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SUMMARY:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr
DESCRIPTION:The Intimate Resistance: 1971-2023 Mike Parr \na cura di Eugenio Viola \nGiovedì 28 Settembre 2023 \nCasa Morra.Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C \nGiovedì 28 settembre\, alle ore 17:00\, inaugura\, negli spazi di Casa Morra\, Mike Parr. The Intimate Resistance: 1971-2023\, retrospettiva a cura di Eugenio Viola e organizzata in collaborazione con il MAMBO – Museo de Arte Moderno di Bogotà (Colombia) che presenta\, per la prima volta in Italia\, il lavoro dell’australiano Mike Parr. \nIn occasione dell’inaugurazione\, l’artista agirà\, dalle 17:00 alle 19:00\, una nuova performance: Blind Painting Towards a Hole and a Head (2023). \nIl titolo della mostra\, The Intimate Resistance\, è preso in prestito dall’omonimo libro del filosofo catalano Josep Maria Esquirol (La resistencia intima\, 2015)\, una profonda riflessione sulla condizione umana che diventa l’ipertesto per offrire un panorama aperto sul lavoro sovversivo e radicale di Mike Parr. \nMike Parr (Sydney\, 1945\, dove vive e lavora) è internazionalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della performance art. Nel corso di una carriera lunga più di 50 anni\, l’artista australiano ha sfidato i limiti di questo medium all’interno dei parametri della storia e della teoria dell’arte\, confrontandosi con i concetti di spazio\, tempo\, resistenza\, memoria e meccanica della rappresentazione. \nMike Parr è tra i pionieri che hanno plasmato la performance art in Europa e nelle Americhe tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Inoltre\, è tra i pochissimi artisti ad utilizzare ancora oggi la performance come mezzo di espressione privilegiato. \nDa sempre\, Parr utilizza il proprio corpo come soggetto\, oggetto e medium per esplorare i limiti fisici e mentali del proprio essere. Il suo lavoro è spesso connesso al dolore\, coinvolge i fluidi corporali\, richiede atti di resistenza estrema ed appare disturbante e viscerale. Per questo motivo\, le sue performance provocano reazioni complesse che sfidano emotivamente e intellettualmente l’artista stesso e\, in molti casi\, gli spettatori. \nThe Intimate Resistance presenta un corpus di oltre 80 opere prodotto in più di cinque decenni\, tra foto\, film\, video\, installazioni\, video monocanale e multicanale\, incisioni e rari materiali d’archivio. Tra le opere esposte\, alcune tra le prime “task performance” di Mike Parr\, come Pushing a Movie Camera Over a Hill (1971) o Hold Your Breath for as Long as Possible/ Hold Your Finger in a Candle Flame for as Long as Possible (1972); così come alcune delle sue performance più controverse\, come Cathartic Action: Social Gestus No.5 (The “Armchop”) (1977). Altre opere sono invece qui presentate per la prima volta\, come Falling Self-Portrait (2023). \nMontage in Space & Time (1971-2023) offre una straordinaria visione d’insieme sul lavoro radicale di Parr\, condensata in una videoinstallazione sincronizzata a quattro canali. Una combinazione di video\, quasi una retrospettiva in una retrospettiva\, che ripropone senza soluzione di continuità le sue azioni più audaci e impegnative\, presentate in modo volutamente episodico e sconnesso. \nPhoto-Death (2023) è invece un lavoro che sintetizza in una sequenza cronologica di immagini tutta la carriera dell’artista\, affrontando lo spettatore con la documentazione fotografica di alcune delle performance più scioccanti di Parr. Sia Montage in Space & Time che Photo-Death rappresentano il tentativo dell’artista di determinare nuove modalità di rappresentazione della performance\, salvaguardandone la memoria per il futuro. \nPainting Towards a Hole and a Head (2023) è una nuova performance ‘site-responsive’ che Parr ha concepito per questa mostra\, legata ad una serie di Blind Paintings che l’artista ha realizzato nel corso degli anni\, rigorosamente ad occhi chiusi e rifiutando persino di vedere la documentazione audiovisiva del risultato. \nThe Intimate Resistance offre la possibilità di apprezzare\, da una prospettiva unitaria\, tutta la coerenza di Mike Parr\, uno degli artisti viventi più estremi\, irriverenti\, ironici\, radicali\, blasfemi\, impenitenti e iconoclasti che ha sperimentato e sfidato la performance art\, plasmandone ambiti e territori e determinandone\, finanche\, gli esiti. \nQuesta mostra celebra anche la donazione dell’intero archivio di Mike Parr per Casa Morra. Archivi d’arte Contemporanea\, confermando il suo impegno nel conservare\, esporre e promuovere gli archivi di figure fondamentali della storia dell’arte contemporanea\, come Luca Maria Patella\, il Living Theatre\, Vettor Pisani\, Hermann Nitsch\, Arrigo Lora Totino e altri artisti che costituiscono il patrimonio della Fondazione Morra \nSi ringraziano Penny Clive e Anna Schwartz per il supporto dato all’esposizione \nIl Progetto è finanziato con la L.R. n.7/2003\, contributi per la promozione culturale anno 2023.  \nMike Parr ha co-fondato nel 1970 con Peter Kennedy\, Inhibodress Gallery\, il primo artist run space in Australia che ha il merito di aver diffuso l’arte concettuale e la performance art nel continente. Numerosissime le sue mostre in Australia ed internazionali nel corso di oltre mezzo secolo. Tra le ultime: The Eternal Opening\, Schwartz/Carriageworks\, Sydney\, 2019; Underneath the Bitumen the Artist\, DarkMofo/Detached\, Hobart\, 2018; The Ghost Who Talks\, 55th Biennale di Venezia\, Palazzo Mora\, Venezia\, 2013. Ha rappresentato l’Australia alla 39. Biennale d’arte di Venezia\, nel 1980. Tra le retrospettive più importanti: Edelweiss\, Kunsthallewien\, Vienna\, 2012; Foreign Looking\, National Gallery of Australia\, Canberra. 2015; The Intimate Resistance\, Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, 2023. \nEugenio Viola è dal 2019 Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá\, in Colombia. Dal 2017 al 2019 è stato Senior Curator del PICA – The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth\, in Western Australia. Dal 2009 al 2016 è stato curatore al Museo MADRE di Napoli. Ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali. Ha curato nel 2015 il Padiglione dell’Estonia alla 55. Biennale di Venezia e nel 2022 il Padiglione Italia alla 59. Biennale di Venezia. Studioso delle esperienze legate alla performance e al corpo\, ha curato le monografie dedicate a Teresa Margolles (Edizioni MAMBO\, Bogotà\, 2019); Regina Jose Galindo (Skira\, Milano\, 2014); Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2013); Marina Abramović\, (Sole 24 Ore Cultura\, Milano\, 2012); ORLAN (Charta\, Milano-New York\, 2007). \nDi prossima pubblicazione la nuova monografia dedicata al lavoro dell’artista\, The Intimate Resistance\, realizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con il Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO\, in edizione italiano / inglese (Edizioni Morra) ed in edizione inglese / spagnolo (Edizioni MAMBO)\, a cura di Eugenio Viola.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco sesto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 27 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra sesto ed ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – Il film di questo sesto e ultimo appuntamento è: \nIlaria Freccia\, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI – Arte in Italia 1967/1977 (2020\, 83′) \nDocumentario\, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà\, nato da un’idea della regista Ilaria Freccia e del curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi. Un viaggio affascinante che si snoda attraverso racconti e immagini di alcuni nomi che hanno fatto e fanno la storia dell’arte contemporanea: Marina Abramovic\, Michelangelo Pistoletto\, Andy Warhol\, Luigi Ontani\, Pino Pascali\, Alighiero Boetti\, Jannis Kounellis\, Joseph Beuys. In corredo\, una raccolta inedita di filmi\, fotografie e documenti provenienti da archivi\, musei\, gallerie\, collezionisti.
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SUMMARY:Rigenerazione urbana: un'ipotesi per Caggiano
DESCRIPTION:Rigenerazione urbana: un’ipotesi per Caggiano\n27 luglio 2023\, h. 9.30 \nSala conferenze del Palazzo Normanno del Guiscardo\nVico Roma\, Caggiano (SA) 84030 \nIl prossimo 27 luglio\, a partire dalle ore 9.30\, si terrà a Caggiano (SA) una tavola rotonda che vedrà coinvolti esperti di rigenerazione urbana e territoriale\, insieme alle autorità del Comune di Caggiano\, per discutere di modelli di trasformazione e rivitalizzazione dei paesi e dei borghi italiani\, attraverso pratiche virtuose che inneschino una coazione benefica tra tessuto cittadino\, architetture storiche e arte. Nella sede del Castello Medievale di Caggiano si troveranno così riuniti\, con il coordinamento scientifico dal Prof. Agostino De Rosa (Università Iuav di Venezia)\, alcuni studiosi e amministratori che nel corso delle loro ricerche e delle loro pratiche professionali si sono imbattuti in complessi progetti di rivitalizzazione urbana in contesti fortemente storicizzati\, caratterizzati da una innata vocazione alla bellezza e posti lontano dai grandi attrattori metropolitani. La tavola rotonda si inserisce all’interno del progetto Caggiano voluto fortemente dalla Fondazione Morra\, e che ha visto sancire pubblicamente la sua presenza nel piccolo centro del salernitano con l’inaugurazione della mostra antologica dedicata a Vettor Pisani presso Palazzo Morone\, il 30 giugno scorso. \nAll’incontro nel comune posto al centro del Vallo di Diano-Parco del Cilento\, parteciperanno: la Prof.ssa Maria Grazia Eccheli (Università degli Studi di Firenze)  – impegnata\, sia nelle sue ricerche che nella sua attività progettuale\, nella ri-scrittura di elementi della città e del suo paesaggio caratterizzati dalla loro attuale contraddittorietà ma dialetticamente tesi alla pur mutevole compiutezza delineata dalla loro tradizione -;  la prof.ssa Maria Rita Pinto (Università degli Studi Federico II) – Coordinatore del Laboratorio di Riqualificazione\, Riuso e Manutenzione del Dipartimento di Architettura dal 2010 ed è Coordinatore del Master di II livello in Manutenzione e Riqualificazione Sostenibile dell’ambiente costruito dell’Università di Napoli “Federico II”.  E’ stata Coordinatore del cluster Recupero e Manutenzione della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura (SiTdA)\, e responsabile scientifica di diversi progetti inerenti le dinamiche di sviluppo dell’ambiente costruito e gli impatti del recupero e della manutenzione sul sistema ambientale\, economico e socio-culturale -; il prof. Domenico Nicoletti (già Università degli Studi Federico II /Università degli Studi di Salerno) – Segretario dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino e attualmente nel CTS dell’Osservatorio delle Aree Protette del Mezzogiorno presso UNISA e coordinatore di Campus Mediterraneo\, impegnato in diversi progetti di innovazione nella transizione ecologica e digitale del paesaggio e dell’architettura -; e infine il Prof. Alberto Pireddu (Università degli Studi di Firenze)  – che ha approfondito il tema del progetto nel suo rapporto con i luoghi\, in particolare nei suoi studi sulla Sardegna\, ai quali afferisce la ricerca Il riciclo dei materiali come opportunità per una ri-costruzione sostenibile del paesaggio isolano -. \nInterverranno anche le autorità locali\, nelle figure del Sindaco di Caggiano\, Modesto Lamattina\, e del presidente dell’Associazione Asmel\, Giovanni Caggiano\, per la Fondazione Morra e per il C.U.G.RI. interverrà il prof. Pasquale Persico (Università degli Studi di Salerno) per intessere un fitto dialogo tra ipotesi operative\, contesto normativo e risposta della comunità locali. Il pubblico è invitato a partecipare all’evento. \nLa mostra dedicata a Vettor Pisani a Palazzo Morone in Vico San Macario\, Caggiano (SA) è visitabile dal venerdì alla domenica dalle ore 17.00 alle ore 20.30; su prenotazione allo + 39 3513602409.
