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SUMMARY:Luciano Cilio – Dialoghi del presente
DESCRIPTION:Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea\nLuciano Cilio – Dialoghi del presente \na cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone\nArchivio Konsequenz – De Simone\nIncontri di studio e formazione \nMercoledì 1 marzo 2023\, ore 18\,00\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nOggi per musica contemporanea si ‘malintende’ tutta la musica successiva a John Cage e soprattutto ai suoi imitatori. Si tratta di musica sperimentalistica che ha avuto una sua funzione importante\, ma che ritengo abbia ora esaurito il suo compito. Per contemporanea io intendo invece la musica attuale\, quella che si fa oggi. Ecco perché ho intitolato il mio LP “Dialoghi del presente”.\nLuciano Cilio\, 1977 \nMercoledì 1 marzo 2023 (ore 18\,00) si terrà al Museo Casa Morra\, a Napoli\, un incontro di studio e formazione dedicato a Luciano Cilio\, per celebrare il 40° anniversario della scomparsa\, avvenuta a Napoli nella notte tra il 20 e il 21 maggio del 1983. \nL’evento prevede prime esecuzioni di musica elettronica ispirate dinamicamente alla memoria del compositore e performances live sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio. Lo strumento\, restaurato da Gennaro Mitilini\, è stato donato alla Fondazione Morra da Girolamo De Simone\, e risuonerà per la prima volta in pubblico dopo tanti anni negli spazi di Casa Morra\, grazie alla grata partecipazione di pianisti/compositori di chiara fama\, quali Eugenio Fels\, considerato l’interprete storico di Luciano Cilio\, Lorenzo Pone e Andrea Riccio. Ma il senso dell’operazione\, che intende sostenere un ricordo di Cilio dinamico\, proiettato e declinato al futuro\, quindi propulsivo\, creativo e immaginativo\, non sarebbe stato compiuto senza la partecipazione di numerosi giovani che a loro volta azioneranno lo storico strumento\, un piano a rullo Zimmermann\, tra i quali il jazzista Alessandro Silvestro\, il pianista/compositore Domenico Di Francia e il multistrumentista-performer di musica elettronica Francesco De Simone. \nLuciano Cilio\, Dialoghi del presente è il secondo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali di Casa Morra\, l’Archivio realizza la possibilità di \naccesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari\, Daniele Lombardi\, Max Fuschetto e molti altri. \nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti e video inediti commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. \nPer l’occasione\, inoltre\, verrà presentata al pubblico la nuova edizione a stampa della “Quarta Sonata” di Luciano Cilio realizzata da Girolamo De Simone per le Edizioni Konsequenz-Liszt. \nMusica lieve come soffio \nQualche anno fa chiudevo un certo discorso su Luciano Cilio con questa frase: “ma noi siamo ancora qui\, esausta crepa di un sistema che per riprodursi ha la necessità di azzerare qualsiasi voce desideri essere autenticamente libera”. Volevo segnalare l’ostinazione\, ma anche la stanchezza\, degli amici storici di Luciano nel mantenerne viva la memoria e la musica. \nOggi\, evidentemente\, esistono anche altri ‘fiancheggiatori’ non rassegnati a subire la profonda ingiustizia di un sistema culturale che ha pervicacemente ignorato e soppresso alcune delle più autentiche esperienze di produzione musicale nate nelle nostre città. \nAnche oggi vi sono molti giovani la cui vita è come sospesa\, alla diuturna ricerca di nuovi dialoghi\, urla che potrebbero squarciare il silenzio di quanti intendono solo ‘conservare’ e ‘restaurare’; giovani che non riescono a vivere di ciò che fanno\, amano\, producono. Ciò rende attualissimo ragionare sulla vicenda umana e artistica di Cilio\, perché in questa anomalia italiana risiede la ragione profonda del suo gesto estremo. \nAnni fa composi un brano intitolato con semplicità “Luciano”. Brevissimo\, lieve come soffio\, evocava le atmosfere dei suoi Dialoghi\, quasi chiudendo un cerchio. Ne pubblicai lo spartito in un libro\, in ossequio al compimento\, che solo salva\, e con duplice auspicio: che tanti possano in futuro innamorarsi e suonare questa musica; e che il mondo istituzionale di questo esausto paese possa finalmente svegliarsi\, riconoscere e far propria l’emergenza/emersione di tanta altra produzione rimossa e ancora ignorata.\nGirolamo De Simone \nLa partitura assente \nPrimo quadro: Gilles Deleuze e la ferita\nOgni segno è segno di un presente\, di una ferita \nLa morte di Luciano è ciò che resta della ferita. Noi siamo ciò che resta della ferita. Una sutura pronta a sanguinare appena ci strappano dal presente. Un segno che viene dal passato\, traccia che non ha ancora fatto i conti con il dolore\, con la perdita\, con la dimenticanza. Ogni segno è segno di un presente\, di una ferita e la cicatrice è il segno non della ferita passata\, ma del fatto presente di aver ricevuto una ferita. \nE così Luciano è l’errore necessario della sua città\, della nostra città che ci inchioda al non detto. È l’errore di Napoli e del suo apparire imperfetto. \nQuando Napoli negli anni ’80 era splendore e fuoco\, illuminata da quello che oggi Paolo Sorrentino chiamerebbe entusiasmo immotivato\, Cilio inciampava sulla scena artistica con la sua imperfezione. Una costellazione poetica che si alimentava di produzioni marginali al margine del sapere veicolato. La scrittura di Luciano si rappresentava come delirio incodificabile\, suono che sfigurava la grammatica traducendo il limite in linguaggio. Il suono imperfetto e liquido di Cilio si offriva come abbandono del linguaggio alle grammatiche dell’esistenza. \nIl suono di Cilio si tra – mutava in sentire liquido\, in visioni e audizioni della città porosa. Si poteva intercettare solo se si attraversava nomadi il mondo.\nMa Napoli non era pronta per generare nuove grammatiche e sintassi. \nSecondo quadro: A.J. Greimas \nOgni nostro apparire è imperfetto  \nNapoli vive la dissipazione come atto ontologico. Esiste per perdersi. Si perde e si inebria di grazia e bellezza. Si può solo resistere. La resistenza è sempre una scrittura a margine e Cilio era questo margine dove il suono vive di ricordi non conciliati. Noi lavoriamo l’imperfezione del nostro esistere. Ogni nostro apparire resta imperfetto. Siamo in attesa. Viviamo nell’attesa di procurare interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avremo finalmente qualcosa da dire.\nLa breve parabola di esistenza di Cilio ci ricorda che i suoni bisogna lasciarli andare e trattenere solo quello che non hanno detto o non hanno potuto dire. Le parole e i suoni hanno una loro vita che nulla dicono se ancorate al testo generativo. Bisogna generare una grammatica del discorso che prenda forma dal corto circuito generato dall’incontro tra la vita e l’incidente del linguaggio. Ci ricorda che il dolore è sempre carico di senso\, che bisogna tacere. Avere coraggio di tacere per dare spazio all’unica parola necessaria… in attesa che la parola possibile diventi silenzio.\nGabriele Montagano
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SUMMARY:IL MUSEO CHE VERRÀ - CALL FOR PROPOSAL
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA\ne ICOM-CAMPANIA \npresentano \n  \nIL MUSEO CHE VERRÀ\ncomunità | ricerca | innovazione\nII EDIZIONE\n  \nCALL FOR PROPOSAL\nDAL 9 FEBBRAIO AL 31 MARZO 2023\nSei uno studente o un giovane professionista?\nRaccontaci la tua idea per ripensare il ruolo sociale dei musei connessi alle giovani generazioni ed entra in ICOM Italia. \n  \nQUANDO\nDal 9 febbraio al 31 marzo 2023 \nORGANIZZATO DA\nFondazione Morra e ICOM-Campania \nIN COLLABORAZIONE CON\nRegione Campania\nUniversità degli studi della Campania Luigi Vanvitelli\nAccademia di Belle Arti di Napoli\nPrime Minister | Scuola di politica per giovani donne\nMediateur | Museinforma\nFAI Campania. \nREQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE \nGiovani professionisti museali under 35 e studenti iscritti regolarmente per l’anno accademico 2023 ad un corso di laurea/accademia di belle arti/dottorato/scuola di specializzazione/master inerenti all’ambito museale (Museologia\, Museografia\, Museotecnica\, Beniculturali\, Storia dell’arte\, Restauro architettonico\, Archeologia\, Comunicazione e Gestione dei beni culturali\, Conservazione e Diagnostica dei beni culturali\, etc.) residenti in Campania. \nINFO E ISCRIZIONI\ncampania@icom-italia.org \nVerranno selezionate le migliori 50 proposte che sapranno dare forma alla loro idea di museo pensato in una relazione sociale con la propria comunità\, sviluppando un’ipotesi di prospetto di innovazione sociale.\nSaranno privilegiati gli elaborati che vedranno i musei come riferimenti importanti per le comunità di prossimità\, musei pensati e vissuti non solo come custodi di tesori artistici e testimoni di memorie\, ma soggetti attivi in grado di incidere sul miglioramento del benessere della collettività. \n  \nSCARICA LA CALL COMPLETA QUI. \nVAI AL FORM DI PARTECIPAZIONE \n  \nISCRIZIONE GRATUITA \nDEADLINE\n31.03.2023 \n  \nInfo e contatti: \nFONDAZIONE MORRA\ncasamorra@fondazionemorra.org \nCOORDINAMENTO REGIONALE CAMPANIA DI ICOM ITALIA\ncampania@icom-italia.org
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SUMMARY:Nick Teplov - Laboratorio Avella
DESCRIPTION:Fondazione Morra e Laboratorio Avella\npresentano \nNICK TEPLOV – LABORATORIO AVELLA \nVenerdì 6 gennaio 2023\ndalle 10:00 alle 14:00\nLaboratorio Avella di Casa Morra\nSalita San Raffaele 20/C\, Napoli \nL’artista Nick Teplov terrà una lezione di tecniche di ceramolle e fotoincisione. \nNick Teplov è un artista\, regista e graphic designer. Ha studiato arti grafiche a San Pietroburgo e a Burg Giebichenstein University ad Halle in Germania.\nSi occupa di incisione\, fotoincisione e fotografia analogica. Attualmente vive e lavora a Lipsia. \nnickteplov.com\nig @bureau44 \n  \n 
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SUMMARY:CASA MORRA E IL MUSEO HERMANN NITSCH VI AUGURANO BUONE FESTE
DESCRIPTION:CASA MORRA – ARCHIVI D’ARTE CONTEMPORANEA \nSalita San Raffaele 20/C Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nmar-ven 10:00-18:00\nsab 10:00-14:00 \nCasa Morra resterà chiusa\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ncasamorra@fondazionemorra.org | www.casamorra.org \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n		\n\nMUSEO HERMANN NITSCH\nVico Lungo Pontecorvo 29/c\, Napoli \nvi aspettiamo tutti i giorni\nlun-ven 10:00-19:00\nsab 10:00-14:00 \nil Museo resterà chiuso\n24\, 25\, 26 e 31 dicembre 2022 e 1 gennaio 2023 \ninfo@museonitsch.org | www.museonitsch.org
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SUMMARY:Neapolitan Dialogues II
DESCRIPTION:Venerdì 9 dicembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, le artiste Cansu Çakar e Serra Tansel\, in dialogo con Lea Nocera\, professoressa di Lingua e letteratura turca de L’Orientale di Napoli\, condurranno un talk d’artista. L’incontro sarà moderato da Vittorio Urbani\, referente dei rapporti internazionali di Fondazione Morra. \nNeapolitan Dialogues II si pone come momento conclusivo della seconda edizione del programma “Neapolitan Dialogues”\, che prevede scambi di residenze di artisti provenienti dalle città di Istanbul e Lisbona. Processo mobile e libero da ogni forzatura o da obblighi performativi\, il progetto di residenze attiva una serie di riflessioni che gli artisti possano interiorizzare\, assimilare e rielaborare nei propri percorsi personali. Nella prima edizione del 2021\, la residenza è stata assegnata agli artisti Cagri Taskin e Huo Rf. \nCansu Çakar e Serra Tansel condurranno una conversazione con il pubblico\, presentando le proprie pratiche e attivando un momento di dialogo e di immaginazione collettiva. \n“Neapolitan Dialogues” è sostenuto da Elgiz Museum (Istanbul) e T-One Foundation (Istanbul). \n  \nCansu Çakar “Nella mia ricerca mi interesso alle vaglie presenti nell’immaginario estetico\, riscontrabili nelle influenze occidentali e “moderne” sulla pratica pittorica dei paesi orientali. A ciò si intreccia l’interesse per i contesti sociali e culturali. Nel mio lavoro pittorico metto in relazione i motivi decorativi tradizionali con questi temi. Credo che a definire la realtà non siano idee e concetti “importati”\, ma piuttosto dei valori estetici lasciati nell’oblio e dimenticati nella complessità delle stratificazioni sociali.  \nUtilizzando le tecniche e i linguaggi dell’arte tradizionale come mediazione\, e investigando le problematiche del contemporaneo\, sottolineo l’assurdità del conflitto fra mondo moderno e mondo tradizionale. Credo ardentemente che un linguaggio non muoia mai\, ma semplicemente cambi forma e sopravviva\, e per questo mi interesso a linguaggi artistici antichi. \nNonostante sia un tema ancora dibattuto\, molti accademici credono che nell’antichità non si conoscesse il sistema della prospettiva frontale. Vorrei lasciare la domanda aperta\, dato il mio punto di vista sugli affreschi di Pompei. Il fatto che la tecnica compositiva bidimensionale\, che si riscontra nella pittura miniata a cui mi interesso\, sia concepita come pittura senza prospettiva\, è un’informazione falsa e superficiale\, e questo è un problema che spesso sottolineo. Nelle pittura miniata si adotta in realtà un approccio molto attento a diversi tipi di prospettive. La prospettiva plurale è un modo per attraversare la realtà in molti modi\, secondo diversi punti di vista\, mentre si descrive e costruisce uno spazio. Questa\, inoltre\, è un modo di inserire il soggetto e l’osservatore nel dipinto\, si può quindi dire che è una “forma simbolica” che esprime un tipo di cultura new-age.  \nHo il desiderio di attraversare le stratificazioni dei materiali\, delle storie\, delle strutture sociali che formano la città di Napoli nella sua complessità\, e ho intenzione di dare a queste una forma visiva. Cosi come le narrazioni che partono dal basso e giungono alla superficie\, i fenomeni di classe che colorano le strade nei piani terreni\, o le terrazze vuote che si affacciano sul mare\, saranno elementi allusivi di dipingere Napoli\, cercando di comprenderne la complessità.”  \nSerra Tansel “Abbiamo tentato di attraversare la città di Napoli con sguardi differenti: in primo luogo con uno sguardo da esterne\, da estranee o turiste\, poi da collaboratrici e tentando di stringere alleanze con le persone che vivono nella città\, nella serie di attività in cui siamo state impegnate. La molteplicità di queste posizioni ha fatto sì che\, nei nostri approcci\, curiosità e familiarità coesistessero. \nIn Turchia\, quando qualcuno non chiude la porta dietro di sé lasciando una stanza\, si usa dire: “Il villaggio da cui provieni non ha una porta?”. Credo che questo modo di concepire la privacy sia legato ai processi di modernizzazione e di civilizzazione\, che ci inducono all’estraniazione e alla costruzione di confini sempre più netti. Napoli ha molte porte aperte; non perché abbia mancanza di privacy o segreti\, ma perché è possibile nascondere qualcosa potenziandone la visibilità o la narrazione. Ho l’impressione che questa città abbia modalità numerose e complesse di elaborare la privacy\, che non consiste necessariamente nel chiudere le porte. Questa intimità condivisa nello spazio pubblico\, le modalità con cui le persone si riappropriano delle strade\, la struttura per formativa della città stessa\, sono gli aspetti che più mi hanno interessata della città e su cui ho intenzione di lavorare nel mio processo di resistenza.” \nL’evento sarà tenuto in lingua inglese con traduzione in italiano simultanea.  \nCansu Çakar (1988\, Istanbul) vive e lavora a İzmir. Nella sua ricerca\, intreccia i linguaggi artistici tradizionali\, come il disegno decorativo e la miniatura\, con pratiche e processi contemporanei\, con l’intento minare ogni sistema stereotipato e categorizzante. Çakar pone particolare attenzione verso l’immaginario visivo dominante ed elabora pratiche di ripensamento dei sistemi di potere secolarizzato\, con un particolare focus sulle questioni di genere. \nFra i più recenti progetti si ricordano NATURE AND STATE\, Staatliche Kunsthalle Baden-Baden (Baden-Baden\, 2022); Fore-Edge Painting\, MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Bibliotheca Hertziana (Roma\, 2021); The 6th Ural Industrial Biennial of Contemporary Art\, The Optical and Mechanical Plant (Yekaterinburg\, 2021); BB11- 11th Berlin Biennale for Contemporary Art\, The Crack Begins Within\, KW (Berlino\, 2020); Miniature 2.0\, Pera Museum (İstanbul\, 2020); The Crime of Mr. Adolf Loos\, Axel Vervoordt Gallery (Antwerp\, 2019); Cappadox Contemporary Art Program (Cappadocia\, 2018); Linear Transcendency” at the Lab- Darat al Funun (Amman\, 2016); SALTWATER: A Theory of Thought Forms. 14th Istanbul Biennial- 100°- FLO (İstanbul\, 2015). \nSerra Tansel (1989\, Istanbul) vive e lavora a Londra. Nella sua ricerca si concentra sugli intrecci\, sulle relazioni\, sui legami esistenti fra corpi e mondo\, sulle modalità di costruzione di confini nei contesti urbani\, domestici\, nelle strutture in generale. Adottando un approccio interdisciplinare e lavorando su contesti culturali e sociali specifici\, le pratiche di Tansel si insinuano nelle culture mainstream\, minandone le strutture e alterandone le logiche. Serra Tansel è parte del collettivo musicale Makkam e uno dei volti di Hayırlı Evlat. \nFra i più recenti progetti si menzionano SH/FT\, No Show Space (Londra\, 2021); A Question of Taste\, Pera Museum (Istanbul\, 2021); “Passion can create drama out of inert stone”?!\, Peak\, Elephant & Castle Shopping Mall (London\, 2020); Higher\, Pilot Gallery\, (Istanbul\, 2020).
