BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Fondazione Morra - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Fondazione Morra
X-ORIGINAL-URL:https://www.fondazionemorra.org/it/
X-WR-CALDESC:Eventi per Fondazione Morra
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250422T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250422T220000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250416T100822Z
LAST-MODIFIED:20250416T101337Z
UID:13912-1745348400-1745359200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:RAGA for HERMANN NITSCH
DESCRIPTION:RAGA for HERMANN NITSCH \nRenata Frana: dilruba\nVins Vassallo\, Shushan Hyusnunts e Leopoldo Siano: tanpuras \nMartedì 22 aprile 2025 ore 19:00\nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135 Napoli \nIn occasione del terzo anniversario dalla dipartita del Maestro Hermann Nitsch (1938-2022) il theatrum phonosophicum propone un rituale sonoro in sua memoria sul principiare della primavera. Alla dilruba (strumento tradizionale indiano) la solista Renata Frana. \nRenata Frana nasce a Salerno il 17 dicembre 1988. Negli anni dell’adolescenza accosta agli studi classici la pratica della musica\, che inizia a studiare nel 2005\, e della fotografia analogica. Ma soprattutto\, durante questo stesso periodo\, frequenta la bottega del Maestro Francesco Carratù e si avvicina al disegno e alla pittura a olio. Non estranei alla sua maturazione creativa sono stati alcuni viaggi\, dalle capitali della Repubblica Ceca e della Francia alle cittadelle medievali dell’Italia centrale. Si iscrive alla facoltà di fisica conseguendo la laurea triennale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”\, non abbandonando l’attività artistica\, svolta completamente al di fuori degli ambienti accademici. In questi anni organizza e prende parte a diverse esposizioni\, fotografiche e pittoriche e\, nel tentativo di coniugare i suoi precedenti musicali con l’attività fotografica e pittorica\, lavora alla creazione di copertine per album. Nel 2015 partecipa alla esposizione annuale SIPS 15\, Facoltà di Arte\, Università di El Minia (Egitto). Nello stesso anno inizia lo studio della musica classica indiana con il maestro Guido Schiraldi e della musica afghana con il maestro Daud Khan Sadozai. Partecipa negli anni a numerosi seminari di musica modale in Grecia\, Spagna e Italia organizzati da Labyrinth\, seminario permanente fondato dal musicista e insegnante Ross Daly e continua lo studio della musica indiana e della dilruba con il maestro Sandeep Singh. Dal 2015 ad oggi la sua attività musicale si concentra sia in territorio nazionale che internazionale\, con concerti in Spagna\, Francia\, Grecia\, Germania\, Svizzera e Turchia\, in ambito tradizionale e non. Nel 2024 fonda l’associazione Komās con il tablista Ed Feldman\, che si occupa di ricerca e diffusione della musica dell’Asia del Sud\, e organizza i laboratori di musica indiana ragatala in Campania. Nello stesso anno continua la sua formazione classica a Calcutta con la maestra Mita Nag\, seguendo la tradizione della Vishnupur Gharana.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/raga-for-hermann-nitsch/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/04/ragafornitsch.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250419T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250419T233000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250416T102735Z
LAST-MODIFIED:20250416T102843Z
UID:13916-1745096400-1745105400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Performance Jordan Deal - Mifu - Radford Electronics
DESCRIPTION:sabato 19 aprile 2025 dalle ore 21:00 al Museo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili Resident Advisor https://it.ra.co/events/2142832\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nÈ di nuovo attiva la sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra/Museo H. Nitsch\, l’associazione culturale E-M ARTS e l’artista Renato Grieco\, per la promozione di inusuali progetti sonori di artisti internazionali\, sabato 19 aprile dalle ore 21:00\, si esibiranno in performance live Jordan Deal\, artista multidisciplinare da Philadelphia\, e Mifu\, enfant prodige delle sperimentazioni sonore digitali da Frosinone. \nIn apertura sarà possibile ascoltare in filodiffusione “Ec(h)olalia” (anti)opera sonora installativa a cura dei Radford Electronics. \nAaron Rumore e Guido Marziale da oltre 10 anni producono e pensano musica con il nome di Radford Electronics\, per l’occasione presenteranno l’installazione sonora “Ec(h)olalia: impossible conversation with pathological symbols” un dialogo in continua evoluzione con il PA sul processo perdente e rotatorio di creazione di senso. \nMifu è il moniker di Daniele Grande\, producer e sound designer da Frosinone. La musica di Mifu unisce l’estetica di internet\, gli estremi squilibri del cut-up e l’affascinante sensibilità kawaii. \nJordan Deal (1996\, Philadelphia) artist* multidisciplinare e alchimista\, la loro pratica investigativa utilizza la performance\, il suono\, il film e il proprio CORPO come conduttore tra forze invisibili\, materializzazioni di strutture sociopolitiche e mitologie. Hanno esplorato l’accumulo delle costruzioni dei miti e la memoria\, l’improvvisazione vocale ed il movimento performativo come strumenti investigativi che sfruttano e disperdono la FORZA DEL CAOS\, materiale e metodologia sovversiva. \nArtwork: Augusto Fabio Cerqua
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/performance-jordan-deal-mifu-radford-electronics/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/04/akhet190425.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250410T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250410T203000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250325T132259Z
LAST-MODIFIED:20250325T132259Z
UID:13865-1744313400-1744317000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:DIS-ARMA-MI Azione esperienziale pubblica
DESCRIPTION:DIS-ARMA-MI \nAzione esperienziale pubblica\nPrototipo 1\ndi Anton Mirto \ngiovedì 10 aprile 2025\ndalle 19.30-20.30\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \n“La vulnerabilità è l’ultima cosa che voglio che tu veda in me\, ma la prima cosa che cerco in te?” * \nCasa Morra ospita DIS-ARMA-MI\, il nuovo lavoro dell’artista Anton Mirto: un’azione performativa partecipata che attiva un processo collettivo attorno a un’installazione scultorea. \nUn progetto di arte indossabile che invita il pubblico a interagire con la materia scultorea attraverso acqua\, tocco e cura\, trasformando l’opera in un paesaggio mutevole\, un territorio che ridefinisce costantemente i propri confini\, e in cui sentire risuonare il proprio paesaggio interiore. \nDIS-ARMA-MI apre uno spazio individuale e collettivo di indagine sui concetti di protezione\, vulnerabilità e fiducia\, invitando ciascuno a esplorare le proprie personali forme di difesa\, e possibilità di apertura. Un’esperienza di azione e riflessione\, circa il senso del ‘disarmo’; un invito a una responsabilità condivisa nei confronti dell’opera\, che diviene metafora dei confini tra sé e il mondo. \n“Cosa significa disarmarsi? E disarmare? Quali sono le difficoltà dello scoprirsi – e del farsi scoprire? E cosa\, invece\, consente di lasciar(si) andare e avere fiducia? * \nL’azione a Casa Morra è il primo esito di un progetto iniziato nel 2023 tramite una serie di workshop psicosensoriali diretti da Anton Mirto a Napoli\, con persone da 8 a 79 anni. Nel 2024\, la ricerca scultorea e performativa di DIS-ARMA-MI è stata condotta insieme a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti\, e attraverso ulteriori workshop intergenerazionali\, tra cui il lavoro con il gruppo di ricerca embodied education dell’Università Suor Orsola Benincasa. \n* dalle parole dell’artista \nAnton Mirto è un’artista londinese\, con radici casertane. Da un richiamo-sogno quasi ancestrale\, sceglie Napoli come spazio di partecipazione e sperimentazione dove le proprie radici famigliari\, memoria e immaginazione si intrecciano. Il suo lavoro si nutre dell’energia della città\, della sua resistenza e adattamento\, mentre materialità\, corpo e comportamento vi dialogano. Napoli non è solo sfondo\, ma agente attivo nel processo creativo di Mirto\, un paesaggio in cui lasciare tracce tangibili. \nLa pratica artistica di Mirto unisce performance\, installazione\, processi di guarigione e partecipazione. Le sue opere sono state presentate in numerose realtà tra cui: Royal Opera House\, Institute of Contemporary Arts\, Whitechapel Gallery (Londra)\, Parc de La Vilette (Parigi)\, City of Women (Lubiana) CCCB\, (Barcellona)\, Infecting The City (Città del Capo) e WUK (Vienna). Ha svolto attività di docenza a Londra presso: la Royal Central School of Speech & Drama; la University of the Arts e la Kingston University. \nLinks opere:\nhttps://vimeo.com/a2company\nhttps://www.m2company.org/ \nInfo\nCasa Morra – Archivi D’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nE-mail progetto:\nM2companyprojects@gmail.com \ncrediti\nperformer: Ailbhe Murphy \na cura di: Anton Mirto (2024-25) e con Sara Guidi (2023-24)\nrealizzazione sculture: Anton Mirto con Yulia Kryshchuk e Antonio del Giudice \nassistenti di scultura: Isabella Petruzzi\, Mita Ferronetti\, Antonio Flumeri e studenti dell’Accademia\ndi Belle Arti \nsupporto/assistenza alla produzione: Chiara Rauseo\, Maria D’Ambrosio\, Antonio Capone\,\nNicola Gabriele\, Francesco Falanga\, Emanuela di Guglielmo\,\nNoemi Saltalamacchia. \nringraziamenti speciali: Giuseppe Morra\, Antonio del Giudice\, Olga Scotto di Vettimo\,\nRosaria Iazzetta\, Rossana Suriano\, Isabella Morra\, Matteo Vinti\,\ntutto il Team di Casa Morra\, e la famiglia Petruzzi.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/dis-arma-mi-azione-esperienziale-pubblica/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/03/disarmami.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250319T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250319T193000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250318T115949Z
LAST-MODIFIED:20250318T121259Z
UID:13842-1742407200-1742412600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Decrescita tra arte e natura Una diversa prospettiva sul mondo
DESCRIPTION:Decrescita tra arte e natura\nUna diversa prospettiva sul mondo \nmercoledì 19 marzo 2025\nore 18.00\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele\, 20c 80136 Napoli \nL’impatto distruttivo del sistema socioeconomico sulle “risorse naturali” ha superato ampiamente i ritmi e le possibilità di rigenerazione spingendo grandi masse della popolazione mondiale (soprattutto nei paesi più poveri\, ma sempre più spesso anche nelle “democrazie industriali”) verso drastici peggioramenti della condizione di vita. Questo ci obbliga a studiare e discutere scenari che vadano oltre le soluzioni\, oggi adottate\, della “crescita verde” o dello “sviluppo sostenibile”\, che si basano su una ottimistica fiducia nelle soluzioni tecnologiche e di mercato – efficacia messa sempre più in dubbio da evidenze fattuali e scientifiche. In questo contesto\, Decrescita offre una cornice di analisi e di proposte radicali e alternative\, per immaginare diversi modi di vita e relazioni tra esseri umani e con la natura\, di cui siamo indissolubilmente parte. Ruolo fondamentale in questo percorso è quello dell’arte\, che può fornire un contributo essenziale nel favorire un’autentica trasformazione dell’immaginario collettivo e giocare un ruolo nel processo di “reincanto del mondo”. Attraverso una serie di mostre collettive e progetti personali\, esploreremo l’evoluzione del legame tra decrescita e arte\, analizzandone motivazioni\, caratteristiche\, modalità e prospettive. \nSerena De Dominicis\, Mario Sassi e Ada Lombardi sono soci dell’Associazione per la Decrescita che da venti anni si occupa di analisi e divulgazione di soluzioni teoriche e pratiche della crisi sociale ambientale derivata dalle diverse fasi del capitalismo. \nLe idee sostenute dai teorici della decrescita contemporanei affondano le loro radici nel pensiero di alcuni autori come Ruskin\, Thoreau\, Tolstoj e Illich. \nPropriamente\, il termine “decrescita” compare per la prima volta nel 1972 sotto la penna di André Gorz e poi nel 1979 nel titolo della traduzione francese di un’opera di Georgescu-Roegen “Demain la Décroissance” (curata da Jacques Grinevald). \nIl principale teorico di questa corrente è Serge Latouche\, mentre in Italia troviamo: Mauro Bonaiuti che nel 2004 fonda\, insieme a Marco Deriu\,  Luca Mercalli\, Paolo Cacciari\, Gianni Tamino ed altri\, l’Associazione per la Decrescita. \nL’Associazione valorizza e promuove la progettazione e la conduzione di attività di partnership e di rete con altre persone\, associazioni\, movimenti e istituzioni ed è pienamente autonoma dai centri di potere politico e da ogni altra diversa organizzazione. Nella sua autonomia ricerca rapporti e instaura relazioni con quante altre e diverse organizzazioni perseguono fini analoghi promuovendo il più totale rispetto dell’autonomia reciproca\, l’incontro e il confronto e l’iniziativa comune in direzione del cambiamento in senso democratico e per la sostenibilità ambientale. Pertanto\, il lavoro di sensibilizzazione sulle tematiche dell’ambiente e della creatività diventano dei punti fondamentali nella relazione con le realtà territoriali\, città e scuole\, confidando nell’incontro con le nuove generazioni come la modalità più efficace per la costruzione di un futuro migliore. \nSerena De Dominicis è storica e critica d’arte. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Tolosa Jean Jaurès e all’Università di Roma Tor Vergata\, con una tesi sui rapporti tra arte e decrescita. \nAda Lombardi storica dell’arte\, esperta delle neoavanguardie degli anni ’60 – ‘70 occidentali e orientali\, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Roma. \nMario Sassi\, ex manager\, consulente e imprenditore\, è impegnato da diversi anni con la decrescita\, anche a livello internazionale\, e con il buddhismo zen\, tra cui ha trovato grandi affinità e risonanze. \nProiezione dell’opera di Michelangelo Consani: \nMichelangelo Consani vive in Italia a Castell’Anselmo\, un villaggio rurale di tredici abitanti. Vive in una casa tradizionale restaurata con amore dal padre. La casa ha un orto e un giardino\, dove trascorre molto del suo tempo. Nella sua ricerca si è sempre rivolto a quelle personalità che il potere politico dominante ha messo ai margini perché ritenute “scomode” per il sistema; due in particolare: Ivan Illich (1926-2002)\, filosofo e teorico della decrescita austriaco\, e Masanobu Fukuoka (1913-2008)\, microbiologo giapponese specializzato in fitopatologia. Le due figure\, una occidentale e l’altra orientale\, hanno alcune opinioni comuni su cui l’artista sta concentrando la sua ricerca. \nDYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! Video tratto dall’installazione omonima\, opera acquisita nella collezione permanente del Centro Luigi Pecci di Prato. L’artista ha dedicato un intero progetto a Marshall Walter Taylor\, il primo sportivo afroamericano a vincere il titolo di campione del mondo\, nel 1899. Il progetto si intitolava DYNAMO\, e in esso la storia del ciclista nero\, che vinse ogni gara nonostante le restrizioni fisiche e morali imposte dal razzismo imperante\, ha dato spunto all’artista per creare un dispositivo artigianale per illuminare lo spazio espositivo. L’opera suggeriva l’ipotesi di una piccola rivoluzione necessaria per evidenziare il nesso tra la creazione di energia e l’ambiente in cui viene prodotta. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Fondazione Morra)\nIsabella Morra (Presidente Fondazione Morra)\nSerena De Dominicis (Comitato Scientifico del Centro Studi Mafai Raphaël)\nMario Sassi (Segretario dell’Associazione per la Decrescita)\nAda Lombardi (Accademia di Belle Arti di Roma) \nModera:\nRossana Suriano \nA latere della conferenza saranno proiettati due video documentativi dell’installazione DYNAMO: BICICLETTE CONTRO IL BLACK OUT! dell’artista Michelangelo Consani.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/decrescita-tra-arte-e-natura-una-diversa-prospettiva-sul-mondo/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/03/decrescita-tra-arte-natura.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250314T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250316T190000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20241121T121536Z
LAST-MODIFIED:20241217T154726Z
UID:13466-1741939200-1742151600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Scuola Edipica delle Arti Performative
DESCRIPTION:Palazzo Morone – Caggiano (SA)\n14-16 Marzo 2025 \nSCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttingendo dal maestoso pamphlet “Edipo borderline” di Vettor Pisani\, monstrum letterario di elaborazione psicanalitica attorno alla figura omonima\, prende vita\, presso la sede di Palazzo Morone in Caggiano della Fondazione Morra\, la programmazione di workshop “Edipo. Corpo di Sfinge”\, su conduzione di Andrea Cramarossa: poeta\, regista e attore\, la cui ricerca elabora sinesteticamente l’interrelazione fra vocalità\, suono ed arte drammatica\, su ispirazione del lavoro di Gisela Rhomert e del Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. \nNelle date dal 14 al 16 marzo 2025\, il workshop sarà destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (su conduzione multilingue)\, così come a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso sarà proposta una messinscena del lavoro al pubblico prevista per domenica 16 marzo alle ore 20.00 presso Palazzo Morone. Il workshop è a numero chiuso. \n \nRITORNO A CASA\nDa un’idea di Beppe Morra.\nLe Opere di Vettor Pisani in un nuovo allestimento a Caggiano (Palazzo Morone) \nGiovedì 13 marzo 2025: arrivo dei performer. \nVenerdì 14 marzo 2025 (dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 16.00 alle 19.00):\nEdipo. Corpo di Sfinge.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa per 8/10 performer.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \nSabato 15 marzo 2025 (dalle 10.00 alle 13.00):\nWorkshop. \nSabato 15 marzo 2025 – ore 18.00:\n“Vettor Pisani e il mistero di Edipo”.\nIntervento di Giovanna Dalla Chiesa\, storica e critica d’arte. \nDomenica 16 marzo (dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 16.00 alle 19.00):\nWorkshop. \nDomenica 16 marzo – ore 20.00\nSCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:\nEDIPO. CORPO DI SFINGE.\nApertura al pubblico del Workshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa.\nTesto di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani. \nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nL’alloggio per la permanenza a Caggiano (SA) è gratuito per i partecipanti. \n_____________________ \nGiovanna Dalla Chiesa\, storica dell’arte e saggista\, ha collaborato con la Quadriennale e con la Biennale di Venezia\, ha fatto parte del Comitato Scientifico della Fondazione Primo Conti per le Avanguardie storiche\, Fiesole (Fi)\, siede nel CdA della Fondazione Tito Balestra\, Longiano (Fo)\, dirige l’Archivio Vettor Pisani\, Roma.\nPubblicazioni: Giulio Turcato\, Palazzo delle Esposizioni\, Roma 1973 ed Tilligraf; La Metafisica. Museo Documentario della Metafisica\, Ferrara\, ed Industrie Grafiche 1981; Il Museo Primo Conti\, ed Electa\, Mi 1988; De Chirico Scultore ed Giorgio Mondadori\, Mi 1987; Giulio Turcato\, ed. Electa\, Mi 1990; Catalogo della mostra Allo Sport l’omaggio dell’Arte\, Giffoni Valle Piana (Sa) 2001; Filippo di Sambuy. Stupore Mundi\, Umberto Allemandi\, Torino 2016; Paolo Cotani – Lucio Pozzi. La scelta linguistica\, Litografia Bruni\, Pomezia 2016; Baruch Spinoza. Storia disegnata per accenni di Fosco Valentini; ed. Fontana print\, Lugano 2018; Fosco Valentini. Visionaria\, Fontana Print 2020; Vettor Pisani. L’Enigma e il Segreto\, Sfera ed. Bari\, 2024. \nAndrea Cramarossa\, poeta e regista\, lavora nell’ambito dell’Arte Drammatica da oltre trent’anni. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale “Teatro delle Bambole” dai suoi studi sul “Teatro delle Orge e dei Misteri” di Hermann Nitsch e sul “Metodo Funzionale della Voce” di Gisela Rohmert\, formulando\, in lunghi anni di ricerca artistica\, il “Nuovo Metodo di Approccio all’Arte Drammatica” e la “Pedagogia della Sacralità”.\nLa produzione artistica è raccolta nell’archivio “Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole” custodito dalla Fondazione Morra – Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive e consultabile presso “Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea” di Napoli.\nLa ricerca di Andrea Cramarossa si muove su vari fronti artistici e differenti forme espressive\, riconoscendo come punto di partenza lo studio sul suono e sulle relazioni che esso ha con il corpo umano e con il circostante. Dal suono si muovono diversi sentieri che comprendono la pittura\, la musica e il canto\, la recitazione\, la danza e la scrittura poetica\, narrativa e drammaturgica. In teatro formula e sperimenta diverse opportunità di partiture sonore e gestuali così come in pittura\, riuscendo a coniugare i più differenti principi artistici in una forma di arte totale.\nInventa la Pedagogia della Sacralità\, quale medium per l’insegnamento teatrale e l’Astrattismo Sacro quale sua\, personale\, visione della pittura e della musica. \n_____________________ \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 120\,00 euro \n  \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 100\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° febbraio 2025. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 7 febbraio 2025 (per le candidature pervenute entro il 1° febbraio 2025)\n– 5 marzo 2025 (per le candidature pervenute dopo il 1° febbraio 2025) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch\ninfo@museonitsch.org\n+39 081 5641655 \nTeatro delle Bambole info@teatrodellebambole.it\n+39 347 3003359 \nIl workshop è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/scuola-edipica-delle-arti-performative/
