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Luciano Cilio – Dialoghi del presente

1 Marzo 2023-18:00/21:00

Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea

Luciano Cilio – Dialoghi del presente

a cura di Giuseppe Morra e Girolamo De Simone
Archivio Konsequenz – De Simone
Incontri di studio e formazione

Mercoledì 1 marzo 2023, ore 18,00
Salita San Raffaele 20/c, 80136 Napoli

Oggi per musica contemporanea si ‘malintende’ tutta la musica successiva a John Cage e soprattutto ai suoi imitatori. Si tratta di musica sperimentalistica che ha avuto una sua funzione importante, ma che ritengo abbia ora esaurito il suo compito. Per contemporanea io intendo invece la musica attuale, quella che si fa oggi. Ecco perché ho intitolato il mio LP “Dialoghi del presente”.
Luciano Cilio, 1977

Mercoledì 1 marzo 2023 (ore 18,00) si terrà al Museo Casa Morra, a Napoli, un incontro di studio e formazione dedicato a Luciano Cilio, per celebrare il 40° anniversario della scomparsa, avvenuta a Napoli nella notte tra il 20 e il 21 maggio del 1983.

L’evento prevede prime esecuzioni di musica elettronica ispirate dinamicamente alla memoria del compositore e performances live sul pianoforte appartenuto a Luciano Cilio. Lo strumento, restaurato da Gennaro Mitilini, è stato donato alla Fondazione Morra da Girolamo De Simone, e risuonerà per la prima volta in pubblico dopo tanti anni negli spazi di Casa Morra, grazie alla grata partecipazione di pianisti/compositori di chiara fama, quali Eugenio Fels, considerato l’interprete storico di Luciano Cilio, Lorenzo Pone e Andrea Riccio. Ma il senso dell’operazione, che intende sostenere un ricordo di Cilio dinamico, proiettato e declinato al futuro, quindi propulsivo, creativo e immaginativo, non sarebbe stato compiuto senza la partecipazione di numerosi giovani che a loro volta azioneranno lo storico strumento, un piano a rullo Zimmermann, tra i quali il jazzista Alessandro Silvestro, il pianista/compositore Domenico Di Francia e il multistrumentista-performer di musica elettronica Francesco De Simone.

Luciano Cilio, Dialoghi del presente è il secondo appuntamento di un ciclo che consolida la presenza di un polo di riferimento internazionale per le musiche contemporanee: l’Archivio Konsequenz – De Simone. Ospitato nei locali di Casa Morra, l’Archivio realizza la possibilità di

accesso e fruizione di spazi fisici appositamente destinati alla consultazione di archivi, spartiti, manoscritti, pubblicazioni e opere visive dei principali compositori venuti a contatto con la Fondazione Morra e con la factory Konsequenz. Tra questi: Enore Zaffiri, Pietro Grossi, Giuseppe Chiari, Daniele Lombardi, Max Fuschetto e molti altri.

Il programma del primo incontro prevede la visione di documenti e video inediti commentati da Giuseppe Morra, Gabriele Montagano e Girolamo De Simone.

Per l’occasione, inoltre, verrà presentata al pubblico la nuova edizione a stampa della “Quarta Sonata” di Luciano Cilio realizzata da Girolamo De Simone per le Edizioni Konsequenz-Liszt.

Musica lieve come soffio

Qualche anno fa chiudevo un certo discorso su Luciano Cilio con questa frase: “ma noi siamo ancora qui, esausta crepa di un sistema che per riprodursi ha la necessità di azzerare qualsiasi voce desideri essere autenticamente libera”. Volevo segnalare l’ostinazione, ma anche la stanchezza, degli amici storici di Luciano nel mantenerne viva la memoria e la musica.

Oggi, evidentemente, esistono anche altri ‘fiancheggiatori’ non rassegnati a subire la profonda ingiustizia di un sistema culturale che ha pervicacemente ignorato e soppresso alcune delle più autentiche esperienze di produzione musicale nate nelle nostre città.