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SUMMARY:Cluster di memoria
DESCRIPTION:Giovedì 1 dicembre 2022\, alle ore 18:00\, si terrà a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea un incontro di studio e formazione dedicato al compositore fiorentino Daniele Lombardi\, attivo a Napoli grazie a una stretta collaborazione con Fondazione Morra e con la rivista di musiche contemporanee Konsequenz.\nCluster di memoria sarà un’occasione per presentare un ciclo di iniziative volte a consolidare la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. \nOspitato negli spazi di Casa Morra\, l’Archivio Konsequenz – De Simone offre possibilità di accesso a spazi destinati alla consultazione di archivi\, spartiti\, manoscritti\, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori\, venuti a contatto con Fondazione Morra e con la factory Konsequenz.\nIl programma del primo incontro prevede la visione di documenti video inediti di Daniele Lombardi\, commentati da Giuseppe Morra\, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone. Ci si riferirà ai testi delle “Autointerviste” dedicate al pianismo e ai pianisti. Al termine\, Chiara Mallozzi eseguirà dal vivo “Grafemi 2\, per violoncello solo” (1979)\, uno dei più interessanti lavori per arco di Daniele Lombardi. \nPer Daniele\, chez Morra \nDaniele Lombardi (1946 – 2018)\, pianista\, compositore e artista visivo\, ha condotto per anni una ricerca sulla fusione e la convergenza tra suono\, segno e colore\, nel compimento di una traslazione visiva delle emozioni sonore\, e tuttavia rimbalzando tale ambito emozionale da un linguaggio all’altro. Ha usato il bianco/nero\, alludendo all’alternanza dei tasti di un pianoforte\, come può notarsi dai tipici e ampi pannelli bianco-neri posti/esposti a sfondo\, quasi silhouettes\, del piano da concerto nel suo laboratorio d’arte fiorentino.\nChi però ha davvero ascoltato la musica di Daniele Lombardi\, sa che questi segni nulla più mantengono di meramente speculativo: essi si traducono in effettive\, nuove\, sonorità\, specie laddove vengano riprodotte dal vivo\, al pianoforte\, con strabiliante gesto esecutivo del loro autore\, o al violoncello\, come avviene ad esempio in “Grafemi 2” (1979). In Mitologie 5 (2003)\, filmato che mi donò un anno prima della scomparsa\, e che verrà riproposto in occasione di “Cluster di memoria” (Casa Morra\, negli spazi destinati all’Archivio Konsequenz – De Simone\, giovedì 1 dicembre 2022)\, Lombardi ramifica altri analoghi\, innovativi percorsi video\, tracciati in modo seminale già dalla home-art di Pietro Grossi. Alle immagini\, oggi riconoscibili come parte integrante del suo stile\, uccelli-suono\, per usare una visione ricorrente in molti musicisti e poeti\, Lombardi accostava naturaliter l’esecuzione della Musica Virtuale 17\, nella caparbia esplorazione\, quella dell’immagine in movimento\, tipica anche di altra sua produzione.\nDaniele Lombardi ha sortito successo e affermazione al di là dei confini italiani; e trovato\, specie nell’ambito dell’Arte (costellazione tradizionalmente più avanzata rispetto alle asfittiche programmazioni della musica ‘contemporanea’ nostrana)\, grata accoglienza presso Fondazioni\, Musei\, Edizioni d’Arte. Egli è oggi consegnato alla storia\, a mio avviso\, come uno dei più importanti ‘visivisti’ italiani\, ultimo erede di una tradizione\, ancora non sufficientemente celebrata\, partita forse nel nostro Paese dalle ‘azioni’ gestual-concettuali di Giuseppe Chiari\, con i tipici e celebri ‘attacchi’ con colori o inchiostri a fogli di musica e a strumenti musicali.\nLombardi ha pubblicato pianistici manuali ‘divergenti’\, con inusuali grafie\, curato edizioni\, tracciato itinerari sulla musica d’arte\, promosso concerti e manifestazioni pubbliche nelle principali città europee e negli Stati Uniti. Celebri\, qui in Italia\, le performances per decine di pianoforti\, allineati per strade o in piazze delle città. E fu il primo a mostrarne la possibilità anche a Napoli. Konsequenz\, rivista/movimento che nacque nel 1994 in questa stessa città\, si avvalse della sua scrittura\, come della vicinanza della musica fiorentina di ricerca: Giancarlo Cardini\, Pietro Grossi\, Giuseppe Chiari furono infatti\, assieme a Daniele Lombardi\, nostri forti\, leali\, e indimenticabili fiancheggiatori e ispiratori. Con questo spirito ne riproponiamo la musica\, con cluster di memoria\, appunto: accordo/disaccordo di note ravvicinate per intervalli di seconda\, simili a un piccolo grappolo d’uva… \nGirolamo De Simone
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SUMMARY:Mary Zygouri - Who Is the Third Who Walks (Always) Beside You?
DESCRIPTION:In occasione della seconda edizione degli Art Days – Napoli Campania\, Underneath the Arches accoglie negli spazi dell’Acquedotto augusteo del Serino\, nell’area Borgo Vergini-Sanità\, la performance dell’artista greca Mary Zygouri\, concepita appositamente per il sito archeologico. L’evento è a cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone\, in collaborazione con Associazione VerginiSanità. \nIntrecciando le ricerche\, le visioni e gli approcci che da tempo muovono l’artista verso una serrata relazione tra corpo umano e corpo architettonico/naturale\, Mary Zygouri ha elaborato una performance strettamente connessa alla fisicità del luogo\, ovvero a quella materia vibrante tale da rendere vitale i resti e le preesistenze di epoca romana. L’azione di Mary Zygouri trae ispirazione dal poemetto Wasted land (= Terra desolata)\, scritto dal poeta e drammaturgo Thomas Stearns Eliot nel 1922. Attraverso l’interpretazione di personaggi senza tempo e non umani che abitano gli spazi archeologici\, l’artista traspone i temi polisemantici\, enigmatici e simbolici del testo di Eliot in una nuova dimensione che intreccia mito\, storia e superstizione. Concepita come una narrazione che procede per figure che si trasformano e comunicano con il pubblico in triplice lingua (italiano\, inglese e greco)\, la performance suggerisce\, come descritto dal titolo\, la costante presenza di un’entità “altra” percepita al nostro fianco in virtù della sua assenza. \nNato nel 2018\, il progetto Underneath the Arches intende innescare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea\, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali\, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana\, rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità\, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Alla data attuale sono stati realizzati interventi degli artisti Arturo Hernández Alcázar (Città del Messico\, 1978)\, Hera Büyüktaşçıyan (Istanbul\, 1984)\, Adrian Melis (L’Avana\, 1985) e Jumana Manna (Princeton\, 1987). \nIl progetto è realizzato con il supporto della Fondazione Morra\, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si ringrazia per il coordinamento coreografico Paola Ricciardi. \n  \nMary Zygouri (Atene\, 1973) ha conseguito una laurea in Arti Visive presso la Athens School of Fine Arts e un Master presso il Chelsea College of Art and Design\, Londra. Vive e lavora tra Atene e l’Italia. Nel 2017 è stata invitata a Documenta 14\, esponendo ad Atene e a Kassel al Palais Bellevue. Tra le sue mostre personali figurano The Repetition of the Impossible presso Prometeogallery di Ida Pisani\, Milano (2018) e ZOOpoetics-ZOOpolitics presso Studio Stefania Miscetti\, Roma (2011). Ha performato ed esposto in numerose collettive presso musei e istituzioni internazionali\, tra cui Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Roma; Mu.ZEE\, Ostenda; EMST\, Atene; MOMUS\, Salonicco; Cittadellarte–Fondazione Pistoletto\, Biella; Dutch Art Institute\, Arnhem; IILA – Istituto Italo-Latino Americano\, Roma; IKSV – Istanbul Foundation for Culture\, Istanbul. Nel 2012 è stata premiata dalla ΑICA Hellas. Nel 2014 ha collaborato con Michelangelo Pistoletto alla performance Venus of the Rags /INTRANSIT/ELEUSIS all’Aischyleian Festival\, Eleusis. Ha realizzato ENYPNIO (2019) al sito archeologico di Paestum con il supporto della Fondazione Gatto (Salerno) e LYSIS (2022) al sito archeologico di Amfiareio Oropos in Grecia\, con il supporto della Fondazione NEON. Il suo lavoro è stato descritto e recensito in numerose riviste d’arte e accademiche.
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SUMMARY:Charles Bernstein - ECO / ECHO
DESCRIPTION:Venerdì 25 novembre\, alle ore 18.30\, presso Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea\, verrà presentato il volume Eco/Echo di Charles Bernstein\, edizioni del verri\, curato da Carla Buranello e con le traduzioni di Luigi Ballerini\, Gherardo Bortolotti\, Carla Buranello\, Marco Giovenale\, Milli Graffi. \nEco/Echo raccoglie le poesie scelte dall’autore\, a partire da Senses of Responsibility del 1979 fino agli ultimi testi pubblicati quest’anno negli Stati Uniti in Topsy-Turvy. Durante la serata\, l’autore realizzerà una performance relativa ai testi in inglese del volume\, letti in italiano dai poeti Giovanna Marmo e Tommaso Ottonieri; inoltre\, la serata prevede la presenza di Giancarlo Alfano\, docente di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, della direttrice editoriale di edizioni del verri Barbara Anceschi e di Domenico Mennillo\, Direttore Scientifico della sezione Archivi di Casa Morra. \nIl volume presentato a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea non è un’antologia con testo a fronte\, ma un libro bifronte: da una parte i testi in inglese\, dall’altra\, capovolto il volume\, le traduzioni a cura dei poeti italiani che hanno collaborato con Bernstein\, nell’elaborazione della poesia sperimentale. Il volume accoglie inoltre un saggio di Bernstein sui rapporti tra poesia americana contemporanea e poesia italiana. \nPer Bernstein la eco/echo-poetica è pensare alla scrittura ¬come forma di ascolto verso una “risonanza non lineare di un motivo che rimbalza su un altro. Ancora di più\, è la sensazione di allusione in assenza di allusione. In altre parole\, l’eco che sto cercando è uno spazio vuoto: l’ombra di una fonte assente” \nCharles Bernstein (New York\, 1950)\, poeta e saggista statunitense\, è fondatore e redattore con B. Andrews della rivista L=A=N=G=U=A=G=E (1978-81)\, ed esponente di punta dei Language poets. Ha insegnato alla State University of New York a Buffalo e alla University of Pennsylvania\, dove è professore emerito in inglese e letteratura comparata. È co-fondatore e co-curatore\, assieme ad Al Filreis\, di PennSound e curatore e co-fondatore\, con Loss Pequeño Glazier\, di The Electronic Poetry Center. Tra i libri più recenti: Topsy-Turvy (2021)\, Near/Miss (2018)\, Pitch of Poetry (2016)\, Recalculating (2013)\, Attack of the Difficult Poems: Essays and Inventions (2011)\, All the Whiskey in Heaven: Selected Poems (2010).