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues III - Fuori dal Basso
DESCRIPTION:Neapolitan Dialogues III – Fuori dal Basso. \nPresto Napoli ospiterà tre artisti portoghesi per una residenza d’artista. Il progetto è curato da Vittorio Urbani con Fabio Schiattarella dalla Fondazione Morra. \nI Neapolitan Dialogues\, un progetto artistico che mira a mettere in dialogo Lisbona\, Napoli ed Istanbul\, tre grandi città  del Sud situate sullo stesso parallelo\, giunge alla terza edizione (dopo le due prime edizioni dedicate a Istanbul) apprestandosi ad ospitare in due distinte occasioni rispettivamente Sara & Andrè\, una coppia di artisti portoghesi\, che soggiorneranno a Napoli dal 20 luglio al 20 agosto 2023 e Lorenzo Bordonaro\, italiano ma residente a Lisbona da venti anni\, dal 1 novembre al 10 dicembre 2023. \nLe residenze dei Dialoghi Napoletani\, ospitate negli spazi della Fondazione Morra\, sono sempre caratterizzate da un forte interesse per l’impegno sociale. In questa residenza\, agli artisti viene proposto di partire dall’intersezione di tre riferimenti\, il primo socio-politico\, il secondo mitologico e un terzo socio-ambientale relativo al Basso\, che rappresenta un contesto di vita tipicamente napoletano. \nIl progetto dei Dialoghi Napoletani nasce dal bisogno di affermare una maggiore consapevolezza del valore essenziale del Sud e vuole andare contro il corrente asse obbligato nord-sud\, in cui il vettore dei valori culturali\, delle risorse economiche\, delle opportunità e della forza lavoro va sempre da sud a nord in una nascosta\, ma non per questo meno reale\, espropriazione di tipo capitalistico. Si vuole\, al contrario\, favorire il sorgere di una nuova consapevolezza dei valori culturali e della centralità del Sud\, e promuovere collaborazioni e conversazioni che al Sud siano primariamente interne. \nAl termine della residenza gli artisti condivideranno la propria esperienza con la cittadinanza presentando il loro lavoro negli spazi della Fondazione Morra. \nLa Residenza è prodotta per Fondazione Morra\, Napoli in collaborazione con Nuova Icona\, Venezia\, con il Patrocinio della Ambasciata del Portogallo\, Roma. \nBIO DEGLI ARTISTI \nSara & André sono un duo artistico; nati rispettivamente nel 1980 e 1979\, a Lisbona\, dove vivono e lavorano.  Hanno studiato\, rispettivamente\, Stage Design alla School of Theatre and Cinema (Lisbona\, 19992005)\, e Fine Arts alla School of Art and Design (Caldas da Rainha\, 1999-2005). Hanno poi seguito insieme i corsi di Pittura alla National Society of Fine Arts (Lisbona\, 2008-2011). Il loro lavoro è stato regolarmente in mostra sin dal 2006.Il duo artistico lavora con testi\, opere visive ed altri media in progetti site specific\, spesso in collaborazione con altri produttori culturali\, indagando idee come la autorialità\, appropriazione\, originalità e in particolare studiando i meccanismi del mondo dell’arte. A fianco della loro pratica come artisti\, Sara & André hanno anche negli anni più recenti sviluppato diversi progetti curatoriali\, sia mostre che pubblicazioni o entrambe. \nLorenzo Bordonaro è nato a Torino nel 1971 dove si è laureato in filosofia e scienze sociali. Nel 2001 si trasferisce in Portogallo dove consegue il dottorato di ricerca in Antropologia. Ha inoltre studiato pittura e disegno all’Ar.Co (Lisbona) e scultura all’Accademia di Belle Arti (Lisbona).\nLa sua pratica artistica si fonde con la ricerca antropologica: le sue installazioni\, disegni e i suoi progetti di arte pubblica sono spesso radicati in una più ampia riflessività sociale e nell’attivismo politico e\, più recentemente\, ambientale. Ha realizzato progetti di arte pubblica in diversi contesti sociali e aree geografiche: dalle favelas brasiliane alle baraccopoli alla periferia di Lisbona; dai ghetti capoverdiani ai quartieri storici di Graça e Mouraria\, a Lisbona. \nComunicato Stampa
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quinto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 06 luglio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo quinto appuntamento sono: \nLuis Buñuel & Salvador Dalì\, L’ÂGE D’OR (1930\, 62′) \nSalvador Dalì & Walt Disney\, DESTINO (2003\, 7′) \nLuis Buñuel\, (Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) tra i più celebri esponenti del cinema surrealista\, nelle sue opere ha indagato sulla natura dell’inconscio\, l’irrazionale e la critica anti-clericale. I suoi primi e “scandalosi” due film furono realizzati in collaborazione con Salvador Dalí\, celebre per le immagini suggestive e bizzarre. Dotato di grande abilità pittorica\, caratterizzò la sua vita con il vezzo di atteggiamenti stravaganti. Purtroppo i suoi modi eccentrici hanno catturato l’attenzione più delle sue opere più importanti e significative
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SUMMARY:Progetto Caggiano Fondazione Morra
DESCRIPTION:Fondazione Morra\nCollezione Vettor Pisani \nNostalgia.Volo di Ritorno\, 2005\nCarpe Diem\, 2011\nApocalypse Now\, 2011 \nOPENING 30 giugno – 2 luglio\nPalazzo Morone\nVia San Macario\, Caggiano (SA) \nIl progetto “Caggiano – Fondazione Morra” costituisce la logica continuazione di quelle pratiche inclusive e diffuse già avanzate negli ultimi decenni dalla Fondazione Morra\, volte al raggiungimento di obiettivi\, oltre che costitutivi\, anche sociali\, per lo sviluppo e la rivitalizzazione territoriale attraverso l’arte contemporanea. In tal senso\, incitata dall’accelerazione della crisi delle grandi città d’arte e allo stesso tempo interessata dagli stimoli creativi di “altri” luoghi\, la Fondazione Morra inaugura il 30 giugno a partire dalle ore 11.00\, a Caggiano (SA)\, con sede nello storico Palazzo Morone. Palazzo Morone si colloca all’interno delle mura stratificate del centro storico\, le cui origini risalgono all’epoca medioevale (VIII – XI secolo d.C.). Ampliato e trasformato in epoche successive\, con la dominazione Angioina (XIII-XVI secolo d.C.) l’insediamento fu connotato dal rifacimento delle mura orientali e la costruzione di palazzi nobiliari\, tra cui palazzo Morone. La diversa composizione costruttiva e tipologica delle murature\, indicano che palazzo Morone è stato edificato sull’impianto originario di due unità abitative preesistenti\, accorpate e inglobate\, sopra le quali sono stati elevati i piani superiori e la colombaia. L’edificio ha subito trasformazioni e frazionamenti successivi\, conservando la corte d’ingresso con le scalinate in pietra\, il pozzo e il grande portale ottocentesco\, il soffitto affrescato del salone al piano rialzato\, la parete beneventana emersa nel corso dei lavori di recupero del palazzo. La capacità di connettere il centro con la periferia attraverso l’innesto di nuovi legami relazionali di cittadinanza\, è il cuore pulsante del progetto tendente al recupero del patrimonio storico\, alla riqualificazione degli spazi pubblici e del patrimonio monumentale del luogo\, contribuendo alla ricostruzione dell’identità locale con attività lifelong learning che rivalutino i saperi e le tecniche del territorio (cooperative peer education\, workshop\, summer school\, educational activities). La multidisciplinarietà che contribuisce alla complessità del mosaico consolidato delle attività della Fondazione Morra crea le basi di una programmazione a lungo termine\, il cui primo tassello inaugurativo si profila come doppio evento dedicato a uno degli artisti più importanti della sua generazione\, Vettor Pisani (Bari\, 1934 – Roma\, 2011): da un lato la presentazione di una preziosissima collezione\, dall’atro l’apertura di un archivio permanente\, dove le opere di Pisani emergono trovando nuova linfa per omaggiare il grande artista. \n\nL’evento inaugurale dedicato a Vettor Pisani è l’incrocio di tre mostre personali realizzate da Vettor Pisani per la Fondazione Morra in un arco temporale di sette anni: Nostalgia volo di ritorno (2005\, Ischia)\, Carpe Diem (2011\, Roma) Galleria Riposati\, e Apocalypse now (2011\, Napoli) \n 
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SUMMARY:L’inferno non è l’ombra del paradiso.
DESCRIPTION:MAURIZIO ELETTRICO: IMAGO MUNDI. L’inferno non è l’ombra del paradiso. \n24.06-3.09.2023 \nA cura di: Marta Wróblewska \nOrganizzazione: Centro Nazionale Polacco della Scultura di Oronsko [PL] \nPartner: Fondazione Morra di Napoli [IT]\, Istituto Italiano di Cultura a Varsavia [PL] \nCollaborazione: Istituto ‘Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte’ di Napoli\, progetto NaturAlia\, œra \n‘Imago mundi’ è un’installazione site-specific creata da Maurizio Elettrico nella cappella neoclassica durante la sua residenza artistica di tre settimane al Centro Nazionale Polacco della Scultura di Orońsko vicino a Varsavia. Rappresenta la visione di un mondo alternativo basato su metamorfosi temporali e spaziali. Il progetto costituisce la prima tappa di una serie di presentazioni ispirate al mondo fantastico descritto nella saga ‘Lo scoiattolo e il Graal’\, realizzati in collaborazione con istituzioni internazionali Polonia\, Turchia e Corea. \nNell’onirica installazione post-barocca ‘Imago mundi’ realizzata per il Centro Nazionale Polacco della Scultura di Orońsko\, l’artista napoletano Maurizio Elettrico ha utilizzato l’archetipo del giardino. Il giardino come modello del cosmo è onnipresente fin dall’antichità nelle culture del mondo\, per citare l’Eden biblico\, i campi dell’Eliseo\, il mitologico giardino delle Esperidi\, i giardini pensili di Babilonia o i giardini zen giapponesi. Il simbolismo del giardino contiene un’importante dicotomia: da un lato è saldamente radicato nella natura come suprema forza ordinatrice legata al ciclo della vita e della morte\, mentre dall’altro non può funzionare senza l’intervento e il controllo dell’uomo. \n‘Imago mundi’ interagisce alla confluenza di vari ambiti e delle poetiche ad essi assegnate.  La struttura degli oggetti polimaterici che riempiono la cappella neoclassica di Orońsko assomiglia a fossili surreali\, sui quali l’artista tatua con un pirografo la storia inventata che tratta delle entità che ha creato. Definendole con neologismi pseudo-latini\, inserisce questa fantasia paleontologica in un contesto para-scientifico\, simile ai gabinetti delle curiosità popolari nei secoli XVI\, XVII e XVIII\, il cui scopo non era solo quello di sistematizzare la conoscenza\, ma anche di offrire uno spazio favorevole alla riflessione e alla cognizione filosofica. \nCosì\, trasformando e giustapponendo elementi del mondo organico e inorganico in particolari combinazioni di immagini\, parole\, suoni e odori\, Elettrico dipinge uno scenario speculativo di una pseudo-realtà parallela. Si tratta di un bizzarro habitat artificiale-naturale\, il cui progettista è un bioartista transumanista post-umano. Il suo ecosistema è costituito da specie ibride vegetali e animali create attraverso una sofisticata combinazione di genetica\, magia\, sciamanesimo e… arte. \nLO SCOIATTOLO E GRAL \nI fili narrativi e i motivi visivi presenti nell’installazione immersiva e multisensoriale di Elettrico sono tratti dall’opera letteraria in sette volumi – ‘Lo Scoiattolo e il Graal’\, in cui l’artista presenta un’immagine per metà utopica e per metà distopica di un mondo progettato attraverso la sperimentazione artistica e scientifica. È dominato dall’unione di due forze politiche: la tecnocrazia e l’artecrazia\, che costruiscono la loro posizione di potere basandosi sul culto della bellezza raffinata\, attraverso l’avanzamento della conoscenza scientifica ed esoterica\, nonché la conduzione di esperimenti biotecnologici avanzati. \nI giardini di Kermer descritti nel ‘Lo Scoiattolo e il Graal’\, situati in un iperspazio indeterminato e sfuggente\, diventano biosfere specifiche con un tratto spiritualista distinto\, teatro di manipolazioni biologiche ossessive che danno vita a entità transgenetiche come la Vanessa extraordinaria – una specie di farfalla creata con una miscela di geni di ichneumone e cobra\, usata come arma biologica letale. I giganteschi fiori di obsof forniscono loro il nettare vitale. Creature mutate al confine tra java e fantasy\, la zona di luce e ombra\, come Canjal\, Glamstax\, Splepix o Glostrock\, simboleggiano la coesistenza delle forze del bene e del male\, che alla fine vengono neutralizzate e trasformate in energia vitale positiva. \nPOLIMATERIALISMO   \nIl polimaterismo del mondo creato da Elettrico ha un significato metaforico. L’area mediterranea\, dove si è formata la sensibilità dell’artista\, si identifica con una tradizione artistica e artigianale plurisecolare\, basata sullo sviluppo e l’applicazione spesso pionieristica di diversi materiali e tecniche\, che costituiscono scenari estetici\, ma anche intellettuali\, per le epoche e gli stili artistici che si sono succeduti\, dall’antichità\, attraverso il barocco\, il liberty a Napoli\, fino ai giorni nostri rappresentati da un ampio spettro di generi artistici. Accostando pietre semipreziose provenienti da tutto il mondo\, porcellane prodotte dalla Real Fabbrica di Capodimonte e legno polacco\, alla nuova generazione di materiali sintetici di Oera creati con tecnologie innovative basate sul riciclo\, Elettrico mette in evidenza le relazioni materiali e concettuali tra entità organiche e inorganiche. \nIl suo giardino diventa uno spazio di laboratorio per esperimenti su oggetti che rappresentano una specifica provenienza geografica e culturale\, così come le funzioni e i significati ad essi assegnati. L’arte di Elettrico si avvicina quindi ideologicamente alle riflessioni dei ricercatori contemporanei associati al nuovo materialismo\, per citare Timothy Morton\, TJ Demos o Rosi Braidotti\, in merito alla problematica del potenziale delle cyber- e biotecnologie\, nonché dei rapporti di potere sociale. L’esplorazione del potenziale della materia ha quindi un duplice significato: può essere un modo per controllare e plasmare la realtà\, oppure può portare a una cognizione filosofica e a un’esistenza consapevole\, critica e responsabile\, basata sulla coscienza dei limiti dell’universo\, che a un certo punto deve essere in grado di vedersi nel proprio specchio. \nUTOPIA O DISTOPIA? \nL’impero dei bioaristocratici dotati di capacità soprannaturali è una variante dell’organizzazione del mondo come conseguenza di una sfrenata brama di potere e di relativismo morale\, strettamente legata all’onnipresenza della bellezza sublime e sofisticata come conditio sine qua non dell’esistenza. Mentre ipotizza una sorta di dittatura ecologica basata su una peculiare bioetica\, Elettrico gioca contemporaneamente con l’ordine naturale così come lo conosciamo\, umano e divino. Il mondo che descrive\, ossessionato dalla bellezza e dall’immortalità\, non accetta la vecchiaia\, l’imperfezione e la caducità. D’altra parte\, la presenza di varie figure ibride che sfuggono a tutte le tassonomie e le norme conosciute è un tentativo di relativizzare le definizioni con cui l’uomo ha gerarchizzato\, categorizzato e dominato la realtà. \n‘Imago mundi’ è quindi una seducente costruzione estetica e politica\, una fantasia di un’epoca post-umanista in cui il ruolo dell’uomo naturale è stato estremamente marginalizzato. Le sottili sfumature critiche di questa visione\, tuttavia\, sono prive di qualsiasi ambizione di moralizzare\, valorizzare\, riformare o fissare la realtà. Piuttosto\, la stimolazione dell’immaginazione attraverso l’uso di una poetica evocativa è un invito a tentare di rivalutare paradigmi ossificati e pratiche consolidate che portano l’umanità verso una volontaria autodistruzione.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco quarto appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 22 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo appuntamento sono: \nMan Ray\, LE RETOUR À LA REASON (1923\, 2’32”) – EMAK-BAKIA (1926\, 19’) – L’ÉTOILE DE MER (1928\, 15’54’’) \nFernand Léger\, BALLET MÉCANIQUE (1924\, 19’) \nUn ulteriore approfondimento su due autori fondamentali per le avanguardie novecentesche. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:DEVI MORIRE (Dissing Love)
