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DIASTEMA. Per un’arte festiva

11 Giugno 2011

11 giugno 2011
START ORE 19:00
Museo Hermann Nitsch
Vico Lungo Pontecorvo 29/D, Napoli

Sabato 11 giugno 2011, presso il Museo H. Nitsch di Napoli, il carattere festivo dell’arte, che la Fondazione Morra, in tutte le sue proposte e attività, ha sempre cercato di mantenere vivo, sarà
celebrato attraverso un ricco programma di iniziative ed eventi legati alla presentazione del nuovo Manifesto artistico-filosofico DIASTEMA. Per un’arte festiva di Romano Gasparotti.
La serata inizierà alle ore 19:00 con la prima assoluta dell’evento di musica, parola e danza DI UN PENSARE IN OPERA. Caravaggio, Nitsch, Hendrix forse… su musiche di Andrea Rossi Andrea,
eseguite dal vivo, testi di Romano Gasparotti e coreografie di Valentina Moar da lei stessa interpretate. Seguirà la presentazione del nuovo MANIFESTO artistico da parte del suo autore, che ne
discuterà assieme a Giuseppe Morra, presidente della Fondazione e direttore del Museo H. Nitsch e Maurizio Zanardi, filosofo e co-fondatore della Casa editrice Cronopio. Infine la serata si concluderà con l’azione poetica di Francesco Correggia (artista visivo, performer e docente presso l’Accademia di Brera di Milano) dal titolo “L’ombra di Hegel contro l’immutabile Hegel”.
Il nuovo Manifesto Diastema parte dall’assunto che l’artisticità di un’opera non si esaurisce affatto nelle datità osservabili in cui l’azione poietica semplicemente va a terminare, ma si custodisce e si ri-vela in ciò che non è fenomenicamente osservabile, di modo che non vi è nessuna differenza tra arti destinate alla produzione di oggetti e arti che si esauriscono nell’azione. Il carattere musicalperformativo, infatti, riguarda, sia pure in diversi modi, tutta l’arte quale manifestazione di un’azione drammatica di pensiero in opera. La stessa filosofia – una volta sottratta alle aule accademiche, che non sono affatto la sede “naturale” né originaria del pensare – può tornare a essere arte delle Muse (come Platone l’aveva definita), mentre l’arte, a sua volta, viene a configurarsi come danza del pensiero, che si manifesta all’insegna dell’ indisciplina (nell’accezione che ne diede Carmelo Bene). Ovvero nella sua vocazione – diastemica appunto – di collocarsi/dislocarsi tra diversi linguaggi, tra differenti forme, tra eterogenei media, senza mai identificarsi con alcuno di essi in particolare. E artisti fortemente indisciplinati sono tutti coloro che metteranno i loro corpi viventi performativamente in opera nella serata dell’11 giugno, a cominciare da Andrea Rossi Andrea (per l’ennesimo anno votato tra i primissimi bassisti italiani nella classifica Top jazz 2011, ma
anche da lustri pittore, scultore e fotografo, oltre che musicista per nulla legato a un genere particolare), il quale discuterà attraverso la voce, i poliritmi e l’ambient sound del suo orfico basso
elettrico arricchito dalle tecnologie MIDI, con la voce filosofica di Romano Gasparotti e la body action di Valentina Moar (una delle più intense “scoperte” di Carolyn Carlson, da tempo
protagonista sulle scene del teatro/danza europeo, con all’attivo numerose coreografie e collaborazioni con artisti visivi, fotografi e musicisti internazionali). Nella performance di Fancesco Correggia, infine, che concluderà la serata, il pensare filosofico dell’autore dell’Estetica viene messo in opera come gesto e parola incisi e inscritti nel corpo stesso dell’artista.
Il nuovo movimento DIASTEMA. Per un’arte festiva inizia in questo modo da Napoli il suo cammino nel XXI secolo.

Romano Gasparotti, dopo alcune esperienze quale danzatore/attore si è dedicato agli studi di filosofia teoretica sotto la guida di E. Severino e di estetica, sotto la guida di M. Cacciari, insegnando in varie università italiane(ora presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita e Salute” – S. Raffaele di Milano) e collaborando con varie istituzioni culturali italiane ed europee. Tra i suoi principali libri: Le forme del fare (con M. Cacciari e M. Donà), Liguori, Napoli 1987, Movimento e sostanza. Sulla ‘teologia’ platonico-aristotelica, Guerini e Associati, Milano 1995, Sokrates Y Platon, Akal, Madrid 1996, I miti della globalizzazione. Guerra preventiva e logica dell’immunità, Dedalo, Bari 2003, Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia, Cronopio, Napoli 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo, l’animale erotico, Bollati Boringhieri, Torino 2007, L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse, Moretti&Vitali, Bergamo 2010. Ha altresì curato il volume In contrattempo. La pittura malgrado tutto, Mimesis, Milano 2007. Oltre a essere l’autore del nuovo Manifesto artistico-filosofico Diastema. Per un’arte festiva, ha all’attivo la regia e la partecipazione ad alcuni spettacoli musical teatrali quali IMEROS. Quando Amore mi spira noto… (tratto dal suo libro Filosofia dell’Eros) e DI UN PENSARE IN OPERA con Andrea Rossi Andrea e Valentina Moar.

