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SUMMARY:Mille Nanni - Omaggio a Nanni Balestrini
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nMa noi facciamone un’altra s’intitola il secondo libro organico di poesia di Nanni Balestrini (1935-2019)\, pubblicato in una data-simbolo come il 1968. Il titolo cita uno dei suoi maestri ideali\, Bertolt Brecht\, ma evoca anche\, idealmente\, la capacità mercuriale che aveva Balestrini di passare dall’uno all’altro dei mille piani che componevano la sua polimorfa personalità di artista e scrittore\, attivista politico e organizzatore di cultura. Alla figura di Balestrini\, suo amico e tante volte ospite e complice\, Peppe Morra ha dedicato una delle sale permanenti dello spazio espositivo di Casa Morra\, e ha ideato un ricordo che i primi giorni di luglio (in occasione della data di nascita di Nanni\, il 2 luglio appunto) vedrà coinvolti storici compagni di viaggio e più giovani amici e collaboratori: i quali si avvicenderanno con omaggi in forma di performance poetiche e musicali\, letture e interpretazioni\, tavole rotonde di approfondimento interdisciplinare e seminari specialistici.  \nPerché sono mille\, davvero\, i migliori Nanni della nostra vita: come Mille piani s’intitolò\, nel 1980\, la summa di quello che Balestrini considerava il maggior pensatore del suo tempo\, Gilles Deleuze\, e di uno psicoanalista controverso\, Félix Guattari\, che fu suo amico e sodale durante l’esilio comminatogli in Francia\, fra il ’79 e l’84\, sulla base di un teorema giudiziario poi smentito. C’è lo scrittore\, pioniere nel Sessanta della scrittura combinatoria su base cibernetica\, e c’è l’artista visivo che applica alle immagini la medesima disciplina decenni dopo (con il capolavoro Tristanoil\, «il film più lungo del mondo» che\, dopo l’esposizione a DOCUMENTA nel 2012\, proprio alla Fondazione Morra è collocato in via permanente); c’è il narratore della Violenza illustrata\, che disegna le atrocità degli anni di piombo ma anche quella degli anni nostri; c’è l’organizzatore culturale\, inventore instancabile di movimenti riviste festival collane editoriali; e c’è l’attivista politico che\, da Vogliamo tutto in poi\, mai ha cessato di «passare bruciando» al filo della storia. \nNon mille ma decine saranno i poeti e artisti\, saggisti e critici che si avvicenderanno a Casa Morra\, coordinati da Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti: da Achille Bonito Oliva e Franco Berardi-Bifo a Maurizio Ferraris\, da Alessandra Carnaroli e Carmen Gallo a Gabriele Frasca\, da Aldo Nove e Lello Voce ad Andrea Inglese e Tommaso Ottonieri\, da Girolamo De Simone al duo composto da Luigi Cinque e Giovanni Fontana\, passando per il quartetto performativo Fumofonico capitanato da Rosaria Lo Russo. \nPROGRAMMA \nVenerdì 1° luglio \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove. A seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \nSabato 2 luglio \nh.10.00 \nPresentazione del progetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II» con la partecipazione di Giancarlo Alfano\, Giuseppe Andrea Liberti\, Valentina Panarella e Stefania Zuliani. \nh.12.00\nPerformance pianistica di Andrea Riccio\, musiche di Cage\, Cilio\, Eno\, Pärt. \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani (a cura di Sergio Bianchi\, DeriveApprodi 2022) condotta da Gian Paolo Renello con la partecipazione di Franco Berardi Bifo\, Giairo Daghini\, Maurizio Ferraris\, Renato Parascandolo\, Franca Rovigatti. \nh.20.30 \nLetture di Andrea Inglese\, Eugenio Lucrezi\, Giovanna Marmo\, Franca Rovigatti; performance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana. \nDomenica 3 luglio \nh.19.00 \nDiscussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi\, Tommaso Ottonieri\, Emanuela Patti\, Chiara Portesine\, Gian Paolo Renello. \nh.20.30 \nLetture di Mariano Bàino\, Biagio Cepollaro\, Laura Cingolani e Fabio Lapiana\, Gabriele Frasca\, Tommaso Ottonieri\, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini dei Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti\, Matteo Zoppi\, musica di Michael Nannini). \nSaluti e ringraziamenti di Rossana Campo \nBrochure Mille Nanni \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n				\n			\n				\n			\n				\n				Nanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni - 1 luglio
DESCRIPTION:1-3 luglio 2022 – Omaggio a Nanni Balestrini\nOPENING 1 LUGLIO ORE 18:30\n1 luglio – 30 ottobre 2022 \nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, Napoli \nUn progetto di Andrea Cortellessa e Giuseppe Morra\nA cura di Maria Teresa Carbone\, Andrea Cortellessa e Ada Tosatti \nh.18.30 \nInaugurazione di Mille Nanni\, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono Achille Bonito Oliva\, Andrea Cortellessa\, Gino Di Maggio. \nFilm Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music. \nh.19.30 \nGian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi introducono Tristanoil. \nh.20.30 \nLetture di Gian Maria Annovi\, Alessandra Carnaroli\, Carmen Gallo\, Marco Giovenale & Michele Zaffarano\, Aldo Nove.\nA seguire performance Tristano per Nanni\, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone. \n“Tristano per Nanni Balestrini” \nPerformance di Girolamo De Simone \nTristano è il primo romanzo di Nanni Balestrini\, letto in seno al Gruppo ’63\, poi pubblicato nel 1966 da Feltrinelli\, in una delle sue possibili declinazioni. Si tratta\, infatti\, di un lavoro mutante\, o meglio permutante\, nel senso che i diversi capitoli sono organizzati per nuclei giustapponibili – frasi che possono essere combinate secondo molteplicità\, quasi auspicando che il movimento narrativo non sia più “un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo\, ma un succedersi di presenze”. \nIl libro s’intitola Tristano\, e l’autore ci richiama al motivo di questa scelta (la parola ‘motivo’ è carica di un significato che vi si aggiunge in prospettiva\, ha cioè per me il senso indicato da Deleuze e Guattari in Mille piani): una storia d’amore\, dove “l’amore è capovolto da come lo si incontra nel Tristano di Wagner: non perdizione\, destino\, distruzione\, schiavitù\, ma libertà\, scelta. Non intrigo\, non drammatico…” [note di copertina del Tristano\, Milano 1966]. \nEppure\, nella lettura – oggi non agile – del romanzo (cui fanno pendant le scritture di John Cage\, molte contenute in Silenzio\, Wesleyan University Press\, 1961 – trad. italianai per Feltrinelli\, 1971) la presenza del movimento è evidentissima\, dacché la frantumazione di ciò ch’è lineare avviene quasi ad ogni frase\, con virtuosismo lessicale\, contenutistico\, allusivo… Quindi\, un ‘dramma’ come movimento è qui ancor vivo\, e ci mette semplicemente davanti a un cambio prospettico: non si tratta della ‘perdizione’ o del ‘destino’ di Wagner\, ma della vaga circolazione di un senso individuale\, assegnato dal lettore alle pagine (‘rivoltabili’\, in gergo musicale\, in più e più modi)\, e che nel suo variare porta alla storicizzata affermazione dello smarrimento del soggetto. Un soggetto che si fa plurimo\, quindi indistinto\, con una disseminazione che ancora non svapora il senso\, ma ne richiede\, possibilmente\, uno trasversale\, tra le righe del discorso (uno dei possibili a darsi). Una verità forse personale\, confidata dall’Autore a ciascun lettore\, nel segreto virtuosistico di una parola che abbisogna di una forzatura organizzativa per tramutarsi in sequenza quasi filmica… \nDa tutto ciò l’idea di questa performance\, “Tristano per Nanni Balestrini”: riferirmi alla musica di Wagner\, prevalentemente al Tristano e Isotta\, ma anche alla misteriosa Elegia\, che segna in andamento Schmachtend\, ossia “Languente”\, e che viene riproposta in modo lineare e\, subito dopo\, senza soluzione di continuità\, in forma retrograda; con ovvi miei interventi\, aggiunte di senso tattile e sonoro. Così presento mie versioni pianistiche più o meno artefatte del Tristano\, utilizzando la divagazione fluxus (con la correlazione tra il suono/nota e la sua durata\, ovvero con la determinazione della caduta di ciascun suono in funzione della distanza spaziale da quello che lo precede)\, ma anche la moltiplicazione ‘minimal’… trasferendo in musica la scrittura di Nanni Balestrini. \nAlcune frasi del romanzo vengono inoltre lette durante la performance pianistica: ho ricostruito alcune stringhe di senso per… temi/motivi\, procedendo in modo esattamente inverso rispetto a ciò che avviene con la musica. Ne consegue un accattivante percorso alternato\, a metà tra “suono della parola” (senso possibile e ritrovato) e “suono dello strumento” (senso proposto\, poi frantumato)\, denso di una drammaticità nuova\, che intende – forse – recepire l’attuale istanza di SMARRIMENTO\, che ormai tutti lega e accomuna. \nGirolamo De Simone \nBrochure Tristano per Nanni Balestrini \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Carmen Gallo\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Zaffarano\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Girolamo De Simone\, Tristano per Nanni\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 Photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Mille Nanni
DESCRIPTION:Mille Nanni\, nostra inaugurata il 1 luglio 2022\, in occasione dell’omonimo programma di incontri dedicati a Nanni Balestrini\, restituisce al pubblico il percorso dell’artista\, riconsegnandone la complessità del pensiero\, attraverso l’esposizione di materiale d’archivio\, collages\, opere scultoree degli anni Novanta\, scritti in prosa e poesie. \nL’opera di Nanni Balestrini è segnata da un potente impegno creativo e politico\, manifestato attraverso un’instancabile ricerca sperimentale\, in grado di spaziare fra i diversi linguaggi espressivi. Acuto osservatore e protagonista della contemporaneità\, Balestrini ci invita a non guardare la realtà in modo monolitico\, ma ad attraversarla sempre con mille sguardi\, mille visioni\, per moltiplicarla\, stravolgerla\, sfidarla. L’universo dell’artista si compone di costellazioni di parole poetiche\, denudate\, talvolta violente\, volte alla ricerca di autenticità nel mondo dell’inautenticità neocapitalista. \nA completamento della sala permanente già dedicatagli\, “Mille Nanni” si dispiega come una mostra diffusa negli spazi di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, gettando luce sull’approccio multidisciplinare dell’artista\, con particolare attenzione verso il suo sentire poetico. \nsempre più in fretta/ ispira col naso/ batte sempre uguale/ ritrovarsi ridotti/ qui ancora a dire fare/ per arrivare a/ adesso non respirare/ sani e salvi e non sapere/ più chi siamo né (Nanni Balestrini\, Caosmogonia\, 2010). \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra \n  \nNanni Balestrini\, Mille Nanni\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Kulturscio’k - SibylSessions
DESCRIPTION:30 giugno 2022\, ORE 20:30\n01 luglio 2022\, ORE 20:30\n03 luglio 2022\, ORE 20:30\nMuseo della Moda\nPiazzetta Mondragone 18\, Napoli \nA cura del collettivo kulturscio’k diretto da Alessia Siniscalchi \nIl collettivo franco-italiano-americano Kulturscio’k diretto da Alessia Siniscalchi interverrà il 30 giugno\, il 1° luglio e il 3 luglio alle ore 20.30 nella corte esterna del Museo della Moda\, proponendo la presentazione pubblica di Sibylsessions prima delle future tappe napoletane che avranno luogo nel Parco Archeologico di Cuma e al Museo Madre con Oreste will be back. \nSibylSessions completa la terza tappa della trilogia dedicata ai miti cominciata con Medea’s Visions e Oreste will be back già presentati al Teatro Bellini di Napoli\, alla Nuit Blanche di Parigi e alla Ménagerie de Verre. \nIl progetto multidisciplinare è scritto/interpretato da Alessia Siniscalchi\, Paul Spera\, Giovanni Ambrosio\, Paulina Mikol\, Alessandra Guazzini con musiche originali di Phil St George\, opere di Giovanni Ambrosio e tecnologia di Benjamin Sillon. \nGrazie agli interventi di diversi archeologi francesi e italiani il lavoro si trasformerà in una performance nel parco archeologico di Cuma e nell’antro della Sibilla. \nNel Museo della Moda verrà presentato il pezzo musicale Deus Ecce Deus scritto sul testo in latino dell’Eneide\, descrittivo del misterioso incontro tra Enea e la Sibilla. Il brano è composto da Phil St George e Paul Spera. Il lavoro sarà ripreso nell’antro della Sibilla a settembre. \nTEMATICHE  \nLa tragedia\, il mito\, gli oracoli\, i profeti. Un teatro dove il testo si riduce\, riassume\, distrugge\, creazioni dove suono\, effetti\, arte\, invenzioni tecnologiche radicali ed estreme diventano pretesto per raccontare i misteri irrisolvibili del presente. \nSibilla\, oracolo\, profeta? Le sibille sono figure misteriose e controverse. Le incontreremo in diversi luoghi di creazione che attraverseremo nel nostro percorso di ricerca\, interrogando e interrogandoci su passato\, presente e futuro. \nUn passato rosso/verde\, un picnic e dei film. Un futuro virtuale dove\, prigionieri di un casco tecnologico\, siamo ossessionati da noi stessi.\nUna macabra visione distopica del futuro. Tra numerosi scambi creativi multimediali e sibillini. Le domande senza risposta e le risposte da interpretare.\nIn Sibylsessions si mette in atto un’improvvisazione live e tecnologica tra passato\, presente e futuro. Noi\, oracoli contemporanei sempre connessi con i nostri telefoni alla ricerca di un’identità\, di un genere o semplicemente attenti a non far scadere la prossima deadline. \nMusica live\, arte\, fotografia\, video e tecnologia ancora una volta sono gli elementi che riuniscono questi progetti. Nei testi degli oracoli e dei profeti i vaticini di Giovanni Ambrosio ci forniscono degli slogan cinici e computerizzati sul contemporaneo. “Killing kills”\, “Il tempo sta per scadere”\, o ancora\, “il futuro comincia quando il presente non è più interessante”. \nUna collaborazione artistica che vuole creare un livello di comunicazione tra il live e il web. Il passato è un ricordo in 8 millimetri incarnato da una sibilla che si muove nello spazio preparando un picnic in rosso e una serie di video che ci fanno ritornare indietro nel tempo. \nIl presente siamo noi sibille in scena\, tra chiamate whatsapp e video in diretta\, che cerchiamo di interloquire con la nostra identità\, di creare la migliore story su instagram. Il presente cerca nel virtuale il rapporto con un’umanità che è sempre più prossima a scomparire. Il futuro ignoto piomba tra presente e passato con un’invenzione tecnologica futurista che trasmette angoscia e solitudine. \nL’ossessione dell’immagine diventa eccessiva\, quasi una prigione in un casco proiettante (inventato da Benjamin Sillon)\, che ci permette di rivederci sui muri\, sui corpi\, dappertutto. Disconnessi completamente dal resto del mondo e totalmente prigionieri della nostra stessa profezia. \nCreazione  \nCon e di Alessia Siniscalchi\, Paul Spera\, Alessandra Guazzini\, Phil St George (musica in diretta)\, Giovanni Ambrosio (pronouncements)\, Federica Clarizia (posizioni sibillline)\, Évita Ciri (Sibilla della luce)\, Maria Mazzella (video)\, Imma di lillo (fotografie)\, Roberto di Mola (negativi)\, Benjamin Sillon (tecnologia)\, Gaëtan Bros (antiprofeti)\, Didier Leglise (suono). \nSi ringrazia Ménagerie de Verre Studiolab\, Institut Français de Naples\, Institut Français Italia\, Fondazione Morra\, Museo della Moda\, kulturfactory\, Valerie Huet\, Carlo Rescigno\, Priscilla Munzi. \nÈ richiesta la prenotazione inviando una mail all’indirizzo: kultursciok@gmail.com
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SUMMARY:FIGURE DI FILO
DESCRIPTION:24 giugno 2022\nINIZIO WORKSHOP ORE 15:00\nPROIEZIONI ORE 18:00\nINIZIO CONCERTO ORE 21:00\nLa Casaforte\nPiazzetta Trinità degli Spagnoli\, 4\, Napoli \nA cura di Lola Posani (Akrida Festival)\, Giulio Nocera (La Digestion\, Phonurgia)\, La Casaforte S.B. \nPosti limitati – Ingresso su contributo – Per prenotarsi inviare una mail a figuredifilo@gmail.com \n𝐅𝐈𝐆𝐔𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐈𝐋𝐎 è una rassegna\, una pratica\, un gioco\, un desiderio\, un’idea che cerca la sua forma e la sua tessitura e che nasce dalla collaborazione fra Giulio Nocera (già fondatore de La Digestion festival)\, il festival di Sound Art AKRIDA (Lola Posani)\, lo spazio artistico La Casaforte in collaborazione con la Fondazione Morra e con il supporto dell’associazione EM-ARTS. \n𝐅𝐈𝐆𝐔𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐈𝐋𝐎 è una espressione presa in prestito dalla pensatrice Donna Haraway che\, a sua volta\, mutua l’espressione da uno dei passatempi più antichi dell’umanità (gioco della matassa\, ripiglino) per immaginare un modo nuovo di esistere e costruire narrazioni. \nCome ben spiega la Haraway\, le figure create dai fili nel gioco della matassa sono come storie\, propongono e attivano modelli complessi che i partecipanti possono occupare e abitare. \nAlcuni pensatori Navajo descrivono il gioco della matassa come un tipo di produzione di schemi utile a ripristinare la hózhó\, termine che si può tradurre imperfettamente come ”armonia”\, ”bellezza”. Ma fare figure di filo significa anche tessere relazioni inedite\, lasciar pendere fili\, proporre enigmi\, promuovere il con-divenire multispecie\, ”partecipare ad un gioco pericoloso in cui si storieggia e si mondeggia\, un gioco che ci fa restare a contatto con il problema”. \nIl gioco inaugura il 24 giugno con il primo appuntamento\, Figura 1\, che lascia pendere i primi fili presso La Casaforte\, spazio di arte e pensiero indipendente\, nato dal recupero di un Chiostro del ‘500 nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli e da sempre dedito al gioco dell’intreccio artistico e relazionale. \nFigura 1\, si articola in un’intera giornata di attività. \nIl primo filo passa per le mani di Lola Posani\, ricercatrice vocale\, curatrice indipendente e facilitatrice di Deep Listening. Il workshop proposto da Lola si pone all’intersezione tra la sua ricerca improvvisativa e il Deep Listening\, pratica creata da Pauline Oliveros\, compositrice\, improvvisatrice e performer americana\, che esplora la differenza tra la natura involontaria dell’udito e la natura volontaria e selettiva dell’ascolto. \nNella pratica\, il Deep Listening comprende pratiche corporee\, meditazioni sonore e lavoro su scores\, oltre all’ascolto consapevole dei suoni della vita quotidiana\, dei pensieri\, dell’immaginazione e dei sogni. Durante il workshop i partecipanti saranno invitati a indagare il proprio soundscape interiore e a esplorare la realtà acustica che li circonda. \nSi continua alle 18 con la proiezione del cortometraggio STRATI di Ludovica Battista\, architetta\, scrittrice e ricercatrice indipendente con una prospettiva transdisciplinare. Il lavoro di Ludovica esplora la condizione territoriale attuale\, la carne viva interspecie del mondo\, con particolare attenzione al rischio\, alla distruzione e all’invisibilità come materie politiche e poetiche. STRATI è il risultato visivo di una lunga ricerca sull’agglomerato urbano vesuviano\, terra al limite della distruzione; eppure\, intimamente spinta alla sopravvivenza. La colonna sonora del film è stata realizzata da Giulio Nocera\, compositore napoletano. \nDurante gli stessi orari sarà possibile visitare 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗘𝗦𝗧𝗔 – precettare il tempo installazione a cura di 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐍𝐢𝐦𝐛𝐮𝐬.  Nell’installazione le braccia incrociate a formare una catena ininterrotta\, avvinte per le mani\, porgendo la destra alla compagna che sta dietro e la sinistra a quella posta davanti\, danno vita a un movimento\, una danza circolare perpetua: è il “rito contro la tempesta ” che si ascrive come una “precettazione del tempo”\, una richiesta di osservare un ordine superiore e divino rivolto agli elementi naturali che lo minacciano\, in cui le azioni e gli animi della comunità sono riuniti per scongiurarne il pericolo.  Alle 19.30 seguirà un’occasione di presentazione di entrambi i progetti e di confronto tra le autrici e il pubblico. \nL’ultimo appuntamento della giornata\, alle 21\, sarà la presentazione della prima italiana del nuovo progetto in solo 13 visions della violinista belga Clara Levy. \nI suoi progetti musicali attuali sono ispirati all’erosione\, alla lentezza\, al microscopico e a un medioevo immaginario. Il progetto “13 visioni” è l’incontro immaginario tra due compositrici la cui estetica musicale condivide molti tratti comuni\, nonostante i secoli che le separano: Ildegarda Di Bingen e Pauline Oliveros. Le loro rispettive visioni si confrontano così in un ciclo di tredici brani per violino solo. A metà strada tra composizione\, arrangiamento e citazione\, il punto di partenza di questo progetto è la partitura del testo “13 changes” di Pauline Oliveros: si tratta di tredici istruzioni poetiche\, ispirate a eventi terreni o cosmici. Il presente progetto conserva la struttura voluta da Pauline Oliveros\, mentre le sue istruzioni determinano l’universo sonoro di ogni brano attraverso varie tecniche esecutive e preparazioni dello strumento. I canti di Ildegarda di Bingen appaiono “in ombra”: il violino\, nel ruolo di bordone\, propone una sobria armonizzazione delle melodie scelte.
