatura\, un picchetto piantato fra i sanpietrini\, facciate coperte da veli pubblicitari\, spigoli e tagli di luce e colore\, chiedono un’attenzione minuziosa e prolungata. Non è sempre facile oggi osservare ed ascoltare con calma\, siamo attratti/distratti rapidamente da altro. Tess prova\, allora\, a promuovere un’esperienza accogliente e in cui il visitatore può porsi a proprio agio con la consapevolezza del momento vissuto\, che riflette sulla fotografia lentamente\, che allunga la riflessione sulle sue ragioni e su un pensiero che si interroga\, che penetra nella possibilità delle cose. \nNel vasto corpus di opere presentate\, centrale\, a tal proposito\, è la sequenza fotografica di 40 tessere 20×20 realizzate da mille punti diversi e installate a occhio dall’artista\, in modo tale da permettere a chi l’osserva di cambiarne l’ordine\, per un mosaico di particolari composti a svelare molteplici posizioni nel tempo e nello spazio: vedute e prospettive appaiono dall’interno in soggettiva\, permettendo di ruotare con lo sguardo sul perno del lato performativo che rimette tutto in gioco\, in circolo: autore-spettatore; interno-esterno; soggetto-oggetto; guardare-essere guardati. Occorre la vista di De Cunzo per questo. \nOgni giorno incontriamo la gemma sul ramo\, la grondaia gocciante\, la linea rossa dell’orizzonte\, la luce delle nuvole. Perlopiù tiriamo innanzi. Lui\, l’artista\, no. Corteggia proprio questo. \nLe opere incrociano le composizioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, amico e sodale\, a sottolineare comuni parametri culturali\, emozionali ed estetici. \nL’esposizione è visitabile dal 18 gennaio al 22 febbraio 2025 in due sale attigue connesse ad un ampio spazio panoramico dove conversare e trattenersi per scattare una fotografia\, per leggere un libro\, per approfondire un concetto e consultare cataloghi e altri materiali dell’artista. \n \nPer addolcire l’opening saranno servite le sfogliatelle del Gran Caffè Gambrinus \nLibero De Cunzo è stato docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi dal 1987 al 2024 e del Corso di Fotografia per l’Ambiente e il Paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Università Suor Orsola Benincasa\, le Grenoble Institut Français Napoli. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei\, per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne e mostre personali: L’Italia nel paesaggio (1999)\, Le stanze dell’Arte (2002)\, Living Theatre Labirinti dell’immaginario (2003)\, Città architettura edilizia pubblica Napoli e il Piano Ina-Casa (2006)\, il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021)\, DEA ADVENTUS (2021)\, Sotto il segno di San Gennaro/ Strategie dello sguardo (2021) Libero de Cunzo e l’isola di Arturo (2022)\, Fotografie per l’Archivio Living Theatre Caggiano (2024). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981)\, Spaccanapoli (1993)\, Infiniti possibili: Ravello (1994)\, Grotta del Sole (1994)\, Lontano dall’Isola Azzurra (1994)\, Zone – Napoli/Parigi (1994)\, Tra luce e luce (1995)\, La trama vivente della storia (1996)\, A passo di Vigna (1998)\, I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998)\, L’Italia nel Paesaggio (1999)\, Imago vocis\, vocis imago (2003)\, Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006)\, Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009)\, Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010)\, Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, 31 Artists self-portraits / Living in Napoli (2020)\, San Gennaro devozione e culto popolare a Napoli e nel mondo (2023).
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SUMMARY:Rabit\, Tati au Miel ed Eks in concerto a Casa Morra
DESCRIPTION:AKHET Edizioni e Fondazione Morra presentano Rabit\, Tati au Miel ed Eks in concerto a Casa Morra \nPer l’ultimo evento del 2024\, AKHET Edizioni\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, è lieta di annunciare una serata straordinaria presso Casa Morra (Salita San Raffaele 20C). Giovedì 28 novembre\, a partire dalle ore 20:00\, si esibiranno in performance live Rabit da Houston\, Texas\, artista multidisciplinare e figura chiave della musica sperimentale americana\, cofondatore dell’etichetta Halcyon Veil; Tati au Miel\, compositrice e DJ canadese di origini haitiane; ed Eks\, co-fondatore di AKHET e talento emergente della scena napoletana. \nPrima delle performance\, gli ospiti avranno l’opportunità di visitare gli spazi museali dell’Archivio di Arte Contemporanea creato da Peppe Morra all’interno del prestigioso Palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona. Un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte e nella cultura contemporanea\, circondati da opere di rilievo internazionale. \nArtisti in scena: \nRabit (Eric C. Burton) è uno storyteller che documenta il Sud americano principalmente attraverso il suono. Dopo decine di pubblicazioni “white label”\, Rabit ha debuttato ufficialmente con l’album “Communion” nel 2015 e con “Vulnicura”\, un LP di remix di Björk nel 2016. Dopo aver partecipato alla produzione dell’album di Bjork\, “Utopia”\, nominato ai Grammy\, e aver pubblicato altri due album da solista\, si è avventurato nel territorio dei mixtape con il classico disco a tema Houston\, “Cry Alone Die Alone”\, seguito da altri dieci mixtape della serie. Il suo ultimo album di musica inedita\, “What Dreams May Come”\, è un disco multimediale collaborativo pubblicato il 25 novembre 2022 dalla sua etichetta Halcyon Veil. Il progetto si è sviluppato attraverso una serie di mostre in galleria\, performance e pubblicazioni di album fino al 2023. Il nuovo singolo di Rabit\, RED featuring Croww\, è stato pubblicato globalmente il 28 febbraio 2024 su Halcyon Veil. \nTati au Miel è lo pseudonimo dell’artista multidisciplinare Tania Daniel\, natə e cresciutə a Montreal\, Quebec. La loro pratica comprende suono\, performance\, scultura\, tessuti e XR\, mescolando sperimentazione\, astrazione\, narrazione e rituali per creare esperienze intime e personali nel loro lavoro. La loro recente pubblicazione\, l’EP “Carousel” per l’etichetta Halcyon Veil\, fa seguito a sei uscite musicali indipendenti. Il lavoro di Tati au Miel è stato presentato in festival come Mutek\, Sonic Arts e Dweller. Recentemente hanno anche realizzato la colonna sonora del film di Bhenji Ra “Biraddali\, Dancing on the Horizon”\, co-co-commissionato da Auto Italia (UK) e Western Front (CA). \nEks è il moniker di Guido Marziale\, artista napoletano e co-fondatore della piattaforma curatoriale AKHET. Eks si distingue per uno stile che fonde reminiscenze hip hop\, dub e noise\, caratterizzato della manipolazione frenetica di samples e vinili preparati con un’attitudine free-improv. Parte del duo Cadaver Mike\, insieme al batterista Stefano Costanzo\, dal 2014 ha collaborato con artisti di vario genere\, tra cui AbSTRAL compost\, CECILIA\, Dj Die Soon\, Elvin Brandhi\, Kinlaw & Franco Franco\, SENSATIONAL e Uochi Toki. Oltre alla produzione musicale\, lavora come ingegnere del suono nel suo studio a Napoli e in diverse produzioni teatrali internazionali. \nInformazioni sull’evento: \nData: Giovedì 28 novembre 2024\nLuogo: Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\nOrario apertura porte: 19:30\nInizio visite museali: 20:00\nInizio performance: 21:00\nBiglietti: 10 € (prima serie di prevendite “early birds”)\, 13 € (seconda serie)\, 15 € (alla porta) \nLa capienza è limitata e i posti sono disponibili fino ad esaurimento. È vivamente consigliato l’acquisto dei tickets tramite il portale Resident Advisor. La prima serie di prevendite “early-bird” a prezzo ridotto è attualmente disponibile su RA: \nhttps://it.ra.co/events/2041371 \nContatti per informazioni e prenotazioni: \nEmail: akhet.info@gmail.com | info@fondazionemorra.org\nTelefono: +39 333 69 47 173 Augusto | +39 338 773 2526 Isabella\nInstagram: @akhetedizioni | @fondazione.morra
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SUMMARY:Shozo Shimamoto. Gutai - Primo Assalto
DESCRIPTION:SHOZO SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO \nA cura di Giuseppe Morra e Giuseppe Simone Modeo \n13 novembre – 30 novembre 2024\nPalazzo Bastogi\nVia Camillo Cavour\, 18 Firenze (FI) \nDal 13 novembre la splendida cornice di Palazzo Bastogi\, oggi sede del Consiglio regionale della Toscana\, in dialogo con gli arredi e i dipinti\, apre le porte alla mostra “SHOZO SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO” a cura di Giuseppe Morra e Giuseppe Simone Modeo\, con testo critico di Italo Tomassoni. Saranno presenti in mostra lavori di grande rilevanza storica\, dalle prime opere con il gruppo Gutai alle esplosioni di colore dei lavori realizzati in Italia\, una lettura del collettivo artistico con una visione più allargata all’Occidente. Concepito da Peppe Morra\, che ha vissuto e promosso in prima persona il lavoro dell’artista\, e dalla sua Fondazione che\, anche in questa occasione\, si conferma un polo avanguardistico\, il progetto espositivo ha un riferimento al Rinascimento piuttosto che all’arte astratta concreta\, attraverso la selezione di opere che mediante la forza esplosiva della pittura diventano “un’arma per la pace” tra Oriente e Occidente. Un dialogo tra l’Umanesimo\, la nuova concretezza tutta toscana\, e l’abbandono del rigore delle forme orientali in funzione dell’esplosione dello spirito attraverso la materia\, che non si subordinano ma si confrontano. La retrospettiva dedicata a Shozo Shimamoto intende evidenziare la potenza e la grandezza della superficie pittorica su cui l’artista ha sempre agito\, rendendo la dimensione dell’opera un confine da superare\, un palcoscenico su cui l’artista danza\, dove il suo corpo lascia tracce di colore. La cornice non esiste\, c’è gioco\, teatro\, movimento\, forza vitale e\, allo stesso tempo\, un’armonia che ritroviamo nella scelta di icone come il Buddha\, una fusione spirituale tra corpo e pittura. Il “nomade samurai dell’arte” Shozo Shimamoto si fa regista di se stesso\, trasforma lo spazio del qui in un altrove e il tempo di fronte alle sue opere diventa per lo spettatore esperienza e non misurazione. “Tra cielo e terra” il gesto artistico di Shimamoto genera empatia con gli altri artisti presenti in mostra come Jiro Yoshihara\, leader del Gutai\, Georges Mathieu\, o Yasuo Sumi\, tutti artisti che meritano il plauso per aver scardinato il concetto di arte\, presentandola con sorprendente schiettezza nel suo stato più primitivo. L’azione scompare ma il loro spirito vive attraverso l’assalto\, la potenza\, delle loro opere.
