
Da oggi a Cimabue
Shozo Shimamoto
in dialogo con
il Crocifisso di Cimabue
A cura di Giuseppe Morra
Giuseppe Simone Modeo
Pasquale Giuseppe Macrì
Da Bisanzio alle avanguardie del Novecento: ad Arezzo un progetto espositivo
ripercorre a ritroso la storia dell’arte, ritrovando nell’immagine medievale le
radici di una sensibilità sorprendentemente contemporanea.
Nella Basilica di San Domenico ad Arezzo, custode del monumentale Crocifisso di Cimabue, prende avvio il 12 novembre 2026 Da oggi a Cimabue, un progetto culturale che propone una lettura originale della storia dell’arte, rovesciandone la tradizionale prospettiva cronologica.
La mostra inaugurale, dedicata a Shozo Shimamoto (1928–2013), protagonista dell’avanguardia giapponese e fondatore del movimento Gutai insieme a Jirō Yoshihara e ad altri artisti, e curata da Giuseppe Morra, Giuseppe Simone Modeo e Pasquale Giuseppe Macrì. L’iniziativa e promossa da Ars Nova APS in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli.
Il titolo esprime la precisa intenzione scientifica e curatoriale del progetto: non partire da Cimabue per giungere all’arte contemporanea ma muovere dalla sensibilità artistica del nostro tempo per tornare a interrogare uno dei momenti fondativi della pittura occidentale.
Dall’icona bizantina all’astrazione contemporanea
Il progetto nasce da una riflessione sulla sorprendente vicinanza concettuale tra la tradizione figurativa bizantina, di cui Cimabue fu uno dei maggiori interpreti nell’Italia del Duecento e alcuni principi fondamentali dell’arte moderna e contemporanea.
L’immagine bizantina non persegue prioritariamente l’imitazione della natura. Il suo linguaggio affida alla linea, al colore, alla bidimensionalita e soprattutto al valore simbolico delle forme il compito di rendere percepibile una realta che trascende il mondo sensibile.
Il fondo oro dell’icona non riproduce una luce naturale ma evoca una dimensione assoluta, sottratta al tempo e allo spazio ordinari.
Questa concezione dell’immagine trova significative consonanze, pur nella radicale diversità delle intenzioni, nelle ricerche astratte e antinaturalistiche del Novecento.
Nel 1915 Kazimir Malevič presenta il suo celebre Quadrato nero, attribuendo a una forma geometrica elementare una presenza assoluta. Collocato nell’angolo alto della sala espositiva, tradizionalmente riservato alle icone nelle abitazioni russe, il dipinto assume deliberatamente una funzione di confronto con la tradizione dell’immagine sacra.
Laddove l’oro dell’icona bizantina rinvia simbolicamente a una luce trascendente, il nero di Malevič propone un’immagine apparentemente priva di riferimenti al mondo visibile. Non e una semplice inversione cromatica, ma una rivoluzione nella concezione stessa della pittura.
Con Kandinskij e successivamente con le ricerche del movimento olandese De Stijl e di Piet Mondrian, l’astrazione sviluppa ulteriormente la propria autonomia dalla rappresentazione naturalistica, affidando a forme, linee e rapporti cromatici il compito di costruire una realta specificamente pittorica.
Da questa prospettiva emerge una lettura non convenzionale della storia dell’arte: la modernità astratta può essere osservata anche come una rinnovata interrogazione su possibilità dell’immagine che la tradizione bizantina aveva gia esplorato attraverso il simbolo e la trascendenza.
Le avanguardie del Novecento mettono radicalmente in discussione il primato dell’imitazione naturalistica, restituendo al segno, al colore e alla superficie una libertà espressiva che permette di riconoscere nuove affinità con linguaggi molto più antichi.
Il percorso Da oggi a Cimabue invita dunque a superare l’idea di una storia dell’arte intesa esclusivamente come successione lineare di conquiste tecniche e stilistiche.
Shozo Shimamoto: il colore oltre la rappresentazione
Il primo protagonista di questo primo confronto è Shozo Shimamoto, una delle figure più significative dell’avanguardia internazionale del secondo Novecento.
Con il movimento Gutai, sorto in Giappone nel 1954, Shimamoto contribuisce a liberare la pittura dai procedimenti tradizionali, trasformando il gesto, l’azione e la materia in elementi costitutivi dell’opera.
Nella sua ricerca il colore non serve più necessariamente a descrivere qualcosa: e una realtà autonoma, una presenza fisica che prende forma attraverso il processo creativo.
Il confronto con Cimabue si fonda proprio su questa possibilità dell’arte di superare la pura riproduzione del visibile.
Nel Crocifisso aretino il colore e la forma rispondono a un ordine simbolico e spirituale che nelle opere di Shimamoto si manifesta attraverso l’energia del gesto, la libertà della materia e la casualità del colore.
La Basilica di San Domenico, tra arte e spiritualità
La Basilica di San Domenico non è soltanto la sede della mostra, ma una componente essenziale dell’esperienza curatoriale.
Il confronto tra le opere contemporanee e il Crocifisso avverrà nel pieno rispetto della natura religiosa del luogo, della sua funzione liturgica e della centralità del capolavoro di Cimabue.
La mostra inaugurale sarà accompagnata dal concerto Corpus. Canti intorno alla Croce, interpretato dall’ensemble maschile del Gruppo Polifonico Francesco Coradini, diretto da Vladimiro Vagnetti.
Il programma, dedicato al canto gregoriano e alla devozione medievale, introdurrà la dimensione della voce nel dialogo tra immagine sacra e arte contemporanea.
Da oggi a Cimabue nasce come primo appuntamento di un percorso destinato a proseguire, invitando artisti e linguaggi differenti a confrontarsi con il capolavoro aretino.
L’obiettivo e affermare un principio culturale essenziale: la grandezza dei maestri del passato non consiste soltanto nella loro eredità storica ma nella capacità delle loro opere di continuare a generare significati che interagiscono e modificano il presente.
INFORMAZIONI
Titolo: Da oggi a Cimabue
Primo appuntamento: Shozo Shimamoto in dialogo con il Crocifisso di Cimabue
Curatori: Giuseppe Morra, Giuseppe Simone Modeo, Pasquale Giuseppe Macri
Sede: Basilica di San Domenico, Arezzo
Inaugurazione: giovedi 12 novembre 2026, ore 18.00
Periodo: 12 novembre 2026 – 31 gennaio 2027
Promozione e organizzazione: Ars Nova APS, BRAMO Srls
In collaborazione con: Fondazione Morra, Napoli e Associazione Shozo Shimamoto
Concerto inaugurale: Corpus. Canti intorno alla Croce, Gruppo Polifonico Francesco Coradini, direzione Vladimiro Vagnetti
Sponsor: Safimet Spa
Con il patrocinio di: Regione Toscana, Comune di Arezzo, Diocesi Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Unità pastorale Santa Maria in Gradi e Basilica di San Domenico
Con la partecipazione di: Gruppo Polifonico Francesco Coradini
Con il sostegno di: Fondazione Guido d’Arezzo, Banca Cambiano 1884
Sponsor Tecnico: MCM
Media partner: Teletruria, TSD
Organizzazione e collaborazioni: Ars Nova APS, Associazione Shozo Shimamoto, Fondazione Morra, BRAMO srls
Contatti: info@ars-nova.org
