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SUMMARY:L'Ebbrezza dell'Essere workshop residenziale
DESCRIPTION:L’EBBREZZA DELL’ESSERE\nworkshop residenziale ispirato ai tre libri delle “Feste” e alle “Regole dell’Ordine” di Hermann Nitsch \na cura del theatrum phonosophicum (Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) \n5-8 settembre 2024\, Museo Nitsch\, Napoli \nHarmating\, Asolo e Cuma\, scritte negli anni Settanta e coraggiosamente pubblicate (in tedesco) da Peppe Morra in pregiate edizioni\, costituiscono una parte “segreta” dell’opera di Nitsch. Mai tradotte e poco note anche in ambito germanofono\, financo per i conoscitori dell’opera del maestro viennese sono rimaste sempre al margine rispetto alle sue partiture azionistiche e agli altri scritti teorico-poetici. Harmating\, Asolo e Cuma\, pur nella loro dimensione concettuale e utopica\, furono concepite dall’autore per essere realizzate in tre luoghi specifici (appunto Harmating in Baviera\, Asolo in Veneto e Cuma in Campania)\, ma realizzate non lo furono mai. Eppure restano uno scrigno di tesori che rivela aspetti fondamentali e radicali del pensiero poetico-filosofico-musicale di Nitsch. Questi tre libri\, insieme alle Ordensregeln (“regole dell’ordine”\, di ispirazione monastica e anarchica)\, sono il tentativo di estendere i principi del suo Orgien Mysterien Theater alla vita quotidiana\, trasfigurando quest’ultima in opera d’arte totale. \nIn questo workshop teorico-pratico di quattro giorni si approfondirà la “filosofia dell’essere” di Hermann Nitsch\, coltivandola praticamente attraverso una composizione rituale di ogni giornata con letture\, ascolti\, meditazioni\, passeggiate\, osservazioni contemplative del paesaggio\, atti poetici che intensificano la sensazione di essere. Nello spirito di Hermann Nitsch la filosofia viene intesa come tecnica pratica dell’esserci e l’arte come esercizio di percezione e di sensazione. \nFinalità\n– Familiarizzarsi con “filosofia dell’essere” e la dimensione poetico-musicale-contemplativa dell’opera di Hermann Nitsch\n– Acquisire una maggiore consapevolezza dello spazio in cui tutto accade\n– Esercitare la percezione attraverso l’interazione di tutti e cinque i sensi\n– Esercitare l’ascolto profondo e prolungato come attività creativa\n– Aprirsi all’“ascolto totale”: del suono e del silenzio\, fuori e dentro di sé\, del paesaggio\n– Apprendere i principi base dell’azionismo sonoro\n– Intensificare la sensazione di essere attraverso rituali d’ascolto\, atti poetici e passeggiate\n– Radicarsi nel presente\, abbeverandosi alle sue sacre sorgenti \nA chi è rivolta\nIl workshop residenziale è destinato a performer\, ricercatori\, musicisti\, danzatori\, cantanti\, registi\, attori\, pensatori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nGiorni / Orari / Luogo \nIl workshop si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d: https://www.museonitsch.org/it/) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. \nA seconda del kairós saranno possibili passeggiate mattutine e notturne nei dintorni. \nIl workshop è pensato rigorosamente offline\, non sarà consentito utilizzare telefoni e connessioni internet durante il lavoro. \nCome candidarsi\nÈ indispensabile inviare la propria candidatura illustrando brevemente il proprio percorso e i propri interessi a:\nphonosophianova@gmail.com\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 21 giugno al 15 agosto 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 200\,00 euro \nEarly bird price: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 150\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 15 luglio 2024. \nEsiti della selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il\n– 22 luglio 2024 (per le candidature pervenute entro il 15 luglio 2024)\n– 22 agosto 2024 (per le candidature pervenute dopo il 15 luglio 2024) \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nTHEATRUM PHONOSOPHICUM\nIl theatrum phonosophicum è il ‘teatro’ della phonosophia (intesa come ‘conoscenza attraverso il suono’)\, un progetto di ricerca e di vita che incoraggia a creare spazi esperienziali in cui antichi saperi della Tradizione si coniugano con pratiche sperimentali (‘lecture-performance’\, install’Azione\, sound art\, acusmatica\, deep listening etc.). Una conoscenza non solo libresca dunque\, ma esperita attraverso i sensi. Da qui l’aspirazione alla sintesi delle arti\, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie). Fulcro centrale del theatrum phonosophicum è l’ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e il confronto antropologico col Suono\, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici. \nPer maggiori info: https://theatrumphonosophicum.art/ \nNOTE BIOGRAFICHE\nLeopoldo Siano (nato il 12 agosto 1982) è filosofo della musica e azionista sonoro. Giovanissimo si trasferisce in Germania. Dal 2012 al 2022 ha insegnato all’Università di Colonia (nello stesso Istituto Musicologico dove insegnò Marius Schneider\, uno dei suoi più grandi ispiratori); qui Siano è stato anche co-organizzatore della serie di concerti acusmatici “Raum-Musik”. È autore e curatore di diversi libri (su Karlheinz Stockhausen\, Hermann Nitsch\, Gerard Pape\, François Bayle ecc.). Il suo ultimo volume è stato pubblicato nel 2021 dall’editore Königshausen & Neumann di Würzburg: Musica Cosmogonica: von der Barockzeit bis heute (Musica Cosmogonica: dall’epoca barocca a oggi). Insieme a Shushan Hyusnunts è l’ideatore del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).\nShushan Hyusnunts (3 febbraio 1989) è musicologa e azionista del suono. Al termine dei suoi studi musicologici e pianistici al Conservatorio Komitas della città natia Yerevan nel 2012 si trasferisce in Germania. Nel 2016 consegue la laurea (Master of Arts) all’Università di Colonia con una tesi sulla filosofia del suono nelle opere orchestrali di Giacinto Scelsi. Nella stessa università ha tenuto corsi sulla musica tradizionale armena\, su Dmitri Shostakovich e Horatiu Radulescu\, sul quale comincia a scrivere una tesi di dottorato. Nel 2022 insegna storia della musica al Conservatorio di Yerevan. Insieme a Leopoldo Siano è ideatrice del theatrum phonosophicum e dell’omonima serie multisensoriale iniziata nell’autunno del 2022 al “Ground Floor” della State Philarmonia of Armenia a Yerevan. Attualmente sta inoltre lavorando ad un libro-documentazione sulla memoria culturale del celebre villaggio dei compositori di Dilijan (Armenia). Dalla primavera del 2023 abita a Napoli come “researcher in residence” presso il Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch (Fondazione Morra).
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SUMMARY:Archivi Living Theatre. Caggiano
DESCRIPTION:A Caggiano\, nel cuore del Cilento\, la Fondazione Morra inaugura il grande archivio del Living Theatre \nIl 13\, 14 e 15 luglio\, la Fondazione Morra – presieduta da Teresa Carnevale e diretta da Giuseppe Morra – inaugura a Caggiano lo spazio “Archivi Living Theatre. Caggiano” (presso Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano\, SA). Il borgo cilentano ospiterà la raccolta più importante al mondo di documenti appartenuti alla rivoluzionaria compagnia statunitense. Il prezioso fondo archivistico costituisce la testimonianza completa del percorso artistico di Julian Beck\, Judith Malina e del loro gruppo\, che va a sommarsi agli archivi conservati presso la Yale University e il Lincoln Centre di New York. Il progetto “Archivi Living Theatre. Caggiano” è realizzato in collaborazione con il comune di Caggiano e la Regione Campania e con la partnership dell’Università di Victoria (Canada). \nDalla fine degli anni Ottanta\, la Fondazione Morra ha acquisito opere pittoriche\, disegni\, diari\, progetti di costumi\, scenografie e scritti vari\, prodotti nei numerosi soggiorni in Italia del Living Theatre. Nella collezione sono raccolti anche appunti di lavoro autografi\, recensioni\, fotografie: un repertorio unico costituito da ben 58.812 pezzi\, che saranno oggetto di uno straordinario allestimento nell’affascinante centro dell’appennino del Cilento. \nIn occasione dell’inaugurazione degli spazi espositivi sono previsti tre giorni di eventi\, tra convegni\, presentazioni di libri\, happening\, concerti\, visite all’archivio\, proiezioni di film e concerti.\nTra gli ospiti\, il professor Lorenzo Mango dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e la professoressa Cristina Valenti dell’Università di Bologna\, che si incontreranno con Garrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (in collegamento streaming). Sono previsti\, inoltre\, interventi dello studioso Allan Antliff dell’Università di Victoria (Canada)\, che presenterà il suo libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre; del prof. Romano Gasparotti\, docente di Estetica dell’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano); della performer\, attrice e musicista americana Bibbe Hansen\, figlia di Al Hansen\, membro del gruppo Fluxus; e di Cathy Marchand\, attrice storica del Living Theatre. \nTra gli eventi in programma anche la performance di Alvin Curran\, Endangered Species. Inoltre sarà possibile assistere al concerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio con Domenico Di Francia (special guest) su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone e a Living Theatre Rivisiting – Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht e Al Hansen\, opera realizzata da Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio\, partendo dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, attualizzando brani e tecniche che furono al centro dello storico evento. \n«L’intervento della Fondazione Morra sul nostro territorio – spiega il sindaco Modesto Lamattina – si collega al recupero innovativo del centro storico di Caggiano\, iniziato circa venti anni fa con interventi che mirano a fare del borgo antico un modello replicabile. Un’idea di rigenerazione urbana sostenibile\, che rende il borgo un centro unico e all’avanguardia\, in grado di recuperare terreno sull’inesorabile processo di spopolamento attraverso pratiche virtuose che mettano in relazione popolazione e architetture storiche: a fare da collegamento col resto del mondo\, l’arte ed eventi di grande risonanza come quelli organizzati dalla Fondazione Morra». \nNell’archivio Living Theatre sono presenti materiali del gruppo relativi agli anni 1969-2015. La raccolta prende avvio da numerosi eventi promossi e organizzati dalla Fondazione Morra a partire dal 1995\, anno in cui la Compagnia realizza due spettacoli al Teatro Mercadante di Napoli. Nel 2003 la Fondazione organizza la mostra antologica Living Theatre: Labirinti dell’Immaginario a Castel Sant’Elmo e la prima mondiale dello spettacolo Enigmas\, proseguendo fino al 2015 con attività di produzione e diffusione del progetto Living. \nLa collezione contiene anche un’ampia sezione dedicata ai costumi e agli oggetti di scena di alcune storiche rappresentazioni\, in particolare degli spettacoli The Yellow Methuselah\, The Archeology of Sleep\, Masse Mensch e Anarchia. Nel 1981 il Living annuncia di voler rinnovare la sua pratica artistica con la creazione di un “dipinto arrotolato” ispirato a Vasilij Kandinskij\, lungo settanta metri e altro e cinque metri e mezzo\, da utilizzare come fondale dinamico (da svolgere con un meccanismo a leva) nella performance The Yellow Methuselah. Il lavoro\, composto da Hanon Reznikov\, è una fusione di due opere teatrali di forte impatto politico: Torniamo a Matusalemme di George Bernard Shaw e Il Suono Giallo\, “composizione scenica” di Kandinskij. L’opera narra l’evoluzione dell’umanità secondo un modo di essere anarchico\, a favore della vita e\, utopisticamente\, dell’immortalità. \nPROGRAMMA LIVING THEATRE CAGGIANO 2024 \nSABATO 13 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nSaluti istituzionali:\nModesto Lamattina\, Sindaco di Caggiano\nGiovanni Caggiano\, Presidente ASMEL\nPasquale Persico\, Economista\nTeresa Carnevale\, Presidente Fondazione Morra \nOre 12:00\nInterventi di:\nGarrick Beck\, erede di Julian Beck e Judith Malina (Santa Fe\, New Mexico): The Way We Can Change the World is By Changing the Culture (Il Modo in cui Noi Possiamo Cambiare il Mondo è Cambiando la Cultura) \nLorenzo Mango\, professore ordinario di Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”: Il Living\, la storia\, l’archivio \nCristina Valenti\, professoressa presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: L’eredità eretica del Living Theatre \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 16:00\nPresentazione del libro Radiant Anarchy – Reflections on the Living Theatre (Radiosa Anarchia – Riflessioni sul Living Theatre) di e con Allan Antliff\, professor Art History & Visual Studies\, presso l’Università di Victoria (Canada). \nOre 18:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA)\nVisita guidata con Giuseppe Morra\, Direttore dell’Archivio del Living Theatre\, Napoli. \nNelle sale saranno proiettati film sul Living Theatre. Antologia a cura di Mario Franco:\nParadise Now\, by Marty Topp\, 1969\, 47’\nFrankenstein\, 1967\, 31’46’’\nAntigone\, Intervista a Julian Beck\, r. Mario Franco\,1980\, 20’\nReading at The Living Theatre\, Allen Ginsberg\, May 22nd\, 1990\, 80’. \nOre 20:00\nArchivi Living Theatre Caggiano\, Palazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\, via San Pietro\, Caggiano (SA) \nPerformance Endangered Species di Alvin Curran \nOre 21:00\nLight dinner \nDOMENICA 14 LUGLIO 2024 \nCastello Normanno del Guiscardo\nVico Roma – 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nConferenza con interventi di:\nRomano Gasparotti\, professore di Estetica – Fenomenologia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano: Teatro dell’irrappresentabile: arte=vita vita=arte \nBibbe Hansen\, attrice\, performer e musicista americana \nCathy Marchand\, attrice del Living Theatre: Il mito millenario dell’Antigone \nGirolamo De Simone\, musicista\, agitatore culturale\, esponente delle avanguardie italiane legate alla musica di frontiera. \nOre 14:00 \nLight Lunch \nOre 20:00 Palazzo Abbamonte Via Abbamonte\, 16 – 84030 Caggiano (SA)\nConcerto di Girolamo De Simone\, Andrea Riccio\, special guest Domenico Di Francia\, su musiche di John Cage\, Morton Feldman\, Giuseppe Chiari e Girolamo De Simone \nLUNEDÌ 15 LUGLIO 2024 \nArchivi Living Theatre Caggiano\nPalazzo Prospero Morone e Giuseppina Morone in Bonito Oliva\nvia San Pietro\, 84030 Caggiano (SA) \nOre 11:00\nLiving Theatre Revisiting (Rivisitando il Living Theatre) Musiche ed Event score di John Cage\, George Brecht\, Al Hansen\nA partire dal programma del celebre Concert of New Music\, proposto a New York il 14 marzo del 1960\, Girolamo De Simone\, Francesco De Simone\, Domenico Di Francia e Andrea Riccio attualizzano alcuni dei brani e delle tecniche che furono al centro di quello storico evento. \nAl Hansen\, Bibbe’s Tao: “Un altro esempio è Bibbe’s Tao di Al Hansen. L’ho imparato nel 1963 da Dick Higgins e Alison Knowles\, che descrivevano il pezzo in questo modo: a ciascuno degli interpreti viene dato un tovagliolo di carta\, preferibilmente rosso. Lo usano come vogliono: lo strappano\, lo piegano ecc. Da allora l’ho fatto inserire in diversi concerti dei Fluxus e sono sempre stato molto attento a procurarmi dei tovaglioli di carta rossi. Recentemente\, nel novembre del 1992\, Dick Higgins mi disse che il pezzo era stato originariamente eseguito con oggetti di scena del Living Theatre”. \nGeorge Brecht\, Candle-Piece for Radios: “Ci sono circa una volta e mezza più radio che artisti. Le radio sono posizionate nella stanza e accese al volume più basso. Ad ogni radio viene distribuita\, scoperta\, una pila di carte di istruzioni da un mazzo principale. Le luci della stanza sono spente. (Compleanno) Le candele vengono accese e distribuite agli artisti\, ognuno dei quali posiziona una candela accanto a ciascuna pila di carte d’istruzioni. Dopo aver fatto questo\, ogni artista si ritrova alla radio. Esegue le istruzioni fornite sulla prima carta\, posiziona la carta in fondo al mazzo e procede verso un’altra radio\, non occupata. Ciascun esecutore\, quindi\, esegue personalmente un’istruzione della carta e si reca ad un’altra radio. Lo fa finché non scopre che una carta è illeggibile o che la candela della radio è completamente spenta. In entrambi i casi\, spegne la radio e\, quando non ce ne sono più\, torna al suo posto…”. \nJohn Cage\, Imaginary Landscape No. 5: “Questo è uno spartito per effettuare una registrazione su nastro\, utilizzando come materiale qualsiasi 42 dischi fonografici… Ogni unità grafica equivale a 3 pollici di nastro cioè a 1/5 di secondo. I numeri sotto le aree delineate si riferiscono all’ampiezza… La struttura ritmica è 5×5. Le grandi divisioni sono indicate da linee verticali attraverso i sistemi. Le piccole divisioni sono indicate da brevi linee verticali sotto i sistemi\, seguite da una notazione che dà la densità di quella particolare piccola parte strutturale. Nella quarta grande divisione strutturale c’è il segno M—> I\, che significa “Mobilità —> Immobilità”. Questo si riferisce al metodo di composizione per mezzo dell’I-Ching…”. \nJohn Cage\, Suite for Toy Piano: “Questa Suite\, scritta per pianoforte giocattolo\, può essere suonata anche su un normale pianoforte. È stata composta per una coreografia di Merce Cunningham intitolata “Diversion”: la struttura ritmica\, quando la pulsazione è di 64 al minuto\, è 7.7.6.6.4; e di 15 x 15 quando la misura è 2/2. Il diritto di orchestrare il pezzo è di Lou Harrison\, che lo ha richiesto”. \nBIO  \nAllan Antliff (1957)\, Jeffrey Rubinoff Legacy Professor\, Dipartimento di Storia dell’Arte e Studi Visivi\, Università di Victoria\, Canada\, ha pubblicato ampiamente sull’anarchismo e sul suo impatto sulle arti. È direttore della rivista interdisciplinare Anarchist Developments in Cultural Studies e art editor della rivista britannica Anarchist Studies. Il suo libro in corso di pubblicazione\, Aesthetics of Tension\, esamina le correnti anarchiche nell’arte contemporanea. \nGarrick Beck è nato nel Living Theatre di Off-Broadway\, figlio dei suoi fondatori: Julian Beck e Judith Malina. Come attore bambino ha partecipato a numerose produzioni e ha imparato dai suoi genitori l’importanza di comunicare ideali sociali e politici attraverso le arti. Essendo liberi pensatori\, i suoi genitori lo incoraggiarono a “fare di testa sua”. Così è emigrato nella West Coast americana ed è diventato un pioniere del movimento per l’alimentazione biologica\, della silvicoltura sostenibile e dello sviluppo di programmi di giardinaggio scolastico per bambini. Ha impiegato la sua formazione teatrale per contribuire a creare e promuovere grandi eventi pubblici partecipativi come i Rainbow Gatherings\, l’Amsterdam Cannabis Cup\, il Concert for the Forest\, l’Oregon Country Faire e il Vortex Festival\, tra gli altri. Oggi è presidente del Consiglio di amministrazione del Living Theatre. Ha tre figli e vive a Santa Fe\, nel Nuovo Messico. \nAlvin Curran (Providence 1938)\, compositore e performer statunitense\, è stato cofondatore\, con Frederic Rzewski e Richard Teitelbaum\, del celebre gruppo di free improvisation ‘Musica Elettronica Viva’\, noto con l’acronimo MEV. Nel corso del suo percorso artistico ha conosciuto e collaborato con Cornelius Cardew\, Giacinto Scelsi\, Franco Evangelisti\, Giuseppe Chiari\, e molti altri protagonisti della scena musicale attiva a Roma a partire dagli anni Sessanta. Tra questi: Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre\, e compositori come Morton Feldman ed Elliot Carter. \nGirolamo De Simone (Napoli 1964) vive e lavora alle pendici del Monte Somma\, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale\, ha conosciuto personalità quali John Cage\, Elliot Carter\, Michael Nyman ed ha lavorato/interagito con Eugenio Fels\, Luciano Cilio\, Luc Ferrari\, Vittorio