LOCATION:Fondazion Morra Caggiano\, Italy
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/11/teatrobambole2025.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250201T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250201T203000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250129T141034Z
LAST-MODIFIED:20250129T141034Z
UID:13666-1738432800-1738441800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione
DESCRIPTION:Presentazione del saggio\nArte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione\ndi Jacopo De Blasio \nSabato 1 Febbraio 2025\nore 18.00\nArchivi Casa Morra – Napoli \nLa Fondazione Morra in collaborazione con Postmedia Books presentano il saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione di Jacopo De Blasio. \nIconoclastia\, vandalismo\, devastazione delle opere: la storia dell’arte è fatta anche di capolavori danneggiati\, persi o distrutti. A volte però la distruzione non è un esito accidentale né il risultato del ripensamento dell’artista: possono essere le opere stesse a decidere di farla finita\, a esprimere la tendenza ad autodistruggersi. Ma quando\, di preciso\, si può parlare di arte autodistruttiva? È davvero possibile rintracciare questa inclinazione come una tendenza artistica a tutti gli effetti? \nSabato 1° febbraio\, alle ore 18:00\, presso Casa Morra\, si terrà la presentazione del saggio Arte autodistruttiva. Per un’estetica della repulsione (Postmedia Books\, 2024) di Jacopo De Blasio. Il volume si propone come un’indagine aperta\, introducendo una prospettiva di ricerca inedita nella storia dell’arte contemporanea. Attraverso l’identificazione di temi\, topoi e modalità ricorrenti\, il saggio avanza una possibile tassonomia di questo contraddittorio fenomeno creativo ed espositivo. \nIntroduce e modera:\nCarolina Latour (storica dell’arte) \nIntervengono:\nJacopo De Blasio (storico dell’arte)\nGian Maria Tosatti (artista)\nMaria De Vivo (storica dell’arte) \nJacopo De Blasio (Roma\, 1993) è storico dell’arte contemporanea e dottorando in Cultura visuale. Lavora come bibliotecario presso la Fondazione MAXXI e scrive per diverse riviste di settore\, tra cui NOT/NERO\, Kabul\, TBD Ultramagazine e Antinomie. Si occupa di autodistruzione\, studi postcoloniali e decolonialismo\, nuovi media ed espressioni sonore. \nInfo \nArchivi Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136\, Napoli\ntel. +39 081 564 0077\ncasamorra@fondazionemorra.org \nPostmedia Books\nVia della Chiesa Rossa\, 49\, 20142\, Milano\nhttp://www.postmediabooks.it/
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/arte-autodistruttiva-per-unestetica-della-repulsione/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/01/jacopo-deblasio.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250122T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250122T203000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250116T115610Z
LAST-MODIFIED:20250116T120009Z
UID:13625-1737572400-1737577800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia
DESCRIPTION:Presentazione del volume\nIl Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia\ndi Massimo Maiorino (Editori Paparo) \nMercoledì 22 Gennaio 2025\nore 19.00\nMuseo Hermann Nitsch – Napoli \nLa Fondazione Morra e la casa editrice Edizioni Paparo presentano il volume Il Museo Hermann Nitsch\, archivio e laboratorio di museologia di Massimo Maiorino\, edito da Editori Paparo. \nMuseo monografico e opera d’artista\, il Museo Hermann Nitsch di Napoli\, nato nel 2008 dal felice sodalizio tra il gallerista Giuseppe Morra e l’artista austriaco Hermann Nitsch\, è un exemplum singolare di opera d’arte totale che mette alla prova i canoni della museologia e museografia contemporanee. Riunendo in sé una molteplicità di identità e di forme che ne fanno un museo a “geometria variabile”\, il Museo Hermann Nitsch è un avamposto critico e un presidio d’avanguardia\, rappresentando uno spazio di costruzione e decostruzione del museo e del suo statuto. Erede del sogno e dell’ossessione del Gesamtkunstwerk – figura orientante della ricerca di Nitsch – il museo diviene palinsesto di ricomposizione di un’unità\, quella dello spazio di costruzione dell’opera e quello della sua esposizione\, facendo così dell’opera un procedimento che coincide e trova respiro nel dispositivo museale. Di questo organismo è motore imprescindibile il pubblico\, che sfidato ed invitato a perdersi nei labirintici percorsi disegnati dall’artista austriaco è chiamato\, non solo a presenziare\, ma a partecipare con intensità ad un rituale culturale e conoscitivo. \nIl volume di Massimo Maiorino propone una lettura preziosa che riattraversa per nuclei concettuali la vita del museo\, costruendo delle costellazioni teoriche che trovano forma nella luminosa sequenza di scritture espositive che il Museo Hermann Nitsch ha conosciuto dal 2008 fino all’ultimo recente allestimento curato da Giuseppe Morra nel segno dei 50 anni di amicizia 1974-2024 con Nitsch. \nUna riflessione che riconosce nella configurazione polisemantica del museo Nitsch – archivio e laboratorio per le arti contemporanee – un perimetro privilegiato d’osservazione sul museo e sulla museologia di questo nuovo millennio\, uno spazio critico\, che tiene insieme museo e città\, pratiche partecipative e collezionismo\, archivio e teatro\, confermando la natura creativa e produttiva di questa istituzione in costante trasformazione. \nIntervengono:\nGiuseppe Morra (Direttore Museo Hermann Nitsch)\nLorenzo Mango (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)\nStefania Zuliani (Università degli Studi di Salerno)\nPompeo Paparo (Editori Paparo)\nMassimo Maiorino (Università degli Studi di Salerno) \nIntroduce: \nLoredana Troise (Fondazione Morra/Accademia di Belle Arti-Napoli) \n\nMassimo Maiorino è ricercatore presso il DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato numerosi saggi e contributi occupandosi in particolare dei rapporti che negli ultimi decenni intercorrono tra arte\, critica e sistemi espositivi. Tra i suoi ultimi libri: Il Museo Hermann Nitsch. Archivio e laboratorio di Museologia (Paparo Editore\, 2023)\, La pianta dal fiore giallo. Beuys a Napoli (Artem\, 2022)\, L’artista come archeologo. Uno scavo nell’arte italiana del XXI secolo (Arshake\, 2020)\, Il dispositivo Morandi. Arte e critica in Italia 1934-2018 (Quodlibet\, 2019). È tra i curatori del volume Archivi esposti. Teorie e pratiche dell’arte contemporanea (Quodlibet\, 2022). Ha collaborato con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e ha curato mostre e convegni. Collabora con la Fondazione Bianca e Filiberto Menna curando la rassegna Arte di Sera. È socio della SISCA – Società Italiana di Storia della Critica d’Arte. \nLa casa editrice Editori Paparo cura pubblicazioni di storia dell’arte\, architettura\, filosofia\, storia del teatro e arti visive avvalendosi di affermati cultori di queste discipline e collaborando con università ed istituti di cultura. \nInfo \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135\, Napoli\n☎ +39 0815641655\nEmail: info@museonitsch.org\nMuseo Hermann Nitsch\nFondazione Morra \nEditori Paparo\nVia Boezio 4C BX 56 – 00193 Roma\nTel. 06 32803425\nVia Gaetano Filangieri\, 36 – 80121 Napoli\nTel. 081 0140180\neditori@editoripaparo.com\nwww.editoripaparo.com
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/il-museo-hermann-nitsch-archivio-e-laboratorio-di-museologia/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/01/massimo-maiorino.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250118T113000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250222T140000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20250112T132823Z
LAST-MODIFIED:20250112T132823Z
UID:13605-1737199800-1740232800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Libero De Cunzo TESS
DESCRIPTION:a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise \nsabato 18 gennaio 2025 dalle ore 11:30 alle ore 15:00\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29d Napoli \nTess è un momento di autenticità in un centesimo di secondo\nLibero De Cunzo \nLa nuova personale TESS di Libero De Cunzo al Museo Nitsch parte da una fotografia di un bel colore azzurro dove in due occhi tondi\, a ben guardare\, pare che si ritrovi già tutto\, condensato attraverso l’interazione sensoriale\, l’immaginazione\, l’emozione. Cose che vede solo l’artista? Probabilmente sì. O meglio\, le vede perché gli saltano agli occhi\, “richiamano” il proprio sguardo sulle percezioni e la luce\, stabilendo con la storia un armistizio silenzioso per sviluppare nuove credenzialità\, nuove densità visive\, nuovi volumi\, nuove proporzioni\, nuove trasparenze. Un muretto di pietre sconnesse\, una Venere scolpita\, un’impalcatura\, un picchetto piantato fra i sanpietrini\, facciate coperte da veli pubblicitari\, spigoli e tagli di luce e colore\, chiedono un’attenzione minuziosa e prolungata. Non è sempre facile oggi osservare ed ascoltare con calma\, siamo attratti/distratti rapidamente da altro. Tess prova\, allora\, a promuovere un’esperienza accogliente e in cui il visitatore può porsi a proprio agio con la consapevolezza del momento vissuto\, che riflette sulla fotografia lentamente\, che allunga la riflessione sulle sue ragioni e su un pensiero che si interroga\, che penetra nella possibilità delle cose. \nNel vasto corpus di opere presentate\, centrale\, a tal proposito\, è la sequenza fotografica di 40 tessere 20×20 realizzate da mille punti diversi e installate a occhio dall’artista\, in modo tale da permettere a chi l’osserva di cambiarne l’ordine\, per un mosaico di particolari composti a svelare molteplici posizioni nel tempo e nello spazio: vedute e prospettive appaiono dall’interno in soggettiva\, permettendo di ruotare con lo sguardo sul perno del lato performativo che rimette tutto in gioco\, in circolo: autore-spettatore; interno-esterno; soggetto-oggetto; guardare-essere guardati. Occorre la vista di De Cunzo per questo. \nOgni giorno incontriamo la gemma sul ramo\, la grondaia gocciante\, la linea rossa dell’orizzonte\, la luce delle nuvole. Perlopiù tiriamo innanzi. Lui\, l’artista\, no. Corteggia proprio questo. \nLe opere incrociano le composizioni musicali del Maestro Lucio Lo Gatto\, amico e sodale\, a sottolineare comuni parametri culturali\, emozionali ed estetici. \nL’esposizione è visitabile dal 18 gennaio al 22 febbraio 2025 in due sale attigue connesse ad un ampio spazio panoramico dove conversare e trattenersi per scattare una fotografia\, per leggere un libro\, per approfondire un concetto e consultare cataloghi e altri materiali dell’artista. \n \nPer addolcire l’opening saranno servite le sfogliatelle del Gran Caffè Gambrinus \nLibero De Cunzo è stato docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi dal 1987 al 2024 e del Corso di Fotografia per l’Ambiente e il Paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Università Suor Orsola Benincasa\, le Grenoble Institut Français Napoli. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei\, per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne e mostre personali: L’Italia nel paesaggio (1999)\, Le stanze dell’Arte (2002)\, Living Theatre Labirinti dell’immaginario (2003)\, Città architettura edilizia pubblica Napoli e il Piano Ina-Casa (2006)\, il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021)\, DEA ADVENTUS (2021)\, Sotto il segno di San Gennaro/ Strategie dello sguardo (2021) Libero de Cunzo e l’isola di Arturo (2022)\, Fotografie per l’Archivio Living Theatre Caggiano (2024). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981)\, Spaccanapoli (1993)\, Infiniti possibili: Ravello (1994)\, Grotta del Sole (1994)\, Lontano dall’Isola Azzurra (1994)\, Zone – Napoli/Parigi (1994)\, Tra luce e luce (1995)\, La trama vivente della storia (1996)\, A passo di Vigna (1998)\, I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998)\, L’Italia nel Paesaggio (1999)\, Imago vocis\, vocis imago (2003)\, Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006)\, Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009)\, Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010)\, Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, 31 Artists self-portraits / Living in Napoli (2020)\, San Gennaro devozione e culto popolare a Napoli e nel mondo (2023).
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/libero-de-cunzo-tess/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2025/01/liberodecunzo-tess.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241128T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241129T010000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20241121T114005Z
LAST-MODIFIED:20241121T114005Z
UID:13462-1732822200-1732842000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Rabit\, Tati au Miel ed Eks in concerto a Casa Morra
DESCRIPTION:AKHET Edizioni e Fondazione Morra presentano Rabit\, Tati au Miel ed Eks in concerto a Casa Morra \nPer l’ultimo evento del 2024\, AKHET Edizioni\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, è lieta di annunciare una serata straordinaria presso Casa Morra (Salita San Raffaele 20C). Giovedì 28 novembre\, a partire dalle ore 20:00\, si esibiranno in performance live Rabit da Houston\, Texas\, artista multidisciplinare e figura chiave della musica sperimentale americana\, cofondatore dell’etichetta Halcyon Veil; Tati au Miel\, compositrice e DJ canadese di origini haitiane; ed Eks\, co-fondatore di AKHET e talento emergente della scena napoletana. \nPrima delle performance\, gli ospiti avranno l’opportunità di visitare gli spazi museali dell’Archivio di Arte Contemporanea creato da Peppe Morra all’interno del prestigioso Palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona. Un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte e nella cultura contemporanea\, circondati da opere di rilievo internazionale. \nArtisti in scena: \nRabit (Eric C. Burton) è uno storyteller che documenta il Sud americano principalmente attraverso il suono. Dopo decine di pubblicazioni “white label”\, Rabit ha debuttato ufficialmente con l’album “Communion” nel 2015 e con “Vulnicura”\, un LP di remix di Björk nel 2016. Dopo aver partecipato alla produzione dell’album di Bjork\, “Utopia”\, nominato ai Grammy\, e aver pubblicato altri due album da solista\, si è avventurato nel territorio dei mixtape con il classico disco a tema Houston\, “Cry Alone Die Alone”\, seguito da altri dieci mixtape della serie. Il suo ultimo album di musica inedita\, “What Dreams May Come”\, è un disco multimediale collaborativo pubblicato il 25 novembre 2022 dalla sua etichetta Halcyon Veil. Il progetto si è sviluppato attraverso una serie di mostre in galleria\, performance e pubblicazioni di album fino al 2023. Il nuovo singolo di Rabit\, RED featuring Croww\, è stato pubblicato globalmente il 28 febbraio 2024 su Halcyon Veil. \nTati au Miel è lo pseudonimo dell’artista multidisciplinare Tania Daniel\, natə e cresciutə a Montreal\, Quebec. La loro pratica comprende suono\, performance\, scultura\, tessuti e XR\, mescolando sperimentazione\, astrazione\, narrazione e rituali per creare esperienze intime e personali nel loro lavoro. La loro recente pubblicazione\, l’EP “Carousel” per l’etichetta Halcyon Veil\, fa seguito a sei uscite musicali indipendenti. Il lavoro di Tati au Miel è stato presentato in festival come Mutek\, Sonic Arts e Dweller. Recentemente hanno anche realizzato la colonna sonora del film di Bhenji Ra “Biraddali\, Dancing on the Horizon”\, co-co-commissionato da Auto Italia (UK) e Western Front (CA). \nEks è il moniker di Guido Marziale\, artista napoletano e co-fondatore della piattaforma curatoriale AKHET. Eks si distingue per uno stile che fonde reminiscenze hip hop\, dub e noise\, caratterizzato della manipolazione frenetica di samples e vinili preparati con un’attitudine free-improv. Parte del duo Cadaver Mike\, insieme al batterista Stefano Costanzo\, dal 2014 ha collaborato con artisti di vario genere\, tra cui AbSTRAL compost\, CECILIA\, Dj Die Soon\, Elvin Brandhi\, Kinlaw & Franco Franco\, SENSATIONAL e Uochi Toki. Oltre alla produzione musicale\, lavora come ingegnere del suono nel suo studio a Napoli e in diverse produzioni teatrali internazionali. \nInformazioni sull’evento: \nData: Giovedì 28 novembre 2024\nLuogo: Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\nOrario apertura porte: 19:30\nInizio visite museali: 20:00\nInizio performance: 21:00\nBiglietti: 10 € (prima serie di prevendite “early birds”)\, 13 € (seconda serie)\, 15 € (alla porta) \nLa capienza è limitata e i posti sono disponibili fino ad esaurimento. È vivamente consigliato l’acquisto dei tickets tramite il portale Resident Advisor. La prima serie di prevendite “early-bird” a prezzo ridotto è attualmente disponibile su RA: \nhttps://it.ra.co/events/2041371 \nContatti per informazioni e prenotazioni: \nEmail: akhet.info@gmail.com | info@fondazionemorra.org\nTelefono: +39 333 69 47 173 Augusto | +39 338 773 2526 Isabella\nInstagram: @akhetedizioni | @fondazione.morra
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/rabit-tati-au-miel-ed-eks-in-concerto-a-casa-morra/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/11/akhet-casamorra-28nov.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241113T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241130T190000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20241113T120029Z
LAST-MODIFIED:20241113T120029Z
UID:13429-1731517200-1732993200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Shozo Shimamoto. Gutai - Primo Assalto
DESCRIPTION:SHOZO SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO \nA cura di Giuseppe Morra e Giuseppe Simone Modeo \n13 novembre – 30 novembre 2024\nPalazzo Bastogi\nVia Camillo Cavour\, 18 Firenze (FI) \nDal 13 novembre la splendida cornice di Palazzo Bastogi\, oggi sede del Consiglio regionale della Toscana\, in dialogo con gli arredi e i dipinti\, apre le porte alla mostra “SHOZO SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO” a cura di Giuseppe Morra e Giuseppe Simone Modeo\, con testo critico di Italo Tomassoni. Saranno presenti in mostra lavori di grande rilevanza storica\, dalle prime opere con il gruppo Gutai alle esplosioni di colore dei lavori realizzati in Italia\, una lettura del collettivo artistico con una visione più allargata all’Occidente. Concepito da Peppe Morra\, che ha vissuto e promosso in prima persona il lavoro dell’artista\, e dalla sua Fondazione che\, anche in questa occasione\, si conferma un polo avanguardistico\, il progetto espositivo ha un riferimento al Rinascimento piuttosto che all’arte astratta concreta\, attraverso la selezione di opere che mediante la forza esplosiva della pittura diventano “un’arma per la pace” tra Oriente e Occidente. Un dialogo tra l’Umanesimo\, la nuova concretezza tutta toscana\, e l’abbandono del rigore delle forme orientali in funzione dell’esplosione dello spirito attraverso la materia\, che non si subordinano ma si confrontano. La retrospettiva dedicata a Shozo Shimamoto intende evidenziare la potenza e la grandezza della superficie pittorica su cui l’artista ha sempre agito\, rendendo la dimensione dell’opera un confine da superare\, un palcoscenico su cui l’artista danza\, dove il suo corpo lascia tracce di colore. La cornice non esiste\, c’è gioco\, teatro\, movimento\, forza vitale e\, allo stesso tempo\, un’armonia che ritroviamo nella scelta di icone come il Buddha\, una fusione spirituale tra corpo e pittura. Il “nomade samurai dell’arte” Shozo Shimamoto si fa regista di se stesso\, trasforma lo spazio del qui in un altrove e il tempo di fronte alle sue opere diventa per lo spettatore esperienza e non misurazione. “Tra cielo e terra” il gesto artistico di Shimamoto genera empatia con gli altri artisti presenti in mostra come Jiro Yoshihara\, leader del Gutai\, Georges Mathieu\, o Yasuo Sumi\, tutti artisti che meritano il plauso per aver scardinato il concetto di arte\, presentandola con sorprendente schiettezza nel suo stato più primitivo. L’azione scompare ma il loro spirito vive attraverso l’assalto\, la potenza\, delle loro opere.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/shozo-shimamoto-gutai-primo-assalto/
LOCATION:Palazzo Bastogi Firenze\, Via Camillo Cavour 18\, Firenze\, FI\, Italy
CATEGORIES:Associazione Shōzō Shimamoto
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/11/shozofirenze2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241107T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241107T233000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20241103T111403Z
