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Transient Spaces – The Tourist Syndrome

16 Aprile 2010-20:00/16 Maggio 2010-20:00

16 aprile – 16 maggio 2010
OPENING 16 APRILE ORE 20:00
Palazzo Ruffo di Bagnara
Piazza Dante 89, Napoli

Transient Spaces – The Tourist Syndrome è un progetto che verte su temi quali mobilità contemporanea, turismo e migrazione, e che combina ricerca, teoria, pratiche artistiche e culturali, laboratori, seminari, conferenze e mostre d’arte in Italia, Lituania, Romania e Germania nel corso del 2009 e 2010. Il progetto, iniziato da Marina Sorbello e Antje Weitzel, è organizzato dall’associazione uqbar di Berlino in collaborazione con Neue Gesellschaft für Bildende Kunst e Kunstraum Kreuzberg/Bethanien di Berlino; E-M Arts di Napoli; ICCA/CIAC di Bucarest; Meno Parkas di Kaunas (Lituania).

Il modulo napoletano del progetto, organizzato insieme a Raffaella Morra e l’associazione E-M Arts e in cooperazione con la Fondazione Morra, la Carlo Rendano Association, il Goethe Institut Napoli e l’Accademia di Belle Arti, consta di una mostra di arte contemporanea, una serie di incontri e conferenze, di un programma di cinema, di residenze d’artisti e di un laboratorio.

La mostra Transient Spaces – Napoli ha luogo presso la Fondazione Morra sita nella centralissima Piazza Dante di Napoli, presso il Goethe Institut Napoli, e presso il Lanificio25 sede della Carlo Rendano Association, che con il suo programma napoliconnected ha reso possibili due residenze d’artista nell’ambito del progetto.

Transient Spaces – Napoli verte sopratutto sul tema migrazione, declinato grazie a una serie di lavori di artisti contemporanei italiani e internazionali inseriti nel percorso espositivo, e al corollario programma di eventi che accompagna la mostra (conferenze, discussioni, laboratorio, programma di cinema). In particolare, la mostra e la serie di eventi prendono l’Italia come case study per osservare criticamente i fenomeni migratori contemporanei (regolari e irregolari), la loro rappresentazione mediatica e le politiche varate recentemente dal paese e dall’Unione Europea a proposito di migrazione e integrazione.

“Die beste Reise meines Lebens (Il miglior viaggio della mia vita)” è un progetto dei tedeschi Carsten Does/Gerda Heck, rispettivamente artista/filmmaker e antropologa, parzialmente prodotto da Transient Spaces nell’ambito del suo schema di supporto agli artisti. Il loro film si basa su immagini e interviste raccolte in Marocco seguendo i percorsi di migranti che tentano di raggiungere l’Europa tentando la via della migrazione illegale via mare. Il film documenta i movimenti migratori nel Nord Africa e assume una prospettiva tutt’altro che pietistica. Il titolo è una citazione da un’intervista a un migrante.

Una prospettiva simile ha la monumentale installazione video di Ursula Biemann “Sahara Chronicles” (2006-07), che consta di una serie di video brevi che raccontano vari aspetti dell’esodo sub sahariano verso l’Europa. Con l’aiuto di mappe, interviste, e di dispositivi multimediali l’artista svizzera ricostruisce la geografia e la logistica dei movimenti migratori che attraversano il Sahara, e gli interessi che vi stanno dietro. Il materiale è stato filmato da Biemann nel corso di una serie di viaggi in Marocco, Niger e Mauritania, e include documentazione su Agadez, capitale dei Tuareg e attuale hub delle rotte migratorie sub sahariane per l’Europa, e sulle città costiere in Marocco da cui partono i barconi per l’Europa.

L’isola di Lampedusa, tristemente famosa per le immagini degli sbarchi dei clandestini fino al 2009, quando sono iniziati i respingimenti varati dal governo italiano in collaborazione con la Libia, ricorre in alcuni dei lavori selezionati per la mostra. Più vicina all’Africa che all’Italia, Lampedusa è la frontiera più meridionale dell’Unione Europea. Oltre ad essere una delle mete delle rotte dei migranti clandestini, nei mesi estivi l’isola è anche una destinazione turistica.

L’installazione “A Lighthouse for Lampedusa! (Un faro per Lampedusa!)” del tedesco Thomas Kilpper, già mostrata in Italia a Reggio Emilia (Dispari e Dispari) e Firenze (Villa Romana), consiste in un modello simbolico di faro per l’isola di Lampedusa ed è parte di un progetto in fieri. Iniziato nel 2008, periodo di massima intensità degli sbarchi di clandestini nell’isola, con una serie di sopralluoghi nell’isola e un appello internazionale per la costruzione di un faro a Lampedusa, il progetto Kilpper nasce da una semplice considerazione: un faro posizionato sull’isola di Lampedusa, fornendo orientamento alle barche dei migranti che sono prive di strumentazione tecnica, potrebbe contribuire a salvare molte vite. Allo stesso tempo, visto che a Lampedusa mancano spazi per la cultura, di ricreazione e di aggregazione sociale, il faro potrebbe diventare un centro culturale per la popolazione locale, un luogo inclusivo per ospitare mostre, concerti ed eventi, un luogo esemplare che farebbe parlare di Lampedusa come luogo di produzione culturale. A livello simbolico, il faro sarebbe un modo per comunicare ai migranti la disponibilità all’accoglienza, il fatto di esserci, di non nascondersi: una dichiarazione quanto mai controcorrente, nell’Italia di oggi. Kilpper è in trattativa con l’amministrazione comunale dell’isola per la realizzazione del faro. Un’ulteriore attuale fase del progetto che verrà lanciata nel corso della mostra a Napoli è il concorso internazionale di idee (in collaborazione con Alex Zaske dello Studio DAZ di Napoli) aperto ad architetti, progettisti, artisti e attivisti, che potranno sottoporre progetti immaginifici e allo stesso tempo implementabili per la realizzazione del progetto di faro-centro culturale a Lampedusa.