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SUMMARY:Omaggio a Phill Niblock (1933-2024)
DESCRIPTION:UN OMAGGIO A PHILL NIBLOCK (1933-2024) \nANNA CLEMENTI e KATHERINE LIBEROVSKAYA Zound Delta performance\nDAVIDE AIDEN CAPOBIANCO PN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) performance\nASPEC(T) aka MARIO GABOLA e SEC_ WORK performance \nPHILL NIBLOCK The Movement of People Working China 88 e Vlada BC videoproiezione \ngiovedì 7 novembre 2024 dalle ore 19:30\nIngresso libero fino alla capienza della sala\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29D Napoli \nL’artista intermedia Phill Niblock (1933-2024) ha esplorato la fotografia analogica\, la musica\, il film 16mm\, il video e il digitale. Nato in Indiana negli Stati Uniti nel 1933\, dalla metà degli anni ‘60 ha creato environments\, musica e performance intermedia mostrate in numerose sedi nel mondo. Ha realizzato dei densi drones noise attraverso dei microtoni strumentali sovrapposti che generano molte altre tonalità diffuse nello spazio performativo.  Descrivendo il suo lavoro\, Phill Niblock ha detto: “Quello che faccio con la mia musica è creare qualcosa senza ritmo o melodia\, usando molti microtoni che si muovono molto\, molto lentamente”. In parallelo\, ha presentato film/video che osservano il movimento delle persone mentre lavorano (1973-1991). Dal 1985 Phill Niblock è stato il direttore di Experimental Intermedia Foundation a New York\, di cui è stato artista e membro dal 1968 – ha ideato e curato le Music and Intermedia Presentations dal 1973 e l’etichetta XI Records. È stato Professore di cinema\, video e fotografia presso il College of Staten Island\, City University (CUNY) a New York. Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso premio John Cage Award della Foundation for Contemporary Arts. La musica di Phill Niblock è pubblicata  dalle etichette XI Records\, Moikai\, Mode\, Matiere Memoire\, Room 40 e Touch. I dvd dei film e della musica sono disponibili su Extreme Label e Von Archive. \nwww.experimentalintermedia.org \nL’artista intermedia canadese Katherine Liberovskaya è residente a New York. A partire dagli anni 1980 è attiva nel video sperimentale\, ed ha realizzato delle opere di videoarte per schermo singolo\, delle videoinstallazioni e delle performances\, oltre a progetti con vari media che ha allestito in molti spazi nel mondo. Dal 2001 il suo lavoro si basa sull’intersezione delle immagini in movimento con il suono/musica mostrate in varie forme sia temporanee che permanenti (proiezioni\, installazioni\, performance) ed attraverso delle collaborazioni con molti compositori ed artisti sonori per degli eventi dal vivo come i concerti audio-video dove le sue immagini creano una “musica” visiva. Katherine Liberovskaya ha collaborato con il compositore/artista multimedia Phill Niblock per più di 22 anni su vari progetti performativi\, video e installazioni. Altre collaborazioni frequenti con Dafna Naphtali\, Keiko Uenishi\, Shelley Hirsch\, Barbara Held\, Mia Zabelka\, Al Margolis (IF\,BWANA)\, David Watson e molti altri. Inoltre\, cura eventi di video/film sperimentale\, suono/musica e performance Audio-Video\, ad esempio dal 2005 le serate Screen Compositions presso Experimental Intermedia\, e dal 2006 gli incontri informali OptoSonic Tea (co-curati con Ursula Scherrer) a New York e in varie località del Nord America e dell’Europa\, ed online durante la pandemia di Covid. Nel 2014 ha completato un dottorato di ricerca nella pratica artistica dal titolo “Improvisatory Live Visuals: Playing Images Like a Musical Instrument” presso l’Université du Québec a Montréal (UQAM). Attualmente è direttore artistico di Experimental Intermedia NYC. \nwww.facebook.com/liberovskaya \nLa cantante italo-svedese Anna Clementi è cresciuta a Roma e vive a Berlino. Dopo il diploma in flauto traverso si è formata come attrice e si è poi trasferita a Berlino. Ha lavorato per molti anni con Dieter Schnebel e il gruppo Maulwerker. Con il compositore Dieter Schnebel ha studiato musica vocale sperimentale e teatro musicale sperimentale presso l’allora HdK (oggi UdK). Ha ricevuto le prime lezioni di canto a Roma con Michael Aspinall. A Berlino ha studiato belcanto con Mieko Kanesugi e canto jazz con Kara Johnstad. Si è inoltre dedicata alla danza contemporanea e al contact improvisation. Un punto focale del suo lavoro sono il teatro musicale e la musica gestuale. Ha pubblicato “John Cage: Voice and Piano” con Steffen Schleiermacher. Inoltre\, ha collaborato con i Tosca\, “Suzuki”\, “Dehli 9”\, e ‘Osam’ e con The Dining Rooms: “Tre”. Ha pubblicato due album da solista: “Love is a Reason” e “Fräulein Annie”. È presente sugli album “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.1” e “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.2”. Nell’aprile 2024 è uscito “Zound Delta 2”\, album prodotto e composto con Phill Niblock e Thomas Stern ed è appena uscito il suo album “Doppelmoppel” con poesie di Kurt Schwitters musicate da lei e Thomas Stern. Anna Clementi esprime con potenza la sua diversità dalle definizioni della musica classica ed è un’‘attrice della voce’ alla ricerca di nuove connessioni tra vocalità\, gesto\, linguaggio\, danza e teatro\, come a Berlino dove si esibisce nel gruppo Theater Ikaro\, approfondendo la danza contemporanea e il contact improvisation. Clementi ama la combinazione tra gioco\, leggerezza e ironia ed è in costante ricerca di nuovi modi di espressione che diffonde con la sua voce versatile. \nwww.annaclementi.com \nPhill Niblock ha composto Zound Delta per Anna Clementi nel 2022-2023: una composizione per voce ed elettronica (voce e registrazioni sul campo) accompagnata dalla videoproiezione dal vivo di Katherine Liberovskaya eseguita per la prima volta a Berlino nella primavera del 2023 ed in seguito pubblicato in CD dall’etichetta Karlrecords e per l’occasione eseguita a Berlino nel 2024 con Anna Clementi dal vivo e Thomas Stern all’elettronica insieme alla videoproiezione. \nDavide Aiden Capobianco\, compositore di opere elettroacustiche per solisti ed ensemble\, esplora l’esperienza umana spingendo i confini musicali per creare delle composizioni coinvolgenti. Dal 2022 è membro del New York Composer Circle (NYCC) e viaggia tra Italia e Stati Uniti. Si dedica a vari progetti\, tra cui l’accordatura di pianoforti\, l’insegnamento musicale\, l’arrangiamento\, l’orchestrazione e la copiatura di spartiti musicali. Collabora con altri compositori\, contribuendo alla realizzazione delle loro idee artistiche\, come nel caso del supporto offerto a Phill