Andrea Rossi Andrea, artista visivo (pittore, scultore, fotografo, performer), musicista (compositore, bassista elettrico). Laureato al DAMS di Bologna (Arti Visive) e all’Accademia di Belle Arti di Venezia (Specialistica in Pittura), ha studiato basso con Bruce Gertz (Berklee College of Music, Boston), Cameron Brown, Larry Ridley (Manhattan School of Music, New York). Dal 1985, anno del suo esordio, lavora nei circuiti dell’arte contemporanea come artista visivo e bassista elettrico solista, unendo a queste esperienze le attività, sia in studio che dal vivo, con musicisti di varie aree. Tutte le sue opere, dalle primissime (1970 ca.), si caratterizzano per il continuo utilizzo, implicito ed esplicito, dell’antenna “ground plane”, dispositivo ricetrasmittente anche formalizzato per un ampliamento etico-estetico del lavoro artistico. Tra il 2003 e il 2011 è stato più volte premiato dal referendum della rivista “Musica Jazz” (Top Jazz). Il terzo cd a suo nome – Textmeldg. Blue – è risultato primo classificato fra i dieci migliori dischi internazionali del 2006 per la Top Ten di Giampiero Cane in “Alias-Il Manifesto” ed il suo quarto cd – 27min Tintoretto – inserito fra i migliori dischi internazionali del 2007 da “All About Jazz”. Ha ricevuto su “Alias-Il Manifesto” il massimo giudizio critico di “Immenso” e dalla rivista “Jazzit” il bollino rosso d’eccellenza “Jazzit Likes It!”: Lavori di Andrea Rossi Andrea si trovano in collezioni pubbliche e private di paesi europei ed extraeuropei. www.andrearossiandrea.it

Francesco Correggia, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e fondatore e direttore del Centro di Ricerca CRAB di Milano, dopo le esperienze di body art sperimentate nei primi anni ‘70, attraversa i territori della poesia visiva, per approdare poi ad una pittura quale “corpo-scrittura” (secondo la definizione data da G. Nonveiller), nella quale le esperienze precedenti si decantano per essere declinate all’interno della bidimensionalità del quadro. Gli spiccati interessi nel campo della riflessione estetico-filosofica lo portano a scrivere numerosi saggi sull’arte contemporanea, a dialogare e collaborare, in occasione di conferenze, convegni e libri, con filosofi quali U. Galimberti, C. Sini, V. Vitiello, F. Duque, M. Sgalambro, M. Donà, R. Gasparotti e a curare mostre dal taglio molto particolare e frutto di una radicale riflessione sui temi cruciali dell’arte contemporanea. Ha partecipato a numerose rassegne internazionali, tra le quali la XLV Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma; suoi lavori artistici si trovano presso Istituzioni pubbliche e private. Con l’inizio del nuovo secolo, la componente gestuale e performativa del suo operare artistico – del resto mai venuta meno nelle produzioni pittoriche e visive – è riemersa in primo piano nella realizzazione di azioni poetiche dedicate ad alcuni dei maestri del pensiero occidentale moderno (come Kant ed Hegel), nelle quali il pensare filosofico viene riportato in opera come arte, attraverso l’azione performativa.

Valentina Moar, dopo gli studi di balletto e danza contemporanea a Milano e in varie città europee, viene selezionata nel 2001 da Susanne Linke per l’Atelier Teatro Danza della Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e, nel 2002, da Carolyn Carlson per l’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia, dopodiché viene scelta quale danzatrice e interprete del lavoro dei coreografi Henrik Kaalund, Mikko Jairi, Leonard A. Cruz, Teresa Ranieri, Christina Gehrig Binder, Kjersti Müller Sandsto, sotto la direzione artistica di Carolyn Carlson (2003). Entra a far parte quale professionista di diverse compagnie e progetti europei indipendenti e di ricerca, in Germania, Austria, Francia, Svizzera, Turchia (in occasione di Istanbul capitale europea della cultura), India, Italia (Festival dei Due Mondi di Spoleto, Biennale Danza, Trieste per la Danza, Fondazione Teatro di Modena ecc.). Dal 2008 è performer e coreografa all’Institute of Electronic Music and Acoustics IEM, University of Music and Drama Arts, Graz per EGM “Embodied Generative Music” (team Prof. Gerhard Eckel, David Pirrò, Deniz Peters), un progetto di ricerca che utilizza i dati della motion tracking della danza per guidare la sintesi del suono e la composizione musicale, realizzando varie performances tra le quali Bodyscapes ( 2009). Ha fatto parte del cast di danzatori della trasmissione televisiva RAI Vieni via con me (di Fazio e Saviano) sotto la direzione del coreografo R. Castello. Ha all’attivo diversi a solo presentati in festival e rassegne europee e ha firmato numerose coreografie, collaborando in particolare con artisti visivi, fotografi e musicisti internazionali.

Maurizio Zanardi, filosofo, saggista e tra i più attivi e civilmente impegnati protagonisti della scena culturale napoletana e nazionale, ha sempre diviso i suoi interessi tra la ricerca filosofica nel campo della teoria politica e dell’estetica – con all’attivo diverse pubblicazioni (ultime tra le quali il saggio “Arte al presente”, in Kainos, 10, 2010 e la cura del volume La democrazia in Italia, Napoli 2011) – e l’impegno nell’editoria quale co-fondatore e direttore delle edizioni Cronopio di Napoli, una delle realtà editoriali italiane più originali, più aperte alla cultura europea (nel suo catalogo figurano autori come Derrida, Deleuze, Nancy, Badiou, Rancière) e meno omologabili nelle sue scelte, la quale pubblica anche le riviste Ventre, nuova rivista di architettura e Espressione, rivista di filosofia.

Andrea Rossi Andrea, Ground Plane Antenna, Untitled, 2011, installation, Naples, Fondazione Morra Museo, Hermann Nitsch

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Data:
11 Giugno 2011
Categoria Evento:

Luogo

Museo Hermann Nitsch
Vico Lungo Pontecorvo 29/d
Napoli, 80135 Italia
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