Rieti\, Pietro Grossi\, Luciano Chailly\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Giancarlo Cardini\, Enrico Cocco (…). Si è prodotto in performances che lo hanno visto affiancarsi ai Tuxedomoon (Napoli 2001)\, a Michael Nyman (Capri 2005) e a numerosi altri protagonisti della scena musicale italiana e internazionale. \nFrancesco De Simone (Massa di Somma 1998)\, ha studiato al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” conseguendo la Laurea in Musica Elettronica (I). Ha insegnato per il Teatro San Carlo di Napoli\, e per il Liceo Musicale “Munari”. Ha collaborato a numerosi eventi musicali in qualità di compositore e performer di musiche elettroniche. Tra questi\, l’opera La serva padrona di G.B. Pergolesi\, in versione elettronica a Vigliena per le Officine San Carlo. Ha partecipato a numerose iniziative della Factory di musiche contemporanee “Konsequenz”\, per la Fondazione Morra e per gli Archivi d’arte contemporanea dal Museo Casa Morra\, Incontri di studio e formazione. Ha tenuto concerti per il Teatro Stabile di Innovazione “Galleria Toledo” di Napoli. \nDomenico Di Francia (Pozzuoli 2003)\, ha studiato al Liceo Musicale “Margherita di Savoia” e al Conservatorio di Napoli “S. Pietro a Majella”. Ha collaborato con la Factory di musica contemporanea “Konsequenz” e con la Fondazione Morra\, partecipando in qualità di pianista e compositore alle iniziative per commemorare Luciano Cilio. Si è esibito al Teatro Stabile d’Innovazione “Galleria Toledo”\, al “Museo Nitsch – Fondazione Morra”\, alla “Domus ARS” Centro di Cultura\, alla “Città della Scienza” per l’Usr Campania\, alla Chiesa Luterana di Napoli per la II Edizione del Festival pianistico di Siti Reali. \nRomano Gasparotti\, filosofo\, saggista e\, occasionalmente\, performer; docente di Filosofia teoretica\, di Estetica e di Teoria della danza\, è autore delle seguenti pubblicazioni: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà)\, Liguori\, Napoli 1987; Movimento e sostanza\, Guerini\, Milano 1995; Socrates y Platon\, Akal\, Madrid 1996; I miti della globalizzazione\, Dedalo\, Bari 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia\, Cronopio\, Napoli 2007; Filosofia dell’eros. L’uomo. L’animale erotico\, Bollati Boringhieri\, Torino 2007; L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2010; Il quadro invisibile\, Cronopio\, Napoli 2015; L’opera oltre l’oggetto\, Moretti&Vitali\, Bergamo 2015; Shozo Shimamoto e l’esperienza artistica quale esperienza poetica del pensare\, edizione italo-anglo- giapponese\, Edizioni Morra\, Napoli 2017; L’amentale. Arte\, danza e ultrafilosofia\, Cronopio\, Napoli 2019; La danza profonda. Per una kairosofia del cogitare creativo\, Edizioni Kaiak PJ\, Pompei 2024). \nBibbe Hansen è un’artista visiva e performativa\, poetessa e musicista. È figlia dell’artista Fluxus e Intermedia Al Hansen e madre del musicista pop Beck e dell’artista visivo Channing Hansen. Da giovanissima si è esibita nelle performance d’avanguardia (Happening) del padre in luoghi storici come La Mama\, il Living Theater e la Judson Church\, e all’età di 14 anni ha collaborato con Warhol nella famigerata Silver Factory. Dopo la morte del padre\, ha fondato “The Al Hansen Archive” per continuare il suo lavoro; spesso tiene conferenze su Al Hansen e insegna ed esegue le sue performance d’autore. \nLorenzo Mango è Professore Ordinario per il ssd L-ART/05 Discipline dello spettacolo (settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media) presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” dal 2005. Dal 1992 al 2005 è stato Professore associato nello stesso settore disciplinare presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e presso l’Università degli Studi di Salerno\, presso cui\, dal 1984 al 1992\, ha ricoperto il ruolo di Ricercatore Universitario. È membro del Collegio di dottorato di ricerca in Studi letterari\, linguistici e comparati dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed è stato Coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia del teatro moderno e contemporaneo presso lo stesso Ateneo. Dal 2017 al 2020 è stato Presidente del Comitato tecnico scientifico del Sistema Bibliotecario di Ateneo (SIBA) dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e responsabile per l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” del progetto Share\, il consorzio interuniversitario che riunisce l’Università “Federico II” di Napoli\, l’Università “Parthenope” di Napoli\, l’Università della Basilicata\, l’Università del Sannio\, l’Università di Salerno\, l’Università “Vanvitelli” di Napoli\, oltre all’Orientale di Napoli. È stato membro della Commissione per l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore concorsuale 10/C1 Teatro\, musica\, cinema\, televisione e media per l’anno 2012. È stato Presidente dell’Associazione dei docenti universitari di storia del teatro (CUT\, Consulta Universitaria del Teatro). È Direttore del Dipartimento di teatro del Museo Laboratorio per l’arte contemporanea “Hermann Nitsch” di Napoli e consulente scientifico dell’Archivio del Living Theatre Napoli della Fondazione Morra. È co-direttore della rivista online “Acting Archives Review. Rivista di studi sull’attore e la recitazione”. È membro del comitato scientifico delle riviste “Drammaturgia”\, “Mimesis Journal”. E’ membro della redazione degli “Annali di Filologia romanza” dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e dell’Editorial Board della rivista “European Journal of Theatre and Performance”. È stato responsabile nazionale del PRIN 2009 “Teorie della recitazione e nascita della regia. Archivio e catalogo critico delle fonti documentarie”. È responsabile nazionale del progetto PRIN 2022 “Una regia in transizione. Studio dei processi registici in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento. Catalogazione digitale del materiale documentario e analisi storica e critica”.\nI suoi interessi di studio sono rivolti soprattutto al teatro moderno e contemporaneo\, con una particolare attenzione ai processi di rinnovamento del linguaggio scenico\, ai rapporti tra arti visive e teatro e alla dinamica problematica tra regia e drammaturgia. A questi temi di studio ha dedicato negli anni lavori di tipo più storiografico ed altri di natura più metodologica. \nCathy Marchand\, allieva di Jean Louis Barrault al Théâtre d’Orsay\, comincia il suo percorso artistico molto giovane grazie all’incontro con l’attore Pierre Clémenti\, che la conduce a Roma all’incontro di Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre: la Marchand voleva essere attrice e recitare Molière e Marivaux\, ma\, negli anni delle effervescenze politiche ed utopiche dell’epoca con il Living riesce a trovare la giusta chiave per unire il teatro e la politica. Gli incontri nella vita dell’attrice sono molto importanti\, si passa da Pasolini\, Sergio Citti\, Gianmaria Volontè\, Fellini e Dino Risi\, con i quali lavora. Ultimamente l’incontro cinematografico con il musicista Franco Battiato\, con il quale gira due i due film: “MusiKanten” con Alejandro Jodorowsky e “Niente è come sembra” (Rien est comme il semble). Alla morte di Julian Beck dopo la grande retrospettiva di New York dell’84 al Joyce Théâtre la Marchand rientra in europa e comincia a lavorare “en solitarie” cercando di trasmettere le proprie esperienze del Living alle giovani generazioni. \nAndrea Riccio (Napoli 2001)\, pianista e performer\, è ospite delle maggiori istituzioni musicali e artistiche\, tra cui il Teatro San Carlo e la Sala Scarlatti di Napoli\, il Festival dei due Mondi di Spoleto\, lo Stiftung Mozarteum di Salisburgo\, il Festival dell’Accademia Chigiana di Siena\, il Kunst.Fest.Wäring di Vienna. Esplora format ai limiti dell’esperienza concertistica: in “Devi Morire”\, insieme al pianista Marino Formenti\, suona al Museo Nitsch – Fondazione Morra – per 12 ore di seguito. Nei suoi recital\, drammaturgicamente impegnati\, si susseguono interpretazioni innovative a partire dai repertori tradizionali fino a giungere alla proposta di musiche inedite. \nCristina Valenti\, già titolare degli insegnamenti di Teatro Sociale e Storia del Nuovo Teatro presso l’Università di Bologna\, ha diretto il Master in Imprenditoria dello Spettacolo e curato i progetti di riordino e digitalizzazione dell’Archivio Leo de Berardinis e dell’Archivio della Compagnia della Fortezza. È presidente dell’Associazione Scenario e direttrice artistica di Scenario Festival. È Consulente scientifica del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna e dirige la rivista «Quaderni di Teatro Carcere». Fra le sue pubblicazioni Storia del Living Theatre. Conversazioni con Judith Malina (2018\, nuova ed. aggiornata).
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SUMMARY:Kamilya Jubran Nina Boukhari Mario Gabola
DESCRIPTION:KAMILYA JUBRAN\nNINA BOUKHARI\nMARIO GABOLA \nvenerdì 28 giugno 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nore 19:00 presentazione di GENNARO ASCIONE\nOmologia strutturale tra il processo di frammentazione dell’unità della Palestina e le categorie etiche ed estetiche di spaziotempo discreto \nore 21:00 performance sonora\nKAMILYA JUBRAN\, NINA BOUKHARI E MARIO GABOLA \nLa Fondazione Morra\, l’etichetta Viande Records e la E-M Arts portano a Napoli una leggenda della musica contemporanea: Kamilya Jubran. Nata ad Al Rahmed\, un villaggio palestinese nello Stato di Israele\, Kamilya è una poetessa\, cantante e suonatrice di oud formatasi a partire dallo studio della musica tradizionale araba. Oggi le sue influenze maggiori sono la musica contemporanea\, il noise elettroacustico e la free music; venerdì 28 giugno alle ore 21:00 Kamilya suonerà presso gli spazi di Casa Morra (Salita San Raffaele 20/c) insieme a Nina Boukhari\, bassista e sound designer di origine franco-marocchina\, e Mario Gabola\, sassofonista campano studioso di tecniche estese e inventore di estensioni sullo strumento. \nAd introdurci alla performance musicale ci sarà Gennaro Ascione alle ore 19:00. \nL’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti. \nKAMILYA JUBRAN (testo\, oud e voce) \nKamilya Jubran\, musicista e compositrice\, è una delle figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa di oggi. Cresciuta ad Al Rameh\, un villaggio palestinese situato in Galilée\, nel nord di Israele\, è stata introdotta e iniziata alla musica classica araba dai suoi genitori. All’età di 18 anni Kamilya si trasferisce a Gerusalemme\, dove studia all’Università Ebraica ed entra a far parte del gruppo Sabreen\, con sede a Gerusalemme Est. Con il gruppo ha registrato quattro album ed è stata in tournée in molte città locali e internazionali. Dal 2002 Kamilya vive in Europa e nel 2014 fonda l’associazione Zamkana\, un’organizzazione non profit che sostiene progetti artistici innovativi\, nel rispetto dei valori della libertà di espressione e della laicità. Attualmente collabora con il partner musicale di lunga data\, compositore\, trombettista e musicista elettronico Werner Hasler\, in trio con la clarinettista Elodie Pasquier e la contrabbassista Charlotte Testu; \nhttp://www.kamilyajubran.com \nNINA BOUKHARI (basso elettrico) \nNina Boukhari Laporte (1988) – in arte Nina Hoppas – è una sound artist franco-marocchina originaria di Parigi. Sviluppatrice web di formazione\, ha sempre continuato a lavorare in parallelo su diversi progetti in ambito musicale: ha iniziato il suo progetto solista nel 2016 con il nome di Odio Sis e poi Nina Hoppas\, pubblicando diversi EP per varie etichette internazionali. Dal 2018 è anche fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese)\, che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea. Nel 2022 ha frequentato un corso di sound design organizzato dallo Yorkshire Sound Women Network (YSWN) con il supporto dell’Università di York. Nel 2019 esce il suo album “Manat” per l’etichetta italiana Casetta. Attualmente è di base a Napoli e nell’ultimo periodo ha sviluppato un sodalizio artistico con la videoartista-peformer Tiziana Salvati\, con la quale porta avanti una pratica d’improvvisazione in stretto contatto con artisti/e proveniente dalle discipline della danza aerea. \nhttps://nbl-sounddesign.com/ \nMARIO GABOLA (feedback e sax acoustico\, latte\, corde e molle\, diy electronics e sensori) \nMario Gabola è nato in provincia di Salerno nel 1981\, dove ha cominciato a suonare il sax all’età di 12 anni\, nelle bande da giro tradizionali del sud Italia per circa 10 anni; Si è trasferito a Napoli nel 2000 dove si è laureato in Scienze Ambientali. Nel 2002 fonda insieme ad altri l’avant-punk band A Spirale\, che mischiano ricerca timbrica e tecniche estese con l’attitudine postpunk; Gli A Spirale nel 2008 fondano anche l’etichetta Viande Records e come improvvisatori collaborano con musicisti come Fabrizio Spera\, Roberto Bellatalla\, Jack Wright\, Mike Cooper; Nel 2009\, con SEC_ fonda il duo Aspec(t) in cui i nastri di SEC_ si mescolano agli studi di Mario sul feedback e sui materiali riciclati o autocostruiti. Nell’ultimo periodo\, a seconda dei contesti\, varia il suo set-up sul sax utilizzando estensioni di vario tipo come barattoli\, molle\, corde\, microfoni\, fino ai sensori di movimento. Ha suonato tra gli Stati Uniti\, l’Europa e la Russia ed è impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo i Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk. \nhttps://linktr.ee/mariogabola
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SUMMARY:Biblioteca Perduta Domenico Mennillo
DESCRIPTION:Domenico Mennillo  \nBiblioteca Perduta \na cura di Matteo Binci \n Dal 18 giugno al 14 settembre 2024 \nOpening 18 giugno ore 18\,00 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nBiblioteca Perduta è un’installazione ambientale di Domenico Mennillo realizzata nei bellissimi spazi di Palazzo Cassano Ayerbo di Aragona a cura di Matteo Binci e organizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con le associazioni culturali E-M Arts e lunGrabbe\, nell’ambito di Cultura Crea 2.0\, sostenuto da MIC Ministero della Cultura/Invitalia. \nBiblioteca Perduta è il quinto e ultimo capitolo del progetto pluridecennale di Mennillo Abrégé d’Histoire Figurative\, fondato sulla ricerca di concetti-figure che sono anche oggetti legati alla cultura occidentale moderna ed analizza il concetto-figura di “biblioteca” nella sua particolare accezione di dispositivo di sapere legato alla nozione di perdita. Porta in causa la biblioteca di Aby Warburg istituita inizialmente nella città natìa dello studioso (Amburgo) e successivamente trasferita a Londra per sfuggire alle ritorsioni naziste. Secondo riferimento del progetto è il poema Paradiso Perduto di John Milton\, incentrato sull’ossessione di felicità di un eterno eden sempre rincorso e anelato nella cultura occidentale. \nIl progetto espositivo consiste in un’installazione ambientale dedicata a informazioni e materiali biografici dell’artista\, provenienti dal suo archivio di lavoro. Questo progetto fa coincidere il concetto-figura di “biblioteca” con quello di “archivio”\, realizzando un solo luogo del sapere\, una sorta di luogo “monstre” dove il dato soggettivo va a coincidere con quello universale generato da informazioni provenienti da altri dispositivi del sapere. Gli spettatori vagano all’interno dell’installazione potendo seguire un itinerario libero. \nL’installazione è articolata in 3 principali set installativi: \n\nBiblioteca Perduta\nDedicata alle liste di volumi trascritte dall’artista su agende di lavoro. I volumi sono stati selezionati in 20 anni attraverso informazioni prelevate in rete e dalla lettura di quotidiani e periodici italiani e per motivi diversi non sono stati mai acquistati dall’artista. Le liste sono presentate assieme agli articoli e alle agende\, componendo un’irrecuperabile e ormai perduta biblioteca.\nSala di consultazione\nSpazio dedicato alla visione e alla consultazione di materiali e opere differenti:\n\n– Libri inediti è un’opera dedicata ai libri d’artista realizzati negli ultimi 25 anni da Mennillo in unica copia e dunque dei veri e propri libri inediti\, in quanto vengono presentati come libri mai editati\, allo stato di perenne ed infinito manoscritto. \n– De l’Amour\, de l’Amitié et sur Marcel Duchamp\, “boîte en valise” di colore giallo realizzata dal 2011 al 2024 e dedicata ai soggiorni dell’artista nella città di Parigi. È composta da 12 taccuini di scrittura espansa (testi\, collage\, disegni\, fotografie)\, assieme a lettere e cartoline postali che l’artista si auto-spedisce a Napoli\, sua città di residenza in Italia\, in una sorta di unilaterale corrispondenza con se stesso. La particolarità di questa “boîte” consiste nell’essere un piccolo scrigno dove sono custoditi i materiali di una scrittura realizzata direttamente in bella copia e priva della possibilità di essere perfezionata per divenire un dispositivo di sapere ufficiale. Una scrittura perduta che prende vita nella sua rinuncia di diventare altro\, di essere un processo compiuto in sé\, almeno secondo i dettami della scrittura pubblica e ufficiale. \n– Sala Perduta Contiene i lavori realizzati dall’artista negli ultimi 20 anni e mai presentati in altre esposizioni e installazioni\, una sorta di “mostra perduta” o mai realizzata che viene recuperata attraverso l’esposizione di una rassegna di cui l’artista è stato in 20 anni l’unico censore e spettatore. All’interno della sala sono presenti sculture\, lavori su carta e lavori di poesia visuale. \n 3. Biblioteca Nascosta\nInstallazione dedicata al rinvenimento nel 2003 in Tibet\, presso il monastero buddista di Sakya\, di una biblioteca con circa 84.000 manoscritti in rotoli (la forma che avevano i libri nell’anno 1000)\, nascosti per circa 100 anni dietro un muro lungo 60 metri e alto 10 metri. Negli spazi di questa installazione è presente anche (L) oro delle Ville Vesuviane\, una serie di collage realizzati attraverso il recupero fortuito dell’artista dell’archivio di uno studio d’architettura vesuviano\, ibridato attraverso cataloghi di antiquariato e un volume inglese degli anni ’60 dedicato alla cura estetica dell’addome. Infine\, Epistolario Sommerso 2018-2024 è dedicato alle peregrinazioni dell’artista fra il Sannio e la città  di Napoli negli ultimi 6 anni della sua vita\, spostamenti necessari per i suoi impegni privati e professionali che hanno di fatto negato all’artista di poter sfruttare tale tempo in altre attività e possibilità. \nIl progetto Abrégé di Domenico Mennillo ha realizzato dal 2011 un compendio di figurazione visuale attraverso l’indagine dei concetti di “automa spirituale” (2011)\, “atlante” (2012)\, “wunderkammer” (2014)\, “hypnomnemata”(2020)\, realizzando installazioni\, esposizioni\, workshop\, seminari di studio internazionali e incontri con università e accademie. \nDomenico Mennillo (1974) è un artista visivo italiano. Il suo lavoro è indirizzato alla realizzazione di pratiche artistiche legate alla storia della cultura occidentale. In particolare il suo lavoro è incentrato sulla creazione di installazioni site specific\, per le quali realizza anche manufatti e oggetti. Laureato in filosofia\, si occupa anche di curatela scientifica di archivi di poesia visuale internazionale\, performance e arte ambientale\, per i quali cura mostre\, work shop\, seminari di studi e convegni. Ha pubblicato oltre venti volumi fra monografie e saggi\, dedicandosi inoltre alla realizzazione di libri d’artista non venali\, in copia unica o in tiratura limitata\,  \nSuoi lavori sono stati presentati anche presso Fondazione Morra\, Museo Hermann Nitsch Napoli\, Fondazione Donna Regina per le Arti Contemporanee\, Museo Madre Napoli\, Fondazione Campania dei Festival\, Museo Macro Roma\, Museo Villa Pignatelli Napoli\, Castel Sant’Elmo Napoli\, Museo della Certosa di San Lorenzo Padula\, Künstlerverein Malkasten Düsseldorf\, Biennale di Venezia. 10. e 18. Mostra Internazionale di Architettura\, Triennale  Milano.