LAST-MODIFIED:20241103T122450Z
UID:13399-1731007800-1731022200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Omaggio a Phill Niblock (1933-2024)
DESCRIPTION:UN OMAGGIO A PHILL NIBLOCK (1933-2024) \nANNA CLEMENTI e KATHERINE LIBEROVSKAYA Zound Delta performance\nDAVIDE AIDEN CAPOBIANCO PN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) performance\nASPEC(T) aka MARIO GABOLA e SEC_ WORK performance \nPHILL NIBLOCK The Movement of People Working China 88 e Vlada BC videoproiezione \ngiovedì 7 novembre 2024 dalle ore 19:30\nIngresso libero fino alla capienza della sala\nMuseo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29D Napoli \nL’artista intermedia Phill Niblock (1933-2024) ha esplorato la fotografia analogica\, la musica\, il film 16mm\, il video e il digitale. Nato in Indiana negli Stati Uniti nel 1933\, dalla metà degli anni ‘60 ha creato environments\, musica e performance intermedia mostrate in numerose sedi nel mondo. Ha realizzato dei densi drones noise attraverso dei microtoni strumentali sovrapposti che generano molte altre tonalità diffuse nello spazio performativo.  Descrivendo il suo lavoro\, Phill Niblock ha detto: “Quello che faccio con la mia musica è creare qualcosa senza ritmo o melodia\, usando molti microtoni che si muovono molto\, molto lentamente”. In parallelo\, ha presentato film/video che osservano il movimento delle persone mentre lavorano (1973-1991). Dal 1985 Phill Niblock è stato il direttore di Experimental Intermedia Foundation a New York\, di cui è stato artista e membro dal 1968 – ha ideato e curato le Music and Intermedia Presentations dal 1973 e l’etichetta XI Records. È stato Professore di cinema\, video e fotografia presso il College of Staten Island\, City University (CUNY) a New York. Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso premio John Cage Award della Foundation for Contemporary Arts. La musica di Phill Niblock è pubblicata  dalle etichette XI Records\, Moikai\, Mode\, Matiere Memoire\, Room 40 e Touch. I dvd dei film e della musica sono disponibili su Extreme Label e Von Archive. \nwww.experimentalintermedia.org \nL’artista intermedia canadese Katherine Liberovskaya è residente a New York. A partire dagli anni 1980 è attiva nel video sperimentale\, ed ha realizzato delle opere di videoarte per schermo singolo\, delle videoinstallazioni e delle performances\, oltre a progetti con vari media che ha allestito in molti spazi nel mondo. Dal 2001 il suo lavoro si basa sull’intersezione delle immagini in movimento con il suono/musica mostrate in varie forme sia temporanee che permanenti (proiezioni\, installazioni\, performance) ed attraverso delle collaborazioni con molti compositori ed artisti sonori per degli eventi dal vivo come i concerti audio-video dove le sue immagini creano una “musica” visiva. Katherine Liberovskaya ha collaborato con il compositore/artista multimedia Phill Niblock per più di 22 anni su vari progetti performativi\, video e installazioni. Altre collaborazioni frequenti con Dafna Naphtali\, Keiko Uenishi\, Shelley Hirsch\, Barbara Held\, Mia Zabelka\, Al Margolis (IF\,BWANA)\, David Watson e molti altri. Inoltre\, cura eventi di video/film sperimentale\, suono/musica e performance Audio-Video\, ad esempio dal 2005 le serate Screen Compositions presso Experimental Intermedia\, e dal 2006 gli incontri informali OptoSonic Tea (co-curati con Ursula Scherrer) a New York e in varie località del Nord America e dell’Europa\, ed online durante la pandemia di Covid. Nel 2014 ha completato un dottorato di ricerca nella pratica artistica dal titolo “Improvisatory Live Visuals: Playing Images Like a Musical Instrument” presso l’Université du Québec a Montréal (UQAM). Attualmente è direttore artistico di Experimental Intermedia NYC. \nwww.facebook.com/liberovskaya \nLa cantante italo-svedese Anna Clementi è cresciuta a Roma e vive a Berlino. Dopo il diploma in flauto traverso si è formata come attrice e si è poi trasferita a Berlino. Ha lavorato per molti anni con Dieter Schnebel e il gruppo Maulwerker. Con il compositore Dieter Schnebel ha studiato musica vocale sperimentale e teatro musicale sperimentale presso l’allora HdK (oggi UdK). Ha ricevuto le prime lezioni di canto a Roma con Michael Aspinall. A Berlino ha studiato belcanto con Mieko Kanesugi e canto jazz con Kara Johnstad. Si è inoltre dedicata alla danza contemporanea e al contact improvisation. Un punto focale del suo lavoro sono il teatro musicale e la musica gestuale. Ha pubblicato “John Cage: Voice and Piano” con Steffen Schleiermacher. Inoltre\, ha collaborato con i Tosca\, “Suzuki”\, “Dehli 9”\, e ‘Osam’ e con The Dining Rooms: “Tre”. Ha pubblicato due album da solista: “Love is a Reason” e “Fräulein Annie”. È presente sugli album “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.1” e “Fluxus&NeoFluxus/Stolen Symphony No.2”. Nell’aprile 2024 è uscito “Zound Delta 2”\, album prodotto e composto con Phill Niblock e Thomas Stern ed è appena uscito il suo album “Doppelmoppel” con poesie di Kurt Schwitters musicate da lei e Thomas Stern. Anna Clementi esprime con potenza la sua diversità dalle definizioni della musica classica ed è un’‘attrice della voce’ alla ricerca di nuove connessioni tra vocalità\, gesto\, linguaggio\, danza e teatro\, come a Berlino dove si esibisce nel gruppo Theater Ikaro\, approfondendo la danza contemporanea e il contact improvisation. Clementi ama la combinazione tra gioco\, leggerezza e ironia ed è in costante ricerca di nuovi modi di espressione che diffonde con la sua voce versatile. \nwww.annaclementi.com \nPhill Niblock ha composto Zound Delta per Anna Clementi nel 2022-2023: una composizione per voce ed elettronica (voce e registrazioni sul campo) accompagnata dalla videoproiezione dal vivo di Katherine Liberovskaya eseguita per la prima volta a Berlino nella primavera del 2023 ed in seguito pubblicato in CD dall’etichetta Karlrecords e per l’occasione eseguita a Berlino nel 2024 con Anna Clementi dal vivo e Thomas Stern all’elettronica insieme alla videoproiezione. \nDavide Aiden Capobianco\, compositore di opere elettroacustiche per solisti ed ensemble\, esplora l’esperienza umana spingendo i confini musicali per creare delle composizioni coinvolgenti. Dal 2022 è membro del New York Composer Circle (NYCC) e viaggia tra Italia e Stati Uniti. Si dedica a vari progetti\, tra cui l’accordatura di pianoforti\, l’insegnamento musicale\, l’arrangiamento\, l’orchestrazione e la copiatura di spartiti musicali. Collabora con altri compositori\, contribuendo alla realizzazione delle loro idee artistiche\, come nel caso del supporto offerto a Phill Niblock per il completamento delle sue ultime composizioni. \nPN90 (Phill Niblock in 90 notes and facts) è un’opera ispirata alla vita e all’eredità musicale di Phill Niblock\, che unisce degli elementi sonori e visivi per offrire un’esperienza immersiva. La struttura si basa sui 90 anni di Niblock: ogni nota di oboe\, registrata e trasmessa in loop tramite Max/MSP\, rappresenta un anno della sua vita. Con il progredire dell’opera\, le note si sovrappongono creando un muro sonoro che punta a raggiungere i 95dB o più\, richiamando l’approccio pionieristico di Phill alla musica. La proiezione visiva e i testi raccontano i momenti significativi del suo percorso\, offrendo un omaggio profondo e riflessivo alla carriera. Gran parte del materiale è tratto da Phill Niblock: Working Title e Phill Niblock: Nothing but Working\, in collaborazione con Katherine Liberovskaya\, compagna di Phill\, e con il suo biografo Guy De Bièvre. \nhttps://www.davideaiden.com \nMario Gabola e SEC_ aka Aspec(t) si riconoscono dall’originale mix di improvvisazione elettro-acustica\, noise potente e viscerale\, e power electronics. Hanno suonato tra Europa\, Stati Uniti e Russia e sono inoltre incessanti organizzatori di concerti a Napoli e su tutto il territorio della Campania\, che gli ha permesso di costruire una rete di relazioni e collaborazioni molto ampia. \nSEC_ utilizza un registratore a nastro Revox per manipolare e miscelare diverse fonti sonore\, creando dei collage dal vivo. Mario Gabola fa interagire il sax con delle estensioni acustiche e con un sistema fotosensibile auto-costruito\, generando e controllando i feedback; il risultato è una foresta inestricabile di frenetiche sonorità\, strutture ritmiche\, esplosioni di rumore e grida ancestrali. \nCome duo\, hanno pubblicato un LP\, tre CD (due dei quali in collaborazione con il compositore/performer svizzero Dave Phillips e il batterista polacco Andrzej Zaleski)\, vari CDr e audiocassette. Hanno inoltre lavorato con il filmmaker 70fps\, e realizzato la musica per il film super8mm “Napoli Film” del finlandese Seppo Renvall. Insieme e separatamente hanno collaborato con i musicisti Jerome Noetinger\, Dave Phillips\, Arnaud Riviere\, Andy Guhl\, Rudolf Eb.er\, Agostino Di Scipio\, Kamilya Jubran\, Olivier Di Placido\, Scott Sinclair\, Andy Bolus\, Jean Philippe Gross\, C_C e altri. \nMario Gabola e SEC_ hanno incontrato Phill Niblock separatamente in diverse occasioni e poi insieme nel 2016 sono stati ospiti a suonare nel suo loft a New York. L’accoglienza familiare e l’aiuto di Phill Niblock sono stati fondamentali\, anche\, per la riuscita del tour negli Stati Uniti che il duo si trovò a fare quell’anno. \nAspec(t) eseguiranno dal vivo un tributo a Phill Niblock e alla sua vocazione di connettore tra comunità e generazioni di musicisti\, sperimentatori e performers provenienti da contesti differenti\, prima dell’avvento dei social-media e dopo\, senza esserne abbagliato e preferendo sempre il contatto tra le persone. \nwww.viande.it/ \nwww.toxorecords.com/aspec(t)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/omaggio-a-phill-niblock-1933-2024/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/11/omaggio-niblock.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241001T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250301T180000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20241120T101248Z
LAST-MODIFIED:20241120T101248Z
UID:13446-1727809200-1740852000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Azionismo Viennese
DESCRIPTION:Archivi Casa Morra \nAZIONISMO VIENNESE \nA cura di Giuseppe Morra  \n1 Ottobre 2024 – 1 Marzo 2025 \n  \n3 – D A Y S  R E P E R T O R Y \nvenerdì 27 settembre – ore 19 – Archivi Casa Morra\ninterventi di Giuseppe Morra\, Julia Moebus-Puck e Leopoldo Siano \nsabato 28 settembre – ore 19 – Museo Hermann Nitsch\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \ndomenica 29 settembre – ore 20 – Vigna San Martino\ninterventi di Giuseppe Morra e Leopoldo Siano \nTre giorni di eventi in apertura al calendario 2024-2026 per celebrare la storia dell’Azionismo Viennese\, la cui mostra è stata inaugurata presso lo spazio espositivo di Casa Morra e i “50 anni di amicizia 1974-2024” tra Giuseppe Morra e Hermann Nitsch. \nIl percorso espositivo curato da Giuseppe Morra per lo spazio di Casa Morra testimonia le tendenze e le poetiche di un pensiero senza schemi preorganizzati\, che interpreta l’arte con una funzione rivoluzionaria della vita – psiche e inconscio\, mente e corpo – ed un rinnovato interesse per il primitivo che ha l’abilità di sentire l’umano come frammento temporale di un continuum con la comunità\, l’ambiente naturale e l’universo tutto\, impiegando i rituali e le offerte devozionali\, le iniziazioni\, le scarnificazioni\, i tatuaggi\, utilizzando il corpo come veicolo per connettersi con l’esistenza. La bidimensionalità tradizionale della tela come supporto del medium pittorico è superata a favore della fisicità del corpo dell’artista che dipinge attraverso un’azione; le esperienze della realtà sensoriale si estendono fino ad includere oggetti e materie pittoriche ed aspirano ad oltrepassare l’astrazione attraverso le possibilità di un corpo attivo. \nGli artisti Günter Brus\, Hermann Nitsch\, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl del Wiener Aktionismus – Azionismo Viennese (1960 – ‘70) sono liberi da manifesti stilistici e connessi da un confronto di concetti e ricerche sul senso dell’Arte che si intersecano\, con testi e dichiarazioni espresse nelle azioni individuali e collettive e con le pitture\, i disegni\, le foto e i film; reagiscono in modo diretto ad un accademismo\, un’arretratezza e chiusura mentale della cultura ufficiale in Austria – e non solo – ancora oltre il momento storico. Gli Azionisti Viennesi\, secondo i propri percorsi autonomi\, applicano una terminologia psicoanalitica all’arte: i termini selezionati sono abolizione\, purificazione\, igiene psichica\, abreazione e catarsi; l’autolesionismo e l’umiliazione corporale sono un modo per superare le ossessioni\, le nevrosi e i traumi\, e per liberarsi dalla supremazia del potere e delle strutture gerarchiche. \nUna storia di tangenze e diversità sotto la cifra del corpo\, del gesto\, dell’azione\, dell’impegno creativo per un’esperienza a volte condivisa che scaturisce negli effetti\, anche oltre la percezione dell’attimo performativo\, riemergendo nella memoria attraverso foto\, film e video\, relitti ed oggetti. \nQuesta esposizione è momento di meditazione su uno spazio\, un’isola di appagato ragionamento riflessivo che si rapporta con il luogo e lo trasforma in un’opera d’arte integrale\, dove lo spettatore può riconoscere la parte e il tutto; l’opera\, il suo rapporto con le altre opere\, l’ambiente che le ospita. Una galassia\, i cui pianeti sono gli artisti che con il loro potere sollecitano il pubblico a pensare\, a meditare\, a costruire idee forti per il prossimo futuro.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/azionismo-viennese/
LOCATION:Casa Morra e Museo Hermann Nitsch\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra,Museo Nitsch,Vigna San Martino
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/11/azionismo-viennese-50anni.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240905T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240908T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240617T133900Z
LAST-MODIFIED:20240617T134130Z
UID:13034-1725523200-1725814800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:L'Ebbrezza dell'Essere workshop residenziale
DESCRIPTION:L’EBBREZZA DELL’ESSERE\nworkshop residenziale ispirato ai tre libri delle “Feste” e alle “Regole dell’Ordine” di Hermann Nitsch \na cura del theatrum phonosophicum (Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) \n5-8 settembre 2024\, Museo Nitsch\, Napoli \nHarmating\, Asolo e Cuma\, scritte negli anni Settanta e coraggiosamente pubblicate (in tedesco) da Peppe Morra in pregiate edizioni\, costituiscono una parte “segreta” dell’opera di Nitsch. Mai tradotte e poco note anche in ambito germanofono\, financo per i conoscitori dell’opera del maestro viennese sono rimaste sempre al margine rispetto alle sue partiture azionistiche e agli altri scritti teorico-poetici. Harmating\, Asolo e Cuma\, pur nella loro dimensione concettuale e utopica\, furono concepite dall’autore per essere realizzate in tre luoghi specifici (appunto Harmating in Baviera\, Asolo in Veneto e Cuma in Campania)\, ma realizzate non lo furono mai. Eppure restano uno scrigno di tesori che rivela aspetti fondamentali e radicali del pensiero poetico-filosofico-musicale di Nitsch. Questi tre libri\, insieme alle Ordensregeln (“regole dell’ordine”\, di ispirazione monastica e anarchica)\, sono il tentativo di estendere i principi del suo Orgien Mysterien Theater alla vita quotidiana\, trasfigurando quest’ultima in opera d’arte totale. \nIn questo workshop teorico-pratico di quattro giorni si approfondirà la “filosofia dell’essere” di Hermann Nitsch\, coltivandola praticamente attraverso una composizione rituale di ogni giornata con letture\, ascolti\, meditazioni\, passeggiate\, osservazioni contemplative del paesaggio\, atti poetici che intensificano la sensazione di essere. Nello spirito di Hermann Nitsch la filosofia viene intesa come tecnica pratica dell’esserci e l’arte come esercizio di percezione e di sensazione. \nFinalità\n– Familiarizzarsi con “filosofia dell’essere” e la dimensione poetico-musicale-contemplativa dell’opera di Hermann Nitsch\n– Acquisire una maggiore consapevolezza dello spazio in cui tutto accade\n– Esercitare la percezione attraverso l’interazione di tutti e cinque i sensi\n– Esercitare l’ascolto profondo e prolungato come attività creativa\n– Aprirsi all’“ascolto totale”: del suono e del silenzio\, fuori e dentro di sé\, del paesaggio\n– Apprendere i principi base dell’azionismo sonoro\n– Intensificare la sensazione di essere attraverso rituali d’ascolto\, atti poetici e passeggiate\n– Radicarsi nel presente\, abbeverandosi alle sue sacre sorgenti \nA chi è rivolta\nIl workshop residenziale è destinato a performer\, ricercatori\, musicisti\, danzatori\, cantanti\, registi\, attori\, pensatori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari / Luogo \nIl workshop si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d: https://www.museonitsch.org/it/) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. \nA seconda del kairós saranno possibili passeggiate mattutine e notturne nei dintorni. \nIl workshop è pensato rigorosamente offline\, non sarà consentito utilizzare telefoni e connessioni internet durante il lavoro. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura illustrando brevemente il proprio percorso e i propri interessi a:\nphonosophianova@gmail.com\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 21 giugno al 15 agosto 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 200\,00 euro \nEarly bird price: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 150\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 15 luglio 2024. \nEsiti della selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 22 luglio 2024 (per le candidature pervenute entro il 15 luglio 2024)\n– 22 agosto 2024 (per le candidature pervenute dopo il 15 luglio 2024) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nTHEATRUM PHONOSOPHICUM\nIl theatrum phonosophicum è il ‘teatro’ della phonosophia (intesa come ‘conoscenza attraverso il suono’)\, un progetto di ricerca e di vita che incoraggia a creare spazi esperienziali in cui antichi saperi della Tradizione si coniugano con pratiche sperimentali (‘lecture-performance’\, install’Azione\, sound art\, acusmatica\, deep listening etc.). Una conoscenza non solo libresca dunque\, ma esperita attraverso i sensi. Da qui l’aspirazione alla sintesi delle arti\, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie). Fulcro centrale del theatrum phonosophicum è l’ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e il confronto antropologico col Suono\, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici. \nPer maggiori info: https://theatrumphonosophicum.art/ \nNOTE BIOGRAFICHE\nLeopoldo Siano (nato il 12 agosto 1982) è filosofo della musica e azionista sonoro. Giovanissimo si trasferisce in Germania. Dal 2012 al 2022 ha insegnato all’Università di Colonia (nello stesso Istituto Musicologico dove insegnò Marius Schneider\, uno dei suoi più grandi ispiratori); qui Siano è stato anche co-organizzatore della serie di concerti acusmatici “Raum-Musik”. È autore e curatore di diversi libri (su Karlheinz Stockhausen\, Hermann Nitsch\, Gerard Pape\, François Bayle ecc.). Il suo ultimo volume è stato pubblicato nel 2021 dall’editore Königshausen & Neumann di Würzburg: Musica Cosmogonica: von der Barockzeit bis heute (Musica Cosmogonica: dall’epoca barocca a oggi). Insieme a Shushan Hyusnunts è l’ideatore del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).\nShushan Hyusnunts (3 febbraio 1989) è musicologa e azionista del suono. Al termine dei suoi studi musicologici e pianistici al Conservatorio Komitas della città natia Yerevan nel 2012 si trasferisce in Germania. Nel 2016 consegue la laurea (Master of Arts) all’Università di Colonia con una tesi sulla filosofia del suono nelle opere orchestrali di Giacinto Scelsi. Nella stessa università ha tenuto corsi sulla musica tradizionale armena\, su Dmitri Shostakovich e Horatiu Radulescu\, sul quale comincia a scrivere una tesi di dottorato. Nel 2022 insegna storia della musica al Conservatorio di Yerevan. Insieme a Leopoldo Siano è ideatrice del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Attualmente sta inoltre lavorando ad un libro-documentazione sulla memoria culturale del celebre villaggio dei compositori di Dilijan (Armenia). Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/lebbrezza-dellessere-workshop-residenziale/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/06/ebbrezza-essere.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240713T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240715T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240705T083305Z
LAST-MODIFIED:20240705T083745Z
UID:13089-1720857600-1721062800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Archivi Living Theatre. Caggiano