Anche oggi vi sono molti giovani la cui vita è come sospesa, alla diuturna ricerca di nuovi dialoghi, urla che potrebbero squarciare il silenzio di quanti intendono solo ‘conservare’ e ‘restaurare’; giovani che non riescono a vivere di ciò che fanno, amano, producono. Ciò rende attualissimo ragionare sulla vicenda umana e artistica di Cilio, perché in questa anomalia italiana risiede la ragione profonda del suo gesto estremo.

Anni fa composi un brano intitolato con semplicità “Luciano”. Brevissimo, lieve come soffio, evocava le atmosfere dei suoi Dialoghi, quasi chiudendo un cerchio. Ne pubblicai lo spartito in un libro, in ossequio al compimento, che solo salva, e con duplice auspicio: che tanti possano in futuro innamorarsi e suonare questa musica; e che il mondo istituzionale di questo esausto paese possa finalmente svegliarsi, riconoscere e far propria l’emergenza/emersione di tanta altra produzione rimossa e ancora ignorata.
Girolamo De Simone

La partitura assente

Primo quadro: Gilles Deleuze e la ferita
Ogni segno è segno di un presente, di una ferita

La morte di Luciano è ciò che resta della ferita. Noi siamo ciò che resta della ferita. Una sutura pronta a sanguinare appena ci strappano dal presente. Un segno che viene dal passato, traccia che non ha ancora fatto i conti con il dolore, con la perdita, con la dimenticanza. Ogni segno è segno di un presente, di una ferita e la cicatrice è il segno non della ferita passata, ma del fatto presente di aver ricevuto una ferita.

E così Luciano è l’errore necessario della sua città, della nostra città che ci inchioda al non detto. È l’errore di Napoli e del suo apparire imperfetto.

Quando Napoli negli anni ’80 era splendore e fuoco, illuminata da quello che oggi Paolo Sorrentino chiamerebbe entusiasmo immotivato, Cilio inciampava sulla scena artistica con la sua imperfezione. Una costellazione poetica che si alimentava di produzioni marginali al margine del sapere veicolato. La scrittura di Luciano si rappresentava come delirio incodificabile, suono che sfigurava la grammatica traducendo il limite in linguaggio. Il suono imperfetto e liquido di Cilio si offriva come abbandono del linguaggio alle grammatiche dell’esistenza.

Il suono di Cilio si tra – mutava in sentire liquido, in visioni e audizioni della città porosa. Si poteva intercettare solo se si attraversava nomadi il mondo.
Ma Napoli non era pronta per generare nuove grammatiche e sintassi.

Secondo quadro: A.J. Greimas
Ogni nostro apparire è imperfetto

Napoli vive la dissipazione come atto ontologico. Esiste per perdersi. Si perde e si inebria di grazia e bellezza. Si può solo resistere. La resistenza è sempre una scrittura a margine e Cilio era questo margine dove il suono vive di ricordi non conciliati. Noi lavoriamo l’imperfezione del nostro esistere. Ogni nostro apparire resta imperfetto. Siamo in attesa. Viviamo nell’attesa di procurare interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avremo finalmente qualcosa da dire.
La breve parabola di esistenza di Cilio ci ricorda che i suoni bisogna lasciarli andare e trattenere solo quello che non hanno detto o non hanno potuto dire. Le parole e i suoni hanno una loro vita che nulla dicono se ancorate al testo generativo. Bisogna generare una grammatica del discorso che prenda forma dal corto circuito generato dall’incontro tra la vita e l’incidente del linguaggio. Ci ricorda che il dolore è sempre carico di senso, che bisogna tacere. Avere coraggio di tacere per dare spazio all’unica parola necessaria… in attesa che la parola possibile diventi silenzio.
Gabriele Montagano

Dettagli

Data:
1 Marzo 2023
Ora:
18:00/21:00

Luogo

Casa Morra
Salita San Raffaele 20C
Napoli, 80136
+ Google Maps

Organizzatore

Fondazione Morra