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SUMMARY:Gli Archivi
DESCRIPTION:L’impegno di Casa Morra. Archivi di Arte Contemporanea nel conservare\, tutelare e valorizzare i fondi archivistici prosegue negli anni. \nSu prenotazione\, è possibile visionare e svolgere ricerca presso: \nFondo Arrigo Lora Totino i materiali provenienti dall’archivio privato dell’artista torinese coprono l’arco temporale 1964 – 2016. Il Fondo\, seguendo l’organizzazione impostata originariamente da Lora Totino\, è stato ripartito nelle seguenti sezioni tematiche: Corrispondenza; Documentazione professionale; Documentazione a stampa; Documentazione Grafica; Documentazione Fotografica; Documentazione audio e video; Biblioteca privata. Il fondo è attualmente in corso di digitalizzazione. \nArrigo Lora Totino\, Amore tutto tatto dalla serie “Fotodinamiche Simultanee”\, 1975. © Amedeo Benestante / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Storico del Living Theatre composto da circa 8.800 unità archivistiche\, è ripartito in 5 Fondi: Fondo Fotografico Living Theatre; Fondo Bibliografico Living Theatre; Fondo Living Theatre; Fondo Garrick Beck; Fondo Fondazione Morra. Si è conclusa nel 2022 la fase di digitalizzazione dell’Archivio. \nThe Living Theater\, Sei Atti Pubblici\, 1973 © Libero De Cunzo / Courtesy Fondazione Morra \n  \nArchivio Henri Chopin il materiale\, oggetto di una prima fase di  inventariazione\, concerne il periodo di sperimentazione delle neo-avanguardie. L’archivio è diviso in cinque sezioni: Documentazione varia (lettere\, dattiloscritti e monoscritti originali\, inviti\, cartoline\, fotografie); Riviste; Libri; Manifesti; Dischi. \nHenri Chopin\, Carpet’s project\, 1985. / Courtesy Fondazione Morra \n  \nPer prenotazioni e informazioni scrivere a: info@fondazionemorra.org\, specificando i campi di interesse e le finalità delle ricerche. \n 
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SUMMARY:AICI - Italia è cultura. Le sfide degli anni '20
DESCRIPTION:Italia è cultura. Le sfide degli anni ’20\nVII Conferenza nazionale di AICI\nper riflettere sul ruolo della cultura nel nuovo decennio\nNapoli | Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III | 9-11 novembre \nSi terrà a Napoli dal 9 all’11 novembre\, nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III\, la VII Conferenza nazionale Italia è cultura Le sfide degli anni ’20\, organizzata dall’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI)\, insieme alla Direzione Educazione\, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura\, in collaborazione con la Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore\, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \nCon la partecipazione di esponenti istituzionali e il contributo dei rappresentanti dei 148 soci di AICI\, tra le più importanti istituzioni\, fondazioni e accademie del Paese\, l’incontro vuole affrontare i temi cruciali legati alla cultura\, riaffermando la necessità di considerare la cultura come strumento di dialogo\, di coesione e di sviluppo in un momento storico attraversato da gravi crisi globali. \nLe fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali di fronte alle sfide del nostro tempo è il tema della prima tavola rotonda intorno alla quale ruoteranno i lavori della Conferenza\, suddivisi in due sessioni plenarie e 4 workshop di approfondimento. Si parlerà dei rapporti tra la cultura e il territorio\, le reti civiche\, l’ambiente\, di diffusione della cultura e coesione sociale\, di incidenza della cultura nell’occupazione giovanile. Non mancherà il confronto\, nel secondo anno della sua attuazione\, sul PNRR e la digitalizzazione del patrimonio di archivi\, biblioteche e musei e il PNRR e la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole. \nAnche la scelta di Napoli come sede della Conferenza rispecchia non solo ragioni di equilibrio territoriale ma l’importanza che AICI annette al rafforzamento e all’allargamento delle reti culturali nel Sud del Paese – nonché al loro inserimento nei circuiti europei e internazionali – come veicolo di crescita civile e come fattore di coesione sociale in aree già fortemente colpite dalla pandemia. \n«Nel titolo L’Italia è cultura Le sfide degli anni ’20 – afferma Valdo Spini\, presidente di AICI – è riassunto il carattere di questa VII Conferenza nazionale dell’AICI. L’Associazione nei suoi trent’anni di vita è cresciuta\, si è affermata come interlocutrice non solo del Ministero della Cultura\, ma anche del CNR e di altre amministrazioni statali e regionali. Oggi AICI si trova di fronte a nuove sfide. La difesa dei diritti\, i problemi della pace e della guerra dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina\, con le sue conseguenze economiche e sociali in un mondo globalizzato\, la necessità di affermare la cultura come elemento di dialogo e di comprensione e insieme di difesa intransigente dei principi di libertà e di democrazia\, anche rispetto alle situazioni in cui sono minacciate in particolare le donne. \nL’Italia – conclude Spini – con la sua cultura del passato\, del presente\, ma anche dell’avvenire ha un grosso ruolo da giocare in questo campo e un’Associazione come AICI\, che rappresenta un importante pezzo di società civile\, può e deve dare un rilevante contributo.» \nNel corso della Conferenza\, inoltre\, verrà ricordato il trentennale della costituzione di AICI\, che ricorre quest’anno\, con una pubblicazione redatta da Andrea Mulas (Fondazione Basso)\, che ripercorrerà la storia dell’Associazione\, attraverso un’ampia documentazione tratta dagli archivi. Via della Dogana Vecchia 5\, 00186 Roma – c/o Fondazione Basso – tel. 06 6879953\, segreteria@aici.it – www.aici.it \nMercoledì 9 novembre (Fondazione Banco di Napoli)\nLa prima giornata sarà dedicata all’annuale assemblea dei soci AICI (ore 15)\, cui farà seguito la presentazione dell’Archivio storico della Fondazione Banco di Napoli – partner organizzativo e finanziario della Conferenza – con interventi del presidente Francesco Caia e del consigliere generale Orazio Abbamonte della Fondazione Banco di Napoli\, di Alfonso Andria\, presidente del Centro universitario europeo per i beni culturali\, del professor Marcello D’Aponte\, Università di Napoli “Federico II”\, e di Valdo Spini\, presidente di AICI. Durante la presentazione si farà riferimento alla partecipazione dell’Archivio storico della Fondazione al programma UNESCO Memoria del mondo vòlto a censire e tutelare il patrimonio documentale mondiale. \nGiovedì 10 novembre (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III)\nLa VII Conferenza prende formalmente avvio presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III\, con i saluti istituzionali (ore 9.30) del Ministro della Cultura\, del quale è prevista la partecipazione\, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi\, del presidente della Fondazione Banco di Napoli Francesco Caia\, della direttrice della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III Maria Iannotti e del direttore generale educazione ricerca e istituti culturali del MiC Mario Turetta. \nAi saluti seguono la relazione introduttiva di Valdo Spini (ore 10) e la Tavola rotonda Le fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali italiane di fronte alle sfide del nostro tempo (ore 10.30)\, moderata da Ottavio Ragone (La Repubblica) e con interventi di Nicola Antonetti (Istituto Luigi Sturzo); Paolo Baratta (Accademia Filarmonica romana); Marta Herling (Istituto italiano di studi storici); Franco Ippolito (Fondazione Elio e Leslie Basso); Alberto Melloni (Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII); Inna Meteleva\, (UN Foundation for Sustainable Development Goals); Giuseppe Parlato (Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice); Silvio Pons (Fondazione Gramsci\, Roma); Mario Turetta (Direzione generale educazione\, ricerca e istituti culturali) e lo storico Lucio Villari (con un contribuito dal titolo Cultura nazionale e Mezzogiorno d’Italia). \nLa giornata prosegue nel pomeriggio\, dalle ore 15\, con quattro workshop tematici: \n1) PNRR e digitalizzazione del patrimonio: archivi\, biblioteche e musei con interventi di Giovanni Bergamin (Associazione italiana biblioteche); Simonetta Buttò (Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche); Francesca Cadeddu (Fondazione Scienze religiose Giovanni XXIII); Teresa Carnevale (Fondazione Morra); Caterina Fiorani (Fondazione Camillo Caetani); Stefano Karadjov (Fondazione Brescia Musei); Micaela Procaccia (Associazione nazionale archivistica italiana); Fabrizio Tatarella (Fondazione Giuseppe Tatarella); Stefano Vitali (Istituto nazionale Ferruccio Parri). \n2) Reti culturali\, reti civiche e territorio con interventi dei rappresentanti delle associazioni culturali operanti sul territorio partenopeo: Aldo Accardo (Fondazione Giuseppe Siotto); Pasquale Calemme (Fondazione di Comunità San Gennaro); Gabriele Capone (Direzione generale Educazione\, Ricerca e Istituti culturali); Luciano Cirica (Ospedale Evangelico Villa Betania); Edgar Colonnese (Edizioni San Gennaro); Ferruccio Diozzi (Amici di Città della Scienza); Rachele Furfaro (FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli); Maria Iannotti (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III); Paola Parlato (Associazione Leggere per…); Giuseppe Perna (Biblioteca Annalisa Durante); Pietro Sabatino (Noi@Europe); Lucia Valenzi (Fondazione Valenzi). \n3) Cultura\, territorio e ambiente con interventi di Alfonso Andria (Centro universitario europeo per i beni culturali); Vito Cappiello (Università di Napoli Federico II); Paolo Nanni (Accademia dei Georgofili); Lidia Palumbo (Società filosofica italiana); Giovanni Sciola (Fondazione Luigi Micheletti)\, Luigi Vicinanza (Fondazione MAV Ercolano). Via della Dogana Vecchia 5\, 00186 Roma – c/o Fondazione Basso – tel. 06 6879953\, segreteria@aici.it – www.aici.it \n4) Cultura e occupazione giovanile con interventi di Alessandro Bollo (Fabbrica del Vapore); Innocenzo Cipolletta (Confindustria Cultura Italia); Marcello D’Aponte (Università di Napoli “Federico II”); Luigi Giove (Segreteria nazionale CGIL); Natascia Nuzzo (ricercatrice); Fabrizio Paglino (Direzione generale educazione\, ricerca e istituti); Massimiliano Tarantino (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli); Virginia Todeschini (Fondazione Gramsci Emilia Romagna); Alessandro Vittorini (Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali). \nVenerdì 11 novembre\nI lavori dell’ultima giornata\, che si concluderà alle 13.30 con la relazione finale di Valdo Spini\, si articolano in due tavole rotonde: \nDiffusione della cultura e coesione sociale (ore 10)\, moderata da Enzo D’Errico (Corriere del Mezzogiorno) e con interventi di Paola Passarelli (Direzione generale biblioteche e diritto d’autore del MiC); Mirella Barracco (Fondazione Napolinovantanove); Renata De Lorenzo (Società napoletana di storia patria); Rosa Maiello (Associazione italiana biblioteche); Andrea Mazzucchi (Università di Napoli “Federico II”); Andrea Morniroli (cooperativa Dedalus-ForumDD); Vittorio Emanuele Parsi (Università cattolica del Sacro Cuore di Milano); Sergio Scamuzzi (Università di Torino). \nIl PNRR nel secondo anno di attività: la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole moderata da Fernando Santonastaso (Il Mattino) e con interventi di Laura Moro (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library); Giampaolo D’Andrea (Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia); Adriano Giannola (SVIMEZ); Flavia Nardelli Piccoli (già parlamentare Commissione Cultura della Camera dei deputati). \nItalia è cultura riprende il filo delle Conferenze nazionali\, organizzate nell’arco di tre giorni\, dopo la sospensione nei due anni passati a causa delle restrizioni poste dalla pandemia\, durante i quali è stata sostituita da due convegni nazionali più ristretti: a Milano nell’ottobre 2020 con Riparti Italia\, riparti cultura\, e nel novembre 2021\, con il patrocinio del Comune e nell’ambito delle iniziative per Parma capitale della cultura\, con Le Regioni\, gli istituti di cultura e le politiche culturali del territorio nel quadro del PNRR. \nwww.aici.it  \nPROGRAMMA
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SUMMARY:Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi Progetto di Artista Abitante
DESCRIPTION:Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi\nProgetto di Artista Abitante \nAl Madre la presentazione del libro d’artista di Eugenio Giliberti \nIl volume\, edito da artem\, restituisce il lavoro partito dalla dimora\ndel poeta di Recanati negli ultimi anni della sua vita \nLunedì 7 novembre\, ore 18.00 \nIngresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili \nLunedì 7 novembre\, alle ore 18.00\, la Sala al piano terra del Madre\, museo d’arte contemporanea della Regione Campania\, ospita la presentazione del libro d’artista di Eugenio Giliberti Voi siete qui / Vico Pero / Giacomo Leopardi / Progetto di Artista Abitante\, progetto sostenuto da Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\, Fondazione Morra\, Gallerie Riunite e Dafna Gallery\, con Direzione Regionale Musei Campania\, Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati\, Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III\, Comune di Napoli – Terza Municipalità\, Diarc – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Università degli Studi di Napoli L’Orientale\, Accademia di Belle Arti di Napoli\, ACEN – Associazione Costruttori Edili Napoli\, Associazione Friends of Naples. Sponsor tecnico D’Uva Firenze\, partner esecutivo Il Cerchio e le Gocce.\nL’incontro sarà introdotto da Angela Tecce\, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, e Kathryn Weir\, Direttrice artistica del museo Madre. Interverranno\, con l’artista\, Bruno Discepolo\, Assessore al Governo del Territorio e Urbanistica della Giunta Regionale Campania; Laura Lieto\, Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli; Michelangelo Russo\, Professore di urbanistica\, Direttore Dipartimento Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Maria Federica Palestino\, Docente di Urbanistica\, Coordinatrice del Corso di Studi in Sviluppo Sostenibile e Reti Territoriali – Diarc Federico II; Alessandra Cirafici\, Docente di disegno – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli; Fabiana Cacciapuoti\, Centro Nazionale Studi Leopardiani; Maria De Vivo\, Curatrice\, Docente di storia dell’arte contemporanea – Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Istituto Universitario L’Orientale; Aldo Iori\, Curatore\, Docente di Storia della Stampa ed Editoria – Accademia di Belle Arti di Roma.\nIl volume\, edito da artem\, documenta il lavoro partito dal luogo in cui Leopardi ha dimorato negli ultimi due anni della sua vita: si tratta di un progetto che ha assunto dimensioni ampie e collettive\, coinvolgendo gli abitanti del quartiere nella riscoperta di un patrimonio dimenticato e nella valorizzazione di un luogo divenuto ormai simbolo\, anche dopo la proiezione pubblica\, tenutasi nel giugno 2021\, che ha fatto comparire sulla facciata dell’edificio i versi del manoscritto “I nuovi credenti”. \nEugenio Giliberti\, dirimpettaio “diacronico” di Giacomo Leopardi\, ha immaginato un complesso intervento di arte pubblica articolato in più azioni e finalizzato a lasciare un segno forte e permanente\, a generare luce e vita. Terreno di trasformazioni urbanistiche\, la zona del vicolo paese\, la piccola area urbana che ha al suo cuore l’ultima abitazione di Giacomo Leopardi\, è diventata una sorta di Gestalt di raccordo tra Istituzioni formative e culturali e cittadini.