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Pietro Fortuna Eugenio Giliberti. Due pesi gemelli

29 Settembre 2010-19:00/29 Ottobre 2010-19:00

29 settembre – 29 ottobre 2010
OPENING 29 SETTEMBRE ORE 19:00
Palazzo Ruffo di Bagnara
Piazza Dante 89, Napoli

Pietro Fortuna ed Eugenio Giliberti si conoscono nel corso degli anni ’90, invitati insieme in diverse grandi mostre. Nel tempo, sulla immediata “simpatia” poetica, si sedimenta un rapporto di amicizia intellettuale che coinvolge i rispettivi ambienti e progetti.
Oggi prendono la decisione di avvicinare e confrontare puntualmente le proprie esperienze a partire dallo stesso luogo dove in tempi lontani si compì un altro incontro fecondo: Palazzo Bagnara, in Piazza Dante, sede allora della scuola letteraria di Basilio Puoti, che fu teatro dell’incontro tra il giovane studioso Francesco De Sanctis e Giacomo Leopardi e oggi sede della bellissima galleria della Fondazione Morra.
Nell’evento, la memoria, in senso leopardiano, agisce per scuotere il presente dalla sua impoeticità. Un orizzonte, quello del ricordo, che induce a stare, a fare di quel luogo un presidio, a mediare l’artificio della ragione e il destino del sentimento.
La mostra, in armonia con l’architettura del luogo, è strutturata in tre ambienti.
Il primo ambiente ospiterà il lavoro di Giliberti: “volo di un omino giallo”, un’animazione tridimensionale realizzata con una serie di sculturine in cera dello stesso soggetto – “l’omino giallo” – disposte su un cerchio rotante. Ripreso nei movimenti della corsa e del volo, alla luce di una lampada stroboscopica e in un ambiente oscurato, sarà possibile vedere il piccolo essere di cera fare qualche passo di corsa e spiccare il volo. Il lavoro allude all’elogio degli uccelli una delle operette morali facenti parte della raccolta pubblicata dall’editore Starita durante il soggiorno del poeta a Napoli negli ultimi anni della sua vita.
Nella seconda sala Fortuna fisserà alle pareti delle barre di metallo su cui disporrà una serie di avvolgimenti realizzati arrotolando disegni, foto, iscrizioni come fossero elementi presi da un catalogo minimo di oggetti e stilemi. Il lavoro insiste sul passaggio dalla leggerezza delle immagini, chiuse nel buio degli avvolgimenti, al loro trasformarsi in volume; in questo processo la memoria, prima affidata alle cure di una raffigurazione ineffabile, diviene ora sostanza opaca, presenza solida.

Infine nella sala maggiore saranno presentate due opere concepite come un lavoro unitario; una scultura a figura intera modellata in cera, sorta di “autoritratto” di Giliberti, che fronteggia un’istallazione di Fortuna realizzata assemblando delle lastre di metallo. Una specchiatura, dunque, in cui la contrapposizione frontale degli oggetti ci porta a percepire la loro
presenza come qualcosa che si dispone a favore di un gesto corale, l’indicazione di un’azione che chiede una condivisione.
Le opere esposte declinano, secondo le due diverse ma convergenti sensibilità, pari interesse per la contemporaneità della scultura, non più intesa come presenza monolitica e altisonante, affidata all’inerzia e all’invulnerabilità dei suoi materiali, ma come un fare che si deposita nella precarietà e transitorietà della materia, catturata nella sua cangiante consistenza.
Durante il periodo della mostra verrà presentato un catalogo con le immagini delle opere in situ corredate dai testi di Lóránd Hegyi, Pablo Visconti e da una lettera di Angela Tecce.

La pubblicazione sarà realizzata grazie alla collaborazione di Giacomo Guidi Arte Contemporanea MG Art.

 

Dettagli

Inizio:
29 Settembre 2010-19:00
Fine:
29 Ottobre 2010-19:00

Luogo

Palazzo Ruffo di Bagnara
Piazza Dante 89
Napoli, NA 80135 Italia
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