DESCRIPTION:A Caggiano\, nel cuore del Cilento\, la Fondazione Morra inaugura il grande archivio del Living Theatre \nIl 13\, 14 e 15 luglio\, la Fondazione Morra – presieduta da Teresa Carnevale e diretta da Giuseppe Morra – inaugura a Caggiano lo spazio “Archivi Living Theatre. Caggiano” (presso Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano\, SA). Il borgo cilentano ospiterà la raccolta più importante al mondo di documenti appartenuti alla rivoluzionaria compagnia statunitense. Il prezioso fondo archivistico costituisce la testimonianza completa del percorso artistico di Julian Beck\, Judith Malina e del loro gruppo\, che va a sommarsi agli archivi conservati presso la Yale University e il Lincoln Centre di New York. Il progetto “Archivi Living Theatre. Caggiano” è realizzato in collaborazione con il comune di Caggiano e la Regione Campania e con la partnership dell’Università di Victoria (Canada). \nDalla fine degli anni Ottanta\, la Fondazione Morra ha acquisito opere pittoriche\, disegni\, diari\, progetti di costumi\, scenografie e scritti vari\, prodotti nei numerosi soggiorni in Italia del Living Theatre. Nella collezione sono raccolti anche appunti di lavoro autografi\, recensioni\, fotografie: un repertorio unico costituito da ben 58.812 pezzi\, che saranno oggetto di uno straordinario allestimento nell’affascinante centro dell’appennino del Cilento. \nIn occasione dell’inaugurazione degli spazi espositivi sono previsti tre giorni di eventi\, tra convegni\, presentazioni di libri\, happening\, concerti\, visite all’archivio\, proiezioni di film e concerti.\nTra gli ospiti\, il professor Lorenzo Mango dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e la professoressa Cristina Valenti dell’Università di Bologna\, che si incontreranno con Garrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (in collegamento streaming). Sono previsti\, inoltre\, interventi dello studioso Allan Antliff dell’Università di Victoria (Canada)\, che presenterà il suo libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre; del prof. Romano Gasparotti\, docente di Estetica dell’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano); della performer\, attrice e musicista americana Bibbe Hansen\, figlia di Al Hansen\, membro del gruppo Fluxus; e di Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. \nTra gli eventi in programma anche la performance di Alvin Curran\, Endangered Species. Inoltre sarà possibile assistere al concerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio con Domenico Di Francia (special guest) su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone e a Living Theatre Rivisiting – Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht e Al Hansen\, opera realizzata da Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio\, partendo dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, attualizzando brani e tecniche che furono al centro dello storico evento. \n«L’intervento della Fondazione Morra sul nostro territorio – spiega il sindaco Modesto Lamattina – si collega al recupero innovativo del centro storico di Caggiano\, iniziato circa venti anni fa con interventi che mirano a fare del borgo antico un modello replicabile. Un’idea di rigenerazione urbana sostenibile\, che rende il borgo un centro unico e all’avanguardia\, in grado di recuperare terreno sull’inesorabile processo di spopolamento attraverso pratiche virtuose che mettano in relazione popolazione e architetture storiche: a fare da collegamento col resto del mondo\, l’arte ed eventi di grande risonanza come quelli organizzati dalla Fondazione Morra». \nNell’archivio Living Theatre sono presenti materiali del gruppo relativi agli anni 1969-2015. La raccolta prende avvio da numerosi eventi promossi e organizzati dalla Fondazione Morra a partire dal 1995\, anno in cui la Compagnia realizza due spettacoli al Teatro Mercadante di Napoli. Nel 2003 la Fondazione organizza la mostra antologica Living Theatre: Labirinti dell’Immaginario a Castel Sant’Elmo e la prima mondiale dello spettacolo Enigmas\, proseguendo fino al 2015 con attività di produzione e diffusione del progetto Living. \nLa collezione contiene anche un’ampia sezione dedicata ai costumi e agli oggetti di scena di alcune storiche rappresentazioni\, in particolare degli spettacoli The Yellow Methuselah\, The Archeology of Sleep\, Masse Mensch e Anarchia. Nel 1981 il Living annuncia di voler rinnovare la sua pratica artistica con la creazione di un “dipinto arrotolato” ispirato a Vasilij Kandinskij\, lungo settanta metri e altro e cinque metri e mezzo\, da utilizzare come fondale dinamico (da svolgere con un meccanismo a leva) nella performance The Yellow Methuselah. Il lavoro\, composto da Hanon Reznikov\, è una fusione di due opere teatrali di forte impatto politico: Torniamo a Matusalemme di George Bernard Shaw e Il Suono Giallo\, “composizione scenica” di Kandinskij. L’opera narra l’evoluzione dell’umanità secondo un modo di essere anarchico\, a favore della vita e\, utopisticamente\, dell’immortalità. \nPROGRAMMA LIVING THEATRE CAGGIANO 2024 \nSABATO 13 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nSaluti istituzionali:\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano\nGiovanni Caggiano\, Presidente ASMEL\nPasquale Persico\, Economista\nTeresa Carnevale\, Presidente Fondazione Morra \nOre 12:00\nInterventi di:\nGarrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (Santa Fe\, New Mexico): The Way We Can Change the World is By Changing the Culture (Il Modo in cui Noi Possiamo Cambiare il Mondo è Cambiando la Cultura) \nLorenzo Mango\, professore ordinario di Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”: Il Living\, la storia\, l’archivio \nCristina Valenti\, professoressa presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: L’eredità eretica del Living Theatre \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 16:00\nPresentazione del libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre (Radiosa Anarchia – Riflessioni sul Living Theatre) di e con Allan Antliff\, professor Art History & Visual Studies\, presso l’Università di Victoria (Canada). \nOre 18:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA)\nVisita guidata con Giuseppe Morra\, Direttore dell’Archivio del Living Theatre\, Napoli. \nNelle sale saranno proiettati film sul Living Theatre. Antologia a cura di Mario Franco:\nParadise Now\, by Marty Topp\, 1969\, 47’\nFrankenstein\, 1967\, 31’46’’\nAntigone\, Intervista a Julian Beck\, r. Mario Franco\,1980\, 20’\nReading at The Living Theatre\, Allen Ginsberg\, May 22nd\, 1990\, 80’. \nOre 20:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA) \nPerformance Endangered Species di Alvin Curran \nOre 21:00\nLight dinner \nDOMENICA 14 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nConferenza con interventi di:\nRomano Gasparotti\, professore di Estetica – Fenomenologia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano: Teatro dell’irrappresentabile: arte=vita vita=arte \nBibbe Hansen\, attrice\, performer e musicista americana \nCathy Marchand\, attrice del Living Theatre: Il mito millenario dell’Antigone \nGirolamo De Simone\, musicista\, agitatore culturale\, esponente delle avanguardie italiane legate alla musica di frontiera. \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 20:00 Palazzo Abbamonte Via Abbamonte\, 16 – 84030 Caggiano (SA)\nConcerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio\, special guest Domenico Di Francia\, su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone \nLUNEDÌ 15 LUGLIO 2024 \nArchivi Living Theatre Caggiano\nPalazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\nvia San Pietro\, 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nLiving Theatre Revisiting (Rivisitando il Living Theatre) Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht\, Al Hansen\nA partire dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio attualizzano alcuni dei brani e delle tecniche che furono al centro di quello storico evento. \nAl Hansen\, Bibbe’s Tao: “Un altro esempio è Bibbe’s Tao di Al Hansen. L’ho imparato nel 1963 da Dick Higgins e Alison Knowles\, che descrivevano il pezzo in questo modo: a ciascuno degli interpreti viene dato un tovagliolo di carta\, preferibilmente rosso. Lo usano come vogliono: lo strappano\, lo piegano ecc. Da allora l’ho fatto inserire in diversi concerti dei Fluxus e sono sempre stato molto attento a procurarmi dei tovaglioli di carta rossi. Recentemente\, nel novembre del 1992\, Dick Higgins mi disse che il pezzo era stato originariamente eseguito con oggetti di scena del Living Theatre”. \nGeorge Brecht\, Candle-Piece for Radios: “Ci sono circa una volta e mezza più radio che artisti. Le radio sono posizionate nella stanza e accese al volume più basso. Ad ogni radio viene distribuita\, scoperta\, una pila di carte di istruzioni da un mazzo principale. Le luci della stanza sono spente. (Compleanno) Le candele vengono accese e distribuite agli artisti\, ognuno dei quali posiziona una candela accanto a ciascuna pila di carte d’istruzioni. Dopo aver fatto questo\, ogni artista si ritrova alla radio. Esegue le istruzioni fornite sulla prima carta\, posiziona la carta in fondo al mazzo e procede verso un’altra radio\, non occupata. Ciascun esecutore\, quindi\, esegue personalmente un’istruzione della carta e si reca ad un’altra radio. Lo fa finché non scopre che una carta è illeggibile o che la candela della radio è completamente spenta. In entrambi i casi\, spegne la radio e\, quando non ce ne sono più\, torna al suo posto…”. \nJohn Cage\, Imaginary Landscape No. 5: “Questo è uno spartito per effettuare una registrazione su nastro\, utilizzando come materiale qualsiasi 42 dischi fonografici… Ogni unità grafica equivale a 3 pollici di nastro cioè a 1/5 di secondo. I numeri sotto le aree delineate si riferiscono all’ampiezza… La struttura ritmica è 5×5. Le grandi divisioni sono indicate da linee verticali attraverso i sistemi. Le piccole divisioni sono indicate da brevi linee verticali sotto i sistemi\, seguite da una notazione che dà la densità di quella particolare piccola parte strutturale. Nella quarta grande divisione strutturale c’è il segno M—> I\, che significa “Mobilità —> Immobilità”. Questo si riferisce al metodo di composizione per mezzo dell’I-Ching…”. \nJohn Cage\, Suite for Toy Piano: “Questa Suite\, scritta per pianoforte giocattolo\, può essere suonata anche su un normale pianoforte. È stata composta per una coreografia di Merce Cunningham intitolata “Diversion”: la struttura ritmica\, quando la pulsazione è di 64 al minuto\, è 7.7.6.6.4; e di 15 x 15 quando la misura è 2/2. Il diritto di orchestrare il pezzo è di Lou Harrison\, che lo ha richiesto”. \nBIO  \nAllan Antliff (1957)\, Jeffrey Rubinoff Legacy Professor\, Dipartimento di Storia dell’Arte e Studi Visivi\, Università di Victoria\, Canada\, ha pubblicato ampiamente sull’anarchismo e sul suo impatto sulle arti. È direttore della rivista interdisciplinare Anarchist Developments in Cultural Studies e art editor della rivista britannica Anarchist Studies. Il suo libro in corso di pubblicazione\, Aesthetics of Tension\, esamina le correnti anarchiche nell’arte contemporanea. \nGarrick Beck è nato nel Living Theatre di Off-Broadway\, figlio dei suoi fondatori: Julian Beck e Judith Malina. Come attore bambino ha partecipato a numerose produzioni e ha imparato dai suoi genitori l’importanza di comunicare ideali sociali e politici attraverso le arti. Essendo liberi pensatori\, i suoi genitori lo incoraggiarono a “fare di testa sua”. Così è emigrato nella West Coast americana ed è diventato un pioniere del movimento per l’alimentazione biologica\, della silvicoltura sostenibile e dello sviluppo di programmi di giardinaggio scolastico per bambini. Ha impiegato la sua formazione teatrale per contribuire a creare e promuovere grandi eventi pubblici partecipativi come i Rainbow Gatherings\, l’Amsterdam Cannabis Cup\, il Concert for the Forest\, l’Oregon Country Faire e il Vortex Festival\, tra gli altri. Oggi è presidente del Consiglio di amministrazione del Living Theatre. Ha tre figli e vive a Santa Fe\, nel Nuovo Messico. \nAlvin Curran (Providence 1938)\, compositore e performer statunitense\, è stato cofondatore\, con Frederic Rzewski e Richard Teitelbaum\, del celebre gruppo di free improvisation ‘Musica Elettronica Viva’\, noto con l’acronimo MEV. Nel corso del suo percorso artistico ha conosciuto e collaborato con Cornelius Cardew\, Giacinto Scelsi\, Franco Evangelisti\, Giuseppe Chiari\, e molti altri protagonisti della scena musicale attiva a Roma a partire dagli anni Sessanta. Tra questi: Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre\, e compositori come Morton Feldman ed Elliot Carter. \nGirolamo De Simone (Napoli 1964) vive e lavora alle pendici del Monte Somma\, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale\, ha conosciuto personalità quali John Cage\, Elliot Carter\, Michael Nyman ed ha lavorato/interagito con Eugenio Fels\, Luciano Cilio\, Luc Ferrari\, Vittorio Rieti\, Pietro Grossi\, Luciano Chailly\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Giancarlo Cardini\, Enrico Cocco (…). Si è prodotto in performances che lo hanno visto affiancarsi ai Tuxedomoon (Napoli 2001)\, a Michael Nyman (Capri 2005) e a numerosi altri protagonisti della scena musicale italiana e internazionale. \nFrancesco De Simone (Massa di Somma 1998)\, ha studiato al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” conseguendo la Laurea in Musica Elettronica (I). Ha insegnato per il Teatro San Carlo di Napoli\, e per il Liceo Musicale “Munari”. Ha collaborato a numerosi eventi musicali in qualità di compositore e performer di musiche elettroniche. Tra questi\, l’opera La serva padrona di G.B. Pergolesi\, in versione elettronica a Vigliena per le Officine San Carlo. Ha partecipato a numerose iniziative della Factory di musiche contemporanee “Konsequenz”\, per la Fondazione Morra e per gli Archivi d’arte contemporanea dal Museo Casa Morra\, Incontri di studio e formazione. Ha tenuto concerti per il Teatro Stabile di Innovazione “Galleria Toledo” di Napoli. \nDomenico Di Francia (Pozzuoli 2003)\, ha studiato al Liceo Musicale “Margherita di Savoia” e al Conservatorio di Napoli “S. Pietro a Majella”. Ha collaborato con la Factory di musica contemporanea “Konsequenz” e con la Fondazione Morra\, partecipando in qualità di pianista e compositore alle iniziative per commemorare Luciano Cilio. Si è esibito al Teatro Stabile d’Innovazione “Galleria Toledo”\, al “Museo Nitsch – Fondazione Morra”\, alla “Domus ARS” Centro di Cultura\, alla “Città della Scienza” per l’Usr Campania\, alla Chiesa Luterana di Napoli per la II Edizione del Festival pianistico di Siti Reali. \nRomano Gasparotti\, filosofo\, saggista e\, occasionalmente\, performer; docente di Filosofia teoretica\, di Estetica e di Teoria della danza\, è autore delle seguenti pubblicazioni: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà)\, Liguori\, Napoli 1987; Movimento e sostanza\, Guerini\, Milano 1995; Socrates y Platon\, Akal\, Madrid 1996; I miti della globalizzazione\, Dedalo\, Bari 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia\, Cronopio\, Napoli 2007; Filosofia dell’eros. L’uomo. L’animale erotico\, Bollati Boringhieri\, Torino 2007; L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2010; Il quadro invisibile\, Cronopio\, Napoli 2015; L’opera oltre l’oggetto\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2015; Shozo Shimamoto e l’esperienza artistica quale esperienza poetica del pensare\, edizione italo-anglo- giapponese\, Edizioni Morra\, Napoli 2017; L’amentale. Arte\, danza e ultrafilosofia\, Cronopio\, Napoli 2019; La danza profonda. Per una kairosofia del cogitare creativo\, Edizioni Kaiak PJ\, Pompei 2024). \nBibbe Hansen è un’artista visiva e performativa\, poetessa e musicista. È figlia dell’artista Fluxus e Intermedia Al Hansen e madre del musicista pop Beck e dell’artista visivo Channing Hansen. Da giovanissima si è esibita nelle performance d’avanguardia (Happening) del padre in luoghi storici come La Mama\, il Living Theater e la Judson Church\, e all’età di 14 anni ha collaborato con Warhol nella famigerata Silver Factory. Dopo la morte del padre\, ha fondato “The Al Hansen Archive” per continuare il suo lavoro; spesso tiene conferenze su Al Hansen e insegna ed esegue le sue performance d’autore. \nLorenzo Mango è Professore Ordinario per il ssd L-ART/05 Discipline dello spettacolo (settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media) presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” dal 2005. Dal 1992 al 2005 è stato Professore associato nello stesso settore disciplinare presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e presso l’Università degli Studi di Salerno\, presso cui\, dal 1984 al 1992\, ha ricoperto il ruolo di Ricercatore Universitario. È membro del Collegio di dottorato di ricerca in Studi letterari\, linguistici e comparati dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed è stato Coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia del teatro moderno e contemporaneo presso lo stesso Ateneo. Dal 2017 al 2020 è stato Presidente del Comitato tecnico scientifico del Sistema Bibliotecario di Ateneo (SIBA) dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e responsabile per l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” del progetto Share\, il consorzio interuniversitario che riunisce l’Università “Federico II” di Napoli\, l’Università “Parthenope” di Napoli\, l’Università della Basilicata\, l’Università del Sannio\, l’Università di Salerno\, l’Università “Vanvitelli” di Napoli\, oltre all’Orientale di Napoli. È stato membro della Commissione per l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media per l’anno 2012. È stato Presidente dell’Associazione dei docenti universitari di storia del teatro (CUT\, Consulta Universitaria del Teatro). È Direttore del Dipartimento di teatro del Museo Laboratorio per l’arte contemporanea “Hermann Nitsch” di Napoli e consulente scientifico dell’Archivio del Living Theatre Napoli della Fondazione Morra. È co-direttore della rivista online “Acting Archives Review. Rivista di studi sull’attore e la recitazione”. È membro del comitato scientifico delle riviste “Drammaturgia”\, “Mimesis Journal”. E’ membro della redazione degli “Annali di Filologia romanza” dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e dell’Editorial Board della rivista “European Journal of Theatre and Performance”. È stato responsabile nazionale del PRIN 2009 “Teorie della recitazione e nascita della regia. Archivio e catalogo critico delle fonti documentarie”. È responsabile nazionale del progetto PRIN 2022 “Una regia in transizione. Studio dei processi registici in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento. Catalogazione digitale del materiale documentario e analisi storica e critica”.\nI suoi interessi di studio sono rivolti soprattutto al teatro moderno e contemporaneo\, con una particolare attenzione ai processi di rinnovamento del linguaggio scenico\, ai rapporti tra arti visive e teatro e alla dinamica problematica tra regia e drammaturgia. A questi temi di studio ha dedicato negli anni lavori di tipo più storiografico ed altri di natura più metodologica. \nCathy Marchand\, allieva di Jean Louis Barrault al Théâtre d’Orsay\, comincia il suo percorso artistico molto giovane grazie all’incontro con l’attore Pierre Clémenti\, che la conduce a Roma all’incontro di Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre: la Marchand voleva essere attrice e recitare Molière e Marivaux\, ma\, negli anni delle effervescenze politiche ed utopiche dell’epoca con il Living riesce a trovare la giusta chiave per unire il teatro e la politica. Gli incontri nella vita dell’attrice sono molto importanti\, si passa da Pasolini\, Sergio Citti\, Gianmaria Volontè\, Fellini e Dino Risi\, con i quali lavora. Ultimamente l’incontro cinematografico con il musicista Franco Battiato\, con il quale gira due i due film: “MusiKanten” con Alejandro Jodorowsky e “Niente è come sembra” (Rien est comme il semble). Alla morte di Julian Beck dopo la grande retrospettiva di New York dell’84 al Joyce Théâtre la Marchand rientra in europa e comincia a lavorare “en solitarie” cercando di trasmettere le proprie esperienze del Living alle giovani generazioni. \nAndrea Riccio (Napoli 2001)\, pianista e performer\, è ospite delle maggiori istituzioni musicali e artistiche\, tra cui il Teatro San Carlo e la Sala Scarlatti di Napoli\, il Festival dei due Mondi di Spoleto\, lo Stiftung Mozarteum di Salisburgo\, il Festival dell’Accademia Chigiana di Siena\, il Kunst.Fest.Wäring di Vienna. Esplora format ai limiti dell’esperienza concertistica: in “Devi Morire”\, insieme al pianista Marino Formenti\, suona al Museo Nitsch – Fondazione Morra – per 12 ore di seguito. Nei suoi recital\, drammaturgicamente impegnati\, si susseguono interpretazioni innovative a partire dai repertori tradizionali fino a giungere alla proposta di musiche inedite. \nCristina Valenti\, già titolare degli insegnamenti di Teatro Sociale e Storia del Nuovo Teatro presso l’Università di Bologna\, ha diretto il Master in Imprenditoria dello Spettacolo e curato i progetti di riordino e digitalizzazione dell’Archivio Leo de Berardinis e dell’Archivio della Compagnia della Fortezza. È presidente dell’Associazione Scenario e direttrice artistica di Scenario Festival. È Consulente scientifica del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna e dirige la rivista «Quaderni di Teatro Carcere». Fra le sue pubblicazioni Storia del Living Theatre. Conversazioni con Judith Malina (2018\, nuova ed. aggiornata).