\nLe prime fasi del progetto hanno visto il coinvolgimento del quartiere\, che ha partecipato al Censimento Leopardi. Diversi\, tra gli abitanti coinvolti hanno poi avuto un ruolo attivo nella costruzione del catalogo/libro di famiglia.\nAll’interno\, insieme al racconto dell’artista sulla genesi e dello sviluppo del progetto sono inseriti saggi\, testimonianze\, spunti di studio sui cambiamenti urbanistici che hanno modificato l’aspetto e la vita dell’area a partire dai primi decenni del XIX secolo.\nInterviste ai residenti\, ai rappresentanti delle istituzioni culturali e ai partner coinvolti arricchiranno anche un film documentario\, in cui saranno registrate tutte le fasi di Progetto di Artista Abitante. \nBiografia Eugenio Giliberti\nEugenio Giliberti (Napoli 1954) esordisce negli anni ’80 animando il gruppo di giovani artisti napoletani Evacuare Napoli – 1985). Con le prime superfici monocrome (tra cui Lenti 1987 1992\, nel Museo del ‘900 Napoli) mette a punto i fondamenti della sua poetica il cui primo segmento culmina con la grande opera denominata “seicentottantamilaquattrocento quadratini colorati” (galleria ThE\, Napoli- 1996); Seguono: gli “oggetti platonici” (in “la scultura italiana del XXI secolo”\, Fondazione Arnaldo Pomodoro\, Milano\, 2010).\nNel 2006\, trasferisce il suo studio a Rotondi (Masseria Varco) dove la sua ricerca trova un particolare impulso dall’osservazione della realtà culturale e ambientale del piccolo mondo che lo circonda. Ne scaturisce una nuova serie di lavori\, presentati nelle mostre personali a lui dedicate dalla Galleria Giacomo Guidi di Roma (2008 – Working Class; 2010 – Il senso di Walden\,).\nNell’antologica “ho le mani impegnate sto pensando”\, (Genazzano\, Castello Colonna 2013)\, espone per la prima volta opere appartenenti al ciclo “Data Base”\, dedicato all’antico meleto nel quale è ubicato il suo studio (poi in “rendez – vous des amis” – Fondazione Burri\, Palazzo Albizzini 2015). Nel 2014 lancia Orto Civile\, progetto di arte partecipata focalizzato intorno ai rapporti tra cura della terra e alimentazione\, città e campagna\, tradizione “moderna” e “riscoperte innovative”\, che ha coinvolto più di 60 famiglie napoletane. Nel 2017 l’opera Cerimoniale è esposta al Madre in “Per_formare una collezione”.\nUltima sua personale “l’albero di Pitlo” (Intragallery – Napoli 2020). Nel 2021 alcuni elementi dell’opera Data base sono esposti al Madre nella mostra “Utopia Distopia – il mito del progresso partendo dal sud” a cura di Kathryn Weir\, e sono successivamente entrati nella collezione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.\nDal 2018\, riprendendo un’idea sulla quale aveva già lavorato diversi anni a partire dal 2003\, con il sostegno di numerosi partner lavora alla realizzazione dell’opera di arte pubblica Voi siete qui /vico Pero / Giacomo Leopardi\, progetto di Artista Abitante
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LOCATION:Museo MADRE\, Via Settembrini\, 79\, Napoli\, 80139
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SUMMARY:HERMANN NITSCH – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion
DESCRIPTION:Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti contemporanee Hermann Nitsch di Napoli\, in collaborazione con il Nitsch Museum di Mistelbach e la Nitsch Foundation e con il supporto del Goethe-Institut Neapel\, rinnova totalmente il suo allestimento per il biennio 2022-2024 presentando il corpus di opere: Hermann Nitsch – BAYREUTH WALKÜRE E RELITTI 158.aktion. L’esposizione inaugurerà sabato 22 ottobre alle ore 18.00 proponendo al pubblico un dialogo inedito tra un’ampia selezione di opere della malaktion walküre e i relitti dell’ultima azione diretta dall’ artista austriaco a Napoli. \nIl primo nucleo di opere presentate per le sale del piano terra del Museo provengono dalla imponente azione pittorica realizzata da Hermann Nitsch come evento scenico per il concerto della “Walküre” di Richard Wagner al Festival di Bayreuth\, nell’estate del 2021. \n“Vorrei realizzare una malaktion (azione pittorica) con i colori dell’intero spettro dell’arcobaleno\, versati e spalmati\, cercheranno di competere in senso positivo con gli splendidi colori della musica di Wagner. I processi di pittura devono essere come la musica. I suoni diventano i colori. L’artista rende manifesto se stesso nel processo pittorico. Sente la sostanza dei colori. Il liquido\, il melmoso\, la pastosità di densa pittura. Versa\, schizza\, sporca\, insudicia la superficie del quadro e impasta la sostanza del colore” scriveva per l’occasione Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022). “Sin dalla mia giovinezza ho amato l’opera di Wagner. Il suo obiettivo era l’opera d’arte totale\, che si sperimenta attraverso tutti i sensi.  È sempre stato il mio maestro”. \n“L’opera d’arte totale proposta da Nitsch – scrive Lorenzo Mango in un approfondito saggio che accompagna la mostra – vive della memoria wagneriana ma va oltre di essa. Nel Teatro delle orge e dei misteri è determinata dall’esperienza\, dal contatto con il vitale nella sua forma più assoluta e primigenia\, dal dato sensoriale\, dalla sensualità della condizione spettacolare”.  In tal senso Nitsch non si limita a scenografare la Valchiria\, ma esercita\, nello svolgersi dell’azione\, quel processo di intensificazione ed espansione dell’esperienza sensibile che costituisce il fondamento dell’Orgien mysterien theater. L’esperienza di Bayreuth sarà restituita attraverso videoproiezioni\, materiale documentale e fotografico e una selezione di disegni del Maestro. \nIn dialogo con le grandi tele pittoriche\, saranno per la prima volta esposti al pubblico i relitti e i documenti della 158.aktion\, l’ultima guidata da Nitsch. Di questa azione il Maestro austriaco ha riconosciuto anzitutto l’importanza\, per dinamismo e intensità\, della composizione “Sinfonia Napoli” – parte integrante dell’evento\, eseguita dall’Orchestra Scarlatti con la direzione di Andrea Cusumano – attraverso la quale\, nel settembre 2020\, ha voluto festeggiare Giuseppe Morra e la città\, in occasione del dodicesimo anniversario del suo Museo-Laboratorio partenopeo. \n 
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LOCATION:Museo Hermann Nitsch\, Vico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\, 80135\, Italia
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SUMMARY:Diciottesima Giornata del Contemporaneo - Mille Nanni
DESCRIPTION:Sabato 8 ottobre 2022 si celebra la XVIII Giornata del Contemporaneo\, manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani\, che da diciotto anni coinvolge musei\, fondazioni\, istituzioni pubbliche e private\, gallerie\, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea in Italia. \nQuest’anno\, Fondazione Morra rinnova il proprio interesse per l’appuntamento\, aprendo gratuitamente al pubblico gli spazi della collezione permanente di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, ospitanti inoltre “Mille Nanni”\, mostra temporanea dedicata all’artista e amico Nanni Balestrini (1935- 2019)\, a cura di Giuseppe Morra. \n  \n“Mille Nanni”\, inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri a lui dedicati\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \n  \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \n  \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010).
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SUMMARY:Reverie - Sogno 5 : Icaro
DESCRIPTION:Venerdì 30 settembre 2022\, dalle ore 17.00\, Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea a Napoli ospiterà Reverie nell’azione performativa “Sogno 5: Icaro”.\nProgetto a cura di Isabella Morra e accompagnato da un testo di Piero Tomassoni. \nA conclusione del suo ciclo sul sogno\, condotto negli anni come alfabeto privilegiato di ricerca\, l’artista toscana reinterpreta in chiave contemporanea la figura di Icaro della mitologia greca\, dedicando alla città di Napoli la sua ultima performance sul tema onirico. Negli spazi esterni di Casa Morra\, Reverie\, sorretta da una gru\, riattualizzerà per il pubblico il fatidico volo di Icaro.\nIl mito di Icaro porta su di sé il peso della disobbedienza alle imposizioni\, alle regole\, alle leggi del mondo. È una sfida a ciò che rassicura\, è desiderio di superare i limiti umani\, è guardare verso l’alto e andare oltre; ma anche incoscienza e sfrontatezza del giovane e del sognatore\, la cui inesperienza diventa\, nell’opera di Reverie\, un esperire onirico e acquista un significato totalmente nuovo e attuale.\nIl suo Icaro è “contemporaneo”: una figura genderless\, con protesi al posto delle braccia\, che l’artista ha rappresentato anche attraverso alcune sue opere-indivenire: apparirà come una maestosa scultura in cera rossa\, elaborata sul calco della propria schiena\, e un paracadute della seconda guerra mondiale su cui è inserito un innesto in raso che riporta\, con la grafia cucita dall’artista\, l’incipit della biografia del nuovo Icaro\, ovvero la storia che ha dato vita al lavoro nel suo complesso e alla performance stessa.\nLa storia del progetto\, come sempre accade per l’artista\, nasce con l’intento di costruire dimensioni e memorie collettive che diventano territorio di condivisione tra artista e pubblico. Nell’open space di Casa Morra\, il rapporto fra Reverie e il pubblico si consoliderà nella comunione di una tensione emotiva\, secondo un’empatica relazione in cui le energie si fondono con il corpo dell’artista. \nIl mito di volare\, di toccare l’intangibile\, il cielo\, non esisterebbe senza il suo opposto: la caduta. Essi sono antimeri di una stessa radice: la spinta verso l’oltre\, un viaggio che accomuna l’uomo fin dai suoi primordi. (Isabella Morra) L’Icaro contemporaneo\, però\, si ricolloca nella storia in modo nuovo\, celebra la vita con le sue difficoltà\, solitudini\, pesi e sofferenze; è l’insieme di tutti gli esseri umani. “Icaro” è da secoli in Amazzonia il canto terapeutico e sapienziale che si tramanda da maestro a discepolo\, da pianta a guaritore. Oggi diventa anche il mantra di Reverie. (Piero Tomassoni) \nPer l’occasione\, gli spazi espositivi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea saranno aperti al pubblico dalle ore 16:00. \n  \nReverie (Vinci\, 1994) vive a Milano dedicando ad Arte ogni momento\, azione e ogni rosa della sua vita. Il suo nome anagrafico\, che coincide col nome che ha scelto per la vita e per l’arte\, è una dedica alla Poetica della rêverie di Bachelard (nomen omen). Lavora sulle contaminazioni\, interferenze di sguardi e reazioni concettuali ed emotive\, a partire dall’interiorità e dalla solitudine più profonda. Elabora performance che rappresentano la collettività\, la contemporaneità e il sentire tra reale e virtuale; dalla scintilla dell’intuizione elabora testi che infine materializza\, costruendo personalmente tutti gli elementi necessari all’azione. Attraverso l’antropologia\, la letteratura\, la filosofia\, la psicanalisi e le scienze\, ha fatto dello studio sul sogno\, anche “a occhi aperti”\, un’originale ricerca tesa a sviluppare un linguaggio artistico per indagare la realtà\, attraversando gli archetipi in quanto memorie e “sogni collettivi”. Su questo tema ha realizzato diversi lavori e ha pubblicato il volume “librosogni” con l’editore Skira (2021). Recenti mostre e performance: Il corpo dei sogni (mostra personale\, 2022\, Basilica di San Celso\, Milano); Sogno 5: Icaro (2022\, Casa Morra – Fondazione Morra\, Napoli);  Sogno 4: alba lunare (2021\, Festa della Ceramica\, Montelupo); Sogno 3: la camera degli specchi (2021\, FOG\, Triennale\, Milano); Sogno 2: The Sleeping Muse (2020\, Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame\, Milano\, in collaborazione con Fondazione Mudima e a cura di Raffaella Perna); Sogno 1: l’archetipo del sé (2019\, Fondazione VOLUME!\, Roma). \nDialogo fra R e I – Intervista Isabella Morra \nUn Icaro per Reverie – Testo Piero Tomassoni \n  \n 
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SUMMARY:Hermann Nitsch\, 160.aktion - das 6-tage-spiel
DESCRIPTION:30 – 31 luglio 2022\nAtelier Hermann Nitsch\nPrinzendorf an der Zaya\, Austria \nDas 6-tage-spiel 2022 – 2. Fassung (lo spettacolo dei 6 giorni 2022 – seconda versione) \nlo spettacolo dei 6 giorni dell’o. m. theater è un’opera in evoluzione. tutto quello che ho realizzato\, la mia pittura d’azione\, tutte le mie azioni di performance\, la mia musica\, sono state tutte precursorie di un’opera infinita. nel 1998 sono riuscito a realizzare una possibile versione dello spettacolo dei 6 giorni nel teatro delle orge e dei misteri a prinzendorf. nel 2022 desidero eseguire un’altra versione dello spettacolo dei 6 giorni. la musica\, estesa nei suoni dell’organo e intensificata nella musica delle sfere\, sta diventando ancor più essenziale. \nHermann Nitsch \nVentiquattro anni dopo la prima realizzazione dello spettacolo dei sei giorni (1998)\, quest’estate l’opera d’arte totale è ancora una volta condensata in un’interazione concentrata di tutte le sue componenti. È il desiderio di Hermann Nitsch (*29 agosto 1938 a Vienna; Ϯ 18 aprile 2022 a Mistelbach) che il suo spettacolo dei 6 giorni sia eseguito quest’anno nella nuova versione. Le rappresentazioni del primo e secondo giorno avranno luogo il 30 e 31 luglio 2022. Rita Nitsch sta esaudendo il desiderio postumo dell’artista\, supportata dal gruppo principale di Andrea Cusumano (direzione musicale)\, Leonhard Kopp e Frank Gassner. Gli altri quattro giorni saranno realizzati nei prossimi anni. \nIl Teatro delle Orge e dei Misteri \nL’idea di Hermann Nitsch per uno spettacolo d’azione della durata di sei giorni e sei notti risale al 1957. A quel tempo a lavoro con il medium della letteratura\, l’artista\, influenzato dai tentativi di Richard Wagner e Alexander Skrjabin per realizzare un’opera d’arte totale\, ha immaginato il proprio teatro d’azione\, orientato sull’esperienza sinestetica che assorbe tutti e cinque i sensi: il Teatro delle Orge e dei Misteri. \nLa durata è un’analogia con la storia della creazione ed è concepita come un’estensione di tutte le opere d’arte monumentali. Quindi\, tutte le azioni del teatro o. m. eseguite fin dai primi anni 1960 devono essere comprese come porzioni realizzate dello spettacolo dei 6 giorni. \nOrgien Mysterien Theater è un progetto artistico. Oltre alla forma visiva\, la musica svolge un ruolo cruciale. Il percorso dello spettacolo segue un concetto sinfonico. L’arena dell’azione è l’area circostante il castello di Prinzendorf\, incluse tutte i suoi ambienti e spazi\, nonché la campagna circostante del Weinviertel nella Bassa Austria. \nLe informazioni sul metodo di partecipazione sono disponibili all’indirizzo \nhttp://www.nitsch-foundation.com/the-6-day-play-2022 \nL’opuscolo dello spettacolo dei 6 giorni è disponibile all’indirizzo \nhttps://www.nitsch-foundation.com/wp-content/uploads/2022/04/6TS_2022_July_30-31_web.pdf