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SUMMARY:Matteo Fraterno LA MATERIA del MITO. Prologo
DESCRIPTION:MATTEO FRATERNO \nLA MATERIA del MITO. Prologo\nΗ ΥΛΗ του ΜΥΘΟΥ. Πρόλογος \na cura di Federico Decandia \nvenerdì 31 maggio 2024 ore 18:30 \nMuseo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nLA MATERIA del MITO. Prologo\, di Matteo Fraterno a cura di Federico Decandia è la documentazione fotografica della residenza dell’artista al Museo Epigrafico di Atene nel settembre 2023 che ha visto la produzione di una serie di frottage realizzati sulle epigrafi conservate nel cortile del museo. LA MATERIA del MITO si articola in tre momenti distinti: il Prologo documentale segue il workshop condotto dall’artista il 18 maggio 2024 presso il Parco Archeologico di Grumentum (Potenza) e introduce alla mostra prevista nell’autunno 2024 al Museo Epigrafico di Atene. \nNucleo costitutivo del Prologo\, allestito presso gli spazi ipogei del Museo Hermann Nitsch dal 31 maggio al 13 luglio\, è la documentazione fotografica di Zafiro Vlachou che registra l’attitudine processuale dell’artista a trattenere quella memoria del contatto che nel frottage\, considerato nella sua autonomia tecnica\, viene continuamente differita. È Fraterno a fermarsi su questa soglia: “Avvicinandomi alla superficie ho provato una sorta di vertigine\, un coinvolgimento tale da non avere più cognizione della discontinuità tra il mio corpo e la materia. È avvenuto con le mura dell’Ucciardone\, con i sentieri di Pikionis all’Acropoli e in modo se possibile più intenso con le epigrafi. Ho scelto di lavorare esclusivamente sulle iscrizioni lapidee collocate nel cortile del Museo perché è con l’esposizione al sole\, al vento e alla pioggia che la materia del mito restituisce la sua più intima vivacità” (M. Fraterno). \nQuello di Fraterno non è dunque un campionamento scientifico ma necessità di ravvivare quella forza inattuale dell’impronta che consiste precisamente nel “far risorgere nel visibile la questione del contatto” (G. Didi-Huberman). I presupposti della residenza ateniese del settembre 2023 si riscontrano in due ricerche parallele appena precedenti: la prima è di natura tematica e nasce dall’onda lunga di una profetica esperienza di confinamento volontario nella Biblioteca della Fondazione Morra all’inizio del 2020 (Esperienze/L’infinito intrattenimento\, 2020): in quell’occasione Fraterno aveva restituito iconograficamente i sogni indotti dall’esercizio quotidiano della lettura\, un modus operandi che lo ha accompagnato anche nel 2023 nella produzione di una serie di disegni ispirati agli epitaffi – da Sicilo a Dick Higgins – che abbracciano l’intera storia della civiltà occidentale. La seconda ricerca è piuttosto di natura tecnica e fa riferimento all’annessione del frottage nella sua grammatica artistica. Il frottage si configura inizialmente per Fraterno come un pretesto per avvicinarsi alla pura materia dell’interdizione\, è ciò che gli permette anzitutto di fare esperienza tattile della “pelle” delle mura del carcere Ucciardone di Palermo (La materia dell’Ucciardone\, 2022). Questo lavoro\, parte di un trittico di lavori incentrati sulle forme della reclusione\, intendeva indagare l’ossessione immunitaria globale acutizzata dall’eredità post-pandemica. Nel suo lavoro Fraterno indica come un antidoto alla malinconia civile l’approssimazione corporea alla materia del marmo pentelico: non il concetto e neppure l’astrazione immaginativa\, ma il puro contatto che precede e garantisce l’apertura integrale all’altro.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:INCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione
DESCRIPTION:Napoli / Caggiano (SA)\n10-19 Maggio 2024 \nINCANTO ALL’AMORE – Rito di Riparazione\nLe forme e i colori del Cantico delle Creature.\nSan Francesco d’Assisi e Hermann Nitsch.\nWorkshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa \nAttraverso gli Elementi Naturali e la Pratica del Silenzio maturata in seno ai vent’anni di ricerca del Teatro delle Bambole\, si accede alla sorgente preziosa del Suono che alberga\, in forma primordiale e cosmica\, dentro ciascun essere vivente e\, di riflesso\, in ogni cosa che compone il “circostante”. La pratica proposta è quella che conduce l’essere umano direttamente al cuore del senso del perdono\, all’immensa scoperta dell’Amore Totale che riflette se stesso nell’Arte Totale\, ove persino la Morte diviene sorella ed essenza vitale di prosperità e accesso ineludibile alla sacralità del Corpo Divino.\nImmergendosi nei testi “Cantico delle Creature” di S. Francesco d’Assisi e “Essere” di Hermann Nitsch\, scopriremo una via per raggiungere l’estasi attraverso la contemplazione della Natura\, ovvero nuova energia estatica in forza al performer che diviene suo movimento performativo. \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio corpo e il proprio suono attraverso la pratica della preghiera.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\nIndividuare la Sorgente d’Amore dentro di sé.\nDeterminare l’Amore purgandolo da qualsiasi fraintendimento e interpretazione atta a nutrire il proprio ego.\nAmore e hybris\, quando amare significa deturpare l’altro da sé.\nOsservazione delle dinamiche che conducono alla commercializzazione dell’Amore.\nL’Amore nell’Arte.\nScoprire il Corpo Divino.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi.\nStudiare l’arte e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch.\nLasciarsi avvolgere dal canto degli animali per ascoltare il significato del perdono.\nLasciarsi avvolgere dal canto delle piante per ascoltare il significato del perdono.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nLa pratica teatrale come pratica di purificazione.\nScoprire la Pratica del Silenzio e la Pratica della Purificazione.\nLa Purificazione di uno Spazio Sacro.\nIl vero Ascolto: caratteristica principale per vivere pienamente l’Arte Drammatica.\nAntropologia di un Apprendimento dell’Arte Teatrale: “imparare ad imparare” tramite la preghiera.\nCos’è la Preghiera Laica.\n\nA chi è rivolta \nWorkshop internazionale residenziale sulle arti performative e di recitazione teatrale attraverso la relazione suono – corpo\, dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi e il testo filosofico “Essere” di Hermann Nitsch condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole\, destinato a performer\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).\nIl workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nIl workshop è a numero chiuso.\nAi partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nGiorni / Orari / Luoghi \nLa prima parte del workshop si svolgerà da Venerdì 10 a Mercoledì 15 Maggio 2024 a Napoli presso la Sala Capriata del Museo Museo Hermann Nitsch (Vico Lungo Pontecorvo 29/d) con i seguenti orari:\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.\nGiovedì 16 Maggio è previsto lo spostamento da Napoli a Caggiano (o Polla).\nLa seconda parte del workshop si svolgerà da Venerdì 17 a Domenica 19 Maggio 2024 a Caggiano. \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio a Caggiano. \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 21 Aprile 2024. \nCosto e Modalità di iscrizione\nLa quota di partecipazione è di 260\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 240\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2024. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n10 Marzo 2024 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo 2024)\n28 Aprile 2024 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo 2024)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nTeatro delle Bambole – info@teatrodellebambole.it – +39 347 3003359 \nIl workshop sulle arti performative INCANTO ALL’AMORE è organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:Flora Yin Wong Sara Persico
DESCRIPTION:FLORA YIN WONG\nSARA PERSICO \nsabato 13 aprile 2024\ndialogo ore 19:30\nperformance ore 21:00 \nMuseo Hermann Nitsch \nBiglietti disponibili su RA TICKETS https://it.ra.co/events/1886258\nCAPIENZA LIMITATA DELLA SALA \nGrazie all’efficiente mediazione di Diana Del Franco si è attuata una dinamica sinergia tra la piattaforma culturale indipendente AKHET\, la Fondazione Morra e l’associazione culturale E-M ARTS\, con l’intento di ospitare per brevi soggiorni alcuni artisti tra i più influenti del panorama sonoro internazionale e\, se possibile\, di avviare un dialogo costruttivo con le comunità musicali autonome del territorio regionale: il primo evento/esperimento è sabato 13 Aprile 2024 con le performance audio di Flora Yin Wong e Sara Persico presso il Museo Hermann Nitsch\, nel quartiere Montesanto.\nCon l’auspicio di captare le forze energetiche del Museo e le pulsioni emozionali scaturite dall’attraversare gli ambienti saturi di potenti Opere Totali del Maestro Hermann Nitsch\, l’ipotesi di assorbire un’esperienza percettiva indelebile nella memoria sono altamente probabili. Un approccio che non esclude ma ingloba ed amalgama le differenti caratteristiche e generi in un intreccio connettivo dove l’interpretazione soggettiva e l’immaginazione sono gli strumenti per intercettare e decifrarne le vibrazioni. \n“il gesamtkunstwerk viene realizzato nel orgien mysterien theater solo grazie al fatto che in esso i diversi generi artistici sono ridotti ad un puro fenomeno di abreazione. parole\, pittura\, musica diventano azione liturgica.\ntutto si pervade di una sintetica atmosfera sacramentale. mi riscatta e costruisce l’o. m. theater.\nforse da una mistica europea dei sensi\, dal riconoscimento della reazione improvvisa\, dalla propensione all’eccesso che è condizionata in noi in modo quasi fisiologico\, si trasformerà in una specie di mistica orientale-asiatica della pace\, la quale però non sia affetta dall’atteggiamento narcoticamente estraniato e negatore del mondo di quest’ultima; deve trattarsi invece di una nuova mistica intesa come intensa e armonica affermazione di vita.\nal concetto di umano è connessa un’intensificazione in senso apollineo\, una liberazione dalla pura animalità”.\nHermann Nitsch Orgien Mysterien Theater\, 1962 \nFlora Yin Wong mixa suoni registrati con il telefono durante i suoi viaggi e vari strumenti musicali tradizionali\, come campane tibetane\, yangquin e kemence\, per creare dei segmenti audio elettronici innovativi\, echi di sinistre melodie\, ritmi arcani e misteriosi noises. Flora cristallizza un sentimento di essenza di quei viaggi e quelle sonorità che emergono dalla memoria rifrangendo come la luce che colpisce la superficie di una sfera a specchi.\nSara Persico incanala la sua energia attraverso la voce ed i suoni elettronici verso un universo ibrido oltre le convenzioni\, immergendoci in molteplici possibilità strumentali seguendo le ispirazioni di una totale improvvisazione elettronica. Una rete intricata di cunicoli e passaggi\, in costante trasformazione con un tocco distintivo che rivela la sua profonda conoscenza per la composizione e la coerenza acustica. \nNOTE BIOGRAFICHE \nFLORA YIN WONG (Londra\, 1988) di origine Cinese-Malaysiana\, scrittrice e fondatrice dell’etichetta Doyennee\, produttrice e DJ\, Junior Editor della rivista Dazed Digital e corrispondente per i magazine AnOtherMag.com\, Soho House Magazine\, INDIE/Material Girl e Ocularsound.com\nL’album Holy Palm è un collage sonoro allucinante di viaggi reali e astratti combinando insieme i suoni degli insetti nella natura balinese\, i rumori dei club dance di Tokyo e le sonorità di un insediamento artico abbandonato. Realizzato insieme all’album Holy Palm (2020)\, Liturgy è un libro che confonde i confini tra fantasia\, diario e visione dei territori attraversati dalla protagonista: un mondo sfocato\, una miscellanea di ricordi nebulosi\, favole cantonesi\, divinazioni provenienti dalla lettura degli esagrammi\, storie di universi paralleli ed antichi rituali.\nIn The Sacrifice (2022)\, fa da guida un vecchio libro The Mabinogion che raccoglie i frammenti manoscritti delle storie orali di mitologia celtica del XII-XIII secolo. Durante una residenza d’artista in una baita isolata nel Galles settentrionale\, Yin Wong si concentra sull’ecologia acustica ed il rapporto tra ascoltatore e ambiente; con il registratore cattura il proprio paesaggio\, intrecciando queste registrazioni con degli adattamenti dei miti gallesi ed i suoni prodotti dalla cantante Rachel Lyn\, in un gioco onirico di contrasti tonali e di riverberi naturali e creati.\nL’evocativo album Cold Reading (2023) esprime ancora la caratteristica narrazione strumentale e descrive le conseguenze dei suoi viaggi spirituali esotici: con un senso di dissociazione\, Flora Yin Wong rilegge la Sonata per violino in sol minore di Giuseppe Tartini (1692–1770)\, nota come il trillo del diavolo\, una composizione notoriamente impegnativa che provava ad eseguire la musica ascoltata in un sogno. \nSARA PERSICO (1993\, Napoli) sound artist\, improvvisatrice\, performer\, DJ e video maker\, con radici profonde nell’underground sonoro della sua città\, ha affinato le sue abilità musicali in contesti stimolanti mentre seguiva gli studi di composizione al Conservatorio di Napoli ed in seguito il Master a Bologna nel 2018. Fondatrice e performer in diversi gruppi musicali italiani ed esteri\, nel 2018 partecipa al Temp Studio di Lisbona con la performance 7 Survival Techniques per voce\, elettronica e video-proiezioni\, e poi collabora con Francesca Grilli per la performance GOLD presentata al Santarcangelo Festival; nel 2019 performa in tour tra la Polonia e la Germania col musicista Ignacio Cordoba e pubblica l’album. Dal 2021 risiede a Berlino dopo esser stata selezionata per la residenza Amplify Berlin sotto la guida della violoncellista Lucy Railton; qui trova un’atmosfera ideale per attivare delle connessioni internazionali.\nAttraverso una ricerca profonda sulla materia del suono e seguendo una molteplicità di pratiche\, come improvvisazione e composizione\, nel EP Boundary (2023) Sara sfida i limiti e le definizioni superandoli con audacia in un’atmosfera evocativa di un mondo sotterraneo stratificato di ere geologiche. La dimensione sonora è plasmata da un’insolita pratica vocale impulsiva mescolata a pulsazioni e frequenze sonore\, Sara esegue delle trasformazioni dei suoni e altera la natura dei rumori per creare un elaborato paesaggio interiore.\nSara Persico ha performato in eventi internazionale come Geografie del Suono\, Bologna Jazz Festival\, Napoli Teatro Festival\, Damas Lisboa\, MultiMadeira\, O Salgado Faz Anos Fest\, CTM\, Documenta fifteen\, Club Mutante e Ballroom Blitz Beirut.