Niblock per il completamento delle sue ultime composizioni. \nPN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) è un’opera ispirata alla vita e all’eredità musicale di Phill Niblock\, che unisce degli elementi sonori e visivi per offrire un’esperienza immersiva. La struttura si basa sui 90 anni di Niblock: ogni nota di oboe\, registrata e trasmessa in loop tramite Max/MSP\, rappresenta un anno della sua vita. Con il progredire dell’opera\, le note si sovrappongono creando un muro sonoro che punta a raggiungere i 95dB o più\, richiamando l’approccio pionieristico di Phill alla musica. La proiezione visiva e i testi raccontano i momenti significativi del suo percorso\, offrendo un omaggio profondo e riflessivo alla carriera. Gran parte del materiale è tratto da Phill Niblock: Working Title e Phill Niblock: Nothing but Working\, in collaborazione con Katherine Liberovskaya\, compagna di Phill\, e con il suo biografo Guy De Bièvre. \nhttps://www.davideaiden.com \nMario Gabola e SEC_ aka Aspec(t) si riconoscono dall’originale mix di improvvisazione elettro-acustica\, noise potente e viscerale\, e power electronics. Hanno suonato tra Europa\, Stati Uniti e Russia e sono inoltre incessanti organizzatori di concerti a Napoli e su tutto il territorio della Campania\, che gli ha permesso di costruire una rete di relazioni e collaborazioni molto ampia. \nSEC_ utilizza un registratore a nastro Revox per manipolare e miscelare diverse fonti sonore\, creando dei collage dal vivo. Mario Gabola fa interagire il sax con delle estensioni acustiche e con un sistema fotosensibile auto-costruito\, generando e controllando i feedback; il risultato è una foresta inestricabile di frenetiche sonorità\, strutture ritmiche\, esplosioni di rumore e grida ancestrali. \nCome duo\, hanno pubblicato un LP\, tre CD (due dei quali in collaborazione con il compositore/performer svizzero Dave Phillips e il batterista polacco Andrzej Zaleski)\, vari CDr e audiocassette. Hanno inoltre lavorato con il filmmaker 70fps\, e realizzato la musica per il film super8mm “Napoli Film” del finlandese Seppo Renvall. Insieme e separatamente hanno collaborato con i musicisti Jerome Noetinger\, Dave Phillips\, Arnaud Riviere\, Andy Guhl\, Rudolf Eb.er\, Agostino Di Scipio\, Kamilya Jubran\, Olivier Di Placido\, Scott Sinclair\, Andy Bolus\, Jean Philippe Gross\, C_C e altri. \nMario Gabola e SEC_ hanno incontrato Phill Niblock separatamente in diverse occasioni e poi insieme nel 2016 sono stati ospiti a suonare nel suo loft a New York. L’accoglienza familiare e l’aiuto di Phill Niblock sono stati fondamentali\, anche\, per la riuscita del tour negli Stati Uniti che il duo si trovò a fare quell’anno. \nAspec(t) eseguiranno dal vivo un tributo a Phill Niblock e alla sua vocazione di connettore tra comunità e generazioni di musicisti\, sperimentatori e performers provenienti da contesti differenti\, prima dell’avvento dei social-media e dopo\, senza esserne abbagliato e preferendo sempre il contatto tra le persone. \nwww.viande.it/ \nwww.toxorecords.com/aspec(t)
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SUMMARY:Azionismo Viennese
DESCRIPTION:Archivi Casa Morra \nAZIONISMO VIENNESE \nA cura di Giuseppe Morra  \n1 Ottobre 2024 – 1 Marzo 2025 \n  \n3 – D A Y S  R E P E R T O R Y \nvenerdì 27 settembre – ore 19 – Archivi Casa Morra\ninterventi di Giuseppe Morra\, Julia Moebus-Puck e Leopoldo Siano \nsabato 28 settembre – ore 19 – Museo Hermann Nitsch\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \ndomenica 29 settembre – ore 20 – Vigna San Martino\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \nTre giorni di eventi in apertura al calendario 2024-2026 per celebrare la storia dell’Azionismo Viennese\, la cui mostra è stata inaugurata presso lo spazio espositivo di Casa Morra e i “50 anni di amicizia 1974-2024” tra Giuseppe Morra e Hermann Nitsch. \nIl percorso espositivo curato da Giuseppe Morra per lo spazio di Casa Morra testimonia le tendenze e le poetiche di un pensiero senza schemi preorganizzati\, che interpreta l’arte con una funzione rivoluzionaria della vita – psiche e inconscio\, mente e corpo – ed un rinnovato interesse per il primitivo che ha l’abilità di sentire l’umano come frammento temporale di un continuum con la comunità\, l’ambiente naturale e l’universo tutto\, impiegando i rituali e le offerte devozionali\, le iniziazioni\, le scarnificazioni\, i tatuaggi\, utilizzando il corpo come veicolo per connettersi con l’esistenza. La bidimensionalità tradizionale della tela come supporto del medium pittorico è superata a favore della fisicità del corpo dell’artista che dipinge attraverso un’azione; le esperienze della realtà sensoriale si estendono fino ad includere oggetti e materie pittoriche ed aspirano ad oltrepassare l’astrazione attraverso le possibilità di un corpo attivo. \nGli artisti Günter Brus\, Hermann Nitsch\, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl del Wiener Aktionismus – Azionismo Viennese (1960 – ‘70) sono liberi da manifesti stilistici e connessi da un confronto di concetti e ricerche sul senso dell’Arte che si intersecano\, con testi e dichiarazioni espresse nelle azioni individuali e collettive e con le pitture\, i disegni\, le foto e i film; reagiscono in modo diretto ad un accademismo\, un’arretratezza e chiusura mentale della cultura ufficiale in Austria – e non solo – ancora oltre il momento storico. Gli Azionisti Viennesi\, secondo i propri percorsi autonomi\, applicano una terminologia psicoanalitica all’arte: i termini selezionati sono abolizione\, purificazione\, igiene psichica\, abreazione e catarsi; l’autolesionismo e l’umiliazione corporale sono un modo per superare le ossessioni\, le nevrosi e i traumi\, e per liberarsi dalla supremazia del potere e delle strutture gerarchiche. \nUna storia di tangenze e diversità sotto la cifra del corpo\, del gesto\, dell’azione\, dell’impegno creativo per un’esperienza a volte condivisa che scaturisce negli effetti\, anche oltre la percezione dell’attimo performativo\, riemergendo nella memoria attraverso foto\, film e video\, relitti ed oggetti. \nQuesta esposizione è momento di meditazione su uno spazio\, un’isola di appagato ragionamento riflessivo che si rapporta con il luogo e lo trasforma in un’opera d’arte integrale\, dove lo spettatore può riconoscere la parte e il tutto; l’opera\, il suo rapporto con le altre opere\, l’ambiente che le ospita. Una galassia\, i cui pianeti sono gli artisti che con il loro potere sollecitano il pubblico a pensare\, a meditare\, a costruire idee forti per il prossimo futuro.