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SUMMARY:Maurizio Elettrico - Convivium eternum
DESCRIPTION:24 giugno 2022\nSTART 12.00\nIpogeo dei Cristallini\nVia dei Cristallini 133\, Napoli \nA cura di Marta Wróblewska \nApre al pubblico dall’1 luglio 2022 l’Ipogeo dei Cristallini nel cuore del Rione Sanità di Napoli\, una testimonianza rara e incredibile di pittura ed architettura ellenistica che rappresenta un unicum di storia\, archeologia\, miti e colori. L’Ipogeo dei Cristallini si apre anche a molteplici forme d’arte e di cultura contemporanee\, ripensando l’identità del luogo e proponendo nuovi scenari\, con una programmazione di attività a lungo termine\, a cura di Marta Wróblewska. Durante la giornata inaugurale di presentazione alla stampa del 24 giugno l’Ipogeo dei Cristallini festeggia l’apertura insieme alle opere di due artisti napoletani. In collaborazione con la Fondazione Morra\, si presenta Convivium eternum di Maurizio Elettrico\, un’installazione esposta nel cortile e dedicata al quartiere\, pensata per il giorno di inaugurazione\, che si potrà ammirare anche successivamente attraverso i social e il sito web dell’Ipogeo dei Cristallini. Fino al 30 settembre 2022 sarà allestita l’opera Sidus Terrae (Stella della Terra) di Christian Leperino. Entrambi i lavori rivelano il dialogo tra arte antica e contemporanea\, tra la memoria del passato e del presente\, per una continua riscoperta attraverso l’arte. \nOgni storia ha un inizio. Aprendo gli spazi dell’Ipogeo dei Cristallini al pubblico\, intendiamo anche ripensare l’identità del luogo e proporre nuovi scenari. Perché questo avvenga\, ci appelliamo alle arti contemporanee\, che\, più di ogni altro linguaggio\, possono esprimere e mettere in relazione idee emerse migliaia di anni fa e trasformarle in nuove categorie. Abbiamo inoltre il desiderio di essere polifonici: per questa ragione inauguriamo la nostra attività con un’istallazione di Maurizio Elettrico\, artista napoletano che conduce una ricerca di tipo multidisciplinare. \nLe antiche storie dell’Ipogeo dei Cristallini\, finora indecifrate\, in qualche modo sepolte e per lo più anonime\, si incontrano con scenari visionari per le future generazioni nel banchetto fanciullesco di Elettrico\, che assume la forma di un caleidoscopico intreccio di trame\, simboli\, fantasie e realtà. Mangiare e bere allo stesso tavolo durante una raffinata cerimonia simboleggia l’affermazione di una vita piena di odori\, sapori\, colori\, ma consiste anche in un gesto di solidarietà nel passaggio e rinascita. Accettando l’invito a questo banchetto soprannaturale\, in cui il cibo diventa arte e l’arte si trasforma in cibo\, siamo invitati a entrare in un gioco di immaginazione e creatività. L’artista ci trasporta all’interno di un ciclo cosmico che permette una continua rinascita attraverso l’arte. “Così la potenza della natura e l’onnipotenza del soprannaturale trovano continui eredi nella linea temporale che dai misteri del lontano passato\, i teoi evocati nei sacri banchetti funebri\, giunge alle speranze e alle paure per il futuro”. Maurizio Elettrico \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, Convivium Eternum\, Ipogeo dei Cristallini\, Naples\, 2022 photo Giulia Luongo Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:CALL Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue – Melpignano (LE)
DESCRIPTION:CALL PER MASTERCLASS\nIscrizioni aperte dal 28 febbraio al 2 giugno 2022 \n20 giugno – 2 luglio 2022\nEx Convento degli Agostiniani\nViale Michele de Pietro 10\, Lecce \nMasterclass internazionale residenziale sulla relazione suono – corpo\, dall’Edipo Re di Hermann Nitsch \ncondotta da Andrea Cramarossa \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re” di Hermann Nitsch* per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità. \nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico. \nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nLa Masterclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà:\nda Lunedì 20 Giugno a Sabato 2 Luglio (con pausa Domenica 26 Giugno)\nOrari: da concordare\nProposta/ipotesi: dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19 \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Melpignano (LE) presso: \nEx Convento degli Agostiniani \n_____________________ \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nÈ possibile inviare la propria candidatura dal 28 febbraio al 2 giugno 2022. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEARLY BIRD PRICE: La quota di partecipazione avrà un costo agevolato a 250\,00 euro per coloro che inviano la propria candidatura entro il 10 aprile 2022. \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il \n\n20 aprile 2022 (per le candidature pervenute entro il 10 aprile)\n12 giugno 2022 (per le candidature pervenute dopo il 10 aprile)\n\nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni. \nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti.\nSono disponibili degli alloggi convenzionati. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \nPer maggiori informazioni: \nOfficine Theatrikés Salento Ellàda – Cell.: 388 1814359 – officinetse@gmail.com\nTeatro delle Bambole – Cell.: 347 3003359 – info@teatrodellebambole.it \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE è organizzata da OTSE – Officine Theatrikés Salento Ellàda e Teatro delle Bambole\, in collaborazione con Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Casa del Contemporaneo\, con il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Puglia e Comune di Melpignano. \n* Hermann Nitsch\, EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964\, Edizioni Morra\, Napoli\, 2001.
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SUMMARY:INDEPENDENT FILM SHOW 22nd Edition
DESCRIPTION:16 – 18 giugno 2022\nINIZIO PROIEZIONI ORE 21:00\nFondazione Morra – Museo Nitsch (Belvedere)\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nIndependent Film Show 22 edition\, tra le più innovative rassegne internazionali di experimental film\, dal 2001 coordinata da Raffaella Morra e organizzata da E-M ARTS e Fondazione Morra\, in collaborazione con Goethe-Institut Neapel\, si arricchisce con un segmento immersivo ed educativo programmando la lezione Photographic darkroom works di Telemach Wiesinger (Museo Hermann Nitsch 16.06 ore 18:30) e con il Centro di Fotografia Indipendente i workshops Phytography di Karel Doing (Vigna San Martino 17.06 ore 11:00) e Neither Black nor White: simple tinting and toning in 16mm di Richard Tuohy e Dianna Barrie (Centro di Fotografia Indipendente 19.06 ore 10:30). \nIl ‘qui-e-ora’ dell’Independent Film Show testimonia l’appagamento di una passione – l’indagine del experimental film\, e la condivisione delle osservazioni che ne scaturiscono. Al di là degli specifici sistemi e convenzioni\, questa forma d’arte è autonoma – ogni film-maker adopera la propria genialità creativa sperimentando metodi e abilità spesso artigianalmente – e concede un’esperienza percettiva inusuale: l’immersione nella sostanza del fotogramma attraverso un incontro tra partecipante e film-maker\, incluse le macchine di proiezione come strumenti insostituibili. Il substrato di celluloide non è semplicemente il vettore di immagini fotografiche ma un territorio di immaginazione e innovazione. \nIndependent Film Show emerge come rifugio rivelatore per cinefili\, dove si condivide l’amore per il film sperimentale e per le estreme esperienze audio-visive e si stabilisce una relazione reciproca. Non è soltanto osservare film e video\, ma è anche intrinsecamente un modo per parlare e poi diffondere i discorsi. La certezza di molteplici visioni alternative riaffiora in questi nuovi contesti\, resistenti al consumo capitalistico e alla ricerca di una rivisitazione della società\, magari iniziando a comprendere la diversità come incontro con un organismo altro. \ngiovedì 16 giugno 2022 \n«ON N’ENCHAÎNE PAS LES VOLCANS» Selezione di films di JASMINE CLOTILDE PISAPIA \nNel suo saggio «On n’enchaîne pas les volcans» (Non si incatenano i vulcani)\, la poetessa e saggista Annie Le Brun evoca come motivo filosofico cruciale il fascino del Marchese de Sade per i vulcani. “Mai prima”\, lei ci dice\, “il sentimento di catastrofe era stato così splendidamente formulato\, anche nelle sue implicazioni erotiche\, attraverso questa grandiosa polarità: tra il desiderio e le forze della natura”. I vulcani non appaiono semplicemente come immagini o idee. Le loro forme emergono dai movimenti della materia e dalle profondità dell’immaginazione. Infatti\, uno dei personaggi di Sade – il famoso chimico Almani – si soffermava con ammirazione davanti alla cornice dell’Etna mentre espelleva le sue fiamme: “Ho desiderato essere questo famoso volcano”. Se i vulcani sono posseduti dall’energia tellurica ardente\, possiedono anche organismi e menti. Forniscono esplosioni scabrose\, risonanze scatologiche: la loro calamità è scandalosa. I films in questo programma esplorano le molteplici sfaccettature di queste terrificanti eruzioni sensuali. A volte\, la cinepresa cattura l’evento spettacolare. In altri momenti\, le immagini fremono per la tensione dell’aspettativa\, della devozione\, della latenza\, del silenzio\, e del rischio di annientamento. Quali sono le relazioni di queste immagini con il mondo sensibile? La realtà delle crisi contemporanee che cosa ha derubato del nostro potenziale immaginativo\, della nostra capacità di inventare prospettive stravolte? \nCon la generosa collaborazione di Emmanuel Lefrant\, André Habib\, Pierre-Luc Vaillancourt e l’Institut pour la Coordination et la Propagation des Cinémas Exploratoires/ICPCE \nTHOMAS BARTELS Films 35mm selezionati presentati da Telemach Wiesinger (proiezione digitale) \nThomas Bartels è un artista e film-maker tedesco. Le sue opere coinvolgono spesso la meccanica dinamica e l’artigianato. I suoi films in pellicola analogica 35mm sono creati al proprio tavolo dei trucchetti e laboratorio filmico. \nTelemach Wiesinger presenta tre films del suo collega artista\, tra cui una sorpresa frutto della loro collaborazione. \nThomas Bartels unisce due espressioni artistiche generalmente separate: il film e la scultura. Gli oggetti cinetici diventano attori nei suoi film e i film sono parte integrante delle sue sculture. Sì\, gli oggetti stessi vengono ripresi nei propri movimenti costanti\, con i propri cambiamenti di luce e ombra: sono ‘sculture cinematografiche’. La misteriosa poesia della loro meccanica e le strutture chiaramente composte di luce e ombra si trasformano in un’immagine autoironica del tempo che passa\, un riflesso dei nostri ricordi e delle nostre possibilità (Anne Mueller della Haegen). \nTELEMACH WIESINGER e il suo FILM POEM TOUR dal vivo in Italia \nTelemach Wiesinger è un narratore\, la cinepresa e i proiettori sono i suoi strumenti. Le sue opere filmiche sono allo stesso tempo poemi visivi\, diari di viaggio e studi antropologici. Le immagini delle sue sequenze montate in modo associativo e ritmico\, raccolte su pellicola 16mm\, creano un affascinante caleidoscopio dell’Europa. Si scoprono dei luoghi che soltanto lo sguardo filmico può svelare. “Nero su bianco” magistralmente progettato con strumenti filmici analogici\, FILM POEM dà nuova vita alle cose. Il positivo incontra il negativo\, le fluide proiezioni multiple mostrano delle immagini in dialogo. Piccole scene improvvisate in pantomima\, caratterizzate da un affettuoso umorismo\, suscitano ulteriori associazioni. Con la sua attrezzatura composta da diversi proiettori\, Telemach Wiesinger offre una performance dal vivo piena di sorprese\, caratterizzata dalla gioia per la sperimentazione. Invece dell’anonima e sempre uguale riproduzione di un’immagine-suono preservata\, le performances di Expanded Cinema creano un incontro vivace tra artista e pubblico\, incluse le parole durante il cambio di bobina. Con il suo FILM POEM TOUR Telemach Wiesinger è in giro per i festival cinematografici internazionali\, nei musei o nelle gallerie d’arte e anche in luoghi speciali ‘all’aperto’ ed eccellenti cinema d’essai. Sempre nuovo e sempre diverso: Manege frei für Illusionen! Clear the ring for illusions! Campo libero alle Illusioni! \nvenerdì 17 giugno 2022 \nTHE CITY BRIDGES ARE OPEN AGAIN Films recenti di MASHA GODOVANNAYA \nNei films sperimentali di Masha Godovannaya l’intimità è associata a un fervore attivista\, mentre al livello del montaggio e della gestualità un’ironia ben mirata lascia comunque spazio a un’empatia senza compromessi verso il piccolo e il vulnerabile. La visione straordinariamente personale di Masha evidenzia la posizione strutturale e politica delle immagini sensuali e rivela l’assurdità e il maschilismo nell’autorappresentazione delle ideologie politiche. La sua metodologia femminista\, queer e decoloniale non è soltanto un’idea che permea il lavoro della film-maker\, ma un metodo che costituisce la base per il montaggio di materiali eterogenei\, dai frammenti di film e video trovati al proprio materiale e ai films di altr* film-makers che sono stati reinterpretati attraverso l’editing. La deframmentazione\, la stratificazione\, la dispersione e la separazione analitica delle immagini\, così come la collaborazione collettiva con altr* artist* comprendono una strategia queer in cui “decolonizzare la visione significa cambiare l’intero ordine delle cose”. Questo approccio al cinema si intreccia con la pratica del vivere ed è aperto alla collettività e alla trasformazione (Katerina Beloglazova). \nBIOSCOPIO BIOSFERA di KAREL DOING \nLe invenzioni tecnologiche che hanno reso possibile il cinema assumono diversi nomi fantasiosi come Fantascope\, Mimoscope\, Omniscope e Tachyscope. Questi dispositivi sono ora relegati nei musei e nelle collezioni private\, incluso il dispositivo di visualizzazione portatile chiamato Bioscope. Il termine bioscopio è sopravvissuto come nome della sala cinematografica\, un luogo dove la vita viene ricreata davanti agli occhi di un pubblico incantato. Questo nuovo modo di ‘vedere la vita’ è un affare molto umano\, strettamente correlato alla crescita delle città\, dei trasporti e della meccanizzazione. Nel presente\, la famigerata era dell’emergenza climatica ed estinzione delle specie\, il termine bioscopio appare sempre più sinistro. Dov’è effettivamente la vitalità che questo spazio dovrebbe presentare? È ancora possibile mostrare la vita per mezzo della tecnologia? Questo programma si occupa degli aspetti della vita che raramente vengono presentati come significativi nel contesto del cinema: piante\, funghi\, microbi e alghe. Oltre a queste creature di grande impatto e spesso trascurate\, sullo schermo compaiono anche alcuni animali più conosciuti come creatori di una strana forma musicale. Idealmente\, una tale attenzione al di là dell’umano rivitalizza anche i partecipanti umani a questa grande tragedia\, riunendo le persone per apprezzare più pienamente la propria inclusione nella biosfera. \nsabato 18 giugno 2022 \nIT GOES WITHOUT SAYING di GREG POPE \nIt Goes Without Saying è una performance filmica/sonora basata sul testo/poema con lo stesso titolo. Le immagini a colori e in bianco+nero sono sovrapposte da due proiettori 16mm. \n…Ho sempre pensato che fosse incredibilmente eccitante e proficuo guardare indietro per andare avanti. Fin dall’inizio del mio interesse per l’immagine in movimento\, mi sono immerso nel lavoro dei primi pionieri\, in particolare Méliès e i suoi contemporanei – che sembravano trovare un legame naturale (in cui credo anch’io) tra il cinema e l’alchimia\, l’occulto\, il magico l’allucinazione e il trucchetto. Ho anche iniziato a guardare oltre le tecnologie pre-cinematografiche\, i metodi della lanterna magica per creare movimento e anche i pupazzi d’ombra giavanesi\, che erano integrati in gran parte del mio lavoro con Loophole Cinema negli anni ‘90 – e ancora oggi costituiscono una pietra miliare di ciò che creo. Nella corsa cieca verso un’utopia digitale\, c’è ancora una quantità incredibile di territorio inesplorato lasciato alle spalle\, e questo è il paesaggio in cui mi piace vagare e meravigliarmi (Greg Pope). \nHAND AND MACHINE Films 16mm fatti a mano di RICHARD TUOHY e DIANNA BARRIE \nIl cinema è considerato la prima arte inevitabilmente meccanica. Ma in questa epoca post-meccanica\, l’apparato tradizionale del cinema è stato troppo rapidamente considerato obsoleto e primitivo. Tuttavia\, il passaggio dei macchinari industriali agli utilizzatori antindustriali rappresenta una delle principali opportunità creative per rivalutare e reinterpretare la nostra stessa natura trasformata dall’era delle macchine. Nell’epoca post-meccanica\, il lato umano della macchina può esser reso evidente. Nell’epoca post-meccanica\, il ‘fatto a macchina’ è il nuovo artigianato. Questo programma presenta cinque recenti opere filmiche dei cine-sperimentatori DIY australiani Richard Tuohy e Dianna Barrie che esplorano l’apparato primitivo del cinema e la relazione tra mano e macchina. \nProgramma \nLe schede dei films\, dei video e delle expanded cinema performances sono visibili su www.em-arts.