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/archivi-living-theatre-caggiano/
LOCATION:Fondazion Morra Caggiano\, Italy
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/07/living-caggiano.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240628T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240628T230000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240619T092919Z
LAST-MODIFIED:20240619T092919Z
UID:13053-1719601200-1719615600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Kamilya Jubran Nina Boukhari Mario Gabola
DESCRIPTION:KAMILYA JUBRAN\nNINA BOUKHARI\nMARIO GABOLA \nvenerdì 28 giugno 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nore 19:00 presentazione di GENNARO ASCIONE\nOmologia strutturale tra il processo di frammentazione dell’unità della Palestina e le categorie etiche ed estetiche di spaziotempo discreto \nore 21:00 performance sonora\nKAMILYA JUBRAN\, NINA BOUKHARI E MARIO GABOLA \nLa Fondazione Morra\, l’etichetta Viande Records e la E-M Arts portano a Napoli una leggenda della musica contemporanea: Kamilya Jubran. Nata ad Al Rahmed\, un villaggio palestinese nello Stato di Israele\, Kamilya è una poetessa\, cantante e suonatrice di oud formatasi a partire dallo studio della musica tradizionale araba. Oggi le sue influenze maggiori sono la musica contemporanea\, il noise elettroacustico e la free music; venerdì 28 giugno alle ore 21:00 Kamilya suonerà presso gli spazi di Casa Morra (Salita San Raffaele 20/c) insieme a Nina Boukhari\, bassista e sound designer di origine franco-marocchina\, e Mario Gabola\, sassofonista campano studioso di tecniche estese e inventore di estensioni sullo strumento. \nAd introdurci alla performance musicale ci sarà Gennaro Ascione alle ore 19:00. \nL’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti. \nKAMILYA JUBRAN (testo\, oud e voce) \nKamilya Jubran\, musicista e compositrice\, è una delle figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa di oggi. Cresciuta ad Al Rameh\, un villaggio palestinese situato in Galilée\, nel nord di Israele\, è stata introdotta e iniziata alla musica classica araba dai suoi genitori. All’età di 18 anni Kamilya si trasferisce a Gerusalemme\, dove studia all’Università Ebraica ed entra a far parte del gruppo Sabreen\, con sede a Gerusalemme Est. Con il gruppo ha registrato quattro album ed è stata in tournée in molte città locali e internazionali. Dal 2002 Kamilya vive in Europa e nel 2014 fonda l’associazione Zamkana\, un’organizzazione non profit che sostiene progetti artistici innovativi\, nel rispetto dei valori della libertà di espressione e della laicità. Attualmente collabora con il partner musicale di lunga data\, compositore\, trombettista e musicista elettronico Werner Hasler\, in trio con la clarinettista Elodie Pasquier e la contrabbassista Charlotte Testu; \nhttp://www.kamilyajubran.com \nNINA BOUKHARI (basso elettrico) \nNina Boukhari Laporte (1988) – in arte Nina Hoppas – è una sound artist franco-marocchina originaria di Parigi. Sviluppatrice web di formazione\, ha sempre continuato a lavorare in parallelo su diversi progetti in ambito musicale: ha iniziato il suo progetto solista nel 2016 con il nome di Odio Sis e poi Nina Hoppas\, pubblicando diversi EP per varie etichette internazionali. Dal 2018 è anche fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese)\, che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea. Nel 2022 ha frequentato un corso di sound design organizzato dallo Yorkshire Sound Women Network (YSWN) con il supporto dell’Università di York. Nel 2019 esce il suo album “Manat” per l’etichetta italiana Casetta. Attualmente è di base a Napoli e nell’ultimo periodo ha sviluppato un sodalizio artistico con la videoartista-peformer Tiziana Salvati\, con la quale porta avanti una pratica d’improvvisazione in stretto contatto con artisti/e proveniente dalle discipline della danza aerea. \nhttps://nbl-sounddesign.com/ \nMARIO GABOLA (feedback e sax acoustico\, latte\, corde e molle\, diy electronics e sensori) \nMario Gabola è nato in provincia di Salerno nel 1981\, dove ha cominciato a suonare il sax all’età di 12 anni\, nelle bande da giro tradizionali del sud Italia per circa 10 anni; Si è trasferito a Napoli nel 2000 dove si è laureato in Scienze Ambientali. Nel 2002 fonda insieme ad altri l’avant-punk band A Spirale\, che mischiano ricerca timbrica e tecniche estese con l’attitudine postpunk; Gli A Spirale nel 2008 fondano anche l’etichetta Viande Records e come improvvisatori collaborano con musicisti come Fabrizio Spera\, Roberto Bellatalla\, Jack Wright\, Mike Cooper; Nel 2009\, con SEC_ fonda il duo Aspec(t) in cui i nastri di SEC_ si mescolano agli studi di Mario sul feedback e sui materiali riciclati o autocostruiti. Nell’ultimo periodo\, a seconda dei contesti\, varia il suo set-up sul sax utilizzando estensioni di vario tipo come barattoli\, molle\, corde\, microfoni\, fino ai sensori di movimento. Ha suonato tra gli Stati Uniti\, l’Europa e la Russia ed è impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo i Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk. \nhttps://linktr.ee/mariogabola
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/kamilya-jubran-nina-boukhari-mario-gabola/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/06/concerto-28giugno.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240618T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240914T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240618T110734Z
LAST-MODIFIED:20240618T110734Z
UID:13047-1718697600-1726333200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Biblioteca Perduta Domenico Mennillo
DESCRIPTION:Domenico Mennillo  \nBiblioteca Perduta \na cura di Matteo Binci \n Dal 18 giugno al 14 settembre 2024 \nOpening 18 giugno ore 18\,00 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nBiblioteca Perduta è un’installazione ambientale di Domenico Mennillo realizzata nei bellissimi spazi di Palazzo Cassano Ayerbo di Aragona a cura di Matteo Binci e organizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con le associazioni culturali E-M Arts e lunGrabbe\, nell’ambito di Cultura Crea 2.0\, sostenuto da MIC Ministero della Cultura/Invitalia. \nBiblioteca Perduta è il quinto e ultimo capitolo del progetto pluridecennale di Mennillo Abrégé d’Histoire Figurative\, fondato sulla ricerca di concetti-figure che sono anche oggetti legati alla cultura occidentale moderna ed analizza il concetto-figura di “biblioteca” nella sua particolare accezione di dispositivo di sapere legato alla nozione di perdita. Porta in causa la biblioteca di Aby Warburg istituita inizialmente nella città natìa dello studioso (Amburgo) e successivamente trasferita a Londra per sfuggire alle ritorsioni naziste. Secondo riferimento del progetto è il poema Paradiso Perduto di John Milton\, incentrato sull’ossessione di felicità di un eterno eden sempre rincorso e anelato nella cultura occidentale. \nIl progetto espositivo consiste in un’installazione ambientale dedicata a informazioni e materiali biografici dell’artista\, provenienti dal suo archivio di lavoro. Questo progetto fa coincidere il concetto-figura di “biblioteca” con quello di “archivio”\, realizzando un solo luogo del sapere\, una sorta di luogo “monstre” dove il dato soggettivo va a coincidere con quello universale generato da informazioni provenienti da altri dispositivi del sapere. Gli spettatori vagano all’interno dell’installazione potendo seguire un itinerario libero. \nL’installazione è articolata in 3 principali set installativi: \n\nBiblioteca Perduta\nDedicata alle liste di volumi trascritte dall’artista su agende di lavoro. I volumi sono stati selezionati in 20 anni attraverso informazioni prelevate in rete e dalla lettura di quotidiani e periodici italiani e per motivi diversi non sono stati mai acquistati dall’artista. Le liste sono presentate assieme agli articoli e alle agende\, componendo un’irrecuperabile e ormai perduta biblioteca.\nSala di consultazione\nSpazio dedicato alla visione e alla consultazione di materiali e opere differenti:\n\n– Libri inediti è un’opera dedicata ai libri d’artista realizzati negli ultimi 25 anni da Mennillo in unica copia e dunque dei veri e propri libri inediti\, in quanto vengono presentati come libri mai editati\, allo stato di perenne ed infinito manoscritto. \n– De l’Amour\, de l’Amitié et sur Marcel Duchamp\, “boîte en valise” di colore giallo realizzata dal 2011 al 2024 e dedicata ai soggiorni dell’artista nella città di Parigi. È composta da 12 taccuini di scrittura espansa (testi\, collage\, disegni\, fotografie)\, assieme a lettere e cartoline postali che l’artista si auto-spedisce a Napoli\, sua città di residenza in Italia\, in una sorta di unilaterale corrispondenza con se stesso. La particolarità di questa “boîte” consiste nell’essere un piccolo scrigno dove sono custoditi i materiali di una scrittura realizzata direttamente in bella copia e priva della possibilità di essere perfezionata per divenire un dispositivo di sapere ufficiale. Una scrittura perduta che prende vita nella sua rinuncia di diventare altro\, di essere un processo compiuto in sé\, almeno secondo i dettami della scrittura pubblica e ufficiale. \n– Sala Perduta Contiene i lavori realizzati dall’artista negli ultimi 20 anni e mai presentati in altre esposizioni e installazioni\, una sorta di “mostra perduta” o mai realizzata che viene recuperata attraverso l’esposizione di una rassegna di cui l’artista è stato in 20 anni l’unico censore e spettatore. All’interno della sala sono presenti sculture\, lavori su carta e lavori di poesia visuale. \n 3. Biblioteca Nascosta\nInstallazione dedicata al rinvenimento nel 2003 in Tibet\, presso il monastero buddista di Sakya\, di una biblioteca con circa 84.000 manoscritti in rotoli (la forma che avevano i libri nell’anno 1000)\, nascosti per circa 100 anni dietro un muro lungo 60 metri e alto 10 metri. Negli spazi di questa installazione è presente anche (L) oro delle Ville Vesuviane\, una serie di collage realizzati attraverso il recupero fortuito dell’artista dell’archivio di uno studio d’architettura vesuviano\, ibridato attraverso cataloghi di antiquariato e un volume inglese degli anni ’60 dedicato alla cura estetica dell’addome. Infine\, Epistolario Sommerso 2018-2024 è dedicato alle peregrinazioni dell’artista fra il Sannio e la città  di Napoli negli ultimi 6 anni della sua vita\, spostamenti necessari per i suoi impegni privati e professionali che hanno di fatto negato all’artista di poter sfruttare tale tempo in altre attività e possibilità. \nIl progetto Abrégé di Domenico Mennillo ha realizzato dal 2011 un compendio di figurazione visuale attraverso l’indagine dei concetti di “automa spirituale” (2011)\, “atlante” (2012)\, “wunderkammer” (2014)\, “hypnomnemata”(2020)\, realizzando installazioni\, esposizioni\, workshop\, seminari di studio internazionali e incontri con università e accademie. \nDomenico Mennillo (1974) è un artista visivo italiano. Il suo lavoro è indirizzato alla realizzazione di pratiche artistiche legate alla storia della cultura occidentale. In particolare il suo lavoro è incentrato sulla creazione di installazioni site specific\, per le quali realizza anche manufatti e oggetti. Laureato in filosofia\, si occupa anche di curatela scientifica di archivi di poesia visuale internazionale\, performance e arte ambientale\, per i quali cura mostre\, work shop\, seminari di studi e convegni. Ha pubblicato oltre venti volumi fra monografie e saggi\, dedicandosi inoltre alla realizzazione di libri d’artista non venali\, in copia unica o in tiratura limitata\,  \nSuoi lavori sono stati presentati anche presso Fondazione Morra\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, Fondazione Donna Regina per le Arti Contemporanee\, Museo Madre Napoli\, Fondazione Campania dei Festival\, Museo Macro Roma\, Museo Villa Pignatelli Napoli\, Castel Sant’Elmo Napoli\, Museo della Certosa di San Lorenzo Padula\, Künstlerverein Malkasten Düsseldorf\, Biennale di Venezia. 10. e 18. Mostra Internazionale di Architettura\, Triennale  Milano.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/biblioteca-perduta-domenico-mennillo/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/06/biblio-perduta.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240531T183000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240713T183000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240528T103926Z
LAST-MODIFIED:20240705T030924Z
UID:12967-1717180200-1720895400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Matteo Fraterno LA MATERIA del MITO. Prologo
DESCRIPTION:MATTEO FRATERNO \nLA MATERIA del MITO. Prologo\nΗ ΥΛΗ του ΜΥΘΟΥ. Πρόλογος \na cura di Federico Decandia \nvenerdì 31 maggio 2024 ore 18:30 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nLA MATERIA del MITO. Prologo\, di Matteo Fraterno a cura di Federico Decandia è la documentazione fotografica della residenza dell’artista al Museo Epigrafico di Atene nel settembre 2023 che ha visto la produzione di una serie di frottage realizzati sulle epigrafi conservate nel cortile del museo. LA MATERIA del MITO si articola in tre momenti distinti: il Prologo documentale segue il workshop condotto dall’artista il 18 maggio 2024 presso il Parco Archeologico di Grumentum (Potenza) e introduce alla mostra prevista nell’autunno 2024 al Museo Epigrafico di Atene. \nNucleo costitutivo del Prologo\, allestito presso gli spazi ipogei del Museo Hermann Nitsch dal 31 maggio al 13 luglio\, è la documentazione fotografica di Zafiro Vlachou che registra l’attitudine processuale dell’artista a trattenere quella memoria del contatto che nel frottage\, considerato nella sua autonomia tecnica\, viene continuamente differita. È Fraterno a fermarsi su questa soglia: “Avvicinandomi alla superficie ho provato una sorta di vertigine\, un coinvolgimento tale da non avere più cognizione della discontinuità tra il mio corpo e la materia. È avvenuto con le mura dell’Ucciardone\, con i sentieri di Pikionis all’Acropoli e in modo se possibile più intenso con le epigrafi. Ho scelto di lavorare esclusivamente sulle iscrizioni lapidee collocate nel cortile del Museo perché è con l’esposizione al sole\, al vento e alla pioggia che la materia del mito restituisce la sua più intima vivacità” (M. Fraterno). \nQuello di Fraterno non è dunque un campionamento scientifico ma necessità di ravvivare quella forza inattuale dell’impronta che consiste precisamente nel “far risorgere nel visibile la questione del contatto” (G. Didi-Huberman). I presupposti della residenza ateniese del settembre 2023 si riscontrano in due ricerche parallele appena precedenti: la prima è di natura tematica e nasce dall’onda lunga di una profetica esperienza di confinamento volontario nella Biblioteca della Fondazione Morra all’inizio del 2020 (Esperienze/L’infinito intrattenimento\, 2020): in quell’occasione Fraterno aveva restituito iconograficamente i sogni indotti dall’esercizio quotidiano della lettura\, un modus operandi che lo ha accompagnato anche nel 2023 nella produzione di una serie di disegni ispirati agli epitaffi – da Sicilo a Dick Higgins – che abbracciano l’intera storia della civiltà occidentale. La seconda ricerca è piuttosto di natura tecnica e fa riferimento all’annessione del frottage nella sua grammatica artistica. Il frottage si configura inizialmente per Fraterno come un pretesto per avvicinarsi alla pura materia dell’interdizione\, è ciò che gli permette anzitutto di fare esperienza tattile della “pelle” delle mura del carcere Ucciardone di Palermo (La materia dell’Ucciardone\, 2022). Questo lavoro\, parte di un trittico di lavori incentrati sulle forme della reclusione\, intendeva indagare l’ossessione immunitaria globale acutizzata dall’eredità post-pandemica. Nel suo lavoro Fraterno indica come un antidoto alla malinconia civile l’approssimazione corporea alla materia del marmo pentelico: non il concetto e neppure l’astrazione immaginativa\, ma il puro contatto che precede e garantisce l’apertura integrale all’altro.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/matteo-fraterno-la-materia-del-mito-prologo/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/05/materia-mito.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240510T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240519T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240102T092856Z
LAST-MODIFIED:20240102T092856Z
UID:12586-1715328000-1716138000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:INCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione
DESCRIPTION:Napoli / Caggiano (SA)\n10-19 Maggio 2024 \nINCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione\nLe forme e i colori del Cantico delle Creature.\nSan Francesco d’Assisi e Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttraverso gli Elementi Naturali e la Pratica del Silenzio maturata in seno ai vent’anni di ricerca del Teatro delle Bambole\, si accede alla sorgente preziosa del Suono che alberga\, in forma primordiale e cosmica\, dentro ciascun essere vivente e\, di riflesso\, in ogni cosa che compone il “circostante”. La pratica proposta è quella che conduce l’essere umano direttamente al cuore del senso del perdono\, all’immensa scoperta dell’Amore Totale che riflette se stesso nell’Arte Totale\, ove persino la Morte diviene sorella ed essenza vitale di prosperità e accesso ineludibile alla sacralità del Corpo Divino.\nImmergendosi nei testi “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi e “Essere” di Hermann Nitsch\, scopriremo una via per raggiungere l’estasi attraverso la contemplazione della Natura\, ovvero nuova energia estatica in forza al performer che diviene suo movimento performativo. \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica della preghiera.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\nIndividuare la Sorgente d’Amore dentro di sé.\nDeterminare l’Amore purgandolo da qualsiasi fraintendimento e interpretazione atta a nutrire il proprio ego.\nAmore e hybris\, quando amare significa deturpare l’altro da sé.\nOsservazione delle dinamiche che conducono alla commercializzazione dell’Amore.\nL’Amore nell’Arte.\nScoprire il Corpo Divino.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi.\nStudiare l’arte e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch.\nLasciarsi avvolgere dal canto degli animali per ascoltare il significato del perdono.\nLasciarsi avvolgere dal canto delle piante per ascoltare il significato del perdono.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nLa pratica teatrale come pratica di purificazione.\nScoprire la Pratica del Silenzio e la Pratica della Purificazione.\nLa Purificazione di uno Spazio Sacro.\nIl vero Ascolto: caratteristica principale per vivere pienamente l’Arte Drammatica.\nAntropologia di un Apprendimento dell’Arte Teatrale: “imparare ad imparare” tramite la preghiera.\nCos’è la Preghiera Laica.\n\nA chi è rivolta \nWorkshop internazionale residenziale sulle arti performative e di recitazione teatrale attraverso la relazione suono – corpo\, dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nGiorni / Orari / Luoghi \nLa prima parte del workshop si svolgerà da Venerdì 10 a Mercoledì 15 Maggio 2024 a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.\nGiovedì 16 Maggio è previsto lo spostamento da Napoli a Caggiano (o Polla).\nLa seconda parte del workshop si svolgerà da Venerdì 17 a Domenica 19 Maggio 2024 a Caggiano. \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio a Caggiano. \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 21 Aprile 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 260\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 240\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2024. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n10 Marzo 2024 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo 2024)\n28 Aprile 2024 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo 2024)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nTeatro delle Bambole – info@teatrodellebambole.it – +39 347 3003359 \nIl workshop sulle arti performative INCANTO ALL’AMORE è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/incanto-allamore-rito-di-riparazione/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/12/incantoamore.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240413T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240413T223000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240406T110118Z