DESCRIPTION:DEVI MORIRE (Dissing Love) \nA cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nLectio Magistralis – Venerdì 9 Giugno 2023\, ore 18\,00\nCasa Morra – Salita San Raffaele 20/c\, Napoli\nIngresso libero fino a esaurimento posti \nDurational Performance non stop – Sabato 10 Giugno 2023\, ore 11\,00 – 21\,00\nMuseo Hermann Nitsch – Vico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\nIngresso € 10 intero; € 5 ridotto \nTempo di nascere – Tempo di morire\nTempo d’eradicare – Tempo d’aver cura\nTempo di raccatto – Tempo di lacerazione\nTempo di smarrirsi – Tempo di silenzi\n[Tempo dell’oblio]\nQOELET 3\,2 \n  \nVenerdì 9 giugno 2023 (ore 18\,00) e Sabato 10 giugno 2023 si terranno\, rispettivamente al Museo Casa Morra e al Museo Nitsch\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione tenuto da Marino Formenti in forma di Lectio magistralis\, e la durational performance\, per due pianoforti\, intitolata DEVI MORIRE (Dissing Love) – Battle\, Responsorio\, Blind Date – di e con Marino Formenti e Andrea Riccio \nDEVI MORIRE (Dissing Love) è la terza iniziativa di un ciclo\, a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\, che intende consolidare la creazione di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali del Museo Casa Morra il Fondo realizza la possibilità di accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. \n  \nDEVI MORIRE (dissing love)\nbattle\, responsorio\, blind date \n11h-21h Durational Performance – non stop\nMuseo Hermann Nitsch \n“Giocavamo a un gioco\, Philip Guston e io.\nEravamo gli ultimi artisti.\nCome in tutte le rappresentazioni escatologiche\,\nla fine del mondo non era che la fine di un’epoca.\nIl “niente” era per noi più che un gioco filosofico:\nun vero e proprio punto di partenza e di arrivo.\nÈ a tutti chiaro che si comincia con niente\,\nma è meno evidente che dopo anni di lavoro si arriva a molto meno.” \n(Morton Feldman\, Lectures 1984) \n  \nGli ultimi artisti\, da soli: respirano solo perché sono l’uno con l’Altro.Si cullano\, si uccidono.\nCome se queste persone\nvolessero sconfinare oltre\nma è come se stessero\nin una condizione paradossale.\nNon sono sicuri di conoscersi\, eppure sembrano fatti l’una per l’altra. “Devi morire.” – si ripetono a vicenda. Un leitmotiv. Ascoltano. Non esistono. La volontà è un concetto aberrante.\nDevi morire.\nCercano\, senza trovare.\nSi augurano il nulla.\nDanzano sulla soglia. \nSono loro senza altro.\nScollamento della realtà\nFunerale. Spazio vuoto. Senso della perdita di un poeta.\n(Antonio Neiwiller\, Indicazioni di lavoro\ntratte da appunti di Loredana Putignani\, Napoli 1992) \nDue pianoforti\, le musiche di nessuno. Lo spazio che si svuota e si riempie. \nBotta e risposta\, odi et amo.\nLo spettatore può ascoltarli\, può non-esistere\, gioca con loro.\n–\nL’ arte schietta e sincera del battle è una prerogativa della strada. Nell’hip-hop\, nel voguing\, nella street dance i performers non si pongono problemi di galateo nello sfidarsi a duello: si contrappongono\, si misurano\, si provocano\, si dissano e\, reciprocamente protetti dalla bellezza di voli tecnicamente sublimi\, o meglio uniti in quella bellezza\, si mandano elegantissimamente a quel paese.\nIl Responsorio è invece una prerogativa del tempio e forse il perfetto contrario del battle: qui i praticanti sono chiamati a unire i loro intenti – anzi le loro anime – per perseguire insieme l’oggetto di una comune aspirazione\, per diventare insieme una cosa sola.\nDEVI MORIRE è il grido di battaglia di ogni dissing\, il motto apparentemente feroce di ogni scontro antagonista. Tradotto in latino significa semplicemente: memento mori. \nMorire vuol dire anche non apparire\, sparire\, non esprimere\, non esprimersi\, non raccontarsi\, non essere più.\nCerto\, più facile a dirsi: è un koan/paradosso da legnate sulle spalle punitive programmate. \nDEVI MORIRE può essere il più tenerissimo augurio: augurarsi il nulla. \nSi more danzando\,\nbevendo\, mangiando\ncon quella carogna\nmorire bisogna. \n(Anonimo\, La Passacaglia della Vita\, da Canzonette Spirituali e Morali\, Milano 1657) \nMarino Formenti è considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Elogiato dal Los Angeles Times come “un Glenn Gould per il XXI secolo”\, la sua dedizione al nuovo e all’inaspettato lo porta a sviluppare costantemente nuove esperienze concertistiche e progetti inediti.\nLe sue esibizioni comprendono interpretazioni delle opere più recenti\, improvvisazioni e riflessioni individuali sui capolavori classici; i suoi progetti più includono spesso forme di musica non occidentale e popolare.\nIn recital pianistici piuttosto innovativi (“Kurtag’s Ghosts”\, “Liszt Inspections”\, “Torso”) Marino Formenti crea un intenso dialogo tra le opere e i repertori in una sorta di flusso continuo. Questo approccio radicalmente nuovo è stato presentato al Lincoln Center di New York\, al Festival di Lucerna\, alla Wigmore Hall di Londra\, alla New York Philharmonic\, alla Konzerthaus Wien e così via. \nLa sua esplorazione dell’esperienza musicale lo ha portato a sviluppare performance piuttosto radicali\, al di là del recital tradizionale. \nIn “Nowhere” vive\, mangia\, dorme e si esibisce per diverse settimane in uno stesso spazio\, aperto al pubblico e trasmesso in streaming su Internet 24 ore su 24\, 7 giorni su 7. Il tempo\, lo spazio\, il suono e l’unione sono esplorati su una scala completamente diversa. “Nowhere2 è stato rappresentato tra l’altro al Festival di Berlino\, al BoCa di Lisbona\, al Teatro Colón di Buenos Aires\, allo Steirischer Herbst di Graz\, a Performatik Bruxelles\, alla Triennale di Milano.\n“One to One” offre un rendez-vous musicale di 2 ore con un singolo visitatore. Pianista e spettatore diventano gradualmente partner della performance. L’allestimento\, assolutamente intimo\, è stato successivamente ampliato fino a un appuntamento di un’intera giornata al buio in “sette studi di comunicazione e musicalità” per la Fondazione Haubrok di Berlino. Originariamente concepito per Art Basel 2013\, è stato eseguito a Graz\, Los Angeles\, Buenos Aires\, Torino e così via.\n“Time to Gather” è un recital di tipo speciale\, senza il muro invisibile tra pianista e pubblico\, senza un programma fisso\, senza un finale prevedibile. Le persone possono interagire e scegliere con il pianista cosa ascoltare\, o suonare con lui e al posto suo.\nNel film musicale “Schubert und Ich”\, Formenti seleziona le voci grezze di cinque non-musicisti di età e formazione diverse per lavorare su brani di Franz Schubert\, lontano dalla resa beneducata e levigata del concerto classico. “Liszt Inspections” è stato etichettato come uno dei “Best Performances of the New York Times” 2015 e delle “Migliori registrazioni del New Yorker” 2014. Joshua Kosman del San Francisco Chronichle ha dichiarato: “Quello che James Joyce ha fatto per il romanzo\, Formenti sembra intenzionato a farlo per il recital pianistico. I risultati sono stati indimenticabili”. È stato Artist in Residence al Lincoln Center di New York\, alla Wigmore Hall di Londra e al Festival “Pèlerinages” di Nike Wagner a Weimar. Nel 2020 è stato artista in residenza al BeethovenFest di Bonn\, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Beethoven. Marino Formenti si è esibito nei festival internazionali di Salisburgo\, Lucerna\, Edimburgo\, Schleswig-Holstein\, Ravinia e Aspen\, nonché nelle principali sale di New York\, Berlino\, Vienna\, Los Angeles\, Parigi\, Londra e Tokyo. Gli impegni orchestrali di Marino Formenti come solista includono esibizioni con la New York Philharmonics\, la Los Angeles Philharmonics\, i Münchner Philharmoniker\, la Cleveland Orchestra\, la Gustav Mahler Chamber Orchestra\, l’Orchestre de Radio France\, la RSO Wien. Come solista\, ha lavorato con i direttori Franz Welser-Möst\, Gustavo Dudamel\, Kent Nagano\, Daniel Harding\, Esa-Pekka Salonen e altri. Come direttore d’orchestra\, ha lavorato su invito di Maurizio Pollini al Teatro la Scala di Milano\, alla Salle Pleyel di Parigi e all’Auditorium Parco della Musica di Roma; ha ideato e diretto altri progetti al Festival Wien Modern\, al Ravenna Festival\, ai Darmstädter Ferienkurse e a Los Angeles\, Chicago\, Vienna e Salisburgo. Come artista\, è ospite di importanti istituzioni e festival d’arte\, come il Palais de Tokio di Parigi\, il Mumok di Vienna\, Art Basel\, MADRE di Napoli\, Portikus di Francoforte o la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.\nI suoi collaboratori per la musica da camera sono stati Gidon Kremer\, Lars Vogt\, Nicolas Altstaedt\, Jörg Widmann\, Emmanuel Pahud\, Tabea Zimmermann\, Caroline Widmann\, Barbara Hannigan e l’attore Ulrich Matthes. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo\, come György Kurtág\, Helmut Lachenmann\, Salvatore Sciarrino\, Olga Neuwirth\, Bernhard Lang\, Georg Friedrich Haas e Beat Furrer. È insegnante-conduttore dell’Ensemble ENM dell’Università Mozarteum di Salisburgo. Per i suoi successi musicali è stato premiato con il Belmont-Prize 2009 della Forberg-Schneider-Stiftung di Monaco. \nAndrea Riccio\, pianista indicato dal quotidiano italiano “la Repubblica” come “…un vero virtuoso del pianoforte…”\, e dalla rivista musicale “Konsequenz” come musicista di “straordinaria lucidità interpretativa\, che unisce una tecnica solida e robusta ad un suono limpido e pulito”\, suona regolarmente in sedi di prestigio come il Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Ristori di Verona\, Villa Pignatelli di Napoli\, Auditorium Amedeo di Savoia di Roma\, Regio Conservatorio di Napoli\, Mozarteum di Salisburgo\, Villa Lysis di Capri\, Chiesa Luterana di Napoli\, Belvedere di San Leucio di Caserta\, Chiesa di San Vittoria de L’Aquila\, Villa Vicina di Salisburgo\, Monastero delle Trenatré\, Teatro Galleria Toledo\, Museo Hermann Nitsch e Casa Morra di Napoli. Suona in qualità di solista con l’Orchestra “CDM” di Tivoli il concerto k.415 di W.A. Mozart in doppio appuntamento nel centro Italia. Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti\, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica d’avanguardia\, si dedica anche alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea\, anche collaborando con Marino Formenti e l’Ensemble Neue Musik.\nPartecipa alla realizzazione della collana di risonanza nazionale ed internazionale “Approdi\, avanguardie musicali a Napoli” edito da “Konsequenz”\, registrando brani contemporanei di autori napoletani\, solistici e cameristici.\nÈ vincitore di concorsi internazionali\, tra cui lo ‘Ischia International Piano Competition’ di Napoli\, ‘Piana del Cavaliere International Piano Competition’ di Carsoli\, ‘Premio Nicola di Stefano’ di Barletta\, ‘Don Enrico Smaldone Piano Competition’ di Salerno; Top Prize Winner e “Premio Franz Liszt 2019” al “Italian Republic Piano Competition” di Viterbo\, per essersi distinto nella migliore esecuzione del compositore ungherese. È stato finalista dello “Steinway Piano Competition” in Italia.\nNato a Napoli nel 2001\, Andrea Riccio ha iniziato gli studi a 10 anni con Dario Candela e Girolamo de Simone\, e a 18 anni consegue il Triennio Ordinamentale Summa cum Laude dal Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. È laureato dalla Universität Mozarteum di Salisburgo\, dove ha seguito il corso di Master of Arts in Piano Performance sotto la guida di Cordelia Höfer-Teutsch. Ha seguito le masterclass di Pasquale Iannone\, Rena Shereshevshkaya\, Antoinette Van Zabner\, Yves Henry.
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco terzo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 01 giugno alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo terzo appuntamento sono: \nRené Clair\, Francis Picabia\, ENTR’ACTE (1924\, 22’) \nJean Vigo\, Boris Kaufman\, À PROPOS DE NICE (1930\, 25’) \nLuis Buñuel\, LAS HURDES (1932\, 28’00’’) \nRené Clair\, (Parigi\, 1898 – Neuilly-sur-Seine\, 1981)\, tra i maestri del cinema mondiale\, è considerato da Henri Langlois il regista che meglio incarna lo spirito del cinema francese.\nFrancis Picabia (Parigi\,1879 – Parigi\,1953)\, dadaista\, fu determinante per introdurre l’arte moderna (intesa come modernità e modernismo) negli Stati Uniti.\nJean Vigo (Parigi\, 1905 – Parigi\, 1934) è da molti considerato uno dei maestri del cinema\, nonostante la sua breve vita.\nLuis Buñuel ( Calanda\, 1900 – Città del Messico\, 1983) è uno dei più celebri esponenti del cinema surrealista. Dopo le prime opere surrealiste realizza questo documentario anarchico su una regione spagnola dove si trovano numerosi villaggi che vivono in miseria e malattia in una terra senza pane.