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Karel Doing\, Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano\n				\n			\n				\n			\n				\n				Independent Film Show 22nd edition\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 photo Stefania Catapano
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SUMMARY:Presentazione libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa
DESCRIPTION:30 maggio 2022\nINIZIO ORE 18:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20/c\, 80136 Napoli \nPresentazione in anteprima nazionale del libro \nPresentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa \ndi Aldo Tagliaferri\na cura di Gian Paolo Renello \nLunedì 30 maggio alle ore 18:00 si terrà in anteprima nazionale la presentazione del libro Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa\, di Aldo Tagliaferri\, a cura di Gian Paolo Renello\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022. \nInterverranno il curatore Gian Paolo Renello e Giancarlo Alfano\, Docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli. \nIl volume raccoglie per la prima volta tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati da Aldo Tagliaferri a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana\, Aldo Tagliaferri\, uno dei massimi critici viventi\, pubblica forse il suo libro più importante\, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria\, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento\, italiano e internazionale. Il volume\, curato da Gian Paolo Renello\, si compone di sedici saggi\, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro\, a cura di Giuseppe Sterparelli e Gian Paolo Renello) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti\, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico “Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata)\, i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato)\, come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi (sempre per Argolibri\, nel 2021\, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa\, a cura di Bianca Battilocchi). \n«Quando in alcune storie o antologie della poesia italiana alla cancellazione si è sostituita una annessione frettolosa\, la pezza è risultata spesso più molesta del vuoto cui si intendeva rimediare perché faceva risaltare la natura piattamente storicistica e acritica di prontuari cui i curatori\, ritardatari cronici\, desiderano soprattutto mostrarsi à la page. L’obiettiva difficoltà con la quale deve fare i conti un lettore alle prese con un opus disperso in tante pubblicazioni apparse in tiratura limitata\, e per lo più alla macchia\, è stata aggirata nel modo più efficace e convincente dai poeti che\, nonostante l’alto tasso di conflittualità riscontrabile tra di loro\, nei testi a loro disposizione hanno trovato pane per i loro denti. Ciò non avvenne con Montale\, forse annebbiato dalla hybris cui sono esposti i vincitori di un premio Nobel\, né con Sanguineti\, avviato a riproporre un improbabile connubio tra avanguardismo artistico e marxismo-leninismo\, ma cosi accadde\, per esempio\, con Adriano Spatola nel 1975\, con Giovanni Raboni nel 1989\, con Lello Voce nel 1994 e con Andrea Zanzotto nel 1998. Zanzotto\, che meglio di chiunque altro aveva seguito per anni le vicende della poesia villiana\, intorno alla quale aveva maturato salde convinzioni\, rispondendo nel 2006 al mio invio di una copia di Niger mundus commentava “Peccato che simili gioielli siano tagliati fuori dalla grande distribuzione. Comunque Villa più scompare più è presente…” (i puntini di sospensione sono di Zanzotto)». \n(Da A. Tagliaferri\, “Prolegomeni villiani”\, in “Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa”\, Argolibri editore\, Ancona\, 2022) \nEmilio Villa (Affori\, 21 settembre 1914 – Rieti\, 14 gennaio 2003). Artista\, poeta\, saggista e biblista\, Villa si interessa di poesia lineare\, concreto-visuale\, sonoro-fonica e di arte; è considerato un precursore della neoavanguardia e uno dei massimi poeti del ‘900. Entra in contatto con Matta\, Duchamp\, Rothko e collabora con artisti italiani come Burri\, Novelli\, Turcato e Schifano. Negli anni cinquanta sperimenta una scrittura matrice del plurilinguismo\, dove si compenetrano il francese\, l’inglese\, il provenzale\, il latino\, il greco\, le lingue semitiche e i dialetti lombardi. Allergico alla lingua ‘Ytalyana’ (ritenuta di schiavitù)\, cerca di far interagire le lingue morte con quelle vive in virtù di una profonda conoscenza etimologica. Collabora a diverse riviste di arte e letteratura\, tra cui “Meridiano”\, “Letteratura”\, “Malebolge”\, “Documento Sud”\, oltre a fondare due importantissime riviste quali “Ex” e “Appia Antica”. Pubblica numerosi libri e libricini d’arte poetica in tirature limitate presso piccoli editori e gallerie\, mentre la raccolta di scritti sull’arte Attributi dell’arte odierna 1947-1967 sarà pubblicata da Feltrinelli nel 1970. Del 2014 la pubblicazione postuma e tuttora incompleta\, a cura di Cecilia Bello Minciacchi\, de L’opera poetica per L’Orma editore. Presso le Edizioni Morra ha pubblicato i seguenti volumi: Comizio millenovecentocinquanta3 (1978)\, Sì\, Ma Lentamente (1997)\, Baptêmes (1997)\, Le Mura di Tebe (2000)\, Scritti Napoletani (2003)\, Mondo Nero – Niger Mundus (2005). \nAldo Tagliaferri ha pubblicato Beckett e l’iperdeterminazione letteraria (Feltrinelli\, 1977)\, L’estetica dell’oggettivo (Feltrinelli\, 1968)\, L’invenzione della tradizione (Spirali 1985)\, Il Taoismo (Newton&Compton\, 1996)\, La via dell’impossibile. Le prose brevi di Beckett (Edup\, 2006)\, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Mimesis\, 2016). Ha curato l’edizione delle Lettere di Ezra Pound (Feltrinelli\, 1980) e della Trilogia di Samuel Beckett (Einaudi\, 1996). Con Giorgio Barbaglia ha pubblicato Uno e due. Indagini sul teatro dell’onnipotenza (Sipiel\, 1998). Per le Edizioni Morra ha pubblicato POST SCRIPTUM nel centenario della nascita di Emilio Villa (2014). Con Chiara Portesine Emilio Villa e i suoi tempi. Finestre per la monade (Mimesis\, 2016). \nGian Paolo Renello ha pubblicato con Gayle Ridinger Italian Poetry 1950-1990 (Dante University Press\, 1996)\, ha curato il volume Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola\, l’immagine (DeriveApprodi\, Roma\, 2007) e ha pubblicato Machinae. Studi sulla poetica di Nanni Balestrini (CLUEB\, Bologna\, 2010).
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SUMMARY:Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue - Evento conclusivo
DESCRIPTION:21 maggio 2022\, ore 21.00\n22 maggio 2022\, ore 18.00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, 80135 Napoli \nEvento conclusivo della Masterclass sulla relazione suono – corpo “EDIPO. CORPO DI SANGUE”\n \ncondotta da Andrea Cramarossa \nda “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964”\n(Edizioni Morra\, Napoli\, 2001) di Hermann Nitsch \nSi svolge presso il Museo Hermann Nitsch di Napoli la restituzione al pubblico della Masterclass sulla relazione suono – corpo EDIPO. CORPO DI SANGUE. condotta da Andrea Cramarossa. Il lavoro\, sviluppato a partire da “EDIPO RE. Una teoria di rappresentazione del dramma 1964” di Hermann Nitsch (Edizioni Morra\, Napoli\, 2001)\, prevede una doppia apertura al pubblico per Sabato 21 maggio (alle ore 21.00) e Domenica 22 maggio (ore 18.00) presso la sede del Museo in Vico Lungo Pontecorvo 29/d.  \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono.  È il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nLa Masterclass è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nL’ingresso è gratuito con prenotazione inviando una mail a: info@museonitsch.org \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Fabio Donato Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:JOHN CAGE E SHOZO SHIMAMOTO. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo.
DESCRIPTION:29 aprile 2022\nSTART ORE 18:30\nCIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea\nVia del Campanile 13\, Foligno \nEvento conclusivo della mostra “SHOZO SHIMAMOTO / GRANDI OPERE” \n\nMarco Scolastra (pianoforte)\nItalo Tomassoni (voce narrante) \nJohn Cage e Shozo Shimamoto. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo. è l’evento con cui\, al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno\, si conclude il progetto espositivo “SHOZO SHIMAMOTO / GRANDI OPERE” di Fondazione Morra di Napoli\, a cura di Italo Tomassoni. \nL’attenta retrospettiva ha ripercorso le esperienze dell’artista giapponese dagli anni d’esordio alle performance realizzate in Italia nei primi anni del XXI secolo\, facendo emergere i numerosi intrecci fra la cultura d’appartenenza e le contemporanee ricerche artistiche negli Stati Uniti d’America. \nLa portata rivoluzionaria delle sperimentazioni Gutai interessa le più rilevanti personalità occidentali del tempo; nel 1957 Michel Tapié si dirige verso il Giappone\, nel 1960 giungono Peggy Guggenheim e John Cage\, il quale tornerà nel 1962 in compagnia di Clement Greenberg\, Jasper Johns e Robert Rauschenberg per visitare l’Osaka Art Gallery\, dove si concentrano le forze creative del gruppo Gutai. \nNella totale assenza di regole e categorie\, le composizioni musicali Gutai emancipano l’elemento della casualità: Shimamoto\, nei contributi per il “Gutai Journal”\, chiarisce il suo rifiuto per la linearità della composizione. Come testimoniano alcune produzioni audio\, oggi conservate al Centre Pompidou di Parigi e all’Ashiya City Museum of Art and History\, protagonista delle sue composizioni musicali è la tonalità\, l’essenza materica del suono a discapito di una combinazione armonica degli elementi compositivi. Non casualmente\, nel 1966 Allan Kaprow definisce Shimamoto il “pioniere dell’happening”. \nA unire le ricerche artistiche di Shimamoto e Cage sono la sperimentazione performativa\, la volontà di terremotare qualunque categoria\, l’abbandono dei codici espressivi tradizionali e l’interesse per l’elemento della casualità\, dell’imprevisto. Entrambi gli artisti attivano un contesto d’azione che supera i limiti della notazione convenzionale (Cage) e del confine spaziale della tela (Shimamoto)\, attivando momenti di partecipazione collettiva e collaborativa con il pubblico. Presenza\, fisicità e nuova organizzazione degli spazi temporali: è in questi tre aspetti che si intrecciano le ricerche condotte da Shimamoto e Cage. \nAll’interno delle sale del museo\, in dialogo con le opere della mostra\, John Cage e Shozo Shimamoto. Il silenzio come musica. La pittura come azzardo. è dunque un’arena d’azione entro cui il pianista Marco Scolastra esegue dieci testi di John Cage\, La Monte Young ed Erik Satie\, intervallati da interventi di Italo Tomassoni. Un omaggio a due grandi voci della sperimentazione del XX secolo\, una manifestazione performativa che mira a tracciarne le coincidenze tecniche. \nL’evento è integralmente sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. \nProgramma: \nERIK SATIE Gnossienne n.1; Vexations \nJOHN CAGE A Room; Ophelia; In a Landscape; Suite for Toy Piano (n.2); Seven Haiku \nLA MONTE YOUNG\nComposition 1960 #7 \nJOHN CAGE\n4’ 33’’; Bacchanale \nMarco Scolastra è pianista italiano e direttore artistico di AdM – Amici della Musica di Foligno. Diplomato al Conservatorio di Perugia sotto la guida del M° Franco Fabiani\, si è perfezionato con Aldo Ciccolini\, Lya De Barberiis\, Paul Badura-Skoda\, Joaquin Achúcarro e Katia Labèque. Ha suonato per le principali istituzioni musicali italiane e straniere in prestigiose sedi\, tra cui Auditorium Parco della Musica e Teatro dell’Opera di Roma; Teatro Regio di Parma; Auditorium dell’Orchestra “G. Verdi” di Milano; Teatro La Fenice di Venezia; Conservatorio “P. I. Čajkovskij” di Mosca; Tonhalle di Zurigo; Konzerthaus di Berna; Musikverein di Vienna. \nItalo Tomassoni è critico d’arte e curatore italiano\, direttore artistico del CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno dal 2009. Membro dell’AICA fin dal 1964\, ha collaborato con diverse testate giornalistiche\, tra cui “La Fiera Letteraria”\, “Avanti!”\, “Vogue”\, “Momento Sera”\, “Flash Art”\, e “Segno”. Negli anni ’70 ha lavorato con Alberto Burri alla costituzione della Fondazione Burri\, di cui è stato consigliere di amministrazione e membro del comitato scientifico. Nel 1999\, con il direttore Harald Szeemann\, ha curato per la 48ª Biennale di Venezia la retrospettiva dedicata a Gino De Dominicis. Nello stesso anno fonda l’Archivio Gino De Dominicis. Tra le mostre proposte sotto la sua direzione al CIAC ricordiamo: Spazio\, Tempo\, Immagine (2009); Calamitati da Gino\, con Giacinto Di Pietrantonio (2012); Vincenzo Agnetti\, con Bruno Corà\, (2012); Julian Schnabel e Carlo Maria Mariani (2013); Hermann Nitsch. O.M.T. Colore dal Rito (2017); Shozo Shimamoto. Grandi Opere (2021).