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SUMMARY:Millenanni Terzo Anno Henri Chopin. Visiva Utopia
DESCRIPTION:Millenanni Terzo Anno\nHenri Chopin. Visiva Utopia \nA cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini \nDal 9 aprile al 31 luglio 2024 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \n  \nIn occasione del Terzo Anno di Millenanni\, La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito del Progetto XXI\, inaugura il 9 aprile 2024 il percorso espositivo Henri Chopin. Visiva Utopia.  \nArtista di notevole sperimentazione progettuale nel campo d’azione della neoavanguardia internazionale\, Henri Chopin (Parigi\, 1922 – Londra\, 2008) introduce il suo percorso nella grande parentesi creativa della “poesia concreta”. Nel panorama delle ricerche verbo-visuali del secondo dopoguerra\, Chopin si inserisce a pieno titolo come figura di rilievo rispetto alla specifica corrente della “poesia sonora”\, sebbene il suo percorso non possa racchiudersi in una singola esperienza. Audio-poèmes\, registrazioni vocali su magnetofono di deformazione e distorsione della voce\, dactylo-poèmes\, esercizi tipografici e di esplorazione dello scheletro formale della parola\, ma anche esperienze di performance art\, scrittura editoriale e pamphlettistica\, regia cinematografica\, scrittura teorica e teatrale. Henri Chopin corrompe ogni modalità prescrittiva nella sua pratica di vita\, e procede in una ricerca orizzontale rispetto ai campi del lessico\, dell’acustica e della grammatica\, spezzando le relazioni automatiche che vi sono fra essi. La parola è al grado zero\, la voce recupera il suo corpo sonoro\, favorendo la parte significante rispetto a quella semantica. La sensorialità prevale sul senso relazionale del verbo. \nIl percorso espositivo non è esclusivo all’osservazione della figura di Chopin\, ma si organizza come un simposio tra figure convergenti\, ma non omologate\, rispetto alle neoavanguardie. Paul de Vree e Bernard Heidsieck\, vicini a Chopin e altrettanto associati all’esperienza della poésie sonore\, sono presenti in mostra; assieme ad essi\, compaiono i nomi più rappresentativi della stagione della poesia visiva in Italia: Eugenio Miccini\, Lamberto Pignotti\, Arrigo Lora Totino\, Ugo Carrega\, Stelio Maria Martini\, Luigi Tola\, Rodolfo Vitone\, Michele Perfetti\, Luciano Caruso e Giovanni Fontana. \nInserita in un reticolo di interscambio sinestetico fra artisti dalle esperienze collettive di Gruppo 63\, Gruppo 70\, Gruppo Tool\, oltre che derivati dalla cornice editoriale delle riviste Documento Sud e Linea Sud\, la dimensione di Chopin conserva il suo senso distintivo. La sua ricerca\, improntata alla scomposizione fonetica della lingua\, emerge e si pone in un dialogo di confronto poietico\, e poetico\, rispetto agli altri artisti. Una sezione di documenti\, curata da Domenico Mennillo\, presenta\, a corollario della mostra\, alcuni materiali contenuti nell’Archivio Henri Chopin allocato presso gli spazi di Casa Morra: inviti\, affiche\, fotografie\, lettere e scritti preparatori per testi e performance\, nastri magnetici\, dischi e audio cassette. \nLa collaborazione tra Fondazione Morra ed Henri Chopin è consolidata fin dagli anni Ottanta e trova una sua manifestazione in produzioni di carattere eterogeneo\, sostenendo l’artista nelle sue ricerche rispetto alle partiture verbo-visive. Inoltre\, tramite la pubblicazione delle sue opere in traduzione italiana\, tra cui “L’ultimo romanzo del mondo” ([1961]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1984)\, “La Conferenza di Yalta” ([1984] Edizioni Morra\, Napoli\, 1987) o “Il gambero cosmografico” e “Il granchiolino innamorato” ([1965 e 1967]\, Edizioni Morra\, Napoli\, 1994) editi dalla stessa Fondazione\, il sodalizio tra Giuseppe Morra ed Henri Chopin acquista ulteriore compattezza. \nNel corso delle giornate del 9\, 10 ed 11 aprile\, Henri Chopin. Visiva Utopia sarà supportata dagli interventi dei curatori della mostra Giovanni Fontana e Patrizio Peterlini\, di Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, di Eva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\, di Cecilia Bello Minciacchi\, Docente in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” di Barbara Meazzi\, Docente di Letteratura e Civilità italiane del XX secolo presso l’Università di Nizza\, di Domenico Mennillo\, Curatore scientifico degli Archivi Fondazione Morra\, di Girolamo De Simone\, musicista e agitatore culturale\, dell’artista sonoro Domenico Napolitano (SEC_)\, di Mario Franco\, Critico cinematografico e creatore dell’Archivio omonimo all’interno della Fondazione\, e di Barbara Anceschi\, grecista e Direttrice editoriale delle edizioni del verri. Parallelamente\, le lectiones critiche saranno accompagnate dalle performance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano Di Trapani)\, Umberto Petrin. \nDa aprile a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di dodici proiezioni cinematografiche\, che vanno ad interagire con il periodo storico analizzato. \nLa produzione artistica intermediale di Henri Chopin innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. \nLa Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata nell’ambito del progetto “Rilancio e sostegno della Fondazione Donnaregina- Sez. Progetto XXI” – POR FERS Campania 2014/2020 \n  \nHenri Chopin. Visiva Utopia\nProgramma manifestazione \nMartedì 9 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Visiva Utopia \nIntervengono: Angela Tecce\, Presidente Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\nEva Elisa Fabbris\, Direttrice Museo Madre\nBarbara Anceschi\, Direttrice editoriale Edizioni del Verri\nGiovanni Fontana\, Fondazione Berardelli\nPatrizio Peterlini\, Fondazione Bonotto\nGiuseppe Morra\, Direttore Fondazione Morra \nOre 20\,00 VOCÈMI Dismisure foniche e lallazioni randagie per Henri Chopin \nPerformance poietica di Giovanni Fontana \nMercoledì 10 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Archivio visivo e performativo \nIntervengono: Domenico Mennillo\, Curatore scientifico Archivi Casa Morra\nDomenico Napolitano (SEC_)\, compositore di musica concreta ed elettroacustica\nBarbara Meazzi\, Université Côte d’Azur – du son dans les oreilles: Henri Chopin e i tentacoli del Verbo  \nOre 19\,00 Secret Performance \nPerformance del duo Acchiappashpirt (Jonida Prifti e Stefano di Trapani) \nOre 20\,00 Liturgie du Souffle \nPerformance di Girolamo De Simone\, pianoforte ed elettronica \nGiovedì 11 aprile \nOre 18\,00 Henri Chopin. Attuale Utopia \nIntervengono: Patrizio Peterlini – Henri Chopin: l’utopista del linguaggio\nCecilia Bello Minciacchi – La forza della voce. Chopin\, Vicinelli\, Balestrini\nGiancarlo Alfano – Sonorità\, visività\, cut-up: vie della poesia tra Henri Chopin e Nanni Balestrini\nStefania Zuliani \nOre 20\,00 LA VOCE IN SITUAZIONE Teoria e pratica della vocalità per testo e pianoforte jazz \nFlussi vocali: Giovanni Fontana\nPianoforte: Umberto Petrin \nOre 20\,30 La macchina fagocitante di Henri Chopin \nPerformance di Domenico Napolitano (SEC_)
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SUMMARY:Eva Frapiccini Dreams Archive
DESCRIPTION:AlbumArte presenta la pubblicazione  \nEva Frapiccini Dreams Archive\na cura di Cristina Cobianchi\nCasa editrice bruno\, Venezia (ottobre 2023\, doppia versione italiano e inglese) \nMUSEO HERMANN NITSCH NAPOLI\nMartedì 14 novembre Ore 18.30 \nCristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\nEva Frapiccini Artista\nAngela Tecce Presidente della Fondazione Donnaregina – Museo Madre\nVittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\nSveva Ventre Architetta\, curatrice e presidente del Collettivo Zero APS \nVico Lungo Pontecorvo 29/D ingresso libero  \nMartedì 14 novembre 2023 alle ore 18.30 presso il Museo Hermann Nitsch a Napoli\, sarà presentato il volume Eva Frapiccini Dreams Archive\, titolo anche del progetto umbrella sviluppato tra il 2011 e il 2023 dall’artista visiva Frapiccini in collaborazione con artisti della video\, sound e live arts attorno agli immaginari onirici a partire da un archivio audio di più di 2300 racconti di sogni da diverse aree geografiche. La pubblicazione ha la duplice forma di catalogo e saggio nelle due sezioni DREAMS_Research in practice e DREAMS_Reader. La prima sezione descrive l’evento partecipativo itinerante Dreams’ Time Capsule (2011-2022); la videoinstallazione e performance Dust of Dreams (2022); l’installazione sonora Dreamscape (2023); la serie fotografica H.D.M. (2022-23). I progetti sono documentati attraverso le varie tappe espositive\, tra cui la recente partecipazione di Dreamscape alla Biennale Son in Svizzera. La seconda sezione DREAMS_Reader raccoglie i contributi scientifici del Public Program – Talks di Dreamscape ideato dall’artista insieme a Labont – Laboratorio di Ontologia e di ricerca interdipartimentale dell’Università degli Studi di Torino\, organizzato da AlbumArte con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo\, nell’ambito del bando Art~Waves. Dall’idea alla scena\, che si è svolto al Polo del ‘900 di Torino a maggio 2023. \nLa pubblicazione\, a cura di Cristina Cobianchi e con il coordinamento del progetto editoriale di Marta Bracci\, \ncontiene testi di: Carola Barbero\, Arianna Cecconi\, Cristina Cobianchi\, Davide Dal Sasso\, Anna Daneri\, Diletta De Cristofaro\, Alessandra Donati\, Jean-Paul Felley\, Eva Frapiccini\, Federica Martini\, Giulia Palomba\, Vincenzo Santarcangelo\, Paola Ugolini. \nContributi di: Sara Berts\, Ali MacGilp\, Daniele Ninarello\, Zane Onckule\, Alberto Peola\, Catalina Quijano\, Alexandra Stock\, Michele Tavano\, Paola Tognon. \nNe parleranno: Cristina Cobianchi Fondatrice e presidente di AlbumArte\, curatrice del libro\, Eva Frapiccini Artista\, Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina – Museo Madre\, museo che ha ospitato Dreamscape uno dei progetti del volume nel giugno del 2023\, Vittorio Urbani Coordinatore relazioni internazionali presso Fondazione Morra\, che ospita l’evento di presentazione\, Sveva Ventre Architetta curatrice presidente Collettivo Zero APS\, che ha collaborato con il progetto a Napoli nel mese di giugno 2023. \nProgetto realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (12a edizione\, 2023).  \nIl progetto Eva Frapiccini Dreams Archive  ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ART~WAVES. Per la creatività\, dall’idea alla scena” che guarda al consolidamento dell’identità creativa dei territori attraverso il sostegno alla programmazione nel campo delle performing arts e alla produzione creativa contemporanea\, unendo ricerca\, produzione\,offerta e distribuzione in una logica di ecosistema per rafforzare le vocazioni artistiche del territorio \nEvento in collaborazione con Fondazione Morra e Museo Hermann Nitsch. \nQUI LE BIOGRAFIE DELLE AUTRICI E DEGLI AUTORI \nQUI IL SITO DEL PROGETTO \nCARTELLA STAMPA \nPer maggiori informazioni: info@albumarte.org
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SUMMARY:Luca Miti\, Musiche inutili
DESCRIPTION:Museo Casa Morra – Archivi d’arte contemporanea \nLuca Miti\, Musiche inutili \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nVenerdì 27 ottobre 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nL’uomo non conosce l’esistenza dei tasti\nLa tastiera è per lui una lunga striscia bianca\negli ha però capito che le sue mani le sue braccia\npossono lasciare un’impronta sulla tastiera come sulla sabbia\nHa capito che la sua rabbia la sua ansia la sua tensione la sua fissità la sua apatia la sua tenerezza lasceranno per un attimo sulla striscia\nun’impronta rabbiosa tenera\nGiuseppe Chiari\, Gesti sul piano \nVenerdì 27 ottobre 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione che vede protagonista Luca Miti\, performer\, pianista e produttore dedito da decenni alla proposta e promozione di musiche e autori contemporanei. \n“Luca Miti\, Musiche inutili” è il quarto e penultimo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra l’Archivio realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma dell’incontro prevede l’esecuzione sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio di brani di rara esecuzione\, corredati dalla visione di documenti e video inediti\, commentati da Giuseppe Morra e Girolamo De Simone. \nLuca Miti Ha collaborato a lungo con artisti del calibro di Albert Mayr\, Francesco Michi\, Alvin Curran\, Mauro Orselli\, Michiko Hirayama ed altri. Il suo repertorio è costituito da composizioni “difficili da trovare” (i Keyboard Studies di Terry Riley\, opere di Takehisha Kosugi\, composizioni meno note di Alvin Curran). E’ dedicatario di brani di Tom Johnson\, Pauline Oliveros e altri. Tra le sue registrazioni di composizioni originali sono da menzionare “Musiche Sole” (con Roberto Barbanti e Letizia Bolognesi – Electronikaruna)\, Mansions\, (ants records)\, 4 oder 5 (hässliche) Klavierstucke (ants records)\, Compendium Musicae (con Michyko Hirayama\, Mauro Orselli e Mauro Tiberi – ADA)\, A cena con NED (NED). Come interprete al pianoforte di brani di scuola minimalista ha realizzato il CD “Just Before Dawn” (ants records) che comprende brani di compositori quali Terry Riley\, Gyorgy Kurtag\, Laurie Spiegel\, Tom Johnson\, Alvin Curran\, Gigi Masin. Il suo vocabolario artistico si espande alla creazione di spettacoli di arte sonora e performance ed alla interpretazione di partiture del livello di Giuseppe Chiari\, Takehisha Kosugi\, Christian Wolff. \nAl Centro dell’Azione\, nella descrizione di Luca Miti: \nDel rituale\, e del vissuto… ci si dovrà chiedere se il rituale è pratica inutile nei confronti del vissuto – se quel “magico”\, essenza del rituale\, abbia una qualche concretezza in rapporto alla realtà. E ancora: “opere” che\, tutte\, ognuna di esse nel suo “stile” caratterialmente definito\, inseguono la stessa cosa\, quel “per sempre” che\, ci dicono\, potrebbe anche non esistere. Alcuni dei brani eseguiti: Per sempre. Forse stanotte (operetta inutile). Für Otfried Rautenbach.\n[Luca Miti] \nLuca Miti è nato a Roma nel 1957. Ha studiato pianoforte jazz\, tecniche vocali estese\, flauto a becco barocco\, canto gregoriano e automatons (con Tom Johnson). Dal 1980 è attivo come compositore ed esecutore di musica contemporanea. Il suo lavoro è incentrato sulla ricerca sul/ dentro il/oltre il suono. Ha collaborato con numerosi artisti internazionali ed alcuni brani per pianoforte gli sono stati dedicati da vari compositori. È membro del FKL (Forum Klanglandschaft) ed è tra i fondatori del collettivo di musica estemporanea NED. Ha inciso numerosi CD\, LP ed audio tapes. In realtà egli non sa esattamente cosa stia facendo: probabilmente sta inseguendo un’utopia che ha del rituale ma che è di una qualche utilità per l’esplorazione del proprio vissuto. I suoi ultimi CD sono forse la massima espressione del rapporto tra il linguaggio (musicale) e quel vissuto.