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SUMMARY:L'Ebbrezza dell'Essere workshop residenziale
DESCRIPTION:L’EBBREZZA DELL’ESSERE\nworkshop residenziale ispirato ai tre libri delle “Feste” e alle “Regole dell’Ordine” di Hermann Nitsch \na cura del theatrum phonosophicum (Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) \n5-8 settembre 2024\, Museo Nitsch\, Napoli \nHarmating\, Asolo e Cuma\, scritte negli anni Settanta e coraggiosamente pubblicate (in tedesco) da Peppe Morra in pregiate edizioni\, costituiscono una parte “segreta” dell’opera di Nitsch. Mai tradotte e poco note anche in ambito germanofono\, financo per i conoscitori dell’opera del maestro viennese sono rimaste sempre al margine rispetto alle sue partiture azionistiche e agli altri scritti teorico-poetici. Harmating\, Asolo e Cuma\, pur nella loro dimensione concettuale e utopica\, furono concepite dall’autore per essere realizzate in tre luoghi specifici (appunto Harmating in Baviera\, Asolo in Veneto e Cuma in Campania)\, ma realizzate non lo furono mai. Eppure restano uno scrigno di tesori che rivela aspetti fondamentali e radicali del pensiero poetico-filosofico-musicale di Nitsch. Questi tre libri\, insieme alle Ordensregeln (“regole dell’ordine”\, di ispirazione monastica e anarchica)\, sono il tentativo di estendere i principi del suo Orgien Mysterien Theater alla vita quotidiana\, trasfigurando quest’ultima in opera d’arte totale. \nIn questo workshop teorico-pratico di quattro giorni si approfondirà la “filosofia dell’essere” di Hermann Nitsch\, coltivandola praticamente attraverso una composizione rituale di ogni giornata con letture\, ascolti\, meditazioni\, passeggiate\, osservazioni contemplative del paesaggio\, atti poetici che intensificano la sensazione di essere. Nello spirito di Hermann Nitsch la filosofia viene intesa come tecnica pratica dell’esserci e l’arte come esercizio di percezione e di sensazione. \nFinalità\n– Familiarizzarsi con “filosofia dell’essere” e la dimensione poetico-musicale-contemplativa dell’opera di Hermann Nitsch\n– Acquisire una maggiore consapevolezza dello spazio in cui tutto accade\n– Esercitare la percezione attraverso l’interazione di tutti e cinque i sensi\n– Esercitare l’ascolto profondo e prolungato come attività creativa\n– Aprirsi all’“ascolto totale”: del suono e del silenzio\, fuori e dentro di sé\, del paesaggio\n– Apprendere i principi base dell’azionismo sonoro\n– Intensificare la sensazione di essere attraverso rituali d’ascolto\, atti poetici e passeggiate\n– Radicarsi nel presente\, abbeverandosi alle sue sacre sorgenti \nA chi è rivolta\nIl workshop residenziale è destinato a performer\, ricercatori\, musicisti\, danzatori\, cantanti\, registi\, attori\, pensatori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari / Luogo \nIl workshop si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d: https://www.museonitsch.org/it/) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. \nA seconda del kairós saranno possibili passeggiate mattutine e notturne nei dintorni. \nIl workshop è pensato rigorosamente offline\, non sarà consentito utilizzare telefoni e connessioni internet durante il lavoro. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura illustrando brevemente il proprio percorso e i propri interessi a:\nphonosophianova@gmail.com\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 21 giugno al 15 agosto 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 200\,00 euro \nEarly bird price: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 150\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 15 luglio 2024. \nEsiti della selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 22 luglio 2024 (per le candidature pervenute entro il 15 luglio 2024)\n– 22 agosto 2024 (per le candidature pervenute dopo il 15 luglio 2024) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nTHEATRUM PHONOSOPHICUM\nIl theatrum phonosophicum è il ‘teatro’ della phonosophia (intesa come ‘conoscenza attraverso il suono’)\, un progetto di ricerca e di vita che incoraggia a creare spazi esperienziali in cui antichi saperi della Tradizione si coniugano con pratiche sperimentali (‘lecture-performance’\, install’Azione\, sound art\, acusmatica\, deep listening etc.). Una conoscenza non solo libresca dunque\, ma esperita attraverso i sensi. Da qui l’aspirazione alla sintesi delle arti\, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie). Fulcro centrale del theatrum phonosophicum è l’ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e il confronto antropologico col Suono\, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici. \nPer maggiori info: https://theatrumphonosophicum.art/ \nNOTE BIOGRAFICHE\nLeopoldo Siano (nato il 12 agosto 1982) è filosofo della musica e azionista sonoro. Giovanissimo si trasferisce in Germania. Dal 2012 al 2022 ha insegnato all’Università di Colonia (nello stesso Istituto Musicologico dove insegnò Marius Schneider\, uno dei suoi più grandi ispiratori); qui Siano è stato anche co-organizzatore della serie di concerti acusmatici “Raum-Musik”. È autore e curatore di diversi libri (su Karlheinz Stockhausen\, Hermann Nitsch\, Gerard Pape\, François Bayle ecc.). Il suo ultimo volume è stato pubblicato nel 2021 dall’editore Königshausen & Neumann di Würzburg: Musica Cosmogonica: von der Barockzeit bis heute (Musica Cosmogonica: dall’epoca barocca a oggi). Insieme a Shushan Hyusnunts è l’ideatore del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).\nShushan Hyusnunts (3 febbraio 1989) è musicologa e azionista del suono. Al termine dei suoi studi musicologici e pianistici al Conservatorio Komitas della città natia Yerevan nel 2012 si trasferisce in Germania. Nel 2016 consegue la laurea (Master of Arts) all’Università di Colonia con una tesi sulla filosofia del suono nelle opere orchestrali di Giacinto Scelsi. Nella stessa università ha tenuto corsi sulla musica tradizionale armena\, su Dmitri Shostakovich e Horatiu Radulescu\, sul quale comincia a scrivere una tesi di dottorato. Nel 2022 insegna storia della musica al Conservatorio di Yerevan. Insieme a Leopoldo Siano è ideatrice del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Attualmente sta inoltre lavorando ad un libro-documentazione sulla memoria culturale del celebre villaggio dei compositori di Dilijan (Armenia). Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).
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SUMMARY:Archivi Living Theatre. Caggiano
DESCRIPTION:A Caggiano\, nel cuore del Cilento\, la Fondazione Morra inaugura il grande archivio del Living Theatre \nIl 13\, 14 e 15 luglio\, la Fondazione Morra – presieduta da Teresa Carnevale e diretta da Giuseppe Morra – inaugura a Caggiano lo spazio “Archivi Living Theatre. Caggiano” (presso Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano\, SA). Il borgo cilentano ospiterà la raccolta più importante al mondo di documenti appartenuti alla rivoluzionaria compagnia statunitense. Il prezioso fondo archivistico costituisce la testimonianza completa del percorso artistico di Julian Beck\, Judith Malina e del loro gruppo\, che va a sommarsi agli archivi conservati presso la Yale University e il Lincoln Centre di New York. Il progetto “Archivi Living Theatre. Caggiano” è realizzato in collaborazione con il comune di Caggiano e la Regione Campania e con la partnership dell’Università di Victoria (Canada). \nDalla fine degli anni Ottanta\, la Fondazione Morra ha acquisito opere pittoriche\, disegni\, diari\, progetti di costumi\, scenografie e scritti vari\, prodotti nei numerosi soggiorni in Italia del Living Theatre. Nella collezione sono raccolti anche appunti di lavoro autografi\, recensioni\, fotografie: un repertorio unico costituito da ben 58.812 pezzi\, che saranno oggetto di uno straordinario allestimento nell’affascinante centro dell’appennino del Cilento. \nIn occasione dell’inaugurazione degli spazi espositivi sono previsti tre giorni di eventi\, tra convegni\, presentazioni di libri\, happening\, concerti\, visite all’archivio\, proiezioni di film e concerti.