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SUMMARY:Fondazione Morra su Google Arts & Culture
DESCRIPTION:Fondazione Morra insieme a Google Arts & Culture porta online la sua Collezione e Archivio di Eventi  \nDisponibili su Google Arts & Culture opere della Collezione Morra ed eventi realizzati dalla Fondazione Morra di Napoli  \nFondazione Morra entra a far parte di Google Arts & Culture\, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online\, con un Archivio digitale di eventi promossi dalla Fondazione Morra\, nelle sue sedi di Casa Morra\, Museo Hermann Nitsch\, Associazione Shozo Shimamoto e Vigna San Martino. \nIL PROGETTO \nLa Fondazione Morra nasce con lo scopo di promuovere e organizzare la ricerca\, la realizzazione e la divulgazione della cultura delle comunicazioni visive\, richiamando con forza le finalità sociali che vedono nella promozione culturale l’orizzonte di senso da seguire per rivalutare le aree a forte degrado sociale. \nIstituita nel 1992 come Fondazione Morra – Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive\, è oggi un attivo centro culturale con sede a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, nel Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona\, che accoglie parte dell’ampia collezione\, presentata annualmente secondo nuovi allestimenti e combinazioni\, riproposizioni e dialoghi che seguono la direttiva del progetto Il Gioco dell’Oca. 100 anni di mostre\, pianificato da Giuseppe Morra a partire dal 2016\, anno di inaugurazione del nuovo spazio. \nL’attività quotidiana della Fondazione Morra trova nella documentazione d’archivio il suo riscontro formale e pertanto i suoi Archivi\, che raccolgono materiale sulla produzione artistica e culturale contemporanea nazionale e internazionale a partire dal 1969\, sono stati ritenuti nel 2019 dal Ministero dei Beni e delle attività culturali – Soprintendenza archivistica di interesse storico particolarmente importante\, e sottoposti a disciplina del d.lgs. 22 gennaio 2004\, n. 42 e successive modificazioni. \nPerseguendo le stesse finalità\, Casa Morra diventa anche sede degli Archivi Mario Franco\, che comprendono la Biblioteca-Mediateca del regista napoletano con libri\, cataloghi e film collezionati in circa 50 anni di attività. Volumi di Storia e Critica cinematografica\, saggistica sulla comunicazione mediale e sociologica\, filosofia\, psicoanalisi\, teatro\, fotografia\, classici della letteratura italiana e straniera. Una sezione molto ampia dedicata ai documentari e al cinema sperimentale\, dalle avanguardie tedesche francesi e russe degli anni ’20 del XX secolo fino alle sperimentazioni dell’underground americano e alle realizzazioni digitali contemporanee. \nCon lo stesso intento di essere luogo di raccolta e di esposizione di lavori\, ma anche un Centro di Documentazione\, ricerca e formazione\, viene inaugurato nel 2008 il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch\, dedicato al grande artista austriaco con cui Giuseppe Morra intraprende una stretta collaborazione già a partire dagli anni ’70. \nCasa Morra\, Museo Hermann Nitsch – con la sua Biblioteca per le Arti Contemporanee – e l’Associazione Shozo Shimamoto – fondata nel 2007\, ma inaugurata più di recente\, nel 2017 a Palazzo Spinelli di Tarsia – costituiscono i principali tasselli del progetto Il Quartiere dell’arte\, che tende alla riqualificazione sociale di un’intera area a ridosso del centro storico di Napoli. \nALCUNE INFORMAZIONI SULLA COLLEZIONE DIGITALE:  \nSu Google Arts & Culture il visitatore potrà esplorare tra le numerose opere della collezione: un attraversamento nella storia dell’arte contemporanea e nei fondamentali movimenti come Gutai\, Happening\, Fluxus\, Azionismo Viennese\, Living Theatre\, Poesia Visiva sino alle ricerche più avanzate italiane e straniere. Comprende lavori di: Marina Abramović\, Nanni Balestrini\, Julian Beck\, George Brecht\, John Cage\, Ugo Carrega\, LUCA/Luigi Castellano\, Henri Chopin\, Giuseppe Desiato\, Marcel Duchamp\, Maurizio Elettrico\, Heinz Gappmayr\, Al Hansen\, Geoffrey Hendricks\, Dick Higgins\, Allan Kaprow\, Urs Lüthi\, Stelio Maria Martini\, Charlotte Moorman\, Eugenio Miccini\, Hermann Nitsch\, Nam June Paik\, Giulio Paolini\, Luca Maria Patella\, Lamberto Pignotti\, Vettor Pisani\, Paul Renner\, Gerhard Rühm\, Shozo Shimamoto\, Rudolf Schwarzkogler\, Daniel Spoerri\, Arrigo Lora Totino\, Bob Watts\, Jean-Jacques Lebel\, Dieter Roth\, Oswald Wiener\, Giuseppe Zevola. \nI contenuti sono divisi all’interno della piattaforma in storie che ripercorrono il percorso della Fondazione Morra\, a partire dai primi eventi realizzati presso lo Studio Morra\, per approfondire poi le sedi del Museo Hermann Nitsch – di Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\, dell’Associazione Shozo Shimamoto e della Vigna San Martino. \nGoogle Arts & Culture \nGoogle Arts & Culture è la piattaforma di Google che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte\, i manufatti e molto altro tra oltre 2000 musei\, archivi e organizzazioni da 80 paesi che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per condividere online le loro collezioni e le loro storie. Disponibile sul Web da laptop e dispositivi mobili\, o tramite l’app per iOS e Android\, la piattaforma è pensata come un luogo in cui esplorare e assaporare l’arte e la cultura online. Google Arts & Culture è una creazione del Google Cultural Institute.
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SUMMARY:Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò
DESCRIPTION:04 marzo – 31 luglio 2022\nOPENING 04 marzo ORE 17:00\nCasa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea\nSalita San Raffaele 20 C\, Napoli\n \nA cura di Manuela Gandini \nLa Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\, in collaborazione con la Fondazione Morra\, nell’ambito dell’edizione 2021-2022 di Progetto XXI\, presenta Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche e Roberto Paci Dalò\, a cura di Manuela Gandini. La mostra inaugurerà presso Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea (Salita San Raffaele 20/C\, Napoli) il 4 marzo 2022 alle ore 17:00\, con interventi di Patrizia Boldoni\, Consigliera del Presidente De Luca per la Cultura e i Beni Culturali; Rosanna Romano\, Direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania; Angela Tecce\, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; Giuseppe Morra\, Direttore della Fondazione Morra; Manuela Gandini\, Curatrice della mostra. A seguire\, alle ore 19:00\, si terrà la performance sonora di Roberto Paci Dalò dal titolo “Niggunim”; parallelamente avrà luogo la rassegna di cinema a cura di Mario Franco. \nProgetto XXI è la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone\, dal 2012\, di esplorare la produzione artistica emergente\, nella sua realizzazione teorico-pratica\, e di analizzare l’eredità delle pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni\, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto intende così contribuire alla produzione e alla diffusione di narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo e alla definizione di un sistema regionale delle arti contemporanee\, basato sulla collaborazione e l’interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti in Regione Campania. \nGiuseppe Morra riprende il suo turno da dove si era interrotto – nel 2018 con la mostra 3P+B con opere di Luca Maria Patella\, Vettor Pisani\, Cesare Pietroiusti e Nanni Balestrini – e prosegue con il programma di mostre\, basato sull’idea del gioco\, dove la numerologia del 3 e del 7 ritorna e ne detta le regole. \nPer quest’anno\, infatti\, Casa Morra presenta i suoi 3+1\, per quello che ufficialmente sarebbe il settimo anno di mostre. Ma i concorrenti scelti\, attorno cui ruota l’aura di un’unicità che il concetto stirneriano suggerisce\, sono figure imprevedibili e sfuggenti\, nomadi che conquistano la loro “casella”\, svincolandosi dalle costrizioni del gioco. Gli Unici. \nCosì li descrive la curatrice: “Come le foreste o i terreni di risulta tra un edificio e un altro evolvono in maniera incostante: non sono razionali\, controllabili\, redditizi\, sicuri\, catalogabili e rivendicabili. Debordano dalle discipline contaminando altri terreni di consapevolezza”. \nPer il giorno dell’inaugurazione è prevista una performance sonora dal titolo “Niggunim”\, eseguita da Roberto Paci Dalò.\n“Niggun (niggunim al plurale) significa in ebraico: “aria” o “melodia” e si tratta di una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi. È una tecnica del canto\, spesso con suoni ripetitivi astratti al posto di una lirica formale. A volte i versetti della Torah\, o citazioni da altri testi ebraici classici\, sono cantati ripetitivamente così da creare un niggun. Alcuni niggunim vengono intonati come preghiere di lamentazione\, mentre altri possono essere gioiosi o vittoriosi.” \nParallelamente al periodo di mostra\, il regista Mario Franco\, i cui Archivi risiedono negli spazi di Casa Morra\, ha ideato una rassegna di cinema dedicata a “quell’unico stirneriano che nell’esperienza individuale\, anarchica e autarchica si oppose alla morale e al costume ufficiale inseguendo una modalità espressiva che salvaguardasse strenuamente la propria peculiarità senza regole precostituite”. Propone quindi un programma sul cinema delle avanguardie storiche e le sperimentazioni degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. \n“Cineasti-artisti come Man Ray\, Hans Richter\, Jonas Mekas\, Maya Deren ed altri che hanno operato di là di ogni condizionamento economico o tecnico. Un cinema che bisogna continuare a vedere perché è una forma di difesa alla smaterializzazione e all’omologazione verso la quale sembra tendere il presente cine-artistico.” \nLa mostra è finanziata con fondi POC (PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE) Regione Campania nell’ambito del progetto “Azioni Culturali della Fondazione Donnaregina – Progetto XXI”. \nBrochure Rassegna Cinema \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Gli Unici. Al Hansen\, Dieter Roth\, Jean Toche & Roberto Paci Dalò\, Casa Morra\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:UNDERNEATH THE ARCHES - Jumana Manna\, Depositions
DESCRIPTION:03 marzo 2022\nSTART ORE 18:00\nVideo screening\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \n05 marzo – 15 maggio 2022\nOPENING 05 MARZO ORE 11:30\nAcquedotto Augusteo del Serino\nVia Arena Sanità 5\, Napoli \nA cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone \nProsegue\, nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nell’area Borgo Vergini – Rione Sanità a Napoli\, Underneath the Arches\, programma di arte contemporanea diretto da Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone\, in collaborazione con l’Associazione VerginiSanità. La quarta mostra del programma ospiterà\, dal 5 marzo al 15 maggio 2022\, un intervento dell’artista Jumana Manna dal titolo Depositions.  \nNel suo lavoro Jumana Manna esplora l’articolazione del potere concentrandosi su corpo\, terra e materia in rapporto alle eredità coloniali e alle storie dei luoghi. Attraverso sculture\, film e testi\, Manna mette in discussione i paradossi delle pratiche di conservazione\, in particolare nei campi dell’archeologia\, della scienza e del diritto. La sua ricerca tiene conto della tensione tra le tradizioni moderniste di categorizzazione e conservazione e la potenziale “sregolatezza” delle rovine come parte integrante della vita e della sua rigenerazione. \nIn occasione della mostra presso l’Acquedotto Augusteo del Serino\, Jumana Manna ha realizzato una serie di piccole sculture in ceramica che rispondono alla tradizione in uso nei Paesi del Medio Oriente\, ma non solo\, di lasciare il pane vecchio negli spazi pubblici. Queste sculture citano tale pratica di offerta destinata a un ricevente sconosciuto\, un atto che libera il donatore dal peccato del cibo non consumato\, dunque della vita sprecata. Questa accezione di “offerta” si intreccia con l’usanza presso le antiche civiltà mediterranee di realizzare doni votivi per gli dei – e in particolare per divinità femminili – nella forma di pani e focacce in argilla\, reperite come arredi funerari. Alcuni di questi esempi sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e in altri musei campani\, quali il Parco Archeologico di Paestum e il Museo Archeologico di Eboli. Le sculture realizzate dall’artista trovano posto in un’installazione appositamente concepita per il sito dell’Acquedotto\, che mescola riferimenti all’archeologia e suggestioni provenienti dalla strada. \nLa mostra Depositions sarà preceduta dalla proiezione del film di Jumana Manna A Magical Substance Flows Into Me (2016) in un evento pubblico organizzato in collaborazione con la Fondazione Morra e ospitato dal Museo Hermann Nitsch il giorno giovedì 3 marzo alle ore 18.00. \nNato nel 2018\, il progetto Underneath the Arches intende innescare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea\, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali\, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità\, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Alla data attuale sono stati realizzati interventi degli artisti Arturo Hernández Alcázar (Città del Messico\, 1978)\, Hera Büyüktaşçıyan (Istanbul\, 1984) e Adrian Melis (L’Avana\, 1985). \nIl progetto è realizzato con il supporto della Fondazione Morra\, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si ringrazia il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli. \nBIOGRAFIA ARTISTA \nJumana Manna (Princeton\, 1987) è un’artista visiva e regista palestinese che vive a Berlino. Le sue mostre personali più recenti includono: Jumana Manna / MATRIX 278\, Berkeley Museum of Art\, San Francisco; Sketch and Bread\, Balade Charlottenburg\, Villa Oppenheim\, Berlino; Thirty Plumbers in the Belly\, M HKA – Museum of Contemporary Art\, Anversa (tutte 2021); Wild Relatives\, Tensta Kunsthall\, Stoccolma (2020); Jumana Manna\, Tabakalera\, San Sebastian (2019); Wild Relatives\, Douglas Hyde Gallery\, Dublino (2018); A Magical Substance Flows Into Me\, Mercer Union\, Toronto (2017)\, Malmö Kunsthall\, Malmö (2016) e Chisenhale Gallery\, Londra (2015); Wild Relatives\, Jeu de Paume’s Satellite 10 program al MABA e CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux (2017); Menace of Origins\, SculptureCenter\, New York (2014). Ha partecipato a numerose mostre collettive e festival\, tra cui la Biennale di Toronto (2019); la Biennale di Taipei (2018); Padiglione dei Paesi Nordici\, 57a Biennale di Venezia (2017); Liverpool Biennial (2016); 6 Biennale di Marrakech 6 (2016); 54a e 56a Vienna International Film Festivals (2016 e 2018); 66a e 68a Berlinale (2016 e 2018)\, CPH:DOX\, Copenhagen (2018)\, dove Wild Relatives (2018) ha ricevuto il premio New:Visions. \nNOTA SULL’ACQUEDOTTO AUGUSTEO \nIl tratto di acquedotto di epoca romana\, rinvenuto nel 2011 al di sotto del Palazzo Peschici-Maresca\, di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini\, rappresenta un’evidenza archeologica di fondamentale importanza\, parte di un percorso di oltre 100 km\, che dalle sorgenti di Serino arriva fino a Miseno. I ponti-canale\, utilizzati come fondamenta del Palazzo\, disegnano uno spazio stratificato\, adibito nel corso dei secoli a cantina\, rifugio\, luogo di discarica. Aperto al pubblico nel 2015\, il Sito è gestito dall’Associazione VerginiSanità che lavora ad un progetto complessivo di recupero\, valorizzazione e fruizione\, denominato AquaAugusta. Dal 2017 è parte di ExtraMann\, una rete nata in collaborazione con il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli per valorizzare il patrimonio culturale meno conosciuto della città. \nINFO \nwww.verginisanita.it/aquaugusta \naquaugusta.contemporaryart@gmail.com
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LOCATION:Acquedotto Augusteo del Serino\, Via Arena Sanità 5\, Napoli\, Italia
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SUMMARY:Open Systems