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CORSO DI ARTI GRAFICHE
DESCRIPTION:4 luglio – 10 ottobre 2022\nINIZIO 4 LUGLIO ORE 10:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella e Giovanni Timpani \nDopo l’ultima esperienza del 2021\, riparte il 4 luglio 2022 il Laboratorio Avella con un corso dedicato alle arti grafiche nella sede di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea. Per la sua quarta edizione il laboratorio curato da Vittorio Avella e Giovanni Timpani propone un programma finalizzato all’apprendimento delle tecniche dell’incisione e di stampa d’arte tradizionali e sperimentali. I partecipanti verranno coinvolti in attività teorico-pratiche volte all’acquisizione di conoscenza e competenze nell’ambito culturale e professionale della Grafica d’Arte. \nProgramma \n– Introduzione storico-culturale alle Arti Grafiche \n– Progettazione e realizzazione di matrici incise attraverso tecniche tradizionali e sperimentali: \nxilografia\, linoleumgrafia\, puntasecca\, bulino\, maniera nera\, acquaforte\, acquatinta\, cera molle\, collografia\, carborundum\, metodo Hayter e metodo Goetz \n-Realizzazione di stampe d’arte originali: stampa a incavo\, stampa a rilievo\, stampa sperimentale\, monotipie. \nDurata e costo \nIl corso prevede 10 lezioni che si terranno nei mesi di luglio\, settembre e ottobre. Ogni lezione avrà la durata di 8 ore (10.00 – 18.00). \nLa quota di partecipazione al corso è di euro 500\,00. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso.      \nSi allega alla presente il Modulo d’iscrizione\, che dovrà essere compilato e inviato\, insieme a un breve curriculum\, all’indirizzo casamorra@fondazionemorra.org \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nModulo di Iscrizione
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SUMMARY:Mille Nanni – 3 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.19.00\nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30\nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nL’esplosione \nReading performance \nA cura di Rosaria Lo Russo \nCon Rosaria Lo Russo\, Matteo Zoppi\, Fausto Berti \nMusica Michael Nannini \nIl reading performance da L’esplosione (2019) è un omaggio all’opera testamentaria di Nanni Balestrini\, il suo ultimo libro di poesia visiva. Le voci di tre lettori performer sono in scena per dare corpo fonico a tre dei sei movimenti\, o meglio canti\, di un’opera tutta giocata sui multipli del tre. C’è infatti una mozione dantesca solenne in questo poemetto breve che ripercorre ricombinandola la vicenda umana dall’alfa delle prime tracce umane dell’arte neolitica all’omega apocalittico dell’antropocene in fase terminale. Una mozione dantesca palingenetica\, seppure con la consueta sospensione del giudizio – che qui però si fa magnifica tensione (e tenzone interna fra le tre voci) – struttura ogni pagina con tre terzine in andata e tre terzine di ritorno\, nel movimento dell’impaginazione da sinistra a destra\, a formare una cuspide. Il segno di una verticalità non metafisica ma immanente alla condizione umana. E’ la geometria dello stupore e del disastro dell’esperienza\, sia individuale che storica e collettiva\, dall’esplosione iniziale dell’ominazione all’esplosione della fine\, di una vita esemplare di poeta come della nostra specie animale. La geometria del montaggio tipica della poesia di Balestrini\, percorsa in questo poemetto da una temperatura emotiva elevatissima\, raggiunge qui un nitore commovente\, quasi L’esplosione fosse piuttosto un’opera prima che un congedo. \nBrochure L’esplosione \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Biagio Cepollaro\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Serena Schettino Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Rosaria Lo Russo e Fumofonico\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Pietro Previti
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SUMMARY:Mille Nanni - 2 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.10.00\nProgetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II»: intervengono Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \n«Ciò che distingue la voce dal vasto oceano dei suoni e dei rumori»\, ha scritto Mladen Dolar\, è il suo «intimo rapporto con il senso». La voce è infatti nel senso perché è “sensuosa”\, sonora\, corporea. Al tempo stesso\, la voce è nel senso perché è “acusmatica”\, cioè è scorporata. In bilico tra corpo e fantasma\, la voce diventa poesia lavorando sulla presenza (il set della performance)\, sul feticcio (la registrazione della “vera voce” del poeta)\, e sulla sonorizzazione (la manipolazione acustica delle registrazioni). \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio. \nh.19.00\nNanni Balestrini millepiani: introduce Gian Paolo Renello; intervengono Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.00\nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30\nPerformance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nQUESTIONI DI TAGLI\nCosì come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni. \nConcerto elettroacustico per voci\, parola\, canto\, modulator\, SFX effects\, fiati\, sax elettronico\, loop & drums. \ndi Luigi Cinque e Giovanni Fontana \nMille Nanni: mille posizioni di fronte alla parola e mille forme della parola. \nPesi\, misure\, dimensioni spazio-temporali complesse e flessibili\, dinamiche in continua evoluzione. \nParola-corpo\, parola-gesto\, parola-sguardo\, parola-azione\, parola-campo\, parola-orma\, parola-automa\, parola-macchina\, parola-immagine\, parola-evento\, parola-suono\, parola-oggetto\, in quadri fonosimbolici e in specchi di ideogrammi verbali per comporre paradigmi performativi e prospetti cineteatrabili in proiezioni intermediali. \nDi fronte alle dinamiche strutturali della complessità balestriniana\, Luigi Cinque e Giovanni Fontana si soffermano sul concetto di taglio e sulle relative particolarità tecniche\, organizzando un tessuto performante dove la dimensione verbale si risolve in suoni e ritmi lasciando emergere come punte di iceberg concetti fonosemantici e liberando epifanie vocali e musicali in direzioni imprevedibili. Le tessiture polistrumentali di Luigi Cinque s’innervano su un ordito ritmico che rivela a tratti\, in dimensione digitale\, poliarmonie fonetiche entro le quali s’insinua la stessa voce di Nanni Balestrini\, mentre sostiene le sonorità poetiche di Giovanni Fontana. La vocalità si appoggia sulla scrittura e la musica accredita il tutto in un puzzle acustico concretamente caratterizzato dalla maschera elettrofonica del corpo. \nBrochure Questioni di tagli \nBrochure …per Nanni… \nProgramma Andrea Riccio \nProgramma di Cinema Mario Franco \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Andrea Riccio\, …per Nanni…\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Giovanni Fontana e Luigi Cinque\, Questioni di tagli\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - Omaggio a Nanni Balestrini
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nMa noi facciamone un’altra s’intitola il secondo libro organico di poesia di Nanni Balestrini (1935-2019)\, pubblicato in una data-simbolo come il 1968. Il titolo cita uno dei suoi maestri ideali\, Bertolt Brecht\, ma evoca anche\, idealmente\, la capacità mercuriale che aveva Balestrini di passare dall’uno all’altro dei mille piani che componevano la sua polimorfa personalità di artista e scrittore\, attivista politico e organizzatore di cultura. Alla figura di Balestrini\, suo amico e tante volte ospite e complice\, Peppe Morra ha dedicato una delle sale permanenti dello spazio espositivo di Casa Morra\, e ha ideato un ricordo che i primi giorni di luglio (in occasione della data di nascita di Nanni\, il 2 luglio appunto) vedrà coinvolti storici compagni di viaggio e più giovani amici e collaboratori: i quali si avvicenderanno con omaggi in forma di performance poetiche e musicali\, letture e interpretazioni\, tavole rotonde di approfondimento interdisciplinare e seminari specialistici.  \nPerché sono mille\, davvero\, i migliori Nanni della nostra vita: come Mille piani s’intitolò\, nel 1980\, la summa di quello che Balestrini considerava il maggior pensatore del suo tempo\, Gilles Deleuze\, e di uno psicoanalista controverso\, Félix Guattari\, che fu suo amico e sodale durante l’esilio comminatogli in Francia\, fra il ’79 e l’84\, sulla base di un teorema giudiziario poi smentito. C’è lo scrittore\, pioniere nel Sessanta della scrittura combinatoria su base cibernetica\, e c’è l’artista visivo che applica alle immagini la medesima disciplina decenni dopo (con il capolavoro Tristanoil\, «il film più lungo del mondo» che\, dopo l’esposizione a DOCUMENTA nel 2012\, proprio alla Fondazione Morra è collocato in via permanente); c’è il narratore della Violenza illustrata\, che disegna le atrocità degli anni di piombo ma anche quella degli anni nostri; c’è l’organizzatore culturale\, inventore instancabile di movimenti riviste festival collane editoriali; e c’è l’attivista politico che\, da Vogliamo tutto in poi\, mai ha cessato di «passare bruciando» al filo della storia. \nNon mille ma decine saranno i poeti e artisti\, saggisti e critici che si avvicenderanno a Casa Morra\, coordinati da Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti: da Achille Bonito Oliva e Franco Berardi-Bifo a Maurizio Ferraris\, da Alessandra Carnaroli e Carmen Gallo a Gabriele Frasca\, da Aldo Nove e Lello Voce ad Andrea Inglese e Tommaso Ottonieri\, da Girolamo De Simone al duo composto da Luigi Cinque e Giovanni Fontana\, passando per il quartetto performativo Fumofonico capitanato da Rosaria Lo Russo. \nPROGRAMMA \nVenerdì 1° luglio \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove. A seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \nSabato 2 luglio \nh.10.00 \nPresentazione del progetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II» con la partecipazione di Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio\, musiche di Cage\, Cilio\, Eno\, Pärt. \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani (a cura di Sergio Bianchi\, DeriveApprodi 2022) condotta da Gian Paolo Renello con la partecipazione di Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30 \nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti; performance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nDomenica 3 luglio \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30 \nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nBrochure Mille Nanni \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - 1 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove.\nA seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \n“Tristano per Nanni Balestrini” \nPerformance di Girolamo De Simone \nTristano è il primo romanzo di Nanni Balestrini\, letto in seno al Gruppo ’63\, poi pubblicato nel 1966 da Feltrinelli\, in una delle sue possibili declinazioni. Si tratta\, infatti\, di un lavoro mutante\, o meglio permutante\, nel senso che i diversi capitoli sono organizzati per nuclei giustapponibili – frasi che possono essere combinate secondo molteplicità\, quasi auspicando che il movimento narrativo non sia più “un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo\, ma un succedersi di presenze”. \nIl libro s’intitola Tristano\, e l’autore ci richiama al motivo di questa scelta (la parola ‘motivo’ è carica di un significato che vi si aggiunge in prospettiva\, ha cioè per me il senso indicato da Deleuze e Guattari in Mille piani): una storia d’amore\, dove “l’amore è capovolto da come lo si incontra nel Tristano di Wagner: non perdizione\, destino\, distruzione\, schiavitù\, ma libertà\, scelta. Non intrigo\, non drammatico…” [note di copertina del Tristano\, Milano 1966]. \nEppure\, nella lettura – oggi non agile – del romanzo (cui fanno pendant le scritture di John Cage\, molte contenute in Silenzio\, Wesleyan University Press\, 1961 – trad. italianai per Feltrinelli\, 1971) la presenza del movimento è evidentissima\, dacché la frantumazione di ciò ch’è lineare avviene quasi ad ogni frase\, con virtuosismo lessicale\, contenutistico\, allusivo… Quindi\, un ‘dramma’ come movimento è qui ancor vivo\, e ci mette semplicemente davanti a un cambio prospettico: non si tratta della ‘perdizione’ o del ‘destino’ di Wagner\, ma della vaga circolazione di un senso individuale\, assegnato dal lettore alle pagine (‘rivoltabili’\, in gergo musicale\, in più e più modi)\, e che nel suo variare porta alla storicizzata affermazione dello smarrimento del soggetto. Un soggetto che si fa plurimo\, quindi indistinto\, con una disseminazione che ancora non svapora il senso\, ma ne richiede\, possibilmente\, uno trasversale\, tra le righe del discorso (uno dei possibili a darsi). Una verità forse personale\, confidata dall’Autore a ciascun lettore\, nel segreto virtuosistico di una parola che abbisogna di una forzatura organizzativa per tramutarsi in sequenza quasi filmica… \nDa tutto ciò l’idea di questa performance\, “Tristano per Nanni Balestrini”: riferirmi alla musica di Wagner\, prevalentemente al Tristano e Isotta\, ma anche alla misteriosa Elegia\, che segna in andamento Schmachtend\, ossia “Languente”\, e che viene riproposta in modo lineare e\, subito dopo\, senza soluzione di continuità\, in forma retrograda; con ovvi miei interventi\, aggiunte di senso tattile e sonoro. Così presento mie versioni pianistiche più o meno artefatte del Tristano\, utilizzando la divagazione fluxus (con la correlazione tra il suono/nota e la sua durata\, ovvero con la determinazione della caduta di ciascun suono in funzione della distanza spaziale da quello che lo precede)\, ma anche la moltiplicazione ‘minimal’… trasferendo in musica la scrittura di Nanni Balestrini. \nAlcune frasi del romanzo vengono inoltre lette durante la performance pianistica: ho ricostruito alcune stringhe di senso per… temi/motivi\, procedendo in modo esattamente inverso rispetto a ciò che avviene con la musica. Ne consegue un accattivante percorso alternato\, a metà tra “suono della parola” (senso possibile e ritrovato) e “suono dello strumento” (senso proposto\, poi frantumato)\, denso di una drammaticità nuova\, che intende – forse – recepire l’attuale istanza di SMARRIMENTO\, che ormai tutti lega e accomuna. \nGirolamo De Simone \nBrochure Tristano per Nanni Balestrini \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Carmen Gallo\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Zaffarano\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Girolamo De Simone\, Tristano per Nanni\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni
DESCRIPTION:Mille Nanni\, nostra inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri dedicati a Nanni Balestrini\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010). \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Kulturscio’k - SibylSessions