\nTra gli ospiti\, il professor Lorenzo Mango dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e la professoressa Cristina Valenti dell’Università di Bologna\, che si incontreranno con Garrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (in collegamento streaming). Sono previsti\, inoltre\, interventi dello studioso Allan Antliff dell’Università di Victoria (Canada)\, che presenterà il suo libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre; del prof. Romano Gasparotti\, docente di Estetica dell’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano); della performer\, attrice e musicista americana Bibbe Hansen\, figlia di Al Hansen\, membro del gruppo Fluxus; e di Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. \nTra gli eventi in programma anche la performance di Alvin Curran\, Endangered Species. Inoltre sarà possibile assistere al concerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio con Domenico Di Francia (special guest) su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone e a Living Theatre Rivisiting – Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht e Al Hansen\, opera realizzata da Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio\, partendo dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, attualizzando brani e tecniche che furono al centro dello storico evento. \n«L’intervento della Fondazione Morra sul nostro territorio – spiega il sindaco Modesto Lamattina – si collega al recupero innovativo del centro storico di Caggiano\, iniziato circa venti anni fa con interventi che mirano a fare del borgo antico un modello replicabile. Un’idea di rigenerazione urbana sostenibile\, che rende il borgo un centro unico e all’avanguardia\, in grado di recuperare terreno sull’inesorabile processo di spopolamento attraverso pratiche virtuose che mettano in relazione popolazione e architetture storiche: a fare da collegamento col resto del mondo\, l’arte ed eventi di grande risonanza come quelli organizzati dalla Fondazione Morra». \nNell’archivio Living Theatre sono presenti materiali del gruppo relativi agli anni 1969-2015. La raccolta prende avvio da numerosi eventi promossi e organizzati dalla Fondazione Morra a partire dal 1995\, anno in cui la Compagnia realizza due spettacoli al Teatro Mercadante di Napoli. Nel 2003 la Fondazione organizza la mostra antologica Living Theatre: Labirinti dell’Immaginario a Castel Sant’Elmo e la prima mondiale dello spettacolo Enigmas\, proseguendo fino al 2015 con attività di produzione e diffusione del progetto Living. \nLa collezione contiene anche un’ampia sezione dedicata ai costumi e agli oggetti di scena di alcune storiche rappresentazioni\, in particolare degli spettacoli The Yellow Methuselah\, The Archeology of Sleep\, Masse Mensch e Anarchia. Nel 1981 il Living annuncia di voler rinnovare la sua pratica artistica con la creazione di un “dipinto arrotolato” ispirato a Vasilij Kandinskij\, lungo settanta metri e altro e cinque metri e mezzo\, da utilizzare come fondale dinamico (da svolgere con un meccanismo a leva) nella performance The Yellow Methuselah. Il lavoro\, composto da Hanon Reznikov\, è una fusione di due opere teatrali di forte impatto politico: Torniamo a Matusalemme di George Bernard Shaw e Il Suono Giallo\, “composizione scenica” di Kandinskij. L’opera narra l’evoluzione dell’umanità secondo un modo di essere anarchico\, a favore della vita e\, utopisticamente\, dell’immortalità. \nPROGRAMMA LIVING THEATRE CAGGIANO 2024 \nSABATO 13 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nSaluti istituzionali:\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano\nGiovanni Caggiano\, Presidente ASMEL\nPasquale Persico\, Economista\nTeresa Carnevale\, Presidente Fondazione Morra \nOre 12:00\nInterventi di:\nGarrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (Santa Fe\, New Mexico): The Way We Can Change the World is By Changing the Culture (Il Modo in cui Noi Possiamo Cambiare il Mondo è Cambiando la Cultura) \nLorenzo Mango\, professore ordinario di Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”: Il Living\, la storia\, l’archivio \nCristina Valenti\, professoressa presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: L’eredità eretica del Living Theatre \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 16:00\nPresentazione del libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre (Radiosa Anarchia – Riflessioni sul Living Theatre) di e con Allan Antliff\, professor Art History & Visual Studies\, presso l’Università di Victoria (Canada). \nOre 18:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA)\nVisita guidata con Giuseppe Morra\, Direttore dell’Archivio del Living Theatre\, Napoli. \nNelle sale saranno proiettati film sul Living Theatre. Antologia a cura di Mario Franco:\nParadise Now\, by Marty Topp\, 1969\, 47’\nFrankenstein\, 1967\, 31’46’’\nAntigone\, Intervista a Julian Beck\, r. Mario Franco\,1980\, 20’\nReading at The Living Theatre\, Allen Ginsberg\, May 22nd\, 1990\, 80’. \nOre 20:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA) \nPerformance Endangered Species di Alvin Curran \nOre 21:00\nLight dinner \nDOMENICA 14 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nConferenza con interventi di:\nRomano Gasparotti\, professore di Estetica – Fenomenologia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano: Teatro dell’irrappresentabile: arte=vita vita=arte \nBibbe Hansen\, attrice\, performer e musicista americana \nCathy Marchand\, attrice del Living Theatre: Il mito millenario dell’Antigone \nGirolamo De Simone\, musicista\, agitatore culturale\, esponente delle avanguardie italiane legate alla musica di frontiera. \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 20:00 Palazzo Abbamonte Via Abbamonte\, 16 – 84030 Caggiano (SA)\nConcerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio\, special guest Domenico Di Francia\, su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone \nLUNEDÌ 15 LUGLIO 2024 \nArchivi Living Theatre Caggiano\nPalazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\nvia San Pietro\, 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nLiving Theatre Revisiting (Rivisitando il Living Theatre) Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht\, Al Hansen\nA partire dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio attualizzano alcuni dei brani e delle tecniche che furono al centro di quello storico evento. \nAl Hansen\, Bibbe’s Tao: “Un altro esempio è Bibbe’s Tao di Al Hansen. L’ho imparato nel 1963 da Dick Higgins e Alison Knowles\, che descrivevano il pezzo in questo modo: a ciascuno degli interpreti viene dato un tovagliolo di carta\, preferibilmente rosso. Lo usano come vogliono: lo strappano\, lo piegano ecc. Da allora l’ho fatto inserire in diversi concerti dei Fluxus e sono sempre stato molto attento a procurarmi dei tovaglioli di carta rossi. Recentemente\, nel novembre del 1992\, Dick Higgins mi disse che il pezzo era stato originariamente eseguito con oggetti di scena del Living Theatre”. \nGeorge Brecht\, Candle-Piece for Radios: “Ci sono circa una volta e mezza più radio che artisti. Le radio sono posizionate nella stanza e accese al volume più basso. Ad ogni radio viene distribuita\, scoperta\, una pila di carte di istruzioni da un mazzo principale. Le luci della stanza sono spente. (Compleanno) Le candele vengono accese e distribuite agli artisti\, ognuno dei quali posiziona una candela accanto a ciascuna pila di carte d’istruzioni. Dopo aver fatto questo\, ogni artista si ritrova alla radio. Esegue le istruzioni fornite sulla prima carta\, posiziona la carta in fondo al mazzo e procede verso un’altra radio\, non occupata. Ciascun esecutore\, quindi\, esegue personalmente un’istruzione della carta e si reca ad un’altra radio. Lo fa finché non scopre che una carta è illeggibile o che la candela della radio è completamente spenta. In entrambi i casi\, spegne la radio e\, quando non ce ne sono più\, torna al suo posto…”. \nJohn Cage\, Imaginary Landscape No. 5: “Questo è uno spartito per effettuare una registrazione su nastro\, utilizzando come materiale qualsiasi 42 dischi fonografici… Ogni unità grafica equivale a 3 pollici di nastro cioè a 1/5 di secondo. I numeri sotto le aree delineate si riferiscono all’ampiezza… La struttura ritmica è 5×5. Le grandi divisioni sono indicate da linee verticali attraverso i sistemi. Le piccole divisioni sono indicate da brevi linee verticali sotto i sistemi\, seguite da una notazione che dà la densità di quella particolare piccola parte strutturale. Nella quarta grande divisione strutturale c’è il segno M—> I\, che significa “Mobilità —> Immobilità”. Questo si riferisce al metodo di composizione per mezzo dell’I-Ching…”. \nJohn Cage\, Suite for Toy Piano: “Questa Suite\, scritta per pianoforte giocattolo\, può essere suonata anche su un normale pianoforte. È stata composta per una coreografia di Merce Cunningham intitolata “Diversion”: la struttura ritmica\, quando la pulsazione è di 64 al minuto\, è 7.7.6.6.4; e di 15 x 15 quando la misura è 2/2. Il diritto di orchestrare il pezzo è di Lou Harrison\, che lo ha richiesto”. \nBIO  \nAllan Antliff (1957)\, Jeffrey Rubinoff Legacy Professor\, Dipartimento di Storia dell’Arte e Studi Visivi\, Università di Victoria\, Canada\, ha pubblicato ampiamente sull’anarchismo e sul suo impatto sulle arti. È direttore della rivista interdisciplinare Anarchist Developments in Cultural Studies e art editor della rivista britannica Anarchist Studies. Il suo libro in corso di pubblicazione\, Aesthetics of Tension\, esamina le correnti anarchiche nell’arte contemporanea. \nGarrick Beck è nato nel Living Theatre di Off-Broadway\, figlio dei suoi fondatori: Julian Beck e Judith Malina. Come attore bambino ha partecipato a numerose produzioni e ha imparato dai suoi genitori l’importanza di comunicare ideali sociali e politici attraverso le arti. Essendo liberi pensatori\, i suoi genitori lo incoraggiarono a “fare di testa sua”. Così è emigrato nella West Coast americana ed è diventato un pioniere del movimento per l’alimentazione biologica\, della silvicoltura sostenibile e dello sviluppo di programmi di giardinaggio scolastico per bambini. Ha impiegato la sua formazione teatrale per contribuire a creare e promuovere grandi eventi pubblici partecipativi come i Rainbow Gatherings\, l’Amsterdam Cannabis Cup\, il Concert for the Forest\, l’Oregon Country Faire e il Vortex Festival\, tra gli altri. Oggi è presidente del Consiglio di amministrazione del Living Theatre. Ha tre figli e vive a Santa Fe\, nel Nuovo Messico. \nAlvin Curran (Providence 1938)\, compositore e performer statunitense\, è stato cofondatore\, con Frederic Rzewski e Richard Teitelbaum\, del celebre gruppo