DESCRIPTION:17 dicembre 2021\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nA cura di Ambra Viviani\, David Richter\, Jacob Ott e Lukas Treiber \nw/ Samara Behringer\, bod [包家巷]\, Andrea Bolognino\, Leonardo Bürgi\, Federico del Vecchio\, Antonio della Corte\, Giorgia Garzilli\, Boris Kurdi\, Angela Melito\, Effe Minelli\, Raffaela Naldi Rossano\, Michael Rey Von\, Isabel Schulte\, Anton Steenbock\, Gabriel Stöckli & more. \nHow can self-referential closure create openness? It is not a matter of adaptation\, nor is it a matter of metabolism. It is a peculiar constraint on autonomy arising from the fact that the system would simply cease to exist in any\, even the most favorable environment\, if it did not equip the momentary elements that compose it with the capacity for connection\, that is\, with meaning\, and thus reproduce them. Different structures may exist to accomplish this\, but only ones that can withstand the radical trend toward immediate (and not merely gradual\, entropic) dissolution of the elements. The point of departure must be the difference between system and environment. System are oriented by their environment not just occasionally and adaptively\, but structurally\, and they cannot exist without an environment. They constitute and maintain themselves by creating and maintaining a difference from their environment\, and they use their boundaries (contorni) to regulate this difference\, Without difference from an environment\, there would not even be self-reference\, because difference is the functional premise of self-referential operations. In this sense boundary maintenance is system maintenance. But boundaries do not mark a break in connections\, as one cannot state that internal interdependencies are greater than system/environment interdependencies. The concept of boundaries means\, however\, that processes which cross them have different conditions for their continuance after they cross the contorno. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Isabell Schulte\, part VIII (2021)\, Antonio Della Corte\, Where living forms can exist (2021)\, Angela Melito\, Hela havet stormar (il gioco delle sedie) (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Andrea Bolognino\, Engramma (2021)\, Samara Behringer\, Untitled (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Jacob Ott\, Questo è per Pina (2021)\, Antonio Della Corte\, Untitled 8 (2020)\, Leonardo Bürgi\, Drylands (2021)\, Raffaela Naldi Rossano\, Skin 01\, Skin 02\, Skin 03 (2019)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Isabell Schulte\, part VIII (2021)\, Antonio Della Corte\, Where living forms can exist (2021)\, Angela Melito\, Hela havet stormar (il gioco delle sedie) (2021)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation view. Federico Del Vecchio\, Fetichisme and lemon soda (2018)\, Open Systems\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © Danilo Donzelli Photography
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SUMMARY:Libero De Cunzo. Dea Adventus
DESCRIPTION:13 dicembre 2021 – 31 gennaio 2022\nOPENING 11 dicembre ORE 17:00\nFondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli\n \nA cura di Loredana Troise e Raffaella Morra \nLuminosa\, acuta e morbida\, la nuova personale di Libero De Cunzo DEA ADVENTUS\, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise\, ospitata presso la Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee (13 dicembre – 31 gennaio 2022) rappresenta un intervallo dal terremoto del mondo. Libero De Cunzo\, armato del suo iPhone\, ha diretto lo sguardo e distillato delle sillabe di una dialettica tra recupero\, spezzatura e ritrovamento\, l’artista è entrato nelle pieghe dei luoghi e ne ha catturato il noema testuale\, come atto meditativo e fenomeno conoscitivo nella sua intima percezione. \nA partire da tagli\, frazioni\, sezioni\, De Cunzo guarda il mondo attraverso una recherche dove la domanda di fondo riguarda lo statuto delle cose recuperate e poi svelate nella memoria: ritmi onirici\, stupore\, meraviglia\, nostalgia\, dolore sono tracce di vissuto che non si perdono\, ma restano incise nel cuore. Raccontate attraverso una fitta geologia di riflessioni che da sempre spingono l’artista a interrogarsi al lume della sua coscienza\, le fotografie inedite divise nelle tre partiture DEVOZIONI-EMOZIONI-AMMIRAZIONI si configurano quale punto nevralgico-umorale depositato in quel margine della retina che diviene osservatorio e finestra d’ingresso del sapere e del saper decantare “nella piena Gratitudine della Meraviglia sempre pronta ad Apparire”. Un contrassegno che è insieme formale e ideologico\, e che trova il suo fondamento in una visione che mira alla linea del dialogo come espediente retorico. La struttura logico-espressiva della narrazione\, procedendo infatti in una investigazione della realtà sempre più vertiginosa e solo apparentemente rarefatta\, esige la corrispondenza di un fruitore particolarmente avvertito\, pronto cioè a ingaggiare la sfida dell’interpretazione attraverso un laborioso\, ma remunerativo\, circolo ermeneutico. Nei tre capitoli visivi di DEA ADVENTUS Libero De Cunzo si esprime attraverso una scrittura con la luce che corrisponde al suo procedere usuale\, e proietta il proprio messaggio poetico che è espressione e contatto emozionale di segni/motivi: l’incontro fortuito con un particolare tramonto\, il bagliore del sole\, le impronte nella sabbia\, una mano che sfiora un tessuto\, delle candele votive sono delle incursioni che alternano lo stupore all’irrompere di gratificazione\, delle soluzioni proposte alla nostra memoria distratta\, illuminanti con la loro immediatezza\, una fugace scintilla di reale. Le opere fotografiche di Libero De Cunzo sono degli articoli visivi esplicativi\, riflessi e vibrazioni che ci guidano in un affascinante tragitto\, dove siamo tutti chiamati a riflettere\, con uno sguardo che può variamente rallentare\, accelerare\, sostare e ricominciare… \n“Nel procedere lo sguardo diventa immagine ed esprime la volontà di stabilire un rapporto di identità con i luoghi. Una ricerca per una visione interiore che vuole superare i significati del reale\, dello spazio e del tempo. Riconoscendo nell’istante dello scatto\, nel trattenere il respiro\, un tempo che da soggettivo tende all’assoluto. Una pratica del vedere per elevare le proprie capacità del sentire”.\nLibero De Cunzo\, A passo di Vigna\, 1998 \nLibero De Cunzo è docente di Arte della Fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi e all’Accademia di Belle Arti di Napoli di Fotografia per l’ambiente e il paesaggio. L’attività didattica\, da sempre caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico\, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha promosso numerose iniziative realizzando reportage su architettura\, ambiente e paesaggio. Ha collaborato con diversi enti ed istituzioni come il Ministero per i Beni Culturali\, il MAXXI\, la Facoltà di Architettura di Napoli\, l’Institut François Grenoble\, l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Ha esposto in diversi spazi\, in Italia e all’estero. Dalla rassegna Trismegisto curata e allestita da Lucio Amelio nel 1993 con i maggiori artisti contemporanei. Per De Cunzo si manifesta con chiarezza il ruolo fondamentale della fotografia nell’arte intesa come viaggio etico. Ha partecipato con contributi monografici alle rassegne: L’Italia nel paesaggio (1999); Le stanze dell’Arte (2002); Living Theatre\, labirinti dell’immaginario (2003); Città architettura edilizia pubblica\, Napoli e il Piano Ina-Casa (2006); il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012)\, La rosa dei 20 (2017)\, RE/GARDER Vibrazioni e corrispondenze (2018)\, Procida/Giardino Segreto (2021). Tra i titoli pubblicati: I Casali (1981); Spaccanapoli (1993); Infiniti possibili: Ravello (1994); Grotta del Sole (1994); Lontano dall’Isola Azzurra (1994); Zone – Napoli/Parigi (1994); Tra luce e luce (1995); La trama vivente della storia (1996); A passo di Vigna (1998); I valori del paesaggio e la fotografia sensibile (1998); L’Italia nel Paesaggio (1999); Imago vocis\, vocis imago (2003); Croniconiche. Luci e ombre\, parole e memorie dalle metropoli (2006); Zenit. Sguardo meridiano. Viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia (2009); Procida\, il giardino segreto (2009); Salerno. Glocal City (2010); Il Paesaggio degli Dei e il lavoro degli Uomini (2012). \n  \nIngresso libero. Necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass) \nFondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee \nVico Lungo Pontecorvo 29/d 80135 Napoli\nTel.: +39 0815641655 \nwww.fondazionemorra.org www.em-arts.org www.museonitsch.org \nLunedì – Venerdì ore 10:00 – 19:00 / Sabato ore 10:00 – 14:00
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SUMMARY:HUO RF…person\, action\, situation…
DESCRIPTION:9 – 14 dicembre 2021 \nMuseo Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n…person\, action\, situation… è una serie di lavori che guarda al concetto di “vergogna”\, dal punto di vista individuale\, sociale\, ecologico e politico ed elabora il concetto di vergogna in forma di discussione e dialogo\, attraverso dei ritratti\, che io conto allargare ad una più ampia prospettiva nel tempo. \nQuando ho cominciato a considerare il concetto di vergogna e ci ho riflettuto\, mi sono reso conto di come esso varia attraverso fatti concreti\, come abitudini quotidiane\, la pratica delle varie professioni\, lo spazio urbano\, la famiglia\, la società\, e il livello di consapevolezza fisica\, scientifica\, ecologica. Ho cominciato ad esplorare come i sentimenti di vergogna di cui si cerca di liberarsi\, prendano forma come indesiderabili entità; di come questo processo di liberazione sia una lotta individuale e segreta; di come la vergogna diventi un qualcosa che circonda la persona; di come la società trasformi questo sentimento in un elemento di pressione e controllo; di come e fino a che punto le tradizioni si collochino in questo tipo di esperienza; quale è il punto al quale questi limiti vengono avvertiti; i problemi che emergono quando questi limiti vengano rimossi e\, alla fine\, che cosa rimane dalla area del conflitto. Quando ho cominciato ad indagare sulla vergogna che noi sopprimiamo e seppelliamo profondamente ho trovato le risposte alle tre domande che ho posto in ogni intervista: perché esiste la vergogna\, da dove origina\, quale tenace\, anche se invisibile\, velo essa sia. \nLe domande che ho rivolto sono: \n– Saresti disposto a condividere qualcosa di cui ti vergogni\, se hai mai provato questa sensazione? \n– Se hai avuto questa esperienza\, provi ancora vergogna dopo averla condivisa parlandone? \n– Qual è la tua reazione abituale quando incontri qualcosa o qualcuno di vergognoso? \nHo lavorato a questa serie\, iniziata durante una residenza nel 2019\, a Napoli\, dove sono arrivato grazie ad un programma della Fondazione Morra*\, si tratta di ritratti\, emersi dalle tre domande sulla vergogna. Durante la mia residenza a Napoli per la Fondazione Morra ho inciso su lamine di rame le risposte di professionisti dal mondo dell’arte. Le loro diverse esperienze\, mi hanno permesso di collegarmi alla città in modo profondo. Ho scelto il rame per le sue qualità di conduttività e reattività a vari agenti e mutabilità nel tempo. I visitatori possono toccare i lavori che diventano un’installazione site specific\, e formare tra loro legami più forti e più veri\, parlando delle proprie vergogne. \n*La residenza di Huo Rf e Çağrı Taşkın (del collettivo Odviz) presso la Fondazione Morra nell’autunno 2021 è parte del progetto di scambi culturali Neapolitan Dialogues disegnato da Vittorio Urbani per Fondazione Morra.\n**Grazie al gentile supporto della associazione Turkey One\, Istanbul\, in partnership con la Fondazione Morra\, Napoli. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, HUO RF…person\, action\, situation…\, Museo Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Approdi | 3  Avanguardie musicali a Napoli - volume III (Konsequenz)
DESCRIPTION:16 novembre 2021\nSTART ORE 17:30\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \n“Approdi” è una collana discografica dedicata alle ‘Avanguardie musicali a Napoli’ ospitata dal prestigioso catalogo Konsequenz. \nL’intento è quello di documentare l’attività musicale di ricerca a Napoli e dintorni\, presentando opere o live inediti\, e disegnando/consegnando al futuro la geografia sonora di una città la cui narrazione esclude solitamente tutto ciò che non sia canzone (riferendo questa considerazione\, nel rispetto per ciascun genere\, alla constatazione del dato di fatto prevalente). \nCosì\, ai due volumi pubblicati nel 2019 e nel 2020 – con diffusione internazionale curata dal più importante distributore italiano di musiche ‘altre’: Soundohm-\, si affianca ora il terzo disco\, Approdi | 3\, che raccoglie la grata disponibilità del Museo Nitsch e della Fondazione Morra a una prima presentazione pubblica\, che si terrà martedì 16 novembre alle ore 17:30. Parteciperanno gli Autori e gli Esecutori delle opere inedite e dei documenti audio live compresi nel nuovo lavoro. \nFigurano nel disco musicisti già noti ed affermati\, ai quali vengono però affiancati giovani e giovanissimi di gran talento\, confermando in tal modo il tratto vocazionale di Girolamo De Simone\, ideatore del progetto\, e quello della Fondazione di Peppe Morra\, che da anni si fa promotrice delle più importanti avanguardie artistiche mondiali. \nTra i partecipanti\, in “ordine di apparizione”: Christian Mastroianni\, Luca Buonaguidi\, Enzo Amato\, Cristina Galietto\, Max Fuschetto\, Francesco De Simone\, Vincenzo Liguori\, Girolamo De Simone\, Andrea Riccio\, Gabriele Montagano\, Domenico Di Francia\, Alessandro Silvestro\, Romina Daniele\, Maurizio Chiantone\, Filippo D’Eliso\, Eugenio Fels\, Giuseppe Cassaro\, Angelo Greco\, Pasquale Mosca. \nLa collana “Approdi” si avvale inoltre delle opere e della collaborazione di Fabio Donato. \n«L’idea di avanguardia è prospettica. Essa assume sfumature differenti a seconda del periodo storico e del ‘terreno’ sociale e comunitario. Dipende dal momento storico perché l’avanguardia può avere connotati rivoluzionari o reazionari; innovare i costrutti o i materiali; essere nazionalista o esterofila; etc. Ma dipende anche dal terreno sociale\, perché essa potrà essere consequenziale oppure emergenziale\, cioè essere accettata (e finanziata) come fluido rinnovamento del tutto naturale\, oppure combattuta e risultare il frutto di una strategia degli artisti. Una strategia di emergenza clandestina (ad esempio durante una dittatura militare o religiosa); una di lenta emersione; o una emergenza eruttiva e selvaggia: si pensi alle cosiddette ‘singolarità selvagge’ di Foucault\, la cui forza è tale da traforare e attraversare le pieghe del comunitario e conquistare visibilità\, attivare trasformazioni sociali\, essere veicolo di reali cambiamenti del tessuto. Per questo motivo è stata dimostrata la pervasività e l’efficacia della musica (le canzoni di protesta) quale connettore e amplificatore di istanze comuni e come formidabile ariete di cambiamento. La musica tout court e le arti già assimilate non avrebbero una potenzialità simile senza le avanguardie\, senza la forza propulsiva che spinge al nuovo. Si ribadisce: tale ‘nuovo’ può assumere anche caratteristiche restaurative\, ma sempre se ne percepirà una novità\, come la storia dell’arte ha dimostrato\, in relazione all’epoca storica differente\, e alla diversa ricezione che anche un costrutto già udito può scatenare in ragione di una sua particolare collocazione linguistica. Una medesima frase potrà essere innovativa anche a cento anni di distanza\, perché calata in tessuto e geografie completamente differenti da quando essa fu pronunciata la prima volta. Assumere\, cioè\, un significato totalmente nuovo\, delocalizzante\, generare uno spaesamento\, una deterritorializzazione\, foss’anche momentanea». Girolamo De Simone \nAPPRODI | 3 \nCATALOGO KONSEQUENZ (KNZ025) – COLLANA ‘APPRODI’ \nwww.incantesimodellasoglia.com – inastriritrovati@gmail.com \n \n 
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SUMMARY:Presentazione libro ALL BOOM ARTE