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SUMMARY:Jeanne Liotta - Eternal Returns
DESCRIPTION:JEANNE LIOTTA \nETERNAL RETURNS\nLand of Enchantment 1994\, Super 8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.\nCrosswalk 2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.\nSoon It Would Be Too Hot 2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.\nObservando El Cielo 2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min. \nEXPANDED FILM PERFORMANCE\nPath of Totality 2017\, 16mm film loop\, oggetti concreti e trasparenti\, +/- 30 min. \nvenerdì 20 ottobre 2023 ore 19:30\nMuseo Hermann Nitsch vico lungo Pontecorvo 29/d Napoli \nIn tour europeo\, per un’eccezionale occasione a Napoli Jeanne Liotta\, artista newyorkese che interseca l’arte\, la scienza e la filosofia naturale nel suo Science Project. “…Lavorare con la pellicola filmica ha di per sé una base scientifica: c’è l’aspetto chimico e c’è l’aspetto ottico\, quindi\, in definitiva si ha a che fare con la percezione\, che potrei definire scienza\, in un certo senso; è un po’ scienza e filosofia. Utilizzo spesso il termine ‘filosofia naturale’ perché è così che la chiamavamo prima di avere il termine ‘scienza’. Era compito di tutti\, come una scienza civica. Ognuno ha la responsabilità o l’opportunità\, in quanto essere umano\, di scoprire di che cosa è fatto il proprio mondo e cosa ne pensa\, di osservare e prendere appunti e riflettere – questo è il nostro lavoro come esseri umani\, in qualche modo\, ed è quello che sento di fare quando creo le cose. È solo il mio pensiero”. \nNel 2010 per Independent Film Show 10 edition\, abbiamo conosciuto i films ‘naturalistici’ di osservazione dei movimenti della Terra\, e poi nel 2018 per IFS18 edition ci siamo immersi nelle expanded film performance alla Vigna San Martino e nella video-installazione In This Immense Space Hidden Things Appear Before Us\, con due smartphone sul tetto del Museo Nitsch che riprendevano gli esterni\, sovrapponendo le immagini registrate ai rendering di SkyView e trasferendo per i visitatori nella sala interna quelle stesse porzioni di cielo con i pianeti\, le costellazioni\, i satelliti e la ‘spazzatura’ di passaggio in quell’orbita terrestre; nella mostra Break the sky gli acquerelli Bruno Studies con la sagoma della statua del Bruno in Campo de’ Fiori\, gli inchiostri e acquarelli Nightly Studies che disegnano le mappe dei cieli notturni osservati nelle località del mondo durante le sue ricerche filmiche\, e i fotogrammi Articuli stampati a mano in camera oscura ispirati alle xilografie dei diagrammi copernicani del filosofo frate domenicano G. Bruno. \nVenerdì 20 ottobre 2023 alle ore 19:30 sono in programma i quattro films e la expanded film performance: \nLAND OF ENCHANTMENT (1994\, S8mm\, colore\, no sonoro\, 3 min.) Primo incontro con il paesaggio del New Mexico con un rullino kodachrome Super 8mm\, con una bussola. Una terra mistica dove la bussola non trova il nord. Perso nell’attimo. \nCROSSWALK (2010\, video\, colore e b/n\, sonoro\, 18 min. 45 sec.) Ambientato nel quartiere newyorkese di Losaida\, la schiettezza di Crosswalk – incarnata dalle riprese a mano libera e dalla tattilità sgranata del S8mm – rispetta il proprio soggetto. La cinepresa segue una processione del Venerdì Santo nel Lower East Side. Attraverso le strade affollate\, la figura di Cristo cade per le tre volte richieste mentre i ‘soldati’ lo rimettono sul cammino. Il gioco di parole ‘religioso’ del titolo si estende facilmente agli incroci culturali e sociali dell’ambiente\, all’incrocio sonoro tra le sirene della polizia\, il traffico\, l’hip-hop e un testo religioso di una voce fuori campo\, alla rievocazione di un evento biblico tra vetrine\, banche e veicoli. \nSOON IT WOULD BE TOO HOT (2014\, HD video\, colore\, sonoro di Zach Layton\, 7 min.) Riprendendo il titolo dalla prima riga del romanzo del 1962 sul clima The Drowned World di James G. Ballard che descrive in modo vivido una futura Terra distopica\, Soon It Would Be Too Hot utilizza delle immagini originali\, dei suoni ed i più attuali dati sulla CO2 per considerare lo stato di scioglimento dei ghiacci nell’Artico dovuto al riscaldamento degli oceani e della Terra fondamentalmente causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica. È stato commissionato per un progetto collaborativo scienza/arte unico nel suo genere\, proiettato al Fiske Planetarium\, Boulder\, Colorado\, per Science on a Sphere del NOAA\, una piattaforma globale per l’Educazione alle Scienze della Terra. \nOBSERVANDO EL CIELO (2007\, 16mm\, colore\, sonoro di Peggy Ahwesh\, 19 min.) Liotta ha filmato il cielo per un periodo di sette anni da siti remoti e si è ispirata agli scritti e ai diagrammi copernicani del cosmologo e filosofo Giordano Bruno\, e inoltre alle attuali applicazioni per smartphone di ‘osservazione delle stelle’ in realtà aumentata per l’identificazione di oggetti celesti. Anche se sono stati creati a 500 anni di distanza l’uno dall’altro\, Liotta afferma che entrambi gli approcci servono essenzialmente a permetterci di visualizzare la nostra posizione nello spazio ed a considerare la nostra esistenza all’interno dell’universo. \nPATH OF TOTALITY (2017\, film loop 16mm\, oggetti concreti e trasparenti\, sonoro di Eric Baus\, Phil Cordelli e Oren Silverman\, +/- 30 min.) Ispirato all’eclissi solare totale dell’agosto 2017\, i concetti visivi di latenza della luce\, visione periferica e immaginazione cosmica sono attivati attraverso l’uso di oggetti semplici e lenti d’acqua. \nJeanne Liotta (1960\, New York USA) realizza film\, video e altre cose effimere\, tra cui installazioni\, film performance\, opere su carta e fotografie. Le sue opere abbracciano una costellazione di medium e le sue indagini sull’effimero e sul reale nel tempo filmico sono spesso in una vivace intersezione tra arte\, scienza e filosofia naturale. Observando El Cielo è stato votato tra i migliori del decennio dalla Film Society of Lincoln Center\, ed ha vinto il Tiger Award for Short Film al Rotterdam International Film Festival ed è stato inserito nella Top Ten Films del 2007 del magazine Artforum. \nPer 17 anni\, Jeanne è stata la forza creativa di Firefly Cinema\, un microcinema comunitario che proiettava i films della collezione 16mm della New York Public Library; ha scritto una breve monografia sui film di Joseph Cornell pubblicata da SF Cinematheque per la retrospettiva “Navigating the Imagination Cornell” al SFMOMA\, grazie alle sue ricerche nella Joseph Cornell Film Collection dell’Anthology Film Archives. New York. \nRecentemente\, Liotta ha pubblicato un saggio per il magazine Millennium Film Journal\, dal titolo “Enter Germs\, Enter the World: Hand Processing Artists Films in the AIDS Era”. Attualmente è docente presso l’Università di Colorado Boulder\, dove dirige il programma di laurea in Film e da molti anni è tutor di studenti laureati nel programma MFA della Bard di New York. I suoi film sono distribuiti da Light Cone a Parigi\, e il suo lavoro è rappresentato dalla Microscope Gallery di New York. \nhttp://www.jeanneliotta.net/
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SUMMARY:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II
DESCRIPTION:Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\nImagining – shaping feminist constellations\nA cura di Sara Guidi \n19 ottobre – 15 novembre 2023\nArchivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, 80136 Napoli \nOpening 19 ottobre\, ore 19:00 \nGiovedì 19 ottobre\, alle ore 19:00 presso le sale di Archivi Mario Franco – Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, inaugura Our Truths Flow Together With the Waves ch.II\, progetto a cura di Sara Guidi\, a seguito di un primo capitolo svoltosi presso l’Istituto italiano di cultura di Copenhagen. \nOur Truths Flow Together With the Waves è frutto di una ricerca sull’esperienza delle Nemesiache\, gruppo artistico-femminista fondato a Napoli nel 1970 da Lina Mangiacapre (1946 – 2002)\, e attivo per oltre cinque decenni. \nDove si sedimentano le memorie? Quali risignificare\, interiorizzare? Quali relazioni possiamo tessere con quanto proposto da una realtà archivistica? Il progetto invita l’audience a relazionarsi con parti selezionate dall’archivio del gruppo: scritti\, materiale audiovisivo e i costumi utilizzati nei momenti performativi. \nOur Truths Flow Together With the Waves comprende una sezione espositiva\, un workshop e l’invio di approfondimenti tramite newsletter. \nOur Truths Flow Together With the Waves ch.II sarà visitabile fino al 15 novembre 2023\, negli orari di apertura di Casa Morra al pubblico. \nWorkshop \nNelle giornate del 21-22 ottobre\, presso il Giardino Liberato di Materdei (Salita S. Raffaele\, 3)\, si terrà un workshop a cura di Mattias Gimigliano (artista e performer attivo a Berlino)\, in cui esplorare metodi di autocoscienza tramite esercizi fisici e vocali di percezione. Il workshop è gratuito e aperto a tutti i corpi e a tutte le voci. \nInfo e iscrizioni qui. \nCatalogo online  \nOur Truths Flow Together With the Waves prevede una newsletter di approfondimenti circa l’esperienza nemesiaca e la possibilità di riattualizzare le metodologie proposte nel presente. \nInfo e iscrizione alla newsletter qui. \nLa newsletter\, avviata a luglio 2023\, prevede interviste ad attiviste del gruppo\, contributi critici di Giulia Damiani (performer\, curatrice\, scrittrice e professoressa alla Rietveld Academie di Amsterdam – prima figura a intraprendere una ricerca storico-critica sulle Nemesiache)\, Sonia d’Alto (curatrice e ricercatrice alla HFBK di Amburgo)\, e Sara Guidi (curatrice del progetto) e una sezione sulla performance\, curata da Mattias Gimigliano. \nParte degli articoli sono rintracciabili nei siti di Nero Magazine e di Reading Aloud. \nLe Nemesiache \nIl gruppo artistico-femminista delle Nemesiache nasce a Napoli nel 1970; il termine “nemesiache” si riferisce a Nemesi\, divinità che nella mitologia greco-romana agisce per ristabilire l’armonia violata dall’egocentrismo e dalla superbia\, qualità intrinseche alla società patriarcale. La giustizia ricercata dalle Nemesiache non s’appella alla giustizia sociale\, ma alla ricerca di una dimensione in cui esprimere liberamente la propria dimensione e rivendicare la propria identità. Molte delle attiviste del gruppo si identificano con i nomi di figure femminili della mitologia\, come Dafne\, Eco\, Medea\, Nemesi\, Niobe… \nIl legame profondo fra il gruppo e Napoli si esprime nel legame con il paesaggio mediterraneo (la dimensione di lotta si combina con la difesa del mare\, minacciato dalla privatizzazione e dall’inquinamento) e il recupero e del mito pre-romano\, antecedente alla dialettica corpo-mente. Il corpo e le sue gestualità\, attraverso la ritualità e la danza\, iniziano a processi di autocoscienza per esplorare le zone identitarie soffocate dalle semplificazioni patriarcali. \nA caratterizzare l’esperienza del gruppo\, è l’affermazione della creatività come forma di lotta politica: in tal senso\, l’attivismo si intreccia\, e talvolta combina\, con una ricerca artistica di natura multi- e interdisciplinare\, che rifiuta ogni forma di professionismo. \nLa crisi della creatività maschile non ci interessa\, noi Nemesiache sappiamo che la nostra nuova dimensione o\, diciamo pure\, nuova metafisica\, capovolge tutto\, e la nostra creatività è il nostro mondo che emerge e esplode capovolgendo e scoprendo infinite\, fantastiche imprevedibili dimensioni.  \n(Il Manifesto delle Nemesiache\, scritto nel 1970). \nPartners del progetto: Trust nel nome della Donna\, Giardino Liberato di Materdei\, Reading Aloud\, Nero Magazine e ST:ART.
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SUMMARY:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr
DESCRIPTION:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr \na cura di Eugenio Viola \nGiovedì 28 Settembre 2023 \nCasa Morra.Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C \nGiovedì 28 settembre\, alle ore 17:00\, inaugura\, negli spazi di Casa Morra\, Mike Parr. The Intimate Resistance: 1971-2023\, retrospettiva a cura di Eugenio Viola e organizzata in collaborazione con il MAMBO – Museo de Arte Moderno di Bogotà (Colombia) che presenta\, per la prima volta in Italia\, il lavoro dell’australiano Mike Parr. \nIn occasione dell’inaugurazione\, l’artista agirà\, dalle 17:00 alle 19:00\, una nuova performance: Blind Painting Towards a Hole and a Head (2023). \nIl titolo della mostra\, The Intimate Resistance\, è preso in prestito dall’omonimo libro del filosofo catalano Josep Maria Esquirol (La resistencia intima\, 2015)\, una profonda riflessione sulla condizione umana che diventa l’ipertesto per offrire un panorama aperto sul lavoro sovversivo e radicale di Mike Parr. \nMike Parr (Sydney\, 1945\, dove vive e lavora) è internazionalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della performance art. Nel corso di una carriera lunga più di 50 anni\, l’artista australiano ha sfidato i limiti di questo medium all’interno dei parametri della storia e della teoria dell’arte\, confrontandosi con i concetti di spazio\, tempo\, resistenza\, memoria e meccanica della rappresentazione. \nMike Parr è tra i pionieri che hanno plasmato la performance art in Europa e nelle Americhe tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Inoltre\, è tra i pochissimi artisti ad utilizzare ancora oggi la performance come mezzo di espressione privilegiato. \nDa sempre\, Parr utilizza il proprio corpo come soggetto\, oggetto e medium per esplorare i limiti fisici e mentali del proprio essere. Il suo lavoro è spesso connesso al dolore\, coinvolge i fluidi corporali\, richiede atti di resistenza estrema ed appare disturbante e viscerale. Per questo motivo\, le sue performance provocano reazioni complesse che sfidano emotivamente e intellettualmente l’artista stesso e\, in molti casi\, gli spettatori. \nThe Intimate Resistance presenta un corpus di oltre 80 opere prodotto in più di cinque decenni\, tra foto\, film\, video\, installazioni\, video monocanale e multicanale\, incisioni e rari materiali d’archivio. Tra le opere esposte\, alcune tra le prime “task performance” di Mike Parr\, come Pushing a Movie Camera Over a Hill (1971) o Hold Your Breath for as Long as Possible/ Hold Your Finger in a Candle Flame for as Long as Possible (1972); così come alcune delle sue performance più controverse\, come Cathartic Action: Social Gestus No.5 (The “Armchop”) (1977). Altre opere sono invece qui presentate per la prima volta\, come Falling Self-Portrait (2023). \nMontage in Space & Time (1971-2023) offre una straordinaria visione d’insieme sul lavoro radicale di Parr\, condensata in una videoinstallazione sincronizzata a quattro canali. Una combinazione di video\, quasi una retrospettiva in una retrospettiva\, che ripropone senza soluzione di continuità le sue azioni più audaci e impegnative\, presentate in modo volutamente episodico e sconnesso. \nPhoto-Death (2023) è invece un lavoro che sintetizza in una sequenza cronologica di immagini tutta la carriera dell’artista\, affrontando lo spettatore con la documentazione fotografica di alcune delle performance più scioccanti di Parr. Sia Montage in Space & Time che Photo-Death rappresentano il tentativo dell’artista di determinare nuove modalità di rappresentazione della performance\, salvaguardandone la memoria per il futuro. \nPainting Towards a Hole and a Head (2023) è una nuova performance ‘site-responsive’ che Parr ha concepito per questa mostra\, legata ad una serie di Blind Paintings che l’artista ha realizzato nel corso degli anni\, rigorosamente ad occhi chiusi e rifiutando persino di vedere la documentazione audiovisiva del risultato. \nThe Intimate Resistance offre la possibilità di apprezzare\, da una prospettiva unitaria\, tutta la coerenza di Mike Parr\, uno degli artisti viventi più estremi\, irriverenti\, ironici\, radicali\, blasfemi\, impenitenti e iconoclasti che ha sperimentato e sfidato la performance art\, plasmandone ambiti e territori e determinandone\, finanche\, gli esiti. \nQuesta mostra celebra anche la donazione dell’intero archivio di Mike Parr per Casa Morra. Archivi d’arte Contemporanea\, confermando il suo impegno nel conservare\, esporre e promuovere gli archivi di figure fondamentali della storia dell’arte contemporanea\, come Luca Maria Patella\, il Living Theatre\, Vettor Pisani\, Hermann Nitsch\, Arrigo Lora Totino e altri artisti che costituiscono il patrimonio della Fondazione Morra \nSi ringraziano Penny Clive e Anna Schwartz per il supporto dato all’esposizione \nIl Progetto è finanziato con la L.R. n.7/2003\, contributi per la promozione culturale anno 2023.  \nMike Parr ha co-fondato nel 1970 con Peter Kennedy\, Inhibodress Gallery\, il primo artist run space in Australia che ha il merito di aver diffuso l’arte concettuale e la performance art nel continente. Numerosissime le sue mostre in Australia ed internazionali nel corso di oltre mezzo secolo. Tra le ultime: The Eternal Opening\, Schwartz/Carriageworks\, Sydney\, 2019; Underneath the Bitumen the Artist\, DarkMofo/Detached\, Hobart\, 2018; The Ghost Who Talks\, 55th Biennale di Venezia\, Palazzo Mora\, Venezia\, 2013. Ha rappresentato l’Australia alla 39. Biennale d’arte di Venezia\, nel 1980. Tra le retrospettive più importanti: Edelweiss\, Kunsthallewien\, Vienna\, 2012; Foreign Looking\, National Gallery of Australia\, Canberra. 2015; The Intimate Resistance\, Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, 2023. \nEugenio Viola è dal 2019 Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá\, in Colombia. Dal 2017 al 2019 è stato Senior Curator del PICA – The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth\, in Western Australia. Dal 2009 al 2016 è stato curatore al Museo MADRE di Napoli. Ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali. Ha curato nel 2015 il Padiglione dell’Estonia alla 55. Biennale di Venezia e nel 2022 il Padiglione Italia alla 59. Biennale di Venezia. Studioso delle esperienze legate alla performance e al corpo\, ha curato le monografie dedicate a Teresa Margolles (Edizioni MAMBO\, Bogotà\, 2019); Regina Jose Galindo (Skira\, Milano\, 2014); Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2013); Marina Abramović\, (Sole 24 Ore Cultura\, Milano\, 2012); ORLAN (Charta\, Milano-New York\, 2007). \nDi prossima pubblicazione la nuova monografia dedicata al lavoro dell’artista\, The Intimate Resistance\, realizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con il Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, in edizione italiano / inglese (Edizioni Morra) ed in edizione inglese / spagnolo (Edizioni MAMBO)\, a cura di Eugenio Viola.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco sesto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 27 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra sesto ed ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – Il film di questo sesto e ultimo appuntamento è: \nIlaria Freccia\, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI – Arte in Italia 1967/1977 (2020\, 83′) \nDocumentario\, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà\, nato da un’idea della regista Ilaria Freccia e del curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi. Un viaggio affascinante che si snoda attraverso racconti e immagini di alcuni nomi che hanno fatto e fanno la storia dell’arte contemporanea: Marina Abramovic\, Michelangelo Pistoletto\, Andy Warhol\, Luigi Ontani\, Pino Pascali\, Alighiero Boetti\, Jannis Kounellis\, Joseph Beuys. In corredo\, una raccolta inedita di filmi\, fotografie e documenti provenienti da archivi\, musei\, gallerie\, collezionisti.