di free improvisation ‘Musica Elettronica Viva’\, noto con l’acronimo MEV. Nel corso del suo percorso artistico ha conosciuto e collaborato con Cornelius Cardew\, Giacinto Scelsi\, Franco Evangelisti\, Giuseppe Chiari\, e molti altri protagonisti della scena musicale attiva a Roma a partire dagli anni Sessanta. Tra questi: Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre\, e compositori come Morton Feldman ed Elliot Carter. \nGirolamo De Simone (Napoli 1964) vive e lavora alle pendici del Monte Somma\, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale\, ha conosciuto personalità quali John Cage\, Elliot Carter\, Michael Nyman ed ha lavorato/interagito con Eugenio Fels\, Luciano Cilio\, Luc Ferrari\, Vittorio Rieti\, Pietro Grossi\, Luciano Chailly\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Giancarlo Cardini\, Enrico Cocco (…). Si è prodotto in performances che lo hanno visto affiancarsi ai Tuxedomoon (Napoli 2001)\, a Michael Nyman (Capri 2005) e a numerosi altri protagonisti della scena musicale italiana e internazionale. \nFrancesco De Simone (Massa di Somma 1998)\, ha studiato al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” conseguendo la Laurea in Musica Elettronica (I). Ha insegnato per il Teatro San Carlo di Napoli\, e per il Liceo Musicale “Munari”. Ha collaborato a numerosi eventi musicali in qualità di compositore e performer di musiche elettroniche. Tra questi\, l’opera La serva padrona di G.B. Pergolesi\, in versione elettronica a Vigliena per le Officine San Carlo. Ha partecipato a numerose iniziative della Factory di musiche contemporanee “Konsequenz”\, per la Fondazione Morra e per gli Archivi d’arte contemporanea dal Museo Casa Morra\, Incontri di studio e formazione. Ha tenuto concerti per il Teatro Stabile di Innovazione “Galleria Toledo” di Napoli. \nDomenico Di Francia (Pozzuoli 2003)\, ha studiato al Liceo Musicale “Margherita di Savoia” e al Conservatorio di Napoli “S. Pietro a Majella”. Ha collaborato con la Factory di musica contemporanea “Konsequenz” e con la Fondazione Morra\, partecipando in qualità di pianista e compositore alle iniziative per commemorare Luciano Cilio. Si è esibito al Teatro Stabile d’Innovazione “Galleria Toledo”\, al “Museo Nitsch – Fondazione Morra”\, alla “Domus ARS” Centro di Cultura\, alla “Città della Scienza” per l’Usr Campania\, alla Chiesa Luterana di Napoli per la II Edizione del Festival pianistico di Siti Reali. \nRomano Gasparotti\, filosofo\, saggista e\, occasionalmente\, performer; docente di Filosofia teoretica\, di Estetica e di Teoria della danza\, è autore delle seguenti pubblicazioni: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà)\, Liguori\, Napoli 1987; Movimento e sostanza\, Guerini\, Milano 1995; Socrates y Platon\, Akal\, Madrid 1996; I miti della globalizzazione\, Dedalo\, Bari 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia\, Cronopio\, Napoli 2007; Filosofia dell’eros. L’uomo. L’animale erotico\, Bollati Boringhieri\, Torino 2007; L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2010; Il quadro invisibile\, Cronopio\, Napoli 2015; L’opera oltre l’oggetto\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2015; Shozo Shimamoto e l’esperienza artistica quale esperienza poetica del pensare\, edizione italo-anglo- giapponese\, Edizioni Morra\, Napoli 2017; L’amentale. Arte\, danza e ultrafilosofia\, Cronopio\, Napoli 2019; La danza profonda. Per una kairosofia del cogitare creativo\, Edizioni Kaiak PJ\, Pompei 2024). \nBibbe Hansen è un’artista visiva e performativa\, poetessa e musicista. È figlia dell’artista Fluxus e Intermedia Al Hansen e madre del musicista pop Beck e dell’artista visivo Channing Hansen. Da giovanissima si è esibita nelle performance d’avanguardia (Happening) del padre in luoghi storici come La Mama\, il Living Theater e la Judson Church\, e all’età di 14 anni ha collaborato con Warhol nella famigerata Silver Factory. Dopo la morte del padre\, ha fondato “The Al Hansen Archive” per continuare il suo lavoro; spesso tiene conferenze su Al Hansen e insegna ed esegue le sue performance d’autore. \nLorenzo Mango è Professore Ordinario per il ssd L-ART/05 Discipline dello spettacolo (settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media) presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” dal 2005. Dal 1992 al 2005 è stato Professore associato nello stesso settore disciplinare presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e presso l’Università degli Studi di Salerno\, presso cui\, dal 1984 al 1992\, ha ricoperto il ruolo di Ricercatore Universitario. È membro del Collegio di dottorato di ricerca in Studi letterari\, linguistici e comparati dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed è stato Coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia del teatro moderno e contemporaneo presso lo stesso Ateneo. Dal 2017 al 2020 è stato Presidente del Comitato tecnico scientifico del Sistema Bibliotecario di Ateneo (SIBA) dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e responsabile per l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” del progetto Share\, il consorzio interuniversitario che riunisce l’Università “Federico II” di Napoli\, l’Università “Parthenope” di Napoli\, l’Università della Basilicata\, l’Università del Sannio\, l’Università di Salerno\, l’Università “Vanvitelli” di Napoli\, oltre all’Orientale di Napoli. È stato membro della Commissione per l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media per l’anno 2012. È stato Presidente dell’Associazione dei docenti universitari di storia del teatro (CUT\, Consulta Universitaria del Teatro). È Direttore del Dipartimento di teatro del Museo Laboratorio per l’arte contemporanea “Hermann Nitsch” di Napoli e consulente scientifico dell’Archivio del Living Theatre Napoli della Fondazione Morra. È co-direttore della rivista online “Acting Archives Review. Rivista di studi sull’attore e la recitazione”. È membro del comitato scientifico delle riviste “Drammaturgia”\, “Mimesis Journal”. E’ membro della redazione degli “Annali di Filologia romanza” dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e dell’Editorial Board della rivista “European Journal of Theatre and Performance”. È stato responsabile nazionale del PRIN 2009 “Teorie della recitazione e nascita della regia. Archivio e catalogo critico delle fonti documentarie”. È responsabile nazionale del progetto PRIN 2022 “Una regia in transizione. Studio dei processi registici in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento. Catalogazione digitale del materiale documentario e analisi storica e critica”.\nI suoi interessi di studio sono rivolti soprattutto al teatro moderno e contemporaneo\, con una particolare attenzione ai processi di rinnovamento del linguaggio scenico\, ai rapporti tra arti visive e teatro e alla dinamica problematica tra regia e drammaturgia. A questi temi di studio ha dedicato negli anni lavori di tipo più storiografico ed altri di natura più metodologica. \nCathy Marchand\, allieva di Jean Louis Barrault al Théâtre d’Orsay\, comincia il suo percorso artistico molto giovane grazie all’incontro con l’attore Pierre Clémenti\, che la conduce a Roma all’incontro di Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre: la Marchand voleva essere attrice e recitare Molière e Marivaux\, ma\, negli anni delle effervescenze politiche ed utopiche dell’epoca con il Living riesce a trovare la giusta chiave per unire il teatro e la politica. Gli incontri nella vita dell’attrice sono molto importanti\, si passa da Pasolini\, Sergio Citti\, Gianmaria Volontè\, Fellini e Dino Risi\, con i quali lavora. Ultimamente l’incontro cinematografico con il musicista Franco Battiato\, con il quale gira due i due film: “MusiKanten” con Alejandro Jodorowsky e “Niente è come sembra” (Rien est comme il semble). Alla morte di Julian Beck dopo la grande retrospettiva di New York dell’84 al Joyce Théâtre la Marchand rientra in europa e comincia a lavorare “en solitarie” cercando di trasmettere le proprie esperienze del Living alle giovani generazioni. \nAndrea Riccio (Napoli 2001)\, pianista e performer\, è ospite delle maggiori istituzioni musicali e artistiche\, tra cui il Teatro San Carlo e la Sala Scarlatti di Napoli\, il Festival dei due Mondi di Spoleto\, lo Stiftung Mozarteum di Salisburgo\, il Festival dell’Accademia Chigiana di Siena\, il Kunst.Fest.Wäring di Vienna. Esplora format ai limiti dell’esperienza concertistica: in “Devi Morire”\, insieme al pianista Marino Formenti\, suona al Museo Nitsch – Fondazione Morra – per 12 ore di seguito. Nei suoi recital\, drammaturgicamente impegnati\, si susseguono interpretazioni innovative a partire dai repertori tradizionali fino a giungere alla proposta di musiche inedite. \nCristina Valenti\, già titolare degli insegnamenti di Teatro Sociale e Storia del Nuovo Teatro presso l’Università di Bologna\, ha diretto il Master in Imprenditoria dello Spettacolo e curato i progetti di riordino e digitalizzazione dell’Archivio Leo de Berardinis e dell’Archivio della Compagnia della Fortezza. È presidente dell’Associazione Scenario e direttrice artistica di Scenario Festival. È Consulente scientifica del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna e dirige la rivista «Quaderni di Teatro Carcere». Fra le sue pubblicazioni Storia del Living Theatre. Conversazioni con Judith Malina (2018\, nuova ed. aggiornata).