DESCRIPTION:10 novembre 2021\nINIZIO ORE 18:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nTour europeo di presentazione di ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020 \na cura di Cristina Cobianchi \nIntervengono: Elena Bellantoni\, Fabrizio Cicero\, Cristina Cobianchi\, Adriana Rispoli\nModera: Vittorio Urbani \nMercoledì 10 novembre 2021\, presso la Fondazione Morra\, al Museo Hermann Nitsch di Napoli\, AlbumArte\, spazio indipendente per l’arte contemporanea di Roma presenta il progetto editoriale ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020\, a cura di Cristina Cobianchi (Quodlibet editore\, 2021)\, realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione 2020)\, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. \nAll’interno della presentazione del volume\, saranno presentati due video di due artiste di AlbumArte: CORPOMORTO (2020\, 9’50”) di Elena Bellantoni e Fronte Nazionale Naso Partenopeo (2020\, 18’48’’) di Anna Raimondo. \nGli artisti e i curatori selezionati in questi dieci anni di attività da AlbumArte\, sono riusciti a costruire una comunità e a formare una rete di scambi intellettuali e di opportunità di lavoro\, connessione e ricerca ed è proprio su questa comunità di giovani o emergenti\, che si focalizza l’attenzione del volume ALL BOOM ARTE\, un fenomeno aggregativo ancora in corso\, che ha coinvolto e continua sempre di più a coinvolgere decine di artisti\, tra i quali molte artiste e curatrici donne. \nUna parte del volume è dedicata a 18 conversazioni inedite tra gli artisti e i curatori di AlbumArte: Gianluca Brogna con Grossi Maglioni\, Benedetta Carpi De Resmini con Cosimo Veneziano\, Anna Cestelli Guidi con Iginio De Luca\, Daniela Cotimbo con Sonia Andresano\, Elisa Del Prete con Angelo Bellobono\, Raffaele Gavarro con Sandro Mele\, Silvano Manganaro con Zaelia Bishop\, Margherita Moscardini con Cristina Cobianchi\, Manuela Pacella con Elena Bellantoni\, Claudio Libero Pisano con Delphine Valli\, Adriana Polveroni con Francesco Jodice\, Marta Silvi con Dario Agati e Fabio Giorgi Alberti\, Marco Trulli con Anna Raimondo\, Paola Ugolini con Silvia Giambrone e Romina Bassu\, Vittorio Urbani con Flavio Favelli\, Saverio Verini con Sabrina Casadei e Alessandro Giannì.   \nIl volume\, di 484 pagine\, doppia versione italiano inglese\, è diviso in altre 5 sezioni che illustrano il contesto della ricerca di AlbumArte dal 2011 al 2020: gli artisti italiani all’estero con AlbumArte (Anteprima 2011-2014); AlbumArte | VideoArtForum (2016\, in corso); Le performance; il progetto Donne (non più) anonime – confronto sul femminicidio; le mostre realizzate (2011-2020). \nCORPOMORTO (2020\, 9’50’’) \nL’opera consiste in un video e in una grande installazione di arte pubblica composta da un cartello in schiuma poliuretanica lungo 43 metri e da 8 oggetti in cemento con linee lunghe 20 metri ciascuno. “Ho immaginato di lavorare sul punto di vista dal mare posizionando la mia opera sul bordo dell’acqua visibile dall’alto. Ho deciso di lavorare sul concetto di corpo morto – una parola presa in prestito dal linguaggio del mare – producendo lettere galleggianti in polistirolo espanso che diventano punti di ancoraggio per i corpi morti in cemento gettati in fondo al mare in una baia vicino al porto di Tricase in Puglia. Lavoro per immersione\, con CORPOMORTO l’immersione avviene anche in senso letterale gettandomi in mare per costruire la mia azione. Mi interessano gli aspetti linguistici di questi elementi marittimi: la parola dead-body che evidenzia con la presenza di molti cadaveri nei nostri mari\, la parola an-courage sottolinea l’azione del saltare\, il coraggio di avvicinarsi per raggiungere la terra ferma. La lingua diventa un “salvagente”\, un luogo su cui appoggiarsi\, tutte le lettere – che getto in acqua attraverso un’azione performativa – sono di un colore arancione intenso\, lo stesso dei giubbotti di salvataggio usati in mare. I corpi morti\, in fondo al mare\, portano la stessa scritta come un riflesso che emerge sulla superficie dell’acqua: ancora/corpo morto tra cielo e terra coraggio dal gioco di parole sull’oggetto stesso di “ancoraggio” emerge un monito di natura poetico-politica. (EB) \nFronte Nazionale Naso Partenopeo (2020\, 18’48’’) \nIl titolo di quest’opera trae ispirazione da un’iscrizione letta fugacemente dall’artista sulle mura di Napoli\, dove con ironia\, qualcuno aveva aggiunto alla sigla scritta con lo spray “Fronte Nazionale”\, le parole “naso partenopeo”. La costituzione di un partito utopico\, il Fronte Nazionale Naso Partenopeo (Napolitan Nose National Front)\, prende forma attraverso le interviste che l’artista fa a cittadini e attivisti napoletani\, al fine di avviare una riflessione corale sulle micro-azioni quotidiane di trasformazione sociale ed emancipazione. Un (non) partito\, rappresentato da una (non) bandiera insieme a diversi materiali di propaganda\, è al centro di una vera e propria campagna elettorale organizzata dall’artista\, presentando anche un banchetto elettorale mobile\, simile a quello di un vecchio venditore ambulante\, che sarà utilizzato per azioni future nello spazio pubblico. Il naso\, elemento che definisce la fisionomia di una persona\, viene qui ironicamente utilizzato come parametro di identità\, come punto di partenza per una serie di speculazioni politiche e sociali effettuate durante le interviste\, con un motto ricorrente: utilizza gli occhi\, usa le orecchie\, abbi naso. Il video è stato realizzato in occasione della mostra personale dallo stesso titolo dell’artista ad AlbumArte\, nel gennaio 2020. \nPartner culturali del progetto ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo\, Roma; Roma Capitale. Assessorato alla Crescita Culturale / Azienda Speciale Palaexpo\, Roma; National Gallery of Art\, Vilnius; Art House\, Scutari; Bn Project\, Bruxelles; Dimora OZ\, Palermo\, Golden Thread Gallery\, Belfast; LE 18\, Marrakech; PILOT\, Bratislava. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti. Necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass)
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SUMMARY:Masterclass Internazionale Edipo. Corpo di Sangue - OPEN CALL
DESCRIPTION:CALL PER MASTERCLASS\nIscrizioni aperte dal 5 novembre 2021 al 20 aprile 2022 \n10 – 22 maggio 2022\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/d\, Napoli \nMasterclass internazionale residenziale sulla relazione suono – corpo\, dall’Edipo Re di Hermann Nitsch \ncondotta da Andrea Cramarossa \n“Il tormento che Edipo si porta fin dalla nascita\, il non sapere di sé\, lo condurrà verso l’orrore\, verso l’inudibile. In questo Edipo di Nitsch\, con fortissimo chiarore si realizza quel senso del sacro attraverso il sacrificio di tutti gli elementi che hanno condotto l’eroe nell’estasi della conoscenza\, un’estasi inquietante\, molesta\, lacerante.” \nAndrea Cramarossa \nFinalità \n\nContattare il proprio corpo attraverso la pratica del rito.\nContattare il proprio suono attraverso la pratica del rito.\nImpossessarsi del “senso del sacro” partendo dal “sacro quotidiano”.\nRendere sacro il proprio corpo.\nRendere sacro il proprio suono.\nRendere sacro il luogo attraverso la pratica del sacrificio.\n\nObiettivi \n\nStudiare il testo “Edipo Re” di Hermann Nitsch per approdare ad una pratica rituale immersiva.\nLasciarsi avvolgere dal mito di Edipo per consolidare una pratica di narrazione del mito stesso collettiva e comunitaria.\nGiungere a un “luogo” possibile ove l’attore possa considerare la sacralità del suo stare in scena assieme al circostante.\nAssimilare il senso del sacro nella pratica teatrale.\nApprendere il meccanismo della regressione (perdita dei propri legami strutturali – prigione fisica e mentale) per individuare gli impulsi fisici primordiali (processo dionisiaco).\nApprendere il meccanismo della sublimazione di tali impulsi per farne una creazione artistica mistica di autocoscienza.\n\nA chi è rivolta \nLa Masterclass si rivolge ad attori e attrici\, danzatori e danzatrici\, musicisti e musiciste\, cantanti\, registi e registe maggiorenni e di tutte le nazionalità (la conduzione sarà multilingue); aperta anche ad allievi e allieve con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica. \nLa relazione con il corpo prevede la possibilità di considerarlo nella sua nudità. \nAlla fine del percorso è prevista una doppia apertura del lavoro al pubblico. \nA tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. \nLa Masterclass è a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti. \nI partecipanti potranno essere invitati a prendere parte come attori alla “Festa dei sei giorni” in programma nel mese di luglio 2022 al Castello di Prinzendorf in Austria. \nNote biografiche \nAndrea Cramarossa è un poeta\, regista e attore che\, dopo anni di intensi studi personali nell’ambito della ricerca vocale\, del suono e della voce applicata al canto e al parlato teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. \nÈ il primo a usufruire dell’ascolto del suono della voce umana per poter approdare all’arte drammatica strutturando un vero e proprio modello di recitazione che si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert e al Teatro delle Orge e dei Misteri di Hermann Nitsch. Cramarossa tiene abitualmente workshop sulla voce e sulla recitazione in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti in ambito artistico tra i quali: “Oscar dei giovani – Personalità Europea” e il Premio “Aligi D’Oro” per l’Arte Drammatica. Con il lavoro artistico “L’URLO” riceve nel 2013 il primo premio al FAP – Festival delle Arti Performative. Nel 2003 fonda il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole. \nPer maggiori info: www.teatrodellebambole.it \nDate e orari \nLa Masterclass si svolgerà tutti i giorni \ndal 10 al 22 maggio 2022 \ndalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19 \nper un totale di 66 ore  \nPresentazione aperta al pubblico sabato 21 maggio ore 21 e domenica 22 maggio ore 18. \nDove \nLa Masterclass si svolgerà a Napoli (IT) presso: \nMuseo Hermann Nitsch \nVico Lungo Pontecorvo 29/d \n_____________________ \nCome candidarsi \nÈ indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico a info@teatrodellebambole.it \nÈ possibile inviare la propria candidatura fino al 20 aprile 2022. \nCosto e Modalità di iscrizione \nLa quota di partecipazione è di 280\,00 euro \nEsiti selezione \nI partecipanti selezionati verranno contattati dalla segreteria organizzativa il 27 aprile 2022 \nL’iscrizione si completa al momento del ricevimento della copia del bonifico bancario dell’acconto del 50%\, entro i cinque giorni successivi alla comunicazione dell’esito delle selezioni. \nOltre tale data decade la candidatura. Si precisa che l’acconto non è rimborsabile. \nIl pagamento è consentito solo tramite bonifico bancario.  \nOgni altra spesa (viaggio\, vitto\, alloggio) è a carico dei partecipanti. \nDurante la Masterclass verrà garantito e richiesto ai partecipanti il rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19. \nPer maggiori informazioni: \nMuseo Hermann Nitsch – info@museonitsch.org – +39 081 5641655 \nCasa del Contemporaneo – info@casadelcontemporaneo.it – +39 345 4679142 \nLa Masterclass internazionale EDIPO. CORPO DI SANGUE è organizzata da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole in collaborazione con Casa del Contemporaneo. \nGerman version \nSpanish version \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Masterclass Edipo. Corpo di Sangue\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2022 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Archivi esposti: teoria e pratica dell'arte contemporanea
DESCRIPTION:15-16 ottobre 2021\nDIRETTA STREAMING 15 OTTOBRE ORE 9:30\nEvento online \nA cura di Massimo Maiorino (Università degli Studi di Salerno)\, Maria Giovanna Mancini (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)\, Francesca Zanella (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) \nSegnato da un problematico ossimoro che si annoda nella apparentemente inconciliabile contrapposizione tra archivio ed esposizione\, tra conservazione e ostensione\, il convegno Archivi esposti. Teorie e pratiche dell’arte contemporanea vuole riflettere sulle nutrienti convergenze che queste due figure disegnano nella mappa artistica degli ultimi anni.\nDa un lato vi è l’archivio\, quale spazio della separazione e dell’ordine\, luogo labirintico e segreto dell’arché che\, ha ricordato Derrida\, determina l’inizio\, il cominciamento di tutte le cose\, ma anche una nostalgica condizione di malessere (Bredekamp\, 2006)\, un perturbante Mal d’archive\, e dall’altro l’esposizione\, spazio cardinale e ambiguo del sistema dell’arte attraversato da un’inarrestabile proliferazione di scritture che configurano un exhibitionary complex (Bennett\, 1995)\, dove verificare le emergenze della critica (Zuliani\, 2012) e le modifiche dello statuto dell’opera che già Benjamin aveva colto risiedere ormai nel valore di esponibilità. Dall’affascinante in-contro di queste pratiche\, l’archiviare e l’esporre\, si disegna una costellazione di questioni che hanno orientato il dibattito critico e le strategie artistiche sin dagli anni ’60 del ‘900 ripensando sia il ruolo del museo e la forma delle mostre\, che la funzione dei documenti come elementi di un nuovo linguaggio visivo\, traccia di indagini antropologiche\, oppure oggetto di pratiche di delocalizzazione e risemantizzazione (Foster\, 2004; Baldacci\, 2016). Tali aspetti trovano oggi eco nelle più recenti interpretazioni dell’archivio come luogo performativo di conservazione\, di costruzione e di esposizione del sapere e aprono alle digital humanites come orizzonte immateriale del futuro. Di questo panorama di studi e pratiche sempre più articolato\, il convegno intende seguire le traiettorie teoriche e le curvature metodologiche e sollecitare una specifica riflessione sulla natura comunicativo/relazionale del documento in relazione all’opera d’arte e quindi sulla sua esponibilità. \nEsclusivamente per il giorno 16 ottobre è possibile prenotare un posto in sala De Trizio (ex Palazzo delle poste\, Piazza Cesare Battisti 1 – Bari)\, con accesso secondo le norme vigenti\, inviando richiesta all’indirizzo mail archiviesposti@gmail.com \nProgramma Archivi Esposti
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SUMMARY:The art of remembering - Incontri
DESCRIPTION:2 ottobre 2021\nSTART ORE 19:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli\n \nDivergent Senses II part\nvideo screening\nA cura di Raffaella Morra \n5 ottobre 2021\nOPEN STUDIOS ore 17:00-19:00\nCEREMONY ore 19:00-21:00\nMuseo Hermann Nitsch\nVico Lungo Pontecorvo 29/D\, Napoli \n“Tutto ciò che è solido si liquefa in aria\,\npropagando il labirinto\,\nun continuum di un’entità alla fine\nCome viaggiatori\, essi fanno dei viaggi\,\nalla ricerca di una specie di paese delle meraviglie.\nCos’è che ci unisce?\nUn ricordo?\nE se smettessimo di ricordare?” \nThe rabbit hole presenta the art of remembering\, un programma di residenza globale\, in collaborazione con la Fondazione Morra e l’associazione E-M Arts\, che si terrà a Napoli dal 21 settembre al 5 ottobre 2021. \nMaayan Boni * Amaury Cambuzat * Laith Demashqieh\nMatilde di Pietropaolo * Ainara Lopez * Olec Mun\nKeri Rosebraugh * Mayke Verhoeven\ntheatrum phonosophicum (alias Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts) * Alejandro Zertuche \n10 candidati sono stati selezionati per trascorrere 14 giorni insieme per sbrogliare la domanda “e se smettessimo di ricordare?” Il programma\, concepito come una drammaturgia di esplorazione interiore\, mostra Napoli come ‘paese delle meraviglie’\, all’interno di un environment creato sia come percorso immersivo che come programma internazionale di residenza d’artista. Gli artisti esploreranno l’argomento da soli\, in un ambiente contemplativo e stimolante\, dotati di un proprio ‘studio’ all’interno del Museo Hermann Nitsch\, generosamente concesso dalla Fondazione Morra\, oltre a partecipare a cinque workshop esperienziali introduttivi del the rabbit hole method™ che si svolgeranno al Museo Hermann Nitsch\, in altri spazi pubblici e durante delle escursioni nei dintorni di Napoli. \nIl concept e il programma sono stati scritti e diretti dalla fondatrice del The rabbit hole\, Samina Virani. Il metodo è concepito come una drammaturgia\, un labirinto\, dove ogni artista scende nella ‘tana del coniglio’\, intraprendendo il suo viaggio mitologico alla scoperta di una ‘tela bianca’ collettiva. Per la direzione artistica del programma\, Samina Virani spiega: “gli elementi scritti della residenza sono progettati per consentire agli artisti di approfondire l’auto-introspezione\, una tela bianca\, un ‘senza forma’ dove lo sguardo segreto esiste. Alcuni lo chiamano ricordo”. \nVideo screening \nIl 2 ottobre alle ore 19:00 si svolgerà la rassegna video dal titolo Divergent Senses II part \nCome un puzzle senza una matrice definita\, i video selezionati per Divergent Senses sono delle componenti separate o delle qualità nascoste di un’unificazione. Questi video sono delle inferenze interpretative piuttosto che delle storie lineari\, che tracciano delle connessioni immaginative tra l’evento sullo schermo e il coinvolgimento emotivo. Quando le informazioni sono mancanti e non in ordine\, i percettori cercano le proprie relazioni causali; le informazioni salienti vengono omesse per suscitare curiosità e consentire ai partecipanti di comprendere le proprie motivazioni dei dettagli elaborati\, e mentalmente costruire una descrizione coerente. \nProgramma dei video \nAnouk De Clercq We’ll find you when the sun goes black 2021 Belgio/Norvegia\, video 16:9\, b/n\, sonoro\, 5 min. \nAlvise Renzini Ci sono gli spiriti 2009 Italia\, video\, colore\, sonoro\, 6 min. 20 sec. \nJohanna Vaude Samouraï 2002 Francia\, Super 8mm\, colore e b/n\, sonoro\, 7 min. 23 sec. \nJeanne Liotta Dark Enough 2011 USA\, 16mm\, b/w\, sound\, 6 min. 53 sec. \nPeter-Conrad Beyer Le Rêve 2020 Germania\, Super16mm & Video\, colore e b/n\, sonoro\, 8 min. 21 sec. \nColectivo Los Ingrávidos Guerras Floridas 2021 Messico\, 16mm\, colore\, sonoro\, 4 min. \nDeborah Stratman For the Time Being 2021 USA\, HD video\, 6 min. 40 sec. \nScott Sinclair ベルガ / BERGA 2017 Australia/Germania\, HD video\, colore\, sonoro\, 6 min. 4 sec. \nPer partecipare alla proiezione il 2 ottobre è richiesta la prenotazione per email info@museonitsch.org \nLa risposta finale \nIl 5 ottobre è programmato l’open studio dei candidati dalle ore 17:00 alle ore 19:00 e dalle ore 19:00 alle ore 21:00 la cerimonia di chiusura: il processo\, che è “the art of remembering”\, si trasformerà in un rituale consistente l’“atto di ricordare”. \nCredits \nSamina Virani\, Founder and Artistic Director\, the rabbit hole\nRaffaella Morra\, Curatorial Lead Naples\, Fondazione Morra\, Director E-M Arts \nCarlos Calvo\, Creative Producer\, the rabbit hole\nDr. Don Rodrigues\, co-writer “the rabbit hole method”\, Professor English Literature\, University of Memphis\, and Harvard University \nAurora Arenare\, Assistant Producer\, the rabbit hole\nPol Vidas\, communications\, the rabbit hole pol@101010n.com \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Amaury Cambuzat\, The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Ainara Lopez\, The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				The art of remembering\, Museo Hermann Nitsch\, Napoli\, 2021 © photo Sabrina Cirillo
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SUMMARY:NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini
DESCRIPTION:24– 26 settembre 2021\nOPENING 24 settembre ORE 17:00\nCasa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli\n \nA cura di Maria Pia Incutti e Anna Fresa \nDal 24 al 26 settembre Fondazione Morra\, Fondazione Plart – Hotel Costantinopoli 104\, Fondazione Banco di Napoli\, Associazione Zerynthia e DAFNA Gallery presentano la Seconda Edizione di NAJM. Stelle\, terrazze\, cortili e giardini il progetto culturale nato da un’idea di Maria Pia Incutti e Anna Fresa che\, attraverso momenti artistici differenziati\, intende portare attenzione verso gli spazi esterni privati della città di Napoli.\nNato lo scorso anno con la consapevolezza\, a seguito dell’improvvisa chiusura legata al lockdown\, della necessità di riaprire i luoghi della cultura\, favorendone sempre più la loro accessibilità.\nLa manifestazione porta alla luce l’importanza dell’arte come strumento utile a sanare il disagio emotivo della collettività\, causato dal distacco forzato nel quale il momento pandemico ci ha costretto a vivere.\nNAJM diventa così un percorso\, un cammino\, un modo di accostarsi e stare vicini in luoghi aperti\, non solo in termini spaziali\, ma tali nella loro capacità di accogliere apertamente differenti linguaggi artistici che diventano in tal modo segnali catartici di rigenerazione collettiva. L’arte ha da sempre avuto bisogno di un corpo a corpo diretto con il ricettore\, di osservatori attenti\, di domande senza risposte e soprattutto di condizioni che le consentano di vibrare in chi l’avvicina.\nIl programma di questa seconda edizione prende vita proprio da questo assunto e dalla sapienza di dovere apporre sulla città anche uno sguardo dall’alto\, scrutandone\, la moltitudine di giardini\, terrazzi e cortili da utilizzare come luoghi di condivisione.  \n“PERCORSI” \nA cura di Vittorio Urbani \nJoseph Beuys In difesa della natura\nMaurizio Elettrico Scala/Serra\nGiuseppe Morra Wunderkammer. Opera Aperta \nIl lavoro di Joseph Beuys\, padre dell’ambientalismo contemporaneo\, è l’ideale prologo alle varie mostre di Najm; con la mostra presente a Casa Morra celebrante 100 anni dalla nascita dell’artista tedesco\, inizia un percorso espositivo sinuoso\, esso stesso paragonabile ad un viticcio vegetale che si arrampica fra le stanze del palazzo. A seguire si propone il lavoro di Maurizio Elettrico\, un luogo dell’immaginario dove trovano casa i più diversi linguaggi padroneggiati dall’artista\, nell’intento di raccontare ancora le fantastiche storie della sua saga. Un tavolo già sua opera raccoglie diversi oggetti e sculture; disegni appositamente eseguiti accompagnano il percorso lungo una stretta scala quasi segreta\, fino alla ricreazione di un Giardino ricco di allegorie. La vegetazione vi e’ allusa ma anche rappresentata. La Wunderkammer di Giuseppe Morra infine vuole essere una raccolta di segni\, oggetti anche preziosi\, tutti tappe della storia importante della Fondazione: una collezione di relitti o reliquie ma anche racconti di una storia artistica tuttora fresca e vivente. L’insieme intende offrire all’osservatore una moltitudine di sollecitazioni che aspirano ad una sintesi: in una forma però anche ambigua e fitomorfa che cerca di raggiungere una comprensione utile della umana realtà. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico\, NAJM\, Casa Morra\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:Shozo Shimamoto GRANDI OPERE
DESCRIPTION:19 settembre 2021 – 1 maggio 2022\nOPENING 18 settembre ORE 18:00\nCentro Italiano Arte Contemporanea – CIAC\nVia del Campanile 13\, Foligno\n \nA cura di Italo Tomassoni \nUn’ampia retrospettiva sull’artista giapponese Shozo Shimamoto (1928 – 2013)\, a cura di Italo Tomassoni\, aprirà al pubblico il 19 settembre al CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno\, dove resterà aperta fino al 1 maggio 2022. \n“SHOZO SHIMAMOTO / GRANDI OPERE” è una mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli\, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno\, con il supporto tecnico\, logistico e organizzativo dell’Associazione Shozo Shimamoto. L’esposizione permetterà uno sguardo attento e completo sul percorso del maestro giapponese\, dalle prime innovative sperimentazioni degli anni ’50 fino alle fino alle più importanti e spettacolari degli ultimi anni. Se\, infatti\, gli anni ‘50 di Shimamoto si svolgono tutti in Oriente\, e specificamente in Giappone\, gli anni Duemila vedono l’artista attivo in gran parte in Occidente\, ove egli realizza molte delle sue performance. La dialettica tra questi due momenti della sua creazione si svolge tutta all’interno di un unico e particolarissimo processo artistico. Negli anni Cinquanta inizia a lavorare a un nuovo modo di concepire e praticare la pittura\, dedicandosi a una pratica gestuale e segnica\, che si trasforma progressivamente in happening. In particolare\, “la forza del segno al quale Shimamoto affida il senso più autentico del suo messaggio\, condiziona la fluttuazione di tracciati scrittorei che non si presentano mai “chiusi” e si sviluppano invece liberamente nello spazio alla ricerca di passaggi inesplorati sulla spinta del loro interno vitalismo” (Italo Tomassoni\, dal testo di presentazione in catalogo). Viceversa\, i grandi eventi degli ultimi anni superano il segno a favore di una grande costruzione scenica avente una sua autonomia spettacolare ed espressiva\, realizzata in pubblico come unico evento estetico. Per Shimamoto\, infatti\, l’opera “si offre all’esperienza dell’artista e del pubblico come dipanata nel tempo sulla orizzontalità infinita di dislocazioni spaziali liquide e plurime” (Tomassoni\, ibid). \nIl Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno\, dopo il fermo dovuto al Covid-19\, riprende dunque la sua attività espositiva coltivando uno sguardo globale con questa retrospettiva di Shozo Shimamoto comprendente lavori di grande importanza storica. Dalle prime opere concepite nel contesto del Gruppo Gutai\, alle calligrafie giapponesi\, fino alle esplosioni di colore dei lavori realizzati in Italia. La scelta delle “Grandi Opere” privilegiata in questa mostra\, intende evidenziare   come la migliore creazione di Shimamoto sia consustanziale alla grande estensione della superficie pittorica\, elemento costitutivo dell’opera come totale pienezza e contemporaneamente come confine da superare continuamente attraverso il dispiegamento del colore e della materia. \nLe grandi tele di Shimamoto allestite nello spazio del CIAC coinvolgeranno lo spettatore in un percorso che parte dal gesto e dal segno\, per attraversare il colore e misurarsi con la materia fino a penetrare nei significati più profondi ed “altri” della forma. Tra cielo e terra il gesto artistico di Shimamoto genera\, con queste opere\, una empatia che va oltre il tempo e lo spazio. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Shozo Shimamoto Grandi Opere\, CIAC\, Foligno\, 2021 © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Shozo Shimamoto Grandi Opere\, CIAC\, Foligno\, 2021 © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Shozo Shimamoto Grandi Opere\, CIAC\, Foligno\, 2021 © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View\, Shozo Shimamoto Grandi Opere\, CIAC\, Foligno\, 2021 © photo Elisa Partenzi Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:LABORATORIO VITTORIO AVELLA - CALCOGRAFIA E SERIGRAFIA
DESCRIPTION:28 giugno – 4 ottobre 2021\nINAUGURAZIONE 28 GIUGNO ORE 11:00\nLaboratorio Avella – Casa Morra\nSalita San Raffaele 20 c\, Napoli \nA cura di Vittorio Avella \nDopo l’esperienza della seconda edizione del 2019\, riparte il 28 giugno 2021 il corso di formazione in Calcografia e Serigrafia\, presso il Laboratorio Avella c/o CASA MORRA – Archivio d’Arte Contemporanea. \nIl ciclo di incontri del 2019 ha incluso la realizzazione di serigrafie esposte nella mostra Refraction of Lightness\, che l’artista Henrik Strömberg ha creato durante la residenza di circa tre mesi presso la Fondazione Morra. \nPer la sua terza edizione Laboratorio Avella – Calcografia e Serigrafia\, curato da Vittorio Avella\, Gianluigi Prencipe e Giovanni Timpani\, si concentrerà sullo sviluppo di competenze relative alle arti della calcografia e serigrafia\, in un ciclo di lezioni teoriche e applicate\, ospitate negli spazi di Casa Morra. \nIl Laboratorio Avella\, fondato nel 1978 a Nola da Vittorio Avella e Antonio Sgambati\, ha sede dal 2016 a Casa Morra. Rientrando nell’ambito del progetto Il Quartiere dell’Arte\, un percorso di rigenerazione degli standard urbani immateriali attraverso il rilancio delle filiere culturali e creative\, mira a recuperare il rapporto con l’artigianato artistico\, ancora vivo nella città di Napoli. \nDurata  \nLe lezioni si terranno ogni lunedì del mese di luglio e di settembre. L’ultimo incontro avrà luogo il primo lunedì del mese di ottobre. \nI partecipanti al corso frequenteranno la mattina il laboratorio di Calcografia e il pomeriggio quello di Serigrafia. \nLa Fondazione Morra rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza al termine del corso. \nComunicato \nModulo di Iscrizione \nInviare l’iscrizione con allegato un breve curriculum all’indirizzo archiviocasamorra@gmail.com
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SUMMARY:Luca Maria Patella. Fotografia & extra media - utile ti sia!
DESCRIPTION:18 giugno – 22 agosto 2021\nFMAV – Palazzina dei Giardini\nCorso Cavour 2\, Modena \nA cura di Massimo Bignardi \nFondazione Modena Arti Visive presenta Fotografia & extra media – utile ti sia!\, personale di un grande protagonista della scena dell’arte italiana Luca Maria Patella (Roma\, 1934) che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini dal 18 giugno al 22 agosto 2021. \nLa mostra\, il cui titolo è un omaggio a La Vita Nova di Dante Alighieri\, è curata da Massimo Bignardi e offre una panoramica della lunga carriera di Patella attraverso opere fotografiche e film che evidenziano l’evoluzione continua e incessante dei linguaggi dell’artista a partire dalle esperienze realizzate a metà degli anni Sessanta\, le acqueforti e le tele fotografiche passando per le opere degli anni ’Settanta e ’Ottanta\, immagini realizzate in autofocus con obiettivo fish-eye\, chiamate dall’artista “autofoto”. Il percorso prosegue con le sperimentazioni sulla percezione e riproduzione del colore fino alle grandi e rarissime Polaroid degli anni Novanta. Non mancherà una selezione di film resa possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e la Fondazione Cineteca di Bologna. \nLa mostra attraversa la ricerca di Luca Maria Patella\, pioniere\, sperimentatore ed innovatore della scena dell’arte italiana attivo fin dagli anni Sessanta\, noto a livello internazionale per il suo modus operandi che spazia tra i media – dalla fotografia al linguaggio filmico\, dalla scultura alla poesia visiva\, fino alla performance. La sua modalità operativa è propria di un linguaggio in progressivo aggiornamento\, influenzato dall’incessante rinnovamento tecnologico che è all’interno di quella interdisciplinarità\, caratterizzante l’intero suo percorso artistico. \n“Il percorso espositivo offre al visitatore un esaustivo spaccato di quanto Patella ha prodotto nell’ambito di una nuova fotografia\, che non risponde\, come equivalente\, all’arbitrario trasporto della realtà percepita” afferma il curatore Massimo Bignardi. La mostra si sviluppa a partire dalle esperienze realizzate a metà degli anni Sessanta\, documentate da opere provenienti dall’Archivio Luca Patella di Roma\, come le acqueforti fotografiche a colori simultanei\, esposte in occasione della sua prima mostra di fotografia\, tenuta nel 1966\, a Roma. Seguono poi opere quali Occhio nel paesaggio\, immagine oggettiva-riflessa\, del 1965\, le foto su grandi tele emulsionate\, tratte da diacolor\, per esempio Pioggia\, del 1966\, o dal ciclo Terra animata\, del 1967\, anno nel quale Patella partecipa alla V Biennale di Parigi\, ricevendo il premio speciale per la fotografia provenienti dalla Fondazione Morra di Napoli e dalla Galleria Il Ponte di Firenze. Inoltre\, saranno in mostra. \nCon l’Ambiente proiettivo animato\, presentato alla Galleria L’Attico di Roma nel 1968\, l’artista inclina i suoi interessi verso l’ambito degli extra media\, guardando alla molteplicità dei linguaggi creativi\, andando al di là dei canoni della comunicazione visiva di connotazione estetica. \nNelle successive sezioni seguono le esperienze condotte nel corso degli anni Settanta e Ottanta\, un arco di tempo documentato da lavori tratti dal ciclo Montefolle\, le fotografie autofocus con obiettivo fish-eye\, da quello a Trevi\, realizzato tra il 1972 e il 1974\, ma anche Autofoto viaggiante\, del 1975 (presente alla Biennale veneziana del 1980)\, Madmoutain\, del 1976\, e il celebre autoritratto con la moglie Rosa Foschi proveniente dalle collezioni del MACRO di Roma Gli Arnolfini-Mazzola a Montefolle del 1985. La mostra propone poi le esperienze sperimentali che Patella realizzò con la fotografia stenopeica e con l’uso del colore tricromico\, a partire da negativo bianco e nero nella seconda metà degli anni Ottanta. \nSaranno presenti nel percorso espositivo tre dei suoi numerosi film concessi in prestito dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Rome: Terra Animata (1965-1967)\, il ben noto SKMP2 (1968) e Vedo\, Vado! (1969)\, premiato con l’“Osella d’Argento” a Venezia\, esposto per concessione della Fondazione Cineteca di Bologna. \nA salutare il visitatore all’ingresso e all’uscita dalla Settecentesca Palazzina dei Giardini saranno le grandi Polaroid sperimentali dei primi anni Novanta. \nL’esposizione si propone quindi\, come una calibrata sintesi di ciò che la macchina fotografica è per Patella: “per me – dichiarava l’artista intervistato da Ida Pacelli nel 1978 – la macchina fotografica significava usare uno strumento che poteva rispondere\, farlo agire come Linguaggio e come Prassi\, riscattandolo non solo dalla superficialità pop\, ma anche dalla iperproduzione e sperimentazione d’altra parte stereotipa della pubblicità”.  \nAccompagna la mostra\, il catalogo a cura di Massimo Bignardi dal titolo Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia! (Franco Cosimo Panini Editore\, italiano\, euro 25)\, con testi di Massimo Bignardi\, Elio Grazioli e Luca Maria Patella. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia!\, FMAV\, Modena\, 2021 © Rolando Paolo Guerzoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia!\, FMAV\, Modena\, 2021 © Rolando Paolo Guerzoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia!\, FMAV\, Modena\, 2021 © Rolando Paolo Guerzoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia!\, FMAV\, Modena\, 2021 © Rolando Paolo Guerzoni\n				\n		\n\n \n 
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SUMMARY:Eugenio Giliberti. Prova Generale
DESCRIPTION:15 giugno 2021\nSTART ORE 21:00\nVia Santa Teresa degli Scalzi – angolo via Stella\, Napoli \nUna proiezione pubblica sul palazzo in cui visse Giacomo Leopardi \nL’installazione del progetto di Eugenio Giliberti \nVoi siete qui / vico Pero / Giacomo Leopardi / Progetto di Artista Abitante \nUna grande proiezione pubblica sulla facciata del palazzo in cui visse Giacomo Leopardi negli ultimi due anni della sua vita: appuntamento martedì 15 giugno\, dalle ore 21.00\, a Via Santa Teresa degli Scalzi – angolo via Stella con Prova Generale\, l’installazione video di Voi siete qui / vico Pero / Giacomo Leopardi / Progetto di Artista Abitante\, firmata da Eugenio Giliberti\, dedicata alla città di Napoli e al grande poeta di Recanati. \nIl progetto è sostenuto da Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre\, Fondazione Morra\, Intragallery / Associazione Culturale Intraprendere e Dafna Gallery\, con Direzione Regionale Musei Campania\, Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati\, Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III\, Comune di Napoli – Terza Municipalità\, Diarc – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Università degli Studi di Napoli L’Orientale\, Accademia di Belle Arti di Napoli\, ACEN – Associazione Costruttori Edili Napoli\, Associazione Friends of Naples. Sponsor tecnici KontroLab e D’Uva Firenze\, partner esecutivo Il Cerchio e le Gocce. \nDalle ore 21.00 saranno spenti alcuni lampioni dell’illuminazione pubblica e per qualche secondo sulla zona calerà il buio. Poi\, sulla facciata del palazzo\, comparirà in lenta progressione la proiezione luminosa del manoscritto “I nuovi credenti”\, canto satirico e “toponomastico” composto da Leopardi durante il soggiorno nella casa di vico Pero. L’installazione luminosa anticipa virtualmente la realizzazione fisica del grande wall painting che trasformerà il palazzo\, dopo il necessario restauro delle facciate\, in una forte ed efficace testimonianza della storia ingiustamente trascurata del luogo\, epicentro di una delle più rilevanti trasformazioni urbanistiche della città di Napoli\, dove Giacomo Leopardi terminò i suoi giorni il 14 giugno 1837. \nQuesto passaggio del Progetto di Artista Abitante è sottolineato dall’avvio dell’attività di un gruppo di urbanisti dei dipartimenti di Architettura della Federico II e della Luigi Vanvitelli\, che affronteranno con gli abitanti la possibilità di disegnare un futuro per il “vicolo paese”\, l’area compresa tra Via Santa Teresa degli Scalzi\, Vico Pero\, Vico Noce e Vico Cimitile. \nLe prime fasi del progetto hanno visto il coinvolgimento del quartiere\, che ha partecipato al Censimento Leopardi. Tra gli abitanti coinvolti sono stati individuati alcuni stakeholder che avranno un ruolo attivo nella costruzione di quello che sarà il catalogo / libro di famiglia al cui interno saranno pubblicate le testimonianze raccolte e un complesso studio sui cambiamenti urbanistici che hanno modificato l’aspetto e la vita dell’area nel corso del XIX secolo.  