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SUMMARY:AZIONE DEI 6 GIORNI performance del 3 giorno “il giorno di dioniso
DESCRIPTION:HERMANN NITSCH\nDAS ORGIEN MYSTERIEN THEATER\nAZIONE DEI 6 GIORNI \nperformance del 3 giorno “il giorno di dioniso“\n28 Maggio 2023 Domenica di Pentecoste dall’alba al sorgere del sole\nCastello di Prinzendorf e la campagna circostante\, Austria \n3 giorno\nIL GIORNO DI DIONISO\nSCHERZO\nECCESSO OBBLIGATO \nil terzo giorno affronta il mito del dio dioniso\, l’archetipo di dioniso e la frase DIONISO CONTRO IL CROCIFISSO. dioniso è il dio della rovina e della rinascita del mondo\, della resurrezione della carne. egli è il crocifisso\, lacerato e risorto. le rovine e le rinascite dei mondi pulsano attraverso la sua carne. il big bang infinito e ricorrente ha la sua fonte nella vitalità del suo corpo. tutta la vita repressa e non vissuta deve essere rivolta verso l’esterno. vogliamo invocare gli abissi della natura che si trovano in noi\, che ci determinano\, risvegliandoci nell’eccesso. i partecipanti sono invitati a bere. processione attraverso i campi e le vigne. la musica viene suona in tutti i luoghi. una gioia inebriante e disinibita. \nBiglietti e informazioni: \nquota di partecipazione: € 350\,00\nbiglietti early-bird per prenotazioni fino al 5 maggio 2023: € 300\,00\nmembri del vereins zur förderung des o.m. theaters: € 175\,00\ncon almeno 3 anni di appartenenza attiva (cioè con pagamenti continuativi della quota annuale\, esclusi i soci onorari) \nFONDAZIONE NITSCH\, Hegelgasse 5\, 1010 Vienna\nTel +43 1 513 55 30 | office@nitsch-foundation.com\nwww.nitsch-foundation.com/en/6-day-play
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco secondo appuntamento
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio alle ore 18.00 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prosegue la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, propone lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film di questo secondo appuntamento sono: \nWalter Ruttmann\, LICHTSPIEL (OPUS 1-2-3-4) (1921\, 22’09’’) \nLászló Moholy Nagy\, SCHWARZ\, WEISS\, GRAU (1930\, 5’30’’) \nOskar Fischinger\, R1\, EIN FORMSPIEL (1927\, 7’) – STUDIE NR. 8 (THE SORCERER’S APPRENTICE 1931\, 4’) – TOCCATA AND FUGUE IN D MINOR (1940\, 9’30’’) – MÜNCHEN BERLIN WANDERUNG (1927\, 5’) \nMarcel Duchamp\, John Cage DISCS (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 4’00’’) \nHans Richter FILMSTUDIE (1926\, 3’43’’) – VORMITTAGSSPUK (1928\, 9’08’’) \nWalter Ruttmann\, regista cinematografico\, (Francoforte sul Meno 1887 – Berlino 1941)\, esponente dell’avanguardia cinematografica: i suoi film\, a lungo invisibili\, sono realizzati con delle pennellate su una lastra di vetro e filmate in stop motion. Oskar Fischinger (Gelnhausen\, 1900 – Los Angeles\, 1967) è stato autore di cortometraggi d’animazione astratta studiando il rapporto tra suono-segno. La sua arte venne considerata come Arte degenerata per cui si esiliò negli Stati Uniti e nel 1936 decise di trasferirsi a Hollywood. Hans Richter (Berlino\, 1888 – Locarno\, 1976)\, è uno dei massimi teorici e sperimentatori di estetica cinematografica. Ha dedicato le sue ricerche all’esigenza di articolare lo spazio figurativo in un movimento che uscisse dai limiti del quadro tradizionale.
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SUMMARY:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS
DESCRIPTION:CHRISTOPH ERB GERRY HEMINGWAY MAGDA MAYAS\nsassofono tenore e sassofono soprano – batteria – pianoforte \nSONIC TOPOGRAPHIES\nuna guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nsabato 13 maggio 2023 ore 21:00\ningresso libero fino ad esaurimento posti \nIn anteprima italiana\, Christoph Erb\, Gerry Hemingway e Magda Mayas si esibiscono nella performance SONIC TOPOGRAPHIES una guida a quello che possiamo sentire ma non possiamo vedere sabato 13 maggio 2023 alle ore 21:00 presso Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, organizzata in collaborazione con Complus Events\, Fondazione Morra e E-M Arts associazione culturale. \nChristoph Erb al sassofono tenore e sassofono soprano\, Gerry Hemingway alle percussioni e Magda Mayas al pianoforte: la loro performance è libera e decisamente improvvisata. Non ci sono confini in questa vibrante interazione tra corpi\, strumenti e silenzio\, il tessuto sonoro sorprende con nuovi panorami uditivi. Queste sonorità risultano imponenti\, eruttive\, a volte brutali\, talvolta calme o ipnotiche. Una possibilità unica di partecipare ad una spettacolare\, coraggiosa ed eccitante performance. \nLe altre due date del tour\, promosse da Complus Events con il supporto di Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura\, KANTON LUZERN Kulturförderung SWISSLOS\, SIS Schweizerische Interpretenstiftung\, Fondation Nicati-de Luze\, sono a Roma venerdì 12 maggio all’Auditorium Rai Radio 3 Suite e domenica 14 maggio al SIC12 artstudio. \nDal 2009 Gerry Hemingway tiene delle lezioni sull’arte delle percussioni alla Hochschule di Lucerna (Università di Scienze Applicate e Arti) dove dal 2019 anche Magda Mayas insegna improvvisazione. \nBathing Music è la prima performance del trio eseguita il 9 ottobre 2020 al Neubad di Lucerna\, e quattro giorni dopo Dinner Music il 13 ottobre 2020 al Misterioso Jazz club di Zurigo; entrambe le registrazioni sono pubblicate da Veto Records. www.veto-records.ch \nUniti dall’intuizione che i suoni ondulanti e monotonamente picchiettati hanno un particolare effetto quando si sfregano e si stratificano\, Erb soffia piccole fluttuazioni e colpi come echi di fischi diffusi dal vento\, Hemingway fa ticchettare il metallo dei cimbali come campane immerse sott’acqua\, e Magda Mayas si abbandona alle vibrazioni emesse dalle corde preparate che tremano in un movimento rapido e vivace. \nChristoph Erb (1973\, Svizzera) è attivo con la sua etichetta indipendente Veto Records dal 2007; nel 2011 si trasferisce a Chicago per una residenza di alcuni mesi e qui crea numerose collaborazioni con i musicisti improvvisatori come Fred Lonberg-Holm\, Michael Zerang\, Jason Adasciewicz\, Tomeka Reid\, Jim Baker\, Frank Rosaly e molti altri. www.erb.li \nGerry Hemingway (1955\, USA) impegnato nell’improvvisazione generata senza istruzioni\, strutture o accordi preordinati\, compositore\, cantante e film-maker\, componente dell’Anthony Braxton Quartet dal 1983 al ’94. www.gerryhemingway.com \nMagda Mayas (1979\, Germania) allieva del geniale pianista improvvisatore Misha Mengelberg\, ha affinato la tecnica del pianoforte preparato e sviluppato un particolare modo di suonare le corde attraverso preparazioni e oggetti che sono estensioni dello strumento stesso. www.magdamayas.com \nMedia Partner
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SUMMARY:Rassegna cinematografica - Archivi Mario Franco
DESCRIPTION:Domani giovedì 11 maggio alle ore 18.30 presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra prenderà il via la rassegna cinematografica correlata alla mostra MILLEUNO ALT ARRIGO LORA TOTINO\, inaugurata lo scorso mese di marzo\, con il supporto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (@museomadre)\, per l’edizione 2023 di Progetto XXI. \nIl ciclo di sei proiezioni\, curato dal regista Mario Franco\, eccezionalmente presente a questo primo incontro\, proporrà lo sguardo collaterale di alcuni tra gli artisti e autori\, la cui visionarietà e le cui avanguardie di appartenenza hanno in qualche modo contribuito alla formazione artistica e poetica di Lora Totino. \nIngresso gratuito – I film del presente appuntamento saranno: \nMarcel Duchamp\, dal NU DESCENDANT UN ESCALIER al ANÉMIC CINÉMA (1995\, 15’35’’) \nMax Ernst\, DESIRE (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 9’38’’) \nMan Ray\, LES MYSTÈRES DU CHÂTEAU DE DÉ (1929\, 27’) \nFernand Léger\, THE GIRL WITH THE PREFABRICATED HEART (da DREAMS THAT MONEY CAN BUY 1947\, 7’18’’) \nUna veloce panoramica su Duchamp (Blainville-Crevon 1887 – Neuilly-sur-Seine 1968)\, l’artista più importante del movimento dada e tre filmati di tre artisti tra i maggiori esponenti delle cosiddette avanguardie storiche: Max Ernst (Brühl\, 1891 ‒ Parigi\, 1976) uno dei grandi intellettuali a tutto campo del Novecento\, che ha attraversato\, da protagonista\, correnti e mutamenti nello spirito del tempo. Man Ray\, pittore\, fotografo e cineasta (Filadelfia\, 1890 – Parigi\, 1976)\, tra gli sperimentatori più noti in ambito foto-cinematografico. Fernand Henri Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette\,1955)\, pittore cubista caratterizzato dall’assunto che i tempi moderni sono segnati da “velocità e contrasto”.
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SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II - PENTESILEA | Teatro delle Bambole
DESCRIPTION:  \n  \nFondazione Morra e Teatro delle Bambole\nin collaborazione con Casa del Contemporaneo\npresentano \n  \nEDIPO. CORPO DI SANGUE\nProcesso II – PENTESILEA \nMasterclass internazionale sulla relazione suono – corpo\ndalla Pentesilea di Kleist nella rivisitazione di Hermann Nitsch\ncondotta da Andrea Cramarossa \n  \n9-21 maggio 2023\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n  \n“… Lei lo amava così tanto che avrebbe potuto\, allo stesso tempo\, mangiarlo per amore”.\nQueste parole\, così vicine al mito\, mettono Pentesilea in relazione con elementi mitici. Si associano\, queste parole\, al pasto del totem\, il pasto di Dio nell’Eucarestia\, la carne di Dio\, l’ostia. Il mangiare il corpo della persona amata significa la completa identificazione con essa. L’amore massimo: l’amore estatico trasgressivo conduce al concetto di lacerazione.\nForse\, l’unica parola che resta dopo il sacrificio di Pentesilea\, è\, in realtà\, un verso o un canto antico e gutturale\, un canto profondo parente dell’urlo primordiale\, quello della nascita che porta in sé il senso abbacinante e nitido della morte\, quello del mito che\, in assoluto\, trattiene in sé l’intero senso dell’umana esistenza. \nAndrea Cramarossa \n  \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re/Pentesilea” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\nConsiderare l’atto artistico del sacrificio quale bisogno di trasgressione.\nConsiderare l’atto artistico dell’amore quale bisogno di sublimazione.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica e a chiunque voglia sondar le relazioni tra suono e corpo attraverso il testo sulla “Pentesilea” di Kleist nell’“Edipo Re” di Hermann Nitsch. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità.\nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico.\nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.\nLa Masteclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti.  \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni\ndal 9 al 21 Maggio 2023\ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19\nper un totale di 72 ore  \nPresentazione aperta al pubblico Sabato 20 Maggio (ore 21) e Domenica 21 Maggio (ore 18). \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso:\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it\nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 1° Gennaio al 15 Aprile 2023. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 1° Marzo 2023. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n15 Marzo 2023 (per le candidature pervenute entro il 1° Marzo)\n20 Aprile 2023 (per le candidature pervenute dopo il 1° Marzo)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni.\nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile.\nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.\nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \n  \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655\nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE | Processo II – PENTESILEA è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
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SUMMARY:PARADISE NOW - Masterclass Living Theatre Europa
DESCRIPTION:Living Theatre Europa\nin collaborazione con\nCSR AMÀLA\ne Fondazione Morra\npresenta \nPARADISE NOW\nCHI SIAMO? DA DOVE VENIAMO? DOVE ANDIAMO?\nRITUALI E TEATRO POLITICO\nmasterclass intensiva\nsulla tecnica del Living Theatre\ndiretta dal regista Gary Brackett \nDAL 22/04 AL 01/05 2023\nCasa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \n  \nL’azione è evocare reciprocamente lo spirito di se stessi\, e in se stesso capire il genio degli altri\, e successivamente esprimerlo. Comunicazione. Il momento di apoteosi quando un collectivo di individui diventa se stesso. Dov’è il regista? Lei-lui sono degli splendidi partecipanti\, non più alienati dagli attori\, gli attori dal regista. \nJulian Beck\, La vita del teatro \n  \nOggi viviamo immersi in opposti apparentemente inconciliabili e soffriamo tutti per una comunità mancante che potrebbe guarire le ferite dell’alienazione.\n1968: Il Living Theatre si riunisce per chiedersi quale sia la domanda scottante del contemporaneo.\nPartendo da questo stesso quesito\, ogni partecipante del laboratorio contribuirà al processo di creazione collettiva.\nIl nostro punto di partenza per questo lavoro sono le creazioni collettive di The Living Theatre\, alcuni dei più importanti capolavori del teatro moderno che hanno cambiato per sempre il ruolo tra attore e regista\, tra il pubblico e l’artista: Mysteries and Smaller Pieces\, Frankenstein\, Antigone\, Paradise Now e Sei Atti Pubblici. \nIl laboratorio è aperto ad attori professionisti e non.\nUn lavoro di creazione collettiva finalizzato alla realizzazione dello spettacolo. Al termine del laboratorio è prevista una performance dimostrativa del lavoro svolto. \nLa call completa è scaricabile QUI. \n  \nPer maggiori informazioni \nCSR AMÀLA\nCristiana: 349 2343967\nAnna Rita: 348 3385520\nassociazioneamala@gmail.com \nFONDAZIONE MORRA\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli\ninfo@fondazionemorra.org\nwww.fondazionemorra.org
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SUMMARY:milleuno ALT - Arrigo Lora Totino
