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Andrea Cusumano. Praxis Exhibition

18 Aprile 2001

18 aprile 2001
INIZIO ORE 20:00
Studio Morra
Via Calabritto 20, Napoli

La ricerca artistica di Andrea Cusumano sintetizza le sue due matrici culturali d’origine: quella tedesca della madre e quella siciliana del padre. Hermann Nitsch, per il quale è stato per anni assistente, è artista di fondamentale importanza per la sua crescita artistica.
Nel 1993 Cusumano inizia il progetto dell’Installazione dei Morti che lo ha portato a realizzare fino ad oggi sei grandi installazioni ed a portarle in giro per l’Europa e gli Stati Uniti d’America. Andrea Cusumano è convinto che questo terrore della morte, la iato tra la natura e la cultura, generi creatività. Per l’estetica della morte Cusumano ha la possibilità di attingere alla ricca tradizione siciliana della cultura della morte e del culto dei morti. Nella cultura siciliana la costante attenzione alla morte ed il vissuto di morte nella vita sono accompagnati all’amore ed alla conoscenza.

L’Installazione dei Morti è un progetto che è nato con l’intento di spostare 1’interesse del mio operato dalla ricerca introspettiva verticale alla comunicazione orizzontale e più diretta col pubblico. Parallelamente a questa ricerca è comunque per me rimasta di primaria importanza la disciplina privatissima del dipingere, dello scolpire e del modellare. …La mia acerba fascinazione per il tema della morte, la mia transpersonale sicilianità ed il mio anelare alla materna mittel-europa hanno fatto sì che il tema unico di questa ricerca fosse quello della morte. La morte come vissuto, come paura, come immagine, come metafora ma anche come forza. …Trovai perciò nella realizzazione dell’installazione dei morti la possibilità di creare una forma profondamente intima ma al contempo estremamente comunicativa. L’installazione sin dall’inizio è stata da me concepita un tutt’uno con il pubblico riuscendo però al contempo a costruire una dimensione mitopoietica piuttosto frastagliata. Quello che avrei poi compreso essere fondamentale anche nella pittura l’ho in realtà realizzato, o meglio scoperto per primo con le installazioni.
Credo che i diversi e contraddittori livelli del mio operato ora con le installazioni, ora con i quadri o le sculture, ora con Mons Realis o con nuove performances, ora con la pagina scritta etc. etc., siano in realtà espressioni di un unico gioco infantile: il mio.

Praxis è pensata prima e dunque è già una forma
Praxis è azione spontanea che è fine a sé stessa
Praxis è praxis
Praxis è azione spontanea che sa di produrre un oggetto
Praxis è Poiesis
Praxis è il frutto di un atto creativo egotista
Praxis è fatta dall’incontro di due egotisti: io e Giulia
Praxis è il frutto di questo incontro: è un’installazione
Praxis è il luogo privilegiato in cui si dipana la mia epistemofilia ed il mio “mondo poetico”
Praxis soprattutto deve essere Bellezza

Dettagli

Data:
18 Aprile 2001

Luogo

Studio Morra
Via Calabritto 20
Napoli, 80121

Organizzatore

E-M/Arts