Interviste ai residenti\, ai rappresentanti delle istituzioni culturali e ai partner coinvolti arricchiranno anche un film documentario\, in cui saranno registrate tutte le fasi di Progetto di Artista Abitante. \nNel giorno dell’anniversario della morte di Leopardi\, lunedì 14 giugno\, alle ore 18.00\, presso Villa delle Ginestre\, si terrà la presentazione del libro di Fabienne Cacciapuoti “L’Infinito e la Ginestra. Leopardi tra disincanto e illusione” (Donzelli Editore\, 2021). Nella stessa occasione\, avrà luogo la cerimonia di stipula di un protocollo d’intesa tra l’Ente Ville Vesuviane e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati\, e seguirà la presentazione del progetto ideato da Eugenio Giliberti. \nBiografia \nEugenio Giliberti (Napoli 1954) esordisce negli anni ’80 animando il gruppo di giovani artisti napoletani Evacuare Napoli – 1985). Con le prime superfici monocrome (tra cui Lenti 1987 1992\, già nel Museo del ‘900 Napoli) mette a punto i fondamenti della sua poetica il cui primo segmento culmina con la grande opera denominata “seicentottantamilaquattrocento quadratini colorati” (galleria ThE\, Napoli- 1996); Seguono: gli “oggetti platonici” (in “la scultura italiana del XXI secolo”\, Fondazione Arnaldo Pomodoro\, Milano\, 2010).\nNel 2006\, trasferisce il suo studio a Rotondi (Masseria Varco) dove la sua ricerca trova un particolare impulso dall’osservazione della realtà culturale e ambientale del piccolo mondo che lo circonda. Ne scaturisce una nuova serie di lavori\, presentati nelle mostre personali a lui dedicate dalla Galleria Giacomo Guidi di Roma (2008 -Working Class; 2010 – Il senso di Walden\,).\nNell’antologica “ho le mani impegnate sto pensando”\, (Genazzano\, Castello Colonna 2013)\, espone per la prima volta opere appartenenti al ciclo “Data Base”\, dedicato all’antico meleto nel quale è ubicato il suo studio (poi in “rendez – vous des amis” – Fondazione Burri\, Palazzo Albizzini 2015). Nel 2014 lancia Orto Civile\, progetto di arte partecipata focalizzato intorno ai rapporti tra cura della terra e alimentazione\, città e campagna\, tradizione “moderna” e “riscoperte innovative”\, che ha coinvolto più di 60 famiglie napoletane. Nel 2017 l’opera Cerimoniale è esposta nella collezione del Madre.\nAttualmente è impegnato a Napoli nella realizzazione della complessa opera di arte pubblica “voi siete qui – vico Pero – Giacomo Leopardi – progetto di artista abitante” sostenuto da Museo Madre\, fondazione Morra e le gallerie Intragallery e Dafna. Ultima sua personale “l’albero di Pitlo” (Intragallery – Napoli 2020). \nComunicato Stampa
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SUMMARY:Il Museo che verrà - Nomina vincitori e Webinar
DESCRIPTION:14 giugno 2021\nWEBINAR ORE 17:30 \nIl progetto Il Museo che verrà\, ideato e proposto dalla Fondazione Morra di Napoli in collaborazione con ICOM Italia\, Università degli Studi di Napoli Federico II e Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli\, con il sostegno di Regione Campania – U.O.D. 1 Promozione e Valorizzazione di Musei e Biblioteche “Contributi a sostegno degli interventi\, delle attività e dei servizi finalizzati allo sviluppo\, promozione e valorizzazione dei musei e delle raccolte di ente locale e di interesse locale – anno finanziario 2021”\, conclude la sua prima call destinata a studentesse e studenti delle università campane con la valutazione\, da parte della commissione preposta\, delle idee progettuali dedicate ad una rinnovata concezione di museo. \nI vincitori saranno contattati via e-mail dalla segreteria ICOM al fine della sottoscrizione della tessera per l’anno 2021. \nLa Fondazione Morra si riserva di sollecitare tutti i nomi presenti in elenco a produrre una scheda tipo riassuntiva dei punti chiave delle loro proposte. Tale sintesi risulta essere funzionale per la pubblicazione di una vetrina digitale\, a cura della stessa Fondazione\, capace di suscitare nuove integrazioni alle possibili fattibilità dei progetti. \nIl 14 giugno 2021 alle ore 17:30 ci sarà la presentazione pubblica delle proposte – via webinar sui canali ufficiali ICOM Italia – a cui i vincitori sono invitati a prendere parte.  \nIl Webinar “Il Museo che Verrà” si propone\, così\, di presentare e premiare pubblicamente i partecipanti coinvolti nel processo di creazione del futuro delle realtà museali collocate all’interno del contesto regionale campano. Durante l’incontro realtà istituzionali\, cittadinanza attiva e professionisti museali immagineranno insieme una nuova prospettiva degli spazi museali in grado di attivare processi di apprendimento\, elaborazione emotiva\, sviluppo di nuove competenze e trasformazioni territoriali.  \nIn allegato i vincitori: \nComunicato
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SUMMARY:Igor Grubić. Another Green World
DESCRIPTION:29 maggio 2021\nORE 11:00 – 22:00\nVilla Comunale di Napoli \nA cura di Adriana Rispoli \nPer il Maggio dei Monumenti 2021\, la Fondazione Morra con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato al Verde del Comune di Napoli e in collaborazione con l’Associazione Premio GreenCare Aps presenta Another Green World di Igor Grubić\, a cura di Adriana Rispoli. \nLa mostra en plein air realizzata nella Villa Comunale di Napoli\, nella sola giornata di sabato 29 maggio (dalle ore 11.00 alle 22.00)\, prevede circa 50 micro-interventi che\, nel rispetto della storicità del luogo\, coinvolgono la statuaria\, le fontane e le architetture neoclassiche. Un’operazione pubblica\, che comprende anche una performance in omaggio al sommo poeta italiano Dante\, con cui l’artista mira a risvegliare la coscienza collettiva su un bene comune di centrale importanza per le comunità. Al FAI Giovani Napoli è affidata l’accoglienza dei cittadini e dei turisti in Villa Comunale per orientarli alla fruizione della mostra. \nTipico del modus operandi di Igor Grubic\, espresso al meglio nella celebre opera 366 Liberation Rituals\, realizzata nel 2008 con 33 azioni “catartiche” nell’arco di un anno\, Another Green World nel suo insieme è un intervento artistico di natura politico-poetica\, una forma di attivismo partecipativo che mira a coinvolgere tutta la società civile a partire da coloro che vivono quotidianamente la Villa\, dai bambini agli anziani. \nLa Villa Comunale diventa un unico monumentale display in cui esprimere diverse forme di emergenze che\, soprattutto in quest’annus horribilis\, sono diventate ancora più urgenti: l’esigenza di un ritorno alla natura\, alla vita di comunità\, alla solidarietà\, alle responsabilità collettive ed individuali\, e quindi uno sprone a vivere le nostre vite con coscienza e con coraggio\, tenendo saldo il timone nella convinzione che “la rivoluzione siamo noi”. \n“… I giardini pubblici hanno sempre goduto del rispetto delle comunità in cui si trovano. Sono risorse per la ricreazione\, ma anche opportunità di istruzione e ricerca. I giardini pubblici possono svolgere un ruolo molto significativo nello sviluppo sostenibile di una comunità. A Napoli le piccole zone verdi si sono rivelate assolutamente necessarie in questi giorni di pandemia. Il tema del progetto è il “sistema verde” della città\, ovvero la ricerca del suo ruolo e valore come parte integrante del patrimonio. Gli alberi sono un capitale\, un materiale vivente\, una parte elementare del nostro background culturale e storico.  Portare l’arte nella Natura e la Natura nell’arte. Il mondo intero è una piattaforma per il gioco\, il mondo è come un atelier e l’atelier è come un mondo. Il giardino è un Museo senza pareti: gli alberi sono i nostri pennelli\, i parchi le nostre tavolozze…” (I.G.) \nL’insieme di testi originali (Micropolitical Statements\, How to-flags)\, di citazioni da Gramsci a Beuys\, da Brecht a Mayakovsky (Little Quotes Lessons)\, di micro-interventi sulle sculture\, (Suprematist Compositions\, Black Noses-Scarves-Bends– Black Strips) puntano a smuovere le coscienze\, ad innescare una rinnovata forma di rispetto verso un bene comune\,    verso la storia e l’identità di una comunità che si rispecchia nel suo patrimonio. \nL’artista\, in definitiva\, invita il pubblico ad aprirsi ad un approccio poetico – artistico – ecologico alla realtà che ci circonda. \nIgor Grubić\, già ospite del Quartiere Intelligente e della Fondazione Morra in altri progetti artistici\, ha scelto la Villa Comunale come sede del suo primo importante intervento pubblico in città\, cosciente dell’importanza che questo bene ha per la società. Another Green World   è un progetto a cui ha dedicato due anni di impegno ed in cui si manifesta il suo approccio pubblico e partecipativo all’arte\, definito a volte di “terrorismo poetico”\, che coniuga il rispetto per la storia con l’interesse sociale. \nLa mostra è arricchita dalla collaborazione con l’artista napoletano Roberto Pugliese\,  noto per i suoi lavori multimediali in cui unisce ricerca visiva e sonora creando ambientazioni multisensorali\, che ha realizzato ad hoc la composizione sonora Another Green World is Possible che i visitatori potranno scaricare direttamente con il proprio smartphone e da uno storytelling creato da un gruppo di studenti del Laboratorio di Linguaggio Creativo della Scuola Media Statale di Primo Grado Carlo Poerio. Infine i cartoni utilizzati nella mostra provengono da un circuito di riciclo grazie alla collaborazione con Formaperta. \n“Da sempre l’arte trova nella natura un riferimento immediato e l’espressione artistica è diventata un forte vettore di trasmissione delle nuove sfide collegate alla sostenibilità ambientale. L’indagine artistica è essa stessa promotrice di una maggiore consapevolezza sia a livello individuale che collettivo. Tutto questo è Another Green World dell’artista internazionale Igor Grubić\, la mostra en plein air realizzata nella Villa Comunale di Napoli. Ringrazio l’artista\, la Fondazione Morra\, la curatrice Adriana Rispoli\, l’Associazione Premio GreenCare APS e il FAI Giovani Napoli\, per aver puntato su uno tra i più importanti giardini storici della nostra città”\, ha dichiarato l’Assessore al Verde del Comune di Napoli Luigi Felaco. \nIgor Grubić è tra i più influenti artisti dell’Est Europa. Attivo fin dai primi anni Novanta\, realizza fotografie\, film e azioni nello spazio urbano. La pratica artistica di Grubić è caratterizzata da un interesse socio-politico e da una modalità di ricerca di lunga durata. Dall’esplorazione appassionata del destino dei monumenti storici e della fine dell’industria nell’ex Jugoslavia\, all’esame della difficile situazione delle minoranze\, i suoi progetti si sviluppano in diversi anni di ricerca e di relazioni personali. Sebbene radicato nella tradizione del documentario\, il lavoro di Grubić nella fotografia e nel cinema   è caratterizzato da un approccio meditativo ed empatico\, profondamente umano e spesso poetico. \nHa partecipato a numerose importanti manifestazioni internazionali\, tra cui Manifesta 4 (Francoforte\, 2002); Manifesta 9 (Genk\, 2012); Gender Check\, Mumok (Vienna\, 2009); 11. Biennale di Istanbul (2009); 4. Fotofestival Mannheim Ludwigshafen\, Heidelberg (2011); East Side Stories\, Palais de Tokyo (Parigi\, 2012); Gwangju Biennale (2014); Zero Tollerance\, MOMA PS1 (New York\, 2014); Degrees of Freedom\, Mambo (Bologna\, 2015); Heavenly creatures\, MG+MSUM (Lubiana\, 2018); The Value of Freedom\, Belvedere 21 (Vienna\, 2018)\, Yerevan Biennial (2020); Bigger Than Myself\, MAXXI (Roma\, 2021). \nHa rappresentato la Croazia all’a 58.Biennale di Venezia\, 2019 con l’opera Traces of Disappearing in three acts \nLe sue opere sono in importanti collezioni tra cui: Tate Modern di Londra\, Kadist Art Collection\, Kunsthaus di  Zurigo\, FRAC Champagne-Ardenne Collection\, Arte Fiera Bologna Collection\, ALT Arte Contemporanea Bergamo\, Muzeum Sztuki Lodz\, ECB di Francoforte\, Museo d’Arte contemporanea di Belgrado\, MSU di Zagabria\, Art Collection Telekom\, Kontakt-The Art Collection the Erste group. \nSi ringrazia per il supporto: Corrado Gugliotta-Galleria Laveronica\, Luca Barbeni-Nome Gallery\, Gianni Bellucci\, Tommaso e Paola Guerini\, Lorenzo Lomonaco Collection\, Maria Pia Pignalosa\, Jane Ritter\, Elena Cirillo e Alessandro Savelli\, Lorenzo Xiques. \nBrochure Evento \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Igor Grubic. Another Green World\, Villa Comunale\, Napoli\, 2021 © photo Igor Cortese Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Igor Grubic. Another Green World\, Villa Comunale\, Napoli\, 2021 © photo Igor Cortese Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Igor Grubic. Another Green World\, Villa Comunale\, Napoli\, 2021 © photo Danilo Donzelli Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Igor Grubic. Another Green World\, Villa Comunale\, Napoli\, 2021 © photo Igor Cortese Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Igor Grubic. Another Green World\, Villa Comunale\, Napoli\, 2021 © photo Igor Cortese Courtesy Fondazione Morra
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SUMMARY:The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers
DESCRIPTION:22 maggio – 15 luglio 2021\nOPENING 22 MAGGIO ORE 10:00\nDAFNA Gallery\nVia Santa Teresa degli Scalzi 76\, Napoli\n \nA cura di Maurizio Elettrico \nLa DAFNA Gallery in collaborazione con la Fondazione Morra presenta a partire dal 22 maggio il nuovo progetto espositivo di Maurizio Elettrico. \nNelle vesti di curatore l’artista porta per la prima volta alla DAFNA attraverso un’esposizione appositamente pensata per l’evento\, parte del suo ampio progetto artistico The New Empire. \nCon The New Empire Elettrico crea prima di ogni cosa un luogo dell’immaginario dove trovano casa i più disparati linguaggi artistici legati tra di loro dall’apposito intento di raccontare storie che nella loro rappresentazione fantastica diventino allo stesso tempo spunto di riflessione e indagine della realtà. \nLily Moore e Sarah Powers sono gli artisti immaginari di un lontano futuro attraverso i quali l’artista parla al pubblico proponendo un medium pittorico di grande confidenza per lo spettatore\, l’uso della matita\, i colori decisi\, le forme immaginarie\, traducono l’intento di volere provocare in chi osserva continue emozioni e far sì che l’occhio di chi guarda venga coinvolto inconsapevolmente in un processo continuo di stimolo alla conoscenza e alla curiosità. \nCome due sciamani i due personaggi esplorano con la loro arte gli aspetti sottili della natura\, dalle volatili entità messe a guardia di esseri e cose per proteggerli dal caos ad altre ancora nate per istigare nei cuori di animali e uomini sentimenti caotici e distruttivi. \nAl tratto artistico di Lily Moore Maurizio Elettrico affida\, attraverso l’esposizione di tre tele e tre carte dipinte\, la rappresentazione di un mondo estetico a metà tra il medioevo fantastico e il naturalismo grafico\, dove trovano vita creature benigne\, anche se di aspetto feroce e mostruoso\, guardiani di luce\, protettori della purezza e del sommo bene. Con Sarah Powers ci proietta invece nella dimensione del primitivismo\, attraverso un’intensa trasgressione nello sviluppo formale dei suoi soggetti. Sue sono in mostra due grandi tele e due giardini\, luoghi dove potere collocare forme naturali dall’aspetto fantastico dove trovano collocazione creature ben più temibili. \nSe da un lato le creature di Lily e di Sarah appaiono in profondo antagonismo\, l’artista riesce a trasferire attraverso entrambi i linguaggi\, la sua profonda attenzione alla storia e alle scienze\, appassionando il pubblico verso un racconto immaginario sospeso tra sogno e realtà. \nMaurizio Elettrico nasce a Napoli nel 1965\, dove vive e lavora. Dopo gli studi in scienze naturali\, orienta la sua ricerca artistica prevalentemente ai rapporti interdisciplinari tra la filosofia\, la storia e l’iconografia. La sua pratica artistica si contraddistingue per la varietà dei materiali che utilizza e per il lessico che applica\, spaziando tra disegno su carta pregiata\, scultura e installazioni polimateriche che vedono materiali organici mescolarsi a materiali artificiali\, video\, performance\, e un’intensa attività di scrittura. Elettrico investe il mondo quotidiano con una vitalità neomitologica in cui laicizzazione radicale del sacro e fantascienza si mescolano per dar vita a un cortocircuito dove il senso e il nonsenso della sua poetica creano un equilibrio continuo tra realtà e sogno. Il recupero di forme e materie dissonanti aprono a un mondo magico di ascendenza medioevale atto a produrre un pantheon visivo che fonde creazione artistica e conoscenza scientifica \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Installation View. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Amedeo Benestante Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Virto360 Courtesy Fondazione Morra\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maurizio Elettrico. The New Empire: Lily Moore e Sarah Powers\, DAFNA Gallery\, Napoli\, 2021 © photo Virto360 Courtesy Fondazione Morra\n				\n		\n\n \n 
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