DESCRIPTION:milleuno ALT – Arrigo Lora Totino \nun progetto a cura di Giovanni Fontana\, Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini\ndal 16 marzo al 31 luglio 2023 \ncon una programmazione di incontri e performances 16 – 17 – 18 marzo 2023 \nCasa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2022 di Progetto XXI\, con lo scopo di dare continuità alla manifestazione Mille Nanni tenuta a Casa Morra nel 2022\, inaugura la seconda edizione con milleuno ALT – Arrigo Lora Totino. Il dispositivo espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Morra\, la Fondazione Bonotto e la Fondazione Berardelli\, come sintesi della poliedricità di Lora Totino – fra i maggiori protagonisti della scena avanguardistica contemporanea – espressa da un’ampia gamma di tecniche interdisciplinari\, intermediali\, sinestetiche e da molteplici testimonianze d’archivio. L’incessante curiosità\, l’inquieta ricerca e il forte senso di libertà creativa definiscono nuovi spazi visivi\, verbali e acustici\, con un linguaggio di espressione altamente sperimentale fatto da cromofonemi\, verbotetture\, poesie ginniche\, fotodinamiche simultanee\, mimodeclamazioni\, concerti bruitisti\, poesia e musica liquida\, nonché “pappapoemi” e “macchine celibi”. La dualità dei risultati di Lora Totino\, basata sulla fusione dinamica tra ricerca scientifica innovativa e pratica artistica sperimentale\, lo ha reso una figura paradigmatica che opera in un’intersezione di numerosi generi\, istituzioni e aree di interesse. \nSeguendo le attitudini relazionali di Lora Totino e la sua fitta rete internazionale di scambi e collaborazioni intellettuali\, da ricondurre a una dimensione di impegno socio-culturale precursore di nuove energie creative\, sono state programmate tre giornate di incontri con i performer Giovanni Fontana\, Alessandra Sorrentino\, Girolamo De Simone\, Lello Voce\, Luigi Cinque\, Andrea Rossi Andrea\, Renato Grieco\, e gli studiosi Barbara Anceschi\, Patrizio Peterlini\, Alessandra Acocella\, Pasquale Fameli\, Domenico Mennillo\, Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella\, Stefania Zuliani. \nCome asse tangente inedita\, Domenico Mennillo ha selezionato dei documenti e “costellazioni” attraverso un percorso critico e analitico dal prezioso Archivio Arrigo Lora Totino (acquisito dalla Fondazione Morra dagli anni Ottanta con il supporto di Lou Braghin Lora Totino). \nInoltre all’interno del percorso espositivo sarà presente VADUZ 1974\, un’installazione sonora di Bernard Heidsieck\, altro grande protagonista della poesia sonora internazionale\, amico e sodale di Lora Totino in diversi progetti e iniziative. \nDa maggio a luglio\, negli spazi degli Archivi Mario Franco\, sarà presentato un programma speciale di sei proiezioni cinematografiche\, relative alle avanguardie storiche\, con particolare attenzione al Futurismo e alle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta\, a cura di Mario Franco. \nLa produzione artistica intermediale di Arrigo Lora Totino innesca un’ulteriore esplorazione della corrente d’avanguardia relativa alla poesia visiva e all’uso della parola in tutte le sue declinazioni. La Fondazione Morra intende porsi come soggetto di connessione\, ricucendo esperienze parallele e prefigurando possibili percorsi di ricerca per il futuro. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, sin dal 2012\, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e dall’altro le pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto contribuisce così alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti nella Regione Campania. \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania. \nFondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\nVia Luigi Settembrini\, 79\, 80139 Napoli\nTel.: +39 081.239.56.53\nSito: www.madrenapoli.it
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SUMMARY:Due giorni con Dean M Roberts
DESCRIPTION:DUE GIORNI CON DEAN M ROBERTS\nvenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023\nCasa Morra Salita San Raffaele 20/C Napoli \nAotearoa New Zealand experimental film program a cura di Dean M Roberts\nSolo Performance di Dean M Roberts\nvenerdì 10 marzo 2023 dalle ore 19:30 \nCritical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts\ncondotto da Dean M Roberts\nTony Conrad: Completely in the Present di Tyler Hubby\nsabato 11 marzo 2023 dalle ore 11:00 \nVenerdì 10 e sabato 11 marzo 2023 a Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea\, due giorni di eventi a cura di Dean M Roberts\, tra i principali professionisti della musica contemporanea in Nuova Zelanda\, attivo dalla metà degli anni 1990 ad oggi con più di 20 album ed incarichi come professore in studi sonori\, ecologia acustica ed intermedia arts. \nVenerdì 10 marzo si inizia alle ore 19:30 con Aotearoa New Zealand experimental film program\, quattro opere filmiche il cui denominatore comune è lo straordinario paesaggio della Nuova Zelanda. Le videoproiezioni spaziano intorno a vibranti osservazioni globali\, associazioni e traduzioni extralinguistiche: The Other Mother di Ronnie Van Hout riflette su tormentati rapporti familiari\, Apple Pie di Sam Hamilton è progettato per funzionare anatomicamente come una struttura complessa vivente\, Horse di Jessica Bluck indaga il senso della vita attraverso la rivisitazione di fatti storici del 1869 durante le Guerre Māori per le Terre\, Erewhon di Gavin Hipkins è il viaggio del narratore verso una società immaginaria in cui il vegetarianismo è la legge e le macchine sono bandite. \nA seguire\, solo performance di Dean M Roberts: un’eccezionale esecuzione per voce e chitarra elettrica che intreccia elementi di rock\, elettro-acustica\, minimalismo e improvvisazione in cicli di canzoni insolitamente coinvolgenti. \nSabato 11 marzo alle ore 11 inizia il workshop Critical Analysis and Contextual Awareness in Improvisation and Contemporary Music and Sound Arts condotto da Dean M Roberts\, professore presso The Institute of Speculative and Critical Inquiry: Collaborative Experimentation in Sound alla Berkeley University in Portogallo. \nIl workshop è progettato per studenti\, professionisti o partecipanti curiosi di qualsiasi età dai 18 ai 100 anni e non richiede alcuna esperienza musicale\, soltanto un puro interesse per il suono\, la partecipazione sociale e la sperimentazione. I partecipanti possono essere strumentisti\, sperimentatori elettronici\, poeti\, attori\, registi\, studenti impegnati in performance art e studi sonori\, o chiunque è interessato a un workshop di sperimentazione collaborativa nel suono… \nIl punto di partenza del workshop è la proiezione alle ore 12:00 aperta a tutti di Tony Conrad: Completely in the Present\, un documentario di Tyler Hubby che esamina la vita pionieristica e le opere del film-maker\, musicista\, artista ed insegnante Tony Conrad. \nDopo la proiezione e la discussione del film\, è data l’opportunità di esplorare l’ambiente sonoro e documentare i suoni di una “passeggiata sonora”. Forse alcune persone desiderano registrarsi suonando uno strumento\, o formare un gruppo per improvvisare\, incoraggiati a camminare per le strade\, i giardini urbani\, la metropolitana\, ecc. ed esplorare l’esperienza sonora. \nDurante il workshop\, sono assegnati alcuni compiti guidati\, ad esempio il gruppo è incoraggiato a partecipare a un esercizio vocale collettivo basato sulla partitura istruttiva della compositrice Pauline Oliveros così come sulla partitura grafica Treatise del compositore Cornelius Cardew\, un fondamentale ‘Visual Score’ per gli improvvisatori. \nIl workshop culmina in un incontro alle ore 19:00 in cui il gruppo contemporaneamente riproduce il diario audio raccolto individualmente nel pomeriggio. Il riferimento è la filosofia di John Cage del rumore randomizzato e semi-organizzato così come la musica di R. Murray Shaefer\, e la partitura All Cracked Medias di Dean M Roberts. \nIl workshop è in lingua inglese – quota di partecipazione € 10\,00 \nPer l’iscrizione inviare un’e-mail a info@fondazionemorra.org
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SUMMARY:Luciano Cilio – Dialoghi del presente
DESCRIPTION:Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nLuciano Cilio – Dialoghi del presente \na cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nMercoledì 1 marzo 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nOggi per musica contemporanea si ‘malintende’ tutta la musica successiva a John Cage e soprattutto ai suoi imitatori. Si tratta di musica sperimentalistica che ha avuto una sua funzione importante\, ma che ritengo abbia ora esaurito il suo compito. Per contemporanea io intendo invece la musica attuale\, quella che si fa oggi. Ecco perché ho intitolato il mio LP “Dialoghi del presente”.\nLuciano Cilio\, 1977 \nMercoledì 1 marzo 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione dedicato a Luciano Cilio\, per celebrare il 40° anniversario della scomparsa\, avvenuta a Napoli nella notte tra il 20 e il 21 maggio del 1983. \nL’evento prevede prime esecuzioni di musica elettronica ispirate dinamicamente alla memoria del compositore e performances live sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio. Lo strumento\, restaurato da Gennaro Mitilini\, è stato donato alla Fondazione Morra da Girolamo De Simone\, e risuonerà per la prima volta in pubblico dopo tanti anni negli spazi di Casa Morra\, grazie alla grata partecipazione di pianisti/compositori di chiara fama\, quali Eugenio Fels\, considerato l’interprete storico di Luciano Cilio\, Lorenzo Pone e Andrea Riccio. Ma il senso dell’operazione\, che intende sostenere un ricordo di Cilio dinamico\, proiettato e declinato al futuro\, quindi propulsivo\, creativo e immaginativo\, non sarebbe stato compiuto senza la partecipazione di numerosi giovani che a loro volta azioneranno lo storico strumento\, un piano a rullo Zimmermann\, tra i quali il jazzista Alessandro Silvestro\, il pianista/compositore Domenico Di Francia e il multistrumentista-performer di musica elettronica Francesco De Simone. \nLuciano Cilio\, Dialoghi del presente è il secondo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali di Casa Morra\, l’Archivio realizza la possibilità di \naccesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti e video inediti commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. \nPer l’occasione\, inoltre\, verrà presentata al pubblico la nuova edizione a stampa della “Quarta Sonata” di Luciano Cilio realizzata da Girolamo De Simone per le Edizioni Konsequenz-Liszt. \nMusica lieve come soffio \nQualche anno fa chiudevo un certo discorso su Luciano Cilio con questa frase: “ma noi siamo ancora qui\, esausta crepa di un sistema che per riprodursi ha la necessità di azzerare qualsiasi voce desideri essere autenticamente libera”. Volevo segnalare l’ostinazione\, ma anche la stanchezza\, degli amici storici di Luciano nel mantenerne viva la memoria e la musica. \nOggi\, evidentemente\, esistono anche altri ‘fiancheggiatori’ non rassegnati a subire la profonda ingiustizia di un sistema culturale che ha pervicacemente ignorato e soppresso alcune delle più autentiche esperienze di produzione musicale nate nelle nostre città. \nAnche oggi vi sono molti giovani la cui vita è come sospesa\, alla diuturna ricerca di nuovi dialoghi\, urla che potrebbero squarciare il silenzio di quanti intendono solo ‘conservare’ e ‘restaurare’; giovani che non riescono a vivere di ciò che fanno\, amano\, producono. Ciò rende attualissimo ragionare sulla vicenda umana e artistica di Cilio\, perché in questa anomalia italiana risiede la ragione profonda del suo gesto estremo. \nAnni fa composi un brano intitolato con semplicità “Luciano”. Brevissimo\, lieve come soffio\, evocava le atmosfere dei suoi Dialoghi\, quasi chiudendo un cerchio. Ne pubblicai lo spartito in un libro\, in ossequio al compimento\, che solo salva\, e con duplice auspicio: che tanti possano in futuro innamorarsi e suonare questa musica; e che il mondo istituzionale di questo esausto paese possa finalmente svegliarsi\, riconoscere e far propria l’emergenza/emersione di tanta altra produzione rimossa e ancora ignorata.\nGirolamo De Simone \nLa partitura assente \nPrimo quadro: Gilles Deleuze e la ferita\nOgni segno è segno di un presente\, di una ferita \nLa morte di Luciano è ciò che resta della ferita. Noi siamo ciò che resta della ferita. Una sutura pronta a sanguinare appena ci strappano dal presente. Un segno che viene dal passato\, traccia che non ha ancora fatto i conti con il dolore\, con la perdita\, con la dimenticanza. Ogni segno è segno di un presente\, di una ferita e la cicatrice è il segno non della ferita passata\, ma del fatto presente di aver ricevuto una ferita. \nE così Luciano è l’errore necessario della sua città\, della nostra città che ci inchioda al non detto. È l’errore di Napoli e del suo apparire imperfetto. \nQuando Napoli negli anni ’80 era splendore e fuoco\, illuminata da quello che oggi Paolo Sorrentino chiamerebbe entusiasmo immotivato\, Cilio inciampava sulla scena artistica con la sua imperfezione. Una costellazione poetica che si alimentava di produzioni marginali al margine del sapere veicolato. La scrittura di Luciano si rappresentava come delirio incodificabile\, suono che sfigurava la grammatica traducendo il limite in linguaggio. Il suono imperfetto e liquido di Cilio si offriva come abbandono del linguaggio alle grammatiche dell’esistenza. \nIl suono di Cilio si tra – mutava in sentire liquido\, in visioni e audizioni della città porosa. Si poteva intercettare solo se si attraversava nomadi il mondo.\nMa Napoli non era pronta per generare nuove grammatiche e sintassi. \nSecondo quadro: A.J. Greimas \nOgni nostro apparire è imperfetto  \nNapoli vive la dissipazione come atto ontologico. Esiste per perdersi. Si perde e si inebria di grazia e bellezza. Si può solo resistere. La resistenza è sempre una scrittura a margine e Cilio era questo margine dove il suono vive di ricordi non conciliati. Noi lavoriamo l’imperfezione del nostro esistere. Ogni nostro apparire resta imperfetto. Siamo in attesa. Viviamo nell’attesa di procurare interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avremo finalmente qualcosa da dire.\nLa breve parabola di esistenza di Cilio ci ricorda che i suoni bisogna lasciarli andare e trattenere solo quello che non hanno detto o non hanno potuto dire. Le parole e i suoni hanno una loro vita che nulla dicono se ancorate al testo generativo. Bisogna generare una grammatica del discorso che prenda forma dal corto circuito generato dall’incontro tra la vita e l’incidente del linguaggio. Ci ricorda che il dolore è sempre carico di senso\, che bisogna tacere. Avere coraggio di tacere per dare spazio all’unica parola necessaria… in attesa che la parola possibile diventi silenzio.\nGabriele Montagano
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SUMMARY:IL MUSEO CHE VERRÀ - CALL FOR PROPOSAL