LAST-MODIFIED:20240406T115714Z
UID:12847-1713036600-1713047400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Flora Yin Wong Sara Persico
DESCRIPTION:FLORA YIN WONG\nSARA PERSICO \nsabato 13 aprile 2024\ndialogo ore 19:30\nperformance ore 21:00 \nMuseo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili su RA TICKETS https://it.ra.co/events/1886258\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nGrazie all’efficiente mediazione di Diana Del Franco si è attuata una dinamica sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra e l’associazione culturale E-M ARTS\, con l’intento di ospitare per brevi soggiorni alcuni artisti tra i più influenti del panorama sonoro internazionale e\, se possibile\, di avviare un dialogo costruttivo con le comunità musicali autonome del territorio regionale: il primo evento/esperimento è sabato 13 Aprile 2024 con le performance audio di Flora Yin Wong e Sara Persico presso il Museo Hermann Nitsch\, nel quartiere Montesanto.\nCon l’auspicio di captare le forze energetiche del Museo e le pulsioni emozionali scaturite dall’attraversare gli ambienti saturi di potenti Opere Totali del Maestro Hermann Nitsch\, l’ipotesi di assorbire un’esperienza percettiva indelebile nella memoria sono altamente probabili. Un approccio che non esclude ma ingloba ed amalgama le differenti caratteristiche e generi in un intreccio connettivo dove l’interpretazione soggettiva e l’immaginazione sono gli strumenti per intercettare e decifrarne le vibrazioni. \n“il gesamtkunstwerk viene realizzato nel orgien mysterien theater solo grazie al fatto che in esso i diversi generi artistici sono ridotti ad un puro fenomeno di abreazione. parole\, pittura\, musica diventano azione liturgica.\ntutto si pervade di una sintetica atmosfera sacramentale. mi riscatta e costruisce l’o. m. theater.\nforse da una mistica europea dei sensi\, dal riconoscimento della reazione improvvisa\, dalla propensione all’eccesso che è condizionata in noi in modo quasi fisiologico\, si trasformerà in una specie di mistica orientale-asiatica della pace\, la quale però non sia affetta dall’atteggiamento narcoticamente estraniato e negatore del mondo di quest’ultima; deve trattarsi invece di una nuova mistica intesa come intensa e armonica affermazione di vita.\nal concetto di umano è connessa un’intensificazione in senso apollineo\, una liberazione dalla pura animalità”.\nHermann Nitsch Orgien Mysterien Theater\, 1962 \nFlora Yin Wong mixa suoni registrati con il telefono durante i suoi viaggi e vari strumenti musicali tradizionali\, come campane tibetane\, yangquin e kemence\, per creare dei segmenti audio elettronici innovativi\, echi di sinistre melodie\, ritmi arcani e misteriosi noises. Flora cristallizza un sentimento di essenza di quei viaggi e quelle sonorità che emergono dalla memoria rifrangendo come la luce che colpisce la superficie di una sfera a specchi.\nSara Persico incanala la sua energia attraverso la voce ed i suoni elettronici verso un universo ibrido oltre le convenzioni\, immergendoci in molteplici possibilità strumentali seguendo le ispirazioni di una totale improvvisazione elettronica. Una rete intricata di cunicoli e passaggi\, in costante trasformazione con un tocco distintivo che rivela la sua profonda conoscenza per la composizione e la coerenza acustica. \nNOTE BIOGRAFICHE \nFLORA YIN WONG (Londra\, 1988) di origine Cinese-Malaysiana\, scrittrice e fondatrice dell’etichetta Doyennee\, produttrice e DJ\, Junior Editor della rivista Dazed Digital e corrispondente per i magazine AnOtherMag.com\, Soho House Magazine\, INDIE/Material Girl e Ocularsound.com\nL’album Holy Palm è un collage sonoro allucinante di viaggi reali e astratti combinando insieme i suoni degli insetti nella natura balinese\, i rumori dei club dance di Tokyo e le sonorità di un insediamento artico abbandonato. Realizzato insieme all’album Holy Palm (2020)\, Liturgy è un libro che confonde i confini tra fantasia\, diario e visione dei territori attraversati dalla protagonista: un mondo sfocato\, una miscellanea di ricordi nebulosi\, favole cantonesi\, divinazioni provenienti dalla lettura degli esagrammi\, storie di universi paralleli ed antichi rituali.\nIn The Sacrifice (2022)\, fa da guida un vecchio libro The Mabinogion che raccoglie i frammenti manoscritti delle storie orali di mitologia celtica del XII-XIII secolo. Durante una residenza d’artista in una baita isolata nel Galles settentrionale\, Yin Wong si concentra sull’ecologia acustica ed il rapporto tra ascoltatore e ambiente; con il registratore cattura il proprio paesaggio\, intrecciando queste registrazioni con degli adattamenti dei miti gallesi ed i suoni prodotti dalla cantante Rachel Lyn\, in un gioco onirico di contrasti tonali e di riverberi naturali e creati.\nL’evocativo album Cold Reading (2023) esprime ancora la caratteristica narrazione strumentale e descrive le conseguenze dei suoi viaggi spirituali esotici: con un senso di dissociazione\, Flora Yin Wong rilegge la Sonata per violino in sol minore di Giuseppe Tartini (1692–1770)\, nota come il trillo del diavolo\, una composizione notoriamente impegnativa che provava ad eseguire la musica ascoltata in un sogno. \nSARA PERSICO (1993\, Napoli) sound artist\, improvvisatrice\, performer\, DJ e video maker\, con radici profonde nell’underground sonoro della sua città\, ha affinato le sue abilità musicali in contesti stimolanti mentre seguiva gli studi di composizione al Conservatorio di Napoli ed in seguito il Master a Bologna nel 2018. Fondatrice e performer in diversi gruppi musicali italiani ed esteri\, nel 2018 partecipa al Temp Studio di Lisbona con la performance 7 Survival Techniques per voce\, elettronica e video-proiezioni\, e poi collabora con Francesca Grilli per la performance GOLD presentata al Santarcangelo Festival; nel 2019 performa in tour tra la Polonia e la Germania col musicista Ignacio Cordoba e pubblica l’album. Dal 2021 risiede a Berlino dopo esser stata selezionata per la residenza Amplify Berlin sotto la guida della violoncellista Lucy Railton; qui trova un’atmosfera ideale per attivare delle connessioni internazionali.\nAttraverso una ricerca profonda sulla materia del suono e seguendo una molteplicità di pratiche\, come improvvisazione e composizione\, nel EP Boundary (2023) Sara sfida i limiti e le definizioni superandoli con audacia in un’atmosfera evocativa di un mondo sotterraneo stratificato di ere geologiche. La dimensione sonora è plasmata da un’insolita pratica vocale impulsiva mescolata a pulsazioni e frequenze sonore\, Sara esegue delle trasformazioni dei suoni e altera la natura dei rumori per creare un elaborato paesaggio interiore.\nSara Persico ha performato in eventi internazionale come Geografie del Suono\, Bologna Jazz Festival\, Napoli Teatro Festival\, Damas Lisboa\, MultiMadeira\, O Salgado Faz Anos Fest\, CTM\, Documenta fifteen\, Club Mutante e Ballroom Blitz Beirut.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/flora-yin-wong-sara-persico/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/04/flora-sara.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240409T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240731T203000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20240328T100130Z
LAST-MODIFIED:20240328T100257Z
UID:12803-1712685600-1722457800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Millenanni Terzo Anno Henri Chopin. Visiva Utopia
DESCRIPTION:Millenanni Terzo Anno\nHenri Chopin. Visiva Utopia \nA cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDal 9 aprile al 31 luglio 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione del Terzo Anno di Millenanni\, La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito del Progetto XXI\, inaugura il 9 aprile 2024 il percorso espositivo Henri Chopin. Visiva Utopia.  \nArtista di notevole sperimentazione progettuale nel campo d’azione della neoavanguardia internazionale\, Henri Chopin (Parigi\, 1922 – Londra\, 2008) introduce il suo percorso nella grande parentesi creativa della “poesia concreta”. Nel panorama delle ricerche verbo-visuali del secondo dopoguerra\, Chopin si inserisce a pieno titolo come figura di rilievo rispetto alla specifica corrente della “poesia sonora”\, sebbene il suo percorso non possa racchiudersi in una singola esperienza. Audio-poèmes\, registrazioni vocali su magnetofono di deformazione e distorsione della voce\, dactylo-poèmes\, esercizi tipografici e di esplorazione dello scheletro formale della parola\, ma anche esperienze di performance art\, scrittura editoriale e pamphlettistica\, regia cinematografica\, scrittura teorica e teatrale. Henri Chopin corrompe ogni modalità prescrittiva nella sua pratica di vita\, e procede in una ricerca orizzontale rispetto ai campi del lessico\, dell’acustica e della grammatica\, spezzando le relazioni automatiche che vi sono fra essi. La parola è al grado zero\, la voce recupera il suo corpo sonoro\, favorendo la parte significante rispetto a quella semantica. La sensorialità prevale sul senso relazionale del verbo. \nIl percorso espositivo non è esclusivo all’osservazione della figura di Chopin\, ma si organizza come un simposio tra figure convergenti\, ma non omologate\, rispetto alle neoavanguardie. Paul de Vree e Bernard Heidsieck\, vicini a Chopin e altrettanto associati all’esperienza della poésie sonore\, sono presenti in mostra; assieme ad essi\, compaiono i nomi più rappresentativi della stagione della poesia visiva in Italia: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Arrigo Lora Totino\, Ugo Carrega\, Stelio Maria Martini\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, Michele Perfetti\, Luciano Caruso e Giovanni Fontana. \nInserita in un reticolo di interscambio sinestetico fra artisti dalle esperienze collettive di Gruppo 63\, Gruppo 70\, Gruppo Tool\, oltre che derivati dalla cornice editoriale delle riviste Documento Sud e Linea Sud\, la dimensione di Chopin conserva il suo senso distintivo. La sua ricerca\, improntata alla scomposizione fonetica della lingua\, emerge e si pone in un dialogo di confronto poietico\, e poetico\, rispetto agli altri artisti. Una sezione di documenti\, curata da Domenico Mennillo\, presenta\, a corollario della mostra\, alcuni materiali contenuti nell’Archivio Henri Chopin allocato presso gli spazi di Casa Morra: inviti\, affiche\, fotografie\, lettere e scritti preparatori per testi e performance\, nastri magnetici\, dischi e audio cassette. \nLa collaborazione tra Fondazione Morra ed Henri Chopin è consolidata fin dagli anni Ottanta e trova una sua manifestazione in produzioni di carattere eterogeneo\, sostenendo l’artista nelle sue ricerche rispetto alle partiture verbo-visive. Inoltre\, tramite la pubblicazione delle sue opere in traduzione italiana\, tra cui “L’ultimo romanzo del mondo” ([1961]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1984)\, “La Conferenza di Yalta” ([1984] Edizioni Morra\, Napoli\, 1987) o “Il gambero cosmografico” e “Il granchiolino innamorato” ([1965 e 1967]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1994) editi dalla stessa Fondazione\, il sodalizio tra Giuseppe Morra ed Henri Chopin acquista ulteriore compattezza. \nNel corso delle giornate del 9\, 10 ed 11 aprile\, Henri Chopin. Visiva Utopia sarà supportata dagli interventi dei curatori della mostra Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini\, di Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, di Eva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\, di Cecilia Bello Minciacchi\, Docente in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” di Barbara Meazzi\, Docente di Letteratura e Civilità italiane del XX secolo presso l’Università di Nizza\, di Domenico Mennillo\, Curatore scientifico degli Archivi Fondazione Morra\, di Girolamo De Simone\, musicista e agitatore culturale\, dell’artista sonoro Domenico Napolitano (SEC_)\, di Mario Franco\, Critico cinematografico e creatore dell’Archivio omonimo all’interno della Fondazione\, e di Barbara Anceschi\, grecista e Direttrice editoriale delle edizioni del verri. Parallelamente\, le lectiones critiche saranno accompagnate dalle performance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano Di Trapani)\, Umberto Petrin. \nDa aprile a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di dodici proiezioni cinematografiche\, che vanno ad interagire con il periodo storico analizzato. \nLa produzione artistica intermediale di Henri Chopin innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. \nLa Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata nell’ambito del progetto “Rilancio e sostegno della Fondazione Donnaregina- Sez. Progetto XXI” – POR FERS Campania 2014/2020 \n  \nHenri Chopin. Visiva Utopia\nProgramma manifestazione \nMartedì 9 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Visiva Utopia \nIntervengono: Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nBarbara Anceschi\, Direttrice editoriale Edizioni del Verri\nGiovanni Fontana\, Fondazione Berardelli\nPatrizio Peterlini\, Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nOre 20\,00 VOCÈMI Dismisure foniche e lallazioni randagie per Henri Chopin \nPerformance poietica di Giovanni Fontana \nMercoledì 10 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Archivio visivo e performativo \nIntervengono: Domenico Mennillo\, Curatore scientifico Archivi Casa Morra\nDomenico Napolitano (SEC_)\, compositore di musica concreta ed elettroacustica\nBarbara Meazzi\, Université Côte d’Azur – du son dans les oreilles: Henri Chopin e i tentacoli del Verbo  \nOre 19\,00 Secret Performance \nPerformance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano di Trapani) \nOre 20\,00 Liturgie du Souffle \nPerformance di Girolamo De Simone\, pianoforte ed elettronica \nGiovedì 11 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Attuale Utopia \nIntervengono: Patrizio Peterlini – Henri Chopin: l’utopista del linguaggio\nCecilia Bello Minciacchi – La forza della voce. Chopin\, Vicinelli\, Balestrini\nGiancarlo Alfano – Sonorità\, visività\, cut-up: vie della poesia tra Henri Chopin e Nanni Balestrini\nStefania Zuliani \nOre 20\,00 LA VOCE IN SITUAZIONE Teoria e pratica della vocalità per testo e pianoforte jazz \nFlussi vocali: Giovanni Fontana\nPianoforte: Umberto Petrin \nOre 20\,30 La macchina fagocitante di Henri Chopin \nPerformance di Domenico Napolitano (SEC_)
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/millenanni-terzo-anno-henri-chopin-visiva-utopia/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2024/03/millenannichopin.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231114T183000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231114T203000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20231109T092802Z
LAST-MODIFIED:20231109T092802Z
UID:12490-1699986600-1699993800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Eva Frapiccini Dreams Archive
DESCRIPTION:AlbumArte presenta la pubblicazione  \nEva Frapiccini Dreams Archive\na cura di Cristina Cobianchi\nCasa editrice bruno\, Venezia (ottobre 2023\, doppia versione italiano e inglese) \nMUSEO HERMANN NITSCH NAPOLI\nMartedì 14 novembre Ore 18.30 \nCristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\nEva Frapiccini Artista\nAngela Tecce Presidente della Fondazione Donnaregina – Museo Madre\nVittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\nSveva Ventre Architetta\, curatrice e presidente del Collettivo Zero APS \nVico Lungo Pontecorvo 29/D ingresso libero  \nMartedì 14 novembre 2023 alle ore 18.30 presso il Museo Hermann Nitsch a Napoli\, sarà presentato il volume Eva Frapiccini Dreams Archive\, titolo anche del progetto umbrella sviluppato tra il 2011 e il 2023 dall’artista visiva Frapiccini in collaborazione con artisti della video\, sound e live arts attorno agli immaginari onirici a partire da un archivio audio di più di 2300 racconti di sogni da diverse aree geografiche. La pubblicazione ha la duplice forma di catalogo e saggio nelle due sezioni DREAMS_Research in practice e DREAMS_Reader. La prima sezione descrive l’evento partecipativo itinerante Dreams’ Time Capsule (2011-2022); la videoinstallazione e performance Dust of Dreams (2022); l’installazione sonora Dreamscape (2023); la serie fotografica H.D.M. (2022-23). I progetti sono documentati attraverso le varie tappe espositive\, tra cui la recente partecipazione di Dreamscape alla Biennale Son in Svizzera. La seconda sezione DREAMS_Reader raccoglie i contributi scientifici del Public Program – Talks di Dreamscape ideato dall’artista insieme a Labont – Laboratorio di Ontologia e di ricerca interdipartimentale dell’Università degli Studi di Torino\, organizzato da AlbumArte con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo\, nell’ambito del bando Art~Waves. Dall’idea alla scena\, che si è svolto al Polo del ‘900 di Torino a maggio 2023. \nLa pubblicazione\, a cura di Cristina Cobianchi e con il coordinamento del progetto editoriale di Marta Bracci\, \ncontiene testi di: Carola Barbero\, Arianna Cecconi\, Cristina Cobianchi\, Davide Dal Sasso\, Anna Daneri\, Diletta De Cristofaro\, Alessandra Donati\, Jean-Paul Felley\, Eva Frapiccini\, Federica Martini\, Giulia Palomba\, Vincenzo Santarcangelo\, Paola Ugolini. \nContributi di: Sara Berts\, Ali MacGilp\, Daniele Ninarello\, Zane Onckule\, Alberto Peola\, Catalina Quijano\, Alexandra Stock\, Michele Tavano\, Paola Tognon. \nNe parleranno: Cristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\, Eva Frapiccini Artista\, Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina – Museo Madre\, museo che ha ospitato Dreamscape uno dei progetti del volume nel giugno del 2023\, Vittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\, che ospita l’evento di presentazione\, Sveva Ventre Architetta curatrice presidente Collettivo Zero APS\, che ha collaborato con il progetto a Napoli nel mese di giugno 2023. \nProgetto realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (12a edizione\, 2023).  \nIl progetto Eva Frapiccini Dreams Archive  ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ART~WAVES. Per la creatività\, dall’idea alla scena” che guarda al consolidamento dell’identità creativa dei territori attraverso il sostegno alla programmazione nel campo delle performing arts e alla produzione creativa contemporanea\, unendo ricerca\, produzione\,offerta e distribuzione in una logica di ecosistema per rafforzare le vocazioni artistiche del territorio \nEvento in collaborazione con Fondazione Morra e Museo Hermann Nitsch. \nQUI LE BIOGRAFIE DELLE AUTRICI E DEGLI AUTORI \nQUI IL SITO DEL PROGETTO \nCARTELLA STAMPA \nPer maggiori informazioni: info@albumarte.org
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/eva-frapiccini-dreams-archive/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/11/dreams-archive.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231027T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231027T200000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20231018T142245Z
LAST-MODIFIED:20231018T142245Z