DESCRIPTION:30 giugno 2022\, ORE 20:30\n01 luglio 2022\, ORE 20:30\n03 luglio 2022\, ORE 20:30\nMuseo della Moda\nPiazzetta Mondragone 18\, Napoli \nA cura del collettivo kulturscio’k diretto da Alessia Siniscalchi \nIl collettivo franco-italiano-americano Kulturscio’k diretto da Alessia Siniscalchi interverrà il 30 giugno\, il 1° luglio e il 3 luglio alle ore 20.30 nella corte esterna del Museo della Moda\, proponendo la presentazione pubblica di Sibylsessions prima delle future tappe napoletane che avranno luogo nel Parco Archeologico di Cuma e al Museo Madre con Oreste will be back. \nSibylSessions completa la terza tappa della trilogia dedicata ai miti cominciata con Medea’s Visions e Oreste will be back già presentati al Teatro Bellini di Napoli\, alla Nuit Blanche di Parigi e alla Ménagerie de Verre. \nIl progetto multidisciplinare è scritto/interpretato da Alessia Siniscalchi\, Paul Spera\, Giovanni Ambrosio\, Paulina Mikol\, Alessandra Guazzini con musiche originali di Phil St George\, opere di Giovanni Ambrosio e tecnologia di Benjamin Sillon. \nGrazie agli interventi di diversi archeologi francesi e italiani il lavoro si trasformerà in una performance nel parco archeologico di Cuma e nell’antro della Sibilla. \nNel Museo della Moda verrà presentato il pezzo musicale Deus Ecce Deus scritto sul testo in latino dell’Eneide\, descrittivo del misterioso incontro tra Enea e la Sibilla. Il brano è composto da Phil St George e Paul Spera. Il lavoro sarà ripreso nell’antro della Sibilla a settembre. \nTEMATICHE  \nLa tragedia\, il mito\, gli oracoli\, i profeti. Un teatro dove il testo si riduce\, riassume\, distrugge\, creazioni dove suono\, effetti\, arte\, invenzioni tecnologiche radicali ed estreme diventano pretesto per raccontare i misteri irrisolvibili del presente. \nSibilla\, oracolo\, profeta? Le sibille sono figure misteriose e controverse. Le incontreremo in diversi luoghi di creazione che attraverseremo nel nostro percorso di ricerca\, interrogando e interrogandoci su passato\, presente e futuro. \nUn passato rosso/verde\, un picnic e dei film. Un futuro virtuale dove\, prigionieri di un casco tecnologico\, siamo ossessionati da noi stessi.\nUna macabra visione distopica del futuro. Tra numerosi scambi creativi multimediali e sibillini. Le domande senza risposta e le risposte da interpretare.\nIn Sibylsessions si mette in atto un’improvvisazione live e tecnologica tra passato\, presente e futuro. Noi\, oracoli contemporanei sempre connessi con i nostri telefoni alla ricerca di un’identità\, di un genere o semplicemente attenti a non far scadere la prossima deadline. \nMusica live\, arte\, fotografia\, video e tecnologia ancora una volta sono gli elementi che riuniscono questi progetti. Nei testi degli oracoli e dei profeti i vaticini di Giovanni Ambrosio ci forniscono degli slogan cinici e computerizzati sul contemporaneo. “Killing kills”\, “Il tempo sta per scadere”\, o ancora\, “il futuro comincia quando il presente non è più interessante”. \nUna collaborazione artistica che vuole creare un livello di comunicazione tra il live e il web. Il passato è un ricordo in 8 millimetri incarnato da una sibilla che si muove nello spazio preparando un picnic in rosso e una serie di video che ci fanno ritornare indietro nel tempo. \nIl presente siamo noi sibille in scena\, tra chiamate whatsapp e video in diretta\, che cerchiamo di interloquire con la nostra identità\, di creare la migliore story su instagram. Il presente cerca nel virtuale il rapporto con un’umanità che è sempre più prossima a scomparire. Il futuro ignoto piomba tra presente e passato con un’invenzione tecnologica futurista che trasmette angoscia e solitudine. \nL’ossessione dell’immagine diventa eccessiva\, quasi una prigione in un casco proiettante (inventato da Benjamin Sillon)\, che ci permette di rivederci sui muri\, sui corpi\, dappertutto. Disconnessi completamente dal resto del mondo e totalmente prigionieri della nostra stessa profezia. \nCreazione  \nCon e di Alessia Siniscalchi\, Paul Spera\, Alessandra Guazzini\, Phil St George (musica in diretta)\, Giovanni Ambrosio (pronouncements)\, Federica Clarizia (posizioni sibillline)\, Évita Ciri (Sibilla della luce)\, Maria Mazzella (video)\, Imma di lillo (fotografie)\, Roberto di Mola (negativi)\, Benjamin Sillon (tecnologia)\, Gaëtan Bros (antiprofeti)\, Didier Leglise (suono). \nSi ringrazia Ménagerie de Verre Studiolab\, Institut Français de Naples\, Institut Français Italia\, Fondazione Morra\, Museo della Moda\, kulturfactory\, Valerie Huet\, Carlo Rescigno\, Priscilla Munzi. \nÈ richiesta la prenotazione inviando una mail all’indirizzo: kultursciok@gmail.com
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SUMMARY:FIGURE DI FILO
DESCRIPTION:24 giugno 2022\nINIZIO WORKSHOP ORE 15:00\nPROIEZIONI ORE 18:00\nINIZIO CONCERTO ORE 21:00\nLa Casaforte\nPiazzetta Trinità degli Spagnoli\, 4\, Napoli \nA cura di Lola Posani (Akrida Festival)\, Giulio Nocera (La Digestion\, Phonurgia)\, La Casaforte S.B. \nPosti limitati – Ingresso su contributo – Per prenotarsi inviare una mail a figuredifilo@gmail.com \n𝐅𝐈𝐆𝐔𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐈𝐋𝐎 è una rassegna\, una pratica\, un gioco\, un desiderio\, un’idea che cerca la sua forma e la sua tessitura e che nasce dalla collaborazione fra Giulio Nocera (già fondatore de La Digestion festival)\, il festival di Sound Art AKRIDA (Lola Posani)\, lo spazio artistico La Casaforte in collaborazione con la Fondazione Morra e con il supporto dell’associazione EM-ARTS. \n𝐅𝐈𝐆𝐔𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐈𝐋𝐎 è una espressione presa in prestito dalla pensatrice Donna Haraway che\, a sua volta\, mutua l’espressione da uno dei passatempi più antichi dell’umanità (gioco della matassa\, ripiglino) per immaginare un modo nuovo di esistere e costruire narrazioni. \nCome ben spiega la Haraway\, le figure create dai fili nel gioco della matassa sono come storie\, propongono e attivano modelli complessi che i partecipanti possono occupare e abitare. \nAlcuni pensatori Navajo descrivono il gioco della matassa come un tipo di produzione di schemi utile a ripristinare la hózhó\, termine che si può tradurre imperfettamente come ”armonia”\, ”bellezza”. Ma fare figure di filo significa anche tessere relazioni inedite\, lasciar pendere fili\, proporre enigmi\, promuovere il con-divenire multispecie\, ”partecipare ad un gioco pericoloso in cui si storieggia e si mondeggia\, un gioco che ci fa restare a contatto con il problema”. \nIl gioco inaugura il 24 giugno con il primo appuntamento\, Figura 1\, che lascia pendere i primi fili presso La Casaforte\, spazio di arte e pensiero indipendente\, nato dal recupero di un Chiostro del ‘500 nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli e da sempre dedito al gioco dell’intreccio artistico e relazionale. \nFigura 1\, si articola in un’intera giornata di attività. \nIl primo filo passa per le mani di Lola Posani\, ricercatrice vocale\, curatrice indipendente e facilitatrice di Deep Listening. Il workshop proposto da Lola si pone all’intersezione tra la sua ricerca improvvisativa e il Deep Listening\, pratica creata da Pauline Oliveros\, compositrice\, improvvisatrice e performer americana\, che esplora la differenza tra la natura involontaria dell’udito e la natura volontaria e selettiva dell’ascolto. \nNella pratica\, il Deep Listening comprende pratiche corporee\, meditazioni sonore e lavoro su scores\, oltre all’ascolto consapevole dei suoni della vita quotidiana\, dei pensieri\, dell’immaginazione e dei sogni. Durante il workshop i partecipanti saranno invitati a indagare il proprio soundscape interiore e a esplorare la realtà acustica che li circonda. \nSi continua alle 18 con la proiezione del cortometraggio STRATI di Ludovica Battista\, architetta\, scrittrice e ricercatrice indipendente con una prospettiva transdisciplinare. Il lavoro di Ludovica esplora la condizione territoriale attuale\, la carne viva interspecie del mondo\, con particolare attenzione al rischio\, alla distruzione e all’invisibilità come materie politiche e poetiche. STRATI è il risultato visivo di una lunga ricerca sull’agglomerato urbano vesuviano\, terra al limite della distruzione; eppure\, intimamente spinta alla sopravvivenza. La colonna sonora del film è stata realizzata da Giulio Nocera\, compositore napoletano. \nDurante gli stessi orari sarà possibile visitare 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗘𝗦𝗧𝗔 – precettare il tempo installazione a cura di 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐍𝐢𝐦𝐛𝐮𝐬.  Nell’installazione le braccia incrociate a formare una catena ininterrotta\, avvinte per le mani\, porgendo la destra alla compagna che sta dietro e la sinistra a quella posta davanti\, danno vita a un movimento\, una danza circolare perpetua: è il “rito contro la tempesta ” che si ascrive come una “precettazione del tempo”\, una richiesta di osservare un ordine superiore e divino rivolto agli elementi naturali che lo minacciano\, in cui le azioni e gli animi della comunità sono riuniti per scongiurarne il pericolo.  Alle 19.30 seguirà un’occasione di presentazione di entrambi i progetti e di confronto tra le autrici e il pubblico. \nL’ultimo appuntamento della giornata\, alle 21\, sarà la presentazione della prima italiana del nuovo progetto in solo 13 visions della violinista belga Clara Levy. \nI suoi progetti musicali attuali sono ispirati all’erosione\, alla lentezza\, al microscopico e a un medioevo immaginario. Il progetto “13 visioni” è l’incontro immaginario tra due compositrici la cui estetica musicale condivide molti tratti comuni\, nonostante i secoli che le separano: Ildegarda Di Bingen e Pauline Oliveros. Le loro rispettive visioni si confrontano così in un ciclo di tredici brani per violino solo. A metà strada tra composizione\, arrangiamento e citazione\, il punto di partenza di questo progetto è la partitura del testo “13 changes” di Pauline Oliveros: si tratta di tredici istruzioni poetiche\, ispirate a eventi terreni o cosmici. Il presente progetto conserva la struttura voluta da Pauline Oliveros\, mentre le sue istruzioni determinano l’universo sonoro di ogni brano attraverso varie tecniche esecutive e preparazioni dello strumento. I canti di Ildegarda di Bingen appaiono “in ombra”: il violino\, nel ruolo di bordone\, propone una sobria armonizzazione delle melodie scelte.
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SUMMARY:Maurizio Elettrico - Convivium eternum
DESCRIPTION:24 giugno 2022\nSTART 12.00\nIpogeo dei Cristallini\nVia dei Cristallini 133\, Napoli \nA cura di Marta Wróblewska \nApre al pubblico dall’1 luglio 2022 l’Ipogeo dei Cristallini nel cuore del Rione Sanità di Napoli\, una testimonianza rara e incredibile di pittura ed architettura ellenistica che rappresenta un unicum di storia\, archeologia\, miti e colori. L’Ipogeo dei Cristallini si apre anche a molteplici forme d’arte e di cultura contemporanee\, ripensando l’identità del luogo e proponendo nuovi scenari\, con una programmazione di attività a lungo termine\, a cura di Marta Wróblewska. Durante la giornata inaugurale di presentazione alla stampa del 24 giugno l’Ipogeo dei Cristallini festeggia l’apertura insieme alle opere di due artisti napoletani. In collaborazione con la Fondazione Morra\, si presenta Convivium eternum di Maurizio Elettrico\, un’installazione esposta nel cortile e dedicata al quartiere\, pensata per il giorno di inaugurazione\, che si potrà ammirare anche successivamente attraverso i social e il sito web dell’Ipogeo dei Cristallini. Fino al 30 settembre 2022 sarà allestita l’opera Sidus Terrae (Stella della Terra) di Christian Leperino. Entrambi i lavori rivelano il dialogo tra arte antica e contemporanea\, tra la memoria del passato e del presente\, per una continua riscoperta attraverso l’arte. \nOgni storia ha un inizio. Aprendo gli spazi dell’Ipogeo dei Cristallini al pubblico\, intendiamo anche ripensare l’identità del luogo e proporre nuovi scenari. Perché questo avvenga\, ci appelliamo alle arti contemporanee\, che\, più di ogni altro linguaggio\, possono esprimere e mettere in relazione idee emerse migliaia di anni fa e trasformarle in nuove categorie. Abbiamo inoltre il desiderio di essere polifonici: per questa ragione inauguriamo la nostra attività con un’istallazione di Maurizio Elettrico\, artista napoletano che conduce una ricerca di tipo multidisciplinare. \nLe antiche storie dell’Ipogeo dei Cristallini\, finora indecifrate\, in qualche modo sepolte e per lo più anonime\, si incontrano con scenari visionari per le future generazioni nel banchetto fanciullesco di Elettrico\, che assume la forma di un caleidoscopico intreccio di trame\, simboli\, fantasie e realtà. Mangiare e bere allo stesso tavolo durante una raffinata cerimonia simboleggia l’affermazione di una vita piena di odori\, sapori\, colori\, ma consiste anche in un gesto di solidarietà nel passaggio e rinascita. Accettando l’invito a questo banchetto soprannaturale\, in cui il cibo diventa arte e l’arte si trasforma in cibo\, siamo invitati a entrare in un gioco di immaginazione e creatività. L’artista ci trasporta all’interno di un ciclo cosmico che permette una continua rinascita attraverso l’arte. “Così la potenza della natura e l’onnipotenza del soprannaturale trovano continui eredi nella linea temporale che dai misteri del lontano passato\, i teoi evocati nei sacri banchetti funebri\, giunge alle speranze e alle paure per il futuro”. Maurizio Elettrico \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:CALL Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue – Melpignano (LE)
DESCRIPTION:CALL PER MASTERCLASS\nIscrizioni aperte dal 28 febbraio al 2 giugno 2022 \n20 giugno – 2 luglio 2022\nEx Convento degli Agostiniani\nViale Michele de Pietro 10\, Lecce \nMasterclass internazionale residenziale sulla relazione suono – corpo\, dall’Edipo Re di Hermann Nitsch \ncondotta da Andrea Cramarossa \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re” di Hermann Nitsch* per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità. \nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico. \nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nLa Masterclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà:\nda Lunedì 20 Giugno a Sabato 2 Luglio (con pausa Domenica 26 Giugno)\nOrari: da concordare\nProposta/ipotesi: dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19 \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Melpignano (LE) presso: \nEx Convento degli Agostiniani \n_____________________ \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 28 febbraio al 2 giugno 2022. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 10 aprile 2022. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n20 aprile 2022 (per le candidature pervenute entro il 10 aprile)\n12 giugno 2022 (per le candidature pervenute dopo il 10 aprile)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni. \nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti.\nSono disponibili degli alloggi convenzionati. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \nPer maggiori informazioni: \nOfficine Theatrikés Salento Ellàda – Cell.: 388 1814359 – officinetse@gmail.com\nTeatro delle Bambole – Cell.: 347 3003359 – info@teatrodellebambole.it \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE è organizzata da OTSE – Officine Theatrikés Salento Ellàda e Teatro delle Bambole\, in collaborazione con Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Casa del Contemporaneo\, con il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Puglia e Comune di Melpignano. \n* Hermann Nitsch\, EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964\, Edizioni Morra\, Napoli\, 2001.