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SUMMARY:Kamilya Jubran Nina Boukhari Mario Gabola
DESCRIPTION:KAMILYA JUBRAN\nNINA BOUKHARI\nMARIO GABOLA \nvenerdì 28 giugno 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nore 19:00 presentazione di GENNARO ASCIONE\nOmologia strutturale tra il processo di frammentazione dell’unità della Palestina e le categorie etiche ed estetiche di spaziotempo discreto \nore 21:00 performance sonora\nKAMILYA JUBRAN\, NINA BOUKHARI E MARIO GABOLA \nLa Fondazione Morra\, l’etichetta Viande Records e la E-M Arts portano a Napoli una leggenda della musica contemporanea: Kamilya Jubran. Nata ad Al Rahmed\, un villaggio palestinese nello Stato di Israele\, Kamilya è una poetessa\, cantante e suonatrice di oud formatasi a partire dallo studio della musica tradizionale araba. Oggi le sue influenze maggiori sono la musica contemporanea\, il noise elettroacustico e la free music; venerdì 28 giugno alle ore 21:00 Kamilya suonerà presso gli spazi di Casa Morra (Salita San Raffaele 20/c) insieme a Nina Boukhari\, bassista e sound designer di origine franco-marocchina\, e Mario Gabola\, sassofonista campano studioso di tecniche estese e inventore di estensioni sullo strumento. \nAd introdurci alla performance musicale ci sarà Gennaro Ascione alle ore 19:00. \nL’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti. \nKAMILYA JUBRAN (testo\, oud e voce) \nKamilya Jubran\, musicista e compositrice\, è una delle figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa di oggi. Cresciuta ad Al Rameh\, un villaggio palestinese situato in Galilée\, nel nord di Israele\, è stata introdotta e iniziata alla musica classica araba dai suoi genitori. All’età di 18 anni Kamilya si trasferisce a Gerusalemme\, dove studia all’Università Ebraica ed entra a far parte del gruppo Sabreen\, con sede a Gerusalemme Est. Con il gruppo ha registrato quattro album ed è stata in tournée in molte città locali e internazionali. Dal 2002 Kamilya vive in Europa e nel 2014 fonda l’associazione Zamkana\, un’organizzazione non profit che sostiene progetti artistici innovativi\, nel rispetto dei valori della libertà di espressione e della laicità. Attualmente collabora con il partner musicale di lunga data\, compositore\, trombettista e musicista elettronico Werner Hasler\, in trio con la clarinettista Elodie Pasquier e la contrabbassista Charlotte Testu; \nhttp://www.kamilyajubran.com \nNINA BOUKHARI (basso elettrico) \nNina Boukhari Laporte (1988) – in arte Nina Hoppas – è una sound artist franco-marocchina originaria di Parigi. Sviluppatrice web di formazione\, ha sempre continuato a lavorare in parallelo su diversi progetti in ambito musicale: ha iniziato il suo progetto solista nel 2016 con il nome di Odio Sis e poi Nina Hoppas\, pubblicando diversi EP per varie etichette internazionali. Dal 2018 è anche fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese)\, che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea. Nel 2022 ha frequentato un corso di sound design organizzato dallo Yorkshire Sound Women Network (YSWN) con il supporto dell’Università di York. Nel 2019 esce il suo album “Manat” per l’etichetta italiana Casetta. Attualmente è di base a Napoli e nell’ultimo periodo ha sviluppato un sodalizio artistico con la videoartista-peformer Tiziana Salvati\, con la quale porta avanti una pratica d’improvvisazione in stretto contatto con artisti/e proveniente dalle discipline della danza aerea. \nhttps://nbl-sounddesign.com/ \nMARIO GABOLA (feedback e sax acoustico\, latte\, corde e molle\, diy electronics e sensori) \nMario Gabola è nato in provincia di Salerno nel 1981\, dove ha cominciato a suonare il sax all’età di 12 anni\, nelle bande da giro tradizionali del sud Italia per circa 10 anni; Si è trasferito a Napoli nel 2000 dove si è laureato in Scienze Ambientali. Nel 2002 fonda insieme ad altri l’avant-punk band A Spirale\, che mischiano ricerca timbrica e tecniche estese con l’attitudine postpunk; Gli A Spirale nel 2008 fondano anche l’etichetta Viande Records e come improvvisatori collaborano con musicisti come Fabrizio Spera\, Roberto Bellatalla\, Jack Wright\, Mike Cooper; Nel 2009\, con SEC_ fonda il duo Aspec(t) in cui i nastri di SEC_ si mescolano agli studi di Mario sul feedback e sui materiali riciclati o autocostruiti. Nell’ultimo periodo\, a seconda dei contesti\, varia il suo set-up sul sax utilizzando estensioni di vario tipo come barattoli\, molle\, corde\, microfoni\, fino ai sensori di movimento. Ha suonato tra gli Stati Uniti\, l’Europa e la Russia ed è impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo i Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk. \nhttps://linktr.ee/mariogabola
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SUMMARY:Biblioteca Perduta Domenico Mennillo
DESCRIPTION:Domenico Mennillo  \nBiblioteca Perduta \na cura di Matteo Binci \n Dal 18 giugno al 14 settembre 2024 \nOpening 18 giugno ore 18\,00 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nBiblioteca Perduta è un’installazione ambientale di Domenico Mennillo realizzata nei bellissimi spazi di Palazzo Cassano Ayerbo di Aragona a cura di Matteo Binci e organizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con le associazioni culturali E-M Arts e lunGrabbe\, nell’ambito di Cultura Crea 2.0\, sostenuto da MIC Ministero della Cultura/Invitalia. \nBiblioteca Perduta è il quinto e ultimo capitolo del progetto pluridecennale di Mennillo Abrégé d’Histoire Figurative\, fondato sulla ricerca di concetti-figure che sono anche oggetti legati alla cultura occidentale moderna ed analizza il concetto-figura di “biblioteca” nella sua particolare accezione di dispositivo di sapere legato alla nozione di perdita. Porta in causa la biblioteca di Aby Warburg istituita inizialmente nella città natìa dello studioso (Amburgo) e successivamente trasferita a Londra per sfuggire alle ritorsioni naziste. Secondo riferimento del progetto è il poema Paradiso Perduto di John Milton\, incentrato sull’ossessione di felicità di un eterno eden sempre rincorso e anelato nella cultura occidentale. \nIl progetto espositivo consiste in un’installazione ambientale dedicata a informazioni e materiali biografici dell’artista\, provenienti dal suo archivio di lavoro. Questo progetto fa coincidere il concetto-figura di “biblioteca” con quello di “archivio”\, realizzando un solo luogo del sapere\, una sorta di luogo “monstre” dove il dato soggettivo va a coincidere con quello universale generato da informazioni provenienti da altri dispositivi del sapere. Gli spettatori vagano all’interno dell’installazione potendo seguire un itinerario libero. \nL’installazione è articolata in 3 principali set installativi: \n\nBiblioteca Perduta\nDedicata alle liste di volumi trascritte dall’artista su agende di lavoro. I volumi sono stati selezionati in 20 anni attraverso informazioni prelevate in rete e dalla lettura di quotidiani e periodici italiani e per motivi diversi non sono stati mai acquistati dall’artista. Le liste sono presentate assieme agli articoli e alle agende\, componendo un’irrecuperabile e ormai perduta biblioteca.\nSala di consultazione\nSpazio dedicato alla visione e alla consultazione di materiali e opere differenti:\n\n– Libri inediti è un’opera dedicata ai libri d’artista realizzati negli ultimi 25 anni da Mennillo in unica copia e dunque dei veri e propri libri inediti\, in quanto vengono presentati come libri mai editati\, allo stato di perenne ed infinito manoscritto. \n– De l’Amour\, de l’Amitié et sur Marcel Duchamp\, “boîte en valise” di colore giallo realizzata dal 2011 al 2024 e dedicata ai soggiorni dell’artista nella città di Parigi. È composta da 12 taccuini di scrittura espansa (testi\, collage\, disegni\, fotografie)\, assieme a lettere e cartoline postali che l’artista si auto-spedisce a Napoli\, sua città di residenza in Italia\, in una sorta di unilaterale corrispondenza con se stesso. La particolarità di questa “boîte” consiste nell’essere un piccolo scrigno dove sono custoditi i materiali di una scrittura realizzata direttamente in bella copia e priva della possibilità di essere perfezionata per divenire un dispositivo di sapere ufficiale. Una scrittura perduta che prende vita nella sua rinuncia di diventare altro\, di essere un processo compiuto in sé\, almeno secondo i dettami della scrittura pubblica e ufficiale. \n– Sala Perduta Contiene i lavori realizzati dall’artista negli ultimi 20 anni e mai presentati in altre esposizioni e installazioni\, una sorta di “mostra perduta” o mai realizzata che viene recuperata attraverso l’esposizione di una rassegna di cui l’artista è stato in 20 anni l’unico censore e spettatore. All’interno della sala sono presenti sculture\, lavori su carta e lavori di poesia visuale. \n 3. Biblioteca Nascosta\nInstallazione dedicata al rinvenimento nel 2003 in Tibet\, presso il monastero buddista di Sakya\, di una biblioteca con circa 84.000 manoscritti in rotoli (la forma che avevano i libri nell’anno 1000)\, nascosti per circa 100 anni dietro un muro lungo 60 metri e alto 10 metri. Negli spazi di questa installazione è presente anche (L) oro delle Ville Vesuviane\, una serie di collage realizzati attraverso il recupero fortuito dell’artista dell’archivio di uno studio d’architettura vesuviano\, ibridato attraverso cataloghi di antiquariato e un volume inglese degli anni ’60 dedicato alla cura estetica dell’addome. Infine\, Epistolario Sommerso 2018-2024 è dedicato alle peregrinazioni dell’artista fra il Sannio e la città  di Napoli negli ultimi 6 anni della sua vita\, spostamenti necessari per i suoi impegni privati e professionali che hanno di fatto negato all’artista di poter sfruttare tale tempo in altre attività e possibilità. \nIl progetto Abrégé di Domenico Mennillo ha realizzato dal 2011 un compendio di figurazione visuale attraverso l’indagine dei concetti di “automa spirituale” (2011)\, “atlante” (2012)\, “wunderkammer” (2014)\, “hypnomnemata”(2020)\, realizzando installazioni\, esposizioni\, workshop\, seminari di studio internazionali e incontri con università e accademie. \nDomenico Mennillo (1974) è un artista visivo italiano. Il suo lavoro è indirizzato alla realizzazione di pratiche artistiche legate alla storia della cultura occidentale. In particolare il suo lavoro è incentrato sulla creazione di installazioni site specific\, per le quali realizza anche manufatti e oggetti. Laureato in filosofia\, si occupa anche di curatela scientifica di archivi di poesia visuale internazionale\, performance e arte ambientale\, per i quali cura mostre\, work shop\, seminari di studi e convegni. Ha pubblicato oltre venti volumi fra monografie e saggi\, dedicandosi inoltre alla realizzazione di libri d’artista non venali\, in copia unica o in tiratura limitata\,  \nSuoi lavori sono stati presentati anche presso Fondazione Morra\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, Fondazione Donna Regina per le Arti Contemporanee\, Museo Madre Napoli\, Fondazione Campania dei Festival\, Museo Macro Roma\, Museo Villa Pignatelli Napoli\, Castel Sant’Elmo Napoli\, Museo della Certosa di San Lorenzo Padula\, Künstlerverein Malkasten Düsseldorf\, Biennale di Venezia. 10. e 18. Mostra Internazionale di Architettura\, Triennale  Milano.