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SUMMARY:Rigenerazione urbana: un'ipotesi per Caggiano
DESCRIPTION:Rigenerazione urbana: un’ipotesi per Caggiano\n27 luglio 2023\, h. 9.30 \nSala conferenze del Palazzo Normanno del Guiscardo\nVico Roma\, Caggiano (SA) 84030 \nIl prossimo 27 luglio\, a partire dalle ore 9.30\, si terrà a Caggiano (SA) una tavola rotonda che vedrà coinvolti esperti di rigenerazione urbana e territoriale\, insieme alle autorità del Comune di Caggiano\, per discutere di modelli di trasformazione e rivitalizzazione dei paesi e dei borghi italiani\, attraverso pratiche virtuose che inneschino una coazione benefica tra tessuto cittadino\, architetture storiche e arte. Nella sede del Castello Medievale di Caggiano si troveranno così riuniti\, con il coordinamento scientifico dal Prof. Agostino De Rosa (Università Iuav di Venezia)\, alcuni studiosi e amministratori che nel corso delle loro ricerche e delle loro pratiche professionali si sono imbattuti in complessi progetti di rivitalizzazione urbana in contesti fortemente storicizzati\, caratterizzati da una innata vocazione alla bellezza e posti lontano dai grandi attrattori metropolitani. La tavola rotonda si inserisce all’interno del progetto Caggiano voluto fortemente dalla Fondazione Morra\, e che ha visto sancire pubblicamente la sua presenza nel piccolo centro del salernitano con l’inaugurazione della mostra antologica dedicata a Vettor Pisani presso Palazzo Morone\, il 30 giugno scorso. \nAll’incontro nel comune posto al centro del Vallo di Diano-Parco del Cilento\, parteciperanno: la Prof.ssa Maria Grazia Eccheli (Università degli Studi di Firenze)  – impegnata\, sia nelle sue ricerche che nella sua attività progettuale\, nella ri-scrittura di elementi della città e del suo paesaggio caratterizzati dalla loro attuale contraddittorietà ma dialetticamente tesi alla pur mutevole compiutezza delineata dalla loro tradizione -;  la prof.ssa Maria Rita Pinto (Università degli Studi Federico II) – Coordinatore del Laboratorio di Riqualificazione\, Riuso e Manutenzione del Dipartimento di Architettura dal 2010 ed è Coordinatore del Master di II livello in Manutenzione e Riqualificazione Sostenibile dell’ambiente costruito dell’Università di Napoli “Federico II”.  E’ stata Coordinatore del cluster Recupero e Manutenzione della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura (SiTdA)\, e responsabile scientifica di diversi progetti inerenti le dinamiche di sviluppo dell’ambiente costruito e gli impatti del recupero e della manutenzione sul sistema ambientale\, economico e socio-culturale -; il prof. Domenico Nicoletti (già Università degli Studi Federico II /Università degli Studi di Salerno) – Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino e attualmente nel CTS dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno presso UNISA e coordinatore di Campus Mediterraneo\, impegnato in diversi progetti di innovazione nella transizione ecologica e digitale del paesaggio e dell’architettura -; e infine il Prof. Alberto Pireddu (Università degli Studi di Firenze)  – che ha approfondito il tema del progetto nel suo rapporto con i luoghi\, in particolare nei suoi studi sulla Sardegna\, ai quali afferisce la ricerca Il riciclo dei materiali come opportunità per una ri-costruzione sostenibile del paesaggio isolano -. \nInterverranno anche le autorità locali\, nelle figure del Sindaco di Caggiano\, Modesto Lamattina\, e del presidente dell’Associazione Asmel\, Giovanni Caggiano\, per la Fondazione Morra e per il C.U.G.RI. interverrà il prof. Pasquale Persico (Università degli Studi di Salerno) per intessere un fitto dialogo tra ipotesi operative\, contesto normativo e risposta della comunità locali. Il pubblico è invitato a partecipare all’evento. \nLa mostra dedicata a Vettor Pisani a Palazzo Morone in Vico San Macario\, Caggiano (SA) è visitabile dal venerdì alla domenica dalle ore 17.00 alle ore 20.30; su prenotazione allo + 39 3513602409.
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues III - Fuori dal Basso
DESCRIPTION:Neapolitan Dialogues III – Fuori dal Basso. \nPresto Napoli ospiterà tre artisti portoghesi per una residenza d’artista. Il progetto è curato da Vittorio Urbani con Fabio Schiattarella dalla Fondazione Morra. \nI Neapolitan Dialogues\, un progetto artistico che mira a mettere in dialogo Lisbona\, Napoli ed Istanbul\, tre grandi città  del Sud situate sullo stesso parallelo\, giunge alla terza edizione (dopo le due prime edizioni dedicate a Istanbul) apprestandosi ad ospitare in due distinte occasioni rispettivamente Sara & Andrè\, una coppia di artisti portoghesi\, che soggiorneranno a Napoli dal 20 luglio al 20 agosto 2023 e Lorenzo Bordonaro\, italiano ma residente a Lisbona da venti anni\, dal 1 novembre al 10 dicembre 2023. \nLe residenze dei Dialoghi Napoletani\, ospitate negli spazi della Fondazione Morra\, sono sempre caratterizzate da un forte interesse per l’impegno sociale. In questa residenza\, agli artisti viene proposto di partire dall’intersezione di tre riferimenti\, il primo socio-politico\, il secondo mitologico e un terzo socio-ambientale relativo al Basso\, che rappresenta un contesto di vita tipicamente napoletano. \nIl progetto dei Dialoghi Napoletani nasce dal bisogno di affermare una maggiore consapevolezza del valore essenziale del Sud e vuole andare contro il corrente asse obbligato nord-sud\, in cui il vettore dei valori culturali\, delle risorse economiche\, delle opportunità e della forza lavoro va sempre da sud a nord in una nascosta\, ma non per questo meno reale\, espropriazione di tipo capitalistico. Si vuole\, al contrario\, favorire il sorgere di una nuova consapevolezza dei valori culturali e della centralità del Sud\, e promuovere collaborazioni e conversazioni che al Sud siano primariamente interne. \nAl termine della residenza gli artisti condivideranno la propria esperienza con la cittadinanza presentando il loro lavoro negli spazi della Fondazione Morra. \nLa Residenza è prodotta per Fondazione Morra\, Napoli in collaborazione con Nuova Icona\, Venezia\, con il Patrocinio della Ambasciata del Portogallo\, Roma. \nBIO DEGLI ARTISTI \nSara & André sono un duo artistico; nati rispettivamente nel 1980 e 1979\, a Lisbona\, dove vivono e lavorano.  Hanno studiato\, rispettivamente\, Stage Design alla School of Theatre and Cinema (Lisbona\, 19992005)\, e Fine Arts alla School of Art and Design (Caldas da Rainha\, 1999-2005). Hanno poi seguito insieme i corsi di Pittura alla National Society of Fine Arts (Lisbona\, 2008-2011). Il loro lavoro è stato regolarmente in mostra sin dal 2006.Il duo artistico lavora con testi\, opere visive ed altri media in progetti site specific\, spesso in collaborazione con altri produttori culturali\, indagando idee come la autorialità\, appropriazione\, originalità e in particolare studiando i meccanismi del mondo dell’arte. A fianco della loro pratica come artisti\, Sara & André hanno anche negli anni più recenti sviluppato diversi progetti curatoriali\, sia mostre che pubblicazioni o entrambe. \nLorenzo Bordonaro è nato a Torino nel 1971 dove si è laureato in filosofia e scienze sociali. Nel 2001 si trasferisce in Portogallo dove consegue il dottorato di ricerca in Antropologia. Ha inoltre studiato pittura e disegno all’Ar.Co (Lisbona) e scultura all’Accademia di Belle Arti (Lisbona).\nLa sua pratica artistica si fonde con la ricerca antropologica: le sue installazioni\, disegni e i suoi progetti di arte pubblica sono spesso radicati in una più ampia riflessività sociale e nell’attivismo politico e\, più recentemente\, ambientale. Ha realizzato progetti di arte pubblica in diversi contesti sociali e aree geografiche: dalle favelas brasiliane alle baraccopoli alla periferia di Lisbona; dai ghetti capoverdiani ai quartieri storici di Graça e Mouraria\, a Lisbona. \nComunicato Stampa
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quinto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 06 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo quinto appuntamento sono: \nLuis Buñuel & Salvador Dalì\, L’ÂGE D’OR (1930\, 62′) \nSalvador Dalì & Walt Disney\, DESTINO (2003\, 7′) \nLuis Buñuel\, (Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) tra i più celebri esponenti del cinema surrealista\, nelle sue opere ha indagato sulla natura dell’inconscio\, l’irrazionale e la critica anti-clericale. I suoi primi e “scandalosi” due film furono realizzati in collaborazione con Salvador Dalí\, celebre per le immagini suggestive e bizzarre. Dotato di grande abilità pittorica\, caratterizzò la sua vita con il vezzo di atteggiamenti stravaganti. Purtroppo i suoi modi eccentrici hanno catturato l’attenzione più delle sue opere più importanti e significative
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SUMMARY:Progetto Caggiano Fondazione Morra
DESCRIPTION:Fondazione Morra\nCollezione Vettor Pisani \nNostalgia.Volo di Ritorno\, 2005\nCarpe Diem\, 2011\nApocalypse Now\, 2011 \nOPENING 30 giugno – 2 luglio\nPalazzo Morone\nVia San Macario\, Caggiano (SA) \nIl progetto “Caggiano – Fondazione Morra” costituisce la logica continuazione di quelle pratiche inclusive e diffuse già avanzate negli ultimi decenni dalla Fondazione Morra\, volte al raggiungimento di obiettivi\, oltre che costitutivi\, anche sociali\, per lo sviluppo e la rivitalizzazione territoriale attraverso l’arte contemporanea. In tal senso\, incitata dall’accelerazione della crisi delle grandi città d’arte e allo stesso tempo interessata dagli stimoli creativi di “altri” luoghi\, la Fondazione Morra inaugura il 30 giugno a partire dalle ore 11.00\, a Caggiano (SA)\, con sede nello storico Palazzo Morone. Palazzo Morone si colloca all’interno delle mura stratificate del centro storico\, le cui origini risalgono all’epoca medioevale (VIII – XI secolo d.C.). Ampliato e trasformato in epoche successive\, con la dominazione Angioina (XIII-XVI secolo d.C.) l’insediamento fu connotato dal rifacimento delle mura orientali e la costruzione di palazzi nobiliari\, tra cui palazzo Morone. La diversa composizione costruttiva e tipologica delle murature\, indicano che palazzo Morone è stato edificato sull’impianto originario di due unità abitative preesistenti\, accorpate e inglobate\, sopra le quali sono stati elevati i piani superiori e la colombaia. L’edificio ha subito trasformazioni e frazionamenti successivi\, conservando la corte d’ingresso con le scalinate in pietra\, il pozzo e il grande portale ottocentesco\, il soffitto affrescato del salone al piano rialzato\, la parete beneventana emersa nel corso dei lavori di recupero del palazzo. La capacità di connettere il centro con la periferia attraverso l’innesto di nuovi legami relazionali di cittadinanza\, è il cuore pulsante del progetto tendente al recupero del patrimonio storico\, alla riqualificazione degli spazi pubblici e del patrimonio monumentale del luogo\, contribuendo alla ricostruzione dell’identità locale con attività lifelong learning che rivalutino i saperi e le tecniche del territorio (cooperative peer education\, workshop\, summer school\, educational activities). La multidisciplinarietà che contribuisce alla complessità del mosaico consolidato delle attività della Fondazione Morra crea le basi di una programmazione a lungo termine\, il cui primo tassello inaugurativo si profila come doppio evento dedicato a uno degli artisti più importanti della sua generazione\, Vettor Pisani (Bari\, 1934 – Roma\, 2011): da un lato la presentazione di una preziosissima collezione\, dall’atro l’apertura di un archivio permanente\, dove le opere di Pisani emergono trovando nuova linfa per omaggiare il grande artista. \n\nL’evento inaugurale dedicato a Vettor Pisani è l’incrocio di tre mostre personali realizzate da Vettor Pisani per la Fondazione Morra in un arco temporale di sette anni: Nostalgia volo di ritorno (2005\, Ischia)\, Carpe Diem (2011\, Roma) Galleria Riposati\, e Apocalypse now (2011\, Napoli) \n 
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SUMMARY:L’inferno non è l’ombra del paradiso.