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 22nd Edition
DESCRIPTION:16 – 18 giugno 2022\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIndependent Film Show 22 edition\, tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS e Fondazione Morra\, in collaborazione con Goethe-Institut Neapel\, si arricchisce con un segmento immersivo ed educativo programmando la lezione Photographic darkroom works di Telemach Wiesinger (Museo Hermann Nitsch 16.06 ore 18:30) e con il Centro di Fotografia Indipendente i workshops Phytography di Karel Doing (Vigna San Martino 17.06 ore 11:00) e Neither Black nor White: simple tinting and toning in 16mm di Richard Tuohy e Dianna Barrie (Centro di Fotografia Indipendente 19.06 ore 10:30). \nIl ‘qui-e-ora’ dell’Independent Film Show testimonia l’appagamento di una passione – l’indagine del experimental film\, e la condivisione delle osservazioni che ne scaturiscono. Al di là degli specifici sistemi e convenzioni\, questa forma d’arte è autonoma – ogni film-maker adopera la propria genialità creativa sperimentando metodi e abilità spesso artigianalmente – e concede un’esperienza percettiva inusuale: l’immersione nella sostanza del fotogramma attraverso un incontro tra partecipante e film-maker\, incluse le macchine di proiezione come strumenti insostituibili. Il substrato di celluloide non è semplicemente il vettore di immagini fotografiche ma un territorio di immaginazione e innovazione. \nIndependent Film Show emerge come rifugio rivelatore per cinefili\, dove si condivide l’amore per il film sperimentale e per le estreme esperienze audio-visive e si stabilisce una relazione reciproca. Non è soltanto osservare film e video\, ma è anche intrinsecamente un modo per parlare e poi diffondere i discorsi. La certezza di molteplici visioni alternative riaffiora in questi nuovi contesti\, resistenti al consumo capitalistico e alla ricerca di una rivisitazione della società\, magari iniziando a comprendere la diversità come incontro con un organismo altro. \ngiovedì 16 giugno 2022 \n«ON N’ENCHAÎNE PAS LES VOLCANS» Selezione di films di JASMINE CLOTILDE PISAPIA \nNel suo saggio «On n’enchaîne pas les volcans» (Non si incatenano i vulcani)\, la poetessa e saggista Annie Le Brun evoca come motivo filosofico cruciale il fascino del Marchese de Sade per i vulcani. “Mai prima”\, lei ci dice\, “il sentimento di catastrofe era stato così splendidamente formulato\, anche nelle sue implicazioni erotiche\, attraverso questa grandiosa polarità: tra il desiderio e le forze della natura”. I vulcani non appaiono semplicemente come immagini o idee. Le loro forme emergono dai movimenti della materia e dalle profondità dell’immaginazione. Infatti\, uno dei personaggi di Sade – il famoso chimico Almani – si soffermava con ammirazione davanti alla cornice dell’Etna mentre espelleva le sue fiamme: “Ho desiderato essere questo famoso volcano”. Se i vulcani sono posseduti dall’energia tellurica ardente\, possiedono anche organismi e menti. Forniscono esplosioni scabrose\, risonanze scatologiche: la loro calamità è scandalosa. I films in questo programma esplorano le molteplici sfaccettature di queste terrificanti eruzioni sensuali. A volte\, la cinepresa cattura l’evento spettacolare. In altri momenti\, le immagini fremono per la tensione dell’aspettativa\, della devozione\, della latenza\, del silenzio\, e del rischio di annientamento. Quali sono le relazioni di queste immagini con il mondo sensibile? La realtà delle crisi contemporanee che cosa ha derubato del nostro potenziale immaginativo\, della nostra capacità di inventare prospettive stravolte? \nCon la generosa collaborazione di Emmanuel Lefrant\, André Habib\, Pierre-Luc Vaillancourt e l’Institut pour la Coordination et la Propagation des Cinémas Exploratoires/ICPCE \nTHOMAS BARTELS Films 35mm selezionati presentati da Telemach Wiesinger (proiezione digitale) \nThomas Bartels è un artista e film-maker tedesco. Le sue opere coinvolgono spesso la meccanica dinamica e l’artigianato. I suoi films in pellicola analogica 35mm sono creati al proprio tavolo dei trucchetti e laboratorio filmico. \nTelemach Wiesinger presenta tre films del suo collega artista\, tra cui una sorpresa frutto della loro collaborazione. \nThomas Bartels unisce due espressioni artistiche generalmente separate: il film e la scultura. Gli oggetti cinetici diventano attori nei suoi film e i film sono parte integrante delle sue sculture. Sì\, gli oggetti stessi vengono ripresi nei propri movimenti costanti\, con i propri cambiamenti di luce e ombra: sono ‘sculture cinematografiche’. La misteriosa poesia della loro meccanica e le strutture chiaramente composte di luce e ombra si trasformano in un’immagine autoironica del tempo che passa\, un riflesso dei nostri ricordi e delle nostre possibilità (Anne Mueller della Haegen). \nTELEMACH WIESINGER e il suo FILM POEM TOUR dal vivo in Italia \nTelemach Wiesinger è un narratore\, la cinepresa e i proiettori sono i suoi strumenti. Le sue opere filmiche sono allo stesso tempo poemi visivi\, diari di viaggio e studi antropologici. Le immagini delle sue sequenze montate in modo associativo e ritmico\, raccolte su pellicola 16mm\, creano un affascinante caleidoscopio dell’Europa. Si scoprono dei luoghi che soltanto lo sguardo filmico può svelare. “Nero su bianco” magistralmente progettato con strumenti filmici analogici\, FILM POEM dà nuova vita alle cose. Il positivo incontra il negativo\, le fluide proiezioni multiple mostrano delle immagini in dialogo. Piccole scene improvvisate in pantomima\, caratterizzate da un affettuoso umorismo\, suscitano ulteriori associazioni. Con la sua attrezzatura composta da diversi proiettori\, Telemach Wiesinger offre una performance dal vivo piena di sorprese\, caratterizzata dalla gioia per la sperimentazione. Invece dell’anonima e sempre uguale riproduzione di un’immagine-suono preservata\, le performances di Expanded Cinema creano un incontro vivace tra artista e pubblico\, incluse le parole durante il cambio di bobina. Con il suo FILM POEM TOUR Telemach Wiesinger è in giro per i festival cinematografici internazionali\, nei musei o nelle gallerie d’arte e anche in luoghi speciali ‘all’aperto’ ed eccellenti cinema d’essai. Sempre nuovo e sempre diverso: Manege frei für Illusionen! Clear the ring for illusions! Campo libero alle Illusioni! \nvenerdì 17 giugno 2022 \nTHE CITY BRIDGES ARE OPEN AGAIN Films recenti di MASHA GODOVANNAYA \nNei films sperimentali di Masha Godovannaya l’intimità è associata a un fervore attivista\, mentre al livello del montaggio e della gestualità un’ironia ben mirata lascia comunque spazio a un’empatia senza compromessi verso il piccolo e il vulnerabile. La visione straordinariamente personale di Masha evidenzia la posizione strutturale e politica delle immagini sensuali e rivela l’assurdità e il maschilismo nell’autorappresentazione delle ideologie politiche. La sua metodologia femminista\, queer e decoloniale non è soltanto un’idea che permea il lavoro della film-maker\, ma un metodo che costituisce la base per il montaggio di materiali eterogenei\, dai frammenti di film e video trovati al proprio materiale e ai films di altr* film-makers che sono stati reinterpretati attraverso l’editing. La deframmentazione\, la stratificazione\, la dispersione e la separazione analitica delle immagini\, così come la collaborazione collettiva con altr* artist* comprendono una strategia queer in cui “decolonizzare la visione significa cambiare l’intero ordine delle cose”. Questo approccio al cinema si intreccia con la pratica del vivere ed è aperto alla collettività e alla trasformazione (Katerina Beloglazova). \nBIOSCOPIO BIOSFERA di KAREL DOING \nLe invenzioni tecnologiche che hanno reso possibile il cinema assumono diversi nomi fantasiosi come Fantascope\, Mimoscope\, Omniscope e Tachyscope. Questi dispositivi sono ora relegati nei musei e nelle collezioni private\, incluso il dispositivo di visualizzazione portatile chiamato Bioscope. Il termine bioscopio è sopravvissuto come nome della sala cinematografica\, un luogo dove la vita viene ricreata davanti agli occhi di un pubblico incantato. Questo nuovo modo di ‘vedere la vita’ è un affare molto umano\, strettamente correlato alla crescita delle città\, dei trasporti e della meccanizzazione. Nel presente\, la famigerata era dell’emergenza climatica ed estinzione delle specie\, il termine bioscopio appare sempre più sinistro. Dov’è effettivamente la vitalità che questo spazio dovrebbe presentare? È ancora possibile mostrare la vita per mezzo della tecnologia? Questo programma si occupa degli aspetti della vita che raramente vengono presentati come significativi nel contesto del cinema: piante\, funghi\, microbi e alghe. Oltre a queste creature di grande impatto e spesso trascurate\, sullo schermo compaiono anche alcuni animali più conosciuti come creatori di una strana forma musicale. Idealmente\, una tale attenzione al di là dell’umano rivitalizza anche i partecipanti umani a questa grande tragedia\, riunendo le persone per apprezzare più pienamente la propria inclusione nella biosfera. \nsabato 18 giugno 2022 \nIT GOES WITHOUT SAYING di GREG POPE \nIt Goes Without Saying è una performance filmica/sonora basata sul testo/poema con lo stesso titolo. Le immagini a colori e in bianco+nero sono sovrapposte da due proiettori 16mm. \n…Ho sempre pensato che fosse incredibilmente eccitante e proficuo guardare indietro per andare avanti. Fin dall’inizio del mio interesse per l’immagine in movimento\, mi sono immerso nel lavoro dei primi pionieri\, in particolare Méliès e i suoi contemporanei – che sembravano trovare un legame naturale (in cui credo anch’io) tra il cinema e l’alchimia\, l’occulto\, il magico l’allucinazione e il trucchetto. Ho anche iniziato a guardare oltre le tecnologie pre-cinematografiche\, i metodi della lanterna magica per creare movimento e anche i pupazzi d’ombra giavanesi\, che erano integrati in gran parte del mio lavoro con Loophole Cinema negli anni ‘90 – e ancora oggi costituiscono una pietra miliare di ciò che creo. Nella corsa cieca verso un’utopia digitale\, c’è ancora una quantità incredibile di territorio inesplorato lasciato alle spalle\, e questo è il paesaggio in cui mi piace vagare e meravigliarmi (Greg Pope). \nHAND AND MACHINE Films 16mm fatti a mano di RICHARD TUOHY e DIANNA BARRIE \nIl cinema è considerato la prima arte inevitabilmente meccanica. Ma in questa epoca post-meccanica\, l’apparato tradizionale del cinema è stato troppo rapidamente considerato obsoleto e primitivo. Tuttavia\, il passaggio dei macchinari industriali agli utilizzatori antindustriali rappresenta una delle principali opportunità creative per rivalutare e reinterpretare la nostra stessa natura trasformata dall’era delle macchine. Nell’epoca post-meccanica\, il lato umano della macchina può esser reso evidente. Nell’epoca post-meccanica\, il ‘fatto a macchina’ è il nuovo artigianato. Questo programma presenta cinque recenti opere filmiche dei cine-sperimentatori DIY australiani Richard Tuohy e Dianna Barrie che esplorano l’apparato primitivo del cinema e la relazione tra mano e macchina. \nProgramma \nLe schede dei films\, dei video e delle expanded cinema performances sono visibili su www.em-arts.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Karel Doing\, Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano
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SUMMARY:Presentazione libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa
DESCRIPTION:30 maggio 2022\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nPresentazione in anteprima nazionale del libro \nPresentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa \ndi Aldo Tagliaferri\na cura di Gian Paolo Renello \nLunedì 30 maggio alle ore 18:00 si terrà in anteprima nazionale la presentazione del libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, a cura di Gian Paolo Renello\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022. \nInterverranno il curatore Gian Paolo Renello e Giancarlo Alfano\, Docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli. \nIl volume raccoglie per la prima volta tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati da Aldo Tagliaferri a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana\, Aldo Tagliaferri\, uno dei massimi critici viventi\, pubblica forse il suo libro più importante\, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria\, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento\, italiano e internazionale. Il volume\, curato da Gian Paolo Renello\, si compone di sedici saggi\, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro\, a cura di Giuseppe Sterparelli e Gian Paolo Renello) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti\, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico “Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata)\, i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato)\, come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi (sempre per Argolibri\, nel 2021\, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa\, a cura di Bianca Battilocchi). \n«Quando in alcune storie o antologie della poesia italiana alla cancellazione si è sostituita una annessione frettolosa\, la pezza è risultata spesso più molesta del vuoto cui si intendeva rimediare perché faceva risaltare la natura piattamente storicistica e acritica di prontuari cui i curatori\, ritardatari cronici\, desiderano soprattutto mostrarsi à la page. L’obiettiva difficoltà con la quale deve fare i conti un lettore alle prese con un opus disperso in tante pubblicazioni apparse in tiratura limitata\, e per lo più alla macchia\, è stata aggirata nel modo più efficace e convincente dai poeti che\, nonostante l’alto tasso di conflittualità riscontrabile tra di loro\, nei testi a loro disposizione hanno trovato pane per i loro denti. Ciò non avvenne con Montale\, forse annebbiato dalla hybris cui sono esposti i vincitori di un premio Nobel\, né con Sanguineti\, avviato a riproporre un improbabile connubio tra avanguardismo artistico e marxismo-leninismo\, ma cosi accadde\, per esempio\, con Adriano Spatola nel 1975\, con Giovanni Raboni nel 1989\, con Lello Voce nel 1994 e con Andrea Zanzotto nel 1998. Zanzotto\, che meglio di chiunque altro aveva seguito per anni le vicende della poesia villiana\, intorno alla quale aveva maturato salde convinzioni\, rispondendo nel 2006 al mio invio di una copia di Niger mundus commentava “Peccato che simili gioielli siano tagliati fuori dalla grande distribuzione. Comunque Villa più scompare più è presente…” (i puntini di sospensione sono di Zanzotto)». \n(Da A. Tagliaferri\, “Prolegomeni villiani”\, in “Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa”\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022) \nEmilio Villa (Affori\, 21 settembre 1914 – Rieti\, 14 gennaio 2003). Artista\, poeta\, saggista e biblista\, Villa si interessa di poesia lineare\, concreto-visuale\, sonoro-fonica e di arte; è considerato un precursore della neoavanguardia e uno dei massimi poeti del ‘900. Entra in contatto con Matta\, Duchamp\, Rothko e collabora con artisti italiani come Burri\, Novelli\, Turcato e Schifano. Negli anni cinquanta sperimenta una scrittura matrice del plurilinguismo\, dove si compenetrano il francese\, l’inglese\, il provenzale\, il latino\, il greco\, le lingue semitiche e i dialetti lombardi. Allergico alla lingua ‘Ytalyana’ (ritenuta di schiavitù)\, cerca di far interagire le lingue morte con quelle vive in virtù di una profonda conoscenza etimologica. Collabora a diverse riviste di arte e letteratura\, tra cui “Meridiano”\, “Letteratura”\, “Malebolge”\, “Documento Sud”\, oltre a fondare due importantissime riviste quali “Ex” e “Appia Antica”. Pubblica numerosi libri e libricini d’arte poetica in tirature limitate presso piccoli editori e gallerie\, mentre la raccolta di scritti sull’arte Attributi dell’arte odierna 1947-1967 sarà pubblicata da Feltrinelli nel 1970. Del 2014 la pubblicazione postuma e tuttora incompleta\, a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, de L’opera poetica per L’Orma editore. Presso le Edizioni Morra ha pubblicato i seguenti volumi: Comizio millenovecentocinquanta3 (1978)\, Sì\, Ma Lentamente (1997)\, Baptêmes (1997)\, Le Mura di Tebe (2000)\, Scritti Napoletani (2003)\, Mondo Nero – Niger Mundus (2005). \nAldo Tagliaferri ha pubblicato Beckett e l’iperdeterminazione letteraria (Feltrinelli\, 1977)\, L’estetica dell’oggettivo (Feltrinelli\, 1968)\, L’invenzione della tradizione (Spirali 1985)\, Il Taoismo (Newton&Compton\, 1996)\, La via dell’impossibile. Le prose brevi di Beckett (Edup\, 2006)\, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Mimesis\, 2016). Ha curato l’edizione delle Lettere di Ezra Pound (Feltrinelli\, 1980) e della Trilogia di Samuel Beckett (Einaudi\, 1996). Con Giorgio Barbaglia ha pubblicato Uno e due. Indagini sul teatro dell’onnipotenza (Sipiel\, 1998). Per le Edizioni Morra ha pubblicato POST SCRIPTUM nel centenario della nascita di Emilio Villa (2014). Con Chiara Portesine Emilio Villa e i suoi tempi. Finestre per la monade (Mimesis\, 2016). \nGian Paolo Renello ha pubblicato con Gayle Ridinger Italian Poetry 1950-1990 (Dante University Press\, 1996)\, ha curato il volume Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola\, l’immagine (DeriveApprodi\, Roma\, 2007) e ha pubblicato Machinae. Studi sulla poetica di Nanni Balestrini (CLUEB\, Bologna\, 2010).