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA\ne ICOM-CAMPANIA \npresentano \n  \nIL MUSEO CHE VERRÀ\ncomunità | ricerca | innovazione\nII EDIZIONE\n  \nCALL FOR PROPOSAL\nDAL 9 FEBBRAIO AL 31 MARZO 2023\nSei uno studente o un giovane professionista?\nRaccontaci la tua idea per ripensare il ruolo sociale dei musei connessi alle giovani generazioni ed entra in ICOM Italia. \n  \nQUANDO\nDal 9 febbraio al 31 marzo 2023 \nORGANIZZATO DA\nFondazione Morra e ICOM-Campania \nIN COLLABORAZIONE CON\nRegione Campania\nUniversità degli studi della Campania Luigi Vanvitelli\nAccademia di Belle Arti di Napoli\nPrime Minister | Scuola di politica per giovani donne\nMediateur | Museinforma\nFAI Campania. \nREQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE \nGiovani professionisti museali under 35 e studenti iscritti regolarmente per l’anno accademico 2023 ad un corso di laurea/accademia di belle arti/dottorato/scuola di specializzazione/master inerenti all’ambito museale (Museologia\, Museografia\, Museotecnica\, Beniculturali\, Storia dell’arte\, Restauro architettonico\, Archeologia\, Comunicazione e Gestione dei beni culturali\, Conservazione e Diagnostica dei beni culturali\, etc.) residenti in Campania. \nINFO E ISCRIZIONI\ncampania@icom-italia.org \nVerranno selezionate le migliori 50 proposte che sapranno dare forma alla loro idea di museo pensato in una relazione sociale con la propria comunità\, sviluppando un’ipotesi di prospetto di innovazione sociale.\nSaranno privilegiati gli elaborati che vedranno i musei come riferimenti importanti per le comunità di prossimità\, musei pensati e vissuti non solo come custodi di tesori artistici e testimoni di memorie\, ma soggetti attivi in grado di incidere sul miglioramento del benessere della collettività. \n  \nSCARICA LA CALL COMPLETA QUI. \nVAI AL FORM DI PARTECIPAZIONE \n  \nISCRIZIONE GRATUITA \nDEADLINE\n31.03.2023 \n  \nInfo e contatti: \nFONDAZIONE MORRA\ncasamorra@fondazionemorra.org \nCOORDINAMENTO REGIONALE CAMPANIA DI ICOM ITALIA\ncampania@icom-italia.org
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SUMMARY:Nick Teplov - Laboratorio Avella
DESCRIPTION:Fondazione Morra e Laboratorio Avella\npresentano \nNICK TEPLOV – LABORATORIO AVELLA \nVenerdì 6 gennaio 2023\ndalle 10:00 alle 14:00\nLaboratorio Avella di Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nL’artista Nick Teplov terrà una lezione di tecniche di ceramolle e fotoincisione. \nNick Teplov è un artista\, regista e graphic designer. Ha studiato arti grafiche a San Pietroburgo e a Burg Giebichenstein University ad Halle in Germania.\nSi occupa di incisione\, fotoincisione e fotografia analogica. Attualmente vive e lavora a Lipsia. \nnickteplov.com\nig @bureau44 \n  \n 
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SUMMARY:CASA MORRA E IL MUSEO HERMANN NITSCH VI AUGURANO BUONE FESTE
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA \nSalita San Raffaele 20/C Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nmar-ven 10:00-18:00\nsab 10:00-14:00 \nCasa Morra resterà chiusa\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ncasamorra@fondazionemorra.org | www.casamorra.org \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n		\n\nMUSEO HERMANN NITSCH\nVico Lungo Pontecorvo 29/c\, Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nlun-ven 10:00-19:00\nsab 10:00-14:00 \nil Museo resterà chiuso\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ninfo@museonitsch.org | www.museonitsch.org
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues II
DESCRIPTION:Venerdì 9 dicembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, le artiste Cansu Çakar e Serra Tansel\, in dialogo con Lea Nocera\, professoressa di Lingua e letteratura turca de L’Orientale di Napoli\, condurranno un talk d’artista. L’incontro sarà moderato da Vittorio Urbani\, referente dei rapporti internazionali di Fondazione Morra. \nNeapolitan Dialogues II si pone come momento conclusivo della seconda edizione del programma “Neapolitan Dialogues”\, che prevede scambi di residenze di artisti provenienti dalle città di Istanbul e Lisbona. Processo mobile e libero da ogni forzatura o da obblighi performativi\, il progetto di residenze attiva una serie di riflessioni che gli artisti possano interiorizzare\, assimilare e rielaborare nei propri percorsi personali. Nella prima edizione del 2021\, la residenza è stata assegnata agli artisti Cagri Taskin e Huo Rf. \nCansu Çakar e Serra Tansel condurranno una conversazione con il pubblico\, presentando le proprie pratiche e attivando un momento di dialogo e di immaginazione collettiva. \n“Neapolitan Dialogues” è sostenuto da Elgiz Museum (Istanbul) e T-One Foundation (Istanbul). \n  \nCansu Çakar “Nella mia ricerca mi interesso alle vaglie presenti nell’immaginario estetico\, riscontrabili nelle influenze occidentali e “moderne” sulla pratica pittorica dei paesi orientali. A ciò si intreccia l’interesse per i contesti sociali e culturali. Nel mio lavoro pittorico metto in relazione i motivi decorativi tradizionali con questi temi. Credo che a definire la realtà non siano idee e concetti “importati”\, ma piuttosto dei valori estetici lasciati nell’oblio e dimenticati nella complessità delle stratificazioni sociali.  \nUtilizzando le tecniche e i linguaggi dell’arte tradizionale come mediazione\, e investigando le problematiche del contemporaneo\, sottolineo l’assurdità del conflitto fra mondo moderno e mondo tradizionale. Credo ardentemente che un linguaggio non muoia mai\, ma semplicemente cambi forma e sopravviva\, e per questo mi interesso a linguaggi artistici antichi. \nNonostante sia un tema ancora dibattuto\, molti accademici credono che nell’antichità non si conoscesse il sistema della prospettiva frontale. Vorrei lasciare la domanda aperta\, dato il mio punto di vista sugli affreschi di Pompei. Il fatto che la tecnica compositiva bidimensionale\, che si riscontra nella pittura miniata a cui mi interesso\, sia concepita come pittura senza prospettiva\, è un’informazione falsa e superficiale\, e questo è un problema che spesso sottolineo. Nelle pittura miniata si adotta in realtà un approccio molto attento a diversi tipi di prospettive. La prospettiva plurale è un modo per attraversare la realtà in molti modi\, secondo diversi punti di vista\, mentre si descrive e costruisce uno spazio. Questa\, inoltre\, è un modo di inserire il soggetto e l’osservatore nel dipinto\, si può quindi dire che è una “forma simbolica” che esprime un tipo di cultura new-age.  \nHo il desiderio di attraversare le stratificazioni dei materiali\, delle storie\, delle strutture sociali che formano la città di Napoli nella sua complessità\, e ho intenzione di dare a queste una forma visiva. Cosi come le narrazioni che partono dal basso e giungono alla superficie\, i fenomeni di classe che colorano le strade nei piani terreni\, o le terrazze vuote che si affacciano sul mare\, saranno elementi allusivi di dipingere Napoli\, cercando di comprenderne la complessità.”  \nSerra Tansel “Abbiamo tentato di attraversare la città di Napoli con sguardi differenti: in primo luogo con uno sguardo da esterne\, da estranee o turiste\, poi da collaboratrici e tentando di stringere alleanze con le persone che vivono nella città\, nella serie di attività in cui siamo state impegnate. La molteplicità di queste posizioni ha fatto sì che\, nei nostri approcci\, curiosità e familiarità coesistessero. \nIn Turchia\, quando qualcuno non chiude la porta dietro di sé lasciando una stanza\, si usa dire: “Il villaggio da cui provieni non ha una porta?”. Credo che questo modo di concepire la privacy sia legato ai processi di modernizzazione e di civilizzazione\, che ci inducono all’estraniazione e alla costruzione di confini sempre più netti. Napoli ha molte porte aperte; non perché abbia mancanza di privacy o segreti\, ma perché è possibile nascondere qualcosa potenziandone la visibilità o la narrazione. Ho l’impressione che questa città abbia modalità numerose e complesse di elaborare la privacy\, che non consiste necessariamente nel chiudere le porte. Questa intimità condivisa nello spazio pubblico\, le modalità con cui le persone si riappropriano delle strade\, la struttura per formativa della città stessa\, sono gli aspetti che più mi hanno interessata della città e su cui ho intenzione di lavorare nel mio processo di resistenza.” \nL’evento sarà tenuto in lingua inglese con traduzione in italiano simultanea.  \nCansu Çakar (1988\, Istanbul) vive e lavora a İzmir. Nella sua ricerca\, intreccia i linguaggi artistici tradizionali\, come il disegno decorativo e la miniatura\, con pratiche e processi contemporanei\, con l’intento minare ogni sistema stereotipato e categorizzante. Çakar pone particolare attenzione verso l’immaginario visivo dominante ed elabora pratiche di ripensamento dei sistemi di potere secolarizzato\, con un particolare focus sulle questioni di genere. \nFra i più recenti progetti si ricordano NATURE AND STATE\, Staatliche Kunsthalle Baden-Baden (Baden-Baden\, 2022); Fore-Edge Painting\, MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Bibliotheca Hertziana (Roma\, 2021); The 6th Ural Industrial Biennial of Contemporary Art\, The Optical and Mechanical Plant (Yekaterinburg\, 2021); BB11- 11th Berlin Biennale for Contemporary Art\, The Crack Begins Within\, KW (Berlino\, 2020); Miniature 2.0\, Pera Museum (İstanbul\, 2020); The Crime of Mr. Adolf Loos\, Axel Vervoordt Gallery (Antwerp\, 2019); Cappadox Contemporary Art Program (Cappadocia\, 2018); Linear Transcendency” at the Lab- Darat al Funun (Amman\, 2016); SALTWATER: A Theory of Thought Forms. 14th Istanbul Biennial- 100°- FLO (İstanbul\, 2015). \nSerra Tansel (1989\, Istanbul) vive e lavora a Londra. Nella sua ricerca si concentra sugli intrecci\, sulle relazioni\, sui legami esistenti fra corpi e mondo\, sulle modalità di costruzione di confini nei contesti urbani\, domestici\, nelle strutture in generale. Adottando un approccio interdisciplinare e lavorando su contesti culturali e sociali specifici\, le pratiche di Tansel si insinuano nelle culture mainstream\, minandone le strutture e alterandone le logiche. Serra Tansel è parte del collettivo musicale Makkam e uno dei volti di Hayırlı Evlat. \nFra i più recenti progetti si menzionano SH/FT\, No Show Space (Londra\, 2021); A Question of Taste\, Pera Museum (Istanbul\, 2021); “Passion can create drama out of inert stone”?!\, Peak\, Elephant & Castle Shopping Mall (London\, 2020); Higher\, Pilot Gallery\, (Istanbul\, 2020).
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DESCRIPTION:Giovedì 1 dicembre 2022\, alle ore 18:00\, si terrà a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea un incontro di studio e formazione dedicato al compositore fiorentino Daniele Lombardi\, attivo a Napoli grazie a una stretta collaborazione con Fondazione Morra e con la rivista di musiche contemporanee Konsequenz.\nCluster di memoria sarà un’occasione per presentare un ciclo di iniziative volte a consolidare la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. \nOspitato negli spazi di Casa Morra\, l’Archivio Konsequenz – De Simone offre possibilità di accesso a spazi destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori\, venuti a contatto con Fondazione Morra e con la factory Konsequenz.\nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti video inediti di Daniele Lombardi\, commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. Ci si riferirà ai testi delle “Autointerviste” dedicate al pianismo e ai pianisti. Al termine\, Chiara Mallozzi eseguirà dal vivo “Grafemi 2\, per violoncello solo” (1979)\, uno dei più interessanti lavori per arco di Daniele Lombardi. \nPer Daniele\, chez Morra \nDaniele Lombardi (1946 – 2018)\, pianista\, compositore e artista visivo\, ha condotto per anni una ricerca sulla fusione e la convergenza tra suono\, segno e colore\, nel compimento di una traslazione visiva delle emozioni sonore\, e tuttavia rimbalzando tale ambito emozionale da un linguaggio all’altro. Ha usato il bianco/nero\, alludendo all’alternanza dei tasti di un pianoforte\, come può notarsi dai tipici e ampi pannelli bianco-neri posti/esposti a sfondo\, quasi silhouettes\, del piano da concerto nel suo laboratorio d’arte fiorentino.\nChi però ha davvero ascoltato la musica di Daniele Lombardi\, sa che questi segni nulla più mantengono di meramente speculativo: essi si traducono in effettive\, nuove\, sonorità\, specie laddove vengano riprodotte dal vivo\, al pianoforte\, con strabiliante gesto esecutivo del loro autore\, o al violoncello\, come avviene ad esempio in “Grafemi 2” (1979). In Mitologie 5 (2003)\, filmato che mi donò un anno prima della scomparsa\, e che verrà riproposto in occasione di “Cluster di memoria” (Casa Morra\, negli spazi destinati all’Archivio Konsequenz – De Simone\, giovedì 1 dicembre 2022)\, Lombardi ramifica altri analoghi\, innovativi percorsi video\, tracciati in modo seminale già dalla home-art di Pietro Grossi. Alle immagini\, oggi riconoscibili come parte integrante del suo stile\, uccelli-suono\, per usare una visione ricorrente in molti musicisti e poeti\, Lombardi accostava naturaliter l’esecuzione della Musica Virtuale 17\, nella caparbia esplorazione\, quella dell’immagine in movimento\, tipica anche di altra sua produzione.\nDaniele Lombardi ha sortito successo e affermazione al di là dei confini italiani; e trovato\, specie nell’ambito dell’Arte (costellazione tradizionalmente più avanzata rispetto alle asfittiche programmazioni della musica ‘contemporanea’ nostrana)\, grata accoglienza presso Fondazioni\, Musei\, Edizioni d’Arte. Egli è oggi consegnato alla storia\, a mio avviso\, come uno dei più importanti ‘visivisti’ italiani\, ultimo erede di una tradizione\, ancora non sufficientemente celebrata\, partita forse nel nostro Paese dalle ‘azioni’ gestual-concettuali di Giuseppe Chiari\, con i tipici e celebri ‘attacchi’ con colori o inchiostri a fogli di musica e a strumenti musicali.\nLombardi ha pubblicato pianistici manuali ‘divergenti’\, con inusuali grafie\, curato edizioni\, tracciato itinerari sulla musica d’arte\, promosso concerti e manifestazioni pubbliche nelle principali città europee e negli Stati Uniti. Celebri\, qui in Italia\, le performances per decine di pianoforti\, allineati per strade o in piazze delle città. E fu il primo a mostrarne la possibilità anche a Napoli. Konsequenz\, rivista/movimento che nacque nel 1994 in questa stessa città\, si avvalse della sua scrittura\, come della vicinanza della musica fiorentina di ricerca: Giancarlo Cardini\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari furono infatti\, assieme a Daniele Lombardi\, nostri forti\, leali\, e indimenticabili fiancheggiatori e ispiratori. Con questo spirito ne riproponiamo la musica\, con cluster di memoria\, appunto: accordo/disaccordo di note ravvicinate per intervalli di seconda\, simili a un piccolo grappolo d’uva… \nGirolamo De Simone
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SUMMARY:Mary Zygouri - Who Is the Third Who Walks (Always) Beside You?