DESCRIPTION:MAURIZIO ELETTRICO: IMAGO MUNDI. L’inferno non è l’ombra del paradiso. \n24.06-3.09.2023 \nA cura di: Marta Wróblewska \nOrganizzazione: Centro Nazionale Polacco della Scultura di Oronsko [PL] \nPartner: Fondazione Morra di Napoli [IT]\, Istituto Italiano di Cultura a Varsavia [PL] \nCollaborazione: Istituto ‘Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte’ di Napoli\, progetto NaturAlia\, œra \n‘Imago mundi’ è un’installazione site-specific creata da Maurizio Elettrico nella cappella neoclassica durante la sua residenza artistica di tre settimane al Centro Nazionale Polacco della Scultura di Orońsko vicino a Varsavia. Rappresenta la visione di un mondo alternativo basato su metamorfosi temporali e spaziali. Il progetto costituisce la prima tappa di una serie di presentazioni ispirate al mondo fantastico descritto nella saga ‘Lo scoiattolo e il Graal’\, realizzati in collaborazione con istituzioni internazionali Polonia\, Turchia e Corea. \nNell’onirica installazione post-barocca ‘Imago mundi’ realizzata per il Centro Nazionale Polacco della Scultura di Orońsko\, l’artista napoletano Maurizio Elettrico ha utilizzato l’archetipo del giardino. Il giardino come modello del cosmo è onnipresente fin dall’antichità nelle culture del mondo\, per citare l’Eden biblico\, i campi dell’Eliseo\, il mitologico giardino delle Esperidi\, i giardini pensili di Babilonia o i giardini zen giapponesi. Il simbolismo del giardino contiene un’importante dicotomia: da un lato è saldamente radicato nella natura come suprema forza ordinatrice legata al ciclo della vita e della morte\, mentre dall’altro non può funzionare senza l’intervento e il controllo dell’uomo. \n‘Imago mundi’ interagisce alla confluenza di vari ambiti e delle poetiche ad essi assegnate.  La struttura degli oggetti polimaterici che riempiono la cappella neoclassica di Orońsko assomiglia a fossili surreali\, sui quali l’artista tatua con un pirografo la storia inventata che tratta delle entità che ha creato. Definendole con neologismi pseudo-latini\, inserisce questa fantasia paleontologica in un contesto para-scientifico\, simile ai gabinetti delle curiosità popolari nei secoli XVI\, XVII e XVIII\, il cui scopo non era solo quello di sistematizzare la conoscenza\, ma anche di offrire uno spazio favorevole alla riflessione e alla cognizione filosofica. \nCosì\, trasformando e giustapponendo elementi del mondo organico e inorganico in particolari combinazioni di immagini\, parole\, suoni e odori\, Elettrico dipinge uno scenario speculativo di una pseudo-realtà parallela. Si tratta di un bizzarro habitat artificiale-naturale\, il cui progettista è un bioartista transumanista post-umano. Il suo ecosistema è costituito da specie ibride vegetali e animali create attraverso una sofisticata combinazione di genetica\, magia\, sciamanesimo e… arte. \nLO SCOIATTOLO E GRAL \nI fili narrativi e i motivi visivi presenti nell’installazione immersiva e multisensoriale di Elettrico sono tratti dall’opera letteraria in sette volumi – ‘Lo Scoiattolo e il Graal’\, in cui l’artista presenta un’immagine per metà utopica e per metà distopica di un mondo progettato attraverso la sperimentazione artistica e scientifica. È dominato dall’unione di due forze politiche: la tecnocrazia e l’artecrazia\, che costruiscono la loro posizione di potere basandosi sul culto della bellezza raffinata\, attraverso l’avanzamento della conoscenza scientifica ed esoterica\, nonché la conduzione di esperimenti biotecnologici avanzati. \nI giardini di Kermer descritti nel ‘Lo Scoiattolo e il Graal’\, situati in un iperspazio indeterminato e sfuggente\, diventano biosfere specifiche con un tratto spiritualista distinto\, teatro di manipolazioni biologiche ossessive che danno vita a entità transgenetiche come la Vanessa extraordinaria – una specie di farfalla creata con una miscela di geni di ichneumone e cobra\, usata come arma biologica letale. I giganteschi fiori di obsof forniscono loro il nettare vitale. Creature mutate al confine tra java e fantasy\, la zona di luce e ombra\, come Canjal\, Glamstax\, Splepix o Glostrock\, simboleggiano la coesistenza delle forze del bene e del male\, che alla fine vengono neutralizzate e trasformate in energia vitale positiva. \nPOLIMATERIALISMO   \nIl polimaterismo del mondo creato da Elettrico ha un significato metaforico. L’area mediterranea\, dove si è formata la sensibilità dell’artista\, si identifica con una tradizione artistica e artigianale plurisecolare\, basata sullo sviluppo e l’applicazione spesso pionieristica di diversi materiali e tecniche\, che costituiscono scenari estetici\, ma anche intellettuali\, per le epoche e gli stili artistici che si sono succeduti\, dall’antichità\, attraverso il barocco\, il liberty a Napoli\, fino ai giorni nostri rappresentati da un ampio spettro di generi artistici. Accostando pietre semipreziose provenienti da tutto il mondo\, porcellane prodotte dalla Real Fabbrica di Capodimonte e legno polacco\, alla nuova generazione di materiali sintetici di Oera creati con tecnologie innovative basate sul riciclo\, Elettrico mette in evidenza le relazioni materiali e concettuali tra entità organiche e inorganiche. \nIl suo giardino diventa uno spazio di laboratorio per esperimenti su oggetti che rappresentano una specifica provenienza geografica e culturale\, così come le funzioni e i significati ad essi assegnati. L’arte di Elettrico si avvicina quindi ideologicamente alle riflessioni dei ricercatori contemporanei associati al nuovo materialismo\, per citare Timothy Morton\, TJ Demos o Rosi Braidotti\, in merito alla problematica del potenziale delle cyber- e biotecnologie\, nonché dei rapporti di potere sociale. L’esplorazione del potenziale della materia ha quindi un duplice significato: può essere un modo per controllare e plasmare la realtà\, oppure può portare a una cognizione filosofica e a un’esistenza consapevole\, critica e responsabile\, basata sulla coscienza dei limiti dell’universo\, che a un certo punto deve essere in grado di vedersi nel proprio specchio. \nUTOPIA O DISTOPIA? \nL’impero dei bioaristocratici dotati di capacità soprannaturali è una variante dell’organizzazione del mondo come conseguenza di una sfrenata brama di potere e di relativismo morale\, strettamente legata all’onnipresenza della bellezza sublime e sofisticata come conditio sine qua non dell’esistenza. Mentre ipotizza una sorta di dittatura ecologica basata su una peculiare bioetica\, Elettrico gioca contemporaneamente con l’ordine naturale così come lo conosciamo\, umano e divino. Il mondo che descrive\, ossessionato dalla bellezza e dall’immortalità\, non accetta la vecchiaia\, l’imperfezione e la caducità. D’altra parte\, la presenza di varie figure ibride che sfuggono a tutte le tassonomie e le norme conosciute è un tentativo di relativizzare le definizioni con cui l’uomo ha gerarchizzato\, categorizzato e dominato la realtà. \n‘Imago mundi’ è quindi una seducente costruzione estetica e politica\, una fantasia di un’epoca post-umanista in cui il ruolo dell’uomo naturale è stato estremamente marginalizzato. Le sottili sfumature critiche di questa visione\, tuttavia\, sono prive di qualsiasi ambizione di moralizzare\, valorizzare\, riformare o fissare la realtà. Piuttosto\, la stimolazione dell’immaginazione attraverso l’uso di una poetica evocativa è un invito a tentare di rivalutare paradigmi ossificati e pratiche consolidate che portano l’umanità verso una volontaria autodistruzione.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quarto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 22 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo appuntamento sono: \nMan Ray\, LE RETOUR À LA REASON (1923\, 2’32”) – EMAK-BAKIA (1926\, 19’) – L’ÉTOILE DE MER (1928\, 15’54’’) \nFernand Léger\, BALLET MÉCANIQUE (1924\, 19’) \nUn ulteriore approfondimento su due autori fondamentali per le avanguardie novecentesche. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:DEVI MORIRE (Dissing Love)
DESCRIPTION:DEVI MORIRE (Dissing Love) \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nLectio Magistralis – Venerdì 9 Giugno 2023\, ore 18\,00\nCasa Morra – Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\nIngresso libero fino a esaurimento posti \nDurational Performance non stop – Sabato 10 Giugno 2023\, ore 11\,00 – 21\,00\nMuseo Hermann Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\nIngresso € 10 intero; € 5 ridotto \nTempo di nascere – Tempo di morire\nTempo d’eradicare – Tempo d’aver cura\nTempo di raccatto – Tempo di lacerazione\nTempo di smarrirsi – Tempo di silenzi\n[Tempo dell’oblio]\nQOELET 3\,2 \n  \nVenerdì 9 giugno 2023 (ore 18\,00) e Sabato 10 giugno 2023 si terranno\, rispettivamente al Museo Casa Morra e al Museo Nitsch\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione tenuto da Marino Formenti in forma di Lectio magistralis\, e la durational performance\, per due pianoforti\, intitolata DEVI MORIRE (Dissing Love) – Battle\, Responsorio\, Blind Date – di e con Marino Formenti e Andrea Riccio \nDEVI MORIRE (Dissing Love) è la terza iniziativa di un ciclo\, a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\, che intende consolidare la creazione di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra il Fondo realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. \n  \nDEVI MORIRE (dissing love)\nbattle\, responsorio\, blind date \n11h-21h Durational Performance – non stop\nMuseo Hermann Nitsch \n“Giocavamo a un gioco\, Philip Guston e io.\nEravamo gli ultimi artisti.\nCome in tutte le rappresentazioni escatologiche\,\nla fine del mondo non era che la fine di un’epoca.\nIl “niente” era per noi più che un gioco filosofico:\nun vero e proprio punto di partenza e di arrivo.\nÈ a tutti chiaro che si comincia con niente\,\nma è meno evidente che dopo anni di lavoro si arriva a molto meno.” \n(Morton Feldman\, Lectures 1984) \n  \nGli ultimi artisti\, da soli: respirano solo perché sono l’uno con l’Altro.Si cullano\, si uccidono.\nCome se queste persone\nvolessero sconfinare oltre\nma è come se stessero\nin una condizione paradossale.\nNon sono sicuri di conoscersi\, eppure sembrano fatti l’una per l’altra. “Devi morire.” – si ripetono a vicenda. Un leitmotiv. Ascoltano. Non esistono. La volontà è un concetto aberrante.\nDevi morire.\nCercano\, senza trovare.\nSi augurano il nulla.\nDanzano sulla soglia. \nSono loro senza altro.\nScollamento della realtà\nFunerale. Spazio vuoto. Senso della perdita di un poeta.\n(Antonio Neiwiller\, Indicazioni di lavoro\ntratte da appunti di Loredana Putignani\, Napoli 1992) \nDue pianoforti\, le musiche di nessuno. Lo spazio che si svuota e si riempie. \nBotta e risposta\, odi et amo.\nLo spettatore può ascoltarli\, può non-esistere\, gioca con loro.\n–\nL’ arte schietta e sincera del battle è una prerogativa della strada. Nell’hip-hop\, nel voguing\, nella street dance i performers non si pongono problemi di galateo nello sfidarsi a duello: si contrappongono\, si misurano\, si provocano\, si dissano e\, reciprocamente protetti dalla bellezza di voli tecnicamente sublimi\, o meglio uniti in quella bellezza\, si mandano elegantissimamente a quel paese.\nIl Responsorio è invece una prerogativa del tempio e forse il perfetto contrario del battle: qui i praticanti sono chiamati a unire i loro intenti – anzi le loro anime – per perseguire insieme l’oggetto di una comune aspirazione\, per diventare insieme una cosa sola.\nDEVI MORIRE è il grido di battaglia di ogni dissing\, il motto apparentemente feroce di ogni scontro antagonista. Tradotto in latino significa semplicemente: memento mori. \nMorire vuol dire anche non apparire\, sparire\, non esprimere\, non esprimersi\, non raccontarsi\, non essere più.\nCerto\, più facile a dirsi: è un koan/paradosso da legnate sulle spalle punitive programmate. \nDEVI MORIRE può essere il più tenerissimo augurio: augurarsi il nulla. \nSi more danzando\,\nbevendo\, mangiando\ncon quella carogna\nmorire bisogna. \n(Anonimo\, La Passacaglia della Vita\, da Canzonette Spirituali e Morali\, Milano 1657) \nMarino Formenti è considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Elogiato dal Los Angeles Times come “un Glenn Gould per il XXI secolo”\, la sua dedizione al nuovo e all’inaspettato lo porta a sviluppare costantemente nuove esperienze concertistiche e progetti inediti.\nLe sue esibizioni comprendono interpretazioni delle opere più recenti\, improvvisazioni e riflessioni individuali sui capolavori classici; i suoi progetti più includono spesso forme di musica non occidentale e popolare.\nIn recital pianistici piuttosto innovativi (“Kurtag’s Ghosts”\, “Liszt Inspections”\, “Torso”) Marino Formenti crea un intenso dialogo tra le opere e i repertori in una sorta di flusso continuo. Questo approccio radicalmente nuovo è stato presentato al Lincoln Center di New York\, al Festival di Lucerna\, alla Wigmore Hall di Londra\, alla New York Philharmonic\, alla Konzerthaus Wien e così via. \nLa sua esplorazione dell’esperienza musicale lo ha portato a sviluppare performance piuttosto radicali\, al di là del recital tradizionale. \nIn “Nowhere” vive\, mangia\, dorme e si esibisce per diverse settimane in uno stesso spazio\, aperto al pubblico e trasmesso in streaming su Internet 24 ore su 24\, 7 giorni su 7. Il tempo\, lo spazio\, il suono e l’unione sono esplorati su una scala completamente diversa. “Nowhere2 è stato rappresentato tra l’altro al Festival di Berlino\, al BoCa di Lisbona\, al Teatro Colón di Buenos Aires\, allo Steirischer Herbst di Graz\, a Performatik Bruxelles\, alla Triennale di Milano.\n“One to One” offre un rendez-vous musicale di 2 ore con un singolo visitatore. Pianista e spettatore diventano gradualmente partner della performance. L’allestimento\, assolutamente intimo\, è stato successivamente ampliato fino a un appuntamento di un’intera giornata al buio in “sette studi di comunicazione e musicalità” per la Fondazione Haubrok di Berlino. Originariamente concepito per Art Basel 2013\, è stato eseguito a Graz\, Los Angeles\, Buenos Aires\, Torino e così via.\n“Time to Gather” è un recital di tipo speciale\, senza il muro invisibile tra pianista e pubblico\, senza un programma fisso\, senza un finale prevedibile. Le persone possono interagire e scegliere con il pianista cosa ascoltare\, o suonare con lui e al posto suo.\nNel film musicale “Schubert und Ich”\, Formenti seleziona le voci grezze di cinque non-musicisti di età e formazione diverse per lavorare su brani di Franz Schubert\, lontano dalla resa beneducata e levigata del concerto classico. “Liszt Inspections” è stato etichettato come uno dei “Best Performances of the New York Times” 2015 e delle “Migliori registrazioni del New Yorker” 2014. Joshua Kosman del San Francisco Chronichle ha dichiarato: “Quello che James Joyce ha fatto per il romanzo\, Formenti sembra intenzionato a farlo per il recital pianistico. I risultati sono stati indimenticabili”. È stato Artist in Residence al Lincoln Center di New York\, alla Wigmore Hall di Londra e al Festival “Pèlerinages” di Nike Wagner a Weimar. Nel 2020 è stato artista in residenza al BeethovenFest di Bonn\, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Beethoven. Marino Formenti si è esibito nei festival internazionali di Salisburgo\, Lucerna\, Edimburgo\, Schleswig-Holstein\, Ravinia e Aspen\, nonché nelle principali sale di New York\, Berlino\, Vienna\, Los Angeles\, Parigi\, Londra e Tokyo. Gli impegni orchestrali di Marino Formenti come solista includono esibizioni con la New York Philharmonics\, la Los Angeles Philharmonics\, i Münchner Philharmoniker\, la Cleveland Orchestra\, la Gustav Mahler Chamber Orchestra\, l’Orchestre de Radio France\, la RSO Wien. Come solista\, ha lavorato con i direttori Franz Welser-Möst\, Gustavo Dudamel\, Kent Nagano\, Daniel Harding\, Esa-Pekka Salonen e altri. Come direttore d’orchestra\, ha lavorato su invito di Maurizio Pollini al Teatro la Scala di Milano\, alla Salle Pleyel di Parigi e all’Auditorium Parco della Musica di Roma; ha ideato e diretto altri progetti al Festival Wien Modern\, al Ravenna Festival\, ai Darmstädter Ferienkurse e a Los Angeles\, Chicago\, Vienna e Salisburgo. Come artista\, è ospite di importanti istituzioni e festival d’arte\, come il Palais de Tokio di Parigi\, il Mumok di Vienna\, Art Basel\, MADRE di Napoli\, Portikus di Francoforte o la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.\nI suoi collaboratori per la musica da camera sono stati Gidon Kremer\, Lars Vogt\, Nicolas Altstaedt\, Jörg Widmann\, Emmanuel Pahud\, Tabea Zimmermann\, Caroline Widmann\, Barbara Hannigan e l’attore Ulrich Matthes. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo\, come György Kurtág\, Helmut Lachenmann\, Salvatore Sciarrino\, Olga Neuwirth\, Bernhard Lang\, Georg Friedrich Haas e Beat Furrer. È insegnante-conduttore dell’Ensemble ENM dell’Università Mozarteum di Salisburgo. Per i suoi successi musicali è stato premiato con il Belmont-Prize 2009 della Forberg-Schneider-Stiftung di Monaco. \nAndrea Riccio\, pianista indicato dal quotidiano italiano “la Repubblica” come “…un vero virtuoso del pianoforte…”\, e dalla rivista musicale “Konsequenz” come musicista di “straordinaria lucidità interpretativa\, che unisce una tecnica solida e robusta ad un suono limpido e pulito”\, suona regolarmente in sedi di prestigio come il Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Ristori di Verona\, Villa Pignatelli di Napoli\, Auditorium Amedeo di Savoia di Roma\, Regio Conservatorio di Napoli\, Mozarteum di Salisburgo\, Villa Lysis di Capri\, Chiesa Luterana di Napoli\, Belvedere di San Leucio di Caserta\, Chiesa di San Vittoria de L’Aquila\, Villa Vicina di Salisburgo\, Monastero delle Trenatré\, Teatro Galleria Toledo\, Museo Hermann Nitsch e Casa Morra di Napoli. Suona in qualità di solista con l’Orchestra “CDM” di Tivoli il concerto k.415 di W.A. Mozart in doppio appuntamento nel centro Italia. Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti\, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica d’avanguardia\, si dedica anche alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea\, anche collaborando con Marino Formenti e l’Ensemble Neue Musik.\nPartecipa alla realizzazione della collana di risonanza nazionale ed internazionale “Approdi\, avanguardie musicali a Napoli” edito da “Konsequenz”\, registrando brani contemporanei di autori napoletani\, solistici e cameristici.\nÈ vincitore di concorsi internazionali\, tra cui lo ‘Ischia International Piano Competition’ di Napoli\, ‘Piana del Cavaliere International Piano Competition’ di Carsoli\, ‘Premio Nicola di Stefano’ di Barletta\, ‘Don Enrico Smaldone Piano Competition’ di Salerno; Top Prize Winner e “Premio Franz Liszt 2019” al “Italian Republic Piano Competition” di Viterbo\, per essersi distinto nella migliore esecuzione del compositore ungherese. È stato finalista dello “Steinway Piano Competition” in Italia.\nNato a Napoli nel 2001\, Andrea Riccio ha iniziato gli studi a 10 anni con Dario Candela e Girolamo de Simone\, e a 18 anni consegue il Triennio Ordinamentale Summa cum Laude dal Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. È laureato dalla Universität Mozarteum di Salisburgo\, dove ha seguito il corso di Master of Arts in Piano Performance sotto la guida di Cordelia Höfer-Teutsch. Ha seguito le masterclass di Pasquale Iannone\, Rena Shereshevshkaya\, Antoinette Van Zabner\, Yves Henry.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco terzo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 01 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo terzo appuntamento sono: \nRené Clair\, Francis Picabia\, ENTR’ACTE (1924\, 22’) \nJean Vigo\, Boris Kaufman\, À PROPOS DE NICE (1930\, 25’) \nLuis Buñuel\, LAS HURDES (1932\, 28’00’’) \nRené Clair\, (Parigi\, 1898 – Neuilly-sur-Seine\, 1981)\, tra i maestri del cinema mondiale\, è considerato da Henri Langlois il regista che meglio incarna lo spirito del cinema francese.\nFrancis Picabia (Parigi\,1879 – Parigi\,1953)\, dadaista\, fu determinante per introdurre l’arte moderna (intesa come modernità e modernismo) negli Stati Uniti.\nJean Vigo (Parigi\, 1905 – Parigi\, 1934) è da molti considerato uno dei maestri del cinema\, nonostante la sua breve vita.\nLuis Buñuel ( Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) è uno dei più celebri esponenti del cinema surrealista. Dopo le prime opere surrealiste realizza questo documentario anarchico su una regione spagnola dove si trovano numerosi villaggi che vivono in miseria e malattia in una terra senza pane.
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SUMMARY:AZIONE DEI 6 GIORNI performance del 3 giorno “il giorno di dioniso
DESCRIPTION:HERMANN NITSCH\nDAS ORGIEN MYSTERIEN THEATER\nAZIONE DEI 6 GIORNI \nperformance del 3 giorno “il giorno di dioniso“\n28 Maggio 2023 Domenica di Pentecoste dall’alba al sorgere del sole\nCastello di Prinzendorf e la campagna circostante\, Austria \n3 giorno\nIL GIORNO DI DIONISO\nSCHERZO\nECCESSO OBBLIGATO \nil terzo giorno affronta il mito del dio dioniso\, l’archetipo di dioniso e la frase DIONISO CONTRO IL CROCIFISSO. dioniso è il dio della rovina e della rinascita del mondo\, della resurrezione della carne. egli è il crocifisso\, lacerato e risorto. le rovine e le rinascite dei mondi pulsano attraverso la sua carne. il big bang infinito e ricorrente ha la sua fonte nella vitalità del suo corpo. tutta la vita repressa e non vissuta deve essere rivolta verso l’esterno. vogliamo invocare gli abissi della natura che si trovano in noi\, che ci determinano\, risvegliandoci nell’eccesso. i partecipanti sono invitati a bere. processione attraverso i campi e le vigne. la musica viene suona in tutti i luoghi. una gioia inebriante e disinibita. \nBiglietti e informazioni: \nquota di partecipazione: € 350\,00\nbiglietti early-bird per prenotazioni fino al 5 maggio 2023: € 300\,00\nmembri del vereins zur förderung des o.m. theaters: € 175\,00\ncon almeno 3 anni di appartenenza attiva (cioè con pagamenti continuativi della quota annuale\, esclusi i soci onorari) \nFONDAZIONE NITSCH\, Hegelgasse 5\, 1010 Vienna\nTel +43 1 513 55 30 | office@nitsch-foundation.com\nwww.nitsch-foundation.com/en/6-day-play
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco secondo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo secondo appuntamento sono: \nWalter Ruttmann\, LICHTSPIEL (OPUS 1-2-3-4) (1921\, 22’09’’) \nLászló Moholy Nagy\, SCHWARZ\, WEISS\, GRAU (1930\, 5’30’’) \nOskar Fischinger\, R1\, EIN FORMSPIEL (1927\, 7’) – STUDIE NR. 8 (THE SORCERER’S APPRENTICE 1931\, 4’) – TOCCATA AND FUGUE IN D MINOR (1940\, 9’30’’) – MÜNCHEN BERLIN WANDERUNG (1927\, 5’) \nMarcel Duchamp\, John Cage DISCS (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 4’00’’) \nHans Richter FILMSTUDIE (1926\, 3’43’’) – VORMITTAGSSPUK (1928\, 9’08’’) \nWalter Ruttmann\, regista cinematografico\, (Francoforte sul Meno 1887 – Berlino 1941)\, esponente dell’avanguardia cinematografica: i suoi film\, a lungo invisibili\, sono realizzati con delle pennellate su una lastra di vetro e filmate in stop motion. Oskar Fischinger (Gelnhausen\, 1900 – Los Angeles\, 1967) è stato autore di cortometraggi d’animazione astratta studiando il rapporto tra suono-segno. La sua arte venne considerata come Arte degenerata per cui si esiliò negli Stati Uniti e nel 1936 decise di trasferirsi a Hollywood. Hans Richter (Berlino\, 1888 – Locarno\, 1976)\, è uno dei massimi teorici e sperimentatori di estetica cinematografica. Ha dedicato le sue ricerche all’esigenza di articolare lo spazio figurativo in un movimento che uscisse dai limiti del quadro tradizionale.