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SUMMARY:Matteo Fraterno LA MATERIA del MITO. Prologo
DESCRIPTION:MATTEO FRATERNO \nLA MATERIA del MITO. Prologo\nΗ ΥΛΗ του ΜΥΘΟΥ. Πρόλογος \na cura di Federico Decandia \nvenerdì 31 maggio 2024 ore 18:30 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nLA MATERIA del MITO. Prologo\, di Matteo Fraterno a cura di Federico Decandia è la documentazione fotografica della residenza dell’artista al Museo Epigrafico di Atene nel settembre 2023 che ha visto la produzione di una serie di frottage realizzati sulle epigrafi conservate nel cortile del museo. LA MATERIA del MITO si articola in tre momenti distinti: il Prologo documentale segue il workshop condotto dall’artista il 18 maggio 2024 presso il Parco Archeologico di Grumentum (Potenza) e introduce alla mostra prevista nell’autunno 2024 al Museo Epigrafico di Atene. \nNucleo costitutivo del Prologo\, allestito presso gli spazi ipogei del Museo Hermann Nitsch dal 31 maggio al 13 luglio\, è la documentazione fotografica di Zafiro Vlachou che registra l’attitudine processuale dell’artista a trattenere quella memoria del contatto che nel frottage\, considerato nella sua autonomia tecnica\, viene continuamente differita. È Fraterno a fermarsi su questa soglia: “Avvicinandomi alla superficie ho provato una sorta di vertigine\, un coinvolgimento tale da non avere più cognizione della discontinuità tra il mio corpo e la materia. È avvenuto con le mura dell’Ucciardone\, con i sentieri di Pikionis all’Acropoli e in modo se possibile più intenso con le epigrafi. Ho scelto di lavorare esclusivamente sulle iscrizioni lapidee collocate nel cortile del Museo perché è con l’esposizione al sole\, al vento e alla pioggia che la materia del mito restituisce la sua più intima vivacità” (M. Fraterno). \nQuello di Fraterno non è dunque un campionamento scientifico ma necessità di ravvivare quella forza inattuale dell’impronta che consiste precisamente nel “far risorgere nel visibile la questione del contatto” (G. Didi-Huberman). I presupposti della residenza ateniese del settembre 2023 si riscontrano in due ricerche parallele appena precedenti: la prima è di natura tematica e nasce dall’onda lunga di una profetica esperienza di confinamento volontario nella Biblioteca della Fondazione Morra all’inizio del 2020 (Esperienze/L’infinito intrattenimento\, 2020): in quell’occasione Fraterno aveva restituito iconograficamente i sogni indotti dall’esercizio quotidiano della lettura\, un modus operandi che lo ha accompagnato anche nel 2023 nella produzione di una serie di disegni ispirati agli epitaffi – da Sicilo a Dick Higgins – che abbracciano l’intera storia della civiltà occidentale. La seconda ricerca è piuttosto di natura tecnica e fa riferimento all’annessione del frottage nella sua grammatica artistica. Il frottage si configura inizialmente per Fraterno come un pretesto per avvicinarsi alla pura materia dell’interdizione\, è ciò che gli permette anzitutto di fare esperienza tattile della “pelle” delle mura del carcere Ucciardone di Palermo (La materia dell’Ucciardone\, 2022). Questo lavoro\, parte di un trittico di lavori incentrati sulle forme della reclusione\, intendeva indagare l’ossessione immunitaria globale acutizzata dall’eredità post-pandemica. Nel suo lavoro Fraterno indica come un antidoto alla malinconia civile l’approssimazione corporea alla materia del marmo pentelico: non il concetto e neppure l’astrazione immaginativa\, ma il puro contatto che precede e garantisce l’apertura integrale all’altro.
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SUMMARY:INCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione
DESCRIPTION:Napoli / Caggiano (SA)\n10-19 Maggio 2024 \nINCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione\nLe forme e i colori del Cantico delle Creature.\nSan Francesco d’Assisi e Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttraverso gli Elementi Naturali e la Pratica del Silenzio maturata in seno ai vent’anni di ricerca del Teatro delle Bambole\, si accede alla sorgente preziosa del Suono che alberga\, in forma primordiale e cosmica\, dentro ciascun essere vivente e\, di riflesso\, in ogni cosa che compone il “circostante”. La pratica proposta è quella che conduce l’essere umano direttamente al cuore del senso del perdono\, all’immensa scoperta dell’Amore Totale che riflette se stesso nell’Arte Totale\, ove persino la Morte diviene sorella ed essenza vitale di prosperità e accesso ineludibile alla sacralità del Corpo Divino.\nImmergendosi nei testi “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi e “Essere” di Hermann Nitsch\, scopriremo una via per raggiungere l’estasi attraverso la contemplazione della Natura\, ovvero nuova energia estatica in forza al performer che diviene suo movimento performativo. \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica della preghiera.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\nIndividuare la Sorgente d’Amore dentro di sé.\nDeterminare l’Amore purgandolo da qualsiasi fraintendimento e interpretazione atta a nutrire il proprio ego.\nAmore e hybris\, quando amare significa deturpare l’altro da sé.\nOsservazione delle dinamiche che conducono alla commercializzazione dell’Amore.\nL’Amore nell’Arte.\nScoprire il Corpo Divino.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi.\nStudiare l’arte e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch.\nLasciarsi avvolgere dal canto degli animali per ascoltare il significato del perdono.\nLasciarsi avvolgere dal canto delle piante per ascoltare il significato del perdono.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nLa pratica teatrale come pratica di purificazione.\nScoprire la Pratica del Silenzio e la Pratica della Purificazione.\nLa Purificazione di uno Spazio Sacro.\nIl vero Ascolto: caratteristica principale per vivere pienamente l’Arte Drammatica.\nAntropologia di un Apprendimento dell’Arte Teatrale: “imparare ad imparare” tramite la preghiera.\nCos’è la Preghiera Laica.\n\nA chi è rivolta \nWorkshop internazionale residenziale sulle arti performative e di recitazione teatrale attraverso la relazione suono – corpo\, dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nGiorni / Orari / Luoghi \nLa prima parte del workshop si svolgerà da Venerdì 10 a Mercoledì 15 Maggio 2024 a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.\nGiovedì 16 Maggio è previsto lo spostamento da Napoli a Caggiano (o Polla).\nLa seconda parte del workshop si svolgerà da Venerdì 17 a Domenica 19 Maggio 2024 a Caggiano. \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio a Caggiano. \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 21 Aprile 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 260\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 240\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2024. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n10 Marzo 2024 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo 2024)\n28 Aprile 2024 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo 2024)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nTeatro delle Bambole – info@teatrodellebambole.it – +39 347 3003359 \nIl workshop sulle arti performative INCANTO ALL’AMORE è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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