UID:12439-1698429600-1698436800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Luca Miti\, Musiche inutili
DESCRIPTION:Museo Casa Morra – Archivi d’arte contemporanea \nLuca Miti\, Musiche inutili \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 27 ottobre 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nL’uomo non conosce l’esistenza dei tasti\nLa tastiera è per lui una lunga striscia bianca\negli ha però capito che le sue mani le sue braccia\npossono lasciare un’impronta sulla tastiera come sulla sabbia\nHa capito che la sua rabbia la sua ansia la sua tensione la sua fissità la sua apatia la sua tenerezza lasceranno per un attimo sulla striscia\nun’impronta rabbiosa tenera\nGiuseppe Chiari\, Gesti sul piano \nVenerdì 27 ottobre 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione che vede protagonista Luca Miti\, performer\, pianista e produttore dedito da decenni alla proposta e promozione di musiche e autori contemporanei. \n“Luca Miti\, Musiche inutili” è il quarto e penultimo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra l’Archivio realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma dell’incontro prevede l’esecuzione sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio di brani di rara esecuzione\, corredati dalla visione di documenti e video inediti\, commentati da Giuseppe Morra e Girolamo De Simone. \nLuca Miti Ha collaborato a lungo con artisti del calibro di Albert Mayr\, Francesco Michi\, Alvin Curran\, Mauro Orselli\, Michiko Hirayama ed altri. Il suo repertorio è costituito da composizioni “difficili da trovare” (i Keyboard Studies di Terry Riley\, opere di Takehisha Kosugi\, composizioni meno note di Alvin Curran). E’ dedicatario di brani di Tom Johnson\, Pauline Oliveros e altri. Tra le sue registrazioni di composizioni originali sono da menzionare “Musiche Sole” (con Roberto Barbanti e Letizia Bolognesi – Electronikaruna)\, Mansions\, (ants records)\, 4 oder 5 (hässliche) Klavierstucke (ants records)\, Compendium Musicae (con Michyko Hirayama\, Mauro Orselli e Mauro Tiberi – ADA)\, A cena con NED (NED). Come interprete al pianoforte di brani di scuola minimalista ha realizzato il CD “Just Before Dawn” (ants records) che comprende brani di compositori quali Terry Riley\, Gyorgy Kurtag\, Laurie Spiegel\, Tom Johnson\, Alvin Curran\, Gigi Masin. Il suo vocabolario artistico si espande alla creazione di spettacoli di arte sonora e performance ed alla interpretazione di partiture del livello di Giuseppe Chiari\, Takehisha Kosugi\, Christian Wolff. \nAl Centro dell’Azione\, nella descrizione di Luca Miti: \nDel rituale\, e del vissuto… ci si dovrà chiedere se il rituale è pratica inutile nei confronti del vissuto – se quel “magico”\, essenza del rituale\, abbia una qualche concretezza in rapporto alla realtà. E ancora: “opere” che\, tutte\, ognuna di esse nel suo “stile” caratterialmente definito\, inseguono la stessa cosa\, quel “per sempre” che\, ci dicono\, potrebbe anche non esistere. Alcuni dei brani eseguiti: Per sempre. Forse stanotte (operetta inutile). Für Otfried Rautenbach.\n[Luca Miti] \nLuca Miti è nato a Roma nel 1957. Ha studiato pianoforte jazz\, tecniche vocali estese\, flauto a becco barocco\, canto gregoriano e automatons (con Tom Johnson). Dal 1980 è attivo come compositore ed esecutore di musica contemporanea. Il suo lavoro è incentrato sulla ricerca sul/ dentro il/oltre il suono. Ha collaborato con numerosi artisti internazionali ed alcuni brani per pianoforte gli sono stati dedicati da vari compositori. È membro del FKL (Forum Klanglandschaft) ed è tra i fondatori del collettivo di musica estemporanea NED. Ha inciso numerosi CD\, LP ed audio tapes. In realtà egli non sa esattamente cosa stia facendo: probabilmente sta inseguendo un’utopia che ha del rituale ma che è di una qualche utilità per l’esplorazione del proprio vissuto. I suoi ultimi CD sono forse la massima espressione del rapporto tra il linguaggio (musicale) e quel vissuto.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/luca-miti-musiche-inutili/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/10/luca-miti-ph-riccardo-lodovici.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231020T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231020T223000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20231018T083917Z
LAST-MODIFIED:20231018T083917Z
UID:12429-1697830200-1697841000@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Jeanne Liotta - Eternal Returns
DESCRIPTION:JEANNE LIOTTA \nETERNAL RETURNS\nLand of Enchantment 1994\, Super 8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nCrosswalk 2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.\nSoon It Would Be Too Hot 2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.\nObservando El Cielo 2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min. \nEXPANDED FILM PERFORMANCE\nPath of Totality 2017\, 16mm film loop\, oggetti concreti e trasparenti\, +/- 30 min. \nvenerdì 20 ottobre 2023 ore 19:30\nMuseo Hermann Nitsch vico lungo Pontecorvo 29/d Napoli \nIn tour europeo\, per un’eccezionale occasione a Napoli Jeanne Liotta\, artista newyorkese che interseca l’arte\, la scienza e la filosofia naturale nel suo Science Project. “…Lavorare con la pellicola filmica ha di per sé una base scientifica: c’è l’aspetto chimico e c’è l’aspetto ottico\, quindi\, in definitiva si ha a che fare con la percezione\, che potrei definire scienza\, in un certo senso; è un po’ scienza e filosofia. Utilizzo spesso il termine ‘filosofia naturale’ perché è così che la chiamavamo prima di avere il termine ‘scienza’. Era compito di tutti\, come una scienza civica. Ognuno ha la responsabilità o l’opportunità\, in quanto essere umano\, di scoprire di che cosa è fatto il proprio mondo e cosa ne pensa\, di osservare e prendere appunti e riflettere – questo è il nostro lavoro come esseri umani\, in qualche modo\, ed è quello che sento di fare quando creo le cose. È solo il mio pensiero”. \nNel 2010 per Independent Film Show 10 edition\, abbiamo conosciuto i films ‘naturalistici’ di osservazione dei movimenti della Terra\, e poi nel 2018 per IFS18 edition ci siamo immersi nelle expanded film performance alla Vigna San Martino e nella video-installazione In This Immense Space Hidden Things Appear Before Us\, con due smartphone sul tetto del Museo Nitsch che riprendevano gli esterni\, sovrapponendo le immagini registrate ai rendering di SkyView e trasferendo per i visitatori nella sala interna quelle stesse porzioni di cielo con i pianeti\, le costellazioni\, i satelliti e la ‘spazzatura’ di passaggio in quell’orbita terrestre; nella mostra Break the sky gli acquerelli Bruno Studies con la sagoma della statua del Bruno in Campo de’ Fiori\, gli inchiostri e acquarelli Nightly Studies che disegnano le mappe dei cieli notturni osservati nelle località del mondo durante le sue ricerche filmiche\, e i fotogrammi Articuli stampati a mano in camera oscura ispirati alle xilografie dei diagrammi copernicani del filosofo frate domenicano G. Bruno. \nVenerdì 20 ottobre 2023 alle ore 19:30 sono in programma i quattro films e la expanded film performance: \nLAND OF ENCHANTMENT (1994\, S8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.) Primo incontro con il paesaggio del New Mexico con un rullino kodachrome Super 8mm\, con una bussola. Una terra mistica dove la bussola non trova il nord. Perso nell’attimo. \nCROSSWALK (2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.) Ambientato nel quartiere newyorkese di Losaida\, la schiettezza di Crosswalk – incarnata dalle riprese a mano libera e dalla tattilità sgranata del S8mm – rispetta il proprio soggetto. La cinepresa segue una processione del Venerdì Santo nel Lower East Side. Attraverso le strade affollate\, la figura di Cristo cade per le tre volte richieste mentre i ‘soldati’ lo rimettono sul cammino. Il gioco di parole ‘religioso’ del titolo si estende facilmente agli incroci culturali e sociali dell’ambiente\, all’incrocio sonoro tra le sirene della polizia\, il traffico\, l’hip-hop e un testo religioso di una voce fuori campo\, alla rievocazione di un evento biblico tra vetrine\, banche e veicoli. \nSOON IT WOULD BE TOO HOT (2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.) Riprendendo il titolo dalla prima riga del romanzo del 1962 sul clima The Drowned World di James G. Ballard che descrive in modo vivido una futura Terra distopica\, Soon It Would Be Too Hot utilizza delle immagini originali\, dei suoni ed i più attuali dati sulla CO2 per considerare lo stato di scioglimento dei ghiacci nell’Artico dovuto al riscaldamento degli oceani e della Terra fondamentalmente causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica. È stato commissionato per un progetto collaborativo scienza/arte unico nel suo genere\, proiettato al Fiske Planetarium\, Boulder\, Colorado\, per Science on a Sphere del NOAA\, una piattaforma globale per l’Educazione alle Scienze della Terra. \nOBSERVANDO EL CIELO (2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min.) Liotta ha filmato il cielo per un periodo di sette anni da siti remoti e si è ispirata agli scritti e ai diagrammi copernicani del cosmologo e filosofo Giordano Bruno\, e inoltre alle attuali applicazioni per smartphone di ‘osservazione delle stelle’ in realtà aumentata per l’identificazione di oggetti celesti. Anche se sono stati creati a 500 anni di distanza l’uno dall’altro\, Liotta afferma che entrambi gli approcci servono essenzialmente a permetterci di visualizzare la nostra posizione nello spazio ed a considerare la nostra esistenza all’interno dell’universo. \nPATH OF TOTALITY (2017\, film loop 16mm\, oggetti concreti e trasparenti\, sonoro di Eric Baus\, Phil Cordelli e Oren Silverman\, +/- 30 min.) Ispirato all’eclissi solare totale dell’agosto 2017\, i concetti visivi di latenza della luce\, visione periferica e immaginazione cosmica sono attivati attraverso l’uso di oggetti semplici e lenti d’acqua. \nJeanne Liotta (1960\, New York USA) realizza film\, video e altre cose effimere\, tra cui installazioni\, film performance\, opere su carta e fotografie. Le sue opere abbracciano una costellazione di medium e le sue indagini sull’effimero e sul reale nel tempo filmico sono spesso in una vivace intersezione tra arte\, scienza e filosofia naturale. Observando El Cielo è stato votato tra i migliori del decennio dalla Film Society of Lincoln Center\, ed ha vinto il Tiger Award for Short Film al Rotterdam International Film Festival ed è stato inserito nella Top Ten Films del 2007 del magazine Artforum. \nPer 17 anni\, Jeanne è stata la forza creativa di Firefly Cinema\, un microcinema comunitario che proiettava i films della collezione 16mm della New York Public Library; ha scritto una breve monografia sui film di Joseph Cornell pubblicata da SF Cinematheque per la retrospettiva “Navigating the Imagination Cornell” al SFMOMA\, grazie alle sue ricerche nella Joseph Cornell Film Collection dell’Anthology Film Archives. New York. \nRecentemente\, Liotta ha pubblicato un saggio per il magazine Millennium Film Journal\, dal titolo “Enter Germs\, Enter the World: Hand Processing Artists Films in the AIDS Era”. Attualmente è docente presso l’Università di Colorado Boulder\, dove dirige il programma di laurea in Film e da molti anni è tutor di studenti laureati nel programma MFA della Bard di New York. I suoi film sono distribuiti da Light Cone a Parigi\, e il suo lavoro è rappresentato dalla Microscope Gallery di New York. \nhttp://www.jeanneliotta.net/
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/jeanne-liotta-eternal-returns/
LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
CATEGORIES:Museo Nitsch
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/10/eternalreturns-web.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231019T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231115T190000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20231005T090136Z
LAST-MODIFIED:20231005T090136Z
UID:12408-1697742000-1700074800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II
DESCRIPTION:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\nImagining – shaping feminist constellations\nA cura di Sara Guidi \n19 ottobre – 15 novembre 2023\nArchivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, 80136 Napoli \nOpening 19 ottobre\, ore 19:00 \nGiovedì 19 ottobre\, alle ore 19:00 presso le sale di Archivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, inaugura Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\, progetto a cura di Sara Guidi\, a seguito di un primo capitolo svoltosi presso l’Istituto italiano di cultura di Copenhagen. \nOur Truths Flow Together With the Waves è frutto di una ricerca sull’esperienza delle Nemesiache\, gruppo artistico-femminista fondato a Napoli nel 1970 da Lina Mangiacapre (1946 – 2002)\, e attivo per oltre cinque decenni. \nDove si sedimentano le memorie? Quali risignificare\, interiorizzare? Quali relazioni possiamo tessere con quanto proposto da una realtà archivistica? Il progetto invita l’audience a relazionarsi con parti selezionate dall’archivio del gruppo: scritti\, materiale audiovisivo e i costumi utilizzati nei momenti performativi. \nOur Truths Flow Together With the Waves comprende una sezione espositiva\, un workshop e l’invio di approfondimenti tramite newsletter. \nOur Truths Flow Together With the Waves ch.II sarà visitabile fino al 15 novembre 2023\, negli orari di apertura di Casa Morra al pubblico. \nWorkshop \nNelle giornate del 21-22 ottobre\, presso il Giardino Liberato di Materdei (Salita S. Raffaele\, 3)\, si terrà un workshop a cura di Mattias Gimigliano (artista e performer attivo a Berlino)\, in cui esplorare metodi di autocoscienza tramite esercizi fisici e vocali di percezione. Il workshop è gratuito e aperto a tutti i corpi e a tutte le voci. \nInfo e iscrizioni qui. \nCatalogo online  \nOur Truths Flow Together With the Waves prevede una newsletter di approfondimenti circa l’esperienza nemesiaca e la possibilità di riattualizzare le metodologie proposte nel presente. \nInfo e iscrizione alla newsletter qui. \nLa newsletter\, avviata a luglio 2023\, prevede interviste ad attiviste del gruppo\, contributi critici di Giulia Damiani (performer\, curatrice\, scrittrice e professoressa alla Rietveld Academie di Amsterdam – prima figura a intraprendere una ricerca storico-critica sulle Nemesiache)\, Sonia d’Alto (curatrice e ricercatrice alla HFBK di Amburgo)\, e Sara Guidi (curatrice del progetto) e una sezione sulla performance\, curata da Mattias Gimigliano. \nParte degli articoli sono rintracciabili nei siti di Nero Magazine e di Reading Aloud. \nLe Nemesiache \nIl gruppo artistico-femminista delle Nemesiache nasce a Napoli nel 1970; il termine “nemesiache” si riferisce a Nemesi\, divinità che nella mitologia greco-romana agisce per ristabilire l’armonia violata dall’egocentrismo e dalla superbia\, qualità intrinseche alla società patriarcale. La giustizia ricercata dalle Nemesiache non s’appella alla giustizia sociale\, ma alla ricerca di una dimensione in cui esprimere liberamente la propria dimensione e rivendicare la propria identità. Molte delle attiviste del gruppo si identificano con i nomi di figure femminili della mitologia\, come Dafne\, Eco\, Medea\, Nemesi\, Niobe… \nIl legame profondo fra il gruppo e Napoli si esprime nel legame con il paesaggio mediterraneo (la dimensione di lotta si combina con la difesa del mare\, minacciato dalla privatizzazione e dall’inquinamento) e il recupero e del mito pre-romano\, antecedente alla dialettica corpo-mente. Il corpo e le sue gestualità\, attraverso la ritualità e la danza\, iniziano a processi di autocoscienza per esplorare le zone identitarie soffocate dalle semplificazioni patriarcali. \nA caratterizzare l’esperienza del gruppo\, è l’affermazione della creatività come forma di lotta politica: in tal senso\, l’attivismo si intreccia\, e talvolta combina\, con una ricerca artistica di natura multi- e interdisciplinare\, che rifiuta ogni forma di professionismo. \nLa crisi della creatività maschile non ci interessa\, noi Nemesiache sappiamo che la nostra nuova dimensione o\, diciamo pure\, nuova metafisica\, capovolge tutto\, e la nostra creatività è il nostro mondo che emerge e esplode capovolgendo e scoprendo infinite\, fantastiche imprevedibili dimensioni.  \n(Il Manifesto delle Nemesiache\, scritto nel 1970). \nPartners del progetto: Trust nel nome della Donna\, Giardino Liberato di Materdei\, Reading Aloud\, Nero Magazine e ST:ART.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/our-truths-flow-together-with-the-waves-ch-ii/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/10/nemesiache-event.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230928T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240131T190000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230910T110347Z
LAST-MODIFIED:20230910T123306Z
UID:12341-1695920400-1706727600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr