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SUMMARY:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS
DESCRIPTION:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS\nsassofono tenore e sassofono soprano – batteria – pianoforte \nSONIC TOPOGRAPHIES\nuna guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nsabato 13 maggio 2023 ore 21:00\ningresso libero fino ad esaurimento posti \nIn anteprima italiana\, Christoph Erb\, Gerry Hemingway e Magda Mayas si esibiscono nella performance SONIC TOPOGRAPHIES una guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere sabato 13 maggio 2023 alle ore 21:00 presso Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, organizzata in collaborazione con Complus Events\, Fondazione Morra e E-M Arts associazione culturale. \nChristoph Erb al sassofono tenore e sassofono soprano\, Gerry Hemingway alle percussioni e Magda Mayas al pianoforte: la loro performance è libera e decisamente improvvisata. Non ci sono confini in questa vibrante interazione tra corpi\, strumenti e silenzio\, il tessuto sonoro sorprende con nuovi panorami uditivi. Queste sonorità risultano imponenti\, eruttive\, a volte brutali\, talvolta calme o ipnotiche. Una possibilità unica di partecipare ad una spettacolare\, coraggiosa ed eccitante performance. \nLe altre due date del tour\, promosse da Complus Events con il supporto di Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura\, KANTON LUZERN Kulturförderung SWISSLOS\, SIS Schweizerische Interpretenstiftung\, Fondation Nicati-de Luze\, sono a Roma venerdì 12 maggio all’Auditorium Rai Radio 3 Suite e domenica 14 maggio al SIC12 artstudio. \nDal 2009 Gerry Hemingway tiene delle lezioni sull’arte delle percussioni alla Hochschule di Lucerna (Università di Scienze Applicate e Arti) dove dal 2019 anche Magda Mayas insegna improvvisazione. \nBathing Music è la prima performance del trio eseguita il 9 ottobre 2020 al Neubad di Lucerna\, e quattro giorni dopo Dinner Music il 13 ottobre 2020 al Misterioso Jazz club di Zurigo; entrambe le registrazioni sono pubblicate da Veto Records. www.veto-records.ch \nUniti dall’intuizione che i suoni ondulanti e monotonamente picchiettati hanno un particolare effetto quando si sfregano e si stratificano\, Erb soffia piccole fluttuazioni e colpi come echi di fischi diffusi dal vento\, Hemingway fa ticchettare il metallo dei cimbali come campane immerse sott’acqua\, e Magda Mayas si abbandona alle vibrazioni emesse dalle corde preparate che tremano in un movimento rapido e vivace. \nChristoph Erb (1973\, Svizzera) è attivo con la sua etichetta indipendente Veto Records dal 2007; nel 2011 si trasferisce a Chicago per una residenza di alcuni mesi e qui crea numerose collaborazioni con i musicisti improvvisatori come Fred Lonberg-Holm\, Michael Zerang\, Jason Adasciewicz\, Tomeka Reid\, Jim Baker\, Frank Rosaly e molti altri. www.erb.li \nGerry Hemingway (1955\, USA) impegnato nell’improvvisazione generata senza istruzioni\, strutture o accordi preordinati\, compositore\, cantante e film-maker\, componente dell’Anthony Braxton Quartet dal 1983 al ’94. www.gerryhemingway.com \nMagda Mayas (1979\, Germania) allieva del geniale pianista improvvisatore Misha Mengelberg\, ha affinato la tecnica del pianoforte preparato e sviluppato un particolare modo di suonare le corde attraverso preparazioni e oggetti che sono estensioni dello strumento stesso. www.magdamayas.com \nMedia Partner
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco
DESCRIPTION:Domani giovedì 11 maggio alle ore 18.30 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prenderà il via la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, eccezionalmente presente a questo primo incontro\, proporrà lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film del presente appuntamento saranno: \nMarcel Duchamp\, dal NU DESCENDANT UN ESCALIER al ANÉMIC CINÉMA (1995\, 15’35’’) \nMax Ernst\, DESIRE (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 9’38’’) \nMan Ray\, LES MYSTÈRES DU CHÂTEAU DE DÉ (1929\, 27’) \nFernand Léger\, THE GIRL WITH THE PREFABRICATED HEART (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 7’18’’) \nUna veloce panoramica su Duchamp (Blainville-Crevon 1887 – Neuilly-sur-Seine 1968)\, l’artista più importante del movimento dada e tre filmati di tre artisti tra i maggiori esponenti delle cosiddette avanguardie storiche: Max Ernst (Brühl\, 1891 ‒ Parigi\, 1976) uno dei grandi intellettuali a tutto campo del Novecento\, che ha attraversato\, da protagonista\, correnti e mutamenti nello spirito del tempo. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II - PENTESILEA | Teatro delle Bambole
DESCRIPTION:  \n  \nFondazione Morra e Teatro delle Bambole\nin collaborazione con Casa del Contemporaneo\npresentano \n  \nEDIPO. CORPO DI SANGUE\nProcesso II – PENTESILEA \nMasterclass internazionale sulla relazione suono – corpo\ndalla Pentesilea di Kleist nella rivisitazione di Hermann Nitsch\ncondotta da Andrea Cramarossa \n  \n9-21 maggio 2023\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \n“… Lei lo amava così tanto che avrebbe potuto\, allo stesso tempo\, mangiarlo per amore”.\nQueste parole\, così vicine al mito\, mettono Pentesilea in relazione con elementi mitici. Si associano\, queste parole\, al pasto del totem\, il pasto di Dio nell’Eucarestia\, la carne di Dio\, l’ostia. Il mangiare il corpo della persona amata significa la completa identificazione con essa. L’amore massimo: l’amore estatico trasgressivo conduce al concetto di lacerazione.\nForse\, l’unica parola che resta dopo il sacrificio di Pentesilea\, è\, in realtà\, un verso o un canto antico e gutturale\, un canto profondo parente dell’urlo primordiale\, quello della nascita che porta in sé il senso abbacinante e nitido della morte\, quello del mito che\, in assoluto\, trattiene in sé l’intero senso dell’umana esistenza. \nAndrea Cramarossa \n  \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re/Pentesilea” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\nConsiderare l’atto artistico del sacrificio quale bisogno di trasgressione.\nConsiderare l’atto artistico dell’amore quale bisogno di sublimazione.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica e a chiunque voglia sondar le relazioni tra suono e corpo attraverso il testo sulla “Pentesilea” di Kleist nell’“Edipo Re” di Hermann Nitsch. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.\nLa Masteclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti.  \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni\ndal 9 al 21 Maggio 2023\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19\nper un totale di 72 ore  \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 20 Maggio (ore 21) e Domenica 21 Maggio (ore 18). \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso:\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 15 Aprile 2023. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2023. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n15 Marzo 2023 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo)\n20 Aprile 2023 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile.\nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \n  \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655\nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II – PENTESILEA è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:PARADISE NOW - Masterclass Living Theatre Europa
DESCRIPTION:Living Theatre Europa\nin collaborazione con\nCSR AMÀLA\ne Fondazione Morra\npresenta \nPARADISE NOW\nCHI SIAMO? DA DOVE VENIAMO? DOVE ANDIAMO?\nRITUALI E TEATRO POLITICO\nmasterclass intensiva\nsulla tecnica del Living Theatre\ndiretta dal regista Gary Brackett \nDAL 22/04 AL 01/05 2023\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \nL’azione è evocare reciprocamente lo spirito di se stessi\, e in se stesso capire il genio degli altri\, e successivamente esprimerlo. Comunicazione. Il momento di apoteosi quando un collectivo di individui diventa se stesso. Dov’è il regista? Lei-lui sono degli splendidi partecipanti\, non più alienati dagli attori\, gli attori dal regista. \nJulian Beck\, La vita del teatro \n  \nOggi viviamo immersi in opposti apparentemente inconciliabili e soffriamo tutti per una comunità mancante che potrebbe guarire le ferite dell’alienazione.\n1968: Il Living Theatre si riunisce per chiedersi quale sia la domanda scottante del contemporaneo.\nPartendo da questo stesso quesito\, ogni partecipante del laboratorio contribuirà al processo di creazione collettiva.\nIl nostro punto di partenza per questo lavoro sono le creazioni collettive di The Living Theatre\, alcuni dei più importanti capolavori del teatro moderno che hanno cambiato per sempre il ruolo tra attore e regista\, tra il pubblico e l’artista: Mysteries and Smaller Pieces\, Frankenstein\, Antigone\, Paradise Now e Sei Atti Pubblici. \nIl laboratorio è aperto ad attori professionisti e non.\nUn lavoro di creazione collettiva finalizzato alla realizzazione dello spettacolo. Al termine del laboratorio è prevista una performance dimostrativa del lavoro svolto. \nLa call completa è scaricabile QUI. \n  \nPer maggiori informazioni \nCSR AMÀLA\nCristiana: 349 2343967\nAnna Rita: 348 3385520\nassociazioneamala@gmail.com \nFONDAZIONE MORRA\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli\ninfo@fondazionemorra.org\nwww.fondazionemorra.org
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DESCRIPTION:milleuno ALT – Arrigo Lora Totino \nun progetto a cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini\ndal 16 marzo al 31 luglio 2023 \ncon una programmazione di incontri e performances 16 – 17 – 18 marzo 2023 \nCasa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2022 di Progetto XXI\, con lo scopo di dare continuità alla manifestazione Mille Nanni tenuta a Casa Morra nel 2022\, inaugura la seconda edizione con milleuno ALT – Arrigo Lora Totino. Il dispositivo espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Morra\, la Fondazione Bonotto e la Fondazione Berardelli\, come sintesi della poliedricità di Lora Totino – fra i maggiori protagonisti della scena avanguardistica contemporanea – espressa da un’ampia gamma di tecniche interdisciplinari\, intermediali\, sinestetiche e da molteplici testimonianze d’archivio. L’incessante curiosità\, l’inquieta ricerca e il forte senso di libertà creativa definiscono nuovi spazi visivi\, verbali e acustici\, con un linguaggio di espressione altamente sperimentale fatto da cromofonemi\, verbotetture\, poesie ginniche\, fotodinamiche simultanee\, mimodeclamazioni\, concerti bruitisti\, poesia e musica liquida\, nonché “pappapoemi” e “macchine celibi”. La dualità dei risultati di Lora Totino\, basata sulla fusione dinamica tra ricerca scientifica innovativa e pratica artistica sperimentale\, lo ha reso una figura paradigmatica che opera in un’intersezione di numerosi generi\, istituzioni e aree di interesse. \nSeguendo le attitudini relazionali di Lora Totino e la sua fitta rete internazionale di scambi e collaborazioni intellettuali\, da ricondurre a una dimensione di impegno socio-culturale precursore di nuove energie creative\, sono state programmate tre giornate di incontri con i performer Giovanni Fontana\, Alessandra Sorrentino\, Girolamo De Simone\, Lello Voce\, Luigi Cinque\, Andrea Rossi Andrea\, Renato Grieco\, e gli studiosi Barbara Anceschi\, Patrizio Peterlini\, Alessandra Acocella\, Pasquale Fameli\, Domenico Mennillo\, Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella\, Stefania Zuliani. \nCome asse tangente inedita\, Domenico Mennillo ha selezionato dei documenti e “costellazioni” attraverso un percorso critico e analitico dal prezioso Archivio Arrigo Lora Totino (acquisito dalla Fondazione Morra dagli anni Ottanta con il supporto di Lou Braghin Lora Totino). \nInoltre all’interno del percorso espositivo sarà presente VADUZ 1974\, un’installazione sonora di Bernard Heidsieck\, altro grande protagonista della poesia sonora internazionale\, amico e sodale di Lora Totino in diversi progetti e iniziative. \nDa maggio a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di sei proiezioni cinematografiche\, relative alle avanguardie storiche\, con particolare attenzione al Futurismo e alle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta\, a cura di Mario Franco. \nLa produzione artistica intermediale di Arrigo Lora Totino innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. La Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania. \nFondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\nVia Luigi Settembrini\, 79\, 80139 Napoli\nTel.: +39 081.239.56.53\nSito: www.madrenapoli.it
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SUMMARY:Due giorni con Dean M Roberts
DESCRIPTION:DUE GIORNI CON DEAN M ROBERTS\nvenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023\nCasa Morra Salita San Raffaele 20/C Napoli \nAotearoa New Zealand experimental film program a cura di Dean M Roberts\nSolo Performance di Dean M Roberts\nvenerdì 10 marzo 2023 dalle ore 19:30 \nCritical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts\ncondotto da Dean M Roberts\nTony Conrad: Completely in the Present di Tyler Hubby\nsabato 11 marzo 2023 dalle ore 11:00 \nVenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023 a Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, due giorni di eventi a cura di Dean M Roberts\, tra i principali professionisti della musica contemporanea in Nuova Zelanda\, attivo dalla metà degli anni 1990 ad oggi con più di 20 album ed incarichi come professore in studi sonori\, ecologia acustica ed intermedia arts. \nVenerdì 10 marzo si inizia alle ore 19:30 con Aotearoa New Zealand experimental film program\, quattro opere filmiche il cui denominatore comune è lo straordinario paesaggio della Nuova Zelanda. Le videoproiezioni spaziano intorno a vibranti osservazioni globali\, associazioni e traduzioni extralinguistiche: The Other Mother di Ronnie Van Hout riflette su tormentati rapporti familiari\, Apple Pie di Sam Hamilton è progettato per funzionare anatomicamente come una struttura complessa vivente\, Horse di Jessica Bluck indaga il senso della vita attraverso la rivisitazione di fatti storici del 1869 durante le Guerre Māori per le Terre\, Erewhon di Gavin Hipkins è il viaggio del narratore verso una società immaginaria in cui il vegetarianismo è la legge e le macchine sono bandite. \nA seguire\, solo performance di Dean M Roberts: un’eccezionale esecuzione per voce e chitarra elettrica che intreccia elementi di rock\, elettro-acustica\, minimalismo e improvvisazione in cicli di canzoni insolitamente coinvolgenti. \nSabato 11 marzo alle ore 11 inizia il workshop Critical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts condotto da Dean M Roberts\, professore presso The Institute of Speculative and Critical Inquiry: Collaborative Experimentation in Sound alla Berkeley University in Portogallo. \nIl workshop è progettato per studenti\, professionisti o partecipanti curiosi di qualsiasi età dai 18 ai 100 anni e non richiede alcuna esperienza musicale\, soltanto un puro interesse per il suono\, la partecipazione sociale e la sperimentazione. I partecipanti possono essere strumentisti\, sperimentatori elettronici\, poeti\, attori\, registi\, studenti impegnati in performance art e studi sonori\, o chiunque è interessato a un workshop di sperimentazione collaborativa nel suono… \nIl punto di partenza del workshop è la proiezione alle ore 12:00 aperta a tutti di Tony Conrad: Completely in the Present\, un documentario di Tyler Hubby che esamina la vita pionieristica e le opere del film-maker\, musicista\, artista ed insegnante Tony Conrad. \nDopo la proiezione e la discussione del film\, è data l’opportunità di esplorare l’ambiente sonoro e documentare i suoni di una “passeggiata sonora”. Forse alcune persone desiderano registrarsi suonando uno strumento\, o formare un gruppo per improvvisare\, incoraggiati a camminare per le strade\, i giardini urbani\, la metropolitana\, ecc. ed esplorare l’esperienza sonora. \nDurante il workshop\, sono assegnati alcuni compiti guidati\, ad esempio il gruppo è incoraggiato a partecipare a un esercizio vocale collettivo basato sulla partitura istruttiva della compositrice Pauline Oliveros così come sulla partitura grafica Treatise del compositore Cornelius Cardew\, un fondamentale ‘Visual Score’ per gli improvvisatori. \nIl workshop culmina in un incontro alle ore 19:00 in cui il gruppo contemporaneamente riproduce il diario audio raccolto individualmente nel pomeriggio. Il riferimento è la filosofia di John Cage del rumore randomizzato e semi-organizzato così come la musica di R. Murray Shaefer\, e la partitura All Cracked Medias di Dean M Roberts. \nIl workshop è in lingua inglese – quota di partecipazione € 10\,00 \nPer l’iscrizione inviare un’e-mail a info@fondazionemorra.org
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