DESCRIPTION:In occasione della seconda edizione degli Art Days – Napoli Campania\, Underneath the Arches accoglie negli spazi dell’Acquedotto augusteo del Serino\, nell’area Borgo Vergini-Sanità\, la performance dell’artista greca Mary Zygouri\, concepita appositamente per il sito archeologico. L’evento è a cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone\, in collaborazione con Associazione VerginiSanità. \nIntrecciando le ricerche\, le visioni e gli approcci che da tempo muovono l’artista verso una serrata relazione tra corpo umano e corpo architettonico/naturale\, Mary Zygouri ha elaborato una performance strettamente connessa alla fisicità del luogo\, ovvero a quella materia vibrante tale da rendere vitale i resti e le preesistenze di epoca romana. L’azione di Mary Zygouri trae ispirazione dal poemetto Wasted land (= Terra desolata)\, scritto dal poeta e drammaturgo Thomas Stearns Eliot nel 1922. Attraverso l’interpretazione di personaggi senza tempo e non umani che abitano gli spazi archeologici\, l’artista traspone i temi polisemantici\, enigmatici e simbolici del testo di Eliot in una nuova dimensione che intreccia mito\, storia e superstizione. Concepita come una narrazione che procede per figure che si trasformano e comunicano con il pubblico in triplice lingua (italiano\, inglese e greco)\, la performance suggerisce\, come descritto dal titolo\, la costante presenza di un’entità “altra” percepita al nostro fianco in virtù della sua assenza. \nNato nel 2018\, il progetto Underneath the Arches intende innescare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea\, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali\, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana\, rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità\, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Alla data attuale sono stati realizzati interventi degli artisti Arturo Hernández Alcázar (Città del Messico\, 1978)\, Hera Büyüktaşçıyan (Istanbul\, 1984)\, Adrian Melis (L’Avana\, 1985) e Jumana Manna (Princeton\, 1987). \nIl progetto è realizzato con il supporto della Fondazione Morra\, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si ringrazia per il coordinamento coreografico Paola Ricciardi. \n  \nMary Zygouri (Atene\, 1973) ha conseguito una laurea in Arti Visive presso la Athens School of Fine Arts e un Master presso il Chelsea College of Art and Design\, Londra. Vive e lavora tra Atene e l’Italia. Nel 2017 è stata invitata a Documenta 14\, esponendo ad Atene e a Kassel al Palais Bellevue. Tra le sue mostre personali figurano The Repetition of the Impossible presso Prometeogallery di Ida Pisani\, Milano (2018) e ZOOpoetics-ZOOpolitics presso Studio Stefania Miscetti\, Roma (2011). Ha performato ed esposto in numerose collettive presso musei e istituzioni internazionali\, tra cui Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Roma; Mu.ZEE\, Ostenda; EMST\, Atene; MOMUS\, Salonicco; Cittadellarte–Fondazione Pistoletto\, Biella; Dutch Art Institute\, Arnhem; IILA – Istituto Italo-Latino Americano\, Roma; IKSV – Istanbul Foundation for Culture\, Istanbul. Nel 2012 è stata premiata dalla ΑICA Hellas. Nel 2014 ha collaborato con Michelangelo Pistoletto alla performance Venus of the Rags /INTRANSIT/ELEUSIS all’Aischyleian Festival\, Eleusis. Ha realizzato ENYPNIO (2019) al sito archeologico di Paestum con il supporto della Fondazione Gatto (Salerno) e LYSIS (2022) al sito archeologico di Amfiareio Oropos in Grecia\, con il supporto della Fondazione NEON. Il suo lavoro è stato descritto e recensito in numerose riviste d’arte e accademiche.
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SUMMARY:Charles Bernstein - ECO / ECHO
DESCRIPTION:Venerdì 25 novembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea\, verrà presentato il volume Eco/Echo di Charles Bernstein\, edizioni del verri\, curato da Carla Buranello e con le traduzioni di Luigi Ballerini\, Gherardo Bortolotti\, Carla Buranello\, Marco Giovenale\, Milli Graffi. \nEco/Echo raccoglie le poesie scelte dall’autore\, a partire da Senses of Responsibility del 1979 fino agli ultimi testi pubblicati quest’anno negli Stati Uniti in Topsy-Turvy. Durante la serata\, l’autore realizzerà una performance relativa ai testi in inglese del volume\, letti in italiano dai poeti Giovanna Marmo e Tommaso Ottonieri; inoltre\, la serata prevede la presenza di Giancarlo Alfano\, docente di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, della direttrice editoriale di edizioni del verri Barbara Anceschi e di Domenico Mennillo\, Direttore Scientifico della sezione Archivi di Casa Morra. \nIl volume presentato a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea non è un’antologia con testo a fronte\, ma un libro bifronte: da una parte i testi in inglese\, dall’altra\, capovolto il volume\, le traduzioni a cura dei poeti italiani che hanno collaborato con Bernstein\, nell’elaborazione della poesia sperimentale. Il volume accoglie inoltre un saggio di Bernstein sui rapporti tra poesia americana contemporanea e poesia italiana. \nPer Bernstein la eco/echo-poetica è pensare alla scrittura ¬come forma di ascolto verso una “risonanza non lineare di un motivo che rimbalza su un altro. Ancora di più\, è la sensazione di allusione in assenza di allusione. In altre parole\, l’eco che sto cercando è uno spazio vuoto: l’ombra di una fonte assente” \nCharles Bernstein (New York\, 1950)\, poeta e saggista statunitense\, è fondatore e redattore con B. Andrews della rivista L=A=N=G=U=A=G=E (1978-81)\, ed esponente di punta dei Language poets. Ha insegnato alla State University of New York a Buffalo e alla University of Pennsylvania\, dove è professore emerito in inglese e letteratura comparata. È co-fondatore e co-curatore\, assieme ad Al Filreis\, di PennSound e curatore e co-fondatore\, con Loss Pequeño Glazier\, di The Electronic Poetry Center. Tra i libri più recenti: Topsy-Turvy (2021)\, Near/Miss (2018)\, Pitch of Poetry (2016)\, Recalculating (2013)\, Attack of the Difficult Poems: Essays and Inventions (2011)\, All the Whiskey in Heaven: Selected Poems (2010).
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SUMMARY:Gli Archivi
DESCRIPTION:L’impegno di Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea nel conservare\, tutelare e valorizzare i fondi archivistici prosegue negli anni. \nSu prenotazione\, è possibile visionare e svolgere ricerca presso: \nFondo Arrigo Lora Totino i materiali provenienti dall’archivio privato dell’artista torinese coprono l’arco temporale 1964 – 2016. Il Fondo\, seguendo l’organizzazione impostata originariamente da Lora Totino\, è stato ripartito nelle seguenti sezioni tematiche: Corrispondenza; Documentazione professionale; Documentazione a stampa; Documentazione Grafica; Documentazione Fotografica; Documentazione audio e video; Biblioteca privata. Il fondo è attualmente in corso di digitalizzazione. \nArrigo Lora Totino\, Amore tutto tatto dalla serie “Fotodinamiche Simultanee”\, 1975. © Amedeo Benestante / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Storico del Living Theatre composto da circa 8.800 unità archivistiche\, è ripartito in 5 Fondi: Fondo Fotografico Living Theatre; Fondo Bibliografico Living Theatre; Fondo Living Theatre; Fondo Garrick Beck; Fondo Fondazione Morra. Si è conclusa nel 2022 la fase di digitalizzazione dell’Archivio. \nThe Living Theater\, Sei Atti Pubblici\, 1973 © Libero De Cunzo / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Henri Chopin il materiale\, oggetto di una prima fase di  inventariazione\, concerne il periodo di sperimentazione delle neo-avanguardie. L’archivio è diviso in cinque sezioni: Documentazione varia (lettere\, dattiloscritti e monoscritti originali\, inviti\, cartoline\, fotografie); Riviste; Libri; Manifesti; Dischi. \nHenri Chopin\, Carpet’s project\, 1985. / Courtesy Fondazione Morra \n  \nPer prenotazioni e informazioni scrivere a: info@fondazionemorra.org\, specificando i campi di interesse e le finalità delle ricerche. \n 
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SUMMARY:AICI - Italia è cultura. Le sfide degli anni '20
DESCRIPTION:Italia è cultura. Le sfide degli anni ’20\nVII Conferenza nazionale di AICI\nper riflettere sul ruolo della cultura nel nuovo decennio\nNapoli | Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III | 9-11 novembre \nSi terrà a Napoli dal 9 all’11 novembre\, nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III\, la VII Conferenza nazionale Italia è cultura Le sfide degli anni ’20\, organizzata dall’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI)\, insieme alla Direzione Educazione\, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura\, in collaborazione con la Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore\, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \nCon la partecipazione di esponenti istituzionali e il contributo dei rappresentanti dei 148 soci di AICI\, tra le più importanti istituzioni\, fondazioni e accademie del Paese\, l’incontro vuole affrontare i temi cruciali legati alla cultura\, riaffermando la necessità di considerare la cultura come strumento di dialogo\, di coesione e di sviluppo in un momento storico attraversato da gravi crisi globali. \nLe fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali di fronte alle sfide del nostro tempo è il tema della prima tavola rotonda intorno alla quale ruoteranno i lavori della Conferenza\, suddivisi in due sessioni plenarie e 4 workshop di approfondimento. Si parlerà dei rapporti tra la cultura e il territorio\, le reti civiche\, l’ambiente\, di diffusione della cultura e coesione sociale\, di incidenza della cultura nell’occupazione giovanile. Non mancherà il confronto\, nel secondo anno della sua attuazione\, sul PNRR e la digitalizzazione del patrimonio di archivi\, biblioteche e musei e il PNRR e la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole. \nAnche la scelta di Napoli come sede della Conferenza rispecchia non solo ragioni di equilibrio territoriale ma l’importanza che AICI annette al rafforzamento e all’allargamento delle reti culturali nel Sud del Paese – nonché al loro inserimento nei circuiti europei e internazionali – come veicolo di crescita civile e come fattore di coesione sociale in aree già fortemente colpite dalla pandemia. \n«Nel titolo L’Italia è cultura Le sfide degli anni ’20 – afferma Valdo Spini\, presidente di AICI – è riassunto il carattere di questa VII Conferenza nazionale dell’AICI. L’Associazione nei suoi trent’anni di vita è cresciuta\, si è affermata come interlocutrice non solo del Ministero della Cultura\, ma anche del CNR e di altre amministrazioni statali e regionali. Oggi AICI si trova di fronte a nuove sfide. La difesa dei diritti\, i problemi della pace e della guerra dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina\, con le sue conseguenze economiche e sociali in un mondo globalizzato\, la necessità di affermare la cultura come elemento di dialogo e di comprensione e insieme di difesa intransigente dei principi di libertà e di democrazia\, anche rispetto alle situazioni in cui sono minacciate in particolare le donne. \nL’Italia – conclude Spini – con la sua cultura del passato\, del presente\, ma anche dell’avvenire ha un grosso ruolo da giocare in questo campo e un’Associazione come AICI\, che rappresenta un importante pezzo di società civile\, può e deve dare un rilevante contributo.» \nNel corso della Conferenza\, inoltre\, verrà ricordato il trentennale della costituzione di AICI\, che ricorre quest’anno\, con una pubblicazione redatta da Andrea Mulas (Fondazione Basso)\, che ripercorrerà la storia dell’Associazione\, attraverso un’ampia documentazione tratta dagli archivi. Via della Dogana Vecchia 5\, 00186 Roma – c/o Fondazione Basso – tel. 06 6879953\, segreteria@aici.it – www.aici.it \nMercoledì 9 novembre (Fondazione Banco di Napoli)\nLa prima giornata sarà dedicata all’annuale assemblea dei soci AICI (ore 15)\, cui farà seguito la presentazione dell’Archivio storico della Fondazione Banco di Napoli – partner organizzativo e finanziario della Conferenza – con interventi del presidente Francesco Caia e del consigliere generale Orazio Abbamonte della Fondazione Banco di Napoli\, di Alfonso Andria\, presidente del Centro universitario europeo per i beni culturali\, del professor Marcello D’Aponte\, Università di Napoli “Federico II”\, e di Valdo Spini\, presidente di AICI. Durante la presentazione si farà riferimento alla partecipazione dell’Archivio storico della Fondazione al programma UNESCO Memoria del mondo vòlto a censire e tutelare il patrimonio documentale mondiale. \nGiovedì 10 novembre (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III)\nLa VII Conferenza prende formalmente avvio presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III\, con i saluti istituzionali (ore 9.30) del Ministro della Cultura\, del quale è prevista la partecipazione\, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi\, del presidente della Fondazione Banco di Napoli Francesco Caia\, della direttrice della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III Maria Iannotti e del direttore generale educazione ricerca e istituti culturali del MiC Mario Turetta. \nAi saluti seguono la relazione introduttiva di Valdo Spini (ore 10) e la Tavola rotonda Le fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali italiane di fronte alle sfide del nostro tempo (ore 10.30)\, moderata da Ottavio Ragone (La Repubblica) e con interventi di Nicola Antonetti (Istituto Luigi Sturzo); Paolo Baratta (Accademia Filarmonica romana); Marta Herling (Istituto italiano di studi storici); Franco Ippolito (Fondazione Elio e Leslie Basso); Alberto Melloni (Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII); Inna Meteleva\, (UN Foundation for Sustainable Development Goals); Giuseppe Parlato (Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice); Silvio Pons (Fondazione Gramsci\, Roma); Mario Turetta (Direzione generale educazione\, ricerca e istituti culturali) e lo storico Lucio