Il film “Sudeuropa” di Maria Iorio e Raphael Cuomo (Svizzera), realizzato con il supporto della Jan van Eyck Academie di Maastricht, è interamente girato a Lampedusa dove gli artisti hanno realizzato una serie di sopralluoghi e riprese a partire dal 2005. “Sudeuropa” esamina i movimenti migratori Nord-Sud e Sud-Nord e le economie che ne derivano, con un focus particolare sui luoghi in cui questi movimenti si sovrappongono, come nell’isola siciliana di Lampedusa, ove turismo, industria del tempo libero, migrazione legale e irregolare, e zone del provvisorio come i centri di accoglienza creano una situazione molto peculiare. “Sudeuropa” inizia con delle vedute del mare cristallino e delle coste incontaminate di Lampedusa, riprese da un elicottero che sorvola l’isola per monitorare l’arrivo di migranti clandestini. Il video, dalla durata di 40 minuti, esamina i modi in cui le politiche di immigrazione europee e italiane si materializzano in un dato territorio, Lampedusa, e ne riconfigurano lo spazio, il tempo e la vita quotidiana. “Sudeuropa” ritrae diversi immigrati che lavorano nell’industria del turismo dell’isola, arrivati in Italia prima degli accordi di Schengen, ed evoca la presenza nell’isola di migranti clandestini, catturati dalle forze dell’ordine in mare e rinchiusi nei centri di permanenza temporanea dell’isola, mostrando le barche, i luoghi di detenzione, ei luoghi di arrivo e partenza, porto e aeroporto, che sono anche i luoghi attraverso cui transitano i turisti di Lampedusa. Con il lavoro “Sudeuropa” Cuomo e Iorio hanno ricevuto lo Swiss Art Award nel 2007.

Anche Federico Baronello (Italia) nel lavoro “How to reach Lampedusa” dedica il suo sguardo all’isola siciliana, fotografando una realtà frammentaria e contraddittoria in una sequenza di immagini che mostrano punti di vista incompleti su una realtà frammentata, incorniciate e disposte ordinatamente su una parete quasi come si trattasse di uno “story board”.

Seguendo il filo rosso del tema migrazione in Italia Matteo Fraterno (Osservatorio Nomade) per Transient Spaces – Napoli presenterà Molo San Vincenzo in relazione al Porto di Napoli, luogo di immigrazione e di memoria, di marinai e navi sotto sequestro, come la motonave Odessa, la Spirit II, la Eugenia V e la Current. L’installazione multimediale sarà allestita negli spazi della Fondazione Morra come supporto di riflessione scientifica ed artistica al progetto Transient Spaces – Napoli. All’interno di Molo San Vincenzo convergono inoltre le due ricerche tuttora in corso, rispettivamente la Tesi RiverSarno degli architetti Stefano Guarino e Domenico Fraterno sull’area Sud Occidentale del Fiume Sarno ed il testo Castel Volturno Blues di Salvatore Porcaro e Luca Rossomando, estratto dal libro Sangue Amaro (edizioni L’ancora).

Inoltre sarà mostrata la ricerca video “Atigyea Koraa or It has Backfired” su Castel Volturno portata avanti dalla tedesca Sandra Hetzl, che nel 2009 ha trascorso in Campania sei mesi con una borsa di ricerca sponsorizzata dal DAAD. Castel Volturno, cittadina a circa 35 chilometri a nord-ovest di Napoli, è diventata nel corso degli scorsi anni meta e rifugio per migliaia di migranti illegali di origine africana, dove trovano forme di sussistenza e protezione nell’ambito dell’economia sommersa. Privi di documenti, i migranti spesso finiscono nella morsa dello sfruttamento della criminalità organizzata. Nel documentario “Black Italy” Hetzl indaga le condizioni di vita dei migranti di origini africane residenti a Castel Volturno, coinvolgendoli nell’uso del linguaggio audiovisivo, e disegna una topografia di un luogo liminare, dove accadono cose e vivono persone che ufficialmente non esistono… Nel corso della sua residenza a Castel Volturno l’artista ha lavorato a stretto contatto con le NGO napoletane Associazione G. Franciosi – Collegamento Campano Contro le Camorre e Associazione Artefatto Factory.

Un altro lavoro in mostra sarà dell’americano Alex H. Auriema (USA, vive e lavora a Roma), che costruirà un’installazione usando borse che l’artista ha realizzato insieme ad alcuni giovani senegalesi conosciuti a Napoli, copie volutamente maldestre delle borse contraffatte vendute per strada dai venditori ambulanti di origine africana. Il lavoro di Auriema ha un aspetto performativo e si basa su rapporti di mutua fiducia e collaborazione che l’artista riesce a stabilire con determinate comunità, in questo caso quella dei venditori ambulanti. L’installazione sarà il risultato di un processo nel corso del quale Auriema ha indagato strutture e modalità di distribuzione della merce contraffatta del mercato dei falsi.

Il lavoro di Eugenio Tibaldi è a sua volta incentrato sulle economie informali. In mostra verrà presentata una fotografia che si riferisce a un progetto realizzato da Tibaldi a Napoli e che ritrae, come estraniata, la merce dei venditori ambulanti che lavorano sulle spiagge italiane.

 

Dettagli

Inizio:
16 Aprile 2010-20:00
Fine:
16 Maggio 2010-20:00
Sito web:
www.transientspaces.org

Luogo

Palazzo Ruffo di Bagnara
Piazza Dante 89
Napoli, NA 80135 Italia
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