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SUMMARY:Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue - Evento conclusivo
DESCRIPTION:21 maggio 2022\, ore 21.00\n22 maggio 2022\, ore 18.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nEvento conclusivo della Masterclass sulla relazione suono – corpo “EDIPO. CORPO DI SANGUE”\n \ncondotta da Andrea Cramarossa \nda “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964”\n(Edizioni Morra\, Napoli\, 2001) di Hermann Nitsch \nSi svolge presso il Museo Hermann Nitsch di Napoli la restituzione al pubblico della Masterclass sulla relazione suono – corpo EDIPO. CORPO DI SANGUE. condotta da Andrea Cramarossa. Il lavoro\, sviluppato a partire da “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964” di Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2001)\, prevede una doppia apertura al pubblico per Sabato 21 maggio (alle ore 21.00) e Domenica 22 maggio (ore 18.00) presso la sede del Museo in Vico Lungo Pontecorvo 29/d.  \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.  È il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nLa Masterclass è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nL’ingresso è gratuito con prenotazione inviando una mail a: info@museonitsch.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:JOHN CAGE E SHOZO SHIMAMOTO. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo.
DESCRIPTION:29 aprile 2022\nSTART ORE 18:30\nCIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea\nVia del Campanile 13\, Foligno \nEvento conclusivo della mostra “SHOZO SHIMAMOTO / GRANDI OPERE” \n\nMarco Scolastra (pianoforte)\nItalo Tomassoni (voce narrante) \nJohn Cage e Shozo Shimamoto. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo. è l’evento con cui\, al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno\, si conclude il progetto espositivo “SHOZO SHIMAMOTO / GRANDI OPERE” di Fondazione Morra di Napoli\, a cura di Italo Tomassoni. \nL’attenta retrospettiva ha ripercorso le esperienze dell’artista giapponese dagli anni d’esordio alle performance realizzate in Italia nei primi anni del XXI secolo\, facendo emergere i numerosi intrecci fra la cultura d’appartenenza e le contemporanee ricerche artistiche negli Stati Uniti d’America. \nLa portata rivoluzionaria delle sperimentazioni Gutai interessa le più rilevanti personalità occidentali del tempo; nel 1957 Michel Tapié si dirige verso il Giappone\, nel 1960 giungono Peggy Guggenheim e John Cage\, il quale tornerà nel 1962 in compagnia di Clement Greenberg\, Jasper Johns e Robert Rauschenberg per visitare l’Osaka Art Gallery\, dove si concentrano le forze creative del gruppo Gutai. \nNella totale assenza di regole e categorie\, le composizioni musicali Gutai emancipano l’elemento della casualità: Shimamoto\, nei contributi per il “Gutai Journal”\, chiarisce il suo rifiuto per la linearità della composizione. Come testimoniano alcune produzioni audio\, oggi conservate al Centre Pompidou di Parigi e all’Ashiya City Museum of Art and History\, protagonista delle sue composizioni musicali è la tonalità\, l’essenza materica del suono a discapito di una combinazione armonica degli elementi compositivi. Non casualmente\, nel 1966 Allan Kaprow definisce Shimamoto il “pioniere dell’happening”. \nA unire le ricerche artistiche di Shimamoto e Cage sono la sperimentazione performativa\, la volontà di terremotare qualunque categoria\, l’abbandono dei codici espressivi tradizionali e l’interesse per l’elemento della casualità\, dell’imprevisto. Entrambi gli artisti attivano un contesto d’azione che supera i limiti della notazione convenzionale (Cage) e del confine spaziale della tela (Shimamoto)\, attivando momenti di partecipazione collettiva e collaborativa con il pubblico. Presenza\, fisicità e nuova organizzazione degli spazi temporali: è in questi tre aspetti che si intrecciano le ricerche condotte da Shimamoto e Cage. \nAll’interno delle sale del museo\, in dialogo con le opere della mostra\, John Cage e Shozo Shimamoto. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo. è dunque un’arena d’azione entro cui il pianista Marco Scolastra esegue dieci testi di John Cage\, La Monte Young ed Erik Satie\, intervallati da interventi di Italo Tomassoni. Un omaggio a due grandi voci della sperimentazione del XX secolo\, una manifestazione performativa che mira a tracciarne le coincidenze tecniche. \nL’evento è integralmente sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. \nProgramma: \nERIK SATIE Gnossienne n.1; Vexations \nJOHN CAGE A Room; Ophelia; In a Landscape; Suite for Toy Piano (n.2); Seven Haiku \nLA MONTE YOUNG\nComposition 1960 #7 \nJOHN CAGE\n4’ 33’’; Bacchanale \nMarco Scolastra è pianista italiano e direttore artistico di AdM – Amici della Musica di Foligno. Diplomato al Conservatorio di Perugia sotto la guida del M° Franco Fabiani\, si è perfezionato con Aldo Ciccolini\, Lya De Barberiis\, Paul Badura-Skoda\, Joaquin Achúcarro e Katia Labèque. Ha suonato per le principali istituzioni musicali italiane e straniere in prestigiose sedi\, tra cui Auditorium Parco della Musica e Teatro dell’Opera di Roma; Teatro Regio di Parma; Auditorium dell’Orchestra “G. Verdi” di Milano; Teatro La Fenice di Venezia; Conservatorio “P. I. Čajkovskij” di Mosca; Tonhalle di Zurigo; Konzerthaus di Berna; Musikverein di Vienna. \nItalo Tomassoni è critico d’arte e curatore italiano\, direttore artistico del CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno dal 2009. Membro dell’AICA fin dal 1964\, ha collaborato con diverse testate giornalistiche\, tra cui “La Fiera Letteraria”\, “Avanti!”\, “Vogue”\, “Momento Sera”\, “Flash Art”\, e “Segno”. Negli anni ’70 ha lavorato con Alberto Burri alla costituzione della Fondazione Burri\, di cui è stato consigliere di amministrazione e membro del comitato scientifico. Nel 1999\, con il direttore Harald Szeemann\, ha curato per la 48ª Biennale di Venezia la retrospettiva dedicata a Gino De Dominicis. Nello stesso anno fonda l’Archivio Gino De Dominicis. Tra le mostre proposte sotto la sua direzione al CIAC ricordiamo: Spazio\, Tempo\, Immagine (2009); Calamitati da Gino\, con Giacinto Di Pietrantonio (2012); Vincenzo Agnetti\, con Bruno Corà\, (2012); Julian Schnabel e Carlo Maria Mariani (2013); Hermann Nitsch. O.M.T. Colore dal Rito (2017); Shozo Shimamoto. Grandi Opere (2021).
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SUMMARY:Fondazione Morra su Google Arts & Culture
DESCRIPTION:Fondazione Morra insieme a Google Arts & Culture porta online la sua Collezione e Archivio di Eventi  \nDisponibili su Google Arts & Culture opere della Collezione Morra ed eventi realizzati dalla Fondazione Morra di Napoli  \nFondazione Morra entra a far parte di Google Arts & Culture\, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online\, con un Archivio digitale di eventi promossi dalla Fondazione Morra\, nelle sue sedi di Casa Morra\, Museo Hermann Nitsch\, Associazione Shozo Shimamoto e Vigna San Martino. \nIL PROGETTO \nLa Fondazione Morra nasce con lo scopo di promuovere e organizzare la ricerca\, la realizzazione e la divulgazione della cultura delle comunicazioni visive\, richiamando con forza le finalità sociali che vedono nella promozione culturale l’orizzonte di senso da seguire per rivalutare le aree a forte degrado sociale. \nIstituita nel 1992 come Fondazione Morra – Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive\, è oggi un attivo centro culturale con sede a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, nel Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona\, che accoglie parte dell’ampia collezione\, presentata annualmente secondo nuovi allestimenti e combinazioni\, riproposizioni e dialoghi che seguono la direttiva del progetto Il Gioco dell’Oca. 100 anni di mostre\, pianificato da Giuseppe Morra a partire dal 2016\, anno di inaugurazione del nuovo spazio. \nL’attività quotidiana della Fondazione Morra trova nella documentazione d’archivio il suo riscontro formale e pertanto i suoi Archivi\, che raccolgono materiale sulla produzione artistica e culturale contemporanea nazionale e internazionale a partire dal 1969\, sono stati ritenuti nel 2019 dal Ministero dei Beni e delle attività culturali – Soprintendenza archivistica di interesse storico particolarmente importante\, e sottoposti a disciplina del d.lgs. 22 gennaio 2004\, n. 42 e successive modificazioni. \nPerseguendo le stesse finalità\, Casa Morra diventa anche sede degli Archivi Mario Franco\, che comprendono la Biblioteca-Mediateca del regista napoletano con libri\, cataloghi e film collezionati in circa 50 anni di attività. Volumi di Storia e Critica cinematografica\, saggistica sulla comunicazione mediale e sociologica\, filosofia\, psicoanalisi\, teatro\, fotografia\, classici della letteratura italiana e straniera. Una sezione molto ampia dedicata ai documentari e al cinema sperimentale\, dalle avanguardie tedesche francesi e russe degli anni ’20 del XX secolo fino alle sperimentazioni dell’underground americano e alle realizzazioni digitali contemporanee. \nCon lo stesso intento di essere luogo di raccolta e di esposizione di lavori\, ma anche un Centro di Documentazione\, ricerca e formazione\, viene inaugurato nel 2008 il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, dedicato al grande artista austriaco con cui Giuseppe Morra intraprende una stretta collaborazione già a partire dagli anni ’70. \nCasa Morra\, Museo Hermann Nitsch – con la sua Biblioteca per le Arti Contemporanee – e l’Associazione Shozo Shimamoto – fondata nel 2007\, ma inaugurata più di recente\, nel 2017 a Palazzo Spinelli di Tarsia – costituiscono i principali tasselli del progetto Il Quartiere dell’arte\, che tende alla riqualificazione sociale di un’intera area a ridosso del centro storico di Napoli. \nALCUNE INFORMAZIONI SULLA COLLEZIONE DIGITALE:  \nSu Google Arts & Culture il visitatore potrà esplorare tra le numerose opere della collezione: un attraversamento nella storia dell’arte contemporanea e nei fondamentali movimenti come Gutai\, Happening\, Fluxus\, Azionismo Viennese\, Living Theatre\, Poesia Visiva sino alle ricerche più avanzate italiane e straniere. Comprende lavori di: Marina Abramović\, Nanni Balestrini\, Julian Beck\, George Brecht\, John Cage\, Ugo Carrega\, LUCA/Luigi Castellano\, Henri Chopin\, Giuseppe Desiato\, Marcel Duchamp\, Maurizio Elettrico\, Heinz Gappmayr\, Al Hansen\, Geoffrey Hendricks\, Dick Higgins\, Allan Kaprow\, Urs Lüthi\, Stelio Maria Martini\, Charlotte Moorman\, Eugenio Miccini\, Hermann Nitsch\, Nam June Paik\, Giulio Paolini\, Luca Maria Patella\, Lamberto Pignotti\, Vettor Pisani\, Paul Renner\, Gerhard Rühm\, Shozo Shimamoto\, Rudolf Schwarzkogler\, Daniel Spoerri\, Arrigo Lora Totino\, Bob Watts\, Jean-Jacques Lebel\, Dieter Roth\, Oswald Wiener\, Giuseppe Zevola. \nI contenuti sono divisi all’interno della piattaforma in storie che ripercorrono il percorso della Fondazione Morra\, a partire dai primi eventi realizzati presso lo Studio Morra\, per approfondire poi le sedi del Museo Hermann Nitsch – di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, dell’Associazione Shozo Shimamoto e della Vigna San Martino. \nGoogle Arts & Culture \nGoogle Arts & Culture è la piattaforma di Google che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte\, i manufatti e molto altro tra oltre 2000 musei\, archivi e organizzazioni da 80 paesi che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per condividere online le loro collezioni e le loro storie. Disponibile sul Web da laptop e dispositivi mobili\, o tramite l’app per iOS e Android\, la piattaforma è pensata come un luogo in cui esplorare e assaporare l’arte e la cultura online. Google Arts & Culture è una creazione del Google Cultural Institute.
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