Villari (con un contribuito dal titolo Cultura nazionale e Mezzogiorno d’Italia). \nLa giornata prosegue nel pomeriggio\, dalle ore 15\, con quattro workshop tematici: \n1) PNRR e digitalizzazione del patrimonio: archivi\, biblioteche e musei con interventi di Giovanni Bergamin (Associazione italiana biblioteche); Simonetta Buttò (Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche); Francesca Cadeddu (Fondazione Scienze religiose Giovanni XXIII); Teresa Carnevale (Fondazione Morra); Caterina Fiorani (Fondazione Camillo Caetani); Stefano Karadjov (Fondazione Brescia Musei); Micaela Procaccia (Associazione nazionale archivistica italiana); Fabrizio Tatarella (Fondazione Giuseppe Tatarella); Stefano Vitali (Istituto nazionale Ferruccio Parri). \n2) Reti culturali\, reti civiche e territorio con interventi dei rappresentanti delle associazioni culturali operanti sul territorio partenopeo: Aldo Accardo (Fondazione Giuseppe Siotto); Pasquale Calemme (Fondazione di Comunità San Gennaro); Gabriele Capone (Direzione generale Educazione\, Ricerca e Istituti culturali); Luciano Cirica (Ospedale Evangelico Villa Betania); Edgar Colonnese (Edizioni San Gennaro); Ferruccio Diozzi (Amici di Città della Scienza); Rachele Furfaro (FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli); Maria Iannotti (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III); Paola Parlato (Associazione Leggere per…); Giuseppe Perna (Biblioteca Annalisa Durante); Pietro Sabatino (Noi@Europe); Lucia Valenzi (Fondazione Valenzi). \n3) Cultura\, territorio e ambiente con interventi di Alfonso Andria (Centro universitario europeo per i beni culturali); Vito Cappiello (Università di Napoli Federico II); Paolo Nanni (Accademia dei Georgofili); Lidia Palumbo (Società filosofica italiana); Giovanni Sciola (Fondazione Luigi Micheletti)\, Luigi Vicinanza (Fondazione MAV Ercolano). Via della Dogana Vecchia 5\, 00186 Roma – c/o Fondazione Basso – tel. 06 6879953\, segreteria@aici.it – www.aici.it \n4) Cultura e occupazione giovanile con interventi di Alessandro Bollo (Fabbrica del Vapore); Innocenzo Cipolletta (Confindustria Cultura Italia); Marcello D’Aponte (Università di Napoli “Federico II”); Luigi Giove (Segreteria nazionale CGIL); Natascia Nuzzo (ricercatrice); Fabrizio Paglino (Direzione generale educazione\, ricerca e istituti); Massimiliano Tarantino (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli); Virginia Todeschini (Fondazione Gramsci Emilia Romagna); Alessandro Vittorini (Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali). \nVenerdì 11 novembre\nI lavori dell’ultima giornata\, che si concluderà alle 13.30 con la relazione finale di Valdo Spini\, si articolano in due tavole rotonde: \nDiffusione della cultura e coesione sociale (ore 10)\, moderata da Enzo D’Errico (Corriere del Mezzogiorno) e con interventi di Paola Passarelli (Direzione generale biblioteche e diritto d’autore del MiC); Mirella Barracco (Fondazione Napolinovantanove); Renata De Lorenzo (Società napoletana di storia patria); Rosa Maiello (Associazione italiana biblioteche); Andrea Mazzucchi (Università di Napoli “Federico II”); Andrea Morniroli (cooperativa Dedalus-ForumDD); Vittorio Emanuele Parsi (Università cattolica del Sacro Cuore di Milano); Sergio Scamuzzi (Università di Torino). \nIl PNRR nel secondo anno di attività: la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole moderata da Fernando Santonastaso (Il Mattino) e con interventi di Laura Moro (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library); Giampaolo D’Andrea (Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia); Adriano Giannola (SVIMEZ); Flavia Nardelli Piccoli (già parlamentare Commissione Cultura della Camera dei deputati). \nItalia è cultura riprende il filo delle Conferenze nazionali\, organizzate nell’arco di tre giorni\, dopo la sospensione nei due anni passati a causa delle restrizioni poste dalla pandemia\, durante i quali è stata sostituita da due convegni nazionali più ristretti: a Milano nell’ottobre 2020 con Riparti Italia\, riparti cultura\, e nel novembre 2021\, con il patrocinio del Comune e nell’ambito delle iniziative per Parma capitale della cultura\, con Le Regioni\, gli istituti di cultura e le politiche culturali del territorio nel quadro del PNRR. \nwww.aici.it  \nPROGRAMMA
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SUMMARY:Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi Progetto di Artista Abitante
DESCRIPTION:Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi\nProgetto di Artista Abitante \nAl Madre la presentazione del libro d’artista di Eugenio Giliberti \nIl volume\, edito da artem\, restituisce il lavoro partito dalla dimora\ndel poeta di Recanati negli ultimi anni della sua vita \nLunedì 7 novembre\, ore 18.00 \nIngresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili \nLunedì 7 novembre\, alle ore 18.00\, la Sala al piano terra del Madre\, museo d’arte contemporanea della Regione Campania\, ospita la presentazione del libro d’artista di Eugenio Giliberti Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi / Progetto di Artista Abitante\, progetto sostenuto da Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\, Fondazione Morra\, Gallerie Riunite e Dafna Gallery\, con Direzione Regionale Musei Campania\, Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati\, Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III\, Comune di Napoli – Terza Municipalità\, Diarc – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Università degli Studi di Napoli L’Orientale\, Accademia di Belle Arti di Napoli\, ACEN – Associazione Costruttori Edili Napoli\, Associazione Friends of Naples. Sponsor tecnico D’Uva Firenze\, partner esecutivo Il Cerchio e le Gocce.\nL’incontro sarà introdotto da Angela Tecce\, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, e Kathryn Weir\, Direttrice artistica del museo Madre. Interverranno\, con l’artista\, Bruno Discepolo\, Assessore al Governo del Territorio e Urbanistica della Giunta Regionale Campania; Laura Lieto\, Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli; Michelangelo Russo\, Professore di urbanistica\, Direttore Dipartimento Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Maria Federica Palestino\, Docente di Urbanistica\, Coordinatrice del Corso di Studi in Sviluppo Sostenibile e Reti Territoriali – Diarc Federico II; Alessandra Cirafici\, Docente di disegno – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli; Fabiana Cacciapuoti\, Centro Nazionale Studi Leopardiani; Maria De Vivo\, Curatrice\, Docente di storia dell’arte contemporanea – Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Istituto Universitario L’Orientale; Aldo Iori\, Curatore\, Docente di Storia della Stampa ed Editoria – Accademia di Belle Arti di Roma.\nIl volume\, edito da artem\, documenta il lavoro partito dal luogo in cui Leopardi ha dimorato negli ultimi due anni della sua vita: si tratta di un progetto che ha assunto dimensioni ampie e collettive\, coinvolgendo gli abitanti del quartiere nella riscoperta di un patrimonio dimenticato e nella valorizzazione di un luogo divenuto ormai simbolo\, anche dopo la proiezione pubblica\, tenutasi nel giugno 2021\, che ha fatto comparire sulla facciata dell’edificio i versi del manoscritto “I nuovi credenti”. \nEugenio Giliberti\, dirimpettaio “diacronico” di Giacomo Leopardi\, ha immaginato un complesso intervento di arte pubblica articolato in più azioni e finalizzato a lasciare un segno forte e permanente\, a generare luce e vita. Terreno di trasformazioni urbanistiche\, la zona del vicolo paese\, la piccola area urbana che ha al suo cuore l’ultima abitazione di Giacomo Leopardi\, è diventata una sorta di Gestalt di raccordo tra Istituzioni formative e culturali e cittadini.\nLe prime fasi del progetto hanno visto il coinvolgimento del quartiere\, che ha partecipato al Censimento Leopardi. Diversi\, tra gli abitanti coinvolti hanno poi avuto un ruolo attivo nella costruzione del catalogo/libro di famiglia.\nAll’interno\, insieme al racconto dell’artista sulla genesi e dello sviluppo del progetto sono inseriti saggi\, testimonianze\, spunti di studio sui cambiamenti urbanistici che hanno modificato l’aspetto e la vita dell’area a partire dai primi decenni del XIX secolo.\nInterviste ai residenti\, ai rappresentanti delle istituzioni culturali e ai partner coinvolti arricchiranno anche un film documentario\, in cui saranno registrate tutte le fasi di Progetto di Artista Abitante. \nBiografia Eugenio Giliberti\nEugenio Giliberti (Napoli 1954) esordisce negli anni ’80 animando il gruppo di giovani artisti napoletani Evacuare Napoli – 1985). Con le prime superfici monocrome (tra cui Lenti 1987 1992\, nel Museo del ‘900 Napoli) mette a punto i fondamenti della sua poetica il cui primo segmento culmina con la grande opera denominata “seicentottantamilaquattrocento quadratini colorati” (galleria ThE\, Napoli- 1996); Seguono: gli “oggetti platonici” (in “la scultura italiana del XXI secolo”\, Fondazione Arnaldo Pomodoro\, Milano\, 2010).\nNel 2006\, trasferisce il suo studio a Rotondi (Masseria Varco) dove la sua ricerca trova un particolare impulso dall’osservazione della realtà culturale e ambientale del piccolo mondo che lo circonda. Ne scaturisce una nuova serie di lavori\, presentati nelle mostre personali a lui dedicate dalla Galleria Giacomo Guidi di Roma (2008 – Working Class; 2010 – Il senso di Walden\,).\nNell’antologica “ho le mani impegnate sto pensando”\, (Genazzano\, Castello Colonna 2013)\, espone per la prima volta opere appartenenti al ciclo “Data Base”\, dedicato all’antico meleto nel quale è ubicato il suo studio (poi in “rendez – vous des amis” – Fondazione Burri\, Palazzo Albizzini 2015). Nel 2014 lancia Orto Civile\, progetto di arte partecipata focalizzato intorno ai rapporti tra cura della terra e alimentazione\, città e campagna\, tradizione “moderna” e “riscoperte innovative”\, che ha coinvolto più di 60 famiglie napoletane. Nel 2017 l’opera Cerimoniale è esposta al Madre in “Per_formare una collezione”.\nUltima sua personale “l’albero di Pitlo” (Intragallery – Napoli 2020). Nel 2021 alcuni elementi dell’opera Data base sono esposti al Madre nella mostra “Utopia Distopia – il mito del progresso partendo dal sud” a cura di Kathryn Weir\, e sono successivamente entrati nella collezione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.\nDal 2018\, riprendendo un’idea sulla quale aveva già lavorato diversi anni a partire dal 2003\, con il sostegno di numerosi partner lavora alla realizzazione dell’opera di arte pubblica Voi siete qui /vico Pero / Giacomo Leopardi\, progetto di Artista Abitante
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LOCATION:Museo MADRE\, Via Settembrini\, 79\, Napoli\, 80139
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SUMMARY:HERMANN NITSCH – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion
DESCRIPTION:Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti contemporanee Hermann Nitsch di Napoli\, in collaborazione con il Nitsch Museum di Mistelbach e la Nitsch Foundation e con il supporto del Goethe-Institut Neapel\, rinnova totalmente il suo allestimento per il biennio 2022-2024 presentando il corpus di opere: Hermann Nitsch – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion. L’esposizione inaugurerà sabato 22 ottobre alle ore 18.00 proponendo al pubblico un dialogo inedito tra un’ampia selezione di opere della malaktion walküre e i relitti dell’ultima azione diretta dall’ artista austriaco a Napoli. \nIl primo nucleo di opere presentate per le sale del piano terra del Museo provengono dalla imponente azione pittorica realizzata da Hermann Nitsch come evento scenico per il concerto della “Walküre” di Richard Wagner al Festival di Bayreuth\, nell’estate del 2021. \n“Vorrei realizzare una malaktion (azione pittorica) con i colori dell’intero spettro dell’arcobaleno\, versati e spalmati\, cercheranno di competere in senso positivo con gli splendidi colori della musica di Wagner. I processi di pittura devono essere come la musica. I suoni diventano i colori. L’artista rende manifesto se stesso nel processo pittorico. Sente la sostanza dei colori. Il liquido\, il melmoso\, la pastosità di densa pittura. Versa\, schizza\, sporca\, insudicia la superficie del quadro e impasta la sostanza del colore” scriveva per l’occasione Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022). “Sin dalla mia giovinezza ho amato l’opera di Wagner. Il suo obiettivo era l’opera d’arte totale\, che si sperimenta attraverso tutti i sensi.  È sempre stato il mio maestro”. \n“L’opera d’arte totale proposta da Nitsch – scrive Lorenzo Mango in un approfondito saggio che accompagna la mostra – vive della memoria wagneriana ma va oltre di essa. Nel Teatro delle orge e dei misteri è determinata dall’esperienza\, dal contatto con il vitale nella sua forma più assoluta e primigenia\, dal dato sensoriale\, dalla sensualità della condizione spettacolare”.  In tal senso Nitsch non si limita a scenografare la Valchiria\, ma esercita\, nello svolgersi dell’azione\, quel processo di intensificazione ed espansione dell’esperienza sensibile che costituisce il fondamento dell’Orgien mysterien theater. L’esperienza di Bayreuth sarà restituita attraverso videoproiezioni\, materiale documentale e fotografico e una selezione di disegni del Maestro. \nIn dialogo con le grandi tele pittoriche\, saranno per la prima volta esposti al pubblico i relitti e i documenti della 158.aktion\, l’ultima guidata da Nitsch. Di questa azione il Maestro austriaco ha riconosciuto anzitutto l’importanza\, per dinamismo e intensità\, della composizione “Sinfonia Napoli” – parte integrante dell’evento\, eseguita dall’Orchestra Scarlatti con la direzione di Andrea Cusumano – attraverso la quale\, nel settembre 2020\, ha voluto festeggiare Giuseppe Morra e la città\, in occasione del dodicesimo anniversario del suo Museo-Laboratorio partenopeo. \n 
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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