DESCRIPTION:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr \na cura di Eugenio Viola \nGiovedì 28 Settembre 2023 \nCasa Morra.Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C \nGiovedì 28 settembre\, alle ore 17:00\, inaugura\, negli spazi di Casa Morra\, Mike Parr. The Intimate Resistance: 1971-2023\, retrospettiva a cura di Eugenio Viola e organizzata in collaborazione con il MAMBO – Museo de Arte Moderno di Bogotà (Colombia) che presenta\, per la prima volta in Italia\, il lavoro dell’australiano Mike Parr. \nIn occasione dell’inaugurazione\, l’artista agirà\, dalle 17:00 alle 19:00\, una nuova performance: Blind Painting Towards a Hole and a Head (2023). \nIl titolo della mostra\, The Intimate Resistance\, è preso in prestito dall’omonimo libro del filosofo catalano Josep Maria Esquirol (La resistencia intima\, 2015)\, una profonda riflessione sulla condizione umana che diventa l’ipertesto per offrire un panorama aperto sul lavoro sovversivo e radicale di Mike Parr. \nMike Parr (Sydney\, 1945\, dove vive e lavora) è internazionalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della performance art. Nel corso di una carriera lunga più di 50 anni\, l’artista australiano ha sfidato i limiti di questo medium all’interno dei parametri della storia e della teoria dell’arte\, confrontandosi con i concetti di spazio\, tempo\, resistenza\, memoria e meccanica della rappresentazione. \nMike Parr è tra i pionieri che hanno plasmato la performance art in Europa e nelle Americhe tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Inoltre\, è tra i pochissimi artisti ad utilizzare ancora oggi la performance come mezzo di espressione privilegiato. \nDa sempre\, Parr utilizza il proprio corpo come soggetto\, oggetto e medium per esplorare i limiti fisici e mentali del proprio essere. Il suo lavoro è spesso connesso al dolore\, coinvolge i fluidi corporali\, richiede atti di resistenza estrema ed appare disturbante e viscerale. Per questo motivo\, le sue performance provocano reazioni complesse che sfidano emotivamente e intellettualmente l’artista stesso e\, in molti casi\, gli spettatori. \nThe Intimate Resistance presenta un corpus di oltre 80 opere prodotto in più di cinque decenni\, tra foto\, film\, video\, installazioni\, video monocanale e multicanale\, incisioni e rari materiali d’archivio. Tra le opere esposte\, alcune tra le prime “task performance” di Mike Parr\, come Pushing a Movie Camera Over a Hill (1971) o Hold Your Breath for as Long as Possible/ Hold Your Finger in a Candle Flame for as Long as Possible (1972); così come alcune delle sue performance più controverse\, come Cathartic Action: Social Gestus No.5 (The “Armchop”) (1977). Altre opere sono invece qui presentate per la prima volta\, come Falling Self-Portrait (2023). \nMontage in Space & Time (1971-2023) offre una straordinaria visione d’insieme sul lavoro radicale di Parr\, condensata in una videoinstallazione sincronizzata a quattro canali. Una combinazione di video\, quasi una retrospettiva in una retrospettiva\, che ripropone senza soluzione di continuità le sue azioni più audaci e impegnative\, presentate in modo volutamente episodico e sconnesso. \nPhoto-Death (2023) è invece un lavoro che sintetizza in una sequenza cronologica di immagini tutta la carriera dell’artista\, affrontando lo spettatore con la documentazione fotografica di alcune delle performance più scioccanti di Parr. Sia Montage in Space & Time che Photo-Death rappresentano il tentativo dell’artista di determinare nuove modalità di rappresentazione della performance\, salvaguardandone la memoria per il futuro. \nPainting Towards a Hole and a Head (2023) è una nuova performance ‘site-responsive’ che Parr ha concepito per questa mostra\, legata ad una serie di Blind Paintings che l’artista ha realizzato nel corso degli anni\, rigorosamente ad occhi chiusi e rifiutando persino di vedere la documentazione audiovisiva del risultato. \nThe Intimate Resistance offre la possibilità di apprezzare\, da una prospettiva unitaria\, tutta la coerenza di Mike Parr\, uno degli artisti viventi più estremi\, irriverenti\, ironici\, radicali\, blasfemi\, impenitenti e iconoclasti che ha sperimentato e sfidato la performance art\, plasmandone ambiti e territori e determinandone\, finanche\, gli esiti. \nQuesta mostra celebra anche la donazione dell’intero archivio di Mike Parr per Casa Morra. Archivi d’arte Contemporanea\, confermando il suo impegno nel conservare\, esporre e promuovere gli archivi di figure fondamentali della storia dell’arte contemporanea\, come Luca Maria Patella\, il Living Theatre\, Vettor Pisani\, Hermann Nitsch\, Arrigo Lora Totino e altri artisti che costituiscono il patrimonio della Fondazione Morra \nSi ringraziano Penny Clive e Anna Schwartz per il supporto dato all’esposizione \nIl Progetto è finanziato con la L.R. n.7/2003\, contributi per la promozione culturale anno 2023.  \nMike Parr ha co-fondato nel 1970 con Peter Kennedy\, Inhibodress Gallery\, il primo artist run space in Australia che ha il merito di aver diffuso l’arte concettuale e la performance art nel continente. Numerosissime le sue mostre in Australia ed internazionali nel corso di oltre mezzo secolo. Tra le ultime: The Eternal Opening\, Schwartz/Carriageworks\, Sydney\, 2019; Underneath the Bitumen the Artist\, DarkMofo/Detached\, Hobart\, 2018; The Ghost Who Talks\, 55th Biennale di Venezia\, Palazzo Mora\, Venezia\, 2013. Ha rappresentato l’Australia alla 39. Biennale d’arte di Venezia\, nel 1980. Tra le retrospettive più importanti: Edelweiss\, Kunsthallewien\, Vienna\, 2012; Foreign Looking\, National Gallery of Australia\, Canberra. 2015; The Intimate Resistance\, Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, 2023. \nEugenio Viola è dal 2019 Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá\, in Colombia. Dal 2017 al 2019 è stato Senior Curator del PICA – The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth\, in Western Australia. Dal 2009 al 2016 è stato curatore al Museo MADRE di Napoli. Ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali. Ha curato nel 2015 il Padiglione dell’Estonia alla 55. Biennale di Venezia e nel 2022 il Padiglione Italia alla 59. Biennale di Venezia. Studioso delle esperienze legate alla performance e al corpo\, ha curato le monografie dedicate a Teresa Margolles (Edizioni MAMBO\, Bogotà\, 2019); Regina Jose Galindo (Skira\, Milano\, 2014); Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2013); Marina Abramović\, (Sole 24 Ore Cultura\, Milano\, 2012); ORLAN (Charta\, Milano-New York\, 2007). \nDi prossima pubblicazione la nuova monografia dedicata al lavoro dell’artista\, The Intimate Resistance\, realizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con il Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, in edizione italiano / inglese (Edizioni Morra) ed in edizione inglese / spagnolo (Edizioni MAMBO)\, a cura di Eugenio Viola.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/the-intimate-resistance-1971-2023-mike-parr/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/09/parr-banner.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230727T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20230727T193000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230727T083403Z
LAST-MODIFIED:20240329T061425Z
UID:12243-1690480800-1690486200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco sesto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 27 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra sesto ed ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – Il film di questo sesto e ultimo appuntamento è: \nIlaria Freccia\, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI – Arte in Italia 1967/1977 (2020\, 83′) \nDocumentario\, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà\, nato da un’idea della regista Ilaria Freccia e del curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi. Un viaggio affascinante che si snoda attraverso racconti e immagini di alcuni nomi che hanno fatto e fanno la storia dell’arte contemporanea: Marina Abramovic\, Michelangelo Pistoletto\, Andy Warhol\, Luigi Ontani\, Pino Pascali\, Alighiero Boetti\, Jannis Kounellis\, Joseph Beuys. In corredo\, una raccolta inedita di filmi\, fotografie e documenti provenienti da archivi\, musei\, gallerie\, collezionisti.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/rassegna-cinematografica-archivi-mario-franco-sesto-appuntamento/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/07/archivi-mario-franco_milleunoalt_27luglio.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230727T093000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20230727T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230722T091659Z
LAST-MODIFIED:20230722T093108Z
UID:12233-1690450200-1690477200@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Rigenerazione urbana: un'ipotesi per Caggiano
DESCRIPTION:Rigenerazione urbana: un’ipotesi per Caggiano\n27 luglio 2023\, h. 9.30 \nSala conferenze del Palazzo Normanno del Guiscardo\nVico Roma\, Caggiano (SA) 84030 \nIl prossimo 27 luglio\, a partire dalle ore 9.30\, si terrà a Caggiano (SA) una tavola rotonda che vedrà coinvolti esperti di rigenerazione urbana e territoriale\, insieme alle autorità del Comune di Caggiano\, per discutere di modelli di trasformazione e rivitalizzazione dei paesi e dei borghi italiani\, attraverso pratiche virtuose che inneschino una coazione benefica tra tessuto cittadino\, architetture storiche e arte. Nella sede del Castello Medievale di Caggiano si troveranno così riuniti\, con il coordinamento scientifico dal Prof. Agostino De Rosa (Università Iuav di Venezia)\, alcuni studiosi e amministratori che nel corso delle loro ricerche e delle loro pratiche professionali si sono imbattuti in complessi progetti di rivitalizzazione urbana in contesti fortemente storicizzati\, caratterizzati da una innata vocazione alla bellezza e posti lontano dai grandi attrattori metropolitani. La tavola rotonda si inserisce all’interno del progetto Caggiano voluto fortemente dalla Fondazione Morra\, e che ha visto sancire pubblicamente la sua presenza nel piccolo centro del salernitano con l’inaugurazione della mostra antologica dedicata a Vettor Pisani presso Palazzo Morone\, il 30 giugno scorso. \nAll’incontro nel comune posto al centro del Vallo di Diano-Parco del Cilento\, parteciperanno: la Prof.ssa Maria Grazia Eccheli (Università degli Studi di Firenze)  – impegnata\, sia nelle sue ricerche che nella sua attività progettuale\, nella ri-scrittura di elementi della città e del suo paesaggio caratterizzati dalla loro attuale contraddittorietà ma dialetticamente tesi alla pur mutevole compiutezza delineata dalla loro tradizione -;  la prof.ssa Maria Rita Pinto (Università degli Studi Federico II) – Coordinatore del Laboratorio di Riqualificazione\, Riuso e Manutenzione del Dipartimento di Architettura dal 2010 ed è Coordinatore del Master di II livello in Manutenzione e Riqualificazione Sostenibile dell’ambiente costruito dell’Università di Napoli “Federico II”.  E’ stata Coordinatore del cluster Recupero e Manutenzione della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura (SiTdA)\, e responsabile scientifica di diversi progetti inerenti le dinamiche di sviluppo dell’ambiente costruito e gli impatti del recupero e della manutenzione sul sistema ambientale\, economico e socio-culturale -; il prof. Domenico Nicoletti (già Università degli Studi Federico II /Università degli Studi di Salerno) – Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino e attualmente nel CTS dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno presso UNISA e coordinatore di Campus Mediterraneo\, impegnato in diversi progetti di innovazione nella transizione ecologica e digitale del paesaggio e dell’architettura -; e infine il Prof. Alberto Pireddu (Università degli Studi di Firenze)  – che ha approfondito il tema del progetto nel suo rapporto con i luoghi\, in particolare nei suoi studi sulla Sardegna\, ai quali afferisce la ricerca Il riciclo dei materiali come opportunità per una ri-costruzione sostenibile del paesaggio isolano -. \nInterverranno anche le autorità locali\, nelle figure del Sindaco di Caggiano\, Modesto Lamattina\, e del presidente dell’Associazione Asmel\, Giovanni Caggiano\, per la Fondazione Morra e per il C.U.G.RI. interverrà il prof. Pasquale Persico (Università degli Studi di Salerno) per intessere un fitto dialogo tra ipotesi operative\, contesto normativo e risposta della comunità locali. Il pubblico è invitato a partecipare all’evento. \nLa mostra dedicata a Vettor Pisani a Palazzo Morone in Vico San Macario\, Caggiano (SA) è visitabile dal venerdì alla domenica dalle ore 17.00 alle ore 20.30; su prenotazione allo + 39 3513602409.
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/rigenerazione-urbana-unipotesi-per-caggiano/
LOCATION:Fondazion Morra Caggiano\, Italy
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/07/convegno_27luglio.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230720T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231210T170000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230708T110217Z
LAST-MODIFIED:20240329T061828Z
UID:12197-1689840000-1702227600@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Neapolitan Dialogues III - Fuori dal Basso
DESCRIPTION:Neapolitan Dialogues III – Fuori dal Basso. \nPresto Napoli ospiterà tre artisti portoghesi per una residenza d’artista. Il progetto è curato da Vittorio Urbani con Fabio Schiattarella dalla Fondazione Morra. \nI Neapolitan Dialogues\, un progetto artistico che mira a mettere in dialogo Lisbona\, Napoli ed Istanbul\, tre grandi città  del Sud situate sullo stesso parallelo\, giunge alla terza edizione (dopo le due prime edizioni dedicate a Istanbul) apprestandosi ad ospitare in due distinte occasioni rispettivamente Sara & Andrè\, una coppia di artisti portoghesi\, che soggiorneranno a Napoli dal 20 luglio al 20 agosto 2023 e Lorenzo Bordonaro\, italiano ma residente a Lisbona da venti anni\, dal 1 novembre al 10 dicembre 2023. \nLe residenze dei Dialoghi Napoletani\, ospitate negli spazi della Fondazione Morra\, sono sempre caratterizzate da un forte interesse per l’impegno sociale. In questa residenza\, agli artisti viene proposto di partire dall’intersezione di tre riferimenti\, il primo socio-politico\, il secondo mitologico e un terzo socio-ambientale relativo al Basso\, che rappresenta un contesto di vita tipicamente napoletano. \nIl progetto dei Dialoghi Napoletani nasce dal bisogno di affermare una maggiore consapevolezza del valore essenziale del Sud e vuole andare contro il corrente asse obbligato nord-sud\, in cui il vettore dei valori culturali\, delle risorse economiche\, delle opportunità e della forza lavoro va sempre da sud a nord in una nascosta\, ma non per questo meno reale\, espropriazione di tipo capitalistico. Si vuole\, al contrario\, favorire il sorgere di una nuova consapevolezza dei valori culturali e della centralità del Sud\, e promuovere collaborazioni e conversazioni che al Sud siano primariamente interne. \nAl termine della residenza gli artisti condivideranno la propria esperienza con la cittadinanza presentando il loro lavoro negli spazi della Fondazione Morra. \nLa Residenza è prodotta per Fondazione Morra\, Napoli in collaborazione con Nuova Icona\, Venezia\, con il Patrocinio della Ambasciata del Portogallo\, Roma. \nBIO DEGLI ARTISTI \nSara & André sono un duo artistico; nati rispettivamente nel 1980 e 1979\, a Lisbona\, dove vivono e lavorano.  Hanno studiato\, rispettivamente\, Stage Design alla School of Theatre and Cinema (Lisbona\, 19992005)\, e Fine Arts alla School of Art and Design (Caldas da Rainha\, 1999-2005). Hanno poi seguito insieme i corsi di Pittura alla National Society of Fine Arts (Lisbona\, 2008-2011). Il loro lavoro è stato regolarmente in mostra sin dal 2006.Il duo artistico lavora con testi\, opere visive ed altri media in progetti site specific\, spesso in collaborazione con altri produttori culturali\, indagando idee come la autorialità\, appropriazione\, originalità e in particolare studiando i meccanismi del mondo dell’arte. A fianco della loro pratica come artisti\, Sara & André hanno anche negli anni più recenti sviluppato diversi progetti curatoriali\, sia mostre che pubblicazioni o entrambe. \nLorenzo Bordonaro è nato a Torino nel 1971 dove si è laureato in filosofia e scienze sociali. Nel 2001 si trasferisce in Portogallo dove consegue il dottorato di ricerca in Antropologia. Ha inoltre studiato pittura e disegno all’Ar.Co (Lisbona) e scultura all’Accademia di Belle Arti (Lisbona).\nLa sua pratica artistica si fonde con la ricerca antropologica: le sue installazioni\, disegni e i suoi progetti di arte pubblica sono spesso radicati in una più ampia riflessività sociale e nell’attivismo politico e\, più recentemente\, ambientale. Ha realizzato progetti di arte pubblica in diversi contesti sociali e aree geografiche: dalle favelas brasiliane alle baraccopoli alla periferia di Lisbona; dai ghetti capoverdiani ai quartieri storici di Graça e Mouraria\, a Lisbona. \nComunicato Stampa
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/neapolitan-dialogues-iii-fuori-dal-basso/
LOCATION:Fondazione Morra\, Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\, Italy
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/07/banner-nd3.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230706T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20230706T193000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230727T084653Z
LAST-MODIFIED:20240329T061418Z
UID:12241-1688666400-1688671800@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quinto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 06 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo quinto appuntamento sono: \nLuis Buñuel & Salvador Dalì\, L’ÂGE D’OR (1930\, 62′) \nSalvador Dalì & Walt Disney\, DESTINO (2003\, 7′) \nLuis Buñuel\, (Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) tra i più celebri esponenti del cinema surrealista\, nelle sue opere ha indagato sulla natura dell’inconscio\, l’irrazionale e la critica anti-clericale. I suoi primi e “scandalosi” due film furono realizzati in collaborazione con Salvador Dalí\, celebre per le immagini suggestive e bizzarre. Dotato di grande abilità pittorica\, caratterizzò la sua vita con il vezzo di atteggiamenti stravaganti. Purtroppo i suoi modi eccentrici hanno catturato l’attenzione più delle sue opere più importanti e significative
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/rassegna-cinematografica-archivi-mario-franco-quinto-appuntamento/
LOCATION:Casa Morra\, Salita San Raffaele 20C\, Napoli\, 80136
CATEGORIES:Casa Morra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/07/archivi-mario-franco_milleunoalt_06luglio.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20230630T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20230702T190000
DTSTAMP:20260430T041411
CREATED:20230622T102207Z
LAST-MODIFIED:20230622T102802Z
UID:12172-1688122800-1688324400@www.fondazionemorra.org
SUMMARY:Progetto Caggiano Fondazione Morra
DESCRIPTION:Fondazione Morra\nCollezione Vettor Pisani \nNostalgia.Volo di Ritorno\, 2005\nCarpe Diem\, 2011\nApocalypse Now\, 2011 \nOPENING 30 giugno – 2 luglio\nPalazzo Morone\nVia San Macario\, Caggiano (SA) \nIl progetto “Caggiano – Fondazione Morra” costituisce la logica continuazione di quelle pratiche inclusive e diffuse già avanzate negli ultimi decenni dalla Fondazione Morra\, volte al raggiungimento di obiettivi\, oltre che costitutivi\, anche sociali\, per lo sviluppo e la rivitalizzazione territoriale attraverso l’arte contemporanea. In tal senso\, incitata dall’accelerazione della crisi delle grandi città d’arte e allo stesso tempo interessata dagli stimoli creativi di “altri” luoghi\, la Fondazione Morra inaugura il 30 giugno a partire dalle ore 11.00\, a Caggiano (SA)\, con sede nello storico Palazzo Morone. Palazzo Morone si colloca all’interno delle mura stratificate del centro storico\, le cui origini risalgono all’epoca medioevale (VIII – XI secolo d.C.). Ampliato e trasformato in epoche successive\, con la dominazione Angioina (XIII-XVI secolo d.C.) l’insediamento fu connotato dal rifacimento delle mura orientali e la costruzione di palazzi nobiliari\, tra cui palazzo Morone. La diversa composizione costruttiva e tipologica delle murature\, indicano che palazzo Morone è stato edificato sull’impianto originario di due unità abitative preesistenti\, accorpate e inglobate\, sopra le quali sono stati elevati i piani superiori e la colombaia. L’edificio ha subito trasformazioni e frazionamenti successivi\, conservando la corte d’ingresso con le scalinate in pietra\, il pozzo e il grande portale ottocentesco\, il soffitto affrescato del salone al piano rialzato\, la parete beneventana emersa nel corso dei lavori di recupero del palazzo. La capacità di connettere il centro con la periferia attraverso l’innesto di nuovi legami relazionali di cittadinanza\, è il cuore pulsante del progetto tendente al recupero del patrimonio storico\, alla riqualificazione degli spazi pubblici e del patrimonio monumentale del luogo\, contribuendo alla ricostruzione dell’identità locale con attività lifelong learning che rivalutino i saperi e le tecniche del territorio (cooperative peer education\, workshop\, summer school\, educational activities). La multidisciplinarietà che contribuisce alla complessità del mosaico consolidato delle attività della Fondazione Morra crea le basi di una programmazione a lungo termine\, il cui primo tassello inaugurativo si profila come doppio evento dedicato a uno degli artisti più importanti della sua generazione\, Vettor Pisani (Bari\, 1934 – Roma\, 2011): da un lato la presentazione di una preziosissima collezione\, dall’atro l’apertura di un archivio permanente\, dove le opere di Pisani emergono trovando nuova linfa per omaggiare il grande artista. \n\nL’evento inaugurale dedicato a Vettor Pisani è l’incrocio di tre mostre personali realizzate da Vettor Pisani per la Fondazione Morra in un arco temporale di sette anni: Nostalgia volo di ritorno (2005\, Ischia)\, Carpe Diem (2011\, Roma) Galleria Riposati\, e Apocalypse now (2011\, Napoli) \n 
URL:https://www.fondazionemorra.org/it/evento/progetto-caggiano-fondazione-morra/
LOCATION:Fondazion Morra Caggiano\, Italy
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fondazionemorra.org/wp-content/uploads/2023/06/pisani-caggiano.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR